Dieci Consigli riuniti, Regione assente «Siamo delusi, non votiamo i loro progetti»
11 nov 2007 di zoen2601
PIOVE DI SACCO. La sensazione è brutta. L’altra sera non uno, bensì dieci consigli comunali (agli otto «parlamentini» interessati ai progetti si sono aggiunti Legnaro e Cona) si sono riuniti in seduta aperta per discutere del futuro dell’ospedale piovese. Un’assemblea gigantesca. C’erano anche i consiglieri regionali firmatari delle proposte di legge per l’aggregazione con l’Usl di Padova o quella della Bassa. Non c’era il presidente della Regione e non c’era nemmeno l’assessore alla Sanità. Nemmeno un delegato per salvare almeno le apparenze. Non uno dei consiglieri regionali ha fatto proprio il protocollo d’intesa proposto dai sindaci per garantire un futuro all’ospedale di Piove. Per questo la sensazione è brutta. Perché l’impressione è che qualcuno abbia già deciso cosa dovrà succedere nei prossimi anni in Saccisica sul fronte della sanità. Sindaci. Il primo cittadino di Piove di Sacco, Mario Crosta, interpretando la volontà anche dei colleghi di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo, ha bocciato il progetto di aggregazione con la Bassa padovana. Per limitarsi agli aspetti pratici, che poi sono quelli che contano per i cittadini, non c’è nemmeno un collegamento diretto dei mezzi pubblici fra Piove ed Este. Bisogna passare per Padova e perdere mezza giornata per strada. Va bene l’ipotesi di entrare nell’Usl padovana, ma con precise garanzie: «Vogliamo assicurata la centralità del nostro ospedale - ha affermato Crosta - per gli aspetti sanitari e per i servizi sociali. Deve rimanere una struttura per acuti, con risorse adeguate. Vanno rimosse le inefficienze, assegnati i primariati, realizzati i progetti già finanziati, istituito un presidio tecnico e amministrativo. E va allargato il bacino di riferimento ai paesi che già oggi usufruiscono dell’ospedale di Piove, come Agna, Candiana e Bovolenta. Proponiamo che su questo venga siglato un protocollo d’intesa fra enti locali e Regione». Il sindaco di Correzzola, Mauro Fecchio, ha suggerito prudenza: «La madre di tutti i problemi dell’Usl 14 sono le scarse risorse di cui è da sempre destinataria. La media regionale è di 1.400 euro pro capite. Nel Vicentino si arriva a cifre da capogiro, fino a 1.700 euro. Per noi soltanto 1.300. A me sta bene il protocollo, ma chi lo firma in Regione?». Domanda più che opportuna. Regione. Regina Bertipaglia e Leonardo Padrin hanno asserito con decisione che il progetto per aggregare l’ospedale di Piove di Sacco all’Usl 16 punta a garantire migliori servizi sanitari per la Saccisica. Come e a quali condizioni non lo hanno detto. Sul protocollo d’intesa nemmeno un cenno. Bertipaglia è rimasta ad ascoltare il dibattito, attenta e partecipe. Padrin, dopo il suo intervento, se n’è andato. Quello che doveva dire l’aveva detto. E forse non aveva di che ascoltare. I consiglieri di An, Piergiorgio Cortelazzo e Raffaele Zanon, hanno sostenuto il loro progetto di aggregazione con la Bassa padovana. Il consigliere Gianni Gallo (Ds) ha detto una cosa tanto ovvia quanto troppo spesso dimenticata: gli stessi consiglieri che oggi si stracciano le vesti per difendere l’ospedale di Piove fanno parte della maggioranza di governo in Regione che ha determinato con la sua politica la precaria situazione in cui oggi versa lo stesso nosocomio. Del resto va ricordato, per dovere di cronaca, che il consigliere Padrin era nella commissione sanità quando è stata approvata la delibera che cancellava da Piove il primariato di rianimazione. E c’era ancora Padrin in Regione quando all’ospedale di Piove di Sacco è stata negata la risonanza magnetica. Conclusioni. La delusione dei sindaci, dei consiglieri comunali e dei cittadini l’altra sera era palpabile: «Ci avvilisce e disorienta la totale latitanza dei consiglieri regionali - ha concluso Crosta - qualcuno avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di portare avanti le istanze di questo territorio. Non lo ha fatto nessuno. Così non votiamo alcun progetto».
di : ELENA LIVIERI
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