Paesi soffocati da puzza e inquinamento Trasporto via rotaia «bocciato» dal tribunale
23 Mar 2008 di zoen2601
PONTELONGO. L’altra faccia della medaglia. La presenza dello stabilimento, infatti, è all’origine anche di una serie di annose problematiche. Due le questioni aperte: quella della puzza e quella del traffico pesante durante la campagna. C’è chi ha definito Pontelongo, più o meno ironicamente, «Paese dei miasmi». Il problema si ripropone tutti gli anni: un odore fastidioso che a volte diventa nauseabondo, anche se non tutti i giorni sono uguali. Molto incidono pressione atmosferica e temperatura. In ogni caso la puzza è davvero insopportabile durante particolari fasi della lavorazione della barbabietola, che ne prevedono la fermentazione. Trovare però qualcuno che in paese si lamenti è impossibile. Alla vigilia dell’ultima campagna la questione è arrivata in consiglio comunale. E’ stato chiesto all’amministrazione di vigilare sul livello delle emissioni e di mettere in campo tutti i provvedimenti necessari per contenere il fenomeno. Contemporaneamente è stata sollevata la questione che tutta questa puzza potrebbe anche arrecare un danno economico al paese. Secondo una ricerca dell’Università di Siena, infatti, in una zona dell’Italia centrale interessata dalle emissioni di un impianto saccarifero le abitazioni hanno perso di valore. Vero è che a Pontelongo nessuno ha ancora venduto casa per questo motivo, ma allo stesso tempo è altrettanto vero che i prezzi delle abitazioni sono tra i più bassi del territorio. Il sindaco Federico Ossari ha sempre tenuto un atteggiamento ponderato sulla questione. «Siamo nati e cresciuti - spiega - con l’odore dello zuccherificio. Non vedo il caso di farne un dramma. Il comune ha interpellato l’Arpav e ha interessato la Provincia, ma nessun ente ha segnalato disagi oltre la media». Normale invece cogliere qualche malumore nei comuni limitrofi, dove i disagi non sono compensati da un ritorno in termini di benefici economici e sociali. «E’ indubbio che nei confronti delle emissioni dello stabilimento - commenta il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio - ci sia sempre stata grande tolleranza. Tuttavia il problema esiste e dovrebbe essere affrontato con investimenti adeguati». Altro motivo di continue discussioni è quello dei trasporti. Per eliminare parte delle migliaia di camion che nei mesi della campagna intasano le strade si è pensato, negli anni scorsi, di trasferire parte del carico su rotaia. Si è investito così su un raccordo ferroviario all’interno dello stabilimento in modo che le bietole possano essere scaricate usando i binari di Sistemi Territoriali. Ma la soluzione non è stata gradita da tutti. Sono nati così comitati di cittadini che, dopo avere visto le loro abitazioni lungo la tratta in pericolo per le vibrazioni, hanno portato la questione in tribunale che ha dato loro ragione. E così, anche per quest’anno, sono previsti solo due treni al giorno e non dopo le 22.
di : Alessandro Cesarato






