Luglio 2007
.
.
IL MATTINO di Padova – Martedì, 31 Luglio 2007
TRAGEDIA A PONTELONGO – Forse giovedì l’addio a «Piero» morto nell’auto finita nel fosso
.
PONTELONGO. E’ un paese intero quello che piange la morte di Giampietro Zuriato, il cameriere di 49 anni vittima sabato notte dell’ennesimo incidente stradale. Erano da poco passate le 3 quando l’uomo, dopo aver tamponato con l’auto uno scooter, ha terminato la sua corsa nel fossato che costeggia la Sp 3, all’altezza del centro di San Giacomo. L’uomo lascia una figlia, Eleonora, di 25 anni. Ancora molto scossa la madre Lidia e i quattro fratelli, Maurizio, Gianni, Patrizia ed il gemello Giampaolo. Una famiglia unita, che si è stretta in un dolore composto nell’abitazione di via Bietigheim-Bissingen, dove Zuriato era tornato a vivere da alcuni anni con la madre ed il fratello Maurizio, dopo la separazione dalla moglie. Per quasi vent’anni aveva lavorato come cameriere al ristorante «Piccolo Marte» di Torreglia. Una malattia ai polmoni lo aveva costretto negli ultimi mesi a ritirarsi in attesa di un trapianto che poteva cambiargli la vita. Nonostante le molte vicissitudini, l’uomo non aveva perso il suo sorriso e la sua affabilità, che gli avevano permesso di guadagnare l’amicizia di molte persone. Oggi in mattinata i familiari si recheranno all’obitorio dell’ospedale di Padova per la dolorosa formalità del riconoscimento. Ricevuto il nulla osta sarà fissata la data del funerale che presubilmente si terrà giovedì nella chiesa di Pontelongo.
di : (Alessandro Cesarato)
-
IL MATTINO di Padova – Martedì, 31 Luglio 2007
Tisato trionfa a Vota le Voci – Il cantautore vince la finale di Montegrotto Terme – Anche il giornalista Edoardo Raspelli nella giuria del concorso canoro del Veneto
.
E’ Matteo Tisato il vincitore dell’edizione di Vota le Voci 2007, la manifestazione canora itinerante che nei mesi estivi ha portato sui palchi di tutto il Veneto i giovani cantautori e musicisti emergenti. Per Tisato, trentenne di Pontelongo, è stata una vera soddisfazione, dopo il passaggio alla selezione di Noventa Vicentina è arrivato alla finale di Montegrotto, dove è riuscito a portare a casa l’ambita targa ed il riconoscimento di anni di lavoro, che sarà premiato anche con la promozione nei prossimi mesi su Radio Italia Uno, da anni partner di Vota le Voci, e sulle radio correlate. In giuria un esperto di musica come Massimo Righetto ed il giornalista Edoardo Raspelli, solitamente impegnato nei tour gastronomici della trasmissione “Mela Verde” ed a Montegrotto nell’ inconsueta veste di giurato. Matteo non è nuovo ai premi, nel suo curriculum da cantautore è stato più volte finalista in varie manifestazioni e da poco ha avuto uno speciale riconoscimento della critica per i testi che propone.
Di: Erika Bollettin
-
IL GAZZETTINO di Padova – Martedì, 31 Luglio 2007
CASALSERUGO/PONTELONGO – ‘ex moglie di Zuriato dagli amici del ferito La madre del ragazzo: «È vivo per miracolo»
.
Casalserugo/Pontelongo – (Gl.C.) Quindici punti di sutura alla testa, una vertebra spostata, tante botte ed escoriazioni. Se l’è cavata così Roberto Bagarello, il 17enne di Casalserugo falciato sabato notte a San Giacomo di Albignasego in sella al suo scooter dalla Rover di Giampietro Zuriato , 49enne di Pontelongo , morto nell’impatto. Dell’uomo non è ancora stata fissata la data del funerale, in attesa dell’autopsia sul corpo. Intanto Roberto non ricorda la dinamica. «Quando siamo andati a trovarlo in ospedale – raccontano gli amici – ci ha chiesto del suo scooter, tanto lo ha a cuore. Dell’incidente invece non ricorda nulla, crede di essere caduto da solo». Tiziano Viale, uno dei primi soccorritori, racconta di aver udito il rumore dello scontro da Casalserugo con alcuni amici: «Siamo subito accorsi. C’erano pezzi di carrozzeria ovunque. Ci siamo precipitati a tirare fuori dal fosso il ragazzo. Dall’auto abbiamo sentito ansimare l’uomo per qualche minuto, poi più nulla».Subito dopo, a prestare aiuto sono arrivati i clienti del bar “da Merlo”, vicino al luogo dello scontro. Infine gli amici da poco salutati da Roberto al ritrovo in piazza: «Avevamo festeggiato alla pizzeria Clipper in zona Crocifisso la finale del torneo di calcetto, siamo tornati davanti alla chiesa – raccontano – poi Roberto ci ha salutato. Qualche minuto più tardi abbiamo sentito un’auto sfrecciare. Uno di noi ha anche scherzato “speriamo non prenda Roberto” e poi il botto». Sono stati gli stessi amici ad avvisare i genitori dell’accaduto, nel mezzo della notte. Mio figlio è vivo per miracolo – dichiara la madre Fiorella – sono colpi duri, i medici dicono che ora è stabile, ma dagli esiti degli esami sapremo meglio». Domenica sera, i coetanei di Roberto hanno inoltre ricevuto la visita dell’ex-moglie di Zuriato: «Si è fermata qui in piazza e ci ha chiesto del ragazzo coinvolto, le sue condizioni e dove era stato ricoverato».
-
IL GAZZETTINO di Padova – Lunedì, 30 Luglio 2007
LA VITTIMA GIAMPIETRO ZURIATO – Faceva il cameriere “a chiamata”Era contento perchè stava risolvendo un grave problema di salute, stasera aveva organizzato una festa Pontelongo – Stasera sarebbe stata una grande serata per “Piero”, così tutti chiamavano in paese Giampietro Zuriato. Avrebbe dovuto fare una grande festa nel giardino di casa sua, in via Bietigheim-Bissingen 37 a Pontelongo , dove viveva con la madre Lidia e il fratello Maurizio, dopo la separazione dalla moglie da cui aveva avuto anche una figlia di 24 anni. Era particolarmente felice in questi ultimi tempi, pervaso da un’euforia che i parenti più stretti fanno ancora fatica a spiegarsi. Forse stava arrivando una risposta a quel problema di salute che gli condizionava la vita ormai da diversi anni. «Era affetto da un forma di fibrosi cistica che gli impediva di respirare regolarmente – racconta a fatica per la commozione il fratello Maurizio – Aspettava da un anno il trapianto del polmone e nel frattempo viveva sopportando qualche disagio». Come la bombola d’ossigeno sempre a portata di mano in caso di necessità. Nonostante tutto “Piero” continuava a lavorare come cameriere “a chiamata” al ristorante “Al piccolo Marte” di Torreglia. Sabato sera aveva cenato lì con altri suoi parenti. Poi aveva salutato tutti dicendo che sarebbe rincasato dopo poco, senza sapere che quello sarebbe stato il suo ultimo saluto. «Era stato un uomo di mondo – ricorda l’amico Antonio del bar “Milù” – A 19 anni si era imbarcato come cameriere nelle navi da crociera e così aveva visitato alcuni fra i posti più belli del mondo». Da un tavolino si alza Andrea: «Veniva spesso in questo bar o nell’altro, “dal Baffo” – dice – Ultimamente sembrava riuscisse a far fronte meglio alla malattia. Lo vedevo sorridente e negli ultimi giorni parlava sempre della festa di lunedì». Festa alla quale aveva invitato anche il suo vicino di casa. Gliel’aveva detto felice da una parte all’altra della rete, mentre stava innaffiando il giardino.
Fe.Be.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Lunedì, 30 Luglio 2007
Strade macchiate di sangue come mai prima d’ora. Una frequenza di incidenti mortali da far rabbrividire.Albignasego si è trasformato in un girone della morte: quattro vite stroncate in meno di un mese e nello spazio di pochi chilometri, lungo due delle strade tra le più percorse dell’intera provincia. La tragica sequela è iniziata il 5 luglio con la morte del motociclista di Agna Luigi Mazzucato, 42 anni, sposato e padre di due figlie. Ha trovato la morte lungo la “Conselvana”, così come i due muratori rumeni che si sono schiantati in scooter all’alba di sabato mentre andavano al lavoro a Due Carrare. L’ultimo fatto di sangue è avvenuto poche ore dopo, sabato notte. Sulle stesse strade è andato incontro alla sua fine anche Giampietro Zuriato, 49 anni, di Pontelongo . Si è scontrato con lo scooter di Roberto Bagarello, 17enne di Casalserugo, lungo la Provinciale 3, in località San Giacomo. Zuriato è morto sul colpo. Il giovane è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Padova. La dinamica dell’incidente resta da chiarire, perché chi l’ha vissuta non può più raccontarla. Rimane spazio per le ipotesi, per ricostruzioni sulla carta che non rendono giustizia all’angoscia che attanaglia i cuori dei parenti. Secondo i primi rilievi effettuati dalla polstrada di Padova sembra che Zuriato stesse viaggiando, diretto verso casa, sulla provinciale 3 Padova-Bovolenta, passando per Albignasego e Casalserugo. Erano le 3.40 di sabato. Sul suo tragitto ha incontrato Roberto Bagarello in sella allo scooter Malaguti. Anche il giovane stava tornando a casa, a Casalserugo, in via Turati 3, dove risiede con i genitori. Era appena partito da San Giacomo, dove aveva festeggiato la finale del torneo paesano di calcetto e si era accordato con gli amici per una domenica in piscina. Entrambi i mezzi si muovevano, quindi, lungo la stessa traiettoria. Per cause al vaglio della polizia la Rover berlina di Zuriato avrebbe tamponato il giovane in motorino. L’impatto avrebbe fatto perdere all’automobilista il controllo della vettura, uscita di strada e finita con il muso in un fossato. Zuriato è stato estratto privo di vita dalle lamiere. Ancora non è chiaro se a provocare la morte sia stata la violenza dell’urto, o un malore prima dello scontro. Bagarello è stato sbalzato dalla sella del motorino ed è finito anch’egli nel fosso, a pancia in giù. A soccorrerlo per primi sono stati gli amici che aveva salutato solo pochi istanti prima. I giovani hanno sentito il botto provenire dalla strada. Sono andati a vedere e quando hanno notato lo scooter a terra si sono lanciati in una corsa forsennata. Una corsa che ha permesso di salvare la vita di Roberto, perché sono stati proprio loro a sollevare il viso del 17enne dall’acqua, tirando il suo corpo verso l’argine, evitando che potesse soffocare. «Era cosciente e continuava a dire che gli faceva male alla schiena», raccontano i ragazzi. Sempre loro hanno chiamato i soccorsi e, nel giro di pochi minuti, quel tratto di provinciale, all’altezza di via Risorgimento, è diventata un via vai di sirene di ambulanze, polizia e vigili del fuoco. «È un miracolo che mio figlio sia salvo», ripeteva in lacrime, ieri pomeriggio, la mamma Fiorella che, con il marito Massimo e altri parenti, non l’hanno lasciato un attimo solo all’ospedale di Padova dove si trova ricoverato con numerose fratture. Il ragazzo, che lavora da un anno in una ditta idraulica di Roncaglia, ha vissuto a lungo a Mortise, trascorrendo però molto tempo dai nonni paterni a San Giacomo, fino al recente trasferimento della famiglia a Casalserugo. «Mio nipote – racconta nonno Ugo – ha sempre vissuto qui da noi, dove ha coltivato la sua passione per i motori. Ha amici da queste zone e anche da Casalserugo, dove ha da poco perso un caro amico, Stefano Noventa, morto qualche chilometro più in là, sulla stessa strada in cui è stato investito mio nipote».
-
IL MATTINO di Padova – Lunedì, 30 luglio 2007
Muore nell’auto accartocciata nel fosso – Il cameriere, prima di sbandare, aveva tamponato uno scooter: grave un diciassettenne Giampietro Zuriato aveva 49 anni.
L’incidente è avvenuto alle 3 di notte a San Giacomo
ALBIGNASEGO. Ancora un incidente mortale sulle strade di Albignasego. A meno di ventiquattr’ore dalla tragica scomparsa di due giovani muratori rumeni, si è verificato un altro schianto. Ultima vittima di questo insanguinato fine settimana è Giampietro Zuriato, quarantanovenne di Pontelongo, finito con la sua auto nel fossato che costeggia la Sp 3, all’altezza del centro della frazione San Giacomo, dopo aver tamponato lo scooter condotto da B.M., 17 anni di Casalserugo. Il ragazzo, che stava tornando da un sabato sera passato allegramente con gli amici alla sagra del paese, si trova ora in prognosi riservata all’ospedale di Padova. Erano da poco passate le 3.30 quando – secondo la ricostruzione della Polstrada di Padova – Giampietro Zuriato, che era diretto nella sua abitazione di Pontelongo dopo avere trascorso la serata a cena con familiari ed amici, avrebbe urtato lo scooter di B.M., che lo precedeva nello stesso senso di marcia. In seguito allo scontro, l’uomo avrebbe perso in maniera irrimediabile il controllo della sua Rover 1.6 che, sbandando, è andata a finire nel fossato attiguo alla Provinciale. Per l’uomo le lesioni riportate dall’impatto sono state fatali. La dinamica e soprattutto le cause all’origine del tamponamento non sono ancora chiare. Forse un malore o un improvviso colpo di sonno. L’unica certezza è che i mezzi coinvolti sono ridotti in condizioni al dir poco impressionanti. La Rover di Zuriato, che si è accartocciata nel letto del fossato, risulta completamente distrutta nella parte anteriore. Irriconoscibile lo scooter di B.M., uscito dall’impatto e dalla folle corsa sull’asfalto completamente distrutto. La vittima della strada, residente a Pontelongo in via Bietigheim-Bissiger al civico 37, lascia la madre Lidia, con la quale era tornato a vivere dopo la separazione dalla moglie, e la figlia Eleonora di 25 anni. Giampietro Zuriato, che aveva compiuto 49 anni lo scorso 5 maggio, aveva quattro fratelli: Patrizia, Gianni, Maurizio ed il gemello Giampaolo. L’uomo aveva sempre esercitato come professione il cameriere e dopo una lunga gavetta che lo aveva portato in giro per il mondo, dall’Inghilterra al Giappone, era approdato al ristorante «Piccolo Marte» di Torreglia sui Colli Euganei. Da un anno, però, era stato costretto ad abbandonare il lavoro a causa di una malattia polmonare ed era in lista d’attesa per un trapianto. Nonostante tutto questo continuava ad affrontare la vita sempre con il sorriso sulle labbra. Era molto conosciuto a Pontelongo dato che frequentava i diversi locali del paese nonostante fosse spesso impegnato con il lavoro. «Quando ritornavo in paese – racconta il gemello Giampaolo, che da tempo vive a Mestre e assomiglia a Giampietro come una goccia d’acqua – ero sempre scambiato per mio fratello. Per le strade mi salutavano moltissime persone che io non conoscevo e mi stupivo di come Giampietro fosse così conosciuto, rispettato e ben voluto». Probabile l’autopsia, tanto che, in attesa del nullaosta, non è stata ancora fissata la data del funerale, che sarà celebrato a Pontelongo.
di : Alessandro Cesarato
-
IL MATTINO di Padova – Lunedì, 30 luglio 2007
Viveva a Pontelongo, lascia una figlia di 25 anni – «Allegro e disponibile»
PONTELONGO. Una persona espansiva, allegra, che sapeva farsi volere molto bene. Questo per tutti era Giampietro Zuriato. Lo si coglie chiaramente non solo dalle parole dei parenti e dei tanti amici, ma anche dal dolore con cui tutto il paese ha accolto la tragica scomparsa dell’uomo. Molto significativa la testimonianza di Antonio Garbin, titolare del ristorante «Piccolo Marte» di Torreglia, dove Giampietro aveva lavorato come cameriere per quasi vent’anni. «Eravamo amici d’infanzia, dall’epoca delle elementari – racconta commosso il ristoratore – e insieme abbiamo passato gioie e dolori, in quello che è stato il nostro tirocinio della vita. Sono stato io a insistere e a volere che venisse a lavorare da me, dopo la sua esperienza fatta in giro per il mondo. Un ragazzo d’oro – continua l’amico – buono e sempre disponibile. Era sempre allegro ed espansivo nonostante le molte difficoltà. La morte prematura del padre, la separazione dalla moglie, un grave incidente ed ora la malattia, non avevano scalfito la sua voglia di vivere». Sebbene da alcuni mesi Zuriato non lavorasse più al «Piccolo Marte», continuava tuttavia ad avere un contatto giornaliero con l’amico Antonio. «Ultimamente era un po’ preoccupato per l’operazione che avrebbe dovuto affrontare. Si chiedeva se ce l’avrebbe fatta anche questa volta. Noi tutti cercavamo di stargli vicino». Anche Luca, un amico di famiglia che vive nello stesso quartiere dove il cameriere divideva la casa con la madre Lidia ed il fratello Maurizio, lo descrive come una persona solare. «Aveva sempre la battuta pronta – ricorda Luca – e una buona parola per tutti. Mi meravigliava poi come negli ultimi tempi, sebbene soffrisse per la malattia, fosse sempre lui a rincuorare gli altri».
di : (al.ces.)
-
IL MATTINO di Padova – Lunedì, 30 luglio 2007
La vittima è Giampietro Zuriato, cameriere di 49 anni, di Pontelongo – Tampona scooter e muore nel canale
ALBIGNASEGO. Le strade di Albignasego continuano ma mietere vittime. L’altra notte la sorte è toccata a Giampietro Zuriato, cameriere di 49 anni, che dopo una cena con amici stava rientrando a casa a Pontelongo. Lungo la Provinciale 3 all’altezza di San Giacomo ha urtato lo scooter condotto da B.M. diciassettenne di Csalserugo, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Padova. Zuriato, dopo l’urto ha perso il controllo della sua auto che è finita nel fossato che fiancheggia la strada, dov’è morto per le lesioni riportate nell’urto dentro il canale. Intanto, la sorella di Teofil Mihoc, il rumeno morto assieme all’amico Valentin Ghiuzam, sulla Conselvana sabato, chiede aiuto a chi ha visto l’incidente, convinta che non sia successo per fatalità.
di : CESARATO E FERRO
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 29 Luglio 2007
La contrarietà espressa dall’assemblea Aato…
Piovese – La contrarietà espressa dall’assemblea Aato alla delibera di fusione tra Apga e Acegas-Aps non vieta ai Comuni soci dell’azienda piovese di continuare a portare avanti l’ipotesi di aggregazione. La comunicazione è arrivata, tramite lettera firmata dal direttore dell’autorità d’ambito, Paolo Rocca, ai dieci Comuni che fanno capo ad Apga . Per i sindaci di Cona, Sant’Angelo, Pontelongo, Polverara, Piove di Sacco, Legnaro, Brugine, Arzergrande e Codevigo ha avuto lo stesso effetto di una scarica di adrenalina. Così, tra ieri mattina e domani sera, sono stati convocati consigli comunali nei quattro angoli della Saccisica per portare avanti questa battaglia al motto di “acqua migliore e a minor prezzo per i cittadini del Piovese”. Un piccolo colpo di scena, quindi, proprio quando la realtà dei fatti sembrava aver accantonato l’ipotesi di aggregazione con la multiutility di Padova e Trieste lasciando aperto qualche spiraglio all’affidamento del servizio mediante gara o all’aggregazione definita “in house”, con un gestore limitrofo come il Cvs. Invece l’Aato, per mano del direttore, torna sui suoi passi e chiarisce che “l’assemblea d’ambito non ha espresso, e neppure ne ha competenza, alcuna valutazione di merito circa la fattibilità della prospettata fusione di Apga in Acegas-Aps o circa la congruità del concambio azionario deliberato dai Consigli di amministrazione delle due società”. Affermazione, quest’ultima, che ha reso necessaria una rettifica della delibera approvata in precedenza da nove consigli comunali su dieci. Nei banchi dei “parlamentini” locali non sarà più presentata la delibera di fusione che lascia comunque l’ultima parola all’autorità d’ambito. Ma, visto come sono andate le cose, una delibera in parte modificata permette ai Comuni di perseguire questa strada indipendentemente dal parere dell’Aato. «L’autorità d’ambito ha indicato un percorso che corrisponde a ciò che chiede il territorio, riservandosi comunque di riunirsi a settembre – afferma Romano Boischio, sindaco di Sant’Angelo – Noi amministratori uniti andremo avanti per ottenere il meglio dal punto di vista qualitativo ed economico per i cittadini».Ironizza il sindaco di Correzzola, Mauro Fecchio, su questa situazione: «Ho un parere legale che dice chiaramente che la manovra di fusione va decisa in ultima analisi dall’assemblea Aato. Non ho portato la delibera prima che Aato si esprimesse, figuriamoci se la presento oggi che il Cda e l’assemblea l’hanno bocciata». E passa all’attacco: «Continuano con le bugie e forzando la norma. A questo punto la questione non è più politica ma saranno altri organi a chiarire se l’operazione è legittima e se il prezzo di concambio è congruo».
di : Federica Bertaggia
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 29 Luglio 2007
Polverara. Un consiglio comunale straordinario per incorporazione di Apga…
Polverara. Un consiglio comunale straordinario è stato indetto dal comune per rettificare la delibera con cui si era dato l’ok per la fusione per incorporazione di Apga , l’azienda piovese di gestione acque, in Acegas-Aps. Una postilla rendeva infatti vincolante il giudizio dell’Aato Bacchiglione, l’Assemblea d’ambito che la scorsa settimana ha dato il suo parere negativo, eliminando così la possibilità di fusione. Il “colpo di scena” giovedì: una lettera dell’Aato ai comuni interessati specifica che “La votazione contraria dell’Assemblea non pregiudica il diritto delle due società alla fusione”. Da qui la corsa di Polverara e degli altri 9 comuni favorevoli per rettificare la delibera e togliere la postilla, in vista dell’assemblea straordinaria dei sindaci del piovese fissata per martedì. Data in cui sarà confermato il voto favorevole alla fusione che permetterà l’ulteriore approvazione dell’accordo, prevista per giovedì, da parte di Acegas Aps. Chiamati all’ultimo minuto, i consiglieri si sono presentati nel numero minimo per poter rendere efficace la modifica. «Siamo convinti che questa sia l’unica strada percorribile – sentenzia il sindaco Olindo Bertipaglia – con la fusione, l’acqua a Polverara arriverà dalla montagna e sarà pagata il 30 per cento in meno rispetto a ora. Ci sarà inoltre la possibilità di rifare le tubature che ora perdono il 50 per cento della portata”. Bertipaglia si permette un secondo affondo, in merito alle contestazioni sulla regolarità giuridica dell’accordo sollevate dal Centro Veneto Servizi, altra società pubblica con cui l’Apga potrebbe fondersi, e dal sindaco di Correzzola contrario all’incorporazione in Acegas Aps: “Per quanto riguarda la valutazione dell’azienda ed il concambio di azioni, abbiamo consultato alcuni esperti che ci hanno assicurato che i passaggi e le perizie si sono svolti nella piena regolarità”.
di : Gloria Cesarotto
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, Sabato, 28 Luglio 2007
MESTRE – Parte la campagna saccarifera …
MESTRE – Parte la campagna saccarifera e l’assessore regionale Chisso annuncia che 10mila Tir carichi di barbabietole verranno tolti dalle strade, compresa via Orlanda. Viaggeranno sul treno da Portogruaro a Pontelongo .
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, Sabato, 28 Luglio 2007
Barbabietole sui treni. Grazie anche a Giulia – L’assessore Chisso: «Con 4 treni al giorno togliamo 10 mila Tir dalla strada. Anche quelli di via Orlanda»
“L’interesse collettivo deve essere superiore a quello dei singoli. E, dunque, le barbabietole andranno su treno. Si tratta di 10 mila Tir in meno sulle strade della nostra provincia. Mi spiace per chi ha i vetri delle finestre che tremano al passaggio dei treni, ma stiamo parlando di vite umane e la vita di una persona autorizza il fastidio di un po’ di rumore.” Così Renato Chisso (nella foto). L’assessore regionale ha dato il via anche quest’anno alla campagna saccarifera e vuol dire che 10 mila camion adibiti al trasporto delle barbabietole si trasformeranno in 4 treni che ogni giorno partiranno da Portogruaro per raggiungere Pontelongo , nel padovano, dai primi di agosto e fino alla fine di settembre. Fra quei 10 mila camion che infestano le strade della provincia, sicuramente ce n’è qualche migliaio che sarebbe passato anche per via Orlanda e se Chisso si è impuntato anche quest’anno sul trasporto delle barbabietole via treno, lo si deve anche al sacrificio di Giulia Abbadir, la ragazza uccisa da un camion in via Orlanda. Non ci fosse stata quella tragedia, forse quest’anno avrebbero dormito fra 18 guanciali i cittadini che abitano lungo la Mestre-Adria e che hanno ingaggiato una battaglia furibonda contro quei 4 treni delle barbabietole. Battaglia vittoriosa dal momento che un giudice di Dolo, Gianmarco Marinai, ha sentenziato che nessun treno deve passare sulla linea Mestre-Adria dopo le 10 di sera e prima delle 8 del mattino. Per salvaguardare le orecchie di chi abita a ridosso della ferrovia. Meglio insomma i padiglioni auricolari di quei quattro che hanno la casa sulla Mestre-Adria, che i polmoni – e le vite – delle centinaia di migliaia che vivono tra Mestre e Pontelongo . Pensare che si parla perfino di 4 treni nell’arco di una giornata con un termine temporale delle 10 di sera e un fastidio che dura meno di due mesi. Eppure non ci sono santi, nemmeno la strage sulle strade, nemmeno i continui richiami alla necessità di far diminuire il traffico su strada, ha fatto cambiare idea ai Comitati e l’amministratore delegato di Sistemi Territoriali, che gestisce la linea ferroviaria Mestre-Adria, Michele Gambato, già mette in conto manifestazioni e blocchi dei treni, denunce e cause a non finire. “Ma abbiamo ridotto al minimo dei minimi l’impatto perchè stiamo parlando di 4 treni al giorno, due pieni e due vuoti che partono da Portogruaro ed arrivano fino a Pontelongo – spiega Gambato – E l’ultimo treno deve passare prima delle 22. Nonostante questo, mi aspetto di tutto.” Gambato non voleva più sentir parlare di barbabietole viste le denunce, i processi, i guai che ha avuto finora per portare in treno fino allo zuccherificio quelle barbabietole, ma l’assessore regionale Renato Chisso non ha avuto dubbi, non dopo la morte di Giulia Abbadir sulla maledetta via Orlanda, una strada molto usata dai camion delle barbabietole che arrivano da Portogruaro e vanno più per le strade della Riviera. “Che cosa dovevo fare, accettare che, per gli interessi legittimi, ci mancherebbe, di una parte di cittadini che abita lungo la linea ferroviaria, riempissimo le strade di Tir? I sindaci della zona, da Pontelongo a Piove di Sacco, mi hanno chiesto espressamente di continuare con la campagna saccarifera, come gli anni scorsi, nonostante le difficoltà. E anche il Comune di Venezia ha detto chiaro e tondo che non voleva più camion delle barbabietole sul suo territorio. Dunque, mi sembra che la soluzione adottata sia la migliore per il bene comune. Capisco il sacrificio di questi cittadini che debbono sopportare rumori e vibrazioni, ma dovrebbero capire che stiamo salvando vite umane.” Chisso si riferisce non solo agli incidenti stradali, ma anche all’inquinamento. 10 mila Tir in strada buttano in atmosfera quintalate di polveri sottili e di idrocarburi. Toglierli di mezzo vuol dire far respirare un po’ meglio tutti. Anche quelli che abitano sulla Mestre-Adria.
di: (m.d.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 27 Luglio 2007
L’INTERVENTO
Piergiorgio Cortelazzo – Capogruppo di AN Consiglio Regionale
Mauro Fecchio – Sindaco Correzzola
Più ci si ostina a sostenere la partita della fusione Acegasaps Apga , più questa operazione nasconde punti poco chiari e a farne le spese, come sempre, saranno i cittadini della bassa che si ritrovano depauperato il loro patrimonio pubblico. Desta sospetti l’accanimento dell’assessore Bortoli nel difendere questa operazione nonostante la bocciatura dell’assemblea dell’Ato, convocata senza il parere del Consiglio d’amministrazione.Bortoli parla di mediocrità della destra, ma è più probabile che l’assessore non voglia considerare alcuni punti, segnali oggettivi di un peggioramento del servizio.
1. nella proposta di fusione i riferimenti alla tariffa vengono rinviati a successivi provvedimenti che dovrebbe prendere l’autorità d’ambito: a tal proposito è interessante notare come le valutazioni relative all’indice di borsa, meditate da addetti ai lavori, sottolineino come gli aumenti tariffari siano una variabile fondamentale per la valutazione del titolo Acegasaps Aps.
2. la valutazione di questa fusione data unicamente dalla società si basa solo sui metodi reddittuali che non considerano il valore del patrimonio pubblico demaniale dell’Apga .
3. Tutta l’architettura giuridica per consentire questa fusione sembra al limite della legittimità. L’operazione si basa su pareri legali che per quanto autorevoli rimangono tali. Ricordiamo che al Senato è fermo il disegno di legge che disciplina la materia già approvata dalla Camera. Non si capisce perché invece non vengano considerati altri pareri che evidenziano il pericolo che il patrimonio pubblico demaniale di Apga finisca in mano a privati (i soci di Acegasaps). Su questo punto, l’assessore Bortoli è piuttosto schivo: com’è possibile tollerare che un’azienda che ha ricevuto trasferimenti pubblici per 25 milioni di euro, solo negli ultimi anni, sia valutata 707 mila euro?. L’Apga non è un’azienda decotta ma ha un sistema fognario superiore alla città di Padova.
L’Aps ha imposto per anni costi salati della fornitura d’acqua, che hanno messo in difficoltà gestori come Apga e Cvs, e non si è mai preoccupata di investire nella rete fognaria della città. Si preoccupi l’assessore Bortoli di arginare l’inquinamento del fiume Bacchiglione e di rispettare le normative europee. Strano, molto strano, che la sinistra e i sindacati difendano un’operazione che appare più finanziaria e speculativa che non tesa alla salvaguardia della gestione territoriale e solidale dell’acqua. Altro che difesa di poltrone: qui si tratta di impedire che nella bassa padovana anche il servizio dell’erogazione idrica venga gestito da call center e con interessi finanziari dettati dalle quotazioni di borsa. Consigliamo a Bortoli di fare shopping acquistando anche Etra visto che è tanto preoccupato di ottimizzare il servizio idrico a livello provinciale.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 27 Luglio 2007
MULTIUTILITY Toscani: «Basta paletti politici o di campanile, è l’ora dell’alleanza»
Multiutility, è il momento delle scelte. «La politica mi sembra ancora divisa e distratta da logiche di schieramento o di campanile, non è ancora riuscita a sintonizzarsi sull’interesse reale dei cittadini e del mercato. Ma il tempo stringe, l’ora delle alleanze nel Nordest è arrivata: ora o mai più». Lamberto Toscani, presidente della Confservizi del Veneto, manager di area Aps, 56 anni, sprona il mondo dei servizi pubblici locali veneti e friulani a trovare una strada d’aggregazione “altrimenti finiremo schiacciati dai colossi che si stanno costruendo in Emilia Romagna (Hera) e in Lombardia (Asem) con Iride (Torino-Genova) – osserva l’ex presidente della Provincia di Padova – purtroppo molti rappresentanti degli azionisti, cioè di Comuni ed enti locali, non si rendono conto della situazione. L’ultimo caso è la fusione decisa tra Aps-Acegas e Apga , la società dell’acqua di Piove di Sacco, saltata per l’opposizione dell’Aato (autorità di Bacino) locale, quella Brenta-Bacchiglione. Ma è possibile che un’alleanza di cui si discute da due anni venga bocciata dall’opposizione di qualche consigliere?”. Toscani fa l’esempio di Veritas, la multiutility che è riuscita a mettere insieme tutte le realtà della Provincia, e avverte il rischio che anche il gas made in Asm Rovigo finisca all’esterno del perimetro, cioè per esempio ad Hera.
Ma il vero snodo è EstEnergy, la società del gas di ApsAcegas che entro fine mese dovrebbe scegliere il partner. «È ovvio che una scelta territoriale, per esempio AscoPiave, potrebbe facilitare il processo d’aggregazione regionale, ma stiamo parlando di una società che è quotata in Borsa, obbligata quindi a scelte gestionali di stretta economia».
Il passaggio è delicato, ma sembra quasi una forca caudina: o passi sotto Treviso o è la fine della multiutility del Nordest. «Siamo arrivati a questo punto anche perché non si sono cercate strade d’alleanza alternative, per esempio utilizzando Elettrogas come veicolo d’incontro – dice il presidente di Confservizi Veneto – in questa società da 125 milioni di fatturato che compra gas sul mercato e lo vende solo a distributori o grossisti sono già presenti Aps Holding e Aim Vicenza col 33\% del capitale ciascuna, mentre un 17\% a testa è delle associazioni industriali di Rovigo e Padova, ben disposte ad aprire il loro capitale a nuovi soci. Perché non iniziare da lì a operare insieme?». Toscani chiede ai governatori Galan e Illy di fare uno sforzo in più, di spronare con maggiore attenzione e forza i sindaci e i vertici delle varie società. «Veneto Sviluppo è in pista, ma non ha quote di capitale se non in Ascopiave, quindi può fare solo un lavoro di regia, che comunque è fermo in attesa di una decisione su EstEnergy – sottolinea il presidente della federazione delle utility venete – noi siamo assolutamente disposti ad affiancare Irene Gemmo in quest’opera di convincimento, forse una mano da chi è già dentro al settore non sarebbe male». Il tutto senza creare miti: «Pubblico non sempre è sinonimo di inefficienza, anzi – ricorda Toscani – in settori come i nostri, a tariffe definite, lavora anche meglio del privato perché ha ben presente l’interesse delle collettività. E poi come si fa a privatizzare l’acqua? No, la via maestra per l’efficienza e lo sviluppo, non dimentichiamo che servono anche molti investimenti per ammodernare le reti, nei nostri settori è l’aggregazione. Così saremo anche al riparo da colonizzazioni e colossi italiani».
di: M.Cr.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 27 Luglio 2007
Piove di Sacco – Spazzati via nell’arco di un secolo, abbattuti dal benessere che dal dopoguerra in poi ha premiato laboriosità e ingegno dei veneti, i “casoni”, le tipiche abitazioni contadine di campagna e laguna nordestine, oggi sono ridotti a un conto alla rovescia: solo nel Padovano, a inizio ‘900 erano ventimila, negli anni ‘40 erano già diventati mille, per ridursi a quindici negli anni ‘80 fino agli odierni sei. Quattro di questi si trovano nella Saccisica, la parte più orientale della provincia di Padova, bonificata dai monaci benedettini nell’anno 1000, tutt’oggi sospesa tra terra e acqua. Una bell’occasione per vederli – e per riappropriarsi un po’ del nostro passato – è data da “Gusti & Trosi in Saccisica”, manifestazione organizzata domani e domenica a Piove di Sacco da Wigwam Clubs Italia. «Sarà l’occasione – spiega Efrem Tassinato, presidente del circuito Wigwam – consente di entrare in contatto con il silenzioso verde della campagna nonché di visitare un’area produttiva di millenaria tradizione contadina». Il programma prevede nelle mattinate due escursioni di circa tre ore in bicicletta (a partire dalle 10, costo 5 euro ciascuna): dapprima si scoprono i “trosi di Arzerello” con soste e visite al cinquecentesco Palazzo Foscarini-Erizzo, oggi sede comunale di Pontelongo , al Santuario del Cristo di Arzerello e alla locale cantina Sansovino per una degustazione di vini della Saccisica, Raboso veneto IGT, Merlot e Cabernet delle Corti Benedettine Padovane DOC in primis. Il secondo giorno escursione guida alla scoperta dei casoni, quello Rosso dalla rara pianta quadrata, e il casone di via Ramei, visitabile ogni domenica da aprile a settembre, poi solo su prenotazione. Info 049.9704413, www.wigwam.it Marina Meneguzzi
-
IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 25 Luglio 2007
L’assessore Bortoli che è anche nel consiglio dei sindaci dell’Aato Bacchiglione che ha bocciato l’operazione, attacca Fecchio e Casarin – Fusione Aps-Apga: «Che figura, la destra»
«Invece di collaborare con gli altri territori per una politica che diminuisca le tariffe, fanno la guerra» «Il centrodestra in questa vicenda ha dimostrato una mediocrità sconcertante. Ha messo in piedi una visione ottocentesca che in nome del pericolo di essere fagocitati dalla “città” anzichè capire che la strada è la collaborazione tra gli enti ha penalizzato i propri cittadini». Non le manda a dire l’assessore alle partecipazioni comunali Mauro Bortoli agli amministratori di centrodestra dei comuni della Bassa che la scorsa settimana hanno votato contro, nell’assemblea dell’Aato Bacchiglione, alla fusione delle due società acquedottistiche Acegas-Aps e Apga . Quest’ultima serve i comuni del piovese e nove sindaci su dieci, tutti quelli serviti in pratica, tranne Correzzola di cui è sindaco Mauro Fecchio (An) pure consigliere provinciale, avevano votato sì. Da notare che dentro ci sono sindaci di destra e di sinistra. Ma la campagna dei sindaci del Centro veneto servizi (Cvs) che gestisce il conselvano che si sono sentiti scippati dal possibile matrimonio con Apga ha portato ad una votazione insufficiente. Dei 144 comuni dell’Aato (80 padovani il resto vicentini) 53 hanno detto sì, 15 si sono astenuti e 31 hanno votato contro. Fusione mancata per tre voti. Dietro c’è un braccio di ferro fra sinistra e destra, quest’ultima forte soprattutto nella Bassa. Ma evidentemente con certa destra gli accordi dovevano essere già stati presi se Bortoli ieri ha affermato: «La capacità di coordinamento della Provincia dovrebbe migliorare». Come dire a Casarin: i tuoi sindaci non hanno supportato il voto. Conseguenza? «Si potrebbe fermare la volontà degli amministratori che intendono migliorare i servizi con l’abbattimento delle tariffe e l’arrivo di un’acqua più buona. E questo quando l’Apga entro il 2007 per legge regionale si dovrà sciogliere, non raggiungendo i 200mila utenti. Nel contempo ha un rete che perde oltre il 40 per cento di acqua e sulla quale si dovrebbero fare massicci investimenti. Mi aspetto dunque che sia rispettata la volontà del territorio. Questo infatti è stato il primo caso nella storia che si sono voluti umiliare i sindaci di un territorio quando pure Thiene governato dalla Lega, aveva detto sì».
di : M.G.
-
IL MATTINO di Padova – Mercoledì, 25 Luglio 2007
Coi sindaci del Piovese la difendono l’assessore Bortoli e i sindacati – «Aps-Apga, la fusione non è in crisi»
Nove sindaci su dieci dei comuni del Piovese (7 amministrati dal centrosinistra e 2 dal centrodestra) che fanno capo all’Apga, l’azienda di gestione del servizio di erogazione dell’acqua nella zona, avevano già parlato chiaro. La decisione dell’assemblea dell’Aato, l’Autorità di ambito territoriale ottimale (117 i Comuni fra padovani e vicentini aderenti, 99 quelli presenti) che venerdì aveva bocciato la volontà appunto dell’Apga di fondersi con la padovana Aps, è sbagliata. Non solo: quel pronunciamento contro la fusione (che, sempre tra i 10 sindaci del Piovese, aveva registrato il voto favorevole del solo Mauro Fecchio, primo cittadino di Correzzola, a capo di un’amministrazione di centrodestra, oltre che assessore provinciale del presidente Vittorio Casarin che invece aveva manifestato favore per l’accorpamento) è anche ininfluente rispetto alla confermata volontà di Apga e Aps-Acegas di andare avanti sulla strada della fusione: essendosi trattato, da parte dell’Aato-Bacchiglione, di un voto puramente tecnico, che non può impedire l’aggregazione. Una battaglia, dunque, tutta politica su scala campanilistica, come hanno denunciato i 9 sindaci «sconfitti», e legata ai giochi di poltrone. Sui quali i fautori della fusione accusano tentativi di condizionamento, sempre nell’ambito dell’Aato, da parte dei sindaci dei comuni della Bassa padovana aderenti al Cvs, l’altro gestore del servizio acqua: che pure avrebbe mirato a federarsi con l’Apga. Politica è anche la lettura che della vicenda dà l’assessore comunale padovano Mauro Bortoli. «Si è trattato – rileva – del primo caso in cui l’Aato, che storicamente si è sempre pronunciata a favore delle volontà espresse dalle amministrazioni territoriali, ha invece votato (con una risicatissima maggioranza rispetto a quella prevista dei due terzi dell’assemblea) contro questa chiara determinazione delle due parti, Padova e il Piovese, a integrarsi. Un pronunciamento miope, testimoniato anche dai toni beceri di qualche amministratore che ha parlato di “città contro la campagna, capoluogo che vuole fagocitare la provincia”. La verità è che la fusione è nell’interesse reale di tutti i cittadini e segnatamente dei piovesi, in grado di poter contare su acqua di migliore qualità e a tariffe inferiori». Anche i sindacati territoriali Cgil- Cisl- Uil di settore, in una nota congiunta, ribadita la «condivisione» per il progetto di unificazione, auspicano che «la situazione evolva nel più breve tempo possibile, perché nel Nordest si è già in grave ritardo con le aggregazioni societarie».
di : (p. vig.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Martedì, 24 Luglio 2007
I sindacati: «I sindaci devono spiegarci perchè è fallito l’accordo Apga-Acegas»
BASSA PADOVANA La mancata fusione fra Apga e AcegasAps, decisa venerdì scorso durante una burrascosa riunione dell’Aato Bacchiglione, manda su tutte le furie i sindacati: i segretari territoriali Marco Galtarossa della Filcem Cgil, Fabrizio Da Lio della Femca Cisl e Nico Frasson della Uilcem Uil, hanno firmato un documento unitario in cui leggono in modo molto negativo il no alla fusione. “Negli incontri che in questo ultimo anno abbiamo avuto con entrambe le società avevamo condiviso il progetto si legge in una nota del sindacato – era evidente la sicurezza del mantenimento dei posti di lavoro, la capacità di AcegasAps di fare investimenti per migliorare la rete e quindi diminuire sensibilmente le perdite senza aumentare le tariffe. Le rappresentanze sindacali si dicono preoccupate per i quesiti sul destino dell’Apga e dei suoi dipendenti, adesso che il progetto è saltato. Il campanilismo e i giochi di potere hanno avuto il sopravvento su decisioni che non possono essere prorogate accusa la nota vorremmo dai sindaci che hanno bocciato il progetto sapere quali sono i motivi che li hanno spinti a prendere questa decisione e soprattutto se esiste un altro piano di qualche altro gestore interessato ad Apga .
di : (F.G.)
-
IL MATTINO di Padova - Martedì, 24 Luglio 2007
Le prime sessanta firme «dalla parte di Walter» Ci sono pure Boschetti (Zip) e Bertocco (Banale)
Baldo Alberto (vicesindaco di Carceri), Barbieri Alessandra (assessore Cadoneghe), Barichello Luigi (vicesindaco Limena) Battistella Antonio (sindaco Barbona) Berto Lucia (Cgil Padova) Bertocco Massimo (Arci Banale) Bertoli Mario (sindaco Torreglia) Bettio Carlo (vicesindaco Ponte San Nicolò) Bicciato Francesco (assessore Padova), Borghesan Stefania, Bortoli Mauro (assessore Padova) Boschetti Angelo (presidente Zip), Boselli Milvia (presidente cons. com. Padova), Breggé Doriano, Burattin Adriano, (assessore Pontelongo), Busetto Franco (presidente Anpi Veneto), Caccin Giuliano, Candian Andrea (consigliere Piove di Sacco), Carrai Marco (assessore Padova), Carraro Massimo, Cavinato Dino (assessore Piazzola sul Brenta), Cecchetto Cesare (consigliere di Megliadino S. Vitale), Colasio Andrea (deputato Ulivo), Dal Zio Fulvio (segretario provinciale Spi Cgil), Dosso Maurizia (consigliere Montagnana), Drago Alfredo (Quartiere 3), Favaron Rosanna, Fortin Paolo (sindaco Selvazzano), Frazzarin Franco (sindaco Vigodarzere), Gallo Giovanni (consigliere regionale Ulivo), Gaudenzio Gianluca, Giaretta Paolo (senatore Ulivo), Guzzo Luigi (assessore Noventa), Ivo Rossi (assessore Padova), Levorato Amedeo, Liccardo Mario, Macchion Daniele, Manzato Sergio (consigliere provinciale), Marasco Paolo (Quartiere 3), Mastellaro Luisa, Mastellaro Paolo, Meneghini Stefano (assessore Este), Micalizzi Andrea (presidente Quartiere 3), Michelotto Alberto, Mion Marco (assessore Noventa), Montelatici Carla (consigliere Monselice), Motta Angelo (sindaco Barbona), Naccarato Alessandro (deputato Ulivo), Nicoletti Giuliano (vicesindaco Santa Margherita), Paolucci Paolo (consigliere Saonara), Pasini Luigi, Pavan Francesco (presidente Quartiere 5), Pedron Elia, Penello Massimo (assessore Vigodarzere), Peron Barbara (assessore Vigodarzere), Pillon Cesare, Pittelli Chiara (consigliere Albignasego), Piva Giancarlo (sindaco Este), Polonio Arturo, Pomini Mario (consigliere Saonara), Rabacchin Giuliana (consigliere Maserà), Rampado Francesca, Rizzo Devis (assessore Este), Rocca Florindo, Rocco Fabio (segretario provinciale Ds), Ruzzante Piero (direttore gruppo parlamentare Ulivo), Ruzzon Davide, Sabbadin Silvano (sindaco Galliera), Salvato Candido, Sandano Roberto, Sartori Boris, Stecca Fabio, Sturaro Mauro (sindaco Stanghella), Toffanin Gianni (assessore Sant’Angelo Piove), Toniolo Daniele, Tosato Rosanna (Cgil Padova), Trentin Armando, Trovò Ernesto, Turiaco Letterio (vicesindaco Cadoneghe), Vettorato Gilberto (sindaco Limena), Vettorato Giovanni (consigliere Ponte San Nicolò), Vettorato Severino (sindaco Casalserugo), Villa Matteo (vicepresidente Margherita Padova), Violetto Mauro, Zampieri Umberto (consigliere Padova), Zancanaro Lino (consigliere Albignasego), Zanonato Flavio (sindaco Padova), Zenna Marino (vicesindaco Pontelongo), Zorzi Renato.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Martedì, 24 Luglio 2007
Medici, sanitari e volontari in campo per fronteggiare l’emergenza caldo.
PIOVESE – L’Usl 14 ha attivato da giorni il piano di intervento “Emergenza caldo” per tutelare le persone anziane in caso di condizioni climatiche eccezionali. Il piano permette di individuare preventivamente situazioni a rischio e segnalarle ai servizi territoriali per un intervento tempestivo. All’iniziativa partecipano i Comuni, i Distretti socio-sanitari, i medici, gli ospedali, le case di riposo, le associazioni di volontariato, la protezione civile, i vigili del fuoco per offrire un’azione di sorveglianza e di risposta alle richieste di aiuto. Il piano consiste nel sensibilizzare gli anziani sui comportamenti da tenere in presenza di caldo eccessivo, monitorare in via preventiva le condizioni delle persone a rischio segnalate dai medici, intensificare la sorveglianza tramite i normali servizi domiciliari e di telesoccorso e, in caso di bisogno, il trasporto delle persone in difficoltà nelle strutture individuate per un temporaneo refrigerio. La Regione ha istituito un servizio telefonico “Famiglia Sicura” il cui numero verde 800462340 è attivo 24 ore su 24. In caso di bisogno allertare la guardia medica o il 118 in caso di stato di incoscienza, temperatura corporea di 40°, gravi disturbi respiratori o cardiocircolatori. Attivi i seguenti punti informativi: lunedì-venerdì ore 8.30-19.30 servizio di assistenza domiciliare infermieristica di Piove di Sacco. Tel: 0499718023 (dopo le 19.30 c’è la segreteria). Il sabato e la domenica in orario diurno disponibili i numeri del Craup di Piove: ambulatorio casa soggiorno 0499712672, Rsa Via Botta 0499712616, Ipab Galvan Pontelongo 0499774650.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Martedì, 24 Luglio 2007
A Monselice una “fusione” contrastata
Il Sindaco ha presentato in assemblea CVS una mozione in cui si esprime la contrarietà del Comune di Monselice nei confronti della proposta di fusione “APS – APGA ” a favore di “CVS – APGA “. In primis mi chiedo, e chiedo al Sindaco, per quale motivo non ha sentito la necessità di portare in Consiglio Comunale una questione che riguarda la salute e la “tasca” di tutti i cittadini comportandosi, invece, così come è avvenuto, in modo che difficilmente può definirsi “democratico”.Nella mozione, il Sindaco, esprime l’augurio che “CVS” tenga una posizione che vada oltre le logiche di partito: “in particolare, se fosse vero che i sindaci di centro sinistra del CVS votassero a favore della fusione, ci troveremmo di fronte ad amministratori che penalizzano il proprio territorio per scopi puramente politici”. Lo stesso concetto espresso dal segretario provinciale Ds, Fabio Rocco, il giorno dopo la bocciatura della proposta da parte dell’Aato, che ha affidato la responsabilità del voto negativo ai “sindaci del centrodestra della Bassa”. Giocare alla politica contrapponendo gli schieramenti è sempre intollerabile ma lo è ancora di più quando la “posta” sono valori, come la salute, e interessi, come i soldi dei cittadini. Da sottolineare che il Presidente Casarin (centro destra) non era contrario alla fusione. Tra i motivi della fusione APS-APGA il Sindaco, poi, citata la probabile riduzione delle tariffe conseguenza della diminuzione dei costi visto che APS depura il 35\% dell’acqua e CVS il 70\%. Si dà il caso, però, che queste percentuali non sono dovute al fatto che l’acqua depurata dal CVS è migliore ma, bensì, che è, prevalentemente, di infima provenienza (Adige). Quindi, le bollette nei Comuni serviti da CVS non sono salate per una migliore qualità dell’acqua (quella di Padova è tra le migliori come indicano le analisi ARPAV)) ma a causa dei costi per renderla solamente potabile!
E’ ovvio, Sindaco, che quanto appare sulla stampa non può soddisfare le domande dei cittadini che si chiedono e, mi associo alle loro domande, “non è che alcuni sindaci della Bassa Padovana preferiscono la fusione di due piccole società locali (CVS-APGA ) per avere poltrone da assegnare agli amici degli amici?” Questo sì, sarebbe a scapito dei cittadini e in netto contrasto con quanto da tempo si cerca di fare e, cioè, ridurre i costi della politica.
di :Tiziano Quintaro
-
IL MATTINO di Padova – Lunedì, 23 Luglio 2007
Premio Montegrande, oggi la sfida fra i sei finalisti
La giuria del «Premio Montegrande», il concorso riservato ai cuochi Under 30, dopo le due manche di semifinale in cucina di lunedì scorso ha scelto i sei chef finalisti che si contenderanno il titolo di miglior giovane cuoco del Veneto nella prova decisiva di oggi. Si tratta, in ordine alfabetico, di Stefano Bison, capopartita dell’hotel Alpenroyal di Selva di Gardena; Riccardo Bottari del ristorante Hostaria San Benedetto di Montagnana; Riccardo Canella cuoco da Baessato di Padova; Mario Quattrociocchi capo partita del ristorante Antica Pesa di Stallavena di Grezzana (Vr), Marco Rizzi del Montegrande di Rovolon e di Massimo Trentin proprietario del ristorante Emozioni di Schio. Non ha partecipato per motivi di famiglia alle semifinali di lunedì lo chef patron del ristorante Trieste di Pontelongo, Piergiorgio Siviero, secondo classificato lo scorso anno e grande favorito della kermesse. Per il vincitore del concorso è previsto un viaggio di una settimana a New York con la possibilità di conoscere il backstage del famoso ristorante «Le Cirque» di Siro Maccioni. Per il secondo classificato una settimana a Sharm el Sheik mentre al terzo andrà un set di coltelli.
di : (g.b.)
-
La Piazza del Piovese – Lunedì, 23 luglio 2007
LA CDL PIOVESE BOLLA IL PATI
Uno strumento urbanistico inutile e privo di una strategia capace di disegnare il futuro della nostra città dal punto di vista economico, industriale e sociale”. Per il centro destra della Saccisica, insomma, , il Pati (Piano Assetto Territoriale Intercomunale) “è una semplice aggregazione dei Prg di Brugine, Arzergrande, Pontelongo e Piove di Sacco e nulla più. Critiche ed osservazioni sono scaturite da una conferenza stampa presenti Ermes Siorini (An), Fabio Ferrara(Fi), Aurelio Galuppo Lega Nord, Antonio Sartori (Udc) più i rappresentanti dei partiti/movimenti di centrodestra di tutti i comuni interessati dal Pati. Meglio sarebbe stato accettare le indicazioni della provincia che si proponeva di creare un Pati provinciale per consentire ad ogni comune di realizzare un suo Pat rispettoso delle esigenze del proprio territorio, nel rispetto di un quadro provinciale e non più locale come avveniva nel passato. Invece ci troviamo un “Pati” non strategico per lo sviluppo del territorio, ma prettamente politico, incapace di coinvolgere altri comuni e la provincia e di governare gli aumenti dei costi che deriveranno dall’espansione delle aree verdi che tutti vogliamo, ma che le amministrazioni di sinistra che hanno ideato tale piano, non hanno spiegato ai cittadini dove troveranno i soldi per la manutenzione del verde; così come non hanno spiegato dove troveranno i soldi per realizzare un ulteriore ufficio tecnico che svolgerà funzioni di coordinamento tra i 4 uffici esistenti dei comuni prima citati, oltre ai costi di gestione dell’ufficio che si occuperà dei crediti edilizi. Difficile, insomma, che la filosofia del Pati di centrosinistra possa trovare coesione con i comuni di centrodestra. Ed ancora lo strumento del credito edilizio, per il trasferimento delle attività in zona impropria è inattuabile poiché non mette in relazione soggetto pubblico col privato, ma privato con privato, mettendo in campo una libera trattativa e rendendo l’operazione non conveniente, ma anzi inefficace. È invece indispensabile che la pubblica Amministrazione assuma un ruolo diretto per promuovere e rendere appetibile l’iniziativa.
-
La Piazza del Piovese – Lunedì, 23 luglio 2007
Riserva di Unindustria, Ascom, Cna e Upa sul Pati.
Mentre definisce i macro-indirizzi del sistema ambientale e residenziale, il nuovo strumento urbanistico adottato da Piove di Sacco,Brugine, Pontelongo e Arzegrande, non contiene alcun disegno strategico per le aree produttive del prossimo futuro. Unindustria Padova, Ascom, Cna e Upa accolgono con riserva il recente sforzo dei comuni di Arzergrande, Brugine,Piove di Sacco e Pontelongo di avviare il primo Pati (piano di assetto delterritorio intercomunale) della provincia di Padova. “La nuova pianificazione territoriale e urbanistica è un traguardo importante. Tuttavia, mentre definisce i macro-indirizzi del sistema ambientale e residenziale, non contiene alcun disegno strategico per le areeproduttive del prossimo futuro”. Così Giulio Falasco, presidente della delegazione piovese di Unindustria Padova, commenta la recente approvazione da parte delle quattro amministrazioni comunali del Pati “Tra Brenta e Bacchiglione”. Al centro delle osservazioni che l’Unione Industriali ha presentato nei giorni scorsi insieme ad Ascom, Cna e Upa c’è la scarsa concertazione con le categorie economiche. “Si tratta del primo esempio di applicazione della legge urbanistica regionale 11 del 2004 che ha rivolu-zionato la pianificazione territoriale. Sarebbe stato opportuno consultare in modo più diretto tutti gli attori socioeconomici dell’area in modo da tener conto delle esigenze del mondo produttivo. Le direttive contenute nel Pati limitano molto la possibilità delle imprese locali di svilupparsi ulteriormente, non prevedono la riconversione e riqualificazione dei capannoni esistenti, né promuovono nuovi servizi alle imprese”. La preoccupazione delle associazioni imprenditoriali, che pur condividono il bisogno di ridurre il consumo del territorio, è che i limiti agli ampliamenti imposti dal Pati possano rallentare il mercato edilizio e frenare l’edilizia locale. Tra le richieste degli imprenditori l’impegno a cambiare le norme tecniche di costruzione degli edifici per poter adattare le strutture esistenti(come aumentare la percentuale massima di superficie coperta e progettare in altezza), ma anche promuovere sistemi di incentivazione che rendano economicamente realizzabile la riconversione dei capannoni non utilizzati. “Il Pati elaborato è un punto di partenza, da sviluppare coinvolgendo anche gli altri comuni della Saccisica, che condividono gli stessi problemi ambientali, insediativi e infrastrutturali” sottolinea Falasco.”Proponiamo subito la costituzione di un tavolo di confronto tra amministrazioni locali e categorie economiche in modo da arrivare all’approvazione provinciale con una proposta sinergica”. Due i punti su cui sollevare il dibattito e studiare soluzioni insieme:il sistema della viabilità e nuove strategie per dare al sistema produttivo servizi e infrastrutture adeguati alla competizione internazionale. “Le aree produttive del futuro hanno bisogno di reti telematiche, nodi di interscambio logistico, centri raccolta rifiuti. Ma anche di spazi per la formazione, asili nido, mense e servizi commerciali per le persone che vi operano”. Un altro punto qualificante del futuro Pati della Saccisica dovrà essere secondo gli imprenditori dell’area l’incentivazione delle energie rinnovabili, diminuendo le difficoltà burocratiche attuali e promuovendo pratiche di risparmio energetico tra le imprese.
Di : Gianni Patella
-
La Piazza del Piovese – Lunedì, 23 luglio 2007
Ossari presidente dell’unione di Pontelongo e Codevigo
Subentra a Ruzzon in seguito al commissariamento del suo comune. Con lui in giunta: Luigino Uliana, Giorgio Pizzeghello, Marino Zenna e Dajana Martini.
E’ Federico Ossari il nuovo presidente dell’Unione dei comuni tra Pontelongo e Codevigo. Il sindaco del paese dello zucchero subentra così a Maurizio Ruzzon dopo le vicende che hanno portato al commissariamento del comune di Codevigo. Situazione quest’ultima che poteva inizialmente portare a pensare ad un ridimensionamento dell’accordo intercomunale. Ipotesi subito accantonata dalle prime parole pronunciate da Ossari nelle vesti di nuovo presidente, dalle quali emerge chiaramente la volontà di dare una sferzata positiva ad una situazione che, dopo l’entusiasmo della costituzione, ha vissuto momenti di stasi. “ E’mia intenzione – dichiara il primo cittadino di Pontelongo – ricoprire l’incarico con lo stesso impegno e passione con cui esercito il ruolo di sindaco. Mi auguro che l’Unione possa tornare a svolgere a pieno il proprio ruolo. L’esperienza passata ha, infatti, insegnato che ci sono spazi per agire dai quali ricavare delle soddisfazioni. Inizieremo subito con il rispolverare questioni rimaste sopite”. Nata nel 2001 per volontà dei comuni interessati (fino al 2004 ve ne ha fatto parte anche il comune di Cona Ve), l’Unione ha lo scopo di congiungere e condividere risorse umane e professionalità in modo da migliorare la qualità di alcuni servizi (edilizia privata, lavori pubblici, servizio di vigilanza stradale, ufficio tributi, servizi sociali ed ambientali) che da soli i singoli comuni difficilmente sarebbero in grado di garantire. L’identità di ogni comune rimane, ma si lavora in un’ottica diversa per quanto riguarda la gestione delle risorse e dei servizi. Ulteriori vantaggi derivano poi dalla possibilità di usufruire di ulteriori finanziamenti destinati a questo tipo di iniziative. La giunta che affiancherà Ossari nel suo lavoro sarà composta dal vicepresidente Luigino Uliana(lavori pubblici), Giorgio Pizzeghello (promozione del territorio e cultura), Marino Zenna (ambiente e protezione civile) e Dajana Martini (servizi sociali).“L’ambizione – conclude Federico Ossari – è quella di aprire l’esperienza anche ad altre realtà comunali limitrofe”.
Di : Alessandro Cesarato
-
La Piazza del Piovese – Lunedì, 23 luglio 2007
PONTELONGO – OK DEL CONSIGLIOALLA FUSIONE DI APGA CON Acegas-APS
Passo in avanti nel processo di fusione per incorporazione dell’Apga in Acegas-Aps. Approvata, infatti, in consiglio comunale la delibera che da il mandato al sindaco per esprimere il voto favorevole all’operazione nel corso della prossima assemblea dell’Aato Bacchiglione, l’ambito territoriale per la gestione della rete idrica e che raggruppa 144 comuni. “ Ci auguriamo – auspica il sindaco Federico Ossari – che l’operazione si concluda positivamente. Sui comuni, se la fusione saltasse, graverebbe l’incognita di dovere presumibilmente coprire il disavanzo tra la differenza coperta dal canone di chi andrà ad offrire il servizio e i debiti di Apga”. “Ci troviamo davanti ad un’operazione – spiega ancora il sindaco – che porterà indubbi benefici ai cittadini. Dal gennaio 2008 la tariffa sarà la stessa della città di Padova, ad oggi molto più bassa della nostra. Tutto questo senza mettere in discussione gli importanti piani di investimento sulla rete previsti per i prossimi anni”. I gruppi di minoranza, che già avevano ottenuto lo slittamento della discussione di alcuni giorni, non hanno tuttavia partecipato alla discussione e al voto. “Considerata la mancanza di tempo lasciata alle minoranze – afferma in una nota il capogruppo di minoranza Emanuele Canova per potere approfondire le tematiche in discussione, ci siamo sentiti costretti a non partecipare alla votazione”. “ Manca un quadro riepilogativo e comparativo delle tre ipotesi – spiega Canova – con i punti salienti, negativi e positivi per ogni alternativa o comunque un qualsiasi tipo di documento con cui si evidenzi chiaramente il perché l’ipotesi della fusione con AcegasAps, tra l’altro non ancora adottata dall’Aato Bacchiglione, sia da ritenersi la strada da intraprendere per la dismissione dell’Apga”
-
La Piazza del Piovese – Lunedì, 23 luglio 2007
GLI STUDI CONFERMANO: IL DIALETTO NON MUORE
Lingua veneta più viva che mai – A dispetto di tutte le previsioni degli esperti il 74% delle persone lo parla, anche i giovani, sia nella cerchia familiare, che amicale e anche sul lavoro.
La lingua veneta non abdica all’italiano,ma anzi a dispetto di altri dialetti d’Italia continua ad esser parlata anche dalle nuove generazioni che la usano per comunicare abitualmente nel 67% dei casi. L´ultimo censimento spiega che il veneto è parlato dal 74% delle persone nella regione. Il veneto nonostante non sia trattato benevolmente insomma è la lingua principale con cuisi esprimono i suoi abitanti. La regione Veneto da aprile di quest’anno ne ha ufficializzato la sua entrata fra le lingue con una deliberazione del consiglio regionale. “Per questo la Regione – spiega l´assessore regionale all´ istruzione Elena Donazzan che fa proprie le battaglie dell´ex assessore Sernajotto – con questa legge promuoverà e finanzierà corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnati, corsi facoltativi di storia, cultura e lingua veneta. La legge detta inoltre regole in materia di grafia ufficiale e di toponomastica, con l’aiuto di una speciale commissione scientifica. Per fare tutto questo servono soldi. Gli stanziamenti sono stati approvati: sono pronti 250mila euro l’anno per il prossimo triennio “.Il veneto però è una lingua soprattutto orale. L´indagine di fine 2006 spiega che il 74% degli intervistati,afferma di utilizzare “molto” o “abbastanza spesso” il dialetto della propria zona. C´è insomma rispetto al 1998 quando lo parlava il 8 % un leggero arretramento, ma minimale rispetto al crollo di altri dialetti italiani. I numeri rimangono molto alti. Dall´ultima analisi ricorrono al dialetto veneto circa tre persone su quattro, quando si incontrano con i propri conoscenti ed amici (74%), tra le mura domestiche il 71%. E se la diffusione del veneto sfiora l’80% presso la popolazione adulta ed anziana, c’è da dire che si mantiene comunque attor-no al 65-67% nelle fasce più giovani. In altre parole,circa due giovani su tre, al di sotto dei trent’anni, continuano a utilizzare il dialetto nelle loro relazioni più strette. Non succede così nel resto d’Italia. Per molte persone la lingua erede della Serenissima rappresenta uno strumento di comunicazione anche sul luogo lavoro: più di quattro intervistati su dieci, infatti, dichiarano di utilizzarlo in ambito professionale. Tre le persone appartenenti al cetomedio dipendente, ovvero tecnici, insegnanti, impiegati, è circa una su tre (35%) a parlare dialetto nei contatti di lavoro. Le percentuali salgono tra gli operai (57%) e perfino tra gli imprenditori e gli altri lavoratori autonomi: il 55%. Commenta questi dati Gianna Marcato professoressa dell´Università di Padova e studiosa del fenomeno da anni. “Parlare dialetto nel Veneto – dice Gianna Marcato – ha una sua imperturbabile naturalezza. Gli esperti, auto convocandosi periodicamente attorno alla nostra lingua ormai da decenni formulano tetre previsioni di morte salvo rimangiarsi mesti le previsioni. Ormai il veneto lo apprezzano anche giovani a cui alcune generazioni di genitori non avevano avuto il coraggio di insegnarlo. Il dialetto fa anche un po’ paura, come molte delle cose che sembrano troppo libere e troppo diverse. Forse perché non si è riusciti adire a voce abbastanza alta che la storia della nostra lingua è fatta dall’intreccio della varietà unitaria con le piccole lingue locali, che le sono state e le sono complementari, arricchendola e lasciandosene arricchire, senza opporsi, come in un bel mosaico”.
-
IL MATTINO di Padova – Domenica, 22 Luglio 2007
«Negato l’interesse dei cittadini e umiliata l’intera Saccisica» – Sconcertati i nove sindaci favorevoli «Avremmo unito qualità e costi bassi»
PIOVE DI SACCO. «La politica ha perso un’occasione per dimostrare di lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini»: è l’amara considerazione dei nove sindaci che fanno capo ad Apga, sette di centrosinistra e due di centrodestra, che così si sono espressi dopo che Aato ha bocciato la fusione tra l’Azienda piovese per la gestione dell’acqua e Aps-Acegas. «Lo scopo di questa operazione – ha sottolineato il sindaco di Piove Mario Crosta – è di risolvere la questione sotto due profili: primo far fronte al fatto che a fine anno la concessione per la gestione del servizio idrico in capo ad Apga scade, quindi l’azienda non potrà più continuare ad esistere. Secondo, e più importante, la fusione con Aps garantisce qualità e convenienza: Padova ha l’acqua migliore d’Italia, come dimostrano i dati dell’Arpav diffusi nei giorni scorsi, e a costi ridotti, tanto da consentire, in caso di fusione, l’abbassamento della tariffa in Saccisica del 40%». I numeri. All’assemblea di venerdì dell’Aato erano presenti 99 delegati dei comuni: di questi 15 si sono astenuti dal voto in merito alla fusione tra Apga e Aps-Acegas, 53 hanno votato a favore e 31 contro. Per tre voti (serviva la maggioranza dei due terzi) la delibera non è passata. I favorevoli. «L’atteggiamento del Cvs (il gestore della Bassa padovana), di cui molti delegati hanno votato contro – fa notare il sindaco di Arzergrande Cesarina Foresti – non ha lasciato allibiti solo noi, ma anche i colleghi del Vicentino. Non era mai capitato prima nell’Aato che venisse umiliata la volontà di un territorio come in questo caso, senza tener conto che nove consigli comunali su dieci della Saccisica hanno approvato la delibera per la fusione. E Correzzola non è che non abbia approvato il documento, semplicemente il sindaco Mauro Fecchio – rincara Foresti – non ha nemmeno permesso al consiglio comunale del suo paese di discuterlo, arrogando solo a se stesso il diritto di esprimersi in merito». «Cvs non è mai stato interessato alla fusione con Apga – aggiunge il sindaco di Brugine Silvia Salvagnin – si sono svegliati solo il giorno prima dell’assemblea dell’Aato, annunciando un improvviso interesse verso al nostra azienda». Sulle stesse posizioni si sono espressi il vicesindaco di Pontelongo Marino Zenna e il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio. Anche i sindaci di Polverara e Legnaro, Olindo Bertipaglia e Giovanni Bettini, appoggiano la fusione e attaccano gli esponenti del centrodestra che li accusano di non rappresentare gli interessi dei cittadini: «In fin dei conti noi abbiamo vinto le elezioni, i vari consiglieri comunali che si oppongono alla fusione no. Siamo noi che rispondiamo ai cittadini delle scelte che facciamo e questa operazione ha solo lo scopo di garantire al nostro territorio acqua migliore a un prezzo più basso». L’unico contrario. Il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, unico contrario alla fusione, è riuscito infine a bloccare l’operazione: «Mi dispiace per la divisione che si è creata nel territorio, ma le mie sono perplessità scaturite da profonde e meditate riflessioni, non è una presa di posizione politica. Se sono certi che la tariffa diminuirà del 40 per cento perché non è scritto sulla delibera che hanno portato nei consigli comunali e all’Aato? Non è vero poi che con la fusione arriverà l’acqua di Padova in Saccisica: l’acqua di Aps si ferma a Legnaro ed è Veneto Acque che sta realizzando la condotta che porterà l’acqua dalla Pedemontana nei nostri paesi, non Aps-Acegas. Stanno svendendo Apga ad una società quotata in borsa che deve pensare a fare utili, questa è la verità. L’unica strada percorribile è la gara o l’aggregazione con il Cvs». La querelle a Monselice. Nasce dopo che due giorni fa il sindaco Fabio Conte aveva auspicato il matrimonio tra Cvs e Apga, tagliando fuori l’ipotesi che il piovese si aggregasse con Padova: «L’acqua del Cvs – fa notare la consigliera comunale Tiziana Quintario – costa molto e non perché è buona ma perché essendo di infima provenienza (Adige) ci sono costi elevatissimi per renderla potabile. Non si capisce su quali basi il sindaco Conte critichi l’acqua padovana che è di elevatissima qualità. L’unica cosa che viene da pensare quando il sindaco di Monselice auspica, improvvisamente, l’aggregazione di Cvs e Apga è che si voglia creare una società locale più grande per poter assegnare nuove poltrone agli amici. E con questo gli interessi dei cittadini della Bassa padovana e della Saccisica proprio non hanno nulla a che vedere».
di :Elena Livieri
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 22 Luglio 2007
PONTELONGO Unione con Codevigo Federico Ossari passa presidente.
Pontelongo – Il sindaco Federico Ossari diventa presidente dell’unione dei Comuni di Pontelongo e Codevigo. Va sostituire Maurizio Ruzzon, ex sindaco di Codevigo, decaduto un mese fa. La giunta dell’unione sarà formata da due assessori per ogni Comune: per Codevigo Dajana Martini e Luigino Uliana ricopriranno le cariche ai Servizi sociali e ai Lavori pubblici. Marino Zenna e Giorgio Pizzeghello di Pontelongo saranno assessori all’Ambiente e alla Cultura. “L’unione è un organismo nato – spiega Ossari – per mettere insieme le forze umane all’interno delle realtà amministrative e lavorare in sinergia per realizzare ciò che da soli non si riuscirebbe a fare”. Dal 2001 numerose idee sono state messe in atto dall’unione, tra cui il progetto wireless per dotare i territori di una tecnologia all’avanguardia per navigare nel web. “Ora pensiamo a rafforzare i rapporti tra i vari settori – continua Ossari – e ad usufruire di finanziamenti aggiuntivi, che di solito non vengono assegnati ai singoli Comuni, per valorizzare le realtà locali”.
di : (Fe.Be.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 22 Luglio 2007
«L’aggregazione tra Apga e Acegas-Aps avrebbe portato un taglio del 40\% sulle bollette-acqua» No fusione, addio al risparmio» Boischio: «Insistere su questa scelta del territorio». Fecchio: «Vittoria dei gestori forti»
PIOVESE – Crosta “Come alla fine di ogni battaglia il campo è diviso: da una parte c’è chi tira un sospiro di sollievo perché “almeno per ora Apga è salva”, dall’altra c’è chi parla di “negazione della volontà espressa dal territorio”. Tutti, però, sanno che la faccenda non è chiusa e che, entro il 31 dicembre, una soluzione va trovata. All’indomani dall’assemblea Aato dove non è stata approvata la delibera di fusione di Apga con Acegas-Aps è pioggia di commenti. “Solo per tre voti la delibera non è passata – afferma il sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta, con gli altri colleghi sindaci del centro sinistra, più Olindo Bertipaglia (Polverara) e Giovanni Bettini (Legnaro) vicini al centrodestra – Sulla volontà di nove consigli comunali ha vinto quella di un singolo gestore”. Il riferimento è al Cvs, gestore che serve una sessantina di Comuni del conselvano e del monselicense, la maggior parte dei quali si è astenuto o ha votato contro. “Riduzione della tariffa del 40 per cento e acqua di migliore qualità sarebbero stati i benefici derivati dalla fusione, contro una riduzione al massimo del 5 per cento in caso di aggregazione con Cvs – continua Crosta – Continueremo a perseguire questa strada fino a che non ci saranno proposte alternative pari a quella avanzata da Acegas-Aps”. “Credo che qualcuno abbia voluto farsi pubblicità in questa situazione senza guardare al bene del territorio” osserva Bertipaglia. “Potevamo avere acqua meno cara, più buona, con la certezza di mantenere una sede locale e la sicurezza che sarebbero stati sanati i debiti di Apga – fa eco Bettini – Perché dovremmo fonderci con una società che paga l’acqua più di noi?”. “Nella Saccisica avevamo fatto un atto concreto per tutelare i diritti dei cittadini e non della politica” afferma Marino Zenna, vice sindaco di Pontelongo. “Invece questo tipo di azione sembra nascondere la volontà di mantenere qualche poltrona in qualche Cda piuttosto che il volere dei cittadini” riattacca Crosta. “Adesso Zanonato e Casarin dovranno mettere il loro impegno perché l’aggregazione vada avanti – dice Romano Boischio di Sant’Angelo – Perché questa è la linea tracciata dal territorio”. Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola, unico della Saccisica a non aver portato la delibera in consiglio comunale, dice: “L’assemblea si è spaccata per la parzialità del presidente dell’Aato Lorenzo Bosetti che sembra più vicino ai gestori forti come Acegas-Aps. Perché, visto che le tariffe diminuirebbero del 40 per cento non l’hanno scritto nella delibera? Se questo fosse stato chiaro non ci sarebbero stati problemi. L’acqua buona ci arriverà comunque, grazie alle condotte di Veneto Acque che sono in corso di realizzazione”. Della valutazione del patrimonio di Apga si discuterà giovedì nella prima assemblea dei soci dopo l’inaspettata bocciatura.
di : Federica Bertaggia
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 22 Luglio 2007
FUSIONE MANCATA, LE REAZIONI IN CONSIGLIO COMUNALE – Quintario: «Andare avanti con più trasparenza»
Monselice – La mancata fusione tra Aps e Apga non è passata inosservata nel panorama politico monselicense. E’ soddisfatto il sindaco Fabio Conte, che aveva manifestato la sua piena contrarietà all’operazione. «Il matrimonio tra Aps e Apga secondo noi sarebbe stato innaturale dicono Conte e il vicesindaco Romano Gelsi – Sono contento che i sindaci di centro destra del Cvs abbiano tenuto un comportamento compatto a difesa del territorio. Mi auguro che questo ‘no’ adesso apra la possibilità a nuove soluzioni tra le quali quella di una fusione tra Cvs e Apga ». Più scettico il commento del consigliere comunale Tiziana Quintario. «Chiedo al sindaco per quale motivo non ha portato in consiglio comunale una questione che riguarda la salute e la tasca di tutti i cittadini spiega Quintario – nella sua mozione, il sindaco, esprime l’augurio che il Cvs tenga una posizione che vada oltre le logiche di partito. Lo stesso concetto espresso dal segretario provinciale Ds, Fabio Rocco, il giorno dopo la bocciatura della proposta da parte dell’Aato. Giocare alla politica contrapponendo gli schieramenti è sempre intollerabile ma lo è ancora di più quando la posta in gioco sono valori, come la salute e i soldi dei cittadini. I cittadini si chiedono se alcuni sindaci della Bassa Padovana preferiscono la fusione di due piccole società locali (Cvs-Apga ) per avere poltrone da assegnare agli amici. Questo sì, sarebbe a scapito dei cittadini e in netto contrasto con quanto da tempo si cerca di fare e, cioè, ridurre i costi della politica».
di : E.M.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 22 Luglio 2007
SUL PODIO A 4 ZAMPE – Ancora un successo per Roy Bridge Silver
Continuano le affermazioni del bellissimo esemplare di cane razza Samoiedo maschio di 4 anni, che dal 2004 continua a mietere successi internazionali per bellezza ed abilità. Roy Bridge Silver Adonis, questo è il suo nome, appartiene all’allevamento Casacaly di Pontelongo di cui è proprietario Giancarlo Mazzuccato, con Mirco Lazzarini che è il suo preparatore atletico cinofilo. Una continua escalation di vittorie per il cane, che ha vinto in continuazione il titolo europeo nel 2004 a Barcellona, nel 2005 a Vienna e l’ultimo, recentemente a Zagabria, in Croazia, senza contare l’Internazionale ed il titolo italiano lo scorso anno. Una bella soddisfazione per gli appassionati cinofili, per un esemplare di una rara bellezza ed una grande abilità e intelligenza.
di : (L.F.)
-
IL MATTINO di Padova – Sabato, 21 Luglio 2007
L’Aato boccia la fusione tra Apga e Aps
Bocciata la fusione tra AscegasAps e Apga dall’assemblea dell’Aato Bacchiglione. Su 117 sindaci presenti infatti solo 53 hanno votato a favore dell’aggregazione tra la società triestina, che gestisce i servizi a Padova, e il gestore dell’acquedotto dei comuni del Piovese. Il voto è stato negativo per soli 3 voti: decisivo anche l’atteggiamento della Provincia di Padova. In particolare è nota la contrarietà all’operazione del sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, che è anche assessore provinciale. Ma il presidente Vittorio Casarin non aveva giudicato negativamente la fusione, così come altri 8 comuni del Piovese. «L’Aato che è un organo di controllo è diventato uno strumento politico – denuncia il segretario provinciale dei Ds Fabio Rocco – La responsabilità di questo voto negativo è dei sindaci di centrodestra della Bassa e di Fecchio. Si tratta di una logica miope e campanilistica. In un’ottica in cui le società di servizi tendono a aggregarsi, bloccare una fusione vuol dire arrendersi e attendere che arrivi prima o poi qualche società da fuori a fagocitarci». Solo un voto tecnico che non influisce sull’operazione di aggregazione, decisa dai Cda delle due società – spiega il presidente dell’Aato Paolo Rocca: «La fusione è un aspetto civilistico: l’autorità non ha parola in capitolo». Tra i vantaggi dell’operazione potrebbe esserci l’arrivo nelle case del Piovese dell’acqua, di ottima qualità, di Padova.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 21 Luglio 2007
L’assemblea Aato respinge la proposta di fusione di Apga con Acegas-Aps
La fusione fra Agegas-Aps e Apga non ci sarà. Così ha deliberato ieri pomeriggio l’assemblea dell’Aato Bacchiglione, l’Autorità d’Ambito Territoriale costituita da 140 Comuni, di cui 79 vicentini, 60 padovani e 1 del veneziano, e dalle tre Province di competenza. Resta così al palo la proposta di fusione sostenuta da nove dei dieci Comuni dell’area del “piovese” serviti da Apga. A favore dell’operazione i comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Cona, Legnaro Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove, i cui consigli comunali avevano già deliberato in tal senso, contrario da sempre il comune di Correzzola e che, anche in assemblea, ha contestato la proposta di fusione ritenendola una “volontà politica e non territoriale”. Voto contrario al quale si è aggiunta l’astensione di 14 Comuni vicentini giungendo alla non approvazione della delibera. Per Apga si prospetta ora una possibile fusione con il Centro Veneto Servizi.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 21 Luglio 2007
Rubano La fusione fra Agegas-Aps …
La fusione fra Agegas-Aps e Apga non ci sarà. Così ha deliberato ieri pomeriggio l’assemblea dell’Aato Bacchiglione, l’Autorità d’Ambito Territoriale costituita da 140 Comuni, di cui 79 vicentini, 60 padovani e 1 del veneziano, e dalle tre Province di competenza. Resta così al palo la proposta di fusione sostenuta da nove dei dieci Comuni dell’area del “piovese” serviti da Apga. A favore dell’operazione i comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Cona, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo , S.Angelo di Piove di Sacco, i cui consigli comunali avevano già deliberato in tal senso, contrario da sempre il comune di Correzzola e che, anche in assemblea, ha contestato la proposta di fusione ritenendola una “volontà politica e non territoriale”. Io rappresento l’unico Comune che non ha portato in consiglio la delibera – ha spiegato il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio – nutro delle forti perplessità in merito a questa azione che vuole inglobare l’Apga in una società che ha solo una struttura giuridica”. A chiedere l’impegno dell’assemblea sulla proposta di fusione il sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta. “Si è arrivati alla proposta di questa delibera solo per gli interessi del territorio e dei cittadini – ha sottolineato Crosta – con AcegasAps c’è sempre stato un rapporto e questa è la strada che ci sembra più logica, chiedo l’impegno sulla proposta, vanno rispettate le volontà delle autonome locali”. Una posizione che, invece, non è stata appoggiata da buona parte dei Comuni padovani che sono serviti dal Centro Veneto Servizi (Cvs), gestore che serve 59 comuni dell’area territoriale del monselicese e della bassa padovana, che hanno ritenuto l’operazione dannosa per la propria società, vedendo come migliore soluzione la fusione fra Cvs e Apga. A dire di “no” alla proposta di delibera 31 comuni padovani, fra i quali Sant’Urbana con l’intervento del sindaco Dionisio Fiocco che ha sottolineato come la fusione con Cvs renderebbe più omogeneo il territorio, Montagnana dove il sindaco Giuseppe Mossa ha puntato l’attenzione sul danneggiamento che l’eventuale fusione con AcegasAps causerebbe a Cvs, del vicesindaco di Albignasego Massimiliano Barison che ha precisato: “si ha l’impressione di un’azione più politica che territoriale, che la città di Padova faccia un boccone dei piccoli Comuni, per poi spingersi verso Cvs”, oltre alle problematiche sollevate dal vicesindaco di Monselice, Romano Gelsi. Interventi che sono stati interrotti dal presidente dell’Aato, Lorenzo Bosetti, che li ha ritenuti strumentali, andando rapidamente al voto della delibera. Voto contrario al quale si è aggiunta l’astensione di 14 Comuni vicentini giungendo alla non approvazione della delibera. Per Apga rimangono ora due strade da intraprendere: la fusione con un altro gestore che ha l’affido diretto della gestione del servizio, la cosiddetta modalità “in house”, come Cvs, o andare in gara.
Di : Barbara Turetta
-
IL MATTINO di Padova – Venerdì, 20 Luglio 2007
FUSIONE ACQUA, REAGISCE CVS
PIOVE DI SACCO. Oggi pomeriggio si riunirà l’assemblea dell’Aato per esprimersi in merito alla fusione tra Aps-Acegas e Apga, le società che gestiscono il ciclo integrato dell’acqua rispettivamente nel Padovano e nel Piovese. L’operazione, molto dibattuta negli ultimi mesi, è stata avvallata ieri sera dal consiglio comunale di Piove di Sacco, e altrettanto hanno fatto nelle scorse settimane tutti i parlamentini dei paesi che fanno capo ad Apga, salvo Correzzola per la netta contrarietà del sindaco Mauro Fecchio. Ora arriva però un’altra componente a sparigliare le carte: il sindaco di Monselice Fabio Conte ha infatti presentato una mozione, fatta propria dal Cvs (il gestore del servizio idrico nella Bassa padovana) dove solleva perplessità circa l’operazione fra Apga e Aps. Conte si spinge anche oltre: nel documento che verrà presentato oggi all’Aato rilancia infatti un possibile matrimonio fra Cvs e Apga. «Abbiamo accolto con rammarico la decisione di Apga di fondersi con Aps invece che con il Cvs, perché ancora una volta la Bassa perde la possibilità di fare squadra. La fusione tra Cvs e Apga avrebbe creato un soggetto molto competitivo ed omogeneo anche dal punto di vista territoriale e avrebbe permesso la nascita di una società in grado di portare un valore aggiunto sul mercato. Chiediamo all’Aato di verificare la regolarità giuridica della fusione proposta tra Apga e Aps. Va considerato poi – aggiunge Conte – che tra le motivazioni per cui questa scelta è stata fatta, gioca un ruolo predominante la possibilità per i comuni del Piovese di usufruire di tariffe più basse unendosi con Padova, senza tener conto però che prima o dopo anche la città dovrà aumentare la percentuale di acqua che depura e allora i costi lieviteranno». Alle perplessità del Cvs si deve aggiungere l’incognita del giudizio in seno all’Aato dei gestori del servizio idrico del Vicentino. E potrebbero esserci sorprese.
di : (e.l.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 20 Luglio 2007
OGGI AL VAGLIO DELL’AATO – Fusione Aps-Acegas e Apga, Conte fortemente contrario Monselice
L’assemblea di Aato esamina oggi la proposta di fusione tra Aps-Acegas e Apga cioè le due società di servizi che servono rispettivamente Padova e il bacino del Piovese. Dopo la critica pesante del sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, arriva anche quella del sindaco di Monselice Fabio Conte, il quale mercoledì all’assemblea del Centro Veneto Servizi ha proposto una mozione che sarà presentata oggi all’incontro dell’Aato. E si tratta di una mozione non certo favorevole a questa unione. «Ancora una volta la bassa padovana perde la possibilità di fare squadra e si divide al suo interno si legge nella mozione – la fusione tra Cvs e Apga avrebbe creato un soggetto molto competitivo ed avrebbe permesso la nascita di una società in grado di portare valore aggiunto sul mercato. Si chiede all’Aato di verificare la regolarità giuridica della fusione proposta. E’ evidente che tra le motivazioni gioca un ruolo predominante la possibilità per i comuni del piovese di usufruire di tariffe più basse unendosi con Padova. In questo momento Aps depura una percentuale di acqua pari al 35\% mentre il Cvs depura il 70\%. Trattandosi di società pubbliche in cui il profitto viene dopo il servizio ai cittadini, chiediamo che Aato vigili affinché Aps stili un programma, che poi dovrà essere rispettato, per aumentare la percentuale di acqua depurata. Il soggetto nato dalla fusione tra Cvs e Apga avrebbe portato dei benefici all’utenza».
Segue poi un invito all’unità. «Mi auguro che il Cvs tenga una posizione compatta, che vada oltre le logiche di partito – dice Conte – se fosse vero che i sindaci di centro sinistra del Cvs hanno deciso di votare a favore della fusione, avremmo degli amministratori che penalizzano il proprio territorio per scopi politici. Noi speriamo che questa fusione non venga realizzata e ci auguriamo che tutti i sindaci della bassa operino per difendere il territorio».
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 20 Luglio 2007
Terminata con successo la prima …
Terminata con successo la prima parte del concorso in cui sono state raccolte e analizzate ben 79 ricette provenienti dalle diverse province venete, per i giovani chef selezionati è arrivato il momento di sfidarsi ai fornelli del ristorante Montegrande di Rovolon preparando in 3 ore le loro differenti interpretazioni del tema di questa quarta edizione: “Il pollo e il suo impiego nella ristorazione di oggi e in quella di domani”. Dovevano essere 14 i giovani cuochi all’opera in cucina nella semifinale di lunedì scorso, ma per problemi famigliari all’ultimo momento non ha potuto essere presente il super favorito di questa quarta edizione: Piergiorgio Siviero del ristorante Trieste di Pontelongo , arrivato secondo l’anno scorso solo per pochi punti. Sono stati 13, quindi, i concorrenti che si sono confrontati nelle cucine del Montegrande divisi in due turni, uno al mattino ed uno al pomeriggio, presentando le loro differenti interpretazioni del pollo ruspante. All’arrivo dei giovani chef nelle differenti postazioni in cucina è stato assegnato dall’organizzazione l’ingrediente a sorpresa (la prugna) che ognuno ha interpretato a seconda dell’estro: chi come aggiunta ad un ripieno, chi come salsa, chi come decorazione al piatto. Il prossimo appuntamento è per lunedì 23 luglio con la prova finale ai fornelli dove i sei chef finalisti si confronteranno per aggiudicarsi il prestigioso primo premio: un viaggio di una settimana a New York con la possibilità di conoscere il backstage del famoso ristorante Le Cirque di Sirio Maccioni. Questi i sei cuochi finalisti in ordine alfabetico: Stefano Bison veneziano di nascita ma residente a Treviso, capo partita dell’hotel Alpenroyal di Selva di Gardena (Bolzano), arrivato terzo alla scorsa edizione del concorso; Riccardo Bottari del ristorante Hostaria San Benedetto di Montagnana; Riccardo Canella cuoco da Baessato a Padova; Mario Quattrociocchi nato a Frosinone e capo partita del ristorante Antica Pesa di Stallavena di Grezzana (VR); Marco Rizzi che gioca in casa lavorando al Montegrande di Rovolon; il vicentino Massimo Trentin proprietario del ristorante Emozioni di Schio.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 20 Luglio 2007
Gite in motonave fino a Venezia
La Pro Loco di Ponte San Nicolò collabora con le Pro Loco di Pontelongo e Bovolenta nell’organizzare durante i mesi di luglio e di agosto delle gite domenicali in barca a Venezia e nelle isole della laguna. A bordo della motonave Tiepolo e con partenza da Pontelongo alle ore 7, si scende lungo il fiume Bacchiglione si attraversa la Conca di Brondolo si passa il porto di Chioggia e poi si passa da Pellestrina e si entra in Bacino di San Marco e poi a turno si visita una o più isole della laguna veneta. A volte Murano e Burano altre volte il Lazzaretto novo o Torcello. Il giorno di Ferragosto ci sarà un’escursione particolare con la risalita del Brenta e la visita delle ville venete ad Oriago e ritorno in bus. I prezzi sono molto convenienti e si serve a bordo sia il pranzo che la cena.
di : (c.a.)
-
IL MATTINO di Padova – Giovedì, 19 luglio 2007
«Mancano strategie per le aree produttive» Unindustria critica sul Pati: chiesto un “tavolo di confronto
PIOVE DI SACCO. Unindustria Padova, Ascom, Cna e Upa accolgono con riserva il Pati (Piano di assetto del territorio) redatto dai comuni di Arzergrande, Brugine, Piove di Sacco e Pontelongo. Le associazioni criticano la scarsa concertazione, gli eccessivi limiti all’espansione industriale e la poca attenzione ai servizi. «La nuova pianificazione territoriale e urbanistica è un traguardo importante commenta il presidente della delegazione piovese Giulio Falasco – ma definisce i macro indirizzi del sistema ambientale e residenziale e non contiene alcun disegno strategico per le aree produttivè si tratta del primo esempio di applicazione della nuova legge urbanistica regionale e sarebbe stato opportuno – incalza Falasco – consultare in modo più diretto tutti gli attori socio-economici per tener conto delle esigenze del mondo produttivo. Il Pati limita la possibilità delle imprese di svilupparsi, non prevede la riconversione e riqualificazione dei capannoni, né promuove nuovi servizi alle imprese. E’ un punto di partenza da sviluppare coinvolgendo anche gli altri comuni della Saccisica, che condividono gli stessi problemi – sottolinea – per questo proponiamo subito la costituzione di un tavolo di confronto tra amministrazioni e categorie economiche in modo da arrivare all’approvazione provinciale con una soluzione sinergica».
di : (e. l.)
-
IL MATTINO di Padova – Giovedì, 19 luglio 2007
«Se l’accordo salta ci resteranno solo i debiti» Unico parere contrario quello di Correzzola – FECCHIO : «Svenduto un grande patrimonio Nessuna sicurezza»
PIOVE DI SACCO. Vicenda Apga discussa nei consigli comunali dei comuni soci: il voto favorevole delega i sindaci ad esprimere parere favorevole sull’operazione nel corso della prossima assemblea dell’Aato Bacchiglione, l’organo competente ad avallare la soluzione. Le maggioranze di Arzergrande e Pontelongo si sono espresse in maniera positiva. La prospettiva di una tariffa unica, il mantenimento di un presidio ed il riassorbimento del personale dell’azienda, la rappresentanza nel comitato tecnico e il trasferimento di tutte passività sono garanzie sufficienti per Cesarina Foresti. Ci troviamo di fronte – dichiara il sindaco di Arzergrande – ad una scelta strategica per il territorio, che va al di là degli schematismi politici. Ci stiamo impegnando per migliore il servizio come risposta agli interessi reali dei cittadini». Sulla stessa linea è il collega di Pontelongo, Federico Ossari: «Ci auguriamo che l’operazione si concluda positivamente. Sui comuni, se la fusione saltasse, graverebbe l’incognita di ripianare i debiti di Apga». Le minoranze di Arzergrande e Pontelongo non hanno invece partecipato al voto, criticando soprattutto la ristrettezza dei tempi per la decisione. «In accordo con i partiti del centrodestra della Saccisica – ha dichiarato Antonio Maritan, capogruppo dei Moderati di Arzergrande – non abbiamo partecipato alla votazione perché la molteplicità di tematiche ed attori messi in campo non permettono in un così breve tempo di approfondire gli eventuali dubbi, principalmente di natura economica, sulla valorizzazione di un bene dei cittadini. Il valore stimato per l’Apga è assolutamente irrisorio ed il mancato espletamento di una gara pubblica non garantisce la più ampia trasparenza ed affidabilità all’operazione». A Maritan fa eco da Pontelongo il consiglirere di minoranza Emanuele Canova: «Manca un documento riepilogativo e comparativo delle tre ipotesi in cui si evidenzi il perché l’ipotesi della fusione sia da ritenersi la strada da intraprendere per la dismissione dell’Apga». Correzzola rimane l’unica voce fuori dal coro e non ha votato il punto, non ritenendo di scaricare sui consiglieri responsabilità che spettano ad altri. Il sindaco Mauro Fecchio contesta la modalità di valutazione del valore di Apga: «Con il meccanismo della redditività non si riconosce l’effettivo valore patrimoniale demaniale della società, e quindi dei comuni, che è costituito dagli impianti e dalle reti fognarie ed idriche, sui quali i comuni potrebbero avere un diritto di rivalsa». Anche la questione della tariffa unica suscita non poche perplessità: «Nella delibera di fusione c’è soltanto un impegno a chiedere in assemblea Aato che la tariffa sia uniformata. Ci si dimentica però che la città di Padova non depura come previsto dalle normative e segnalato dal ministero dell’Ambiente e che i piani di investimento non hanno fino ad oggi tenuto conto di questa grave anomalia. La tariffa è inevitabilmente destinata ad aumentare. Purtroppo si sta perdendo un’occasione storica per garantire una gestione solidaristica e territoriale di un bene come l’acqua».
di : (Alessandro Cesarato)
-
IL MATTINO di Padova – Giovedì, 19 luglio 2007
«Aps darà vantaggi agli utenti e realizzerà molti investimenti»
LEGNARO. «Il nostro parere sarà favorevole, non abbiamo alternativa. Il 31 dicembre finisce il periodo di salvaguardia, quindi la decisione va presa subito». E’ il commento di Giovanni Bettini, sindaco di Legnaro, a proposito della fusione fra l’Azienda piovese gestione acque (Apga) e la padovana Aps-Acegas. Anche il parlamentino legnarese si è espresso sull’operazione, requisito indispensabile affinché le procedure possano concludersi. «Aps – aggiunge Bettini – ha tutti i requisiti che chiedevamo: farà la tariffa unica per tutti i suoi utenti, metterà in atto gli investimenti, troverà una soluzione per tutti i dipendenti dell’Apga, manterrà la sede piovese e le squadre di intervento». L’argomento dell’acqua è stato discusso in consiglio comunale insieme ad altri, altrettanto importanti. Come, per esempio, la convenzione con Saonara e Polverara per acceder a un contributo regionale per la videosorveglianza comunale. «La nostra intenzione – spiega Bettini – è di installare una telecamera in via Cavour, una davanti al municipio, una di fronte al cimitero, un’altra all’ingresso della zona industriale». Calcolando il costo delle tre telecamere di Polverara e delle nove di Saonara, l’intervento dovrebbe costare circa 200 mila euro, di cui metà finanziato dalla Regione (se i tre Comuni vinceranno il bando). Le telecamere avranno un software «intelligente» che registrerà le immagini solo in presenza di reati.
di : (Cristina Chinello)
-
IL MATTINO di Padova – Giovedì, 19 luglio 2007
Rimane ancora questo scoglio da superare, poi ci sarà la decisione finale dell’Aato – «Nessuna garanzia sulle tariffe dell’acqua»
PIOVE DI SACCO. Tocca al consiglio comunale di Piove di Sacco questa sera esprimersi in merito alla fusione di Apga (l’azienda che gestisce il ciclo integrato dell’acqua) con Aps-Acegas: tutti gli altri comuni della Saccisica si sono espressi favorevolmente all’operazione, tranne Correzzola per la netta contrarietà del sindaco Mauro Fecchio. Una posizione, quest’ultima, che è stata sposata da tutte le componenti della Casa delle Libertà del piovese, esclusi i comuni di Polverara e Legnaro. Si preannuncia quindi un dibattito piuttosto acceso anche per il parlamentino piovese, dove la giunta del sindaco Mario Crosta ha sempre appoggiato, sin dagli esordi, la fusione di Apga con Aps-Acegas. Viceversa, gli esponenti di Forza Italia, An, Udc e Lega sono pronti a dare battaglia: «Il patrimonio costituito da Apga – fa notare il presidente del circolo di An Ermes Siorini – è stato difeso solo da Fecchio, che si batte da mesi per comunicare a cittadini e amministratori locali che la fusione con Aps non darebbe alcuna garanzia sul costo dell’acqua e, cosa peggiore, le decisioni future sarebbero prese da un Cda con sede a Trieste, senza alcun potere per i comuni della Saccisica». Le perplessità del centrodestra non sono solo di ordine politico: in effetti l’operazione di fusione non trova riscontro nella vigente normativa. Per questo è stato chiesto ai consigli comunali di esprimersi favorevolmente per arrivare all’assemblea dell’Aato (che già un anno e mezzo fa aveva bocciato il «matrimonio») con una forte presa di posizione del territorio. Dopo il voto del Consiglio piovese, la palla passerà ad Aato, cui spetta la decisione finale.
di : Elena Livieri
-
IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 18 Luglio 2007
La fusione Apga-Aps inciampa sull’Aato – Il cda non la discute – Domani attesa battaglia a Piove.
Piovese – Manca il numero legale e il consiglio di amministrazione dell’Aato non discute la delibera di fusione di Apga con Acegas-Aps. È successo lunedì, quando il Cda dell’autorità d’ambito si è riunito per vagliare le delibere all’ordine del giorno dell’assemblea in programma venerdì. Ma i tre componenti del centro destra, Paolo Infanti, Luciano Muraro e Luigi Tassoni, non si sono presentati in contrasto con l’ipotesi di unione dell’azienda piovese con la multiutility. «La delibera sarà comunque discussa in assemblea – assicura Luciano Sgotti del cda – Mi auguro prevalga la consapevolezza e il buon senso dei sindaci nel dare riscontro alla volontà espressa dai Comuni soci di Apga di confluire con Padova».Si apre uno spiraglio, quindi, per chi da sempre si è opposto alla fusione. Dal momento che la delibera non è passata in cda potrebbe trovare qualche ostacolo nell’assemblea dei soci dove, per essere approvata, dovrebbe ottenere una maggioranza qualificata del 75 per cento su 143 Comuni votanti. Battaglia annunciata anche da parte della Cdl di Piove di Sacco che, riferisce, «sarà compatta nel presentare un documento comune contro la fusione», durante il consiglio comunale che si riunirà a palazzo Jappelli, domani alle 19.45. «Riteniamo che l’operazione dei sindaci di sinistra di obbligare i consigli comunali ad esprimersi sull’operazione di fusione Apga -Aps prima che l’Aato deliberi su tale questione – spiega Ermes Siorini, presidente del circolo di An della Saccisica – sia una forzatura politica che si scontra con le leggi vigenti e soprattutto con l’indicazione normativa che il Governo ha già fatto approvare alla Camera. Quest’ultima stabilisce che operazioni come quelle citate siano impraticabili, poiché la gestione dell’acqua deve essere amministrata da società pubbliche e non da consigli d’amministrazioni di società quotate in Borsa».
Di : Federica Bertaggia
-
IL MATTINO di Padova – Sabato, 14 Luglio 2007
Stasera a Cittadella c’è «Vota le voci» assieme a «Miss Muretto di Alassio»
Sarà una serata dove il talento, quello canoro e musicale, si unisce alla bellezza. In comune gli aspiranti cantanti e le miss hanno la voglia di distinguersi, e l’occasione ideale si presenta questa sera a Cittadella, che ospita in Piazza Pierobon, a partire dalle 21, il doppio appuntamento di «Vota le Voci» e «Miss Muretto di Alassio». Le due kermesse da due anni vanno a braccetto per le piazze venete alla ricerca di volti nuovi da portare alla finale di Alassio e talenti musicali, per promuovere e far conoscere giovani cantautori emergenti.
A guidare la carovana del Vota le Voci è lo storico ideatore e patron della manifestazione, il padovano Enzo Amorini, che con la collaborazione di Sandro Sartori, presentatore di trasmissioni musicali radiotelevisive, porterà sul palco di Cittadella i cantautori padovani Matteo Tisato e Adriano Pegoraro, la band dei Quarto Profilo e la cantautrice Alice Nichele. Tisato arriva da Pontelongo ed è già conosciuto dal pubblico padovano grazie alle sue molteplici partecipazioni a manifestazioni e concorsi per musica d’autore, il suo stile è autobiografico, recentemente ha scritto tutti i testi delle canzoni del musical «Il sogno di Giulietta», messo in scena da una compagnia locale. Altro cantante padovano in gara e Adriano Pegoraro che arriva da San Martino di Lupari con un curriculum ricco di piazzamenti importanti tra i quali spicca la finale del Tim Tour nel 2005. Trevigiani gli altri due concorrenti: la prima è la rock band dei Quarto Profilo, la seconda è Alice Nichele, ventunenne di Castelfranco, reduce dalla vittoria al concorso nazionale «Facce da Sanremo», dopo che nel 2006 è stata finalista in Calabria al Premio Mia Martini e in Puglia al Mediterraneo festival. Il vincitore della serata di Cittadella accederà alla finale di Montegrotto fissata per l’11 agosto, dove è già prevista la partecipazione della padovana Elisabetta Borille in arte Betta di Teolo, finalista della prima tappa di Piazzola.
Alle performance canore si alterneranno le uscite delle oltre 30 ragazze in gare, pronte a contendersi la quarta fascia regionale di Miss Muretto, quella che farà da lascia passare per la finale di Alassio. Alla prima finale regionale era passata Anna Gioia Sigolotto di Este.
Sulla tradizionale passerella le ragazze sfileranno prima in abito elegante, poi con i bikini rossi, costumi ufficiali di Miss Muretto, per concludere con la sfilata della MattaJeans. Per quelle che vogliano iscriversi cliccare su venetomoda.it o chiamare il 3927428298.
di : Erika Bollettin
-
IL MATTINO di Padova – Sabato, 14 Luglio 2007
Gli puntano il coltello alla gola e lo rapinano di ventimila euro
PONTELONGO. Ha appuntamento con un amico per vendergli un computer e l’altro si presenta puntuale ma armato di coltello. E così gli ruba ventimila euro. E’ successo ieri mattina nella macelleria di Malki Abdelhadi al civico 12 di via Zuccherificio. Malki, 42 anni, da ben diciannove in Italia, sposato e padre di due bambini piccoli, è stato minacciato dall’amico che gli ha puntato contro un coltello da cucina. E si è fatto consegnare ben diecimila euro in contanti. Oltre alla macelleria Malki Abdelhadi gestisce anche il vicino phone center. «Avevo appuntamento con questo amico, un ragazzo del Camerun che conosco da tanti anni perché mi ha sempre fornito assistenza tecnica sui computer – ha raccontato Malki – dovevo vendergli uno dei pc del phone center che sto per chiudere. E’ arrivato con un nigeriano che non avevo mai visto. In bar abbiamo fatto colazione insieme e poi siamo tornati nel negozio. Mentre stavo mostrando il computer il camerunense mi ha preso alle spalle immobilizzandomi e il nigeriano mi ha puntato un lungo coltello da cucina alla gola dicendomi di tirare fuori i soldi. Non ho avuto altra scelta che consegnare il denaro. Poi sono usciti di corsa e sono saliti a bordo di un’auto, forse la Y10 del ragazzo del Camerun». La vittima della rapina conosce bene l’uomo che lo ha derubato. E assicura che non c’era alcun conto in sospeso con lui. «Non so perché abbia fatto una cosa simile, ci conosciamo da tanti anni, ho anche il suo numero di cellulare e quello della sua famiglia in Camerun che ha chiamato diverse da qui. Prima di uscire dal negozio – confida Malki – mi hanno detto che se li denuncio se la prenderanno coi miei figli e avevo paura. Ma appena ho raccontato cos’era successo a mia moglie ha voluto che andassi subito dai carabinieri. E credo di aver fatto la cosa giusta». Malki Abdelhadi si è presentato alle 11.30 alla caserma dell’Arma di Codevigo per denunciare la rapina. Il macellaio marocchino non sa darsi una ragione dell’accaduto: «Forse hanno visto che il lavoro qui funziona, hanno pensato di fare soldi facili. In tanti anni che sono in Italia non ho mai avuto problemi con nessuno, nè italiani nè stranieri. Ho iniziato a Piove di Sacco con una macelleria e poi un phone center e tre anni fa ho deciso di venire qui a Pontelongo. Ora però ho paura». I carabinieri hanno avviato le indagini e contano di riuscire a stringere il cerchio intorno ai due rapinatori.
di : Elena Livieri
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 14 Luglio 2007
Il sindaco Fecchio fa valutare l’attuale patrimonio di Apga
L’unione di Apga con Acegas-Aps continua ad essere argomento centrale della politica del Piovese. Ieri mattina il Comune di Correzzola, unico fra i dieci soci dell’azienda a non aver discusso in consiglio la delibera di fusione, ha affidato l’incarico di stimare il valore di Apga allo studio commercialista Cavallari di Adria. Una mossa annunciata da parte del sindaco Mauro Fecchio, che continua a sostenere che la fusione è sinonimo di svendita del patrimonio costituito da reti idriche e fognarie dell’azienda locale. Di contro, altri due Comuni, Legnaro e Brugine, hanno approvato la delibera proposta dal cda di Apga . Un voto arrivato quasi all’unanimità a Legnaro, dove solo un consigliere di minoranza ha espresso parere contrario. A Brugine la discussione del punto all’ordine del giorno e la relativa approvazione è stata disertata dalla maggioranza, che ha preferito abbandonare l’aula. “Se ne sono lavati le mani come Ponzio Pilato”, è il commento amaro del sindaco Silvia Salvagnin. Mercoledì il documento approderà sui banchi del consiglio comunale di Cona. A Piove di Sacco la seduta non è stata ancora convocata.
Di: (Fe.Be.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 14 Luglio 2007
Rapinato dal tecnico del computer – PONTELONGO È successo ieri in via Zuccherificio a un commerciante marocchino che da 20 anni lavora nella Saccisica
Pontelongo – All’anima della fiducia. Da anni gli sistemava il computer del suo phone center. Il titolare marocchino lo conosceva bene il tipo, ma l’altra mattina è stato rapinato di 14 mila euro. Involontario protagonista dell’incresciosa vicenda è Malki Abdelhadi, 42 anni, originario del Marocco, da vent’anni commercia nella Saccisica, sposato con due figli, titolare della macelleria araba in via Zuccherificio e del vicino phone center. E’ lui stesso che racconta lo svolgersi della rapina: «Da tempo chiamavo al cellulare un camerumense perché mi venisse a sistemare il computer. Giorni fa mi ha chiamato lui dicendomi se avevo bisogno delle sue prestazioni, così gli ho detto che volevo vendere il computer perché avevo intenzione di chiudere il phone center. Te lo compro io – mi ha detto – così ci siamo accordati di vederci la mattina successiva alle 7 e mezzo. Puntuale è arrivato accompagnato da un amico nigeriano anche lui sui 25 anni, indossava pantaloni chiari. Siamo andati al bar a fare colazione che ho offerto io, poi siamo entrati nel phone center collegato all’interno con la mia macelleria. Appena entrati il camerunense mi ha puntato un coltello al collo dicendomi di dargli tutti i soldi, anche quelli che non erano nel registratore di cassa perché sapeva che li tenevo nascosti. Ho consegnato il denaro e mi ha intimato di non chiamare i carabinieri sennò avrebbe ucciso i miei figli. Appena i due se ne sono andati a bordo di una Lancia Elefantino blu, sono corso a casa. E’ stata mia moglie e decidere di chiamare i carabinieri. A metà mattinata il rapinatore mi ha chiamato al telefono dicendomi di non sporgere denuncia in quanto mi avrebbe ridato i soldi, così ci siamo accordati di trovarci in un distributore a Conselve. Ma lui non si è fatto vivo». Ora i carabinieri hanno il nome ed anche il numero di cellulare del rapinatore ed il tipo di auto che da anni usava. Una figura a dir poco losca secondo il racconto del macellaio: «Spesso mi offriva di comperare denaro falso, oppure di effettuare delle truffe on line ma io non ho mai accettato, da quel che mi raccontava lui viaggiava in treno ed in aereo senza spendere un soldo usando carte di credito rubate o clonate».
Di : Gianni Patella
-
IL MATTINO di Padova – Venerdì, 13 Luglio 2007
FAVOREVOLE A MONSELICE
CORREZZOLA. E’ ancora lui contro tutti: il sindaco Mauro Fecchio, così come è contrario, unico fra i sindaci dell’intero Piovese, alla fusione di Apga con Aps-Acegas, allo stesso modo si oppone anche al passaggio dell’ospedale di Piove di Sacco all’Usl 16 di Padova. Allergia verso il
capoluogo? Fecchio nega e snocciola i motivi del suo dissenso: «Nell’immediato potremmo anche illuderci che andare con Padova sia la soluzione migliore – esordisce – ma nel lungo periodo l’ospedale di Piove non potrà reggere la concorrenza con quello padovano. Sono troppo vicini e nella riorganizzazione della sanità regionale la struttura piovese verrà sicuramente penalizzata. Poco a poco il nostro ospedale verrà svuotato dei servizi essenziali alla cittadinanza, così come è successo per quelli di Cavarzere e Conselve. Per questo secondo me sarebbe meglio puntare ad una Unità sanitaria della Bassa padovana con Monselice. In termini di investimento per il futuro della nostra sanità darebbe più sicurezza. Invece mi sembra che i sindaci del Piovese abbiano deciso di svendere a Padova tutto il patrimonio del territorio: prima Apga, ora l’ospedale. E poi cos’altro – ironizza Fecchio – mettiamo in un bel pacco dono anche lo zuccherificio?».
di : (e.l.)
-
IL MATTINO di Padova – Venerdì, 13 Luglio 2007
«Non bisogna svendere l’ospedale» Fa discutere il possibile passaggio con l’Usl 16, anche se esiste un consenso quasi unanime dei sindaci.Molte perplessità sul futuro della struttura, già indebolita.
PIOVE DI SACCO. Fa discutere l’annuncio del consigliere regionale Leonardo Padrin su un possibile imminente smembramento dell’Usl 14 che comprende gli ospedali di Chioggia e Piove di Sacco in vista dell’unione di quest’ultimo con Padova. L’iter per il passaggio di Legnaro nell’Usl 16 è già avviato. Uno smacco per l’Usl 14 che perde un pezzo di territorio. Ma anche una dovuta presa d’atto della realtà: è la stessa Usl 14 a rimetterci in termini economici per le prestazioni che l’ospedale cittadino fornisce ai legnaresi. Che sia ora per tutta la Saccisica di far le valige e abbandonare Chioggia non c’è nessuno che lo nega. E sull’ipotesi del matrimonio «sanitario» con Padova centrodestra e centrosinistra gongolano. Il problema è quale ruolo avrà la struttura di periferia accanto al colosso cittadino. Negli ultimi dieci anni chi avrebbe dovuto difendere l’ospedale piovese ha latitato e oggi accusano la struttura di Chioggia di averlo depauperato di reparti e risorse. Ma se è accaduto, qualcuno lo ha permesso. E sono gli stessi che oggi devono «trattare» l’unione con l’Usl 16. A parole l’ospedale di Piove sta a cuore alla politica di ogni colore: nei fatti, nonostante le eccellenze che vanta, passa per la cenerentola della sanità. E servirà ben altro che la solita dose di buone intenzioni per smarcarlo da questo destino. Tanto più se l’ambizione è andare con Padova.
di : Elena Livieri
-
IL MATTINO di Padova – Venerdì, 13 Luglio 2007
FAVOREVOLI A PADOVA
PIOVE DI SACCO. Centrosinistra e centrodestra sono compatti nell’esprimere l’approvazione al passaggio di Piove di Sacco nell’Usl 16 di Padova. Con le dovute puntualizzazioni. Secondo Olindo Bertpaglia, sindaco di Polverara, la sanità piovese può e deve fare sinergia con quella padovana: «Siamo convinti che andare con l’Usl 16 significhi garantire alla nostra struttura un futuro di eccellenza nella sanità. L’unione con Chioggia non può andare avanti, sono troppi i disagi, anche solo logistici, che devono sopportare i cittadini. La situazione che ha vissuto il nostro ospedale negli ultimi anni può migliorare solo andando con Padova». Nel centrosinistra le posizioni sono favorevoli ma più diffidenti. Il sindaco di Piove Mario Crosta mette in chiaro: «Non ci sono pregiudiziali ad andare con Padova, ma sarebbe meglio se gli annunci estemporanei che arrivano da Padrin fossero suffragati da un confronto con il territorio, con la conferenza dei sindaci in primis. E ci dovrà essere un incontro col nuovo assessore alla Sanità. In ogni caso vanno negoziati fino in fondo i termini del passaggio con l’Usl 16: il nostro deve rimanere un ospedale per acuti e devono essere assicurate risorse adeguate per rispondere alle esigenze sanitarie e sociali del territorio. La nuova collocazione deve garantire alla nostra struttura dignità e futuro». Silvia Salvagnin, sindaco a Brugine, conferma: «E’ fondamentale che non si ripeta quello che è accaduto quando ci siamo staccati dall’Usl con Monselice. Il problema sta nell’entità dei finanziamenti destinati al nostro ospedale che devono garantire un servizio sanitario efficiente e funzionale. E’ fondamentale contrattare a carte scoperte. Non dobbiamo svendere il servizio, ma potenziarlo».
di : (e.l.)
-
IL MATTINO di Padova – Giovedì, 12 Luglio 2007
E’ stato scongiurato il rischio. che per la prossima campagna saccarifera, che inizierà tra meno di un mese, venisse soppresso il servizio di trasporto delle barbabietole con il treno.
PONTELONGO – Il sindaco di Pontelongo Federico Ossari, sostenuto da tutti i colleghi del Piovese e del Veneziano, i cui comuni sono attraversati dal traffico dei mezzi pesanti diretti allo zuccherificio, grazie anche al sostegno della consigliera regionale Regina Bertipaglia, ha infine vinto la sua battaglia. La dura presa di posizione del primo cittadino di Pontelongo, che aveva annunciato di essere pronto a istituire il divieto di transito per i camion diretti allo zuccherificio, aveva fatto seguito al diniego di Sistemi Territoriali Spa, la società che gestisce la linea ferroviaria Adria-Mestre, di garantire il trasporto delle barbabietole su treno a causa dei ricorsi che alcuni cittadini avevano presentato in Tribunale per via del disturbo provocato dal passaggio dei convogli. “Si era venuta a creare una situazione assurda – fa notare Ossari, che finalmente può tirare Un sospiro di sollievo – perché per le proteste di pochi soggetti che vivono vicino alla linea ferrata e che si dicono disturbati dal rumore del treni, si rischiava di mandare all’aria un progetto che in pochi anni ha nettamente migliorato la situazione sulle strade dei nostri paesi, portando un beneficio evidente a migliaia di cittadini.
Grazie alle pressioni della consigliera Bertipaglia che si è fatta portavoce delle nostre richieste, l’assessore regionale Renato Chisso ha intimato formalmente al presidente di Sistemi Territoriali di istituire i treni per le barbabietole”. La campagna saccarifera è ormai alle porte: inizièrà i primi di agosto per protrarsi fino alla fine di ottobre. Il nuovo programma di trasporto su rotaia di barbabietole prevede due convogli giornalieri che toglieranno dalle strade ben 240 camion al giorno. Moltiplicati per i circa 90 giorni di campagna, significa alleggerire la viabilità di oltre 21 mila mezzi pesanti. Ed è un grande risultato, sia pure ottenuto in extremis. “Non nascondo la grande soddisfazione personale e dei colleghi sindaci che hanno sostenuto con me la causa anche alla luce dei ridotti tempi che erano rimasti per organizzare il servizio di trasporto su rotaia – conclude Ossari -. ma alla fine ha prevalso il buon senso e mi auguro che per il futuro si riesca a pianificare il servizio per tempo, attuando una politica dei trasporti lungimirante e che tenga presente i risvolti ambientali e della sicurezza, oltre che di una crescita sostenibile del territorio”.
Di: Elena Livieri
-
IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì, 12 Luglio 2007
Polverara si unisce al vasto fronte del “si” Correzzola resta contraria all’operazione
Polverara – Voto unanime, l’altra sera, del consiglio comunale di Polverara alla delibera di fusione dell’Apga con Acegas-Aps. Sale quindi a cinque il numero dei Comuni soci dell’azienda piovese che vedono per essa un futuro migliore nell’unione con la multiutility triestina. Nei prossimi giorni la stessa delibera approderà nei consigli di Brugine, Legnaro, Cona e Piove di Sacco, dove tutto fa pensare che passerà senza intoppi. Correzzola è l’unico Comune socio non intenzionato a discutere il documento, questo per volere del sindaco di An, Mauro Fecchio, che continua ad opporsi alla fusione. Di parere simile è l’ex presidente di Apga Ottimo Cominato, di certo non vicino politicamente a Fecchio: “Non sono mai stato favorevole al passaggio con Padova – spiega – Da Acegas-Aps siamo stati più accettati che accolti. Il mio pensiero è stato sempre quello di confluire prima con il Cvs (il gestore delle reti idriche del Conselvano) per poi trattare con Padova con pari dignità”. E per l’ex presidente è il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Questo passaggio non è stato preso in considerazione dall’attuale maggioranza del cda dell’azienda, nonostante Cvs ci tenesse moltissimo a creare con Apga un ente unico garantendoci pure una buona rappresentanza. Cosa che non succederà nella fusione con Acegas-Aps, multiutility che guarderà prima agli interessi dell’azionista e poi alle esigenze del consumatore”. La sua posizione, come quella di pochi altri, suonano più come “voci fuori dal coro” davanti alla stragrande maggioranza degli amministratori della Saccisica che appoggiano la fusione. “Sono abbagliati dalla tariffa unica – dice Cominato – e inoltre, Apga è considerata da molti quasi un peso da cui liberarsi”.
di : (F.B.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì, 12 Luglio 2007
MONSELICE Il presidente del Centro veneto servizi, Loris Rossato, critica l’incorporazione in Acegas-Aps – Apga, fusione che non conviene» «Il deprezzamento della nostra azienda sarà molto forte. Inoltre, è un atto che va contro la norma»
Monselice – La fusione per incorporazione di Apga (azienda piovese gestione acque) e Acegas Aps è stato sottoscritto giovedi scorso. L’operazione già è stata contestata da uno dei componenti della società: il comune di Correzzola rappresentato dal sindaco Mauro Fecchio. A cavalcare l’opposizione all’atto è ora il presidente del Centro Veneto Servizi (Cvs) Spa di Monselice, Loris Rossato. Giusto un anno fa l’Aato (l’assemblea d’ambito che riunisce i gestori i gestori del servizio idrico di Padova e Vicenza) avevano bocciato l’operazione. Infatti la legge nazionale e comunitaria – afferma Rossato – non prevede la fusione di una società a capitale pubblico con una quotata in borsa. Non intendiamo dare il via libera ad un’azione che è in netto contrasto con la normativa di settore. Pertanto la fusione per incorporazione dell’Apga può essere realizzata solamente con altre società pubbliche come Aim, Avs e Cvs. Sono certo che la battaglia sarà dura per evitare che l’accordo venga approvato dall’assemblea dell’Aato – continua Rossato – ma non intendiamo arretrare di un passo. Se sarà necessario depositeremo un ricorso al Tar del Veneto. Noi riteniamo che non si possa attuare questa operazione. Da tempo il Cvs aveva aperto un dialogo per l’incorporazione nella società Apga . I colloqui erano ben avviati. Le società si erano annusate. Si sono cambiate molte informazioni. I tecnici del Cvs avevano fatto anche delle stime relativamente al patrimonio delle dotazioni dell’azienda piovese. Poi la rottura delle trattative e il successivo avvio delle intese con Acegas Aps. Un po’ d’amaro in bocca è rimasto ai responsabili della società di viale Tre Venezie a Monselice. Il presidente del Cda, dai dati in suo possesso ritiene fallimentare l’incorporazione per fusione dell’Apga nella multiutility triestina-padovana. E’ irrisoria la cifra di concambio che riceverà al termine dell’operazione l’Apga . Pertanto,- continua – a fronte di un patrimonio che noi stimiamo in 50 milioni di euro l’azienda piovese riceverà 137.122 azioni per un valore nominale di 707 mila euro. Il deprezzamento dell’azienda è molto forte. Un altro aspetto che andremo a focalizzare nel corso della prossima assemblea dell’Aato.
di : Orfeo Meneghetti
-
IL MATTINO di Padova – Mercoledì, 11 Luglio 2007
Il passaggio di Legnaro all’Ulss 16 stimolo per tutta la sanità padovana.
Il 4 luglio scorso la quinta commissione del Consiglio regionale (Sanità, Igiene e Sicurezza) ha approvato a maggioranza il passaggio del Comune di Legnaro dall’Ulss 14 all’Ulss 16 di Padova. Come ho avuto modo di ribadire in commissione, è fuor di dubbio che il comune di Legnaro graviti prevalentemente su Padova. Inoltre Legnaro, Comune della cintura, ha aderito alla Città metropolitana, dove partecipa a tutti i tavoli di programmazione e pianificazione sovracomunale. Ricordo, tra i più significativi, il tavolo urbanistico del Pati, il Pum (Piano urbano della mobilità) e il Piano della viabilità. Inoltre, Legnaro ospita sul suo territorio un’appendice importante dell’Università di Padova, qual è Agripolis, area intorno alla quale si stanno facendo ragionamenti di potenziamento e sviluppo. E’ notorio che il sottoscritto non ha mai visto male l’ubicazione del «nuovo ospedale di Padova» in questo contesto, che dovrebbe nel contempo ospitare anche il campus delle scienze mediche e biomediche dell’Università. Quindi Legnaro diventa per così dire sempre più parte attiva di un grande processo di integrazione, che coinvolge tutti i comuni della Città metropolitana. E’ evidente che questo vale anche per i servizi socio-sanitari per cui la permanenza di Legnaro con l’Ulss 14 trova poche ragioni d’essere. Sono d’accordo con qualcuno che sostiene che non si risolvono così i problemi legati all’anomalia dell’Ulss 14, che è per metà veneziana (Chioggia) e per metà padovana (Piove di Sacco), ma quella di Legnaro vuole essere la provocazione per affrontare finalmente il problema che diventa un problema politico di geografia sanitaria. Ricordo che il processo di depauperamento (lo definisco così) operato in questi anni nei confronti dell’ospedale di Piove di Sacco ha portato alla perdita di funzioni e di professionalità importanti; ha portato ad attacchi violenti della stampa contro l’ospedale di Piove di Sacco, danneggiandone irreversibilmente l’immagine; ha portato alla caduta di teste, usate come capri espiatori, senza chiedersi se la direzione strategica abbia messo queste persone in grado di operare efficacemente; ha portato a ritardi incomprensibili circa alcune scelte strategiche legate alla struttura e alle attrezzature e strumentazioni. Questa situazione ha fatto sì che nascesse nel Piovese un comitato di cittadini a difesa della loro sanità. In un momento particolare e delicato, in cui in Regione è in discussione il nuovo Piano regionale sanitario, la programmazione sanitaria, la ridistribuzione delle risorse alle Ulss e la regolarizzazione del personale precario, il caso Legnaro rappresenta l’occasione per discutere in modo serio dell’ Ulss 14 e del suo futuro, tenendo presente che le aspirazioni del Piovese sono tutte in territorio padovano, anche se legate alla necessaria e conseguente riorganizzazione della sanità padovana, dovuta alla nascita del nuovo ospedale di Padova, ma ciò coinvolge anche il nuovo ospedale della Bassa, Cittadella e Camposampiero! consigliere regionale dell’Udc componente quinta commissione consiliare.
-
IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 11 Luglio 2007
Apga, Fecchio non porta al voto la fusione.
SACCISICA Correzzola è l’unico Comune che si è rifiutato di discutere l’unione con Acegas-Aps. Il sindaco: «Sarebbe sciagura» – Crivellaro fiducioso: «Almeno nove Comuni su dieci daranno l’ok». Il 20 luglio parola decisiva all’Aato.
Piovese – Entro fine luglio i Comuni della Saccisica sono chiamati ad esprimersi sulla fusione di Apga con Acegas-Aps. Finora la delibera proposta dal cda dell’azienda piovese è approdata in consiglio comunale ad Arzergrande, Pontelongo , Correzzola, Sant’Angelo e Codevigo. Mancano Brugine, Cona, Piove di Sacco (Legnaro e Polverara ne hanno parlato ieri sera), ma il destino di Apga sembra già deciso dall’accordo firmato giovedì con la multiutility triestina. Ciò nonostante chi da sempre si è opposto alla privatizzazione del servizio idrico nella Saccisica continua a portare avanti le sue battaglie. È il caso del sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, che si è rifiutato di sottoporre al parlamentino la delibera. Chiamato in causa da un’interrogazione dell’opposizione, Fecchio ha tracciato il dannoso scenario che, secondo lui, si aprirebbe con la fusione: «Cessione gratuita delle reti e degli impianti, nessuna rappresentanza del territorio nel cda delle aziende, tariffa unica incerta e cittadini lasciati in balia di call center e numeri verdi in caso di problemi – ha sintetizzato – Stiamo valutando l’ipotesi di incaricare un tecnico per valutare l’effettivo valore della società visto che complessivamente i Comuni della Saccisica acquisterebbero l’irrisoria quota dello 0,25 del capitale di Acegas-Aps».
L’ok alla delibera è arrivato senza problemi a Sant’Angelo, dove solo due consiglieri si sono astenuti dal voto. Ad Arzergrande, invece, i quattro rappresentanti di minoranza hanno abbandonato l’aula al momento della scelta, lasciando che gli undici colleghi rimasti si esprimessero favorevolmente. A Pontelongo la minoranza non si è proprio presentata, così il sindaco Federico Ossari e i suoi hanno approvato senza intoppi il documento (11 voti in tutto). Un caso a parte riguarda Codevigo, dove è stato il commissario prefettizio a firmare la delibera. Fiducioso sul buon esito finale è il presidente dell’Apga, Giovanni Crivellaro: «Sicuramente nove Comuni su dieci, che rappresentano più del 90\% del capitale sociale, delibereranno positivamente – afferma – Dopo di che aspetteremmo che l’Aato (l’assemblea d’ambito che riunisce i gestori di Padova e Vicenza) dia il via libera all’accorpamento, che sarà operativo da ottobre». Ma l’Aato un anno fa aveva bocciato l’ipotesi. «La legge prevede la fusione con una società quotata in borsa, siamo ottimisti che stavolta l’assemblea darà parere favorevole», conclude Crivellaro. L’appuntamento è per il 20 luglio, anche se incombe l’incognita legata all’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulle liberalizzazioni che, però, prevede per il servizio idrico solo la proprietà pubblica.
Di: Federica Bertaggia
-
IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 11 Luglio 2007
PORTO VIRO Bietanolo, sostegno necessario per tre anni.
Dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’ex stabilimento saccarifero di Porto Viro, dopo l’avvenuta firma “anche del sindaco del Comune di Loreo” dell’accordo di riconversione produttiva dello zuccherificio deltino, viene il compiacimento delle maestranze e delle loro famiglie per tale accordo, che interessa la filiera agroindustriale del Polesine e del Veneto; viene però anche una pressante richiesta di sostegno per i prossimi anni, necessari alla realizzazione dell’impianto a bioetanolo, che dovrà nascere in zona Aia. «Sapevamo – dicono i rappresentanti locali delle maestranze – di un percorso difficile per la riconversione produttiva del nostro stabilimento fin dalla firma del negoziato Ocm – Zucchero di Bruxelles. Non abbiamo mai nascosto i nostri dubbi, ma anche la nostra determinazione a raggiungere questo traguardo: tornare al lavoro “riconvertiti” in uno stabilimento a produrre bioetanolo, consapevoli che questa è l’unica prospettiva, pena la fine, come quella degli zuccherifici che ancora si possono scorgere in Polesine, chiusi e mai più riaperti». Certo è che se si ringraziano sindacati ed istituzioni per il raggiungimento di questa tappa, le difficoltà non sono certo finite, in quanto «le intenzioni di Italia Zuccheri- Copro B devono trasformarsi in azioni concrete». «Purtroppo – aggiungono – le cose ancora non sono risolte: la cassa integrazione per taluni di noi continua, e per la prossima campagna saccarifera dovremo portare la nostra opera nei 2 stabilimenti aperti di Italia Zuccheri (Pontelongo e Minerbio), al posto degli stagionali». Quindi il grido di aiuto: «Abbiamo la necessità – dicono i rappresentanti Rsu – di avervi al nostro fianco ancora per 3 anni circa per arrivare, insieme, ciascuno impegnato nel proprio diverso ruolo, a vincere questa sfida».
Di : (M.G.B.)
-
IL MATTINO di Padova – Domenica, 8 Luglio 2007
Pontelongo – CONTESTATO AVANZO DI 213 mila euro
Approvato dal Consiglio Comunale il bilancio consuntivo 2006. Il rendiconto sulla gestione finanziaria dell’anno passato ha alla fine presentato un avanzo di 213 mila euro cifra in linea con quella del precedente esercizio. Un dato considerato tuttavia eccessivo da parte dei consiglieri di minoranza che non hanno fatto mancare le loro osservazioni e critiche . “ Una buona gestione amministrativa — esordisce Emanuele Canova della lista Civica Pontelongo 2004 — andrebbe valutata sulla capacità di spendere le risorse finanziarie disponibili, per cui l’avanzo di bilancio dovrebbe tendere più possibile allo zero”.
A queste parole si aggiungono quelle di un altro consigliere di minoranza, Donatello Magagnato della Lega Nord : “Visti i consuntivi degli ultimi anni ci auguriamo che questa amministrazione in futuro dimostri un po’ di coraggio nella spesa. Anche alla luce del fatto che quando abbiamo avanzato qualche proposta, puntualmente c’è stato risposto che non ci sono soldi”. La risposta della maggioranza del sindaco Ossari è affidata all’assessore al Bilancio, Giorgio Pizzeghello: “Un avanzo di bilancio nell’ordine del 5 per cento, qual’è il nostro, è pressoché fisiologico e l’esperienza della maggior parte delle amministrazioni lo dimostra. Più che al dato in senso assoluto è importante capire come lo si sia costruito: si è riusciti a fare le cose programmate spendendo di meno”. “Il risultato — spiega ancora l’assessore — è stato influenzato poi dai residui dei numerosissimi capitoli che compongono lo schema di bilancio. I principi di prudenza e corretta amministrazione sono stati rispettati a dimostrazione che fanno parte del nostro complessivo modo di operare”.
di : Alessandro Cesarato
-
IL MATTINO di Padova – Domenica, 8 Luglio 2007
In tempi brevi il futuro dell’ospedale L’Usl 14 potrebbe essere smembrata «In questo modo si tenderebbe all’eccellenza»
PIOVE DI SACCO. Tutto in quindici giorni: il futuro dell’ospedale di Piove potrebbe giungere alla svolta entro due settimane, se il consiglio regionale si esprimerà in proposito. L’annuncio arriva da Leonardo Padrin, consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente della quinta commissione, che spiega: «Se nei prossimi 15 giorni si deciderà di dividere l’Usl 14 fra le rispettive province, ci sarà il tempo tecnico per procedere all’operazione prima della nomina dei nuovi direttori generali». Il mandato delle direzioni delle Usl venete scade il 31 dicembre. L’esponente forzista non nasconde di lavorare affinché il pronunciamento ci sia, e ribadisce il suo pensiero: «Sono favorevole allo smembramento dell’Usl 14, in modo che Piove vada con l’Usl 16 di Padova, e Chioggia con Venezia o con Dolo. Ne stiamo discutendo perché va presa una decisione conveniente per entrambi gli ospedali: se Chioggia dovesse unirsi a Venezia, dovrebbero «spartirsi» i primariati». E gli equilibri non sono semplici da trovare. Il timore, già espresso, che Piove possa essere «schiacciato» dalla forza di Padova, non ha fondamento, per Padrin: «Essere nella stessa realtà di Padova significa entrare in un circolo virtuoso fatto di eccellenze, e i cittadini avranno la possibilità di misurarne gli effetti benefici constatando l’efficienza e l’efficacia dei reparti. Dividere l’Usl 14 non è un risiko, ma un domino: non è possibile che in un grande sistema sanitario com’è quello veneto, ci siano punte altissime di efficienza, e sacche di negatività. Pertanto nel momento in cui Piove dovesse essere fusa con Padova, sarebbe altamente improbabile che permanessero delle zone negative, perché il livello si eleverebbe ovunque». Spontanea la domanda: questo significa che ci sono settori dell’ospedale di Piove che meritano un giudizio negativo? «Sì», afferma Padrin, che rincara la dose: «Inoltre, con l’uscita di Alberto Polo, primario di Neurologia ora passato a Monselice, Piove ha perso un luminare. Era un errore da non commettere». La situazione attuale in cui riversa l’Usl 14 è molto caotica: è di qualche giorno fa il via libera della quinta commissione al progetto di legge che prevede lo scorporo di Legnaro dall’Usl 14 e la sua migrazione all’Usl 16. Un atto dovuto, per i sostenitori dell’operazione, per regolarizzare una situazione preesistente, e che grava sul bilancio dell’Usl 16 come un macigno. Una forte perdita d’utenza e di denaro, oltre che di credibilità, sulle spalle dell’Usl 14, le ragioni del disappunto di altri. Intanto prosegue la raccolta di firme da parte del Codess, il Comitato per la sanità della Saccisica, nato proprio per chiedere che l’Usl 14 sia divisa e che l’ospedale piovese rientri in ambito provinciale (preferendo tuttavia l’unione con Monselice piuttosto che quella con Padova): le sottoscrizioni sono attualmente 4.216.
di : (Cristina Chinello)
-
IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 7 Luglio 2007
Forte di un glorioso passato legato …
Forte di un glorioso passato legato ai nomi di Amanda Lear, Gatto Panceri, Patty Pravo, Jo Squillo e ad un presente altrettanto prestigioso, torna anche quest’anno il concorso “Vota le Voci”, che si promette di essere autentico trampolino di lancio per i cantanti emergenti veneti. La storica competizione canora festeggia i 21 anni dalla prima edizione, datata 1986, proponendosi in abbinata con le splendide partecipanti di Miss Muretto, in un mix vincente di bellezza e musica. La serata inaugurale del tour di Vota le Voci, che fino all’11 agosto toccherà le province di Padova e Vicenza, è in programma oggi a Piazzola sul Brenta con la partecipazione di Elisabetta Borille da Teolo, Adriano Pegoraro da San Martino di Lupari, Matteo Tisato da Pontelongo , Giacomo Spagnolo da Padova, i Fjrmm da Padova. In ogni tappa – 14 luglio a Cittadella, 28 luglio ad Albignasego, 4 agosto semifinale a Noventa Vicentina e finale l’11 agosto a Montegrotto Terme – saranno presentati quattro cantanti, che si sfideranno proponendo ciascuno una canzone propria e un grande successo del passato. I partecipanti sono stati selezionati tra i più talentuosi giovani locali, non ancora noti al grande pubblico ma con canzoni già programmate dalle radio locali e nel mirino delle case discografiche. A guidare la carovana del Vota le Voci sarà ancora una volta lo storico ideatore e patron della manifestazione, il padovano Enzo Amorini, affiancato dal 2004 dall’esperto musicale Sandro Sartori, giornalista e presentatore di varie trasmissioni radiotelevisive, e dal 2006 anche da Stefano Cecchetto, organizzatore di eventi e concorsi di bellezza. Grande novità di quest’anno è l’uscita della compilation che raccoglie le canzoni dei protagonisti del tour Vota le Voci 2006 e dei selezionati per l’edizione 2007. Si tratta di canzoni inedite proposte da cantanti emergenti, provenienti da tutto il Veneto: Matteo Tisato, Sesto Incomodo, Valentina, September Groove, Maragia, Porfirio Rubirosa, Bej Pro, Adriano Pegoraro, Barbara Fantecchi, Nick88, Francesca. Radio Italia Uno seguirà tutte le tappe per dare la possibilità agli ascoltatori di rivivere i momenti salienti del tour e riascoltare le canzoni più belle.
di : Matteo Mignolli
-
IL MATTINO di Padova – Venerdì 6 Luglio, 2007
Cortelazzo e Fecchio contestano la fusione tra Acegas e Apga
PIOVE DI SACCO – “E’ incredibile che in una società che ha costituito il suo capitale soprattutto grazie ai fondi pubblici erogati dalla Regione Veneto in base alla legge per la salvaguardia di Venezia, diventi patrimonio di una società che non è completamente pubblica, bensì quotata in borsa. Verificherò attraverso una interrogazione regionale se questa operazione è legittima”.
Dura la critica del capogruppo di An in Regione, Piergiorgio Cortelazzo, che unitariamente all’assessore provinciale Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola, si oppone alla proposta di fusione tra Acegas e Apga. “Questa fusione si basa esclusivamente su un parere legale richiesto unilateralmente da Apga e come tale non ha alcun valore vincolante – spiega l’assessore Fecchio -l’operazione inoltre contrasta con le normative europee e nazionali vigenti: di fatto i beni demaniali costituiti dalle reti idriche e soprattutto dagli impianti di depurazione, vengono di fatto “regalati” ad una Spa quotata in borsa. La stima in base al solo valore economico è scorretta”.
Di : (c. bel.)
-
IL MATTINO di Padova – Lunedì 02 luglio 2007
Continue barriere architettoniche Previsti alcuni interventi più urgenti
PONTELONGO. Le minoranze interrogano l’amministrazione sull’impegno ad eliminare le numerose barriere architettoniche presenti in paese. Sulla questione risponde l’assessore ai lavori pubblici Adriano Burattin che ricorda come il Piano triennale delle opere pubbliche preveda un impegno di 110 mila euro proprio per l’esecuzione di questi lavori. «Una legge regionale – spiega – prevede che i comuni riservino a questo fine almeno il 10 per cento dei proventi annuali derivanti dalle concessioni edilizie e dalle sanzioni in materia urbanistica ed edilizia». «I proventi accantonati finora – continua – ammontano a 45 mila euro». Ma sono molte le questioni ancora aperte. «Il nostro territorio – prosegue Burattin – è disseminato da barriere architettoniche naturali (il fiume), artificiali, strade ad alta viabilità, opere ed edifici pubblici di vecchia costruzione. Intervenire in una realtà cosi complessa implica notevoli sforzi economici». L’unica via percorribile per affrontare il problema appare quella di una programmazione organica ed omogenea dei lavori. «Gli interventi – conclude l’assessore – devono avere per ogni stralcio un percorso finito, devono cioè creare delle percorribilità che abbiano un inizio e una fine, in modo che il diversamente abile non si trovi mai in difficoltà. Per gli edifici esistenti è necessario, invece, garantire percorsi per l’accessibilità ai locali predispongo all’interno dell’edificio pubblico un servizio igienico debitamente attrezzato». Sul piano pratico molti sono gli edifici che subiranno degli interventi. Per Villa Foscarini, ad esempio, è stato previsto di inserire una corretta accessibilità anche dal cortile. La scuola elementare ha già ricevuto un contributo da parte della Regione per sistemare l’accessibilità dell’edificio e l’adeguamento di un bagno. I lavori saranno eseguiti nel corso dell’estate. Altri interventi di adeguamento sono previsti per la sede delle Associazioni e per la sede staccata del municipio. In conclusione i parcheggi e marciapiedi: se per i primi sono già stati realizzati spazi adeguati, per quanto riguarda la messa a norma dei percorsi pedonali si affiderà presto un incarico professionale per definire percorsi finiti.
di : (al.ces.)
-
.
.





