NESSUNA PROROGA AI ROM ARZERGRANDE
15 Lug 2008 di zoen2601
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DAL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
ARZERGRANDE. Il campo nomadi di via Marconi sarà sgombrato entro l’autunno. Questa volta il termine temporale è perentorio e non ammette più proroghe. Ad assicurarlo è lo stesso sindaco del centrosinistra Cesarina Foresti, che a breve incontrerà il prefetto per definire i dettagli. La decisione in realtà era già stata resa nota giusto un paio di mesi fa ed aveva raccolto, fra l’altro, pareri favorevoli in paese. I tempi per l’ordinanza comunale, prevista inizialmente per l’estate, sono tuttavia scivolati a causa di alcuni ostacoli burocratici. In particolare a creare qualche intoppo è stata la misura giudiziaria restrittiva a cui è ancora sottoposto il responsabile del campo, Marco Lovacovic, che, per sua stessa ammissione, lo intima a non allontanarsi. Una restrizione che si è trasformata però in un’ancora di salvezza per i rom stanziati nel campo, certi fin da subito che il loro immediato allontanamento sarebbe stato quanto meno problematico. «Il provvedimento di custodia - precisa il sindaco - scadrà nei prossimi mesi. Questo alibi che ha rafforzato la sicurezza dei rom ha pertanto i giorni contati. Non siamo preoccupati di dovere aspettare qualche mese in più rispetto alle previsioni iniziali. L’impegno preso di chiudere il campo è confermato, se non rafforzato. Il nostro obiettivo è quello di chiuderlo in maniera definitiva e per questo abbiamo preferito evitare di emettere provvedimenti parziali e provvisori, aspettando invece che ci fossero tutte le condizioni legali per un’unica e definitiva ordinanza». «In questi ultimi mesi - precisa poi la Foresti - da parte degli interessati non c’è stato alcun tentativo di recuperare la situazione. Continuano a comportarsi da incuranti di qualsiasi regolamento e richiamo amministrativo, come nulla fosse accaduto. D’altra parte dal tenore di vita che dimostrano è presumibile che siano persone a cui non mancherebbero le risorse per trovare delle soluzioni abitative alternative. Rispetto alla legalità - conclude il sindaco - non ci sono diversità legate all’etnia. Le regole da rispettare sono uguali per tutti, per cui crediamo sia opportuno agire in direzione di un atto di giustizia nei confronti dell’intera cittadinanza di Arzergrande».
di Alessandro Cesarato






