Parola d’ordine: «Va tutto bene!»
25 Gen 2008 di zoen2601
Chiunque abbia visto il noto film di Mathieu Kassovitz «L’odio», ricorderà la storia di quell’uomo che per disgrazia cade da un piano molto alto di un grattacielo ed è, quindi, destinato a schiantarsi al suolo senza alcuna salvezza. Quest’uomo però, per non morire di infarto prima dello schianto, ad ogni piano che supera e che lo separa da una fine certa, dice a se stesso «Fin qui tutto bene! Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio». La fine di un anno è sempre un’occasione per fare un bilancio di quanto sia successo e di quanto si sarebbe potuto fare per raggiungere migliori risultati. Non è incoraggiante constatare che anche per l’Italia, come per lo sfortunato protagonista del film di Kassovitz, l’espressione più ricorrente sia «Va tutto bene!» mentre, a ogni mese che passa, lo schianto sembrava più vicino.
Questo tormentone che ascoltavamo ogni giorno dalla bocca del nostro ex governo, questo ritornello continuo secondo cui in Italia «va tutto bene» non ha fatto altro che rafforzare la convinzione dei cittadini, compresi quelli che per questo governo avevano votato, che il momento dello schianto si stava sempre più avvicinando. Infatti, come diceva il protagonista del film che ha ispirato queste riflessioni, «il problema non è la caduta, ma l’atterraggio!». Ebbene, la domanda che si pone è se l’anno appena iniziato sarà un anno di ulteriori cadute o se invece si potrà giungere al rimedio più naturale in un Paese democratico: quello delle elezioni.
di Emanuela Melchiorre





