Zuccherificio - Operai esposti all’amianto.
21 Ott 2007 di zoen2601
di Elena Livieri
PONTELONGO. Su un terzo dei lavoratori dello zuccherificio «Italia Zuccheri», sottoposti a visita specialistica perchè sono stati esposti all’amianto prima della bonifica del 1992, sono state trovate placche pleuriche. Segno inconfutabile delle nocive conseguenze dell’amianto che nella peggiore delle ipotesi può provocare il mesotelioma pleurico, una grave forma tumorale. La Cgil ora chiede che altri lavoratori vengano sottoposti ai medesimi controlli. Una diagnosi precoce può infatti salvare la vita a chi ha lavorato maneggiando eternit. Finora sono 17 gli operai che si sono sottoposti alla visita specialistica. Sei di questi presentano placche ai polmoni e devono seguire un rigoroso calendario di controlli periodici per tenere a bada l’evolversi di una eventuale malattia. Delfino Bergamin, segretario della Cgil per il settore dell’industria alimentare, lancia l’allarme per altri 45 lavoratori, tuttora impiegati nello stabilimento di «Italia Zuccheri»: «Due anni fa abbiamo posto la questione all’azienda - fa sapere il sindacalista - e dopo i primi tentennamenti siamo riusciti a dare corso a queste visite. Inizialmente sono stati coinvolti i lavoratori dai 52 anni in su, cioè quelli che sono stati esposti per il numero maggiore di anni all’amianto. L’eternit - sottolinea Bergamin - veniva usato nella manutenzione degli impianti dello zuccherificio, per isolare i tubi. Nel ’92 è stato bandito e lo zuccherificio lo ha eliminato bonificando tutto lo stabilimento. I risultati delle visite fatte dimostrano che il rischio è reale e diffuso. Quindi chiediamo che altri 45 lavoratori, anche se sono stati esposti per meno tempo alle fibre di amianto, vengano coinvolti nella campagna di prevenzione. Non tocca a me sottolineare il risultato degli screening effettuati - incalza il sindacalista - ma mi pare opportuno intervenire quanto prima in favore di tutti gli operai che rischiano di manifestare prima o dopo le conseguenze nefaste per aver lavorato a contatto con l’eternit. Nei prossimi giorni dobbiamo incontrare il responsabile dello Spisal di Piove di Sacco, il medico aziendale e il nostro assistente della Cgil. Ci proponiamo di esaminare il risultato dello screening effettuato e chiederemo di estenderlo ai lavoratori che sono rimasti esclusi dalla prima campagna di controlli. La prima cura necessaria - conclude Bergamin - è quella diagnostica». La Cgil offre assistenza ai lavoratori per questo tipo di problemi ogni lunedì sera dalle 17 alle 19 nella sede di Piove di Sacco in via Gramsci.





