Ottobre 2007
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.IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 31 ottobre 2007
COMPLEANNO - Festa a Pontelongo per Paolo FornaroPontelongo _ Giornata di festa oggi in casa Fornaro a Pontelongo . Paolo Fornaro, nato il 31 ottobre del 1927, compie ottant’anni. Per quaranta ha lavorato nel locale zuccherificio. Sua grande passione, nel tempo libero, la caccia. Spegnerà le candeline insieme alla moglie Maria Dan, ai figli Guido, Ivano con la compagna Alessandra, Cristina, i nipoti Nicolò, Linda, Sara, Leonardo, Chiara e Aurora. Tantissimi auguri!
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 31 ottobre 2007
CARRARO POLEMIZZA CON LA MIOTTO SULL’EVENTUALE PASSAGGIO ALL’USL 16 - Ricoveri all’ospedale, il doppio di Chioggia
Piove di Sacco - Quando è a rischio il futuro dell’ospedale, non c’è appartenenza politica che tenga. Lo testimonia lo sfogo di Leopoldo Carraro, ex segretario del Pds, candidato sindaco nelle scorse elezioni per la lista civica Progetto Piove e Saccisica. Nella circostanza Carraro si scaglia contro il consigliere regionale della Margherita, Margherita Miotto, prendendo spunto dalle sue considerazioni sul passaggio dell’ospedale piove se con l’Asl 16 di Padova. Carraro ribatte punto per punto le affermazioni dalla Miotto. «Non è vero - afferma Carraro - che i due territori di Piove e Chioggia sono equivalenti come afferma la Miotto; il nostro ospedale con 13.954 ricoveri nel 2006, e con una mobilità positiva di 1.882 ricoveri per un attivo di 304.000 euro, gode degli stessi finanziamenti di quello di Chioggia che nel 2006 ha effettuato 7.583 degenze e una mobilità in negativo di 4.350 ricoveri equivalenti ad un passivo di 15.547.363 euro». Circa i rischi che corre l’ospedale piove se se passerà all’Asl 16 di Padova, paventati dalla Miotto, Carraro spiega che invece si avrebbe una quota capitale maggiore e si annullerebbero le costose fughe dei piove si verso il capoluogo. «La Miotto - aggiunge Carraro - parla di una ulteriore batosta per il nostro ospedale piove se se si sposa con Padova; così dicendo ammette che ce n’è stata una precedente in seguito all’unione con Chioggia. Inoltre la Miotto chiede ulteriori professionalità e risorse per Piove , proprio lei che è rimasta per più mandati in Regione e che a suo tempo ha avallato lo spostamento di tutti gli uffici amministrativi a Chioggia».E proprio oggi, alle 21, nell’audi torium “Giovanni Paolo II” di via Ortazzi il centrosinistra organizza un incontro con la cittadinanza sull’ospedale. Partecipano al di battito il sindaco di Piove , Mario Crosta, il consigliere regionale Gianni Gallo e il costituente nazionale del Pd Margherita Miotto sul tema: “Quale proposte per l’ospedale piovese”.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 31 ottobre 2007
«Ci apettavamo da Parisotto un consiglio comunale aperto ma dell’iniziativa non abbiamo più avuto alcuna notizia»
Chioggia - Dove vanno Piove di Sacco ed altri sette comuni della Saccisica posto che Legnaro ormai sta per entrare nell’Asl 16 di Padova uscendo dalla 14 di Chioggia? Ci sono ben due progetti di legge che prefigurano soluzioni differenti. Uno, presentato ai primi dello scorso agosto e sostenuto da un fronte trasversale che segna l’approdo di Piove di Sacco e degli altri Comuni nell’Asl di Padova ed un altro, formalizzato dai consiglieri regionali Cortelazzo e Zanon, An, che li vuole invece mandare nell’Asl 17, di Este Monselice. “Tutta la Saccisica - sottolinea Renzo Varagnolo, responsabile della Camera del lavoro di Chioggia, Cavarzere e Cona, è in gran movimento sul tema della sanità: riunioni, incontri praticamente a getto continuo: Chioggia ha prodotto un ordine del giorno dopo alcuni incontri in commissione consiliare. Del quale abbiamo perso le tracce. Cavarzere ha provocato una seduta consiliare cui siamo stati invitati”. Varagnolo riferisce di essersi fatto l’opinione, nel corso dei lavori di quella commissione che “le idee se non l’interesse per la questione sanitaria non siano le une chiare, l’altro importante. Eppure - prosegue il sindacalista - la città vive il problema legato alla costituzione della Cittadella della salute che, per quanto mi riguarda, ha provocato il passaggio dai 150 dipendenti di prima, quando c’era l’ospedale, ai 15 di adesso. Da quella seduta di commissione - conclude Varagnolo - siamo usciti dopo che il sindaco Parisotto s’era assunto l’impegno di una seduta di Consiglio aperto sul tema sanità. Di un’iniziativa del genere fin qui non abbiamo avuto più alcuna notizia”.
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IL MATTINO di Padova - Martedì 30 ottobre 2007
Lavori all’elementare Montessori Parti esterne con i disegni dei bimbi
PONTELONGO. Eseguiti i lavori di sistemazione della scuola elementare «Montessori». Giusto in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico. «La scuola - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin - è stata costruita all’inizio degli anni Ottanta e da allora molte cose sono cambiate in merito ai requisiti cui deve rispondere un edificio di questo genere. Nel 2005 è stato effettuato un primo intervento per adeguare l’edificio alle norme di sicurezza ed antincendio. Ora l’amministrazione si è impegnata a completare il processo di adeguamento con l’abbattimento delle barriere architettoniche». I lavori, in particolare, hanno portato alla demolizione della vecchia rampa di accesso perché non conforme al dettato di legge. nella stessa occasione si è provveduto a realizzare una rampa di analoga funzione nel retro della scuola. «Un ulteriore intervento - continua l’assessore - ha riguardato l’eliminazione degli scalini nell’uscita di emergenza dalla mensa. In questo modo è stato creato un unico terrazzo nel portico esistente». Da notare come le parti esterne siano state abbellite con dei rilievi che riportano dei disegni fatti dagli stessi alunni. Anche il blocco dei bagni ha subito un intervento per consentire la realizzazione dei servizi destinati ai diversamente abili. Nel complesso i lavori hanno richiesto una somma di poco inferiore ai 26 mila euro, in parte finanziati dalla Regione con uno stanziamento di 10 mila euro; i restanti 15 mila euro sono, invece, a carico del Comune.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - Martedì 30 ottobre 2007
Contratto per la rete «wireless» firmato da Codevigo e Pontelongo
Nominati referenti per la gestione dei vari interventi
CODEVIGO. Firmato il contratto tra l’Unione dei comuni di Codevigo e Pontelongo e Asi Lab Srl di Milano, società vincitrice del bando di gara per la costruzione di una rete intercomunale wireless. Confermata quindi la costruzione dell’infrastruttura tramite l’istituto dello «sponsor». Le reti wireless verranno realizzate usando una rete a maglie, implementata tramite una wireless local area network. Grazie a questo tipo di trasmissione si avrà una rete capace di coprire grandi distanze, specialmente su terreni accidentali o comunque «difficili». L’Unione dei comuni di Codevigo e Pontelongo intende in questo modo colmare il divario infrastrutturale che caratterizza il proprio territorio. Attesi i nominativi dei referenti politici e tecnici di ciascuno dei 22 comuni coinvolti nel progetto attraverso i quali verrà concordata la programmazione e la gestione degli interventi in questione. Presumibilmente per i primi giorni dell’anno prossimo verrà spillata la fibra ottica e installate le antenne. Il progetto permarrà per 24 mesi mentre la gestione dell’infrastruttura riguarderà sei anni. L’approccio seguito per l’erogazione della banda sarà progressivo e prevede due centri stella mentre i punti di prelievo della banda saranno tre. In tale modo si garantiscono le medesime potenzialità di servizio per tutti i Comuni.
di : (Martina Maniero)
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IL MATTINO di Padova - Lunedì 29 ottobre 2007
La giovane negoziante s’è schiantata a Pontelongo - Donati gli organi di Silvia
PIOVE DI SACCO. - Dovrebbe essere fissata nella giornata di oggi la data del funerale di Silvia Fiorin, 27 anni, morta sabato uscendo di strada con l’auto a Pontelongo mentre imboccava il ponte che attraversa il Bacchiglione sulla regionale 516. Silvia era originaria di Pegolotte, dove era conosciuta da tutti. La famiglia ha compiuto l’ultimo possibile gesto di altruismo per ricordarla. «Abbiamo deciso di donare gli organi di Silvia - annuncia il fratello maggiore Alberto - Quello che sarà possibile espiantare». Silvia, insieme ai genitori, gestiva 4 negozi di abbigliamento Stefanel a Piove, Porto Viro e Mantova, ma era lei quella che si occupava di tutte le incombenze operative. Un lavoro che la portava quotidianamente a contatto con decine di persone, soprattutto i ragazzi della sua età, profondamente colpiti dalla notizia. I giovani di Chioggia e Sottomarina, per i quali Piove è una meta abituale dello shopping, al pari di molti polesani e di quelli di Cona che la conoscevano fin da piccola, la ricordano come una ragazza socievole, sempre sorridente, per carattere non solo per mestiere, che svolgeva il suo lavoro con passione, impegno e competenza. «Era una bellezza solare, che colpiva al primo sguardo - ricorda il sindaco di Cona Anna Berto - La conoscevo, come tutti in paese, e credo di capire quale terribile perdita possa essere la sua morte per i genitori e il fratello». La sera di venerdì Silvia aveva visto alcuni vecchi amici a Pegolotte, poi si era incontrata con la sua «compagnia», i coetanei con cui usciva abitualmente a Piove. Fino a poco tempo fa c’era anche un fidanzato ma la loro storia era finita, o forse solo interrotta, se il destino non ci avesse messo la mano. Insieme a questi amici, come tante altre volte, Silvia era andata a trascorrere la serata in discoteca e, nelle prime ore di sabato, ancora insieme, erano tornati a Piove. Qui si erano salutati e Silvia, sulla sua Opel Meriva, si era diretta verso casa, ignara che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio. Ora non rimane che attendere la data per l’ultimo, straziante saluto.
di : (Diego Degan)
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IL MATTINO di Padova - Domenica, 28 ottobre 2007
Volo fatale al ritorno dalla discoteca - L’incidente è accaduto alle 3.45 e l’asfalto era bagnato: è spirata un’ora dopo all’ospedale
PONTELONGO. Una giovane vita spezzata in un incidente, l’ennesimo tributo di sangue sulle strade del piovese: l’altra notte Silvia Fiorin, 27 anni, che viveva in via Vicenza a Pegolotte di Cona, ha perso la vita dopo una fatale sbandata mentre era alla guida della sua Opel Meriva. Teatro del terribile schianto la strada regionale 516, subito dopo il bivio che, a destra, immette in viale Stazione, verso il centro di Pontelongo.
La ragazza, che viaggiava da sola al rientro da una serata trascorsa in discoteca, aveva appena iniziato la salita in direzione di Villa del Bosco: l’auto ha sbandato a destra ed è rotolata giù per la scarpata centrando gli alberi della piccola radura verde dove si trova la fermata degli autobus. E’ stata sbalzata fuori dall’abitacolo, proiettata in mezzo alla strada. Dove l’hanno trovata, in fin di vita, in mezzo a una pozza di sangue, i primi soccorritori. Dei ragazzi che passavano di là si sono accorti dell’auto ferma sul ciglio della strada e a pochi metri di distanza hanno visto il corpo della giovane. Inutile la corsa dell’ambulanza all’ospedale: dopo nemmeno un’ora il cuore di Silvia Fiorin ha smesso di battere. L’incidente si è verificato intorno alle 3.45. La ventisettenne stava tornando a Pegolotte. Iniziata la salita verso il ponte che attraversa il canale Bacchiglione, la ragazza ha perso il controllo dell’auto ed è sbandata sulla destra. La monovolume ha divelto un segnale stradale ed è volata già dalla scarpata. L’auto si è capovolta in via Stazione, i vetri dei finestrini e del lunotto posteriore sono esplosi e la giovane è stata sbalzata fuori. Ha lasciato un’evidente scia di sangue sul manto stradale bagnato dalla pioggia. Un ragazzo che transitava lungo la regionale si è accorto della terribile scena e si è subito fermato per prestare soccorso. Sono scesi anche i residenti della case popolari svegliati dal fragore dello schianto: «Era stesa sulla strada - ha raccontato uno di loro - si vedeva che respirava ancora, ma aveva il volto coperto di sangue. L’ambulanza è arrivata dopo pochi minuti e l’hanno portata via. E’ terribile quello che è successo». Purtroppo tutti i tentativi dei medici per salvare Silvia Fiorin sono stati inutili: le lesioni che aveva riportato erano troppo gravi e il suo organismo ha ceduto. Alle 5 è stato constatato il decesso. Ieri mattina il luogo dell’incidente era disseminato di pezzi di paraurti, fanalini, vetri infranti. In mezzo all’erba umida c’erano i cd, gli auricolari del lettore mp3, parti del telefonino: pezzi di una giovane vita andata incontro ad un triste destino. La causa dell’incidente non è ancora chiara: i carabinieri del radiomobile di Piove di Sacco, intervenuti per i rilievi, non si sbilanciano. A provocare la sbandata può essere stata l’alta velocità a cui forse Silvia Fiorin stava viaggiando, circostanza resa ancor più pericolosa dall’asfalto bagnato, ma anche un colpo di sonno o un malore. La notizia della morte della giovane ha colto nel sonno i genitori, Maristella e Gilberto e il fratello Alberto di 29 anni. Silvia Fiorin lavorava con la mamma nel negozio Stefanel a Piove.
di : Elena LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova - Domenica, 28 ottobre 2007
Gli incidenti nel Piovese tra mezzanotte e le quattro a causa delle strade rese viscide dalla pioggia. Da soli alla guida hanno perso il controllo dei mezzi - A Pontelongo è deceduta Silvia Fiorin, 27 anni di Cona.
Piovese - Notte di sangue sulle strade del Piovese. Una giovane di 27 anni, Silvia Fiorin, di Cona, ha perso la vita a Pontelongo. Alessandro Callegaro, 25enne di Campolongo Maggiore, versa in gravi condizioni all’ospedale di Padova, in seguito a un incidente avvenuto a Piove di Sacco. Una donna marocchina è stata investita da un’auto, a Codevigo, a causa della forte pioggia.Sempre la pioggia, o un colpo di sonno, potrebbero essere le cause dell’incidente che ha strappato alla vita Silvia Fiorin, conosciuta a Piove e Porto Viro perché contitolare con i genitori dei negozio di abbigliamento “Stefanel”. La giovane viaggiava da Piove di Sacco verso casa, intorno alle 4 di sabato, quando, all’altezza del ponte sul Bacchiglione, a Pontelongo, è successa la tragedia. Appena imboccata la rampa ha perso il controllo della Opel Meriva sulla quale viaggiava. Ha sbandato verso sinistra, poi ha controsterzato per rientrare in carreggiata, ma la brusca manovra, anche a causa dell’asfalto viscido, ha fatto volare l’auto giù dalla scarpata, dalla parte opposta. Tre metri di dislivello, poi l’impatto violento con la strada bassa che costeggia il ponte: Silvia è stata sbalzata fuori dal parabrezza, finendo sull’asfalto priva di sensi. Ad accorgersi e chiamare i soccorsi è stato un altro automobilista. A niente è servito il trasporto all’ospedale piovese in ambulanza: dopo un’ora di agonia il cuore della giovane ha ceduto per le gravi conseguenzertate nell’urto. Lascia il fratello maggiore Alberto, il papà Gilberto e la mamma Maristella, proprietari di altri tre punti vendita “Stefanel”, a Mantova, Brescia e Porto Viro. Sconvolti e increduli gli amici, con i quali Silvia aveva trascorso la serata in un locale a Mestre. Pochi minuti prima delle 4 l’avevano riaccompagnata a Piove, dove aveva lasciato l’auto. «Buona notte e vai piano», le avevano detto prima di congedarsi. Lei li aveva rassicurati con il sorriso ed era ripartita per tornare a casa, in via Vicenza, a Cona. Ieri mattina alle 9, come ogni giorno, avrebbe dovuto aprire il suo negozio in centro a Piove. Ma le serrande sono rimaste abbassate in segno di lutto.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - domenica, 28 ottobre 2007
Asl 14 aggregata a Monselice-Este - L’ipotesi, in particolare per i comuni della Saccisica, appare in un progetto di legge regionale sottoscritto da Cortelazzo e Zanon di An - Preoccupati i diessini Tiozzo e Gibin: «Regna la confusione, si sentano i cittadini»
Chioggia - “Confusione politica e strategica totale sul futuro dell’Asl 14″. Un argomento sul quale prendono posizione Ds e Margherita a fronte del fatto nuovo, la presentazione di un nuovo progetto di legge, il 268, sostenuto dalle firme dei consiglieri regionali Cortelazzo e Zanon di An, che ipotizza per i Comuni della Saccisica, esclusa Legnaro, un destino diverso da quello previsto da analoga iniziativa, primo firmatario il consigliere forzista Bertipaglia. Il progetto Bertipaglia, di cui recentemente la quinta commissione consiliare ha preso atto avviando la fase delle necessarie audizioni, prevede che i Comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove vengano aggregati all’Asl 16 di Padova. L’iniziativa dei due esponenti di An (Cortelazzo è il capogruppo consiliare di questo partito) invece prevede un’altra destinazione, quella dell’Asl 17 di Este-Monselice. “In materia di sanità siamo di fronte ad uno scenario dominato da totale incertezza che diventa addirittura dramma per quanto riguarda Chioggia che non sa a questo punto quale fine farà”.In termini operativi Tiozzo ritiene “impossibile entro l’anno, anche perché ormai stanno venendo meno i tempi tecnici, lo scorporo dall’Asl 14 dei Comuni della Saccisica. Siamo, il fatto emerge chiarissimo dagli atti, i citati progetti di legge, di fronte a Comuni che stando alla lettera delle richieste presentate alla commissione consiliare della Regione vorrebbero entrare contemporaneamente nell’Asl 16 e nella 17. Questo perché suppongo che i firmatari dei due progetti abbiamo sentito il parere delle relative amministrazioni o siano comunque stati sensibilizzati alle iniziative che hanno assunto”. Per quanto riguarda Chioggia Lucio Tiozzo e Fabiano Gibin (Margherita) sottolineano la necessità “del coinvolgimento di tutta la città, delle categoria su un problema che deve uscire dal chiuso dei colloqui privati perché è un problema di tutti. Solo se tutti si sentiranno coinvolti e per i rispettivi ambiti d’azione daranno il proprio contributo - concludono Tiozzo e Gibin - otterremo per la sanità di Chioggia una soluzione adeguata ai bisogni e alla dimensione della città”.
di : Giorgio Boscolo
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 27 ottobre 2007
Ospedale futuro: An spacca il centrodestra
Piove di Sacco - È guerra nel centrodestra sullo smembramento dell’Asl 14 e sul futuro dell’ospedale piovese. È stato reso noto il testo della proposta di legge presentata il 18 ottobre in quinta commissione sanità regionale dai firmatari Piergiorgio Cortellazzo e Raffaele Zanon, entrambi di An. I due chiedono che, se ci deve essere un divorzio tra gli ospedali di Chioggia e Piove , quest’ultimo vada a fare parte dell’Asl 17 di Monselice e Conselve. Proposta diametralmente opposta a quella presentata in precedenza da Regina Bertipaglia (Fi) e sottoscritta dai consiglieri di centrodestra Leonardo Padrin, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato, (Fi), Maurizio Conte (Lega), Moreno Teso (An), Nereo Laroni (Socialisti De Michelis) e dal socialista Carlo Covi che, invece, propone di portare i comuni della Saccisica verso il polo sanitario padovano nell’Asl 16. Non c’è, dunque, unanimità di vedute all’interno del centrodestra. «La proposta di legge di Cortellazzo e Zanon - spiega Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola - è una provocazione. Noi di An non condividiamo la fretta di portare il nostro ospedale alle dipendenze di Padova. Vogliamo che prima sia fatta chiarezza sul ruolo che esso avrà all’interno dell’Asl 16, per non rischiare di diventare una dependance di Padova; prima si stabilisca la dotazione degli ospedali e poi vedremo. Non sarà semplice vincere la tenzone con Chioggia, considerato che Renato Chisso afferma che Piove è già destinato a diventare una Residenza per anziani, e che la Lega ha dichiarato che mai voterà in consiglio regionale la proposta di Padrin e Bertipaglia. So che Padrin sta lavorando per bruciare i tempi ed effettuare l’operazione entro la fine di quest’anno, così da evitare il commissariamento dell’Asl 14, ma ora si dovrà discutere anche la nostra proposta. Quindi i tempi slitteranno e si avrà la possibilità di valutare bene la situazione e non fare come con l’aggregazione dell’Apga con Aps». Padrin come ha preso questo macigno buttato da An sul cammino della sua proposta di legge regionale? «Ognuno è libero di fare quello che più crede - afferma - Sono convinto che con i cugini di An troveremo un punto di incontro, come sono più che mai sicuro che la nostra proposta di andare con Padova è la migliore. Dall’unione con l’Asl 16 l’ospedale piove se non può che uscire rafforzato. Non in competizione con il Sant’Antonio, ma instaurando una fattiva collaborazione».
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 25 ottobre 2007
Quattro formazioni padovane agli ottavi di finale femminili
A pochi giorni dal via dei campionati di serie C e D femminili (tutti al debutto sabato) è stato completato il quadro delle formazioni qualificate agli ottavi di finale della Coppa Veneto di volley, in cartellone giovedì 1 novembre in gara secca. Passano il turno anche quattro sestetti padovani: Murialdina, Pool Volley Pontelongo, Metalsistem e Forza 10 Monselice. Questi i risultati dei sedicesimi: Albatros-Sedico 3-0, Futura-Mogliano 3-0, Libertas Scorzè-Elpis Meolo 3-0, San Vito-Rossano 3-1, Piombino-Preganziol 1-3, Murialdina-Top Volley 3-1, Mr Arredamenti-Pool Volley 0-3, San Vitale-Argine 1-3, Metalsistem-Legnaro 3-1, Marchioro Edilizia-Arzignano 3-0, Est Volley Club-Montorio 3-1, Forza 10 Monselice-Commerciale Rizzo 3-0, Ezzelina Carinatese-Paese 1-3, Mareno-Vam Iso Italia S. Stino 3-0. Sempre l’1 novembre si giocheranno anche gli ottavi di finale maschili. Sono già stati decisi gli accoppiamenti: Pittarello Legnaro-Gdm Imasaf, Avanzi Ariano-Chioggia, Mogliano-Alpifind Belluno, Frasson Mirano-Artifer Zanè Vi, Rosà-Concordia, Venpa Cib Unigas Padova-Sav Loreggia, Tognetto Costruzioni-Auchan Bussolengo Vr, Castellana-Venpa Cib Unigas Padova.
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 25 ottobre 2007
La giunta sostiene davanti al Tar la fusione Aps-Apga
SANT’ANGELO DI PIOVE. La giunta comunale ha deciso, con voto unanime, di costituirsi in giudizio avanti il Tar Veneto contro il ricorso presentato dal comune di Correzzola che si oppone alla fusione fra Aps e Apga. Vengono chiamati in causa, oltre a Sant’Angelo, anche i comuni di Arzergrande, Brugine, Cona, Codevigo, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Apga e Acegas-Aps e l’Autorità d’ambito territoriale ottimale «Bacchiglione». I due ricorsi presentati chiedono l’annullamento delle deliberazioni consiliari con cui i comuni, in qualità di soci dell’Azienda piovese gestione acque, hanno deliberato in senso favorevole alla fusione per incorporazione di Apga in Acegas-Aps. La pretesa chiede inoltre l’invalidazione della delibera assembleare di Apga e dell’atto di fusione sottoscritto tra le due società. Viene messa in discussione la possibilità di iscrivere nei registri delle imprese di Padova e di Trieste l’atto di fusione tra le due società. «E’ opportuno resistere in giudizio avverso il ricorso presentato - decreta la giunta comunale di Sant’Angelo - non può essere interrotto in questa fase il lungo iter seguito per addivenire alla fusione, in quanto risponde ai superiori interessi della comunità amministrata». I comuni di Piove di Sacco e Arzergrande hanno già conferito mandato al proprio legale di fiducia, mentre i restanti procederanno alla costituzione in giudizio attraverso un unico legale, parimenti ad Apga, Acegas-Aps ed Aato Bacchiglione.
di : (Martina Maniero)
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 25 ottobre 2007
Lavori finanziati che non partono, incertezza sul destino dei reparti condivisi - Ospedale lasciato in colpevole abbandono
PIOVE DI SACCO. Dovrebbe esserci fermento e fibrillazione all’ospedale «Immacolata Concezione» in vista del prossimo ormai quasi certo passaggio all’Usl 16 di Padova: quantomeno ci si aspetterebbe di vedere finalmente iniziare quei tanti interventi, di cui alcuni anche piuttosto consistenti, per la sistemazione di reparti e ambulatori. Così come ci si aspetterebbe che venissero finalmente nominati i primari di Medicina e Neurologia, assenti da anni. Giusto per farsi trovare nelle migliori condizioni, per presentarsi come una bella e funzionante struttura sanitaria all’importante appuntamento. Mica per una questione di immagine. Difficile credere che un colosso della sanità come Padova si metta di qui a qualche mese a dare la stura uno a uno a tutti i problemi che si porterà in dote l’ospedale di Piove, maturati durante la più che tormentata convivenza con Chioggia. Ed è lì che si rischia di perdere i pezzi. Perché certi problemi, a tagliar corto, è meglio eliminarli che risolverli. Ed è lì che potrebbe iniziare il lento e inesorabile processo di svuotamento del presidio. Il progetto di legge. Il 6 agosto scorso è stata presentata in Regione una proposta di legge che prevede l’inserimento di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo nell’ambito territoriale dell’Usl 16 di Padova. Tre settimane fa la commissione Sanità della Regione ha iniziato la discussione del progetto. I comuni hanno alzato le antenne. Da parte sua Chioggia, in un documento approvato dal consiglio comunale, dopo aver definito fallimentare l’aggregazione col Piovese, propone alla Regione di rimanere nello scacchiere sanitario veneto come mini Usl con il suo ospedale. I dieci comuni della Saccisica, molto più realisticamente, preparano invece le valigie per andare verso Padova, ma prima di salire sul treno vogliono vedere chiara la meta del viaggio: il 9 novembre si terrà un consiglio comunale, allargato a tutti i paesi. Le amministrazioni comunali interessate dovranno deliberare insieme le condizioni a cui accettano la collocazione nella nuova Usl. Un elenco di garanzie richieste per accettare di buon grado l’alleanza con un colosso che incute timore. Reparti. Nell’ambito dell’Usl 14 ci sono diversi reparti a scavalco fra Chioggia e Piove di Sacco, cioè assegnati dalle schede ospedaliere regionali a uno solo dei presidi ma funzionanti a beneficio di entrambi e in qualche caso sdoppiati. Assegnati a Chioggia sono Pediatria, Urologia, Nefrologia, Anatomia patologica, Laboratorio analisi, Servizio igiene e Servizio veterinario. A Piove ci sono Oculistica e Otorinolaringoiatria. A chi saranno assegnate queste specialità quando l’Usl 14 verrà smembrata? Chioggia ha già detto di volere tutto. Piove, pare, si accontenterebbe di Urologia e Nefrologia. Lavori. Il nuovo obitorio che il direttore generale Arturo Orsini a febbraio del 2005 annunciava sarebbe stato pronto alla fine del 2006, è ancora un progetto sulla carta. Anche il potenziamento e l’ampliamento del pronto soccorso è fermo. Così come non sono stati eseguiti i lavori per allestire gli spogliatoi per il personale nel seminterrato. Sono ancora dispersi a macchia di leopardo in giro per tutto l’ospedale. Da due anni si attende che venga dato corso all’acquisto degli arredi per i reparti e gli ambulatori: mancano letti (vengono usati quelli fuori norma), scrivanie, tavoli. Doveva essere sistemato il primo piano della parte vecchia dell’ospedale per riunirvi i poliambulatori, attualmente al piano terra e fuori norma. Fermo anche l’intervento per installare il cancello d’entrata al parcheggio riservato ai dipendenti. Il problema non è economico: ci sono finanziamenti bloccati da anni. Il bilancio dell’ospedale piovese è in attivo. I progetti iniziano a macchiarsi di muffa tanto è il tempo che stanno dentro i cassetti della dirigenza. Qualcuno li vuole tenere lì. Tanto a fine anno scade il mandato del direttore generale e arriva il commissario. Che si limiterà a sbrigare l’ordinaria amministrazione. Il futuro. L’ospedale di Piove si farà trovare con tutti i suoi difetti e le sue carenze all’ispezione regionale che servirà per ottenere la cosiddetta «autorizzazione all’esercizio di attività ospedaliera». Non avrà un bel giudizio in pagella, e questo a qualcuno farà comodo. Ai sessantamila utenti dell’ospedale di Piove certamente no.
di : Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 25 ottobre 2007
Il Polesella ha concluso la corsa nella seconda fase della Coppa Veneto
MR ARREDAMENTI POLESELLA: Romagnoli (Cap.), Avanzi, Baldo, Cioni, Forestan, Marchetto, Pellegrinelli, Rizzato, Veronese, Zanirati, Breda (Lib.). All. Giorgio Zamara e Euro Chiarello.
POOL PONTELONGO : Barbierato (Cap.), Baldisseri, Battistello, Bertelle, Bertoli, Cavestro, Dellon, Ghezzo, Lazzarin, Pipinato, Rocca Serena, Rocca Silvia, Valese (Lib.). All. Vinceruti.
ARBITRO: Betto di Padova.
Dopo aver superato alla grande il turno eliminatorio l’MR Arredamenti Polesella non riesce a superare i sedicesimi di finale della Coppa Veneto di pallavolo femminile fermato in casa con un secco 0-3 dal Pontelongo . La partita, nonostante il largo punteggio, è stata molto equilibrata e giocata con grande animosità e concentrazione dai due sestetti.
I primi due set hanno visto le due formazioni avanzare appaiate fino al 20 a 20 e concludersi entrambi a favore delle più preparate ospiti per 21-25. Molto più bello e combattuto il terzo parziale che vedeva le locali alla disperata ricerca della conquista del set per accorciare le distanze trovando però una ferrea resistenza da parte delle padovane che alla fine, dopo un prolungato spareggio, avevano la meglio per 30-32. Sabato prossimo l’MR Arredamenti inizia il campionato di serie C ospitando al palasport, inizio alle 21, il Volley Mogliano Veneto.
(L.M.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 23 OTTOBRE 2007
Stranieri, una crescita inarrestabile - In continuo aumento il numero di residenti, specie marocchini e cinesi -Presenza da record a Pontelongo: sono l’11,2 per cento della popolazione
PIOVE DI SACCO. Aumenta inarrestabile la presenza di stranieri nel Piovese: negli ultimi anni la percentuale di nuovi residenti provenienti soprattutto dal Nordafrica, dai Paesi dell’Est e dalla Cina si è in media triplicata. E nei primi mesi di quest’anno i numeri sono cresciuti ancora, talvolta in maniera esponenziale. Come a Pontelongo, dove gli stranieri, che nel 2001 erano 184 e nel 2006 erano 311, oggi sono già 440. Oltre l’11 per cento della popolazione, un record per la Saccisica. A prevalere è ovunque la componente marocchina, fatta esclusione per i comuni di Codevigo e Correzzola dove sono più numerose le comunità cinesi. Gli immigrati nel Piovese sono passati da poco più di 1.100 nel 2001 agli oltre 3.600 di oggi. Ad Arzergrande, che conta in tutto 4.509 residenti, nel 2001 gli stranieri erano appena l’1,3 per cento, pari a 60 unità: oggi sono 133, il 2,9 per cento. L’incremento è ancora maggiore a Brugine, 6.834 abitanti, dove si è passati dai 90 immigrati residenti di sette anni fa ai 254 attuali, una percentuale che è balzata dall’1,3 al 3,7 per cento. A Codevigo, che conta una popolazione di 6.179 abitanti, gli stranieri nel 2001 erano l’1,8 per cento, 113 persone: passati a 299 alla fine del 2006 (4,8 per cento), sono oggi 354, il 5,7 per cento del totale. Anche Piove di Sacco (18.428 abitanti) sta registrando di anno in anno un incremento ragguardevole della componente straniera dei residenti: dalle 330 presenze del 2001, pari all’1,7 per cento, si è arrivati nel 2006 al 5 per cento con 927 unità, già salite ad oggi a 1.243, quasi il 7 per cento. Contenuta è la presenza di immigrati a Polverara: dei 2.800 residenti solo il 2,5 per cento, ovvero 72 persone hanno origini straniere. Pochi immigrati anche a Sant’Angelo partito con una percentuale dell’1,8 per cento nel 2001, pari a 136 presenze, e giunto a 276 unità, pari al 3,8 per cento dei suoi 7.200 abitanti. A Saonara, che conta 9.519 residenti, gli immigrati sono passati da 91 nel 2001 a 395 nel 2006 con un incremento percentuale più che quadruplicato, passato dallo 0,9 al 4,1. Complice, in questo caso, anche lo svuotamento del ghetto di via Anelli a Padova. Relativamente contenuta la presenza di immigrati a Legnaro: degli 8.210 residenti 287 sono stranieri, il 3,4 per cento: erano 84 nel 2001, quando rappresentavano appena l’1 per cento della popolazione. L’incremento più consistente è quello che registra l’ufficio anagrafe di Pontelongo: la percentuale di immigrati residenti è passata, infatti, dal 4,6 per cento del 2001, 184 persone, all’11,2 per cento, pari a 440 unità su un totale di 3.928. Complice la presenza dello Zuccherificio e della fornace che offrono maggiori opportunità di lavoro agli stranieri. La sempre maggiore presenza di immigrati anche nei piccoli paesi è determinata, poi, dai costi minori per affittare o comprare casa.
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova- MARTEDÌ, 23 OTTOBRE 2007
PONTELONGO. ACCERTAMENTI SANITARI SUI DIPENDENTI DELLA “ITALIA ZUCCHERI” Sei operai contaminati dalle fibre di asbesto
Pontelongo - Si è conclusa la prima tornata di esami medici in favore dei lavoratori ex esposti alle lavorazioni con amianto dipendenti della Italia Zuccheri, di cui la direttiva della Regione Veneto 4033. Hanno accettato di sottoporsi alla visita medica 17 lavoratori, circa un terzo degli ex esposti, cioè quei lavoratori che hanno partecipato a fasi lavorative utilizzando prodotti a base di amianto. Su sei dipendenti gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato le conseguenze delle lavorazioni. «Non tocca a noi - sottolinea Delfino Bergamin della Flai Cgil provinciale - sottolineare il risultato di questo screening, anche se balza agli occhi il rapporto tra il numero dei lavoratori sottoposti agli esami previsti dal protocollo sanitario ed il numero dei lavoratori la cui esposizione all’amianto ha probabilmente lasciato il segno». Nei prossimi giorni il sindacalista incontrerà il responsabile dello Spisal di Piove di Sacco dottor Fassiglione, il medico aziendale dottoressa Vita Marzia dello studio Gomi. «In questo incontro ci proponiamo di esaminare il risultato dello screening effettuato e di valutare l’opportunità di estenderlo a tutti i lavoratori. La prima cura necessaria è quella diagnostica, cioè è necessario che le opportunità offerte dal Sistema Sanitario Nazionale di esame e tutela della salute vengano utilizzate e valorizzate».
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 21 OTTOBRE 2007
Tanti i Consigli comunali che si riuniranno in un’unica grande assemblea il prossimo 9 novembre - Nuova Usl, una scelta per dieci - «Va bene il passaggio con Padova, ma con precise garanzie»
PIOVE DI SACCO. Dieci consigli comunali riuniti insieme per decidere il futuro dell’ospedale Immacolata Concezione: venerdì 9 novembre si terrà a Piove di Sacco la più ampia seduta consiliare della storia che vedrà esprimersi tutti i comuni che fanno capo all’ospedale piovese sul suo prossimo inserimento nell’Usl 16 di Padova. Ai sindaci della Saccisica la Regione ha chiesto, infatti, il parere sulla proposta di legge che prevede lo smembramento dell’attuale Usl 14 Chioggia-Piove di Sacco e il passaggio di quest’ultima con il capoluogo. «Abbiamo una linea condivisa - ha fatto sapere il sindaco Mario Crosta - che è quella di accettare l’Usl con Padova a patto che la Regione, da subito, ci dia delle garanzie: il nostro deve rimanere un ospedale per acuti, data la capacità attrattiva che ha e che va oltre gli attuali confini dell’Usl. Devono essere garantite risorse finanziarie adeguate, per uscire dalla situazione di sottofinanziamento. Si deve dare immediato completamento al piano di investimenti programmato (pronto soccorso, risonanza magnetica, centro trasfusionale, obitorio, informatizzazione, sistemazione della parte vecchia dell’ospedale) e alle coperture delle posizioni professionali scoperte (primari di medicina e neurologia, personale medico e para medico). Si deve decidere in accordo con gli enti locali in merito alle posizioni di primari attualmente a scavalco tra gli ospedali di Chioggia e Piove: la loro distribuzione dovrà essere effettuata in modo equilibrato e funzionale. Infine - conclude Crosta - l’eventuale nuovo assetto territoriale dell’Usl dovrà prevedere all’interno dell’ospedale piovese un significativo presidio tecnico e amministrativo che consenta un’adeguata autonomia gestionale». Questa posizione è condivisa anche dai partiti di centrodestra che si uniscono all’appello alla Regione affinchè definisca da subito le schede ospedaliere destinate alla struttura piovese. Sulla proposta dei consiglieri regionali di Alleanza nazionale Piergiorgio Cortellazzo e Raffaele Zanon di una Usl della Bassa padovana con Este e Monselice, il sindaco Mauro Fecchio puntualizza: «E’ una ipotesi che mira a salvaguardare la permanenza di un ospedale per acuti a Piove. Ma se la Regione ci dà garanzie saremo ben felici di andare con Padova».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 21 OTTOBRE 2007
Padrin (FI): «Miglioreranno i servizi e le prestazioni erogate ai cittadini»
PIOVE DI SACCO. Maggiori e migliori servizi sanitari per la Saccisica se l’ospedale di Piove di Sacco entrerà a far parte dell’Usl 16 di Padova: è la convinzione dei consiglieri regionali Regina Bertipaglia e Leonardo Padrin che hanno presentato una proposta di legge in tal senso. «Siamo convinti - confermano gli esponenti di Forza Italia - che, grazie alla nuova collocazione, vi saranno significativi miglioramenti per i cittadini della Saccisica sia sul fronte dei servizi sanitari territoriali che su quello delle prestazioni erogate dall’ospedale piovese che attualmente è sotto utilizzato rispetto alle sue potenzialità, fatto che in futuro non giustificherebbe i necessari investimenti. Padova, al contrario, si sta orientando verso la realizzazione di un nuovo ospedale dalle marcate caratteristiche universitarie, proteso verso l’eccellenza, con ampi spazi per la didattica e la ricerca scientifica. Questo permette di disegnare una rete ospedaliera provinciale che vedrà nel nuovo ospedale patavino il faro scientifico e nell’ospedale Sant’Antonio, nei nosocomi di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e nel nuovo ospedale della Bassa Padovana le strutture al servizio dei cittadini nelle quali sarà possibile usufruire del sapere prodotto a Padova con migliore accessibilità e minori tempi di attesa».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Domenica, 21 ottobre 2007
Nozze d’oro del sacrestano e della sua Zita
PONTELONGO - L’intera comunità oggi festeggia il 50º anniversario di matrimonio di Zita Ruzzon e Silvio Lazzarin (nella foto), lo «storico» sacrestano del paese. I due coniugi, infatti, sono stati uniti in matrimonio da don Luigi Caon il 17 ottobre 1957. Silvio Lazzarin è molto conosciuto in paese in quanto è il sacrestano della chiesa di Sant’Andrea di Pontelongo addirittura dal 25 giugno 1955, ben due anni prima. Nel corso del suo servizio ha ricevuto diverse onorificenze ed è stato nominato, l’11 aprile 1980, «Cavaliere pro-ecclesia» con una lettera firmata da papa Giovanni Paolo II. Quest’anno, poi, nel mese di giugno, papa Benedetto XVI, con una lettera, lo ha nominato anche «Commendatore del Sacro Sepolcro».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - Sabato 20 OTTOBRE 2007
Operai esposti all’amianto Trovate placche pleuriche.
PONTELONGO. Su un terzo dei lavoratori dello zuccherificio «Italia Zuccheri», sottoposti a visita specialistica perchè sono stati esposti all’amianto prima della bonifica del 1992, sono state trovate placche pleuriche. Segno inconfutabile delle nocive conseguenze dell’amianto che nella peggiore delle ipotesi può provocare il mesotelioma pleurico, una grave forma tumorale. La Cgil ora chiede che altri lavoratori vengano sottoposti ai medesimi controlli. Una diagnosi precoce può infatti salvare la vita a chi ha lavorato maneggiando eternit. Finora sono 17 gli operai che si sono sottoposti alla visita specialistica. Sei di questi presentano placche ai polmoni e devono seguire un rigoroso calendario di controlli periodici per tenere a bada l’evolversi di una eventuale malattia. Delfino Bergamin, segretario della Cgil per il settore dell’industria alimentare, lancia l’allarme per altri 45 lavoratori, tuttora impiegati nello stabilimento di «Italia Zuccheri»: «Due anni fa abbiamo posto la questione all’azienda - fa sapere il sindacalista - e dopo i primi tentennamenti siamo riusciti a dare corso a queste visite. Inizialmente sono stati coinvolti i lavoratori dai 52 anni in su, cioè quelli che sono stati esposti per il numero maggiore di anni all’amianto. L’eternit - sottolinea Bergamin - veniva usato nella manutenzione degli impianti dello zuccherificio, per isolare i tubi. Nel ’92 è stato bandito e lo zuccherificio lo ha eliminato bonificando tutto lo stabilimento. I risultati delle visite fatte dimostrano che il rischio è reale e diffuso. Quindi chiediamo che altri 45 lavoratori, anche se sono stati esposti per meno tempo alle fibre di amianto, vengano coinvolti nella campagna di prevenzione. Non tocca a me sottolineare il risultato degli screening effettuati - incalza il sindacalista - ma mi pare opportuno intervenire quanto prima in favore di tutti gli operai che rischiano di manifestare prima o dopo le conseguenze nefaste per aver lavorato a contatto con l’eternit. Nei prossimi giorni dobbiamo incontrare il responsabile dello Spisal di Piove di Sacco, il medico aziendale e il nostro assistente della Cgil. Ci proponiamo di esaminare il risultato dello screening effettuato e chiederemo di estenderlo ai lavoratori che sono rimasti esclusi dalla prima campagna di controlli. La prima cura necessaria - conclude Bergamin - è quella diagnostica». La Cgil offre assistenza ai lavoratori per questo tipo di problemi ogni lunedì sera dalle 17 alle 19 nella sede di Piove di Sacco in via Gramsci.
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ 19 OTTOBRE 2007
IL CATASTO DECENTRATO - Arzergrande e Pontelongo firmano la convenzione con Padova -Gestione associativa del servizio per questi due comuni, Correzzola sta alla finestra
I consigli comunali si interrogano sulla nuova opportunità di gestire i servizi catastali dopo la riforma che ha portato al decentramento delle funzioni ai Comuni. Infatti, a partire dal primo novembre, i Comuni che vorranno, potranno gestire, totalmente o in parte, le funzioni catastali. Tuttavia, per gli enti locali che non dovessero essere pronti, ci sarà una seconda opportunità di scelta fissata al primo novembre 2009. In ogni caso, dunque, i Comuni, in funzione della propria capacità organizzativa e tecnica, potranno assumere la gestione diretta e completa, in forma singola o associata, delle funzioni catastali relative al territorio di propria competenza. Arzergrande e Pontelongo, assieme ad altri comuni della Saccisica, hanno scelto di sottoscrivere un’apposita convenzione con il Comune di Padova e l’Agenzia delle Entrate. Si tratta della tipologia di accordo più complesso che tuttavia offre, come sottolineano i sindaci Cesarina Foresti e Federico Ossari, un notevole vantaggio per i cittadini. La gestione in forma associata permetterà di aprire un ufficio di riferimento per i cittadini a Piove di Sacco, utilizzando a turno il personale impiegato nei singoli comuni e limitando così, nelle intenzioni, i costi di gestione. A Correzzola, invece, si è intrapresa, per il momento, la convenzione con il minore impatto, che prevede solo la consultazione on-line delle visure catastali e la possibilità di rettificare gli errori minori. «Abbiamo ritenuto opportuno - spiega il sindaco Mauro Fecchio - iniziare con una soluzione che migliori il servizio ma che non impegni economicamente l’amministrazione, visto che non c’è chiarezza sul fatto che se, oltre alle funzioni, saranno decentrate anche le risorse. Intendiamo valutare le esperienze delle altre realtà e capire cosa siamo in grado di fare».
di: (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ 19 OTTOBRE 2007
L’opera è in via di realizzazione in via Villa del Bosco - Ritardi sul nuovo marciapiede «Lavori verso la conclusione»
PONTELONGO. Sono finalmente in fase di conclusione i lavori al marciapiede di via Villa del Bosco. Termineranno presto i disagi per i tanti cittadini che transitano lungo una delle vie più grandi e trafficate del paese. Un cantiere rimasto aperto per un tempo superiore al previsto, che ha suscitato una serie di perplessità, tanto che la questione è arrivata sui banchi dell’ultimo consiglio comunale. Il consigliere di minoranza Enzo Battisti aveva, infatti, chiesto con un’interrogazione, oltre al fatto che fossero rispettate una serie di normative sulla messa in sicurezza del cantiere, la possibilità di sapere la data di termine dei lavori visto che non vi era esposto alcun cartello che la indicasse. Sul punto ritorna l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin: «Si tratta di un’opera interamente finanziata, progettata e diretta da Veneto Distribuzione Gas, la ditta che fornisce il gas metano. Rientra nel più ampio progetto generale di ristrutturazione del sistema di distribuzione della rete. In via Villa del Bosco si sta mettendo in posa il tubo che andrà ad alimentare la parte di Pontelongo che sta a nord del Bacchiglione. Indubbiamente - continua - ci sono stati dei disagi: il marciapiede agibile a metà, le maestranze all’opera, il materiale in deposito. I lavori si sono poi protratti oltre le naturali previsioni, ma - precisa Burattin - non è dipeso dal comune. Anzi, più volte abbiamo sollecitato Veneto Distribuzione a rispettare i tempi».
(Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ 19 OTTOBRE 2007
DETECTIVE C.
PIOVE DI SACCO. È slittata al 21 gennaio l’udienza davanti al gup padovano Rita Bortolotti che dovrà giudicare, con rito abbreviato, Antonio De Antoniis (47 anni), di Pontelongo, titolare della Global Investigazioni di Piove (difeso dagli avvocati Carlo Augenti e Mario Zecchin); Marzia Forin, 29 anni di Arzergrande, dipendente Vodafone (avvocato Danillo Taschin); Claudia Sorato, 31 anni di Mira, lavoratrice alla Tim (avvocato Alessandro Compagno). Le accuse sono corruzione, rivelazione e uso di segreti d’ufficio con accesso a banche dati protetti per De Antoniis, mentre i due dipendenti delle compagnie telefoniche devono rispondere di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. I due operatori avrebbero fornito al detective i nomi dei destinatari di alcune utenze.
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 18 ottobre 2007
FI e la fusione Apga-Acegas-Aps Infuriano le polemiche interne
La discussione sulla fusione per incorporazione di Apga con la multiutility di Padova-Trieste Acegas-Aps continua. Nove consigli comunali su dieci hanno approvato la fusione, a riprova che l’appartenenza politica talvolta passa in secondo piano, per lasciar spazio a spaccature interne. A tornare sull’argomento sono Olindo Bertipaglia, sindaco di Polverara, e Diego Durello, consigliere di minoranza a Sant’Angelo. A polemizzare sono due componenti del coordinamento provinciale FI. Bertipaglia rimprovera a Durello il voto sfavorevole alla fusione tra le due società, sebbene i benefici della costituzione di un unico gestore del servizio idrico siano evidenti. Il Sindaco accusa quanti, votando contro la fusione, hanno anteposto i propri interessi, o quelli di una parte politica, al bene dei cittadini: si tratterebbe di una strategia studiata per mantenere un certo livello di visibilità. Affermazioni smentite da Durello, che sostiene di non essere contrario alla fusione, ma alla modalità dell’operazione. Gli amministratori di centrodestra all’opposizione avrebbero portato valide motivazioni a sostegno delle loro manifestazioni di voto. Prese di posizione supportate, sempre secondo Durello, da continui confronti con il Cda di Apga e Forza Italia, collegi che ben conoscono le problematiche dell’acquedotto. Nella lettera al consigliere, Bertipaglia ricorda la lettera di intenti firmata da Apga e Aps, approvata dalle amministrazioni di centrodestra, proprio nel periodo in cui Durello era vicesindaco. Durello a sua volta risponde criticando le scelte di Bertipaglia, egli si sarebbe appiattito su posizioni di sinistra, avallando un’operazione che non si presenta sbagliata nel merito, ma che lascia perplessi nella forma.
di : (mar.m.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 18 ottobre 2007
PIOVE DI SACCO Il tema dell’integrazione e i problemi della legalità.
Piove di Sacco - La Presidenza del Consiglio Comunale In collaborazione con i gruppi consiliari ha organizzato per oggi alle 20.45 in sala consiliare un incontro pubblico sul tema “Integrazione e legalità” con lo scopo di approfondi re un argomento di cui gli organi di comunicazioni parlano molto spesso, in particolare in questo ultimo periodo in seguito ai gravi fatti di cronaca. Intervengono l’onorevole Filippo Ascierto, Sergio Frigo giornalista de “Il Gazzettino”, Adolfo Morganti coordi natore nazionale di Identità Europea, Flavio Zanonato sindaco di Padova.Un’iniziativa che si pone come un momento di di scussione per sviscerare il problema dell’integrazione che ultimamente si lega troppo spesso a fatti di criminalità cruenta a livello nazionale e locale, e uno stimolo in più per cercare di comprendere a fondo gli orientamenti che condi zionano le scelte di politica sociale attualmente adottate a livello nazionale ed europeo.
di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 18 ottobre 2007
In quattro anni sono aumentati del 125\%. Arrivano da 75 nazioni diverse, soprattutto Romania, Albania, Moldavia -Stranieri a scuola, un boom
I dati dell’Osservatorio provinciale. Un ragazzo su tre è iscritto ad un istituto tecnico
Negli ultimi quattro anni, gli studenti stranieri iscritti agli istituti superiori di Padova e provincia sono aumentati del 125\%, passando da 741 a 1.667, con un tasso di crescita maggiore di quello veneto, fermo a 114,5\% (pari a 9.862 alunni). Più dell’80\% siedono sui banchi degli istituti tecnici e professionali, con una netta prevalenza dei primi (52\%). Lo scorso anno erano 75 le nazionalità rappresentate, soprattutto rumeni, albanesi, moldavi, marocchini, cinesi. Più facile, per italiani e non, trovare lavoro nel mondo dell’impresa se si ha un di ploma di istruzione superiore o un post-di ploma (36,4\% delle assunzioni nel 2006), la licenza dell’obbligo (32,7\%), un livello di istruzione professionale (14,5\%) piuttosto che una laurea (9,2\%). E il Veneto si conferma essere la patria degli istituti tecnici e delle scuole professionali, la cui presenza rimane, nonostante una flessione negli ultimi di eci anni, tra le più alte d’Italia. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio scolastico-formativo della Provincia di Padova, un’approfondi ta analisi dello stato dell’arte della di dattica riservata agli over 14. Nell’anno 2006/2007 nel nostro territorio erano presenti 74 istituti ed enti formativi statali e paritari relativi al secondo ciclo superiore, soprattutto licei e istituti magistrali, seguiti da istituti tecnici, professionali, artistici: complessivamente 33.972 studenti, concentrati nel capoluogo (61\%), quindi a decrescere a Cittadella, Este, Piove di Sacco , Camposampiero, Monselice, Montagnana, Piazzola sul Brenta, Conselve. Un ragazzo su 3, dai 14 ai 17 anni, è iscritto a un istituto tecnico, 5 su 100 sono stranieri. L’un per cento lo scorso anno è uscito dal percorso scolastico (334 studenti), il 2,7\% si è trasferito da una scuola all’altra. Le note dolenti, com’è risaputo, si concentrano nelle classi prime: è infatti all’inizio che si registra il maggior numero di trasferimenti (6\%) e di ritiri (1,2\%). Nello scorso anno accademico l’Università di Padova segnalava tra i propri immatricolati al primo anno di studi 2.943 studenti provenienti da istituti superiori della provincia: il 20\% si è concentrato a Lettere e Filosofia, il 17\% ha puntato su Ingegneria, l’11\% su Scienze politiche, tre facoltà che da sole (sulle tredi ci presenti in Ateneo) raccolgono la metà dei ragazzi. Il 55\% di coloro che continuano a studi are proviene da licei e magistrali, il 35\% dai tecnici, solo il 6\% dai professionali, appena il 4\% dagli artistici. «L’offerta scolastico-formativa va sempre più concepita - si legge nel documento steso dalla Provincia - come un fondamentale punto di raccordo di tre fattori chiave: il bisogno di compentenze necessarie allo sviluppo socio-economico del territorio, correlato alle imprese, la necessità di sviluppare le proprie potenzialità e di elevare il portfolio di saperi a livello di carriera lavorativa, concernente l’indi viduo, l’urgenza di realizzare e valorizzare nuove e molteplici competenze, in grado di svolgere un forte ruolo di sostegno alle imprese». Orientare, migliorare l’offerta formativa, contrastare la di spersione e l’insuccesso scolastico, incentivare la formazione degli adulti in sinergia con il pianeta-lavoro, puntare sulle iniziative culturali e sportive: queste, a detta degli assessori provinciali all’offerta scolastica Mauro Fecchio e al lavoro Roberto Tosetto, gli ambiti in cui insiste l’Amminstrazione di Palazzo santo Stefano. «Abbiamo un importante obiettivo - ricordavano ieri presentando il report - ovvero garantire un percorso, dai licei agli istituti tecnici più tradi zionali fino ai modelli professionalizzanti più innovativi, che sia capace di mettere in relazione le persone con il territorio». Per l’assessore comunale alle politiche scolastiche Claudi o Piron si tratta di riempire il gap, trovando «un rinnovato equilibrio tra le richieste del mercato produttivo e la qualità della formazione». Tenendo ben presente, come ha sottolineato Franco Venturella, di rettore dell’ex Provvedi torato, che l’istruzione è un di ritto di ciascuno.
di : Federica Cappellato.
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 15 OTTOBRE 2007
I pompieri soccorrono un’anziana
PONTELONGO. Cade dal letto e non riesce più ad alzarsi, ma le sue urla richiamano i vicini che mandano i soccorsi. Brutto risveglio ieri mattina per un’anziana che vive da sola in via Mazzini. Verso le 9 alcuni residenti della via hanno sentito la donna urlare aiuto. Hanno provato a bussare e suonare il campanello della sua casa, pensando fosse stata aggredita da qualcuno, ma la donna non apriva. Dall’interno provenivano disperate urla di aiuto. Così hanno chiamato il 118 e i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno forzato una finestra per poter quindi aprire la porta ai sanitari. L’anziana era stesa per terra accanto al letto, dolorante. Così è stata caricata in ambulanza e trasportata in ospedale per dei controlli. Le sue condizioni non sono comunque gravi. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Codevigo.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Domenica, 14 ottobre 2007
SANITA’ CARENTE
PIOVE DI SACCO. Il Centro per i diritti del malato suona la sveglia ai consiglieri regionali impegnati in queste settimane a trattare il passaggio dell’ospedale piovese all’Usl 16 di Padova. «Finchè non verranno riconosciuti i servizi sanitari dovuti ai sessantamila abitanti della Saccisica e le dovute risorse - sottolinea il segretario regionale del Cdm Giovanni Molena - la nostra struttura è a rischio, con Padova o con chiunque altro». Molena chiama in causa il consigliere Leonardo Padrin che sta tirando le fila del progetto di legge per rivedere gli assetti dell’Usl: «Continua a ripetere che andando con Padova l’ospedale di Piove diventerà anch’esso un’eccellenza, ma sembra un’affermazione azzardata, soprattutto se ci si presenta con la struttura nelle condizioni in cui si trova, trascinando carenze da anni: tanti lavori ancora sono da fare e mancano diverse figure professionali importanti».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Giovedì, 11 ottobre 2007
Rincari fino a 60 centesimi a tagliando, ben oltre l’indice Istat - Lievita il costo dei buoni pasto - Le quote versate dalle famiglie non coprono l’intera spesa
PIOVE DI SACCO. Caro libri e caro cancelleria non sono le uniche voci di spesa che hanno contribuito ad alleggerire tasche e portafogli di mamme e papà che mandano i propri figli a scuola: da settembre è aumentato in quasi tutte le scuole primarie del Piovese anche il costo del buono pasto. Quello necessario per accedere alla mensa nei giorni in cui si svolge il tempo prolungato. E se in certi comuni ci si è limitati al solo adeguamento Istat nell’aumento del buono (1,6%), in altri i prezzi sono lievitati molto di più, fino a 60 centesimi di rincaro per ogni tagliando. Una cifra che di per sè non è enorme ma se calcolata per l’ammontare dei pranzi che i bimbi consumano in mensa nell’arco dell’anno scolastico, arriva a superare i 90 euro. A Piove, dove alla elementare Umberto I ci sono cinque rientri pomeridiani, il costo del buono pasto è di 4,04 euro, rispetto ai 3,97 dell’anno scorso. A Pontelongo si pagano invece 3,93 euro per pasto e ci sono quattro rientri pomeridiani. Nelle scuole primarie di Codevigo e Arzergrande, riunite nel medesimo comprensorio, e dove i pomeriggi sono due per ogni classe, il buono costa alle famiglie 3,64 euro: l’anno scorso valeva 3,02 con un aumento di ben 62 centesimi. Nelle scuole elementari di Correzzola (un solo rientro a settimana) il buono pasto è passato da 3,50 a 4 euro, con un incremento di 50 centesimi per pasto, in quelle di Polverara (uno o cinque rientri a seconda delle sezioni) è aumentato da 3,80 a 4 euro, a Campagnola e Brugine dove i rientri vanno da uno a quattro, è salito da 4,05 a 4,12 (solo aumento Istat). Mangiare alla mensa scolastica costa di più a Saonara dove i bambini pagano 4,32 euro (l’anno scorso erano 4,25) per ognuno dei cinque buoni pasto settimanali. Invariati sono rimasti i prezzi a Legnaro, fermi a 3,80 euro, e a Sant’Angelo di Piove che è il paese dove il buono pasto costa meno, ovvero 3 euro. Il servizio di mensa per le scuole è organizzato dai comuni che, tramite l’acquisto dei buoni pasto degli alunni, dovrebbero coprire la spesa che anticipano. In effetti, però, non è proprio così: ogni comune, in misura diversa, si accolla una fetta della cifra necessaria per fornire questo servizio. Nel 2006 il Comune di Piove di Sacco ha speso per le mense scolastiche circa 263 mila euro e dai circa 60.200 buoni pasto acquistati dai bambini ha ricavato circa 226 mila euro, con una differenza di 37 mila euro. Il Comune, dunque, paga con fondi propri 60 centesimi per ogni pasto consumato dagli alunni che usufruiscono del servizio mensa.
di : Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 10 ottobre 2007
Droga in auto e a casa. Denunciato
PONTELONGO - Sessanta grammi di marijuana sono stati sequestrati l’altra notte dai carabinieri di Agna ad un incensurato di Pontelongo . Si tratta di O.M., 46 anni, che nell’auto due sacchetti contenenti circa 45 grammi della sostanza stupefacente. L’uomo è stata fermato sulla superstrada Monselice-Mare, in territorio di Candiana, intorno all’una e trenta della notte. Dopo aver perquisito l’auto, i militari si sono spostati nella sua abitazione, dove è stato rinvenuto un altro sacchetto con dentro circa 15 grammi sempre di marijuana. L’uomo è stato denunciato a piede libero per detenzione di stupefacente. La settimana scorsa, sempre a Candiana, i carabinieri di Agna hanno perquisito due case abitate da cittadini extracomunitari che si trovano in aperta campagna, proprio dietro la zona industriale. Alle sei di mattina hanno trovato a letto due extracomunitari in possesso dei documenti ma l’ospitalià non era stata segnalata, come prevede la legge, e uno era pure clandestino. Quest’ultimo è stato portato in questura a Padova dove sono state fatte le pratiche di espulsione.
di : (St.M.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 10 ottobre 2007
Anziana di 84 anni truffa di 100 euro da falso tecnico Enel
Pontelongo - Per fortuna aveva solo un centinaio di euro in casa, altrimenti il danno sarebbe stato assai peggiore. Un’anziana donna di 84 anni, che vive sola a Pontelongo in via Martire, di Belfiore è stata truffata da uno sconosciuto. L’uomo si è presentato come un tecnico dell’Enel. Con un giro di parole è riuscito a circuire l’anziana chiedendo soldi per una fattura non pagata. La signora Lucia, che si muove per casa col girello, gli ha aperto la porta. Il truffatore è riuscito a convincere l’anziana che doveva pagare e la donna gli ha consegnato quanto aveva nel portafolgio, un centinaio di euro.
di : (G.P.)
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 10 ottobre 2007
Illustrato in Regione il progetto per il passaggio all’Usl padovana
PIOVE DI SACCO. Passi avanti nel traghettamento del Piovese all’Usl padovana: ieri mattina nel corso della seduta della Quinta Commissione regionale Sanità, il consigliere regionale di Forza Italia Regina Bertipaglia, ha illustrato il progetto di legge che prevede lo spostamento dei comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo dall’Usl 14 di Chioggia all’Usl 16 di Padova. L’iter per il passaggio con Padova di Legnaro si trova già in una fase più avanzata. «La modifica dei confini geografici delle due Usl - ha illustrato Regina Bertipaglia - corrisponde oggi ad una esigenza logica e funzionale che porterà vantaggi certi sia alla popolazione del Piovese in termini di qualità e quantità di prestazioni socio-sanitarie, sia alla popolazione della zona orientale e sud-orientale della provincia. Chi ha promosso a suo tempo l’unificazione nell’Unità sanitaria 14 del Piovese con Chioggia - prosegue la consigliera «azzurra» - aveva ragione in quel particolare momento storico e in quella congiuntura della sanità veneta. Ma allo stato attuale, con la disponibilità di limitate risorse, che è dunque necessario utilizzare al meglio - invita Bertipaglia - quegli stessi promotori dovrebbero non soltanto aderire, ma pure farsi intelligenti sostenitori di questa iniziativa che è volta a migliorare i servizi sanitari nel territorio e risolvere una situazione di oggettivo disagio per i cittadini».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 10 ottobre 2007
Anziana truffata
PONTELONGO. Falso tecnico dell’Enel spilla ad un’anziana cento euro: è successo ieri mattina in via Martiri Belfiore. Vittima della truffa L.B., 90 anni, che vive da sola. L’allarme ai carabinieri è stato dato dalla nuora, ma ormai l’imbroglione si era dileguato. «Un ragazzo sui trentacinque anni ha suonato al campanello verso le 11 - racconta la nuora della vecchietta - e quando mia suocera è andata ad aprire la porta le ha detto di essere un tecnico dell’Enel e che doveva controllare il contatore». Dopo il fantomatico controllo il giovanotto ha riferito all’anziana che una bolletta risultava ancora da pagare e che doveva quindi provvedere a saldare il conto. Così la povera novantenne ha preso il portafoglio e ha allungato la banconota da cento euro che aveva al falso tecnico. Che con la scusa di andare a prendere il resto in auto, è uscito e non si è più fatto vedere. «Mia suocera ha raccontato quello che era successo a una vicina che poi mi ha chiamato - prosegue la nuora - ma ormai quello era sparito. Sono arrivati anche i carabinieri ma non lo hanno trovato. Quella è gente senza scrupoli che si approfitta degli anziani. Spero solo che questo ennesimo brutto episodio capitato serva a mettere in guardia altre possibili vittime».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Lunedì, 8 ottobre 2007
FURTO IN PIAZZA ALLA LUCE DEL SOLE
PONTELONGO. Furto in appartamento in pieno giorno. Spariti contanti e oro, venerdì mattina, a casa di Luciano De Marchi, al piano terra di un condominio nella centrale via Mazzini. I ladri sono entrati tra le 8 e le 12, mentre i proprietari erano al lavoro, dalla porta finestra della camera da letto, dopo avere scavalcato il poggiolo, alzato la persiana e forzato il serramento. Dalla camera hanno prelevato 300 euro, una collana e un paio di anelli d’oro. «Quando sono rientrato - racconta De Marchi - ho trovato le luci accese e l’appartamento sottosopra. La cosa strana è come possano essere entrati in pieno giorno senza che nessuno li notasse: il condominio si affaccia sulla piazza del paese».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 06 OTTOBRE 2007
Furto a Pontelongo Sono spariti 300 euro
PONTELONGO. Furto in abitazione ieri mattina: i ladri si sono intrufolati nella casa al civico 32 di via Mazzini, dove vive Luciano De Marchi con la famiglia. Hanno rubato soldi in contanti per trecento euro. Il furto è stato scoperto verso le 13, quando i padroni di casa sono rientrati dal lavoro. I ladri sono entrati dopo aver forzato una finestra. Hanno messo a soqquadro tutte le stanze, rovistando negli armadi e nei cassetti in cerca di preziosi e denaro. Se ne sono andati con un bottino di trecento euro. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Codevigo: i militari hanno eseguito il sopralluogo rilevando i segni dell’effrazione. Da qualche settimana in tutto il Piovese si stanno verificando ripetuti episodi di questo tipo, imputabili probabilmente all’azione di qualche zingarello che in questo periodo è stato inviato a «battere» la zona.
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato, 6 ottobre 2007
Umidità ieri a quota 100 nella notte e al mattino, pomeriggio con il 71 per cento: complimenti al tasso.
Nella mattinata di ieri, a Padova e provincia, il tasso di umidità ha viaggiato tra il 98 e il 100 per cento. La minima differenza tra il valore più basso e quello più alto non deve trarre in inganno, perchè in realtà può dipendere proprio dall’esattezza “millimetrica” della strumentazione. E nelle prime ore del pomeriggio l’umidità era del 71 per cento. È normale che il tasso sia così elevato in presenza di nebbia, nebbiolina o accentuata foschia, non è invece normale (ovvero agevole) continuare a sopportare il 100 per cento dopo la tradizionale dose industriale delle notti estive. Nella giornata di oggi è prevista pioggia (probabili anche temporali di forte intensità con raffiche di vento); la domenica invece dovrebbe far registrare un clima asciutto e piacevole, con una temperatura che si abbasserà tra i sei e gli otto gradi, con punte anche di dieci in alcune località della provincia. La nebbiolina e il cielo velato di ieri hanno in pratica inaugurato l’autunno standard padovano: della serie, per i prossimi mesi il sentimento ricorrente sarà quello della meteo-rassegnazione. Potremo comunque sempre sognare in kafkiana alternativa e con (velata) invidia i 768 giorni consecutivi di sole a Saint Petersburg in Florida tra il 9 febbraio 1967 e il 17 marzo 1969. Oppure godere - ma sempre in sogno - della visione dell’arcobaleno di maggiore durata, a Sheffield in Inghilterra: sei ore. Per consolarci - e non in sogno - teniamo presente che a Grand Banks (Canada) la nebbia è presente 120 giorni all’anno. Ma soprattutto, possiamo consolarci con i dati statistici della nebbia a Padova negli ultimi anni. Come ci ricorda Lucio ladisa (osservatorio privato Meteor Study), la media delle giornate nebbiose negli ultimi 50 anni nella nostra città è stata di 50, è scesa a 41 negli ultimi 15, e ha fatto registrare dati molto più bassi negli ultimi anni: ad esempio, 20 nel 2003 e 25 nel 2006. Mentre nel 1992 sono stati addirittura 60, e nel 1960 incredibilmente 90. Almeno da questo meteo-punto di vista, uno spiraglio di sole (non metaforico) di questi tempi quanto mai piacevole.
di : Paolo Donà
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 5 ottobre 2007
A Stanghella arriva l’attesa Adsl 19 comuni sono nelle rete wireless
Stanghella - Doppio colpo, sul versante della banda larga, per la zona di Stanghella, che dopo essere stata snobbata per anni dai gestori dei servizi per internet e le comunicazioni è rientrata in grande stile nel novero delle aree servite dall’Adsl: sul sito della Telecom, nel link riguardante le nuove attivazioni, viene citato anche il Comune della Bassa. I tempi sono molto stretti e, se il gestore rispetterà i tempi annunciati, già nelle prossime settimane si potrà navigare ad alta velocità a Stanghella. L’arrivo della banda larga dovrebbe finalmente mettere la parola fine anche ai problemi di connessioni non richieste, che si verificano solamente dove sono ancora attivi i modem a tempo sulle utenze telefoniche dei cittadini e che hanno portato nei mesi scorsi a bollette incandescenti per molti abitanti. L’altra buona notizia è che il paese rientra nel gruppo di Comuni della cosiddetta area vasta che hanno aderito al progetto della rete intercomunale wireless, la quale permetterà di essere sempre connessi senza bisogno di alcun cavo o spinotto.Gli altri centri interessati dall’accordo, che è stato approfondito ieri mattina a Este e che coprirà le esigenze di 130 mila abitanti, sono Codevigo, Correzzola, Piove di Sacco, Pontelongo , Solesino, San Pietro Viminario, Ponso, Granze, Sant’Elena, Megliadino San Fidenzio e San Vitale, Piacenza d’Adige, Santa Margherita d’Adige, Vighizzolo, Este, Barbona, Boara Pisani, Vescovana e Sant’Angelo.
di : (F.G.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 5 ottobre 2007
Porto Viro cede in casa - 14-25, 13-25, 21-25
PORTO VIRO: Ferrarese, Mori, Giovannini, Sarto, Bazzan, Mancin. Bondesan. lib. Pregnolato. All. Amidei.
POOL VOLLEY PONTELONGO : Rocca, Cavestro, Battistello, Lazzarin, Dellon, Barbierato. Zanon, Bertoli, Rocca, Baldisseri. lib. Valese. All. Vinceruti.
ARBITRO: Giovanni Mazzuccato.
Coppa Italia proibita per il Porto Viro del presidente Luca Maghenzani fresco padre di Nicolò. Contro il Pontelongo militante in due categorie superiori (serie C) c’era solo da fare esperienza e per Amidei poca possibilità di fare pure questa essendo venuti a mancare i cambi per l’assenza di diverse atlete. Non sono comunque mancate alcune belle giocate che hanno dimostrato la potenzalità della squadra. La principale nota di merito per le biancazzurre va ricercata nella capacità di non abbattersi dal momento che nel passato hanno dimostrato fragilità di carattere. Cambi invece a ripetizione nel Pontelongo che è giunto nella palestra di via Piave riempendo tutto il registro delle atlete ammesse. Prossimo impegno ancora proibitivo a Chioggia contro l’Arva. Per quanto riguarda i ruoli Amidei è ancora alla ricerca di un “libero” che si intenda con le compagne dopo aver dovuto rinunciare alla Quadretti.
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì, 5 ottobre 2007
PORTO VIRO Domattina nell’ex zuccherificio la riunione con la partecipazione degli avventizi - Ammortizzatori agli stagionali -Estese le provvidenze per i lavoratori dello stabilimento da riconvertire
I lavoratori dell’ex zuccherificio di Porto Viro, domani con inizio alle 10, con la presenza di Ettore Ronconi, segretario nazionale Flai-Cgil, di Roberto Montagner, segretario generale del Veneto sempre Flai-Cgil, ed i segretari provinciali del settore, delle tre sigle sindacali, verranno edotti delle possibilità di utilizzare gli “ammortizzatori in deroga” (quasi una cassa integrazione) per gli avventizi. La riunione si terrà nella sala mensa dello stabilimento, e, dato il tipo di problematica, l’invito è stato esteso anche agli avventizi. Sono un gran numero e trovavano occupazione durante la campagna saccarifera. La Rsu dello stabilimento, che ha promosso l’assemblea, è particolarmente soddisfatta per il ruolo così attribuito agli stagionali, e sottolinea che «mai come in questa vicenda, era successo si riconoscesse un ruolo agli avventizi, riconoscendo loro gli “ammortizzatori in deroga”. L’assemblea - aggiunge - sarà importante anche per le nuove proposte che saranno presentate dal sindacato nazionale». Tema dell’assemblea, e certo non di minore importanza, pure la discussione sul Protocollo d’intesa tra Governo e Sindacato, che sarà sottoposto al voto per la sua approvazione da parte dei lavoratori. Per la Rsu, chiudere la consultazione in Polesine con l’ex zuccherificio di Porto Viro, realtà produttiva terminata ma che dovrà essere riconvertita a produrre bioetanolo (anche se qui rimarrà lo stoccaggio e insaccamento dello zucchero, a supporto dello stabilimento di Pontelongo ), ha un grande significato, poichè si tratta della prima riconversione in Italia. All’ordine del giorno dell’assemblea, anche un’informativa sulla sentenza relativa alla questione dell’esposizione all’amianto, che si trascinava da dieci anni presso il Tribunale di Rovigo, e che ha avuto esito positivo per i lavoratori.
di : M.Gabriella Bergo
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 03 OTTOBRE 2007
CONSIGLIO DELL’UNIONE
PONTELONGO - Sarà il consigliere di maggioranza Giulia Cecconello ad occupare il posto vacante nel consiglio dell’Unione dei Comuni di Pontelongo e Codevigo, dopo la nomina a presidente del sindaco Federico Ossari. La nomina è stata approvata nel corso dell’ultimo consiglio comunale.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 03 OTTOBRE 2007
DISAGIO PALPABILE A PIOVE Cooperativa Magnolia in tilt - I genitori scrivono al sindaco: «Va azzerato il cda»
PIOVE DI SACCO. Presidente e due consiglieri dimessi, un rimpasto del cda contestato, direttore generale sospeso, comitato di genitori per sfiduciare gli attuali vertici: ormai da diversi mesi è questa la situazione di totale impasse in cui si trova la Cooperativa sociale Magnolia, che da 25 anni è un punto di riferimento per tutto il territorio nell’assistenza ai disabili. Una serie di incomprensioni, fratture e diversità di vedute all’interno dell’amministrazione del centro dopo mesi di lotte intestine sono venute a galla con una lettera dei genitori al sindaco Mario Crosta, quale presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 14, a cui è stato chiesto un intervento di mediazione. «A maggio - si legge nella lettera consegnata al primo cittadino - dopo le dimissioni del presidente e di due consiglieri, abbiamo raccolto 86 firme dei familiari degli utenti della Magnolia per sfiduciare i due consiglieri rimasti: sono state completamente ignorate e a giugno si è tenuta un’assemblea, dalla quale per protesta ci siamo allontanati, e si è provveduto a un rimpasto del cda. Noi non ci sentiamo più rappresentati dagli attuali eletti - sottolineano i rappresentanti dei genitori, Ivano Manzato e Lucia Trombetta - che preghiamo di farsi da parte. Vanno nominate persone che rivestono la nostra fiducia e che garantiscano trasparenza, rispetto e partecipazione alla vita della cooperativa. L’incomprensibile ostinazione, il persistente attaccamento alle cariche, l’incapacità di ascoltarci e il rifiuto di collaborare hanno creato fratture fra operatori, genitori, direttore e cda. La comunità è permeata dal sospetto e dalla competizione di tutti contro tutti. Non meno grave è stato il comportamento del cda verso il direttore generale, prima emarginato e poi sospeso in via cautelativa, un atto condotto con estrema prepotenza, senza ascoltare i ripetuti inviti al confronto». Il presidente Renata Beltramin non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda: si è limitata a sottolineare che i genitori firmatari della lettera rappresentano una minima parte dei familiari dei disabili e che l’ente tutelerà la sua immagine e integrità nelle sedi opportune. Da parte sua il sindaco Mario Crosta ha assicurato il suo intervento: «Nessuno deve pensare che prenderò le parti di un fronte o dell’altro: medierò nell’esclusivo interesse della Magnolia». Ricucire strappi che sembrano tanto profondi non sarà un compito facile.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 2 ottobre 2007
I PRECEDENTI
Una scoperta terribile quella che hanno fatto i genitori di Alessia Brombin transitando sul cavalcavia di via Venezia venerdì mattina. Hanno visto la bici della figlia a terra. Poi la drammatica scoperta: la ragazza, morta. Solo due anni e mezzo fa un episodio simile era accaduto a Pontelongo , quando fu proprio Guido Pastò, padre di Claudia, allora 22enne, a scoprire per primo la morte della figlia. Dopo una notte insonne in attesa che Claudia rincasasse da una serata trascorsa a Padova con i compagni di università, all’alba del mattino seguente Guido Pastò uscì di casa e percorse a piedi l’argine del Bacchiglione che costeggia via Terranova. Spinto da un sesto senso che solo un genitore può avere, notò dei segni sull’asfalto e uno strano luccichio sulla superficie dell’acqua: era il riflesso del sole sulla carrozzeria dell’auto della figlia, finita nel fiume la notte prima, a nemmeno cinquecento metri da casa. Fu l’uomo stesso a chiamare i soccorsi e, come lui stesso ammise, in quel momento nel cuore di un padre è “come se crollasse il mondo”. Sempre gli occhi di un genitore, stavolta di Clelio Maggio di Conselve, furono i primi a trovarsi davanti il corpo del figlio 17enne, Stefano, disteso sull’asfalto dopo essersi scontrato con la Vespa contro un’auto. Sono passati vent’anni da quel giorno ma il fatto, accaduto in via Verdi, rimane ancora nella memoria di tutti, perché il cuore di Stefano salvò la vita di Antonio Sacco, oggi 52enne, che al tempo era in attesa di trapianto. Nonostante l’uomo viva da sempre a Taranto, dopo due decenni rimane ancora legato alla famiglia Maggio, con la quale si è instaurato un rapporto di affetto e gratitudine dovuto all’ultimo grande gesto d’amore di Stefano.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 2 ottobre 2007
DOPO L’ALLUVIONE Parla il titolare di un’azienda agricola che ha subito danni per oltre 100mila euro «Chiuse e idrovora erano ostruite»
«I cartocci del mais hanno bloccato tutto e l’acqua non poteva essere aspirata a pieno regime»
Le precipitazioni sono state intense, ma il di sastro qui da noi si poteva evitare se solo fossero state approntate le misure idonee che invece sono state carenti. E’ forte la denuncia di Dario Colcera, un agricoltore che vive in via Lova a Santa Maria Assunta di Campolongo Maggiore. Colcera è titolare di un’azienda agricola proprio lì: mucche da latte, ma anche tanti campi, attrezzi e mezzi agricoli. La sua azienda ha subito danni per cento mila euro ai foraggi, alle farine e alle scorte alimentari. E’ un esperto della zona, conosce gli scoli, è perfettamente informato, da fonti personali ed in maniera di retta, di come sono andate le cose il giorno dell’alluvione soprattutto all’idrovora di Lova, di cosa non abbia funzionato e perché, della situazione nelle varie chiuse. Mi sono accorto di ce Colcera che qualcosa non stava funzionando negli impianti di pompaggio quando ho visto che l’acqua invadeva il nostro cortile non il giorno dell’alluvione, ma i giorni successivi. Stava a significare che l’acqua, anziché defluire, tornava indi etro e che quindi non aveva trovato lo sfogo verso il mare. Questo è avvenuto per tutto il tempo. Anche lunedì mattina, cioè sei giorni dopo le precipitazioni, l’acqua a tratti saliva e scendeva, cosa che succede quando lo scarico non funziona. Fin da giovedì mi sono informato di come fossero andate le cose e da venerdì ho scattato delle foto. Ho trovato alcune chiuse degli scoli completamente ostruite dai cartocci del mais. E questo è successo anche all’idrovora che quindi non è riuscita ad aspirare a pieno regime. L’acqua, così, non è potuta defluire. In questo periodo, infatti, con la mietitura, i campi sono pieni di tali resti. L’idrovora di Lova, poi, è dotata di uno scarico verso il mare, che passa sotto la Romea, del tutto insufficiente, ancor più oggi che è stata da qualche anno aggiunta una nuova idrovora, tra l’altro priva del gruppo elettrogeno. L’allerta era scattata tre giorni prima del nubifragio; temiamo tutti, qui in zona, che non sia stato tenuto in debita considerazione l’allarme. La Protezione Civile non ha risposto, abbiamo dovuto chiamare i Vigili del Fuoco di Piove di Sacco per liberare un’anziana isolata in casa qui a Campolongo. All’idrovora di Lova si doveva svuotare il bacino di raccolta prima della pioggia e chiudere le chiuse che, invece, sono rimaste aperte. E’ per questo, a mio avviso, che le acque sono tornate indi etro. Il personale delle idrovore ha lavorato notte e giorno per liberare le griglie di aspirazione. I mezzi a loro di sposizione, però, erano quelli che si usavano quarant’anni fa: una forca e poco più.
di : Emanuele Compagno
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 2 ottobre 2007
Sono 14 i veneti finiti nel mirino di Stella.
Curiosità: sono 14 i veneti citati nel libro «La Casta» di Gian Antonio Stella, in un contesto non sempre precisissimo (ci duole, caro Gian, ma è così). Per dimostrarlo si può cominciare dal penultimo, Tiziano Zigiotto, citato come campione dei politici trombati, sistemati per consolazione nelle poltrone di società regionali. Quella di Zigiotto è Obiettivo Nordest. Ne ha anche altre, precisiamo, ma non ci siede sopra per consolazione, semplicemente perché non è mai stato trombato. E’ impossibile che lo sia. Il suo è l’unico caso, pensiamo al mondo, di consigliere regionale eletto per tre volte nel listino bloccato del presidente Galan, come suo uomo di fiducia. Dunque senza bisogno di un voto di preferenza. Neanche Marino Zorzato, citato come presidente di Veneto Strade, sempre nel contesto delle poltrone consolatorie (chiamale consolatorie con gli stipendi che si ritrovano) è mai stato ex deputato forzista: lo è tuttora. Un trombato di classe è invece Pigi Bolla, candidato da un Galan determinatissimo a sindaco di Verona. E trombato anche lì. Tra gli altri citati il forzista Sandro Trevisanato (Venezia, Terminal passeggeri spa); i leghisti Stefano Stefani ed Enrico Cavaliere per il crack della Credieuronord; Elisabetta Casellati per l’epopea della figlia; l’immancabile Galan; il vescovo di Padova Mattiazzo; Massimo Cacciari e Gianni De Michelis; e l’incredibile Mario Rigo finito, volete sapere dove?, - a palazzo Madama, collaboratore di uno dei questori. (r.m.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 2 ottobre 2007
Veneto: 2.800 poltrone da eliminare - La manovra varata dal Consiglio dei ministri prevede una stretta sulle cariche: sono i piccoli municipi i più colpiti - Comuni e Province devono ridurre il numero di assessori e consiglieri
La Finanziaria 2008 prepara, in Veneto, un colpo di spugna su quasi 2.800 poltrone, tra Comuni (2.665) e Province (65), oggi occupate da consiglieri e assessori. Nel testo della manovra approvato dal Consiglio dei ministri è stato trasferito, infatti, il cosiddetto Ddl Santagata-Lanzillotta che affronta il nodo dei costi della politica. E le ripercussioni, a livello locale, non tardano. «Non siamo contrari, in linea di principio, a una riduzione della rappresentanza - commenta Vanni Mengotto, presidente dell’Associazione regionale dei Comuni (Anci) del Veneto e consigliere in quota Forza Italia al Comune di Este -. Resta il fatto che questo è un provvedimento all’insegna del piccolo cabotaggio che non tocca i veri costi della politica. Un esempio? Il governo ha 107 sottosegretari, dieci sarebbero sicuramente più che sufficienti». Colpiti i più piccoli. Il sistema previsto per la riduzione delle poltrone prevede che, a scadenza dei mandati amministrativi, vengano operati dei tagli di poltrone in funzione della classe di popolazione afferente a Comune o Provincia. Gli effetti maggiori del provvedimento, per quanto riguarda i Comuni, riguardano le municipalità con una popolazione compresa nella fascia da 3 mila a 10 mila abitanti. Si tratta, in Veneto, di 1.044 posti da consigliere e 261 assessorati. Per Treviso si parla, per esempio, dei municipi di Farra, Godega, Asolo e Istrana; nel Veneziano ci sono, tra gli altri, Campolongo, Fossò, Quarto d’Altino; in provincia di Padova, infine, degli esempi sono Borgoricco, Conselve, Limena e Legnaro. Diverso il discorso per le Province dove, cinque amministrazioni venete su sette (Vicenza, Treviso, Venezia e Padova), dovranno portare i consiglieri da 36 a 28 e gli assessorati da 11 a otto. Impatto minore per Belluno e Rovigo, dove le Province dovranno tagliare quattro posti da consigliere e un solo assessorato. Il risparmio. Complessivamente, la sforbiciata alle poltrone inserita nella Finanziaria 2008 (che comprende dei vincoli anche per le circoscrizioni) prevede un risparmio di 230 milioni, di cui 212 in arrivo dai Comuni. «Una cifra ridicola - continua Mengotto - se pensiamo che in campo sanitario, solo considerando due regioni come Campania e Lazio, sono stati ripianati disavanzi per complessivi 21 miliardi. Una cifra che corrisponde all’1,4% del Pil nazionale. Questa voragine è stata colmata con rimborsi a piè di lista, ovvero senza verificare quali fossero le voci di spesa che hanno prodotto tale deficit. E poi si stringe la cinghia sui singoli Comuni per una somma di poche centinaia di euro all’anno». Le cifre in ballo sono queste: un consigliere di un Comune compreso tra 3 mila e 5 mila abitanti percepisce un’indennità di funzione mensile lorda pari a 651 euro. In un municipio da 5 mila a 10 mila abitanti l’assegno sale a 837 euro. Ancora, a titolo di esempio, un sindaco di un Comune al quale afferisce una popolazione da 5 mila a 10 mila abitanti ha un guadagno lordo mensile di 2.500 euro. Il taglio nei capoluoghi. Al termine del mandato dall’attuale Giunta Zanonato (2009) i consiglieri di Palazzo Moroni dovranno passare da 40 a 32 e gli assessori da 12 a 10. Stesso discorso vale per il Comune di Vicenza, che sarà il primo a doversi adeguare insieme a Treviso (2008). A Ca’ Sugana i consiglieri dovranno passare da 30 a 24 e gli assessorati da nove a sette. Per il Comune di Venezia, invece, nessun taglio tra i consiglieri e due assessori in meno. «Lo spreco pubblico va cercato da altre parti - conclude Mengotto -. E con questo provvedimento viene confermato un modo tipicamente italiano di affrontare le cose. Per dare un segnale forte era necessario andare a ritoccare il numero di deputati e senatori. Mi chiedo perché il parlamento italiano abbia più rappresentanti rispetto a quello degli Stati Uniti. L’obiezione che viene sollevata quando sui parla di una riduzione degli organi elettivi italiani è che, per attuarla, serve una modifica costituzionale. E allora perché non avviarla e, intanto, portare il numero dei sottosegretari da 107 a dieci? È, ovviamente, più facile andare a tagliare i posti nei Comuni e nelle Province, ma la credibilità di un governo non si misura su interventi di questo genere. La logica di una riduzione della rappresentanza è corretta, non abbiamo obiezioni. Ma ci deve essere coerenza, anche perché i costi della politica sono altri rispetto a quelli che insistono su Comuni e Province».
di :MATTEO MARIAN
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 2 ottobre 2007
«Tagliamo a metà lo stipendio dei politici» Parte una raccolta di firme nel Veneto lanciata da un comitato «Tèra Nostra»
Avanti popolo. Non sarà un augurio tanto gradito per l’ex leghista che capeggia il gruppetto, ma di questo si tratta. Il popolo si è alzato in piedi e vuole tagliare a metà gli stipendi dei consiglieri regionali: poche balle, 2.709,73 euro al mese rivalutabili solo con gli indici Istat. Stop a leggi e leggine e scatti automatici provocati dall’aggancio ai parlamentari, a loro volta agganciati ai magistrati. Stop a diaria e altre indennità. Stop alle auto blu. Un gettone di presenza di 100 euro a seduta (300 per i presidenti, largheggiamo). E rimborsi spese solo per chi viaggia con i mezzi pubblici. Così vuole il popolo. Il popolo sono tre persone per il momento: Antonio Zanchin di Santa Giustina in Colle, Maurizio D’Este di Padova e Francesca Furlanetto di Treviso. I tre si sono presentati ieri mattina a palazzo Ferro Fini per consegnare una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo «Riforma del trattamento indennitario dei consiglieri regionali di cui alla legge regionale 30 gennaio 1997 numero 5 e successive modifiche». Dovranno raccogliere almeno 5.000 firme entro i prossimi 6 mesi. Poi se ne riparlerà, nel senso che ad occuparsene dovranno essere i consiglieri de cuius tagliandum est. Fate voi. E’ seguita foto ricordo con sfondo sul Canal Grande. E comunicato ufficiale ai giornali. Punto fine, il popolo è tornato a casa. La notizia è tutta qua. Per il momento. I precedenti. E non è neanche una novità. Dall’insediamento della giunta Galan-ter (estate del 2005) le proposte di ridurre gli emolumenti ai consiglieri regionali hanno fatto versare più inchiostro di quello servito al Manzoni per i Promessi Sposi. I quali, com’è noto, alla fine si sposano. Qui invece gli stipendi non si toccano. Il primo a parlare di taglio a metà era stato Mariangelo Foggiato del Pne, seguito dai leghisti Toni Da Re e Mara Bizzotto, dall’intero gruppo leghista, da Raffaele Zanon di An, dall’ufficio di presidenza del Consiglio che dopo le polemiche aveva unificato tutte le proposte mandando in aula un testo condiviso, alla fine votato. Col risultato di diminuire liquidazioni e pensioni ma senza sfiorare gli stipendi. I quali si aggirano sui 10.000 euro netti al mese, metà esentasse, perché pagati sotto forma di diaria o rimborsi spese. Stop alle auto blu. Nonostante questi precedenti, è bello sognare: perché tre quidam de populo non potrebbero dare un colpo al sistema più forte di un Beppe Grillo e perfino di un Gian Antonio Stella? Bisogna riconoscere che non è priva di fascino l’idea di appiedare di colpo assessori e consiglieri regionali, prevedendo il rimborso spese solo se viaggiano con mezzi pubblici: treno, autobus o vaporetto. Avremmo realizzato in un lampo la democrazia dei trasporti. Ve li immaginate gli assessori veneti costretti a prendere tutte le mattine il treno, non solo qualche giorno all’anno come fa l’assessore Renato Chisso, quando i pendolari inondano di lettere e di petizioni i giornali e bisogna appioppare qualche multa a Trenitalia. Tutti i santi giorni. Andata e ritorno. Così la classe politica regionale potrebbe parlare con cognizione di causa della «locomotiva veneta» che traina il Paese. E della sua velocità reale. Riducendo a metà, oltre allo stipendio, anche gli impegni e gli appuntamenti, perdendo coincidenze e opportunità, perché tutto salta se sei in coda o in ritardo. E lo sei sempre. E nessuno guida per te. L’intervista. Presentatore ufficiale della proposta è Antonio Zanchin, 58 anni, sposato, tre figli, consigliere comunale a Santa Giustina in Colle. «Il paese di Vittorio Casarin» dice. Magari anche lei - chiediamo - era iscritto alla Dc? «Mai stato. A meno che non mi abbiano iscritto a mia insaputa. Ho cominciato a fare politica con la Lega nel 1992 ma sono uscito l’anno scorso, con altri 60 dell’Alta Padovana». Perché? «Perché la Lega è diventata un partito come gli altri. Non hanno mantenuto la parola. Non ci sono veneti che lavorano per il Veneto». Su, non è mai andata così: al massimo il Veneto lavora per la Lombardia. «Sì e noi veneti siamo stati così c… da dare i voti. Abbiamo perso soldi e salute per credere a un sogno». Soldi quanti? «C’è anche chi ha perso cento milioni con la Banca del Nord. Tutta la liquidazione, i risparmi. E si è rovinato la vita». Sono leghisti anche D’Este e la Furlanetto? «No, abbiamo costituito un comitato trasversale che si chiama Tèra Nostra, con una r sola. Cerchiamo le firme di tutti. Pensiamo di raccoglierne centomila, altro che cinquemila». I consiglieri regionali faranno polpette della vostra proposta. «Mica vero, guardi il regolamento: la proposta di legge d’iniziativa popolare non può essere modificata. Devono votarla o respingerla». Non può essere modificata in istruttoria ma in aula faranno polpette. «Vedremo cosa avranno il coraggio di fare. Sono loro che dicono di tagliare». Lei che mestiere fa? «Il macellatore». Sarebbe il macellaio? «No, il macellatore vero e proprio. Ho un macello privato». Ah, il boia del mondo animale. E vorrebbe trasferirsi in quello politico: un colpo secco, è così che si fa? «Sì. Io non ho mai sbagliato un colpo e cerco di non fare male alla bestia. Qui è diverso, l’albero è grosso, un colpo solo non basta». Lei guadagna più o meno di 2.709,73 euro al mese? «Se lavoro anche di più. Se non lavoro non guadagno niente». Ps. Per saperne di più c’è il sito www.iniziativacivica.org
di Renzo Mazzaro
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E-gazette.it Notiziario - - Lunedì, 1 ottobre 2007
L’Apga entra nell’Acegas-Aps
Piove di Sacco (Padova), 1° ottobre – Ormai è ufficiale: l’azienda piovese per la gestione delle acque (Apga) è conglobata in Acegas-Aps. Il sì alla fusione - si legge sul Gazzettino - è arrivato la scorsa settimana dall’assemblea Aato, dove i sindaci del padovano e del vicentino hanno dato il via libera all’operazione sostenuta dalla maggioranza dei Comuni della Saccisica. Con 78 voti favorevoli e un astenuto - su un totale di circa 90 presenti - la delibera, già operativa sulla carta, è diventata ufficiale e dal primo ottobre 2007 il servizio idrico integrato del Piovese sarà affidato alla multiutility triestina, che garantirà anche la professionalità dei dipendenti che fino ad oggi hanno lavorato in Apga. “È stato rispettato il volere del territorio - è il commento soddisfatto del sindaco di Sant’Angelo di Piove, Romano Boischio - . Dai conteggi fatti si prevede una riduzione di circa settanta euro nelle bollette dei cittadini piovesi, dal primo gennaio 2008. Dispiace solo che l’unico astenuto sia stato il rappresentante della Provincia di Padova”. Non hanno partecipato alla votazione i Comuni del Coselvano, ai quali si sono aggiunti Due Carrare, Pernumia, Monselice e Montagnana. Anche Correzzola ha abbandonato l’aula e il sindaco Mauro Fecchio, prima di uscire, si è rivolto all’assemblea invitando i rappresentanti ad attendere il pronunciamento del Tar in merito ai dubbi sulla stima di Apga fatta da Acegas Aps. Richiesta che non è stata accolta nemmeno dai Comuni del vicentino che, nell’ultima seduta, si erano astenuti bocciando, di fatto, la fusione. “È la vittoria dei poteri forti del Veneto sui piccoli Comuni della Bassa - ha commentato Fecchio - . Hanno svenduto l’acquedotto per ottenere una riduzione della tariffa del 20 per cento, solo temporanea, perché dal 2010 tornerà ad essere quella di oggi”.
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IL GAZZETTINO di Padova - Lunedì, 1 ottobre 2007
MALTEMPO - Raffaele Zanon (An) : Dalla pioggia colpo basso al tessuto produttivo
Ennesimo colpo basso del maltempo al tessuto produttivo e ai cittadi ni veneti e padovani. Così il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon intervenendo durante i lavori del consiglio di Palazzo Ferro Fini dopo l’audi zione della puntuale relazione in aula dell’assessore Elena Donazzan sui danni causati dall’alluvione degli ultimi giorni. Segnalo la gravità dei danni causati alla popolazione - prosegue il consigliere - in particolare nei comuni di Arzergrande, Piove di Sacco , Brugine, e Codevigo della Provincia di Padova. E’ necessario che la giunta regionale intervenga soprattutto con interventi sull’assetto del territorio che è duramente compromesso in ogni occasione di evento eccezionale. Ringrazio pubblicamente il lavoro dei volontari della Protezione Civile, che hanno lavorato assieme ai vigili del fuoco e agli addetti dei singoli comuni per una interna notte scongiurando danni maggiori alle abitazioni e alle attività produttive.
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