Aprile 2007
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.IL MATTINO di Padova - Lunedì 30 Aprile 2007
Aveva perso l’amica del cuore
Il 9 novembre del 2002, Michela Biancato, 17 anni, residente in via Roma a Polverara, aveva appena terminato di scherzare con gli amici. Il tempo di uscire dal locale, salire in sella allo scooter, allacciare il casco e immettersi nella Statale. Quando l’allegria di un sabato sera tra adolescenti fu stata spezzata in pochi secondi da uno schianto improvviso. Michela Biancato era una compagna di classe di Diego Trivellato. I due erano amici. Diego, come tutti i suoi coetanei che conoscevano Michela, avevano sofferto molto per quella tragedia. Michela Biancato fu travolta lungo la statale 516 Piovese, proprio davanti alla «Tana dei Lupi», noto pub frequentato dalla gente del posto. La ragazza era appena uscita dal locale assieme agli amici. Stava rincasando: erano le 23.30 di un maledetto sabato sera. La giovane era salita a bordo del suo scooter Booster Mbk quando fu colpita da un’Aprilia Rs 125 condotta da M.P., diciassettenne pure lui e residente a Pontelongo. Un impatto violentissimo. Quando gli amici, che assistettero alla scena, si avvicinarono per soccorrerla, si accorsero praticamente subito che Michela non rispondeva già più. Fatali, secondo quanto scrissero i medici furono le fratture riportate nella zona cervicale. A Polverara la terribile notizia giunse qualche ora dopo l’incidente. Un flash terribile a squarciare il buio. Come l’altra notte. Quando i carabinieri hanno svegliato i genitori di Diego Trivellato. Michela Biancato viveva con papà Luciano, operaio in una ditta della zona, mamma Gabriella, il fratello Francesco all’epoca quindicenne e la sorellina Gloria di 7 anni. Michela frequentava la 4ª Ragioneria nell’istituto De Nicola di Piove di Sacco. La sua passione era la pallavolo, che praticava da circa sei anni nelle fila del P.G.S. Legnaro.
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IL MATTINO di Padova - Sabato, 28 Aprile 2007
ABANO TERME - MAESTRI DEL COMMERCIO ASCOM
Saranno 117 gli operatori del commercio, dei servizi e del turismo aderenti alla Fenacom Ascom che verranno premiati con il titolo di Maestri del Commercio e con la consegna delle aquile di diamante per 50 anni di attività, d’oro per i 40 anni e d’argento per i 25. Un vero e proprio momento solenne che si svolgerà ad Abano Terme, domani a partire dalle 9 alla Sala Kursaal. «Una giornata importante - commenta la presidente provinciale Fenacom Ines Marangon - oltre che per l’ufficialità della cerimonia anche per il momento di aggregazione e di confronto che si viene a creare». Aquile di diamante: Domenico Bruciapaglia, Luciana Crivellari, Fedora Fioraso, Dorina Guariento, Ferruccio Lazzaro, Bruno Miglioraro, Emilia Pelizza, Ada Pelizza, Renzo Pasqualino, Marino Squarcina, Luigina Tromben e Fidelma Zecchin (Abano); Luciano Friso di Albignasego; Mario Geraldin di Cadoneghe; Rino Gaiani e Galileo Gesuato di Campodarsego; Edda Ambrosi, Nelda Andreetto, Silvano Moschini, Sergio Ortolan, Annita Saoncella di Casale di Scodosia; Giuliano Beretta di Conselve; Italo Moratello di Galziagnano, Luciana Battaglia; Edda Marini di Montagnana; Sergio Zanotto di Ospedaletto; Filiberto Mason, Franca Nalin e Gianfranco Vecchiato di Padova; Sereno Ciprian, Natalia Maria Gobbo, Silvano Michielotto, Flavio Pipinato, Ruggero Rosati e Giuliano Brusco di Pontelongo; Ilario Cavallini, Bruno Galiazzo, Igino Tono di Ponte S.Nicolò; Camillo Manfrin di S.Margherita d’Adige; Giovanni Destro di Tribano; Vittorina Bonifaccio di Urbana; Maria Gaiani di Villanova di Camposampiero; Lino Ferri di Solesino; Agnese Barbato di Saonara. Aquile d’oro: Amedeo Barison, Franco Carraio, Francesco Gastaldello, Eugenio Ghiraldo, Anna Ghiro, Renato Michieli, Carla Valandro e Adriana Zecchin di Abano; Anna Muraro di Casale di Scodosia; Renata Binotto di Cadoneghe; Milena Nucibella di Conselve; Germano Moro di Megliadino S. Fidenzio; Marina Battaglia e Danilo Butti di Monselice; Bruno Padoan, Luigi Vecchiato, Adriano Vecchiato e Elisa Visentin di Montagnana; Elvio Bretan, Sandro Lorenzi, Antonietta Paccagnella e Fernando Zuin di Padova; Fernanda Bozza di Pernumia; Idalia Antico, Giancarlo Barbetta, Tosca Cloblizch, Lauretta Suman, Antonio Turato, Luigi Valerin e Fanny Zemignan di Pontelongo; Valerio Gastaldello, Francesco Maniero, Severina Miolo, Gianni Nardo, Paolo Seduso e Giuseppe Tessari di Ponte San Nicolò; Amerigo Tresoldi e Giannina Visentin di Pozzonovo; Tito Brocadello e Anna Sgaravato di Sant’Elena; Adriana Manfrin e Giampietro Talpo di Santa Margherita d’Adige; Leonardo Trevisani di San Pietro Viminario; Lucio Ferrari di Selvazzano; Walter Pegoraro di Solesino; Giuseppina Celadin di Torreglia; Fernando Nalesso, Giuseppe Pasqualin, Neri Sguotti e Nunzio Temporin di Tribano; Antonio Marchiori di Villa del Conte; Walter Beggiato e Antonio Bozzolan di Vo. Aquila d’argento: Luigia Franceschetto e Luciano Scapin di Abano Terme; Belisario Guasti di Candiana; Antonio Olivato di Conselve; Maria Prearo di Casale di Scodosia; Albertino Segato di Galzignano; Emma Moro di Montagnana; Ugo Nicolò Gomiero e Francesco Furian di Padova; Bruno Bullo e Roberto Grigoletto di Ponte S. Nicolò; Felicita Ranzato e Anna Ferrara di Pontelongo; Giovanni Miola di Rubano; Luciano Andolfo, Lucia Bagante, Giuliana Beggiato e Luciano Andolfo di Tribano; Germana Rizzo di Urbana; Donatella Piccolo di Vighizzolo.
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IL MATTINO di Padova - Giovedì 26 Aprile 2007
Servizio rifiuti carente Un esposto a Vanzo
SAN PIETRO VIMINARIO. Un esposto per denunciare le carenze del servizio di raccolta dei rifiuti. A presentarlo in municipio è stato l’architetto Antonio Boso, portavoce del comitato «San Matteo» del quartiere «Sant’Antonio» di Vanzo. Lo stesso che lo scorso anno aveva guidato la rivolta contro la realizzazione della pista in zona artigianale, poi bocciata dall’amministrazione comunale. «Presenterò un esposto anche alla Procura - tuona Boso - per vedere se può sussistere il reato di interruzione di pubblico servizio». Il disagio esiste ed è sentito. Il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti è gestito dall’Unione Servizi Ambiente e svolto dall’Inu Servizi Ecologici, ditta di Lonigo che copre i comuni di San Pietro Viminario, Pernumia, Stanghella, Codevigo, Pontelongo e Cona e che ha ottenuto un appalto decennale con scadenza nel 2015. A sentire Boso, il servizio non è dei migliori. «Gli addetti non raccolgono i sacchi neri ma solo quelli trasparenti, che costano di più: spesso non li svuotano nemmeno, caricandoli sui camion. Inoltre, pur avendo il dovere di pulire le aree circostanti, non lo fanno quasi mai». Morale: i sacchi non prelevati si sommano ai rifiuti sulle strade. «Ho preso contatti con un’altra ditta per togliere i sacchi rimasti - prosegue Boso - Presto porterò le fatture in Comune. L’amministrazione ha incontrato la ditta l’11 marzo ma la situazione non è migliorata. E aver sottoscritto un accordo decennale impedisce di trovare soluzioni alternative». Il segretario comunale intende diffidare Buoso per interferenza in pubblico servizio, ma lui non si fermerà».
di : (m.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì,25 Aprile 2007.
GIOVANI IMPRENDITORI - Chiara Rossetto (Molino Rossetto Srl di Pontelongo ) nel nuovo Consiglio Direttivo dei Giovani di Unindustria Padova
Nuova “squadra” ai vertici dei Giovani Imprenditori di Unindustria Padova. L’Assemblea ordinaria del 20 aprile che ha eletto Jacopo Silva alla presidenza ha scelto anche il vice presidente vicario: è Giorgio Stoppato, 36 anni, presidente Cogeass Broker di Assicurazioni di Padova. L’Assemblea ha inoltre eletto il nuovo Consiglio Direttivo, rinnovato per sei dei dieci componenti eletti, che affiancherà il presidente per il biennio 2007-2009. Oltre a Jacopo Silva e al vice presidente vicario, entrano nel nuovo Consiglio Direttivo dei Giovani di Unindustria Padova gli imprenditori: Davide Bresquar (MB Scambi Culturali Srl di Padova), Alessandro Chinchio (Chinchio Industria Grafica Spa di Rubano), Rebecca Faggion (Sirio Srl di Padova), Chiara Rossetto (Molino Rossetto di Pontelongo ), Marco Stevanato (Stevanato Group Srl di Piombino Dese), Debora Zanon (Prefabbricati Zanon Srl di Cittadella). Confermati i consiglieri Silvia Basso (Impresa di costruzioni geom. G.C. Basso Snc, Cittadella), Giovanni Prearo (Prearo Costruzioni Srl di Codevigo), Serena Rubini (Borli Engineering di Noventa Padovana), Orazio Stangherlin (Arcadia Consulting Srl di Cittadella). Completa il Direttivo in qualità di invitato il past president Giampaolo Chiarotto, amministratore delegato dell’Impresa di Costruzioni ingegner Mantovani Spa di Padova. Ambiziosi i progetti del nuovo presidente Jacopo Silva per il prossimo biennio. «Vogliamo diventare interlocutori rappresentativi del territorio - spiega - in confronto costante con gli altri attori dello sviluppo economico e sociale, ed essere sempre di più un contesto nel quale si forma classe dirigente del futuro». Sono quattro gli obiettivi su cui misurarsi da subito, che Silva riassume così: «Creare un gruppo coeso per avviare un importante processo di rinnovamento nel sistema associativo, in grado di interpretare i cambiamenti delle aziende e del contesto economico. Sviluppare un progetto condiviso che metta al centro l’impresa e la cultura del lavoro, ma anche portare all’esterno con più efficacia la voce dei giovani imprenditori avviando un laboratorio di pensiero insieme a istituzioni, mondo universitario e della cultura». Jacopo Silva, 34 anni, è dal 2001 amministratore delegato e membro dei CdA delle aziende del gruppo Siauto Spa fondato dal nonno Orlando Silva nel 1967. Il gruppo è leader nella distribuzione di automobili e veicoli commerciali leggeri, nel mercato della manutenzione e riparazione veicoli, nella vendita di ricambi. Impiega attualmente circa 250 persone, il fatturato consolidato nel 2006 ha superato i 110 milioni di euro.
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì 25 Aprile 2007
Giovani Imprenditori Ecco il nuovo direttivo
Definito il vertice dei Giovani Imprenditori di Unindustria, l’assemblea che ha eletto Jacopo Silva alla presidenza ha scelto anche il vice presidente vicario: Giorgio Stoppato, trentasei anni, presidente Cogeass Broker. Nel nuovo direttivo che resta in carica fino al 2009 debuttano Davide Bresquar (MB Scambi Culturali Srl), Alessandro Chinchio (Chinchio di Rubano), Rebecca Faggion (Sirio Srl di Padova), Chiara Rossetto (Molino Rossetto Srl di Pontelongo), Marco Stevanato (Stevanato Group Srl di Piombino Dese), Debora Zanon (Prefabbricati Zanon Srl di Cittadella). Confermati i consiglieri Silvia Basso (Impresa di costruzioni di Cittadella), Giovanni Prearo (Prearo Costruzioni di Codevigo), Serena Rubini (Borli Engineering di Noventa) e Orazio Stangherlin (Arcadia Consulting Srl di Cittadella). Completa il direttivo in qualità di invitato il past president Giampaolo Chiarotto. «Vogliamo diventare interlocutori rappresentativi del territorio - spiega Silva, 34 anni, amministratore delegato del gruppo Siauto - in confronto costante con gli altri attori dello sviluppo economico e sociale, ed essere sempre di più un contesto nel quale si forma classe dirigente del futuro». Definiti gli organigrammi, i Giovani Imprenditori si mettono all’opera in un’associazione che ha radicalmente ringiovanito anche il sindacato d’impresa con due quarantenni (Francesco Peghin e Massimo Pavin) alla guida di Unindustria.
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IL MATTINO di Padova - Martedì 24 Aprile 2007
Il disagio sociale nella Saccisica - Sempre più gente in difficoltà economiche - Case e contributi: sono specialmente gli stranieri a chiedere aiuto
PIOVE DI SACCO. Sono in aumento in tutta la Saccisica i numeri del disagio sociale, che assume nuove forme e accanto a quelle tradizionali (anziani e disabili parzialmente autosufficienti) si manifesta negli extracomunitari e nelle persone separate. Circostanza confermata dagli assessori ai Servizi sociali dei diversi Comuni. Piove di Sacco fra i suoi 18.000 abitanti annovera 1.100 cittadini extracomunitari, equivalenti al 7% della popolazione. Molte di queste famiglie sono numerose e sostenute con contributi comunali di varia entità. «Dal 2003 - spiega Sergio Contran, assessore ai Servizi sociali - stiamo assistendo a un forte aumento di immigrati: dai 584 di quell’anno, siamo arrivati a 1.084 registrati il 31 dicembre 2006». «Il boom - spiega l’amministratore - è dovuto al fenomeno del ricongiungimento del nucleo familiare: prima arriva l’uomo, trova lavoro, si stabilisce, e poi chiede che anche il resto della sua famiglia possa venire qui. E di solito si tratta della moglie più due o tre figli». Nel 2006 sono state consegnate in Comune 55 domande per il ricongiungimento familiare. Tornando alle cifre dei servizi sociali, a Piove ci sono attualmente 145 persone in attesa di casa popolare. E se i tempi procedono come finora, dovranno aspettare a lungo, perché nel 2006 ne sono state assegnate solo cinque (di cui una a famiglia di stranieri). «La nostra sensazione - dice Contran - è che stiano aumentando i problemi economici in generale: non si tratta più solo del problema della casa, anche se la media degli affitti è molto alta. La questione è che sempre più famiglie non arrivano a fine mese». Grave la situazione di Legnaro, che ha ben quattro famiglie (tre marocchine e una nigeriana) in case comunali, per emergenza abitativa. Ad esse si aggiungono le otto famiglie rom (quattro in alloggi comunali e altrettanti in Ater), più un numero elevato di persone sostenute economicamente: sono circa 20 famiglie, di cui la metà di origine rumena. In ascesa il numero di coloro che chiedono aiuto, con una novità: i soldi chiesti per gli anziani non servono più per andare in casa di riposo, ma per contribuire alle spese della badante. A Sant’Angelo risiedono 130 famiglie di immigrati. Nel 2006 sono state depositate 25 domande di alloggio popolare, e uno solo è stato assegnato. A carico del Comune ci sono 23 famiglie, sostenute economicamente in diverse forme. Quattro i casi sociali particolarmente delicati: tre anziani soli e una donna giovane separata. Codevigo ha almeno 10 famiglie extracomunitarie in carico ai servizi sociali, 23 domande per contributo locazione. Non ci sono alloggi per emergenza abitativa. Molte persone in difficoltà sono disabili o anziani con la pensione minima. Pontelongo, fra i suoi 3.900 abitanti circa, annovera il 12% di extracomunitari. Di questi, il 9-10% ha problemi abitativi. In Comune sono depositate 15 domande di case popolari, di cui una sola risolta nel 2006. I nuclei familiari sostenuti economicamente sono 37, e fra questi, i casi più gravi sono quelli di cinque famiglie straniere, due famiglie di anziani e due giovani separati.
In municipio a Brugine sono in attesa di risoluzione, 35 domande di casa popolare (l’anno scorso ne è stata assegnata solo una). Cento le famiglie seguite dai servizi sociali, di cui circa 70 extracomunitarie. Fra i 3.253 abitanti di Cona, il 10% è straniero. Le richieste di integrazione del reddito sono quattro, di cui un solo caso è grave. Dieci le domande per le case popolari, una sola assegnata.
Di : Cristina Chinello
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IL MATTINO di Padova - Lunedì 23 Aprile 2007
Fiorita Levorin è una madre distrutta: «Abitava con me da 8 mesi, ora non c’è più» «Voglio sapere perché Loris è stato ucciso»
«L’ho sentito al telefono proprio ieri sera, verso le 20, poche ore prima che succedesse tutto. Gli avevo chiesto come stava e lui mi ha risposto che andava tutto bene, che sarebbe tornato tra un paio di giorni». Fiorita Levorin ha 50 anni ed è una madre distrutta. Perché ieri mattina i carabinieri l’hanno informata della terribile fine fatta da suo figlio, morto accoltellato a Cesano Maderno: «Non mi hanno spiegato ancora niente. Non sappiamo né i motivi di questo terribile fatto, né il contesto in cui è maturato. Non sappiamo nulla anche perché con i carabinieri devo ancora parlarci. Appena sono arrivata, sono venuta subito da Loris, in obitorio». Da quanto tempo Loris era a Cesano Maderno? «Era lì da circa 15 giorni». E sabato sera cosa ha fatto? «E’ uscito con gli amici, normalmente, come faceva sempre». Fiorita Levorin è originaria di Pontelongo, ma dopo la parentesi di Cesano Maderno e del matrimonio finito, si è trasferita a San Pietro Viminario, dove abita da due anni. Loris invece, nato a Giussano, aveva raggiunto la mamma da quasi otto mesi. Tanto che ora a San Pietro Viminario aveva pure la residenza. Viveva con lei assieme al fratello minore Stefano. «Tra un paio di giorni doveva tornare a casa», continua a ripetere la signora con la voce massacrata dal pianto. Nel piccolo paesino della Bassa padovana Loris aveva cominciato a fare lo stesso lavoro che faceva a Cesano: il muratore. Da qualche mese ormai lavorava per una impresa edile della zona, con cui metteva a frutto ciò che gli aveva insegnato il padre, pure lui titolare di una piccola impresa. Il giovane era venuto qua perché probabilmente voleva cambiare vita, tagliare i ponti con il passato. In qualche modo voleva rifarsi una vita, dopo un’adolescenza a tratti burrascosa. Ogni tanto però sentiva il desiderio di tornare nel paese natale, per trovare gli amici o semplicemente per andare a salutare il padre e gli altri due fratelli. «Io sono disoccupata - continua la povera madre - Loris faceva il muratore, il mio Loris. Ero contenta che fosse qua con me. Mi piaceva averlo vicino. E dopo tutti questi giorni senza di lui, cominciava a mancarmi. Ora non so come farò. Mi sembra un terribile incubo. Non può essere vero. Mi dispiace ma non ho più niente da dire». La telefonata termina con la voce di Fiorita rotta dal singhiozzo e dal pianto. Perché il suo Loris è morto accoltellato nella sua terra natale, a soli 23 anni.
di : (Enrico Ferro)
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IL GAZZETTINO di Padova - Domenica, 22 Aprile 2007.
È successo ad una coppia francese, venuta in Veneto per ritrovare antichi documenti sulle loro origini. La busta sparita dall’auto a Pontelongo.
Rubata la ricerca sulla storia della loro famiglia I due turisti lanciano un accorato appello: «Sono carte senza valore ma a noi sono costate giorni di lavoro. Ridatecele» Un appello per risalire ai documenti sulla storia dei loro avi, rubati dall’automobile parcheggiata a Pontelongo , la sera di mercoledì scorso. A lanciarlo è una coppia di turisti francesi, Anna Maria Gianella e il marito Michel Stimpfling, che hanno deciso di trascorrere qualche giorno in Italia alla ricerca di fonti storiche per tracciare l’albero genealogico delle loro origini. Il frutto di giorni e giorni di ricerche è però sparito sotto i loro occhi. La coppia è arrivata lunedì scorso nell’hotel “La Corte” a Correzzola, scelto perché equidistante da Padova e da Venezia e, allo stesso tempo, al centro dei Comuni della Bassa padovana in cui avevano vissuto i loro antenati. Le ricerche erano partite subito: mattinate intere passate all’Archivio di Stato di Venezia, pomeriggi trascorsi a scartabellare faldoni di documenti nei Comuni e nelle parrocchie del Piovese, avevano permesso ai coniugi di raccogliere un vero e proprio tesoro costituito da documenti originali, atti ufficiali e manoscritti riguardanti la loro famiglia. Tutto era contenuto in una busta bianca che marito e moglie portavano sempre con sé, anche nelle passeggiate in bicicletta lungo i percorsi naturalistici della zona. Mercoledì sera i coniugi erano di passaggio per Pontelongo in auto quando hanno deciso di fermarsi a prendere un caffè. Per una decina di minuti hanno lasciato la busta sopra il sedile. Tanto è bastato perché qualcuno rompesse il vetro del finestrino per impossessarsene. “Non sono carte di grande valore economico - spiegano - ma per noi hanno un’importanza affettiva inestimabile. Preghiamo chiunque dovesse trovare dei documenti, alcuni scritti in francese, sulle famiglia Gianella, di riportarli al Comune di Correzzola”. E’ possibile anche contattare il numero 049.9707700.
Di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 19 Aprile 2007.
Consiglio comunale dei ragazzi, si rinnova.
PONTELONGO - A maggio sarà tempo di elezioni anche per il consiglio comunale dei ragazzi di Pontelongo . Secondo lo statuto, infatti, il mese prossimo scadono i due anni di mandato previsti per l’attuale “formazione politica”. Saranno chiamati, quindi, a nuove elezioni, gli studenti della quarta e quinta elementare della scuola Galvan e Montessori e gli alunni delle medie Leopardi. Il termine per la scadenza delle liste alla presidenza della scuola media è fissato per il 10 maggio. Da quel giorno si aprirà la campagna elettorale, proprio come succede per le liste degli adulti che si contendono il timone dei vari Comuni. Le votazioni si svolgeranno il 25 maggio e, cinque giorni dopo, ci sarà l’insediamento ufficiale del nuovo consiglio comunale dei ragazzi con a capo, ovviamente, il neo eletto sindaco.
Di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 18 Aprile 2007.
Guida all’ascolto de “La Boheme”
PONTELONGO - Mancano ancora pochi giorni al termine delle iscrizioni per partecipare al ciclo di conferenze su “La Boheme” e alla visione della stessa opera all’arena di Verona. L’iniziativa, promossa dall’assessorato allo Cultura del Comune, prevede tre incontri (26 giugno, 3 e 6 luglio, in villa Foscarini) tenuti dal soprano Lucia Beltrame per apprendere meglio le sfumature e le diversità delle varie esecuzioni de “La Boheme”. I partecipanti avranno l’occasione di assistere all’opera sabato 21 luglio. Il pacchetto completo (lezioni, pullman e biglietto d’entrata) costa 50 euro, da versare al momento dell’iscrizione all’ufficio anagrafe. Telefono: 049.9775044.
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IL MATTINO di Padova - Martedì 17 Aprile 2007
«Servono medici e risorse economiche»
PIOVE DI SACCO. I sindaci di centrosinistra si sono riuniti per fare il punto sulla questione ospedale, da settimane al centro di un turbinio di polemiche, dallo scandalo dei reparti vecchi in stato di degrado, alla questione del riassetto dell’Usl. Oltre al primo cittadino piovese Mario Crosta c’erano i sindaci di Arzergrande Cesarina Giannina Foresti, di Brugine Silvia Salvagnin, di Pontelongo Federico Ossari e di Sant’Angelo Romano Boischio, il consigliere regionale Gianni Gallo e il nuovo dirigente medico Lino Battistello. «Il riassetto dell’Usl - ha detto Crosta - va affrontato esclusivamente nel contesto della riorganizzazione generale della sanità regionale. I problemi non si risolvono facendo proclami pro o contro altre strutture. C’è un’oggettiva carenza di fondi destinata al nostro ospedale e in questi ultimi anni abbiamo assistito al totale depauperamento di funzioni dirigenziali a favore di Chioggia ed è opportuno invece che questa situazione venga riequilibrata». Tutti i sindaci hanno concordato sul fatto che entro breve vanno sciolti alcuni nodi fondamentali: nomina dei primari di Medicina e Neurologia, assunzione di alte professionalità per Chirurgia, sistemazione della parte vecchia, risonanza magnetica e integrazione forte con la medicina sul territorio. Il consigliere Gallo ha aggiunto: «Cambiare l’assetto dell’Usl improvvisando una nuova collocazione non è la soluzione. Vanno affrontate le questioni concrete, dalla qualità dei servizi alle risorse che la Regione dà per attuarli». Il nuovo direttore Battistello ha concluso: «La buona sanità non è fatta solo dalle eccellenze ma anche dalle specialità di base che è giusto siano presenti nel territorio e non avocate tutte a Padova».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova - Martedì 17 Aprile 2007.
L’assessore Bortoli risponde a Zanon «Quasi fatta l’aggregazione con Apga»
AcegasAps, scoppia la bufera in Consiglio - Nel dibattito sulla multiutility torna a parti invertite il muro contro muro del 2003
Il 4 maggio verrà presentato il bilancio consolidato. E palazzo Moroni conoscerà la cifra degli utili da incassare. Ma su AcegasAps si infiamma alle 22.30 d’improvviso la seduta del consiglio comunale. Con toni tutt’altro che anglosassoni. Protagonista Gabriele Zanon (An), che aveva presentato la mozione per discutere del futuro della Spa nata dalla fusione fra Padova e Trieste. Ma anche Pipitone (Margherita) non si lascia sfuggire l’occasione per un battibecco a tutto campo (con Zanon e la leghista Mariella Mazzetto) che interrompe la relazione dell’assessore Mauro Bortoli. Parla 22’54”, snocciolando cifre insieme alla geografia societaria di ApsAcegas. Risponde alla richiesta datata ottobre 2004, come ricorda Zanon. Bortoli inquadra la situazione dei comparti ambiente, gas, acqua e si misura con gli investimenti effettuati (Serbia compresa). Alla fine, regala al consiglio due novità. «Siamo a buon punto con l’aggregazione di Apga, l’unica che matura in 3 anni. A beneficio dei cittadini del Piovese, che pagano le bollette dell’acqua 1,7 euro al metro cubo rispetto all’1 di Padova, mentre la rete perde il 60% lungo le condotte. Ma bisogna convincere il sindaco di Correzzola che sta faceno il diavolo a quattro…» annuncia Bortoli. Non basta, perché l’assessore Ds anticipa come si muoverà il nuovo CdA: «C’è la possibilità di aggregarsi con Ascopiave Treviso oppure con l’emiliana Hera. Dal mio punto di vista, la prospettiva migliore è una sinergia con Agsm Verona». E’ questo, dunque, il mandato su cui sarà chiamato a lavorare il nuovo amministratore delegato Cesare Pillon. Oggi, invece, si riunisce la Margherita alla ricerca del secondo rappresentante nel CdA. La discussione su AcegasAps rispolvera il muro contro muro del 2003. A parti inverse, fra maggioranza e opposizione. L’aula mette a dura prova la presidente Milvia Boselli, che scampanella, richiama e invita al rispetto. Pipitone viene trattato con la stessa moneta da An e Lega: si urla di nuovo. Un po’ di tutto. Zampieri, capogruppo Ds, replica con una mozione incidentale a quella della CdL. Così a ridosso di mezzanotte, il Consiglio decide di affidare le strategie future di AcegasAps alla Seconda Commissione competente. Una volta insediati ufficialmente i nuovi amministratori. Insomma, Francesco Giacomin non rappresenta già più l’interlocultore del Comune. In apertura di seduta, 27 presenti con la maggioranza «non autosufficiente» a garantire il numero legale. Il sindaco comunica le dimissioni dell’assessore Renzo Scortegagna, leggendo la lettera. Poi interrogazioni sul tram in tilt, ma l’assessore Ivo Rossi non c’è. Risposta scritta a Giuliana Beltrame (Rifondazione). A Mariella Mazzetto replica, invece, Flavio Zanonato che addirittura telefona in diretta all’ingegner Conte per appurare che sul tram «esiste la maniglia rossa» per la sicurezza dei viaggiatori. «Sospendere le corse è la risposta sbagliata. Proprio la sperimentazione su strada del mezzo permette di superare gli inevitabili incidenti tecnici» agiunge il sindaco, che si è impegnato a trasmettere la documentazione tecnica alla consigliera leghista. Fila via liscio l’esame delle tre delibere. Il regolamento del Mercatino dell’antiquariato ottiene 32 sì e due non votanti. Il piano carcere riporta a galla la questione del “reparto speciale” in ospedale, ma poi è lo stesso vice sindaco Claudio Sinigaglia a stoppare ogni rischio di un altro bunker. Si vota a palazzo Moroni e non al Due Palazzi: 25 sì, 5 astenuti e Mazzetto che non vuol saperne di schiacciare il bottone elettronico. Infine con 24 sì e 4 astenuti passa il riutilizzo del credito della Padovanuoto.
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IL MATTINO di Padova - Lunedì 16 Aprile 2007.
Sos del sindaco: «Vogliono ritornare al trasporto delle bietole coi camion»
PONTELONGO. «O continua il trasporto delle barbabietole su rotaia, o vieteremo il transito dei camion lungo la strada che porta allo zuccherificio»: è perentoria e provocatoria la posizione del sindaco Federico Ossari preoccupato per l’annuncio di Sistemi Territoriali di bloccare i convogli merci durante la stagione saccarifera. La volontà del comune di Pontelongo è stata manifestata in un incontro a cui hanno partecipato anche i sindaci di Arzergrande, Brugine, Correzzola, Codevigo, Piove, Campagna Lupia e Campolongo, oltre al consigliere regionale Regina Bertipaglia. «Dal 2004, quando è iniziato il trasporto delle barbabietole su rotaia - ha illustrato Ossari - sono stati tolti 240 camion al giorno dalle strade dei nostri paesi, con notevoli e irrinunciabili benefici in termini di tutela ambientale, vivibilità e sicurezza. Le difficoltà che ha manifestato Sistemi Territoriali, la società controllata dalla Regione che gestisce la linea ferroviaria, è legata agli esposti presentati da un paio di soggetti che vivono a ridosso della ferrovia e si dicono disturbati dai treni merci. Non possiamo accettarlo. Si tratta di far passare un unico convoglio, lungo 500 metri, che viaggia a 30 chilometri all’ora alle 22. Questo reca beneficio a migliaia di famiglie e utenti della strada. Tornare indietro sarebbe un errore colossale. Se qualcuno mette in discussione un treno, siamo pronti a mettere il divieto di transito ai camion diretti allo zuccherificio. Non è un’azione contro Italia Zuccheri, con cui la collaborazione è massima. Sappiamo che è uno stabilimento destinato a crescere, non mettiamo a repentaglio la sua funzionalità. Ma abbiamo bisogno di un presa di posizione netta da parte di chi controlla Sistemi Territoriali». Sulla linea del sindaco di Pontelongo si sono schierati tutti i colleghi dei comuni interessati dal transito dei camion di barbabietole. Bertipaglia ha garantito l’appoggio regionale: «L’assessore Chisso è stato chiaro sulla questione, i treni diretti allo zuccherificio devono continuare a viaggiare. Ora però serve un atto ufficiale».
Di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato 14 Aprile 2007
Il Comitato accetta l’ipotesi di «fare Usl» con Monselice
PIOVE DI SACCO. «Noi non abbiamo mai detto di voler fare Usl con Padova. Abbiamo invece affermato la necessità di rientrare nella provincia di Padova. Anche con Monselice il nostro ospedale non sarebbe penalizzato». Parola di Giuseppe Rubin, il presidente del Comitato della sanità della Saccisica (Codess), organizzatore della riunione che si è svolta in municipio a Piove. Dopo l’esposizione di alcuni numeri relativi all’azienda, è stato il turno delle proposte: fare Usl con Monselice, secondo il comitato, non sarebbe sbagliato perché, «secondo il modello anglosassone che alcuni cercano di importare in Italia, in futuro si avrebbe un nucleo principale, Padova, con quatto o cinque ospedali periferici, fra cui Piove nella zona sud-est». Ipotesi a parte, non sono mancate pesanti critiche agli oppositori della scissione fra Piove e Chioggia, primo fra tutti Fortunato Guarnieri, pluricriticato (dal comitato) sindaco del capoluogo clodiense. A frenare le mire secessioniste è stato Mario Crosta, sindaco di Piove, che ha sottolineato la necessità di non valutare la situazione solo dal punto di vista economico: «Attenzione a calcolare chi è in attivo e chi è in passivo: oggi è Chioggia a non autosostenersi, in futuro potrebbe essere Piove nella stessa situazione. La questione territoriale è un mezzo per tenere presente il fine: dare servizi di qualità alla popolazione». La Regione, per Crosta, è l’unico ente in grado di esprimere un parere a proposito dell’Usl 14. «C’è una proposta di legge per decretare l’uscita di Legnaro dall’Usl 14 e il suo accorpamento con l’Usl 16. La Regione ha chiesto il parere a tutti i sindaci del territorio. Piove ha dato parere negativo: non si possono trattare così i sindaci, e comunque saremo contrari finché la Regione non farà una programmazione degna di questo nome». Critiche a pioggia da parte di Lino Conte, consigliere provinciale. Lino Battistello, consigliere comunale (con dimissioni congelate) e direttore dell’ospedale, sostiene la necessità di avere maggiore sostegno politico a livello regionale. Carlo Valerio, consigliere comunale, loda il lavoro del comitato e ne suggerisce la collaborazione con le istituzioni.
di : (Cristina Chinello)
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IL MATTINO di Padova - Venerdì 13 Aprile 2007
Vaste aree della Bassa sprofondano di 4 centimetri all’anno - La subsidenza avanza inesorabile
CONSELVE. Centinaia di ettari di terreno della Bassa Padovana stanno sprofondando: mese dopo mese la torba si dissolve in anidride carbonica e il suolo si abbassa, anche di 3-4 centimetri nell’arco di un anno. Ormai la subsidenza si manifesta non solo nelle aree della pianura più vicine alla laguna fra Chioggia e Cavarzere, ma anche in vaste zone fra Arre, Pontelongo, Agna e Anguillara e nelle fascia ai piedi dei Colli Euganei fra Galzignano e Baone. Le conseguenze sono nefaste sia dal punto di vista ambientale che agricolo e si possono riassumere in una sola parola: desertificazione. Lo strato di torba si assottiglia sempre di più e il terreno si impoverisce, inoltre aumenta il rischio di infiltrazioni di acqua salata nelle falde, che portano alla morte di ogni coltura. Che fare? Una prima risposta è venuta dall’incontro nella sede del Consorzio di Bonifica Adige - Bacchiglione fra i tecnici e i ricercatori impegnati da anni nello studio del problema, gli amministratori, i rappresentanti delle associazioni agricole e i politici regionali, rappresentati dal vice presidente del consiglio regionale Carlo Alberto Tessarin. Ormai da cinque anni il consorzio, con Università di Padova e Cnr di Venezia, sta studiando il fenomeno. Dopo aver raccolto una notevole quantità di informazioni è il momento di individuare le possibili soluzioni. «Abbiamo avuto la conferma che la subsidenza è più accentuata con le alte temperature e la mancanza d’acqua. - spiega Mario Putti, dell’Università di Padova - La siccità del 2003 ha provocato un notevole abbassamento del suolo. Dobbiamo fare in modo di portare più acqua in queste zone e di introdurre pratiche agronomiche per ridurre la velocità della subsidenza: irrigare con maggiore frequenza, non arare in profondità, favorire il rimboschimento e le colture di copertura». «Il consorzio ha già messo a punto una strategia. - conclude il presidente Graziano Tasinato - Ora serve l’appoggio economico della Regione».
di : (Nicola Stievano)
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IL MATTINO di Padova - Venerdì 13 Aprile 2007
L’innovativo piano territoriale pensa all’ambiente - Pati, il primo sì da Piove di Sacco.
Quattro consigli comunali riuniti insieme per la presentazione del Pati, il piano di assetto territoriale intercomunale, un progetto condiviso da Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine e Pontelongo, redatto in copianificazione con la regione Veneto: la mega seduta consiliare si è tenuta martedì sera al palazzetto dello sport Borgo Rossi di Piove. Il parlamentino piovese ha anche adottato il nuovo strumento urbanistico. Alla presentazione del Pati «Tra Brenta e Bacchiglione», oltre ai sindaci Mario Crosta, Giannina Cesarina Foresti, Silvia Salvagnin, Federico Ossari, gli assessori e consiglieri comunali delle quattro municipalità, hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche per il Territorio Renzo Marangon e la consigliera regionale Regina Bertipaglia. Il Pati costituisce la carta dell’autonomia urbanistica dei quattro comuni e detta le linee guida per lo sviluppo di un territorio di 80 chilometri quadrati e 33 mila abitanti. In pratica questo nuovo strumento va a sostituire i vecchi piani regolatori che potranno però trovare una certa continuità nel cosiddetto piano di interventi che ogni comune, autonomamente, predisporrà nel rispetto delle indicazioni del Pati e che verrà sottoposto alla valutazione ambientale strategica della regione. I sindaci hanno sottolineato l’importanza di questo traguardo, frutto di due anni di intenso e impegnativo lavoro che ha saputo fare sintesi delle potenzialità di ogni comune, esaltandone le peculiarità paesaggistiche e la vocazione ora agricola, ora artigianale e produttiva o residenziale. Il piano di assetto associa strettamente la trasformazione del territorio con il risanamento ambientale e paesaggistico, promuovendo la riqualificazione dei centri urbani e della campagna utilizzando in maniera sistematica la perequazione urbanistica e il credito edilizio. «La fine dei lotti gratuiti» è, infatti, il motto con cui il professor Francesco Finotto della Pro.te.co che ha seguito la realizzazione del progetto, ha voluto sottolineare la grande innovazione che porta con se il Pati: chi vorrà costruire dovrà contemporaneamente accollarsi l’onere della riqualificazione ambientale. Altra novità introdotta dal Pati è la scadenza quinquennale della edificabilità dei terreni. L’assessore Marangon ha esaltato il risultato dei quattro comuni: «E’ un lavoro di grande qualità e dimostra come gli enti locali veneti abbiano raccolto positivamente la sfida innovatrice della nuova legge urbanistica regionale nei suoi tratti più qualificanti, come la copianificazione e la capacità di guardare a un territorio omogeneo al di là dei ristretti confini comunali». Gli obiettivi fissati dal Pati sono la messa in sicurezza dai rischi di dissesto idrogeologico, tutela e promozione del paesaggio naturale, fluviale, agricolo e delle bonifiche, del paesaggio urbano storico e contemporaneo, riqualificazione degli insediamenti, definizione di limiti alla sottrazione di suolo agricolo, limitazione della quota di superficie impermeabile e miglioramento della dotazione di servizi e infrastrutture.
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 13 Aprile 2007.
Ultimatum dei sindaci di 8 comuni della Saccisica e del Veneziano contro la decisione di sospendere il servizio di Sistemi Territoriali. - Zuccherificio: o il treno, o chiuderemo le strade - Senza il trasporto su rotaia si tornerà a respirare il veleno di 250 Tir al giorno. Assicurato l’interessamento della Regione
PONTELONGO - «Se il treno delle bietole viene soppresso noi chiuderemo le strade». Dura presa di posizione degli otto sindaci dei Comuni lungo la ferrovia Mestre-Adria contro la ventilata soppressione del treno delle bietole, il convoglio che toglie ben 250 tir al giorno dalla strada. Promotore della conferenza è stato il sindaco di Pontelongo, Federico Ossari, che ha invitato i colleghi o i loro delegati di Piove di Sacco, Brugine, Arzergrande, Correzzola, Codevigo, Campolongo Maggiore e Mira (questi ultimi due insistono sul veneziano) a fare la voce grossa. Alla riunione era presente anche il consigliere regionale Regina Bertipaglia. «C’è la probabilità - ha esordito Ossari - che il treno delle bietole (parte da Portogruaro e arriva a Pontelongo per 110 chilometri di percorrenza) sia soppresso, in quanto l’amministratore delegato di Sistemi Territoriali, azienda controllata dalla Regione, non intende più investire denaro per difendere la società in tribunale contro ricorsi ed esposti di due cittadini che si ritengono danneggiati dal passaggio del treno, a questo punto non ci sto più e annuncio la chiusura della via che porta allo zuccherificio. Abbiamo coinvolto la Regione su questo problema e devo dire di aver avuto la disponibilità di intervenire presso la Sistemi Territoriali dell’assesore regionale alla mobilità Renato Chisso». Si sono detti tutti d’accordo con Ossari i primi cittadini. «Mi trovo in perfetta assonanza con Ossari - ha dichiarato Giannina Foresti, sindaco di Arzergrande - ricordo che nel mio comune è sorto un comitato pro treno delle bietole». L’assessore Eric Sturaro in rappresentanza di Correzzola si è detto molto preoccupato per via che il suo comune è attraversato dai tir provenienti sia da sud che da nord. Se prima i sindaci potevano avere un po’ di comprensione per le famiglie che abitano a stretto contatto con la ferrovia, dopo i lavori di ammodernamento delle rotaie e le barriere antirumore installate questa attenzione è venuta meno: «Anche perché io stesso abito a pochi metri dalla ferrovia - ha inteso chiarire il vicesindaco di Piove, Giorgio Bovo - e non ho mai sofferto più di tanto il rumore provocato dai treni, quindi non capisco come le esigenze di due ricorrenti possano portare disagi di rumore ed inquinamento da Tir a un intero territorio». «Chiedo la collaborazione di tutti i colleghi in Regione - ha quindi detto Regina Bertipaglia - per evitare ulteriori fonti di inquinamento e disagi ad un vasto territorio. Sia l’assessore Chisso che il presidente Giancarlo Galan sono impegnati nel rispetto dell’ambiente».
Di: Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì. 11 Aprile 2007
Rivisti i contributi all’asilo parrocchiale Aiuti per le famiglie disagiate dei bimbi
PONTELONGO. Approvata in consiglio comunale la nuova convenzione triennale con la scuola materna parrocchiale «Antonio Galvan», che rappresenta da decenni un’importante offerta formativa del territorio. La convenzione, scaduta ad agosto 2006, era stata prorogata durante il consiglio comunale di settembre per l’allora imminente arrivo del nuovo parroco. Le novità più importanti riguardano gli aspetti economico-finanziari. Il contributo monetario erogato dal Comune alla materna è passato da un contributo fisso riconosciuto solo ai bambini residenti nel comune, che frequentavano la scuola per almeno 10 giorni al mese, ad uno annuo di 20 mila euro. Questo per rispondere alle esigenze della scuola di contare su una cifra certa, indipendente dal numero degli iscritti e dalla loro frequenza. Altra rilevante novità è l’inserimento nella convenzione di un fondo, già costituito e finanziato, per il sostegno alla frequenza di quei bambini la cui famiglia si trova in situazioni di difficoltà economiche. Tale fondo, che può raggiungere un massimo di 10 mila euro ed è gestito dall’ufficio dei Servizi sociali, ha una duplice finalità: da una parte dare sollievo economico alle famiglie, dall’altra, visto che la maggior parte di beneficiari sono extracomunitari, consente di evitare più gravi problemi d’integrazione e di apprendimento una volta che i bambini passano all’elementare. E’ stata, inoltre, incrementata fino a 2.500 euro, la somma finalizzata allo sviluppo di precisi progetti didattici che la scuola ha facoltà di presentare all’amministrazione. Le minoranze, in Consiglio, hanno chiesto di incrementare ulteriormente i contributi a scapito magari di qualche voce marginale del bilancio. «Ritengo - commenta l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo - che sia stato fatto uno sforzo economico significativo e che la convenzione rappresenti una voce importante nel bilancio del settore servizi sociali».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 6 Aprile 2007.
CAMPONOGARA - Il comitato dei cittadini: «Spostate il traffico merci su ferrovia»
“La battaglia dei cittadini di via Orlanda a Campalto è anche la nostra battaglia. Siamo con loro nel chiedere lo spostamento del traffico merci su ferrovia ed in particolare sulla nuova tratta Mestre-Padova e poi Padova-Rovigo, Rovigo-Pontelongo “. Si sono espressi così i Comitati Antico Alveo (Campolongo Maggiore) e Brentasecca (Camponogara) quando hanno appreso dalla stampa la notizia che Sistemi Territoriale, la società che gestisce la tratta Mestre-Adria, avrebbe deciso lo spostamento del trasporto delle barbabietole dalla ferrovia alla gomma, per raggiungere lo zuccherificio di Pontelongo , a causa della richiesta di risarcimento danni presentata da alcune famiglie che abitano lungo appunto la Mestre-Adria. “E’ vergognoso - spiega Fiorella Gastaldi, presidente del comitato Bretasecca - cercare di mettere i cittadini uno contro l’altro. Noi rappresentiamo migliaia di famiglie che hanno subito danni dal passaggio indiscriminato vicino alle nostre case dei grandi convogli merci utilizzati per il trasporto delle barbabietole. La vocazione della Mestre-Adria è sempre stata per il trasporto di persone, non è possibile che dei pesantissimi treni merci transitino a pochi metri dalle case, e su questo anche i Tribunali ci hanno dato piena ragione”. Per Fabio Bello, presidente del comitato Antico Alveo: “E’ scandaloso che si sfrutti la vicenda tragica della ragazza morta a Campalto nel 2001 sotto un tir per mettere i cittadini di quel paese contro di noi. Si dica che i veri interessi sono economici”.
Di: Emanuele Compagno
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IL MATTINO di Padova - Venerdì, 06 Aprile 2007
SEGNALETICA STRADALE IMPRECISA
PONTELONGO. La segnaletica stradale riporta «Martiri Belfiore»: forma abbreviata o semplice dimenticanza della preposizione «di»? La strada, parallela di via Roma, è stata costruita negli anni 50 per insediarvi le case popolari. Il nome rievoca tragici avvenimenti risorgimentali, passati alla storia come i Moti del 1851-1855. I patrioti cospiratori, quasi tutti seguaci di Giuseppe Mazzini, furono condannati dai tribunali austriaci a morte per impiccagione. Sentenza eseguita nel carcere di Belfiore, nella città di Mantova. Fra i giustiziati, il padovano Pier Fortunato Calvi.
di : (a.ces.)
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 05 Aprile 2007
Tagliati a Pontelongo 27 tigli «Una via deturpata per sempre»
PONTELONGO. «E’ stata sicuramente una decisione sofferta ma non si è trattato di certo di un atto unilaterale». Con queste parole il sindaco Federico Ossari ha risposto in consiglio comunale alle critiche sollevate da un’interrogazione delle minoranze sulla questione del taglio di 27 tigli che formavano uno dei filari di via Martiri di Belfiore. Le osservazioni, in particolare, hanno riguardato l’incoerenza dell’operazione con i principi che dettano le strategie per il miglioramento dell’ecosistema urbano e la scarsa informazione sull’imminente taglio. «Purtroppo - ha sottolineato il consigliere di minoranza Emanuele Canova - una delle più caratteristiche vie del paese è stata sfregiata, deturpata per sempre». Le risposte sull’operato dell’amministrazione sono affidate all’assessore all’Ambiente Marino Zenna. «Questo intervento - spiega l’assessore - si è reso necessario per dare una maggiore sicurezza alla strada. Gli alberi in questione sono stati piantati a suo tempo senza il rispetto delle distanze adeguate per cui sono cresciuti in maniera incontrollata da un punto di vista urbanistico. Molti dei residenti, inoltre, ci hanno manifestato i disagi e i danni procurati alle loro abitazioni. Si aggiungono poi ragioni legate alla sicurezza visto che si tratta della strada percorsa dai ragazzi per andare a scuola. Inoltre - conclude l’assessore - sono previste anche nuove piantumazioni e messe a dimora in tutto il territorio, sia in sostituzione delle piante abbattute sia in nuove aree come via Dante, via Galvan e lungo la Paltana». Gli interventi sul verde pubblico, visto come elemento indispensabile per la salvaguardia ambientale, sono effettuati con la consulenza dell’Università di Padova con la quale da alcuni anni esiste una convenzione. Su questo punto le minoranze hanno chiesto formalmente all’amministrazione di rendere noto il piano concordato per i prossimi interventi e i relativi impegni di spesa.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì 4 Aprile 2007
SACCISICA - Basta poco per stravolgere la vita delle famiglie….
“Basta poco per stravolgere la vita delle famiglie: una separazione, la perdita del lavoro, uno sfratto, la nascita di un figlio che necessita di cure dispendiose o la morte della moglie o del marito. Il passaggio dal benessere al disagio più totale spesso sta in equilibrio su un filo sottile. Lo dimostrano i dati forniti dai Servizi sociali di alcuni Comuni della Saccisica. Due famiglie in carico all’amministrazione a Pontelongo (una mamma divorziata con due figli e una coppia di anziani), 15 domande per ottenere una casa popolare nel 2006 e solo un alloggio assegnato. A Sant’Angelo, su 7000 abitanti, 130 nuclei sono famiglie di extracomunitari, per la maggior parte monoreddito, che si trovano a pagare anche 500 o 600 euro di affitto mensile per un monolocale. Nello stesso Comune sono 4 le famiglie italiane in carico ai Servizi sociali (3 persone anziane e una donna separata monoreddito con figli grandi), che nel 2006 hanno ricevuto due richieste di aiuto per sfratti esecutivi e 30 domande per ottenere la casa popolare (anche qui solo una è stata assegnata).
A Brugine la situazione non va meglio: 35 domande per le case popolari nel 2006 e solo una disponibilità. Cento famiglie si trovano in situazioni disagiate, per il 70 per cento sono extracomunitari. Codevigo, infine, conta 10 famiglie in carico ai Servizi sociali, alcune delle quali famiglie di immigrati con problemi di inserimento lavorativo e figli disabili. Al momento, il Comune non dispone di alloggi per emergenza abitativa. Per far fronte in maniera concreta a questo tipo di problemi, questi Comuni, uniti a Cona e Arzergrande, hanno firmato un progetto per facilitare l’integrazione lavorativa, sociale e abitativa dei propri cittadini, promosso dalla cooperativa “Nuovo villaggio” e dalla fondazione “La casa”. «Il problema dell’alloggio non è secondario - spiega Guglielmo Bozzato, assessore a Sant’Angelo, Comune capofila del progetto - Avere un’abitazione decorosa influisce sulle condizioni di vita e sulla facilità di integrarsi. Un altro problema è quello di trovare e mantenere un lavoro per raggiungere una stabilità». Casa e lavoro sono i due aspetti a cui guarda il progetto, già in atto nel Camposampierese (il 75% dei casi seguiti riguardano famiglie di immigrati). «Grazie all’intermediazione dei Servizi sociali comunali i cittadini con problematiche di questi tipo saranno mandati ai nostri sportelli - spiega Maurizio Trabuio di “La casa” - Noi abbiamo una struttura d’emergenza per fornire ospitalità alle persone a Padova ma il nostro compito, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con Banca Etica, è quello di mettere a disposizione alloggi, possibilità di ottenere microprestiti e finanziamenti agevolati». «Grazie ai nostri operatori e alla cooperativa “Città Solare” - continua Massimo Gelain , direttore “Nuovo villaggio” - aiuteremo le persone a migliorare le capacità di inserimento lavorativo per andare incontro con maggior sicurezza all’offerta».
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 03 Aprile 2007
La disperazione di Stefano Meneghetti, ricoverato in ospedale «Me l’hanno uccisa», ripete il figlio - Lui, il maestro di ballo ha un femore a pezzi e dovrà essere operato
MONSELICE. «Me l’hanno uccisa, me l’hanno uccisa». Sono le prime parole pronunciate da Stefano Meneghetti, il trentottenne che da domenica pomeriggio è ricoverato in Ortopedia con il femore spezzato in tre punti. Sua madre Giorgetta Galtarossa è morta e lui l’ha saputo. La sessantunenne ha perso la vita domenica, nel giorno del suo compleanno, in seguito al violento scontro con una vettura che aveva saltato uno stop. Oggi verrà eseguita l’autopsia sulla salma della donna e solo dopo verrà fissata la data del funerale. L’ incidente stradale è successo all’incrocio tra via 28 aprile e via Castello. Erano circa le 18 quando da via Castello stava giungendo la Peugeot 306 condotta da Cristina Luca, 19 anni, di origine moldava ma residente a Pontelongo. Con lei c’era il fidanzato Matteo Trovò, pure lui di Pontelongo, e una connazionale. La giovane non si è resa conto di essere davanti ad uno stop, ed è andata dritta. Proprio in quell’istante da via 28 aprile stavano arrivando Stefano Meneghetti e Giorgetta Galtarossa, a bordo del Fiat Scudo della loro impresa di pulizie. L’impatto è stato tremendo. Lo Scudo è carambolato per una ventina di metri, finendo davanti all’ingresso dell’ex carrozzeria Savioli. Madre e figlio sono stati scaraventati fuori dall’abitacolo. Le condizioni di Giorgetta Galtarossa sono parse disperate fin dai primi istanti. La donna è stata trasferita in Pronto soccorso, poi in Rianimazione, ma dopo meno di un’ora il suo cuore si è fermato. Stefano Meneghetti è molto noto a Monselice per via dell’attività di istruttore di balli latino americani. Lui e la madre lavoravano assieme nell’impresa di pulizie, che gestivano ormai da anni. Il funerale verrà celebrato a San Giacomo.
di : Enrico Ferro
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IL MATTINO di Padova - Domenica 1 Aprile 2007
«I problemi dell’ospedale si risolvono tutti uniti»
PIOVE DI SACCO. «Serve un surplus di responsabilità per l’ospedale piovese»: è perentorio l’invito che il sindaco Mario Crosta rivolge a tutti i soggetti coinvolti nel funzionamento e nell’organizzazione del nosocomio cittadino, finito nelle ultime settimane nell’occhio del ciclone. Il primo cittadino rivolge un invito particolare al neo direttore della struttura, Lino Battistello, che ha preso il posto di Pietro Giorgio Zampieri, dimissionario dopo lo scandalo dei vecchi reparti abbandonati. «Innanzitutto - dice Crosta - faccio un imbocca al lupo al nuovo dirigente medico. Da un lato - precisa - è necessario mettere al più presto da parte le polemiche, ma resta il fatto che le cose che non funzionano nell’ospedale vanno evidenziate. La Regione sta gettando le basi per la futura riorganizzazione del servizio sanitario - fa notare il sindaco - e in questo contesto va sottolineata la necessità di una collocazione forte per il nostro ospedale. L’impianto della Regione prevede dei poli ospedalieri forti, per noi sarebbe Padova, e una serie di strutture a rete nel territorio. Il nostro ospedale ha tutte le carte in regola per far parte di questa rete, ma vanno focalizzati degli obiettivi a breve termine per farsi trovare pronti: va nominato il primario di Medicina, assente da un anno e mezzo, ci sono delle professionalità che stanno uscendo da Chirurgia e quanto prima vanno sostituite con personale valido. E’ in partenza anche il primario di Neurologia, quindi bisogna subito pensare ad un nuovo candidato per quel ruolo. Va riqualificata la parte vecchia dell’ospedale e serve una maggiore integrazione e presenza della medicina sul territorio».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Domenica 01 Aprile 2007
LA SACCISICA - Con il termine Saccisica si indica il territorio compreso tra Brenta e Bacchiglione e, più in generale, i comuni di Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Sant’Angelo di Piove, Pontelongo e Campolongo Maggiore. L’origine del nome Saccisica risale al Medioevo. E il 5 maggio si festeggeranno i 1.110 anni dal giorno in cui re Berengario I ha donato al vescovo di Padova queste terre, all’epoca indicate come Plebs Sacci. L’etimologia del termine è stata illustrata ieri durante la presentazione dei volumi «Padova, una storia per immagini» in vendita con il mattino, dall’archeologa Daniela Dal Porto: «Il termine Saccum compare per la prima volta in un documento del 781 in cui è registrata la donazione di Carlo Magno ad un monastero del territorio compreso fra i due rami del Medoacus, quello che oggi chiamiamo Saccisica. Saccum indicava all’epoca i terreni di proprietà del fisco regio. Nel 998 si trova il termine Curtem Saccum e nel 999 la locuzione, riferita a quella che oggi è Piove di Sacco, «in loco plebe»: questa indica in particolare la nascita della chiesa matrice, dove venivano celebrati i battesimi. Quando è stata fondata questa chiesa ha perso di importanza quella di San Tommaso Apostolo di Corte. E’ nata così la Plebs Sacci che accorpava tutte le pertinenze del territorio intorno alla pieve, la chiesa. Infine in un documento del 1010 si trova la definizione «in Sacco in Villa qui dicitur Plebe».
di : (e.li.)
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