Articoli Stampa
5 mag 2007 di zoen2601
Di seguito viene riportata la rassegna stampa del mese in corso che interessa e/o ha interessato qualche avvenimento del nostro paese, tratta principalmente dai due quotidiani locali. Nelle sotto-pagine che trovate alla fine della rassegna corrente, sono archiviati tutti i restanti articoli divisi per mese dal gennaio 2007.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 18 SETTEMBRE 2009
Pagina 28 – Provincia
Richiesta di risarcimenti I sindaci della Saccisica pronti a unire le loro forze
Marcolin: «Giornata critica, impegnati tutta la notte» Disponibili in Comune i moduli per quantificare i danni
PIOVE DI SACCO. Il giorno dopo il nubifragio che ha investito tutto il Piovese è già tempo di contare i danni. «E’ stata una giornata critica – commenta il sindaco Sandro Marcolin – con interventi durati praticamente tutta la notte».
Intanto dal sito del comune è già possibile per i cittadini scaricare il modulo da compilare per segnalare i danni subiti agli immobili. I dati raccolti saranno poi integrati alla richiesta di dichiarazione di calamità naturale per ottenere i risarcimenti dalla Regione. E’ fondamentale, fanno sapere dagli uffici, presentare assieme alla richiesta anche una documentazione fotografica e cartacea. «La macchina dei soccorsi – aggiunge Marcolin – ha funzionato e ha dato risposte più veloci possibili. Sono stati una ventina i dipendenti impegnati ai quali si sono aggiunti altri 12 volontari del comune. Il magazzino comunale si è trasformato nella sala operativa anche perché il centralino del municipio era saltato. Nel corso della giornata sono stati predisposti circa duemila sacchi utilizzando quasi 400 tonnellate di sabbia». «Questo è il momento degli aiuti – dichiara infine il sindaco – ma presto ci dovrà essere anche il momento della politica. Sono necessari programmi ed investimenti di più ampio respiro per assestare il debole e precario equilibrio idrogeologico del nostro territorio».
Tra gli altri comuni più colpiti c’è Pontelongo. I residenti di via San Francesco hanno visto l’acqua raggiungere i 30 centimetri, con allagamenti e danni per oltre dieci famiglie. Anche il resto del paese si è trovato in emergenza e si è dovuto intervenire per svuotare diversi scantinati e garage. Allagati anche gli impianti sportivi. «E’ in queste occasioni – specifica il sindaco Fiorella Canova – che ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad avere in loco un gruppo della protezione civile. Con i volontari siamo rimasti al lavoro sino a tarda notte per consentire a tutti di trascorrere la notte nella propria abitazione. Tra sindaci della Saccisica – aggiunge – c’è ora l’idea di fare fronte comune nelle richiesta dei risarcimenti alla Regione». «Ancora una volta – mette in evidenza Eric Sturaro, sindaco di Correzzola – è emersa la fragilità idraulica del nostro territorio». Disagi si sono avuti per alcune famiglie di via Pelosa con l’acqua pompata fuori dalle abitazioni sino a tardi. Ad Arzergrande a finire sott’acqua sono stati i soliti punti dove, nonostante gli interventi, le criticità rimangono. Acqua ferma in via Vigna e come non mai in via Verdi. «E’ stata una pioggia eccezionale – spiega il sindaco Cesarina Foresti – tanto che anche i nuovi invasi, come in via Boschetti, non sono bastati». Si è salvato invece il territorio di Codevigo. A finire sott’acqua solo qualche terreno nelle aree più basse delle frazioni di Rosara e Cambroso. «Tenere i fossi di scarico puliti e scavati – fa notare il sindaco Graziano Bacco – offre vantaggi proprio in queste occasioni»
di ALESSANDRO CESARATO
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 17 Settembre 2009,
Piove di Sacco va sotto’acqua e resta al buio
Piove di Sacco come Venezia in piena acqua alta. Con la differenza che il fascino degli straripamenti della città lagunare si è trasformato qui in disagi, danni e sconforto. Strade diventate fiumi, uffici e semafori in tilt, garage sotterranei invasi dall’acqua e auto abbandonate sul ciglio della strada: così, ieri, si presentava la maggior parte dei quartieri. Per i vigili del fuoco, i carabinieri e la protezione civile è stata una giornata campale, iniziata di prima mattina quando un fulmine si è scaricato sulle linee elettriche e telefoniche che servono gran parte del centro storico. L’ufficio postale si è bloccato, azzerate le possibilità di mandare fax, di pagare con la carta di credito in alcuni punti vendita di via Circonvallazione e Da Molin o di prelevare contanti al bancomat. Ma è stato nel pomeriggio che i problemi hanno raggiunto l’apice, quando fossati e tombini non hanno più retto, rigettando in superficie ancora acqua, oltre a quella che aveva già coperto le strade fin dall’alba. Lunghissimo l’elenco delle vie allagate, tra le quali via Breo, Mereggia, Fiumicello, Michiel, Lucchini, Puniga, Tessari con punti andati sotto fino a mezzo metro.Danni ingenti si sono registrati soprattutto in via Breo, dove una decina di scantinati sono stati inondati fino al soffitto e, solo per un soffio, uno dei residenti non è rimasto sommerso. «Per precauzione stavo portando fuori la moto dal garage seminterrato quando dalla strada è arrivata un’ondata d’acqua che ha riempito tutto – racconta ancora scosso Romano Trabuio -. Mi sono visto piombare addosso uno dei mobili di legno dell’arredamento e fortunatamente sono riuscito a fermarlo con una gamba». Nel garage del suo dirimpettaio sono finite completamente sott’acqua alcune auto d’epoca di grande valore. «Spero che questo scena desolante serva a far capire a chi di dovere che di questo passo non si può continuare – afferma Vittorio, un altro residente -. Urbanizzare il territorio senza procedere anche con i necessari bacini di scolo è semplicemente folle». Sempre in via Breo, vicino al passaggio a livello, un automobilista è rimasto bloccato con la sua Mercedes in una pozzanghera. Lui è uscito immergendosi fino alle ginocchia e la macchina è rimasta ammollo in mezzo metro d’acqua. Allagate anche le vie della zona industriale di Tognana e la statale 516 Piovese all’altezza di Vigorovea, dove le auto hanno dovuto procedere a senso alternato per quasi tutto il pomeriggio. Dalle 17 in poi, con la fine dell’orario di lavoro, i disagi si sono acuiti. Lungo le strade ancora allagate le auto procedevano a passo d’uomo formando lunghe code. E c’è stato pure chi ha dovuto prolungare forzatamente la permanenza in ufficio causa impossibilità di mettersi in viaggio lungo parte di via Sanguinazzi, Piave e Madonna delle Grazie. In via Tessari alcuni residenti sono stati bloccati in casa per via della strada allagata. Con le pompe idrauliche i vigili del fuoco e la protezione civile hanno lavorato senza sosta per prosciugare l’acqua e ridurre al minimo i disagi. Carabinieri e polizia stradale, invece, hanno presidiato i punti viari più critici per agevolare il traffico degli automobilisti.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 17 Settembre 2009,
Candiana – La situazione più difficile per l’ondata di maltempo nella Bassa Padovana l’ha vissuta soprattutto Candiana. I problemi sono iniziati ieri mattina presto con la chiusura di via Naveguaro, nella frazione Pontecasale, e la deviazione del traffico su via Campagnon, verso Arre. Pochi chilometri prima, a Terrassa Padovana, il centro era stato invaso completamente dalle piogge torrenziali, tanto da convincere la polizia municipale a deviare il traffico verso strade alternative. Le abbondanti piogge della notte avevano già fatto danni, l’acqua caduta dalle 9 alle 11 ha fatto il resto. Oltre a via Naveguaro, dove sono andate sott’acqua quattro case, la situazione più complicata si è presentata nella zona artigianale, dove il bacino di invaso che corre dietro le fabbriche di via del Mare, è tracimato. Le aziende sono rimaste a rischio per tutta la giornata, ma il flusso dell’acqua ha invertito la rotta seguendo gli avvallamenti del terreno e dirigendosi verso la campagna allagando interi campi di mais e di altre colture pronte per il raccolto stagionale. La situazione più drammatica è stata affrontata dalle famiglie di via Naveguaro, in particolare le case che si trovano all’incrocio con via Gianella, che hanno dovuto lottare con un metro e mezzo di acqua entrato nelle abitazioni. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Piove di Sacco che sono stati aiutati da alcune squadre provenienti da Este, da Padova e da Chioggia. Gran lavoro anche per i gruppi di Protezione Civile dei Comini del Conselvano, che hanno lavorato in collaborazione con la Protezione Civile di Padova inviata nella Bassa Padovana dalla Prefettura che ha coordinato tutte le operazioni sul territorio. Fortunatamente i danni sono stati solo alle cose, e non alle persone. Grande, comunque, il disagio che questa gente ha dovuto affrontare per tutto il giorno e per quelli che dovranno ancora affrontare fino a che non saranno riusciti a rimettere tutto apposto in casa. L’altra zona particolarmente allagata è stata via Valli, la strada che corre parallela alla superstrada Monselice-Mare e in mezzo alla quale si trova l’area artigianale di Candiana e una decina di case. I vigili del fuoco e la Protezione Civile hanno lavorato a lungo per scongiurare l’allagamento delle fabbriche, in particolare della Bica, e della grossa azienda di allevamento di pollame della famiglia Scudellaro. L’invaso ha tracimato invadendo la strada e tutta la campagna circostante. Altri problemi anche in via Albrizzi, verso il centro di Candiana, dove si trova lo scolo Rabosola. Allagamenti sono stati registrati comunque in tutto il territorio comunale. Gravi i danni soprattutto per l’agricoltura. Molti i vigneti, pronti per la vendemmia, a finire sotto l’acqua, per non parlare di interi campi di mais maturo e inzuppati di acqua. Sul posto hanno lavorato a lungo il sindaco di Candiana Andrea De Marchi, impegnato in prima persona a controllare che tutto andasse per il meglio. Ora non resta che fare la stima di tutti i danni, che sicuramente saranno ingenti.
di : Stefania Mastellaro
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 17 Settembre 2009,
Gli studenti riportati a casa sui trattori
Polverara – L’allerta è scattata alle 6.45 in municipio a Polverara, con strade allagate già di primo mattino. «Chiederemo lo stato di calamità alla Regione – ha dichiarato il sindaco, Sabrina Rampin – sono diversi i danni causati alle colture, a strutture comunali, agricole e artigianali». Un ritorno a casa originale è quello toccato ai bambini della scuola elementare. Invece che con l’autobus, per evitare situazioni di pericolo dato l’allagamento di diverse strade del paese fino anche a 50 centimetri, il rientro per alcuni è avvenuto a bordo di un trattore. Le macchine agricole hanno fatto la spola più volte per portare tutti a casa, in sicurezza. Su segnalazione dei carabinieri di Casalserugo, i volontari della protezione civile si sono recati in via Riviera in soccorso ad una famiglia dove risiede un’anziana portatrice di handicap. L’acqua aveva oltrepassato la soglia di casa, ma l’allarme è subito rientrato. Allagati anche alcuni scantinati nelle maggiori zone colpite, da via Pavane a via De Gasperi, via san Fidenzio, Arzerini e parte della frazione di Isola dell’Abbà. A Bovolenta l’acqua ha sfiorato i 70 centimetri di altezza, sott’acqua le zone artigianali di via Padova e san Gabriele, via Valli alle frazioni di Fossaragna, Brusadure e Ca’ Molin. Diverse le abitazioni dove l’acqua è penetrata, tra cui quella dell’assessore alla Protezione civile, Patrizio Borile. Scantinati allagati con via Toscanini e Isonzo ostruite dall’acqua a Casalserugo, dove solo di recente si era cercato di porre rimedio alla situazione idrica aggiustando la calibratura dei regolatori di flusso sullo sfioratore collocato nello scolo consorziale lungo la strada provinciale 3. Ieri i responsabili del consorzio si sono ritrovati coi tecnici e gli amministratori del Comune per cercare di trovare una soluzione definitiva. Allagamenti anche a Cartura, dove l’acqua ha invaso le strade di via ca’ Bianca, ca’ Brusà, ca’ Orologio e Fossalta. A Maserà disagi per via delle carreggiate allagate in via Piagnon e Chiusure, punti da sempre sensibili in occasione di nubifragi.
di : Gloria Cesarotto
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 17 Settembre 2009,
Biolcati: «Persi molti posti di lavoro»
«Restano il rammarico e la delusione per la chiusura dello zuccherificio». Il pensiero è sempre là, a quando l’impianto di trattamento delle barbabietole di Porto Viro era un centro che dava lavoro a un centinaio di persone, cui si aggiungeva tutto l’indotto. «Un colpo duro per l’economia del Polesine – commenta Lauro Biolcati, segretario della Flai Cgil, uno dei firmatari dell’accordo per la riconversione a biomasse dell’ex zuccherificio – l’intesa siglata tra Regione, Italia Zuccheri, sindacati ed enti locali è comunque una conquista per il territorio, soprattutto dopo tutto il tempo speso per cercare una soluzione o un’alternativa alla chiusura. Un lungo calvario passato anche sopra la proposta del bioetanolo che per un’impennata dei prezzi delle materie prime è sfumata». Biolcati si dice soddisfatto per la tipologia di riconversione che dal punto di vista agricolo, avrà una buona resa: si parla di 1.400 euro lordi a ettaro per un totale di tremila ettari di produzione di sorgo da fibra. Certo l’energia prodotta sarà limitata, circa 12,5 megawatt, ma almeno riesce a garantire il posto a una quindicina di operai. «Dal 2006 i lavoratori dell’ex zuccherificio sono in cassa integrazione a rotazione – continua Biolcati – tanti sono fuoriusciti con la mobilità o per sopraggiunta età pensionabile. Oggi ne restano circa una quarantina, di cui una quindicina vengono impiegati nel sito di stoccaggio ancora attivo. Gli altri 15 saranno funzionali alla nuova centrale. Il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione, ma questo accordo consentirà loro di poterne usufruire per altri due anni fino a quando l’impianto non sarà aperto». Biolcati sottolinea l’impegno delle organizzazioni sindacali e delle Rsu affinché nell’accordo fosse sottoscritta una clausola che prevedesse la distribuzione delle maestranze dell’ex zuccherificio tra Porto Viro e Pontelongo. «Così è stato, ma abbiamo dovuto lottare per ottenerlo».
di : (f.br.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 17 Settembre 2009,
Brugine – Come ad ogni acquazzone i disagi si sono ripetuti, stavolta in maniera ancora più grave, a causa della portata straordinaria della precipitazione: Brugine, Sant’Angelo, Correzzola, Pontelongo, Vallonga, Codevigo i paesi del Piovese più colpiti e, allo stesso tempo, controllati dai vari gruppi comunali di protezione civile. Disagi notevoli ad Arzerello, dove più di cinquanta famiglie, compresa la sede nazionale del Wigwam, sono rimaste isolate per tutto il giorno a causa dell’allagamento di via Porto, diventata più simile ad un fiume in piena che ad una strada. Limitazioni simili hanno dovuto sostenere i residenti di via Arzerini, a Brugine, alcuni dei quali sono stati costretti ad attendere ore prima di poter raggiungere le loro abitazioni. «La via è sommersa dall’acqua e non fanno passare le auto – spiegava poco dopo mezzogiorno una donna bloccata all’imbocco della strada -. Non posso raggiungere casa mia e mio marito non può uscire. Siamo stanchi di sopportare questi disagi da anni. Tutti i nostri appelli alle varie amministrazioni, al genio civile, al consorzio sono rimasti inascoltati e ogni volta che piove siamo punto e a capo». Sott’acqua anche parte di via Caron e di via Palù. Tra Sant’Angelo e Saonara allagate via Sabbioncello e via Cornio. A Vigorovea, un’automobilista ha perso il controllo ed è uscito di strada rimanendo fortunatamente illeso. Ad Arzergrande, qualche problema si è registrato nelle strade interne di Vallonga. A Pontelongo sono finiti sott’acqua alcuni seminterrati di via San Francesco. Preoccupante la situazione a Correzzola, dove nel tardo pomeriggio di ieri l’idrovora Barbegara non è più riuscita ad accogliere l’acqua mettendo in allarme i residenti lungo le sponde del canale omonimo. Nella mattinata, invece, una famiglia di via Frassine è stata costretta ad evacuare la propria abitazione invasa dall’acqua. Un altro capitolo merita Codevigo e le sue frazioni, in particolare Rosara, Conche e Santa Margherita. Ieri, come al solito, le campagne sono diventate distese d’acqua e alcuni garage e scantinati di via Garubbio, via Altipiano, via Bassafonda e via Bosco sono stati allagati. Ma il problema grave, come sempre, rimane la fragilità degli argini dei fiumi Brenta e Bacchiglione, che gravitano entrambi sulla zona.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 16 Settembre 2009,
Rovigo, il vecchio zuccherificio diventa “fabbrica” di elettricità
L’ex zuccherificio di Porto Viro diventa centrale per la produzione di energia da biomasse agricole. Lo stabilimento, “sacrificato” nel contesto della ristrutturazione del settore bieticolo italiano imposta dall’Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) del 2006, ritorna così ad essere produttivo. Occasione di reddito per l’agricoltura soprattutto del Polesine, la cui produzione di barbabietole da zucchero si è fortemente ridotta dopo l’avvio dell’Ocm. L’accordo firmato ieri sancisce questa nuova progettualità, prevedendo la costruzione nel sito dell’ex zuccherificio di una centrale per la produzione di energia da biomasse agricole. La coltura di sorgo da fibra interesserà una superficie di 3 mila 500 ettari per un totale di 100 mila tonnellate di biomassa, le quali rilasceranno una potenza di 12,5 megawatt. Ciò consentirà il mantenimento di un’attività logistica connessa allo zucchero, stoccaggio e insacchettamento, e l’insediamento nel sito dell’ex zuccherificio di altre attività. «Diamo una risposta al territorio – ha commentato il presidente di Italia Zuccheri, Claudio Gallerani – grazie all’impegno di istituzioni, organizzazioni professionali e sindacati, ora dobbiamo costruire una filiera forte che vede i produttori coprotagonisti e che darà respiro alla realtà di Porto Viro. Italia Zuccheri ha peraltro progetti ambiziosi in campo energetico e questo impianto si affianca a quello di finale Emilia e Ostellato, nel ferrarese». «Sarei stato più soddisfatto se quella volta in Europa non avessimo preso una fregatura con un taglio sproporzionato della produzione saccarifera. Ma anche in questa occasione – ha sottolineato il presidente della Regione, Giancarlo Galan – abbiamo saputo dimostrare, assieme alle parti sociali e agli enti locali, che sappiamo fare meglio e con effetti positivi per le nostre comunità rispetto alle imposizioni dall’alto». Per le disposizioni dell’Ocm, è stato infatti previsto il funzionamento in Veneto di un unico stabilimento saccarifero, a Pontelongo; ipotizzando un impianto di produzione di bioetanolo a Loreo e la riconversione del sito di Porto Viro a terziario avanzato. «Un importante passo avanti nella soluzione dei problemi provocati dalla crisi del comparto bieticolo-saccarifero veneto, indotta a sua volta dalla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato approvata a Bruxelles – ha commentato il direttore di Confagricoltura Veneto, Sergio Bucci. L’accordo è stato sottoscritto dal presidente di Italia Zuccheri, Claudio Gallerani e dal governatore Giancarlo Galan, alla presenza del vicepresidente Franco Manzato e degli assessori Isi Coppola e Renzo Marangon. A conferma che la collaborazione fra istituzioni pubbliche e mondo della produzione, se accompagnata dal necessario spirito d’iniziativa, può portare a risultati significativi anche in una situazione obiettivamente molto delicata come quella della bieticoltura».
di : (D.C.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 16 Settembre 2009,
L’ex zuccherificio produrrà energia
Firmata dal governatore Galan l’autorizzazione a realizzare la struttura che sfrutterà biomasse. Necessari tre anni di lavori.
Via libera alla conversione dell’impianto di Porto Viro. Saranno coinvolti sessanta operai. L’ex zuccherificio di Porto Viro diventa centrale per la produzione di energia da biomasse agricole. Ieri a Palazzo Balbi di Venezia il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha infatti firmato con il presidente di Italia Zuccheri Claudio Gallerani l’“Accordo Integrativo di riconversione produttiva” per la costruzione di una centrale per la produzione di energia da biomasse agricole (sorgo da fibra, che interesserà una superficie di 3 mila – 3 mila 500 ettari per un totale di 100 mila tonnellate di biomassa), per una potenza di 12,5 MWe. Alla riconversione è interessata una sessantina di lavoratori. Di questi, 35 sono impiegati nello stabilimento di Pontelongo, mentre gli altri troveranno impiego nella nuova centrale, nella logistica dello zucchero di Porto Viro, nelle attività produttive e commerciali che si insedieranno nella zona adibita ad altre attività dell’ex zuccherificio. Ora servono un anno per ottenere le autorizzazioni e altri due per la trasformazione dell’ex zuccherificio.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 16 Settembre 2009,
PORTO VIRO Firmato l’accordo per la conversione. Galan: «Più soddisfatto se in Europa non avessimo preso la fregatura sul settore saccarifero» Ora servono le autorizzazioni per diventare una centrale per la produzione di energia da prodotti agricoli
L’ex zuccherificio di Porto Viro diventa centrale per la produzione di energia da biomasse agricole. Ieri a Palazzo Balbi di Venezia il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha infatti firmato con il presidente di Italia Zuccheri Claudio Gallerani e con le rappresentanze degli enti locali, delle organizzazioni professionali agricole, dei sindacati dei lavoratori e delle centrali cooperative l’”Accordo Integrativo di riconversione produttiva”. «Sarei stato più soddisfatto se quella volta in Europa non avessimo preso una fregatura con un taglio sproporzionato della produzione saccarifera. Ma anche in questa occasione – ha sottolineato Galan – abbiamo saputo dimostrare, assieme alle parti sociali e agli enti locali, che sappiamo fare meglio e con effetti positivi per le nostre comunità rispetto alle imposizioni dall’alto». L’accordo prevede la costruzione nel sito dell’ex zuccherificio di una centrale per la produzione di energia da biomasse agricole (sorgo da fibra, che interesserà una superficie di 3 mila – 3 mila 500 ettari per un totale di 100 mila tonnellate di biomassa), per una potenza di 12,5 MWe; il mantenimento di un’attività logistica connessa allo zucchero (stoccaggio ed insacchettamento); l’insediamento nel sito dell’ex zuccherificio di altre attività. «Dopo le difficoltà iniziali sulla fattibilità dell’impianto, oggi possiamo manifestare la nostra grande soddisfazione per l’intesa raggiunta – ha affermato Claudio Gallerani –. Il nuovo progetto prevede oltre alla realizzazione della centrale elettrica, la costruzione di una filiera agricola che fornirà un’opportunità molto valida per le aziende agricole del territorio. Ora molto dipende dalle autorizzazioni ci vorrà un anno per completare le carte e 24 mesi per la realizzazione dell’impianto». Porto Viro inoltre contribuirà al rafforzamento del processo di diversificazione intrapreso dal Gruppo Co.Pro.B. e permetterà di costruire solide basi per sviluppi futuri. Italia Zuccheri ha peraltro progetti ambiziosi in campo energetico e questo impianto si affianca a quello di Finale Emilia (in provincia di Modena) e Ostellato, nel ferrarese. In ogni caso vogliamo difendere con i denti la nostra bieticoltura. Come Co.Pro.Bi. dobbiamo difendere i nostri spazi: abbiamo investito 80 milioni di euro nel settore saccarifero». Alla riconversione, tenuto conto dei prepensionamenti, è interessata una sessantina di lavoratori. Di questi, 35 sono attualmente già impiegati nello stabilimento di Pontelongo, mentre gli altri troveranno impiego nella nuova centrale a biomasse, nella logistica dello zucchero di Porto Viro, nelle attività produttive e commerciali che si insedieranno nella zona adibita ad altre attività dell’ex zuccherificio. Italia Zuccheri insieme ad Eco Spark, azienda lombarda che rientra tra i più importanti player nazionali nell’offerta di servizi per la valorizzazione delle biomasse vegetali, costituirà un’apposita società per la realizzazione e gestione della centrale. L’accordo include la sperimentazione relativa alla varietà di sorgo da fibra denominato Herbal Crops. Il test, sostenuto economicamente da Italia Zuccheri e che sta già interessando per 50 ettari circa diverse aziende agricole collocate nel raggio di 30 chilometri dall’impianto.
di : (e.m.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 16 SETTEMBRE 2009
Neurologia resta all’ospedale di Piove – Modificate le «schede» in Regione, l’opposizione si è astenuta Soddisfatta Bertipaglia. Gallo (Pd): «Una risposta parziale»
PIOVE DI SACCO. L’ospedale di Piove non perderà il primariato di neurologia: ieri mattina si è riunita la V Commissione sanità della Regione e sono state modificate le schede in modo da garantire al presidio piovese l’apicalità che in una prima stesura era stata cancellata. Il centrodestra, la consigliera regionale Regina Bertipaglia in testa, esulta. Ma dai banchi dell’opposizione, che si è astenuta dal voto, salgono le critiche per i punti non toccati, come la riduzione dei posti letto e i servizi territoriali. E su questa linea si attesta persino il consigliere del Pdl Leonardo Padrin. «Rispetto a quanto aveva deliberato la Giunta regionale – sottolinea Bertipaglia – la Commissione ha chiesto che la neurologia rimanga a Piove. Le apicalità per la nostra struttura sono state incrementate con psichiatria e pediatria, inoltre viene introdotta la figura del direttore medico del presidio, tesa ad affermare l’autonomia organizzativa e di rappresentanza dell’ospedale. Nonostante l’astensione della minoranza, il risultato è stato possibile grazie a tutti i colleghi che hanno fortemente voluto questo percorso». «La neurologia rischia di essere solo un abbaglio, perché non sono stati ripristinati i posti letto sottratti a Piove e nemmeno si è discusso del distretto socio-sanitario e dei servizi territoriali»: il consigliere del Pd Gianni Gallo motiva così la scelta del suo partito di astenersi dalla votazione delle schede ospedaliere. «La risposta è solo parziale – aggiunge Gallo – perché non è stata fissata l’implementazione dei servizi, i posti letto in terapia intensiva sono passati da venti a quattordici. Così l’area chirurgica manca del supporto strutturale adeguato. E non si è fatto il minimo cenno ai servizi territoriali che sono quelli fondamentali per i cittadini». L’analisi del Pd è molto vicina a quella del consigliere Pdl Padrin. «Quello di oggi (ieri) è un atto poco più che formale. Vero è che da qui parte la vera integrazione con Padova. La sanità padovana è sempre meno «ospedalo-centrica» – rileva Padrin – e quindi assumono importanza rilevante i servizi sul territorio. La neurologia secondo me non serve, ne è stata fatta una bandiera. Quello che conta sono i servizi vicini ai cittadini».
di : (ELENA LIVIERI)
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REGIONE VENETO – MARTEDÌ, 15 SETTEMBRE 2009
Comunicato stampa n° 1581 del 15/09/2009 – ENERGIA DA BIOMASSE NELL’EX ZUCCHERIFICIO DI PORTO VIRO – ACCORDO A VENEZIA
L’ex zuccherificio di Porto Viro diventa centrale per la produzione di energia da biomasse agricole. Lo stabilimento, “sacrificato” nel contesto della ristrutturazione del settore bieticolo italiano imposta dalla Organizzazione Comune di Mercato del 2006, ritorna così ad essere produttivo e occasione di reddito per l’agricoltura soprattutto del Polesine, la cui produzione di barbabietole da zucchero si era fortemente ridotta dopo l’avvio dell’OCM. Oggi a Palazzo Balbi di Venezia il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha infatti firmato con il presidente di Italia Zuccheri s.p.a. Claudio Gallerani e con le rappresentanze degli enti locali, delle organizzazioni professionali agricole, dei sindacati dei lavoratori e delle centrali cooperative l’“Accordo Integrativo di riconversione produttiva” che dà un futuro concreto e coerente allo stabilimento già saccarifero, ai lavoratori, alle imprese agricole e al territorio. Sono inoltre intervenuti il vicepresidente della Giunta Franco Manzato e gli assessori Isi Coppola e Renzo Marangon. “Sarei stato più soddisfatto se quella volta in Europa non avessimo preso una fregatura con un taglio sproporzionato della produzione saccarifera. Ma anche in questa occasione – ha sottolineato Galan – abbiamo saputo dimostrare, assieme alle parti sociali e agli enti locali, che sappiamo fare meglio e con effetti positivi per le nostre comunità rispetto alle imposizioni dall’alto”. Come effetto dell’OCM, è stato infatti previsto il funzionamento in Veneto di un unico stabilimento saccarifero, a Pontelongo, ipotizzando un impianto di produzione di bioetanolo a Loreo e la riconversione del sito di Porto Viro a terziario avanzato, sulla base di un’intesa con gli enti locali, con le imprese singole o associate, le rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro e gli altri soggetti pubblici e privati. Italia Zuccheri ha successivamente proposto una modifica del progetto originario, tenuto conto di varie problematiche emerse, tra le quali l’assetto normativo non premiante per i biocarburanti e il venir meno delle condizioni economiche e finanziarie. L’accordo firmato oggi sancisce questa nuova progettualità, prevedendo la costruzione nel sito dell’ex zuccherificio di una centrale per la produzione di energia da biomasse agricole (sorgo da fibra, che interesserà una superficie di 3 mila – 3 mila 500 ettari per un totale di 100 mila tonnellate di biomassa), per una potenza di 12,5 MWe; il mantenimento di un’attività logistica connessa allo zucchero (stoccaggio ed insacchettamento); l’insediamento nel sito dell’ex zuccherificio di altre attività. “Diamo una risposta al territorio – ha commentato dal canto suo Gallerani – grazie all’impegno di istituzioni, organizzazioni professionali e sindacati e ora dobbiamo costruire una filiera forte che vede i produttori coprotagonisti e che darà respiro alla realtà di Porto Viro. Italia Zuccheri ha peraltro progetti ambiziosi in campo energetico e questo impianto si affianca a quello di Finale Emilia (in provincia di Modena) e Ostellato, nel ferrarese. In ogni caso vogliamo difendere con i denti la nostra bieticoltura. Come Co.Pro.Bi. dobbiamo difendere i nostri spazi: abbiamo investito 80 milioni di euro nel settore saccarifero, abbiamo raggiunto risultati produttivi eccellenti, aspettiamo che le istituzioni facciano la loro parte per difendere lo zoccolo duro della produzione nazionale, che è poi quella che gli italiani consumano direttamente”. Alla riconversione, tenuto conto dei prepensionamenti, è interessata una sessantina di lavoratori. Di questi, 35 lavoratori sono attualmente già impiegati nello stabilimento di Pontelongo, mentre gli altri troveranno impiego nella nuova centrale a biomasse, nella logistica dello zucchero di Porto Viro, nelle attività produttive e commerciali che si insedieranno nella zona adibita ad altre attività dell’ex zuccherificio. L’accordo odierno sarà ora trasmesso allo specifico Comitato interministeriale con lo scopo di attivare le prescritte autorizzazioni da parte degli Enti interessati. Oltre che da Galan e da Gallerani, l’intesa è stata sottoscritta dalla presidente della Provincia di Rovigo Tiziana Virgili, dal sindaco di Porto Viro Geremia Giuseppe Gennari, dai segretari regionale e provinciale di FAI CISL Onofrio Rota e Saulo Partiti e da Enrico Byloos per la RSU di Porto Viro della stessa organizzazione, dai segretari nazionale e regionale di FLAI-CGIL Antonio Mattioli e Renzo Pellizzon e dai rappresentanti di RSU Zuccherificio Porto Viro Alessandro Santini, Attilio Freguia e Gianfranco Pregnolato, dai segretari regionale e provinciale di UILA-UIL Nicola Storti e Fiorindo Chiodera, e dal rappresentande della RSU dello stesso sindacato Mauro Biale, dal vicepresidente di Coldiretti Veneto Valentino Bosco, da Walter Brondolin per CIA Veneto, da Sergio Bucci per Confagricoltura Veneto, da Renzo Aldegheri presidente di COPAGRI regionale, dal presidente di ANPA VENETO Paolo Casagrande Paolo, dal presidente del settore agricolo di Confcooperative Veneto Carlo Stocco, dal responsabile regionale settore agroalimentare di Lega Nazionale Cooperative Davide Mantovanelli, da Fabrizio Azzolini per AGCI Veneto e Trentino Alto Adige, dal presidente di U.N.C.I. Veneto Paolo Galligioni.
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 15 SETTEMBRE 2009
Oggi verranno decise le dotazioni dell’ospedale di Piove – Si riunisce la Commissione sanità per il passaggio con l’Usl 16
PIOVE DI SACCO. E’ prevista per oggi la riunione della V Commissione Sanità in Regione per la definizione della dotazione dell’ospedale di Piove in vista del passaggio nell’Usl padovana. L’iter della legge per la nuova collocazione della struttura si trascina da tempo e ha suscitato molteplici critiche la mancata riconferma del primariato di neurologia. A marzo scorso tutti i consigli comunali della Saccisica hanno sottoscritto un ordine del giorno per reiterare la richiesta alla Regione. «Non ci stanchiamo di chiedere questo primariato – interviene la coordinatrice del Pd Lucia Pizzo – così come il potenziamento dei posti letto, in particolare per la terapia intensiva. Si tratta di requisiti indispensabili per garantire la qualifica di ospedale per acuti. In caso contrario diminuirebbe sensibilmente la qualità dei servizi sanitari, così come la funzionalità del pronto soccorso che per essere efficiente deve poter contare su tutti i primariati. Va aggiunto che ci si attende il potenziamento della struttura, del distretto sanitario e la creazione di una sede dello Spisal».
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 11 Settembre 2009,
Piovese – Una telecamere per ogni piazza e altre nelle zone maggiormente “macchiate” da episodi di microcriminalità o solo deputate a ritrovo di extracomunitari e malintenzionati. Così prevede la mappa del progetto di videosorveglianza che, ad esempio, a Piove di Sacco annuncia due occhi elettronici anche lungo statale Piovese e un altro puntato sulla discarica di via Fiumicello. A Pontelongo ben due telecamere verrebbero sintonizzate su via Zucchericio, in particolare all’altezza dei locali frequentati da extracomunitari fino a tarda notte. A Sant’Angelo e ad Arzergrande saranno videosorvegliati anche i parchi pubblici, mentre a Brugine la zona delle Poste.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di PadovaVenerdì 11 Settembre 2009,
PIOVESE I sindaci di Piove, Arzergrande, Codevigo, Pontelongo, Sant’Angelo e Candiana hanno presentato in Regione un progetto chiedendo un finanziamento di 350 mila euro Sette Comuni si uniscono contro la criminalità
Venticinque telecamere saranno installate nei “punti caldi” dei centri per contrastare ladri e spacciatori ma anche i vandali. La Saccisica, intesa come unione di Comuni, inizia a farsi sentire. Dopo la battaglia per l’acqua e quella per la sanità ora i sindaci si coalizzano per la sicurezza. Insieme hanno presentato alla Regione la richiesta di ottenere un finanziamento di circa 350 mila euro, ovvero il settanta per cento della spesa prevista per installare una rete di telecamere sul territorio e per mettere in convenzioni i vari organici di polizia municipale in modo tale da ottimizzare la copertura del territorio. Al progetto hanno aderito Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove e Candiana, quest’ultimo Comune appartenente al Conselvano ma eccezionalmente coinvolto nella pianificazione. Sono rimasti fuori, invece, Correzzola, Legnaro e Polverara. Il primo perché non interessato, al momento, ad associarsi ad altri Comuni. Gli ultimi due perché appartenenti ad un altro distretto. Se tutto andrà a buon fine – ha illustrato il comandante della polizia locale di Piove di Sacco, Francesca Prota – saranno installate venticinque telecamere tipo “dome” nelle zone degradate, nei siti dove si segnalano episodi di spaccio, la presenza di teppisti ma anche l’abbandono incontrollato dei rifiuti. La rete sarà collegata da un sistema wireless al comando centrale di Piove di Sacco, dove le immagini saranno vagliate a scopo preventivo ma anche per ricostruire eventuali eventi criminosi. Il progetto prevede anche la convenzione fra i Comuni per le funzioni di polizia locale, che significa il coinvolgimento di ventisette vigili nel controllo del territorio, più altri due che saranno assunti a tempo determinato e rientreranno negli organici di Piove e Sant’Angelo». Il progetto costerebbe, appunto, mezzo milione di euro. Cifra che i Comuni non riuscirebbero mai a mettere insieme singolarmente. Ecco perché il sindaco del Comune capofila Piove di Sacco, Alessandro Marcolin, e l’assessore alla Sicurezza Valerio Borgato, hanno convocato in Municipio primi cittadini e assessori incaricati dei Comuni del distretto per proporre loro di unire le forze. Stabilito chi partecipa e chi no, qualche conto è già stato fatto a seconda della portata di ognuno: quasi 202 mila euro li metterebbe il comune di Piove, altri 23.160 euro quello di Arzergrande, 43.300 euro Brugine, sei mila euro Candiana, poco meno di sedici mila euro Pontelongo e poco più di 115 mila euro Sant’Angelo di Piove. Il resto è stato chiesto alla Regione, che si riserverà di rispondere entro la fine dell’anno. «L’unico modo per far fronte ai problemi del territorio è quello di affrontarli in maniera sinergica», ha detto Marcolin. D’accordo con lui tutti gli altri amministratori presenti, che entro il 31 ottobre dovranno approvare la convenzione nei vari consigli comunali.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 11 SETTEMBRE 2009
Fronte unico per la sicurezza dei cittadini – Presentato il piano da 450 mila euro (finanziato al 70 per cento dalla Regione) per Piove e altri sei Comuni della Saccisica – Intensificate le pattuglie notturne dei vigili, 25 telecamere controlleranno il territorio – Furti, alcol, droga e degrado nel mirino dei 27 agenti locali
PIOVE DI SACCO. E’ stato presentato ieri mattina a Piove il nuovo «progetto sicurezza» per il distretto della Saccisica. In pratica si tratta della stipula di una convenzione tra diversi Comuni per esercitare insieme le funzioni di polizia locale. Un’idea da 450 mila euro. Finanziato al 70 per cento dalla Regione il progetto coordina 27 agenti ed ha come scopo la sicurezza urbana con azioni volte a prevenire e contrastare la microcriminalità, i furti, gli episodi di danneggiamento, l’abbandono di rifiuti, l’abuso di alcol e stupefacenti, il monitoraggio delle aree a rischio degrado e criminalità. Il progetto si inserisce nel piano più generale della Regione, che ha suddiviso il territorio veneto in zone di intervento. Quella che interessa la Saccisica è stata definita con la sigla Pd3b e comprende Arzergrande, Brugine, Codevigo, Piove di Sacco, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove. A questi si è aggregata Candiana, già associata in precedenza con Piove, mentre Correzzola per il momento ha deciso di non aderire. «L’azione più importante – spiega il comandate della polizia locale Francesca Prota che ha curato il progetto – è senza dubbio il sistema di videosorveglianza con l’istallazione di 25 telecamere in siti sensibili come piazze, scuole, centri ricreativi, parchi pubblici ed ecocentri». Le immagini saranno trasmesse con modalità wireless alla centrale installata nella sede del comando di Piove, Comune capofila. E l’alta qualità delle immagini consentirà di mettere a fuoco particolari come i volti delle persone o le targhe delle auto. «Altra azione prevista – continua a spiegare il comandante Prota – sarà l’assunzione di due nuovi agenti per un anno a Piove e Sant’Angelo. Saranno impiegati esclusivamente in attività di vigilanza esterna. Tra i servizi aggiuntivi, garantiti dalle pattuglie anche in orari serali e notturni, ci saranno poi un’attività di contrasto più costante alla guida in stato di ebbrezza e al controllo dei quartieri e delle frazioni».
«Il progetto – commenta il sindaco Sandro Marcolin riassumendo un pensiero condiviso dagli altri sindaci e amministratori, che ritengono ormai indispensabile il coordinamento tra Comuni – ha l’obiettivo di affrontare i problemi dell’intera Saccisica con un servizio più efficace ed omogeneo, oltre che rafforzato grazie ai finanziamenti».
di : (Alessandro Cesarato)
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ASVE – Agenzia di Stampa per il Veneto – GIOVEDÌ, 10 SETTEMBRE 2009
CONSIGLIO VENETO: OK VENDITA 1008 ALLOGGI ATER DI PADOVA
Il Consiglio regionale del Veneto ha dato via libera alla vendita da parte dell’Ater di Padova di 1008 alloggi, pari a circa il 15 per cento del patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica nel Padovano. Con i proventi del piano di alienazioni l’Ater di Padova intende realizzare circa 100 nuovi alloggi e provvedere al recupero e alla manutenzione straordinaria degli alloggi di proprietà. Il programma di vendita interessa i comuni di Padova, Abano Terme, Anguillara, Arzergrande, Battaglia Terme, Boara Pisani, Borgoricco, Bovolenta, Brugine, Cadoneghe, Camposampiero, Campo San Martino, Carmignano, cartura, Casale di Scodosia, Castelbaldo, Cittadella, Codevigo, Conselve, Curtarolo, Due Carrare, Este, Fontaniva, Galliera, Grantorto, Granze, Limena, Maserà, Masi, Megliadino san Vitale, Monselice, Montagnana, Noventa, Ospedaletto, Pernumia, Piazzola, Piombino Dese, Piove di Sacco, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Pozzonovo, Rubano, Saccolongo, San Martino di Lupari, San Pietro in Gu, Sant’Angelo di Piove, Santa Margherita d’Adige, Saonara, Selvazzano, Solesino, Teolo, Tombolo, Torreglia, Vescovana, Vigodarzere, Vigonza, Villa Estense, Villanova.Il provvedimento è stato varato con 43 voti a favore e 2 voti contrari.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 10 SETTEMBRE 2009
Calendario, primi scatti – Le foto dei lettori per il concorso del “mattino” sul 2010
Ha appassionato da subito gli amanti del clic il concorso che il Mattino ha deciso di riproporre per realizzare il Calendario 2010. Il tema legato al folclore ed alle feste popolari di Padova e provincia sembra aver fatto breccia, tanto che in pochi giorni sono arrivati 50 scatti. Si passa dalla semplicità del cogliere i momenti salienti o dettagli spesso trascurati, come il trenino azzurro che durante la festa della Dolcezza di Pontelongo, accompagna i visitatori allo zuccherificio scelto da AnnaKiara, ai bianco-neri artistici che mostrano scorci del tradizionale mercatino dell’antiquariato, che mensilmente riempie Piazzola sul Brenta, immortalati da Cesarepillone3. C’è chi ha deciso di proporre uno scatto legato alla tradizione ma con un tocco d’ironia, come Vesilvio che invece della gallina padovana pennuta ha scelto una signorina agghindata e truccata con i colori patavini, il bianco e rosso. Qualcuno ha confuso il folclore veneziano con quello padovano, richiesto espressamente dal tema del concorso, o si è limitato a immortalare scorci e paesaggi, quello che si richiede è di saper cogliere la tradizione patavina, in tutti i suoi aspetti quindi ben vengano le foto sempre molto suggestive della processione religiosa che si fa in occasione di Sant’Antonio il 13 giugno o la gara delle bighe della rievocazione storica romana che si fa a Borgoricco. Kraft1 ha inviato una foto di un mini pony scattata all’Antica Fiera di Arsego, cogliendo una particolarità simpatica, come unico è lo scatto di Pipimonte che in una delle sue proposte al concorso ha immortalato un gruppo di ragazzi impegnati al torchio per fare i bigoli artigianali, specialità della festa di Monterosso. I provetti fotografi hanno tempo per inviare le proprie foto rigorosamente inedite, un massimo di 5 per ciascuno, entro le 14 del 30 settembre, cliccando su mattinopadova.it e seguendo le istruzioni in homepage. I lettori potranno votare la foto preferita fino alle 14 del 5 ottobre. Le venti foto più votate, e altrettante scelte da una commissione tecnico-artistica, passeranno alla seconda fase del concorso, alla quale si potrà votare da lunedì 12 a giovedì 22 ottobre. Le foto più originali inerenti al tema del concorso e più cliccate andranno a comporre il Calendario 2010, che ogni anno il Mattino regala ai suoi lettori.
di : (Erika Bollettin)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 07 SETTEMBRE 2009
«Un momento di smarrimento» Il sindaco Bacco torna sulle dimissioni revocate Il lato umano ha prevalso sul ruolo istituzionale: la politica sulla scelta non c’entra Ora continuerò come da programma elettorale
CODEVIGO. Torna il sereno, per il momento, nel cielo della vita amministrativa locale. Con il recente consiglio comunale straordinario, convocato su richiesta delle minoranze, il sindaco Graziano Bacco ha confermato il suo passo indietro dopo le dimissioni lampo presentate alla vigilia di Ferragosto. «Il lato umano – ha spiegato sinteticamente Bacco – ha prevalso sul ruolo istituzionale. La politica non c’entra, si è trattato solo di un momento di smarrimento. Non cerco scuse o giustificazioni. Continuerò ora con la mia squadra nel perseguire il programma elettorale». Né più né meno di quello citato nella sua lettera di revoca delle dimissioni. Sono rimasti quindi delusi i numerosi cittadini presenti che forse si aspettavano che la riunione fosse l’occasione per scoprire qualche altarino e avere qualche spiegazione attorno ad una vicenda che per alcuni tratti ha sfiorato l’assurdo. Nessuna crisi politica quindi, tanto che il gruppo di maggioranza ha presentato ben tre dichiarazioni di sostegno al sindaco. Ciascuna però con firmatari distinti. La prima è arrivato dal vice sindaco Claudio Girardo ed altri quattro consiglieri che hanno voluto lanciare un messaggio chiaro. «Siamo ancora disponibili – affermano – a continuare nell’impegno assunto ma pretendiamo chiarezza sulle grandi questioni (viabilità, Pat, gestione della Laguna)». La seconda da cinque consiglieri giovani che, ribadendo l’autonomia politica, invocano anche maggiore ascolto. La terza, infine, dal solo Giuseppe Nava, a nome del Pdl e della Lega Nord. Non credono invece alla sola tesi delle motivazioni personali le minoranze, convinte che si nasconda una crisi politica interna alla maggioranza. «La vicenda – ha affermato Gerardo Fontana – è stata gestita con troppa leggerezza. E’ sbagliato non ammettere che ci sia stata una crisi dovuta allo scontro tra le diverse anime. Negando l’evidenza si finisce con il negare anche i problemi che invece devono essere affrontati per essere risolti». Da parte sua il gruppo di Maurizio Ruzzon invoca la necessità di svelare la verità per garantire la democrazia nel governo del paese. «L’impossibilità a svolgere la funzione di sindaco con la dovuta serenità ed attenzione – aggiunge Ruzzon – non è venuta meno con il ritiro delle dimissioni. Sono state fatte delle pressioni su Bacco ma i problemi rimangono. Mi chiedo se un anno e mezzo fa i cittadini, conoscendo queste difficoltà personali, avrebbero votato allo stesso modo».
di : (Alessandro Cesarato)
IL GAZZETTINO di Padova – SABATO, 05 SETTEMBRE 2009
CONSELVE I soci dell’ex Cosecon concordi nel tentare il salvataggio della società. Una mano tesa dagli istituti di credito per tappare i buchi di bilancio “Attiva spa” schiva la messa in liquidazione
L’assemblea ha proposto la nomina di un “superperito” per individuare la via d’uscita dalla grave crisi finanziaria. I soci di Attiva spa hanno detto no alla messa in liquidazione della società. L’ex Cosecon, nonostante la grave situazione finanziaria che sta attraversando, deve essere salvata. C’erano tutti ieri nella grande sala delle assemblee della vecchia sede di viale dell’Industria. Sindaci, rappresentanti degli istituti di credito, associazioni di categoria e membri del consiglio di amministrazione hanno ascoltato la relazione del presidente Gianmichele Gambato. Alla fine, però, tutti sono stati compatti nel dire che Attiva spa deve essere portata fuori dalle acque melmose della crisi che la sta attanagliando. Una mano l’hanno tesa soprattutto gli istituti di credito Antonveneta e Cassa di Risparmio, che sono soci anch’essi, e che si sono dichiarati disponibili a mettersi attorno ad un tavolo per cercare la soluzione migliore da intraprendere per tappare i grossi buchi di bilancio che stanno mettendo a repentaglio il futuro della società. Hanno parlato anche i sindaci dei dodici Comuni che hanno fondato Cosecon spa e che hanno espresso la volontà di rilanciare un’azienda che, nel bene e nel male, ha segnato la storia del Conselvano. Hanno chiesto ai membri del consiglio di amministrazione di nominare un “superperito” in grado di trovare la strada per uscire dall’impasse. Sono d’accordo con loro anche Veneto Sviluppo e la Provincia, rappresentata da Barbara Degani in persona, che hanno dimostrato di credere ancora molto nella società della Bassa Padovana. Tutto dovrà comunque avvenire alle svelte ed essere resa pubblica con un’altra assemblea dei soci, che potrebbe anche essere l’ultima. «Attiva spa – ha detto il sindaco di Conselve Antonio Ruzzon, Comune socio di maggioranza della società – ha inciso molto sullo sviluppo del nostro territorio. Ci sono stati momenti buoni e momenti meno buoni, ma non per questo adesso dobbiamo buttare un qualcosa che è stato realizzato con sacrifici ed impegno da parte di molti. Siamo noi per primi che dobbiamo crederci. La società va salvata, e noi ci prodigheremo affinché ciò avvenga». A questo punto non resta che attendere le decisioni delle banche e la nomina del consulente. In ogni caso bisognerà fare molto in fretta.
di : Stefania Mastellaro
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IL GAZZETTINO di Padova – - SABATO, 05 SETTEMBRE 2009
LA SITUAZIONE Una voragine da 120 milioni
Conselve – Per capire la vera entità della crisi finanziaria che sta colpendo Attiva spa, basta dare un occhio ad alcuni dati che sono stati snocciolati ieri mattina dal presidente Gambato in apertura di assemblea. Il bilancio dello scorso anno ha segnato un passivo di 7,8 milioni di euro. Al 31 luglio di quest’anno le perdite si sono attestate intorno ai 3,4 milioni di euro ed in previsione, a fine anno, c’è una perdita di 5,4 milioni di euro. L’utile che era stato conseguito era intorno ai cinque milioni di euro, ma è stato subito usato per pagare il personale, che costa in un anno circa un milione di euro, e per coprire altre spese correnti. Anche i debiti, al 31 luglio, sono sensibilmente diminuiti: da 132 milioni di euro iniziali si è passati a 124, dei quali 101 spettano alle banche. Gli istituti di credito più esposti sono Antonveneta, Unicredit e Cassa di Risparmio, che da soli avanzano circa 80 milioni di euro dalla società. E proprio Antonveneta e Cassa di Risparmio sembrano disponibili a “congelare” una parte di debiti affinché non maturino ulteriori interessi passivi a carico della società. La vendita di Veneto Distribuzione poteva essere un’ancora di salvataggio, ma l’ultima gara è andata deserta.
di : (St.M.)
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IL GAZZETTINO di Padova – - SABATO, 05 SETTEMBRE 2009
PONTELONGO Biblioteca intitolata a Bozzato
Nel primo anniversario della sua scomparsa la biblioteca comunale sarà dedicata a Luigi Bozzato, il pontelongano sopravvissuto ai campi di concentramento. La cerimonia si svolgerà alle 19 di oggi in villa Foscarini Erizzo. “La biblioteca è un luogo di cultura – ha detto il sindaco Fiorella Canova – e la cultura e l’apprendimento sono da sempre i nemici di qualsiasi sistema dittatoriale. Perciò e doveroso che chi entrando in Biblioteca, specialmente le nuove generazioni, possa avere un ricordo di un nostro semplice, ma grande concittadino, che negli anni migliori della sua gioventù ha subito, nel suo fisico e nel suo animo, la più grande tragedia del ventesimo secolo”.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 05 SETTEMBRE 2009
Appello alle banche «Serve il vostro aiuto per salvare Attiva»
CONSELVE. Poco più di un mese di tempo per verificare se ci sono le condizioni per allentare la morsa dei debiti, in caso contrario Attiva (sorta sulle ceneri della Cosecon) verrà messa in liquidazione. I soci hanno deciso di giocare l’ultima carta appellandosi al senso di responsabilità delle banche, le uniche a poter gettare un salvagente alla società che da anni naviga in pessime acque. I numeri presentati ieri in assemblea dei soci lasciano poco spazio all’ottimismo: al 31 luglio i conti erano in rosso per 3,4 milioni di euro, dopo la perdita di 7,8 milioni dello scorso anno, e si stima che entro la fine di dicembre il deficit supererà i 5,4 milioni di euro, proprio per effetto del forte indebitamento. Poco importa se il debito è sceso di 8 milioni assestandosi sui 124 milioni, di cui 101 verso le banche, il problema è che con questi numeri la società non è destinata a fare molta strada, come ha ricordato ai soci il presidente Gian Michele Gambato. Fra loro anche la presidente della Provincia Barbara Degani insieme a Luciano Salvò, presidente della finanziaria di Palazzo Santo Stefano Fin.Ser. «L’entità degli oneri finanziari è ingenti – ha ricordato Degani – e dobbiamo trovare un nuovo indirizzo alla società che possa essere funzionale al territorio. Faccio appello alle banche perché si mettano intorno ad un tavolo e trovino una soluzione per la ristrutturazione del debito». Anche i sindaci lanciano più o meno lo stesso segnale: «Confidiamo nel senso di responsabilità degli istituti di credito per salvaguardare il patrimonio di Attiva e rilanciare la società», ha detto il sindaco di Conselve Antonio Ruzzon. Pur con alcuni distinguo l’assemblea ha deliberato di assegnare una «missione esplorativa» ad un pool di esperti che in tempi brevissimi dovrà illustrare ai soci quali potrebbero essere le strade percorribili. Quindi la relazione sarà presentata a tutti i soci e in particolare alle banche, in modo da convocare un’assemblea straordinaria entro la metà di ottobre per decidere se tenere in vita o liquidare Attiva. I sindaci avrebbero preferito avere più tempo a disposizione ma Gambato, supportato dal parere del collegio dei revisori dei conti, su questo è stato perentorio. La prossima assemblea dovrà essere quella decisiva. Già scartata in partenza l’ipotesi di un aumento di capitale, l’unica strada è che le banche accettino di capitalizzare parte dei propri debiti: «Oltre a ridurre il conto finanziario – ha spiegato Gambato – servirà anche un minimo di liquidità affinché la spa possa essere operativa e intraprendere nuove attività industriali che permettano il rilancio. Altre possibilità non ne vedo, se non un progetto di ristrutturazione che tracci il possibile percorso». La decisione di convocare l’assemblea straordinaria ad ottobre è passata con il voto contrario del sindaco di Cartura Alessandro Zanardo che avrebbe preferito un approccio diverso e l’astensione dei sindaci di Conselve, Due Carrare, Maserà, Cona e l’Unione artigiani.
di Nicola Stievano
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 4 Settembre 2009,
CONSELVE Oggi pomeriggio si riuniscono i soci dell’ex Cosecon. Un ordine del giorno cambiato, mette in allarme i consiglieri del Pd provinciale Rocco e Sartori «Attiva, si perde tempo prezioso: costa un milione al mese»
Attorno al tavolo in cui si potrebbe decidere il futuro del consorzio, i Comuni della Bassa in possesso di quote
Conselve – Riuscirà ad emergere la cifra esatta del debito-voragine di Cosecon? I soci opteranno per una strategica ritirata per tamponare l’emorragia di passivo che conta 14 milioni di euro? A porsi questi quesiti con maggior forza è il Pd in consiglio provinciale, con il capogruppo Fabio Rocco e il consigliere Boris Sartori, prevenuti sull’assemblea dei soci Cosecon, convocata per decidere sul travagliato destino del Consorzio. Allo stesso tavolo saranno seduti numerosi piccoli Comuni della Bassa con la loro “arma spuntata a doppio taglio”: le quote di Cosecon in loro possesso infatti da un lato sono una ferita aperta sulla liquidità del micro-bilancio comunale, dall’altro figurano come una voce in conto capitale. Se la società venisse liquidata d’urgenza per le condizioni economiche catastrofiche in cui versa, il danno per i piccoli centri e i loro contribuenti vedrebbe finalmente una soluzione di continuità, ma al contempo farebbe sparire dalle voci di bilancio quel bene (fittizio) che consente di sostenere una credibilità bancaria. La stessa che permette a sua volta ai Comuni di contrarre mutui con le banche per ottenere la liquidità che serve a realizzare opere. E anche le banche figurano tra i soci in riunione oggi, con Provincia, Regione e Veneto Sviluppo. A loro lanciano l’appello i consiglieri provinciali Pd, che ricostruiscono la cronistoria della vertiginosa ascesa di Cosecon. Rocco: «Il Consorzio nasce e funzionava per alcuni anni, fino all’acquisizione di un’azienda di trasporti ecologici. Comincia il debito fino ai guai giudiziari: viene infatti messa sotto inchiesta. Cosecon la molla a si accolla il debito. In 5-6 anni il debito si moltiplica. Si arriva alla ricapitalizzazione, alla modifica societaria e al cambio del nome: diventa Attiva Spa. Accanto ai comuni, per risollevarne le sorti, entrano in gioco i soci “eccellenti”. Temporaneamente si intersecano inchieste della magistratura, ancora in corso, su lottizzazioni immobiliari. Nell’ottobre 2008 cambio della guardia alla presidenza: a Paolo Giop subentra Gian Michele Gambato. Il debito però non smette di crescere. Oggi ammonta a 132 milioni di euro, a fronte di 20 milioni di capitale sociale. Insistere a tenere Attiva (Cosecon), significa accanimento terapeutico. Bisogna liquidarla. La malagestione ormai ha determinato l’impossibilità dei comuni di uscirne senza bancarotta. Serve l’intervento pubblico». Per Sartori «ci sono terreni valutati per 170 milioni, già nelle mani delle banche. Questo dà la misura di quanto la situazione sia insostenibile. Più si indugia più il debito aumenta. Chiediamo ai soci che non siano i Comuni a capitolare sotto il peso del crack. Ci sono figure con grandi responsabilità, come l’ex sindaco di Tribano Natalino Zambolin e l’attuale sindaco di Bagnoli Mario Rasi, passato da un cda all’altro per 20 anni. La Corte dei Conti farà il suo lavoro, ma queste sono cifre non affrontabili da singoli. Chi, come le banche, ci ha guadagnato tanto, faccia la propria parte. I comuni devono essere salvati».
di : Michela Danieli
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 04 SETTEMBRE 2009
IL PARTITO DEMOCRATICO «Troppi debiti, Attiva va liquidata»
CONSELVE. Il Partito Democratico torna a chiedere la messa in liquidazione di Attiva. «E’ l’unica soluzione per salvare i Comuni dai debiti che crescono al ritmo di un milione al mese» rilanciano Fabio Rocco e Boris Sartori, consiglieri provinciali del Pd, che già in luglio avevano auspicato un tavolo risolutivo sull’ex Cosecon. Oggi il futuro di Attiva sarà discusso dai soci nell’assemblea convocata un mese fa dal presidente Gian Michele Gambato. Una decisione che ha scatenato le reazioni di molti sindaci del Conselvano, contrari alla liquidazione. «Alcuni di loro hanno pressato Gambato per modificare l’oggetto dell’assemblea – sostiene Sartori – ma devono rendersi conto che, sperando di rilanciare una società che non ha margini operativi, finiranno strangolati dai debiti che negli ultimi dodici mesi sono cresciuti di 14 milioni di euro». «Continuare è accanimento terapeutico, una ricapitolazione porterebbe all’aumento dell’esposizione debitoria – aggiunge Rocco -. Manca una valutazione oggettiva sul valore reale della società, ma buona parte del patrimonio è ipotecato con le banche e i 130 milioni di debiti non lasciano speranze di ripresa. Liquidando si fermerebbe almeno la crescita del debito. E i Comuni potrebbero essere tutelati studiando una strategia con Regione, Provincia, Veneto Sviluppo e banche».
di : (Simone Varroto)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 04 SETTEMBRE 2009
Truffa Iva, è Andrea Marcato Risiede da poco a Pontelongo
PONTELONGO. Si chiama Andrea M. il misterioso imprenditore quarantenne coinvolto nella truffa milionaria ai danni dell’Erario sull’Iva. L’uomo risiede con la famiglia in via Dante Alighieri. In paese la notizia si è presto diffusa, anche se la mancata identificazione del protagonista della vicenda ne ha accentuato la curiosità. In realtà si tratta di una persona che solo da pochi mesi si è trasferito in paese e che pochi conoscono. L’uomo è stato identificato come una delle due menti dell’organizzazione criminale stroncata dalle Fiamme Gialle di Mirano (Ve) nell’ambito dell’«Operazione sottocosto». Nei loro confronti il pm Tonini ha ottenuto un ordine di custodia cautelare, contestando emissioni di fatture per operazioni inesistenti, omessi versamenti Iva, indebite compensazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Con loro, denunciate anche altre ventiquattro persone. In pratica acquistavano prodotti tecnologici in altri paesi europei e quindi, tramite società fittizie, riuscivano a rivendere la merce in Italia garantendo prezzi scontati ai clienti finali. Il giochetto ha permesso in quattro anni di emettere fatture per operazioni inesistenti pari a 124 milioni, con 46 milioni di Iva dovuta.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 04 SETTEMBRE 2009
SECONDA CASA Cederla ai parenti per eludere il fisco
Come non pagare l’Ici sulla seconda casa? Basta un contratto di comodato gratuito con il proprio figlio o la propria figlia. E’ il «trucco» utilizzato da molti padovani che hanno scoperto come la legge prevede l’equiparazione a prima casa delle abitazioni concesse in uso gratuito a parenti di primo grado. Insomma se un parente stretto abita in una casa di famiglia è come se fosse per lui la prima casa. Il problema è che i più furbi dopo aver concesso la casa in suo gratuito al figlio la subaffittano in nero, commettendo un palese illecito fiscale. Contro cui scatteranno presto i controlli di palazzo Moroni.
«La legge nazionale rimanda ai regolamenti dei singoli Comuni. E nel nostro è prevista la parificazione – spiega l’assessore ai Tributi Umberto Zampieri – In un primo momento avevamo pensato di portare in consiglio comunale la modifica del regolamento, ma questa cosa non è possibile perché si interverrebbe sulla politica tributaria locale, materia congelata da un decreto legge. Per cui non resta altro che attivare un’operazione di verifica sulle dichiarazioni rese». Toccherà ai vigili, quindi, presentarsi nelle case interessate e verificare chi realmente vi abita.
IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 03 SETTEMBRE 2009
IL CALVARIO DI «ATTIVA» E’ l’ora della verità per l’ex Cosecon Domani assemblea per decidere se tentare il salvataggio o liquidare la società
CONSELVE. Attiva al bivio: le difficoltà finanziarie dell’ex Cosecon impongono ai soci di decidere in tempi brevissimi cosa fare della società per azioni. Domani se ne discuterà nell’assemblea convocata d’urgenza dal consiglio d’amministrazione.
di Nicola Stievano
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 03 SETTEMBRE 2009
Truffa milionaria sull’Iva, arrestato Operazione della Finanza di Mirano contro l’evasione fiscale Coinvolto anche un imprenditore quarantenne di Pontelongo
PONTELONGO. Acquistavano prodotti tecnologici da altri Paesi dell’Unione europea e non versavano l’Iva. Costituivano una serie di società fittizie e riuscivano a garantire prezzi scontati ai clienti finali. In quattro anni hanno emesso fatture per operazioni inesistenti pari a 124 milioni, con 46 milioni di Iva dovuta. La truffa – orchestrata da una ditta di Dolo – è stata stroncata dalle Fiamme gialle di Mirano. L’«Operazione sottocosto» – coordinata dal capitano Fabrizio Musci (Guardia di finanza di Mirano) su disposizione della pm Paola Tonini – ha permesso di smascherare un’organizzazione criminale che dal 2005 al 2008 ha introdotto in Italia ingenti partite di prodotti tecnologici (cellulari, videocamere, pc, lettori dvd, forni a microonde, televisori) per rivenderle a prezzi concorrenziali (con uno sconto, in media, del 16 per cento) grazie all’evasione dell’Iva.
Le menti dell’organizzazione sono state individuate nei legali rappresentanti della St Srl di Dolo (un quarantenne di Pontelongo) e della Ptv Srl di Mogliano (un altro quarantenne, ma di Macerata): nei loro confronti la pm Tonini ha ottenuto un ordine di custodia cautelare, contestando emissioni di fatture per operazioni inesistenti, omessi versamenti Iva, indebite compensazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Denunciate altre 24 persone, molte delle quali prestanome, legali rappresentanti della cinquantina di altre società italiane ed estere (molte delle quali esistenti solo sulla carta) coinvolte nella truffa. Il meccanismo è quello delle «frodi carosello». La St di Dolo acquistava la merce da società austriache, tedesche, olandesi, inglesi in regime di esenzione Iva. Non versando l’Iva poteva permettersi di vendere la merce sottocosto ai propri «clienti», il principale dei quali era la Ptv di Mogliano. Quest’ultima, a sua volta, vendeva (ricavandone un margine di guadagno attorno all’1 per cento, in molti casi 0,41 euro per ogni cellulare) a una seconda società «cartiera» e questa a una terza. A ogni passaggio, dato che nessuna pagava l’Iva, il prezzo veniva via via abbattuto, salvo riservare un profitto fisso di 5,41 euro per pezzo venduto alla «cartiera madre», la St di Dolo. La merce fortemente «scontata» veniva poi venduta su Internet a privati o acquistata dalle catene della grossa distribuzione. Difficile provare, in questi ultimi, la malafede: nel passaggio da una società all’altra si perdeva il contatto con la cartiera originaria. L’«Operazione sottocosto» ha fatto emergere un’emissione di fatture per operazioni economiche inesistenti pari a 114 milioni di euro, costi indeducibili per 124 milioni, Iva dovuta per 46 milioni e non versata per due milioni, ricavi derivanti dalla tassazione di proventi illeciti pari a poco meno di quattro milioni di euro.
(Massimo Scattolin)
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mer, 02 SETTEMBRE 2009 15.20.31
(AGI) ENERGIA: VIA LIBERA CENTRALE TERMOELETTRICA DA BIOMASSE
Roma, 2 set. – Dopo quasi due anni dalla firma dell’accordo di riconversione produttiva dello stabilimento di Finale Emilia (Mo) del Gruppo Coprob, la Conferenza dei Servizi ha dato parere positivo sull’avvio dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse. L’impianto sara’ realizzato da Domus Energia, societa’ con capitale pari a 10 milioni di euro sottoscritto per il 60% da Italia Zuccheri e per il 40% da Eco Spark, uno dei principali player italiani nell’offerta di servizi per la valorizzazione delle biomasse vegetali.”Grazie anche al sostegno ricevuto dall’Amministrazione locale e provinciale – sottolinea Piero Cavrini, vice presidente Coprob e presidente Domus Energia – la centrale di Finale Emilia diventa realta’. Questo impianto, che richiedera’ un investimento di oltre 55 milioni di euro e sara’ operativo dal 2011, testimonia l’impegno assunto da Coprob di sviluppare, parallelamente al core business zucchero, la produzione di energia da fonti rinnovabili”.Sempre in questo periodo e’ iniziata anche la campagna saccarifera 2009/2010, che per Coprob si presenta sostanzialmente stazionaria sui livelli dell’annata precedente: 4.932 bieticoltori emiliani e veneti (di cui 2.498 sono soci) conferiranno al Gruppo oltre 2 milioni di tonnellate di bietole ottenute su una superficie di 35.000 ettari. “Si tratta di una campagna molto incoraggiante – afferma Marco Marani, direttore agricolo di Coprob – con barbabietole sufficientemente idratate nonostante le temperature estive e con un livello qualitativo migliore rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti”.”Anche se il peso delle barbabietole a volte puo’ non risultare elevato – prosegue Marani – le buone polarizzazioni consentono di raggiungere una produzione di saccarosio per ettaro soddisfacente. Un elemento, questo, che rendera’ la Produzione Lorda Vendibile della prima parte di campagna molto interessante per gli agricoltori”. Completato il piano di investimenti triennale 2006/2008 nello stabilimento di Minerbio (Bo), pari a 25 milioni di euro, quest’anno Coprob concludera’ anche il piano di investimenti 2006/2009 nello stabilimento di Pontelongo (Pd), pari a circa 40 milioni di euro. (AGI)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 29 Agosto 2009,
Piove di Sacco – Se all’inizio bidoni colorati e regole ferree avevano mandato in tilt più di qualche cittadino, a distanza di anni la raccolta differenziata sta diventando un’abitudine sempre più radicata. E i risultati si vedono: nel 2008 i piovesi hanno correttamente diviso e, quindi, permesso di riciclare, il 62,6 per cento dei rifiuti, destinando alla discarica il restante 37,4 per cento. L’impegno di famiglie e aziende ha permesso al territorio di ricevere l’ambito attestato di “Comune riciclone”, che è stato consegnato nel corso di una cerimonia, promossa da Legambiente e dal ministero dell’Ambiente, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. Secondo i dati del Bacino Padova 4, a cui afferiscono il Piovese ma anche il Conselvano, per un totale di ventuno Comuni, a Piove di Sacco l’anno scorso sono state prodotte 9852 tonnellate di rifiuti. In media, circa un chilo e mezzo al giorno per ogni abitante, di cui 550 grammi di secco non riciclabile e 450 grammi di umido e verde. Proporzionalmente, è quindi quella del secco non riciclabile la tipologia che detiene ancora la fetta più ampia del grafico dei rifiuti totali. Ma un po’ alla volta, grazie alla sensibilità crescente per l’ambiente e alle sanzioni previste per chi non si attiene alle regole, i rifiuti che possono essere riutilizzati sotto altre forme stanno prendendo il sopravvento. Così, se nel 2008 a Piove di Sacco la percentuale di secco prodotto è del 37,3 per cento, il verde e il legno si attestano al secondo posto con il 17,4 per cento. Sorpresa, la carta e il cartone, con il 14,8 per cento, superano di poco l’umido, fermo al 14,7 per cento. Notevole anche il dato del multimateriale riciclabile, vetro e lattine, che si afferma del 12,6 per cento. Lo 0,9 per cento è costituito dagli ingombranti, lo 0,5 dalle apparecchiature elettroniche e lo 0,4 per cento dal ferro. Mediamente, nell’intera Saccisica, nel 2008 è stato differenziato e, quindi, riciclato, il 68,9 per cento della spazzatura. Un dato oltre ogni previsione che, secondo gli obiettivi fissati dal testo unico sull’ambiente, fa fare un balzo in avanti di quattro anni ai Comuni aderenti al Bacino. Traino verso l’importante traguardo il comune di Polverara, che ha raggiunto la quota record dell’80,3 per cento di differenziazione. Bene anche Brugine Arzergrande e Pontelongo, rispettivamente con il 69,9, 69,4 e 69,1 per cento. Un gradino più sotto si collocano Correzzola e Sant’Angelo di Piove, dove le percentuali si attestano a 68,8 e 68,4.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 28 AGOSTO 2009
Bacco si scusa e ritira le dimissioni – La lettera del sindaco di Codevigo al prefetto irrita le opposizoni «Ma non erano irrevocabili? Lunedì dovrà spiegarcelo in Consiglio»
CODEVIGO. Il sindaco Graziano Bacco ha ritirato le dimissioni. Si conclude così con un nulla di fatto la telenovela politica che ha animato a Codevigo le sonnacchiose settimane ferragostane. Anche questa volta Baccio ha annunciare la decisione con una lettera spedita al prefetto, e per conoscenza ad assessori e consiglieri. Comunico la mia decisione di revocare le dimissioni – recita il testo – alla luce delle sollecitudini ricevute in tal senso e dalla solidarietà manifestatami. Le mie ragioni personali fanno un passo indietro rispetto al senso di responsabilità per continuare a svolgere un delicato servizio. Confido nell’aiuto di quanti mi sostengono moralmente e politicamente e mi scuso per il disagio arrecato».«Questi giorni di riflessione – aggiunge il sindaco – sono stati positivi. Riprendo il mio posto con la fiducia del mio gruppo che è ben compatto». In sostanza Bacco ribadisce che non c’è stata alcuna crisi politica e che è un dettaglio marginale il fatto che le dimissioni fossero state presentate come «irrevocabili». Diventa una formalità quindi il consiglio comunale straordinario convocato per lunedì su richiesta dell’opposizione per avere qualche spiegazione su una vicenda consumata e presto archiviata fra tanti silenzi. Troppi, per non suscitare qualche legittima richiesta di maggiore chiarezza. «Non è chiaro quello che è successo – commenta a caldo il capogruppo di minoranza Gerardo Fontana – e nel consiglio dovrà necessariamente emergere qualcosa. Ci troviamo comunque di fronte ad una maggioranza inaffidabile e a termine». Molto critico anche l’altro capogruppo di minoranza Maurizio Ruzzon: «Dalla lettera di revoca emerge solo che le questioni personali del sindaco rimangono e con esse, di conseguenza, anche quelle difficoltà ad amministrare con serenità e attenzione che avevano spinto alle dimissioni. La maggioranza e il sindaco non possono continuare a sottrarsi dal dare spiegazioni, considerando la cosa pubblica come una questione privata».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 28 Agosto 2009,
Piove di Sacco – Una faccina verde e sorridente per dire “sì, mi sono trovato bene in questo ufficio e gli impiegati sono stati più che gentili”; una gialla per esprimere un giudizio sufficiente e una terza rossa e corrucciata per dire “no, così non va”. Sono le tre modalità che avranno presto a disposizione gli utenti piovesi per valutare i servizi erogati dagli uffici comunali.
L’iniziativa si chiama “Mettiamoci la faccia”, rientra a pieno nell’operazione trasparenza promossa dal ministro Renato Brunetta, ed è già stata avviata in altri Comuni della zona. Entro l’anno anche a Piove di Sacco saranno installati tre totem-visori (uno a palazzo Jappelli, un secondo al polisportello di via degli Alpini e un terzo nella biblioteca “Diego Valeri”) tramite il quale i cittadini, dopo essersi rivolti a uno degli sportelli ed aver ricevuto un’apposita scheda, solo toccando lo schermo potranno esprimere un giudizio sul servizio ricevuto. Verde, giallo e rosso, appunto, che corrispondono a positivo, sufficiente e negativo. In caso di giudizio negativo sarà possibile indicare anche la motivazione. Sempre nell’ambito dell’operazione trasparenza, dopo che i cinque dirigenti del Comune hanno pubblicato sul sito i loro curricula e gli emolumenti percepiti, lo stesso faranno, entro il mese, anche il sindaco e gli assessori comunali. Se il consiglio comunale sarà d’accordo, anche se non è previsto dalla legge, saranno pubblicati anche i dati riguardanti i venti consiglieri. Inoltre a Piove di Sacco tutti e tredici i funzionari con responsabilità gestionali dovrebbero aderire nei prossimi giorni al progetto, rendendo anch’essi noti i redditi percepiti dall’ente.
(Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 27 AGOSTO 2009
Meneghetti il dirigente più pagato – Lo stipendio più basso al comandante della polizia locale Francesca Prota
PIOVE DI SACCO. Sono stati pubblicati sul sito del comune di Piove di Sacco i curricula e gli stipendi dei cinque dirigenti comunali, come prevede l’«operazione trasparenza» voluta dal ministro Renato Brunetta. Il Paperon de’ Paperoni dei dipendenti comunali risulta l’architetto Giorgio Meneghetti, mentre fanalino di coda è il comandante della polizia locale Francesca Prota. Pubblicati anche i tassi di assenza (che comprendono malattia, ferie, permessi, aspettativa e congedo obbligatorio) del personale di ogni singolo settore per il mese di luglio. Mario Canton, 50 anni, maturità classica, a capo del settore amministrativo, percepisce 91.735 euro lordi all’anno. Dirige 23 dipendenti che in luglio hanno totalizzato un tasso di assenza del 28,06 per cento. Bruno Romagnosi, 58 anni, laureato in economia e commercio, dirige il settore finanziario e guadagna 88.056 euro. I nove dipendenti dell’area finanziaria hanno totalizzato il 18,20% di assenze, il più basso di tutti i settori in cui è suddivisa l’attività comunale. Il comandante dei vigili Francesca Prota, 44 anni e laurea in giurisprudenza, percepisce una retribuzione annua di 59.511 euro. I 15 dipendenti, tra vigili e impiegati, hanno cumulato il 20,04% di assenze. Giovanni Pizzo, 55 anni, laureato in giurisprudenza, dirige l’area servizi alla persona per un compenso annuo di 87.749 euro. I 19 dipendenti del settore hanno totalizzato il 28,61% di assenze. Guadagna più di tutti i dirigenti comunali Giorgio Meneghetti, 57 anni, laurea in architettura allo Iuav: 93.241 euro. Ed è del 26,08% la percentuale di assenze dei 32 dipendenti dell’area tecnica e territorio. Complessivamente i cinque costano circa 420 mila euro l’anno. Invece il tasso di assenze totale dei dipendenti comunali a luglio è stato del 29,47%. Non sono invece disponibili curriculum e retribuzione del segretario comunale in attesa del sostituto di Calogero Contino, che ha svolto la mansione di segretario fino al mese scorso.
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Il prossimo raduno triveneto delle Penne Nere (ultima decade di settembre a Rovigo) ci porta al ricordo della lunga, operosa vita della sezione padovana, comprendente anche gli Alpini polesani, appunto. All’indomani della costituzione dell’Ana (8 luglio 1919), gli alpini padovani furono fra i primissimi a costituirsi in sezione. Per iniziativa del capitano Guido Piacentini, detto “Pia”, da Camisano Vicentino, ma legatissimo alla Città del Santo, che aveva fatto parte degli 80 fondatori dell’Ana in quel di Milano, ecco dunque sorgere anche a Padova l’associazione delle Penne Nere. Era l’ottobre del 1920 e 40 reduci alpini si riunirono all’”Isola di Caprera” eleggendo primo presidente il generale Carlo Ferretti. Agli inizi degli anni Trenta venne assorbito in ambito sezionale il Gruppo Ana di Rovigo fondato dal dottor Cossettini, capitano durante la Grande Guerra. Fu in quel periodo che si costituirono anche alcuni gruppi “storici” della sezione: Cittadella (1932), Camisano, Gazzo, Pontelongo. Nel 1938, fu la volta di Piove di Sacco e nel dopoguerra, i gruppi andranno sempre più aggiungendosi accrescendo la forza della sezione. Nel 1960, venne fondato il gruppo di Adria, seguito l’anno dopo da quello di Camposampiero. Poi, Teolo, Terme Euganee, Villafranca Padovana, Grantorto, Sant’Andrea di Campodarsego. La sezione ha avuto modo di distinguersi per attività laboriose, vita interna molto vivace e col periodico “Naia Scarpona”, nel 1984 primo classificato nel concorso nazionala per la Stampa Alpina – più il riconoscimento speciale per la grafica. Il cammino della sezione Ana di Padova è stato molto significativo anche per la partecipazione solidale in occasione di terremoti e alluvioni (Friuli, Piemonte, Umbria, adesso Abruzzo eccetera). Nel 1976 a Padova fu assegnata l’adunata nazionale e si trattò di un gran respiro per tutta la cittadà, invasa dall’aria mefitica del terrorismo. Adunata nazionale che si è ripetuta, in un clima affatto diverso, nel 1998. Fra i raduni treveneti, con quello settembrino a Rovigo, sarà la seconda volta nella sua storia che la sezione padovana è impegnata su questo fronte, potendo contare sull’opera di 2002 alpini e in 568 aggregati (o “amici degli Alpini”), tanti ne contano i 36 gruppi di Padova e Rovigo.
di : Giovanni Lugaresi
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Animali in classe per educare i bimbi Progetto dell’Usl 14
PIOVE DI SACCO. Sarà merito delle campagne pubblicitarie che negli ultimi anni hanno contribuito non poco a sensibilizzare su questo problema, sarà l’inasprimento delle sanzioni, fatto sta che è in continua diminuzione il fenomeno del randagismo, spesso dovuto all’abbandono dei cani da parte dei proprietari. Un fenomeno che registra ogni anno il picco proprio in estate. Quando persone insensibili e crudeli decidono di sbarazzarsi dell’amico fedele per poter andare in ferie. E per educare sin da piccoli ad amare gli animali, il sevizio veterinario dell’Usl 14, diretto dal dottor Luciano Boffo, ha sperimentato un progetto con gli alunni della scuola elementare: trascorrere del tempo in compagnia di diversi animali per imparare a prendersene cura. Avvalendosi della collaborazione di due psicologi il servizio veterinario ha coinvolto nel progetto di attività con gli animali gli alunni della scuola primaria Umberto I. E i risultati non si sono fatti attendere. Dopo aver trascorso un periodo in compagnia di cagnolini, micetti, un cavallo e una tartaruga, i bambini hanno dimostrato di aver maturato un comportamento più altruista e di aver guadagnato fiducia in se stessi. L’amore e il rispetto per gli animali si impara anche così. Negli ultimi dieci anni il numero di cani recuperati dal servizio veterinario dell’Usl 14 è drasticamente diminuito, passando da oltre 300 nel 2000 ai poco più di 80 dei primi sei mesi di quest’anno. L’accalappiamento viene svolto ventiquattr’ore su ventiquattro, le richieste provengono dai comuni, dalle forze dell’ordine o dei cittadini. I cani catturati vengono portati al canile di via Fiumicello dove è garantita loro ogni cura e assistenza. L’anno scorso su 162 cani recuperati, 50 avevano il microchip e sono stati restituiti ai legittimi proprietari, 71 sono stati adottati e 42 affidati a canili rifugio. Degli 88 cani presi da gennaio a giugno di quest’anno, invece, 36 sono stati restituiti ai proprietari e 22 hanno trovato una nuova famiglia. Per contrastare il fenomeno del randagismo, il servizio veterinario è impegnato in una costante campagna di sterilizzazione. Il piovese vanta quasi un record per la presenza di colonie feline: ne sono state censite ben 181.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Il progetto Gas arriva anche a Piove di Sacco – Impianti fotovoltaici si punta a spendere poco
PIOVE DI SACCO. Sbarca a Piove di Sacco il progetto Gas, Gruppo di acquisto solare, per dare la possibilità di trovare a prezzi competitivi impianti di pannelli fotovoltaici. Il mercato italiano sta raggiungendo infatti importanti risultati nell’installazione dei pannelli fotovoltaici che permettono di produrre energia elettrica pulita sfruttando l’irraggiamento del sole. Per aumentare il numero di famiglie che decidono di sfruttare il sole, il Bacino Padova 4, Legambiente e Padova Tre Srl mettono oggi a disposizione dei cittadini dei 58 comuni della bassa una rete di sportelli informativi. E’ il progetto Energia Comune che consente di avere informazioni e consulenze gratuite. Gli operatori, disponibili ogni giovedì dalle 10 alle 13 al Polisportello di viale degli Alpini, sono a disposizione dei cittadini che desiderano conoscere le potenzialità del fotovoltaico e dei pannelli solari e possono ottenere tutte le informazioni su costi e sgravi fiscali. Lo sportello ha avviato la campagna di adesioni al Gas, gruppo di acquisto solare. Unendo la domanda di più famiglie il Gas riesce ad ottenere risparmi economici fino al 20 per cento sui prezzi medi di mercato e maggiori garanzie sulla qualità degli impianti e dei servizi. Informazioni sono disponibili direttamente al Polisportello, basta contattare il numero verde 800.238.389 e navigare sul sito Internet www.energiacomune.org/padovatre.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 22 AGOSTO 2009
Autovelox, finalmente si cambia Da oggi la competenza passa a prefetti e polizia. Grossi limiti ai Comuni STRADE SICURE Rivoluzionato il sistema di controllo della velocità Addio agli «agguati» dei vigili: postazioni segnalate
ROMA. Nuove regole nella gestione degli autovelox, dopo le recenti truffe ai danni degli automobilisti scoperte in Campania. E’ di ieri, con effetto immediato (anche se nella pratica partirà da settembre), una direttiva del ministro Maroni che esclude in via definitiva i privati dalla gestione della sorveglianza con autovelox, da oggi di competenza delle prefetture e della polizia stradale. L’altro punto importante riguarda gli “agguati” agli automobilisti, che spesso incappano in pattuglie nascoste per rilevare la velocità: non sarà più possibile. La posizione dovrà essere segnalata e visibile. La direttiva era attesa e mette ordine in un settore che in questi anni ha prodotto polemiche e scandali, oltre che diffusi mal di pancia tra gli automobilisti. Innanzitutto i privati. I Comuni non potranno più appaltare la gestione degli autovelox: il controllo della velocità – è specificato nella direttiva – è un servizio di polizia che non può essere delegato a imprese che noleggiano gli apparecchi. Quindi fuori i privati dalla gestione delle multe (e anche degli introiti visto che in taluni casi incassavano percentuali dai Comuni), e un limite anche all’azione dei vigili urbani. Il nuovo meccanismo sulla carta appare semplice: saranno i prefetti ad indicare le strade urbane ed extraurbane dove effettuare i rilevamenti di velocità, con unico criterio quello della pericolosità delle strade in base al numero di incidenti nel biennio precedente, e non più del “fare cassa”. «La polizia stradale sarà il braccio operativo, cioè coordinerà sul territorio i controlli sempre seguendo le indicazioni dei prefetti», dice un funzionario della Stradale. Questo limiterà molto la discrezionalità dei Comuni, che già avevano visto sfumare parte dei loro introiti con le nuove direttive del codice della strada in via di approvazione che impongono la destinazione del 50% dei soldi a interventi per la sicurezza stradale. In buona sostanza, se i vigili urbani vorranno piazzare un autovelox in un determinato tratto di strada, dovranno prima coordinarsi con la Stradale anche per evitare sovrapposizioni tra diverse forze di polizia. Per fornire poi la massima trasparenza all’attività preventiva, viene disposto che ogni postazione di controllo (sia fissa che mobile) debba essere presegnalata ad adeguata distanza con segnali stradali o dispositivi luminosi. Il veicolo di servizio inoltre deve essere parcheggiato in posizione visibile per gli automobilisti. Una stretta arriva anche sulla tutela della privacy. Foto e filmati di automobilisti sanzionati devono essere trattati solo da personale di polizia. Le immagini non possono essere inviate per posta insieme con il verbale, ma può prenderne visione solo il proprietario del veicolo. Le persone all’interno dell’auto, se individuabili, devono essere rese non conoscibili. L’Asaps (Associazione amici della polizia stradale) esprime soddisfazione: «Che ci fossero confusione e sovrapposizioni era ormai sotto gli occhi di tutti» dice il presidente Giordano Biserni, che sottolinea come gli autovelox finalmente saranno utilizzati come strumento preventivo sulle strade pericolose e non per altri fini. Importante per l’Asaps anche «il ruolo centrale del prefetto nell’arbitrare e monitorare le modalità dei servizi e la loro collocazione nella rete stradale».
di Paolo Carletti
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
Rate dei mutui bloccate Accordo anti crisi
SANT’ANGELO DI PIOVE. Sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria e istituti di credito uniti per far fronte alla crisi economica. E’stato siglato un documento per l’adozione di misure di salvaguardia dei cittadini in materia di mutui prima casa e sostegno al credito alle imprese del territorio. Misure che si traducono con il blocco per 12 mensilità del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui prima casa, l’anticipazione da parte delle banche dell’assegno Inps nel caso di ritardi e l’adozione di misure di sostegno al credito per le imprese in difficoltà. Il documento, redatto dal comune di Sant’Angelo capofila dell’iniziativa, è stato firmato anche da Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Campolongo Maggiore, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Saonara. «Ci siamo fatti interpreti di un’azione importante per il territorio – spiega il sindaco Romano Boischio – l’intento è quello di dare un segnale di unità».
di : (Martina Maniero)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
I vigili di Pontelongo si armano – Per aderire a «Saccisica Sicura» e assicurarsi controlli e servizi
PONTELONGO. Presto anche i vigili di Pontelongo saranno armati. «A Pontelongo – spiega il vicesindaco Enzo Battisti – gli agenti non hanno in dotazione un’arma e non esiste alcun regolamento comunale che regoli le modalità di armamento. Per questo entro la fine del mese provvederemo a dotarci innanzi tutto di questo primo strumento amministrativo». L’esigenza, è bene spiegarlo, non è fine a se stessa. Si tratta di una condizione necessaria per potere aderire a «Saccisica Sicura», progetto finanziato dalla Regione e che prevede che diverse municipalità si uniscano per mettere insieme le loro forze in maniera da far fronte al problema della criminalità e del degrado, garantendo un potenziamento della presenza dei vigili urbani in tutto il territorio. Attraverso il progetto «Saccisica Sicura» si dovrebbe essere in grado di coprire fasce orarie che in precedenza erano del scoperte, soprattutto nei paesi piccoli, che hanno organici ridotti. Pontelongo rientra nel nuovo distretto assieme a Piove, Sant’Angelo, Brugine, Codevigo, Arzergrande e Correzzola. «In questa maniera – prosegue Battisti – potranno essere impiegati anche sul nostro territorio una serie di strumenti (etilometro, alcoltest, telelaser, autovelox e un kit per rilevare i documenti contraffatti) che il nostro Comune non prevede. Potremo così attuare le iniziative sulla sicurezza promesse ai cittadini: controllo serale e notturno di piazza e parchi, verifica della regolarità delle attività condotte dagli extracomunitari».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
Lotta contro il degrado chiusura anticipata per i due kebab di via Reni Nel mirino «Bum bum pizza» e «Turkish fast-food» Non potranno somministrare o detenere alcolici
Chiusura anticipata alle 21 per i due venditori di kebab di via Reni, a San Carlo. Ancora un provvedimento restrittivo dell’amministrazione comunale che impone ai negozi che creano «degrado» di abbassare prima le saracinesche. Nel mirino dell’assessore alla polizia municipale Marco Carrai stavolta sono finiti il «Bum bum pizza» al civico 30 di via Guido Reni e il «Turkish fast food kebab» che si trova al civica 38 della stessa via. Quest’ultimo però ha cambiato gestione da pochi giorni, per cui il provvedimento sarà negoziato con i nuovi proprietari. In ogni caso, ieri nei due negozi si sono presentati gli agenti della polizia municipale per notificare l’”avvio del procedimento». Oltre ad anticipare l’orario di chiusura (dalle 2 di notte alle 21) l’amministrazione imporrà anche il divieto di vendita e detenzioni di alcolici di qualsiasi gradazione, valido tutto il giorno. Il panino quindi, anche se preso prima delle 21, non potrà più essere accompagnato neppure da una birra, ma soltanto da bevande analcoliche. La linea dura è scattata dopo le proteste dei residenti di San Carlo: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sui due locali – sottolinea l’assessore – Da parte nostra c’è una grande attenzione nei confronti di tutte le attività commerciali, perché non vogliamo diventino luoghi di aggregazione per spacciatori, clandestini e balordi. Qualunque attività si comporterà male riceverà un’ordinanza limitativa: non faremo sconti». La linea dura è segnata: nel mirino ci sono altri locali, sia negozi etnici che altre attività.
di : (c.mal.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 20 AGOSTO 2009
CAPPA DI CALDO SULLA SACCISICA Non ci sono più letti liberi in ospedale
PIOVE DI SACCO. Negli ultimi giorni la colonnina di mercurio ha sfiorato i 40 gradi anche nella Saccisica e al pronto soccorso dell’ospedale Immacolata Concezione sono aumentati gli accessi giornalieri. Da una media di un centinaio sono passati a punte di 150, con una mole di lavoro notevole per medici e infermieri. Di conseguenza sono aumentati anche i ricoveri, tanto che sia nel reparto di medicina che in quello di geriatria i posti letto sono tutti occupati. «I picchi di caldo hanno sempre come conseguenza un aumento degli accessi nel reparto emergenze – sottolinea Pietro Giorgio Zampieri (nella foto) primario del pronto soccorso -. Per lo più aumenta la percentuale di anziani con patologie croniche che la calura e l’afa di questo periodo finiscono per acuire. Una parte di questi viene trattenuta da noi e dimessa dopo le cure, per un’altra parte si rende necessario il ricovero. E infatti i reparti medici sono pieni».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 20 AGOSTO 2009
SAONARA – Strade più sicure grazie alle mail dei cittadini
SAONARA. Il lampione spento, la buca sulla strada, l’erba alta che compromette la visibilità. Problemi comuni, ma che possono creare ai cittadini disagi anche seri: per segnalarli e vederli risolti con tempestività il comune di Saonara mette a disposizione del pubblico la e-mail manutenzioni@comune.saonara.pd.it.
Residenti e amministratori potranno comunicare direttamente con gli operai addetti alla manuntenzione dei luoghi pubblici, ai quali di recente è stato messo a disposizione un ufficio dotato di terminale pc e stampante. Sarà possibile anche ricevere informazioni su modalità e tempi di risoluzione dei problemi segnalati. Il nuovo servizio è stato ideato dall’assessore all’Ambiente Riccardo Meneghel assieme al comandante di Polizia Locale Fiorenzo Salmaso.
di : (p.ros.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 15 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Solo tre i bar chiusi e moltissimi i negozi attivi. Oggi inoltre si terrà comunque il mercato anche se è l’Assunta Ferragosto, in centro tutti aperti per “ferie” Venti richieste al settore Commercio per alzare le serrande in deroga, e ancora di più quelle arrivate fuori tempo massimo
Piove di Sacco – Saracinesche sempre aperte per negozi e bar del centro storico che, quest’anno più di altri, hanno deciso di non andare in ferie a costo di turnare il personale. E’ un segnale della crisi ma anche un copione che, con qualche lieve differenza, si ripete ogni estate a Piove di Sacco, nella stagione di certo più fruttifera per i pubblici esercizi. A parlare sono i numeri: solo tre sono i bar chiusi in questi giorni (di cui soltanto uno per ferie, gli altri due per cambio gestione), contro la ventina di richieste pervenute dai negozi per ottenere il permesso di tenere aperto anche nel giorno di Ferragosto. Oggi, infatti, nonostante la festa dell’Assunta, il mercato settimanale si svolgerà come di consueto e i negozianti con attività che si affacciano sulle piazze non ci pensano nemmeno a chiudere la porta ai potenziali clienti per concedersi una giornata di relax. «I bar sono pressoché tutti aperti – fanno sapere dall’ufficio Commercio del comune – Non è un evento straordinario ma un fenomeno in linea con la tradizione, in quanto l’estate è la stagione dell’isola pedonale, dove si possono proporre spettacoli e iniziative per richiamare i clienti in centro. C’è da dire, però, che dal 2006 i titolari di pubblici esercizi non hanno l’obbligo di comunicarci la chiusura dei locali, a meno che non sia di trenta giorni. Per i classici quindici giorni di ferie è sufficiente appendano un cartello sulla vetrina per informare il pubblico. Ma, a parte due bar chiusi per cambio gestione e uno per ferie, non ci risultano altre situazioni». Fino a qualche anno fa la legge prevedeva che il sindaco potesse rifiutare la richiesta di chiusura dei pubblici esercizi, qualora limitasse la carenza dei servizi. Ma a Piove non c’è mai stato bisogno di applicare questa norma. «Diversamente non abbiamo strumenti per monitorare il commercio – continuano dall’ufficio preposto – Fino al 2006 il Comune doveva vigilare affinché fossero aperti contemporaneamente almeno il 50 per cento di supermercati, panifici e gastronomie. Poi con la liberalizzazione della vendita del pane, ad esempio, questi limiti sono stati superati». Significativo, comunque, il numero delle richieste di deroga per tenere aperti i negozi nei giorni di festa come oggi. L’assessorato competente ne ha firmate una ventina, ma quelle pervenute anche fuori tempo sono state molte di più.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 14 AGOSTO 2009
La rivoluzione di Marcolin a Piove – Il neo-sindaco vuole ridare alla città il ruolo di leader della Saccisica Tutor per gli studenti universitari e un rapporto diretto con i cittadini
PIOVE DI SACCO. Ad un mese dall’insediamento, il sindaco Sandro Marcolin traccia un primo bilancio e anticipa le novità per la ripresa dell’attività dopo la pausa estiva. «Già in questo primo periodo – premette il primo cittadino di Piove – abbiamo lanciato messaggi forti di rottura e discontinuità rispetto al passato. La scelta, ad esempio, di non confermare il segretario comunale e di puntare su una gestione a due con l’inserimento di un direttore generale si inserisce nella concezione dell’ente locale come un’azienda che mette il cittadino al primo posto e che eroga servizi nel rispetto dei criteri di efficienza ed efficacia». «In queste settimane – racconta poi Marcolin – sto incontrando i sindaci dei Comuni circostanti per ricostruire quel tessuto di rapporti che in parte era stato accantonato. E’, infatti, necessaria un’inversione di tendenza per concretizzare l’idea della Saccisica intesa come un vasto territorio unito attorno alla naturale leadership di Piove di Sacco, al di là del colore delle amministrazioni dei singoli Comuni». Quanto all’immediato futuro Marcolin anticipa che Piove «sarà tra i primi comuni della provincia ad aderire all’iniziativa “Mettiamoci la faccia” promossa dal ministro Brunetta che fa valutare ai cittadini i servizi erogati dal Comune. Saranno installate tre postazioni in municipio, in biblioteca e nei locali del polisportello». Altri punti riguardano l’estensione della linea Adsl a tutte le circa 7.500 famiglie e le iniziative a sostegno dell’istruzione. Particolare attenzione avrà il mondo universitario: è prevista la creazione di un servizio di tutor per accompagnare e supportare i ragazzi nel loro percorso di studio e l’istituzione di una sorta di festa per le matricole del territorio. «Tra pochi giorni poi – conclude – sarà riorganizzato il sito del Comune. I cittadini potranno trovare resoconti delle attività amministrative, una rassegna stampa pomeridiana che riguarda tutto il nostro territorio e soprattutto sarà introdotto un forum attraverso il quale potranno contattare direttamente il sindaco e gli assessori».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
CODEVIGO La scelta “molto sofferta” del primo cittadino motivata con ragioni “di carattere strettamente personale e famigliare” Il sindaco Bacco getta la spugna a sorpresa
Si profila ora per il Comune l’ipotesi di un secondo commissariamento consecutivo dopo quello del 2007 L’unica cosa certa è che, salvo colpi di scena che comunque striderebbero con l’aggettivo “irrevocabile” con cui Bacco ha marchiato la sua scelta, il Comune si avvia verso un secondo commissariamento consecutivo, dopo la caduta nel 2007 del sindaco precedente Maurizio Ruzzon. Il rischio è quello che il territorio piombi in una nuova “paralisi” amministrativa fino ad aprile del prossimo anno. Bacco, irraggiungibile fino alla tarda mattinata di ieri, una volta riacceso il telefonino ha fatto sapere: «È una scelta molto sofferta, ma che sono costretto a fare per ragioni personali. L’impegno politico è qualcosa di totalizzante e i pensieri e i problemi di una persona che ricopre una carica non rimangono relegati tra le mura del Municipio, ma spesso entrano anche nella vita privata, togliendo tempo e serenità agli affetti più cari. A un certo punto si arriva a un bivio, e seppur con grande tristezza, ho preso questa strada. Un possibile ripensamento? Vedremo cosa succede nei prossimi giorni». Nessuna ragione politica, assicura l’ex sindaco (che ha già consegnato il cellulare e le chiavi del Comune, ndr), a monte della decisione, anzi. «Il nostro gruppo è unito e ha sempre lavorato bene – ha sottolineato – Ovvio che come in tutte le compagini possono esserci delle sfumature diverse di pensiero su alcuni argomenti. Ma con il confronto e la discussione abbiamo sempre risolto tutto». Insistenti voci di corridoio sostengono che l’uscita di scena del sindaco sia dipesa anche da una divergenza di opinione, all’interno della giunta, circa l’affidamento della gestione della valle Millecampi di Codevigo alla Provincia. Sempre secondo i “rumors”, Bacco si sarebbe trovato in difficoltà a mantenere l’equilibrio tra chi caldeggiava il progetto e chi invece lo osteggiava. Ma sia l’ex sindaco sia il vice Claudio Giraldo sviano sull’argomento. Quest’ultimo è addirittura telegrafico: «Il mio pensiero sulla valle è che si tratta di una risorsa da valorizzare. Punto». Più prolisso sulla vicenda del giorno. «È stata una notizia inattesa – dice – L’ho saputo da un funzionario comunale, anche se avrei ritenuto più naturale che fosse il sindaco stesso a comunicarlo ai suoi collaboratori. Per il momento non so che dire perché sono cose delicate che richiedono chiarezza. Stasera (ieri, ndr) incontrerò gli altri del gruppo per capire come stanno le cose». Incoraggiamenti e sostegno arrivano a Graziano Bacco dalla Lega Nord. Sia per voce del coordinatore degli enti locali Luciano Soffiato sia della consigliera comunale Monia Rubin. «Sono convinta che tutto si risolverà – afferma quest’ultima – La prima cosa che abbiamo fatto con il gruppo di maggioranza è stata esprimere tutta la nostra fiducia a colui che riteniamo ancora il nostro sindaco. Da parte sua abbiamo ricevuto delle rassicurazioni. Sicuramente, decorsi i tempi tecnici in cui è possibile un ritorno sui suoi passi, in consiglio comunale noi respingeremo le dimissioni e lo inviteremo a riassumere la carica».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
Codevigo «Tra qualche giorno potrebbe finire tutto a tarallucci e vino con il ritiro delle dimissioni da parte di Bacco. Sono convinto che non si tratti di una cosa seria, ma di uno scontro tra fazioni interne alla maggioranza, le stesse che in un anno e mezzo hanno fatto fare un salto indietro al Comune di trent’anni». Parla a ruota libera Maurizio Ruzzon, l’ex sindaco e ora consigliere di opposizione, sfiduciato dal consiglio comunale e caduto nel 2007 per quello che lui ancora definisce “un inciucio tra partiti politici”. «Comunque vadano le cose, se questo è il loro modo di amministrare è meglio se ne tornino a casa – riprende Ruzzon – In questi mesi, a causa delle divergenze interne alla maggioranza, il paese ha perso la possibilità di avere una palestra a costo zero, un campo sportivo a costo zero e di agire sulla valle Millecampi per sviluppare un’importante risorsa. Senza contare che non è stata asfaltata alcuna strada e che questa maggioranza non sa nemmeno cosa sia una casa della salute. Di fronte a tutto ciò, loro e il resto della minoranza dovrebbero vergognarsi di avere mandato a casa un sindaco che lavorava bene come il sottoscritto creando solo danni alla cittadinanza. Auspico personalmente che i cittadini di Codevigo vedano in una prossima lista civica del nostro gruppo delle persone capaci e motivate, che difendono il territorio e non lo svendono come hanno fatto altri». Stenta a credere si tratti solo di questioni personali anche l’altro ex sindaco storico, Gerardo Fontana, che ha governato Codevigo per quasi un decennio e ora è seduto anche lui in minoranza, in un gruppo diverso da quello di Ruzzon. «Mi auguro non siano questioni gravi – esordisce – Ma se le motivazioni sono davvero quelle riportate nella lettera al prefetto mi sembrano un po’ deboli. Mi pare anche strano che il sindaco usi l’aggettivo “irrevocabili” per definire le sue dimissioni. Se la situazione rientrerà, come io credo, questa scelta si rivelerà per lo meno controproducente. Da una persona sana di mente non mi aspetto che lasci il Comune di nuovo nelle mani di un commissario. Ritengo che il suo sia solo un atto di forza, che è stato costretto a fare per mettere in riga le varie anime della compagine che avevano iniziato ad andare ognuna per conto suo, rendendo immobile l’attività amministrativa. Certo è che questa è una mossa un po’ rischiosa».
di : Fe.Be.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
CASALSERUGO Il Comune cerca volontari
Aaa, volontari per il proprio Comune cercasi. E’ anche con queste iniziative che le municipalità di oggi, strette in vincolanti Patti di stabilità che non permettono loro grandi disponibilità economiche, cercano di garantire comunque alcuni servizi di base ai propri cittadini. Richiamando per l’appunto il senso civico di alcuni di questi che, attraverso la stipula individuale di una convenzione a valenza annuale con il Comune possono svolgere servizi di volontariato per attività di pubblica utilità. Una collaborazione spontanea e senza vincoli di orario o di giornate in servizi già attivati e svolti dall’ente. Da interventi di piccola manutenzione e custodia di aree pubbliche, coadiuvato dal personale del settore tecnico, attrezzati con risorse messe a disposizione dal Comune e garantiti da un’assicurazione sugli infortuni. Come riconoscimento per incentivare l’opera svolta, al volontario potrà essere riconosciuta una riduzione del 50% del costo per la partecipazione ai soggiorni climatici organizzati annualmente e-o un rimborso annuo lordo forfettario di 190 euro in misura proporzionale al servizio svolto.
di : (gl.c.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 12 AGOSTO 2009
Codevigo. Una decisione presa «per motivi personali e famigliari» Graziano Bacco lunedì si è dimesso E’ stato sindaco solo per un anno Un fulmine a ciel sereno anche per i colleghi di maggioranza Può ripensarci entro agosto
CODEVIGO. A poco più di un anno dalla sua elezione, il sindaco Graziano Bacco si è dimesso. L’ha fatto con una lettera depositata lunedì in Prefettura a Padova e fatta recapitare ad assessori e consiglieri comunali. «Per motivi di carattere strettamente personale e familiare non sono più in grado di svolgere con dovuta serenità ed attenzione le funzioni di sindaco. Mi vedo costretto, mio malgrado, a rassegnare le dimissioni irrevocabili da tale carica». Con queste poche ed inequivocabili parole Bacco pone termine alla sua breve esperienza di primo cittadino, prospettando per Codevigo (per la seconda volta dal 2007) la sorte del commissariamento. In realtà, ora scatta un periodo di una ventina di giorni in cui potrebbe fare un passo indietro, e in ogni caso la prassi vuole ci sia un passaggio in consiglio comunale. Certo che le parole usate non lasciano spazio a molte interpretazioni. Eletto nell’aprile del 2008, con la sua lista di centrodestra «Codevigo 2008 Libertà è partecipazione» era riuscito ad interrompere l’egemonia del centrosinistra che aveva governato per tre legislature. Una piccola rivincita per il cinquantacinquenne ex funzionario di banca da poco in pensione, che per anni si era seduto sui banchi dell’opposizione. La sua è stata una decisone improvvisa: la voce era di dominio pubblico nella mattinata di ieri, ma dagli ambienti ufficiali le risposte hanno tardato ad arrivare. Un segreto di pulcinella che telefonini spenti ed assenze per ferie non hanno impedito però presto di svelare. A confermare la decisione è stato, ad un certo punto, lo stesso Graziano Bacco, rifiutando però di scendere in particolari. «Le motivazioni sono strettamente personali, tuttavia ringrazio per gli attestati di stima ricevuti». Punto. Attestati che probabilmente non ha ricevuto dal vicesindaco Claudio Giraldo, vista la sua sorpresa e assoluta estraneità ai fatti. «E’ un duro colpo – dichiara – Fino all’altro giorno di dimissioni non si era neppure mai parlato. Non riesco a darmene una ragione ed è per questo che voglio al più presto comprendere cosa sia accaduto». Smorza i toni invece l’assessore Monia Rubin, vicina alla Lega nord, che avanza un’ipotesi di rientro delle dimissioni del sindaco. «Il gruppo – ha detto – ha già confermato a Graziano la sua totale fiducia». Non si può però negare che la decisione abbia creato un certo sconquasso nella maggioranza, accreditando le voci di un gruppo con diverse anime al suo interno, che Graziano Bacco a fatica riusciva a mediare. Tesi questa da sempre sostenuta, ad esempio, dalla minoranza che fa capo a Gerardo Fontana. «Il giudizio politico su quanto accaduto è negativo – afferma – Ci troviamo davanti a una compagine immobile che basa i rapporti interni sulla diffidenza. Ne abbiamo avuta prova quando inizialmente abbiamo cercato di collaborare. Spero raggiungano un buon compromesso perché il commissariamento è un’ipotesi ancora peggiore per il paese». Anche per Maurizio Ruzzon il quadro politico è desolante: «Questa amministrazione è stata immobile per un anno, durante il quale ha persino creato dei danni. Il serbatoio d’acqua e la palestra a Conche, un nuovo campo sportivo, l’asfaltatura delle strade e la gestione della valle Millecampi: tutti progetti già avviati e che si sono persi. Queste persone, se hanno un minimo di rispetto verso i cittadini e un po’ di amor proprio, dovrebbero andarsene tutte a casa».
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 11 Agosto 2009,
Ex Cosecon, Degani: «Possibile una gestione straordinaria di Attiva»
Conselve – La situazione di Attiva è segnata dal forte indebitamento e dal crollo dell’attività di compravendita immobiliare. La società mista, a capitale pubblico e privato, che ha raccolto la pesante eredità di Cosecon, il Consorzio per lo sviluppo del Conservano, propone ai soci di mettere in liquidazione la società per azioni. Il presidente della società, Gian Michele Gambato da nove mesi a capo dell’azienda ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci per venerdì 4 settembre, alle 10.30. All’ordine del giorno c’è un unico punto: la messa in liquidazione della società. La Provincia che è l’ente di coordinamento territoriale e visto che la situazione è ormai delineata, anche la presidente, Barbara Degani può rompere gli indugi e dichiarare: «Si tratta di un pesante problema ereditato dalle amministrazioni precedenti. Sin dall’inizio del mio mandato – ha detto la Degani – mi sono attivata incontrando i rappresentanti degli istituti bancari presenti nella struttura societaria, oltre ai vertici di Attiva. Ho evitato di rilasciare dichiarazioni sulla difficile situazione in cui versa la società per non danneggiarla ulteriormente. In considerazione del fatto che era in corso una trattativa importante per la vendita di Veneto Distribuzione. Quest’ultima è la controllata che gestisce le reti del gas metano. La trattativa non è ancora conclusa e gli esiti sono incerti». Degani intende comunque essere presente all’assemblea dei soci prevista per il prossimo 4 settembre. «Ascolterò con interesse le proposte che il presidente Gambato farà ai soci. La Provincia – ha commentato – come ente di coordinamento territoriale è interessata a conoscere le intenzioni dei Comuni. Si potrebbe avviare anche una gestione straordinaria della Spa».
di : O.M.
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 11 Agosto 2009,
Piove di Sacco Mutuo sospeso per un anno sia per gli interessi che per il capitale.
È questa l’iniziativa proposta dalla banca di Credito cooperativo di Piove di Sacco a favore delle famiglie in cui l’intestatario stesso del mutuo sia stato licenziato o messo in cassa integrazione. Il beneficio, in linea con il decreto Tremonti e con gli accordi sottoscritti sia a livello provinciale che regionale, è rivolto ovviamente ai soci della filiale che hanno già ottenuto un finanziamento e, per cause esterne legate alla crisi economica, ora si trovano in difficoltà. La procedura per accedervi è semplice: per quanto riguarda i mutui a privati, ad esempio, gli interventi possono essere effettuati senza andare dal notaio ma solamente presentando la richiesta e l’opportuna documentazione alla filiale della Bcc; a scadenza dei dodici mesi, poi, la tregua potrà essere sanata sia con lo slittamento nel tempo del normale pagamento delle rate, sia con il ricalcolo delle rate stesse all’interno della scadenza originariamente fissata. «Questa soluzione – ha commentato il presidente della Bcc, Leonardo Toson – comporterà per la nostra banca il mancato incasso degli interessi relativi al capitale oggetto del mutuo, naturalmente in relazione al periodo della sospensione. Si tratta di uno sforzo che ci sentiamo di compiere in assoluta serenità, nella consapevolezza della difficoltà che molte famiglie stanno vivendo e di una vicinanza al nostro territorio che non possiamo di certo tradire proprio ora».
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 11 AGOSTO 2009
Riparte il lavoro allo zuccherificio di Pontelongo – Via alla campagna saccarifera: uno stipendio per 150 avventizi, oltre ai 126 dipendenti fissi – La potenzialità giornaliera sale a 16 mila tonnellate di barbabietole
PONTELONGO. Puntuale, anche quest’anno ai primi di agosto è iniziata la campagna saccarifera. Lo stabilimento di Pontelongo ha aperto le porte alle tonnellate di barbabietole che sino alla fine dell’estate verranno raccolte per essere trasformate in zucchero. In anni di crisi e ridimensionamento del settore agricolo il mantenimento del presidio di Pontelongo dà ancora respiro ai tanti coltivatori locali. Per non parlare della risorsa occupazionale che rappresenta, oltre che per i 126 dipendenti fissi, soprattutto per gli oltre 150 lavoratori avventizi. La campagna rappresenta in taluni casi l’unica fonte di reddito per l’intero anno. Si tratta delle fasce della popolazione più deboli: casalinghe, studenti, extracomunitari e disoccupati. La durata della campagna è prevista in 80-85 giorni. Il progetto triennale di far entrare i conferenti di Italia Zuccheri nella cooperativa Co.Pro.B., proprietaria degli stabilimenti di Pontelongo e Minerbio, al fine di sviluppare sinergie ed efficienze, ha visto l’ingresso di circa 600 soci veneti su un totale di circa 3.500 conferenti del bacino veneto-friulano. «La lavorazione – fanno sapere i vertici aziendali – sarà soggetta ad un avvio più graduale in considerazione del rinnovamento degli impianti. Il piano di investimenti di circa 40 milioni di euro ha consentito l’aumento della potenzialità giornaliera di lavorazione delle bietole, portandola da 14 a 16 mila tonnellate, e della capacità produttiva dello zucchero, da 1.400 a 1.800 tonnellate al giorno». Da un punto di vista tecnico, nella raccolta della barbabietola quest’anno ci sarà un incremento dell’utilizzo dei caricatori sterratori che riducono terre fini e infestanti portate in fabbrica. Ma zuccherificio significa anche traffico pesante e odori a momenti insopportabili. «Abbiamo già incontrato la direzione – spiega il sindaco Fiorella Canova – per avviare una serie di iniziative atte a contenere i disagi per i cittadini. Nei prossimi giorni, ad esempio, collauderemo una macchina che oltre a bagnare le strade, raccoglie anche la polvere. Contemporaneamente con il Bacino Padova 3 stiamo chiudendo un accordo per l’utilizzo di ulteriori macchinari di pulizia». Quanto al trasporto, continua il sindaco Canova, «è confermato l’arrivo di parte di bietole via rotaia. Di nuovo ci sarà l’aumento dei controlli sui camion, specie in via Dante, sia con i vigili sia con le telecamere in fase di installazione».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 11 AGOSTO 2009
All’Usl 14 arriva l’«audit civico» Il cittadino diventa protagonista
PIOVE DI SACCO. Il cittadino diventa protagonista dei processi aziendali-sanitari dell’Usl 14, partecipando attivamente nella valutazione della qualità dei servizi erogati. E’ sbarcato, infatti, anche a Piove l’«audit civico», uno strumento di valutazione frutto della collaborazione fra esperti, aziende sanitarie, organismi di certificazione e tribunale per i diritti del malato. «Grazie all’Audit civico – dice Umberto Iazzetta, presidente di Cittadinanzattiva Veneto – finalmente diventa possibile la collaborazione tra il cittadino-utente e l’azienda, e sarà possibile avere le informazioni, colmando le lacune di altre procedure di valutazione». Ma come funziona questo strumento? L’audit civico prevede la definizione di indicatori di valutazione stabiliti d’intesa tra cittadini e referenti aziendali. I dati forniti dalla rilevazione degli indicatori saranno quindi confrontati con le informazioni tratte da altri sistemi di monitoraggio delle strutture e dei servizi. Dopo aver incrociato tutte le informazioni, si otterrà così una fotografia dello «stato di salute» dell’Ulss 14, potendo anche intervenire nelle aree critiche venute alla luce.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Lunedì 10 Agosto 2009,
Il servizio “Famiglia sicura” punta a proteggere in tempo reale anziani e malati – Numero verde anti-afa All’800.46.23.40 telefonate per soccorso o semplici consigli
«Ricordo che per affrontare le difficoltà legate al caldo e all’afa che colpiscono in particolare gli anziani o le fasce deboli della popolazione ci si può rivolgere al numero verde 800 46 23 40 per avere risposte in merito ai servizi sociali e sanitari, ad eventuali emergenze in cui ci sia bisogno delle forze dell’ordine, o di interessamento da parte di associazioni di volontariato. Il numero verde è diretta emanazione del servizio “Famiglia Sicura” promosso dalla Giunta veneta fin dal 2004 attivo 24 ore su 24, tutto l’anno». È Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali, a rilanciare l’informazione su questo servizio facendo presente che gli operatori che rispondono al telefono hanno una formazione specifica per affrontare queste situazioni e sono dell’Azienda Tesan di Vicenza responsabile anche del servizio regionale di telesoccorso-telecontrollo. Nel 2008 sono pervenute al servizio 1156 telefonate, un numero sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la suddivisione delle chiamate per provincia, vi è stata una prevalenza, in termini percentuali, di chiamate dalla provincia di Verona (31,57%) seguita dalla provincia di Padova (30,71%), di Venezia (12,11%), di Vicenza (8,74%), di Treviso (8,56%), di Rovigo (2,68%) e di Belluno (“,08%). Per l’emergenza caldo gli “sos” hanno rappresentato l’8,2%. Le altre tipologie di richiesta più frequenti sono state: segretariato sociale (30%) e cioè informazioni sulle modalità per ottenere aiuti economici, o contributi per i malati di Alzheimer o per gli invalidi, o sulla possibilità di avere esenzioni o rimborsi, informazioni sulle pratiche da seguire per avere il servizio di Telesoccorso o sulla regolarizzazione delle badanti o sui contributi per maternità e paternità o informazioni sull’esistenza di barriere architettoniche. E ancora: informazioni specifiche su altri servizi sociali (13,3%) e in particolare richieste su cosa fare in caso di maltrattamenti o violenze in famiglia; a chi possono rivolgersi le coppie in crisi, come aiutare persone indigenti o senza fissa dimora; informazioni su servizi quali telesoccorso, consegna di medicinali a domicilio, consultori familiari; a chi rivolgersi per il reinserimento di persone uscite dal carcere. Molte richieste anche per i servizi di assistenza domiciliare, infermieristica, pasti caldi e pasti caldi a domicilio (16,6%) e di compagnia e assistenza psicologica (8,4%), altri servizi sanitari e servizi di vario tipo (16,8% delle chiamate) tra cui richieste di orientamenti precisi per numeri verdi delle Ferrovie dello Stato, o dove trovare farmacie e medici specialistici.
di : F.Capp.
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
PIOVESE Sei Comuni della Saccisica hanno dato il via al progetto sostenuto dalla Regione. Saranno utilizzati autoveloxe e telelaser – Niente ronde, più vigili urbani sulle strade. Ventisette gli agenti che saranno in servizio anche di notte. «Così saremo maggiormente vicini alla gente»
Piovese – L’unione fa la forza. Soprattutto quando si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare la microcriminalità. Messe in “stand-by”, almeno per il momento, le ronde, sei Comuni della Saccisica, con il contributo della Regione, già dall’anno scorso hanno pensato di consorziarsi per ottimizzare il servizio di polizia locale. Il progetto “Saccisica sicura 2009″ ha preso il via ora a pieno regime e, grazie a una turnazione di uomini e mezzi perfezionata a tavolino, garantisce una copertura “no stop” da parte dei vigili di un’area che si estende su sei Comuni: Piove di Sacco (capofila del progetto), Legnaro, Brugine, Arzergrande, Candiana e Cona, unico territorio in provincia di Venezia. Oltre ad un servizio quotidiano, che si svolgerà in diverse fasce orarie in ognuno dei Comuni, saranno garantiti controlli serali e notturni una o due volte alla settimana in tutta l’area coperta dalla convezione.«L’esigenza di aumentare la presenza delle forze di polizia locale nasce dalla richiesta di sicurezza da parte dei cittadini al fine di prevenire fenomeni di degrado e di isolamento, che possono favorire l’insorgenza di episodi criminosi – spiegano i rappresentanti dei sei Comuni aderenti –. Alcune zone dei Comuni associati sono maggiormente interessate da questi problemi, altre meno. Come è vero che alcuni Comuni dispongono di mezzi e organico che altri non hanno. Mettendo insieme tutte le forze per potenziare i controlli dei vigili di quartiere e delle pattuglie, con minor fatica si ottengono maggiori benefici sul territorio esteso». I vigili impiegati nella convenzione sono in tutto 27 e si alterneranno a gruppi di due o più unità, a seconda delle fasce orarie e delle esigenze, nelle strade, nei quartieri e nelle zone verdi dei sei Comuni che aderiscono all’iniziativa. Il comando base rimarrà la sede della polizia municipale di Piove di Sacco, in via Ortazzi, dove le pattuglie di volta in volta si formeranno ed entreranno in servizio secondo le disposizioni orarie e logistiche precedentemente definite. Durante l’attività di controllo saranno individuate le aree urbane più degradate per valutare, con le amministrazioni comunali di riferimento, le azioni opportune per la messa in sicurezza. Inoltre, attraverso l’analisi delle cause degli incidenti stradali e delle caratteristiche dei punti viari in cui avvengono con maggior frequenza, saranno predisposti piani operativi per ridurre le percentuali di rischio, come controlli con il telelaser e l’autovelox. Non solo, al centro dell’azione collettiva ci sarà anche l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica, derivati per lo più da bar e locali che non rispettano le disposizioni in materia di musica e intrattenimenti. «Prevediamo che la presenza fisica sul territorio degli operatori instauri un clima di fiducia nella comunità, oltre ad un senso di sicurezza maggiore – aggiungono i rappresentanti dei Comuni aderenti -. In questo modo sarà più facile per la polizia locale creare un piano comunicativo di scambio di informazioni con la cittadinanza che, attraverso le sue segnalazioni, aiuterà le indagini e contribuirà alla conoscenza del territorio. Per concludere, riteniamo che questo progetto possa davvero rendere alla cittadinanza un servizio più efficace».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
Nei fine settimana i controlli andranno avanti fino alle 3
Piove di Sacco – Piove di Sacco sarà coperto dalle 7.30 alle 19.30, dal lunedì al sabato, e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. A Legnaro la convezione vale dalle 7.30 alle 19 nei giorni feriali. A Brugine i vigili saranno attivi dalle 7.30 alle 13.30, dal lunedì al sabato, e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 18.30. Sei giorni dalle 7.45 alle 13.45 ad Arzergrande e idem a Cona con l’aggiunta di due servizi pomeridiani, dalle 14.30 alle 17.30. Una o due volte alla settimana saranno garantiti servizi serali dalle 20 alle 24 in tutti i Comuni aderenti e servizi notturni dalle 23 alle 3.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
In ogni municipio disponibili i moduli per le segnalazioni
Piove di Sacco – La cittadinanza avrà una parte attiva nel progetto. In ogni Comune aderente sono infatti a disposizione dei moduli per segnalare eventuali situazioni di degrado, abbandono rifiuti, rumori molesti e strade pericolose. Le informazioni vanno completate con nome, cognome, recapito e firma dell’interessato per poi essere consegnate al polisportello del comune di Piove di Sacco, in via degli Alpini. Il progetto è attinente solo alla sicurezza urbana, pertanto diatribe di vicinato o abusi edilizi devono essere segnalati agli altri organi preposti.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
Nove auto di pattuglia, due stazioni mobili e anche quattro moto
Piove di Sacco – Sei sono i Comuni aderenti alla convenzione “Saccisica sicura 2009″, per un bacino totale di 44.483 abitanti, che può contare anche sul sostengo economico della Regione. Ventisette sono gli agenti e gli ufficiali impiegati nel servizio associato, a cui si aggiungono due impiegati amministrativi. Per quanto riguarda i mezzi operativi, nove sono le autovetture a disposizione, due le stazioni mobili e quattro i motocicli. La strumentazione è composta da un etilometro, un alcoltest, tre telelaser, un autovelox e un kit per rilevare i documenti contraffatti.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 8 Agosto 2009,
Teolo è il primo comune della provincia ad aderire al “patto dei sindaci”
Teolo è il primo comune della provincia ad aderire al “patto dei sindaci”. L’amministrazione si impegna ufficialmente a ridurre di oltre il 20 per cento, entro il 2020, le emissioni di gas serra nel territorio. Fra i punti presenti nel piano di azione per l’energia sostenibile, il documento con il quale il municipio dà il via libera al progetto, la posa di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e la presentazione di un rapporto biennale sul’attuazione del medesimo piano. “L’Unione Europea si è impegnata a ridurre le emissione di anidride carbonica del 20 per cento entro il 2020 – si legge nella delibera che approva il patto dei sindaci -; è giusto che in questo processo vengano coinvolte le comunità locali: le città producono il 50 per cento delle emissioni di gas serra derivanti dall’uso di energia. E’ strategico dunque fare rete con i piccoli comuni per raggiungere l’obiettivo”. Il testo della delibera termina così: “Il comune di Teolo intraprende un percorso virtuoso, già avviato con l’ottenimento della certificazione Emas”. In agenda l’installazione di un impianto fotovoltaico sulle scuole elementari di San Biagio; è già attivo invece sulla pista ciclabile che collega Treponti a Bresseo un sistema di illuminazione a basso impatto energetico. «Da parte nostra garantiamo il massimo impegno per ridurre le emissioni dannose – sottolinea il sindaco Lino Ravazzolo -; le amministrazioni che si succederanno nei prossimi anni dovranno fare altrettanto. Mi auguri che tanti altri municipi della provincia seguano il nostro esempio».
di :Francesco Cavallaro
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 08 AGOSTO 2009
Ex Cosecon, sindaci irritati «Ancora una volta ignorati sulle scelte che contano» I Comuni sono i soci storici della società e i loro rappresentanti rivendicano più poteri
CONSELVE. Senza parole. Non sono bastati due giorni ai sindaci dei Comuni soci storici di Attiva per elaborare una dichiarazione unitaria sulla scelta del presidente Gambato di mettere sul piatto la possibilità di liquidare la Spa. Da giovedì il sindaco di Conselve, socio di maggioranza relativa, sta cercando in tutti modi di fare sintesi fra i colleghi ma l’impresa è più ardua del previsto. Ufficialmente nessuno parla, in attesa dell’incontro fra amministratori previsto la prossima settimana, dal quale uscirà una posizione il più possibile condivisa. Lontano da orecchie indiscrete, però, in tanti non hanno nascosto la propria irritazione per la mossa di Gambato, del tutto inattesa e destabilizzante. Ancora una volta i sindaci si sono sentiti esclusi dalla «stanza dei bottoni» di Attiva e si trovano a subire decisioni calate dall’alto. Una situazione che nessuno avrebbe nemmeno osato immaginare fino ad un paio d’anni fa, quando Cosecon era oggetto di incontri più o meno ufficiali. Adesso si trovano invece a fare i conti, con un certo imbarazzo, con le strategie pianificate altrove. Degani: problema vecchio. La presidente della Provincia Barbara Degani annuncia che parteciperà all’assemblea del 4 settembre e ricorda che la difficile situazione di Attiva è un «pesante problema ereditato dalle amministrazioni precedenti». La Provincia è uno dei soci storici della Spa, sempre presente nei Cda con un proprio rappresentante, al punto da partecipare concretamente all’aumento di capitale di due anni fa con un impegno di oltre 800 mila euro, senza contare le quote della finanziaria Fin.Ser. «Ascolterò con interesse la relazione e le proposte del presidente Gambato. – aggiunge la Degani -. Come amministrazione provinciale ed ente di coordinamento territoriale siamo interessati a conoscere anche le intenzioni e le proposte degli altri soci e in particolare quelle dei Comuni. Il loro parere sarà fondamentale per assumere una decisione sul futuro di Attiva, che potrebbe condurre anche ad una gestione straordinaria della società». Due dimissioni. Da alcuni giorni il consiglio d’amministrazione di Attiva è più «leggero», perché due componenti hanno rassegnato le dimissioni optando per l’altra carica pubblica che ricoprono. Si tratta di Ezio Betto (Lega Nord), da giugno eletto sindaco di Terrassa, e di Roberto Tosetto (Pdl), confermato assessore provinciale il mese scorso. Tosetto avrebbe potuto scegliere di continuare ad essere amministratore di Attiva, come ha fatto fino a qualche mese fa, senza però percepire l’indennità. Per il momento i due consiglieri dimissionari non saranno sostituiti, perché prima i soci dovranno decidere cosa fare della Spa. Se si andrà verso la liquidazione tutto il consiglio d’amministrazione decade, in caso contrario i due amministratori saranno rimpiazzati.
di Nicola Stievano
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 7 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Operazione Trasparenza, l’indennità dei sindaci Il primo cittadino ha commissionato uno studio sugli emolumenti percepiti nel Veneto dagli amministratori “pari grado” Negli altri Comuni della Saccisica solo Correzzola ha già deliberato l’ammontare dei nuovi gettoni di presenza
Piovese – Non è ancora stata fissata l’indennità dei nuovi amministratori di Piove di Sacco. La giunta del sindaco Alessandro Marcolin non ha ancora stabilito i compensi per il primo cittadino, per i sette assessori e i gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Impossibile anche sapere se l’intenzione sia quella di abbassare, mantenere o alzare le cifre adottate dalla scorsa amministrazione. Le retribuzioni dei nuovi amministratori si conosceranno solo tra una ventina di giorni, al termine di uno studio commissionato dal sindaco al tecnico Arturo Zennaro. «Mi occuperò di stilare un rapporto sulle indennità percepite dalle giunte dei Comuni con caratteristiche simili a Piove di tutto il Veneto – spiega Zennaro -. Raccolti i dati, il sindaco deciderà il da farsi. Lo studio sarà pronto solo all’inizio di settembre». E nel frattempo sindaco e assessori frequenteranno gratis il Municipio? «Il problema non è così urgente – risponde Zennaro – dal momento che vengono pagati una volta all’anno». Giusto per la cronaca, la giunta precedente del sindaco Mario Crosta, secondo quanto dichiarato dall’ufficio segreteria a dicembre del 2007, aveva fissato le indennità così: 1088,95 euro al sindaco, 598,87 euro al vice sindaco, 489,98 euro ad ogni assessore, 22,21 euro il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Anche negli altri Comuni della Saccisica i primi cittadini sembrano non aver fretta di pensare a questo aspetto della loro attività amministrativa. Solo Correzzola ha già deliberato in giunta le cifre che spetteranno agli amministratori: il sindaco Eric Sturaro percepirà 640 euro lordi, il vice sindaco Mauro Fecchio ha rinunciato alla sua indennità in quanto assessore provinciale, gli assessori percepiranno ognuno 288 euro lordi e i consiglieri comunali 18 euro a seduta. Pontelongo, che ha visto il ricambio da Federico Ossari a Fiorella Canova, non ha ancora stabilito i compensi ma lo farà a giorni e la tendenza è quella di mantenere gli stessi numeri della passata amministrazione. Idem per quanto riguarda Brugine, altro Comune che ha visto l’avvicendamento tra l’amministrazione di centro sinistra di Silvia Salvagnin e quella di centro destra di Davide Zanetti. Il giovane sindaco rende noto: «La giunta non ha ancora approvato le indennità ma non si scosteranno di molto da quelle precedentemente fissate». Arzergrande non ha dovuto fare grandi ragionamenti, in quanto è stata rieletta Cesarina Foresti, che per il suo secondo mandato ha mantenuto invariate le cifre, ovvero 1085,30 euro lordi al sindaco, dai 292 euro lordi ai 145 euro lordi per ogni assessore, a seconda che sia lavoratore autonomo o dipendente, e 12,53 euro di gettone di presenza per i consiglieri comunali.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 7 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO – I pazienti fanno lo screening dell’ospedale
Piove di Sacco – Per una volta non saranno i pazienti a sottoporsi allo screening, ma l’ospedale con tutti i suoi servizi.
Arriva a Piove di Sacco l’”Audit civico”, un’iniziativa che l’Usl 14 ha appena avviato in collaborazione con i volontari di Cittadinanzattiva, Amici del cuore, Avis e Croce rossa per capire cosa va bene e cosa si può ancora migliorare all’interno dell’azienda. I sostenitori del progetto sottoporranno a questionari i degenti dei vari reparti e gli utenti che frequentano l’ospedale per esami e visite mediche. Le informazioni raccolte saranno unite alle segnalazioni lasciate sul sito internet dell’Usl e incrociate con i dati effettivi delle liste d’attesa, delle delibere aziendali, dell’attività del tribunale per i diritti del malato e con le interviste raccolte tra i medici e i dirigenti sanitari. In questo modo, entro la fine del 2009, sarà scattata una fotografia sullo stato di salute dei seguenti reparti del nosocomio piovese: anestesia e rianimazione, cardiologia, chirurgia, orl, neurologia, geriatria, medicina generale, ortopedia, ostetricia e ginecologia, pediatria e pronto soccorso. Inoltre, saranno esaminati il dipartimento di prevenzione e il Sert. «In Veneto sono circa un’ottantina le Usl che hanno aderito al progetto, la 14 è la seconda in provincia di Padova – dichiara Umberto Iazzetta, presidente regionale di Cittadinanzattiva – Grazie all’”Audit civico” finalmente viene creato un contesto dove diventa possibile la collaborazione attiva tra cittadino-utente e azienda ospedaliera e la raccolta di informazioni che non sarebbe possibile recuperare in altro modo. In questo modo sarà più facile evidenziare i punti critici dei nostri ospedali e dei servizi nel territorio per individuare le azioni correttive più praticabili». «La realizzazione di questo progetto – aggiunge Silvano Favaretto, direttore amministrativo dell’Uls 14 – permette anche una valutazione comparativa a livello nazionale delle performance aziendali con le altre organizzazioni sanitarie del servizio sanitario nazionale partecipanti, con l’obiettivo di fornire all’Uls 14 l’opportunità d’interpretare i propri risultati, individuando i ritardi ed i punti di forza, che insieme costituiscono le basi per la programmazione delle politiche aziendali».
di : Fe.Be.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
Pressioni per rinviare l’assemblea – «Ma non c’è tempo da perdere, vediamo se Attiva ha ancora una chance»
CONSELVE. «Il futuro della società va discusso in assemblea, non certo al bar o al ristorante. Il consiglio d’amministrazione aveva il dovere di convocare i soci perché la situazione è critica e non c’è tempo da perdere. E’ una scelta di grande trasparenza, civiltà e democrazia perché dà la possibilità agli amministratori di rispondere alle legittime richieste dei soci e individuare una strada percorribile». Il giorno dopo l’annuncio dell’assemblea straordinaria del 4 settembre, con all’ordine del giorno la liquidazione di Attiva Spa, il presidente Gian Michele Gambato ha dovuto rispondere alle telefonate di alcuni sindaci che, spiazzati dalla mossa a sorpresa, avrebbero gradito essere consultati prima di assumere qualsiasi iniziativa. C’è anche chi ha chiesto che la convocazione venga rinviata. «Non ci penso nemmeno – ribatte Gambato – l’amministrazione dialoga con i soci in assemblea e la seduta straordinaria non è stata convocata per un capriccio, ma per discutere dei temi che riguardano la società. Nelle società per azioni funziona così: il presidente presenterà la sua relazione ai soci che, se vorranno, potranno anche sfiduciarlo. La data dell’assemblea è quella e non si cambia, l’unica variazione potrebbe arrivare solamente con le mie dimissioni». Alcuni sindaci non condividono la liquidazione di Attiva e avrebbero voluto discuterne prima. Cosa risponderà in assemblea? «A luglio abbiamo presentato il bilancio e non c’è tempo per consultare 120 soci. In questi mesi non ho mai rifiutato un incontro ai sindaci che me l’hanno chiesto, ma il tempo stringe. Ho indetto l’assemblea proprio per confrontarci su questo. L’ordine del giorno è una provocazione e nessuno pretende che il futuro della società venga deciso in due ore. Intanto però ci sarà l’occasione per parlarne, quindi l’assemblea potrà essere sospesa e aggiornata di una o due settimane. Questa è la procedura corretta alla quale voglio attenermi». Come si è arrivati a questa situazione? «L’attuale consiglio d’amministrazione è stato insediato l’autunno scorso non ha potuto che gestire l’ordinario e cercare di risolvere i gravi problemi finanziari. I debiti arrivano dagli interessi sui mutui contratti dalla società in passato per far fronte a numerose obbligazioni. Noi non abbiamo firmato nemmeno un’obbligazione, non possiamo affrontare alcun investimento, abbiamo cercato di vendere dei beni per pagare i debiti e gli stipendi. Attiva ha potenzialità da mettere a frutto, ma prima deve risolvere la crisi finanziaria». Quanto peso ha la crisi immobiliare? «Di minor impatto rispetto ai debiti, perché prima o poi l’attività di vendita riprenderà quota e l’interesse verso le nostre aree non è mai venuto meno. Abbiamo in corso trattative che potranno portare a risultati concreti». C’è ancora la possibilità di accedere a finanziamenti europei? «I progetti ci sono e le potenzialità pure, ma anche in questo caso ci vogliono risorse e capacità finanziaria che al momento mancano». Quale potrà essere il ruolo delle banche? «A chi mi accusa di aver consegnato Attiva alle banche ricordo che al mio arrivo l’assetto societario era già cambiato. Mi aspetto che gli istituti di credito facciano le loro proposte in assemblea dei soci». Attiva ha ancora qualche chance o siamo alla fine? «Le potenzialità non mancano, le capacità professionali del personale nemmeno, ma prima bisogna risolvere l’emergenza finanziaria che di fatto impedisce ogni attività. Comunque se qualcuno pensa di avere idee brillanti da mettere a frutto per salvare la società gli cedo volentieri il posto. Non sono attaccato alla poltrona e non ho legami che mi condizionano. Cerco solamente di svolgere il mio ruolo con senso di responsabilità».
di : (Nicola Stievano)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
I SINDACI PRENDONO TEMPO Volponi accusa le banche: «Vogliono i nostri terreni»
CONSELVE. Il vicesindaco di Maserà proporrà un’azione di responsabilità contro il vecchio e il nuovo Cda. Proprio non se l’aspettavano: i sindaci soci storici di Attiva sono rimasti di stucco di fronte alla convocazione dell’assemblea. Al punto che, prima di rispondere pubblicamente, vogliono prendersi un’altra notte di riflessione. E’ un fiume in piena, invece, il vicesindaco di Maserà Gabriele Volponi. «E’ un fatto di una gravità inaudita – tuona Volponi, un passato nel consiglio di amministrazione di Cosecon -. Prima di parlare di liquidazione vogliamo che i conti della società siano certificati da un commissario sopra le parti. Il fatto che manchi un rapporto semestrale la dice lunga su come è stata gestita la società in questi ultimi mesi. Proporrò un’azione di responsabilità nei confronti dell’attuale e del precedente consiglio d’amministrazione perché stanno saccheggiando il Conselvano. Erano i manager che dovevano salvarci invece ci stanno affossando, alla fine gli unici danneggiati saranno i Comuni, mentre gli altri staranno meglio di prima». Il riferimento è alle banche, che secondo Volponi vogliono mettere le mani sul patrimonio. «Tutti parlano dei debiti ma Attiva ha terreni per oltre 150 milioni di euro dei quali le banche vogliono impossessarsi. Sul cogeneratore una banca non ha voluto rilasciare una fideiussione da tre milioni di euro che avrebbe permesso di incassare il contributo regionale di otto milioni. Chiederemo agli avvocati di dirci cos’è successo in questi mesi. Ma di mettere in liquidazione la società proprio non se ne parla».
di : (n.s.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
L’OPINIONE Colpa degli amministratori «Liquidiamo subito Attiva»
I nuovi amministratori dell’ex Cosecon, ora Attiva, hanno deciso di convocare i soci per valutare la liquidazione della spa perché la società versa in una situazione disastrosa. E’ una scelta coraggiosa, resa inesorabile dalle condizioni fallimentari della società, che conferma le denunce fatte per anni dai Ds e dal Pd. Cosecon ha accumulato negli ultimi anni debiti crescenti. Senza per contro svolgere una funzione di interesse pubblico per il Conselvano e i Comuni. I debiti sono passati dai 27 milioni di euro del 2000 ai 132 milioni del 2008. Gli amministratori e i soci infatti si sono via via inventati operazioni insostenibili che hanno prodotto soltanto debiti e fallimenti: investimenti in zone produttive all’estero, l’ingresso nel settore rifiuti con l’acquisto della Trasporti Ecologici e del Centro Riciclo dalla famiglia Andolfo, la creazione di una società per l’energia, la formazione, la compravendita e la trasformazione urbanistica di aree residenziali. La società è stata svuotata della sua funzione originale ed è diventata il centro di interessi speculativi per favorire alcuni soggetti privati a scapito del pubblico. Il tutto è stato possibile grazie alla creazione di un vasto sistema di società partecipate con l’obiettivo di collocare nei cda gli amministratori locali. Un consorzio di Comuni nato per sviluppare e industrializzare un territorio, è diventato una voragine che ha dilapidato ingenti risorse pubbliche, ha accumulato debiti che graveranno sui cittadini e gli enti locali, e ha prodotto servizi di scarsa qualità a costi elevati. Qualsiasi impresa privata, in una situazione simile, avrebbe già portato i libri in tribunale e sarebbe in liquidazione. Nessuna banca avrebbe mai concesso i prestiti ingenti che, senza alcuna garanzia, ha ottenuto Cosecon. In Veneto c’è un solo caso paragonabile a questo: Eurobic di Rovigo che, non a caso, ha visto i propri amministratori condannati dalla magistratura e dalla Corte dei Conti per la proprie responsabilità. I responsabili politici dello scandalo Cosecon sono noti: i sindaci e gli assessori di molti Comuni soci, di tutti gli schieramenti, che per anni hanno finto di non vedere e, in cambio di qualche poltrona, hanno favorito il disastro; i revisori dei conti che hanno certificato bilanci incredibili, in alcuni casi falsi, e consentito, con pareri ridicoli, operazioni fallimentari; gli amministratori della Cosecon e delle società partecipate che hanno indebitato la società per favorire i disegni e gli interessi dei privati che hanno guadagnato sulle spalle delle risorse pubbliche; la Provincia di Padova che, anziché controllare i settori di sua competenza dei rifiuti e della programmazione urbanistica, ha permesso, in quanto socio, che la situazione degenerasse; infine i numerosi imprenditori, progettisti, direttori dei lavori che si sono arricchiti a scapito dell’interesse pubblico. Circa un anno fa la società, già in stato comatoso, è stata ricapitalizzata con 6,5 milioni di euro, con la promessa di diventare, magari assieme alla ZIP di Padova e Veneto Sviluppo, l’agenzia regionale per la programmazione urbanistica, ed ha cambiato il nome in Attiva. A parte il nome che, alla luce dei risultati sembra una presa in giro (sarebbe stato più appropriato “Passiva”), l’aumento di capitale è stato bruciato in pochi mesi: il bilancio 2008 si è chiuso con una perdita di 7.800.000 euro. Ciò dimostra che la società non è più in grado di andare avanti. La stessa vendita del settore gas si è rivelata molto più complessa delle ottimistiche previsioni dei dirigenti. Infatti gli errori e gli imbrogli del passato sulle convenzioni con i Comuni e sulle proprietà delle reti, e i favori concessi al gruppo privato della famiglia Casellato rendono incerta e inaffidabile la consistenza e il relativo valore del ramo energia. Inoltre le promesse si sono rivelate illusorie perché la massa di debiti accumulati comporta interessi tali da non poter svolgere alcuna attività. Anche i disegni di eventuali fusioni o accorpamenti con altre società risultano poco credibili perché nessun soggetto serio e sano si prenderebbe mai in carico debiti e problemi dell’ex Cosecon. In queste condizioni solo la messa in liquidazione della società può evitare ulteriori danni e può chiudere velocemente una vicenda che dimostra i disastri che amministratori incompetenti e senza scrupoli hanno causato ai Comuni e al territorio.
Alessandro Naccarato Deputato del Pd
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GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
PONTELONGO Alpinista ferita sul Lagazuoi
È scivolata durante un’escursione all’interno delle gallerie del Lagazuoi e ha sbattuto la testa a terra. Si è ferita così F.M., 46 anni, di Pontelongo, subito aiutata dalle persone che si trovavano con lei, prima dell’arrivo dell’elicottero del Suem che l’ha poi accompagnata all’ospedale di Pieve di Cadore per un possibile trauma cranico.
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
COMPENSI & INCARICHI
Piove di Sacco – DIRIGENTI. Dai dati attualmente disponibili – in attesa cioè della pubblicazione del compenso percepito dal segretario generale Calogero Contino – tra i “quadri” del comune di Piove di Sacco, il più pagato risulta il responsabile dell’area Tecnica e del territorio Giorgio Meneghetti (classe 1952, laurea in Architettura allo Iuav con 110/110), con uno stipendio annuo lordo di 93.241 euro. Segue il responsabile dell’area Amministrativa Mario Canton (classe 1959, maturità classica) con 91.735 euro. A Bruno Romagnosi (classe 1951, laurea in Economia e commercio), capo dell’area Finanze e tributi vanno 88.056 euro. A Giovanni Pizzo (classe 1954, laurea in Giurisprudenza), alla guida dell’area Servizi alla persona, spettano 87.749 euro. Chiude la “top five” Francesca Prota (classe 1964, laurea in Giurisprudenza) responsabile della polizia locale con uno stipendio annuo lordo pari a 59.511 euro. INCARICHI ESTERNI. Sono quattro in tutto gli incarichi e le consulenze esternalizzati dal Comune piovese. Dall’area Amministrativa risulta (con determinazione 2009) un compenso di 4.500 euro ad Arturo Zennaro per l’incarico di valutazione della situazione economico-finanziaria del Comune e la valutazione della struttura dell’ente. Per i Servizi alla persona, Daniela Bordignon (con determina del 2008) risulta percepire 18.000 euro per l’incarico di assistente sociale per un progetto relativo al centro affidi. Dall’area Tecnica e del territorio (determina 2008) Fabio Zecchin percepisce 14.076 euro per la redazione del programma di fattibilità tecnico-economica per il recupero dell’immobile denominato ex Liceo; la Galilea srl, invece, 3.600 euro per un’indagine di mercato per l’acquisto di energia elettrica (determina del 2009).
di : Gl.C.
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Il Comune diffonde in modo dettagliato sul sito internet i curricula e gli emolumenti dei dirigenti dei cinque settori
Piove di Sacco “Operazione trasparenza”, ecco gli stipendi Inferiore al 30 per cento il tasso di assenza dei 99 dipendenti. L’area Finanza e Tributi è la più “virtuosa” Con quattro giorni di ritardo, il link alla voce “Operazione trasparenza” ha fatto la sua apparizione anche sull’home page del portale del comune di Piove di Sacco. Risaliva al 31 luglio la scadenza fissata per rispondere all’iniziativa del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, per la divulgazione attraverso i siti internet delle amministrazioni comunali dei curricula, degli stipendi dei dirigenti, dei tassi di assenza del personale e degli incarichi esterni affidati. Ora una comunicazione ministeriale inviata martedì alle amministrazioni locali informa della proroga al 15 settembre. Una sorta di “mini sanatoria” visto che troppi Comuni hanno candidamente glissato sulla disposizione. Dalla panoramica pubblicata dal nostro giornale martedì sulle amministrazioni del Piovese e della contermine cintura urbana era emerso che solo i comuni di Casalserugo, Brugine, Polverara e Ponte san Nicolò avevano provveduto, rispettando la scadenza di luglio, a pubblicare i dati relativi ai compensi e ai tassi di assenza e presenza del personale. Dal 4 di agosto il rientro di Piove di Sacco tra i diligenti. Un rientro però solitario, dato che sui siti internet delle altre amministrazioni del piovese (Bovolenta, Sant’Angelo di Piove, Correzzola, Codevigo, Pontelongo, Arzergrande, Legnaro e Saonara), nessuna voce ancora è apparsa a presentare l’“Operazione trasparenza”. Il portale del comune di Piove di Sacco riporta ora in modo dettagliato curricula e stipendi dei responsabili a capo delle cinque aree in cui gli uffici comunali sono stati accorpati (Amministrativa, Finanze e tributi, Tecnica e del territorio, Servizi alla persona e Polizia locale), salvo che per i dati relativi al segretario generale Contino Calogero. Una nota precisa che la mancanza è dovuta all’assenza per ferie del dirigente e che l’inserimento avverrà al suo ritorno entro il nuovo termine fissato dal Ministero. Le disposizioni del ministro Brunetta in tema di trasparenza prevedono inoltre la pubblicazione, con cadenza mensile sul sito dei Comuni, dei dati relativi ai tassi di assenza e presenza dei dipendenti. 99 in tutto a Piove. Per il mese di luglio la media di presenza nei diversi settori è stata del 70,53% con un corrispettivo tasso di assenza del 29,47% (sono sommati indistintamente malattie, ferie, permessi, aspettativa, congedo obbligatorio). Il podio da presenzialista va all’area Finanziaria (81,80% rispetto ai giorni di lavoro dovuti dai 9 dipendenti complessivi), tallonata dalla Polizia locale (79,96% con 15 dipendenti). Maglia nera per il maggior numero di assenze (55,83%) al Ced (Centro per l’elaborazione dati) che però conta un solo dipendente.
di :Gloria Cesarotto
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
Solesino – Numeri civici, rivoluzione
Solesino – Si legge come revisione generale della numerazione civica di Solesino, ma si traduce come piccola rivoluzione. Scomparirà la tradizionale numerazione civica che contrassegnava gli edifici con il numero progressivo. Sarà presto sostituita dal sistema “metrico”. «L’immobile che dista 120 metri dall’inizio della via ed è collocato a destra avrà il numero civico 120, – ha spiegato il sindaco Walter Barin – mentre quello che si trova a distanza di 851 metri dal punto iniziale di misurazione e posto sinistra della strada medesima, sarà contraddistinto dal numero determinato dalla misura della distanza. In questo modo la numerazione resterà immutata nel tempo. Infatti, la costruzione in una via di nuove abitazioni non comporterà una revisione della numerazione. I nuovi numeri civici saranno determinati dalla distanza dell’edificio rispetto all’inizio della via». A mettere mano all’operazione di revisione generale della numerazione civica ci sono voluti 34 anni. «La situazione era disastrosa – ha ricordato il primo cittadino di Solesino – e la legge c’imponeva di provvedere. Due anni fa abbiamo incaricato una ditta di realizzare il progetto di revisione. Il costo dell’operazione è stato di 700 mila euro. Il lavoro ci ha permesso di denominare vie e piazze, per un totale di cinquanta, che non avevano ancora un nome». I cittadini di Solesino dovranno modificare tutti i documenti. «L’ufficio anagrafe del comune si farà carico di modificare gratuitamente tutti i documenti dei residenti. L’operazione inizierà ad ottobre». La sostituzione del numero civico sull’immobile sarà a carico del proprietario. Il costo: 15 euro.
di : O.M.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Borgato (Lega) non caccia lo straniero – Il vicesindaco: «Porte aperte a tutti nel rispetto delle regole»
PIOVE DI SACCO. Caccia allo straniero? No, grazie. Il vicesindaco Valerio Borgato, della Lega Nord, respinge ogni ipotesi restrittiva nei confronti degli immigrati. «L’unico presupposto su cui voglio impostare la mia politica – dice sereno – è il rispetto della legalità. Chi vive e lavora rispettando la legge non ha nulla da temere».
Le considerazioni del vicesindaco, che è anche assessore alle Attività produttive e alla Sicurezza, sorgono a margine di una analisi del tessuto commerciale della città. Gli imprenditori stranieri a Piove sono ormai un numero considerevole. Nei mercati del mercoledì e del sabato su un totale di 280 banchi, 44 sono gestiti da stranieri. Su tutti prevalgono i cinesi, oltre la metà del totale, seguiti da marocchini, senegalesi, rumeni e cittadini del Bangladesh.
Nel commercio in sede fissa gli stranieri sono presenti sia in centro storico che in periferia, con una maggiore concentrazione nel quartiere di Sant’Anna. Esercizi pubblici, bar, ristoranti e rivendite di kebab gestiti da immigrati sono 14: dieci fanno capo a imprenditori cinesi e quattro a marocchini. Dodici i negozi: uno di ortofrutta, uno di alimentari e due di abbigliamento gestititi da cinesi, quattro macellerie e un bazar arabi, un punto noleggio dvd gestito da una signora polacca e un negozio di abbigliamento di un giovane rumeno. In città ci sono infine due barbieri marocchini.
«L’analisi dell’Ufficio commercio – fa sapere Borgato – è il punto di partenza per valutare la composizione del settore commerciale ad oggi per capire come impostare una strategia utile a tutti coloro che lavorano a Piove. Non ho in mente alcun provvedimento restrittivo, tanto meno nei confronti degli stranieri. Non mi interessa seguire la moda delle ordinanze contro questa o quella categoria. Non ne faccio una questione di nazionalità, ma di rispetto delle regole. L’importante è capire come si possono diversificare le attività, tutelare quelle esistenti, in modo da consentire a tutti di lavorare e guadagnare. Anche il piano per la sicurezza sarà ispirato a questa politica».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Compravendite gonfiate e un sistema di appalti sospetti A processo 14 imputati. Poi l’inchiesta-bis: sei persone ancora nel mirino della procura – Tra il 2003 e il 2004 due acquisizioni costano un mare di soldi
PADOVA. Due le inchieste della procura padovana nei confronti di Cosecon. La prima è già a processo davanti al tribunale (l’udienza il 21 settembre): sul banco degli imputati l’imprenditore Giancarlo Adolfo; i titolari del Centro Riciclo Monselice Ennio Bertin, Umberta Bertin e Fernanda Ghedin; i consiglieri Cosecon Massimo Bison di Tribano, Luigi Valmer Masiero di Anguillara e Giuseppe Violato di Bagnoli; Daniele Morello di Maserà; Mario Rasi di Bagnoli; Loris Tomiato di Anguillara; l’ex sindaco di Tribano Natalino Zambolin; Robertino Scapolo di Candiana, Renato Marcolin di Bagnoli e il commercialista Francesco Marchesini di Este. Le accuse? Truffa, abuso d’ufficio e false comunicazioni sociali. L’inchiesta era stata provocata da due nuove acquisizioni avvenute tra il 2003 e il 2004, il 47,55% delle quote di T.E. (Trasporti Ecologici) e il 29,07% del capitale sociale del Centro Riciclo Monselice, comprate per 5.256.900 e per 1.628.480 euro. Secondo la procura i prezzi sarebbero stati gonfiati. Nel luglio scorso è scattata l’inchiesta-bis nei confronti di sei persone (il funzionario regionale Luigi Destro, l’imprenditore Paolo Garofolin, il direttore Cosecon Roberto Dalla Libera e tre dipendenti): nel mirino un complesso meccanismo di appalti e subappalti relativi a 5 piani di insediamenti produttivi. Contestati il falso e la truffa. Il reato di concussione è stato azzerato dalla Cassazione che ha negato la natura pubblica della società.
di(Cristina Genesin)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Attiva verso la liquidazione – Soffocata dai debiti e dal crollo del mercato immobiliare
CONSELVE. Il presidente di Attiva, la società mista (a capitale pubblico e privato) che ha raccolto la pesante eredità di Cosecon (il Consorzio per lo sviluppo del Conselvano), propone ai soci di mettere in liquidazione la società per azioni (spa).
Gian Michele Gambato è al timone di Attiva da nove mesi e si trova a fare i conti con una situazione a dir poco drammatica, segnata da un forte indebitamento e dal crollo dell’attività di compravendita immobiliare. Ecco perché ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci per venerdì 4 settembre, alle 10.30, con un unico punto all’ordine del giorno: la messa in liquidazione della società. Caduto il tabù del possibile scioglimento della spa, spetterà ai soci che due anni fa sono venuti in soccorso con un robusto aumento di capitale (dai Comuni del Conselvano che detengono le quote maggioritarie alle banche che vantano crediti notevoli nei confronti di Attiva, dalla finanziaria della Regione “Veneto Sviluppo” alla Provincia di Padova), decidere se nominare un liquidatore oppure se trovare risorse e percorsi alternativi per tenere in vita la società. «Come amministratore – spiega Gambato – mi sento in dovere di porre questa opzione. Poi ovviamente saranno i soci ad avere l’ultima parola. Il problema comunque andava posto, anche sottoforma di provocazione». LA CRISI. Dal momento dell’insediamento alla guida del consiglio d’amministrazione di Attiva, il presidente Gambato, scelto dalla Regione, si è trovato a fare i conti con una società reduce da una pesante crisi, legata peraltro non solo a fattori puramente economico-finanziari ma anche a precedenti gestioni che hanno portato a scandali e a sviluppi giudiziari non ancora conclusi. A condizionare il futuro, la necessità di recuperare al più presto un po’ di liquidità disfandosi di settori che hanno creato solo problemi, dalla gestione dei rifiuti alla formazione, all’energia. Questo anche per recuperare parte dell’esposizione con le banche, verso le quali il debito sfiora i cento milioni di euro. La crisi del settore immobiliare non aiuta e il bilancio 2008 parla chiaro: nonostante le potenzialità di sviluppo e le disponibilità di terreni non manchino, le vendite sono pressoché ferme e le difficoltà di bilancio frenano ulteriori investimenti. A complicare ulteriormente lo scenario, è il sostanziale fallimento della vendita di Veneto Distribuzione, la controllata che gestisce le reti del gas metano. LA SCELTA DI GAMBATO. Il primo avviso era già arrivato meno di un mese fa, con l’approvazione del bilancio condizionato da un deficit di 7,8 milioni di euro e da un indebitamento per oltre 132 milioni di euro. Sia il revisore contabile che il presidente Gambato invitarono i soci a decidere cosa fare di Attiva perché i conti non avrebbero permesso di tirare a campare ancora a lungo. L’ultima goccia, in questi giorni, con il nulla di fatto nella gara per la vendita di Veneto Distribuzione. Delle cinque società che avevano aderito alla manifestazione d’interesse, solo due hanno presentato un’offerta vincolante con la garanzia fidejussoria, ma il prezzo proposto è assai più basso dei 30 milioni della base d’asta. Sia Ascopiave che l’Amga di Udine si sono tenuti ben al di sotto di questa cifra, tanto che il consiglio d’amministrazione prima di decidere il da farsi si è riservato di sentire la proprietà. A questo punto Gambato, con una mossa a sorpresa, ha convocato l’assemblea straordinaria dei soci per il 4 settembre, ponendo una scelta drastica come la liquidazione.
di Nicola Stievano
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
L’ex Cosecon affonda nei debiti L’assemblea convocata per votare sulla liquidazione Ogni mese Attiva paga 475 mila euro di interessi passivi. Il presidente Gambato ai soci: chiudiamo
CONSELVE. Attiva, la società per azioni a capitale pubblico e privato subentrata al Consorzio per lo sviluppo del Conselvano affonda nei debiti. Ogni mese paga 475 mila euro di interessi passivi a fronte di ricavi assai più modesti. Gian Michele Gambato, presidente da nove mesi, ha deciso di convocare per il 4 settembre l’assemblea dei soci per votare la messa in liquidazione. Su Cosecon c’è un processo che comincerà in settembre e un’altra inchiesta della Procura.
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 29 LUGLIO 2009
PONTELONGO – Distributore di latte
PONTELONGO. Installato in piazza del Popolo un distributore di latte fresco, inaugurato dal sindaco Fiorella Canova. Il latte proviene da Bovolenta, dall’azienda agricola di Michele Pengo. Chi ne volesse usufruire non troverà limiti. E presto sarà possibile acquistare anche delle carte prepagate che permetteranno di usufruire di uno sconto.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 29 Luglio 2009,
L’economia del piovese Il Pil nel 2009 calerà del 7.2 per cento Nella Saccisica oltre 3mila disoccupati
Piovese – Secondo un rapporto della Camera di Commercio di Padova, fornito anche alle sigle sindacali, il reddito prodotto dalle aziende del Piovese nel 2007 ammontava a un milione e 285 mila euro. Le previsioni sulla produzione locale che genera valore aggiunto nel triennio 2008-2010, sono così definite: nel 2008, -0,9 per cento; nel 2009, -7,2 per cento; nel 2010, +1,6 per cento. Se questi dati fossero confermati, il piovese potrebbe iniziare a riprendere solo dal prossimo anno. E, come si vede, molto lentamente. Sempre considerando i numeri, la cosiddetta crisi delle imprese locali avrebbe dato i primi segnali nel 2008 per coronare, poi, il 2009, l’anno in assoluto più nero, segnato da un calo drastico della produzione fino a percentuali mai toccate nell’ultimo decennio. Per il settore Lavoro e formazione della provincia, al 25 febbraio 2009, i disoccupati nei Comuni della Saccisica erano 3517, divisi fra 2041 donne e 1476 uomini. Sempre per quanto riguarda il primo bimestre dell’anno, Piove di Sacco è risultato il centro più colpito dalla piaga disoccupazione, con un totale di 1083 residenti al momento senza un impiego fisso. Anche gli altri Comuni hanno registrato numeri significativi: Brugine (374), Legnaro (345), Sant’Angelo di Piove (338), Codevigo (329), Correzzola (304), Arzergrande (255), Pontelongo (212), Bovolenta (170) e Polverara (107). Dall’Inps non arrivano notizie più confortanti, secondo l’agenzia di Piove, che ha competenza anche sui Comuni del Conselvano, nel passaggio dal 2008 al 2009 sono più che triplicate le domande di disoccupazione ordinaria e quasi raddoppiate le richieste di mobilità.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 27 LUGLIO 2009
Dibattito a Conselve sul futuro di Attiva
CONSELVE. Che ne sarà di Attiva, la società che ha raccolto la pesante eredità di Cosecon e si trova a fare i conti con un preoccupante deficit e un mare di debiti verso le banche? In tanti se lo chiedono, soprattutto dopo la pubblicazione del bilancio 2008 che lascia scarso margine all’ottimismo. Una risposta cercherà di darla stasera il Pd nel dibattito in sala Dante in programma alle 21. Al confronto intervengono due componenti del consiglio d’amministrazione di Attiva vicini al centrosinistra, Dino Cavinato e Alessandro Maritan, che spiegheranno qual è la situazione della Spa e quali strade possono essere percorribili alla luce della crisi sempre più grave. Al dibattito intervengono il vice coordinatore provinciale del Pd Federico Ossari, il deputato Alessandro Naccarato e il consigliere provinciale Boris Sartori. Attiva ha chiuso il conti 2008 con una perdita di 7,8 milioni, mentre resta alto l’indebitamento, in particolare con le banche per 95 milioni. (n.s.)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 27 LUGLIO 2009
Cassa-prenotazioni, due in uno e la coda agli sportelli s’allungaSanità. Pizzo (PD) denuncia i crescenti disagi nel nuovo Cup
PIOVE DI SACCO. La nuova organizzazione dei servizi di cassa per il pagamento di ticket e prenotazioni, unificati in sportelli polivalenti dallo scorso maggio, sta creando disagi agli utenti dell’ospedale. La denuncia è di Lucia Pizzo, coordinatrice del PD, che rileva il formarsi di lunghe code e tempi di attesa molto lunghi per i cittadini. La numerazione progressiva che ordina l’accesso agli sportelli è la stessa per i due servizi. L’unificazione di cassa e centro unico di prenotazione ha portato comunque anche un beneficio, ossia un’estensione dell’orario di apertura. Quello attuale va dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30 e il sabato dalle 8 alle 12. Però, nonostante l’arco orario notevolmente dilatato, non è raro capiti che già alle 9 del mattino ci sia una quarantina di persone in coda. E ovviamente l’umore di tutti è parecchio infastidito. «Per una scelta manageriale infausta – fa notare Pizzo – a seguito dell’unificazione degli sportelli ticket e prenotazioni dell’ospedale, i tempi di attesa sono spesso insostenibili. Frequentemente, infatti, capita che l’utente, che deve rimanere in coda per il ticket perché gli sportelli sono gli stessi delle prenotazioni, non riesca a farlo prima dell’orario fissato per la visita. Io stessa – ammette Lucia Pizzo – qualche giorno fa, ho dovuto attendere un’ora e mezzo per pagare il ticket. Forse non sarebbe nemmeno tanto complicato porre rimedio a questo problema – suggerisce la coordinatrice PD – installando delle postazioni self service per il pagamento dei ticket, come ce ne sono in altre strutture. Queste consentirebbero a chi ha solo da pagare la prestazione prima di sottoporsi all’esame o alla visita di poter risalire negli ambulatori in tempo utile, evitando snervanti e inutili attese. Mi auguro che venga trovata presto una soluzione perché, così come sono organizzati oggi i servizi, stanno creando parecchi disagi e a farne le spese sono soprattutto le persone malate e gli anziani». Per Lucia Pizzo è importante che la Regione definisca il più presto possibile le schede ospedaliere per la struttura piovese, in vista del passaggio nell’Usl 16 di Padova. «Tutto questo tempo in cui il nostro ospedale si trova in una sorta di limbo, in attesa di staccarsi da Chioggia e di unirsi a Padova – avverte la coordinatrice PD – rischia di trasformarsi nell’alibi per far passare sotto silenzio un peggioramento nella qualità dei servizi».
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 27 LUGLIO 2009
RACCOLTA DIFFERENZIATA Polverara-record, ricicla l’80% dei rifiuti
PIOVE DI SACCO. Ha sfondato quota 68,9% la raccolta differenziata nei 21 comuni serviti dal Bacino Padova 4. Sono risultati da primato nazionale quelli realizzati nell’ultimo anno dal consorzio che, con la sua media di raccolta differenziata e di percentuale di riciclaggio dei rifiuti, sbaraglia di gran lunga quella italiana, che raggiunge appena il 25,8%.
E’ Polverara, che addirittura arriva all’80,3%, il comune «riciclone», seguito da Candiana con il 78,7, Bovolenta con il 76,3 e Due Carrare con il 75,1. «Tra i nostri comuni – spiega il presidente del Bacino Stefano Chinaglia – spicca assolutamente Polverara, il primo nella storia del Padova 4 a superare l’80% di recupero dei rifiuti». Gli altri hanno ottenuto comunque risultati importanti: tra il 70 e il 75% di rifiuti riciclati ci sono Anguillara, Arre, Bagnoli, Terrassa e Conselve. Ben 7 i comuni con quote tra 65-70%: Agna, Arzegrande, Brugine, Cartura, Pontelongo, Sant’Angelo e Correzzola; 5 quelli al di sotto del 65: Codevigo, Legnaro, Maserà, San Pietro Viminario e Piove. Tra le iniziative del Bacino prosegue con successo la raccolta dei rifiuti provenienti da attività agricola con il progetto «Azienda Pulita». Il servizio è stato istituito in collaborazione con le organizzazioni di categoria del settore agricolo, i consorzi agrari e la Provincia: «Nel 2008 – sottolinea a questo proposito Chinaglia – sono stati raccolti nel nostro Bacino circa 115 mila chilogrammi di rifiuti speciali che rappresentano più del 30% di tutti i rifiuti provenienti da attività agricola raccolti nella provincia di Padova».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 26 Luglio 2009,
Il bisnonno andò in Brasile, lui è tornato
Pontelongo – Il richiamo alle origini si è fatto sentire e, complice un primo contatto avvenuto attraverso il sito comunale, dopo oltre un secolo dall’emigrazione dei suoi avi verso la “Merica”, Silvio Correa Contiero è tornato a Pontelongo. Accompagnato dalla moglie e dalle figlie, è stato ricevuto ieri dal sindaco Fiorella Canova, nel corso di cerimonia che ha onorato le storie di vita e il coraggio della gente veneta che un tempo partiva dalle campagne con una valigia di cartone per cercare fortuna altrove. Come il bisnonno materno di Silvio Correa Contiero, Giosuè Abile, che alla fine dell’Ottocento lasciò Pontelongo per sbarcare a Porto Alegre. Le storie di quell’uomo forte e intraprendente hanno accompagnato l’infanzia e la giovinezza di Silvio Correa Contiero, che oggi è un affermato endocrinologo e gestisce con la moglie una clinica privata a Umuarama, nello stato brasiliano di Paranà. Lo hanno colpito al punto tale che nel 2006, dopo aver incontrato nel suo paese il pontelongano Maurizio Pistore, giunto in Brasile in moto per l’Americasur, ha maturato l’idea di calpestare la terra e visitare i luoghi dei suoi avi. A distanza di tre anni il sogno si è realizzato e, come ha ricordato il sindaco Canova, «oltre all’onore di ricevere una famiglia che consideriamo compaesana, questa cerimonia serve a ricordare il dramma dell’emigrazione vissuto dalla nostra gente dall’Ottocento fino alla metà del secolo scorso».
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 25 Luglio 2009,
PONTELONGO Silvio Contiero torna alle origini
Dopo oltre un secolo, torna oggi a Pontelongo un componente di una famiglia emigrata in Brasile, desideroso di conoscere le sue origini. Si tratta di Silvio Correa Contiero, nipote di Giosuè Abile Contiero, migrato in America alla fine dell’Ottocento. Alle 11 il sindaco Fiorella Canova lo accoglierà in villa Foscarini Erizzo con una cerimonia speciale, nel corso della quale Silvio Correa, oggi endocrinologo di successo, racconterà l’esperienza dei suoi avi.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 25 Luglio 2009,
Da settembre l’Anas avvierà un progetto per il controllo della velocità dei mezzi pesanti.Camion sotto “sorveglianza” sulla Romea
È nato il comitato dei sindaci “Ora basta!” per sollecitare la soluzione dei gravi problemi viari. In sei mesi 179 incidenti
Uno ha strappato la vita ad un quarantenne di Chioggia, gli altri hanno provocato lesioni a 123 persone. Tutto ciò in soli sei mesi, da gennaio a giugno di quest’anno. Sono i numeri della statale 309, al secolo “Romea killer”. La strada che un tempo accompagnava pellegrini e viandanti a Roma oggi è la seconda “arteria della morte” nel Veneto, inferiore per numero di sinistri solo alla statale Postumia. I sindaci dei Comuni da essa attraversati non ci stanno più. Un anno fa esatto sono scesi in strada a protestare e ieri, nella sala riunioni dell’idrovora di Santa Margherita, a Codevigo, si sono formalmente costituiti in un comitato dal nome imperativo: “Ora basta!”. «Non è un’iniziativa di protesta – chiarisce subito Romano Tiozzo, sindaco di Chioggia, il Comune capofila – ma è nata allo scopo di creare un fronte compatto di amministratori in grado di interloquire con l’Anas e la Regione, di monitorare gli interventi effettuati lungo l’arteria e di fare pressing nelle sedi opportune per concretizzare nel più breve tempo possibile la realizzazione della Romea commerciale, che potrebbe dare un contributo risolutivo al problema viario della zona, oltre a imprimere una spinta allo sviluppo dell’economia e del turismo locali». La risposta dell’Anas ai sindaci è stata positiva. Per iniziare, da settembre partirà la fase sperimentale di un progetto per il controllo della velocità dei mezzi pesanti nei tratti rettilinei della strada e altre opere sono in cantiere. «Nel piano quinquennale degli interventi sulla statale 309 – ha illustrato Eutimio Mucilli, capo compartimento dell’Anas – abbiamo previsto 34 milioni di euro. Solo nel 2007 sono stati investiti 21,6 milioni di euro, utilizzati ad esempio per eliminare le intersezioni di Brondolo e Taglio di Po. Altri lavori sono in fase d’appalto per valore totale di tre milioni di euro. Tra questi figurano la realizzazione di una rotatoria a Mira, la sistemazione delle giunte sul ponte del canale Trezze e la manutenzione del tratto a Volto di Rosolina. Nel prossimo biennio è prevista la sistemazione della viabilità a Codigoro, l’eliminazione degli incroci a raso a Mira e vari interventi di risanamento acustico con la stesura della pavimentazione fonoisolante». I Comuni di Venezia, Mira, Chioggia, Campagna Lupia, Porto Viro, Rosolina, Codevigo, Ariano nel Polesine e Taglio di Po, oltre alle Province di Venezia e Rovigo, sono gli enti che hanno supportato la nascita del nuovo comitato. Ognuno di essi ha illustrato le sue necessità specifiche, in particolare Codevigo, territorio stretto nella morsa della statale 516 Piovese, della Romea e anche della provinciale “Arzeron”. «Il nostro territorio è il collo dell’imbuto di tutto il traffico diretto verso Chioggia e Ravenna – ha spiegato il sindaco del Comune ospite, Graziano Bacco – Basta passare di qua di sabato o domenica, nell’apice del traffico diretto verso il mare, per capire di cosa sto parlando. La Piovese sta diventando la sorella della Romea e l’“Arzeron” non ce la fa più a sopportare la mole di mezzi provenienti da Padova, Piove ma anche dalla riviera. La soluzione? Andare per stralci e sistemare tutto. Gli interventi più urgenti sarebbero la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra la Romea e l’ “Arzeron” e il raddoppio di quest’ultima strada. In secondo luogo andrebbero allargate e munite di piazzola le fermate degli autobus Actv a Santa Margherita e a Conche, senza contare la pericolosità dei numerosi incroci a raso tra le strade secondarie delle frazioni con la Piovese e la Romea, che necessiterebbero di essere forniti di più sicure rotatorie».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – Sabato 25 Luglio 2009,
Giada, Anne Marie e miss Muretto serale
Seconda selezione nel padovano di Miss Muretto di Alassio che l’altra sera è approdato con uno stuolo di ragazze al Serale, pub di Pontelongo. A presentare la selezione e la tappa di «Vota le voci» Jo Squillo, ospite il cantante Dennis Fantina. A strappare il titolo di Miss Muretto Serale la veneziana sedicenne Giada Chinellato (foto). Il secondo posto è andato a pari merito da Anne Marie Turcin di Montegrotto, Nicole Mazzocato di Belluno e Arianna Bano di Camposanmartino. Terza fascia per Elisa Pasqualotto di Legnaro e quarta per la trevigiana Susanna Canzian. Altro pari merito per il quinto posto per Gennifer Beschin di Vicenza, Eleonora Munaro di Galzignano Terme e Ylenia Di Silvestro di Arzergrande. Loredana Barison di Albignasego e Deborah Bon di Mestre si sono divise il sesto posto (le ragaz in gruppo a sinistra). Prossima selezione stasera a Tribano, al San Martino Festival. Iscrizioni 392 4584087.
di : (e.bol.)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 23 LUGLIO 2009
Ladri scatenati, raffica di furti in case e aziende. In dieci ore messi a segno cinque “colpi” tra Pontelongo, Brugine e Polverara. Rubati gioielli, soldi ed elettrodomestici.
PIOVESE Preso di mira anche l’Agricentro specializzato in prodotti agricoli. Secondo gli investigatori ad agire sarebbe una sola banda. Per qualcuno l’estate è il periodo del riposo e delle vacanze, per altri è il periodo di lavoro più intenso e fruttuoso. Rientrano a pieno titolo in quest’ultima categoria i ladri d’appartamento che, tra martedì sera e mercoledì mattina hanno inaugurato in grande stile la stagione di furti e razzie con cinque colpi messi a segno in meno di dieci ore in altrettante abitazioni e anche in aziende dislocate tra Pontelongo, Brugine e Polverara. Il tour de force della banda, probabilmente sempre la stessa, ha preso il via da Polverara, intorno alle 22.45 di martedì. Ad essere preso di mira è stato l’Agricentro di via dell’Artigianato, un magazzino specializzato nella vendita di prodotti agricoli e attrezzi. Dopo aver divelto il portone, i ladri hanno arraffato due motoseghe del valore di circa mille euro e il registratore di cassa contenente qualche banconota da dieci e venti euro. A dare l’allarme è stato il titolare, che ha avvertito quasi subito i carabinieri di Bovolenta, giunti in sopralluogo sul posto. Il registratore di cassa è stato recuperato ieri mattina a Brugine, lungo l’argine sinistro del fiume Bacchiglione, grazie alla segnalazione di un residente. Il secondo colpo è stato una doppietta, messa a segno nella notte in una bifamigliare di via Nova a Pontelongo. La prima ad essere vistata è stata la porzione dove vive un marocchino, che ieri mattina si è trovato il chiavistello della porta divelto, il salotto a soqquadro e la presa della televisione a penzoloni. La banda aveva messo nel sacco solo l’elettrodomestico, il cui furto è stato denunciato ai carabinieri del nucleo radiomobile di Piove di Sacco che hanno effettuato un controllo anche al civico adiacente, dove i residenti si sono accorti che i ladri avevano tentato di entrare scassando il cilindretto della serratura. Probabilmente sono stati costretti ad abbandonare il colpo anzitempo dal passaggio di qualche auto. Le brutte sorprese hanno raggiunto l’apice ieri mattina, quando ben due abitazioni, una di Polverara e l’altra di Brugine, sono state razziate dell’oro in pieno giorno, dopo che i rispettivi proprietari si erano assentati qualche ora per sbrigare delle commissioni. Il primo a denunciare il fatto è stato un residente in via Palù a Polverara. Verso le 9 era uscito per comprare la carne nella vicina macelleria e al rientro si è trovato la casa rivoluzionata dai ladri, entrati dopo aver divelto una finestra. Tutti i cassetti e le credenze erano stati aperti, il loro contenuto buttato a terra alla rinfusa, le tende e i divani spostati. Fortunatamente mancavano solo qualche catenina e braccialetto d’oro. Stesso copione in via Fiumicello a Brugine. Il residente, rientrato a mezzogiorno dal lavoro, ha trovato la sua cucina messa sottosopra dai ladri, entrati anche stavolta dalla finestra. Come nel caso precedente era sparito tutto l’oro ma il valore rimane da quantificare. Sul posto i carabinieri di Codevigo.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 23 LUGLIO 2009
COME DIFENDERSI
Piovese – Con la bella stagione arriva anche l’ansia da furto in appartamento, facilitato dal fatto che nei mesi estivi ci si assenta più spesso. Può capitare al rientro di trovare brutte sorprese, ovvero una serratura forzata, la porta o la finestra abbattute, la sirena dell’allarme che urla impazzita. Come fare per difendersi? Alcuni consigli vengono forniti dalla polizia di stato (www.poliziadistato.it): rendere sicure porte e finestre con serrature blindate; se si esce lasciare qualche luce accesa, la radio o il televisore in funzione; se l’interruttore della luce è all’esterno proteggerlo con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa staccare la corrente; incaricare solo persone di fiducia per far duplicare le chiavi; non divulgare date di partenza o rientro e non dare informazioni tramite la segreteria telefonica; installare, se possibile, un dispositivo automatico che, ad intervalli di tempo, accenda le luci, la radio e la tv. Nel Piovese si verificano di media 2,8 furti al giorno. Almeno secondo i dati forniti dalla prefettura e relativi ai primi nove mesi del 2008. Il dato ha subito un aumento rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2007, passando da 239 a 345.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 23 LUGLIO 2009
Allarme rosso: i ladri fanno gli straordinari – Prese di mira aziende e abitazioni, i derubati oltre ad aver perso gli oggetti di valore devono anche riparare i danni. Furti in serie a Polverara, Brugine e Pontelongo tra martedì notte e ieri mattina
POLVERARA. Raffica di furti messi a segno tra l’altra notte e ieri mattina: i ladri hanno preso di mira aziende e abitazioni a Polverara, Brugine e Pontelongo. Uno stillicidio di razzie che ha destato non poca preoccupazione fra gli abitanti dei tre Comuni.
Il primo colpo è stato segnalato poco dopo le 23 alla ditta Agricentro di via Riviera, a Polverara. Il titolare Michele Sartorato ha chiamato i carabinieri perché l’azienda era stata visitata dai ladri. Dopo aver forzato il portone d’ingresso i malviventi hanno rubato il registratore di cassa e due motoseghe: «E’ il quinto furto in dieci anni – lamenta Sartorato – e ogni volta oltre a ciò che viene rubato, rimangono migliaia di euro di danni da riparare». Un altro furto e un tentato furto sono stati scoperti solo ieri mattina a Pontelogno in due abitazioni di via Nova: al civico 17 dove vive una famiglia di origine marocchina, i ladri sono entrati da una finestra e hanno rubato un televisore. Mentre i carabinieri svolgevano il sopralluogo del furto, ieri mattina, i vicini di casa si sono accorti che anche da loro erano passati i soliti ignoti: il cilindro della serratura della porta d’ingresso era infatti danneggiato. Per fortuna almeno in questo caso il furto non è riuscito. Altri due sono però i colpi andati a segno ieri mattina, di nuovo a Polverara e poi a Brugine. Alle 11 è stato segnalato ai carabinieri quello ai danni della villetta di via Palù 4, dove Lino Melina vive con la famiglia: il padrone di casa era uscito verso le 8.30 per fare la spesa e al suo rientro ha trovato la casa messa sottosopra dai ladri che hanno rovistato in tutte le stanze aprendo armadi e cassetti. Se ne sono andati con un bel gruzzolo di oggetti d’oro. «Quando sono arrivato a casa – ha raccontato Melina – i cani abbaiavano insistentemente come se volessero indicarmi qualcosa. Penso che i ladri fossero ancora dentro e che siano fuggiti quando mi hanno sentito arrivare da una finestra sul retro. La casa era ridotta al caos più totale, la biancheria era stata tirata fuori dagli armadi e sparpagliata in giro. Ho provato grande amarezza e preoccupazione». Stessa dinamica per il furto segnalato alle forze dell’ordine mezz’ora più tardi, a Bruigine, in via Fiumicello Destro 45: anche in questo caso i malviventi hanno messo a soqquadro l’abitazione per andarsene con i gioielli arraffati nei cassetti. I carabinieri hanno trascorso l’intera mattinata a svolgere sopralluoghi.
di : di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 22 LUGLIO 2009
Passaggio dell’ospedale all’Usl 16 Sentiti in Regione tutti i sindaci «Struttura per acuti e Neurologia devono rimanere»
PIOVE DI SACCO. I sindaci della Saccisica sono stati sentiti dalla V Commissione sanità in Regione: hanno ribadito quali sono le caratteristiche che deve mantenere l’ospedale piovese in procinto di passare nell’Usl 16 padovana. «Abbiamo ribadito le posizioni del documento stilato in occasione del consiglio di tutti i comuni – ha sottolineato il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio – quindi la permanenza di una struttura per acuti e il mantenimento dell’apicalità di neurologia oltre ovviamente le dotazioni di strumenti e personale tali da garantire la qualità delle prestazioni sanitarie. Entro agosto dovrebbe essere approvata in via definitiva la delibera della giunta regionale che definirà il passaggio con Padova, effettivo tra settembre e dicembre». Soddisfatto dell’incontro anche il sindaco di Piove Sandro Marcolin: «Abbiamo anche chiesto che il primariato di psichiatria e la figura del dirigente medico siano effettivi e non solo sulla carta. E abbiamo posto l’accento sui servizi territoriali: sanità pubblica e igiene, Spisal e servizio veterinario».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – Giovedì 16 Luglio 2009,
Prima rivoluzione in municipio da parte del nuovo sindaco: Calogero Contino sarò sostituito «Licenziato» il segretario comunale. Marcolin: «Voglio creare due figure, tra cui un city-manager»
PIOVE DI SACCO. Il sindaco Sandro Marcolin ha dato il ben servito al segretario e direttore generale del Comune Calogero Contino: una scelta, assicura, che non mette in discussione l’eccellenza del professionista che ha affiancato oltre al sindaco Mario Crosta anche il predecessore Carlo Valerio. Al suo posto arriverà un altro segretario cui sarà affiancato un direttore generale, una sorta di city manager. Dopo l’annuncio di voler togliere le bandiere della Pace e del Tibet, il nuovo inquilino di palazzo Jappelli dà un ulteriore e certamente più forte segnale di cambiamento. «Mi sono avvalso di una facoltà riconosciutami dalla legge – sottolinea – niente di personale, anzi tengo a precisare di aver trovato in Contino un eccellente segretario. Tuttavia ho in mente una diversa organizzazione del Comune. Voglio distinguere le figure di segretario e direttore generale. Per quest’ultimo incarico preferisco un professionista sul modello del city manager». Contino era stato nominato direttore generale da Crosta poco dopo la sua elezione. Dal canto suo, l’interessato non commenta l’avviso di sfratto ricevuto da Marcolin: «E’ una facoltà del sindaco cambiare il segretario comunale – dichiara Contino – mi ha manifestato il suo desiderio di cambiamento e mi attengo al mio dovere». L’avvicendamento del segretario comunale a Piove avrà effetti anche a Correzzola, infatti da 10 anni sussisteva una convenzione fra i due enti per il servizio di segreteria generale: «Mi dispiace per la scelta di Marcolin – è il commento del vice sindaco Mauro Fecchio che ha lavorato dieci anni con Contino – perdiamo un professionista che ha svolto al meglio il suo lavoro».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 15 LUGLIO 2009
Il Piano casa regionale è diventato operativo – L’assessore Marangon e il consigliere Padrin spiegano la nuova legge
PADOVA. Il Piano casa è legge: da sabato scorso i veneti possono allargarsi la casa. Vincoli permettendo. E siccome i proprietari non stanno più nella pelle dall’entusiasmo e ai costruttori prudono le mani, la neo-legge 14, intitolata «Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile», fa il giro delle province articolo per articolo. Ma se spiegare la legge sembra facile come bere un bicchier d’acqua quando si tratta di «casi generali», una volta entrati nel merito i cavilli si attorcigliano intorno al testo ingarbugliando mostruosamente i 13 articoli. Lunedì sera, al Crowne Plasa di Limena, la prima uscita pubblica dei 13 articoli e 4 mila emendamenti. A raccolta una sala gremita di architetti, ingegneri, geometri e avvocati. Oltre ai piccoli e grandi proprietari, ovviamente. Il Veneto è la quarta regione a presentare la legge, appena dopo Toscana, Lombardia e Umbria. Secondo Renzo Marangon, assessore regionale al territorio e Leonardo Padrin, consigliere regionale, la faccenda è davvero elementare: la crisi edilizia è gravissima, cerchiamo di superarla con incentivi in cubatura. In altre parole regalando «il 20% in più in metri cubi alle case residenziali e non» sintetizza l’assessore. Mentre «per quanto concerne i casi di demolizione e ricostruzione il premio ammonta a più 40-50% di mc per gli edifici che hanno almeno 20 anni». Inoltre il premio sarà proporzionato «all’introduzione di migliorie eco-compatibili». Detto e fatto. «Da sabato – conferma orgoglioso Marangon – la legge è in vigore per la prima casa». Mentre per altre residenze ed edifici bisogna attendere i comuni che hanno tempo fino al 30 ottobre per indicare ambiti e modalità. Altrimenti «nominiamo un commissario regionale che convoca il consiglio comunale e obbliga l’amministrazione a deliberare». Tanto più che il provvedimento ha tempo limitato: «la legge – continua l’assessore – dura 2 anni: per questo periodo sarà in deroga a tutti i piani regionali, provinciali e comunali, eccetto alle normative nazionali». In barba alle programmazioni fin ora decise dalle amministrazioni locali a colpi di Dia (denuncia inizio attività). Gli esclusi sono un capitolo a parte: la legge non vale per gli edifici notificati dalle sovrintendenze, per quelli pubblici e per quelli religiosi con più di 50 anni. Idem per zone inedificabili e per gli edifici abusivi. E naturalmente sono esclusi i centri storici censiti. La legge sarà pure cristallina, ma molti chiedono di definire la prima casa. «Quella su cui non si paga l’Ici – rispondono i tecnici – o dove si risiede stabilmente». Altra questione impellente sono i palazzi storici in decadenza: qui bisogna vedere il vincolo di tutela. Numerose le richieste di chi ha iniziato a costruire: sono accolti i progetti vecchi presentati entro il 31 marzo 2009.
di : (Elvira Scigliano)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 14 LUGLIO 2009
Giunta di donne e giovani – Emozionata Fiorella Canova appena eletta a Pontelongo
PONTELONGO. Si è insediata la giunta di centrodestra del nuovo sindaco Fiorella Canova. L’occasione è stato il primo consiglio comunale. In una sala gremita, la prima donna chiamata a ricoprire l’incarico di sindaco a Pontelongo ha presentato la sua giunta ed esposto il suo programma. Canova ha tenuto per sè solo la delega ai servizi sociali. Il ruolo di vice sindaco sarà ricoperto da Enzo Battisti che ha la delega per l’ambiente, le attività produttive, la polizia locale e la sicurezza. Saranno altre due donne a occuparsi di tematiche delicate e sostanziose. Del bilancio, dei tributi, della finanza e della pubblica istruzione se ne farà carico Diana Zulian mentre Roberta Bruscaglin risponderà in tema di lavori pubblici, urbanistica ed edilizia privata. A due giovani invece sono stati affidati gli altri assessorati. A Fabio Magagnato spetteranno lo sport e la promozione del volontariato. A Stefano Turetta incarichi in merito alla cultura, alla biblioteca e alla tutela del patrimonio storico. «I consiglieri della nuova maggioranza – ha sottolineato il sindaco, ancora visibilmente emozionata – sono espressione di una larga schiera di donne, giovani e uomini che danno garanzie di serietà, competenza e concretezza che saranno in grado di fare le scelte necessarie nell’interesse di tutti». Nelle sue parole ribadito poi l’impegno in favore della sicurezza pubblica, dell’investimento su opere viarie agli ingressi del paese e riqualificazione del centro. A cornice del consiglio anche un lungo intervento del sindaco uscente Federico Ossari, ora capogruppo di minoranza. Dopo avere ricordato quello che il suo gruppo è riuscito a fare in termini di opere pubbliche e rilancio del paese ha messo in evidenza come la passata amministrazione abbia lasciato in eredità un comune sano, senza debiti e contenziosi.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 13 LUGLIO 2009
Al Premio Montegrande Under 30 sono arrivate le ricette di oltre 80 cuochi. Record di domande, selezione spietata
ROVOLON. L’abbondanza può creare anche qualche problema. Al «Premio Montegrande», concorso per chef veneti Under 30, quest’anno la preselezione delle ricette ha fatto vittime illustri. Ben ottanta le ricette presentate, da tutta la regione. Con un livello di chef senza precedenti al premio che vivrà il suo clou con la premiazione del 30 luglio al ristorante Montegrande di Rovolon. La giuria ha dovuto fare preselezione semplicemente leggendo le ricette, senza conoscerne l’autore. Il tema quest’anno è il pesce azzurro. Alle finali del 20 e 21 luglio sono approdati anche Andrea Bavaresco («Da Jerry» di Monfumo, Tv); Davide Ferrante, (Pasticceria D&G Selvazzano) già 2º e 3º nel 2008. Due le donne: Rachele Castellan di Legnago (Vr) e Sara Trabuio, già finalista nel 2006. Gli altri: Andrea Bozzato («La famiglia» di Correzzola); Filippo Cogo (Molino Stucky Hilton Venezia); Tommaso Convento («La Saccisica» di Piove di Sacco); Alberto Danieli de «La Marescialla» di Selva di Montello Vicentino; il padovano Daniel Donolato corporate chef, Umberto Fasoli (Hotel Scaligero di Bussolengo, Vr); Denis Fiorotto (Ristorando di Camposampiero); Marco Formenton («La Ragnatela» di Scaltenigo, Ve); Andrea Gazzola (Hotel Relais Monaco Ponzano, Tv); Matteo Gobbo («Don Claudio», Jesolo, Ve); Alessio Loppoli («Al segnavento» di Zelarino, Ve); Nicola Pavan (Nidaba Spirits, Montebelluna, Tv); Davide Rangoni (Villa del Quar di Pedemonte, Vr); Piergiorgio Siviero (Lazzaro 1915, Pontelongo); Roberto Strazzullo e Stefano Viale (Bristol Buja, Abano).
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 12 Luglio 2009,
Nicola Trevisan: dalla passione per il modellismo alla sfida per le nanotecnologie
di Ludovica Casellati
«La collaborazione con Lula, Presidente del Brasile, e il suo governo nacque da una consulenza, che avevo con il Ministero degli Affari esteri italiano in Argentina, volta a creare strumenti di supporto per le piccole e medie imprese. Pensai di poter estendere quel progetto al Brasile, dove c’era anche un forte radicamento veneto, e l’idea piacque molto al Presidente che incontrai due o tre volte e che mi chiese di seguire anche il varo di una legge che fosse strumentale al mio progetto». A raccontare la sua esperienza di successo nel campo dell’economia e della finanza è Nicola Trevisan, oggi amministratore delegato di Veneto Nanotech. E’ un uomo schivo, di poche parole ma molto ragionate. La sua passione per il modellismo aeronautico, che non riesce più a coltivare per i troppi impegni, fa capire che è molto paziente, che sa perfettamente che ci sono tempi tecnici perché alcune cose si realizzino, ma che alla fine il risultato sarà corrispondente alle aspettative. «La mia prima esperienza lavorativa è stata all’interno di Confindustria. Mi sono occupato per diversi anni dei Confidi di Venezia e Padova. Questo lavoro mi ha dato modo di conoscere in modo approfondito imprenditori di successo e le loro realtà industriali. Poi mi sono occupato per otto anni di finanza straordinaria, seguendo progetti di sviluppo e internazionalizzazione delle aziende del nord Italia. Queste esperienze hanno fatto sì che io poi seguissi la strada autonoma delle consulenze che mi ha portato in Sud America». Al suo attivo ha anche un mandato, oramai datato, come Sindaco di Pontelongo ( 1992-1995 ). Nicola Trevisan è una persona misurata e pacata, ma nelle decisioni più importanti della sua vita si è fatto guidare dall’istinto, dal “sentiment” e dal feeling. Prova inconfutabile è la decisione di continuare a vivere in Italia, anziché cedere alle continue richieste di trasferirsi in Brasile per continuare a seguire il progetto che aveva messo in piedi per il Governo. La sfida nel settore delle nanotecnologie lo ha convinto a restare e dare tutto se stesso per farle diventare sempre più “grandi”!
di Ludovica Casellati
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 12 LUGLIO 2009
Attiva, l’immobiliare affossa i conti – La ex Cosecon paga la crisi del mercato, azzerate le vendite di fabbricati – Il patrimonio è ormai vicino al capitale sociale E gli interessi passivi continuano a lievitare
Nessuno si aspettava i miracoli da Attiva (foto), la società che da circa un anno ha raccolto la pesante eredità di Cosecon. I numeri del bilancio approvato dai soci (Veneto Sviluppo, sindaci e banche) sono una doccia fredda. Il risultato di bilancio smorza ogni ottimismo e impone una seria riflessione sul futuro della «public company». La perdita d’esercizio relativamente al 2008 ammonta a 7.880.993 euro, un ulteriore deficit che continua ad erodere il patrimonio, sceso a 22 milioni 470 mila euro (di cui 21 milioni e mezzo costituito dal capitale sociale). Intanto restano alti i debiti con le banche e la compravendita immobiliare, l’unica attività della Spa che garantisce utili degni di questo nome, è pressoché ferma, a causa della crisi che sta attanagliando le aziende. IL CROLLO DELL’IMMOBILIARE. Nel 2008 Cosecon – Attiva ha chiuso contratti per la vendita di terreni in aree edificabili ed industriali per appena 4,3 milioni rispetto ai 16 dell’anno precedente. Peggio ancora è andata per le aree residenziali, il cui giro d’affari è precipitato dai 5,6 milioni del 2007 ai 916 mila euro dello scorso anno. Briciole. Ammonta addirittura a zero euro la vendita di fabbricati che l’anno prima aveva fruttato, invece, poco più di un milione. In complesso la Spa ha incassato dalla sua principale attività appena 5,2 milioni, oltre il 77 per cento in meno. Le difficoltà maggiori nella vendita dei terreni si concentrano a Cavarzere, nel Veneziano, e a Sospirolo, in provincia di Belluno. E i costi di gestione non sono certo diminuiti, mentre gli interessi passivi non fanno che crescere, ormai oltre i 5,8 milioni. L’INDEBITAMENTO. Una situazione dettata dalla forte esposizione finanziaria di Attiva, un macigno che si trascina da anni, eredità di una gestione che gli attuali amministratori non esitano a definire «disastrosa», legata anche alle perdite di società controllate. L’esposizione con le banche ammonta a 95 milioni di euro, di cui 66 a lungo termine. A convertire buona parte dei debiti a breve termine ci ha pensato il predecessore del presidente Gambato, Paolo Giopp, che ha raggiunto un accordo con le banche. Fatto sta che a distanza di un paio d’anni il conto da pagare alle banche e ad altri creditori è ancora salato, ben 132 milioni di euro. Fra questi ci sono i debiti verso i fornitori e rate di finanziamenti non ancora saldate. LE CONTROLLATE. La società controllata che ha fruttato degli utili è Veneto Distribuzione, che gestisce le reti del gas, dalla quale è arrivato un dividendo di 587 mila euro. E’ ormai in dirittura d’arrivo l’aggiudicazione della gara con la quale Veneto Distribuzione sarà interamente ceduta ad un colosso dell’energia per poco più di 30 milioni di euro, di cui la metà andranno ad Attiva. Male, invece, le altre partecipate. L’incertezza è massima nel settore ecologia, dove l’ex Trasporti Ecologici, ora Progetto Salvaguardia Ambiente, continua a navigare in cattive acque e non ha ancora presentato il bilancio, tanto da spingere Attiva a tenere da parte 850 mila euro per le eventuali perdite. Male anche la partecipazione in Interporto Rovigo, svalutata per 172 mila euro.
di Nicola Stievano
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 12 LUGLIO 2009
Pixsys taglia i costi della luce pubblica – Una scheda elettronica abbatte del 50% la spesa per l’illuminazione L’a.d.: «Vantaggi evidenti, ma i Comuni non hanno ancora afferrato»
TREVISO. Questa è la storia di un brevetto che fa risparmiare troppo. Ma Salvatore Enrico Oggiano, amministratore delegato di Pixsys, punta i piedi: «Non vorrei passare dalle sedi municipali a quelle legali per vendere il nostro prodotto!».
Pixsys è un’azienda con una quarantina di addetti, divisi tra le sedi produttive di Signoressa (Treviso) e Cavenago d’Adda (Lodi) e l’ufficio di rappresentanza a Padova. Produce e commercializza una scheda elettronica che, se installata su un lampione pubblico, consente di risparmiare il 50% nelle spese di fornitura e manutenzione. «Parliamo di lampioni già installati – precisa Oggiano -. Sul parco esistente, che consuma quasi 120 euro di media all’anno per lampione, solo di energia elettrica, più 50 euro di media per la manutenzione, più altri 30 sempre di media per i ricambi, il nostro apparecchio porta a 60 euro il costo dell’energia, a 10 euro sì e no il costo della manutenzione ed elimina il costo della lampadina».
Voi installate la scheda gratis? «La mettiamo in prova gratuita per un mese, anche se basterebbe un giorno per verificare l’abbattimento del 50% del costo solo di fornitura dell’energia elettrica». «A Domus Novas, Cagliari. A Novara. I risparmi vanno dal 52% al 76%». E nel Veneto? «Solo a Verona e in quattro Comuni del Trevigiano». Ed è sufficiente questo piccolo numero di Comuni per dire che vi boicottano? «Da giugno dell’anno scorso ad oggi abbiamo fatto 175 promozioni in altrettanti Comuni e solo 3 sono entrati nel merito. Non sto dicendo che ci boicottano: solo non comprendendo di cosa parliamo. Primo: non sanno quanti lampioni hanno. Secondo: sono soggette alla fiducia di un tecnico, che probabilmente è impegnato in altre attività, cosa che gli impedisce di occuparsi di questa». Magari c’è anche un fornitore che perderebbe gli introiti della manutenzione… «Può essere. E’ anche vero che ci sono state le elezioni in circa 4.000 Comuni e questo ci ha bloccati».
E il vostro utile dove sta? «Nel risparmio: facciamo a metà con il Comune. La scheda può regolare il flusso luminoso nelle ore che l’amministrazione decide. Consideriamo che Enel Sole ha deciso di tramutare la proprietà dei lampioni tradizionali o di sostituirli con il Led. Enel Sole possiede 2 milioni di lampioni in Italia su 13 milioni totali. Ma impongono tutto sommato un monopolio». In che modo? «Vanno dal Comune che ha il contratto in scadenza e gli dicono: o me lo rinnovi per vent’anni e io sostituisco le lampade con i Led pagandomi con il risparmio, o ti vendo i lampioni. Il Comune non ha soldi per comprare i lampioni, così firma il contratto per vent’anni. E il risparmio per la bolletta va a pagare il Led. Oggi un lampione Led costa da 900 a 1.200 euro. Il Led è la tecnologia del futuro, non c’è dubbio: risparmia più del nostro». Allora il sistema dell’Enel è migliore? «Sì, ma devi buttare via il vecchio. Noi invece abbiamo un prodotto che non obbliga a buttare via niente e lascia ai Comuni metà del risparmio. Non zero titoli».
di Renzo Mazzaro
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO, 11 LUGLIO 2009
Depredarono un anziano, 16 anni di carcere – I giudici del Tribunale collegiale hanno condannato cinque imputati accusati di circonvenzione di incapace e ricettazione In meno di sette mesi hanno spogliato un novantenne di titoli, denaro contante e beni immobili per due milioni di euro
Padova – Il processo è durato quasi due anni. Ma si è concluso con una condanna severa. Sedici anni di reclusione per i cinque imputati accusati di circonvenzione di incapace di un novantenne. In meno di sette mesi avrebbero carpito la fiducia del facoltoso anziano, approfittando del suo stato di deficienza psichica, e isolandolo anche dai familiari. E avrebbero venduto immobili, titoli e prelevato denaro dai conti correnti per circa due milioni di euro. È la cifra che gli imputati adesso devono ridare alle figlie del facoltoso anziano che si sono costituite parte civile. I giudici del Tribunale collegiale hanno condannato Pierina Baseggio, ciquantunenne, residente ad Arzergrande, ad un anno e dieci mesi di reclusione, Bruno Mazzetto, cinquantottenne, residente a Cavarzere, anche lui a un anno e dieci mesi di reclusione, Guido Niero, trentaduenne, quattro anni di reclusione e 1300 euro di multa, Giorgio Varotto, sessantunenne, cinque anni di reclusione e 3 mila euro di multa, e Roberta Varotto, trentassettenne, a quattro anni di carcere e 1300 euro di reclusione, tutti e tre domiciliati a Padova. Le accuse erano, a diverso titolo, di circonvenzione di incapace, appropriazione indebita e ricettazione. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Danilo Taschin, Egidio Ardoino, Petro Federico e Maurizio Galasso. Le due figlie dell’anziano e la compagna si sono costituite parti civili con gli avvocati Giovanni Gentilini e Pietro Someda. I giudici hanno condannato gli imputati a risarcire le figlie con due milioni di euro. L’ex compagna dovrà affrontare una causa civile. Il pubblico ministero d’udienza ha chiesto pesanti condanne per tutti. Sei anni di reclusione per Giorgio Varotto e Guido Niero, cinque anni e sei mesi per Roberta Varotto, due anni e otto mesi per Pierina Baseggio e Bruno Mazzetto. I fatti che venivano contestati agli imputati sono accaduti tra il marzo e l’ottobre 2002. Secondo il capo d’imputazione, formulato dal pubblico ministero Emma Ferrero, Giorgio Varotto, Roberta Varotto e Guido Niero hanno carpito la fiducia del facoltoso anziano, approfittando del suo stato di deficienza psichica, e isolandolo anche dai familiari. E attraverso una procura hanno venduto immobili, titoli e prelevato denaro dai conti correnti per milioni di euro. Mentre Pierina Baseggio e Bruno Mazzetto erano accusati di ricettazione nell’ambito della compravendita degli immobili dell’anziano. Gli imputati sostenevano che l’anziano era in grado di intendere e di volere. Tutto sarebbe avvenuto secondo la sua volontà. E i loro difensori hanno portato davanti ai giudici ha testimoniare il professor Ugo Fornari, psichiatra dell’Università di Firenze, il quale ha detto che l’anziano era in grado di intendere e reagire. Il Tribunale non gli ha creduto.
di : (L.L.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 11 LUGLIO 2009
LA SENTENZA Circonvenzione d’incapace, 5 condanne
Avevano carpito la fiducia di un anziano in precarie condizioni fisiche e mentali, ma pieno di soldi. E lui, Antonio Scapolo, morto il 3 settembre 2002 a 90 anni, aveva compiuto una serie di atti patrimoniali (rilascio di deleghe e procure, vendita di immobili e titoli, prelievi di danaro) con i quali si era spogliato di tutto a vantaggio dei nuovi «amici». Per circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita il tribunale ha inflitto 5 anni di carcere ai padovani Giorgio Varotto, 63 anni, 4 anni al genero Guido Niero, 44, e alla figlia Roberta Varotto, 38. I tre dovranno pagare oltre 2 milioni di euro di risarcimento alle parti civili. Condannati pure a 1 anno e 10 mesi Pierina Baseggio, 52 anni di Arzergrande, e Bruno Mazzetto, 60 di Cavarzere per riciclaggio.
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 11 LUGLIO 2009
«Attiva», il deficit è salito a 7,8 milioni – All’assemblea di ieri grandi assenti le banche, il presidente Gambato ha sollecitato il loro impegno. Approvato dai soci un bilancio in profondo rosso, causa mancate vendite
CONSELVE. Profondo rosso per i conti di Attiva (ex Cosecon). Il bilancio 2008, votato ieri in una affollata assemblea dei soci, chiude con una perdita di oltre 7,8 milioni di euro, deficit dovuto soprattutto al tracollo delle vendite di terreni per aree industriali e quartieri residenziali. Resta alto l’indebitamento verso le banche, 95 milioni di euro su un totale di ben 132. Se lo scorso anno non era certo andata bene con una perdita di 4 milioni adesso l’ulteriore ammanco di quasi 8 porta il patrimonio della Spa da 30 milioni a meno di 22 milioni e mezzo. Una fotografia impietosa ma fedele dello stato di Attiva, che insieme agli effetti della crisi sta continuando a pagare gli errori di un passato «disastroso», come lo ha definito il presidente Gian Michele Gambato. «A pesare nel conto finale – spiega Gambato – sono anche i quasi tre milioni di euro dovuti ad un contenzioso con un fornitore, la Corteggiano Costruzioni, per 1,2 milioni di euro, ai quali si aggiungono 1,6 milioni di euro di imposte per una moratoria fiscale avviata dall’Agenzia delle Entrate su aiuti fiscali illegittimamente usufruiti dal 1996 a 1998. A questo si aggiunge il crollo delle vendite: nel 2008 abbiamo incassato 4,9 milioni per le aree industriali e 916 mila euro per quelle residenziali, il 77% in meno rispetto all’anno precedente. A fine anno stipule di acquisto già firmate sono state rinviate perché le aziende acquirenti non avevano il credito necessario dalle banche». A proposito di banche, è proprio ai soci finanziari che Gambato lancia un messaggio che suona come un ultimatum. «In assemblea ho detto che spetta ai soci e non al cda stabilire se questa società ha ancora uno scopo e un motivo d’esistere. Se il passato è stato disastroso, in tutti i sensi, non possiamo dimenticare il ruolo svolto dalla società sul fronte socio – economico e i benefici che ha comunque portato sul territorio. Sono deluso dal silenzio di una parte del mondo finanziario, i sindaci invece hanno risposto». Nessun no al bilancio: in assemblea erano presenti soci per 85% del capitale e di questi il 78%o si è dichiarato favorevole. Fra gli astenuti i comuni di Tribano, Maserà, Candiana, Casalserugo, Agna, Rovigo, San Pietro V., Pontelongo e la Bcc di Piove.
di Nicola Stievano
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 LUGLIO 2009
Padoan, direttore dell’Usl 14, respinge l’allarme dei sindacati «Nessun calo a Neurologia Ricoveriamo meglio i malati»
PIOVE DI SACCO. «Non c’è nessun calo di ricoveri nel reparto di Neurologia, ma solo ricoveri appropriati che danno priorità alla patologia più importante». Con queste parole Antonio Padoan, direttore generale dell’Usl 14, replica alla denuncia dei giorni scorsi della Cgil che metteva in luce una tendenza, registrata negli ultimi mesi all’ospedale di Piove di Sacco, di limitare i ricoveri a Neurologia, la cui permanenza nella struttura è oggetto di dibattito in Regione, dove si stanno definendo le schede ospedaliere. «La scelta dei ricoveri appropriati – sottolinea Padoan – risponde a un preciso piano terapeutico deciso dai medici. Gettano solo preoccupazioni infondate le affermazioni dei sindacalisti: il fatto che alcuni malati neurologici vengano dirottati in Geriatria o Medicina non significa che i pazienti sono privati di cure specialistiche. La realtà è diversa: i medici del dipartimento hanno concordato linee di appropriatezza più indicate per la gestione dei pazienti». «La questione del primariato di Neurologia è aperta – aggiunge il direttore generale – dato che le schede ospedaliere non sono ancora state licenziate dalla Regione, per cui non c’è ancora la certezza che l’apicalità verrà ubicata a Chioggia piuttosto che a Piove».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 LUGLIO 2009
Il traffico del Veneto in tempo reale sulle web cam della Regione
VENEZIA. Da tutto il mondo si potrà vedere e conoscere la situazione della viabilità sul Passante di Mestre e sui principali nodi viari che interessano le località turistiche del Veneto e avere anche informazioni sull’evoluzione meteorologica. Per farlo, sarà sufficiente cliccare sul sito internet del Veneto turistico www.veneto.to o entrare nel sistema «smit» (acronimo di Sistema per il Monitoraggio Integrato del Traffico) di www.venetostrade.it. La giunta regionale, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato di concerto con l’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso, ha infatti deciso la realizzazione del sistema «smitcam», che si basa su dieci istallazioni, ciascuna dotata di due webcam indipendenti tra loro, e un rilevatore dello stato di traffico.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 LUGLIO 2009
Piazzagrande si rifà il trucco – Dopo 15 anni il centro commerciale verrà ampliato e abbellito – Scelto il progetto dell’architetto Saeid (Piovese Calcio)
PIOVE DI SACCO. Piazzagrande si rifà il look ed è già stato assegnato l’appalto per il restyling del centro commerciale: il concorso di idee fra sei diversi architetti ha visto primeggiare il progetto presentato dal persiano Shahamat Saeid. In occasione dei 15 anni dall’apertura della mega struttura commerciale di Piove di Sacco, situata lungo la statale 516, la direzione di Piazzagrande per ammodernare il complesso ha indetto appunto un concorso di idee. Il progetto presentato dal quarantottenne architetto Saeid e dal suo studio Memar (che opera dal 1992 nel territorio padovano) prevede la valorizzazione degli spazi interni e la loro migliore fruibilità, utilizzando materiali moderni. A questo va inoltre aggiunto l’intento di ampliare la nuova offerta commerciale grazie a una attenta rivalutazione degli ambienti. Andando nei dettagli, saranno creati nuovi spazi di sosta e di esposizione. Anche la galleria cambierà, con una nuova decorazione. Ma non finisce qui, perché sarà completamente rifatta l’illuminazione, che farà da contorno a una nuova pavimentazione. Nuovi anche i controsoffitti. I pilastri saranno rivestiti da elementi che accentueranno la luminosità del centro commerciale. Anche grazie all’uso di colori chiari, che daranno la sensazione di essere come all’esterno. Una vera rivoluzione attende l’ingresso centrale, che fungerà da vera e propria «piazza principale». La piazza attuale verrà completamente demolita e quella nuova sarà corredata da una scalinata che potrà fungere anche da passerella per sfilate, ricreando così una piccola Piazza di Spagna. Tutte le modifiche hanno l’intento di trasformare il centro commerciale in una piccola città, un insieme di percorsi e piazze che renderanno la struttura meta ancora più ambita sia per il divertimento che per lo shopping. Il tutto puntando sullo stile «urban», che adesso è tanto in voga. Questo in sintesi il piano esposto dall’architetto Saeid, noto nella zona per la sua militanza nel mondo del calcio: prima da presidente e poi da vicepresidente della Piovese. Il costo del restyling sarà di circa ottocentomila euro. Concorreranno alla spesa sia la società proprietà dell’immobile, sia gli operatori del centro commerciale. Il via ai lavori, che dureranno quattro mesi, è previsto per i primi giorni del febbraio 2010.
di : (Federico Franchin)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDI’ 8 Luglio 2009
PONTELONGO/ CORREZZOLA/CODEVIGO Grandinata sui raccolti
Una violenta grandinata si è abbattuta, ieri pomeriggio, sulle campagne di mais e sui frutteti tra Correzzola, Codevigo e Pontelongo. I chicchi, grossi come noci, sono caduti dalle 14 alle 14.30 circa, provocando disagi anche per gli automobilisti, che hanno cercato riparo sotto le pensiline dei distributori di benzina. Fortunatamente la breve durata della grandinata non ha provocato particolari danni strutturali. Per quanto riguarda le colture, sarà compito delle associazioni degli agricoltori tirare le somme a fine stagione.
dI : fe.be.
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDI’ 8 Luglio 2009
Usl 14, il direttore Padoan sul futuro di Neurologia:«Ricoveri secondo un piano preciso, ma non in calo»
Piove di Sacco – «Non c’è stato alcun calo dei ricoveri nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Piove di Sacco ma solo ricoveri appropriati che rispondono ad un preciso piano terapeutico deciso dai medici». Lo assicura il direttore generale dell’Usl 14, Antonio Padoan, in risposta alle preoccupazioni sollevate dai sindacati della Cgil sul futuro del reparto. Questi ultimi, dati alla mano, qualche settimana fa denotavano l’assenza di garanzie sul mantenimento del primariato nel polo piovese e una diminuzione drastica dei ricoveri effettuati fino a gennaio. «Che si stia scrivendo la fine del servizio?», si chiedevano. «Sono solo preoccupazioni infondate quelle gettate dai sindacalisti – osserva Padoan -. Il fatto che alcuni malati neurologici vengano “dirottati” in altri reparti, non significa che questi pazienti sono in questo modo privati di cure specialistiche. La realtà è ben diversa. Molto semplicemente, i medici del dipartimento hanno concordato linee di appropriatezza più indicate per la gestione dei pazienti anziani che presentano più patologie, dando la priorità alle patologie maggiori». Semplificando? «Se un anziano con problemi neurologici si rompe una gamba, verrà ricoverato in Ortopedia – spiega il direttore -. Se il paziente ha un tumore, verrà spostato in Oncologia. Ecco perché aumentano i ricoveri in altri reparti. Ma deve essere chiaro che a questi pazienti viene comunque sempre garantita anche la cura neurologica. Nessuno può stigmatizzare i medici che curano, in primis, la malattia più importante piuttosto che un effetto secondario, diretto od indiretto». Sulla questione del primariato di Neurologia, Padoan è altrettanto chiaro: «Devo ricordare sempre ai sindacalisti – concluse – che le schede ospedaliere non sono state ancora licenziate dalla Regione, per cui non c’è ancora la certezza che il reparto di Neurologia verrà ubicato nell’ospedale di Chioggia piuttosto che in quello di Piove di Sacco».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 06 LUGLIO 2009
Arriva il vino in polvere Protesta la Coldiretti – Fa 8 gradi, venduto come bevanda per alpinisti
ROMA. Dal calice alla bustina. Anche il vino rosso non sfugge alle regole del fast food, o fast drink che dir si voglia, e diventa polverina racchiusa in una bustina da 60 grammi. Roba da far inorridire gli appassionati, ma unico modo, secondo la ditta tedesca che la commercializza specializzata in pasti d’alta quota. Questo per per dare modo agli alpinisti che hanno raggiunto la vetta di celebrare l’evento con un adeguato brindisi. Dove osano le aquile osa dunque anche l’industria alimentare: basta mettere la polverina nel bicchiere e versare acqua, ottenendo 200 dl di «vino rosso» al tasso alcolico dell’8,2% e fare cin cin in vetta. Il «vino» in bustina è proposto in una versione estiva e in una invernale che si trasforma in fumante vin brulèe. Non sono mancate le proteste. Il vino si fa con l’uva e non con le bustine in polvere dalle quali si ottengono miscugli che non hanno neanche il diritto di chiamarsi con il nome del nettare di Bacco. E’ quanto afferma la Coldiretti. «Si tratta solo dell’ultimo inganno a danno di uno dei prodotti più prestigiosi del Made in Italy che – sottolinea la Coldiretti – è già sotto attacco della recente legalizzazione di preoccupanti pratiche enologiche a livello comunitario. Per effetto della disastrosa riforma di mercato del settore vitivinicolo approvata in Europa sono infatti già presenti sugli scaffali dei supermercati comunitari – denuncia la Coldiretti – vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes, mentre dal primo agosto sarà permesso di chiamare vino anche quello in cui è stato eliminato parte dell’alcol naturalmente contenuto attraverso trattamenti industriali. Si tratta della legalizzazione di pratiche che – sottolinea la Coldiretti – consentono di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi con un inganno nei confronti del consumatori».
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 06 LUGLIO 2009
«Neurologia, il primariato a Piove» Michele Trolese della Cgil chiede la revisione delle schede sanitarie «Non è corretto dirottare i malati in Medicina o in Geriatria»
PIOVE DI SACCO. Fanno ancora discutere le sorti del reparto di neurologia dell’ospedale di Piove. Stavolta a sollevare la spinosa questione è il segretario della Cgil ospedaliera Michele Trolese: «A Piove è sempre esistito il primariato di neurologia – sottolinea il sindacalista – però quando sono state definite le schede ospedaliere in vista del passaggio della nostra struttura nell’Usl padovana, questo primariato ci è stato tolto in favore di Chioggia». «La conferenza dei sindaci e i consigli comunali di tutta la Saccisica hanno richiesto al presidente della quinta commissione in Regione la revisione delle schede affinché a Piove venga riconosciuto il primariato di neurologia – aggiunge – Quello che ci preoccupa, oltre ai mesi di inerzia della Regione nel definire le dotazioni del nostro ospedale, è il fatto che da gennaio i quindici posti letti di neurologia sono sotto utilizzati». «E non se ne capisce il motivo – prosegue – visto che le malattie neurologiche sono tutt’altro che in diminuzione e anzi l’ictus è la terza causa di morte nel nostro paese. Dirottare i malati di patologie neurologiche in geriatria o medicina non solo priva loro delle cure specialistiche di cui necessitano, ma contribuisce a sovra caricare di lavoro reparti già al limite. Forse la logica è la stessa applicata quando c’era carenza di medici neurologi a Piove e ne è stato assunto uno, ma a Chioggia. Ci chiediamo se non sia una mossa studiata a tavolino per dimostrare che a Piove non c’è bisogno del primariato di neurologia». La Cgil mostra anche dei dati: «L’Usl 16 tra Padova e Piove ha un bacino di 480 mila utenti e senza il primario di neurologia a Piove ve ne sarebbero solo due Sant’Antonio e azienda ospedaliera). L’Usl di Cittadella e Camposampiero, con 250 mila utenti, ne ha ugualmente due. Un terzo per l’Usl 16 sarebbe il minimo per garantire gli standard previsti dalla legge, ovvero un primario ogni 150 mila cittadini residenti». Questa situazione non mancherà di scatenare altre proteste.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 06 LUGLIO 2009
CANDIANA I Comuni ricicloni
CANDIANA. Nel Conselvano il titolo di «Comune riciclane» va a Candiana, Bovolenta e Due Carrare, tutti sopra al 75 per cento di raccolta differenziata. Le performance comunque sono lusinghiere per tutti, nella stragrande maggioranza entro il 70 per cento di rifiuti sottratti alle discariche. I dati del Bacino Padova 4 confermano che la differenziata funziona e non solo nei comuni piccolissimi ma anche in quelli di medie dimensioni come Due Carrare, che vanta il 75.1 per cento di media. Meglio ancora Candiana con il 78,7 per cento seguito da Bovolenta con il 76,3 per cento. A seguire Anguillara Veneta con il 74,8 per cento, Arre (71,8 per cento), Bagnoli di Sopra (71,5 per cento), Terrassa Padovana (70,7 per cento), Conselve con il 73,5 per cento, Agna (69 per cento), Cartura (69,5 per cento), Maserà (64,9 per cento) e San Pietro Viminario (63,2 per cento). Tra le altre iniziative del Bacino prosegue la raccolta dei rifiuti provenienti dall’attività agricola.
di : (Nicola Stievano)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 5 Luglio 2009
PIOVE DI SACCO Dove nascono più imprese che bambini
Piove di Sacco – Nel Piovese nascono quasi più imprese che bimbi. Ne esiste una ogni otto abitanti, secondo Confindustria Padova, per un totale di 8500 nel territorio che si spalma su quindici Comuni, da Legnaro a Correzzola, da Bovolenta a Cartura. Che la zona sia uno dei motori trainanti l’economia padovana è ben noto dagli anni Sessanta. Ma a giudicare dai dati forniti dall’associazione di categoria, l’area sembra il paese del bengodi: 29 mila gli addetti impiegati, comparti industriali affermati, un significativo sviluppo del settore terziario e una crescente propensione all’innovazione. Ma la crisi economica si è fatta sentire anche qui. Eccome. Soprattutto per quanto riguarda le imprese industriali, che nel Piovese rappresentano il 34,2 per cento del totale con il 54,5 per cento degli occupati. La maggior parte di esse afferisce al settore metalmeccanico, con una marcata specializzazione nel comparto della refrigerazione e condizionamento industriale, seguono il settore moda, quello del legno-arredo e, infine, dell’edilizia. Da oggi gli imprenditori locali potranno contare su un ulteriore appoggio, quello di una sede rinnovata per la delegazione Piovese di Confindustria, ricavata all’interno del centro direzionale Olimpia, al civico 66 di via Carrarese. L’inaugurazione si è svolta ieri mattina, alla presenza della presidente della Provincia, Barbara Degani, del sindaco di Piove Alessandro Marcolin, degli amministratori del comprensorio e dei presidenti delle associazioni di categoria. La nuova collocazione, dopo la chiusura degli sportelli di via Garibaldi, si spalma su una superficie di 120 metri quadrati e può contare su un’aula per lo svolgimento di corsi di formazione e incontri. «È un segnale di fiducia – ha spiegato Giulio Falasco, presidente della delegazione – per offrire agli imprenditori spazi più ampi e servizi più efficienti. L’obiettivo è valorizzare il ruolo delle delegazione come punto di riferimento per gli imprenditori e le istituzioni locali. Mai come in questo momento l’associazione deve essere attenta ai bisogni delle aziende che, nonostante la crisi, continuano a investire in formazione, ricerca, innovazione».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 5 Luglio 2009
Il Comune ritira l’asta per la vendita dell’ex foro boario Marcolin: «Deve rimanere un’area al servizio di tutti»
Piove di Sacco – Il foro boario non è più in vendita. Una delle ultime proprietà del Comune rimarrà tale. Il sindaco Alessandro Marcolin ha firmato un’ordinanza che sancisce la revoca dell’asta pubblica indetta dalla precedente amministrazione. Marcolin ha cancellato l’ipotesi che i dodici mila metri cubi dello spazio che si estende tra via Crociata e via Primo maggio, vengano acquistati da privati, da società di costruzioni o immobiliari. Un rischio in realtà remoto, in quanto l’ex foro boario non sembra essere un boccone così ghiotto come sembra. La prima asta, che partiva da un base di un milione e 750 mila euro, era andata deserta. A poche settimane dalla scadenza del mandato, il 25 maggio scorso, la giunta uscente aveva ripubblicato il bando. Che ora è stato revocato con solerzia da Marcolin. Perché? «Abbiamo sempre sostenuto che l’ex foro boario è e deve rimanere un’area pubblica a sostanziale servizio della comunità – afferma il nuovo sindaco -. Nel vecchio bando d’asta era contemplata l’ipotesi di ricavare in quello spazio una settantina di appartamenti e un’area di servizio. Noi di case non vogliamo sentirne parlare. Ci sono già troppe abitazioni a Piove di Sacco che nemmeno vanno vendute. Però troviamo una buona idea quella di realizzare un mercatino coperto dove possano trovare spazio i produttori, magari per incentivare la vendita dei prodotti a chilometri zero. Più in generale, considereremo la possibilità di insediare iniziative commerciali di vario ordine». Tutto ciò senza cedere l’area a terzi. Operazione che, tuttavia, avrebbe fatto incamerare dei soldi al Comune, quanto mai utili in questo periodo di ristrettezze. Secondo Marcolin e i suoi il gioco non vale la candela. «Avvieremo un dibattito in consiglio e in giunta per decidere come meglio riqualificare l’area – conclude -. Parte di essa potrebbe essere adibita a parcheggio per risolvere una delle carenze del centro storico e parte potrebbe ospitare un centro polifunzionale».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 5 Luglio 2009,
POLVERARA – Sportello per i cittadini
Uno sportello per rispondere in modo completo e veloce alle esigenze, dalle più semplici alle più complesse, dei cittadini di Polverara. È questa una delle prime novità palpabili introdotte dalla nuova amministrazione Rampin. Il sindaco non svolge infatti l’attività di primo cittadino a tempo pieno per via del suo impiego come insegnante, ma per mantenere un filo diretto con i polveraresi ha pensato all’attivazione di un punto di ascolto con una persona preparata e disponibile ogni lunedì, mercoledì e venerdì mattina, dalle 10 alle 12 al piano terra del municipio. (gl.c.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 03 LUGLIO 2009
VERDURA «BIO»
PIOVE DI SACCO. Grande successo per il banchetto di frutta e verdura biologica che ogni venerdì la cooperativa Caresà allestisce nel parcheggio dello stadio Vallini, a partire dalle 16.30. Sono già decine gli affezionati clienti che acquistano frutta e ortaggi da coltivazione biologica che i soci di Caresà coltivano ad Arzergrande e Brugine. Caresà è nata da un’idea di alcuni giovani con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro e qualificazione professionale per persone che faticano a inserirsi nei normali circuiti del mercato del lavoro. Per informazioni 049/5806296. (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 30 GIUGNO 2009
Fatta la giunta in Provincia di Padova – Barbara Degani con sette novità
Riunioni, vertici e “limature” dell’ultimo momento. La giunta provinciale è stata «varata» ieri sera e giovedì si presenta nell’aula di palazzo santo Stefano, che confermerà la leghista Luisa Serato alla presidenza.
La presidente Barbara Degani trattiene la delega pesante dell’urbanistica. Tre gli assessori della giunta Casarin che restano in sella con però competenze diverse: Roberto Tosetto (bilancio), Domenico Riolfatto (agricoltura) e Mauro Fecchio (ambiente e protezione civile). Il PdL schiera altrettante novità. Enrico Pavanetto (sicurezza) è l’altro ex An. A sopresa gli altri assessori “forzisti” non di fede Casarin sono Fabio Conte (attività produttive), ex sindaco di Monselice, e Massimiliano Barison (trasporti), primo cittadino di Albignasego. «Rivoluzionaria» la delegazione della Lega, che conferma solo Roberto Marcato: vice presidente con un ventaglio di referati (viabilità, caccia, parchi e politiche energetiche). Spetta a Leandro Comacchio il compito di rappresentare Padova nella giunta della Provincia: assessore alla cultura. Il solo tocco “rosa” viene da Arianna Lazzarini che si occuperà degli interventi sociali. Infine, ancora un amministratore dell’Alta padovana, roccaforte storica del Carroccio: Gilberto Bonetto, assessore a Cittadella, avrà la delega all’edilizia scolastica.
di : (e.m.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 30 GIUGNO 2009
In Veneto stranieri al 9% La regione è seconda solo alla Lombardia per presenza di immigrati Sono 404.000, tra vent’anni saranno più del doppio
VENEZIA. Il Veneto, con quasi 404 mila presenze (9% della popolazione), è la regione più popolata da immigrati d’Italia, dopo la Lombardia. Il dato emerge dal Rapporto 2009 dell’Osservatorio, primo in Italia, istituito sei anni fa, della Regione Veneto. Un dato importante e destinato a crescere tanto che tra vent’anni potrà arrivare al 19%, raddoppiando. Ma l’emergenza vera non sono gli arrivi ma quegli immigrati regolari che, per la crisi, hanno perso il lavoro, sopratutto nel manifatturiero. L’assessore ai Flussi migratori Oscar De Bona ha le idee molto chiare in merito: «Se abbiamo 30mila immigrati (15% circa), su 205mila occupati, che sono in mobilità è chiaro che prima di stabilire nuove quote d’ingresso dovremo trovare il modo di riconvertire questi lavoratori» sostiene. «Sono un patrimonio – ha detto De Bona – a cui va data la priorità: perché parlano bene l’italiano, conoscono le leggi, hanno un alloggio e molti hanno figli nati qui». E non è tutto: ci sono «etnie con le quali abbiamo un ottimo rapporto ma che tenderebbero a rientrare al paese d’origine, tipo senegalesi o ghanesi (2% e 3% sul totale immigrati) che collaborano anche negli scambi commerciali. Altre etnie invece ci creano qualche problema e paiono invece molto poco interessate a rientrare in patria, in particolare i cinesi (5% sul totale degli immigrati)». Per De Bona, nel rapporto 2010 si vedrà come stanno le cose perché «il dato odierno è privo degli effetti della crisi internazionale anche se dei segnali ci sono». A illustrare i dati dello studio il direttore di Veneto Lavoro Sergio Rosato e il responsabile dell’Osservatorio Bruno Anastasia. Tra i numeri spicca un 20% relativo all’immigrazione sommersa che fa salire il numero dei non italiani sul territorio a circa 500mila. Treviso, Vicenza e Verona restano i territori maggiormente attrattivi per chi decide di raggiungere il Nordest: la Marca trevigiana nello specifico è la provincia veneta con il maggior numero di immigrati (circa 78 mila a inizio 2008). Sul fronte delle presenze il 19% della quota è composta da rumeni, seguono marocchini (12%) e albanesi (9%). In crescita anche i matrimoni: gli arrivi di immigrati, tra i due sessi, sono equilibrati ma sono spesso uomini veneti che sposano donne straniere (9,6%), il contrario accade in meno del 2% dei casi, infine l’8% delle celebrazioni avviene quando entrambi i membri della coppia sono immigrati (il 20% dei matrimoni si consuma tra stranieri); 76 mila gli alunni stranieri.
di Daniele Pajar
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IL MATTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Gallerani confermato al vertice
PONTELONGO. A meno di un mese dall’inizio della campagna saccarifera la Co.Bro.B., la cooperativa proprietaria anche dello stabilimento di Pontelongo, ha rinnovato i vertici. Per il quarto mandato consecutivo, è stato confermato Claudio Gallerani. A fianco a lui, per altri tre anni, Piero Cavrini e Giovanni Tamburini, in qualità di vice. Il cda della Cooperativa, allargatosi con l’entrata dei due soci finanziatori Finbieticola SpA e Fondosviluppo SpA, ha preso in considerazione gli importanti risultati ottenuti nell’ultimo triennio. «La riconferma dell’intera squadra è un importante segnale di continuità della strada intrapresa dal Gruppo – afferma Gallerani – che porterà avanti i piani strategici stabiliti. Da un lato, investimenti volti a garantire la sostenibilità della produzione dello zucchero da bietole e, dall’altro lato, un importante impegno in business adiacenti quali le bioenergie e le bioplastiche».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Dirigenti e lavoratori uniti per affrontare la crisi Mta. Stipendi autoridotti e disponibilità
SAONARA. I dirigenti che decidono di autoridursi gli stipendi ma non le ore di lavoro; i quattro soci proprietari che scelgono di tener duro e mandare avanti un’azienda che ormai non genera profitti; e le maestranze, in cassa integrazione dall’inizio dell’anno, che assicurano comunque la massima disponibilità. Il caso della Mta, che produce impianti industriali di refrigerazione e macchine per il trattamento dell’aria e dei gas compressi, si presenta davvero singolare nel panorama delle aziende venete. Anziché creare tensioni, qui la crisi ha coalizzato tutti allo scopo di superare i tempi bui senza ricorrere ai licenziamenti. Attiva da 27 anni, con 330 dipendenti dislocati in massima parte nelle tre unità produttive di Tribano, Conselve e Bagnoli, nove filiali estere e una produzione destinata all’export per il 70%, anche la Mta si è trovata a fare i conti con una situazione di una gravità senza precedenti. «La strada più facile era tagliare posti di lavoro – dice Mauro Melis, direttore generale – Ma abbiamo scelto di non percorrerla. Nel primo trimestre l’azienda ha contribuito con una certa quota alla cassa integrazione; oggi questo non è più possibile, ma i dirigenti hanno comunque deciso di sacrificare una parte della retribuzione». «Come proprietà, abbiamo rinunciato ai profitti – aggiunge Mario Mantegazza, uno dei soci – Non vogliamo è perdere il nostro maggiore investimento, ovvero le persone che lavorano per noi». Dal canto loro i dipendenti, sebbene al sesto mese di cassa integrazione, non si tirano indietro di fronte ad altri sacrifici: «Stiamo raggiungendo un accordo per ridurre fino al 60% il premio annuale, la cui rimanenza verrà corrisposta in seguito – spiega Marco Maniero, da 15 anni delegato sindacale aziendale per la Fim Cisl – Ora la priorità è salvare l’occupazione, e vediamo che ad oggi non è stata avviata alcuna procedura di mobilità».
di : (Patrizia Rossetti)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Ecco il tesoro restituito dal Medoacus (antichi reperti romani)
Arzergrande – Taglio del nastro, ieri pomeriggio, per la sala espositiva degli antichi reperti romani, allestita nel complesso Sant’Antonio di via Bassa. Un piccolo museo che permette di dare la giusta collocazione a ciò che rimane del grande rinvenimento fatto dalla popolazione locale nella metà del diciannovesimo secolo. L’inaugurazione, alla quale ha partecipato anche la direttrice della Soprintendenza dei beni culturali del Veneto, Paola Bonomi, ha aperto il secondo mandato amministrativo del sindaco Cesarina Foresti. L’immenso patrimonio artistico, per secoli custodito nelle abitazioni locali, riemerse intorno al 1850 quando, a conclusione della prima guerra d’indipendenza contro l’Austria, l’Imperial regio governo austriaco coinvolse la comunità nel recupero dei materiali adatti per ampliare la chiesa. «La gente iniziò a scavare nell’alveo dell’antico fiume Meduacus – spiega il sindaco Foresti – riportando alla luce quasi cinquecento reperti che comprovarono l’importanza di Vallonga in epoca romana. Tra i più comuni capitelli e basi di colonna vennero alla luce, secondo le testimonianze, anche una Venere alla guida di un carro trainato da due delfini, un busto femminile con uno strumento musicale, una barca a vela con remigante a poppa e un gladiatore caduto. Di tutto ciò rimane pochissimo. I resti furono spartiti tra gli abitanti del luogo e poco fu portato nella casa del Comune». Nel 1938 gran parte del materiale fu raccolto e trasferito ad Abano Terme, depauperando ancor più il territorio di una risorsa che gli apparteneva. «Grazie ad un recupero messo in atto anni fa da un nostro concittadino è stato possibile portare fuori dalle case ciò che rimaneva dei resti, raccogliendoli per la maggior parte a casa Faggioni, nella chiesa e in Comune – conclude Foresti -. Finalmente oggi, seppur in uno spazio ristretto, possiamo dar ad essi la giusta collocazione, consentendo alla popolazione e alle a scolaresche di beneficiare del patrimonio artistico».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
La Saccisica si arricchisce di nuovi servizi.
Piovese – All’unico asilo nido comunale della zona, quello di Piove di Sacco, si sono aggiunti nei mesi scorsi anche i nidi avviati dalle amministrazioni di Arzergrande e Correzzola. Una delle richieste maggiori nell’ambito delle politiche famigliari, trova ora piena soddisfazione. Ad Arzergrande il nido aprirà le porte per la prima volta a settembre. Ed è già corsa al posto per i genitori residenti nel territorio comunale, alcuni dei quali non attendevano altro che questa opportunità per mettere in cantiere un pupo. Si chiama “Le Coccole”, sarà gestito dalla cooperativa “Le barchette di carta” e potrà ospitare fino a trentasei pargoletti, anche se per il primo anno la soglia massima sarà ventidue. La retta sarà calcolata in base al reddito dei genitori e oscillerà tra un minimo di 200 e un massimo di 480 euro al mese per i residenti. Circa 500 euro per chi viene da fuori. Ospitare un bimbo costa all’incirca 630 euro al mese e la Regione contribuirà con 120 euro mensili pro capite. Il resto sarà coperto dalle rette e dal Comune. Al momento le richieste delle giovani coppie di Arzergrande hanno esaurito la disponibilità ma la graduatoria è ancora aperta. Una decina di posti sono ancora liberi, invece, nel nido “Sant’Antonio” del comune di Correzzola, anch’esso perfezionato da pochi mesi e pronto a partire da settembre. La retta è uguale per tutti: 370 euro. Diciotto sono i bimbi che il servizio, gestito dalla cooperativa Aura, potrà ospitare nella struttura appena restaurata. Il costo complessivo ammonta a 87 mila euro annui, comprensivo del servizio mensa della scuola materna ad esso integrato. Rimane una garanzia per le mamme e i papà di Piove di Sacco l’asilo nido “Trincanato” di Sant’Anna. Il servizio attivo già da molti anni può ospitare fino ad un massimo di quaranta bambini al di sotto dei tre anni. Le rette vanno da 193 euro mensili a 447, a seconda del reddito, e la gestione è affidata alla cooperativa Codess. Il servizio costa complessivamente 340 mila euro all’anno. Circa 170 mila euro derivano dalle rette, 52 mila euro sono coperti da un contributo regionale e il resto è a carico del Comune.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 19 GIUGNO 2009
Nel Conselvano è tornata l’acqua
CONSELVE. L’acqua torna a scorrere nei canali del Conselvano e riprende a pieno regime l’irrigazione nei campi. Passata l’anomala emergenza siccità denunciata nei giorni scordi dagli agricoltori per mancanza d’acqua nel canale Vigenzone – Cagnola a causa dei lavori in corso a Battaglia Terme. I tecnici del Consorzio di bonifica Adige Bacchiglione, come annunciato alla Coldiretti in accordo con il Genio Civile, che sovrintende i lavori, sono riusciti ad immettere l’acqua del Bisatto, all’altezza della Rivella, direttamente sul canale Altipiano. «Questo corso d’acqua – spiega il direttore Giuseppe Gasparetto Stori – arriva fino a Correzzola attraversando San Pietro Viminario, Cartura, Bovolenta e Pontelongo, a servizio di un territorio di 12 mila mq. Con la derivazione abbiamo immesso d’acqua sufficiente». (n.s.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 17 GIUGNO 2009
In Veneto le piantagioni di energia Una società di Castelfranco realizza centrali elettriche negli ex zuccherifici Dagli impianti usciranno circa 12 megawatt l’ora Una produzione limitata ma diffusa
CASTELFRANCO. Erano coltivatori diretti, diventeranno coltivatori elettrici, perché quella che faranno crescere nei loro campi d’ora in poi sarà l’energia che si ricaverà dal sorgo da fibra (herbal crops), che arriva a 4-5 metri di altezza ed è un ottimo combustibile. Tanto da alimentare centrali elettriche a biomasse che una società di Castelfranco l’Eco spark di cui è presidente Alessandro Stocco, sta proponendo alle cooperative dei coltivatori di barbabietole da zucchero in crisi (e sono migliaia tra Polesine ed Emilia). Il progetto – che ha già solleticato l’interesse della Rwe (l’Enel tedesca con cui ha costituito la Friel Biomass per una collaborazione progetto in Calabria) – è in fase molto avanzata, tanto che a Finale Emilia (Modena), stanno coltivando il sorgo, come prova di rendimento per ettaro, che la società che gestirà la centrale si impegna ad acquistare con contratti decennali. Eco spark e Italia Zuccheri, 8000 soci (ex Eridania), hanno già costituito la Domus Energia, che si prefigge la riconversione di due zuccherifici sacrificati sull’altare delle quote latte. «La novità del nostro progetto è la costituzione della filiera completa, dal campo all’elettricità. Il vantaggio è duplice – spiega Stocco, già manager in Rch, a Italselle, alla Spark Energy e in altre aziende venete – Sta nel fatto che i coltivatori, associati in cooperative, hanno una garanzia di reddito per un tempo sufficiente a programmare investimenti e ammortamenti, noi che acquisteremo il prodotto per trasformarlo in energia, invece, avremo la garanzia del prezzo costante del combustibile». L’investimento godrà degli incentivi dell’Unione Europea previsti per gli impianti a energia rinnovabile e garantirà anche i certificati verdi, che sono necessari ai grandi produttori di energia che si impegnano a diminuire le emissioni dei gas serra in atmosfera: «Entro il 2012 dovranno raddoppiare le fonti rinnovabili e dentro il 2020 il 20% dell’energia dovrà essere frutto di fonti rinnovabili».I certificati verdi, come l’energia, sono commercializzati tra produttori di energia ma anche presso qualsiasi investitore, in quanto hanno un proprio valore con relative oscillazioni e quotazioni.Ma torniamo alla centrale. «Si tratta di piccoli impianti progettati dove oggi si trovano gli zuccherifici. Il primo verrà costruito dal 2010 in Emilia. Occorrono due anni. Il secondo dal 2013 a Porto Viro, e poi un terzo sempre in Polesine. Si tratta di centrali in grado i produrre circa 12 megawatt elettrici all’ora. Piccoli impianti, che possono soddisfare il fabbisogno annuale di 5 mila famiglie, un paese, nulla se paragonato a una centrale nucleare o a carbone come quella di Porto Tolle, che produce 400 megawatt l’ora. Ma una strada che porterà lontano, perché non c’è alternativa alle energie rinnovabili e distribuite nel territorio senza impatto ambientale e non c’è alternativa agricola. È successo anche in Veneto che non venisse raccolto il mais, perché sarebbe costato più che venderlo. La forza del nostro progetto sta proprio nel garantire un reddito certo agli agricoltori. Si parla di circa 1.500 euro lordi a ettaro, con costi bassissimi di gestione perché non ha bisogno di irrigazione e si coltiva e miete con le attrezzature già disponibili. Per chi piantava estensioni enormi di barbabietole e poi le ha lasciate marcire è un’alternativa. Tant’è che abbiamo già firmato accordi appunto a Finale e nel Polesine dov’è partita la seconda sperimentazione. 35 aziende coinvolte per 90 ettari. E c’è un altro vantaggio, la garanzia che non si bruceranno rifiuti né residui industriali. Per questo non abbiamo alcuna opposizione, sia perché le aree sono già destinate a raffinazione, sia perché c’è il controllo di chi conferisce. Sia perché la centrale rischia di essere l’unica alternativa all’abbandono della terra».Ma veniamo al business, quanto costa realizzare una centrale di queste dimensioni? «L’investimento iniziale è di circa 60 milioni. Il ricavo annuo sarà di 25 milioni, per produrre 97.500 MW totali all’anno, occupando una quindicina di dipendenti. L’impianto funzionerà 24 ore su 24. Puntiamo ad azzerare i costi di investimento in 6-7 anni. Se il progetto funzionerà, come la nostra società è convinta, forte della necessità che non ci sono alternative percorribili e lo stesso nucleare, se torneremo a produrlo, necessiterà di 15-20 anni, contiamo di realizzare parecchie centrali almeno nelle aree più agricole del paese. Una decina di cui una a Pavia, due in Puglia, una a Grosseto e una a Brescia, oltre alle tre già citate». Ma le centrali a biomasse non potranno certo risolvere il fabbisogno energetico italiano. «Sarebbe folle pensarlo. Si tratta semplicemente di una delle fonti, non la più importante, peraltro. Al momento però produce più energia del solare e i costi, allo stato dell’arte sono inferiori, la tecnologia è quella della macchina a vapore, i costi tecnologici non sono irresistibili e non esistono rischi di inquinamento permanente né all’aria, né all’acqua, né al suolo. I residui sono normali ceneri di vegetali senza problemi e costi di smaltimento. La nostra centrale ha il vantaggio di dare una risposta, seppure minima al fabbisogno di energia del nostro paese e una opportunità a migliaia di coltivatori che rischiano di essere costretti ad abbandonare la loro terra senza avere di fronte alcuna strada da percorrere».
di Giorgio Sbrissa
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 15 GIUGNO 2009
Pane fresco a tutte le ore Installato a Polverara un distributore automatico
POLVERARA. La distribuzione automatica di generi alimentari guadagna anche il mercato del pane. Giuseppe Franchin titolare della ditta «Hirontech», azienda impegnata nel settore degli impianti di autolavaggio, ha deciso di sperimentare un sistema brevettato per la distribuzione automatica di pane fresco. Un sistema che garantisce la distribuzione di «pane comune» ventiquattr’ore su ventiquattro a prezzi competitivi perché il pane, venduto sfuso (non confezionato) e fresco in quanto il distributore viene caricato ogni mattina, costa tre euro al chilo. Questa nuova proposta sta riscuotendo un discreto successo in paese e ad attestarlo è proprio la crescente richiesta di pane. Sinonimo, a detta di Franchin, del buon funzionamento dell’impianto e della qualità del pane che viene venduto. «Si tratta di una macchina «dedicata» – spiega il titolare – perché studiata tenendo presente tutte le caratteristiche del prodotto, dalla forma e peso specifico fino alla fragilità del pane». Presto, fa sapere Franchin, distributori di questo tipo saranno installati nelle province di Padova, Rovigo e Venezia. «Sono orgogliosa che in un comune piccolo come il nostro, anche in tempo di crisi – ha commentato Sabrina Rampin, neoeletto sindaco di Polverara – ci sia chi ha il coraggio di sperimentare valide iniziative come questa».
(Martina Maniero)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 13 Giugno 2009,
Saccisica e Bassa, storica svolta a destra – ELEZIONI Nel Piovese il centrosinistra sconfitto cinque a uno perde Pontelongo e Brugine, l’unico baluardo resta Arzergrande Il Carroccio vince solo correndo con il Pdl come a Stanghella dove da quarant’anni amministravano le sinistre
Piove di Sacco/Monselice – Esce sconfitto cinque a uno il centrosinistra da queste elezioni amministrative nel Piovese. Il Pd perde a sorpresa due Comuni, Brugine e Pontelongo, che ripresentavano rispettivamente i sindaci uscenti Silvia Salvagnin e Federico Ossari. L’ultimo baluardo nell’intera Saccisica rimane Arzergrande perché, per il resto, ha trionfato ovunque il centrodestra riconfermato a Legnaro, Correzzola e Polverara. A Piove di Sacco la partita si chiuderà solo dopo il ballottaggio che, comunque, vede il candidato Alessandro Marcolin del Pdl partire con sei punti di vantaggio su Bruno Coccato. Tirate le somme, è tempo di commenti. Sintetico ed efficace quello dell’onorevole Filippo Ascierto di An nel Pdl: «Il sindaco di Arzergrande è stato premiato solo perché ha fatto una politica di centrodestra. Quello di Brugine ha fatto la politica dei rom, quello di Pontelongo la politica di centrosinistra ed entrambi hanno perso». Per Ascierto si tratta comunque di «una vittoria storica» che offre buone basi anche per pronosticare l’esito finale di Piove di Sacco e Padova: «Nel Piovese abbiamo abbattuto gli ultimi muri. Quello raggiunto è un grande risultato che fa ben sperare sia a livello locale che cittadino». Margherita Miotto, parlamentare del Pd, individua il motivo della sconfitta solamente nell’influenza del voto politico: «Dispiace moltissimo per Ossari e Salvagnin, entrambi sono sindaci che hanno segnato una pagina importante della politica della Saccisica. Durante il loro mandato hanno svolto un ottimo lavoro ma hanno pagato lo scotto di questo periodo. Sono convinta che se potessimo parlare con gli elettori che hanno voltato le spalle direbbero che hanno votato il partito e non la persona. Tutti e due questi sindaci hanno svolto un lavoro buono e in grande concordia con gli altri amministratori. Non sono stati votati a prescindere dal loro indiscutibile operato». Per quanto riguarda Piove di Sacco, Miotto offre un’analisi più articolata: «La somma dei voti delle liste civiche a sostegno di Coccato supera quelli del Pd. Pertanto è stata una scelta azzeccata quella di non far correre il simbolo. Anche a Piove di Sacco, comunque, il voto delle europee ha fatto da traino. Ma ora al ballottaggio le circostanze cambieranno: non sarà più chiesto un voto al partito ma alla persona e i due candidati offrono due presenze completamente diverse. Di certo Coccato è uno alla mano, che quando incontri per strada ti viene più facile salutare con un ciao piuttosto che con un buongiorno». Il centrodestra avanza nella Bassa. Il simbolo di questo processo che sembra irreversibile è rappresentato dal comune di Stanghella. L’amministrazione guidata ininterrottamente per quarant’anni dalla sinistra è caduta. La lista di Marco Soldà, sostenuta da Pdl e Lega, è riuscita a ottenere una storica vittoria. Un’altra bandierina, il centrodestra l’ha piantata a San Pietro Viminario. A governare l’amministrazione comunale nel prossimo quinquennio sarà Stefano Fortin che s’insedierà con una giunta formata da Pdl e Lega, dopo 14 anni di gestione “rossa”. Riconfermate le amministrazioni a guida centrodestra di Pozzonovo con Flavio Girotto e di Agna con Giannicola Scarabello. I Comuni in mano al centrosinistra restano una sparuta minoranza: Barbona guidata da Francesco Peotta, Anguillara con Luigi Polo, Arre e Solesino guidati rispettivamente da Franco Casotto e Walter Barin entrambi riconfermati. La geografia politica dei comuni della Bassa padovana presenta gli ibridi come a Bagnoli dove ritorna l’inossidabile Mario Rasi con una lista politica trasversale. Analoga situazione a Candiana e Tribano dove impera la trasversalità nelle maggioranze guidate rispettivamente da Andrea De Marchi e Piergiovanni Argenton. Dal suo osservatorio privilegiato l’onorevole leghista, Paola Goisis analizza il voto: «Il centrodestra ha colto un risultato importante perché è riuscito a prevalere sulle roccaforti “rosse” grazie al lavoro di squadra fatto dai nostri militanti. A Solesino potevamo conquistare un altro importante risultato, ma qui non c’erano le condizioni per un’intesa. In questo caso siamo riusciti a superare il Pdl, segno che siamo forti, tanto forti». Un rammarico solo resta all’onorevole: Monselice. Usa toni forti per dimostrare tutto il suo disappunto per una sconfitta che non s’attendeva e che è stata cocente: «Gli altri partiti hanno “comprato” il voto degli elettori con cene e promesse. Noi della Lega contiamo solo sulle nostre forze e quelle che ci derivano dal consenso popolare che si conquista con lavoro, lavoro, lavoro». Ieri, però, la stessa Goisis ha detto di aver ricevuto la telefonata del candidato del Pdl Francesco Lunghi che avrebbe chiesto l’appoggio esterno. Dal canto la parlamentare del Carroccio ha chiesto di avere per il suo partito di assessorati di peso, ovvero quello all’Urbanistica (che andrebbe a Bettino Zerbetto) e quella alla Sicurezza (che andrebbe al candidato sindaco rimasto escluso Santino Bozza).
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 11 GIUGNO 2009
Rimediato l’errore di Pontelongo E’ di Zaggia e non di Viel il posto in consiglio
PONTELONGO. La lista «Pontelongo 2000» fa il pieno dei seggi spettanti alle minoranze in consiglio comunale. E’ stato, infatti, risolto in favore della lista del sindaco uscente Federico Ossari l’arcano dell’attribuzione dei cinque seggi da assegnare alle liste sconfitte. A ratificare l’errore di calcolo della commissione dei presidenti di seggio è stata la Prefettura, che ha rispedito i verbali al locale ufficio elettorale per le dovute correzioni. Quindi non più una spartizione ma tutti a un’unica lista. A seguito della corretta interpretazione dei quozienti elettorali viene quindi ripescato il primo degli esclusi della lista «Pontelongo 2000», ovvero Simone Zaggia che entra in consiglio comunale. A cedergli il posto sarà Luciano Viel, candidato sindaco per la lista «Forza Pontelongo», al quale erroneamente era stato attribuito un seggio.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 10 GIUGNO 2009
Distribuzione dei seggi nella minoranza Chieste informazioni in Prefettura
PONTELONGO. Dettagli da definire in fase di costituzione del nuovo consiglio comunale. Sono infatti 16 e non 17 i seggi attribuiti ai consiglieri eletti, 11 tra le file della lista vincitrice e 5 da ripartirsi tra le liste sconfitte, in proporzione ai voti ottenuti. Non è chiara ancora poi la distribuzione dei seggi tra le liste di minoranza vista la discrepanza tra i dati inviati dall’ufficio elettorale del comune e la ripartizione effettuata e pubblicata sul sito internet dalla Prefettura. Gli uffici sono in contatto per risolvere la divergenza. Ecco comunque i nominativi degli eletti in consiglio comunale al momento della nomina del sindaco: Fiorella Canova (sindaco). Consiglieri di maggioranza: Enzo Battisti, Emanuele Canova, Diana Zulian, Roberta Bruscaglin, Mara Franchin, Loretta Figari, Ilenia Desolei, Fabio Magagnato, Umberto Contiero, Mario Salin e Stefano Turetta. Consiglieri di minoranza: Federico Ossari, Marino Zenna, Francesca Varotto, Fiorenza Favarin e Luciano Viel.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 GIUGNO 2009
In salute la Coop bieticoltori: ricavi (+15%)
La crisi morde la capacità produttiva del settore saccarifero? Per la Cooperativa Produttori Bieticoli (Co.Pro.B), che alla sede principale di Minerbio (Bologna) affianca anche quella a Pontelongo (Padova), il 2008 è stato comunque un anno da incorniciare. Nonostante i pesanti tagli alla filiera produttiva la Co.Pro.B, leader nazionale del comparto bieticolo-saccarifero, ha infatti chiuso e approvato il bilancio 2008 con un utile netto di 530 mila euro e ricavi per 97 milioni di euro (+15% sul 2007). A consolidare la leadership nazionale del gruppo, in controtendenza con l’attuale andamento del mercato che in un periodo di grave crisi finanziaria vede le aziende impegnate a disinvestire, è da registrare l’aumento del capitale sociale che nel 2008 ha raggiunto i 18,2 milioni di euro (più che triplicato rispetto al 2007) in seguito all’entrata nella Coop di due nuovi soci finanziatori: Finbieticola Spa e Fondosviluppo Spa che hanno apportato rispettivamente 7 e 5 milioni di euro. Con una produzione di 284 mila tonnellate di zucchero all’anno, pari al 56% della quota nazionale, prodotto in gran parte nello stabilimento di Pontelongo, la cooperativa poggia su una forza lavoro di 330 dipendenti suddivisi tra i due stabilimenti e nel 2008 il gruppo è riuscito a coprire circa il 21% del mercato italiano. Ma anche in ambito di strategie il colosso si muove bene. Per fornire in tempi rapidi una risposta adeguata ai cambiamenti imposti dal regolamento europeo relativo alla nuova Ocm zucchero, Co.Pro.B.-Italia Zuccheri e Pfeifer & Langen (che è il sesto produttore di zucchero a livello europeo, terzo in Germania) hanno firmato un’alleanza strategica alla fine del 2006, dando vita a una nuova entità commerciale di profilo europeo: Italia zuccheri commerciale Srl, nata dal conferimento del ramo commerciale del gruppo Co.Pro.B.-Italia Zuccheri.
di : (m.nar.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 GIUGNO 2009
Supporto alle vittime delle truffe e fondo per gli anziani a Pontelongo
PONTELONGO. E’ il sociale uno dei temi caldi su cui verte la disputa elettorale. Nell’incontro organizzato dall’Auser i candidati sindaci hanno provato a dare risposte ai tanti anziani (in paese rappresentano ormai un terzo della popolazione) e alle loro esigenze. Federico Ossari (Pontelongo 2000), sindaco uscente, assicurando la continuità nel sostegno al volontariato e la conferma del fondo per il sostegno delle famiglie in crisi, ha illustrato anche nuovi progetti in cantiere con la casa di riposo: un centro diurno di sollievo per i familiari dei malati di Alzhaimer ed una sede operativa della Croce Rossa. Fiorella Canova (Insieme per Pontelongo) ha anticipato invece l’idea di un centro medico che possa assistere il cittadino dalla culla alla Terza età. Soggetti coinvolti l’amministrazione, la casa di riposo e la parrocchia. Tra le proposte per gli anziani, oltre che una convenzione con i commercianti per aiutare a fare la spesa chi non arriva a fine mese, anche l’invito ad una collaborazione fattiva con l’amministrazione. Vincenzo Mineni, candidato per la lista della Sinistra Unitaria «L’Argine» si dimostra molto pratico. Nessun libro dei sogni e un’attenzione importante al sociale. I punti di partenza? Una politica basata sul volontariato ed un fondo costituito con i compensi degli amministratori da ridistribuire alla gente. Infine Luciano Viel, «Forza Pontelongo»: per lui, neofita della politica come ama definirsi, non grandi programmi ma la proposta, ad esempio, di potenziare l’assistenza domiciliare e istituire un’assistenza legale e psicologica per le vittime delle truffe.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 01 GIUGNO 2009
Alla «Remada a Seconda» c’erano 96 imbarcazioni
PONTELONGO. E’ stata una 29ª edizione necessariamente ridimensionata ma non per questo meno affascinante quella della «Remada a Seconda», la manifestazione folcloristica, definita come un carnevale sull’acqua. Tradizionalmente suddivisa in due giornate, quest’anno a causa dei lavori sul canale Battaglia è partita solo ieri dal «Ponte de Riva» di Due Carrare. Nata nel 1981 dall’idea di poche persone è oggi divenuta una manifestazione molto partecipata sia per numero di imbarcazioni che per afflusso di pubblico. Quest’anno si sono iscritte 96 imbarcazioni per un totale di 360 naviganti. Un’edizione impegnativa visto il basso livello del Bacchiglione che ha costretto i partecipanti a ricorrere alla forza della braccia per arrivare sino in fondo. Non è mancato neppure qualche tonfo in acqua. Al traguardo di Pontelongo premi per tutti. Segnalazioni per un’imbarcazione camuffata da sommergibile, per una trasformata in un grande motoscafo, per una che ha riproposto atmosfere messicane e per una dove i componenti vestivano i panni dei personaggi della fiaba di Cappuccetto rosso. Il premio per l’imbarcazione venuta da più lontano è toccata ad un gruppo di Como.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 28 MAGGIO 2009
Guerra sui simboli Pdl conteso a Pontelongo
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PONTELONGO. In casa Pdl scoppia la guerra per l’uso dei simboli del partito. A contenderseli sono le due liste di centrodestra, «Insieme per Pontelongo» e «Forza Pontelongo», rispettivamente dei candidati sindaci Fiorella Canova, uscita vincente dalla primarie, e Luciano Viel candidato dell’ultima ora. Dieci giorni fa nel corso del volantinaggio in piazza entrambi i gazebo dei candidati esponevano bandiere e simboli del partito. La cosa non è andata però giù alla lista della Canova che sin dall’annuncio della sua candidatura ha dichiarato di rappresentare ufficialmente il Pdl. E la conferma dell’uso improprio dei simboli da parte della lista di Luciano Viel è presto arrivata tanto che la questione sembra già stata risolta. Infatti a tagliare la testa al toro sono stati gli stessi vertici del coordinamento provinciale del Pdl, Lorena Milanato e Raffaele Zanon, con una lettera di diffida indirizzata proprio a Viel. «L’utilizzo del simbolo del Pdl – si legge a chiare lettere nella diffida – per il comune di Pontelongo, è stato attribuito da questo coordinamento solo alla lista Insieme per Pontelongo». Da parte sua Luciano Viel ribatte che essendo entrambe liste di centrodestra il buonsenso porterebbe a pensare che i simboli appartengano ad entrambi. Aggiunge poi che prima di utilizzare ed esporre le bandiere si era consultato con Olindo Bertipaglia, coordinatore di collegio di FI prima della nascita del Pdl. «Viel è un iscritto di FI da lungo corso – commenta Bertipaglia – e quindi può rappresentare il centrodestra».
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 25 MAGGIO 2009
Pontecorr, cocente beffa con i Blucerchiati polesani – Sovvertito il pronostico della vigilia
PONTELONGO. Grossa sorpresa al Comunale di Pontelongo, dove il Pontecorr di Daniele Pagnussato cede di schianto ai Blucerchiati, un undici rodigino, e viene così subito eliminato contro i favori del pronostico dalla lotteria dei playoff di Seconda categoria. Una sconfitta bruciante per i padroni di casa, che a cavallo dell’intervallo gettano alle ortiche due clamorose occasioni da gol con Scarani (41’) e De Montis (47’). Il portiere rodigino Veronese si supera al 66’ e al 68’ respingendo da campione una doppia botta dalla distanza di Garbin e Schiavolin. Nel momento più difficile i Blucerchiati passano con il neoentrato Enrico Zerbin, che di testa infila dal limite dell’area di rigore l’incolpevole Cassetta (73’). In zona Cesarini arriva pure il raddoppio con l’altro neoentrato Bellan, che in contropiede chiude ogni discorso e blinda la qualificazione dei Blucerchiati polesani. Questi ultimi domenica prossima affronteranno nel secondo turno playoff un’altra squadra padovana, il Battaglia Terme di Adriano De Negri, riuscito ieri ad eliminare in trasferta i monselicensi de La Rocca, vincendo allo scadere con un brillante 3-2.
di : (m.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 22 Maggio 2009,
E tanti prenotano le visite in ospedale senza presentarsi. Dovranno pagare 12 euro di spese amministrative
PIOVE DI SACCO Nel 2008 trenta pazienti su cento hanno dichiarato di avere diritto all’esenzione senza averne però i requisiti. Ticket, stangata per le autocertificazioni false. Un utente su dieci non ritira il referto di un esame effettuato, uno su tre autocertifica di essere esente dal ticket senza averne i requisiti e un congruo numero di pazienti prenota le visite e poi, senza prendersi la briga di disdire, non si presenta all’appuntamento. Risultato: la collettività è chiamata a pagare per tutti e le liste di attesa si allungano inutilmente. Brutte abitudini che, c’è da scommetterci, presto diminuiranno drasticamente. Scattano, infatti, le sanzioni stabilite dalla Regione per ciascuno dei casi sopra citati. Solo nel luglio del 2007 sono stati 3600 i casi di omessa disdetta sui quali l’Usl 14 ha già avviato una verifica. A ruota toccherà anche ai mesi successivi che, all’incirca, presentano tutti la stessa situazione per un totale approssimativo di circa 43200 visite all’anno prenotate a vuoto (nei due poli ospedalieri di Piove e Chioggia più il poliambulatorio di Cavarzere). Alla faccia dei disagi derivati dalle liste d’attesa infinite. Chi non si sarà presentato all’esame senza disdire l’appuntamento sarà tenuto a pagare comunque il ticket più 12,40 euro di spese amministrative. A meno che non sia in grado di dimostrare che in quella giornata si sia verificato un impedimento importante come un ricovero ospedaliero, un incidente stradale, una malattia o un fenomeno atmosferico eccezionale. Ancora più aspre le pene per chi effettua l’esame e non ritira il referto, consuetudine che grava sui portafogli della collettività per una cifra che l’Usl 14 sta calcolando in questi giorni, che si presuppone viaggi sull’ordine delle centinaia di migliaia di euro. In questo caso specifico, l’utente dovrà pagare l´intera prestazione e non solo il ticket. Anatomia patologica, Radiologia e servizio di laboratorio analisi sono gli ambiti sanitari più a rischio per il mancato ritiro dell’esito che, secondo l’azienda sanitaria, riguarda il 10 per cento dei casi. Infine, stangata in arrivo anche per le false autocertificazioni degli esenti ticket. Attraverso controlli incrociati con gli uffici dell’Agenzia delle entrate (reddito) e l´anagrafe comunale (stato di famiglia), solo nel 2008 su 200 autocertificazioni il 30 per cento è risultato falso. Di questi casi, l’Usl 14 ha informato l’autorità giudiziaria, che ne sta verificando gli aspetti penali. E i controlli riguarderanno presto anche i primi mesi del 2009. Parallelamente a questa serie di verifiche, l’Usl 14 continua a lavorare per facilitare il più possibile l’utenza ad accedere ai servizi e a disdire le prenotazioni. Pertanto, evitare di pagare inutilmente o di incorrere in episodi antipatici è semplicissimo. «Oltre al numero verde 848.800.997, che permette di prenotare e disdire visite ed esami senza presentarsi personalmente in ospedale – spiega il direttore amministrativo dell’Usl 14, Silvano Favaretto – l’azienda ha attivato l’ indirizzo e-mail cup.asl14chioggia.veneto@pecveneto.it. Non solo, nei giorni di sabato, domenica e festivi è attivo il numero 041.55.34.410 che serve a disdire la prenotazione dell’esame in programma per la settimana successiva, dando così il tempo agli operatori di contattare un altro utente in lista».
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 22 MAGGIO 2009
Autocertificazioni, una su tre è falsa. Effettuate verifiche sulle autorizzazioni di esenzione al ticket presentate
PIOVE DI SACCO. Denuncia penale per chi presenta una falsa autocertificazione in ospedale per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket: solo nel 2008 nell’ospedale piovese sono state scoperte ben sessanta false dichiarazioni sulle 200 che sono state presentate. L’Usl 14 ha avviato una campagna sistematica di controlli incrociati proprio allo scopo di smascherare i furbetti che dichiarano redditi inferiori o stati di famiglia diversi da quelli reali allo scopo di rientrare nella fascia di coloro che risultano esenti dal pagamento del ticket sanitario sulle prestazioni ospedaliere. Le verifiche vengono eseguite incrociando i dati reperibili all’Agenzia delle Entrate e all’Anagrafe comunale. Quando si scopre una falsa Autocertificazione, gli uffici dell’Usl 14 denunciano subito la circostanza all’autorità giudiziaria che ne verifica gli eventuali aspetti penali. L’anno scorso su 200 autocertificazioni, il 30 per cento è risultato falso. Allo scopo di facilitare l’utenza ad accedere ai servizi ospedalieri e a disdire le prenotazioni per prestazioni che non si intendono più effettuare, l’Usl 14, oltre al numero verde 848 800 997, ha attivato un servizio internet all’indirizzo di posta elettronica: cup.asl14chioggia.veneto@pecveneto.it. Per le giornate di sabato, domenica e nei festivi è attivo, allo stesso scopo, il numero telefonico 041/5534410.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 22 MAGGIO 2009
Prenotazioni a vuoto ed esami non ritirati Parte la sanzione Usl. Applicata la normativa prevista dalla legge regionale per cercare di ridurre questo diffuso fenomeno che certamente allunga i tempi di attesa nei vari reparti
PIOVE DI SACCO. Giro di vite dell’Usl 14 per chi non disdice la prenotazione e non ritira i referti medici entro i termini: solo nel luglio 2007 tra l’ospedale di Piove e quello di Chioggia ci sono stati ben 3.600 casi di omessa disdetta dell’appuntamento che si sono tradotti in altrettanti buchi «operativi» in cui i presidi non hanno potuto erogare i loro servizi, con conseguente allungamento delle liste di attesa. Da oggi, come prevede la delibera regionale 600 del 2007, scattano le sanzioni per chi non disdice la prenotazione 24 ore prima dell’appuntamento e per coloro che non si presentano per richiedere il referto entro 30 giorni dalla data di ritiro. Secondo il provvedimento regionale, chiunque non disdica la prenotazione deve pagare comunque il ticket, più 12,40 euro per spese amministrative, anche se esente, a meno che non sia in grado di dimostrare che in quella giornata si sia verificato un impedimento importante. La giustificazione deve essere eseguita per iscritto e può riferirsi a un ricovero ospedaliero, una malattia, un incidente stradale o un impedimento per importanti fenomeni atmosferici. I controlli, avviati da luglio 2007, hanno contribuito a registrare un abbassamento del fenomeno delle mancate disdette pari al 70 per cento rispetto a due anni fa. L’azione di verifica viene eseguita dall’Usl anche nei confronti di chi fa l’esame, ma poi non si reca più in ospedale per ritirare il referto. In questo caso, la Regione Veneto ha inasprito la pena: l’utente, anche se esente, dovrà pagare l’intera prestazione e non solo il ticket. Le prestazioni più a rischio per il mancato ritiro dell’esito dell’esame si riscontrano nel servizio di anatomia patologica, radiologia e laboratorio analisi. Dai dati statistici dell’ospedale piovese, si calcola che circa il 10 per cento degli utenti che eseguono un esame poi non si presentano a ritirarlo, non essendo quindi interessati all’esito. Anche in questo caso si determina uno spreco di risorse per il servizio sanitario.
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 21 Maggio 2009,
PIOVE DI SACCO Bcc, utile di oltre sei milioni di euro
Piove di Sacco – Domani l’assemblea dei 1650 soci dell’istituto di credito che saranno chiamati ad approvare il bilancio 2008 Il presidente Toson: «È stato un anno difficile per la crisi, ma siamo comunque soddisfatti» Gli utili sono leggermente diminuiti ma sono aumentate le erogazioni a scuole, associazioni e parrocchie della Saccisica. Nonostante gli effetti della crisi, la banca di Credito cooperativo di Piove di Sacco non ha mai smesso di scommettere sul territorio: ha chiuso il 2008 con un utile d’esercizio di 6.265.576 euro (-13,32 per cento rispetto al 2007), ha visto aumentare dell’11,73 per cento i depositi di risparmio e i conti correnti, ha concesso 609 milioni di euro di finanziamenti (+8,72 per cento rispetto al 2007) e ha erogato 746 mila euro del bilancio sociale (nel 2007 erano stati 642 mila) a favore dell’istruzione, dello sport e della cultura. Tutti questi numeri saranno presentati domani ai 1650 soci della banca locale, chiamati ad approvare il bilancio dell’anno scorso. L’appuntamento è alle 17, nella sala convegni del centro direzionale di via Valerio. «Il 2008 – spiega il presidente della Bcc di Piove di Sacco, Leonardo Toson – verrà ricordato come un anno di importanti cambiamenti per la nostra banca. A partire dal ricambio di un terzo dei componenti dell’organo amministrativo e di quello di controllo, così come proposto dal coniglio uscente, votato in maniera plebiscitaria dagli oltre 930 soci presenti all’assemblea del 18 maggio. Una sala affollata, che ha dimostrato il forte attaccamento della base sociale ad una istituzione che ha segnato e accompagnato la crescita economica della Saccisica e dei comuni limitrofi». La crisi economica e finanziaria che ha investito il mercato globale sembra aver solo sfiorato la Bcc di Piove di Sacco. Ma è ancora presto per tirare le conclusioni. «Anche i primi mesi del 2009 stanno confermando le previsioni non certo positive, evidenziando una situazione di recessione diffusa che interessa tutte le economie occidentali, compresa l’Italia e il territorio dove opera la nostra banca – analizza il presidente -. La congiuntura sfavorevole si riflette ovviamente anche sulle dinamiche di raccolta-impiego e sulla redditività della banca Piovese, in particolare per quanto attiene la qualità del credito erogato alle imprese». Malgrado ciò, i primi dati elaborati fanno ben sperare. «Alla fine del primo trimestre 2009 segnaliamo comunque con soddisfazione il positivo riscontro della raccolta complessiva, salita di oltre il 2,5 per cento, con un dato ancora migliore per la raccolta diretta, cresciuta di quasi il 4 per cento – chiude Toson -. Risultati che riflettono la fiducia della clientela e le scelte operate dalla Bcc in materia di remunerazione dei prodotti di raccolta, in particolare per quanto riguarda i certificati di deposito e i prestiti obbligazionari».
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 20 MAGGIO 2009
POSTI A RISCHIO – Emerson non si presenta alla riunione in Regione
PIOVE DI SACCO. I rappresentanti della multinazionale Emerson Network Power hanno dato forfait all’incontro promosso ieri mattina dall’assessore regionale Elena Donazzan. «Non sono assolutamente soddisfatta dell’assenza di rappresentanti della Emerson – ha dichiarato l’assessore regionale – perché non riteniamo certo che, alla luce dell’ultimo accordo raggiunto, sia da ritenersi superata la necessità di quest’incontro». L’accordo, sigliato in Provincia a Padova, alla presenza del Prefetto, prevede la cassa integrazione ordinaria di 13 settimane per i lavoratori e l’impegno da parte dell’azienda di presentare, entro fine giugno, un piano industriale che, potenziando le produzioni esistenti e inserendone di nuove, vada a compensare quelle delocalizzate. Alla riunione convocata a palazzo Balbi di Venezia, sede della giunta regionale, erano presenti con Donazzan i consiglieri regionali Regina Bertipaglia e Leonardo Padrin, i rappresentanti della Provincia e della Prefettura di Padova e di Fiom, Fim, Uilm e Rsu. L’assessore Donazzan ha quindi sottolineato: «Nel momento in cui c’è il rischio reale della perdita del posto per 150 lavoratori, noi abbiamo il dovere e la responsabilità di seguire in prima persona l’evolversi della situazione e di essere resi partecipi del piano strategico che l’azienda ha in previsione per i prossimi mesi. E’ per questo che riconvocherò questo al più presto tavolo per conoscere il piano industriale e le strategie di un’azienda leader nel mondo che decide di delocalizzare la sua, sapendo che l’intero comparto e distretto ne avranno un contraccolpo tutto da valutare. Il nostro interesse primario – conclude l’assessore – rimane quello di salvaguardare i posti di lavoro».
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 20 MAGGIO 2009
Usl 14, sportello unico di cassa e Cup Ora si prenota anche di pomeriggio
PIOVE DI SACCO. L’Usl 14 migliora l’accessibilità ai servizi dell’ospedale. E’ stato attivato lo sportello unico di cassa e Cup aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30, il sabato dalle 8 alle 12. Se prima, al nosocomio piovese, cassa e Cup erano due servizi distinti con orari di attività diversi, tanto che la prenotazione di un esame veniva eseguita solo il mattino, ora i due servizi sono stati unificati sia dal punto di vista logistico, che per le fasce orarie di apertura che sono le stesse sia per cassa che per Cup. Vale a dire che l’utente, da oggi, può rivolgersi indistintamente a uno dei cinque sportelli per prenotare o pagare il ticket. Questa riorganizzazione è stata pianificata per facilitare l’accessibilità all’ospedale da parte dell’utenza che ora può prenotare la visita anche di pomeriggio.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 19 MAGGIO 2009
Apga svenduta ad Aps-Acegas? La Corte dei conti sembra dare ragione a Correzzola.
CORREZZOLA. Torna a fare discutere il passaggio dell’Apga all’ApsAcegas. In attesa, infatti, del pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso avanzato dal comune di Correzzola, un recente parere della Corte dei conti potrebbe aprire nuovi scenari. L’Apga, che gestiva l’aquedotto nel Piovese e della quale i Comuni della zona possedevano le quote di proprietà, secondo la tesi alla base del ricorso, sarebbe stata venduta a un prezzo troppo basso perché nella sua valutazione non erano stati presi in considerazione i beni patrimoniali, cioè reti idriche e depuratori. In questo periodo gli Enti locali sono chiamati a fare gli inventari, nei quali vanno compresi proprio gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche. Lo ha chiarito la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto in risposta ad un quesito posto proprio da Correzzola. In pratica, se le condutture sono di proprietà dei Comuni, che le devono inserire nelle voci di inventario, a suo tempo allora rientravano nel valore effettivo di Apga e quindi andavano in qualche maniera valutate. «Stiamo arrivando alla resa dei conti» commenta il sindaco Mauro Fecchio, che ha sempre parlato di Apga «svenduta».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 17 Maggio 2009,
PIOVESE Ottimi i risultati della raccolta compiuta dagli utenti all’interno del bacino Padova 4.
Nel Conselvano la media è del 71,5%. Differenziata, Polverara super-riciclone. Con l’80,3 per cento ha realizzato il record storico. Il presidente Chinaglia: «Un successo». Plastica, carta, vetro e umido che diventano nuovi prodotti. È la “magia” della raccolta differenziata che, vinte le prime resistenze, sta dando ottimi risultati. Si differenzia di più nel comprensorio che fa capo a Conselve, con il 71,58 per cento di media. Un po’ meno nella Saccisica, dove la percentuale si abbassa a 68,29 per cento. Mediamente, comunque, nel 2008, il 68,9 per cento del totale dei rifiuti è stato correttamente differenziato e, quindi, riciclato. Un dato oltre ogni previsione che, secondo gli obiettivi fissati dal testo unico sull’ambiente, fa fare un balzo in avanti di quattro anni ai 21 Comuni aderenti al Bacino Padova 4. Traino verso l’importante traguardo, l’insospettabile Polverara, che oltre alla gallina dal ciuffo all’insù e dalle squisite carni, vanta un altro primato: quello di Comune “riciclone”, con l’80,3 per cento di differenziazione. Un record mai raggiunto da nessun altro paese nella storia del Bacino Padova 4. Bocciato, si fa per dire, Codevigo, dove, nonostante i volantini in lingua e le dimostrazioni pratiche di sindaco e giunta per istruire i numerosi extracomunitari sulle regole della divisione dei rifiuti, la percentuale si è fermata a 60,8 per cento. Rimanendo nell’ambito del Piovese, notevoli sforzi hanno fatto anche i Comuni di Brugine Arzergrande e Pontelongo, rispettivamente con il 69,9, 69,4 e 69,1 per cento di differenziazione. Un gradino più sotto si collocano Correzzola e Sant’Angelo di Piove, dove le percentuali si attestano a 68,8 e 68,4. Chiudono il cerchio Legnaro e Piove di Sacco dove si può lavorare di più per superare le percentuali di 64,5 e 63,4 per cento. Ma l’exploit vero e proprio riguarda il Conselvano, dove anche i piccoli Comuni hanno dimostrato impegno e sensibilità nei confronti dell’ambiente, tramite il rispetto delle regole di differenziazione. «A ridosso di Polverara si collocano i risultati ottenuti dai cittadini di Candiana e Bovolenta – afferma soddisfatto il presidente del Bacino Padova 4, Stefano Chinaglia – rispettivamente con il 78,7 e il 76,3 per cento di differenziazione. Fondamentale notare, comunque, che nessun Comune del Bacino è rimasto sotto il 60 per cento». Continuando nella classifica del Conselvano troviamo Anguillara Veneta con il 74,8 per cento, seguita dal capoluogo Conselve, che supera di molto la città di Piove di Sacco con il 73,5 per cento di rifiuti differenziati sul totale. Quasi equivalenti Arre e Bagnoli di Sopra, con il 71,8 e il 71,5, che distanziano Anguillara veneta (70,7) solo di pochi decimi. Agna e Cartura si dimostrano più efficienti di altri Comuni Piovesi paragonabili dal punto di vista degli abitanti, con percentuali che superano il 69 per cento. Infine, San Pietro Viminario si ferma al 63,2 per cento. Di fronte a questi dati beneaugurati, diventa più facile affrontare la sfida del futuro. «Sarà importantissimo limitare la produzione globale dei rifiuti che invece, anche da noi, continua a salire – conclude Chinaglia -. Ad oggi, la produzione quotidiana pro capite si attesta su 1,10 chilogrammi».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 12 Maggio 2009,
Codevigo – Scarsa rappresentanza istituzionale alla commemorazione dell’eccidio di Codevigo.
Imbarazzo storico o semplice disorganizzazione? Il consigliere regionale Raffaele Zanon punta il dito contro gli assenti ingiustificati alla cerimonia, svoltasi domenica mattina nel sacrario del cimitero di Codevigo, in onore delle trecento vittime, civili e militari della Repubblica sociale, trucidati tra il 30 aprile e il 15 maggio del 1945 dai partigiani della 28. brigata Garibaldi “Mario Gordini”, guidata da Arrigo Boldrini. Tra questi anche il sindaco Mario Crosta, che sostiene di non aver ricevuto alcun invito. La polemica non risparmia nemmeno una delle pagine più nere della storia locale. «La mia è una critica rivolta a tutti gli assenti ingiustificati a dimostrazione che molto resta ancora da fare per raggiungere la vera pacificazione – osserva Zanon -. Avevo formulato un’interrogazione invitando a presenziare alla cerimonia sia il presidente del consiglio che quello della giunta regionale ma l’appello è caduto nel vuoto. Mi pare strano, poi, che almeno il Comune di mandamento, Piove di Sacco, non fosse presente con un delegato o una corona di fiori. A distanza di più di sessant’anni – continua l’esponente del Pdl – per qualcuno non è doveroso commemorare quelle vittime di processi sommari, permettendo di superare vecchie e laceranti divisioni. Dovrebbe essere un dovere di tutte le istituzioni ricordare questa tragedia per assicurare una giusta ed equilibrata memoria storica ai più giovani e per rendere giustizia a quelle pagine del passato recente, macchiate di vergogna e impunità». Ma, a quanto pare, Crosta e gli altri primi cittadini non erano stati informati dell’evento. “Ho verificato più volte ma in Comune non è arrivato alcun invito – afferma il sindaco di Piove di Sacco -. Non so se si sono dimenticati o davano per scontata la nostra presenza. Al di là del fatto che con i sindaci di Pontelongo e Polverara abbiamo partecipato ad un evento concomitante a Piove, c’è stata una carenza di informazione. Sicuramente avremmo trovato la maniera per essere presenti. Idealmente, comunque, c’eravamo». Alla messa e al corteo che ha sfilato fino al fiume Brenta, dove sono stati lanciati dei fiori in memoria delle vittime, hanno partecipato i consiglieri Zanon e Piergiorgio Cortelazzo per la Regione, gli assessori Mauro Fecchio e Mario Verza per la Provincia e il sindaco di Codevigo, Graziano Bacco. Oltre a loro un’ottantina di persone, per lo più parenti delle vittime e qualche esponente di Continuità Ideale. Al di là delle polemiche domenica mattina è stata inaugurata una targa a Rosa Trucco Melai, colei che prima di morire ha raccolto i resti di 104 delle vittime dell’eccidio riponendoli in un sacrario. «È solo grazie a lei che sull’eccidio di Codevigo non è calata la scure dell’oblio assoluto – ha commentato Fecchio -. È una storia nella storia quella del suo duro e ingrato lavoro durato decenni per restituire alle vittime di Codevigo la dignità di una tomba e ai loro parenti il conforto di un luogo nel quale raccogliersi».
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 10 MAGGIO 2009
PONTELONGO. I cittadini di Pontelongo avranno l’imbarazzo della scelta: sono quattro, …
PONTELONGO. I cittadini di Pontelongo avranno l’imbarazzo della scelta: sono quattro, infatti, gli aspiranti candidati all’ufficio di villa Erizzo Foscarini. Fedele al nome e al simbolo che cinque anni fa lo hanno visto diventare sindaco, Federico Ossari si ripresenta ai cittadini con un gruppo in parte rinnovato a favore di giovani ingressi ma che poggia sulla solidità e l’esperienza degli assessori uscenti. La convinzione è che per consolidare i risultati raggiunti e proseguire sulla strada iniziata vi sia bisogno di continuità. Una continuità fatta di persone che, secondo il programma elettorale di Ossari, ha dimostrato di conoscere il paese e di sapersi far carico dei problemi della gente. Rispetto alle passate amministrative il centrosinistra però si divide. Corre da solo, infatti, Giambattista Mineni, segretario del circolo piovese del Prc, con la sua lista che fa riferimento al movimento della sinistra unita della Saccisica. L’ex dirigente d’impresa ora in pensione, dopo una vita nel bresciano, è tornato da quasi dieci anni nel paese natale della moglie. Il Pdl e la Lega Nord, dopo il plebiscito delle primarie di marzo, appoggiano invece la candidatura di Fiorella Canova, la quarantatreenne ex coordinatrice di Forza Italia. Nel programma della lista, composta di molte donne, attenzione alla viabilità, alla sicurezza (con l’individuazione di uno spazio da adibire alla caserma dei carabinieri), al potenziamento del sistema di videosorveglianza e alle attività produttive con una riqualificazione del centro. Per finire la lista del candidato dell’ultima ora Luciano Viel, 52 anni, impiegato comunale a Padova, da oltre venti anni vicino al centrodestra. Nella sua lista uomini dell’Udc e qualche scontento del Pdl locale. Tra gli obiettivi della lista c’è quello di aumentare i luoghi di incontro e aggregazione per dare più spazio a giovani, anziani, associazioni e gruppi di volontariato per rendere più vivace e vivibile il paese.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 10 MAGGIO 2009
Piove di Sacco – Sorprese e intrecci nel giorno del termine della presentazione delle liste nei sei Comuni del Piovese che voteranno a giugno per il rinnovo del consiglio comunale.
Le voci insistenti sulla possibilità di una quarta lista a Pontelongo hanno trovato conferma nella presentazione, ieri mattina, del gruppo “Forza Pontelongo”, che sostiene il candidato Luciano Viel, impiegato cinquantaduenne, strizzando l’occhio al centro destra. Un sassolino nella scarpa per l’altra lista che raccoglie Pdl e Lega Nord, guidata da Fiorella Canova. Una curiosità riguarda la compagine “L’Argine”, che si presenta con il simbolo di falce e martello a Pontelongo come a Piove di Sacco con cinque candidati in comune su quattordici, a partire dal candidato sindaco a Pontelongo, Giambattista Mineni, che risulta essere anche candidato consigliere a palazzo Jappelli. Scelta, comunque, consentita dalla legge. Nel capoluogo della Saccisica, Piove di Sacco, nessun colpo di scena. Confermati sei candidati sindaci per un totale di dodici liste (due in meno rispetto a cinque anni fa), e risolto l’enigma dell’Italia dei valori che, quasi all’ultimo minuto, ha assicurato il suo appoggio a Bruno Coccato, pur mantenendo il proprio simbolo. Qualche attimo di “impasse”, ieri pomeriggio, durante l’estrazione dell’ordine delle liste avvenuta, per tutti i Comuni della Saccisica, negli uffici di viale degli Alpini. Le firme a sostegno di una delle tre formazioni che appoggiano il candidato del Pdl Alessandro Marcolin sembrava presentassero un problema. Ma alla fine tutto si è risolto al meglio. L’ultima particolarità riguarda Correzzola dove tutti e tre i candidati sindaci (Eric Sturaro, Daniele Biasin e Vincenzo Pollio) si dicono vicini al centro destra. La differenza la faranno solo i gruppi che li sostengono.
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 06 MAGGIO 2009
PONTELONGO – Passaggio a livello in via San Valentino Tutto come prima
PONTELONGO. Passaggio a livello di via San Valentino: si ritorna alla situazione originaria. Troppo pericolosa per gli automobilisti, infatti, la sistemazione scelta per le nuove sbarre, spostate fino a lambire la Sr 512. La modifica dovuta ai lavori di ammodernamento del sistema di gestione dei passaggi a livello della tratta ferroviaria non ha tenuto in considerazione un piccolo particolare: l’eliminazione della piazzola di sosta per chi deve immettersi sulla Regionale Piovese. Con la conseguenza che chi esce in auto da via San Valentino non se ne potrà più servire per sostare in attesa in di immettersi sulla strada regionale. Dovrebbe invece sostare proprio sui binari, sperando che non sopraggiunga il treno e che le sbarre calino irrimediabilmente sulla propria testa.
«L’amministrazione – spiega l’assessore ai lavori pubblici Adriano Burattin – ha immediatamente interpellato l’ente gestore della ferrovia per dare una soluzione al problema ed assieme è stata concordata la strada per tornare alla situazione iniziale». Le sbarre rimarranno così provvisoriamente collocate in adiacenza alla Sr 512 vista la mancanza di uno spazio alternativo e la assoluta necessità di regolare il flusso di traffico con il passaggio dei treni. Subito dopo però saranno demolite quelle vecchie e al loro posto saranno sistemate nuove sbarre realizzate secondo gli attuali criteri di regolazione.
Saranno quindi rimosse quelle provvisoriamente installate a ridosso della Piovese, riportando tutto alla situazione di partenza.
di : (al.ces.)
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 06 MAGGIO 2009
Società leader nel settore Italia Zuccheri 673 mila euro di utile
BOLOGNA. L’assemblea dei soci di Italia Zuccheri Commerciale ha approvato il bilancio 2008. La società che ha sede a Minerbio (Bologna), nata nel novembre 2006 dalla joint-venture fra il gruppo Co.Pro.B-Italia Zuccheri e Pfeifer&Langen, chiude il secondo anno d’esercizio con un fatturato di 234 milioni di euro con un utile di 673.300 di euro. La società, partecipata al 50,1% da Co.Pro.B., con due stabilimenti a Minerbio e a Pontelongo e al 49,9% da Pfeifer & Langen, presenta uno share complessivo sul mercato italiano del 20,7%, al primo posto.
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 3 Maggio 2009,
PIOVE DI SACCO L’azienda vuole delocalizzare in Slovacchia quattro linee produttive. Ieri incontro tra dipendenti, sindacati e sindaci – Emerson pronta a tagliare 144 posti di lavoro
Piove di Sacco – Gli operai infuriati: «Ci hanno usato, dopo aver chiuso il 2007 con quasi 15 milioni di utili se ne vanno» Sono 144 e sono agguerriti. Tanto più ora che sanno di poter contare sull’appoggio di tutti gli amministratori della Saccisica, compresi l’onorevole Margherita Miotto e il consigliere regionale Leonardo Padrin, che porteranno le loro istanze nelle sedi opportune. I dipendenti della Emerson Network Power di Tognana, già Liebert Hiross, non molleranno la battaglia a difesa dei loro posti di lavoro, messi in discussione dai vertici della multizonale del freddo, che hanno annunciato di voler delocalizzare a Nove Mesto, in Slovacchia, tre delle quattro catene di produzione del locale stabilimento. Se il progetto andasse a buon fine, su un totale di 230 dipendenti, nel Piovese ne rimarrebbero 86. Scelta dettata dalla crisi? Macchè. L’azienda ha chiuso il 2007 con quasi 15 milioni di utili e, nell’ultimo decennio, si è dimostrata competitiva come poche altre. E’ anche questo che fa imbestialire i sindacati della Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm di Padova. «Ci hanno usato – dicono all’unisono i rappresentanti delle sigle, Antonio Silvestri, Massimo Sartori e Marzio Giacomin-. Gli utili prodotti a Piove, grazie all’alta specializzazione dei nostri dipendenti, non sono mai stati investiti qui e ora la scelta di comodo, che deriva dal ragionamento: qui i lavoratori costano, meglio delocalizzare dove la gente guadagna 500 euro al mese. Vogliamo incontrare e parlare con chi sta prendendo questa decisione. Per far questo abbiamo bisogno dell’appoggio delle istituzioni, affinché facciano pressione perché venga modificata questa scelta strategica che non tiene conto della dignità dei lavoratori». Appello accolto dai sindaci e dagli amministratori del Piovese, che ieri mattina si sono riuniti alla presenza delle maestranze, per ribadire il loro sostegno. «Siamo e saremo affinché questi licenziamenti non debbano avvenire – ha iniziato Mario Crosta di Piove di Sacco -. Senza mettersi di traverso con nessuno, non è accettabile che fino a che va bene si dia lavoro e quando cambia il vento venga portato da un’altra parte senza rispetto per le persone». «La nostra non sarà solo una stretta di mano o una parola consolatoria – ha specificato Cesarina Foresti di Arzergrande – ma metteremo tutto il nostro impegno per aiutarvi». «È il classico esempio in cui un lavoratore è visto come un costo e non una risorsa – secondo Romano Boischio di Sant’Angelo -. Alla nostra lotta si devono unire anche le categorie economiche». «La questione investe anche l’indotto, costituito da altri lavoratori e aziende del Piovese che saranno messi in diccoltà», ha considerato Federico Ossari di Pontelongo. «Nel periodo della globalizzazione i cinesi ci vengono a fare concorrenza in casa e ai nostri lavoratori non viene garantita la dignità», la riflessione di Graziano Bacco di Codevigo. «Va bene il mercato libero ma dobbiamo tornare a ragionare in termini di regole, correttezza e giustizia – ha osservato Silvia Salvagnin di Brugine -. Altrimenti ci diciamo tante belle parole ma continuiamo in questa iniquità». «Al di là delle dichiarazioni dobbiamo pensare ad azioni concrete», ha concluso Mauro Fecchio di Correzzola, presente anche in veste di assessore provinciale. D’accordo con Fecchio anche il consigliere comunale Alberto Canova con il suo gruppo. Pieno sostegno ai lavoratori anche dal consigliere comunale e provinciale Lino Conte. Banco di prova di tutta questa solidarietà sarà la manifestazione-incontro in Prefettura, prevista per mercoledì maggio.
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 01 MAGGIO 2009
La richiesta ai politici della Conferenza episcopale del Triveneto «Salvate le scuole cattoliche» «Necessario trasformare i nostri istituti in fondazioni regionali»
Convegno a Padova sulla parità scolastica e formativa, l’autonomia e il federalismo Sottolinea Mattiazzo attraverso le parole del suo vicario monsignor Franco Costa- «provocherebbe l’impoverimento non solo della Chiesa, ma della società civile, delle famiglie e del bene comune a seguito della progressiva chiusura delle scuole paritarie dell’infanzia». Per questo Mattiazzo ha chiesto e sollecitato a eminenti giuristi uno studio ad hoc, per un’eventuale proposta di legge regionale: ieri mattina durante il dibattito che ha chiuso la conferenza sulla scuola sono state illustrate le linee guida di un progetto che attende di essere definito in termini più appropriati. Il succo della proposta è la trasformazione delle scuole d’infanzia paritarie in fondazioni regionali. Una soluzione per accedere direttamente ai contributi messi a disposizione da Palazzo Balbi. Monsignor Costa delinea i contorni del provvedimento: «Con il riconoscimento di scuole o centri dell’infanzia regionali le Fondazioni potranno presentare istanza e divenire destinatarie dirette dei bonus regolati dalla legislazione regionale». I buoni famiglia andrebbero a beneficio di ogni alunno evitando il passaggio attraverso i Comuni che, secondo Costa, sarebbero sollevati da una notevole mole di adempimenti, in una situazione economica tutt’altro che propizia. Un bonus che secondo la proposta di Mattiazzo sarebbe più o meno consistente a seconda del reddito della famiglia. E i parametri? E’ presto detto, potrebbero ricalcare il modello del ticket sanitario. A sostenere il ruolo fondamentale delle scuole paritarie le associazioni cattoliche del mondo della scuola che non esitano a ad affermare che «è un obbligo morale dei politici e degli amministratori quello di rispondere alle richieste della conferenza episcopale. Rilevano come Parlamento e Governo in questo momento di crisi economica «invece di agevolare e sostenere le istituzioni scolastiche paritarie, che fanno risparmiare denaro pubblico, ne riducono i già esigui finanziamenti, portando al collasso le scuole non statali». Si chiedono poi dove i Comuni, le Province e lo Stato potrebbero reperire risorse per rimpiazzare le scuole paritarie costrette a chiudere quando in Veneto l’84 per cento del fabbisogno nel settore educativo infantile è coperto dalle scuole Fism (federazione italiana scuole materne). Anche Claudio Piron, assessore alle Politiche scolastiche, lancia una proposta a fronte di quelle che non esita a definire «amputazioni» alla scuola. Conti alla mano analizza la situazione delle scuole d’infanzia nel Comune di Padova: 45 paritarie, 11 statali ed altrettante comunali. «Paritarie e comunali unite avrebbero un peso importante, in grado di fare la differenza dal momento che rappresentano il 90 per cento del totale. Uniamoci per contare di più». Piron dà risposte a chi nel corso del convegno si è chiesto quali siano gli interlocutori cui rivolgersi per far fronte al proprio disagio: «E’ la politica a dover soccorrere la scuola. La riforma in atto si basa su criteri finanziari e non pedagogici. I danni che stiamo subendo ora diventeranno macroscopici tra qualche anno. Dobbiamo correre ai ripari fin d’ora unendo le nostre forze contro chi alla scuola non fa altro che togliere». (Fabiana Pesci) PADOVA. Aiutateci a non morire. L’appello per salvare le scuole paritarie giunge dalla Conferenza episcopale triveneta. «Il problema delle scuole paritarie in alcune aree del Triveneto resta problematico e per le scuole dell’infanzia è particolarmente acuto. Tante realtà locali continuano a soffrire la carenza di fondi sicuri, ma non ancora erogati ed incerti». Lo sottolinea a chiare lettere Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza e delegato per la scuola della Cet. Ed il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, indica la strada per la soluzione di un problema.
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 1 Maggio 2009
BOVOLENTA – PONTELONGO Il livello del Bacchiglione ha iniziato a scendere verso le prime ore di ieri.
Bovolenta – Passata la grande paura, ora si contano i danni. Ancora invase dall’acqua alcune abitazioni in località La Ponta. Cedimenti del muro di contenimento dell’alveo. Bovolenta sta tornando lentamente alla normalità. Dopo la grande paura di mercoledì, con tutti e tre i fiumi che attraversano il paese in piena, la gente ha cercato di riprendere la vita di tutti i giorni senza pensare alle acque che da secoli minacciano le case. L’acqua lentamente è cominciata a scendere verso le prime ore della mattina, tanto da convincere gli amministratori a far riaprire i ponti per non creare ancora disagi agli abitanti della zona. Sembra quasi che le piene di questi fiumi siano una specie di rito per tutto il paese. L’altra sera, nonostante il pericolo, il freddo e la pioggia, c’erano tutti, a piedi, per le vie del paese a misurare con gli occhi il livello dell’acqua sotto i ponti che erano stati chiusi su disposizione della Prefettura. Un rito che vede tutto il paese unito, e quasi sprezzante, davanti al pericolo dell’acqua che da sempre fa parte della vita della gente del posto. Le mura settecentesche di contenimento del Bacchiglione fino ad oggi hanno fatto il loro dovere, ma dopo questa piena, la più brutta dopo quella del ’66, hanno mostrato alcuni cedimenti che dovranno essere sistemati in velocità. E non solo queste mura hanno bisogno di essere sistemate. Soprattutto le più recenti hanno dimostrato di avere subito dei cedimenti. Ne è la prova il fontanazzo che si è aperto improvvisamente nel tardo pomeriggio di mercoledì sulla muraglia a nord del ponte di ferro che attraversa il Bacchiglione in centro. Quantificare i danni ieri è stato praticamente impossibile. Le case della località “La Ponta” erano ancora sott’acqua e i volontari della Protezione Civile della Saccisica stavano cercando di travasare più acqua possibile dall’invaso di piazza Matteotti ai due fiumi che tagliano a metà il paese. Ieri c’erano anche i tecnici del Genio Civile all’opera. Hanno controllato gli argini, le mura, i ponti e gli invasi. Da una prima ricognizione sommaria sono stati riscontrati dei problemi su alcuni tratti di argine tra Bovolenta e Pontelongo. Alcuni smottamenti dovranno essere tenuti sotto controllo fino all’abbassamento dell’acqua per poi essere ripristinati. Grande il lavoro anche dei tecnici dei consorzi di bonifica che hanno fatto funzionare le idrovore a tutto gas per tre giorni e tre notti. All’Ufficio Tecnico, in municipio, ieri hanno spiegato che ci sono ancora molte cose da fare. «Non basta che ci sia un abbassamento dell’acqua – ha spiegato uno dei responsabili dell’Ufficio Tecnico – per riportare tutto alla normalità. Dovranno essere completamente sistemate le case alla “Ponta”, controllati tutti gli argini, verificate le strade che costeggiano i fiumi e molto altro ancora. Insomma, siamo solo all’inizio dei lavori che serviranno per ritornare alla normalità». Intanto qualcuno ha ironizzato sul fatto che questa è l’occasione per dare il via alla campagna elettorale, visto che tra un po’ a Bovolenta si voterà per il rinnovo del sindaco e dell’amministrazione comunale.
di : Stefania Mastellaro
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 1 Maggio 2009,
Francesco Dell’Orco è uno studente di Fisica dell’atmosfera e Meteorologia all’Università di Bologna, ma è prima di tutto un appassionato di temporali. Ha segnalato e documentato la tromba d’aria che l’altro ieri verso mezzogiorno e mezzo ha interessato l’area tra Bovolenta e Pontelongo. «Il fenomeno è tecnicamente chiamato Landspout: si tratta di un vortice d’aria rotante che si estende dalla base delle nube temporalesca fino al suolo. Assomiglia a un classico tornado di quelli che siamo abituati a vedere negli USA, ma non è propriamente così. Dall’analisi dell’evento si è potuto capire che non era presente nessuna rotazione mesociclonica delle cella temporalesca, condizione necessaria per parlare di tornado vero e proprio. Queste landspout, unitamente alle waterspout (trombe marine) sono relativamente più comuni dei tornado nei nostri territori (specialmente litorale veneziano), dove l’energia disponibile per la nascita di fenomeni violenti è spesso molto minore (fortunatamente) che nelle grandi pianure del Nord America».
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 30 APRILE 2009
TROMBA D’ARIA A PONTELONGO
Un vortice improvviso e repentino (nella foto scattata, Antonio Ciprian) ha attraversato ieri intorno a mezzogiorno una parte di via Bo’ ai confini tra Pontelongo e Fossaragna. La tromba d’aria ha investito una casa per fortuna disabitata, spazzando via parte della copertura del portico e alcune baracche adiacenti. Il piccolo tornado ha proseguito imperterrito fra i campi, raccogliendo fasci d’erba, rami e detriti che ha scagliato anche in strada. Altre abitazioni vicine hanno risentito del vortice ma hanno riportato danni molto esigui. A preoccupare maggiormente il sindaco Federico Ossari è il livello del Bacchiglione che in poche ore, da ieri mattina a ieri pomeriggio, è cresciuto di oltre un metro: «Non so nemmeno da quanto tempo non si vedeva il fiume così alto. Il livello che ha raggiunto è davvero preoccupante – conferma il primo cittadino – e ci sono squadre comunali e della protezione civile che stanno monitorando la situazione di continuo. Se da una parte ci rincuora il fatto che il mare stia ricevendo, dall’altra ci preoccupa l’ondata di piena che le previsioni annunciano per stasera. Abbiamo davanti una nottata che non promette nulla di buono – ammette preoccupato Ossari – speriamo che l’allarme rientri prima che succedano guai veramente seri».
di (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 30 APRILE 2009
Centro chiuso a Bovolenta minacciato dalla piena Sfollate alcune famiglie. Inondata la «Ponta» Argini pericolosi anche a Polverara
BOVOLENTA. Seconda notte insonne per i volontari di Protezione civile a sorvegliare l’onda di piena che sfiora i ponti e minaccia il centro, da ieri sera chiuso al traffico. Nel primo pomeriggio sommersa la «Ponta», la striscia di terra che segna la confluenza fra il Roncajette e il canale Cagnola. Sfollate le poche famiglie, una dozzina di persone in tutto, che abitano la manciata di case a due passi dai fiumi. Un segno sulla parete di una casa, a quasi due metri d’altezza, ricorda la disastrosa alluvione del 1966, quando la piena arrivò al piano superiore. Ieri pomeriggio l’acqua si è fermata un metro più in basso, ma faceva sempre paura, tanto da costringere i pochi residenti ad andarsene già poco dopo mezzogiorno, quando ormai era chiaro che il primo muro di cinta sarebbe stato sommerso e scavalcato. Alle 11 del mattino l’acqua era ancora 70 centimetri sotto, ma due ore più tardi anche l’ultimo ostacolo era superato e alla sera il livello toccava il metro. Preoccupazione anche per il «ponte Azzurro» sfiorato dalla corrente del Roncajette al punto da arrivare alla chiusura al traffico, con deviazioni verso Brugine e Pontelongo. Alla sera la gente passeggia per il ponte, insolitamente pedonale, e osserva preoccupata il livello dei fiumi. I volontari della Protezione civile del Piovese si sono alternati nella piazzetta di fronte alla «Ponta» già da martedì pomeriggio, per tenere a bada il fiume e preparare sacchi di sabbia e paratoie, in serata è passato l’assessore provinciale Mauro Fecchio. Il sindaco Antonio Sorgato ha fatto la spola con il municipio e già di primo mattino aveva firmato l’ordinanza di sgombero. Non tutti però se ne sono andati: due anziani si sono rintanati nelle loro stanze al piano superiore, nella speranza che l’emergenza rientri il prima possibile, come già è capitato in passato. La signora Lina, moglie del campanaro Ferruccio Lazzarin, ha voluto aspettare il ritorno del marito, impegnato in un funerale, ma quando si è vista l’acqua entrare in casa ha chiesto aiuto. I volontari hanno lavorato un bel po’ per fare uscire lei e un’altra donna da una finestra al piano superiore, allestendo una passerella provvisoria. Oltre le paratoie mobili in legno il livello della piena è salito velocemente e solo verso le 18 ha rallentato la sua corsa. «Nel pomeriggio l’acqua si è alzata di 14-15 centimetri ogni quarto d’ora – afferma il sindaco – questa volta è andata ancora peggio del 2002». Intanto lungo il possente murazzo che divide il centro dal fiume l’acqua ha iniziato a zampillare in più punti. Nella vicina Polverara il sindaco ha ordinato la chiusura della strada che corre lungo l’argine, l’acqua alta fa paura.
di : NICOLA STIEVANO
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 30 Aprile 2009,
Bovolenta – È stata una giornata di passione quella che ha vissuto ieri il paese di Bovolenta.
Una situazione di così grande emergenza non si verificava a Bovolenta dal 1966 quando le acque del Bacchiglione in piena travolsero gran parte delle campagne che circondano il paese. Gli argini erano stati rotti appositamente in piena campagna per evitare il peggio. Ieri sera fino a tardi tutti gli abitanti sono rimasti fuori dalle case a controllare l’andamento delle torbide e limacciose acque del Bacchiglione, del Vicenzone e del Roncajette. Un paesaggio spettrale che ha lasciato tutti con il fiato sospeso in attesa della piena del Bacchiglione, il fiume che preoccupava più degli altri e attesa per la notte. In via precauzionale nel tardo pomeriggio sono stati chiusi tutti i ponti di accesso al centro del paese. Chiusi i transiti per piazza dell’Accademia, piazza Matteotti e piazza del Municipio. Il sindaco Antonio Sorgato e i suoi collaboratori sono rimasti costantemente in contatto con la Prefettura allertata fin dalla tarda mattinata. Per tutto il pomeriggio in zona si sono alternate precipitazioni a carattere temporalesco. E come se non bastasse, alle 16 si è scatenata una grandinata che sembrava una nevicata. L’altro allarme è scattato intorno alle 18 quando si è aperto un fontanazzo da uno dei muraglioni che difende il centro del paese. Provvisoriamente, per tamponare il travaso dell’acqua dal Bacchiglione al centro del paese, la Protezione Civile ha posizionato un telo di plastica e dei sacchi di sabbia. Alternative non ce n’erano. Per le vie del paese ieri sera c’era tantissima gente. Tutti preoccupati, in cerca di capire che cosa dovevano fare. La situazione più critica è rimasta per tutta la notte quella di piazza Matteotti, in località “La Ponta” dove sono finite sotto acqua alcune case. Gli uomini della Protezione Civile hanno lavorato a lungo con le pompe di aspirazione per cercare di equilibrare il livello dell’acqua, tenuta nell’invaso da un muro settecentesco e da una “diga componibile”, che superava di un metro sopra la piazza. Quasi tutte le mura di contenimento di Bovolenta sono state realizzate nel Settecento. Opere di ingegneria idraulica che hanno tenuto nel tempo, ma che ieri hanno messo a nudo alcune crepe preoccupanti. Alcuni anni fa queste mura sono state restaurate, ma evidentemente i lavori non sono bastati a renderle più sicure. Grande apprensione anche per l’argine del Vicenzone. Il fiume ieri sera era molto alto e la strada che porta a Cagnola, frazione di Cartura, era quasi lambita dall’acqua. Solitamente a presidiare questo territorio c’era sempre anche il numeroso gruppo della Protezione Civile del Conselvano, partito proprio l’altro giorno per l’Abruzzo. Non si è allontanato un attimo da piazza Matteotti l’assessore comunale alla Protezione Civile Patrizio Borile anche lui in divisa. «C’è un’ordinanza di chiusura del centro – specifica Renzo Borella della polizia municipale – e prima di riaprirlo bisognerà vedere quanta acqua riuscirà a ricevere il mare».
di : Stefania Mastellaro
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 29 Aprile 2009,
PONTELONGO – Camion della nettezza urbana giù per l’argine del Brenta
Fossò – Un camion della nettezza urbana finisce fuori strada e cade giù dall’argine ribaltandosi e finendo lateralmente oltre il guard rail. È successo a Sandon di Fossò in prossimità del ponte sul fiume Brenta. Il veicolo procedeva da Liettoli verso Sandon. Il mezzo, condotto dall’autista, un padovano residente a Due Carrare, sulla pericolosa curva che precede il ponte, a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia e a causa della pericolosità del tratto stradale, è finito fuori strada. Il conducente, infatti, ha sterzato per compiere la curva, ma il camion ha proseguito diritto la sua marcia uscendo di strada. Il mezzo appartiene alla ditta Savi di Vicenza, incaricata per l’asporto rifiuti nel Comune di Pontelongo. L’autista si stava dirigendo a Ballò per scaricare i rifiuti caricati. Nessun danno fisico per il giovane autista che è rimato incolume. Sul posto è intervenuta un’autogru che ha sollevato il mezzo.
di : Emanuele Compagno
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 25 APRILE 2009
PONTELONGO FOTO DEL 1944
Per l’anniversario della Liberazione alle 12, nell’ex biblioteca, inaugurazione della mostra con le foto dell’Istituto Luce del bombardamento subito da Pontelongo il 14 maggio 1944.
di : (al.ces.)
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 25 APRILE 2009
Dopo trent’anni apre la «Vivai» Finalmente lunedì saranno inaugurati i sei chilometri tra Sant’Angelo e Piove
PIOVE DI SACCO. Dopo trent’anni finalmente è stata completata la strada dei Vivai: lunedì pomeriggio l’ultimo tratto dell’arteria che si innesta sulla 516 verrà inaugurato e aperto finalmente al traffico dopo quasi quattro anni di lavori. Il progetto per il completamento della Vivai è partito nel 2002 quando Regione, Province di Padova e Venezia, comuni e Anas hanno sottoscritto un accordo di programma per realizzare il tratto di strada che mancava dallo svincolo di Sant’Angelo fino alla strada dei Pescatori. I lavori sono partiti nel 2005 e, a causa dei ricorsi, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, presentati da alcuni residenti, sia di Piove che di Campolongo Maggiore, contro gli espropri e i danni alle loro proprietà, il cantiere ha subito più di uno stop. La fine dei lavori era infatti stata annunciata inizialmente per l’autunno del 2007, poi è slittata alla primavera del 2008. Ci è voluto un anno ancora, ma oggi finalmente la Vivai è completa e pronta per accogliere auto e camion che così non dovranno più attraversare il quartiere di Sant’Anna che per anni ha dovuto subire traffico e smog lungo via Scardovara e via Paolo VI. Una situazione di disagio che ha visto nascere comitati di protesta e manifestazioni. Il tratto di Vivai che verrà inaugurato lunedì è lungo sei chilometri. Parte dall’innesto fra Sant’Angelo e Liettoli, dove è stato realizzato anche uno svincolo su via Veneto per il collegamento con la provinciale 12 Piove-Dolo. La strada prosegue con un ponte su via Piovega e un sovrappasso su via Leopardi. Via Ramei, la linea ferroviaria e il Fiumicello sono scavalcati da un viadotto di circa 400 metri di lunghezza e infine c’è l’innesto sulla 516. Il progetto è costato 31 milioni di euro. Il taglio del nastro è stato fissato alle 16.30 di lunedì proprio allo svincolo fra la Vivai e la Pescatori. Il programma prevede l’introduzione da parte del capo compartimento Anas Veneto Eutimio Mucilli e a seguire gli interventi di Pietro Ciucci, presidente Anas, i presidenti delle Province di Padova e Venezia Vittorio Casarin e Davide Zoggia e l’assessore regionale Renato Chisso. La conclusione sarà affidata al sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti Roberto Castelli. Non mancherà la benedizione deldi monsignor Giorgio Facchin.
di : ELENA LIVIERI
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 22 APRILE 2009
LA VERTENZA Sciopero contro i 150 licenziamenti Il sindacato: «La Emerson vuole delocalizzare la produzione in Slovacchia»
PIOVE DI SACCO. Duro colpo al mondo del lavoro della Saccisica: la storica azienda Emerson Network Power, già Hiross, ha annunciato il licenziamento di 150 dipendenti sui 330 impiegati nello stabilimento di Tognana. Ieri si è tenuta una tesissima assemblea sindacale che ha visto una straordinaria partecipazione dei dipendenti. Al termine è stato proclamato lo sciopero di tutti i lavoratori. I vertici della multinazionale, che produce impianti di condizionamento di precisione per computer, apparecchi elettrici e centrali informatiche, hanno motivato il drastico provvedimento di riduzione del personale inserendolo in un piano di ristrutturazione dell’azienda. L’intento è di delocalizzare la quasi totalità delle linee di produzione a Nove Mesto, in Slovacchia. Coi lavoratori si sono confrontati i rappresentanti sindacali provinciali di Fim, Fiom e Uilm. «Ora la priorità – fanno notare Massimo Sartori (Fim), Antonio Silvestri (Fiom) e Marzio Giacomin (Uilm) – è di ottenere un tavolo di confronto con la dirigenza aziendale per discutere nel merito delle scelte strategiche operate con lo scopo di evitare gli esuberi e fare il possibile per mantenere le linee produttive a Tognana. C’è la volontà – aggiungono i rappresentanti sindacali – di coinvolgere sia le istituzioni locali che quelle provinciali. Perdere oggi 150 posti di lavoro significa non poterli più recuperare. Si tratta di una prospettiva devastante sul piano sociale per tutto il piovese. Nei prossimi giorni promuoveremo azioni di protesta. Lasciare a casa 112 operai sui 160 oggi attivi significa smantellare la produzione e segnare nel tempo la perdita di ulteriori posti di lavoro. E’ una cosa inaccettabile a cui ci opponiamo fermamente». Al termine dell’assemblea sindacale l’umore dei lavoratori della Emerson era dei più neri. Fra i cosiddetti esuberi, 112 operai e 34 impiegati, ci sono padri di famiglia, persone che con il loro stipendio devono pagare il mutuo della casa, persone che hanno anche più di cinquant’anni e per cui trovare un nuovo impiego sarà un’impresa difficilissima. Tanto più che la situazione della Emerson è un caso tutt’altro che isolato. «E’ una notizia che apprendo con molta preoccupazione – interviene il sindaco Mario Crosta – e anche se non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte dei sindacati mi metterò subito in contatto con l’assessore provinciale Roberto Tosetto. Darò il massimo apporto possibile per negoziare la rivisitazione di questa decisione. E in ogni caso, se proprio non si riusciranno a far rientrare tutti gli esuberi, dovremo fare il possibile perché siano garantiti gli ammortizzatori sociali alle persone che perdono il lavoro».
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Il MATTINO di Padova – Domenica 19 Aprile 2009
Federico Ossari presenta la sua squadra
PONTELONGO. Non perde tempo la lista civica di centrosinistra «Pontelongo 2000» in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno. Infatti, dopo la riconferma come candidato sindaco dell’attuale primo cittadino Federico Ossari, nella giornata di ieri sono stati presentati pubblicamente anche i sedici candidati alla carica di consiglieri comunali. Rimasta uguale a se stessa nel simbolo e nel nome per la terza tornata elettorale consecutiva, la lista vede però l’ingresso di volti nuovi e di molti giovani, mantenendo comunque uno zoccolo duro formato dalla quasi totalità degli assessori uscenti. «Si tratta di una lista di candidati – ha illustrato Federico Ossari – ricca di particolari professionalità che si prefiggono di continuare in quel lavoro di squadra che ci ha contraddistinto in questi anni». L’occasione è stata quella anche di anticipare qualche punto del programma elettorale. Tra le priorità ci sono quelle, data la situazione economica attuale, di prestare un occhio di riguardo al sociale. Per le opere pubbliche invece gli investimenti sulla viabilità. A tenere a battesimo la lista era presente anche il deputato del Pd Margherita Miotto che ha avuto parole di elogio per l’operato di Ossari. «I cittadini di Pontelongo – ha detto – devono essere fieri di avere questo sindaco capace di assumere un ruolo di traino anche per tutta la Saccisica». Questa la lista dei candidati consiglieri: Marino Zenna (56 anni), Adriano Burattin (59), Mirco Peccenini (50), Patrizia Desolei (34), Piergiorgio Tamiazzo (28), Giulia Cecconello (25), Francesca Varotto (38), Alberto Berto (42), Simone Zaggia (43), Guerrino Guarniero (59), Silvia Maggio (22), Francesco Vettorato (22), Andrea Bertin (25), Laura Lunardi (25), Matteo Casetta (30), Fiorenza Favarin (59).
di (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 19 Aprile 2009,
PONTELONGO Ossari presenta la sua lista, largo ai giovani Miotto: «Ha ottenuto ottimi risultati»
Pontelongo – Sarà una squadra giovane ad affiancare il sindaco uscente Federico Ossari nella riconquista della fascia tricolore. La media anagrafica dei sedici candidati consiglieri della lista “Pontelongo 2000″ supera di poco i trent’anni. Non per questo sarà penalizzata l’esperienza e la capacità amministrativa, in quanto non mancano nomi già noti della politica locale. A partire da Marino Zenna, attuale vicesindaco, che ha riconfermato l’impegno a sostenere Ossari parallelamente alla sua candidatura come consigliere provinciale del Pd. Seguono gli attuali amministratori Adriano Burattin, Mirco Peccenini, Piergiorgio Tamiazzo, Patrizia Desolei e Giulia Cecconello. New entry Simone Zaggia, Guerrino Guarniero, Silvia Maggio, Francesco Vettorato, Andrea Bertin, Laura Lunardi, Matteo Casetta e Fiorenza Favarin. Già assessori negli anni scorsi, si rimettono in gioco Francesca Varotto (attuale coordinatore locale del Pd) e Alberto Berto. Ieri mattina la presentazione ufficiale della compagine, che ha ottenuto l’appoggio dell’onorevole Margherita Miotto, secondo la quale «i cittadini di Pontelongo devono essere orgogliosi di aver avuto Ossari come sindaco, senza il quale non si sarebbero ottenuti risultati importanti a livello locale e per la Saccisica». Dal canto suo, l’attuale primo cittadino, ha ringraziato quanti hanno lavorato al suo fianco in questi ultimi cinque anni, auspicando che l’impegno continui nel tempo anche grazie alle nuove leve, che potrebbero diventare gli amministratori del futuro.
di : (fe.be.)
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 18 APRILE 2009
PONTELONGO – Istituito un fondo per le famiglie
PONTELONGO. Istituito un fondo per aiutare le famiglie colpite dalla crisi economica. La decisione in consiglio comunale che ne ha approvato il regolamento di funzionamento. Diverse sono, infatti, le persone, anche insospettabili, che in queste settimane si sono rivolte all’ente comunale perché in difficoltà economica per la perdita del lavoro. «Il comune – assicura l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo – è l’istituzione più vicina ai cittadini alla quale per prima bussano alla porta». Inizialmente il fondo di rotazione mette a disposizione complessivamente 10 mila euro che potranno essere usati per prestiti non superiori ai 1500 euro. Non si tratta di un finanziamento a fondo perduto ma di una sorta di microcredito rispetto al quale i cittadini si impegnano a restituire la cifra prestata in un massimo di 12 mesi con modalità personalizzate e senza interessi. L’accesso al fondo avverrà attraverso una graduatoria e vi potranno accedere solo i lavoratori residenti che hanno perso il lavoro a seguito di questa crisi. Il prestito dovrà essere indirizzato al pagamento dei canoni di locazione ed alle utenze domestiche. «Questo strumento – conclude l’assessore – vuole essere una risposta alla crisi ma siamo consapevoli che non può rappresentarne la soluzione».
di : (al.ces.)
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 18 APRILE 2009
PONTELONGO – ALL’INSEGNA DELLO ZUCCHERO
Domani alla Casa del Popolo si celebra la festa della PiccolaGrandeItalia che quest’anno vede la compartecipazione del comune di Minerbio (Bologna) all’insegna de «Lo zucchero e due comunità». In mattinata torneo di bocce tra le squadre dei due paesi con premiazioni finali. Saranno effettuate visite guidate allo zuccherificio e alla Villa Foscarini Erizzo. Dalle 9 alle 18 mostra dell’architetto futurista Quirino De Giorgio.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO, 18 APRILE 2009
“Quirino De Giorgio un futurista protagonista del Novecento a Pontelongo” è il titolo della mostra monografica interamente dedicata alla traiettoria artistica e professionale dell’architetto futurista, aperta domani dalle 9 alle 18 nella ex Casa della Gil a Pontelongo.
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 18 Aprile 2009,
Pozzonovo – Il Parco Faunistico Valcorba di Stroppare di Pozzonovo, un angolo di paradiso vasto 20 ettari, costellato d’alberi, prati e laghetti, costituenti l’habitat delle oltre 70 specie d’animali, che ha recentemente aperto ai visitatori, celebra domenica i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin. Un personaggio che ha cambiato il modo di intendere la scienza e che verrà ricordato con un convegno i cui relatori saranno alcuni rappresentanti dell’Università di Padova, oltre agli addetti didattici del Parco. Nel pomeriggio spazio per simpatiche attività, tese a far conoscere Darwin e per vedere e toccare il materiale solitamente utilizzato dallo staff didattico per i laboratori rivolti alle scolaresche. La famiglia Mazzonetto, proprietaria del parco, ha creato nuovi reparti riservati ai leoni, ai several e agli orsetti lavoratori. I visitatori potranno ammirare la nuova mascotte del parco, il cammellino «Camillo», che, appena nato, era alto più d’un metro. La mamma, al suo primo parto, l’ha abbandonato ed è toccato agli operatori della struttura allattarlo, imboccandolo almeno otto volte il giorno con il biberon. Il dottor Denis Perilli, responsabile didattico e scientifico del Parco, assicura che i componenti lo staff didattico e veterinario hanno avuto modo di visitare i maggiori zoo europei e confrontarsi con i colleghi operanti in strutture d’avanguardia, per rendere sempre più attrezzato il «Valcorba» e appetibile ai ragazzi delle scuole. «Molte le attività e i progetti -dice- messe in cantiere, a cominciare dai festeggiamenti per i 200 anni della nascita di Charles Darwin, il “padre della teoria dell’evoluzione per la selezione naturale”. Proseguono poi i seminari tenuti da biologi evoluzionisti e le collaborazioni con le Università, ora impegnate con una tesista”. Il Parco Valcorba, visitabile a piedi in circa due ore, non presenta barriere architettoniche, ha molti spazi per picnic e risulta quindi ideale per il pranzo a sacco. Gli animali scorazzano liberi in ampi spazi che ricreano il loro habitat e forniscono arricchimenti ambientali specifici, immersi nella quiete della campagna padovana, a pochi chilometri dall’uscita del casello autostradale di Boara Pisani.
di : Alfredo Pescante
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 18 APRILE 2009
Vigili urbani magnanimi a Piove Raccolti «solo» 150 mila euro
PIOVE DI SACCO. Il capoluogo della Saccisica è uno dei comuni più virtuosi della provincia in materia di multe: la polizia locale, infatti, ha raccolto lo scorso anno 150 mila euro. Briciole se paragonati ai 409 mila euro di Abano Terme, un’inezia se confrontati con i quasi tre milioni che dalle multe dei vigili urbani incassa il comune di Cittadella. I dati sono stati presentati nel corso dell’ultimo consiglio comunale a seguito di una interrogazione presentata dal consigliere del Pd Davide Giannella che ha chiesto lumi all’assessore Giorgio Bovo del perché vi sia tanta differenza fra gli introiti provenienti dalle multe a Piove di Sacco e quelli di altre città simili per numero di abitanti. «E’ la dimostrazione palese che i nostri vigili non utilizzano lo strumento della sanzione per fare cassa, ma piuttosto si impegnano nella prevenzione degli incidenti stradali. Quelle di altri paesi, paragonabili alla nostra realtà per numero di abitanti e territorio – ha commentato Bovo – sono cifre che mi lasciano parecchio perplesso».
Tant’è. Ad influire sul numero e quindi sugli incassi delle multe ci sarà pure la solerzia da parte degli agenti della municipale, ma incidono anche diversi fattori: su tutti la presenza, come a Cittadella, degli autovelox fissi sui semafori o lungo strade ad alto scorrimento: «Il mio paese è percorso dalla Valsugana e dalla statale Vicenza-Treviso, le strade a maggior percorrenza di tutta la Regione – sottolinea il sindaco Massimo Bitonci – ci sono sei autovelox che in media fanno quattro multe ciascuno al giorno. Abbiamo foto di auto che sfrecciano a 120, 150 chilometri l’ora».
Le motivazioni del primo cittadino cittadellese aiutano a capire perché, fra i comuni del piovese, è Codevigo, territorio percorso dalla strada dei Pescatori e dalla Romea, a detenere il primato degli incassi da multe: 99.855 euro, pari a 16,68 euro per abitante. Il doppio di quanto incassa Piove di Sacco dove le multe pro capite ammontano a 8,34 euro, così come a Correzzola. Saonara raccoglie poco più di 68 mila euro, 20 mila dei quali da multe affibbiate lungo la Strada Dei Vivai. Sia a Pontelongo che a Polverara gli introiti da sanzioni per violazioni del codice della strada si aggirano sui 4 euro per residente, ma nel primo caso l’ammontare totale è di quasi 19 mila euro, nel secondo solo di 10 mila. A Legnaro, nonostante la Piovese, gli incassi si fermano a 3,38 euro pro capite, quasi 27 mila euro in totale. Arzergrande e Brugine superano Piove di Sacco, rispettivamente con 9,53 e 8,73 euro per abitante, pari a 41 mila e 58 mila euro complessivi.
Fanalino di coda, per la gioia dei suoi residenti, Sant’Angelo di Piove che raccoglie appena 2,62 euro pro capite, per un totale di poco superiore ai 18 mila euro.
di : ELENA LIVIERI
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 15 APRILE 2009
Installate cinque telecamere nei punti maggiormente a rischio
PONTELONGO. Occhi elettronici puntati sul paese. Partiranno, infatti, nei prossimi giorni i lavori per l’installazione di cinque telecamere per il monitoraggio di alcuni dei punti considerati tra i più sensibili e a rischio di Pontelongo. Il tutto dovrebbe essere pronto per la fine del mese e costerà al comune circa 18 mila euro. «Il nostro intento – spiega subito il sindaco Federico Ossari – è quello di prevenire situazioni di potenziale pericolo, facendo svolgere alle telecamere una funzione deterrente contro le condotte che possono rendere meno serena la vita dei cittadini». Questi i punti strategici che sono stati individuati per l’installazione: Piazza del Popolo, l’incrocio tra via Villa del Bosco e via Mazzini, via Dante (strada che porta allo zuccherificio), l’area antistante il cimitero e la zona di via Roma con il controllo anche di largo Cavalieri di Vittorio Veneto. «Pensiamo che questi – continua il sindaco – siano i punti più utili al nostro scopo, ma nulla vieta che in futuro si possano aggiungere altre postazioni. La parte più corposa dell’opera è rappresentata dalla centralina che ha il compito di conservare i dati e che non ha bisogno di ulteriori investimenti per accogliere nuove installazioni». «Già da tempo – precisa ancora Ossari – stavamo valutando l’opportunità di dotarci di uno strumento di videosorveglianza. Questo progetto non è però legato al numero di reati che vengono commessi nel nostro comune, che dai dati della Prefettura risultano fortunatamente in calo. L’impianto di videosorveglianza vuole piuttosto rispondere ad una serie di richieste di maggiore tranquillità provenienti dai cittadini, sia in termini di prevenzione di reati sia di maggiore controllo delle infrazioni stradali, specie in orari notturni».
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 15 APRILE 2009
PONTELONGO – CONCERTO GRATUITO
Per assistere al concerto gratuito «La pace la guerra» in programma giovedì 23 in Villa Foscarini Erizzi è necessaria la prenotazione perché i posti sono limitati. Info 049/9776266 o 320/7678606 anche sms.
di : (al.ces.)
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 11 APRILE 2009
BRUGINE SPERA NEL 6 «Per i buchi nel bilancio giochiamo al Superenalotto» Una provocazione del sindaco contro i tagli dello Stato
BRUGINE. Stanziare un capitolo del bilancio comunale per giocare al Superenalotto. Questa la proposta che il sindaco Silvia Salvagnin ha avanzato al consiglio comunale di Brugine. Ovviamente si tratta di una battuta, una provocazione per riportare l’attenzione sugli effetti della riforma che prevede il 20 per cento dell’Irpef ai Comuni. Secondo gli ultimi dati certificati dal bilancio di previsione 2009 si calcola che nel 2006 Brugine abbia versato allo Stato un’imposta netta pari a 12 milioni e 300 mila euro. Nelle casse comunali, a titolo di trasferimento, sono invece rientrati da Roma 977 mila euro. L’otto per cento. Con l’entrata in vigore della proposta i trasferimenti al Comune arriverebbero a toccare i 2 milioni e 440 mila euro. Un dato significativo, se si considera che la percentuale dei trasferimenti al comune di Brugine nel 2009 diminuirà ulteriormente, arrivando al sette per cento. «Il nostro bilancio contabile è il frutto di anni di costante e oculata attenzione sulla spesa del denaro pubblico – ha dichiarato il sindaco -. E questo nonostante il sensibile incremento degli investimenti e le costanti penalizzazioni operate dai governi con tagli ai trasferimenti e con rigidità normative ancora più opprimenti non sappiamo però come potremo continuare a garantire livelli accettabili di servizi alle famiglie in difficoltà, ai giovani, agli anziani e alle strutture. Così, come molti italiani, abbiamo pensato di affidarci alla fortuna proponendo l’istituzione di un capitolo di spesa per giocare al Superenalotto. Magari otteniamo più attenzione con questa trovata invece che l’indifferenza che i vari governi hanno dimostrato per gli Enti locali attenti alla gestione della cosa pubblica».
di Martina Maniero
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 11 APRILE 2009
Getta i rifiuti dall’auto in centro 50 euro di multa
PIOVE DI SACCO. Getta dal finestrino dell’auto in pieno centro un sacchetto dell’immondizia e uno scatolone pieno di rifiuti, ma viene visti da diversi testimoni. Che, numero di targa e modello dell’auto in mano, denunciano l’episodio ai vigili urbani. Un artigiano di Pontelongo si è visto così notificare 50 euro di multa per abbandono di rifiuti.
Di solito gli incivili, purtroppo non pochi, si disfano dei rifiuti lungo gli argini o in luoghi appartati. L’artigiano di Pontelongo lo ha fatto invece in pieno centro, davanti al duomo. Quasi si trattasse di un gesto di spregio nei confronti di qualcuno. Ma due passanti si sono precipitati al comando della polizia locale e hanno denunciato l’episodio al comandante Francesca Prota.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 10 APRILE 2009
Concluso il travaglio del centrodestra Sarà Marcolin il candidato a sindaco
PIOVE DI SACCO. Il tavolo provinciale ha affidato a uno stringato comunicato che fa scuola di diplomazia, l’atteso annuncio sulla scelta del candidato sindaco per il Partito della libertà: il medico Alessandro Marcolin l’ha infine spuntata sul consigliere comunale Alberto Canova. Quest’ultimo, se lascerà correre Marcolin per la fascia tricolore, si è aggiudicato il posto nel collegio piovese per le provinciali. La soluzione ha messo d’accordo tutte le anime del Pdl, sia quelle legate alla corrente azzurra che quelle di Alleanza nazionale. «Marcolin sindaco, Canova in Provincia – recita il comunicato del tavolo regionale – questo l’accordo che ha riunito tutte le forze del centrodestra a Piove di Sacco. Si è conclusa una vicenda che ha appassionato gli elettori e i militanti, con una ritrovata unità che rende competitiva la squadra del Pdl. Una sintesi positiva che valorizza tutti gli attori e li rende protagonisti in ambiti diversi e ridando a Piove una centralità nella Saccisica. A questo risultato hanno concorso i consiglieri regionali Regina Bertipaglia, Leonardo Padrin, Piergiorgio Cortelazzo, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato, Raffaele Zanon e l’onorevole Filippo Ascierto». L’accordo è stato raggiunto ieri mattina. E rispecchia in pieno le previsioni maturate nelle ultime settimane. Alessandro Marcolin, 60 anni, direttore del dipartimento di Psichiatria dell’ospedale di Dolo, ha un passato politico nel partito socialista di cui è stato anche rappresentante in consiglio comunale a Piove tra il 1985 e il ’95. «La mia candidatura – dichiara Marcolin – nasce per rimettere in moto il territorio attraverso la politica, non quella delle ideologie ma quella che punta a risolvere i problemi della gente. Segna una rottura col passato recente del centrodestra, ma questo non significa disconoscere la giusta continuità per valorizzare le esperienze, le capacità e la memoria storica che troveranno spazio nella lista del Pdl. Le questioni importanti su cui improntare il programma sono molte: sicurezza, questione economica, difesa del lavoro, diritti soggettivi. Lo voglio fare creando intorno a me un blocco socioculturale forte e unito». Marcolin ha già avviato il dialogo con le altre forze politiche del centrodestra. Intanto però l’Udc annuncia di correre da sola al primo turno con Antonio Sartori. Sempre più probabile che si presentino alle urne con un proprio candidato pure la Lega nord e la civica «Piove per tutti, tutti per Piove». E poi tutti uniti al ballottaggio, ma conoscendo il peso specifico di ciascuno. Da parte sua, nonostante abbia perso la corsa per la candidatura a primo cittadino, Alberto Canova si dice soddisfatto: «Credo sia stata fatta una buona suddivisione dei ruoli, certo mi spiace di non correre per fare il sindaco, ma ritengo si sia optato per la soluzione più condivisa».
di Elena Livieri
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 10 APRILE 2009
Giovane in bici travolto da un’auto
PIOVE DI SACCO. Un incidente fra un’auto e una bicicletta è avvenuto mercoledì notte lungo la Piovese, all’altezza del distributore Ip: in seguito all’impatto un giovane è finito all’ospedale. Lo scontro si è verificato intorno a mezzanotte. Per cause che sono al vaglio dei carabinieri, intervenuti sul posto per svolgere i rilievi, si sono scontrate la Audi A3 condotta da A.P., 39 anni di Pontelongo, e la bici su cui pedalava S.M., ventunenne di origine marocchina che risiede invece a Codevigo. Il giovane straniero a seguito dell’urto, piuttosto violento, è stato disarcionato dalla sella ed è piombato pesantemente sull’asfalto. L’automobilista lo ha subito soccorso e ha fatto arrivare sul posto un’ambulanza del Suem 118. S.M. è stato trasportato al pronto soccorso: ha rimediato alcune fratture e ferite lacerocontuse, giudicate guaribili dai medici in trenta giorni.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 10 APRILE 2009
Già chiuse le liste Pd in Provincia – VERSO LE ELEZIONI. Definite le candidature nei 36 collegi per palazzo Santo Stefano –
Fabio Rocco punta su giovani, amministratori e società. Il Partito democratico ha già definito i candidati per la Provincia. Alla presidenza, tutto centrosinistra sostiene Antonio Albuzio (Italia dei Valori). «Il Pd ha una lista innovativa e nello stesso tempo autorevole, nata dal rapporto stretto con il territorio, in cui sono rappresentati il mondo del lavoro dipendente, come quello delle professioni e dell’impresa. Un gruppo forte con le qualità per governare i processi e amministrare con competenza il territorio» afferma Fabio Rocco, segretario provinciale. Ecco in dettaglio i candidati. Collegio 1 (Abano): Duilio Bolognini, 66 anni, consigliere Parco Colli; 2 (Albignasego): Severino Vettorato, 67 anni, ex sindaco di Casalserugo, consigliere uscente: 3 (Pozzonovo): Marco Ziron, 35 anni, tecnico ambientale; 4 (Cadoneghe): Letterio Turriaco, 62 anni, vice sindaco di Cadoneghe; 5 (Campodarsego): Maria Luisa Bezzegato, 39 anni, insegnante; 6 (Camposampiero): Marcello Volpato, 65 anni, sindaco di Camposampiero; 7 (Carmignano): Giorgio Marsetti, 48 anni, impiegato; 8 (Cittadella): Leopoldo Marcolongo, 60 anni, sindaco di San Giorgio in Bosco; 9 (Conselve): Luciano Sguotti, 46 anni; 10 (Correzzola): Marino Zenna, 56 anni, vicesindaco di Pontelongo
di : (e.m.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 10 Aprile 2009,
Il Pdl ha deciso, Marcolin candidato sindaco
PIOVE DI SACCO Dopo mesi di polemiche e divisioni interne, ieri è arrivata la scelta ufficiale. Canova proverà la corsa in Provincia. Tempo fa avevo dato la mia disponibilità e sono rimasto in attesa. Adesso sono pronto a cominciare» Come un bravo taumaturgo, è riuscito nel miracolo: ricompattare il centrodestra sul suo nome. Alessandro Marcolin, medico piovese di sessant’anni, in servizio all’ospedale di Dolo, l’ha spuntata su Alberto Canova. Sarà lui il candidato sindaco del Pdl a sfidare il coetaneo Bruno Coccato sostenuto dal Pd, mentre Canova correrà per un posto di consigliere in Provincia. Dopo mesi di polemiche e lacerazioni interne non è un caso, forse, che a sanare le ferite del neonato partito unico piovese di centro destra sia stato proprio un dottore. Psichiatra, per la precisione, specialista in criminologia e medicina legale, oltre ad essere direttore uscente del dipartimento di riferimento dell’Usl 17. Ieri mattina l’ufficializzazione della sua candidatura, al termine di un confronto tra i consiglieri regionali Regina Bertipaglia, Leonardo Padrin, Piergiorgio Cortelazzo, Barbara Degani, Valdo Ruffato, Raffaele Zanon e l’onorevole Filippo Ascierto. «Adesso inizia il vero lavoro – ha commentato a caldo Marcolin, già consigliere comunale negli anni Ottanta tra le file del Psi -. Svariati mesi fa alcuni amici, tra cui Regina Bertipaglia, mi hanno sollecitato a dare la mia disponibilità a candidarmi. Io l’ho data e da allora mi sono limitato a rimanere in attesa. Ora che ho appreso di essere stato confermato sono pronto a partire, convinto che il gruppo che mi ha pregato di accettare continuerà a sostenermi anche durante la campagna elettorale. Il nostro programma guarderà al futuro, a rilanciare il ruolo, la funzione economica e l’identità storica di Piove di Sacco e della Saccisica». Per nulla deluso Alberto Canova, che ha incassato con entusiasmo la proposta di candidarsi a palazzo Santo Stefano: «Sono soddisfatto da questa divisone dei ruoli. In questo modo avremo la possibilità di portare avanti il nostro progetto su un’altra strada ma con la stessa determinazione». Dello stesso umore anche Leonardo Padrin, uno dei big, insieme alla senatrice Elisabetta Casellati, a sostenere per primi Canova, lasciando sempre una porta aperta al confronto. «È prevalso il progetto sulle persone – sono le prime parole del consigliere regionale al termine del tavolo con i colleghi del Pdl -. Ritengo che oggi sia stata data una grande dimostrazione di maturità da parte di tutti noi. Già la prossima settimana ci sarà la prima uscita pubblica sia con Marcolin che con Canova». Ora che entrambi gli schieramenti maggiori, Pdl e Pd, sono usciti allo scoperto, anche i partiti minori iniziano a fare seriamente le proprie valutazioni. «Al primo turno presenteremo il nostro candidato Antonio Sartori – afferma il vice coordinatore provinciale dell’Udc, Nicola Mazzonetto -. In caso di ballottaggio è probabile seguiremo la linea nazionale, cercando l’accordo con il centro destra. Ma l’ultima parola sarà quella degli elettori».
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 APRILE 2009
CODEVIGO – Rifiuti meno cari e tariffe bloccate per tutto l’anno
CODEVIGO. – Raccolta dei rifiuti meno cara per i cittadini di Codevigo. Grazie, infatti, alla lunga trattativa che ha portato alla ricontrattualizzazione dell’appalto e la riorganizzazione del servizio per i cittadini è prevista per quest’anno, a conti fatti, una riduzione media pro capite del 4 per cento. Sul vecchio contratto gravavano un meccanismo automatico di adeguamento biennale dei costi pari al dieci per cento, il costo di noleggio dei cassonetti pari, lo scorso anno, a 35 mila euro e le spese di gestione dell’ecocentro. Il comune nel nuovo contratto ha ottenuto invece il solo aumento Istat e la restituzione da parte dell’ente gestore dei costi (30 mila euro) sostenuti per i servizi svolti direttamente con il personale comunale. «L’eliminazione di queste anomalie – spiega soddisfatto l’assessore Giuseppe Nava – e una più corretta valutazione dei reali costi dei servizi di raccolta porta a porta, hanno permesso di economizzare. Mantenendo il vecchio contratto anche per quest’anno avremmo avuto un aumento dei costi stimabile nel 10 per cento. La scelta invece di affidare al Bacino Padova Quattro oltre alla gestione del servizio anche quella amministrativa e la revisione del contratto si stanno dimostrando più convenienti per gli interessi della collettività – continua Nava – tanto da permettere all’amministrazione comunale di poter attuare il blocco delle tariffe per tutto il 2009 per le utenze non domestiche. La revisione del contratto, inoltre, ci consente di essere tra i pochi comuni della provincia ad applicare riduzioni tariffarie di tutte le utenze domestiche, con un’attenzione rivolta soprattutto alle famiglie numerose ed ai nuclei composti da un solo componente, con un pensiero per gli anziani che vivono soli». Le novità riguardano anche la riscossione che sarà effettuata tramite fatturazione, con cadenza quadrimestrale, e non più a mezzo di cartella esattoriale o avviso di pagamento. In questa maniera le attività produttive e commerciali potranno recuperare l’Iva al 10 per cento.
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 APRILE 2009
Chiesto il giudizio immediato per il marocchino accusato di violenza sessuale di gruppo
PONTELONGO. Il pm Benedetto Roberti ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Youssef El Oumari, il ventottenne marocchino, accusato di concorso in violenza sessuale di gruppo e di sequestro di persona con l’aggravante di aver commesso i fatti mentre si trovava illegalmente nel territorio italiano. La vittima è una trentasettenne del Piovese, stuprata in un appartamento di Pontelongo situato in via Zuccherificio 12 da tre magrebini, due dei quali rimasti tuttora sconosciuti: li aveva incrociati al bar Milù nel centro del paese, insieme a un altro nordafricano suo conoscente. Quella sera non voleva rientrare a casa presto perché aveva litigato con il convivente. Così aveva bevuto nel locale insieme a loro. Poi aveva accettato di andare a fare un giro in macchina, anche se era un po’ alticcia. «Siamo entrati nell’appartamento e ci siamo messi a chiacchierare» aveva raccontato la donna ai carabinieri. Solo allora erano state chiare le reali intenzioni dei tre, che l’avevano chiusa in una stanza, immobilizzata, spogliata e violentata. In un’altra camera c’erano altri due connazionali che avevano tentato di farsi aprire la porta, udendo le grida della donna. Niente da fare: tuttavia, erano stato uno di loro a confermare agli inquirenti l’aggressione. L’indomani la trentasettenne aveva denunciato la violenza, riconoscendo in una fotosegnaletica uno degli stupratori, appunto El Oumari, sottoposto a fermo qualche ora più tardi. L’uomo è rinchiuso nel carcere di Pordenone in un’ala riservata a chi è sospettato di violenze sessuali: adesso potrà chiedere al gip il patteggiamento o il giudizio abbreviato. Qualora rinunciasse a uno dei due riti alternativi, sarà il gip stesso a fissare il processo davanti al tribunale.
di : (c.g.)
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 APRILE 2009
PIOVE DI SACCO RISPARMIO ENERGETICO
Attivo al Polisportello di viale Alpini un nuovo servizio di consulenza gratuita sul risparmio energetico, gestito dal Bacino Padova 3 con Legambiente. Ogni giovedì dalle 10 alle 13 sarà aperto lo Sportello Energia che darà informazioni sulle recenti normative sul risparmio energetico e le energie rinnovabili, sui contributi economici previsti, sgravi fiscali e tecnologie presenti. Info 800.238389.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 APRILE 2009
PONTELONGO In soli due mesi conclusa l’indagine sulla violenza sessuale di gruppo ai danni di una trentasettenne. Il pm Benedetto Roberti chiede il processo per Youssef El Oumari
Pontelongo – Stuprata dal branco, giudizio immediato per il capo. Riconosciuto con certezza dalla giovane donna e da un magrebino che le ha prestato soccorso. Ancora ignoti i due complici. Donna violentata dal branco. Giudizio immediato per uno degli stupratori, l’unico finora identificato dalle forze dell’ordine, incastrato non solo dalla stessa vittima che lo ha riconosciuto, ma pure da un suo connazionale che ha prestato soccorso alla donna. Il pubblico ministero Benedetto Roberti, che ha coordinato l’indagine dei carabinieri, ha trasmesso il fascicolo alla cancelleria del gip. Se entro quindici giorni l’imputato non chiederà riti alternativi (patteggiamento o rito abbreviato per garantirsi uno sconto di pena), si ritroverà a fare i conti con il tribunale collegiale, a dibattimento. Lui è Youssef El Oumari, ventinovenne marocchino, clandestino. Nel primo interrogatorio ha negato la violenza sessuale. Ha detto di avere soccorso la giovane donna che si era ferita ad una gamba cadendo. Da due mesi è detenuto nel carcere di Pordenone, sezione protetti. Non è neppure ricorso al tribunale del riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare spiccata dal giudice Claudio Marassi. L’imputazione rimane invariata: stupro di gruppo. Anche se i due complici non sono stati identificati. Lei, la vittima, ha trentasette anni. Era la notte del primo febbraio. Quella sera aveva litigato con il convivente ed era andata a far visita ad alcuni nordafricani, vicini di casa. Gente perbene. Poi l’invito ad andare a prendere qualcosa al bar. «Ero uscita in compagnia con delle persone, tra cui questo extracomunitario che conoscevo bene. Abbiamo bevuto. Poi, ad una certa ora, sono stata trascinata in un casolare dove vivono alcuni di loro. Lì è successo…». In tre avevano abusato di lei. A soccorrerla era stato un altro magrebino. Aveva sentito provenire le urla dalla stanza occupata da Youssef El Oumari. «Mi ha vista in lacrime. Mezza svestita e infreddolita e mi ha offerto una coperta. Poi sono riuscita ad andarmene e a tornare a casa». Aveva una ferita ad una gamba, ecchimosi rossastre al collo e ai polsi: i segni lasciati dagli stupratori per immobilizzarla. Aveva raccontato tutto al compagno. «Ero sconvolta. Abbiamo deciso di chiamare i carabinieri, abbiamo parlato con quelli di Piove di Sacco. Sono venuti a casa. Hanno chiesto i documenti a me e al mio convivente… Ero scoraggiata, non me la sono sentita di raccontare tutto. Ho detto al mio compagno: vado a farmi un bagno, andiamo a dormire e dimentichiamo tutto». Ma la mattina dopo si era rivolta ai carabinieri di Codevigo e aveva trovato il coraggio di rivivere alla moviola le violenze subìte. Nella catapecchia gli investigatori dell’Arma avevano rinvenuto una calza della donna, finita sotto il materasso del letto. Ma il resto della sua biancheria intima era sparito. Il pubblico ministero ha affidato alla dottoressa Luciana Caenazzo, biologa dell’Istituto di medicina legale dell’Università, gli accertamenti sui reperti biologici, nella speranza di individuare le tracce del Dna anche degli altri due aggressori.
di : (G.Colt.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 4 Aprile 2009,
PONTELONGO – Centro musulmani, Ascierto: «Mando i carabinieri a controllare»
Pontelongo – Che sia un centro culturale, una sala di preghiera o un punto di ritrovo, non fa grande differenza. L’importante è che l’attenzione sulle attività svolte dall’associazione marocchina “El Ferdawass” nelle stanze al piano terra di un caseggiato di via Zuccherificio, rimanga alta. E, soprattutto, che tutto ciò che viene detto o fatto dietro le vetrine sia chiaro a tutti. Si riassume in questo concetto il pensiero di numerosi cittadini di Pontelongo, all’indomani dalla conferma ufficiale che un gruppo di marocchini residenti in paese, ha dato via ad un’associazione per promuovere lo sport e la conoscenza della lingua araba tra i loro figli nati in Italia. Senza negare che, talvolta, la sala diventa luogo per riunirsi in preghiera. Il tutto con il benestare del Comune che, effettuati i dovuti controlli igienico sanitari, non ha opposto particolari dinieghi all’avvio dell’attività.«Mi fa piacere dialogare con queste persone nel rispetto delle norme e delle regole – precisa il sindaco Federico Ossari -. So per certo che non insegnano solo la lingua araba ma anche l’italiano e, come abbiamo già fatto negli anni scorsi, stiamo collaborando con l’associazione per dare il via a dei corsi di alfabetizzazione rivolti soprattutto alle donne. Se poi lì dentro pregano anche, questa è una cosa che possono fare benissimo anche nelle loro case e non dipende da noi. Questo non significa che abbasseremo il livello di guardia: la situazione è monitorata da più organi competenti e, da lunedì, partirà la realizzazione del progetto di videosorveglianza del territorio, che prevede l’installazione di una telecamera anche all’incrocio tra via Villa del Bosco e via Zuccherificio». Meno tranquillo si dice Filippo Ascierto, l’onorevole di An nel Pdl, che liquida l’atteggiamento di Ossari in un’espressione: «Ai sindaci come quello di Pontelongo stanno più a cuore i cittadini extracomunitari che quelli italiani – afferma -. Fermo restando che tutto ciò che è previsto dalla legge, in linea con le norme italiane, non è reato, farò immediatamente presente questa situazione alla compagnia dei carabinieri di Piove di Sacco, chiedendo loro di effettuare tutte le verifiche del caso per chiarire al meglio cosa c’è dietro questo centro culturale e se sia cosa lecita o meno». Interpellato sulla questione, il consigliere regionale del Partito Democratico, Giovanni Gallo, ha scelto di non esprimere un’opinione: «Non sono informato della situazione e non ne conosco i dettagli, pertanto preferisco non parlare fino a che non avrò dati precisi», ha detto. Per lo stesso atteggiamento, al momento, hanno optato i componenti della lista civica “Insieme per Pontelongo”, che presenterà Fiorella Canova come candidato sindaco sostenuto da Pdl e Lega Nord alle prossime elezioni amministrative. Niente giri di parole, invece, per l’assessore provinciale Roberto Marcato: «Mi piacerebbe conoscere il piano dei corsi tenuti da questa associazione, chi sono gli insegnanti, che qualifica hanno e quali argomenti trattano – dice -. Per quanto riguarda la libertà di culto, questa rimane un diritto acquisito e non si discute. Rimangono un enigma da chiarire, invece, in questo caso come in altri, le modalità con le quali essa viene applicata».
di : Fe.Be.
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 4 Aprile 2009,
Ecco quanto hanno sborsato complessivamente i cittadini per aver violato il codice della strada nel 2008
Piove di Sacco – Indisciplinati al volante, multe per 700 mila euro. A Piove spesa media di 8,34 euro e a Conselve di 12,64. Gli automobilisti di Arre i meno tartassati (1,54) Il costo delle multe grava maggiormente sulle spalle dei cittadini piovesi rispetto a quelli del Conselvano. Sono i vigili più severi o gli automobilisti meno disciplinati? Il quesito rimane insoluto. L’unica certezza, al momento, sono i dati: se ogni residente del comprensorio che fa capo a Conselve ha pagato in media, nel 2008, 6,93 euro di multa, quelli della Saccisica hanno sborsato 7,60 euro pro capite. Ovvero, 67 centesimi in più. Il quadro si ribalta se a essere messi a confronto sono i due capoluoghi, Piove di Sacco e Conselve. Nella città di San Martino, infatti, ogni residente ha pagato mediamente 8,34 euro di sanzioni, per un totale di 150.579 mila euro incassati dal Comune. Sale di quasi quattro euro la spesa pro capite di ogni cittadino di Conselve, che ha sganciato mediamente 12,64, per un totale di 122.670 euro introitati dal Comune. Preso singolarmente, infatti, Piove di Sacco, sotto questo aspetto, assume le sembianze di un’isola felice rispetto agli altri Comuni della provincia che superano i 15 mila abitanti. Come ha fatto notare il vice sindaco Giorgio Bovo, analizzando i dati a di Abano Terme (21,47 euro), Albignasego (10,31 euro), Este (16,67 euro) e Padova (24,19 euro). Per non parlare di Cittadella, dove sulla testa dei suoi abitanti pende la bellezza di 139,74 euro ognuno. Tornando al paragone tra Piovese e Conselvano, nei nove Comuni del primo comprensorio, che in totale toccano quota 62.122 abitanti, i vari nuclei di polizia municipale hanno staccato verbali per 471.855 euro. Negli altrettanti nove centri del Conselvano (Cartura e Tribano non sono pervenuti), che insieme contano 34.412 residenti, il valore totale delle multe emesse ammonta invece a 238.514 euro. Nella Saccisica il primato assoluto va a Codevigo, i cui residenti hanno pagato mediamente 16,68 euro di multe a testa, fino a sei volte tanto gli altri Comuni. Segue Arzergrande, con la media pro capite di 9,53 euro. Al terzo posto quasi a pari merito si classificano Piove di Sacco, Brugine e Correzzola, con una media che oscilla dagli 8,34 agli 8,73 euro. A scendere, troviamo Pontelongo con 4,90 euro, Polverara con 4,17 e Legnaro con 3,38 euro. I meno tartassati sono i santangiolesi, con una media di 2,62 euro a testa. Nel Conselvano i cittadini più salassati sono quelli di Bovolenta, ognuno dei quali ha pagato in media 13,46 euro a testa. Al secondo posto i residenti di Conselve, con 12,64 euro pro capite e al terzo posto quelli di San Pietro Viminario, con 11,55 euro. In mezzo Anguillara Veneta con 2,83 euro, Terrassa Padovana con 2,51 euro e Bagnoli di Sopra con 2,21 euro. Per gli altri la media è contenuta, fino a raggiunger la cifra più bassa in assoluto pagata dai cittadini di Arre, Candiana e Agna: rispettivamente 1,54, 1,82 e 1,83 euro.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 3 Aprile 2009,
«Una moschea? No, insegniamo l’arabo ai nostri ragazzi»
Pontelongo – Una moschea a Pontelongo? La notizia rimbalza di bocca in bocca tra i cittadini da qualche giorno, da quando si è sparsa la voce che un gruppo di marocchini residenti in paese avrebbe chiesto al Comune l’autorizzazione per aprire una non meglio definita sala da tè al piano terra di un caseggiato all’imbocco di via Zuccherificio. Notizia confermata dal sindaco Federico Ossari che, allo stesso tempo, nega nel modo più assoluto l’ipotesi che possa sorgere una sala di preghiera per musulmani a Pontelongo. Anzi annuncia che, per fugare ogni dubbio, un occhio elettronico sarà presto puntato sul quartiere generale dei marocchini. «Nell’ambito del progetto di videosorveglianza del territorio – spiega il primo cittadino – installeremo una telecamera per controllare i “movimenti” della zona, che costituisce un punto di ritrovo d’eccezione per i cittadini extracomunitari». Tornando alla moschea, Ossari assicura: «Non aprirà alcuna sala di preghiera a Pontelongo. La notizia è totalmente infondata ma non mi stupisce che si sia sparsa, visto che siamo in campagna elettorale. Le cose sono andate così: un gruppo di marocchini è venuto a chiedere il permesso di dar via ad una sala da tè in via Zuccherificio. L’idea è stata loro subito sconsigliata ma il Comune non ha strumenti per opporsi alla nascita di un’associazione e all’avvio delle loro attività, qualora gli ambienti dove vengono fatte rispettino le norme igienico sanitarie. Così abbiamo fatto già due ispezioni e, sotto questo profilo, non sono stati rilevate infrazioni. Per il resto, sono solo chiacchiere». Ma quali sono le attività svolte all’interno della sala di via Zuccherificio e, soprattutto, da chi? A rispondere è il titolare del bazar e della macelleria islamica, Malki Abdelhaidi, presidente dell’associazione “El Ferdawass”, traducibile come “Il Paradiso”. «Da circa un anno ci siamo costituiti in gruppo ma solo da una ventina di giorni abbiamo iniziato i nostri incontri nella sala di via Zuccherificio – chiarisce Abdelhaidi in perfetto italiano, acquisito in più di vent’anni di permanenza nel nostro Paese -. Siamo circa una ventina e lo scopo principale è quello di promuovere delle lezioni di lingua araba per i nostri ragazzi e anche dei corsi di calcio e altre discipline sportive. Ci troviamo circa ogni sette giorni e talvolta preghiamo anche ma la nostra è solo un’associazione, non una moschea. Ed è stato proprio grazie all’idea di dar via a questo gruppo che alcuni connazionali malintenzionati si sono allontanati dalla zona. Prima, davanti alla mia bottega, succedevano spesso risse. Io stesso sono stato derubato più volte e quasi ogni mattina, quando aprivo il negozio, trovavo davanti bottiglie rotte e spazzatura. Da quando è nata “El Ferdawass” queste cose non succedono più».
di : Fe.Be.
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Il MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 02 APRILE 2009
Appello per salvare il settore saccarifero Una via è la cooperazione fra i coltivatori
PONTELONGO. Enti locali, province, regioni e Stato uniti per dare futuro al comparto saccarifero: ieri mattina si è tenuta una attesa tavola rotonda promossa dal sindaco di Pontelongo Federico Ossari per sondare le strategie in grado di traghettare lo zuccherificio oltre il 2010, data in cui scadranno i contributi sulla produzione di barbabietole. Con il primo cittadino pontelongano si sono confrontati il vice presidente della Regione Veneto Franco Manzato, gli assessori all’Agricoltura della Provincia di Padova Luciano Salvò, della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni, della Provincia di Bologna Gabriella Montera, l’amministratore delegato di Italia Zuccheri Stefano Montanari e il presidente della cooperativa CoproB Claudio Gallerani. La questione oltre ad investire lo zuccherificio di Pontelongo, coinvolge pure quello di Minerbio, in provincia di Bologna. «Si è trattato di un tavolo tecnico e politico – ha sottolineato Ossari – che ha unito tutti coloro che hanno un ruolo nel futuro del comparto saccarifero. Lo scopo è capire quali prospettive ci sono alla luce delle difficoltà economiche legate alla riforma del 2005». Il nodo è rappresentato dal fatto che nel 2010 cesseranno i contributi per i coltivatori di barbabietole che oggi garantiscono il prezzo di 39 euro alla tonnellata di prodotto. Senza contributi europei il prezzo scenderebbe a 26 euro e non ci sarebbe più alcun margine per i produttori per rimanere sul mercato. «La differenza per arrivare almeno a 35 euro – afferma Ossari – dovrebbe essere assicurata dallo Stato per una parte e per il resto dall’Europa. Per questo serve però una negoziazione di cui deve farsi protagonista lo Stato forte dell’appoggio delle Regioni interessate. Nel frattempo va risolto anche il problema energetico: i nostri stabilimenti, che usano il metano, hanno costi del 20 per cento superiori a quelli di altri paesi che usano carbone. Servono investimenti per renderci competitivi». Il presidente di CoproB Gallerani ha annunciato che già numerose aziende venete, pari a oltre settemila ettari di coltivazioni di barbabietola, hanno chiesto di aderire alla cooperativa: «Rendere soci i produttori significa renderli parte integrante dell’azienda, legandoli a filo doppio con il suo futuro. E’ una scommessa importante che siamo certi darà frutti positivi a Pontelongo, come da anni succede a Minerbio». «Il comparto saccarifero è strategico per la nostra regione – ha affermato il vicepresidente della Regione Veneto Manzato – con oltre 20 mila ettari e 2.500 aziende coinvolte. Il mantenimento della redditività delle imprese e dell’occupazione sono fondamentali e su questo guardiamo con grande favore alla strategia comune con l’Emilia Romagna».
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 2 Aprile 2009,
PONTELONGO – Bieticoltura, il piano per il rilancio
Pontelongo – Dar vita ad una cooperativa dei bieticoltori veneti e potenziare la viabilità per favorire il conferimento delle barbabietole allo zuccherificio: sono le due proposte emerse al termine della tavola rotonda sul futuro del settore saccarifero, che si è riunita a Villa Foscarini. I sindaci dei Comuni dove gravitano i due maggiori zuccherifici del Nord Italia, Pontelongo e Minerbio (Bo), si sono stretti la mano promettendosi reciproco impegno per favorire la permanenza nel territorio degli impianti che tanto hanno dato ai rispettivi paesi e che, oggi, dopo la riforma Ocm del 2005, chiedono maggiori garanzie. «Il nostro zuccherificio ha più di cento anni – ha affermato il primo cittadino di Pontelongo, Federico Ossari – ed è rimasto l’ultimo baluardo dopo la chiusura di altri impianti. La scommessa per il futuro sarà quella di coinvolgere il mondo agricolo, dando il via ad una cooperativa di produttori, oltre che chiedere l’impegno delle istituzioni per migliorare la viabilità. La produzione di zucchero in Italia, ad oggi, non soddisfa il consumo nazionale e tanto ne viene ancora importato. Questo margine ci dà la convinzione di quanto importante sia sostenere i nostri stabilimenti». Sostegno che diventa un dovere politico, oltre che tecnico, per le dimensioni dello zuccherificio di Pontelongo e del gruppo Coprob al quale afferisce: «I dipendenti fissi sono circa 120 più 200 avventizi – ha confermato il presidente Claudio Gallerani -. Il fatturato annuo viaggia sui 200 mila euro. Entro fine luglio è previsto un investimento consistente per l’intero gruppo, che prevede la riconversione degli impianti smessi come quello di Porto Viro. Ma la sfida sarà quella di arrivare preparati al 2010, quando finiranno gli aiuti straordinari della comunità internazionale». Impegno sottoscritto anche dal vice presidente delle Regione, Franco Manzato, e dall’assessore all’Agricoltura della Provincia, Luciano Salvò.
di : (fe.be.)
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Il MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 31 MARZO 2009
Pontelongo sale sul trono veneto – Finali Under 18: le ragazze del Pool stracciano San Donà
PONTELONGO. Ogni dieci anni un successo. Nel 1999, a laurearsi campionesse regionali erano state le ragazze del Pool Volley allenate da Paolo Patella. Stavolta è toccato all’Under 18 femminile vincere il titolo veneto, festeggiato nel palazzetto di San Martino di Lupari, «tempio» della Luparense scudettata del calcio a cinque. Dopo aver stupito tutti superando in semifinale il Vicenza campione italiano in carica, il sestetto di Pontelongo si è ripetuto battendo il San Donà 3-0 (25-18, 25-17, 25-23) e strappando così anche il pass per le finali nazionali in programma a Termoli dal 28 al 31 maggio. Tutte le giocatrici sono ovviamente da elogiare, ma per qualcuna vale la pena di spendere qualche parola in più: per il libero Anna Grezzo, per esempio, rientrata in treno da una gita scolastica in Germania solo per giocarsi la finale (ed è ripartita subito dopo). Per la centrale Martika Bertelle, che si ammalata due giorni prima e ha seguito da casa le vicende delle compagne. Per Arianna Trabuio, chiamata a sostituirla e a prendersi una piccola rivincita dopo aver dovuto saltare per infortunio la finale Under 16 dell’anno scorso. E infine per Annalisa Tiozzi, centrale arrivata da Porto Viro, e migliore giocatrice della finale.
di : DIEGO ZILIO
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Il MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 31 MARZO 2009
Interventi straordinari contro la crisi
Da settimane assistiamo a continue proposte che provengono da più parti per affrontare la crisi economica e finanziaria nella quale siamo stati trascinati e dalla quale, almeno per il momento, non se ne vede l’uscita. A mio avviso, l’eccezionale gravità della situazione in cui ci troviamo, non può essere gestita con misure «ordinarie», ma richiede interventi che siano altrettanto eccezionali e che diano veramente una risposta a chi si trova in difficoltà. Quello invece a cui assistiamo è una continua sottovalutazione del dramma di quelle persone che, giorno dopo giorno, vedono ridursi il loro reddito a seguito della contrazione delle ore lavoro, o peggio ancora, all’azzeramento del reddito stesso a seguito di licenziamenti che subiscono, senza alcun «paracadute». Da sindaco di una piccola comunità non posso accettare che le azioni del Governo siano quasi esclusivamente rivolte a garantire le banche o le grandi imprese, azioni queste necessarie, ma il compito di Governo lungimirante deve andare oltre. Ogni giorno e in misura sempre crescente, assistiamo ad una domanda di aiuto da parte delle persone in difficoltà che gli Enti Locali da soli non sono più in grado di affrontare. Da sempre i Comuni, che rappresentano l’istituzione più vicina ai cittadini, si sono fatti carico di soddisfare, almeno parzialmente, i bisogni essenziali di alcune categorie deboli, ma oggi ciò non è più possibile. Le ristrettezze economiche in cui gli stessi Comuni si trovano a seguito delle riduzioni dei trasferimenti statali e dell’eliminazione dell’Ici, uniti a questa domanda insostenibile di aiuto ai casi di povertà estrema, non permettono di continuare a reggere una situazione che già oggi è esplosiva ed è destinata a peggiorare. La sensazione è che le soluzioni che ci vengono proposte in questi giorni dal governo nazionale, come la questione dell’ampliamento della casa, o la progettazione delle grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina, ci portino decisamente fuori strada, ignorando i veri problemi dei singoli, lasciando ancora una volta soli gli Enti locali a gestire il dramma umano e sociale di tante persone. Ma è mai possibile che anche di fronte ad una situazione economica come quella che stiamo vivendo non si metta al primo posto la persona e la sua dignità, valutando seriamente di dare un assegno di disoccupazione anche a coloro che non hanno altre tutele? Quello che ancora di più irrita poi le persone, è il continuo messaggio di forzato ottimismo che viene trasmesso ogni giorno e che risulta essere più una provocazione che una sollecitazione, come ad esempio quanto affermato dal nostro premier «in periodi di crisi lavorate di più». Da pubblico amministratore non nascondo la mia difficoltà umana e amministrativa di fronte a certe situazioni che mi trovo ad affrontare quando si presentano da me persone che, in molti casi disperate, mi chiedono qualcosa per poter comprare da mangiare ai loro figli, per pagare la bolletta della luce, per comprare le medicine, oppure che stanno per affrontare uno sfratto esecutivo e non sanno dove andare. In tempi «normali» questi casi vengono gestiti e fanno parte di quel naturale ruolo che un Ente locale svolge a favore di propri concittadini in difficoltà. Oggi questo non è più possibile. Nel nostro Comune, in occasione della costruzione del bilancio di previsione per il 2009, abbiamo destinato alcune risorse, che andremo ad integrare nel prossimo consiglio Comunale, destinate a sostenere con prestiti a tasso zero le famiglie maggiormente in difficoltà. Il tutto seguendo criteri stabiliti da apposito regolamento che individua i casi più bisognosi. Non basta a risolvere il problema. E’ necessario invece che sia lo Stato, come avvenuto in quasi tutte le parti del mondo, che si faccia carico di affrontare con risorse straordinarie il problema, istituendo delle forme di sostegno temporanee a chi viene a trovarsi senza reddito. Il tutto potrebbe anche essere gestito attraverso il trasferimento dei fondi agli Enti locali che meglio e più dello Stato sono in grado di distinguere chi ne ha bisogno e chi no, valutando anche una sorta di impegno da parte delle persone che ricevono questi contributi a rendersi utili per la propria comunità. Non si faccia un altro errore come quello della social card che ha prodotto solo costi, inefficienze e delusioni. I Comuni sono pronti a svolgere quel ruolo che è loro proprio, ma non a farsi carico di situazioni insostenibili. Solo così riusciremo a costruire le condizioni per uscire da questa crisi e saremo in grado di scongiurare quelle tensioni sociali che in qualche parte del mondo cominciano già ad affiorare. Ma per fare tutto ciò è necessario avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, di fare scelte coraggiose e di mettere sul piatto quelle risorse che, se ben investite, potranno veramente, insieme ad altre iniziative, rilanciare il nostro Paese e ridare dignità a tante persone che oggi rischiano di perderla.
Federico Ossari sindaco di Pontelongo
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 29 MARZO 2009
Guerrieri nella palude History Channel gira un film sulla Guerra della Saccisica
SANT’URBANO. Cento figuranti impegnati da ieri in combattimenti che rievocano lo scontro fra Veneziani e Carraresi Il documentario andrà in onda in giugno su Sky – Vengono da tutto il Nord-Italia. Non hanno paura di guadare una palude, di stare sotto chili di ferraglia, di aspettare per più di dieci ore il «ciak» di una scena. Sono i cento figuranti che negli ultimi due giorni hanno occupato il Bosco dei Lavacci di Sant’Urbano per rievocare la Battaglia della Saccisica, epico conflitto che si svolse nel 1404 tra gli eserciti della Serenissima e dei Carraresi. Nell’oasi naturalistica della Bassa Padovana sono infatti arrivate le telecamere di History Channel, canale tematico completamente dedicato alla storia, che ha dedicato alla guerra della Saccisica un intero cortometraggio. La troupe del canale satellitare si è stabilita nella frazione Carmignano con tre telecamere, un carrello di ripresa, un jimmy (braccio mobile) e almeno venti addetti ai lavori, coordinati dal regista Giovanni Consonni e dall’autore Valdo Gamberutti. Con loro c’era anche Alex Braga, noto conduttore radiofonico che ogni giorno è su Radio2 con «610», programma in cui fa da spalla al duo Lilo&Greg. «Siamo arrivati quasi casualmente in questo bosco – spiega Gamberutti -. Avevamo deciso di girare il film a Este, ma l’ambiente è troppo antropizzato. Girando per la Bassa ci siamo imbattuti in questo luogo: siamo rimasti estasiati da quest’area, segnalata peraltro solo da un minuscolo cartello». Venerdì sono dunque arrivati i primi figuranti: i Bellatores Federiciani di Padova, la Compagnia dei Squarzacoje di Montagnana, il mitico Orazio «Cane» Pasqualotto (pubblicitario padovano molto noto nell’ambiente), ma anche i gruppi di Rimini, Faenza, Chioggia, Castelfranco Veneto. Per loro solo qualche spicciolo come rimborso, ma tanta tanta passione. Venerdì sono state girate le scene del guado: i veneziani guidati da Carlo Zen sorpresero le truppe padovane accerchiandole attraverso le zone stagnanti della Saccisica. «Il Bosco offre paludi vere e proprie: è stata un’impresa per gli attori immergersi in queste acque con armature, spade e scudi. E’ stata poi girato un piccolo documentario in cui un “medicus” dell’epoca ha spiegato i rimedi contro la malaria», aggiunge l’autore. Ieri è stata la volta della battaglia vera e propria. Oggi invece il set si trasferirà al castello di San Martino della Vaneza a Trambacche. Il lungometraggio andrà in onda (canale 406 di Sky) da giugno.
di : NICOLA CESARO
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 29 MARZO 2009
Disoccupazione, domande triplicate rispetto ai primi mesi dello scorso anno
PIOVE DI SACCO. Più che triplicate nei primi due mesi di quest’anno le domande di disoccupazione rispetto allo stesso periodo del 2008: lo sconfortante e preoccupante dato è quello che emerge dall’agenzia Inps piovese, che ha la competenza oltre che sul capoluogo della Saccisica anche sui comuni di Agna, Anguillara, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Bovolenta, Brugine, Candiana, Cartura, Codevigo, Conselve, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo, San Pietro Viminario, Sant’Angelo di Piove, Terrassa Padovana e Tribano. Tra gennaio e febbraio dello scorso anno, l’agenzia ha raccolto 239 domande di disoccupazione ordinaria oltre a 27 domande di mobilità. I numeri riferiti al medesimo periodo di quest’anno fanno emergere in tutta la sua gravità la crisi economica in corso: le domande di disoccupazione sono state infatti ben 745 e 44 quelle di mobilità. Il numero di persone che hanno perso il lavoro è quindi più che triplicato. Prendendo come riferimento i soli dieci comuni della Saccisica, un’altra pennellata scura nel già fosco quadro economico locale la offrono i dati sul numero complessivo di disoccupati. Erano poco più di duemila nel 2008. Oggi sono 3.517. Il primato spetta a Piove di Sacco, che è anche il Comune più popoloso con oltre 18.000 abitanti: i disoccupati, secondo le stime del dirigente responsabile del settore Lavoro e formazione della Provincia di Padova Claudio Sarcona, sono 1.083, di cui 626 donne e 457 uomini. Seguono Brugine con 374 disoccupati, Legnaro con 345, Sant’Angelo con 338, Codevigo con 329, Correzzola con 304, Arzergrande con 255, Pontelongo con 212, Bovolenta con 170 e Polverara con 107. In tutti i comuni emerge come il numero di donne disoccupate superi quello degli uomini, talvolta quasi del doppio: nel caso di Pontelongo, per esempio, sono 72 le donne senza lavoro a fronte di 140 uomini. Ad Arzergrande sono 165 contro 90, a Sant’Angelo 208 contro 130. In tutta la Saccisica gli uomini disoccupati sono 1.476, le donne 2.041. Di questi dati si è discusso nel corso del consiglio comunale svoltosi giovedì scorso a palazzo Jappelli. «Stiamo approntando un piano di aiuto per le famiglie più in difficoltà – ha fatto sapere l’assessore ai Servizi sociali Sergio Contran – del resto tocco con mano ogni settimana la gravità del problema, dato che ricevo decine di persone che vengono a chiedere aiuto perché hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. Abbiamo accantonato una somma del bilancio, che in Giunta stiamo valutando come utilizzare per andare incontro almeno ai casi più gravi».
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 29 Marzo 2009,
L’esercito dei disoccupati: 3517 senza lavoro
Piove di Sacco – Drammatica la situazione occupazionale nella Saccisica. A Piove di Sacco sono a casa in 1083, a Brugine in 374 e a Legnaro in 345. In un anno raddoppiate le domande di mobilità. Nessuna azienda cerca laureati, elettricisti e saldatori i più rischiesti. Per più di tremila persone nel Piovese la sveglia al mattino non trilla più. Nei Comuni della Saccisica i disoccupati, al 25 febbraio 2009, sono 3517. Persone che non hanno mai avuto un lavoro o che lo hanno perso in questi ultimi mesi, nei quali aziende e imprese hanno dovuto riorganizzare il personale per far fronte alla crisi. Il problema della mancanza di un impiego riguarda maggiormente le donne: 2041 di loro non hanno un lavoro, contro 1476 uomini. I dati sono quelli forniti dal settore Lavoro e formazione della Provincia, in seguito alla richiesta dei consiglieri comunali Giancarlo Rigato e Vanna Benasciutti. I quali hanno portato il problema sui banchi del parlamentino piovese, chiedendo all’amministrazione comunale di attivare un monitoraggio più approfondito di questa piaga sociale che non accenna a chiudersi. Piove di Sacco il centro più colpito, con un totale di 1083 residenti al momento inoccupati. Anche gli altri Comuni registrano numeri significativi: Brugine (374), Legnaro (345), Sant’Angelo di Piove (338), Codevigo (329), Correzzola (304), Arzergrande (255), Pontelongo (212), Bovolenta (170) e Polverara (107). Dall’Inps notizie poco confortanti – Dal 2008 al 2009 sono più che triplicate le domande di disoccupazione ordinaria e quasi raddoppiate le richieste di mobilità. L’agenzia di Piove di Sacco (che ha competenza sulla Saccisica ma anche sul Conselvano, per un totale di venti Comuni), rende noto che, solo nei primi due mesi del 2009, sono state presentate 745 domande di disoccupazione ordinaria, di cui 162 per sospensioni. A queste si aggiungono 44 domande di mobilità. Per fare un parallelo, nello stesso periodo del 2008, i dati erano sensibilmente inferiori: 239 le domande di disoccupazione ordinaria e 27 quelle di mobilità. Tanto per chiarire ulteriormente le idee, solo nel primo semestre del 2009 le domande di disoccupazione presentate all’Inps di Piove di Sacco potrebbero raggiungere e addirittura superare il totale di quelle registrate alla fine del 2008, che ammontava a 1450. Le professioni più richieste – La laurea al momento può essere messa nel cassetto. Ad oggi, le aziende del Piovese chiedono alta professionalità e specializzazione. Il generico non interessa più. La gamma della domanda varia da impiegati amministrativi, commerciale estero, ma anche pittori disponibili a percorrere in lungo e in largo il Veneto, saldatori, elettricisti e magazzinieri in grado di usare sia il computer che il muletto. Ulteriore requisito richiesto: l’iscrizione al registro di mobilità, in modo tale che l’azienda possa avvalersi delle agevolazioni previste. Quasi assente la richiesta di impiegati tecnici. «Le persone che varcano la soglia del nostro ufficio – afferma la responsabile del Centro per l’impiego di Piove di Sacco, Franca Meneghello – generalmente sono disponili a fare di tutto. Si tratta per lo più di lavoratori dell’edilizia, un tempo molto richiesti, che oggi capita vengano licenziati. Poi ci sono le operaie del settore tessile e abbigliamento, magari sospese dall’azienda e immediatamente disponibili al lavoro». Aiuti da banche e istituzioni – «Andremo a chiedere alle banche una modalità meno rigida di accesso al credito». Lo annuncia Giulio Falasco, presidente della delegazione Piovese di Confindustria. «Per le associazioni di categoria non si è mai vista una crisi del genere nella zona – continua -. Lo stesso per il comparto edilizio». E proprio dall’edilizia, l’assessore regionale Renzo Marangon, ospite a Brugine di un incontro del Coordinamento delle categorie economiche, auspica riparta l’economia locale: «Attendiamo venga approvata la nuova legge regionale sul piano casa, che consentirà l’ampliamento di abitazioni e negozi fino al 20 per cento e la demolizione e ricostruzione con aumenti fino al 35 per cento degli edifici anteriori al 1989, se si ricorrerà a tecniche di bioediliza. L’auspicio è che questa norma possa fungere da “sblocco” per un settore dal quale dipende buona parte dell’economia locale».
di : Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – VENERDÌ, 27 MARZO 2009
ZUCCHERIFICIO DI PONTELONGO Da produttori a soci-industriali – Bieticoltori invitati a far parte della cooperativa Co.Pro.B.
PONTELONGO. Non più solo produttori di barbabietole ma soci-proprietari dello zuccherificio. E’ questa la scelta nuova a cui saranno chiamati gli agricoltori che intenderanno ancora investire in questo settore. Unico rimasto nel Veneto, lo zuccherificio di Pontelongo è uno dei quattro ancora in attività in Italia. Gli altri tre si trovano a Minerbio, San Quirico e Termoli. Produce da solo circa 200.000 tonnellate di zucchero l’anno e può contare sul conferimento diretto proveniente da un distretto di produzione che si estende su una superficie di oltre 20.000 ettari, di cui 5.000 nel Padovano. Lo stabilimento pontelongano, con l’acquisizione dell’intero capitale di Italia Zuccheri Spa, è ora di proprietà della Cooperativa Co.Pro.B., storica società di bieticoltori dell’Emilia Romagna, già proprietaria dello stabilimento di Minerbio. La Co.Pro.B. ha incontrato gli agricoltori veneti per illustrare l’ambizioso progetto di invitarli ad unirsi ai propri soci, e giungere così a formare una cooperativa proprietaria di due stabilimenti. La realizzazione del progetto, prevista tra il 2009 e il 2011, permetterebbe di sviluppare sinergie ed efficienze per dare maggiori garanzie di continuità nella produzione di bietole. Una proposta che rivoluziona il tradizionale rapporto dei produttori agricoli con l’industria saccarifera, che si è sempre basato su un contratto commerciale di vendita e un prezzo industriale garantito. Grazie a questa opportunità, ora gli agricoltori potranno diventare soci, assumere la veste di produttori di zucchero e non solo di bietole, partecipare alla gestione della società e, oltre al prezzo industriale del prodotto agricolo, ottenere eventuali dividendi derivanti dall’attività di trasformazione. «Il nostro progetto – afferma Claudio Gallerani, presidente di Co.Pro.B. – è quello di unire con pari dignità i bieticoltori emiliani e quelli veneti, in un progetto di sviluppo cooperativo che renda la nostra bieticoltura capace di affrontare le prossime importanti sfide». Una novità che anche Confagricoltura Padova ha accolto con favore, come spiega il suo presidente Antonio da Porto. «I bieticoltori storici del Veneto – dice – potranno ora scegliere se cedere come sempre il proprio prodotto oppure aderire alla cooperativa. Il futuro della bieticoltura veneta poggia sul funzionamento dello zuccherificio di Pontelongo e sulla gestione che ne farà Co.Pro.B. Si tratta di un passo importante, di un indispensabile cambio di mentalità».
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 22 MARZO 2009
Consiglio comunale e sindaci unanimi «Ci serve un vero ospedale per acuti»
PIOVE DI SACCO. I sindaci della Saccisica chiedono la revisione delle schede ospedaliere che assegnano primariati e posti letto alla struttura piovese, al vaglio in questi giorni della Giunta regionale che dovrà approvarle per sancire il passaggio definitivo nell’Usl padovana. Alla fine del lungo consiglio comunale aperto svoltosi venerdì sera al palazzetto dello sport di Sant’Anna, il parlamentino locale ha approvato un ordine del giorno in cui i primi cittadini chiedono di essere sentiti dalla 5ª commissione Sanità: ora il documento dovrà essere adottato da tutti gli altri Consigli comunali. Due i nodi da sciogliere: il ripristino del primariato di Neurologia e l’aumento dei posti letto in particolare per la Terapia intensiva e sub intensiva. Altrimenti, come ha sottolineato l’onorevole del Pd Margherita Miotto, «avremo un ospedale per acuti solo sulla carta». Il sindaco Mario Crosta ha illustrato l’attuale previsione delle schede ospedaliere che assegnano alla struttura piovese, oltre a quelli esistenti, i primariati di Nefrologia, Psichiatria e Pediatria e la figura del dirigente. «La nostra non è una posizione campanilistica – ha sottolineato Crosta – C’è una legge che definisce le dotazioni che deve avere un ospedale per acuti. Vogliamo poi ribadire l’importanza oltre al capitolo sanità anche di quello dei servizi sociali e territoriali». Sulle posizioni di Crosta si sono attestati i sindaci di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo e Legnaro. Secondo i primi cittadini l’ospedale di Piove deve essere in grado di soddisfare la richiesta di sanità del bacino di quasi 70.000 abitanti della Saccisica. Alla considerazione del direttore generale dell’Usl 14 Antonio Padoan, che ha sottolineato che quello che non sarà presente nel presidio di Piove, si trova a Padova, Margherita Miotto ha replicato: «Non si può dire che non serve Neurologia a Piove perché c’è a Padova: lì c’è tutto, allora Piove potrebbe chiudere». Il consigliere regionale del Pd Giovanni Gallo ha sottolineato che le previsioni delle schede ospedaliere sanciscono delle sottrazioni per la struttura piovese, in disaccordo con i principi della legge regionale approvata per il passaggio con Padova, che garantisce invece il potenziamento del nosocomio. La consigliera regionale di Forza Italia Regina Bertipaglia ha fatto notare che i primariati non sono tutto: «Meglio forse investire risorse nei servizi ai cittadini: non sento nessuno che si straccia le vesti per questo». Il collega Leonardo Padrin ha usato un tono trionfalistico: «Questo passaggio è un traguardo del buon senso e della democrazia. Dovremmo essere qui per festeggiare». Entusiasmo freddato dal consigliere comunale del Pd Lino Conte: «Mi pare vi siano diverse preoccupazioni. Non si è scelto di andare con Padova per amore della città, ma perché veniamo da una esperienza con Chioggia che ci ha penalizzati. La questione va dunque affrontata e solo quando sarà risolta avremo motivo di festeggiare». Al dibattito hanno contribuito interventi di diversi consiglieri comunali di maggioranza e del pubblico, tra cui il candidato sindaco della lista L’Argine Sergio Broggio, il presidente del comitato Codess Giuseppe Rubin, un rappresentante della Cisl e il segretario del Centro per i diritti del malato Giovanni Molena. Dai banchi del centro destra non s’è levata invece alcuna voce. Un silenzio che alla fine si è rivelato essere completa condivisione delle posizioni dei sindaci, tanto che l’ordine del giorno è stato votato all’unanimità.
di : ELENA LIVIERI
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 22 MARZO 2009
«L’Argine» della sinistra a Pontelongo
PONTELONGO. Sarà una corsa a tre per la carica di primo cittadino nelle elezioni amministrative di giugno. Ai nomi già noti del sindaco uscente Federico Ossari (in corsa per il Partito democratico) e di Fiorella Canova (che guiderà la lista del Partito della libertà), si è aggiunto infatti ora quello di Giambattista Mineni (nella foto), candidato per la lista «L’Argine», movimento politico della Sinistra unita della Saccisica. Anche a Pontelongo, quindi, come a Piove di Sacco e Legnaro, la sinistra ha deciso di correre da sola. Segretario del circolo piovese di Rifondazione comunista, Mineni ha vissuto nella provincia bresciana, dove lavorava come dirigente di un’impresa. Alcuni anni fa, poi, una volta in pensione si è trasferito con la famiglia a Pontelongo, paese di origine della moglie, iniziando a conoscerne la realtà. «Corriamo da soli – spiega il candidato – perché non abbiamo raggiunto un accordo con il centrosinistra che fa capo ad Ossari. Nel corso dell’ultima amministrazione siamo stati prima accolti come portatori di voti ma poi la nostra presenza non è stata apprezzata e tantomeno valorizzata». «La nostra – continua senza nascondersi – non sarà una lista civica ma una lista di sinistra fatta di uomini e donne che credono nel volontariato della politica e che vogliono fare ritornare i cittadini i veri protagonisti della vita e delle scelte del paese». Tra i punti programmatici la priorità è quella di aiutare le fasce sociali più deboli e in difficoltà, creando un fondo di sostegno con i compensi a cui gli amministratori sono pronti a rinunciare. «E’ nostra intenzione candidare persone anche residenti in altri comuni – conclude Giambattista Mineni – perché per uscire dalla chiusura è necessario avere una visione reale e complessiva del territorio».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 22 Marzo 2009,
I comunisti compatti con Mineni
Pontelongo – Come nella migliore tradizione comunista, l’intenzione è quella di elevare il popolo al ruolo di protagonista nell’amministrazione. Giambattista Mineni, 67 anni, sindacalista dello Spi-Cgil e candidato sindaco a Pontelongo del gruppo “L’argine” non si nasconde dietro un dito: «La nostra non è una lista civica ma di partito. Nella fattispecie, racchiude le forze di Rifondazione comunista, Comunisti italiani e sinistra democratica. Sarà composta da candidati provenienti anche da altri Comuni. Abbiamo un’idea di politica partecipata, che non sia calata dall’alto ma venga dalla gente. Per questo proporremo consigli comunali aperti al pubblico e metteremo a disposizione delle famiglie in difficoltà i compensi del sindaco e degli assessori». Sulla scelta di staccarsi dal Pd, i referenti de “L’argine” commentano: «Cinque anni fa a Pontelongo siamo stati portatori di voti ma la nostra presenza non è stata riconosciuta. Oggi non ci sono i termini per un nuovo accordo».
di : (fe.be.)
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Il MATTINO di Padova – SABATO, 21 MARZO 2009
Amianto-killer nel vecchio zuccherificio Sentiti ex lavoratori colpiti da malattia
PONTELONGO. Inchiesta sull’amianto killer allo zuccherificio di Pontelongo, oggi Coprob Italia Zuccheri. Da alcune settimane decine di ex lavoratori (o di loro familiari) vengono interrogati nella procura di Padova per ricostruire la storia professionale di quanti, fino al 1992, hanno lavorato nello stabilimento «foderato» d’amianto. In quell’anno, infatti, l’impiego a livello industriale del pericoloso minerale è stato bandito nell’industria italiana con la legge numero 257. Ma fino a 17 anni fa l’utilizzo dell’amianto nelle imprese era vastissimo. E purtroppo caratterizzato dalla totale assenza di protezione e di misure di sicurezza da parte degli operai che lo maneggiavano quotidianamente. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, ancora ai primi passi, sono decine gli ex operai affetti da asbestosi o mesotelioma pleurico, le tipiche malattie di chi è stato esposto all’amianto: alcuni sono morti in seguito a quelle patologie. Al momento, comunque, non risultano indagati: l’inchiesta è solo un fascicolo atti relativi avviato dal pubblico ministero Roberto Lombardi che ha delegato alcuni accertamenti all’ispettore Omero Negrisolo della polizia giudiziaria. La produzione di zucchero prevede l’estrazione dalla bietola di un sugo denso, veicolato in una serie di tubi in metallo per la lavorazione. Tubi che, fino al 1992, erano rivestiti d’amianto. «La materia prima non veniva a contatto con l’amianto, ma i lavoratori sì – spiega Delfino Bergamin, segretario provinciale della Flai Cgil, la Federazione lavoratori industrie agroalimentari – Lo zucchero è lavorato nel periodo da agosto a novembre. A Pontelongo dal novembre all’agosto successivo gli operai provvedevano alla manutenzione dell’impianto: tagliavano, aggiustavano e rimontavano i tubi in amianto, preparandoli per la stagione successiva. Ovviamente le polveri del minerale erano respirate in fabbrica. Non solo: gli operai, portando a casa la tuta da lavoro, esponevano a rischi anche i familiari. Come sindacato – insiste Bergamin – abbiamo chiesto e ottenuto che a tutti i lavoratori dello zuccherificio fosse effettuata la Tac spirale, un esame non invasivo che fa emergere eventuali danni da esposizione all’amianto. È risultato che il 30 per cento dei lavoratori presenta placche pleuriche, i segni tangibili di tale esposizione». Lo zuccherificio di Pontelongo ha una storia centenaria: è nel 1908 che una società belga scelse di investire i suoi capitali in questo insediamento produttivo della Saccisica. Il 26 giugno 1910 lo zuccherificio era già in grado di macinare il doppio dei grandi impianti saccariferi italiani grazie alla sua tecnologia avanzatissima. Successivamente, per un quarantennio, la proprietà passò alla famiglia Montesi che diversificò i campi d’intervento e diede vita al Gruppo Saccarifero Veneto attivo fino al 1986 quando lo stabilimento fu assorbito da Isi (Industria Saccarifera Italiana) poi incorporata in Eridania nel 1992: dal 2003 l’azienda passò al gruppo Coprob attraverso la controllata Italia Zuccheri spa. Nel periodo d’oro i lavoratori superarono le 400 unità: oggi sono circa 130.
di Cristina Genesin
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 21 Marzo 2009,
Piove di Sacco Caraffe per tutti, per sensibilizzare all’uso dell’acqua del rubinetto.
La distribuzione gratuita delle brocche avverrà domani mattina in piazza Vittorio Emanuele, dove prenderà il via la campagna “Imbrocchiamola”, promossa da AcegasAps con i comuni della Saccisica, Legambiente e l’Aato Bacchiglione. Ai cittadini che si presenteranno con il coupon, da ritagliare all’interno dell’opuscolo arrivato via posta nei giorni scorsi, sarà regalata una caraffa di vetro, con la speranza che vada a sostituire la classica bottiglia sulle tavole dei Piovesi. C’è chi questa scelta l’ha già fatta, come gli ospiti del centro residenziale per anziani “Umberto I” che, da oggi in poi, berranno solo acqua di rubinetto. Una decisione che permetterà di “risparmiare” 49.500 bottiglie da un litro e mezzo all’anno. La struttura sarà simbolicamente premiata da AcegasAps, con la consegna di novanta caraffe. «La nostra intenzione è quella di portare in piazza il maggior numero di famiglie – spiegano i promotori -. Per questo, dalle 10.30 alle 12.30, ci sarà animazione per tutte le età, con laboratori informativi e una speciale “Fata dell’acqua” che intratterrà i più piccoli. E chi non crede che “l’acqua del sindaco” sia all’altezza delle sue costose sorelle imbottigliate, potrà cimentarsi nell’angolo della degustazione, dove saranno messe a confronto in modo anonimo acqua imbottigliata e acqua di rubinetto».
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 20 Marzo 2009,
PONTELONGO La festa dell’albero
Infondere ai giovani il rispetto e l’amore per la natura tramite un gesto semplice: mettere a dimora delle piante nella zona dello scolo Paltana. La “Festa dell’albero” si svolgerà oggi (20 marzo), alle 10.15, alla presenza dei ragazzi delle scuole e dell’amministrazione comunale. Seguirà un rinfresco.
di
fe.be.)
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MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009
Schede ospedaliere, via libera della giunta regionale Manca Neurologia, venerdì Consiglio aperto a Piove
PIOVE DI SACCO. Le schede ospedaliere per l’ospedale piovese in vista del passaggio nell’Usl padovana hanno passato ieri il primo vaglio della Giunta regionale. Ora la palla passa alla Commissione Sanità e quindi tornerà in Giunta per l’approvazione finale. Il documento comprende sia la dotazione per Piove che per Chioggia.
Al primo ospedale, oltre a quelli già presenti, vengono assegnati i primariati di nefrologia, pediatria e psichiatria, mentre neurologia e oculistica passano a Chioggia. Alla struttura piovese è stata assegnata anche la figura del dirigente medico, ruolo che non sarà più ricoperto da un primario ma da un vero e proprio manager che avrà il compito di gestire la struttura e le sue attività. «Mi pare che le cose stiano procedendo bene – interviene il consigliere regionale Leonardo Padrin – l’iter è ancora lungo e non ci sono preclusioni. Va detto che la Commissione è chiamata a fornire un parere che tuttavia non è vincolante per il successivo passaggio della Giunta. Personalmente mi sto confrontando proprio in questi giorni con primari, medici e dirigenti dell’ospedale piovese». E proprio venerdì sera è stato convocato al palazzetto dello sport di Sant’Anna il consiglio comunale aperto a tutti comuni della Saccisica per affrontare la questione sanità: «L’impostazione sulle schede ospedaliere della Regione ci trova d’accordo tranne che su un punto – sottolinea il sindaco Mario Crosta – ovvero l’assenza del primariato di neurologia per il nostro ospedale. Non è una questione di numero di primari. Ma in un ospedale per acuti come è il nostro, la figura dello specialista neurologo in caso per esempio di gravi traumatologie è fondamentale, questo al di là della normale attività ambulatoriale che viene garantita. Venerdì sera questa questione verrà posta con forza ai consiglieri regionali che sono stati invitati al Consiglio aperto. Ovviamente sarà anche l’occasione per discutere e confrontarsi sul futuro della nostra sanità».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 17 Marzo 2009,
PONTELONGO – Il popolo del Pdl ha scelto Fiorella Canova
Pontelongo – Fiorella Canova, 43 anni, vicepresidente della casa di riposo, ha stravinto le primarie del Pdl: sarà lei il candidato sindaco della lista “Insieme per Pontelongo”, che raggruppa le forze di centro destra più la Lega Nord. È stata scelta da 195 cittadini tra i 242 che si sono recati alle urne. Gli altri candidati, Amos Battisti e Alessandro Gattolin, si sono praticamente divisi i voti rimanenti (rispettivamente 26 e 22). Con l’entusiasmo a mille, Canova inizia già a scaldare i motori per la campagna elettorale: «Continueremo a lavorare uniti come gruppo – annuncia -. La prima cosa che faremo sarà quella di avviare una serie di incontri con i cittadini e con le associazioni del territorio».
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 17 Marzo 2009,
PONTELONGO Argini puliti dai rifiuti
Più di quindici chilometri di argine ripuliti dai rifiuti per un totale di oltre 120 sacchi di spazzatura raccolti. È l’esito dell’annuale pulizia delle sponde del Bacchiglione, coordinata dalla Protezione civile, effettuata sabato mattina da oltre quaranta volontari, tra cui il sindaco Federico Ossari e il vice Marino Zenna. «La significativa presenza di tante persone evidenzia come esista una forte attenzione ai temi ambientali – ha affermato Ossari – e questo ci impegna a continuare quel lavoro già in atto di creazione, specie con le nuove generazioni, della cultura del rispetto e valorizzazione dell’ambiente».
di : (fe.be.)
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Il MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 16 MARZO 2009
Le primarie del centrodestra incoronano Fiorella Canova
PONTELONGO. Il popolo di centrodestra ha scelto il suo candidato sindaco per le prossime amministrative. Le elezioni primarie di ieri hanno premiato con un plebiscito Fiorella Canova che a giugno, a capo della lista civica «Insieme per Pontelongo» sostenuta dal Pdl, dovrà così vedersela con il sindaco uscente Federico Ossari. Alta l’affluenza alle urne, oltre ogni più rosea previsione dei promotori. Sono stati 242 i voti raccolti ieri. Fiorella Canova ha incassato ben 195 preferenze mentre gli altri due candidati si sono divisi le briciole. Amos Battisti ha raccolto 26 voti mentre Alessandro Gattolin i rimanenti 21. «Ringrazio tutti i cittadini che hanno partecipato alle votazioni – esordisce la neo candidata subito dopo lo scrutinio – e anche i componenti della squadra che hanno lavorato per organizzare la consultazione. Un pensiero va anche agli altri candidati con i quali c’è stata una sana e amichevole competizione». Fiorella Canova ha 43 anni, è la coordinatrice locale di Forza Italia e ricopre la carica di vice presidente della Casa di riposo «Galvan». E’ coniugata ed è funzionaria di un’associazione di categoria. Ha già ricoperto la carica di assessore ai Servizi sociali dal 1995 al 2001. «E’ stata una prova di democrazia e trasparenza – continua la Canova – che i cittadini hanno apprezzato perché hanno avuto modo di scegliere direttamente il proprio candidato. Il prossimo passo sarà quello di impegnarci ad incontrare i cittadini e le categorie produttive per stilare il programma». I candidati sconfitti: «Siamo un’unica squadra – commenta Amos Battisti – e sono pronto a dare tutto il mio appoggio». Anche Alessandro Gattolin, espressione della Lega Nord, è sulla stessa linea d’onda. «Gli elettori – dice – hanno scelto la persona giusta. Noi collaboreremo».
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 15 MARZO 2009
Sfida a tre nelle primarie del PdL oggi a Pontelongo
PONTELONGO. Bisognerà attendere stasera per conoscere finalmente il nome del candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative di giugno. Il nome uscirà alla chiusura delle votazioni primarie di oggi, che si terranno dalle 8.30 alle 19 nella Casa delle associazioni in via Ungheria. Gli elettori del Pdl sono chiamati a scegliere fra tre possibili alternative: Amos Battisti, Fiorella Canova e Alessandro Gattolin. «La mia disponibilità a partecipare alle primarie – dice Amos Battisti, cinquantenne imprenditore già consigliere dal 1999 al 2004 – parte dalla necessità di cambiamento del modo di concepire la politica, dove i cittadini possono contribuire in modo diretto alla scelta di chi concorrerà alla carica di primo cittadino». Per Fiorella Canova, 43 anni e un ruolo di vicepresidente della casa di riposo Galvan oltre che di coordinatrice di FI, «le primarie sono il frutto di 5 anni di lavoro svolto dal Popolo delle Libertà e dalla Lega Nord, sia nelle istituzioni sia tra la gente. E’ il primo passo che porterà a formare una squadra per le prossime elezioni amministrative di giugno». Infine Alessandro Gattolin, settantenne pensionato ed ex dirigente di un’impresa di costruzioni internazionale, che sottolinea l’importanza dell’iniziativa. «Le primarie sono lo strumento che dà modo alla gente di esprimersi liberamente e democraticamente». I requisiti per partecipare alle votazioni sono quelli di essere residente nel comune e di presentarsi muniti di un documento di identità. Il vincitore della competizione concorrerà alla carica di sindaco a capo della lista civica Insieme per Pontelongo sostenuta da Forza Italia, Alleanza Nazionale e la Lega Nord. Ad attenderlo, in una sfida elettorale che si prospetta interessante, il candidato del centrosinistra, nonché primo cittadino uscente, Federico Ossari.
Di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 15 MARZO 2009
PONTELONGO Oggi primarie del Pdl
Sarà scelto oggi, a seguito delle consultazioni primarie, il candidato del Pdl che affronterà il sindaco uscente del Pd, Federico Ossari, nelle prossime elezioni amministrative. Tre i nomi in gioco: Amos Battisti, già consigliere comunale dal 1999 al 2004 e attualmente consigliere della pro loco; Fiorella Canova, assessore ai Servizi sociali dal 1995 al 2001, oggi vice presidente della casa di riposo Galvan; Alessandro Gattolin, pensionato ed ex dirigente di un’azienda di costruzioni. I seggi rimarranno aperti dalle 8.30 alle 19 nella casa delle associazioni di via Ungheria.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 13 Marzo 2009
CONVEGNO IN PROVINCIA Assistenza e servizi nelle case di riposo
La Provincia di Padova, organizza un convegno di studio per avviare alcune riflessioni sull’assistenza agli anziani nel nostro territorio. L’incontro sul tema “Dall’accreditamento all’eccellenza” è aperto a tutti e si terrà domani in sala del consiglio di Palazzo Santo Stefano, sede della Provicia, a partire dalle 9.30. «Insieme con l’Associazione familiari ospiti case di riposo del Veneto (Afocarive) – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Massimo Giorgetti – intendiamo dare un contributo al processo di riflessione che si sta sempre più sviluppando in una tematica tanto importante e delicata come quella del futuro dell’assistenza e dei servizi agli anziani». Saranno presenti, oltre a Massimo Giorgetti, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Stefano Valdegamberi, il presidente dell’Ira On. Tino Bedin, il direttore della Casa di riposo di Pontelongo Daniele Roccon, i direttori dei Servizi sociali delle Ulss 14-15-16-17 ed il presidente dell’Associazione familiari ospiti case di riposo del Veneto.
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Il MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
Domenica primarie Pdl Sfida a tre a Pontelongo
PONTELONGO. Uscirà da una rosa di tre nomi il candidato sindaco per il centrodestra che andrà a sfidare Federico Ossari per la poltrona di primo cittadino. Il Pdl, infatti, aprendo, un paio di mesi fa, a tutta la cittadinanza la possibilità di dare la propria disponibilità a candidarsi a sindaco, per le primarie di domenica 15 marzo ha raccolto la candidatura di tre cittadini: Amos Battisti, Fiorella Canova ed Alessandro Gattolin. Amos Battisti, cinquantenne imprenditore, coniugato con due figli, è già stato consigliere comunale dal 1999 al 2004 ed attualmente ricopre la carica di consigliere della locale Pro loco. Fiorella Canova è vice presidente della casa di riposo Galvan e coordinatrice di Forza Italia, ha 43 anni, sposata, ed è funzionario di un’associazione di categoria. Per lei la carica di assessore ai Servizi sociali dal 1995 al 2000. Infine Alessandro Gattolin, pensionato di 70 anni, sposato con tre figli, è un ex dirigente di un’azienda internazionale di costruzioni. Chi uscirà vincitore alle primarie concorrerà alla carica di sindaco per la lista civica «Insieme per Pontelongo», sostenuta da Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega Nord-Liga Veneta. Nuovo anche il simbolo della lista che, nelle intenzioni di chi l’ha creato, rappresenta il ponte simbolo del paese, attraversato da una treccia tricolore annodata a rappresentare il legame con le radici culturali locali, il leone di San Marco su sfondo verde e l’orizzonte azzurro di un cambiamento. Per partecipare alle primarie di domenica 15 marzo bisogna essere residente nel Comune ed essere muniti di un documento di identità valido. Le votazioni si terranno presso «La Casa delle Associazioni» di via Ungheria, dove sarà costituito l’unico seggio elettorale e resterà aperto tutta la giornata, dalle 8.30 fino alle 19. Nella stessa serata, si saprà che sfiderà il prossimo giugno il simdaco uscente Federico Ossari.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 5 Marzo 2009,
Terremoto all’alba: una scossa di 2,8 gradi e un fortissimo boato Nessun ferito e nessun danno
Una scossa di terremoto di intensità pari a 2,8 gradi della scala Richter ha interessato ieri mattina (alle 4.59) una zona tra Piove di Sacco e Pontelongo. Il fenomeno, probabile causa del forte boato avvertito da molti abitanti della zona, è stato confermato ai Vigili del fuoco dal centro ricerche sismologico di Udine, che gestisce anche i sismografi veneti. Non si registrano al momento danni di alcun tipo, ed i pompieri non hanno avuto richieste di intervento. Il movimento tellurico ha avuto origine a circa 8 km di profondità. Una simile intensità, secondo gli esperti, corrisponde a circa il quarto grado della scala Mercalli, ovvero la soglia dell’avvertibilità per l’uomo.
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ANSA.it – Mercoledì 4 Marzo 2009
Scossa di terremoto di 2. 7 della scala Richter nel Padovano Tra Piove di Sacco e Pontelongo, nessun danno
PADOVA – Una scossa di terremoto di intensita’ pari a 2,7 gradi della scala Richter ha interessato il Padovano, tra Piove di Sacco e Pontelongo. Il fenomeno, probabile causa del forte boato avvertito da molti abitanti della zona, e’ stato confermato ai vigili del dal centro ricerche sismologico di Udine. Non si registrano al momento danni di alcun tipo, ed i pompieri non hanno avuto richieste di intervento.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Marzo 2009
Terremoto nel padovano, epicentro a Piove di Sacco: paura ma nessun danno
Decine di telefonate ai vigili del fuoco e ai carabinieri dai cittadini allarmati per il boato che si è udito in tutta l’area invia. Una scossa di terremoto di intensità pari a 2,7 gradi della scala Richter ha interessato il padovano, tra la zona di Piove di Sacco e Pontelongo, alle 4.59 di stamani. Il fenomeno, probabile causa del forte boato avvertito da molti abitanti della zona, è stato confermato ai vigili del fuoco di Padova dal centro ricerche sismologico di Udine, che gestisce anche i sismografi dislocati in Veneto. Il forte rumore, indicato da tutti come quello prodotto da una esplosione, era stato segnalato ai centralini dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Gli stessi militari dell’Arma in servizio nella locale caserma lo hanno udito. Qualche cittadino nelle telefonate di segnalazione ha parlato di rottura dei vetri delle finestre. Non si registrano al momento danni di alcun tipo, ed i pompieri non hanno avuto richieste di intervento. Il movimento tellurico ha avuto origine a circa 8 km di profondità. Una simile intensità, secondo gli esperti, corrisponde a circa il quarto grado della scala Mercalli, ovvero la soglia dell’avvertibilità per l’uomo. La zona del piovese non è ritenuta a particolare rischio sismico.
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La VOCE del Nord Est.it – Mercoledì 4 Marzo 2009
La terra trema tra Padova e Venezia
Padova – Scossa di terremoto di intensità pari a 2,7 gradi della scala Richter nel Padovano, tra la zona di Piove di Sacco e Pontelongo, alle 4.59 di mercoledì. Il fenomeno, ha causato causa un forte boato avvertito da molti abitanti della zona. La terra torna a tremare a Nordest. Alle 4.59 di mercoledì è stata registrata una scossa di terremoto di 2,7 gradi della scala Richter nella zona del Padovano. La zona interessata sarebbe tra Piove di Sacco e Pontelongo. Nella notte, proprio su quel territorio, molti abitanti hanno udito un forte boato che sarebbe da ricondurre alla scossa. Il fenomeno è stato confermato dal centro ricerche sismologico di Udine, che gestisce anche i sismografi dislocati in Veneto. Proprio in friuli poco tempo fa si erano registrate anche altre lievi scosse. Fino aquesto momento non sono stati segnalti particolari problemi o danni a strutture. La zona di Piove di sacco, non è considerata ad alto rischio dagli esperti.
di Cristian Zurlo
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L’UNIONE SARDA.it – Mercoledì 4 Marzo 2009
Terremoto: Scossa di magnitudo 2.7 in Veneto, nessun danno
Una scossa di terremoto di intensità pari a 2,7 gradi della scala Richter ha interessato stamane (alle 4.59) il padovano, tra la zona di Piove di Sacco e Pontelongo. Il fenomeno, probabile causa del forte boato avvertito da molti abitanti della zona, è stato confermato ai vigili del fuoco di Padova dal centro ricerche sismologico di Udine, che gestisce anche i sismografi dislocati in Veneto. Non si registrano al momento danni di alcun tipo, ed i pompieri non hanno avuto richieste di intervento. Il movimento tellurico ha avuto origine a circa 8 km di profondità. Una simile intensità, secondo gli esperti, corrisponde a circa il quarto grado della scala Mercalli, ovvero la soglia dell’avvertibilità per l’uomo. La zona del piovese non è ritenuta a particolare rischio sismico.
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 28 Febbraio 2009,
Padovan: «L’Asl 14 rimane autonoma, servono più servizi»
Piove di Sacco – «Maggiore dignità per l’ospedale di Piove di Sacco e sufficiente autonomia per quello di Chioggia che rimanendo un’Asl autonoma ha bisogno di più servizi. Tutto è suscettibile di miglioramento, ma nessuno deve temere né riduzioni né ridimensionamenti». È la precisazione del direttore generale dell’Asl 14 Antonio Padovan che intende rispondere alle critiche e alle grida di allarme sorte in seguito alla divulgazione della bozza delle schede ospedaliere in vista del divorzio tra i due ospedali. Secondo Padovan, infatti, le esigenze dei due ospedali sono diverse: se Chioggia rimane una Ulss autonoma e isolata territorialmente, si devono mantenere attivi più servizi di Piove di Sacco che dista solo pochi chilometri dagli ospedali di Padova e che con essi dovrà completarsi. E’ in seguito a questi presupposti che Padovan ha stilato le schede che aumentano di un’apicalità a Piove di Sacco (da 14 esistenti a 15) e mantengono le 18 già esistenti a Chioggia. «Per l’ospedale della Saccisica – precisa Padovan – abbiamo assicurato la presenza di un direttore del presidio che garantisce l’efficienza senza rischiare che la struttura si riduca a semplice satellite dell’ospedale di Padova. Inoltre si attiveranno tre nuovi servizi: Pediatria, Nefrologia e Psichiatria. Un restyling che, alla luce della legge del ‘78, garantisce all’ospedale un livello provinciale e non di zona». Visto l’auspicio di Padovan «che tutto si può migliorare» e quindi anche le schede ospedaliere, i sindaci del Piovese con in testa quello di Piove di Sacco Mario Crosta sperano vivamente che la giunta regione e la quinta commissione assegni anche al nosocomio piovese il reparto di Neurologia che è stato dirottato a Chioggia. «E non è per campanilismo – ha ribadito Crosta – ma per assicurare un futuro sia al centro espianti che al servizio di Odontoiatria di comunità i quali hanno bisogno per operare della presenza costante del neurologo, inoltre i numeri circa gli abitanti dell’Asl Padovana con il territorio della Saccisica prevedono una terza neurologia oltre alle due esistenti a Padova».
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009
Il Partito democratico incalza i consiglieri regionali Padrin e Bertipaglia – La Regione deve difendere la nostra sanità
PIOVE DI SACCO. Il destino dell’ospedale piovese continua a preoccupare: dopo la denuncia da parte della Cisl di un progressivo impoverimento e svuotamento di personale e servizi della struttura, anche il circolo locale del Partito Democratico alza la voce: «Bene ha fatto il consigliere regionale Giovanni Gallo a chiedere un confronto sulle schede ospedaliere – interviene la coordinatrice Lucia Pizzo – anche perché devono ancora essere analizzate dalla V Commissione dove siedono i consiglieri di Forza Italia Leonardo Padrin e Regina Bertipaglia, che tanto hanno promesso a questo territorio per il futuro della sanità. Chissà che Pasqua porti una bella sorpresa per la Saccisica, e non un ulteriore impoverimento del nostro ospedale. La campagna denigratoria verso la categoria dei dipendenti pubblici, a tutti i livelli, attuata dall’eroe nazional-popolare ministro Brunetta – incalza Pizzo – ha portato a tagli indiscriminati anche nelle strutture pubbliche già in sotto organico. E questo si riflette sui servizi ai cittadini. In questo momento di recessione economica non si possono costringere le persone a rivolgersi a strutture sanitarie private, e nemmeno a strutture pubbliche lontane 20 o più chilometri, quando ce n’è una a Piove che ha tutte le carte in regola per funzionare al meglio». Sulla questione è intervenuto anche l’ex sindaco e attuale consigliere comunale Lino Conte, il quale sottolinea che si usano due misure diverse per valutare le esigenze piovesi e quelle dell’ospedale di Chioggia («considerato per il momento autonomo, risulta carente di reparti che si propone di sottrarre a Piove di Sacco che risulta così impoverita, e si giustifica la decisione dicendo che tanto il reparto o il primariato tolto a Piove è presente a Padova»). In questo senso i timori per Neurologia e il rischio che si finisca per avere troppo pochi posti letto per giustificare l’esistenza di un ospedale per acuti.
di : Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009
PIOVESE I primi sono stati i “Vip” di Piove di Sacco, adesso anche negli altri Comuni sta cominciando la raccolta di adesioni
«Ronde sì, ma niente Rambo per le strade» Il coordinatore della Lega, Soffiato: «Pronti a partire in qualunque momento». A Correzzola vigilanti “ecologici”
Piovese – In principio furono i Vip, i volontari piovesi dalle pettorine gialle che dalla scorsa estate hanno dato il via a passeggiate serali lungo le vie della città per scoraggiare la microcriminalità e contribuire al quieto vivere dei cittadini. Ora che il ministro Roberto Maroni ha varato il decreto sulla sicurezza, l’ora delle ronde potrebbe scattare in altri Comuni del Piovese e non solo. A Saonara il sindaco forzista Andrea Buso ha già lanciato l’appello e ottenuto la disponibilità di ex carabinieri e militari in pensione residenti nel suo territorio. A Correzzola l’assessore alla Sicurezza leghista, Claudio Padovan, sta vagliando l’ipotesi a seconda delle esigenze del territorio. E il coordinatore degli enti locali del Piovese del partito del “senatur”, Luciano Soffiato, si spinge ancora più in là: «Noi siamo pronti ad iniziare le ronde in qualsiasi momento. Dopo un’opportuna formazione, così come previsto dal decreto, i nostri iscritti e volontari scenderanno in strada a Piove di Sacco, dove il problema sicurezza è più sentito, ma anche in qualsiasi altro Comune del Piovese dove si senta la necessità. Abbiamo sempre appoggiato le ronde e ora che possono essere regolarmente istituzionalizzate non perderemo altro tempo». Chissà se questi nuovi volontari mai si incroceranno con i Vip, le cui uscite si sono diradate nei mesi fino a quasi perderne le tracce. Tanto che il candidato sindaco della sinistra radicale, Sergio Broggio, sposta l’attenzione su quello che, secondo lui, è un problema più grave: «Perché i “rondisti” di Piove di Sacco non cercano di fermare la paura di andare a lavorare di operai e metalmeccanici che muoiono con una media di tre al giorno in Italia?». Ma oggi più che mai è “ronda mania”, anche se tutti i sostenitori dell’iniziativa sottolineano che i “Rambo” alla veneta non troveranno spazio nell’iniziativa. «Si sono già resi disponibili a scendere in strada tre o quattro militari in pensione ed ex appartenenti alle forze dell’ordine – specifica per primo il sindaco di Saonara, Andrea Buso -. Lo scopo primario delle ronde che pensiamo di avviare è quello di supportare l’attività dei carabinieri e delle forze dell’ordine, tramite persone adeguatamente formate ed “armate” solo di telefonino per chiamare il 112 qualora ce ne fosse bisogno». Ligie a quanto sancito dal decreto, che prevede uno stretto controllo da parte dei Comuni stessi, anche le eventuali iniziative che potrebbero essere messe in campo a Correzzola. «Nel nostro territorio fortunatamente non sono ancora capitati fatti eclatanti da rendere urgenti le ronde – afferma l’assessore Padovan -. Come è già successo qualche anno fa potremmo rimettere in campo le “guardie ecologiche”, cittadini che sorveglino sulla salvaguardia e la pulizia dell’ambiente che ci circonda».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 FEBBRAIO 2009
Commercio online, nasce un punto di assistenza Due ragazzi a Piove hanno aperto il «Clickbay»
PIOVE DI SACCO. Compravendite in internet senza temere di incappare in qualche truffa, ricerca di pezzi da collezione o nuovi sbocchi per ditte che risentono della crisi e hanno bisogno di trovare nuovi canali commerciali: in via Gauslino c’è un ufficio dove due giovani esperti di internet, e in particolare del sito di aste online E Bay, forniscono assistenza per ogni tipo di transazione commerciale in rete. Andrea Fiorin e Giorgio Trivellato trascorrono almeno 10 ore al giorno davanti al computer, piazzando al miglior prezzo computer usati, auto, moto, ricambi, pezzi da collezione per conto di chiunque voglia venderli ma non si sente sicuro ad affrontare da solo il commercio online. E poi acquistano di tutto, su commissione ovviamente. Nuovo o usato. Così c’è chi si rivolge a loro per rifarsi il guardaroba, contando di far arrivare capi firmati da tutta Europa a prezzi stracciati, cellulari, Ipod e ogni sorta di stramberia. «In tempi di crisi – raccontano i giovani internauti – il commercio online si rivela utilissimo sia per i privati che per le aziende. Si possono trovare oggetti di qualsiasi natura a prezzi molto inferiori di quelli praticati nei negozi. E ci sono molte ditte che, vedendo calare i loro ordini possono trovare nell’etere nuovi sbocchi, vendendo i loro prodotti tramite il nostro negozio virtuale. Oltre a mettere al servizio dei clienti la nostra professionalità e una profonda conoscenza dei sistemi di compravendite online – sottolineano i due esperti – siamo in grado di garantire il buon fine delle transazioni. Chi conosce E Bay sa che per ogni operazione effettuata vengono riconosciuti dei «feed back», dei veri e propri voti da parte di chi ha lavorato con noi, sull’affidabilità e la correttezza che hanno potuto riscontrare. Ne abbiamo a centinaia, tutti positivi, tanto che la stessa E Bay ha siglato un contratto con noi». In cambio dell’assistenza fornita, al negozio Clickbay il cliente deve riconoscere una percentuale sul prezzo di acquisto o vendita. «Lavoriamo nella massima trasparenza e anche sull’usato c’è la garanzia soddisfatti o rimborsati – fanno notare Andrea e Giorgio – ormai ci conoscono in tutta Italia, abbiamo contatti in tutte le regioni, dal Piemonte alla Calabria».
di : Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009
«Stanno svuotando il nostro ospedale» Personale carente e visite attese un anno.
PIOVE DI SACCO. La Cisl lancia un grido d’allarme per l’ospedale piovese: «Lo stanno svuotando di servizi e personale, se la Regione non interviene, il giorno del passaggio nell’Usl padovana non troveranno più nemmeno i muri». Secondo il sindacato la struttura piovese sta subendo un progressivo svuotamento in favore di Chioggia, con grave depauperamento del patrimonio di risorse professionali della Saccisica. Qualche giorno fa è stata resa nota l’ipotesi di schede ospedaliere in vista del trasferimento nell’Usl 16: la struttura piovese ottiene i primariati di nefrologia, pediatria e psichiatria, Chioggia quelli di oculistica, urologia, riabilitazione e neurologia. Mentre la Giunta regionale valuta le schede, si registra nel nosocomio piovese una già evidente carenza di personale medico, infermieristico e tecnico, e tutto si ripercuote sulla capacità di erogare servizi. Non deve stupire se c’è chi si lamenta per le lunghe code la mattina al Cup per prenotare una visita che poi, magari, è fissata a distanza di un anno. «Stiamo subendo una progressiva smobilitazione delle strutture socio-sanitarie – attacca Maria Rosa Quaggia, segretario della Cisl-Fp – non vengono programmati investimenti e l’amministrazione si sottrae al confronto. Abbiamo più volte chiesto di entrare nel merito di questioni fondamentali come la pronta disponibilità per i turni e le progressioni di carriera. Non riusciamo a ottenere risposte». All’ospedale di Piove, come rileva il sindacato, mancano alcuni servizi essenziali: «Ormai da una decina d’anni – spiega Quaggia – non esiste più un’edicola interna per i pazienti e i loro familiari. Chi accede alla nostra area ospedaliera deve utilizzare un parcheggio promiscuo con il distretto socio-sanitario, il dipartimento di prevenzione e due case di riposo. Raccogliamo di continuo le proteste dei dipendenti che non riescono a trovare un posto auto. E il progetto di un’entrata separata per il personale giace in un cassetto da due anni». Il sindacato non ha gradito l’ipotesi di schede ospedaliere: «Chioggia avrà diciotto primariati mentre nell’ospedale della Saccisica ne rimangono solo quattordici. Anche la distribuzione del personale è fortemente sbilanciata in favore di Chioggia che può contare su un centinaio di unità in più nonostante un numero di posti letto inferiore, 225 contro 262 dell’ospedale di Piove». «Con la perdita della riabilitazione funzionale – rincara la dose Alessandro Peruzzi, delegato territoriale della Cisl-Fp – viene sguarnita l’area della lungodegenza riabilitativa. I pazienti andranno ad intasare ancora di più i reparti di medicina e geriatria, oppure l’ospedale Sant’Antonio. La carenza di personale si riflette in molti ambiti. Strutture all’avanguardia come la radiologia, dove è in funzione una risonanza magnetica costata un milione di euro, sono sotto utilizzate. Per contro – prosegue il sindacalista – nell’unità di cardiologia di Chioggia la scorsa settimana era ricoverato un solo paziente».
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 25 Febbraio 2009,
Dopo le piogge il rischio frane
Dati allarmanti quelli registrati nel 2008 sul fronte della piovosità sul territorio della Bassa Padovana e della Bassa Veneziana. In tutto sono piovuti oltre 1000 millimetri di acqua, pari al 25 per cento in più della media annuale recente. Le copiose piogge hanno causato ripetute e troppo prolungate piene nei corsi d’acqua consorziali, con erosioni delle sponde per l’eccessiva velocità dell’acqua e per troppa imbibizione del terreno delle sponde che diventa fangoso. Purtroppo la vastità dello sviluppo delle sponde franate, molte decine di chilometri, è tale da rendere pressoché impossibile il ripristino celere, per il costo eccessivo. In molti casi sono state interessate dai franamenti delle sponde anche le sedi stradali di competenza di Comuni e delle provincia di Padova e Venezia poste lungo alcuni canali. «Il potenziale pericolo per la cittadinanza – spiega il presidente del consorzio di bonifica Adige Bacchiglione Graziano Tasinato – è tale da indurre alcuni sindaci di Comuni locali, e l’amministrazione provinciale di Padova, a cofinanziare col nostro consorzio gli interventi più urgenti di ripristino delle frane e il rifacimento del manto stradale dove è stato lesionato». Sono in corso lavori ad Agna in collaborazione con l’amministrazione provinciale di Padova, a Correzzola, Bovolenta, Pontelongo e Pernumia grazie all’intervento delle varie amministrazioni comunali. «Purtroppo altre frane – continua Tasinato – si sono evidenziate dopo le abbondanti piogge, e col tempo potranno lesionare le strade lungo le rive. Si spera che le risicate risorse economiche degli enti competenti permettano di intervenire con la necessaria rapidità».
di : Stefania Mastellaro
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IL MATTINO di Padova – Martedì 24 Febbraio 2009,
Con «Lazzaro 1915» Siviero rivela il suo talento
PONTELONGO. Piergiorgio Siviero ha 26 anni e un talento cristallino. Per questo su di lui pendono aspettative importanti. Il curriculum del ragazzo del resto non dà adito a equivoci: allievo di Ducasse a Parigi e a Montecarlo. Allievo poi anche di Aimo Moroni, che già è stato mentore di Massimiliano Alajmo. Insomma, Siviero non ha alibi: deve diventare qualcuno. Il suo percorso autonomo coincide con la nascita di «Lazzaro 1915», il ristorante di famiglia che prende il nome dal bisnonno. Il locale è stato creato attraverso la ristruturazione dell’Hotel Trieste, l’albergo che ricorda la città d’origine dei Siviero, fondato appunto da Lazzaro nel 1915. Genitori e zii hanno deciso di dare fiducia al promettente rampollo dedicandogli una cucina più grande e moderna (che lui stesso si è progettato) e una nuova accogliente sala di stile minimal «caldo». Solo 25 i posti. Piergiorgio Siviero conosce molte bene le nuove tecniche di cucina, il Pacojet, il Gastrovac, il Roner e gli altri ausili lanciati dagli chef spagnoli. Ma vuole usarli con discrezione. E per dimostrare che non è un «estremista» ha allestito due tipi di menu: quello classico di pesce (con il crudo, i bolliti, le grigliate) e uno d’avanguardia dove esprime il frutto delle sue ricerche. La base è sempre il pesce, ma viene proposto in modo creativo. Zuppa di pesce: tre crocchette fritte: la zuppa sta dentro. Il crudo di mazzancolle è proposto con caponata di mango, foglie di yogurt all’ananas, polvere di lime e cedro. Su tutti i piatti prevale una nota dolce (sarà perchè Pontelongo è la città dello zucchero?), che andrebbe meglio governata. Un piccolo capolavoro è lo sgombro in olio cottura con battuto di tardivo e noci, ketchup piccante di peperoni. Ricorda la Sicilia il biscotto di triglia con finocchio dolce e camomilla, olive di Taggia e spuma di mandorle. Riuscita anche l’anguilla sull’«ara» con salasa pevarada e uva marinata. Un po’ meno il calamaro ripieno ai capperi bruciati ed ananas caramel. Il fritto è fatto di «nuvole» di rana pescatrice, indivia e cipolla. Grande abilità nei dolci: il cremoso al limone con copertura al cioccolato bianco, biscotto al pistacchio e passion fruit, esprime armonia e piacevolezza. La carta dei vini è ben tarata sulla proposta gastronomica. Menu degustazione da 40 e da 60 euro, vini esclusi. A pranzo menu in stile Oldani a 18 euro, con un piatto del menu serale. Ristorante «Lazzaro 1915» via Roma 26, Pontelongo 049 9775072. Chiuso martedì www.albergo-trieste.com
di : Renato Malaman
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 24 Febbraio 2009,
Barbabietola, è tempo di semine
D’imperio la barbabietola da zucchero merita il primo pensiero nel dedicare l’attenzione alle grandi semine primaverili, e non solo perché è la prima a scendere in campo, ma per la storia che la connota. Purtroppo, per le vicende comunitarie del 2005 la bieticoltura europea è stata ridimensionata per collocarla nel nuovo assetto di mercato ormai senza confini. La scure dei tagli alla produzione si è abbattuta in particolare sul nostro Paese. Per i lettori non addetti ai lavori, riservo loro qualche dato. Prima della riforma del 2005 la superficie bieticola nazionale si aggirava attorno a 200.000 ettari con punte di 220-240.000 nei decenni precedenti. Negli anni a seguire la superficie si è ridotta a tal punto che l’anno scorso i nostri bieticoltori hanno seminato solo 62.700 ettari. Un taglio netto di due terzi che non ha precedenti. La superficie è calata in tutti i paesi bieticoli europei ma non in maniera uguale. Un esempio si deduce dal numero degli zuccherifici nei paesi maggiormente bieticoli ridotto in media del 43% ma il Bel Paese ha dovuto sacrificarne bel l’80%., mentre la Francia solo il 17% e cosi via. Solo quattro “fumano” ancora in Italia: due in Emilia e Romagna (S.Quirico nel parmense e Minerbio nel bolognese), uno nel Veneto (Pontelongo) e uno per la bieticoltura centro-meridionale, a Termoli (Campobasso) costringendo “la dolce radice” per essere lavorata a viaggiare a go-gò per ferrovia e strade, con quel che ne consegue in termini di traffico. Le previsioni per la campagna ’09 sono per un moderato ottimismo nel senso del mantenimento delle quote di produzione. L’anno scorso la saccarifera come rese produttive, quindi economiche, ha lasciato la bocca dolce ai produttori sia nella media nazionale che, soprattutto, in quella dei nostri areali. La media produttiva di saccarosio nazionale è stata stimata in 8,7 tonnellate per ettaro che significano 7,30 di zucchero. L’amico coltivatore esibiva, con un giustificato orgoglio, la documentazione della sua media aziendale di 10,7 tonnellate di saccarosio e per questo, nel novero delle rotazioni colturali, anche quest’anno riserva alla bietola il posto che merita. Sarebbe in grado di competere alla pari con le medie produttive che si ottengono negli areali dell’Europa settentrionale dove, ad esempio, la Francia presenta una media ’08 di 12 tonnellate di zucchero per ettaro, il Belgio di 10,5 e così via. Il bacino saccarifero la cui produzione conferisce allo stabilimento di Pontelongo, dovrebbe confermarsi in 18.000 ettari, dei quali 5.000 polesani. Sul prezzo che sarà riconosciuto ai bieticoltori, la Finanziaria non ha ancora inserito la somma di quattro euro la tonnellata, ribadisce Emilio Pattaro , responsabile per l’ANB nel bacino di Pontelongo, che l’Ue ha messo a disposizione per cinque anni in cambio della forte riduzione delle quote di produzione.
L’amico di prima è fiducioso, come sempre: da questa settimana inizia a semiare. Lo accompagna il nostro augurio.
di : Orazio Cappellari
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IL MATTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
«Basta bottiglie di minerale troppo costose e inquinanti Bevete acqua di rubinetto» LA POLEMICA DI FECCHIO «Non raccontiamo frottole ai cittadini A noi arriva quella dell’Adige, potabilizzata ma non certo di fonte»
PIOVE DI SACCO. Si chiama «Imbrocchiamola» la campagna avviata dai comuni del Piovese con Acegas-Aps, Aato Bacchiglione e Legambiente per promuovere il consumo dell’acqua di rubinetto al posto delle minerali, più costose e generatrici di inquinamento. «L’acqua di casa – dichiarano i promotori – è buona e ha un costo mille volte inferiore a quella che si acquista al supermercato. Serve promuovere una nuova cultura che soppianti le vecchie abitudini». Impresa più facile a dirsi che a farsi. L’Italia, infatti, detiene il record mondiale di consumo pro capite di acque minerali, con 190 litri per cittadino. Ciò si traduce in uno spreco enorme di risorse, montagne di bottiglie di plastica da smaltire, e che spesso finiscono in discarica o disperse nell’ambiente, ingenti emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto su gomma. Bere l’acqua del rubinetto non solo avrebbe un impatto importante sull’ambiente, ma consentirebbe alle famiglie di risparmiare: se si considera che in media ogni persona beve mezzo litro d’acqua al giorno, per una famiglia di quattro persone servono almeno due bottiglie quotidiane. Che al costo di 30 centesimi l’una, portano ad una spesa quotidiana di 60 centesimi, 18 euro al mese. L’acqua che sgorga dal rubinetto costa 34 centesimi al metro cubo, ovvero mille litri, il fabbisogno di un anno e mezzo per una famiglia di quattro persone. «L’acqua che Acegas-Aps porta nei comuni della Saccisica è di ottima qualità – ha sottolineato il responsabile del ciclo idrico della società Franco Berti – ed è sottoposta a controlli quotidiani». L’iniziativa è stata salutata con entusiasmo dai sindaci del Piovese che hanno sottolineato l’importanza di divulgarla soprattutto nelle scuole, sensibilizzando i bambini e i ragazzi. «Dobbiamo essere consapevoli che l’acqua del rubinetto è buona da bere – hanno rilevato gli amministratori – Meglio portarla in tavola che sprecarla per usi impropri come l’irrigazione di orti e giardini». Il 22 marzo si terrà a Piove di Sacco la Festa dell’acqua in occasione della quale verranno regalate ai cittadini delle caraffe di vetro; ci sarà poi una curiosa degustazione di acque per verificare se veramente si percepisce la differenza fra quella dell’acquedotto e le minerali. «Benissimo la campagna per promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto – appunta polemico il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio – ma non raccontiamo frottole ai cittadini: l’acqua di fonte, quella di ottima qualità, non arriva nel mio paese, né a Pontelongo, Codevigo e Cona. Noi abbiamo l’acqua dell’Adige, potabilizzata ma sicuramente inferiore per qualità a quella di fonte».
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
Inno all’acqua del rubinetto: ottima e costa poco
Piove di Sacco – I sindaci della Saccisica e il gestore del ciclo idrico AcegasAps cantano l’inno all’acqua del rubinetto: costa meno di quella in bottiglia, è di ottima qualità, viene sottoposta a controlli quotidiani e berla contribuisce a salvaguardare l’ambiente. I cittadini del Piovese ne consumano circa 133 mila litri pro capite all’anno ma ne bevono ancora poca: la media nazionale si aggira sui 194 litri a testa. Per incentivarne l’uso, domenica 22 marzo, in piazza Vittorio Emanuele, partirà l’iniziativa “Imbrocchiamola!” con la distribuzione di centinaia di caraffe di vetro alle famiglie che presenteranno l’apposito buono che arriverà nelle case in questi giorni. Seguiranno altri due appuntamenti, il 24 e il 27 marzo, a Legnaro e a Codevigo. «Godiamo di acqua che proviene dalle risorgive vicentine ed ha caratteristiche oligominerali», spiega Franco Berti di AcegasAps. E all’assessore santangiolese Gianni Toffanin, che obietta che “a Padova sarà anche buona ma qui talvolta arriva giallastra per via delle condotte rotte”, risponde: «L’acqua non si sporca mai. Se ha un colore diverso a seguito di una rottura è perché il flusso riprende dopo qualche tempo. Ma è un problema più visivo che igienico sanitario». Tant’è. L’acqua del rubinetto è buona e lo dice anche Legambiente, che propone l’istituzione di una casa dell’acqua per garantire un consumo minimo mensile alle famiglie colpite da difficoltà economiche. «Ci opponiamo alla privatizzazione dell’acqua prevista dalla legge entro il 2010 – afferma Roberto Franco del circolo locale – Organizzeremo incontri affinché i Comuni assumano l’impegno di affermare l’acqua come diritto e sostengano la gestione in essere da parte di AcegasAps, che è un soggetto privato a maggioranza pubblica». «Sarebbe opportuno sensibilizzare già nelle scuole e nelle mense all’uso dell’acqua del rubinetto», osserva Cesarina Foresti, sindaco di Arzergrande. E a qualche mese dalla fusione tra Apga con AcegasAps afferma: «La gente sta apprezzando sempre di più la scelta». «È stata la soluzione migliore – aggiunge il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio – Le tariffe sono scese e AcegasAps riuscirà ad invertire la situazione malsana in cui versa il nostro acquedotto. Nel nostro Comune abbiamo già avuto due chilometri di nuova rete e nel 2009 sono previsti ancora lavori. Sulla cultura dell’acqua del rubinetto bisogna ancora lavorarci ma ce la faremo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
FECCHIO: «ALTRO CHE RISORGIVA, METÀ SACCISICA BEVE L’ADIGE»
Correzzola – «Questi sindaci che oggi tessono l’elogio dell’acqua della Saccisica hanno la memoria corta. Solo qualche anno fa pareva che l’acqua dell’Apga fosse avvelenata». A parlare è Mauro Fecchio, primo cittadino di Correzzola.
«Se l’acqua è buona adesso lo era anche prima che il nostro acquedotto fosse regalato ad AcegasAps – afferma -. Metà Saccisica continua a bere l’acqua che arriva dalla centrale di potabilizzazione di Boscochiaro che pesca dalle falde dell’Adige e solo l’altra metà ha la fortuna di bere acqua di fonte che arriva da Villaverla. Per garantire in tutto il territorio acqua sorgiva sarebbe necessario riadattare le condotte con un intervento di milioni di euro che non è previsto nel piano degli investimenti e che, comunque, andrebbe a riflettersi sulle tariffe che pagano i cittadini. Nello specifico, i Comuni di Correzzola, Pontelongo, Codevigo, parte di Piove di Sacco e parte di Arzergrande sono serviti da acqua di fiume e se arriverà anche a loro acqua sorgiva sarà grazie a Veneto Acque che sta completando una condotta per garantire acqua dalla Pedemontana».
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 17 FEBBRAIO 2009
LAZZARO 1915, C’E’ PECORARI
La famiglia Siviero ha fatto le cose in grande. Il vecchio ristorante dell’albergo Trieste di Pontelongo è stato completamente rinnovato e ora si chiama «Lazzaro 1915», dal nome del fondatore. Giovedì ospita la prima di una serie di prestigiose serate a tema: ospite Alvaro Pecorari, titolare di Lis Neris, una delle aziende friulane entrate nell’elite nazionale. Guiderà una verticale di Pinot Grigio. Piergiorgio Siviero, ex allievo di Ducasse, penserà al menu. 049 9775072.
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 15 FEBBRAIO 2009
Vecchia palestra rimessa a nuovo Trovati i soldi
PONTELONGO. E’ cominciata la fase esecutiva del restauro della vecchia palestra comunale di largo Cavalieri di Vittorio Veneto. «A partire dal prossimo anno scolastico – commenta soddisfatto l’assessore ai lavori pubblici Adriano Burattin – i nostri ragazzi non saranno più costretti a spostarsi in pullman per svolgere l’attività di educazione fisica». Il vecchio edificio, risalente agli anni Venti, non rispettava più gli standard di sicurezza e per questo già da tempo era stato oggetto di un progetto di recupero. «Come sempre – continua l’assessore – l’ostacolo principale è stato il reperimento dei fondi. Le opere da eseguire per rimettere a nuovo la palestra sono molte e tutte costose». L’importo complessivo richiesto, infatti, sarà di 378 mila euro. Una parte sarà finanziata dalla Regione con un contributo di quasi 120 mila euro. Il rimanente importo di 258 mila euro sarà invece a carico del comune che ha già stipulato un apposito mutuo. Il complesso dei lavori prevede la messa in sicurezza del tetto e di tutto l’interno, la sistemazione degli infissi, l’adeguamento degli impianti di riscaldamento ed illuminazione, il restauro dell’intonaco esterno e la realizzazione degli spogliatoi oggi assenti. «Questo importante lavoro – conclude Burattin – porta a compimento la tabella di marcia stilata una decina di anni fa: riportare a norma tutti gli edifici di proprietà comunale per quanto riguarda la sicurezza di chi li utilizza».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 13 Febbraio 2009,
Lite violenta tra donne, quarantenne ricoverata
Pontelongo – Una lite furibonda di vicinato tra due donne è divampata, l’altra sera, tra le 20 e le 20.30 in via Zuccherificio a Pontelongo. M.G., trentacinquenne già nota alla forze dell’ordine e in paese per la sua facilità ad andare in escandescenze, e una quarantenne, T.L., sua vicina di casa, le protagoniste dell’alterco. Quest’ultima, che ha avuto una crisi d’ansia e un mancamento durante la lite – bloccata prima che degenerasse dai carabinieri di Codevigo – è stata accompagnata dall’ambulanza del Suem del 118 – chiamata dai familiari – al pronto soccorso di Piove di Sacco. La donna è stata sottoposta ad accertamenti con una prognosi di un paio di giorni. Solo tanto spavento. Se l’è cavata invece con la sola rabbia in corpo da sbollire l’altra donna, allontanata dalle forze dell’ordine mentre era ancora in stato di completa alterazione e concitazione.
di : (gl.c.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Case ecologiche con lo sconto Dimezzati gli oneri comunali
PIOVE DI SACCO. Il Comune fa lo sconto a chi costruisce case ecologiche: con la certificazione dell’agenzia Casa Clima che attesta i bassi consumi dell’edificio è possibile risparmiare da tremila fino a oltre 10 mila euro sugli oneri di urbanizzazione dovuti all’ente locale. In tempi di crisi l’agevolazione promossa dall’assessorato all’Ambiente potrebbe aiutare un settore, quello edilizio, che in questi mesi sta registrando grossi problemi. Con il vantaggio di promuovere nuove metodologie costruttive che permettono di ridurre i consumi, in particolare per il riscaldamento, una delle voci di spesa che più pesa nei bilanci familiari. «Il Comune – afferma l’assessore Giorgio Bovo – ha stipulato una convenzione con l’agenzia della provincia di Bolzano Casa Clima per promuovere stili di vita attenti al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Chiunque debba costruire un nuovo edificio può chiedere in occasione del rilascio dell’agibilità da parte dell’ufficio edilizia privata, la certificazione Casa Clima. Per accedere allo scomputo del 40 per cento sugli oneri di urbanizzazione, è necessario che la costruzione rientri nelle categorie «Oro», A oppure B, che si riferiscono ai parametri di consumi energetici. In sostanza – sottolinea Bovo – basta prevedere dei sistemi di coibentazione particolari che garantiscano un migliore isolamento della casa e quindi una minore dispersione del calore. I maggiori costi che si devono affrontare per ottenere la certificazione, saranno subito recuperati con lo sconto sugli oneri dovuti al comune, inoltre si risparmierà ogni anno sulla spesa per il riscaldamento». Gli oneri di urbanizzazione si distinguono in primari e secondari a seconda che si riferiscano ad opere di interesse privato, (marciapiedi e reti tecnologiche), e secondari, ovvero di interesse pubblico, (aree verdi e parcheggi). I costi variano a seconda che la costruzione venga realizzata in centro, in periferia o in zona rurale. Prendendo ad esempio un edificio di 200 metri quadrati in centro storico invece di 8.072 euro si pagheranno al comune 4.843 euro. Un edificio di fascia B, ovvero di completamento, pagherà oneri per 6.967 euro invece di 11.611. In zona C, espansione, l’obolo passa da 13.305 a 7.983 e in zona E, agricola, si passa da 19.747 a 11.848 euro. «Credo sia una buona opportunità – sottolinea l’assessore Bovo – perché consente di risparmiare somme anche consistenti».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Assistenza agli anziani
PONTELONGO. Rinnovata la convenzione per la gestione del servizio di assistenza domiciliare con la casa di riposo «Galvan». Il consiglio comunale ha affidato il servizio per altri quattro anni all’ente, consolidando una collaborazione che dura ormai da tempo. I servizi prevedono prestazioni come la pulizia della persona e della casa, piccoli lavori domestici ed anche aiuto per le persone affette da scarsa mobilità. «Possono sembrare cose di modesta entità – esordisce l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo – ma per persone anziane, sole o invalide rappresentano l’unica alternativa al soggiorno in casa di riposo con tutte le conseguenze, anche economiche, che questo comporta». Negli ultimi anni, le richieste di attivazione di questi interventi sono aumentate di continuo». Preso atto del problema l’amministrazione ha aumentato le ore di assistenza domiciliare, portandole dalle attuali 56 a 64. «Questo ha fatto aumentare la spesa del servizio – conclude Tamiazzo – che passa dai 56 mila euro del 2008 ai 64 mila per l’anno in corso. Un aumento che impegna maggiormente le casse comunali ma che è necessario per mantenere e migliorare la rete di servizi per i cittadini».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Acqua: tariffe aumentate A Padova rincari del 5,8% e nella Bassa del 7,35%
PADOVA . Scatta l’aumento per le tariffe dell’acqua: il 5,84% per AcegasAps e 7,35% per Cvs. Il primo gestore è quello che serve Padova, Abano e tutti i comuni del piovese, dopo l’incorporamento di Apga. Centro veneto servizi invece gestisce il ciclo integrato dell’acqua nei comuni della Bassa. I rincari sono stati decisi venerdì scorso all’assemblea dei sindaci dell’Aato Bacchiglione, sulla base del piano d’ambito, cioè i lavori previsti sulla rete delle acque. A Padova aumenti necessari per rafforzare le fognature e il depuratore di Ca’ Nordio, nella Saccisica invece intervento necessario su un acquedotto «colabrodo». Moderatamente soddisfatto l’assessore al patrimonio Mauro Bortoli: «Grazie alla trattativa che abbiamo condotto con l’autorità d’ambito abbiamo evitato un aumento del 10%, limitandolo a circa 40 centesimi al mese per una famiglia media». Le tariffe infatti sono scaglionate in base al numero di componenti del nucleo familiare. Perciò se un single padovano (o un anziano che vive da solo) nel 2008 ha pagato 95 euro, per un consumo medio di 73 metri cubi in un anno, nel 2009 pagherà 5 euro in più, arrivando alla cifra tonda di 100 euro. Per una famiglia media di tre persone l’aumento sarà di 15 euro. Mentre per un nucleo composto da due genitori e due figli il rincaro si attesterà su 18 euro: si pagherà 331 euro. Queste però sono cifre che valgono per i comuni gestiti da AcegasAps, cioè Padova, Abano e altri otto del piovese: Legnaro, Sant’Angelo, Polverara, Brugine, Piove di Sacco, Arzergrande, Codevigo, Pontelongo e Correzzola, assieme al comune di Cona, nel veneziano. Tariffe più alte, e rincari più pesanti, per i comuni gestiti da Cvs, cioè tutti gli altri della Bassa. In questo caso una persona che vive sola vede aumentare la sua tariffa sa 132 a 141 euro, con un rincaro di 9 euro pari al 7,35%. Questo perché Cvs non ha aderito al protocollo d’intesa per cui alcuni gestori hanno rinunciato a parte dell’aumento, coprendo i fondi necessari ai lavori sulla rete con il proprio bilancio. Resta così il paradosso che una famiglia di tre persone che abita a Padova pagherà nel 2009 una tariffa dell’acqua di 271 euro. Un analogo nucleo familiare che però abita ad Albignasego, pochi chilometri più a sud, ne pagherà 406, cioè quasi il doppio. In aggiunta c’è da sottolineare che l’acqua di Padova, proveniente dalle fonti di Dueville nel vicentino, è di qualità superiore rispetto a quella della Bassa. Per questo, nonostante gli aumenti, Mauro Bortoli non vede nero: «Padova resta il comune con le tariffe più basse in tutta la provincia – spiega – E’ merito degli amministratori dei primi anni del Novecento, che hanno acquistato i terreni dove ci sono le fonti». Le tariffe dei comuni dell’Alta, governate dall’Aato Brenta, saranno decise nei prossimi giorni.
di : (Claudio Malfitano)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
LA CAMPAGNA DI CATERPILLAR Piazze buie e taglio dei consumi a Piove, Saonara e Pontelongo
PIOVE DI SACCO. Piazza del municipio al buio domani sera per un aperitivo a lume di candela: è la proposta delle associazioni Al Ritmo del tam tam, Legambiente e Libera che aderiscono all’iniziativa promossa dal programma radiofonico Caterpillar «M’illumino di meno». Per la giornata del risparmio energetico tutta l’illuminazione esterna del municipio e di piazza Matteotti rimarrà spenta. Le associazioni propongono un aperitivo equo e solidale a lume di candela «per promuovere il rispetto per l’ambiente, l’uomo e la legalità». L’appuntamento è alle 18. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Comune. L’assessore alla Partecipazione Marco Ranzato sottolinea gli sforzi fatti negli ultimi anni dall’amministrazione comunale per il risparmio energetico: «Iniziative come M’illumino di meno hanno lo scopo di sensibilizzare su questo tema – fa notare – ma ci sono anche cose concrete che si possono e devono fare». All’iniziativa aderisce quest’anno anche Saonara. Dalle 18 alle 19 di domani verrà spenta l’illuminazione pubblica in tre piazze: San Martino a Saonara, Aldo Moro a Villatora e Grazia Deledda a Tombelle. L’amministrazione lancia inoltre un appello a cittadini, associazioni e aziende perché si impegnino a ridurre i propri consumi nello stesso intervallo di tempo; anche l’Istituto comprensivo viene invitato a riservare uno spazio didattico per approfondire il tema del risparmio energetico. Partecipa a «M’illumino di meno» anche Pontelongo con l’invito da parte dell’amministrazione a tutti i cittadini a spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili dalle 18.30 in poi.
di : (alces/el/pr)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
Morta in casa a Pontelongo
PONTELONGO. Un’anziana è stata trovata morta l’altra sera in via Indipendenza: era sola in casa quando probabilmente un infarto l’ha stroncata. La vittima si chiamava Oliva Tommasi, aveva 78 anni, e viveva al civico 5 di via Indipendenza. Da qualche giorno l’anziana non si faceva vedere dai vicini che, insospettiti che potesse esserle successo qualcosa, hanno provato a suonare al campanello della sua abitazione. Non ricevendo risposta hanno avvisato dei parenti della signora, che si sono precipitati sul posto con i sanitari del Suem 118. Oliva Tommasi è stata trovata priva di vita. Per scrupolo è stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri, tuttavia i sanitari hanno potuto subito appurare che il decesso era dovuto a cause naturali, probabilmente un malore fatale, che non ha dato alla settantottenne il tempo di chiedere aiuto.
di
e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
Parte lo screening mammografico un esame che salva davvero la vita
PIOVE DI SACCO. «Partecipate allo screening mammografico: è un esame gratuito e indolore e può salvarvi la vita»: l’accorato appello giunge dalla direzione dell’Usl 14, che ha annunciato l’avvio della campagna di prevenzione contro i tumori della mammella, rivolta a tutte le donne fra i 50 e i 69 anni. La presentazione si è svolta nella sala consigliare di palazzo Jappelli, dove sono intervenuti il direttore sanitario Lino Battistello, il dirigente medico Claudio Mongiat e il direttore del Dipartimento di prevenzione Massimo Boscolo Nata, che hanno presentato anche l’equipe di medici coinvolti nello screening. In questi giorni stanno arrivando già le prime lettere alle donne di Piove di Sacco, ed entro due anni l’invito a presentarsi nell’unità mobile posta all’entrata dell’ospedale vecchio per sottoporsi alla mammografia sarà esteso a tutte le donne della Saccisica, quasi ottomila. «Auspichiamo che la popolazione aderisca più di quanto abbia fatto sinora – ha dichiarato il dottor Boscolo Nata – perché a Cona, Cavarzere e Chioggia solo il 53 per cento delle donne ha risposto all’invito. Lo screening può salvare la vita: diagnosticare precocemente un tumore permette di intervenire con tempestività quando ancora la malattia non è in uno stadio avanzato». I medici ospedalieri sono rimasti delusi che alla presentazione non ci fossero i medici di base, dato che proprio loro è il compito di sensibilizzare le pazienti e convincerle a sottoporsi all’esame. «Lo screening – ha sottolineato il dottor Mongiat – rientra nei livelli essenziali di assistenza ed è la sanità questa volta che si rivolge direttamente agli utenti». «Lo screening – ha continuato il dottor Battistello – si basa su una rete di collaborazione e sinergia tra diverse specialità (medici di famiglia, radiologia, oncologia, chirurgia) per garantire un percorso diagnostico e terapeutico veloce ed efficace». Anche il sindaco Mario Crosta ha sottolineato l’importanza per tutte le donne candidate allo screening di aderire alla campagna di prevenzione (peraltro gratuita e senza incombenze: basta presentarsi il giorno e l’ora stabiliti, o chiederne uno diverso), e ha ribadito la collaborazione da parte dell’amministrazione comunale con l’Usl 14, con il prezioso aiuto delle associazioni di volontariato, per promuovere la sanità e la cultura della prevenzione.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Anziana muore in casa
Il figlio l’ha trovata stesa a terra ormai senza vita. E’ morta così Oliva Tommasi, 78 anni, residente in via Indipendenza a Pontelongo. L’anziana si trovava sola in casa, nel pomeriggio di lunedì, quando il suo cuore ha smesso di battere per cause naturali. Alle 20.30, quando il figlio è tornato dal lavoro ed è passato a salutarla come di consueto, ha aperto la porta di casa e ha notato il corpo della madre accasciato sul pavimento. Inutili i tentativi di rianimarla, messi in atto anche dai sanitari del Suem 118 giunti sul posto. Per Oliva Tommasi non c’era già più nulla da fare. La data dei funerali non è ancora stata fissata ma si svolgeranno probabilmente oggi alle 15.30 nella chiesa del paese.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
AIUTI AI PIÙ POVERI I servizi sociali dei Comuni fanno i conti con la crisi – Usl, assistenza pasti agli anziani minori e disabili
PIOVE DI SACCO. Sono sempre più le persone che bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere aiuti economici: mutui, affitti, bollette e anche la spesa per i generi alimentari pesano in modo sempre maggiore sui bilanci delle famiglie. Ma non sono tempi di vacche grasse nemmeno per le amministrazioni locali, che nel bilancio di previsione di quest’anno hanno dovuto stringere i lacci della borsa. Tutti i Comuni del Piovese hanno comunque cercato di mantenere inalterato rispetto al passato il capitolo spesa per i servizi sociali. Comprendono l’assistenza domiciliare, i pasti per anziani e persone non autosufficienti, la quota sociale per l’Usl (passata da 12 a 15 euro pro capite), il sostegno alle famiglie numerose, minori, anziani e disabili. Il Comune più virtuoso è Arzergrande. Il bilancio non è ancora passato in Consiglio comunale, comunque per i servizi sociali prevede 531 mila euro. Divisi per i 4.606 abitanti fa una quota pro capite di 115 euro. Poco meno garantisce Piove di Sacco: 2 milioni 110 mila euro per quasi 19 mila abitanti, pari a 111 euro a testa. Più del doppio di quanto viene stanziato da Polverara, che con 158 mila euro per 2.960 abitanti destina mediamente ad ogni suo cittadino 53 euro. Brugine stanzia 97 euro per abitante (680 mila euro complessivi). Poco sotto, con 96 euro a residente, segue Pontelongo. Sopra i 90 euro pro capite si attesta anche Codevigo, che per i servizi sociali stanzia 578 mila euro, ovvero 91 euro per ciascuno dei 6.334 abitanti. Gli 8.400 abitanti di Legnaro possono contare su un capitolo di 667.500 euro, quasi 80 a testa. Sant’Angelo ha dovuto tagliare qualcosa a causa della penuria di trasferimenti statali ed ha una quota pro capite di 69 euro, per un totale di 499 mila euro divisi per 7.200 cittadini. A Correzzola lo stanziamento è di 380 mila euro, 68 pro capite.
Il sindaco di Polverara, Olindo Bertipaglia, sottolinea: «Al capitolo dei servizi sociali vanno aggiunti i 500 mila euro per la scuola dell’infanzia che sta sorgendo in via Canonica». «Stiamo consegnando in questi giorni i bonus da 130 euro a 54 famiglie per le bollette del gas» aggiunge il primo cittadino di Legnaro, Giovanni Bettini. La maggior parte dei Comuni non ha preso misure straordinarie per fronteggiare la crisi: «Ogni anno – sottolinea l’assessore piovese Sergio Contran – accanto ai contributi continuativi si aggiungo quelli straordinari che vengono decisi man mano che si individuano casi e settori dove è necessario dare un aiuto in più». E stando alle previsioni quest’anno per i Comuni ci sarà molto da fare in questo senso.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
Si è spento Alex, un dono dell’amore
PONTELONGO. Si è spento a 19 anni, vinto dalla malattia. Alex Liviero, che viveva con i genitori e la sorella in via Zuccherificio, è morto venerdì all’ospedale di Piove di Sacco. Soffriva dalla nascita di una grave patologia che lo aveva costretto su una sedia a rotelle, incapace di camminare. Inoltre non sapeva parlare, e aveva un grave ritardo mentale. Il papà Luca, la mamma Fiorella e la sorella tredicenne da giorni vivono immersi in un profondo dolore, circondati dall’affetto di parenti e amici. Alex è nato quando i suoi genitori erano poco più che ventenni. «Per noi è stato un dono – raccontano – Anche se non ha mai parlato, ci ha detto tante cose, le più belle che potessimo mai sentire. Ci ha insegnato il senso dell’amore più profondo e accudirlo per noi è stato un atto d’amore irrinunciabile». Fino ad un anno fa frequentava il centro diurno della Cooperativa per disabili Magnolia di Piove di Sacco, andava in vacanza con i genitori e la sorella, usciva sulla sua sedia a rotelle con qualche amico che lo accompagnava a fare una passeggiata. Poi però la malattia è peggiorata. «Ma Alex non è mai rimasto solo – racconta commossa la mamma – Ha saputo creare intorno alla nostra famiglia una rete di solidarietà incredibile, che ci ha sempre dato speranza e forza per andare avanti con coraggio. Anche in questi giorni le testimonianze di affetto sono numerose e siamo grati a tutti quelli che ci sono vicini». Il funerale verrà celebrato domani alle 15.30 nella chiesa vicariale di Pontelongo. «In ricordo del nostro ragazzo – chiede la mamma – vorremmo al funerale non venissero portati fiori, ma offerte per la Cooperativa Magnolia».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Stuprata dallo spacciatore tunisino
PADOVA. Stuprata dallo spacciatore tunisino, che l’ha sequestrata in una camera. La ragazza, di 25 anni, ancora sconvolta, ha denunciato l’abuso ai carabinieri. E’ il terzo caso in pochi giorni nel Padovano, dopo quelli della prostituta rapita da un gruppo di rumeni che avevano abusato delle sue prestazioni e della trentenne di Pontelongo, violentata da tre marocchini.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Resta in carcere il magrebino accusato di stupro
PONTELONGO. Una serie di analisi biologiche sugli indumenti indossati dalla sonna di 37 anni al momento dello stupro. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha affidato la consulenza alla dottoressa Luciana Caenazzo. Anche questi accertamenti sono stati prescritti per cercare di fare piena luce sulla violenza sessuale di gruppo consumata nella notte tra sabato e domenica. Le analisi infatti potrebbero fornire un importante responso sul numero di persone che hanno partecipato all’aggressione. Youssef El Omari, 28 anni, marocchino, clandestino, è tuttora detenuto nella casa circondariale di Padova, accusato di concorso in violenza sessuale e sequestro di persona, con l’aggravante di aver commesso i fatti mentre si trovava illegalmente nel territorio italiano. Il gip Claudio Marassi ha convalidato il fermo. Youssef El Omari ha negato le accuse, benché abbia ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la donna parecchio tempo fa. Ha fornito poi una sua versione dei fatti, ai quali tuttavia il giudice non ha creduto. Oltre alla querela della vittima ci sono infatti altre prove schiaccianti: una calza autoreggente della donna recuperata nell’appartamento della violenza, le risultanze della visita ginecologica che attesta lo stupro subito dalla trentasettenne, il racconto dello zio e di un connazionale del fermato che hanno confermato l’aggressione. C’erano anche loro nella casa dove la trentasettenne per mezz’ora è stata in balìa dei tre magrebini che aveva incrociato al bar Milù di Pontelongo. Quella sera non voleva rientrare a casa dopo una lite con il convivente. Ha accettato un passaggio in auto. E lì, verso l’una di notte, è cominciato il suo incubo.
di : (e.fer.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
ANCORA UNO STUPRO Ragazza violentata da uno spacciatore tunisino
Hanno trascorso il pomeriggio insieme. Hanno addirittura cenato uno accanto all’altra. Ma verso sera la violenza ha avuto il sopravvento. Dopo la prostituta bulgara stuprata da un gruppo di rumeni, dopo la trentasettenne di Pontelongo adescata da tre marocchini, una ragazza lombarda di 25 anni è stata violentata da uno spacciatore tunisino. E’ accaduto in città, domenica sera, in pieno centro. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri di Prato della Valle, coordinati dal pubblico ministero Paola De Franceschi. Questa mattina verrà chiesta un’ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale. I FATTI. La giovane in passato ha avuto qualche problema con la droga, è reduce da una cura di disintossicazione e attualmente si sottopone ad una terapia in una clinica privata per il sostegno psicologico. Viene a Padova quasi una volta al mese e solitamente alloggia in un albergo cittadino. Ma ormai da qualche tempo ha stretto amicizia con un’altra giovane, residente in centro, che partecipa allo stesso corso di riabilitazione psicologica. Le due giovani si sentono al telefonino e decidono di trascorrere insieme qualche ora: un invito a cena e un letto su cui dormire prima di affrontare la terapia del mattino successivo. Si trovano domenica pomeriggio e decidono di rimanere in casa insieme a due amici tunisini. Fumano un po’ di hashish e sniffano uno o due grammi di cocaina. Ma verso metà pomeriggio i due stranieri se ne vanno. Nel giro di qualche ora però ne arrivano altri due, sempre amici della padrona di casa. Ancora canne e ancora cocaina, prima e dopo cena. Ridono, scherzano e si sballano. Verso sera però la venticinquenne lombarda dice di essere stanca e di volersi stendere a letto. Così si ritira in camera e saluta tutti. Ma uno dei due tunisini è particolarmente su di giri e ne approfitta per sgattaiolare in camera da letto. La spoglia, la immobilizza, la violenta. Lei prova a chiedere aiuto ma nessuno le dà retta, perché probabilmente l’altra ragazza è intenta a scambiare qualche effusione con l’altro straniero. LA DENUNCIA. Verso le prime ore del mattino la ragazza, fortemente provata, si presenta nella caserma dei carabinieri di Prato della Valle e racconta tutto. Riferisce del pomeriggio all’insegna dello sballo, della festina in appartamento, della cena e di come le cose poi siano degenerate. Riesce a fornire pure qualche riferimento sulle generalità dello straniero. A quel punto basta un rapido controllo al terminale, per scoprire che i militari dell’Arma l’hanno fermato qualche ora prima con una modesta quantità di droga in tasca. Precisamente i tunisini fermati sono due, uno dei quali viene riconosciuto come il violentatore. IN PROCURA. L’indagine viene affidata al pubblico ministero Paola De Franceschi. Questa mattina ci sarà l’udienza di convalida dei due fermi per detenzione di droga ai fini di spaccio. Ma, sempre questa mattina, il pm chiederà un’ordinanza di custodia cautelare per uno dei due stranieri. L’accusa, appunto, è di violenza sessuale. I carabinieri di Prato della Valle, dal canto loro, stanno compiendo una serie di accertamenti per fare piena luce sull’inquietante episodio. L’ennesimo nel giro di poco tempo.
di : Enrico Ferro
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Le novità della biblioteca
È a disposizione da oggi la mailing list della biblioteca comunale, un servizio che permette a tutti gli interessati di ricevere in tempo reali informazioni su eventi culturali, incontri e novità. Per iscriversi è necessario mandare una richiesta all’indirizzo e-mail b.pontelongo@mail.it con oggetto “Iscrizione mailing list”.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Stupro di gruppo, il Dna per incastrare i complici
PONTELONGO – Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha affidato la consulenza alla biologa Luciana Caenazzo dell’Istituto di Medicina legale. L’esperta analizzerà i “tamponi” dell’ospedale, gli indumenti della trentacinquenne e il materasso dove è stata violentata. Hanno lasciato tracce i due magrebini ricercati dai carabinieri per lo stupro di gruppo di Pontelongo? Il pubblico ministero Benedetto Roberti non vuole lasciare scampo ai due presunti complici di Youssef El Omari, il marocchino ventinovenne arrestato già domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Ieri il magistrato ha affidato una consulenza tecnica alla dottoressa Luciana Caenazzo, nota biologa dell’istituto di medicina legale dell’Università di Padova. Sono molti gli elementi sui quali potrà lavorare la biologa. E, perchè no, anche individuare il Dna dei presunti complici di El Omari. Innazitutto il tampone vaginale, che i medici del reparto di ginecologia dell’ospedale di Piove di Sacco hanno effettuato sulla donna subito dopo la denuncia. E poi la gonna e gli altri abiti che indossava la trentacinquenne la notte tra sabato e domenica. Alcuni dei suoi indumenti intimi non sono stati più trovati. I carabinieri hanno trovato soltanto una sua calza, che era finita sotto il letto. Il resto è scomparso. E c’è anche il materasso del letto sul quale la donna è stata immobilizzata dai bruti del “branco”. Dovrebbe contenere molte tracce ematiche. Ci sono due testimoni, che hanno soccorso la donna, i quali collaborano con i carabinieri. La trentacinquenne era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. Il marocchino nega lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuda, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si difende dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Ma il giudice delle ijndagini preliminari Claudio Marassi ha convalidato il fermo è ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto.
di : (L.L.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Stupro di gruppo «Mi hanno violentata erano almeno tre…» Il drammatico racconto della trentasettenne trascinata a forza nella casa dei marocchini: «Mi hanno immobilizzata fino a soffocare». Uno è in cella, gli altri sono ricercati
PONTELONGO. «Ricordo che, improvvisamente, tre persone mi hanno tirato, strattonandomi, per costringermi a entrare in una camera dell’appartamento… Sono stata costretta a stendermi supina su un letto… Ho tentato di difendermi, cercando di scalciare. Mi difendevo e continuavo a gridare. Ho dato un calcio tanto da ferirmi le dita del piede. Poi uno di loro mi ha bloccato le braccia e un altro, per farmi smettere di gridare, mi ha chiuso la bocca con una mano… È stato il panico: temevo di restare soffocata… E allora ho fatto capire che non avrei più gridato così mi hanno tolto quella mano dalla bocca… Sono sicura che erano almeno in tre. E tutti e tre mi hanno costretta ad avere un rapporto completo con loro». È un passo della denuncia presentata ai carabinieri da una trentasettenne residente nel Piovese, vittima di uno stupro di gruppo avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi in un appartamento di Pontelongo. L’appartamento di via Zuccherificio 12, sopra la macelleria islamica, dove è stata portata da tre magrebini, amici di un marocchino suo conoscente. Solo uno di loro è finito in manette.
E ieri mattina il gip padovano Claudio Marassi ha convalidato il suo fermo, applicando nei confronti dello straniero un’ordinanza di custodia cautelare in carcere sollecitata dal pubblico ministero Benedetto Roberti: si tratta di Youssef El Omari, 28 anni originario del Marocco, clandestino, trasferito nella casa circondariale di Padova. Le accuse contestate sono di concorso in violenza sessuale e in sequestro di persona con l’aggravante di aver commesso i fatti mentre si trovava illegalmente nel territorio italiano. Adesso è caccia ai complici. Come cercare l’ago in un pagliaio: sarà difficile prenderli se pure loro sono senza permesso di soggiorno e vivono di espedienti. Youssef El Omari ha negato le accuse, benché abbia ammesso di aver avuto con la donna, nel passato, dei rapporti sessuali. Anzi ha spiegato che era caduta in strada e si era fatta male. E lui l’aveva accompagnata nella casa dello zio e stesa a letto per medicarla. Ma il giudice non gli ha creduto, ritenendo concreto il pericolo di fuga e di reiterazione del reato: da qui la decisione di tenere lo straniero dietro le sbarre. Non solo. Pesantissimi sono stati valutati gli indizi di responsabilità: oltre alla querela della vittima, una calza autoreggente della donna recuperata nell’appartamento della violenza, le risultanze della visita ginecologica che attesta lo stupro subito dalla trentasettenne, il racconto dello zio e di un altro connazionale del fermato che hanno confermato l’aggressione. Già perché c’erano anche loro nella casa dove la donna per mezz’ora è stata in balìa dei tre magrebini che aveva incrociato al bar Milù di Pontelongo insieme a un connazionale suo buon conoscente. Quest’ultimo a un certo punto se n’era andato. E lei, che quella sera non voleva rientrare a casa dopo una lite con il convivente ed era un po’ alticcia, aveva accettato di andare a fare un giro in macchina. Ricordi sbiaditi all’inizio. E via via più nitidi. «Siamo entrati nell’appartamento e ci siamo messi a chiacchierare… – ha denunciato la donna – Da uno stato di calma la situazione è passata a un forte stato di tensione». È quasi l’una di domenica notte. I tre la circondano, tra loro El Omari. La trascinano con forza in camera, la sbattono sul letto e la spogliano. Poi, dopo averla immobilizzata, la stuprano. Uno alla volta. Aspettando il proprio turno come fosse una macchina nuova da provare. E non un essere umano da rispettare nella sua dignità. E lei, che si sente togliere il respiro da quelle mani sconosciute sulla bocca, decide di non reagire più. In testa un unico pensiero fisso: fuggire quanto prima da quella prigione. E aver salva almeno la vita. Poi l’indomani la scelta di denunciare la violenza. E il riconoscimento di El Omari in una fotosegnaletica, che le viene mostrata, con l’indicazione della casa-prigione.
di : CRISTINA GENESIN
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
«Stuprata dal branco» La vittima: violenza di gruppo, erano almeno in tre
PONTELONGO. «Improvvisamente in tre mi hanno strattonato, per farmi entrare in una camera. Sono stata costretta a stendermi su un letto. Ho dato un calcio, tanto forte da ferirmi le dita del piede. Mi difendevo e continuavo a gridare. Poi uno di loro mi ha bloccato le braccia e un altro mi ha tappato la bocca. E’ stato il panico: temevo di essere soffocata. Allora ho fatto capire che non avrei più gridato, così mi hanno tolto quella mano dalla bocca. Sono sicura che erano almeno in tre. E tutti e tre mi hanno violentata». Parla la vittima dello stupro per cui è già stato arrestato un marocchino. Ricercati gli altri del branco.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
An: «Serve la collaborazione degli immigrati onesti»
PIOVE DI SACCO. «L’immigrazione clandestina è riuscita a sconvolgere gli equilibri sociali della nostra comunità»: parole dure da Ermes Siorini, presidente di Alleanza nazionale di Piove di Sacco che interviene sul terribile episodio di violenza ai danni di una trentasettenne successo nella notte tra sabato e domenica a Pontelongo. «Il problema può essere risolto solo collaborando con i tanti immigrati che arrivano nel nostro Paese per lavorare onestamente e rispettando le nostre leggi. I clandestini – insiste Siorini – sono invece persone che non vogliono osservare le nostre regole, spesso con un passato fatto di spaccio di stupefacenti o di azioni delittuose. La clandestinità deve essere combattuta con un lavoro di squadra tra cittadini onesti, italiani e immigrati integrati, e forze dell’ordine. Deve passare il messaggio che il tempo del permissivismo è finito».
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Convalidato l’arresto ma il marocchino nega
Ci sono due testimoni che dicono di aver soccorso la donna. Era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. El Omari, ventinovenne marocchino, clandestino ieri mattina è stato portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi. Il marocchino era difeso dall’avvocato Luisa Granata. Ha negato lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuda, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si è difeso dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Il giudice ha convalidato l’arresto per concorso in violenza carnale di gruppo e sequestro di persone. E ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l’udienza di convalida il marocchino è stato riportato nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Adesso le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto. Il resto della sua biancheria intima è sparito.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Parla la donna di 37 anni rapita in un bar del Piovese e trascinata in un caseggiato abitato da clandestini e sbandati: una storia dolorosa. Violentata dal branco: «Amici? Erano belve»
«Non ho pregiudizi, so che il male può essere fatto da chiunque e va combattuto con tutte le nostre forze» «Mi hanno costretta a stendermi sul letto, tentavo di difendermi tirando calci ma uno di loro mi bloccava le braccia mentre un altro mi chiudeva la bocca». La casa è bella, pulita e ordinata. Il contrario di come può sentirsi un donna di 37 anni quattro giorni dopo avere subito una violenza sessuale. Maria, così la chiameremo per garantirle l’anonimato, abita in una villetta a Pontelongo. È lei la donna che sabato notte ha denunciato ai carabinieri di essere stata stuprata da un marocchino sotto gli occhi di altri connazionali. Maria ci accoglie con gentilezza. L’abbiamo trovata mentre faceva le pulizie di casa, i capelli biondi stinti raccolti in una coda, un paio di pantaloni della tuta e una maglietta a maniche corte. La prima domanda non è necessaria. Quando ci presentiamo come giornalisti è lei che attacca a parlare. «Ho appena sentito dal tg regionale che è stato convalidato l’arresto della persona fermata dai carabinieri – dice -. Questo è già un passo in avanti e mi dà ancora più coraggio nell’affrontare questa brutta storia». Perché, non era convinta di denunciare l’accaduto? «Sono state dette e scritte delle inesattezze su quanto successo, ad esempio il fatto che io avrei prima chiamato i carabinieri per poi ritrattare tutto. Non è andata così. Ero sconvolta, è vero. Sia io che il mio convivente. Ma non ho mai negato ciò che è successo sabato notte». Le va di ripercorrere quella serata? «Ero uscita in compagnia con delle persone, tra cui questo extracomunitario che conoscevo e altri che non conoscevo. Avevamo bevuto insieme. Poi, ad una certa ora, sono stata trascinata in un caseggiato dove vivono alcuni di loro. Lì è successo quanto poi ho raccontato ai carabinieri… E sempre lì è arrivata una persona che mi ha vista in lacrime, mezza svestita e infreddolita e mi ha offerto una coperta. Poi sono riuscita ad andarmene e a tornare a casa». Dove l’attendeva il suo compagno… «Si, gli ho raccontato tutto. Come può immaginare piangevo, ero sconvolta. Abbiamo deciso di chiamare i carabinieri e abbiamo parlato con quelli di Piove di Sacco. Sono arrivati qua, hanno chiesto i documenti a me e anche a lui. Già stavo male, in più si è creata una situazione nella quale non mi sono sentita di raccontare tutto». A quel punto cosa è successo? «Ero scoraggiata. Ho detto al mio convivente: mi faccio un bagno, andiamo a dormire e dimentichiamo tutto. Così ho fatto ma al mattino seguente non ce l’ho fatta e mi sono rivolta ai carabinieri di Codevigo, con cui già avevo parlato più volte in passato». Quindi domenica mattina si è recata in caserma e, stavolta, ha raccontato cos’era accaduto. «Si, ero ancora intimorita ma ho avuto fin da subito comprensione e incoraggiamento. Non finirò mai di ringraziare i carabinieri di Codevigo, che si sono mossi subito anche per verificare che quello che raccontavo trovasse riscontro nella realtà, come è giusto che sia». Dopo quello che è successo ha paura? «Mi fido molto dei carabinieri e di chi sta portando avanti le indagini. Il fatto che abbiano trovato che il marocchino è irregolare e che sia stato convalidato l’arresto così come ho appreso dal telegiornale, mi fa stare più tranquilla. Vivere serenamente è quello che desidero di più e spero che questa storia si sistemi. Ci tengo ad aggiungere una cosa: non ho alcun pregiudizio contro gli extracomunitari, di qualsiasi nazionalità essi siano. Le violenze possono essere compiute da chiunque, anche da un italiano e vanno combattute con tutte le nostre forze perché ognuno ha il diritto di vivere tranquillo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
«Io, vittima del branco impazzito» Parla la donna che sabato notte, a Pontelongo, è stata sequestrata da tre immigrati e violentata
Una conoscenza casuale, al bar, un invito a farsi accompagnare. Poi è scattata la follia del gruppo. Un racconto allucinante, di una notte da incubo, che lei vorrebbe dimenticare in fretta, ma che è ancora impressa a fuoco nei suoi occhi, nel suo fisico violato. «Mi avevano costretta a stendermi. Io cercavo di difendermi, ma uno di loro mi bloccava le braccia mentre un altro mi chiudeva la bocca. Pensavo di soffocare, che quelli sarebbero stati gli ultimi minuti della mia vita». Abbiano incontrato la donna violentata da un gruppo di immigrati. Le abbiamo parlato ieri nella sua villetta, a Pontelongo, proprio mentre a Padova il giudice per le indagini preliminari stava convalidando il fermo di Youssef El Omari, il marocchino di 29 anni accusato della violenza sessuale. Altri due suoi compari mancano all’appello, anche se già identificati: sono ricercati dai Carabinieri.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Due magrebini hanno soccorso la donna. Era nuda e sanguinante. Sul collo e sui polsi aveva i segni dell’aggressione. Trovate le prove nella stanza dell’orrore. Sotto il materasso sequestrata dai carabinieri una calza della trentacinquenne. Il marocchino respinge le accuse.
Youssef El Omari, ventinovenne marocchino, clandestino ieri mattina è stato portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi. Il marocchino era difeso dall’avvocato Luisa Granata. Ha negato lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuida, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si è difeso dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Il giudice ha convalidato l’arresto per concorso in violenza carnale di gruppo e sequestro di persone. E ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l’udienza di convalida il marocchino è stato riportato nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Ci sono due testimoni che dicono di aver soccorso la donna. Era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. Adesso le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto. Il resto della sua biancheria intima è sparito. Sabato sera la trentacinqeunne aveva litigato con il convivente ed era andata a far visita a dei marocchini, suoi vicini di casa. Gente per bene, che conosce da diverso tempo. È lì che ha incontrato El Omari e gli altri due sconosciuti. Poi ha accettato di andare con loro tre a bere in un bar di Pontelongo. E poi è stata accompagnata in un appartamento nel quale non era mai stata prima. Ormai erano già le due di notte. Lei era stordita dall’alcol. Dice che i tre l’hanno portata in camera e a turno hanno abusato di lei. È sicura che erano in tre. Ma quando sono arrivati i due soccorritori con lei c’era soltanto l’arrestato. Però era già passata un’ora e gli altri due avevano avuto tutto il tempo di andarsene.
di : (L.L.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
I bieticoltori veneti possono diventare soci dello zuccherificio di Pontelongo
Opportunità per i bieticoltori del Veneto ed in particolare per quelli di Padova. Ieri mattina a Monselice, alcuni rappresentanti della cooperativa emiliana Co.Pro.B. con il pieno sostegno di Confagricoltura, hanno proposto ai produttori veneti di bietole di diventare soci della cooperativa. Un’offerta allettante che si è resa possibile da quando Co.Pro.B ha acquisito da Italia Zuccheri l’intero pacchetto azionario dello zuccherificio di Pontelongo (ex-Montesi), dove ogni anno vengono prodotte 200.000 tonnellate di zucchero grazie alla raccolta ed alla trasformazione di 20.000 ettari di barbabietole venete, delle quali 5.000 coltivate nella sola provincia di Padova ed in particolare nella Bassa. Quello di Pontelongo è l’unico stabilimento di zucchero ancora esistente nel Nordest. Gli altri tre si trovano a Minerbio (Bologna), San Quirico (Parma) e Termoli, in Molise. «E’ un’ottima opportunità per gli agricoltori del Veneto diventare soci di una delle più grandi cooperative d’Italia nel settore dello zucchero – sottolinea Antonio Da Porto, presidente di Confagricoltura -. In pratica chi aderisce non solo sottoscrive un contratto triennale per le sue bietole, ma diventa, nel suo piccolo, anche tra i piccoli proprietari dello stabilimento di Pontelongo».
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
Ossari, nuova avventura a Pontelongo «Continuità ma più donne in giunta»
PONTELONGO. Federico Ossari correrà nuovamente per la carica di sindaco di Pontelongo. La candidatura per il secondo mandato ora è ufficiale, anche se la scelta di una sua riconferma sembrava più che naturale. «Non era per nulla scontato – spiega invece il sindaco – perché sulla decisione di riconfermare la mia disponibilità a guidare la nuova squadra che si presenterà al voto amministrativo, ho posto come condizione che mi seguissero anche alcune persone che mi hanno accompagnato in questa amministrazione, con disponibilità e passione, per dare un senso di continuità». La lista che appoggerà Ossari e che si presenterà alle elezioni è praticamente già fatta, anche se sui nomi è rimasta ancora qualche ultima riserva. «Rispetto a quella uscente – anticipa Ossari – ci saranno una decina di persone nuove, con molti giovani e numerose donne alle quali saranno affidati anche ruoli nella giunta». La lista civica continuerà, nel segno della continuità, a chiamarsi «Pontelongo 2000». «Attorno al nostro gruppo abbiamo raccolto molti giovani – dice – che hanno dimostrato grande disponibilità ed impegno aderendo a gruppi di lavoro su diversi ambiti della società. Da qui a marzo si tratterà ora di sintetizzare tutte queste idee e segnalazioni trasformandole in linee programmatiche. Tra le responsabilità di un amministratore – conclude – c’è sicuramente quella di ben amministrare ma anche quella di guardare con fiducia e coinvolgere nuove persone creando le condizioni per una continuità».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
Portata con la forza e stuprata nel casolare Marocchino fermato – Vittima dell’episodio di abuso una trentasettenne Altri immigrati sono ricercati dai carabinieri per ricostruire quello che è accaduto sabato notte
PIOVE DI SACCO. E’ stata portata con la forza in una casa dispersa nella campagna. Poi è stata stuprata. La vittima è una trentasettenne del Piovese. L’indiziato è un marocchino irregolare a cui vengono contestati i reati di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona. E questi sono i fatti. Tutto il resto sono accertamenti nelle mani dei carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco. Comprese le ricerche estese a tutta la zona, nel tentativo di rintracciare tutti gli stranieri presenti al momento in cui è stata portata a termine la violenza.
Sabato notte. Sono le 5 del mattino quando la donna si rivolge al 112 per chiedere aiuto ai carabinieri. Piange e biascica qualche frase, chiedendo un loro intervento. Nel sottofondo si sente la voce del convivente che lancia strali contro gli extracomunitari, in particolare i marocchini. Una pattuglia dei radiomobile di Piove raggiunge l’indirizzo indicato, cioè l’abitazione in cui la donna vive con il compagno. Ma alla vista dei militari la trentasettenne reagisce con un’esplosione di rabbia, al punto da indurli ad andarsene.
La rivelazione. Il mattino successivo però la donna si presenta nella caserma dei carabinieri, dove trova un sottufficiale donna, che riesce a farsi raccontare tutto. La trentasettenne ripercorre tutte le sequenze di quell’orribile sabato notte. Dice anche di conoscere il suo aggressore. Si tratta appunto di un marocchino, peraltro conosciuto dal suo stesso convivente. Lo straniero sarebbe riuscito a trascinarla in questa casa abbandonata, dove erano presenti altri connazionali. All’interno dell’edificio la donna è stata stuprata ed è riuscita ad andarsene solo dopo qualche ora, tornando a casa in lacrime. Il fermo. I militari dell’Arma si attivano immediatamente e riescono a rintracciare lo straniero, che viene portato in caserma e sottoposto a fermo. Le indagini sono nelle mani del pm di turno, il sostituto procuratore Benedetto Roberti. Questa mattina, alle 9.30, ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip Claudio Marassi. Ovviamente sono stati prescritti anche alcuni accertamenti medici, nel tentativo di verificare la presenza di materiale organico sul corpo della donna stuprata. Ieri, durante tutto il pomeriggio, sono state interrogate una decina di persone nella caserma dei carabinieri. Che stanno cercando di incrociare le testimonianze per completare il quadro accusatorio.
Sono in corso anche alcune ricerche in due o tre Comuni specifici del Piovese, nel tentativo di rintracciare gli altri stranieri presenti all’interno della casa abbandonata al momento dello stupro. Attualmente però non sono stati resi noti particolari sul numero degli immigrati ancora ricercati e su tutto ciò che è realmente accaduto nel corso di quello che doveva essere un normale sabato notte.
di : ENRICO FERRO
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Un’altra bestiale violenza ad opera del “branco”.
Questa volta la donna è una trentacinquenne italiana che da alcuni anni vive di droga e di emarginazione: conosciuta in un locale di Pontelongo, la donna è stata sequestrata di notte da tre marocchini ed è stata portata in un’abitazione abbandonata nella zona del Piovese dove gli stranieri hanno abusato di lei per alcune ore. Un clandestino, trentenne, che campa spacciando stupefacenti, è stato fermato ed è in corsa la caccia per arrestare gli altri due connazionali.
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IL GAZZETTINO di Padova – - Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Padova, rapita al bar e stuprata dal “branco” In manette un marocchino Portata in una casa abbandonata, poi la selvaggia aggressione I carabinieri di Piove di Sacco sulle tracce di altri due stranieri.
Padova Uno stupro di gruppo. Un’altra bestiale violenza ad opera del “branco”. Questa volta la donna è una trentacinquenne italiana, che da alcuni anni vive di droga e di emarginazione. È stata sequestrata di notte da un gruppo di marocchini. Pare tre. Portata in un’abitazione abbandonata della zona del Piovese. Dove gli stranieri hanno abusato di lei per alcune ore. È un marocchino trentenne, clandestino, che campa spacciando stupefacenti. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco lo hanno portato lunedì nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto per sequestro di persona e violenza di gruppo. Ad accusarlo è il pubblico ministero Benedetto Roberti. I militari dell’Arma sono sulle tracce degli altri due presunti complici. Un’altra violenza di gruppo. Due, in meno di una settimana. Giovedì notte tre romeni, residenti in provincia di Piacenza, hanno sequestrato una ventenne prostituta bulgara in zona industriale e hanno abusato di lei. Erano armati. L’hanno costretta a infilarsi nel baule dell’autovettura e l’hanno portata a Piacenza. La ragazza è riuscita a liberarsi e a scappare. Poche ore dopo i carabinieri hanno arrestato i tre romeni. L’ultimo stupro è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. La trentacinquenne tossicodipendente ha conosciuto casualmente il trentenne marocchino, bloccato domenica dai carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco. Pare che si siano incontrati in un locale di Pontelongo. Erano le due di notte quando avrebbero fatto la comparsa gli altri due presunti complici. Forse le hanno offerto della droga. Le hanno chiesto di andare con loro. Lei non voleva. Doveva rincasare. Pare che conviva con un magrebino. Ebbene, i tre l’avrebbero sequestrata e portata con la forza in un’abitazione. Pare una casa fatiscente occupata da clandestini. E l’hanno violentata. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco sono stati avvertiti già durante la notte. Sarebbe stata la trentacinquenne a chiedere il loro intervento. Però non era in grado di raccontare niente. Era sotto shock. La svolta delle indagini è arrivata lunedì. Un magrebino, estraneo allo stupro, ha collaborato con gli investigatori dell’Arma. Gli investigatori lo hanno messo con le spalle al muro. Perchè lui si trovava nella casa dello stupro e ha visto tutto. Rischiava di venire arrestato con l’accusa di complicità con i tre bruti. E lo straniero ha deciso di confessare. Ha raccontato tutto. Poco dopo uno dei presunti violentatori è stato portato in caserma e arrestato. In queste ore si stanno cercando gli altri due complici. Stamane il marocchino fermato verrà portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi per la convalida dell’arresto. Mentre la Procura padovana è in attesta del fascicolo sul sequestro della giovane bulgara da parte dei tre romeni, che il Tribunale di Piacenza deve trasmettere ai magistrati della città del Santo per competenza. E non si è ancora spenta l’eco dell’aggressione avvenuta sabato sera alle 23,30 nei confronti di una coppia di fidanzati trentenni da parte di un presunto “branco” di stranieri dell’Est, in via Emanuele Filiberto, in pieno centro a Padova. Gli stranieri hanno circondato la coppia. Hanno palpeggiato la ragazza e picchiato e rapinato del portafogli il fidanzato.
di : Lino Lava
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Una giovane donna sequestrata e violentata da un terzetto di extracomunitari. E’ accaduto a Pontelongo, nel Piovese, nella notte tra sabato e domenica Stupro di gruppo, fermato un maghrebino.
Un incubo durato ore. La ragazza lo aveva conosciuto in un bar. Poi lui aveva chiamato i suoi amici per “divertirsi” Dopo la giovane bulgara sequestrata e violentata da tre romeni, la scorsa settimana, la cronaca padovana registra adesso un altro stupro di gruppo. E’ accaduto a Pontelongo, nella notte tra sabato e domenica. Questa volta la vittima è una trentacinquenne italiana. È stata sequestrata di notte da un gruppo di maghrebini, probabilmente tre. E’ stata portata in un’abitazione abbandonata della zona, dove gli immigrati hanno abusato di lei per ore. Uno dei tre, un marocchino trentenne, clandestino e spacciatore, è già stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco: Questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto per sequestro di persona e violenza di gruppo. I militari dell’Arma sono sulle tracce degli altri due presunti complici.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
«Liberare gli stupratori è una vergogna» Ossari (Pontelongo): «C’è anche il rischio di emulazioni». Fecchio (Correzzola): «Le pene devono essere certe»
Non c’è stupore tra i sindaci del Piovese nell’apprendere la notizia della presunta violenza di gruppo denunciata da una donna della zona. Solo amarezza e la consapevolezza che fatti come quello accaduto a Guidonia o in altre città d’Italia possono benissimo verificarsi anche nei paesi di campagna della Bassa Padovana. «Non ho ricevuto segnalazioni sull’episodio – afferma il sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta -. Preferisco aspettare chiarimenti prima di esprimere commenti sull’accaduto». Dello stesso avviso anche tutti gli altri sindaci i quali, alla luce dei recenti fatti di cronaca, analizzano la questione in generale. «La società si sta imbarbarendo – commenta Graziano Bacco, sindaco di Codevigo -. Da amministratore ma anche da genitore sono preoccupato per questa deriva di valori che genera fatti terribili. Penso anche che questi sintomi di malessere sociale peggioreranno con il passare del tempo. Ed è proprio per questo che è necessario mettere in atto quanto possibile per ripristinare le regole del vivere civile». Proprio a Codevigo nell’estate del 2006 una coppia di fidanzati chioggiotti, appartati in auto lungo via Argine Destro, era stata aggredita da un gruppo di malviventi. Lui fu picchiato a sangue, lei derubata del cellulare e del portafoglio. Ma, fortunatamente, non fu denunciata alcuna violenza sessuale. «Dopo gli ultimi fatti appresi dai telegiornali e letti sui quotidiani – afferma Federico Ossari, primo cittadino di Pontelongo – non ci sarebbe da stupirsi se si verificasse un effetto emulazione soprattutto da parte di alcune persone già segnate da altri problemi». Non vuole entrare nel caso specifico ma va giù pesante nei confronti di chi si è già macchiato di reati simili il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio. «Il fatto che chi ha commesso la violenza di Guidonia sia stato liberato subito non è incoraggiante – dice -. Se continuano a verificarsi questi episodi è anche perché manca la certezza della pena. Sempre riguardo Guidonia, un errore colossale è stato fatto sia dal centro destra che dal centro sinistra quando hanno aperto le porte alla Romania appena entrata in Europa, senza applicare una moratoria. Così nel nostro Paese è arrivato chiunque, senza un efficace controllo come invece avviene in Francia e in Germania». «Non ho riscontri diretti – è il commento di Cesarina Foresti, primo cittadino di Arzergrande – ma questi episodi non vanno sottovalutati. Bisogna essere molto precisi, marcare i confini del rispetto della persona e invitare le famiglie, i gruppi sportivi, parrocchiali e la società intera a riflettere su questo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Il maghrebino stupratore oggi davanti al giudice Il pubblico ministero Benedetto Roberti chiede la convalida dell’arresto dello straniero per la violenza di gruppo di domenica
È un marocchino trentenne, clandestino, piccolo spacciatore di stupefacenti. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco lo hanno trasferito lunedì nella casa circondariale di strada Due Palazzi, e proprio questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto. Pesantissimi le imputazioni: sequestro di persona e violenza di gruppo. Ad accusarlo è il pubblico ministero Benedetto Roberti. Ma le indagini proseguono: i carabinieri sarebbero già sulle tracce degli altri due presunti complici. L’ultima vittima – in ordine di tempo – di uno stupro di gruppo è una trentacinquenne italiana, una vita difficile, da emarginata. È stata sequestrata di notte da tre marocchini e portata in un’abitazione abbandonata della zona del Piovese, dove gli stranieri hanno abusato di lei per ore. E’ la seconda violenza di gruppo in meno di una settimana: lo scorso giovedì tre romeni, residenti in provincia di Piacenza, avevano sequestrato e violentato una ventenne prostituta bulgara in zona industriale, l’avevano poi infilata nel bagagliaio dell’auto ed erano partiti per Piacenza. Stavolta lo stupro è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. La trentacinquenne tossicodipendente ha conosciuto casualmente il trentenne marocchino, in un locale di Pontelongo. Erano le due di notte quando avrebbero fatto la comparsa gli altri due presunti complici. Forse le hanno offerto della droga, le hanno chiesto di andare con loro. Lei non voleva, doveva rincasare, il suo convivente l’aspettava. Ma i tre l’avrebbero sequestrata e portata con la forza in un’abitazione, una casa fatiscente occupata da clandestini. E lì l’hanno violentata. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco sono stati avvertiti già durante la notte. Sarebbe stata la trentacinquenne a chiedere il loro intervento. Però non era in grado di raccontare niente. Era sotto shock. La svolta delle indagini è arrivata lunedì. Un magrebino, estraneo allo stupro, ha collaborato con gli investigatori dell’Arma. Gli investigatori lo hanno messo con le spalle al muro. Perchè lui si trovava nella casa dello stupro e ha visto tutto. Rischiava di venire arrestato con l’accusa di complicità con i tre bruti. E lo straniero ha deciso di confessare. Ha raccontato tutto. Poco dopo uno dei presunti violentatori è stato portato in caserma e arrestato. In queste ore si stanno cercando gli altri due complici. Stamane il marocchino fermato verrà portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi per la convalida dell’arresto.
di : Lino Lava
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 03 FEBBRAIO 2009
Ascierto tra i due litiganti di Piove «Sono pronto a fare il sindaco» Il deputato indicato in alternativa ad Alberto Canova (area Padrin) e Alessandro Marcolin (Arcoraci-Bertipaglia)
Candelora, dall’impasse semo fora. Dopo settimane d’indecisionismo e di rinvii, ieri il tavolo provinciale del Popolo della Libertà ha finalmente assunto le prime scelte. E si tratta d’indicazioni «pesanti», giacchè riguardano tre Comuni sopra i 15 mila abitanti (Monselice, Selvazzano e Piove di Sacco). Nessuna indicazione è stata viceversa formulata per Comune e Provincia di Padova, che non risulta di competenza del tavolo provinciale. Le «rose» dei candidati sindaco sono state trasmesse ai coordinatori veneti di Forza Italia, Niccolò Ghedini, e di An, Alberto Giorgetti, cui spetta la scelta definitiva. Il tavolo regionale del Pdl è già convocato per venerdì 6 febbraio. Ovviamente le indicazioni del Pdl dovranno poi confrontarsi, in base alle alleanze, con quella di Lega Nord e Udc.
PIOVE DI SACCO. La novità più significativa è rappresentata dall’inserimento di Filippo Ascierto, deputato del Pdl e presidente provinciale di Alleanza nazionale, nel trio dei candidati sindaco del centrodestra per il Comune di Piove di Sacco. Con lui sono stati indicati anche Alberto Canova, capogruppo consiliare di Forza Italia, e Alessandro Marcolin, già primario ospedaliero a Dolo.
Canova può contare sul sostegno del consigliere regionale Leonardo Padrin e del sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati. La candidatura di Marcolin è stata presentata da Sebastiano Arcoraci, segretario provinciale del Nuovo Psi, e può contare sull’apporto della consigliera regionale Regina Bertipaglia e delle aree che fanno capo a Barbara Degani e a Vittorio Casarin. Proprio per superare le divisioni azzurre è spuntata la disponibilità di Filippo Ascierto, che del collegio di Piove di Sacco è stato deputato dal 1996 al 2001. «Vorrei però – dice Ascierto – che fossero il coordinatore regionale di An Giorgetti e il presidente della Regione Giancarlo Galan a chiedermi d’impegnarmi in questa avventura». Il deputato sembra però già motivato e non rinuncia a una frecciata al possibile rivale del centrosinistra: «Non mi sono perso nemmeno un passaggio del discorso d’insediamento di Barak Obama. Ero convinto che dopo l’invito giunto da Piove alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti avrebbe citato nel suo intervento il sindaco Mario Crosta. E invece sono rimasto deluso…». I TAVOLI. Nell’incontro di ieri il tavolo provinciale ha costituito i tavoli comunali del Pdl per i Comuni sotto i 15 mila abitanti. Dei tavoli fanno parte il coordinatore comunale di Forza Italia, il presidente del circolo di An, tutti gli eletti che risiedono nel Comune (compresi parlamentari e consiglieri regionali: ad esempio Leonardo Padrin fa parte del tavolo di Montegrotto, l’onorevole Marino Zorzato si accomoda a quello di San Martino di Lupari; Clodovaldo Ruffato dirà la sua a Santa Giustina in Colle). E ancora i rappresentanti degli altri partiti che partecipano al tavolo provinciale come Nuovo Psi e Popolari Liberali.
di : CLAUDIO BACCARIN
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 03 FEBBRAIO 2009
Ascierto, Canova e Marcolin Il Pdl ha calato il suo tris BERTIPAGLIA (FI) «Marcolin è persona di spessore ma non mi opporrò ad Ascierto»
PIOVE DI SACCO. Sarà difficile da spiegare a chi sosteneva la necessità di una candidatura per il prossimo sindaco promossa dalla base, come mai ieri dal tavolo provinciale del Pdl sia stata ufficializzata, accanto a quelle di Alberto Canova e Alessandro Marcolin, nientemeno che quella dell’onorevole Filippo Ascierto. Un big della politica nazionale, calato dritto da Roma, chiamato a espugnare palazzo Jappelli. Una candidatura senza dubbio autorevole quella del coordinatore provinciale di An che, pare, sarebbe l’unico in grado di battere alle urne l’attuale primo cittadino. Così sarebbe emerso da un sondaggio promosso a Piove da Forza Italia. Che, a quanto pare, ha dovuto arrendersi all’idea che i suoi candidati non hanno il peso specifico sufficiente per dar filo da torcere a Crosta. Anche se in realtà non ne sembrano tutti convinti. «Sono stati i colleghi di Forza Italia – racconta Ascierto – a chiedere la mia candidatura. Solo io e Regina Bertipaglia, che però ha già declinato l’invito a candidarsi, risultiamo in grado di avere chance contro Crosta. Piove è una città che amo. Certo ho parecchi impegni politici ma se i responsabili regionali me lo chiederanno mi candiderò». Il nome di Ascierto potrebbe essere stato suggerito anche dalla diatriba tutta interna a Forza Italia che si è spaccata nei giorni scorsi su Canova, sostenuto da Leonardo Padrin, ma non da Regina Bertipaglia che gli preferisce lo psichiatra Alessandro Marcolin. «E’ una persona di spessore, di grande buon senso, stimata – ha dichiarato la consigliera azzurra parlando del medico piovese – ha esperienza politica e sono convinta che potrebbe fare un buon lavoro come sindaco. Quella di Ascierto è una candidatura autorevole – ammette – e non sarò io ad oppormi se sarà lui a spuntarla». Per nulla convinto sul nome del big di An è Padrin: «Non so nemmeno da dove sia uscita questa ipotesi – se ne sbotta il consigliere, che ieri mattina non era presente al tavolo provinciale perché ammalato – per me ha titolo solo Canova uscito vincente dal direttivo piovese. Ascierto è simpatico, ma che ci azzecca con Piove?». E dire che sono stati proprio gli azzurri a promuovere quel sondaggio che ha incoronato il deputato come miglior candidato per battere il centrosinistra. Da parte sua la Lega, come conferma Maurizio Conte, lavora a un suo candidato e sulle scelte del Pdl non si pronuncia.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 02 FEBBRAIO 2009
Visure catastali al Polisportello
PIOVE DI SACCO. Due novità al Polisportello di viale Degli Alpini, il punto unico di gestione dei servizi amministrativi del Comune. Da questo mese sarà attivo un nuovo servizio: il mercoledì, dalle 8 alle 13, sarà possibile effettuare le «visure catastali» cui sarà dedicato lo sportello F. Inoltre cambia l’orario di apertura al pubblico: ogni ultimo venerdì del mese invece di chiudere alle 13 il Polisportello chiuderà a mezzogiorno. L’apertura rimane invariata alle 8, così come rimangono invariati gli orari degli altri giorni della settimana: lunedì, mercoledì e giovedì 8.30-13, martedì 8.30-18, sabato 8.30-12. Informazioni al numero verde 800.53.84.84 o alla mail polisportello@comune.piove.pd.it.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 02 FEBBRAIO 2009
La «polpetta» informe del Pati
«Sfiderò a duello, domani mattina alle cinque, dietro il cimitero, quanti dei presenti oseranno smentire che il Pati dell’area metropolitana di Padova altro non è che una forma di controllo della Provincia e del Comune sui Comuni». Silenzio e coltelli sotto il tavolo. Così ha esordito l’assessore regionale Renzo Marangon nel suo atteso intervento, al termine dei lavori di un convegno su come semplificare le procedure per l’approvazione dei Piani di assetto territoriale che i Comuni si apprestano a varare, facendoli seguire dal Piano degli interventi. Tutta materia di cui «nun je pò fregà de meno» ai cittadini, a quanti saranno chiamati a sopportarne il carico tutti i santi giorni su vie e piazze. Nel corso del convegno su «semplificazione procedure di formazione e approvazione», se ne sono udite di belle, ed è stato un vero peccato che ci fossero solo addetti ai lavori da tutto il Veneto e non cittadini di tutti i quartieri, perché si sarebbe potuto assistere alla genesi della megalopoli padana (Eugenio Turri) nel pieno di una prima verifica, su chi conduce le danze della pianificazione territoriale, in un confronto fra la Provincia e la Regione, fra il tecnico incaricato alla stesura del Pati, Giuseppe (Pino) Cappochin, e sempre l’ottimo assessore Marangon, il padre del Ptrc, che non è uno starnuto, ma il Piano territoriale di coordinamento della Regione Veneto, ovvero il piano guida dello sviluppo del Veneto o Terzo Veneto, che sia. Che abbiamo saputo? Saputo che la solerzia, l’efficienza, l’entusiasmo con cui Provincia e Comune di Padova hanno proceduto alla stesura e all’adozione del Pati dell’area metropolitana, quella del famoso fotopiano all’Altinate, «la città da calpestare» (di certo meno di gusto che da bere), non è stata motivata dalla volontà di dare il via alla famosa rivoluzione copernicana nel far collaborare i Comuni, così da superare il provincialissimo egoismo dei singoli, ma dar corso al civilissimo «chi prima arriva meglio alloggia» e al casereccio «chi s’è visto s’è visto». Ostrega, trattiene a stento dal tavolo dei relatori Capocchin, redattore del Pati padovano: e stai a vedere che il Ptrc regionale scende di scala, tanto da interferire non solo col Pati, ma anche di Pat, mettendosi di traverso al lavoro che si è fatto in questi anni (quattro) mettendo insieme diciassette Comuni o diciotto che siano? Rimettendo in discussione l’operazione che tutti c’invidiano da quanto siamo stati bravi? Non sarà mica così, vero assessore Marangon? Sicuro! Sarà proprio così! «E so bene quel che dico, pensando bene a quel che dico», scandisce con aria bonacciona e felpata come quelle sue pantofole marroni dal puntale di ferro (acuminato). Il tutto in un clima veneto che più veneto non si direbbe, nemmeno Cesare Marchi – veronese, scrittore da Villafranca, amico di Indro Montanelli – nemmeno lui saprebbe descrivere al meglio questa scena. I due sono simpatici e politici di lungo corso, l’assessore è tanto divertente e alla mano quanto preciso e chiarisce: «L’esperienza maturata dagli uffici regionali in tema di urbanistica non sarà dispersa, ma riversata in uno strumento di coordinamento (che s’ha da leggere «di controllo») su ciò che combineranno i Comuni attraverso uno strumento di programmazione urbanistica che è appunto il Ptrc. E allora? Come si spiega che prima si sia studiato il Pati rendendo potenzialmente vana l’intera operazione? Sì, perché la legge regionale 11/2004 è una legge-matrioska: parte, appunto, e a ragione, dal Ptrc per via via arrivare al Piano degli interventi, che è lo strumento di esclusiva competenza comunale, appunto perché, a monte, ha come ispiratore il Ptrc. Ora, a pensar male indovinando, si ha che la Provincia e il Comune di Padova hanno tirato un pacco alla Regione, arrivando per primi, quindi mettendo sotto il naso di tutti un «rièn ne va plus», un fatto compiuto, e dunque ora «so’ nòse» un poco per tutti. Come diceva quello? Veneto: Regione guida (sì, con due volanti e senza freni). Che succederà? C’è da preoccuparsi? No. Del chiaro e contrastato pensiero urbanistico uscirà una polpetta informe, e il Terzo Veneto sarà come il secondo e ben peggiore del primo.
di : BEPI CONTIN
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Il GAZZETTINO di Padova – Giovedì 29 Gennaio 2009,
PONTELONGO – Elezioni, Ossari pronto per un secondo mandato
Pontelongo – Rinnova la sua disponibilità a candidarsi Federico Ossari, sindaco uscente di Pontelongo e vice coordinatore provinciale del Pd. Lo fa annunciando una lista in parte rinnovata rispetto a cinque anni fa e un gruppo di sostenitori politicamente trasversale. «Dei sedici componenti attuali di “Pontelongo 2000″, almeno dieci saranno nuovi volti – spiega Ossari -. Stiamo già incontrando le varie realtà per raccogliere indicazioni su persone da contattare, suggerimenti e considerazioni. Posso dire con orgoglio che attualmente abbiamo un gruppo di circa settanta sostenitori, per la metà composto da ragazzi sotto i trent’anni, che hanno dimostrato disponibilità a collaborare al di là delle appartenenze politiche». Ai posti di regia di questa nuova campagna elettorale anche Renato Penzo e Francesca Varotto, coordinatrice locale del Pd. «Tutto questo impegno è volto soprattutto al futuro – spiega Varotto -. Con la speranza che tanti giovani si formino in questi anni per diventare gli amministratori in prima linea di domani».
di : (fe.be.)
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Il GAZZETTINO di Padova – Giovedì 29 Gennaio 2009,
PIOVESE Raffaele Bartolomeo ieri sera ha incontrato i cittadini per spiegare quali sono le sue funzioni e come accedere al servizio In un anno cento casi per il difensore civico Ventisei le istanze presentate contro il comune di Piove di Sacco, quattordici per quello di Correzzola
Piove di Sacco – Cittadini ai ferri corti con le pubbliche amministrazioni, con il vicino di casa o con le aziende che forniscono acqua, luce, gas e telefono: nel Piovese e nei Comuni limitrofi sono state 184 le istanze pervenute al difensore civico negli ultimi due anni, 94 delle quali solo nel 2008. Nel 70 per cento dei casi le beghe si sono risolte in maniera positiva per il ricorrente, che nella stragrande maggioranza è il soggetto privato che subisce una piccola ingiustizia. Le storie passate sul tavolo di Raffaele Bartolomeo, difensore civico della provincia di Padova dal 2004, vanno dal figlio che non ha i soldi per provvedere alle esigenze dell’anziana madre malata al comitato di genitori che chiede spazi adeguati per lo svolgimento delle attività scolastiche dei propri ragazzi. Richieste che si rivolgono per lo più alle amministrazioni comunali, la controparte maggiormente chiamata in causa da chi sceglie di usufruire del servizio gratuito della difesa civica, nato proprio per appianare controversie tra pubblico e privato. Ma ci sono anche le dispute tra confinanti a tenere banco, per un fosso intasato, un’ordinanza non rispettata o per un passaggio ostruito. Senza contare le numerose segnalazioni contro l’Enel, la Telecom o l’Ater, per una linea che non funziona, un traliccio divelto o la scarsa manutenzione degli alloggi popolari. I cittadini più “infervorati”, se così si possono chiamare, sono quelli di Piove di Sacco, territorio dal quale sono pervenute 64 istanze in ventiquattro mesi, 26 delle quali hanno coinvolto il Comune. Una media di circa tre cause al mese, che si è intensificata nel 2008 con un totale di 34 casi seguiti. Ma se si considera la media per abitante è il comune di Correzzola ad aggiudicarsi il record con 21 richieste di parere nell’arco di due anni, così suddivise: 14 nel 2007, di cui hanno visto la chiamata in causa dell’amministrazione comunale, e sette nel 2008 tra cittadini con altri enti. Segue Saonara con 19 istanze totali, registrate tutte nel 2008 e senza coinvolgimento del Comune. A Sant’Angelo di Piove sono stati 15 i cittadini a rivolgersi al difensore civico, 13 nel 2007 e due l’anno scorso. Brugine e Legnaro sono andate di pari passo con 14 istanze complessive. Più “tranquilli” i cittadini di Pontelongo, 10 istanze; Bovolenta, 8; Codevigo, 7; Arzergrande e Polverara, 6. «Il difensore civico non è un amministratore e nemmeno un giudice di pace – ha spiegato Raffaele Bartolomeo in un incontro avvenuto ieri sera a Piove di Sacco -. È un soggetto che può trattare pratiche e rapporti tra cittadini ed enti pubblici solo in senso amministrativo e non politico, tanto meno giudiziario. Non emette sentenze né provvedimenti ma solo dei pareri. È un servizio gratuito al quale i cittadini possono accedere via mail, via posta o contattatando direttamente l’ufficio della Provincia o i propri Comuni». In ogni municipio del Piovese, infatti, è attivo uno sportello deputato a questo servizio, con la possibilità di rivolgersi ad un esperto nelle date e negli orari stabiliti. In questi ultimi due anni ad usufruire della possibilità sono stati per la maggior parte operai, impiegati, casalinghe e pensionati, in genere dai trent’anni in su, con una percentuale maggiore al di sopra dei sessant’anni. «È uno strumento importante – ha aggiunto l’assessore provinciale alla Difesa civica, Mauro Fecchio – perché permette di dirimere contrasti con la pubblica amministrazione prima di avviare cause che potrebbero rivelarsi lunghe e onerose dal punto di vista economico».
di : Federica Bertaggia
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Il GAZZETTINO di Padova – Giovedì 22 Gennaio 2009,
Foto e parole contro i genocidi – Mostra alla Basilica del Santo “L’Identità che salva l’Identità”
La mostra “L’Identità che salva l’Identità” è il primo degli eventi che apre il “Giorno della Memoria” proposto dalla Pontificia Basilica del Santo e Overoltre in collaborazione con il Comune di Pontelongo. Viene inaugurata oggi alle 10.30 nel Chiostro del Generale e si potrà visitare fino al 7 febbraio. «La mostra vuole ripercorrere un evento drammatico della nostra storia che va approfondito, assimilato, capito, confrontato con gli eventi di oggi – dicono gli autori Gabriele Toso, fotografo, e Andrea De Micheli, che ha scritto i testi che le accompagnano – esperienze di uomini che hanno sofferto e uomini che hanno fatto soffrire, esperienze intense e drammatiche, esperienze di speranza e di fede, esperienze di identità uguali o contrarie alle nostre, identità che possono risvegliare la nostra identità umana nel profondo, nella verità, permettendoci così di dialogare e capire le altre identità, di collaborare per salvare insieme l’identità più importante, l’identità della vita e del pianeta che ci ospita”. Domenica alle 15, nella Sala dello Studio Teologico e Chiostro del Generale della Basilica, “Immagini e racconti di testimoni di fede e di coraggio – Volevo solo vivere: ieri, oggi, sempre”. L’appuntamento sarà moderato da Cristina Toso, coordinatrice della Commissione Scuola Cultura del Quartiere 2-Nord. Interverranno Mario Jona, della Comunità Ebraica, padre Apollonio Tottoli, dell’Ofmc di Venezia, Federico Ossari, sindaco di Pontelongo. Lo scrittore Umberto Marinello presenterà “Il lager dentro la storia di Luigi Bozzato”.
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Il GAZZETTINO di Padova – Giovedì 22 Gennaio 2009,
«Dissuasori non a norma, i Comuni devono auto-multarsi»
«Le amministrazioni comunali che continuano a tenerli accesi incorrono in sanzione amministrativa, dovrebbero quindi auto-multarsi, i vigili urbani stessi dovrebbero farlo, altrimenti si commette omissione di atti d’ufficio». A parlare è Adolfo Cappelli, presidente dell’Associazione utenti auto, riferendosi ai display dissuasori di velocità definiti illegittimi in una nota dal ministero dei Trasporti e infrastrutture. Una sanzione amministrativa che, secondo l’articolo 45 comma 9 ter del Codice della strada citato da Cappelli, si attesterebbe tra i 708 e i 2 mila 834 euro nei confronti di chi utilizza, oltre che produce o commercializza, il dispositivo non omologato, a cui potrebbe accompagnarsi la sanzione accessoria della confisca. «Che un Comune possa risultare “complice” in un incidente – aggiunge Cappelli -, perché come dice la nota ministeriale il display potrebbe causare brusche frenate, è invece pretestuoso, in ogni caso vale la norma del rispetto delle distanze di sicurezza, per cui rispondono solo i conducenti coinvolti». Il presidente dell’Aua sostiene comunque la validità del dispositivo per i suoi efficaci effetti dissuasivi e la natura non vessatoria dello strumento nei confronti degli automobilisti. «Il ministero coordina gli organi che controllano il rispetto del codice stradale – risponde Maria Luisa Ferretti, vicecomandante della polizia municipale di Padova, attualmente sostituto comandante -, ma una nota ha solo valore orientativo, non è una norma, abbiamo margini di manovra nel comportarci a riguardo. Riteniamo molto validi i display rilevatori, suppliscono alle nostre carenze di organico con forte effetto dissuasivo, e per questo, confrontandomi in questi giorni con le polizie locali di alcuni comuni in cui i dispositivi sono installati, ho convenuto che potremmo fare un gruppo di pressione per portare questa nostra istanza in favore dello strumento al ministero». Sulla questione si sta muovendo anche la Provincia, per poter garantire una adeguata consulenza agli amministratori locali più direttamente coinvolti, indecisi se lasciare attivi o spegnere i dispositivi, come ad esempio ha già fatto san Pietro Viminario. «Ho fissato un incontro con il dirigente del mio settore – anticipa l’assessore alla Viabilità Domenico Riolfatto – per far luce sui casi di nostra competenza, visto che la maggior parte di questi impianti si trova nei centri abitati e non su territorio provinciale». Franco De Marchi, sindaco di Terrassa Padovana, ammette che avrebbe voluto installarli ma, per questioni di difficoltà ad affrontare la spesa, non ha potuto. «È già difficile trovare soluzioni al traffico sempre crescente, con strade provinciali che attraversano i paesi sempre più frequentate – riferisce De Marchi, esprimendo il condiviso stato d’animo dei primi cittadini su cui, tra capo e collo, è sceso l’ultimo pronunciamento ministeriale -. Noi amministratori non sappiamo più come gestirlo, i dossi non si possono mettere, le rotonde neppure se non ci sono i 34 metri di diametro, di recente hanno vietato anche i semafori che diventano rossi se si passa al di sopra dei limiti e ora non vanno più bene nemmeno questi rilevatori luminosi».
di : Gloria Cesarotto
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Il GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 21 Gennaio 2009,
Diari dalla prigionia, per non dimenticare
Il 27 gennaio 1945 una guarnigione russa entrava nel campo di Auschwitz, mettendo ufficialmente la parola fine agli orrori dello sterminio degli ebrei. Quello stesso giorno, dal gennaio del 2000 è stato scelto dal Parlamento per celebrare la “Giornata della memoria”. Il Consiglio di Quartiere 2 Nord, propone quest’anno diverse iniziative per sottolineare la ricorrenza. «In particolare – dice Cristina Toso, coordinatrice della Commissione scuola e cultura della circoscrizione – vogliamo rendere onore ad alcuni testimoni che con il loro coraggio hanno trasformato i momenti di orrore vissuti in messaggio d’amore per la vita». Venerdì, nel Bar Là, in largo Debussy 1, alle 17,30 Ludovico Lisi presenta il volume “Appunti di viaggio. 8 settembre 1943 – 8 aprile 1945”. Lisi, ex internato, prendendo spunto dal suo diario presenta, intervallando gli scritti ad acquarelli e disegni, la sua terribile esperienza: fatto prigioniero l’8 settembre, fu deportato e internato nei campi di concentramento nazisti fino alla fine del conflitto. Martedì, 27 gennaio, il “Giorno della memoria” si celebra nella sala riunioni del Consiglio di Quartiere 2 Nord, in via Curzola, dove verrà allestita dal Fotoclub di Padova, la mostra fotografica sui campi di concentramento “L’uomo oltre l’uomo”, rassegna curata da Gabriele Toso. Alle 17,30 dopo gli interventi del presidente Angelo Bordignon e di Cristina Toso, proiezione di due video che Franco Beato ha realizzato in ricordo di Luigi Bozzato, l’ex internato di Pontelongo recentemente scomparso, divenuto leggendario per aver dedicato tempo ed energie a mantenere intatto il percorso della memoria. «Ho maturato nei confronti di Luigi Bozzato – ha ricordato Beato – grande ammirazione e profonda amicizia perché ha dedicato tutta la sua vita a raccontare alla gente, ma specialmente agli studenti molti dei quali ha accompagnato in visita ai lager, gli orrori dei campi, il vilipendio dell’umanità, ma anche la speranza di sopravvivere, il coraggio e la fatica di riprendere in mano la propria vita. Spesso piangendo si raccomandava di non dimenticare perché queste esperienze non debbano più ripetersi». Nello stesso pomeriggio viene consegnato un riconoscimento a Pietro Riello, classe 1921, che recentemente con la collaborazione del figlio Alberto ha raccolto in un fascicolo inedito le sue tragiche memorie di guerra e prigionia. Il 30 gennaio, alle 21, sempre nella sala di via Curzola, l’associazione culturale per il teatro “Chanfalla” presenta “Hurbinek”, un lavoro di e con Mariuccia Rostellato, figlia di Umberto deportato dal 1944 al 1945 a Dachau. L’attrice porta in scena la storia di Hurbinek, un bambino, nato ad Auschwitz il 5 marzo 1942 e morto nello stesso campo tre anni dopo. Info: 049.616540.
di : Daniela Borgato
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Il GAZZETTINO di Padova – Lunedì 19 Gennaio 2009
La tornata di elezioni amministrative della primavera 2009 coinvolge, nelle Venezie, sei Province e 508 Comuni, di cui 366 nel Veneto e 143 nel Friuli – Venezia Giulia. Le elezioni provinciali si terranno nelle province di: Pordenone, Venezia, Belluno, Padova, Rovigo, Verona. Per quanto riguarda le elezioni comunali, tra i comuni capoluogo è soltanto Padova a dover rinnovare il proprio consiglio comunale. Ma lo faranno, oltre a Padova, altri 19 comuni con oltre 15mila abitanti: Monselice, Piove di Sacco e Selvazzano Dentro nel Padovano; Adria nel Polesine; Mogliano Veneto, Paese e Vittorio Veneto nella Marca Trevigiana; Portogruaro, Scorzè e Spinea nel Veneziano; Bassano del Grappa, Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio e Valdagno nel Vicentino; Legnago, Negrar e San Bonifacio nel Veronese; Sacile in Friuli. Tra i Comuni sotto i 15 mila abitanti che andranno al voto, elenchiamo quelli più significativi. In provincia di Udine: Gemona, Tavagnacco, Tolmezzo. In provincia di Pordenone: Brugnera, Fiume Veneto, Fontanafredda, Porcia. In provincia di Belluno: Agordo, Chies e Puos in Alpago, Ponte nelle Alpi, Calalzo, Domegge, Lentiai, Longarone, Lorenzago, Mel, Pedavena, Santo Stefano di Cadore, San Vito di Cadore, Sappada, Sedico. In provincia di Padova: Cadoneghe, Correzzola, Piazzola sul Brenta, Camposampiero, Limena, Legnaro, Rubano, Santa Giustina in Colle, Villafranca Padovana. In provincia di Rovigo: Adria, Badia Polesine, Guardia Veneta, Loreo, Taglio di Po. In provincia di Treviso: Asolo, Caerano San Marco, Casier, Carbonera, Cimadolmo, Colle Umberto, Farra di Soligo, Fregona, Monastier, Preganziol, Quinto di Treviso, Riese Pio X, Valdobbiadene, Zero Branco. In provincia di Venezia: Annone Veneto, Camponogara, Ceggia, Cinto Caomaggiore, Cona, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Fossò, Gruaro, Meolo, Noale, Stra, Teglio Veneto.
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IL MATTINO di Padova – Sabato, 17 GENNAIO 2009
PONTELONGO Crollati nel 2008 i matrimoni Solo due religiosi
PONTELONGO. Superata per il secondo anno consecutivo la soglia dei 4000 abitanti. Riepilogando i dati dei movimenti demografici del 2008, i residenti sono ora 4018 (1992 maschi e 2026 femmine), riconfermando, con un leggerissimo calo di 12 unità, il dato dell’anno precedente. A fronte di questa flessione è interessante però il dato della crescita del numero delle famiglie, salita a 1573. Osservando nel dettaglio i dati ci si accorge che nel 77% dei casi i componenti del nucleo sono da uno a tre. Ciò indica una direzione ben precisa: quella di una struttura familiare sempre più di piccole dimensioni con la presenza di single o coppie con un solo figlio. In crescita ancora il numero di cittadini stranieri: sono 522 (287 maschi e 235 femmine) contro i 486 dell’anno precedente. «La presenza di immigrati continua ad essere importante – sottolinea il sindaco Federico Ossari – anche se la crescita rispetto al 2007 è molto inferiore a quella registrata negli ultimi anni. Ciò è attribuibile a diversi fattori fra i quali anche una politica più attenta del territorio, passata attraverso una serie di verifiche e controlli e la concessione della residenza solo nei limiti della capacità di accoglienza delle singole unità abitative». Continuando nell’analisi, ci si accorge come si sia interrotto il trend positivo delle nascite che ha visto, rispetto al 2007, nove bimbi in meno (36 nati di cui 22 fiocchi rosa) mentre sono cresciuti di 10 unità (46 di cui 30 femmine) i defunti. Crollo infine dei matrimoni: sono stati solo 10 di cui solo due celebrati con rito religioso.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 17 Gennaio 2009,
Le multe fruttano ai Comuni 600 mila euro. Piove di Sacco è al primo posto, poi a seguire Pontelongo e Codevigo. Ultimi Legnaro e Sant’Angelo
Piovese – Nel 2008 circa un cittadino su 15 della Saccisica ha messo mano al portafoglio per pagare una multa. Lo dicono i dati delle sanzioni rilevate dalla Polizia locale dei comuni di Piove di Sacco, Legnaro, Arzergrande, Correzzola, Brugine, Sant’Angelo di Piove, Codevigo e Pontelongo. La tipologia di sanzione varia ovviamente a seconda della conformazione del territorio: se a Piove le infrazioni al codice della strada e alle regole del commercio sono predominanti, nei Comuni meno “cittadini” le multe riguardano anche la mancata pulizia dei fossi e i roghi incontrollati di sterpaglie. A tutto ciò, vanno aggiunte le sanzioni amministrative seguite ai numerosi controlli alle abitazioni e alle attività artigianali di cittadini del posto ed extracomunitari, compiute trasversalmente nella Saccisica. Sia come dato assoluto che relativo alla popolazione, i vigili che hanno staccato più verbali sono quelli di Piove di Sacco: 4000 le multe comminate agli automobilisti (con 2000 punti decurtati dalle patenti), alle quali si aggiungono 33 violazioni al regolamento di polizia urbana (abbandono rifiuti, cani senza microchip, mancata comunicazione di ospitalità ecc…) e 35 violazioni in materia di commercio (banchi abusivi o allestiti in aree diverse da quelle assegnate, negozi aperti in orario non consentito ecc…). Tutto ciò ha portato nelle casse comunali circa 170 mila euro. Degli automobilisti multati, 260 avevano superato il limite di velocità consentito. Di questi, 22 si sono visti ritirare la patente. Ritiro immediato del documento di guida anche per 15 conducenti denunciati per guida in stato di ebbrezza. Circa 150 verbali, poi, riguardano la guida senza cinture, la mancanza o l’uso scorretto dei dispositivi luminosi e i sorpassi azzardati. La notizia positiva è che aumenta la disciplina dei piovesi sui parcheggi in centro storico: le multe per divieto di sosta sono “solo” 437, 229 per parcheggio negli stalli riservati agli invalidi, 77 sui marciapiedi e 66 in corrispondenza di passaggi pedonali. «Il dato è nettamente inferiore rispetto agli anni scorsi – commenta il comandante della polizia municipale, Francesca Prota -. Segno che la gente si è abituata all’uso corretto dei parcometri e presta più attenzione a risparmiare qualche euro di multa». Al secondo posto si attesta la ex unione tra Pontelongo e Codevigo, quest’ultimo Comune attraversato dalla strada dei Pescatori e dalla statale Romea. Nel 2008, quando la polizia municipale agiva in convenzione tra i due enti, i Comuni hanno raccolto in tutto 214.503 euro: 197.013 a Codevigo con 1163 multe e 21.490 a Pontelongo con 154 multe. Sia i vigili di Brugine che di Arzergrande, peraltro anch’essi in convezione a tre con Piove di Sacco, hanno raccolto circa 70 mila euro per Comune. In particolare, a Brugine da anni viene riservata una particolare attenzione alla manutenzione dei fossi per evitare di finire sott’acqua in caso di maltempo. Su 697 verbali staccati, 40 riguardano violazioni in questo senso. Pattugliamenti frequenti lungo la Monselice mare hanno procurato la maggior parte delle 454 multe comminate per eccesso di velocità, mancato uso delle cinture di sicurezza, sorpassi azzardati e quant’altro dalla polizia municipale di Correzzola. Che, in tutto, ha rilevato sanzioni per 41.822 euro. Infine, Legnaro e Sant’Angelo di Piove, dove le multe comminate dai rispettivi vigili sono state nettamente inferiori rispetto agli altri Comuni della Saccisica, sia come dato assoluto che relativo al numero di abitanti. A Legnaro ne sono state fatte in tutto 389, per un totale di 28 mila euro finiti nelle casse comunali. A Sant’Angelo i verbali registrati si attestano a 137 e hanno fruttato circa 12 mila euro.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – Venerdì, 16 GENNAIO 2009
Argini indeboliti dalle nutrie Pericolo allagamenti nel Piovese
PIOVE DI SACCO. Allarme nutrie nei canali del Piovese: gli animali hanno scavato numerose tane danneggiando in modo serio gli argini, che alla prima piena rischiano di venire spazzati via dall’acqua. I roditori, infatti, creano dei cunicoli molto profondi dove l’acqua si insinua facilmente. Provincia e Consorzio di bonifica sono impegnati, ciascuno per le proprie competenze, a contenere il problema. Ma sembra una battaglia contro i mulini a vento. Il nodo di fondo è che le nutrie non hanno predatori naturali e si riproducono molto in fretta. Gioco forza, le colonie crescono velocemente e gli argini si trasformano in veri e propri groviera. A Piove di Sacco i danni creati dai roditori sono evidenti lungo le sponde dello scolo Botta e lungo il Fiumicello, che arriva anche a Brugine e Polverara. Ma argini con vistosi cedimenti si vedono anche a Codevigo, Pontelongo e Correzzola. In questo caso in particolare sullo scolo Altipiano, lungo la Provinciale del Sasso. Dove, per altro, la sera non è difficile imbattersi in piccole colonie di nutrie che brucano l’erba lungo il fosso. L’erosione degli argini è un grosso problema perché si creano situazioni di pericolosità anche sulle strade arginali che, mano a mano che l’acqua si porta via la terra, sprofondano creando buche e voragini. La Provincia è impegnata in una lotta senza fine contro le nutrie: vengono messe trappole, anche con la collaborazione degli agricoltori, (di cui spesso le nutrie decimano i raccolti), e numerosi animali vengono catturati dalla polizia provinciale. Poi però restano i danni da riparare. E deve intervenire il Consorzio: «Quello delle nutrie è un dramma – esordisce Francesco Veronese, direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta – ogni anno si spende oltre un milione di euro per il risanamento degli argini di scoli e canali consortili. Quando vengono danneggiati perché le nutrie vi hanno scavato le loro tane, che sono molto profonde, è necessario ricostruire interamente l’argine con palizzate e sassi. Le manutenzioni in questo senso sono continue e le effettuiamo sia con le nostre squadre di intervento sia appoggiandoci a delle ditte specializzate». Per risolvere la questione bisognerebbe riuscire a contenere il numero di nutrie, impresa che però risulta molto difficile, dato che non esistono predatori naturali di questi roditori e non sempre le campagne di caccia e cattura sortiscono i risultati sperati.
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Il GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 16 Gennaio 2009
Sono tutti in crescita i dati della popolazione degli altri Comuni della Saccisica, tranne Pontelongo
Piovese – Sono tutti in crescita i dati della popolazione degli altri Comuni della Saccisica, tranne Pontelongo che, nel passaggio tra 2007 e 2008 ha “perso” 12 cittadini. Il record di aumento della popolazione spetta a Codevigo, che ha chiuso l’anno con ben 106 residenti in più, per una popolazione totale di 6334 unità. Nel Comune bagnato dalla laguna 75 sono stati i nati, 50 i morti, 302 gli immigrati e 221 gli emigrati. Il titolo di Comune più prolifico e giovane va a Legnaro, che ha registrato 102 nascite equamente divise tra maschi e femmine. I morti sono stati 47, mentre il saldo tra i nuovi residenti e chi ha deciso di trasferirsi si attesta a 61 a favore dei primi. 8365 il totale della popolazione. Anche Sant’Angelo di Piove, sebbene l’incremento demografico sia stato di sole 11 unità, ha avuto un boom di nascite: 77 per la precisione, contro 34 decessi registrati su un totale di 7181 residenti. A Pontelongo è cresciuto dello 0,51% il numero delle famiglie (1573) in controtendenza con la lieve riduzione della popolazione, che si attesta a 4018. 36 i bimbi venuti alla luce, dieci in più le persone decedute. Correzzola ha pareggiato tra nati e morti, entrambi 49, 45 gli immigrati in più rispetto agli emigrati e una popolazione di 5632 unità. Ad Arzergrande i residenti sono passati da 4520 a 4606 in un anno, con un incremento di 86 unità dovuto al saldo positivo tra nati e morti (47 e 39) e tra immigrati ed emigrati (162 e 84). Anche a Brugine la popolazione è aumentata fino a vantare un totale di 2546 famiglie, 173 delle quali straniere, e una convivenza.
di : Fe.Be.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 15 GENNAIO 2009
INAUGURAZIONE Servizi accessibili 24 ore su 24 nel rinnovato ufficio postale
PIOVE DI SACCO. E’ stato inaugurato ieri mattina il nuovo ufficio postale di via Zabarella: dopo cinque mesi di lavori la sede è stata completamente rinnovata. Spariti barriere architettoniche e vetri tra operatori e utenti e installate nuove misure di sicurezza. L’ufficio piovese è il primo nella provincia ad offrire il servizio 24 ore su 24: la sala ingresso sarà accessibile dai clienti tramite Pt Card o Postamat e sarà possibile effettuare pagamenti di bollette o conti corrente e prelevare posta e denaro. Gli sportelli sono otto: due per i correntisti, uno per le aziende e cinque polivalenti che permetteranno di evitare lunghe attese. Inoltre sono state ricavate tre salette per informazioni e consulenze. Tutto l’ufficio è sorvegliato da telecamere, ogni sportello ha una cassaforte a tempo ed è stato creato un caveau sul retro. «Questo ufficio costituisce un centro nevralgico in quest’area della provincia – ha sottolineato il direttore provinciale di Poste Italiane Enrico Torretta – migliorando i servizi e il rapporto con i cittadini». Soddisfatto anche il direttore dell’ufficio Angelo Ciavarella. Il sindaco Mario Crosta ha sottolineato il ruolo sociale che ancor oggi l’ufficio postale riveste: «Auspico che questa nuova sede così accogliente renda più positivi i rapporti con i cittadini». L’ufficio è stato benedetto da don Giorgio Facchin.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 15 GENNAIO 2009
IL RITORNO Stasera vigilanza notturna delle «ronde» piovesi
PIOVE DI SACCO. Dopo mesi di assenza tornano le pettorine gialle dei Vip: questa sera i volontari della vigilanza impegnata passiva faranno un giro per il centro e la periferia della città in cerca di situazioni critiche da segnalare alle forze dell’ordine. Si tratta della prima uscita ufficiale del 2009 dopo quelle effettuate la scorsa l’estate. I rigori dell’inverno avevano fatto sparire per un po’ le «ronde» targate Forza Italia, ma adesso sembrano pronte a tornare all’azione. Stasera, viste le temperature, il servizio verrà effettuato in auto: la partenza è fissata alle 21.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 14 Gennaio 2009,
Vigili del fuoco, un anno sempre in prima linea
PIOVE DI SACCO Sostanzioso il bilancio dell’attività svolta dal Distaccamento guidato da Roberto Gottardo nel corso del 2008. Diciannove i Comuni di competenza. Complessivamente compiuti 636 interventi, 144 per incendi e 85 per incidenti stradali. Trenta le persone soccorse
Mercoledì 14 Gennaio 2009. Una media di due interventi al giorno nell’arco del 2008 e un inizio anno segnato da maltempo e strade ghiacciate, che hanno costituito un carico di super lavoro per i vigili del fuoco del distaccamento di Piove di Sacco: 22 uomini comandati da Roberto Gottardo, impegnati a sorvegliare il territorio della Saccisica ma anche parte del Conselvano, per un totale di 19 Comuni. Ora che la situazione sembra tornata alla normalità è tempo di bilanci. A parlare sono i numeri: 636 interventi portati a termine lo scorso anno, dei quali 144 incendi estinti, 85 incidenti stradali, 8 allagamenti, 117 apertura porte, 30 soccorsi a persona, 5 salme recuperate e 247 varie. Quest’ultima voce, la più consistente, riguarda le chiamate di routine che arrivano al 115 e vengono dirottate, per competenza, al distaccamento piovese. Nella maggior parte dei casi si è trattato del recupero di qualche “intraprendente” animale domestico che, spinto dalla curiosità, finisce in cima agli alberi o si infila in qualche pertugio. O della disinfestazione di qualche appartamento invaso da api o scarafaggi. Giugno, luglio e agosto sono stati i mesi più “caldi”, non solo dal punto di vista meteorologico. Se da gennaio a maggio, le operazioni portate a termine si sono attestate tra 40 e 50 al mese, giugno ha aperto l’estate con un vero e proprio exploit: 68 casi seguiti. Luglio si è concluso con 71 verbali redatti e agosto si è aggiudicato il titolo del mese più movimentato, con 75 interventi. Nel mese maggiormente deputato alle ferie e al riposo, per i vigili del fuoco il lavoro è raddoppiato. A farla da padrone sono stati i 17 incendi che si sono verificati con maggior frequenza nei paesi di campagna per via dei roghi di sterpaglie sfuggiti al controllo degli agricoltori. Ma anche le chiamate per apertura di porte (9) e incidenti stradali (8) hanno richiesto la presenza dei pompieri. Archiviato il trimestre più intenso, l’attività del Distaccamento piovese è tornata nei ranghi, con un piccolo record verificatosi in dicembre, dove si è registrato il dato annuale più alto per quanto riguarda gli interventi per incidenti stradali, ben 15. Dietro ai numeri spesso ci sono storie ed immagini che a fatica si cancelleranno di chi li ha seguiti. Come nel caso di un gattino, unica compagnia di un’anziana signora, rimasto incastrato nel comignolo. I miagolii dell’animale e le lacrime di gioia della donna, quando ha potuto riabbracciare il suo micio, hanno commosso anche chi indossava la divisa. O come quando, a luglio, arrivò la richiesta di interevento per spegnere le fiamme che stavano avvolgendo un’azienda agricola di Pontelongo e le squadre si trovarono davanti una decina di bovini morti asfissiati dal fumo. Senza contare i casi più difficili, quando si tratta di estrarre dalle lamiere di qualche auto accartocciata, i corpi di qualche giovane vittima della strada. «I nostri compiti spaziano dall’estinzione degli incendi all’emergenza nucleare, dalla salvaguardia dei beni alla tutela della pubblica incolumità – spiega il vice capo Distaccamento Eustachio Caporusso -. Nell’attività quotidiana nei Comuni di nostra competenza siamo supportati da numerosi vigili del fuoco volontari che, dopo aver seguito dei corsi di formazioni e superato degli esami specifici, ci affiancano in vari interventi».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 08 GENNAIO 2009
Un cortile pericoloso per i ragazzi «Presto una recinzione provvisoria»
PONTELONGO. «C’è un annoso problema che affligge la scuola media del paese: l’uso in sicurezza del cortile. La collocazione dell’edificio scolastico è tale però che l’unico spazio disponibile è il cortile senza recinzione che si affaccia su largo Cavalieri di Vittorio Veneto». A parlare è l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin spiegando le risposte che l’amministrazione ha cercato di dare al problema sollevato direttamente dal dirigente scolastico e dai suoi collaboratori. «L’individuazione di una soluzione definitiva ed i tempi della sua attuazione sono legati al completamento dei lavori per la sistemazione di tutto lo spazio adiacente Villa Foscarini: in quell’occasione saranno studiate delle soluzioni che garantiscano gli studenti. Nel frattempo è stata eretta una recinzione del tutto simbolica che permette ai ragazzi di muoversi ma che, nello stesso, non è costosa né invadente nei confronti di Villa Foscarini. L’opera potrà essere demolita con grande facilità quando sarà chiara e condivisa l’idea definitiva di sistemazione di tutta l’area. Nell’occasione – aggiunge l’assessore – sarà anche restaurato il pesante cancello che immette da via Roma nel cortile: questa spesa è onerosa, ma si tratta di un’opera che andrebbe comunque fatta per aumentare la sicurezza dei nostri ragazzi».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 08 GENNAIO 2009
Una medaglia d’oro a Valter Puato per il lavoro e lo sviluppo economico E’ presidente della Confesercenti
PIOVE DI SACCO. Valter Puato, presidente di Confesercenti piovese, è stato insignito della medaglia d’oro in occasione del Premio Lavoro e Sviluppo economico della Camera di Commercio di Padova. Puato è commerciante all’ingrosso e al dettaglio di frutta e verdura. L’attività gli è stata tramandata dal padre Umberto che a sua volta l’aveva ereditata dal nonno Andrea. Valter Puato ha iniziato a lavorare come collaboratore del padre nel 1965 a Pontelongo. Nel 1972 ha iniziato in proprio l’attività acquistando direttamente i prodotti per rivenderli nei mercati ortofrutticoli di Padova e Monselice. Nello stesso anno ha trasferito la sua attività a Piove di Sacco, nel magazzino di via Gelsi che è tutt’ora il quartier generale della sua impresa. Alla morte del padre ha rilevato l’attività di ambulante nei mercati di Piove e Pontelongo. L’azienda ha conosciuto tra le fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta i suoi maggiori splendori tanto che hanno iniziato a collaborare la moglie Edda Floria Ravazzolo e il figlio Andrea. Negli anni Novanta si è affermato come maggior grossista di ciliege della Saccisica. Dal 1998 è presidente di Confesercenti.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 6 Gennaio 2009
Ghiaccio, sindaco e assessori “stradini” – A Pontelongo l’intera giunta guidata da Federico Ossari ha imbracciato i badili per ripulire marciapiedi e vie comunali
Piovese – I fiocchi caduti l’ultimo dell’anno, la ghiacciata dell’altra notte che ha ricoperto strade e marciapiedi di lastre scivolose e la neve attesa per oggi e per i prossimi giorni: ci mancava solo il maltempo a mettere in ginocchio i Comuni, già provati da tagli a risorse e finanziamenti. Nonostante le disponibilità economiche sempre più esigue, spazzaneve e spargisale sono passati più volte, nelle ultime quarantotto ore, lungo le arterie principali del Piovese: la statale 516 e la Romea. Questo non è riuscito ad evitare, ieri mattina, due tamponamenti senza feriti all’altezza dell’incrocio di Tognana e in prossimità della curva a gomito che costeggia l’ospedale di Piove di Sacco. Negli incidenti sono stati coinvolti rispettivamente F.G., piovese di 57 anni, e T.L., ventiquattrenne di Brugine, oltre a un trentenne cinese residente a Piove, che frenando non è riuscito ad evitare l’auto che lo precedeva.Anche nei Comuni più piccoli, come Correzzola, Codevigo, Sant’Angelo di Piove e Pontelongo, dal 31 dicembre ad oggi i mezzi speciali e la Protezione civile si sono dati da fare e continuano a lavorare per garantire la sicurezza sulle strade e limitare i disagi per i cittadini. Per risolvere una particolare situazione di emergenza, a Pontelongo il sindaco Ossari e tutta la giunta si sono rimboccati le maniche e sono scesi in strada a spalare la neve e a ripulire i marciapiedi. «Il nostro territorio è attraversato da quindici chilometri di strade arginali – ha spiegato il primo cittadino – che con neve e ghiaccio possono essere particolarmente pericolose. Senza contare le vie del centro e la strada del ponte municipale. Quando abbiamo capito che il maltempo sarebbe perdurato, con tutta la giunta ci siamo messi a lavorare a fianco dei volontari della Protezione civile. In quattro ore, il primo dell’anno, abbiamo ripulito un chilometro e mezzo di marciapiede, uno sforzo che ha permesso ai pedoni di circolare liberamente per il paese senza incappare nel rischio di scivolare». Lo stesso problema dei marciapiedi e dei sottoportici coperti da strati di ghiaccio, si è verificato a Piove di Sacco. Solo che, in questo caso, sono stati i commercianti stessi, nelle prime ore del mattino, a dover spargere sale e grattare la crosta gelata per evitare che i clienti e i pedoni finissero gambe all’aria. «Il Comune, nei primi giorni dell’anno, non si è preoccupato di provvedere a mettere in sicurezza i passaggi pedonali davanti ai nostri negozi – denuncia Vittorio Mezzalana, titolare della macelleria che si affaccia su piazza Vittorio Emanuele -. Così, per limitare i disagi e permettere ai clienti di poter accedere alle botteghe, abbiamo dovuto noi commercianti pulire i marciapiedi e spargere il sale».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 6 Gennaio 2009,
Ancora neve, scatta l’emergenza – Interventi dei Vigili del fuoco su alcuni tetti e in due scuole, dove i tubi congelati sono esplosi
Ancora nevicate e temperature in ulteriore ribasso: oggi potrebbero cadere due centimetri di neve e domani addirittura cinque. Muova allerta in Municipio: sono mobilitati sia gli operai comunali, sia i dipendenti di Aps, oltre ai volontari della Protezione Civile. Le priorità sono lo sgombero delle strade di accesso alle scuole. Finora nei punti a rischio sono stati gettati 3 mila settecento quintali di sale. Dato che le scorte stanno diminuendo, il Comune ne ha ordinato altri 600 quintali e Aps ulteriori tre mila in modo da avere la quantità necessaria ad affrontare qualsiasi emergenza. E a Pontelongo il sindaco Federico Ossari e gli assessori si sono uniti ai volontari della Protezione civile per ripulire da neve e ghiaccio marciapiedi e strade.
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 05 GENNAIO 2009
PONTELONGO «Cercasi candidato a sindaco» Il centrodestra farà le elezioni primarie
PONTELONGO. «A.A.A. cercansi candidato sindaco e consiglieri. Astenersi perditempo». E’ con questo annuncio, certamente singolare, apparso su «Notizie fuori dal comune», che il centrodestra locale inizia a svelare le carte in vista delle elezioni amministrative di giugno. La prima tappa sarà quella delle elezioni primarie, che si terranno il 15 marzo. «E’ nostra intenzione – spiega Fiorella Canova, coordinatrice locale di Forza Italia – aprire a tutta la cittadinanza la possibilità di dare la disponibilità a candidarsi a sindaco e a consigliere. La ragione delle elezioni primarie è la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche». «L’invito è quindi – continua Fiorella Canova, entrando nel merito nell’iniziativa – a rispondere alle primarie, a scegliere persone che non portino interessi personali e che siano disponibili a lavorare in cordata con gli altri. Indire le primarie è una prova della fiducia che riponiamo nei cittadini e nelle famiglie di Pontelongo, che meritano un sindaco e un’amministrazione comunale più solerti e attenti ai problemi della gente. Pensiamo che questa fiducia, che rappresenta una novità e una scelta moderna e coerente, sarà compresa e appoggiata dai nostri concittadini». Le candidature possono essere comunicate attraverso la casella di posta elettronica pontelongo@gmail.com o via fax al numero 049/9735676.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 4 Gennaio 2009,
Ospedale, con il cambio di Usl attesa una svolta
Piove di Sacco - Se il 2008 ha portato bene all’ospedale piovese con la determinazione da parte del consiglio regionale che sancisce il passaggio dei nove comuni della Saccisica sotto l’Asl padovana, è da verificare cosa succederà nell’anno appena iniziato. Sono parecchie le aspettative da parte di tutto il personale del nosocomio piovese. Infermieri e medici, infatti, si aspettano un radicale cambiamento delle loro condizioni di lavoro. Da troppi anni con la gestione chioggiotta l’ospedale piovese è stato penalizzato. Le lamentele si sentono quotidianamente. Basta passare per i reparti per tastare il polso della situazione. Ferie non consumate, turni sempre più pesanti. Per non parlare delle assunzioni degli infermieri. Negli ultimi anni è stato assunto quasi tutto personale proveniente da Chioggia il quale, appena preso servizio aveva già pronta la richiesta di trasferimento al nosocomio clodiense e così i reparti rimanevano sempre in deficit di personale. Per questa situazione c’è parecchio malcontento anche da parte dei cittadini della Saccisica che aspiravano ad un posto nel loro territorio. Al pronto soccorso i medici sono mesi che non godono di periodi di ferie e i prossimi turni sono a dir poco massacranti. E la stessa situazione è vissuta anche nel reparto di Medicina. Tutto questo dovrebbe finire una volta che l’ospedale passerà sotto l’Asl 16 del direttore generale Fortunato Rao. Nuova collocazione che da anni si auspicava ma che si è concretizzata in agosto allorché Regina Bertipaglia con i colleghi consiglieri regionali Leonardo Padrin, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato, (Fi), Maurizio Conte (Lega), Moreno Teso (An), Nereo Laroni (Socialisti De Michelis) e dal socialista Carlo Covi per il centrosinistra presentano il pdl 260 che prevede appunto il divorzio da Chioggia. Ne è seguito un braccio di ferro in consiglio regionale tra centrodestra e centrosinistra che è durato quattro mesi. Il primo confronto si è consumato in aula consiliare regionale il 4 agosto. Ma l’uscita dall’aula dei membri del centrosinistra Diego Bottaccin, Marco Zabotti e Pietrangelo Pettenò ha indotto il presidente della commissione Raffaele Buzzoni a ritirare i propri 11 voti e così non si è raggiunto il quorum. È il 5 novembre la seconda volta che il progetto di legge arriva in consiglio regionale ed anche stavolta non viene votato per la mancanza del numero legale. La discussione viene rinviata al giorno successivo. Ma anche in questa occasione la fumata è nera. Il progetto di legge riappare nell’agenda del parlamento regionale il 21 novembre con un avvicinamento tra i due schieramenti politici. Il centrodestra presenta un emendamento col quale chiede che siano inserite anche le schede sanitarie dei due nosocomi, quello che chiedeva il centrosinistra e il 24 novembre la legge passa. «Stiamo aspettando che la regione stabilisca le schede ospedaliere dei due ospedali – spiega il sindaco di Piove Mario Crosta – schede che devono rispettare l’attuale dotazione di apicalità, reparti e posti letto di ospedale per acuti, come i sindaci della Saccisica avevano deliberato in un consiglio comunale collettivo». Prima della fine dell’anno il governatore del Veneto Gala ha riconfermato Antonio Padoan alla guida dell’Ulss 14 di Chioggia: «Ringrazio il presidente per la fiducia che mi ha dimostrato con questa nuova nomina, mi impegnerò a traghettare i nove comuni della Saccisica verso l’Ulss di Padova». Padoan ha riconfermato tutta la direzione strategica: Silvano Favaretto direttore amministrativo, Lino Battistello direttore sanitario e Stefano Vianello direttore dei servizi sociali.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 03 GENNAIO 2009
Neve spalata via subito a Pontelongo
PONTELONGO. Il sindaco e gli assessori trascorrono il primo dell’anno spazzando la neve con i volontari della Protezione civile (nella foto). «In meno di quattro ore – dice il sindaco Federico Ossari – sono stati puliti oltre un chilometro e mezzo di marciapiede. Uno sforzo che ha permesso ai pedoni di circolare liberamente senza il pericolo ghiaccio. Il gruppo della protezione civile ha dato una grande prova di efficienza e disponibilità».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – Venerdì, 02 GENNAIO 2009
Ubriaco tampona l’auto dei carabinieri
PONTELONGO. Automobilista ubriaco urta la volante dei carabinieri. Singolare incidente nella notte di Capodanno in una strada di Pontelongo. Erano da poco passate le due quando un’auto dei carabinieri della stazione di Codevigo, impegnata nel servizio di pattugliamento del territorio, è stata tamponata dall’auto di S.D., un quarantacinquenne residente a Piove di Sacco. Per i militari dell’Arma a bordo dell’auto nessuna conseguenza. Sul posto è poi intervenuta la Polizia Stradale che ha contestato all’uomo la guida in stato di ebbrezza, con inevitabili conseguenze sulla patente. Il pomeriggio dell’ultimo dell’anno era stato invece caratterizzato da alcune fuoriuscite autonome senza particolari conseguenze per i conducenti degli autoveicoli. La prima si è verificata a Polverara, in via Roma, intorno alle 18. La Fiat 500 guidata da Z.A., una ventenne residente a Legnaro, per cause ancora da accertare dalla Polizia Stradale che ha fatto i rilievi, provenendo da Casalserugo ha prima sbandato e quindi è uscita di strada, urtando anche una fioriera. La ragazza è stata trasportata all’ospedale di Piove di Sacco per accertamenti. Sorte analoga è capitata ad un cittadino marocchino di 28 anni, L.H. le iniziali, finito in ospedale con qualche livido dopo essere uscito di strada poco prima delle 20 a Correzzola, nella frazione di Villa del Bosco. L’uomo stava percorrendo con la sua Volkswagen Polo la Sr 516 che collega Pontelongo a Villa del Bosco. Anche qui per cause ancora da accertare, il conducente ha perso il controllo dell’auto che è uscita di strada. I rilievi, anche in questo caso, sono stati effettuati dalla Stradale di Piove di Sacco. Altre due fuoriuscite autonome nella prime ore della serata di mercoledì sono state registrate anche ad Albignasego e a Maserà. In questi casi conducenti incolumi e danni limitati ai soli mezzi.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 2 Gennaio 2009,
Il viaggio di Canton con le… oche
“Avrò avuto nove anni quando un pomeriggio di maggio stavo tornando dalla chiesa di Santandrea di Pontelongo con la mamma e camminavo sull’argine destro del Bacchiglione. Io ero intento ad ammirare gli argini verdi e tutti fioriti, le barche che salivano in direzione di Bovolenta o scendevano verso Chioggia e le oche candide che solcavano il canale in tutte le direzioni”. Ai simpatici pennuti Romano Canton dedica il romanzo storico – autobiografico “Il guardiano delle oche” (edizioni Cleup) che di sottotitolo fa “Dal Bacchiglione al Piovego nella città del Santo”, un viaggio attraverso la nostra terra compiuto da Canton, sindaco di Pontelongo dal 1951 al ‘56, laureato in Pedagogia e scienze dell’educazione permanente, già direttore del Centro mobile di animazione culturale e di educazione permanente della Provincia di Padova. In poco meno di quattrocento pagine Romano Canton, per gli amici Nino, all’attivo un consistente numero di articoli e di pubblicazioni a carattere pedagogico, religioso e sociale, accompagna alla scoperta dell’aurora boreale, emoziona con la barca di san Pietro, racconta di mietitura, vendemmia, pigiatura, fienagione, raccolta di pannocchie e frutti della terra, ricorda i riti del maiale e della polenta, spazia dai gioielli di famiglia alla storia dello spazzacamino, dai venditori di quadri ai film indimenticabili degli anni passati (chi ha dimenticato “Cime tempestose?”), appassiona con l’anguriara e il Natale e il Carnevale, la sua mente corre ai maestri di scuola e agli amori segreti, dalla vita di parrocchia alla contestazione giovanile, fino a soffermarsi sul guardiano delle oche cui è dedicato il titolo del libro. “La mamma allevava un esercito di animali da cortile: anatre, colombi, conigli, galline, tacchine ed oche, le più amate e preziose. Io ero considerato, dalla famiglia e dagli amici, il guardiano delle oche e di questo, anzichè vergognarmi, ne andavo fiero. Accompagnavo sempre le due “mute” sulle maresane e sul canale per lavarsi e per far loro godere lunghe nuotate e dare la caccia agli insetti e ai vermiciattoli del fondo del Bacchiglione: rotondi, mobili, grossi e rosei come lattonzoli. Al suono di Mezzogiorno, o a quello dell’Ave Maria, le oche chete chete si muovevano spontaneamente verso casa, in fila indiana. Io ero sempre al loro fianco, pronto a difenderle dagli attacchi degli estranei”. Annota Canton: “Ai miei familiari, agli amici e ai lettori dedico queste mie pagine di ricordi che mi hanno portato a rivivere i luoghi della mia esistenza”.
di : (F.Capp.)
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ma ci sta scrivi la lettera al diario???????????