Jacob Cohën vola con il jeans d’alta sartoria
27 ott 2007 di zoen2601
Nicola Bardelle, anima e volto del brand, svela a Modaonline le origini ed i segreti del jeans d’alta sartoria e dalla perfetta vestibilità. Dopo aver archiviato il 2006 a quota 15 milioni di euro, e stimando una chiusura 2007 a 18 milioni gli step successivi riguardano le aperture di 15 nuovi negozi world-wide “del jeans su misura”
Il marchio Jacob Cohën, nasce nel 1985 a Pontelongo (Padova), da un’idea di Tato Bardelle, già creatore e proprietario di brand di successo come Outsider, Americanino e Kinghino. Nel 2003, il figlio Nicola decide di riprendere in mano il brand, reinventandolo nello stile e rinnovandolo nel genere, cercando di mantenere però i tratti distintivi di una lunga tradizione familiare alle spalle. “Ho trascorso tutta la mia infanzia all’interno dei magazzini di tessuto jeans – ha dichiarato Nicola Bardelle (foto a sinistra), responsabile prodotto e proprietario del brand Jacob Cohën, a Modaonline - e sono cresciuto diviso tra una madre alle prese con le linee di produzione e confezione, ed un padre responsabile delle vendita e della distribuzione dei vari marchi di famiglia. Dopo un iniziale impegno verso gli studi in materie giuridiche mi sono avvicinato al mondo della moda.
Non posso certo dire di avere avuto subito una passione per questo settore, ma sicuramente l’attività di famiglia ed il lavoro dei miei genitori hanno contribuito a fare emergere qualcosa che di innato, in me, già esisteva”. La perfetta vestibilità è forse la qualità che più contraddistingue questi jeans, che definire semplici denim non è corretto viste le loro caratteristiche che li portano a differenziarsi totalmente da quelli più comuni avvicinandoli a quelli che in gergo vengono definiti tailored jeans. Etichetta in cavallino, bottoni placcati in argento, orlo a punto catenella e denim giapponesi Kurabo o Kyra. Questi alcuni dei must dei pantaloni Jacob Cohën totalmente Made in Italy disponibili in più di 20 diversi tipi di denim tra i quali i preziosissimi cimosati e 45 differenti lavaggi. “Non è stato facile ottenere il perfetto equilibrio tra coscia e e fondo. Ci sono voluti mesi e mesi di continue prove e sperimentazioni accompagnati da infiniti prototipi che io stesso indossavo e cercavo di sentire, rendendomi conto di volta in volta cosa non andava bene, cosa si poteva migliorare e come lo si poteva ottenere. Alla fine posso dirmi molto soddisfatto del risultato ottenuto: sono riuscito a dare vita al jeans che io stesso avrei sempre voluto indossare con le qualità di eleganza e comodità, ma soprattutto adatto anche a chi ha poco confidenza con il denim e davvero capace di calzare a pennello a chiunque. Anche i lavaggi, che sono frutto di ripetuti passaggi manuali, sono stati provati e riprovati infinite volte. E possedere una lavanderia di nostra proprietà ha agevolato il nostro lavoro in questo senso”. Dal 2005, con licenza decennale, la produzione e la distribuzione del marchio Jacob Cohën sono affidate all’azienda Giada Spa, che ha sede ad Adria (RO), che ha chiuso l’esercizio 2006 con un fatturato di 15 milioni di euro, dei quali 11 milioni realizzati con il brand di jeanseria. Sono 120 mila i capi venduti per l’A/I 2007/2008 e oltre i 18 milioni la cifra di fatturato pari alla quale mira concludere l’anno 2007. Sul piano retail è stata intrapresa una precisa strategia, basata sulla scelta di boutique altamente selezionate nel nostro Paese come Giò Moretti a Milano, Rospini a Firenze, Gemelli a Bari, Russo a Capri, Harrison a Palermo, per citarne alcune. L’Italia, che genera circa il 75% del fatturato totale, rappresenta attualmente il primo mercato del brand. Sui mercati esteri, la presenza è già ben consolidata in Giappone, Olanda, Belgio e Germania, mentre Francia e Spagna sono state approcciate da poco e nuovi interessanti progetti riguarderanno paesi nei quali sbarcare entro fine 2008, come Canada, Usa e Cina. “Un progetto che a me sta molto a cuore riguarda l’apertura di 15 negozi in tutto il mondo dove poter farsi realizzare il Jeans Jacob Cohën su misura con la possibilità di scegliere ogni minimo dettaglio del pantalone, a partire dal colore, modello, tipo cuciture, tipo d’accessori, il filato e compreso, per i clienti più esigenti, il ricamo interno del proprio nome o quello delle iniziali sul taschino esterno”. Mira in alto dunque il brand Jacob Cohën nato per un target medio-alto di clientela (il prezzo di un jeans parte dai 200 e può arrivare sino ai 600 euro, ndr), compreso nella fascia d’età che va dai 30 ai 50 anni ma che, ultimamente, si è abbassata sino ai 20. Segno che evidenzia come la perfetta vestibilità ed i dettagli preziosi e ricercati vengano apprezzati sia da persone adulte, sia dai più giovani. Il marchio Jacob Cohën si è più volte affiancato a Larusmiani, storica azienda leader nella produzione di cotone di alto livello dal 1922 e specializzata nella realizzazione di tessuti particolari. Nello sviluppo del loro rapporto di collaborazione, spicca la produzione per il prossimo A/I 2007/2008 di un tessuto in esclusiva consistente nell’inedita lavorazione Real Herring Bone, utilizzata solitamente sui tessuti pesanti, a doppio ritorto e con torsioni invertite per creare ed enfatizzare il classico effetto a spina di pesce. Per la prossima P/E 2008 Larusmiani produrrà, invece, in esclusiva per il brand il jeans in seta. “L’obiettivo futuro che mi sta più a cuore – conclude Bardelle - è quello che vi ho già anticipato. Il su misura, per il quale intendo impegnarmi al massimo per riuscire nel modo migliore e più completo possibile, sia in termini di organizzazione che di formazione dello staff che andrà a seguire questo progetto. Step successivo sarà sicuramente l’apertura di un ufficio stile a Londra, città nella quale anche vivo e che ritengo sia la metropoli open-mind per eccellenza. Per quanto riguarda altri piani di sviluppo, posso solo anticiparvi che estenderò il brand Jacob Cohën anche alle creazioni baby, ma solamente quando avrò un bambino tutto mio. Quello che mi auguro invece per il futuro è di arrivare a totalizzare delle cifre pari a quelle raggiunte da mio padre con i suoi marchi negli Anni Ottanta”.
di : Erica Trincanato da www.modaonline.it





