Gennaio 2007
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.IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 24 Gennaio 2007.
INDUSTRIA, Portoviro.Roberto Montagner, segretario regionale della Flai Cisl, sull’ex zuccherificio «Opportunità da cogliere» – “Italia Zuccheri deve dare certezze sul recupero dell’area”.
Porto Viro Ieri scadeva il termine entro cui, secondo il comunicato della Rsu, avrebbero dovuto pervenire al Dipartimento delle Politiche agricole regionale, i pareri dei vari interessati della filiera per la riconversione dell’ex zuccherificio a produzione di bioetanolo. Come si pone la situazione, dopo il “no” di Porto Viro a firmare, se non in presenza di sicure garanzie per i sei ettari dell’area dismessa dell’ex zuccherificio? In merito, Roberto Montagner, segretario regionale della Flai Cgil, afferma: «I sindacati hanno alcuni punti fermi da conseguire, il primo dei quali è che il 31 gennaio a Roma si riunisce il Comitato interministeriale per l’approvazione. Le Regioni poi, hanno 60 giorni per promuovere la definizione dell’accordo di ristrutturazione, mentre poi l’impresa, entro 90 giorni dall’approvazione del Piano regionale, dovrà presentare il progetto, corredato dall’accordo». E il “tavolo di filiera”? «Tutto il “tavolo di filiera” ha assunto l’obiettivo ambizioso di arrivare al 31 gennaio già con l’accordo a livello regionale pronto. Come sindacato pensiamo siano legittimi i dubbi e le perplessità espressi da Porto Viro, come del resto riteniamo parimenti legittimi anche gli impegni richiesti da “Italia Zuccheri”. Però una cosa è certa: tutto questo non può e non deve rallentare il “Piano di riconversione” dell’ex stabilimento di Porto Viro, e “Italia Zuccheri” deve dare alcune certezze sul futuro anche dell’area dismessa. Già si parla di “terziario avanzato” per il sito e si aggiunge poi anche la possibilità di usare il sito per la commercializzazione dello zucchero e quale punto di raccolta per i prodotti saccariferi provenienti da Pontelongo ». Quindi il sindacato guarda anche allo sviluppo del sito dismesso? «Questa soluzione di ospitare nell’Aia la maxidistilleria per produrre bioetanolo da mais, permette anche di liberare nuove risorse e “Italia Zuccheri” potrà essere interessata anche per Porto Viro. Ciò, lo ripeto non può però creare ritardi sulla nostra scommessa, che dobbiamo vincere. Inoltre vi sono le richieste delle Organizzazioni professionali agricole di avere da parte di “Italia Zuccheri” un vincolo ad acquisire il mais necessario all’impianto a bioetanolo, nel territorio, e su ciò le Organizzazioni sindacali sono d’accordo in quanto si ricostruisce la filiera. Quindi chiediamo un colpo di reni e si realizzerà una cosa storica, la riconversione dello zuccherificio.
Di: Enrico Mancin
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Il MATTINO di Padova – Martedì, 23 Gennaio 2007
Sono diminuiti i matrimoni religiosi
PONTELONGO. Popolazione in crescita e sempre più multietnica, famiglie più numerose ma più piccole e diminuzione dei matrimoni religiosi. E’ questo il quadro che appare dall’analisi dei movimenti demografici del paese a fine 2006. La popolazione è aumentata di 69 unità, raggiungendo quota 3928 abitanti. Buona parte di questo incremento è collegato alla presenza di cittadini stranieri. Ad oggi gli immigrati hanno raggiunto quota 388 e rappresentano oramai quasi il 10% della popolazione. Scorrendo i dati ci si accorge tuttavia come ci sia stata anche un’impennata nelle nascite, 14 in più rispetto al 2005. I nuovi arrivati sono stati 40, più della metà dei quali maschietti. Pressoché invariato invece il numero delle persone decedute, 46 unità, equamente distribuite per sesso. Per quanto riguarda il numero dei matrimoni, questi diminuiscono complessivamente di 4 unità (da 17 a 13), tutti a scapito di quelli religiosi che sono passati dai 10 del 2005 ai 6 del 2006, mentre invariati sono rimasti quelli civili. Il numero delle famiglie è aumentato (sono 1535) ma un particolare salta subito all’occhio: oltre il 26% delle famiglie di Pontelongo sono composte da una sola persona; un altro 25% da due persone, un 24% da tre elementi. Dati che indicano una tendenza ad una famiglia sempre più piccola. Ritornando sulla questione degli immigrati, realista è il commento del sindaco Federico Ossari: «Quella degli immigrati è una presenza che sta diventando importante, ma che finora, non ha creato particolari situazioni di conflittualità o di intolleranza».
di : (Alessandro Cesarato)
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Il MATTINO di Padova – Venerdì, 19 Gennaio 2007
Il direttore dell’Aato Bacchiglione: ecco gli investimenti – «Tariffa unica impossibile»
PADOVA. «Le tariffe dell’acqua dovranno aumentare ancora nei prossimi anni, gli investimenti sono necessari». Paolo Rocca, neodirettore dell’Aato Bacchiglione, non nasconde che l’acqua costerà sempre più. E’ la contropartita ai costi della gestione della rete, delle fognature e della depurazione: in programma ci sono oltre un miliardo di euro di investimenti. «Ma le tariffe – precisa – sono il risultato di formule matematiche in base ai dati che ci forniscono i gestori». E la tariffa unica per i 140 comuni che fanno parte dell’autorità d’ambito? «Irrealizzabile nel breve periodo». Geologo di Cinto Euganeo, esperto di bonifiche ambientali e di ispezioni del sottosuolo, Paolo Rocca è arrivato alla direzione dell’Aato nel novembre dello scorso anno. E’ il tecnico che sovraintenderà alla gestione dell’ente, che governa il ciclo dell’ acqua a Padova, nella Bassa e nel vicentino. Una gestione che sarà caratterizzata dalla sua sensibilità per l’ambiente. Dottor Rocca, da dove nascono le maggiori difficoltà di gestione di questo territorio? «L’autorità d’ambito si estende su un’area vasta e articolata. Dove troviamo delle acque di ottima qualità, come nella fascia pedemontana, ma anche acque che vengono percepite come più scarse, come nella Bassa, dove l’acqua viene prelevata dall’Adige e potabilizzata». Da cosa dipende l’aumento delle tariffe? «Dalla necessità di colmare un deficit d’investimenti decennale. Nei prossimi vent’anni invece è stata decisa nel piano d’ambito una serie di investimenti per uniformare la qualità del servizio in tutto il territorio dell’Aato. Per questo le tariffe aumenteranno, magari con un rincaro maggiore nei primi anni e poi più lieve. Ma sono tariffe che servono a finanziare investimenti, non è una tassazione». L’investimento più importante è la condotta adduttrice che da Dueville, nel Vicentino, porterà l’acqua buona nella Bassa. Costo: 95 milioni di euro. Qualcuno si chiede: è veramente necessaria realizzarla? O non sarebbe meglio portare l’acqua da Padova? «Non possiamo far passare tutta la rete delle acque attraverso il nodo di Padova. E’ necessario anche differenziare le fonti. In questo caso ci sarà un 50% di finanziamenti pubblici e il resto sarà diviso tra i vari gestori dell’Aato, per un principio di solidarietà. Il pieno funzionamento è previsto per il 2014, ma ci saranno anche stralci funzionali». E’ necessario il benestare della regione che non è ancora arrivato. Giusto? «Stiamo facendo gli studi necessari, per valutare se il prelievo delle falde sia sostenibile. Pensiamo sia necessario creare dei bacini artificiali, sfruttando le piene dei fiumi, per fare in modo che l’acqua penetri nel sottosuolo e ricarichi» le falde». Oltre agli acquedotti, l’Aato gestisce anche fognature e depuratori. Com’è la situazione? «Siamo passati da una gestione parcellizzata, quasi comunale, al passaggio ai gestori che possono così realizzare economie di scala. Ad esempio chiudendo i depuratori più piccoli e raggruppando le fognature verso un unico depuratore più grande». I piccoli comuni si proclamano virtuosi della depurazione e accusano Padova di non fare abbastanza. Vero? «L’obiettivo dell’autorità è uniformare la qualità in tutto il territorio. E Padova soffre sulla depurazione. Per questo abbiamo previsto grandi investimenti nel piano d’ambito. A partire dal potenziamento di Cà Nordio». Nel Piovese però le tariffe dell’acqua sono diminuite. Perché? «Il gestore Apga negli ultimi anni ha avuto una riduzione degli investimenti. Per questo la tariffa è stata bloccata, perché non corrispondeva ad alcun investimento». E Apga versa in condizioni finanziarie dissestate. «Nel corso del 2007 l’Aato è chiamata a riorganizzare la gestione e non potrà più essere Apga a gestire le acque del Piovese. I sindaci hanno chiaramente indicato la possibilità di un percorso di aggregazione con AcegasAps». Un primo passo verso il gestore unico in tutto il territorio dell’Aato? «Lo scorso anno si è definita in assemblea la scelta di più gestori. Per cui è impossibile parlare di gestore unico nel breve periodo: non è la soluzione al problema delle tariffe. La stessa Etra, che gestisce tutto il territorio dell’Aato Brenta nell’Alta, ha mantenuto tariffe differenziate».
di : (Claudio Malfitano)
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Il MATTINO di Padova – Venerdì, 19 Gennaio 2007
«Il Cvs vara una stangata assurda»
PADOVA. Andare verso il gestore unico per l’acqua, almeno nell’area padovana dell’autorità d’ambito Bacchiglio-Brenta. E’ questa la proposta dei Ds che giudicano una «grave anomalia» le tariffe diverse che pagano gli abitanti della Bassa rispetto a quelli del capoluogo. In particolare la Quercia contesta l’aumento di quasi il 10% delle tariffe previsto da Cvs: «E’ l’aumento più alto di tutto il bacino», spiega il segretario provinciale Fabio Rocco. «E’ un rincaro fatto per giustificare l’esistenza stessa della società e del suo consiglio d’amministrazione. Solo un gestore unico porterebbe a un riavvicinamento delle tariffe con Padova». E l’esempio indicato dai Ds è l’Apga, società che gestisce il servizio nel Piovese, che ha ribassato le tariffe del 4% e che va verso l’aggregazione con un’altra società. «Il rincaro di Cvs invece non può essere giustificato solo con gli investimenti, perché AcegasAps che ha aumentato le tariffe solo dell’1% investe di più» – sottolinea Rocco. Nello stralcio triennale del piano d’ambito sono previsti investimenti per 39 milioni di euro da parte AcegasAps e di 56 milioni da parte di Cvs, ma in questi sono compresi anche i 20 milioni che la società riceve dalla regione. «Integrare ed eliminare l’Apga è un segno di responsabilità e va verso il gestore unico – aggiunge Boris Sartori, membro della segreteria provinciale della Quercia -. Bisogna fare nella Bassa quello che si è fatto nell’Alta con Etra». E tra i motivi di inefficienza di Cvs i Ds indicano tre punti principali: l’esistenza di una società controllata come Cvga, la necessità di tagliare su consulenze e incarichi esterni e i soldi già spesi (almeno 400 mila euro) per la progettazione della condotta per portare l’acqua dal vicentino, un’opera per cui manca ancora la fattibilità da parte della regione.
di : (c.mal.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 17 Gennaio 2007.
PONTELONGO Lo zuccherificio trasformerà 16mila ettari
La campagna saccarifera riparte con una novità che viene da Pontelagoscuro (Ferrara), ma interessa anche centinaia di produttori veneti. Lo stabilimento della Sfir sarà in funzione per un altro anno, lo prevede l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra la società saccarifera romagnola e le associazioni bieticole nazionali. È stata già avviata la sottoscrizione degli impegni di coltivazione, che si concluderà domani. La Coldiretti invita gli imprenditori interessati ad affrettarsi, perché la scongiurata chiusura di Pontelagoscuro permetterà di convogliare l’eccedenza di produzione del Veneto e in particolare del Padovano. «Il nostro zuccherificio di Pontelongo , infatti, potrà trasformare nel 2007 non più di 15-16.000 ettari coltivati di barbabietole, a fronte di impegni di coltivazione per quasi 20.000 ettari – spiega Paolo Martin, direttore di Coldiretti Padova – Per questo la scongiurata chiusura dello stabilimento di Pontelagoscuro rappresenta una valvola di sfogo per le molte imprese che credono nella bieticoltura. Gli imprenditori potranno portare le bietole anche a Pontelagoscuro, ma si devono affrettare a sottoscrivere gli impegni di coltivazione, in modo da raggiungere entro domani l’obiettivo di 15-16 mila ettari per l’impianto della Sfir. Il risultato ottenuto a Ferrara è il frutto di una lunga e difficile mediazione che permette di ridare una prospettiva ad un bacino bieticolo storico, fondamentale anche per centinaia di produttori veneti. La continuità produttiva per il 2007 darà il tempo per valutare e ricercare soluzioni per garantire il futuro dello zuccherificio». «Dalla campagna 2006 le imprese hanno dovuto fare i conti con la profonda riforma che ha interessato il comparto bieticolo-saccarifero – ricorda il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon – Per le imprese venete la bietola deve rimanere la coltura principe della rotazione, viste le buone rese. Il prezzo, infatti, sarà conveniente quanto più la resa di saccarosio per ettaro si avvicinerà ai cento quintali. La media delle nostre aziende è vicina ai novanta quintali ad ettaro e alcune sono già oltre i cento. Sarà necessario perciò investire sulla genetica e sulle tecniche colturali aziendali per garantire un buon prodotto. Altrettanta innovazione dovrà derivare anche sul versante della trasformazione industriale».
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Il MATTINO di Padova – Mercoledì, 17 Gennaio 2007
Pontelagoscuro non chiude Zucchero, rientra l’allarme dei produttori veneti
PADOVA. Schiarita in extremis per il settore zucchero. A pochi giorni dalla scadenza della sottoscrizione degli impegni di coltivazione da parte dei produttori le associazioni nazionali bieticole, Anb, Cnb e Abi, hanno raggiunto l’intesa con la società saccarifera romagnola Sfir che garantisce almeno un altro anno di attività per lo zuccherificio di Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara. Lo stabilimento al di là del Po coinvolge circa 500 produttori veneti, che coltivano poco più di 2.800 ettari sui 13mila complessivi, ma quest’anno potrebbe rappresentare un’alternativa per le eccedenze dello zuccherificio di Pontelongo. L’impianto padovano, infatti, nel 2007 potrà trasformare non più di 16mila ettari di bietole a fronte di richieste di coltivazione per quasi 20mila ettari. I produttori, quindi, potranno fare riferimento anche a Pontelagoscuro, ma devono affrettarsi perché c’è tempo fino a domani, 18 gennaio, per sottoscrivere gli impegni di coltivazione. Lo stabilimento di Pontelaguscuro potrà trasformare fra i 15 e i 16mila ettari, fanno sapere le associazioni bieticole, e gli impegni di coltivazione sono necessari per garantire l’approvvigionamento dell’impianto. «La scongiurata chiusura dello stabilimento di Pontelagoscuro rappresenta una valvola di sfogo per le molte imprese venete che credono nella bieticoltura – afferma Paolo Martin, direttore di Coldiretti Padova -. Il risultato ottenuto a Ferrara offre una prospettiva fondamentale anche per i nostri produttori».
di : (Nicola Stievano)
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Il MATTINO di Padova – Domenica, 7 Gennaio 2007
In arrivo contributi regionali per scuole e impianti sportivi
PONTELONGO. Dalla Regione sono in arrivo importanti finanziamenti per cinque comuni del piovese. Grazie all’intervento dell’assessore regionale ai Lavori pubblici e allo Sport Massimo Giorgetti, la giunta regionale ha stanziato oltre 325 mila euro destinati a interventi di restauro e adeguamento di scuole e impianti sportivi. «Sono particolarmente soddisfatto di questo stanziamento regionale a favore dei luoghi più importanti per la collettività – ha dichiarato l’assessore provinciale allo Sport Mauro Fecchio – perché intervenire sugli istituti scolastici e gli impianti sportivi con opere di restauro e adeguamento significa contribuire ad aumentare la qualità della vita dei nostri cittadini». In particolare al comune di Pontelongo la Regione ha destinato 25 mila euro per lavori nella scuola media e 15 mila euro per quelli nella scuola materna privata, mentre a quello di Codevigo l’amministrazione regionale ha assegnato un contributo di 33 mila euro per interventi nella scuola media. Inoltre al comune di Correzzola andrà un contributo straordinario di 45 mila euro per l’ampliamento e la sistemazione della scuola materna del capoluogo. A beneficiare degli stanziamenti saranno anche alcune palestre. Al comune di Sant’Angelo andrà infatti un finanziamento di 112 mila euro per il rifacimento degli spogliatoi dell’impianto sportivo di Celeseo e altri 97 mila euro andranno al comune di Arre per l’adeguamento dei propri impianti sportivi.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova – Sabato, 6 Gennaio 2007
SACCISICA – Nell’ultimo anno di vita l’azienda che gestisce il ciclo integrato tenta l’operazione in passato fallita. Solo Fecchio contrario. – Acqua, i sindaci fanno ripartire la fusione – Ossari: «Abbiamo affidato a Crivellaro il mandato di preparare al più presto una bozza di accordo fra Apga e Acegas-Aps»
Piove di Sacco – La possibilità di fusione tra Apga e Acegas-Aps torna a farsi strada nell’assemblea dei soci dell’acquedotto piovese. Tutti i sindaci, tranne quello di Correzzola, Mauro Fecchio, hanno sottoscritto una delibera che invita il presidente Giovanni Crivellaro a riconsiderare l’ipotesi di aggregazione tra Apga e la padovana Acegas-Aps.
Il documento, presentato dal sindaco di Pontelongo , Federico Ossari, parla chiaro: «Alla luce dei nuovi aspetti emersi si impegna il presidente Crivellaro a farsi carico, nel più breve tempo possibile, di contattare il presidente dell’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato) Bacchiglione e l’azienda Acegas-Aps al fine di predisporre un piano di lavoro e una bozza di ipotesi di aggregazione, che possa dare una soluzione definitiva che soddisfi le esigenze della nostra azienda». Le reazioni contrarie non hanno tardato ad arrivare. «Apga è un azienda che entro il 31 dicembre 2007 dovrebbe chiudere – ha sbottato Gabriele Volponi di An, componente del cda dell’azienda piovese – Invece di interrogarsi sul futuro del servizio idrico, una parte dell’attuale cda continua a cercare l’accordo a tutti costi con Acegas-Aps, già rifiutato da quest’ultima e non deliberato dall’Aato». Secondo Volponi il problema delle tariffe e dei mancati investimenti sono le due note dolenti dell’attuale amministrazione Apga di centro sinistra. «Strano che si avvii ancora una trattativa senza parlare più della tariffa che a Padova rimane sempre metà rispetto alla Bassa e soprattutto senza chiarire gli investimenti necessari alle reti idriche della Saccisica – continua Volponi – La diminuzione del 5 per cento dovuta ai mancati investimenti dovrebbe far fare delle riflessioni». Chiara l’allusione al fatto che la diminuzione delle tariffe potrebbe essere dovuta ai mancati investimenti. «Gli unici investimenti che con ritardi incomprensibili vengono mandati avanti sono quelli delle fognature finanziati direttamente dalla Regione», chiude Volponi. Il sindaco Ossari puntualizza: «Il decreto Bersani ha cambiato il quadro normativo e dal punto di vista giuridico sono emersi fatti nuovi che permettono di pensare all’aggregazione di Apga con Acegas-Aps. La riduzione delle tariffe è frutto di un’economia che l’azienda è riuscita a mettere in atto negli anni, non deriva certo dalla mancanza degli investimenti. Nell’ultima assemblea dell’Aato Bacchiglione sono stati individuati i subambiti in cui saranno fatti gli investimenti nei prossimi vent’anni, e per quanto riguarda il territorio gestito da Apga, ci sono 40 milioni di euro a disposizione. Questo è comunque un impegno che dovrà assumersi chi andrà a gestire il servizio dai prossimi mesi fino al 2026».
Di: Federica Bertaggia
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Il MATTINO di Padova – Giovedì, 4 Gennaio 2007.
Aumento acqua, l’assessore Bortoli contesta Fecchio: “Dice cose inesatte”
Padova – Dopo le accuse di Mauro Fecchio al Comune di Padova per la gestione del servizio idrico arriva la risposta dell’assessore ai tributi Mauro Bortoli: se non si va al gestore unico, quindi ad una razionalizzazione dei costi, Padova non va a coprire il disavanzo tariffario del Cvs. “Il sindaco di Correzzola dice cose inesatte – dice Bortoli – Il Comune di Padova è sempre stato favorevole alla gestione unica e l’Apga esiste ancora. L’auspicio è che il 2007 possa essere l’anno per la razionalizzazione del servizio”. La smentita, per Bortoli, parte dai numeri: “Nel triennio 2003 – 2006 Acegas Asp ha investito 39.5 milioni di euro tariffati. Il Cvs, nello stesso periodo ne ha investiti 39.1 milioni, quindi 400 mila euro in meno. Inoltre il piano di investimenti approvato lo scorso 28 dicembre dall’ Ato Bacchiglione prevede per Acegas Aps 316 milioni di euro, mentre per Cvs ne prevede 261. E di questi, contrariamente a quelli di Acegas Aps che sono tutti autofinanziati, ben 25 milioni sono dati a fondo perduto dalla Regione”. A fare la differenza, per l’assessore, anche il costo della gestione. “A fronte di investimenti inferiori dice Bortoli – la differenza tariffaria, consistente, deriva dai pesanti costi di gestione di Cvs. Costi che, con il gestore unico, verrebbero contenuti. L’unica via verso un livellamento tariffario è la gestione industriale del servizio. Progetto avanzato da Acegas Aps lo scorso anno e osteggiato proprio dalle amministrazioni della Bassa padovana”. Resistenze politiche che per Bortoli dovrebbero essere rimosse dall’evidenza dei numeri. “Si tratta di atteggiamenti – spiega che denotano scarsa lungimiranza. Si faccia un vero lavoro per arrivare al gestore unico, almeno per Padova, la Bassa padovana e il Piovese. Superando le paure immotivate di essere fagocitati da Aps. Una buona gestione dei servizi passa attraverso una politica industriale possibile”.
Di: Lorena Ulpiani
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 3 Gennaio 2007
Contributi a 5 Comuni per l’edilizia scolastica
PIOVESE – La giunta regionale, su proposta dell’assessore Massimo Giorgetti, ha deliberato di stanziare ulteriori fondi nell’ambito dell’edilizia scolastica, oltre a quelli già stanziati nel 2001. In particolare, i Comuni beneficiari sono: Pontelongo (30 mila euro per la scuola media e 15 mila euro per la materna privata), Codevigo (33 mila euro per la scuola media) e un contributo straordinario di 45 mila euro andrà al Comune di Correzzola per l’ampliamento e la sistemazione della scuola materna del capoluogo. Sempre su proposta dell’assessore Giorgetti, la giunta regionale ha deliberato un finanziamento di 112 mila euro al Comune di Sant’Angelo di Piove per il rifacimento degli spogliatoi degli impianti sportivi di Celeseo. Altri 97 mila andranno al Comune di Arre per l’adeguamento degli impianti sportivi.
Di (Fe.Be.)
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Il MATTINO di Padova – Mercoledì 3 Gennaio, 2007
Torna l’ipotesi di fusione tra Apga e Aps
PIOVE DI SACCO.Nel futuro di Apga c’è l’aggregazione con Aps Acegas: è la convinzione del presidente dell’ente gestore del servizio idrico integrato del piovese, Giovanni Crivellaro. Dopo la battuta di arresto nella trattativa, il nuovo anno vedrà ripartire contatti tecnici e politici per giungere entro breve ad un accordo. Sfuma così l’ipotesi di affidare la gestione del servizio con gara pubblica. Se l’aggregazione con la padovana Aps sembra per Crivellaro l’unica via percorribile, all’interno dello stesso cda di Apga c’è chi osteggia questa soluzione. “Alla fine del 2005 la trattativa per confluire in Aps – fa notare Crivellaro – è naufragata perché ci siamo scontrati con delle norme poco chiare che hanno impedito all’Aato di avallare l’operazione. Poi abbiamo iniziato a redigere il bando per l’assegnazione del servizio tramite gara pubblica ma anche in questo caso sono intervenuti diversi ostacoli. Ora abbiamo un parere legale che attesta la fattibilità della fusione con Aps Acegas”. Non ne è così convinto il consigliere Gabriele Volponi: “Non è comprensibile l’ottimismo con cui il presidente ha presentato nei giorni scorsi la diminuzione del 5 per cento delle tariffe, visto che è stato possibile farlo solo diminuendo gli investimenti. Cosa tutt’altro che saggia, visto le condizioni in cui versano le condotte idriche che perdono oltre il 40 per cento dell’acqua immessa. Si avvia nuovamente la trattativa con Aps senza chiarire quali sono gli investimenti necessari – accusa Volponi – e senza dire che a Padova l’acqua viene pagata la metà. Forse solo fra qualche anno avremo anche qui acqua di fonte, con le condotte di Veneto Acque, ma l’equità tariffaria resterà un miraggio.
Di: (E.L.)
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Il MATTINO di Padova – Martedì, 19 Gennaio 2007
Contributi regionali alla Protezione civile
SACCOLONGO. E’ di 778.746 euro il contributo che la Giunta regionale, su proposta dell’assessore Donazzan, ha concesso alle organizzazioni di Volontariato di protezione civile iscritte all’Albo regionale. I contributi sono finalizzati all’acquisto di mezzi, attrezzature e dotazioni. Le organizzazioni beneficiarie sono: Gruppo comunale di protezione civile di Pontelongo 19.200 euro; Gruppo di Montegrotto Terme 16.000 euro; Gruppo di Pozzonovo 12.000 euro; Distretto di Protezione civile di Padova Sud-Ovest, con sede a Saccolongo 30.000 euro. L’Agesci, Comitato regionale Veneto, con sede a Padova , riceverà invece 36.000 euro per le attività di protezione civile.
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