Agosto 2007
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 31 AGOSTO 2007
BOOM DI NEGOZI CINESI NEL CENTRO STORICO - Anche a Piove il commercio ha un futuro con gli occhi a mandorla - E al mercato ormai le bancarelle degli orientali non si contano
PIOVE DI SACCO. Si sono moltiplicati negli ultimi anni i negozi in città gestiti da stranieri, per lo più cinesi. Negli ultimi mesi, hanno aperto nella centralissima via Garibaldi un negozio di oggettistica, cancelleria, articoli per la casa e un abbigliamento. Altri hanno aperto un bazar di articoli da regalo in via Piron e uno in via Paolo VI a Sant’Anna. Dove c’è un market gestito da nigeriani, una macelleria e una rivendita di kebab marocchini. Il panino di origine mediorientale si può gustare in altri 3 punti vendita, sempre nordafricani, in centro. Parlano cinese, infine, 2 bar e un frutta e verdura. Al mercato, poi, le bancarelle di stranieri non si contano. «Se rispettano le regole sono benvenuti - sottolinea il presidente mandamentale Ascom Francesco Boran - I cinesi ormai sono un punto di riferimento per i clienti al mercato. L’unico aspetto che può preoccupare è che a volte, pur di ottenere vetrine in buone posizioni, arrivano a pagare cifre elevate e rischiano di chiudere in fretta. Molti si appoggiano all’associazione e dimostrano interesse nel conoscere le regole: buon segno, anche se non condiviso da tutti». Valter Puato, presidente della Confesercenti, punta il dito sulla scarsa qualità dei prodotti cinesi: «Fino a un paio di anni fa la gente restava accecata dai prezzi, 2-3 per jeans e magliette. Poi scopriva che erano da buttare dopo un lavaggio. Molti negozi stranieri sembrano vivacchiare. Spesso è gente che parla poco l’italiano e tratta coi connazionali. Alcuni negozi sono anche poco ordinati e mal tenuti». Nei paesi vicini il fenomeno è marginale: Pontelongo ha una macelleria musulmana e un bazar africano, punti di riferimento per le comunità marocchina e nigeriana.
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 30 Agosto 2007
CHIOGGIA Lo richiede Lucio Tiozzo - Un Consiglio aperto sul futuro dell’Asl 14 - Si teme il possibile smantellamento.
Chioggia - Nella riunione dei capigruppo consiliari il rappresentante dei Ds, Lucio Tiozzo ha chiesto ufficialmente la convocazione di un Consiglio comunale aperto da dedicare al tema della sanità e al possibile smantellamento (anche se gli strumenti legislativi al momento lo escludono) dell’Asl 14. La maggioranza di centrodestra ho offerto in cambio una commissione consiliare per il prossimo 10 settembre, proponendo una serie di altre iniziative, ovviamente successive: un convegno, quindi finalmente una seduta di Consiglio. “Rischiamo in questo modo di intervenire, di comunicare alla città un problema che è di pubblico interesse - sostiene Lucio Tiozzo - quando i buoi saranno ormai scappati dalla stalla. Il problema del passaggio di Legnaro (progetto di legge Degani) è stato già approvato in commissione consiliare ed ora è all’attenzione del Consiglio regionale. L’altro passaggio, quello dei Comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo, anch’essi in predicato di entrare all’Asl 16 di Padova è all’attenzione della commissione”. Una decisione per quanto riguarda Chioggia, sostiene l’esponente diessino, deve avvenire una volta che il tema sarà stato affrontato da tutti “all’aperto e non nel chiuso dei locali comunali” e dopo che si conoscerà il piano socio-sanitario regionale, che detterà le linee di sviluppo per i prossimi dieci anni”. Tiozzo propone anche altre considerazioni. La proposta che porta i Comuni padovani ora nell’Asl 14 nell’Asl 16 è stata sostenuta da consiglieri regionali di maggioranza “che sono venuti a Chioggia per la recente campagna elettorale. Delle due l’una: visto che il passaggio era stato già deciso o l’hanno tenuto nascosto al candidato Romano Tiozzo e sarebbe stato un vero e proprio sgarbo, che dico, uno schiaffo o gliel’hanno annunciato e allora non si capisce perché la cosa sia venuta fuori solo ora, in pieno agosto”. Quanto al progetto di legge che prevede il passaggio all’Asl 16 di Piove di Sacco e degli altri Comuni prima citati, il documento rivela una vera e propria situazione singolare. L’Asl 14 rimane in piedi, e questo è naturale, ma di questa Asl, imprevedibilmente secondo l’ex sindaco Guarnieri, si considera ancora facente parte, insieme con Chioggia, Cavarzere e Cona, anche Legnaro. Che dovrebbe essere la prima a passare all’Asl 16 e per la quale è stato presentato uno specifico progetto di legge. Un refuso? La distrazione del solito dattilografo? O, come sostiene qualcuno, una frettolosa compilazione del secondo progetto di legge che non ha tenuto presente il primo nonostante qualcuno dei proponenti abbia partecipato ad entrambe le iniziative?
di : (g.b.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 30 Agosto 2007
L’APPALTO AGGIUDICATO DALLA PHILIPS PER 1,3 MILIONI DI EURO
Iniziati i lavori per la Risonanza Magnetica.Piove di Sacco - Sono iniziati i lavori per predi sporre i locali che accoglieranno la Risonanza Magnetica da 1,5 tesle (costo 1,3 milioni di euro) all’interno della Radiologia piove se. La ditta Philips, che si è aggiudicata l’appalto per l’installazione e la fornitura, ha tempo fino ai primi giorni di dicembre per consegnare, chiavi in mano, la sofisticata attrezzatura. Per introdurre la voluminosa apparecchiatura sarà necessario abbattere il muro esterno a nord del locale. Intanto gli operai hanno già cominciato a predisporre l’impianto elettrico, quello antincendio e la fognatura. «Da parte nostra - spiega il dirigente medico Lino Battistello - abbiamo provveduto a presentare in Comune i vari progetti per poter dare il via ai lavori». Il primario radiologo Fausto Battistello aspettava da anni la Risonanza Magnetica: «Credo non fosse più possibile continuare a servirsi della Risonanza a bordo del camion che staziona davanti al Pronto Soccorso, una soluzione a dir poco obsoleta, scomoda per gli utenti e che non assicurava le prestazioni di agnostiche ai pazienti provenienti dalla Rianimazione. Durante il periodo di adeguamento delle stanze e di posizionamento dell’apparecchiatura ho già predisposto un programma di corsi di aggiornamento per il personale della Radiologia, così da poterla utilizzare non appena installata».
di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 29 Agosto 2007
Chioggia - Le dichiarazioni rese dal responsabile …
ChioggiaLe di chiarazioni rese dal responsabile clodiense dell’associazione Cittadinanzattiva, Umberto Iazzetta non sarebbero affatto al di sopra delle parti, ma dettate da logiche di schieramento. Lo afferma il consigliere di maggioranza, Andrea Comparato. Il presidente dell’associazione dice l’esponente del centro destra celebra il processo alle intenzioni. Non può affatto lasciare intendere che l’attuale giunta presieduta da Romano Tiozzo e le forze di maggioranza siano poco attente verso i problemi della sanità e che tutto sommato esse potrebbero reagire timidamente nel caso in cui l’ospedale di Chioggia corresse il rischio di perdere servizi preziosi. Andrea Comparato fa quindi notare che l’intenzione di abbandonare l’Asl 14 manifestata dai comuni di Piove di Sacco e Legnaro non è affatto un’istanza ispirata dal centro destra di Chioggia. Annuncia, quindi che nessuna decisione sarà adottata prescindendo da confronti istituzionali, in sede di commissione e da opportuni confronti da avviare con il mondo ospedaliero. Data l’estrema importanza dell’argomento aggiunge non è proprio il caso di farne una questione di colore politico. Ed è per questo che Iazzetta, per conto di Cittadi nanzattiva, si sarebbe dovuto astenere dal chiamare a raccolta tutta la città sostenendo che non possono esserci sconti o svendi te in materia di sanità, lasciando di fatto spazio ad insinuazioni a carico della nuova amministrazione. Secondo il consigliere indipendente della Cdl, la neutralità delle affermazioni rese da Iazzetta risulterebbe sospetta perché ha ripreso le redini dell’associazione volontaristica dopo aver partecipato all’ultima tornata elettorale nella lista GuarnieriPagan. Dobbiamo mantenere alta la guardia sulla questione dell’ospedale conclude Comparato tuttavia evitando di darsi alla demagogia, come stanno facendo l’ex sindaco Fortunato Guarnieri e Iazzetta.
di : Roberto Perini
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 29 Agosto 2007
“Chioggia non deve essere ruota di scorta di …
“Chioggia non deve essere ruota di scorta di nessuno” in materia di sanità. Le scelte di cui si parla in questi ultimi tempi, conseguenti a quanto pare al passaggio della parte padovana dell’Asl 14 nell’Asl 16 di Padova “vanno comunque fatte tenendo i piedi per terra, con grande realismo e competenza”. Queste le linee alle quali An, rappresentata dal capogruppo Claudi o Bullo, dall’assessore Nicola Boscolo Pecchie e dal consigliere e presidente della Commissione sanità, dottor Massimo Mancini intende legare le proprie iniziative pronta, come ha affermato l’assessore Nicola Boscolo “a coinvolgere anche i gradi superiori del livello amministrativo e politico”. Dentro An c’è perfetta uniformità di vedute. E queste vedute, tradotte in termini operativi si possono così definire: in linea prioritaria va mantenuto quanto c’è attualmente nel presidi o sanitario, l’ospedale, e vanno rafforzati i servizi per rispondere ai bisogni dei residenti e degli ospiti durante la stagione turistica. Mancini parla di possibili economie con tagli a spese non necessarie. Sulla situazione che potrebbe ingenerarsi nell’Asl 14 se effettivamente Piove di Sacco ed i Comuni della Saccisica entreranno nell’Asl 16 di Padova, An sottolinea accanto alle soluzioni indicate in questi giorni dal centrodestra, che sembra preferire l’aggregazione con Mestre nell’Asl 12 e dal centrosinistra che invece appare orientato verso l’Asl di Dolo-Miirano, anche una terza possibilità. “C’è anche lo stand-by, il lasciare in piedi la Asl 14 - conclude Mancini - commissariandola fino ad avere chiaro il quadro della situazione”.
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 28 AGOSTO 2007
Condutture idriche rotte, ormai è emergenza - Oltre venti riparazioni al giorno: dipendenti Apga costretti a rientrare dalle ferie
PIOVE DI SACCO - La rete idrica della Saccisica fa acqua da tutte le parti: nelle ultime settimane si sono moltiplicate le rotture nelle condutture tanto che la direzione di Apga è stata costretta a far rientrare la terza squadra di intervento, che era in ferie, per far fronte alle numerose riparazioni da eseguire. Una lotta contro i mulini a vento quella che stanno combattendo tecnici e operai dell’azienda che gestisce il ciclo intergrato dell’acqua nel Piovese: per ogni rottura che viene riparata, infatti se ne presentano sempre di nuove. Non c’è da stupirsi dei dati che fornisce lo stesso presidente di Apga, Giovanni Crivellaro: «In questi giorni abbiamo raggiunto il record di rotture: ben 120 sparse in tutti i comuni serviti. La scorsa settimana ci siamo visti costretti a far rientrare gli operai in ferie per costituire una terza squadra di intervento. Riusciamo a garantire una media di venti riparazioni al giorno, ma è un cane che si morde la coda. Ogni giorno riceviamo nuove segnalazioni e così l’elenco delle perdite di acqua non accenna a diminuire. Siamo ormai a un livello allarmante». In questi giorni gli operai Apga stanno intervenendo in via Brentella a Corte, in via Paltana a Pontelongo, via Monte Grappa a Legnaro, via Lovo a Correzzola, via Garubbio e via Vittorio Emanuele a Codevigo. Che la rete idrica della Saccisica non sia in buone condizioni non è una novità: da anni si dice che vengono persi per strada ettolitri di acqua al giorno per colpa delle condotte vecchie. «Perdiamo circa il 50 per cento di acqua immessa in rete - conferma Crivellaro - e continuerà ad essere così finchè non verranno fatti i lavori per sostituire le condotte, ma servono investimenti enormi». Che la soluzione arrivi ad ottobre, quando è prevista l’ufficiale aggregazione di Apga con Aps-Acegas? «Soluzioni pronte non ce ne sono - ammette Crivellaro - con o senza Aps-Acegas. L’Aato dovrà rivedere i piani di investimento. Intanto Apga continua a fare la sua parte attraverso una serie di interventi nel territorio per oltre quattro milioni di euro, già stanziati: a Sant’Angelo partiranno i lavori per la nuova rete fognaria in via Cornio, via Piovese e via Padana, a Polverara e Legnaro nelle vie Orsaretto, Ardoneghe e Petrarca, in via Buffa a Brugine. Nuove condotte si stanno realizzando in via Trento e Gorizia a Legnaro, via Garibaldi ad Arzergrande, via Rimadore a Brugine, nelle prossime settimane in via San Girolamo a Correzzola, via Pavane a Polverara, via delle Muneghe a Codevigo, via Valeri e via Fiumazzo a Piove».
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 25 Agosto 2007
Concorso per servizio civile in biblioteca
Il Bacino bibliografico del Piovese e del Conselvano ha lanciato un bando di concorso di servizio civile regionale per tre posti che prevedono l’impegno per dodici mesi a 18 ore settimanali nelle biblioteche di Piove di Sacco, Codevigo, Pontelongo e S.Angelo. L’inizio di lavoro è previsto per il 5 novembre e comporterà una retribuzione finale di 4.485 euro. La domanda per partecipare al concorso deve essere redatta su un apposito modulo presente in tutte le biblioteche e presentata alla struttura libraria piovese di via Garibaldi, 40 entro le ore 14 di lunedì 24 settembre. Per ulteriori informazioni si può contattare l’ufficio per il servizio civile al numero 049.970.9319, oppure chiamare la blbioteca piovese al numero 049.970.9314.
di : (g.p.)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 25 AGOSTO 2007
Pontelongo, disabile costretto ad anticipare seimila euro
PONTELONGO. Decine di persone affette da disabilità gravi in attesa dei contributi regionali del progetto Vita Indipendente bloccati dagli uffici dell’Usl 14 di Chioggia: la denuncia è di Federico Gattolin, paralizzato da oltre 15 anni. «Il progetto - racconta - prevede un contributo regionale che permette ai disabili di avere una somma annua da gestire per migliorare la qualità della vita». «Io - continua Gattolin - ho assunto una persona che mi assiste quotidianamente. Quest’anno il contributo per me ammonta a 9.000 euro, ma mentre gli anni passati sapevamo entro il mese di marzo quale quota sarebbe stata assegnata per l’intero anno, quest’anno la cifra ci è stata comunicata solo all’inizio di luglio, con evidenti difficoltà per la gestione della somma “presunta” nei primi sei mesi di assistenza. Ad oggi non ho ricevuto alcun rimborso e ho dovuto anticipare di tasca mia quasi 6.000 euro e come me tante altre persone nella mia stessa situazione. Ho dovuto aprire un fido per gestire i miei risparmi e alcuni mesi sono stato costretto a ritardare il pagamento dell’assegno mensile alla persona che mi assiste. In passato - sottolinea Gattolin - il progetto era gestito in collaborazione fra il distretto sanitario di Piove e quello di Chioggia, ma da due anni la gestione è passata interamente a Chioggia e sono iniziati i problemi: molte pratiche che venivano sbrigate rapidamente a Piove sono ora chiuse nei cassetti degli uffici dell’ospedale chioggiotto, dove tutto ha subito dei rallentamenti. Questi problemi - lamenta Gattolin - non ci sarebbero se la gestione fosse affidata a persone competenti. E’ mai possibile che un disabile debba anticipare somme così alte e organizzarsi l’assistenza senza sapere che cifra avrà a disposizione?».
di: (e.l.)
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SABATO, 25 AGOSTO 2007
PONTELONGO - Il corso d’italiano ha fatto centro
PONTELONGO. Si è rivelato un successo il corso d’italiano per cittadini stranieri residenti nel comune di Pontelongo. Durato cinquanta ore e costato quasi tremila euro, interamente finanziati dall’amministrazione provinciale, il corso ha visto la partecipazione di ventiquattro donne di quattro differenti nazionalità: marocchina, albanese, cinese e bosniaca. Le lezioni si sono sviluppate su due livelli, vista la diversa preparazione di chi vi ha partecipato. In programma i primi rudimenti della lingua italiana sia scritta che parlata, ma anche la trattazione di argomenti di interesse quotidiano come la casa, il lavoro, la famiglia. Vi è stata poi la precisa volontà di inserire elementi di educazione civica e informazioni riguardanti i servizi sociosanitari presenti nel nostro territorio. «Capire la lingua e comunicare - sottolinea l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo - risulta davvero fondamentale per vivere inseriti in una società, ma altrettanto importante è conoscere i diritti e i doveri su cui essa si basa. Questo vale ancora di più per le donne straniere che spesso provengono da Paesi in cui è diffusa una cultura che tende a escluderle dalla vita sociale. Riteniamo questa una strada - continua l’assessore - che va sicuramente percorsa quella di sfruttare tutte le occasioni che si presentano, come anche un piccolo corso di alfabetizzazione, per portare a loro conoscenza principi che ai nostri occhi sembrano banali. Questo sempre nel rispetto delle culture e delle credenze».Tamiazzo conclude sottolineando i risultati positivi dell’esperienza: «Le signore hanno frequentato assiduamente e con molto entusiasmo le lezioni. Cosa che, a detta dell’insegnante, non accade spesso. Questo rappresenta un sicuro segnale di volontà d’integrazione».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 24 Agosto 2007
Piove di Sacco - E’ mancata …
Piove di Sacco - E’ mancata per cause naturali. Ma morire a soli 25 anni la parola naturale suona in maniera stridente ed è un destino davvero di fficile da accettare. Marta Orfano, abitava a Piove in quartiere di S.Anna, ha combattuto per un paio d’anni contro il suo male. In un primo momento pareva che le cure cui era stata sottoposta avessero un buon affetto, ma dal giugno scorso il male si è riacutizzato. E’ stata assistita fino all’ultimo dai suoi familiari, parenti ed amici. Marta, ragazza solare e sempre pronta ad aiutare chi ne aveva bisogno, era stata tra i fondatori dell’A.Viss un’associazione che si occupa di assistere i malati ospedalieri. Anni fa aveva perso il padre. E forse questa dura esperienza è stata la molla che l’ha spronata a mettersi al servizio di chi soffre. Mercoledì scorso in chiesa è stato recitato il rosario. Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali celebrati da don Giorgio nella chiesa della sua parrocchia ai quali ha assistito una folla commossa. Marta lascia la mamma Maria, i fratelli Andrea, Luca e Lucia, la nonna e gli zii Ilario e Mirella. La famiglia ha chiesto che le offerte siano devolute all’A.Viss. Dopo il rito funebre la salma è stata tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Pontelongo.
di : (G.P.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 24 AGOSTO 2007
Pontelongo. Scontro fra auto e moto - Ferito un centauro
PONTELONGO. Scontro fra un’auto e una moto ieri nel primo pomeriggio lungo la regionale 516: ferito lieve il centauro dimesso dopo alcuni accertamenti dal pronto soccorso. L’incidente è avvenuto verso le 14.30: la moto Honda condotta da N.S., 39 anni, di Trento, che viaggiava in direzione di Villa del Bosco, si è scontrata con la Fiat Uno al cui volante c’era O.M., 46 anni, residente in paese. A causare la collisione, secondo i primi accertamenti della polstra di Piove intervenuta per i rilievi, sarebbe stata una manovra azzardata del veicolo. N.S., caduto dopo lo scontro, è stato condotto all’ospedale.
di :(e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 24 AGOSTO 2007
DRAMMA A PIOVE DI SACCO - Stroncata dalla malattia a soli 25 anni - Marta Orfano durante la terapia ha fatto la volontaria per aiutare altri pazienti - L’ex operaia ha lottato a lungo per guarire aiutata dai famigliari.
PIOVE DI SACCO. Una grave malattia ha strappato alla vita Marta Orfano, di soli 25 anni, che abitava con la famiglia in via Valerio a Piove di Sacco. Ieri pomeriggio la chiesa di Sant’Anna, quartiere dove viveva la ragazza, era gremita di parenti e amici.
Persone che hanno accolto tra le lacrime per l’ultimo saluto il feretro giunto dall’ospedale di Padova. Qui la giovane ha trascorso i suoi ultimi giorni. Dopo le esequie la tumulazione è avvenuta nel cimitero di Pontelongo, paese d’origine della famiglia. Marta Orfano aveva lavorato fino a un paio d’anni fa come operaia. Conduceva una vita tranquilla, dividendosi tra il lavoro in fabbrica, le faccende domestiche, qualche uscita con le amiche nel fine settimana. Poi la terribile svolta. Nel 2005, tra lo sconcerto suo e dei familiari, Marta ha iniziato ad accusare sempre più frequenti malesseri fino alla tremenda diagnosi dei medici. Nonostante la consapevolezza della gravità del male che l’aveva colpita, la ragazza non si è mai arresa. Ha lottato fino alla fine, ha sperato e fatto ogni tentativo. La caparbietà di Marta è stata inizialmente premiata: le prime terapie a cui è stata sottoposta sembravano aver sortito ottimi risultati. Aveva quasi ripreso una vita normale. Fino a due mesi fa. Ma purtroppo a giugno ha avuto una ricaduta dalla quale non si è più ripresa. Dopo settimane di inutili tentativi per fermare la malattia, Marta si è arresa ed è deceduta martedì scorso mentre era ricoverata all’ospedale della Mandria, assistita dalla mamma Maria e dai fratelli Andrea, Luca e Lucia. Durante gli ultimi due anni di vita Marta ha dato prova della sua voglia di vivere e del suo altruismo: una volta entrata in contatto con l’ambiente ospedaliero, toccata con mano la sofferenza dei reparti in cui la sofferenza segna i volti di bambini, giovani, adulti e anziani senza distinzione, era entrata a far parte di un’associazione di volontari ospedalieri che danno sostegno ai malati. E ha dato il suo prezioso contributo, come è stato ricordato ieri durante il suo funerale. A mamma e fratelli si stringono gli zii Florio e Mirella, la nonna e i cugini che insieme piangono la scomparsa prematura di Marta.
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 23 Agosto 2007
PIOVE DI SACCO. VA A PADOVA O RESTA CON CHIOGGIA? Un ospedale dal futuro incerto
Piove di Sacco - La futura destinazione dell’ospedale piove se sta tenendo banco nel corso di questa estate. La proposta di legge avanzata da alcuni consiglieri regionali di FI con capofila Regina Bertipaglia di staccarsi dall’asl 14 e di andare con l’Asl padovana ha, infatti, sollevato di verse e contrastanti opinioni. Una per tutte quella del consigliere regionale Margherita Miotto (Margherita) che vede «un grave rischio per il nosocomio piove se andare con Padova, meglio dare più poteri ai sindaci e rimanere con Chioggia». C’è chi, poi, (vedi il sindaco di Correzzola, Mauro Fecchio), punta a rifare l’Asl “salsicciotto” della Bassa Padovana con Monselice, Este e Montagnana. Bocce ferme e ragionare prima di prendere una decisione così importante è, invece, l’invito che viene dal Codess (Comitato Della Sanita Saccense). Giuseppe Rubin presidente del comitato pensa infatti che la Saccisica, per avere più potere contrattuale, in caso di un ridi segno delle Asl venete, si debba presentare compatta di fronte ad una decisione così importante che vale la salvaguardi a dell’ospedale piove se. «Certamente ogni comune ha delle peculiarità che vanno prese in considerazione e rispettate - aggiunge Rubin - ma penso che solo mantenendo una identità territoriale possiamo portare avanti le nostre istanze». Poi Rubin fa le pulci a Chioggia: «Gli interessi della città lagunare non sono mai stati compatibili con i nostri, come del resto affermava anche l’ex sindaco di Chioggia, Fortunato Guarnieri, che auspicava la chiusura dell’ospedale di Piove . Gli abitanti della città balneare (poco più di 50.000 in contrazione demografica) hanno di fficoltà a sostenere i costi dello stabilimento clodiense, e visto che la chiusura di Cavarzere non ha portato attività e che d’estate il lavoro diminuisce». Una domanda che si pone Rubin è: «Come mai in una situazione tanto critica, i nostri politici non si sono opposti con altrettanta veemenza contro la gestione a senso unico dell’azienda che ha potuto contare “in loco” sull’apporto di dirigenti, personale amministrativo e direttore sanitario?». Secondo Il Codess, insomma, in questo delicato momento, i rappresentanti regionali della nostra zona e gli stessi amministratori devono di mostrare che la Saccisica non è terra di conquista e ha la capacità di portare avanti i propri di ritti.
di :Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 21 Agosto 2007
AGRICOLTURA - Campagna saccarifera, un avvio positivo.
In agosto è d’obbligo spendere la chiacchierata settimanale per la barbabietola da zucchero. Le deriva dal diritto acquisito in oltre un secolo di primaria, feconda presenza nelle plaghe polesane che, a loro volta, hanno offerto l’esempio e lo stimolo alle conterminiper la sua coltivazione quando ” il buon genio della Germania”, come intendevano gli agronomi la barbabietola da zucchero, è approdata nelle nostre latitudini alla fine dell’800- inizio ‘900.Vinti, con qualche difficoltà, i primi tentennamenti degli imprenditori di quegli anni a riservare spazi colturali alla nuova coltura, questa si sviluppò in maniera esponenziale nel giro di pochi anni. Decisive furono i lavori sperimentali eseguiti e presentati con gli inconfutabili dati agronomici ed economici dagli eminenti direttori delle Cattedre ambulanti d’agricoltura - in particolare Tito Poggi e il suo successore Ottavio Munerati-. Il Polesine divenne la prima provincia bieticola d’Italia. Nel 1901 si tenne a Rovigo il primo congresso nazionale di bieticoltura e dai coltivatori polesani (Ugo Casalicchio), fu fondata l’Anb, associazione nazionale bieticoltori. Questa è storia.Oggi, ben altro è il panorama bieticolo nazionale. L’Organizzazione comune del mercato dello zucchero con i provvedimenti varati l’altr’ anno ha stravolto storia ed equilibri creandone di nuovi. La nostra bieticoltura n’ è uscita più che dimezzata in superfici coltivate ed in strutture di trasformazione. Un breve passaggio, solo per ricordare la consistenza e l’importanza del settore saccarifero di casa nostra: di tredici zuccherifici che “fumavano” fra Adige e Po negli anni d’oro del settore, oggi non se ne trova uno attivo. Le radici vengono trasformate nei due zuccherifici di Pontelongo (Pd) e Pontelagoscuro (Fe). Dai dati gentilmente offerti da Anb Rovigo, la consistenza degli investimenti a livello nazionale è stimata 90.000 ha, dai 220.000-240.000 di qualche anno fa; quella veneta 19.000 ha, da 41.000 e quella polesana a 5.000 ha da 9-10.000. Ragioni complesse d’ economia e politica internazionale trattate e risolte a livello Ue nel contesto della globalizzazione, hanno decretato il sacrificio della bieticoltura europea pagato, però, in massima parte da quella mediterranea . Per rendersene conto, oltre i dati ufficiali, basta fare un giro nell’Europa del Nord -Francia, Germania, Danimarca, Olanda , Belgio, Polonia, e compagnia - per vedere le estensioni di bietolai presenti. Per ritornare a casa nostra, i primi dati a circa il 20\% delle consegne, lasciano ben sperare. Nel bacino veneto, in media da un ettaro si stanno ricavando 9 tonnellate di zucchero. Il dato è interessante perché ottenuto da varietà precoci, notoriamente meno produttive delle tardive, mentre la quantità di radici, sempre per ettaro, risulta di 53 t. a pagamento con un grado polarimetrico di 16,70. Con la polarizzazione 16, il prezzo pagato ai bieticoltori è fissato in 37,26 euro la tonnellata Con queste condizioni e sempre nella media, si dovrebbero superare 2.000 euro/ha di Piv (produzione lorda vendibile), suscettibili, per le ragioni prima esposte, di aumento. Dati che confermano la validità della coltura e dell’appellativo con il quale fu salutato il suo arrivo dalle lande d’oltrealpe agli albori del secolo scorso.
di Orazio Cappellari
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 21 AGOSTO 2007
Ecco i motivi del mio «no» alla modifica delle Ulss 14 e 16
Alcune considerazioni sul Pdl di modifica delle Ulss 14 e 16. Questo Pdl avrebbe un suo significato se aggregasse i Comuni che hanno aderito alla città metropolitana avendo gli stessi già avviato processi di pianificazione ed integrazione con i comuni di Padova e della cintura. Per tutti gli altri vedrei favorevolmente una loro valorizzazione intorno all’ospedale di Piove di Sacco all’interno della Bassa e in collaborazione con aree limitrofe (Conselvano soprattutto). L’ospedale di Piove di Sacco non deve diventare la «succursale» di Padova ma un ospedale di rete con funzioni e specificità che lo portino ad essere considerato alla pari del nuovo ospedale della Bassa (Este, Monselice, Montagnana, Conselve) di Cittadella e di Camposampiero. Infatti, la mia visione della sanità della provincia padovana vede il nuovo ospedale universitario con valenza sovraprovinciale, sovraregionale, nazionale ed anche europea su Padova e ospedali di rete con funzioni ed attività di 2º livello. L’ultima questione è una problematica di geografia sanitaria: ha senso lasciare in vita una Ulss con i soli comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona o è serio pensare a trovare una soluzione anche sul versante veneziano della Ulss 14? Queste in sintesi le motivazioni che mi portano a non sottoscrivere questo Pdl. Sarei favorevole invece, per i motivi sopraesposti, ad un Pdl che vedesse compresa nell’Ulss 16 i comuni di: Legnaro, Polverara e forse anche S. Angelo di Piove e nell’Ulss 17 i comuni di: Arzergrande, Brugine, Codevigo, Corezzola, Piove di Sacco e Pontelongo. Rimarrebbe aperto in ogni caso il problema dell’aggregazione di Chioggia. Flavio Frasson Consigliere regionale Udc.
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 21 AGOSTO 2007
SANITA’ A POLVERARA. E’ stata approvata all’unanimità la proposta del Comitato - Il Consiglio vota il passaggio all’Usl 16.
POLVERARA. Il consiglio comunale di Polverara appoggia la proposta avanzata dal Comitato della Sanità saccense a favore del distacco dell’ospedale di Piove di Sacco dalla competenza dell’Usl 14 Chioggia. Il Co.de.S.S. con una richiesta presentata al sindaco, firmata da Giuseppe Rubin, presidente del Comitato e dal rappresentante di Polverara Giuseppe Salmaso, ha proposto all’esame del consiglio comunale la possibilità di aggregazione all’Usl 16 di Padova. Tra le principali problematiche lamentate dal comitato vi è l’attuale inefficienza dei servizi ospedalieri, la scarsa qualità delle prestazioni date, l’insufficiente attenzione prestata dalla direzione generale e l’assenza di valide risorse economiche. L’ospedale di Piove di Sacco starebbe dunque perdendo in funzionalità e credibilità. Obiettivo del Co.de.S.S è il ripristino di una adeguata attenzione al territorio della Saccisica nelle attività sanitarie. Per tale motivo, in collaborazione con i centri sanitari e con le associazioni presenti nel territorio, l’associazione sta promuovendo nei Comuni diverse assemblee pubbliche al fine di informare i cittadini dell’iniziativa. Preso atto e fatte proprie le note riportate dai rappresentanti del Comitato della Sanità saccense, il consiglio comunale di Polverara, con voto unanime, si schiera a favore del progetto.
di : (Martina Maniero)
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IL GAZZETTINO di Padova - Lunedì, 20 Agosto 2007
Margherita Miotto boccia la proposta di legge regionale per scorporare la Saccisica da Chioggia «Cambio Usl, rischio per l’ospedale» «L’Azienda ha grandi buchi nel bilancio e non ha i soldi per la nuova struttura»
Piove di Sacco - Margherita Miotto, consigliere regionale, vede un grave rischio per l’ospedale piove se il passaggio all’Asl 16 padovana come chiesto da alcuni suoi colleghi che hanno depositato una proposta di legge. «Credo che sia veramente pericoloso pensare di risolvere i problemi dell’Asl 14 Piove -Chioggia spostando i paesi del Piove se a Padova - afferma Miotto - Questi problemi si risolvono dando più potere ai sindaci. Attualmente il rapporto tra Piove e Chioggia è paritario, entrambi possono contare su circa 60 mila abitanti, mentre se Piove va con Padova peserebbe per un sesto. Inoltre l’Asl 16 deve costruire il nuovo ospedale e non ha i soldi e pensa di reperirli di minuendo i servizi sociali; ha grandi buchi nel suo bilancio, buchi che la Regione ha pensato bene di colmare aumentando il costo delle prestazione del capoluogo rispetto alle stesse effettuate nel territorio provinciale». Come si può allora risolvere l’annosa conflittualità tra gli ospedali di Piove e Chioggia? «La gestione non paritaria tra i due ospedali si può risolvere attraverso l’azione della commissione intercomunale sorta da poco e che dovrà effettuare un lavoro certosino per capire le reali capacità lavorative dei due ospedali e pubblicarle sul sito del comune di Piove . Questo per arrivare ad assegnare ai due ospedali le risorse umane ed economiche in maniera trasparente». Lei dunque, boccia la proposta legislativa dei suoi colleghi regionali. «Secondo me è una fuga dei firmatari della proposta per non affrontare alla radi ce i problemi dell’Asl 14, una specie di scorciatoia che porterà il nosocomio piove se a prendere una ulteriore batosta». Cosa serve all’ospedale piove se per fare il salto di qualità e non essere messo in di scussione?«Aumentare la qualità dei professionisti che in gran parte c’è già, migliorare la dotazione tecnologica e ripristinare i servizi sul territorio che ultimamente sono stati tagliati, aumentato la qualità». Qualche sindaco ha paragonato la vicenda dell’ospedale con quella della fusione dell’Apga con Aps. «Sono due realtà opposte: l’Apga è in grossa di fficoltà economica e l’Aps può assicurarle investimenti e buona acqua a prezzi inferiori, mentre l’Asl 16 ha seri problemi di bilancio, mentre il costo di gestione dell’Asl 14 è nella medi a se non inferiore alle altre Asl regionali».
di Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Domenica, 19 Agosto 2007
PORTO VIRO Maurizio Finessi accusa Mancin e Gennari di non aver tutelato stabilimento e lavoratori a differenza di quanto avvenuto a Pontelongo - Comune incapace per lo zuccherificio.
È critico Maurizio Finessi di “Porto Viro Rinnovata” sulla questione della chiusura prima e della riconversione poi dello zuccherificio di Porto Viro, e sull’accordo integrativo tra Comune e Italia Zuccheri, «peraltro - evidenzia - portato già firmato, in Consiglio comunale». Finessi ricorda di essere stato uno dei promotori con il consigliere provinciale Ermenegildo Ghezzo, le associazioni di categoria e quelle sindacali, già nel 2004, di un documento unitario per la riapertura dello stabilimento (che aveva sospeso per quella campagna la produzione), apertura ottenuta per la campagna successiva. A tale riguardo accusa chiaramente l’amministrazione locale di inerzia e di non essersi adoperata per il mantenimento dello stabilimento a Porto Viro. «Se all’inizio il sindaco, Doriano Mancin, addirittura non voleva firmare il documento, poi non ha tentato alcuna azione politica a difesa dello stabilimento, se non a comunicazione di chiusura», quando con evidenza era troppo tardi per intervenire. Entrando poi nello specifico della riconversione, stigmatizza: «Su una questione così importante come minimo sarebbe stato indispensabile il coinvolgimento di tutto il Consiglio comunale, in quanto - ironizza - lo stabilimento non è una proprietà del vicesindaco ma un interesse di tutti i lavoratori, molti dei quali oggi disoccupati per la chiusura». Finessi puntualizza che se è vero che l’attuazione della direttiva europea sull’Ocm zucchero ha comportato la chiusura di 13 zuccherifici su 19, è altrettanto inconfutabile che non è stata la stessa direttiva a scegliere quali chiudere. « A Pontelongo , dove l’Amministrazione si è politicamente attivata, si è riusciti a tutelare i lavoratori mantenendo attivo lo stabilimento. Porto Viro sta pagando a caro prezzo la chiusura di questo stabilimento, con diverse centinaia di lavoratori, tra fissi , avventizi e trasportatori, “per strada” e destinati a rimanervi, visto che i posti nel futuro stabilimento a bioetanolo di Loreo, saranno solo 54 mentre Porto Viro avrà solo un deposito zucchero, con circa 20 lavoratori».
di : M.Gabriella Bergo
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 18 AGOSTO 2007
LA SANITA’ NEL PIOVESE - Lunedì inizierà l’installazione della risonanza - Quattro mesi di lavori per avere l’apparecchiatura in funzione dopo anni d’attesa.
PIOVE DI SACCO. Al via i lavori per la risonanza magnetica di Piove. Da lunedì si metterà in moto la macchina organizzativa, ma per mettere in funzione il gioiello tecnologico ci vorranno quattro mesi. Dopo annunci, smentite, attese, documenti integrativi, e di nuovo annunci e conferme, ora s’intravede la luce. Ad aprile di quest’anno sembrava tutto fatto: attraverso il bando di gara per il macchinario di Chioggia, si sarebbe dovuta avere la risonanza in breve tempo anche a Piove. Così non è stato, perché nel frattempo i modelli sono cambiati e quello adottato nel capoluogo clodiense è già stato superato in tecnologia. Si rende quindi necessario aprire un nuovo bando di gara, che si è concluso con la vittoria di un modello Philips da un milione e 300.000 euro. «Lunedì prossimo inizieranno i lavori - annuncia Lino Battistello, direttore dell’ospedale - Alla nostra struttura sono di competenza l’adeguamento dell’impianto elettrico e le fognature». Per portare il macchinario dentro all’ospedale sarà necessario abbattere i muri esterni, perché attraverso le porte non ci passa. La risonanza sarà collocata in una stanza fra il Pronto soccorso e la Radiologia, in modo che possa essere utilizzata anche per le emergenze. «In quattro mesi - aggiunge il medico - avremo tutto pronto. Non sarà per la festa dell’Immacolata, l’8 dicembre (la patrona dell’ospedale), ma pochi giorni più tardi». Il problema che l’ospedale dovrà affrontare a questo punto, riguarda il personale paramedico: nei giorni scorsi è mancato Claudio Frigato, stroncato a 52 anni da un male fulminante. Frigato era considerato la «colonna portante» della segreteria radiologica. E con l’incremento del lavoro, non sarà semplice far girare l’ingranaggio gestionale dei pazienti, se non arriverà almeno un sostituto. Alcuni tecnici (ma per altri reparti) sono già stati assunti, anche se arriveranno solo a settembre. Restano invece ancora vacanti i primariati di Neurologia e di Medicina.
di Cristina Chinello
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 18 AGOSTO 2007
Un villaggio preistorico sulle sponde del Brenta - Lo costruiranno Piove di Sacco e Campolongo
PIOVE DI SACCO. Accordo fatto ieri mattina fra il comune di Campolongo Maggiore e quello di Piove di Sacco, con le province di Padova e Venezia per dare l’avvio al progetto di costruzione di un villaggio dell’Età del ferro lungo le due sponde del Naviglio del Brenta: costo un milione di euro. «Nell’area degli argini del fiume Brenta che è a cavallo fra le province di Padova e Venezia - spiega il sindaco di Campolongo Roberto Donolato - verrà realizzato entro due anni un parco archeologico che prevede la ricostruzione su un’area di 6 ettari di un villaggio di 4000 anni fa». Il progetto punta allo sviluppo di turismo scolastico e didattico. «L’idea di un parco archeologico - spiega ancora il sindaco di Campolongo - è da tempo caldeggiata dal mio Comune con quello di Piove. La Provincia con l’assessore Ezio Da Villa ha assicurato un contributo di quasi 300.000 euro. Il progetto punta alla realizzazione di un’area umida protetta in cui sarà ricostruito a fini didattici e storici, con l’aiuto dell’associazione archeologica Mino Medoaco, un villaggio preistorico dell’Età del ferro nei minimi particolari». L’area archeologica e storica sarà sulla sponda veneziana, mentre quella ricettiva turistica a Corte di Piove di Sacco. Per realizzare l’opera ci si servirà come indirizzo guida dei reperti trovati a Lova di Campagna Lupia. Saranno ricostruite capanne, focolari, ambientazioni e strumenti di caccia e difesa, luoghi di culto delle antiche popolazioni che abitavano la zona del Brenta oltre 4000 anni fa.
di : (a.ab.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 15 Agosto 2007
PONTELONGO - Schianto tra due auto 50enne di Terrassa ricoverato in fin di vita.
Pontelongo . Grave incidente stradale ieri pomeriggio intorno alle quattro in via Matteotti a Pontelongo . In uno schianto tra due vetture sono rimaste ferite quattro persone. La più grave, un cinquantunenne residente a Terrassa, G.M., è stata trasportata all’ospedale di Padova e ricoverata in prognosi riservata. L’uomo ha riportato un politraumatismo. È stato necessario l’intervento dell’elissoccorso per trasportare il ferito. All’ospedale padovano i sanitari hanno giudicato le sue condizioni piuttosto serie. Sul posto sono intervenute le ambulanze del Suem. Gli altri feriti sono stati invece ricoverati all’ospedale di Piove di Sacco. Per loro prognosi di pochi giorni.
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 15 AGOSTO 2007
Tir carico di barbabietole centra un camion e un’auto - Un autista è ferito seriamente
CORREZZOLA. Un ferito grave, tre mezzi coinvolti e la strada regionale 516 chiusa per oltre tre ore. E’ questo il bilancio dell’incidente successo ieri pomeriggio lungo la strada che collega Correzzola a Villa del Bosco. Gallo Maurizio, 51 anni, residente a Terrassa Padovana in via Ca’ Basadonne, è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Padova. L’uomo era alla guida di un autotreno carico di bietole diretto verso lo Zuccherificio di Pontelongo. Improvvisamente, dal senso opposto, è sopraggiunto il camion con alla guida Fraj Cassabi, 29 anni, tunisino residente a Cento. I due mezzi pesanti si sono scontrati al centro della strada. L’autotreno carico di bietole è precipitato sul terreno agricolo nel lato destro della strada. L’altro camion invece è finito fuori strada sul lato opposto e il rimorchio si è messo di traverso lungo la sede stradale. Nello scontro è stata coinvolta anche un’auto, condotta da Siro Baldin, 54 anni di Cavarzere. Sia i due camionisti che l’automobilista sono rimasti feriti. Il più grave però risulta essere Maurizio Gallo. L’uomo è stato trasferito in ospedale con l’elisoccorso del Suem 118. Dopo poco i medici hanno deciso per il ricovero nel reparto di Rianimazione. Dove si trova tuttora in prognosi riservata. I rilievi sul posto sono stati eseguiti dagli agenti della polizia stradale di Piove di Sacco, che hanno dovuto chiudere la strada regionale 516, la principale direttrice di collegamento tra la Monselice - mare e le zone del piovese. La strada è rimasta chiusa per oltre due ore, anche per consentire il recupero dei mezzi pesanti.
di : (Enrico Ferro)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 15 Agosto 2007
Che fine farà Chioggia nella geografia delle ASL …
Chioggia - Che fine farà Chioggia nella geografia delle Asl veneziane’? Perché altri, associati fin qui nell’Asl 14 cui appartiene la città lagunare, in particolare i comuni padovani di Legnaro e Piove di Sacco parlano apertamente delle loro destinazioni future mentre a Chioggia vige la regola del silenzio? La preoccupazione sul futuro dell’ospedale cittadino è anche di Aldo Bacci, tradizionale uomo-sandwich che a proposito di sanità locale parla, anzi scrive ipotizzando “riunioni carbonare” nelle quali si starebbero determinando i nuovi assetti, in pratica la riperimetrazione dell’Asl 14 che potrebbe corrispondere anche alla sua scomparsa. Se ed è questa una delle tante ipotesi, la parte “padovana” dovesse essere associata all’Asl 16 e quella veneziana, Chioggia e Cavarzere dovessero essere inglobate o dall’Asl di Venezia o da quella di Mirano-Dolo. Le decisioni che riguardano il futuro della sanità - sostiene l’uomo-sandwich - dovrebbero essere prese “coinvolgendo anche la cittadinanza perché poi sarà l’unica a dover pagare”. In fatto di “debiti” da pagare non sarebbero stati fin qui ancora saldati quelli creati con la costituzione dell’Asl 14, definita subito anomala perché interprovinciale e non solo. “Decidere con chi andare o con chi restare” non è scelta semplice e neppure facile anche se le soluzioni, in caso ci si orienti ad una nuova aggregazioni, sono numericamente limitate: solo due. Ma sostengono gli addetti ai lavori, il polo di Venezia-Mestre risulterà, una volta attivato il nuovo ospedale che sta sorgendo nella zona di Zelarino a gestione mista, pubblico-privato e quindi da questo punto di vista una sorta di incognita. L’altra Asl, quella di Mirano-Dolo dovrebbe mantenere per quanto riguarda la gestione il modello attuale. Proprio perché il tema è di grande rilievo Aldo Bacci ha in programma di incontrare il sindaco e di chiedergli la convocazione di un Consiglio comunale aperto nel quale - sostiene - “si metta finalmente la cittadinanza di fronte al panorama delle scelte possibili e si indichino per ognuna di queste vantaggi e possibili inconvenienti in modo da arrivare alla fine ad una decisione medi tata e motivata”.
di : G.B.
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 14 Agosto 2007
CONCORSO PER CANTAUTORI - “Vota le voci”: vince Matteo Tisato di Pontelongo
È Matteo Tisato di Pontelongo il vincitore della 21° edizione del concorso canoro per cantautori “Vota le Voci”, ideato da Enzo Amorini e con partner Radio Italia Uno. La finale sabato scorso nella piazza del municipio di Montegrotto Terme, ormai partner indissolubile della rassegna che propone nuovi e promettenti cantanti, singoli o gruppi che siano. Tisato ha vinto con il brano intitolato “Stupida esigenza”. A pari merito gli altri finalisti: Betta, cantautrice di Teolo, Alice Nichele, trevigiana di Vedelago, che ad inizio anno ha vinto il concorso “Facce da Sanremo” che le premetterà di presentarsi alla commissione artistica del Festival di Sanremo 2008, Francoise Manuel, rodigina di origine francese, con una voce dai tratti soul, e la formazione dei mestrini Sesto Incomodo, promettente boyband veneta. Applauditi anche la Fatal Force, ballerini sedicenni di break dance, Franco Capovilla del gruppo dei Delfini (anche assieme a Franco Serena e Lele Zambon), esponente del filone beat, ed i semifinalisti padovani di “Vota le Voci”: Adriano Pegoraro ed i Firm con Fabio Velo Dalbrenta, Massimiliano Pace, Mario Perona e Raffaele Tomeo.
di : (M.C.)
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IL MATTINO di Padova - Domenica, 12 Agosto 2007
Spaccata notturna da Ghefi a Pontelongo
PONTELONGO. Nuova spaccata nel cuore della notte ai danni di un esercizio pubblico. A farne le spese questa volta il negozio di elettrodomestici Ghefi Elettronica Sdf di Filippo Cappuzzo e Guerrino Gheller, in via Villa del Bosco, in prossimità dell’incrocio semaforico con la sr 516. Alle 4.20 di ieri i carabinieri della stazione di Bovolenta sono intervenuti a seguito dell’allarme dato da un vicino, allertato da rumori sospetti e incaricato dagli stessi proprietari di contriollare la rivendita durante il periodo di chiusura estiva. Gli uomini dell’Arma si sono trovati tuttavia davanti al fatto compiuto. I ladri si sono introdotti nel negozio sfondando una delle vetrate e hanno portato via con loro diversa merce, in particolare telefoni cellulari e autoradio. Sul posto sono state trovate soltanto le confezioni, gettate a terra. I proprietari, ritornati dalle ferie, stanno ancora facendo l’inventario degli oggetti mancanti, per poter dare una quantificazione economica del furto. Il negozio già in passato aveva subìto visite analoghe.
di: (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
Ecco i motivi del mio «no» alla modifica delle Ulss 14 e 16
Alcune considerazioni sul Pdl di modifica delle Ulss 14 e 16. Questo Pdl avrebbe un suo significato se aggregasse i Comuni che hanno aderito alla città metropolitana avendo gli stessi già avviato processi di pianificazione ed integrazione con i comuni di Padova e della cintura. Per tutti gli altri vedrei favorevolmente una loro valorizzazione intorno all’ospedale di Piove di Sacco all’interno della Bassa e in collaborazione con aree limitrofe (Conselvano soprattutto). L’ospedale di Piove di Sacco non deve diventare la «succursale» di Padova ma un ospedale di rete con funzioni e specificità che lo portino ad essere considerato alla pari del nuovo ospedale della Bassa (Este, Monselice, Montagnana, Conselve) di Cittadella e di Camposampiero. Infatti, la mia visione della sanità della provincia padovana vede il nuovo ospedale universitario con valenza sovraprovinciale, sovraregionale, nazionale ed anche europea su Padova e ospedali di rete con funzioni ed attività di 2º livello. L’ultima questione è una problematica di geografia sanitaria: ha senso lasciare in vita una Ulss con i soli comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona o è serio pensare a trovare una soluzione anche sul versante veneziano della Ulss 14? Queste in sintesi le motivazioni che mi portano a non sottoscrivere questo Pdl. Sarei favorevole invece, per i motivi sopraesposti, ad un Pdl che vedesse compresa nell’Ulss 16 i comuni di: Legnaro, Polverara e forse anche S. Angelo di Piove e nell’Ulss 17 i comuni di: Arzergrande, Brugine, Codevigo, Corezzola, Piove di Sacco e Pontelongo. Rimarrebbe aperto in ogni caso il problema dell’aggregazione di Chioggia.
Flavio Frasson Consigliere regionale Udc
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
Bortoli: una sinergia da 1,3 milioni. Frigo: scelta vincente del Piovese
«Acqua migliore a prezzi più convenienti»
Cinque buone ragioni: fanno sgorgare la «fusione per incorporazione» di AcegasAps e Apga, l’acquedotto della Saccisica. Le elencano a palazzo Moroni, in sala giunta, l’assessore Mauro Bortoli insieme al consigliere regionale Franco Frigo e a mezza dozzina di sindaci e amministratori interessati. «Operazione a beneficio dei cittadini: berranno acqua migliore, pagheranno meno». Bortoli riassume così il valore dell’operazione che inserisce l’Apga nella multiutility quotata in Borsa. Si tratta di una «sinergia territoriale» che vale 1,3 milioni di euro. Un solo Comune (Correzzola) pianta i piedi fra i dieci direttamente interessati, da Legnaro fino al veneziano Cona. «Primo: si sviluppano sinergie territoriali. Secondo: prende corpo l’idea della città metropolitana dei servizi. Terzo: si concretizza la politica dei fatti. Quarto: si va oltre il campanilismo e ci si attrezza al futuro. Quinto: la fusione è a valori certificati dal Tribunale di Trieste» snocciola l’assessore Ds che siede anche nel CdA dell’Aato, organismo che governa il ciclo integrato dell’acqua. Rilancia Franco Frigo: «Finalmente, la Regione si sta orientando a dar vita ad un’azienda di servizi per l’intero Nord Est. Il player fondamentale in questo disegno non può che essere AcegasAps». Mo soprattutto sottolinea: «I sindaci del Piovese hanno rinunciato a poltrone, gettoni e a una fetta di potere. Si sono posti dalla parte dei cittadini: ottima risposta a chi insiste sulla casta della politica». Quattro miliardi di euro di fatturato all’anno, l’Apga vale 137.122 azioni che diventeranno soldi sonanti per i Comuni che fanno parte dell’ormai ex Acquedotto piovese. Federico Ossari, sindaco di Pontelogo, commenta: «Siamo ad un punto d’arrivo che è anche un punto di partenza. L’operazione nasce nel 2003 con la lettera d’intenti sottoscritta con l’allora Aps. Ora si concretizza con una riduzione delle tariffe, ma soprattutto con l’acqua della Pedemontana nei rubinetti e investimenti per un piano di risanamento delle condotte idriche». Giovanni Bettini, sindaco di Legnaro, aggiunge: «Tutto alla luce del sole. E’ stato il perito a stabilire il valore dell’Apga. Era la scelta migliore, posto che il 31 dicembre scadeva la salvaguardia dell’ente. Da parte nostra abbiamo ottenuto garanzie fondamentali: l’assunzione dei dipendenti, una sede operativa a Piove e il comitato di controllo formato da tre sindaci». Silvia Salvagnin, sindaco di Brugine, respinge al mittente ogni critica sulla limpidezza dell’operazione: «Una svendita? Le reti e gli impianti Apga sono “privi di calore di scambio”. Non lo dico io, ma gli atti: il vincolo perpetuo al servizio degli Enti locali. Dunque, AcegasAps incorpora l’azienda per quanto è stimata dal Tribunale di Trieste».
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
Saia: «Il conto di questa operazione sarà presentato agli utenti padovani»
Di ben altro avviso il senatore Maurizio Saia (An), che utilizza il «caso Apga» come boomerang nei confronti dell’Ulivo padovano e si appella direttamente al presidente della Provincia Vittorio Casarin. «Ricordo perfettamente la sinistra all’epoca della fusione Aps e Acegas: Ivo Rossi ha composto perfino un libretto stracciandosi le vesti. Oggi dov’è, quando si tratta di capire se i cittadini padovani pagheranno in bolletta l’incorporazione dell’Apga?». Saia insiste: «Aps “svenduta” a Trieste era il frutto del lavoro dei padovani, gioiello di famiglia del Comune. Così diceva la sinistra, che evidentemente non si preoccupa dei cittadini del Piovese: in questo caso lo scippo si può fare. Se avessimo fatto la metà di quello che stanno facendo, la sinistra avrebbe ciclostilato esposti e certe Procure li avrebbero trasformati in avvisi di garanzia». Il senatore di An dà appuntamento a settembre: «Verificheremo se se davvero arriverà in porto l’operazione Apga. Sono sicuro che il presidente Casarin interverrà adeguatamente per garantire il territorio».
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
Clamorosa azione di protesta del …
Clamorosa azione di protesta del sindaco di Correzzola, Mauro Fecchio, che ieri mattina, assieme ad altri politici tra i quali Cortelazzo, ha occupato per alcune ore la sede dell’Apga . Il suo progetto che riguardava lavori per 200 mila euro alle fogne di Correzzola era stato stralciato dall’odg della riunione di lunedì prossimo. Fecchio ha avuto la sensazione di essere stato penalizzato perchè non aveva votato la fusione di Apga con Acegas Aps. Di qui la protesta. Alla fine è stato trovato un accordo con il presidente di Apga Giovanni Crivellaro. Si parlerà delle fogne nel cda di settembre.
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
Quando ha saputo che il lavoro alle fognature di Correzzola era stato stralciato ha pensato a una ripicca per non aver votato la fusione con Acegas - Il sindaco Fecchio occupa la sede dell’Apga - Con lui Cortelazzo, Volponi, Cipriotto e Sabbadin. Poi l’accordo: il presidente Crivellaro promette la discussione nel cda di settembre.
Piove di Sacco - Il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio ha occupato per alcune ore la sede piovese dell’Apga . Di carattere a dir poco focoso, gli si sono rizzati i capelli quando ha visto che nell’ordine del giorno del consiglio di amministrazione dell’Apga di lunedì prossimo, era stata stralciata l’approvazione dell’accordo di programma per lavori (200 mila euro circa) alle fognature e 50 allacciamenti in via Pegolotte a Correzzola, mentre uno stesso progetto che riguardava il comune di Brugine era rimasto inserito. «Allora - ha pensato - vogliono penalizzare il mio Comune perché non ha votato la fusione di Apga con Acegas Aps» . Assieme a lui il consigliere regionale di An Piergiorgio Cortelazzo, Gabriele Volponi componente del cda Apga indicato da Fecchio, il consigliere piovese di An Moreno Cipriotto e Mario Sabbadin capogruppo di maggioranza del comune di Correzzola. «Non ci muoviamo da qui finché il presidente non ci dà l’assicurazione che il nostro accordo di programma sarà discusso nel cda di lunedì» - hanno detto.«Guardate che gli uffici chiudono all’una e mezzo» - ha precisato il direttore dell’Apga .«Chiami la forza pubblica - gli hanno risposto Fecchio e Cortelazzo - vediamo se riesce a farci uscire». A fare da tramite tra i dimostranti e il presidente dell’Apga Giovanni Crivellaro ci ha pensato Volponi, ma la situazione non si sbloccava. A questo punto Crivellaro ha incontrato Fecchio e compagni: «Il vostro accordo di programma - ha spiegato Crivellaro - non è completo perché da conti fatti, manca la copertura economica. Credo che sia un problema risolvibile ma il direttore dell’ufficio tecnico è in ferie e non posso decidere senza il suo parere». A questo punto si è arrivati ad una soluzione che accontentava tutti. Crivellaro con una lettera si è impegnato nel cda di lunedì di inserire l’approvazione del progetto di Correzzola, ma anche quello di Brugine, in un altro cda da convocare nei primi giorni di settembre. «Dai dati del ministero dell’Ambiente - ha poi tuonato Fecchio - risulta che il mio Comune depura solamente il 17 per cento: per anni è stato penalizzato dalle scelte di interventi fognari di Apga , ora che avevo trovato i 4,5 milioni di euro per sistemare una parte della rete fognaria e di dismettere i due depuratori i quali, con la fusione di Apga , diventeranno proprietà di Acegas Aps io dovrò continuare a pagare ancora le rate dell’ammortamento del mutuo. Mi stanno penalizzando per 200 mila euro che non si sa come mai siano usciti dal piano economico dell’Apga ».
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 11 Agosto 2007
FUSIONE TRA ACEGAS APS E APGA - Pieno appoggio all’operazione anche dal Comune di Padova.E i sindaci della Saccisica ribadiscono: «Acqua meno cara».
Padova - «La fusione tra Apga e Acegas-Aps avviene con valori economici seri e verificabili. Il rapporto tra le due società è sancito dal tribunale di Trieste, un organo terzo assolutamente affidabile». Con queste parole l’assessore al Patrimonio del Comune di Padova, Mauro Bortoli, ha espresso pieno appoggio all’operazione sostenuta dalla maggioranza dei sindaci della Saccisica che lo hanno incontrato con il consigliere regionale Franco Frigo, a palazzo Moroni. L’abbattimento delle tariffe e, quindi, un costo inferiore dell’acqua per le famiglie del Piovese, è ciò che i sindaci ribadiscono. Anche se nella delibera questo aspetto non è precisato. «Non è una decisone che avviene attraverso il Consiglio comunale - afferma Bortoli - ma attraverso l’Autorità d’ambito territoriale, che prevederà sicuramente una diminuzione delle tariffe». E se l’assemblea dell’autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato), a settembre, dovesse bocciare ancora una volta la fusione come è già successo poche settimane fa? «È un’ipotesi teorica che credo non potrà mai verificarsi - risponde Bortoli - Nel caso, a quel punto, interverrebbe la magistratura perché si creerebbe un danno patrimoniale alle aziende. Ma è tradizione dell’Aato quella di rispettare la volontà degli enti locali ed è assurdo che dei Comuni, che non c’entrano nella vicenda, determinino scelte contrarie a quelle decise dagli amministratori del territorio».«Oggi occorrono aziende di certe dimensioni per dare servizi a minor costo ai cittadini - gli ha fatto eco il consigliere Franco Frigo - In questi giorni in cui si parla dei privilegi della casta abbiamo un ottimo esempio di come i sindaci della Saccisica abbiano rinunciato alle “poltrone” per il bene dei cittadini».
di: Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova - Venerdì, 10 Agosto 2007
Una mostra per festeggiare Quirino, «papà» dell’Altino
Una mostra per celebrare il centenario della nascita dell’architetto (padovano «d’adozione») Quirino De Giorgio: sarà l’occasione per riaprire, a dicembre dopo due anni di chiusura, il cinema Altino di via Altinate. Padova quindi celebrerà il suo geniale designer futurista, dedicandogli una mostra antologica che si dividerà tra il museo civico agli Eremitani e l’ex cinema: per l’occasione saranno riaperti il foyer, la balconata e l’ampia sala. «E’ uno splendido edificio degli anni ’50: dentro è ancora tutto originale e ben conservato, dalle maniglie ad alcuni bassorilievi - sottolinea l’assessore alla cultura Monica Balbinot - Lo riapriremo grazie a questa esposizione, ma sarà necessario aprire un dibattito sul futuro dell’ex cinema, un palazzo straordinario». Un palazzo, di proprietà privata, creato proprio da Quirino De Giorgio, che in città ha anche disegnato un altro ex cinema, il Quirinetta, ed anche gli edifici del Cus in via Giordano Bruno. Il tetto dell’ex Altino, infatti, è stato disegnato da De Giorgio a gradoni come una grande platea ad aperta: un palcoscenico per fare cinema o teatro tra i tetti di Padova. «Due sono le possibili destinazioni: o commerciale oppure potrebbe tornare ad essere una sala pubblica, ma servono risorse che l’amministrazione non ha - aggiunge ancora l’assessore alla cultura - Per adesso a dicembre partirà la mostra». Nei giorni scorsi è stata fatto un sopralluogo con i tecnici della Soprintendenza per capire come coniugare l’esposizione con i vincoli che gravano sull’ex cinema. Ma la mostra ha avuto anche un sostanziale contributo della Regione, circa 60 mila euro: «Abbiamo il dovere di ricordare questo architetto che è stato un grande innovatore» spiega Monica Balbinot. Quirino De Giorgio, infatti, è annoverato tra i grandi architetti pur non avendo mai raggiunto la laurea. Aderente al movimento futurista, negli anni ’30 disegna e progetta le case del fascio di Noventa, Sant’Urbano, Vigonza, Pontelongo, Piazzola e diversi edifici a Padova. Dopo la guerra si trasferisce a Roma, dove realizza alcuni edifici nel quartiere Eur. Tornerà poi ad abitare ad Abano.
di : (c.mal.)
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 9 Agosto 2007
Pontelongo e Codevigo, un’alleanza da ampliare - Promessa solenne di Ossari «Voglio rilanciare l’Unione»
PONTELONGO. Federico Ossari è il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni tra Pontelongo e Codevigo. Il sindaco del paese dello zucchero subentra così a Maurizio Ruzzon dopo le vicende che hanno portato al commissariamento del Comune di Codevigo. Situazione quest’ultima che poteva inizialmente portare a pensare ad un ridimensionamento dell’accordo intercomunale. Ipotesi, però, subito accantonata dalle prime parole pronunciate da Ossari nelle vesti di nuovo presidente. Parole dalle quali emerge chiaramente la volontà di dare una sferzata positiva ad una situazione che, dopo l’entusiasmo della costituzione, ha vissuto momenti di stasi. «E’ mia intenzione - dichiara il primo cittadino di Pontelongo - ricoprire l’incarico con lo stesso impegno e passione con cui esercito il ruolo di sindaco. Mi auguro che l’Unione possa tornare a svolgere a pieno il proprio ruolo. L’esperienza passata ha, infatti, insegnato che ci sono spazi per agire dai quali ricavare delle soddisfazioni. Inizieremo subito con il rispolverare questioni rimaste sopite». Nata nel 2001 per volontà dei Comuni interessati (fino al 2004 ve ne ha fatto parte anche il comune di Cona, in provincia di Venezia), l’Unione ha lo scopo di congiungere e condividere risorse umane e professionalità in modo da migliorare la qualità di alcuni servizi (edilizia privata, lavori pubblici, servizio di vigilanza stradale, ufficio tributi, servizi sociali ed ambientali) che da soli i singoli Comuni difficilmente sarebbero in grado di garantire. L’identità di ogni Comune rimane, ma si lavora in un’ottica diversa per quanto riguarda la gestione delle risorse e dei servizi. Ulteriori vantaggi derivano poi dalla possibilità di usufruire di ulteriori finanziamenti destinati a questo tipo di iniziative. La giunta che affiancherà Ossari nel suo lavoro sarà composta dal vicepresidente Luigino Uliana (Lavori pubblici), Giorgio Pizzeghello (Promozione del territorio e cultura), Marino Zenna (Ambiente e protezione civile) e Daina Martina (Servizi sociali). «L’ambizione - conclude Federico Ossari - è quella di aprire l’esperienza anche ad altre realtà comunali limitrofe».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 9 Agosto 2007
Fascia a Cappuzzo - Sindaco dei ragazzi a Pontelongo.
PONTELONGO. E’ Giacomo Cappuzzo il nuovo Sindaco dei Ragazzi di Pontelongo. Si sono tenute, infatti, le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale dei ragazzi che resta in carica due anni. Il nuovo sindaco, alunno dell’elementare Galvan, subentra a Nicolò Spinello (insieme nella foto al sindaco Ossari). Sono chiamati, infatti, alle elezioni gli studenti della quarta e della quinta elementare della scuola «Galvan» e «Montessori» e gli allievi della scuola media «Leopardi». Possono candidarsi gli studenti frequentanti la quinta elementare, la prima e la seconda media. Questa la composizione del Consiglio Comunale: Simone Babetto, Michael Cantante, Matteo Modena, Ndoj Valentine, Nicolò Spinello, Lorenzo Zaggia, Arianna Penzo, Sofia Tresoro, Giorgia Casetta, Mattia Mantoan, Sebastiano Munaro, Barbara Sanavia, Elisa Ponchio, Gaia Pellegrini, Stefano Lianzi, Valentina Minesso. Come ogni sindaco che si rispetti Cappuzzo ha nominato la sua giunta che risulta così composta: Lorenzo Zaggia vicesindaco e assessore alla Cultura, Sofia Tresoro (Lavori pubblici), Barbara Sanavia (Ambiente), Gaia Pellegrini (Sport).
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 9 Agosto 2007
La Regione vuole sperimentare un nuovo sistema che vede al centro il cittadino: un “orologio” monitorerà in tempo reale le liste d’attesa per le visite - In ospedale i veneti hanno la precedenza
L’assessore Francesca Martini: «Priorità per le prestazioni d’urgenza, poi toccherà a chi risiede nel territorio dell’Asl» Per visite e esami i veneti aspetteranno meno di chi non è residente. Ma non solo. Saranno anche privilegiati chi risiede nell’ambito dell’Asl. Quella delle liste d’attesa è uno de “nei” della sanità che va sradicato quanto prima, ed è in questo ambito che si stanno concentrando gli sforzi dell’assessore alla Sanità del Veneto Francesca Martini. Per combattere le attese diventate per alcune specialità insostenibili, sta mettendo in atto, tra le altre iniziative, una sorta di classifica sulla base della provenienza dei pazienti: primi i cittadini dell’Asl, poi i Veneti e poi gli altri. Insomma i residenti avranno una corsia preferenziale, ma l’assessore tiene a sottolineare che “naturalmente le urgenze manterranno la priorità indistintamente dalla loro provenienza”.Una “manovra di rientro delle attese” che troverà il suo culmine ai primi di settembre con l’applicazione delle nuove norme e il via ad una vera e propria campagna d’informazione che vedrà coinvolte tutte le strutture deputate alla salute e i mezzi di comunicazione, giornali e televisioni che presenteranno il programma della Regione e il “decalogo” anti-lista, comprese le attese. È la prima campagna del genere in Italia per imponenza e mezzi impiegati, che pone il Veneto come “regione pilota” per sperimentare un vero e proprio “orologio delle attese” e che prevede anche accordi con le regioni limitrofe per regolamentare, appunto, l’accesso di pazienti da fuori regione.«Se il cittadino non conosce come utilizzare i servizi, ma soprattutto se non sa quali sono i suoi diritti-doveri - sottolinea l’assessore Martini - non può ottenere dalla sanità il massimo delle prestazioni. Quello che chiedo è condivisione dei percorsi».Ma non mancherà il “pugno di ferro”: il cittadino-utente che si appresta ad usare il sistema sanitario avrà quattro fasce di lista d’attesa legate al tipo di urgenza, che sarà chiamato a rispettare. La tempistica sarà costantemente monitorata e verrà resa pubblica in tempo reale. Una sorta di “orologio delle attese” che sarà posto sotto gli occhi di tutti, chiamato: “i giusti tempi della sanità”. «É una vera e propria operazione trasparenza - precisa l’assessore - Non si può parlare di buona sanità se non si coinvolge l’utente, lo responsabilizza, ma nel contempo lo si tiene costantemente informato».Ma non ci saranno solo le fasce a fare da “semaforo”. La priorità verrà infatti legata certamente al tipo di urgenza della prestazione, ma anche alla residenza del paziente: chi appartiene all’Usl sarà infatti avvantaggiato rispetto a quanti giungono da fuori.«Non dimentichiamoci - aggiunge l’assessore - che ci sono Asl che per la qualità dei servizi che offrono sono molto richieste da pazienti provenienti da fuori provincia, se non addirittura da fuori regione, e questo penalizza chi abita in quell’area. Ciò non è giusto e quindi l’appartenza all’Asl sarà privilegiata».Insomma una vera e propria rivoluzione che si consumerà sotto il controllo vigile dei pazienti che potranno verificare in tempo reale quali sono le attese. Quattro le fasce, si diceva, nominate con le lettere dell’alfabeto. La lista “U” è la pù urgente e dovrà avere risposta immediata. Si tratta ad esempio di un paziente che si rivolge al proprio medico di base perchè lamenta un forte dolore al petto che fa sospettare un infarto. In questo caso l’invio al Pronto Soccorso deve essere immediato. Poi c’è la fascia “B” (breve), con risposta entro i 10 giorni.«É il caso - fa l’esempio l’assessore - di chi lamenta un dolore ricorrente, in aumento, che fa presupporre una patologia in aggravamento». Segue la “D”, differibile. Vi accedono pazienti che possono accedere al sistema sanitario anche in un secondo tempo: entro i 30 giorni se si tratta di una visita e i 60 se invece è un esame. Per concludere la fascia “P”, programmabili. La prestazione deve arrivare entro i 180 giorni. «Non è una emergenza - spiega Francesca Martini - ma ci troviamo ad esempio dinnanzi ad una richiesta di screening, mammografia ad esempio, esami cioè che possono essere programmati».Naturalmente tutto questo percorso prevede un rapporto fiduciario con il medico di base o con gli specialisti e un ferreo controllo. «Su questo non transigo - sottolinea l’assessore - La Regione sarà vigile per verificare se le Asl ottemperano ai tempi stabiliti e se i medici di base pongono con correttezza le priorità, altrimenti il sistema salta. Noi possiamo offrire ai cittadini la massima trasparenza, ma ognuno deve fare la sua parte».Ma il suo impegno non si ferma qui. A poco più di due mesi dalla nomina ai vertici della sanità veneta Francesca Martini ha già percorso 10mila chilometri, su e giù per tutta la regione e, smentendo chi temeva sarebbe stata solo l’assessore “dei veronesi”, è invece diventata l’assessore “dei blitz”, ne ha messi all’attivo già un bel po’: si presenta nei reparti all’improvviso (”lo decido al mattino, guardo l’agenda e mi faccio un programma”) e controlla. «Fino ad ora devo dire di essere stata soddisfatta - spiega - I livelli di assistenza nel Veneto sono mediamente molto buoni».
di : Daniela Boresi
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 8 Agosto 2007
Oltre 10.000 euro ai Comuni di Legnaro, Pontelongo e Correzzola - Pioggia di euro sugli impianti sportivi - Finanziamenti dalla Provincia per palestre, campi di calcio e pallavolo.
PIOVE DI SACCO. Arrivano dalla Provincia nuovi fondi per l’impiantistica sportiva. La giunta provinciale, infatti, ha complessivamente stanziato a questo scopo, per l’anno 2007, quasi 400.000 euro da suddividere tra i 39 Comuni del territorio. Di questi, 64.000 euro saranno distribuiti tra Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro e Pontelongo. Tutto in base alle necessità di ogni singolo Comune del comprensorio e alle richieste giunte in questi ultimi anni. «Una delle nostre priorità - spiega l’assessore provinciale allo Sport Mauro Fecchio - è quella di sviluppare e migliorare gli impianti per incentivare la pratica sportiva di cittadini ed associazioni. Abbiamo favorito le strutture polivalenti destinate alle discipline sportive diverse dal calcio con l’obiettivo di migliorarne l’accessibilità anche agli utenti disabili». Questa la ripartizione dei fondi. Ad Arzergrande sono stati assegnati 10.000 euro per interventi nella palestra che riguarderanno l’impianto elettrico e la sostituzione di tutti i serramenti. Brugine riceverà 3.000 euro per interventi nelle aree di gioco polivalenti esterne. In particolare riguarderanno la sistemazione dei percorsi pedonali, l’adeguamento dell’impianto di illuminazione, la manutenzione del percorso vita e persino di un campo da minibasket. A Codevigo andranno 7.200 euro per la realizzazione dell’impianto di illuminazione del campo di calcio, mentre a Correzzola saranno destinati 15.400 euro per il miglioramento e l’adeguamento degli impianti sportivi di Villa del Bosco. Infine, Legnaro riceverà 15.500 euro per la realizzazione di un campo da beach volley e a Pontelongo andranno 12.700 euro per la sistemazione di campi da bocce dell’ex casa del fascio.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 8 Agosto 2007
Urbanistica nel Piovese Fecchio è perplesso
CORREZZOLA. Dubbi e molte questioni aperte nelle osservazioni presentate dalla giunta comunale di Correzzola alla Direzione urbanistica della Regione Veneto, in merito all’adozione del «Pati» da parte dei Comuni di Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine e Pontelongo. Le perplessità sono le seguenti. «Il Pati - spiega il sindaco Mauro Fecchio - prevede la realizzazione del nuovo accesso allo zuccherificio di Pontelongo mediante una bretella stradale, a partire dall’incrocio con la Sr 516 «Piovese» e la Sp 23 «Del Sasso», che interessa in gran parte il Comune di Correzzola. Questo progetto, tuttavia, non è previsto dal piano di coordinamento provinciale e non è stato concordato con il nostro comune». «In ogni caso - prosegue Fecchio - il problema della viabilità lungo la Sr 516 risulta molto più ampio e non riguarda solo l’accesso allo zuccherificio ma anche il centro abitativo di Villa del Bosco e pertanto tale sistema deve essere considerato nel suo complesso e concordato tra tutte le amministrazioni». Un’altra osservazione riguarda poi il sistema insediativo e produttivo. Il Pati configura, all’interno della zona denominata «Ato 34 - Piove di Sacco - Zona industriale Nord», una nuova area di espansione commerciale di 30.000 metri quadrati. Previsione, questa, che può invece essere inserita negli strumenti urbanistici esclusivamente in base ad un accordo territoriale di livello provinciale. E il futuro di Correzzola? «E’ in progetto - anticipa il sindaco - un Pati con i comuni del conselvano. Correzzola raccoglie tutte le acque di quella zona perciò mi sembra più logico programmare e partecipare ai piani di sviluppo di quell’area».
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 8 Agosto 2007
PIOVE DI SACCO LE REAZIONI DEI SINDACI AL PASSAGGIO DEI COMUNI DALL’ASL 14 ALL’ASL 16 - «Con Padova sì, ma devono restare servizi sanitari e reparti»
Piove di Sacco - La proposta di legge presentata dai consiglieri di centro destra (prima firmataria Regina Bertipaglia) di dividere l’Asl 14 con il passaggio dei comuni piovesi all’Asl 16 padovana, ha allarmato Lino Battistello, dirigente medico dell’ospedale di Piove: «Non entro nel merito della decisione - ci ha confidato - ma temo per i progetti che sono in corso per l’ospedale piovese e per i problemi che sicuramente nasceranno nel periodo di transizione. Spero che la dirigenza e la Regione vigilino attentamente, come auspico che se si va con Padova l’ospedale piovese mantenga le attuali schede ospedaliere e per ultimo che finalmente venga nominato il nuovo primario di medicina». Sulla nuova proposta sanitaria per la Saccisica abbiamo sentito i sindaci del Piovese. «Prima di transitare con l’Asl padovana, occorre mettere dei paletti ben precisi- afferma Mario Crosta, sindaco di Piove - non amo i salti al buio, con la sanità non si scherza, pertanto posso anche essere favorevole di andare con Padova ma prima voglio l’assicurazione che l’ospedale di Piove rimanga e continui ad essere un ospedale per acuti con tutti i reparti che attualmente vi operano». Cambiamento sì, ma con garanzie è la richiesta anche di Giannina Foresti, sindaco di Arzergrande: «Ammetto che il matrimonio con Chioggia ci ha sin qui penalizzati, bisogna, però, stare attenti al cambiamento, non incorrere nel pericolo che l’ospedale diventi un poliambulatorio, ma che aumenti in qualità e in quantità i servizi erogati finora agli utenti». Silvia Salvagnin, sindaco di Brugine, paragona questa operazione con la fusione effettuata da poco tra Apga e Acegas-Aps: «Abbiamo preteso un contratto con tutte le garanzie - spiega la Salvagnin - e così deve essere anche con l’ospedale. Il territorio non deve perdere i servizi essenziali, come Cardiologia, Emodinamica, Ostetricia, Ginecologia e i reparti medici e chirurgici». «Cautela anche da parte del sindaco di Pontelongo Federico Ossari: «In un matrimonio occorre prima chiedere al partner se ci sta e che garanzie offre, pertanto occorre stare molto attenti anche perché abbiamo l’ospedale Sant’Antonio vicino che potrebbe penalizzarci». Un tavolo provinciale per pianificare la sanità padovana. Lo chiede il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio: «Prima di decidere credo che sia indispensabile capire come la pensa la Provincia e che progetti ha sulla sanità a medio e lungo termine, altrimenti succede come nella vicenda Apga: ti promettono la diminuzione della tariffa e poi ti devi adeguare alle decisioni del partner più grosso».
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
Piove unita a Padova, la proposta in Regione - Prevista la modifica dei confini dell’Usl 14. «Verranno migliorati tutti i servizi» - Regina Bertipaglia: «Voglio portare qui una sezione dell’istituto Oncologico Veneto»
PIOVE DI SACCO. «Legnaro ha aperto un varco in Quinta Commissione: ora che la sua richiesta di essere accorpata all’Usl 16 di Padova è passata, ha acceso un dibattito importante sul futuro della sanità padovana. Abbiamo pensato che fosse questo il momento migliore per intervenire anche a favore di Piove». Regina Bertipaglia, piovese, consigliere regionale di Forza Italia è firmataria della proposta di legge. Una proposta di legge depositata ieri. Il documento propone di modificare i confini dell’Usl 14, dividendo i due ospedali (Piove e Chioggia) e i relativi Comuni. In questo modo Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo passerebbero con l’Usl 16 di Padova. La legge proposta da Bertipaglia è stata sottoscritta dai consiglieri di centrodestra Leonardo Padrin, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato, Maurizio Conte, Moreno Teso, Nereo Laroni e dal socialista Carlo Covi Coviper il centrosinistra. «Gli otto Comuni della Saccisica - spiega Bertipaglia - fanno parte della provincia di Padova e risentono di un flusso naturale di tipo economico verso la città di Padova. A tale legame di tipo economico si affianca una maggiore facilità di trasporti verso il capoluogo, circostanza importante soprattutto per le categorie sociali più fragili. Dal Piovese siamo portati naturalmente verso Padova, non verso Chioggia, né verso Monselice». Quanto al timore, manifestato da alcuni in passato, che l’ospedale di Piove possa essere privato di risorse e reparti, la forzista rilancia: «E’ opportuno che si apra un dibattito in questo senso e una concertazione fra tutte le parti politiche. Non vedrei male, per esempio, portare a Piove una sezione dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov)». «Si tratta di un’ iniziativa legislativa importante - la definisce Leonardo Padrin - da un lato risolve una situazione di disagio per i cittadini e dall’altro migliora significativamente la qualità dei servizi sia a Piove, sia a Chioggia». La proposta di Bertipaglia arriva dopo molti anni di lotte intestine e rivalità mai celate fra gli ospedali di Chioggia e di Piove, le due colonne dell’Usl 14. «Mi è molto dispiaciuto vedere questa incompatibilità storica - conclude Bertipaglia - Le manie di persecuzione non fanno bene a nessuno, quindi è opportuno che ognuno vada per la sua strada». Quella di Chioggia, potrebbe essere Venezia o Dolo.
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
L’INTERVENTO. L’EX SINDACO DI PIOVE «Saremo solamente un’appendice impoverita - Venga riconosciuto il ruolo che ci spetta»
Ospedale di Piove di Sacco, una fine annunciata. Mi sorprende e mi preoccupa il dibattito in corso sul destino dell’Usl 14 in generale e dell’ospedale di Piove in particolare. Nel 1994 si decise il distacco del territorio del Piovese dall’Usl 17 (Conselve, Piove di Sacco, Monselice) per costituire la nuova Uls 14 con Chioggia e Cavarzere. Si diceva allora che era una grande opportunità perché l’ospedale di Piove era meglio organizzato, con reparti efficienti e una sana situazione finanziaria. Quindi nella nuova Usl sarebbe stato protagonista. Allora ero contrario perchè non ne vedevo i vantaggi. Nel 1995 fui eletto sindaco e dovetti subire, con gli altri colleghi sindaci, la nascita della nuova Usl. Tutto era stato deciso: la direzione generale e quindi l’operatività erano a Chioggia. Subito dissi che la situazione sarebbe stata difficile. L’allora assessore regionale alla sanità, Iles Braghetto, non condivideva le mie posizioni e preoccupazioni e contemporaneamente dichiarava che l’ospedale di Chioggia andava potenziato, ben sapendo a spese di chi questo avveniva. Sono certo che approfittando anche della presa di posizione e della raccolta di firme del «comitato per la salvaguardia dell’ospedale di Piove» la Regione ci metterà con Padova non per un passaggio in eccellenza, ma come contenitore già in parte svuotato e ci diranno che il tutto è fatto per il nostro bene. Ho sempre sostenuto e sostengo che una eventuale revisione territoriale deve passare attraverso una chiara posizione della Regione, che riconosca per la provincia di Padova una rete di ospedali (Padova, Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Bassa Padovana) una specie di unica Usl in cui a Piove di Sacco viene conferito un ruolo in un territorio di 60.000 abitanti. Se così non sarà, saremo una impoverita appendice e come tutte le appendici alla prima infiammazione sarà asportata.
Lino Conte, Consigliere Provinciale
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
MEGLIO CON MONSELICE
PIOVE DI SACCO - Staccati sì, ma forse è meglio con Monselice. Il Comitato per la Sanità Saccense (Codess) si è costituito qualche mese fa e ha promosso una raccolta di firme per chiedere in Regione il distacco dei due ospedali che formano l’Usl 14. Finora hanno aderito all’iniziativa 5.474 persone. Durante la riunione pubblica il presidente del comitato, Giuseppe Rubin, ha affermato che fare Usl con Monselice non è un’idea da scartare. Anzi. Il motivo va ricercato prendendo ad esempio il modello anglosassone, con un ospedale principale (Padova) e quattro o cinque ospedali satelliti. Intanto la raccolta di firme continua: il prossimo appuntamento sarà il 9 settembre in piazza a Piove.
di:(c. c.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
CAMBIAMENTO NEGATIVO
CORREZZOLA. «Resto dell’idea che due strutture ospedaliere nell’arco di 15-20 chilometri difficilmente possano convivere. Il rischio è che Piove perda la sua battaglia nei confronti di Padova». Mauro Fecchio, consigliere provinciale e sindaco di Correzzola, non ha mai nascosto di essere contrario a un’Usl formata da Piove e Padova. «Preferirei che si aprisse un dibattito sul sistema sanitario provinciale, a 360 gradi». La soluzione migliore, secondo l’esponente di Alleanza Nazionale, sarebbe quella di studiare in profondità la situazione: «Per prima cosa bisognerebbe capire se realmente Chioggia ci ha causato danni economici. Ma dividere così l’Usl 14, temo che sia il rimedio peggiore del male».
di : (c. c.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
La maggioranza arriva dai Paesi dell’Est
Padova al top in Veneto come incremento di popolazione straniera residente. Solo a Treviso e Vicenza il tasso di incidenza (8,5%) sul totale demografico è più alto. Guardando ai paesi di provenienza, emerge che nel Padovano sono presenti 143 comunità straniere diverse: dall’Est proviene il 49% della popolazione extracomunitaria, dall’Estremo Oriente il 7,8% e dal Nord Africa il 18%. Le maggiori concentrazioni si hanno a Padova, Pontelongo e Grantorto, ed in un gruppetto di centri a est dell’Alta Padovana con Santa Giustina, San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Loreggia e Massanzago. Valori tra il 4 e l’8% si hanno nella cintura del capoluogo della provincia, nella Sculdascia (Casale di Scodosia, Castelbaldo, Masi, Merlara e Urbana), nel sud-est dell’area e in tutta la parte a ovest dell’Alta. I valori più bassi sui Colli Euganei e nell’area centrale della Bassa Padovana.
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
Diecimila stranieri in città negli ultimi 5 anni Oltre 50 mila in provincia, invasione nell’Alta - Fra trent’anni famiglie padovane miste - Secondo le previsioni della Provincia il tessuto sociale è destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni.
Sempre più matrimoni misti, un pullulare di neonati mulatti e, di conseguenza, scuole materne e classi elementari invase da bambini di origine extracomunitaria. Fra trent’anni Padova (che oggi ha una popolazione di 210 mila abitanti) e tutti i comuni della provincia (880 mila) saranno composti per il 30% circa da famiglie di origine straniera. In prospettiva, è questa la fotografia che emerge dall’ultimo focus sulla presenza di stranieri residenti in tutti i 106 comuni della provincia, elaborato dall’Ufficio Provinciale di Statistica, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze statistiche. L’universo di numeri e indicatori sociali tratti dai dati Istat all’1 gennaio 2006, è stato presentato ieri nella sede della Provincia. All’incontro erano presenti il presidente Vittorio Casarin, l’assessore provinciale alla Statistica Gino Gastaldo e il professor Silio Rigatti Luchini del Dipartimento di Statistica del Bo. Dall’età media dei nuovi residenti stranieri alla loro provenienza e al loro livello di integrazione nella scuola e in società, il corpus della ricerca fornisce una miriade di informazioni e curiosità non solo statistiche: dall’incrocio di alcuni indicatori, ad esempio, è già possibile scorgere quale futuro socio-aggregativo e relazionale attende gli attuali figli di seconda generazione fra qualche decennio. Stranieri raddoppiati. Ce ne sono quasi 9 ogni 100 abitanti. Nel comune di Padova la quota di stranieri sul totale dei residenti è vicina all’8,7% con la bellezza di 18.263 cittadini provenienti da Paesi extracomunitari. E se già questo dato non riuscisse a stupire, eccone un altro strettamente correlato: rispetto al censimento Istat del 2001 l’incremento della popolazione straniera residente al 10 gennaio 2006 è stato pari a 10.187 unità. Un’enormità. Lo stesso vale per molti comuni della provincia, dove si registrano trend di crescita demografica del 50% e del 100%. E’ il caso di Abano Terme, che conta 1.164 stranieri e un incremento di 594 persone. Analogo discorso a Cittadella, nell’Alta Padovana: rispetto agli attuali 1.200 stranieri residenti, cinque anni fa ce n’erano 623 in meno. In tutto, a livello provinciale, la popolazione straniera residente conta 52.755 unità con un incremento nell’ultimo quinquennio pari a 30.589 cittadini regolarizzati. A scuola insieme. Rumeni e padovani. Marocchini e padovani. Ucraini e padovani. Filippini e padovani. Cinesi e padovani. Insomma, il mondo integrato entra sempre più nelle scuole e nelle istituzioni formative del territorio e del Veneto. Come sottolinea l’assessore provinciale alla Statistica, Gino Gastaldo, il mondo della scuola è un ambiente privilegiato dove verificare il tipo e l’intensità della presenza straniera sul territorio, ed è anche un momento di integrazione sociale e culturale insostituibile. Questo perciò assegna all’istituzione scolastica un ruolo di grande responsabilità». Diamo un occhio allora ai numeri da record dell’integrazione nelle scuole della città e della provincia. Sono innanzitutto decisamente in aumento i giovani stranieri di seconda generazione, da zero a 14 anni. Ci sono sei comuni in cui la presenza di bambini stranieri nelle scuole dell’infanzia e primarie (materne ed elementari) supera il 20%: Pontelongo con il 43,5%, Castelbaldo con il 26,4%, Tombolo (22,1%), Piacenza d’Adige (21,9%), Gazzo Padovano (21,5%) e Santa Giustina in Colle (21,2%). Tutti gli altri comuni hanno presenze inferiori al 20%, con Padova ferma al 12,5%. Alle scuole medie invece le maggiori presenze di alunni stranieri si hanno nei comuni di Castelbaldo (15,5%), Camposampiero (15%), Santa Giustina in Colle (14,8%), Tombolo e Casale di Scodosia (14%). A Padova le scuole medie vedono invece un rapporto di un bambino extracomunitario ogni 10 alunni, mentre il livello medio provinciale è pari al 6,7% contro un trend nazionale fermo a 4,9 punti percentuali. Salendo alle scuole superiori, infine, spicca il 9% di presenze straniere negli istituti di Montagnana. Abano è al 6,1%, Camposampiero al 5,3% e Padova al 5,2%. Come sottolinea il professor Silio Rigatti dell’Università di Padova, «i dati relativi al mondo scolastico sono aggiornati all’anno scolastico appena concluso e la notevole crescita della presenza di extracomunitari all’interno delle classi, è significativa sia per l’incremento delle immigrazioni in generale, ma soprattutto per la presenza di ricongiungimenti familiari e la nascita di nuove famiglie». Uomini e donne. Fondamentale in quest’ottica è il riequilibrio tra numero di presenze maschili e femminili. Mentre nel 1993 erano presenti sul territorio della provincia di Padova 200 maschi stranieri ogni 100 donne straniere, alla fine del 2005 si è raggiunta la parità dei sessi: ogni 100 donne ci sono oggi 111 maschi. «Ovviamente - dice il professor Rigatti - alcune nazionalità evidenziano presenze femminili minori ed altre maggiori, ma la tendenza verso l’equilibrio è reale». La programmazione. «L’ondata di nuovi immigrati è direttamente proporzionale all’adeguamento del Piano strategico provinciale per la programmazione degli interventi sul fronte urbanistico, scolastico e sociale nei prossimi anni». Firmato Vittorio Casarin. Il presidente della Provincia e il «suo» assessore Gastaldo non hanno dubbi: questi indici demografici «guideranno» le strategie di intervento.
di : (Massimo Nardin)
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
PIOVE DI SACCO Depositata ieri in Regione la proposta di Bertipaglia (Fi) per la modifica dei confini gegrafici - Sanità, divorzio in vista da Chioggia - Nove paesi tra i quali il capoluogo della Saccisica e Legnaro passerebbero dall’Asl 14 all’Asl 16
Piove di Sacco - Si profila il divorzio tra Piove di Sacco e Chioggia per quanto riguarda l’Asl 14 veneziana. Un matrimonio che dura ormai da oltre una decina d’anni, ma che ha sempre fatto discutere per la ripartizione delle risorse economiche e umane. A sentire la quasi totalità degli operatori, l’ospedale piovese da troppo tempo viene penalizzato dalle scelte effettuate a Chioggia. E così dopo la proposta di inserire il comune di Legnaro all’interno dell’Asl 16, anche i comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo potrebbero passare dall’ambito territoriale dell’Asl 14 di Chioggia a quello dell’Asl 16 di Padova.La modifica dei confini geografici delle due Aziende sanitarie, proposta da Regina Bertipaglia (Fi) e sottoscritta dai consiglieri di centrodestra Leonardo Padrin, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato, (Fi), Maurizio Conte (Lega), Moreno Teso (An), Nereo Laroni (Socialisti De Michelis) e dal socialista Carlo Covi per il centrosinistra, è stata depositata ieri all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Ora dovrà passare al vaglio della quinta Commissione consiliare e poi essere approvata dal Consiglio regionale. Margherita e Ds hanno chiesto un po’ di tempo prima di aderire. «Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo - spiega Regina Bertipaglia - sono comuni che fanno parte a tutti gli effetti della provincia padovana e risentono di un flusso naturale di tipo economico verso la città di Padova. A tale legame si affianca una maggiore facilità di trasporti verso il capoluogo, circostanza che assume particolare rilevanza per le categorie sociali più fragili». «Si tratta di un’iniziativa legislativa importante - commenta Leonardo Padrin - che da un lato risolve una situazione di disagio per i cittadini e dall’altro va a migliorare significativamente la qualità dei servizi sia a Piove di Sacco sia a Chioggia. Siamo convinti - conclude Padrin - della necessità di avviare delle azioni concrete per potenziare ulteriormente i servizi erogati nella nostra regione e siamo più che disponibili ad aprire un dibattito su questo tema anche con chi la pensa in modo diverso da noi pur condividendo i nostri obiettivi». Se il parlamento regionale approverà la proposta di legge entro il 31 dicembre, la stessa legge avrà effetto dall’1 gennaio 2008, altrimenti si dovrà aspettare il 2009.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 7 Agosto 2007
L’Ufficio provinciale di statistica dice che il 29 per cento sono romeni, il 13,7 marocchini, seguono albanesi, moldavi, cinesi, nigeriani e filippini - La riscossa degli oltre 52 mila stranieri.
Il venti per cento degli scolari non è italiano. Il presidente Vittorio Casarin: «Tra trent’anni saremo oltre un milione di abitanti» Sono 52.755 gli stranieri presenti nella provincia di Padova. Il dato deriva da uno studio promosso dall’ufficio provinciale di Statistica in collaborazione con il dipartimento di Scienze statistiche del nostro Ateneo e risale al primo gennaio 2006.
L’etnia più presente nel nostro territorio è quella romena (oggi però i suoi abitanti sono considerati comunitari) il 24,3\%, segue quella marocchina con il 13,7\%; l’albanese, l’11,6\%; poi moldova, 8,6\%; cinese, 5,1\%, nigeriana, 4,3\%; filippina, 2,7\%; macedona e ucraina, 2,2\%. Infine tutte le altre 133 etnie presenti sul nostro territorio che vanno a completare il restante 25,5\%. «La presenza dei residenti stranieri sul nostro territorio è attualmente in una fase di grande cambiamento - spiega il professor Silio Rigatti Luchini, il docente di Statistica che ha curato l’indagine -. Specialmente attraverso il fenomeno del ricongiungimento familiare si sono ricostruite famiglie prima divise, mentre altre sono nate e si sono sviluppate all’interno del nostro territorio dando nuovo impulso alla ripresa demografica»
NEI COMUNI - Dopo quello di Padova che ha 18.236 residenti extracomunitari, i comuni di: Camposampiero, 9,9\% pari a 1136 cittadini stranieri; Loreggia, 9,9\% ovvero 648 stranieri; Grantorto, 9,2\% uguale 389 cittadini extraeuropei; sono i centri della Provincia che ospitano il maggior numero di persone che arrivano dai paesi fuori dall’Ue. I valori più bassi invece appaiono nei centri dei Colli Euganei: Arquà Petrarca, 1\%, vale a dire 19 stranieri; Galzignano Terme e Baone entrambi con l’1,2\% accolgo rispettivamente 52 e 38 persone extra Ue. Infine Sant’Urbano e Vighizzolo d’Este tutti e due con una percentuale dell’1,7\%.
A SCUOLA - In sei comuni la percentuale dei bambini stranieri negli istituti d’infanzia e nelle scuole elementari supera il 20\%: a Pontelongo con il 43,5\%; Castelbaldo, 26,4\%; Tombolo, 22,1\%; Piacenza d’Adige, 21,9\%; Gazzo Padovano, 21,5\% e Santa Giustina in Colle, 21,1\%. Nelle scuole medie le maggiori presenze di alunni stranieri si registrano a Castelbaldo, 15,5\%; Camposampiero, 15\%, Santa Giustina in Colle, 14,8\%; Tombolo, 14,7\% e Casale di Scodosia, 14\%. I comuni della provincia sede di istituti superiori sono dodici. Montagnana ha il 9\% di studenti stranieri; Abano il 6,1\%; Camposampiero il 5,3\%; Padova il 5,2\%.
UOMINI E DONNE - Mentre nel 1993 il rapporto tra maschi e femmine stranieri era di 200 uomini ogni 100 donne, alla fine del 2005 si è raggiunto un quasi equilibrio con 111 maschi ogni 100 donne.
L’ETÀ - L’età media dei residenti stranieri a Padova è di 29 anni; la più bassa è quella di Treviso, 28 anni; mentre la più alta spetta a Belluno con quasi 31 anni. Sono invece il 19,67\% i giovani stranieri presenti a Padova tra nella fascia 0-14 anni. La percentuale più alta è a Treviso, 22,28\%; quella più bassa a Venezia, 18,6\%.
IL TREND - «Questi dati sono stati una scoperta - sottolinea il presidente della Provincia, Vittorio Casarin -, e indicano che se viene seguito questo trend, tra 30-35 anni toccheremo il milione di residenti nella nostra provincia. Ma sono dati importanti anche perché ci permettono di programma gli interventi futuri sul nostro territorio, soprattutto quelli riguardanti i servizi». «Lo sviluppo dell’immigrazione - aggiunge l’assessore provinciale alla Statistica, Gino Gastaldo - oggi possiamo affermare che è tranquillo, però occorre che questo fenomeno continui ad essere attentamente governato. Soprattutto a livello scolastico dove l’integrazione si realizza concretamente. E comunque dobbiamo sempre fare attenzione che l’apertura all’immigrazione non si trasformi mai in una sottomissione rispetto alle nostre tradizioni».
di : Matteo Bernardini
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IL MATTINO di Padova - Lunrdì, 6 Agosto 2007
Accordo col Candiana: arrivano giocatori e tecnici del vivaio - Pontecorr, l’unione fa la forza
PONTELONGO. L’unione fa davvero la forza. E il Pontecorr, deciso ad affrontare da protagonista la Seconda Categoria, ne è la dimostrazione. Una sola squadra e due campanili per costruire una realtà solida nella Saccisica. Il primo mattone è stato posto il 30 aprile con l’1-1 (zampata decisiva di Paolo Salmaso) in casa dell’Italwin Conselve. Un pareggio che ha sancito il definitivo addio, senza molti rimpianti, alla Terza Categoria. Un successo meritato, sì. Fortemente voluto dai giocatori di Tiziano Bagattin, capaci di dominare il campionato (12 vittorie in 15 partite all’andata), salvo poi rischiare nel rush finale di rovinare tutto a vantaggio di un Arre mai domo. Una crisi primaverile che non ha mai scalfito l’ottimismo del presidente Benedetto Marcato: «Al ritorno siamo stati molto iellati, abbiamo subito una marea di infortuni e squalifiche, ma io non ho mai avuto dubbi su una promozione del tutto meritata». E la festa per la vittoria il PonteCorr (nato nel 2002 dalla fusione fra il Pontelongo e il Correzzola) ha aggregato un’altra realtà della zona: il Candiana. Non è la classica fusione, l’ennesima di questa pazza estate del calcio dilettantistico, ma l’unione di due società amiche per allargare il bacino d’utenza. Per Marcato, contrariamente a quanto pensa la Federazione, è questa la strada maestra: «E’ un progetto entusiasmante, Candiana finalmente avrà il suo settore giovanile dopo anni di attesa e noi allargheremo il nostro staff con altre persone competenti. Continueremo a chiamarci Pontecorr ma con una struttura più ampia. Sarà una svolta positiva perché è davvero difficile organizzare un settore giovanile ma ne vale la pena ed è il modo migliore per aumentare sponsor e appassionati». L’unione fa quindi la forza e per un club che rappresenta ben 3 paesi (con oltre 150 iscritti dai primi calci alla prima squadra) non può che esserci un unico obiettivo: una comoda salvezza per poi spiccare il volo in Prima Categoria. Il tutto con un mercato fatto in casa con 10 ex Candiana (Gardin, Rossetto, Dianin, Carraro, Zampieri, Cavallaro, Grossi, Fochesato, Dal Gesso, Candian) ad integrare il gruppo di mister Tiziano Bagatin. Per il neo diesse Maurizio Brentan, il gruppo può farsi valere: «Sarà un anno di assestamento, la squadra deve trovare un equilibrio e puntare a una comoda salvezza in Seconda. Dal 2008 punteremo a fare il salto».
di : (Gerardo Muollo)
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 4 Agosto 2007
Bertipaglia e Degani plaudono alla scelta della Spa padovana
PIOVE DI SACCO. Anche i consiglieri regionali di Forza Italia Regina Bertipaglia e Barbara Degani si schierano a favore della fusione tra l’Azienda piovese per la gestione dell’acqua (Apga) e Aps-Acegas. «Nove sindaci della Saccisica (Arzergrande, Brugine, Codevigo, Cona, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo) hanno lasciato da parte le logiche politiche e hanno promosso la fusione di Apga con Aps-Acegas nell’interesse dei cittadini, dato che i vantaggi che ne conseguiranno sono evidenti. Innanzitutto la migliore qualità dell’acqua: quella fornita da Aps-Acegas è di sorgente montana ed è stata classificata dall’Arpav tra le migliori d’Italia, a differenza di quella proveniente dall’Adige, attualmente utilizzata nel Piovese e nel Conselvano che, nonostante i maggiori trattamenti, risulta di qualità inferiore e di maggior costo. Si ridurranno gli sprechi con una struttura economicamente più forte, che in un periodo di prospettica scarsità d’acqua, può sostenere maggiori investimenti nella modernizzazione degli impianti. Poi - sottolineano Bertipaglia e Degani - ci sarà la riduzione della tariffa di circa il 40 per cento per gli utenti della Saccisica. L’aggregazione garantisce efficienza, efficacia ed economicità della gestione e della qualità del servizio. Il bene dei cittadini dovrebbe sempre prescindere dall’appartenenza politica e dalle logiche di partito. Chi si è dimostrato contrario alla fusione - concludono - potrebbe avere anteposto valutazioni personali agli interessi della collettività».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 4 Agosto 2007
Centrodestra piovese ostile.
PIOVE DI SACCO. Non si placano le polemiche intorno alla fusione di Apga con Aps-Acegas. Emanuele Canova e Diego Durello del coordinamento di Forza Italia fanno notare: «Siamo stati accusati di contrapporci agli interessi dei cittadini non votando al delibera per la fusione, ma la realtà è che per noi non era possibile esprimerci in modo coerente e competente sulla questione, dal momento che i documenti sulla versione finale della fusione ci sono stati consegnati solo all’inizio di luglio. Ora Forza Italia chiede che sia immediatamente convocato un tavolo di lavoro tra le varie forze politiche della Saccisica per prendere decisioni concrete e attuabili per il futuro di Apga». Anche il consigliere regionale Leonardo Padrin commenta: «Apga è una società che ha sempre ricevuto sostegno dagli enti territoriali pubblici: non si capisce come questo patrimonio pubblico debba ora transitare in una società privata». Anche i gruppi di minoranza di centrodestra del consiglio comunale piovese attaccano: «Hanno condotto in modo arrogante l’intera operazione - accusa il capogruppo di An Carlo Valerio - perseguendo la via della fusione con Aps-Acegas sapendo che la legge non prevede questo tipo di operazione. Anche noi nel 2003 avevamo siglato un documento di intenti con Aps, ma c’erano garanzie che la fusione formulata oggi invece non dà». Il presidente del circolo di An Ermes Siorini rincara la dose: «Per l’incompetenza che hanno dimostrato, i sindaci che hanno sostenuto la fusione tra Apga e Aps-Acegas dovrebbero dimettersi».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 4 Agosto 2007
Zuccherificio, stagione bieticola Previsti aumenti del personale.
PONTELONGO. La campagna bieticola del 2007 è già iniziata. Nello stabilimento di Pontelongo sono già arrivati i primi carichi di bietole, trasportate nella Bassa o sui camion tradizionali o su treni merci diretti a Mestre, Mira e Piove di Sacco. In genere arrivano su rotaia i carichi che provengono dai campi del Friuli Venezia Giulia, gli stessi che una volta si fermavano a Ceggia, vicino San Donà di Piave, in provincia di Venezia, il cui stabilimento è stato chiuso oltre dieci anni fa. Lo zuccherificio è l’unico del Nordest a non essere stato chiuso nell’ambito della nuova politica agricola decisa dal Governo italiano e dall’Unione Europea. Gli altri sopravvissuti sono quelli di Bondeno (Ferrara), Casei Gerola (Pavia), Castel Fiorentino e Termoli (Campobasso). Attualmente i dipendenti padovani sono 130 fissi più 200 stagionali. Quest’anno, però, in base alla produzione di zucchero che sarà senz’altro maggiore rispetto a quella del 2006 e visto che è previsto l’arrivo di altri lavoratori dalle aziende dismesse di Porto Viro e Ferrara, i dipendenti saranno senz’altro di più. «Salvo sorprese dell’ultima ora, tra agosto, settembre ed ottobre, la produzione nello zuccherificio di Pontelongo sarà a pieno regime - preannuncia Delfino Bergamin, segretario provinciale della Flai-Cgil -. Avremo senz’altro un’ottima campagna bieticola anche perché, come è già successo negli ultimi anni, nello stabilimento di Pontelongo sarà effettuato anche il confezionamento dello zucchero prodotto altrove».
di: (f.pad.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 4 Agosto 2007
LA FUSIONE APS-APGA - Padrin: «Ben venga l’indagine» Fecchio: «Operazione anomala»
PIOVE DI SACCO. Leonardo Padrin (FI) e Mauro Fecchio (An) rispondono alle osservazioni rivolte loro dal consigliere regionale Giovanni Gallo (Ds), in merito alle posizioni assunte sulla vicenda della fusione dell’Apga con Aps-Acegas. Il consigliere regionale forzista concorda nel sostenere la necessità di azioni ispettive sulla gestione di Apga, ma solleva forti dubbi di carattere economico sull’operazione. «Rispetto ai finanziamenti regionali ricevuti in questi anni - afferma Padrin - il progetto di fusione vede decisamente sottostimato il valore dell’azienda. Per quale motivo oltre 50 milioni di euro pubblici durante questa gestione si sarebbero svalutati? Che fine hanno fatto questi soldi della collettività?». Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola, si dichiara invece stupito dalle affermazioni di Gallo: «Evidentemente non conosce la materia - sbotta - Nel 2006, in assemblea dell’Aato non ho votato per la fusione con CVS, soluzione invece voluta dagli attuali sindaci ora sostenitori della fusione con Aps-Acegas. Inoltre - continua Fecchio - l’acqua di fonte arriverà comunque nella Bassa attraverso le condotte regionali di Veneto Acque. Per quanto invece riguarda la tariffa, sarà determinata in base a un piano di investimenti che attualmente non c’è. Il consigliere Gallo dovrebbe capire l’anomalia e l’originalità di questa proposta di fusione».
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 4 Agosto 2007
Valutiamo positivamente la decisione … Giovanni Gallo cons. reg. dell’Ulivo
Valutiamo positivamente la decisione assunta dai Consigli Comunali dei Comuni del Piovese di procedere alla costituzione di un unico gestore del servizio idrico integrato. Da anni proponiamo di giungere ad una semplificazione degli enti gestori in modo da ridurre costi e sprechi e migliorare i servizi e la qualità dell’acqua erogata ai cittadini. In questi mesi la maggior parte dei Sindaci del Piovese, 9 su 10, hanno svolto un lavoro encomiabile verso il loro territorio, impegnandosi in prima persona per giungere alla fusione in modo tale da offrire alle famiglie servizi migliori a costi più bassi. Con la fusione migliorerà sensibilmente la qualità dell’acqua erogata ai cittadini del piovese, diminuiranno le tariffe e quindi i costi a carico dei residenti, saranno più veloci ed efficienti gli interventi in caso di guasti e verranno infine aumentati gli investimenti sulle condotte, in modo tale da ridurre le perdite ed aumentare ed ammodernare la rete idrica e fognaria.E’ sconcertante l’atteggiamento irresponsabile di Fecchio che si oppone alla proposta della fusione con APS che riduce le tariffe ai cittadini e propone invece la fusione con CVS, ente gestore che ha tariffe esorbitanti e bassa qualità dell’acqua: Fecchio risponderà direttamente ai cittadini dal fatto che sta tentando di bloccare un’operazione che porta solo benefici e vantaggi al territorio del piovese. Fa specie inoltre, con riferimento all’interrogazione di Zanon e Cortellazzo, che ci sia chi per ragioni di occupazione di poltrone anteponga gli interessi particolari rispetto a quelli generali, provocando un danno alla collettività. Relativamente, infine, all’interrogazione di Padrin che parla di eventuali responsabilità degli amministratori dell’APGA nella gestione delle risorse, consiglio a Padrin di citare in giudizio coloro che in questi anni hanno impedito l’accorpamento, provocando un danno economico ai cittadini del piovese, mantenendo bilanci dell’APGA negativi ed impedendo così l’erogazione di servizi di qualità. Propongo di aprire un’indagine su questo punto, sulle responsabilità di coloro che negli ultimi anni hanno impedito l’aggregazione.
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 3 Agosto 2007
Disco verde alla incorporazione di Apga che gestisce il servizio idrico in dieci comuni delle province di Padova e Venezia. Multiutility: ApsAcegas si allarga all’acqua.
Trieste. L’assemblea straordinaria dei soci ieri ha approvato il progetto di fusione fra AcegasAps e l’Azienda Piovese Gestione Acque Srl (Apga ): lo rende noto un comunicato dell’azienda mutliutility di Trieste e Padova, quotata alla Borsa di Milano. L’operazione consiste nella fusione per incorporazione in AcegasAps di Apga , che gestisce il servizio idrico integrato in dieci Comuni delle Province di Padova e Venezia situati nell’Ambito Territoriale Ottimale Bacchiglione e che rappresentano il sub-ambito «piovese». L’assemblea di AcegasAps ha deliberato l’aumento del capitale sociale dagli attuali 282,9 milioni di euro fino a un massimo di 283,6 milioni, mediante l’emissione di 137.122 azioni ordinarie da 5,16 euro ciascuna, da assegnarsi ai soci di Apga che non esercitino il diritto di recesso. In seguito, il Consiglio di Amministrazione di AcegasAps ha deliberato di vendere il 49\% della controllata Estenergy Spa, operazione destinata a concludersi entro la prima metà del mese di settembre. L’operazione per altro già annunciata, rientra nel progetto di integrazione delle società di servizi su base regionale, I due colossi che stanno operando in tal senso sono la trevigiana Ascopiave, anch’essa quotata in Borsa e, appunto, l’ Acegas Aps società veneto giuliana.
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 3 Agosto 2007
I soci approvano la fusione tra AcegasAps e Apga
Piovese - L’assemblea straordinaria dei soci AcegasAps, riunita quest’oggi ha approvato il progetto di fusione con Azienda Piovese Gestione Acque S.r.l.. L’operazione consiste nella fusione per incorporazione di APGA in AcegasAps; APGA società a responsabilità limitata è uno dei Gestori dell’Ambito Bacchiglione, che gestisce il servizio idrico integrato in 10 Comuni (Arzergrande, Brugine, Codevigo, Cona, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, S. Angelo di Piove) delle Province di Padova e Venezia situati nell’Ambito Territoriale Ottimale Bacchiglione e che unitariamente rappresentano il sub-ambito del cosìddetto piovese. Nel corso del 2005 APGA ha fatturato oltre 5.000.000 mc. di acqua a più di 24.000 utenti, realizzando più di 7.000.000 di euro di ricavi per la gestione del servizio idrico integrato (considerando quindi anche i corrispettivi per la gestione dei servizi fognatura e depurazione). In particolare, l’assemblea di AcegasAps ha deliberato l’aumento del capitale sociale dagli attuali 282.983.213,28 euro fino ad un massimo di 283.690.762,80 euro, mediante emissione di massimo n. 137.122 azioni ordinarie da nominali 5,16 euro ciascuna, aventi i medesimi diritti di quelle in circolazione.
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 3 Agosto 2007
La mancata approvazione della fusione …
La mancata approvazione della fusione tra AcegasAps e Apga da parte dell’assemblea dell’Ato ha visto emergere due posizioni, quella favorevole e quella contraria, che sono solo in parte ascrivibili a una dinamica squisitamente partitica perché riguardano il destino di un territorio, anche se non v’è dubbio che la maggioranza dei favorevoli alla fusione sia riconducibile al centrosinistra e la quasi totalità dei contrari sia di centrodestra. Perché? Da anni il CVS, la cui maggioranza dei comuni soci oggi hanno amministrazioni riconducibili alla destra, propone al territorio della bassa padovana una qualità dell’acqua decisamente sotto la media provinciale e ad aumenti imponenti della tariffa a carico dei cittadini, ricordo l’ultimo del 10\%, frutto di un’inefficienza che sta assumendo caratteri di cronicità. Su questo abbiamo più volte proposto in Provincia come via d’uscita l’attivazione di un percorso verso il gestore unico, mai neppure preso in considerazione dagli amministratori locali.Dall’altra nella città di Padova, con la gestione di AcegasAps oggi si beve acqua tra le migliori d’Italia e gli ultimi aumenti tariffari sono stati contenuti, dell’1\% lo scorso anno. Questo è anche il frutto di una maggiore efficienza di gestione e di una logica imprenditoriale consolidata. I dati ci restituiscono le ragioni per le quali i sindaci del Piovese, di fronte a serie difficoltà della società Apga di mantenere un rapporto tariffe/efficienza/investimenti all’altezza, scelgano la strada della fusione con AcegasAps: per promuovere una situazione migliorativa per i cittadini del proprio territorio, salvare l’azienda e i suoi dipendenti da una prospettiva difficile. Ricordo come nel corso del 2006 gli investimenti di Apga in infrastrutture acquedottisitiche e fognarie siano stati ben al di sotto delle previsioni e delle necessità. Il territorio piovese, nella sua quasi interezza, ha scelto di andare avanti su questa strada, ma, per ragioni squisitamente di parte politica, il sindaco Fecchio, cui carica di assessore provinciale non consente evidentemente di allargare gli orizzonti della propria visione, e i sindaci del centrodestra soci del CVS, hanno tentato di bloccare la fusione in assemblea dell’Ato, lanciando una “crociata” le cui uniche vittime rischiano di essere i cittadini.È inammissibile che un organo di controllo come l’Ato divenga un luogo in cui gli amministratori di un territorio, la bassa padovana, cercano di impedire una scelta compiuta e condivisa dalla larga maggioranza di un altro territorio, il piovese. Non si era mai visto prima. Ma quali sono le ragioni? A me pare che dietro a tutto questo ci sia la miopia politica di chi vorrebbe che Cvs acquisisse Apga , prospettando la fusione tra due criticità che non potrebbero per questo aiutarsi, ma aggraverebbero la loro rispettiva situazione, con i sindaci che ragionano come fossero amministratori della società della bassa e non per tutelare gli interessi del proprio territorio. C’è poi l’ostilità nei confronti del comune capoluogo, non in quanto tale, ma per la maggioranza poltica che oggi lo regge, come se un Comune coincidesse con chi lo governa, che invece conduce un’amministrazione, come democrazia insegna, pro tempore. L’assessore Fecchio e il consigliere regionale Cortellazzo parlano persino di patrimonio pubblico di Apga dato ai privati soci di AcegasAps e soggetto alle quotazioni di borsa: omettono però quello che sanno bene, la società padovano-triestina è a prevalente capitale pubblico e la quotazione in borsa è la scelta fatta ai tempi della giunta Destro, nella quale c’era anche AN, e sulla quale non ho sentito una levata di scudi altrettanto pesante. La scelta di borsa peraltro è stata compiuta da tutte le più efficienti multiutility del Paese, da quelle lombarde a quelle emiliane. Il punto è proprio questo: nel campo delle aggregazioni è giunto il momento che il nostro territorio compia una svolta a partire da questa, se pur piccola, di Apga , dopo anni di immobilismo, adottando strategie che portano maggiore efficienza e più qualità nel servizio, come stanno dimostrando altre realtà nazionali.Proteggersi con ideologismi di facciata, che nascondono solo nicchie da difendere, risponde a una logica campanilistica senza futuro.
Fabio Rocco Segretario provinciale DS
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IL MATTINO di Padova - Venerdì, 3 Agosto 2007
L’assemblea accoglie la richiesta della società di gestione del Piovese - Sì di AcegasAps alla fusione con Apga
L’assemblea straordinaria de