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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 30 Settembre 2007
Rivolta alla “Magnolia”
Piove di Sacco – I genitori della cooperativa piovese per disabili Magnolia sono in subbuglio. Lettera di fuoco al sindaco di Piove Mario Crosta, al direttore generale dell’Asl 14 e ai sindaci della Saccisica. Sotto accusa la maniera con la quale si è pervenuti al rimpasto del Cda dopo le dimissioni a maggio, per motivi famigliari, del presidente Paolo Rossi e del consigliere Enrico Giraldi n. Nella circostanza i genitori avevano raccolto oltre 80 firme per sfiduciare le due componenti il Cda rimaste. «Il 29 giugno – scrivono i rappresentanti dei genitori Ivano Manzato e Lucia Trombetta – nel corso di un’assemblea dei genitori il rimanente del Cda ha provveduto al rimpasto nonostante la maggioranza dei genitori fosse uscita dall’aula per non votare le nuove cariche prima di una discussione sul consiglio. L’incomprensibile ostinazione ed il persistente attaccamento alla carica di alcuni soggetti, hanno creato una spaccatura tra i genitori e gli organi direttivi della Magnolia». Un altro fatto che i genitori denunciano è il comportamento del nuovo Cda nei confronti del direttore Julio Ibiricu, sospeso in via cautelare, «l’unica persona che ci ha sempre dato ascolto con spirito di collaborazione e disponibilità». La “Magnolia” ospita una settantina di disabili in età post scolare.
di . (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 30 Settembre 2007
«Una sola Asl con Cavarzere e Cona» È la proposta espressa dai consiglieri della lista civica “Chioggia popolare” alla luce degli annunciati riaccorpamenti delle aziende sanitarie.
Chioggia – Sempre in primo piano a Chioggia il tema della sanità, sul quale prende posizione anche la Lista civica “Chioggia popolare”, due i rappresentanti in consiglio comunale e Riccardo Rossi come assessore di riferimento. Giuseppe Casson ed il collega consigliere Massimiliano Tiozzo sintetizzano all’osso la situazione evidenziando quello che risulta, a loro dire, un evidente paradosso. Quando nel 1995 fu costituita l’Asl 14, l’unica interprovinciale con Chioggia, Cavarzere e Cona in provincia di Venezia e nove altri Comuni in provincia di Padova, molti hanno tuonato che si trattava di una creazione sbagliata. “Gli stessi ora – sottolinea Casson – vogliono mantenerla in piedi a tutti i costi e si prefiggono un intervento ostruzionistico in commissione consiliare regionale prevedendo di opporre 500 emendamenti al progetto di legge per il passaggio di Piove di Sacco e degli altri Comuni all’Asl 16 di Padova”. Insomma, questo il succo della questione: se è stato sbagliato costituire l’Asl 14 perché accanirsi a volerla mantenere a tutti i costi? Piove di Sacco e gli altri Comuni della Saccisica vogliono uscire dall’Asl 14? “Bene, ponti d’oro – argomentano Casson e Tiozzo – L’ospedale di Chioggia ed il territorio dei tre Comuni avranno modo così di adeguare strutture e servizi a quelle che sono le esigenze che l’indagine epidemiologica mette in primo piano”. Un’operazione che dovrebbe durare almeno un quinquennio al fine del quale verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Il tutto con la consapevolezza che Chioggia deve avere un ospedale di rete, un presidio “normale” ricorrendo per le prestazioni di alta specializzazione ai centri che dispongono di queste caratteristiche. L’ultima considerazione i rappresentanti della lista civica “Chioggia popolare” la dedicano ad un nuovo ospedale per Chioggia, richiesta avanzata anche dai primari. L’ospedale di Mestre è ormai realizzato, altri “sono in corso di realizzazione o comunque ormai in avanzata fase di progettazione come quelli di Este-Monselice, Schio-Thiene e Padova. È troppo immaginare anche per Chioggia un nuovo ospedale che venga edificato su basi concettuali nuove e moderne?”.
di : G.B.
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO, 29 SETTEMBRE 2007
La Regione Veneto per la gestione virtuosa della sanità ha avuto dallo Stato un supplemento di 250 milioni -Chioggia, niente soldi per l’ospedale – La ripartizione dei fondi ha riguardato molte località, compresa Piove di Sacco. Nulla è stato assegnato alla città lagunare
Chioggia – “Ancora una volta per la sanità di Chioggia solo parole”. Il consigliere regionale diessino, Lucio Tiozzo bolla in questo modo l’ennesima “di menticanza” regionale. “Vengono amministratori regionali, arrivano a Chioggia tecnici della sanità di primo livello – riassume Tiozzo – tutti riconoscono, mettono il dito sulle deficienze, ritengono sacrosante le rivendicazioni, ma quando si tratta di fare le cose concrete, di stabilire finanziamenti, di Chioggia ci si dimentica”. La Regione Veneto per la sua “virtuosa” gestione della sanità ha avuto dallo Stato un supplemento di 250 milioni. “Il riparto dei fondi non assegna a Chioggia, al suo ospedale, neppure un centesimo. Qualcosa – ammette Lucio Tiozzo – toccherà all’Asl 14 : l’ospedale di Piove di Sacco per il pronto soccorso avrà un milione e 400mila euro. A noi qui a Chioggia, proprio niente”. Eppure gli interventi da fare nell’ospedale non mancano. Anche tralasciando la richiesta espressa dai primari, che hanno parlato della necessità di un nuovo ospedale per Chioggia, c’è la piastra chirurgica assolutamente inadeguata, il settore dei poliambulatori da ricalibrare, anche qui come a Piove di Sacco il pronto soccorso da ampliare e, per quanto riguarda l’aspetto alberghiero, un intervento da completare. La Regione aveva previsto un finanziamento di 13 milioni per l’ospedale di Chioggia, successivamente ridotti a 7. “Ma non bastano – sostiene Lucio Tiozzo – ne servono almeno altri quattro per gli interventi programmati. E se non li abbiamo avuti in questa circostanza, a fronte di una di sponibilità straordinaria di 250 milioni, quando mai li otteremo?”. Il consigliere diessino chiama a questo punto in causa il collega forzista e vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Alberto Tesserin. “Lui – argomenta – è nella stanza dei bottoni. Mi pare venuto il momento di farsi sentire, di mettere le carte in tavola, di pestare i pugni sopra questa tavola”. Una considerazione Lucio Tiozzo la riserva anche al sindaco della città, Romano Tiozzo. “Ci hanno bombardato durante tutta la campagna elettorale sulle opportunità che sarebbero scaturite dall’omogeneizzazione tra Comune e Regione: la stessa maggioranza politica avrebbe facilitato il dialogo, migliorati i rapporti. Ma se il risultato è quello che stiamo vedendo – conclude Lucio Tiozzo – la città non ha certo fatto un affare”.
di : Giorgio Boscolo
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 29 SETTEMBRE 2007
Stimati danni per almeno tre milioni – Dopo il nubifragio, iniziano ad arrivare le richieste di risarcimento
CODEVIGO. Sono già oltre un centinaio le richieste di risarcimento danni raccolte nei comuni di Codevigo e Arzegrande, i più bersagliati dal violento nubifragio che si è abbattuto mercoledì sul Piovese. E si stanno accumulando sulle scrivanie degli uffici della Coldiretti di Piove di Sacco le denunce degli agricoltori che hanno perso raccolti e subito danni alle strutture. Così iniziano a concretizzarsi anche i dati sull’ammontare dei danni: almeno due milioni e mezzo di euro quelli patiti dagli agricoltori, che hanno visto andare in fumo intere colture di radicchio e altri ortaggi, soprattutto a Conche, Rosara e Cambroso, e 500.000 euro per quelli subiti dalle famiglie che hanno avuto garage, cantine e taverne invase dall’acqua. La pioggia, stavolta con intensità decisamente nella norma, è caduta copiosa anche l’altra notte, interrompendosi solo ieri mattina per lasciar spazio a qualche raggio di sole. Ma con le precipitazioni eccezionali che si sono riversate mercoledì nel territorio, anche un piccolo piovasco ora crea disagi e soprattutto mette paura a chi sta ancora facendo i conti con prosciugamenti e pulizie post allagamento. «L’Ufficio tecnico del Comune – fa sapere il sindaco di Arzergrande Giannina Cesarina Foresti – è a disposizione dei cittadini per compilare le richieste di risarcimento danni. Sono stati predisposti dei moduli in modo da presentare, quando sarà il momento, una documentazione il più possibile precisa e uniforme per ottenere gli indennizzi. La raccomandazione è di allegare le foto dei danni subiti. Al momento sono già state formalizzate quindici richieste, ma ci sono almeno il doppio di segnalazioni che verranno ufficializzate nei prossimi giorni». Ancora più consistente è il numero di denunce arrivate all’Ufficio tecnico del Comune di Codevigo, dove la pioggia ha allagato decine di vie e centinaia di abitazioni: per ora le segnalazioni sono un centinaio, ma il numero è destinato a crescere. Anche per i residenti di Codevigo sono stati messi a disposizione del comune dei moduli da compilare, a cui vanno allegate le foto. Enormi sono i danni subiti dagli agricoltori, come conferma il responsabile della Coldiretti di Piove di Sacco Pierandrea Odorizzi: «Gli ettari di colture rovinati sono almeno un centinaio. Se calcoliamo in media un valore di 25.000 euro per ettaro di colture, a radicchio o zucchine, arriviamo già a 2 milioni e mezzo. Il danno è ancora peggiore per i coltivatori di radicchio: l’anno scorso, infatti veniva pagato 4 centesimi al chilo ai produttori, quest’anno è già a un euro e venti. La calamità si è abbattuta proprio su un settore in piena ripresa, che quest’anno avrebbe garantito degli introiti significativi agli agricoltori. Le colture finite sott’acqua sono irrimediabilmente perdute: il radicchio è marcito oppure è pieno di fango e quindi invendibile».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – Venerdì, 28 SETTEMBRE 2007
Serata a Pontelongo col progetto Argonauta
PONTELONGO. Arriva al traguardo il progetto «Agronauta», nato dalla collaborazione tra l’Unione dei comuni di Pontelongo e Codevigo e il Gal (Gruppo azione locale) «Terre basse, già antico Dogado», finanziato in gran parte dall’Unione Europea. L’esperienza di lavoro, durata oltre due anni, ha permesso di centrare gran parte degli obiettivi prestabiliti, volti a valorizzare il territorio con le sue particolarità. Oggi serata conclusiva alla barchessa Contarini-Ferrara, in via San Valentino: alle 20.30 si esibirà in uno spettacolo di cabaret il gruppo Anonima Magnagati; seguirà un ricco buffet con degustazione dei prodotti tipici. Ingresso 10 euro: posti limitati: bisogna prenotare allo 049-9776266.
di : (a.c.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007
Inizia la conta degli effetti del nubifragio con grandinata di mercoledì mattina. Molti campi sono ancora allagati e comunque inagibili. – Verdura marcia, frutta tempestata. – Milioni di euro fra produzioni perdute e strutture lesionate nel Piovese
CODEVIGO. Sono ingenti i danni all’agricoltura provocati dal maltempo di mercoledì. In particolare il settore orticolo è letteralmente stato messo in ginocchio dal mare d’acqua che ha coperto i campi e dalla grandine che ha distrutto gli ortaggi: almeno cento ettari coltivati a radicchio, zucchine e porri sono irrimediabilmente danneggiati. Tra Codevigo, Correzzola, Arzergrande e Piove di Sacco, circa 250 campi sono stati colpiti dalla grandine e in molti casi l’acqua ancora non è riuscita a defluire. Così le colture marciscono. Si sono allagati anche i campi di barbabietole e mais in piena fase di raccolta: ora è impossibile entrare con i mezzi, che affonderebbero di almeno mezzo metro sul fango. Per fortuna, invece, la vendemmia precoce di quest’anno ha messo in salvo il raccolto di uva. Raffaele Zanon, consigliere regionale di An, parlava ieri di danni per milioni di euro solo per l’agricoltura padovana, chiedendo nel corso del Consiglio regionale interventi sull’assetto del territorio, «che è duramente compromesso in occasione di ogni evento eccezionale». All’ufficio della Coldiretti di Piove di Sacco si sono già rivolti ieri decine di agricoltori, che oltre ai danni ai raccolti denunciano quelli subiti dalle strutture delle loro aziende agricole, specie nella fascia che è stata interessata dalla grandinata. Quello che si presenta a Conche, per esempio, a trenta ore dal fortunale dell’altro giorno, è uno scenario che lascia senza parole: campi interi di zucchine distrutte, di cui rimangono solo brandelli di foglie, cespi di radicchio a perdita d’occhio sott’acqua, alberi di mele ridotti a bacchetti spogli e centinaia di frutti a terra, ammaccati. «E’ ancora presto per avere una quantificazione precisa dei danni – annuncia il presidente della Cooperativa degli orticoltori di Conche, Claudio Ferro – Ma ci sono decine di aziende coinvolte, interi raccolti da buttar via. Sarà un bilancio pesantissimo per il nostro settore. Oggi inizia la Festa del radicchio qui a Conche, ma per molti di noi saranno festeggiamenti sotto tono». La Coldiretti di Padova, da parte sua, non manca di criticare uno sviluppo spesso irrazionale del territorio, che lo ha reso vulnerabile: «Il problema reale – accusa il presidente Marco Calaon – è che si è cementificato, costruito tanto e a volte male, con poco criterio, distruggendo paesaggi e soprattutto il tessuto rurale. Le conseguenze sono alluvioni, inquinamento diffuso delle acque, incapacità di gestire la risorsa acqua. Occorre mettere al centro dell’attenzione della politica il problema dell’acqua, affinché venga affrontato in maniera moderna». «E’ solo in queste occasioni – aggiunge il direttore Paolo Martin – che ci si rende conto di quanto sia importante avere una rete di canali di scolo principali e secondari in grado di far defluire l’acqua in tempi brevi». Anche Legambiente punta il dito sulle politiche urbanistiche perseguite dai Comuni: «Inutile dare concessioni edilizie che prevedono la realizzazione di garage sotterranei in un territorio come il nostro a forte rischio idrogeologico – commenta il presidente del circolo piovese Maurizio Savioli, riferendosi ai gravissimi disagi patiti l’altro giorno in particolare a Codevigo e Arzergrande – Ci vuole più rispetto e consapevolezza delle risorse ambientali che costituiscono il nostro paesaggio. Non è impossibile fare della prevenzione, se si applica del buon senso».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINIO di Padova – VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007
E’ stata la pioggia più intensa caduta negli ultimi cento anni – LA BONIFICA Idrovore attive compito impossibile
CODEVIGO. All’indomani del violento nubifragio che ha allagato intere vie del paese, case, scantinati e garage, centinaia di famiglie tentano di ritornare alla normalità: si continua a pulire, si scruta il cielo in cerca di un raggio di sole che venga ad asciugare tutto ciò che la pioggia di mercoledì ha inzuppato. C’è chi ci ha rimesso l’auto, chi elettrodomestici, armadi pieni di vestiti, mobili, computer. I vigili del fuoco e le squadre della protezione civile hanno lavorato fino a mezzanotte mercoledì per prosciugare seminterrati e abitazioni e prestare soccorso alle famiglie isolate per via delle strade ancora sommerse dall’acqua. La zona più colpita dal maltempo è quella dei comuni di Codevigo, Arzergrande, in particolare nella zona di Vallonga, e parte di Piove di Sacco. Negli ultimi cent’anni mai si sono verificate precipitazioni così intense, come confermano i dati del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta. «Attraverso i pluviometri sparsi nel territorio – fa sapere il direttore Francesco Veronese – abbiamo registrato 204 millimetri di pioggia, di cui 97 in un’ora, a Rosara e 188, di cui 79 in un’ora, a Cambroso. L’Arpav in Valle Averto ha registrato addirittura un picco di 319 millimetri. Sono precipitazioni del tutto eccezionali – sottolinea Veronese – A Rosara, per esempio, dal 1929 al 1980 sono caduti al massimo 82 millimetri di pioggia in una giornata e un picco massimo di 164 millimetri in 5 giorni». Il Consorzio precisa anche che il blackout elettrico di mercoledì mattina, causato da un corto circuito avvenuto in una centrale dell’Enel, non ha compromesso il funzionamento delle idrovore e delle pompe: «Tutti i nostri impianti hanno funzionato con i gruppi elettrogeni di emergenza: tutto il sistema è telecomandato e telecontrollato, in modo che i tecnici dell’ente possano avere costantemente sott’occhio il quadro della situazione». «I problemi di mercoledì – aggiunge il presidente del Consorzio Eugenio Zaggia – sono stati causati da una massa enorme di acqua che ha inondato il territorio. Era impossibile smaltire tutta quella pioggia in poche ore». Intanto già ieri mattina numerose persone hanno preso d’assalto gli uffici tecnici comunali per informarsi sugli eventuali risarcimenti, nel caso venga riconosciuto lo stato di calamità naturale. Per questo si raccomanda di documentare i danni subiti con delle fotografie, da allegare alla denuncia che si deve presentare in Comune.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007
Il Tar ha negato la sospensiva all’aggregazione tra Aps e Apga
PIOVE DI SACCO. Il Tar ha respinto la richiesta avanzata dal sindaco di Correzzola Mauro Fecchio di sospendere, in attesa del pronunciamento sul merito, il processo di aggregazione fra l’Apga e Aps-Acegas. Fecchio, unico sindaco della Saccisica che si oppone all’operazione, ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo contro le delibere dei consigli comunali che si sono invece espressi a favore. «Il fatto che il Tar abbia rigettato la richiesta di sospensiva – ha dichiarato il sindaco di Piove di Sacco Mario Crosta – non fa che confermare la massima trasparenza con cui i Comuni hanno condotto l’operazione, e soprattutto dimostra come qualcuno invece di preoccuparsi di garantire ai propri cittadini un servizio migliore continui ad inseguire dei fantasmi. Oramai la fusione fra Apga e Aps-Acegas è cosa fatta. Domani si riunirà nuovamente l’assemblea dell’Aato che dovrà votare il progetto e a questo punto mi pare che non ci debbano più essere ostacoli».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007
Nella Saccisica azzerate le colture di mais, barbabietola e radicchio
Il giorno dopo il violento nubifragio che ha colpito il Padovano, in particolar modo il territorio della Saccisica che lambisce il territorio veneziano, sono i dati rilevati dai pluviometri del consorzio di bonifica Bacchiglione-Brenta a parlare da soli: 204 millimetri di pioggia, di cui 97 in un’ora, a Rosara di Codevigo; 79 millimetri in un’ora a Cambroso; 219 millimetri a Campagna Lupia, dove l’Arpav ne ha registrati addirittura 319. Misure che non si registravano da anni, tanto che gli stessi responsabili del consorzio parlano di “precipitazioni eccezionali”. «Ad esempio a Rosara sono piovuti più di 200 millimetri in poche ore – ha commentato Francesco Veronese, direttore del consorzio di bonifica Bacchiglione-Brenta – l’ufficio idrografico del Magistrato alle acque ha registrato negli anni dal 1929 al 1980 al massimo 82 mm di pioggia in una giornata e al massimo 164 mm in cinque giorni». Più di venti centimetri d’acqua in poche ore hanno allagato la Saccisica come non succedeva da anni e da mercoledì tutti gli impianti di sollevamento sono in funzione a pieno regime così come le squadre di tecnici sono operative 24 ore al giorno per garantire le necessarie manovre nei canali consortili.«Siamo di fronte ad una quantità d’acqua impressionante – spiega il presidente del consorzio Eugenio Zaggia – decine di milioni di metri cubi caduti su tutto il territorio di competenza. È impossibile smaltire tutta insieme questa enorme massa d’acqua, ci vuole del tempo per farla defluire per mezzo dei canali e degli impianti di sollevamento». Danni alle colture: si parla già di una perdita di qualche milione di euro per l’agricoltura delle zone colpite. Pioggia e grandine hanno messo in ginocchio decine di ettari di barbabietole e mais, coltivati a Codevigo, Arzergrande, ma anche a Correzzola, Pontelongo e Piove di Sacco. Addio alla maggior parte della produzione di radicchio nella frazione di Conche: i campi allagati faranno marcire le piante e poco o nulla si salverà. In attesa di ricevere dai singoli imprenditori agricoli la stima esatta delle perdite, la Coldiretti ha già provveduto a segnalare la gravità della situazione alle istituzioni pubbliche. «La tropicalizzazione, cioè la caduta di grandi quantità d’acqua piovana in breve tempo, che sembra caratterizzare i cambiamenti climatici delle nostre latitudini, si è andata ad innestare – ricorda Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova – su una gestione del territorio alquanto irrazionale. Il problema reale è che si è cementificato, costruito tanto e a volte male, distruggendo paesaggi e soprattutto il tessuto rurale del nostro Paese».
di : Federica Berteggia
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007
Maltempo, danni per milioni – Ieri sera un ultimo “colpo di coda”, da oggi il miglioramento. Ma nel Piovese l’agricoltura è in ginocchio. Soprattutto per radicchio, barbabietole, mais. Salva la vendemmia, già quasi finita.
Danni per milioni di euro nel Piovese, in ginocchio soprattutto l’agricoltura orticola. I nubifragi di questi giorni hanno avuto pesanti conseguenze sulle produzioni agricole del Piovese. Colpite soprattutto le coltivazioni orticole, in particolare il radicchio, coltivato a Codevigo e Arzergande. Quest’area è una delle zone del Veneto a maggiore concentrazione di radicchio, prodotto per diversi mesi dell’anno. Ma sono tutte le coltivazioni orticole ad aver subito gravi perdite, oltre che a Codevigo e Arzergrande anche a Correzzola, Pontelongo e Piove di Sacco. Danni ingenti pure a decine di ettari di barbabietola e mais, in piena fase di raccolta in questi giorni. Più contenuta la ricaduta sui vigneti, visto che la vendemmia è ormai alle battute finali. Sono numerosi e gravi invece i danni alle strutture e alle aziende agricole a causa degli allagamenti che hanno interessato buona parte del territorio.
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IL MATTINO di Padova – Giovedì 27 settembre 2007
Duecentoventi millimetri di pioggia cadono dalle 7.30 alle 8.30. – La Regione Veneto dichiara lo stato di crisi. Gravi i danni all’agricoltura.Nubifragio all’alba, città in ginocchio. Treni in ritardo di ore, stazione nel caos. Nel Piovese allagate 200 case.
PADOVA. Duecentoventi millimetri di acqua caduti in poco pi€ di un’ora, circa un quarto delle precipitazioni annue, hanno messo in ginocchio ieri Padova e provincia, soprattutto la zona costiera del Piovese, da dove sono partite pi€ di 200 chiamate di aiuto ai vigili del fuoco. In città la stazione ferroviaria è andata in tilt di riflesso alla paralisi del nodo Mestre, in città si sono registrati black out elettrici a macchia di leopardo e il traffico è andato in sofferenza in molte zone per la pioggia torrenziale caduta proprio nell’ora di punta. Ma i disagi maggiori si sono registrati nei comuni di Codevigo e Arzergrande letteralmente finiti sott’acqua per la mancata attivazione delle pompe che aspirano l’acqua dai canali di bonifica e la gettano nel Brenta. Da una prima stima dei danni a farne le spese sarebbe stata soprattutto l’agricoltura, tanto che il «governatore» Giancarlo Galan ha dichiarato lo stato di crisi. Per oggi il centro meteo di Teolo prevede tempo instabile ma con una tendenza al miglioramento. Disagi in stazione. In città le forti piogge di ieri non hanno creato grossi problemi di allagamenti, ma sul fronte ferroviario è stata una delle giornate più nere dell’anno: la paralisi della stazione di Mestre ha di fatto bloccato anche quella di Padova: un treno diretto a Lecce è stato soppresso, un secondo convoglio in arrivo da Udine con destinazione Roma è stato deviato sulla linea per Castelfranco. A subire i maggiori disagi sono stati soprattutto i pendolari: i ritardi medi dei convogli hanno sfiorato le tre ore, con una punta massima di cinque. Se il trasporto su rotaia piange, quello su gomma non ha certo riso: il nubifragio si ‚ abbattuto su Padova dalle 7.30 alle 8.30, nell’ora di punta per il traffico entrante in citt. Inevitabili le congestioni al Bassanello, alla chiesa della Pace, lungo via Aspetti infarcita di mini cantieri e lungo le radiali d’accesso al centro città. Black out elettrico.Quattro ore senza corrente per due guasti alle linee che portano l’energia nel Piovese hanno contribuito a mettere in ginocchio i comuni di Arzergrande e Codevigo. Il responsabile della protezione civile della Provincia Renato Ceccato conferma: «Per quattro ore non c’era corrente nelle pompe del consorzio di bonifica che aspirano l’acqua dai canali di scolo per gettarla nei fiumi assicura. Questo ha fatto sì che l’acqua sia tracimata dai canali, allagando la zona». L’Enel conferma che un primo guasto si ‚ verificato nella linea di media tensione (20mila volt) che dà corrente a Codevigo, Piove di Sacco, Correzzola, Arzergrande e Pontelongo, mentre un secondo disservizio è stato rilevato ad una cassetta di smistamento della linea a bassa tensione (220 volt) che alimenta le pompe latenti. Secondo i tecnici dell’Enel si sarebbe trattato di infiltrazioni d’acqua che hanno compromesso gli impianti. Alle 13 la situazione è tornata alla normalità. Chiesto lo stato di crisi. Con un proprio decreto, il «governatore » veneto Giancarlo Galan ha dichiarato lo «Stato di Crisi» per eccezionali avversit atmosferiche a seguito delle piogge torrenziali che hanno colpito alcune parti della regione. Le province interessate sono Padova, Treviso e Venezia. Nel decreto si legge che «le strutture regionali competenti hanno accertato la gravità degli effetti degli eventi in questione e, in particolare, le situazioni di grave e diffuso disagio in cui versano le tre province». Piovese sott’acqua. Una ventina di vigili del fuoco di Piove di Sacco, coadiuvati dai colleghi di Padova hanno lavorato tutta la giornata fianco a fianco con le decine di volontari della protezione civile dei comuni colpiti dal maltempo. Complessivamente sono state una trentina le strade finite sott’acqua anche di un metro. Le famiglie con case o garage allagati sono oltre duecento nei comuni di Codevigo, Arzergrande e nelle frazioni di Conche, Rosara, Cambroso, Sampieri e Vallonga. Ingenti infine i danni all’agricoltura: compromessa parte dei raccolti della barbabietola da zucchero e del mais, oltre a quelli di pere e mele. Le previsioni per oggi. Il centro meteo di Teolo per oggi ha previsto un lieve miglioramento rispetto a ieri: il cielo rimarr in prevalenza molto nuvoloso, salvo delle schiarite soprattutto sulle zone centro-meridionali. Rimane alta la probabilit (80/100%) di precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno meno significativi sulle zone meridionali, mentre altrove saranno possibili quantitativi localmente abbondanti.
di : Francesco Patanè
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 27 SETTEMBRE 2007
COSTI E PRIVILEGI DELLA «CASTA»«Caro Peghin, critiche giuste ma pagate di più gli operai» – Padrin (FI) ribatte a Unindustria Non ci sono solo i docenti: con 1000 € al mese nel privato si finisce in miseria.
La «casta» si ribella e passa al contrattacco. Gli stipendi di parlamentari e consiglieri regionali vanno drasticamente ridotti, come chiede il presidente degli industriali? Tutti d’accordo. «Ma Francesco Peghin non può chiedere solo l’aumento degli stipendi degli insegnanti. In Italia c’è un’altra anomalia da colmare: le retribuzioni degli operai della industria sono nettamente inferiori alla media europea», replicano Gianni Gallo (Ds) e Leonardo Padrin (FI). Stanchi di essere messi sulla graticola, prima dal leader maximo Montezemolo e poi dai presidenti delle associazioni locali, i consiglieri regionali ribattono colpo su colpo. Leonardo Padrin (Forza Italia) va subito al sodo: «Se parliamo delle categorie più penalizzate da privilegi e disparità di reddito, più che nel settore pubblico guarderei proprio nell’industria: agli operai che non sanno più come restare a galla con certi stipendi non commisurati al costo della vita. Un metalmeccanico a 900-1000 euro al mese, magari precario, non deve avere meno diritti di qualsiasi altro lavoratore, come i suoi figli devono avere le stesse opportunità di studiare e far carriera degli altri figli di imprenditori. Fossi in Peghin mi preoccuperei prima di loro, ma non perché il richiamo a sostenere gli insegnanti non sia giusto e importante bensì perché un livello minimo di stipendio è fondamentale per non distruggere il tessuto sociale del Paese. E la ricetta per favorire una ripresa a tutti i livelli c’è: tagliare le tasse per alzare i salari agli operai». Gianni Gallo (Ds) aggiunge: «Condivido le riflessioni di fondo contenute nell’intervista pubblicata dal mattino, ma vorrei girare questa domanda a Peghin: è sicuro che i suoi operai siano contenti dello stipendio che ricevono? Nel settore privato, la proliferazione del precariato avviata da politiche caldeggiate proprio dagli industriali ha portato a un aumento o un abbassamento dei salari? Quella degli operai e degli addetti alla grande industria è forse la categoria più penalizzata. E se ragioniamo di «casta», comprendendo più livelli invece di fermarci ai politici, perché non consideriamo che gli imprenditori raggiungono redditi miliardari facendo leva sul lavoro precario per aumentare i margini di profitto? Per non parlare dei manager delle aziende pubbliche quotate in Borsa, le cui retribuzioni sono 1-2000 volte superiori a quelle di un operaio dell’Enel o dell’Enel. Sono d’accordo con lui sulla necessità di investire sugli insegnanti riducendo gli sprechi di politica ed enti pubblici, ma i privilegi da «casta» non mancano certo nel settore privato». Franco Frigo (Margherita) è più cauto: «La questione di fondo posta da Peghin è vera: il contenimento degli sprechi è un passo fondamentale per recuperare risorse. Ma alcune considerazioni sono esagerate e certi paragoni poco plausibili: piuttosto che confrontare insegnanti e consiglieri regionali, dovrebbe dire che gli insegnanti sono sottopagati, e come loro tantissimi lavoratori dipendenti a ogni livello, anche nell’industria. Mi sento a mio agio nella battaglia contro sprechi e privilegi: in consiglio regionale ho lottato perché non passasse l’aumento del 20% sulle pensioni dei consiglieri, come per i due abbassamenti di stipendio votati negli ultimi due anni. Ma è sufficiente». Piergiorgio Cortelazzo (An). «Non mi sembra che gli industriali sia dediti alla causa della beneficenza: invece che agli insegnanti, questi soldi li potremmo dare agli operai che Peghin conosce bene, o agli orfani: a chi insomma ha oggettive difficoltà economiche e non solo a causa dei politici, come sento dichiarare in un crescendo di populismo, per non dire di «grillismo». Ma d’altronde, quello di dire la propria sulla politica e sulla «casta» sembra stia diventando lo sport nazionale: Peghin, che giustamente tutela gli interessi dei suoi associati, non è il primo. Sono d’accordo sulla riduzione di costi e privilegi, basta che non si arrivi a dire che i politici devono pagare per svolgere il loro compito».
di : (si.va.)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 27 SETTEMBRE 2007
Colpita l’area di Piove di Sacco, due metri d’acqua in garage
Il maltempo che ha rovinosamente colpito Mestre e il Veneziano non ha risparmiato il territorio della provincia di Padova, dove i di sagi maggiori si sono registrati nella Saccisica.Codevigo ed Arzergrande i Comuni più colpiti, con intere vie rese impraticabili dagli allagamenti e famiglie costrette a chiamare i vigili del fuoco per svuotare gli scantinati allagati.In due famiglie di via Garubbio, a Codevigo, l’acqua nei garage sotterranei è arrivata a 1 metro e 80 centimetri di altezza. Le precipitazioni copiose e i conseguenti allagamenti delle strade hanno paralizzato il traffico della zona industriale che, nell’ora di punta delle otto del mattino, è rimasta congestionata da un lungo serpentone d’auto, fermo sotto la pioggia scrosciante.Una famiglia residente nella frazione di Conche, invece, è stata costretta a chiedere aiuto alla squadra locale di Protezione civile per spostare mobili ed elettrodomestici al piano superiore prima che l’acqua filtrasse dallo scantinato alla cucina e alle camere da letto, rovinando tutto l’arredamento. Disagi anche in località Cambroso, dove i campi che si affacciano lungo la statale Piove se si sono trasformati in un unico grande lago, riversando poi l’acqua sulla via centrale che conduce alla chiesa.Isolata dall’acqua la frazione di Vallonga, Comune di Arzergrande, dove la pioggia caduta ininterrottamente per circa dodi ci ore ha reso inaccessibili le vie di accesso al paese e dove anche il sagrato della chiesa è di ventato un lago. I volontari della Protezione civile comunale non hanno potuto far altro che monitorare la situazione fino a che l’acqua, un po’ alla volta, ha iniziato a riassorbirsi. Azionare le pompe idrauliche sarebbe stato impossibile perché i canali non sarebbero stati in grado di ricevere l’acqua prosciugata dalle strade.Nel Comune di Correzzola e in quello di Sant’Angelo solo pochi casi isolati di famiglie che hanno richiesto aiuto a causa di scantinati e garage allagati, di sagi risolti tutti in breve tempo.”Una situazione abbastanza grave per alcuni Comuni del Piove se – ha spiegato l’assessore provinciale alla Protezione civile, Mauro Fecchio – a cui, comunque, sono riusciti a far fronte i gruppi locali della Protezione civile affiancati dalla squadra del di stretto di Piove di Sacco . I volontari degli altri di stretti della Provincia di Padova sono stati mandati in rinforzo alle squadre che operavano a Mestre e nel Veneziano, dove c’era maggiore bisogno”.
di :Federica Berteggia
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 27 SETTEMBRE 2007
SACCISICA Arzegrande, Codevigo e Correzzola colpiti dal maltempo. Ha piovuto ininterrottamente per 12 ore. Dichiarato lo stato di crisi -Paesi e frazioni sotto trenta centimetri d’acqua – Nei garage di via Garubbio ne è entrata un metro e ottanta. Sagrato di Vallonga sommerso. Disagi per una cinquantina di famiglie
Saccisica – Il maltempo che si è abbattuto sul Veneziano, provocando la firma di un decreto per lo “Stato di crisi” per la calamità naturale da parte del governatore Giancarlo Galan, non ha risparmiato il Piove se dove è piovuto, ininterrottamente, da martedì notte a mercoledì dopo pranzo (circa 12 ore), con qualche isolato rovescio anche nel pomeriggio. Precipitazioni violente e continuative che hanno provocato danni in particolare ai frutteti e alle coltivazioni delle barbabietole da zucchero e del mais, in piena fase di raccolta. Di sagi anche per una cinquantina di famiglie del Piove se, che si sono trovate scantinati e garage invasi dall’acqua.
CODEVIGO -Le situazioni più gravi si sono verificate nelle frazioni, ma anche nel capoluogo l’allarme della Protezione civile è scattato già alle prime ore di ieri mattina. In via Garubbio due famiglie si sono trovate le auto in garage sommerse da un metro e 80 centimetri d’acqua. Traffico della zona industriale paralizzato nelle ore di punta a causa delle vie allagate che hanno costretto i lavoratori a rimanere in colonna sotto la pioggia scrosciante per un paio d’ore.
CAMBROSO -Alle 19 di ieri il gruppo locale di Protezione civile era ancora impegnato a liberare i garage sotterranei di due condomini di via Morandi na invasi dall’acqua fin dalle prime ore di ieri mattina. Campi trasformati in un unico grande lago e vie rimaste inaccessibili per buona parte della mattinata.
CONCHE -È stata una famiglia di via Corte Fogolana a registrare la situazione più grave. L’acqua è filtrata dallo scantinato alla cucina e quindi nelle camere da letto, costringendo i residenti a spostare in fretta e furia mobili ed elettrodomestici per evitare che si rovinassero irrimedi abilmente.
ROSARA -Trenta centimetri d’acqua davanti alle scuole elementari hanno ritardato di qualche minuto l’inizio delle lezioni. Le vie basse che tagliano la campagna sono rimaste inaccessibili per quasi tutto il pomeriggio ma, fortunatamente, non si è registrato nessun caso grave.
ARZERGRANDE -È il secondo comune dopo Codevigo che ha registrato il maggior numero di di sagi, per i quali si è reso necessario l’intervento immedi ato della squadra di Protezione civile.
VALLONGA -Scenario apocalittico in questa frazione, dove gli scarichi delle acque bianche non sono riusciti a far fronte alle precipitazioni copiose riversando più di venti centimetri di pioggia sulle strade, in particolare su via Bassa, via Montagnon e via Caresin. Anche il sagrato della chiesa, lievemente rialzato e circondato da un muretto, si è completamente riempito d’acqua perdendo in poco i tempo i connotati di piazza per somigliare di più ad una grande piscina.
CORREZZOLA -Giove Pluvio ha risparmiato più delle altre volte questo Comune, dove solo una famiglia di Conca d’Albero, residente in via San Girolamo, ha chiesto l’aiuto della Protezione civile per uno scantinato allagato.
«A supporto dei gruppi di Protezione civile locali, per risolvere le situazioni più gravi nei vari paesi della Saccisica, è intervenuta la squadra del di stretto di Piove di Sacco – ha spiegato l’assessore provinciale Mauro Fecchio – Altri rinforzi dalla Provincia di Padova sono stati mandati a Mestre, dove il maltempo ha provocato maggiori di sagi».
di Federica Berteggia
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 26 SETTEMBRE 2007
RIPARTONO LE SCUOLE Boom di classi grazie agli stranieri – Correzzola e Pontelongo in crescita, calo d’iscritti solo a Codevigo
La campanella che segna l’inizio dell’anno scolastico è suonata in tutte le scuole della Saccisica. A Correzzola quest’anno boom di iscrizioni alla materna con ben 77 iscritti, in attesa del nuovo asilo a Concadalbero. Gli iscritti alle elementari sono invece 149, distribuiti nei plessi di Correzzola (84), Concadalbero (39), Civè (64) e Villa del Bosco (67) dove si applica l’orario distribuito su 5 giorni e dove si conta il maggior numero di extracomunitari. La media «Manzoni» accoglie 133 studenti, suddivisi in 6 classi e 2 sezioni. Da registrare l’arrivo del nuovo preside Mario Fiorin: succede alla «storica» Felicetta Talpo. A Pontelongo, l’importante presenza di cittadini stranieri si riflette anche tra i banchi di scuola. Alla elementare «Montesorri» si contano oramai una trentina di bimbi extracomunitari, per la maggior parte marocchini, su un totale di 105. L’edificio, tra l’altro, è stato migliorato esteticamente con un muretto esterno che raccogli in rilievo disegni fatti dai bambini. Aggiunti anche i servizi per gli insegnanti e per i disabili. In aumento anche gli iscritti alla materna parificata «Galvan», che hanno toccato quota 73. Stazionario, invece, il numero degli alunni della elementare di proprietà della parrocchia (62), alla quale sono state portate delle migliorie sotto il punto di vista della sicurezza. Aria di soddisfazione invece alla scuola media «Pascoli» dove, per il secondo anno consecutivo, è stato possibile istituire una seconda sezione per la classe prima (91 gli alunni in totale). La scuola, che rientra nel circolo didattico di Piove di Sacco e ne condivide programmi ed insegnanti, dopo alcuni anni di declino, sta cercando di recuperare il prestigio che l’aveva distinta in passato dal punto di vista dell’offerta formativa. Quest’anno poi è previsto un’interessante collaborazione con i servizi sociali per un progetto sperimentale di interazione. Unico neo la palestra, che sarà pronta per il prossimo anno; gli alunni dovranno ancora per un pò trasferirsi nel palazzetto dello sport. Passando al circolo didattico di Codevigo, che comprende anche le scuole di Arzergrande, hanno tirato un sospiro di sollievo i genitori delle frazioni più piccole che anche per quest’anno avranno garantita aperta la scuola sotto casa. E’ il caso, in particolare, delle scuole elementari di Cambroso (43 iscritti), Conche (45 iscritti) e Rosara (29 iscitti) dove i «primini» sono solo tre. Nel capoluogo Codevigo si contano invece ben 118 alunni mentre ad Arzergrande e nella frazione di Vallonga sono rispettivamente 128 e 79. In tutte le realtà le classi sono oramai multietniche anche se le nazionalità predominanti sono quella marocchina, cinese e rumena. Per finire le scuole medie: a Codevigo numeri in diminuzione, visto che da 158 alunni dell’anno scorso si è passati agli attuali 143. Ad Arzergrande, invece, il numero è rimasto pressoché lo stesso, raggiungendo quota 113 iscritti suddivisi in sei classi e due sezioni.
di : (Alessandro Cesarato
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 26 SETTEMBRE 2007
Oggi in Duomo l’addio a Favarato
Si svolgono oggi, alle 15, nel Duomo di Piove di Sacco i funerali di Pino Favarato. Il 56enne piovese ma originario di Pontelongo , stroncato una settimana fa da un infarto mentre era a Sharm El Sheikh con la moglie Giuseppina a festeggiare i 30 anni di matrimonio. E’ stato il figlio Dario a seguire in Egitto il rimpatrio della salma. Dopo la funzione religiosa il feretro sarà tumulato nella tomba di famiglia nel cimitero di Pontelongo .
di : (g.p.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 26 SETTEMBRE 2007
Sanità, nuovo confronto – Un secondo dibattito sul futuro della struttura ospedaliera è in programma per il 1. ottobre
Chioggia – Una seconda seduta aperta della quinta commissione consiliare dedi cata a “sanità oggi e domani a Chioggia”. Il presidente Massimo Mancini ha fissato l’appuntamento per lunedì prossimo, 1 ottobre, alle ore 16. Come già nel precedente appuntamento sono invitati i primari degli ospedali di Chioggia e Piove di Sacco , le associazioni che operano nel sociale e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sul tema si registra nel frattempo la presa di posizione di Rc che prevede di “mobilitare i cittadi ni, le forze politiche e sociali, gli operatori e lavoratori per la di fesa della sanità pubblica di Chioggia, per la riqualificazione dell’ospedale, per investimenti adeguati si tecnici che di personale del settore”. Un progetto che prevede come tappe intermedi e il blocco di qualsiasi operazione di riassetto territoriale sia in attesa della definizione del nuovo piano regionale socio-sanitario sia per consentire alle commissioni consiliari regionali di confrontarsi con le realtà locali. Il gap della sanità clodi ense ammesso da tutti e soprattutto dagli amministratori regionali deve provocare, secondo Rc, sostanziosi finanziamenti da parte della Regione. Chioggia, rileva Rc, ha bisogno di fatti: le promesse hanno fatto il loro tempo. Serve che cardi ologia inizi a funzionare entro ottobre, serve riqualificare l’ospedale e per farlo la Regione deve erogare “i finanziamenti necessari promessi a ridosso dell’ultima campagna elettorale. Vanno, infine, evitati gli sprechi”. In considerazione dell’interesse generale che la sanità riveste Rc chiede che l’Amministrazione comunale “convochi un consiglio aperto per informare doverosamente tutta la città”.
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IL MATTINO di Padova – Martedì, 25 settembre 2007
Il coordinatore Franco Frigo «La politica pensi al futuro» – Enrico Letta sceglie i giovani e i manager. L’assessore Claudio Piron e il sindaco di Pontelongo Federico Ossari guidano la pattuglia degli amministratori.
Franco Frigo, consigliere regionale e neo-responsabile provinciale de «I Democratici per Enrico Letta» ha tirato un sospiro di sollievo. Alle 17 di ieri, il presidente del collegio elettorale Sebastiano Rizzo, assistito tra gli altri da Elisabetta Leban, ha convalidato e messo il timbro sulle liste presentate dai supporter di Letta per le primarie del 14 ottobre. Superati i problemi burocratici, il vicepresidente del consiglio anche in Veneto potrà sfidare Walter Veltroni e Rosy Bindi. Le caratteristiche che connotano i candidati richiamano soprattutto i tratti innovativi rappresentati da Enrico Letta. «Abbiamo scelto per lo più giovani che hanno maturato la propria sensibilità politica attraverso esperienze sociali, di amministrazione pubblica e di attività economica, dimostrando la consapevolezza di partecipare ad un evento significativo nel rinnovamento della politica non solo a livello nazionale, ma anche locale», spiega Franco Frigo. «Non solo i candidati, ma anche tutti coloro che hanno firmato il sostegno alle liste de I Democratici per Enrico Letta condividono le indicazioni e le linee che il candidato alla segreteria nazionale ha espresso molto bene nel libro «In questo momento sta nascendo un bambino». «Partendo dalle tre parole chiave: libertà, mobilità, natalità, Letta fa una analisi di quale futuro si prospetta ad un bambino che nasce oggi. Solo pensando al futuro è possibile cogliere il senso delle trasformazioni del presente: per questo serve un’analisi coraggiosa dei limiti della politica attuale e una visione dell’Italia come potrebbe, e dovrebbe essere», afferma Franco Frigo. «Invece di accontentarsi di navigare a vista tra gli egoismi personali e il bisogno di mantenere il potere conquistato, la politica per appassionare i cittadini deve essere rivolta alla costruzione del futuro». Ecco chi sono i capilista: la loro età oscilla tra i 47 e i 26 anni (nati tra il 1950 e il1981), e la loro attività professionale e l’impegno nel sociale caratterizzano ancor meglio la varietà della rappresentanza della società civile. I capilista all’Assemblea regionale sono Matteo Vernizzi, avvocato; Angela Lupu, moldava e responsabile comunità straniere; Daniela Roncolato impiegata azienda privata; Federico Ossari, dirigente bancario e sindaco di Pontelongo; Stefano Zanetti, ingegnere libero professionista; Serenella Vallotto, insegnante; Antonino Stivanello, imprenditore del ramo assicurazioni. I capilista all’Assemblea nazionale: Cladudio Piron, assessore comunale alla Pubblica istruzione; Marco Piroi, imprenditore; Maria Vittoria Liviero, insegnante e assessore comunale Solesino; Roberta Dondolato, dipendente pubblico, già componente della Commissione nazionale pari opportunità; Mirco Cecchinato, operatore economico; Lisa Barbieri, imprenditrice turistica; Catia Zorzi, sindaco San Giorgio delle Pertiche.
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IL MATTINO di Padova – Lunedì, 24 settembre 2007
PONTECORR – DUE STELLE: 0 – 1
PONTECORR: Cassetta, Rossetto (35’ s.t. Grossi), Zampieri M., Battisti, Garbin M., Marcolongo, Bottin, Baraldo (1’ s.t. Zampieri), Dal Gesso (1’ s.t. Marcato), Garbin S., Bissacco. All. Bagatin. DUE STELLE: Dainese, Mengardo, Achir (45’ p.t. Rubigliani), Varotto, Sartorato, Rosso, Spinello, Coccato, Fabbian (28’ s.t. Zonzin), Tamiazzo, Ciprian (25’ s.t. Dal Santo). All. Xodo. ARBITRO: Cagnin di Padova. RETE: 40’ p.t. Spinello. PONTELONGO. Il Pontecorr subisce il gol nel finale del primo tempo. E non riesce più a recuperare.
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La DIFESA del POPOLO – Domenica, 23 Settembre 2007
Niente rimborso – E’ la scelta di sindaco e assessori
Ma quanto costa la politica? Quanti soldi spendono i politici? Queste le domande che costantemente si pongono i cittadini, che vedono gravare sulle loro spalle le ingenti somme dell’apparato pubblico. Quando poi escono libri come La casta, o persone come Beppe Grillo denunciano gli sprechi e i privilegi spesso ingiustificati di coloro che fanno la politica, ecco che il malumore si diffonde rapidamente, e con esso, cosa ancor più grave, trova spazio anche una profonda sfiducia verso coloro che governano con il rischio di generalizzare senza porre le dovute distinzioni ed equiparando la politica nazionale a quella locale dei nostri comuni. “l costi della politica sono direttamente proporzionali alla grandezza della realtà alla quale si riferiscono Non sono riconducibili all’indennità di ogni singolo politico, perché in realtà il costo che incide in modo importante è di tutto ciò che ci ruota attorno e che serve per il funzionamento della macchina amministrativa”. Questo è, secondo Federico Ossari, sindaco di Pontelongo, a capo di una giunta di centro-sinistra dal 2004, il punto centrale da tenere in considerazione. Pontelongo è un comune che conta più di quattromila abitanti, con un’estensione di 10,5 chilometri quadrati. Un territorio spaccato in due dal fiume Bacchiglione, che trova il suo punto d’unione nella presenza di quattro ponti, famoso per lo storico, ormai centenario zuccherificio, unico ancora attivo in tutto il Nordest, uno dei sei a livello nazionale, vanta una forte componente di immigrati (per la maggior parte nuclei familiari) che supera il 13 per cento della popolazione. “In realtà piccole come il nostro comume continua Ossari – le spese della politica sono minime perché non c’è un particolare proliferare di enti verso i quali destinare risorse economiche”. Molto basso è il costo dell’indennità del sindaco e dei suoi assessori, che per scelta personale, all’inizio del mandato, hanno deciso all’unanimità di rinunciare al rimborso delle spese per la loro attività pubblica. Ossari precisa inoltre che le disponibiltà economiche di un piccolo comune sono in partenza molto limitate e quindi ogni loro impiego è valutato attentamente, a differenza invece di realtà provinciali o regionali che dispongono di finanziamenti più corposi tali da lasciare maggior mobilità economica. Dovendo far fronte alla forte componente di immigrati che richiede un impegno economico costante e notevole per motivi domiciliari o scolastici, data la piccola disponibilità economica, la giunta interviene con tagli, apparentemente irrisori, per ridurre al minimo le spese pubbliche, quali per esempio la pubblicazione bimensile di un notiziario comunale stampato in forma economica sfruttando a pieno il sostegno degli sponsor, oppure la riduzione dell’illuminazione pubblica che dopo mezzanotte vede il numero dei lampioni funzionanti dimezzato. Altra forma di risparmio è l’utilizzo del riscaldamento, nel periodo invernale, delle stanze al piano superiore della sede municipale solo per due giorni alla settimana. Un aspetto importante del quale il sindaco Ossari sottolinea e riconosce l’importanza, l’impegno e l’utilità ai fini di mantenere il più possibile inalterata la consistenza delle casse comunali è la grande presenza delle realtà associative, in primis per importanza la pro loco, che grazie al lavoro dei volontari coprono l’organizzazione di eventi e attività di diversa natura spaziando dall’ambito parrocchiale a quello culturale, a quello sportivo. Canale comunicativo principale che il primo cittadino ha con gli abitanti è il notiziario bimensile, nel quale però confessa il disagio, a volte, di rendere pubblico l’impegno ai fini del risparmio per paura che la cittadinanza scambi la volontà di informazione per tentativo di autocelebrazione. La volontà di fare politica a livello locale – spiega – nasce dalla passione e dal desiderio di far funzionare meglio le cose e per questo mi rammarico quando i cittadini, giustamente stanchi, a torto puntano il dito anche contro chi non lo merita”. Per risparmiare stabilmente sui costi della politica è necessario darsi un obiettivo: “Recuperare la fiducia dei cittadini – sottolinea Ossali – e per fare ciò è fondamentale porre maggiore attenzione alle spese e tagliare in modo netto quelle che producono uscite, ma non garantiscono entrate. La politica nazionale dovrebbe ripristinare il contatto con i cittadini, che da anni ha perso, attraverso un maggior dialogo e disponibilità nei confronti delle realtà locali. Abbattere la forma clientelare che in Italia è molto diffusa e porta all’impiego di risorse economiche spesso per fini personali e non di utilità pubblica è un altro punto da perseguire. A livello provinciale e regionale è fondanlentale una riorganizzazione delle funzioni partendo dal ruolo principale delle singole istituzioni. Alle province spettano funzioni di gestione che devono essere basate su una collaborazione più stretta con i singoli comuni e per questo a loro spettal la gestione delle scuole superiori, della viabilità e della protezione civile. Alle regioni invece spettano ruoli di legislazione e programmazione”.
Di : Elisa Santinato
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 23 SETTEMBRE 2007
Percorso pedonale sull’argine
Pontelongo – Un percorso naturalistico che si snoda lungo il corso dello scolo “Paltana”, per valorizzare gli scorci che offre il paesaggio di campagna, attraversato da stradine bianche e fossati. Nascerà tra pochi mesi a Pontelongo , grazie alla buona collaborazione tra l’amministrazione comunale e il Gal “Terre basse già antico dogado”, che hanno stanziato i fondi (190 mila euro in tutto) per la realizzazione del progetto. «Il percorso pedonale inizia con la costruzione di due passerelle in legno sugli scoli “Parallelo” e “Paltana” – spiega l’assessore Giorgio Pizzeghello – in modo da mettere in comunicazione via Aldo Moro con l’argine destro di quest’ultimo corso d’acqua. Lungo l’argine sarà ripristinato il fondo stradale con del ghiaino fino all’innesto di via Villa del Bosco con la provinciale di via Candiana». Una manciata di chilometri immersi nella natura, da percorrere sia a piedi che in bicicletta, saranno la nuova “passeggiata” del paese. «Il percorso avrà sicuramente una valenza ricreativa per i giovani che vogliono fare footing – continua Pizzeghello – ma sarà anche da stimolo per gli anziani che vorranno fare due passi, non a caso il tragitto inizia proprio di fronte alla Casa di riposo». I lavori sono già stati consegnati all’impresa assegnataria della gara, che ne prevede la realizzazione entro l’inverno.
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 23 SETTEMBRE 2007
I CANDIDATI ALLE PRIMARIE DEL PD – Silurato Giannella, la base Ds di Piove insorge – Rottura coi vertici provinciali e regionali del partito che impongono Meggiolaro – CANDIAN. «Non si può tagliare fuori il centro maggiore del collegio»
PIOVE DI SACCO. Rottura dei Democratici di Sinistra della sezione piovese con i vertici provinciali e regionali del partito: l’unico candidato che doveva essere inserito, in vista delle primarie per il Partito Democratico, nella lista di Valter Veltroni, il consigliere comunale Davide Giannella, è stato silurato in favore del collega di partito Simone Meggiolaro, di Legnaro. «E’ una decisione inaccettabile e scandalosa – tuona il segretario Ds di Piove Andrea Candian – non tanto perché vogliamo mettere in discussione Meggiolaro, ma perché è stato escluso l’unico rappresentante della città più grande del collegio, dove la sezione dei Ds conta il maggior numero di iscritti. Fino alla settimana scorsa nessuno del direttivo ci aveva coinvolto nella formazione delle liste, come se non fosse importante inserire persone legate al territorio. Ci siamo fatti vivi noi, proponendo Giannella. La sua candidatura è stata accettata ed è stato quindi inserito nella lista nazionale. Ma l’altra sera è arrivata la doccia fredda: al posto di Giannella è stato messo Meggiolaro. Senza una spiegazione». «E’ un vero e proprio siluramento – aggiunge verde di rabbia il diretto interessato – che dimostra come sin dal suo esordio il Partito Democratico non si fondi per niente sulla democrazia ma ancora una volta sulle decisioni prese dall’alto e imposte al territorio». La frattura fra i Ds piovesi e i dirigenti del partito è certa: «Il segretario provinciale Fabio Rocco, la responsabile di zona Chiara Pittelli, nonchè il segretario regionale Alessandro Naccarato, che della vicenda s’è semplicemente lavato le mani – sottolinea Giannella – dovranno assumersi la responsabilità di questa scelta. Negli ultimi anni abbiamo fatto crescere i Ds a Piove, aumentando gli iscritti, avvicinando decine di giovani al partito, e alle ultime amministrative abbiamo quasi raddoppiato i voti. E grazie a questi signori, lungimiranti e traboccanti innovazione, siamo stati completamente esclusi dalle liste del Pd. Come possiamo incidere sulle dinamiche del nostro territorio se non siamo nella squadra? – si chiede a questo punto Giannella – E come possiamo affrontare questioni importanti e cruciali come, per esempio, quella legata al futuro del nostro ospedale?». Se il buongiorno si vede dal mattino, viene da pensare, si prospettano giornate piuttosto grigie per il nascente Partito Democratico. Almeno nel territorio del Piovese.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 23 SETTEMBRE 2007
LE TERRE BASSE
PONTELONGO – L’unione dei comuni di Codevigo e Pontelongo ha organizzato per venerdì 28 settembre alle 20.30 alla barchessa Contarini Ferrara la serata di chiusura del progetto europeo: spettacolo di cabaret dell’Anonima Magnagati e a seguire buffet con prodotti tipici locali. Per partecipare (10 euro) bisogna prenotare allo 049.5817585-9776266.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – Domenica, 23 settembre 2007
Assemblea missionaria con l’inaugurazione della sede del Centro
Da pochi giorni il Centro missionario diocesano si è trasferito dai vecchi locali di via Vandelli accanto al Duomo, che necessitano di ristrutturazione, in due appartamenti affittati dalla Diocesi all’interno del Centro Cardinal Callegari di via Curtatone e Montanara 2, a lato della chiesa di San Giuseppe. I nuovi locali, sede provvisoria del Centro missionario, vengono inaugurati oggi pomeriggio alle 17.30 con la presenza del vescovo Antonio Mattiazzo: un «battesimo» che coincide con l’occasione dell’assemblea missionaria la quale apre il suo nuovo anno di attività. L’appuntamento nella giornata festiva di oggi con l’assemblea missionaria diocesana, quest’anno è particolarmente carico di motivi per fare festa: la gratitudine per 50 anni di impegno diocesano nella missione (fidei donum); e per l’appunto l’inaugurazione dei nuovi locali del Centro missionario diocesano a San Giuseppe. L’incontro è l’occasione per il saluto di chi parte e di chi arriva per servire la stessa causa missionaria, con il proposito e la disponibilità di molti all’impegno nell’evangelizzazione e nella solidarietà. Una giornata di festa e insieme di riflessione sul significato oggi delle missioni, nell’imminenza dell’Ottobre missionario. L’assemblea prenderà il via nel pomeriggio alle ore 15 nella chiesa di San Giuseppe (piazzale adiacente a via Negrelli) con i saluti e l’introduzione ai lavori del pomeriggio. Quindi, alle ore 15.25 interverrà monsignor Renzo Zecchin sul tema «Novità e profezie dei fidei donum per la diocesi di Padova». Alle ore 16, don Raffaele Coccato, missionario in Kenya, porterà la sua esperienza parlando su «vivere da fidei donum in missione, come scambio tra le chiese». Dopo un momento di confronto, di dibattito e di presentazione della varie attività, ci sarà la preghiera d’invio missionario. L’assemblea sarà anche l’occasione per salutare don Attilio De Battisti, direttore missionario del Centro missionario dal 2003 al 2007 e ora in partenza, come fidei donum, per le missioni interdiocesane in Thailandia, e per dare il benvenuto al nuovo direttore, don Valentino Sguotti, che si insedia ufficialmente con questa occasione. Don Valentino, originario di Pontelongo, dopo aver vissuto un’esperienza di alcuni anni come fidei donum a Quito, in Ecuador, nel 1994 è stato nominato parroco di Borgoricco San Leonardo e dal 1999 è stato anche vicario foraneo del vicariato di Villanova di Camposampiero. Con l’avvio dell’anno pastorale 2007-08 don Sguotti è il nuovo direttore del Centro missionario diocesano. Quindi alle ore 17.30 l’assemblea si trasferirà nella nuova sede del Centro missionario, a lato della chiesa, in via Curtatone e Montanara 2, per la benedizione e l’inaugurazione dei locali ora occupati, con la presenza del vicario generale della Diocesi monsignor Paolo Doni.
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 23 SETTEMBRE 2007
Rientrata ieri dall’Egitto la moglie Attesa martedì la salma di Favarato – Vittima di un infarto sul Mar Rosso
PIOVE DI SACCO. Ieri sera è arrivata all’aeroporto di Bologna la moglie di Pino Favarato, il cinquantaseienne stroncato da un infarto mentre era in vacanza sul Mar Rosso. Ad attendere la donna c’era il figlio Dario: fra i due un lungo abbraccio carico di dolore e lacrime. Slitta, invece, la data del rientro della salma di Favarato: le pratiche che si stanno espletando in Egitto richiederanno almeno altri due giorni prima che possa arrivare il via libera per il rimpatrio. «Queste sono gli ultimi aggiornamenti – conferma Gianni Favarato, fratello della vittima – Purtroppo la burocrazia va per le lunghe e dobbiamo portare ancora pazienza. Ci sono tante persone che ci sono vicine in questi giorni. Sia alla casa materna a Pontelongo che a quella dove abitava Pino, a Piove di Sacco, è un viavai di amici e colleghi. Del resto era uno che sapeva conquistare le simpatie di tutti. Questa attesa, purtroppo, rende per noi la situazione ancora più lacerante. Aspettiamo la telefonata dal consolato per conoscere il giorno in cui nostro fratello potrà far ritorno, così da organizzare il funerale per salutarlo». Pino Favarato è morto mercoledì pomeriggio, stroncato da un infarto mentre si trovava sulla spiaggia di Marsa Alam sul Mar Rosso con la moglie.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – Sabato, 22 settembre 2007
TRAGEDIA SUL MAR ROSSO – Domani o lunedì il rientro del corpo di Favarato – L’autopsia conferma il malore cardiaco in spiaggia. Oggi arriva la moglie
PIOVE DI SACCO. E’ atteso per domani, o al più tardi lunedì, l’arrivo della salma di Pino Favarato, il cinquantaseienne stroncato da un infarto mentre si trovava in vacanza con la moglie Pina a Marsa Alam, sul mar Rosso. Il feretro arriverà all’aeroporto di Verona. A Bologna, invece, oggi pomeriggio è previsto l’arrivo della moglie che alcuni cugini sono andati a prendere in Egitto. L’hanno raggiunta nella località di villeggiatura appena appresa la tragica notizia. Da quando si è saputo della disgrazia in città e a Pontelongo, paese natio di Favarato, l’abitazione di via Donizzetti, dove è rimasto il figlio venticinquenne Dario, è meta di un continuo viavai di parenti e amici, che portano il loro cordoglio al ragazzo. La tragedia è avvenuta mercoledì pomeriggio in una delle più rinomate spiagge del mar Rosso. Pino e la moglie erano arrivati nella località turistica domenica scorsa e questo viaggio doveva essere il regalo per il trentesimo anniversario del loro matrimonio. L’altro giorno la coppia era sul tratto di spiaggia di fronte il loro albergo, il Calimera Habiba Beach Resort, per trascorrere un tranquillo pomeriggio al sole. Pino ad un certo punto ha deciso di andare a fare il bagno. Mentre camminava sulla sabbia per raggiungere l’invitante acqua cristallina del mare si è sentito male. La moglie lo ha visto accasciarsi a terra, cadere esanime sulla battigia. L’infarto lo ha stroncato sul colpo e tutti i tentativi fatti per rianimarlo sono stati inutili. Sul corpo è stata già eseguita l’autopsia, che ha confermato la causa della morte. La moglie è stata subito contattata dal personale del consolato italiano in Egitto che le ha prestato tutte le attenzioni del caso, avviando quindi le pratiche per il rimpatrio della salma. «Secondo le ultime indicazioni che abbiamo avuto – fa sapere un fratello di Pino, Giancarlo – mia cognata torna in giornata, mentre la salma arriverà domenica o forse lunedì. Solo allora verrà decisa la data del funerale. Intanto cerchiamo di consolarci a vicenda e di stare vicini a nostro nipote». Pino Favarato lavorava da poco più di un anno al self service La Ronde di Padova, dove era responsabile della mensa. Era un cuoco apprezzato e da tutti considerato una persona cordiale e sempre disponibile. Oltre alla moglie e al figlio, lascia la mamma, la sorella Carla, e i fratelli Giancarlo e Gianni.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 22 SETTEMBRE 2007
Apga, venti giorni per riparare una tubatura
ARZERGRANDE. Quasi venti giorni per sistemare una rottura ad una condotta della rete idrica. E’ accaduto in pieno centro nella frazione di Vallonga, proprio all’ingresso di via Montagnon. Che la rete gestita da Apga assomigli ad un colabrodo oramai se ne sono accorti in molti, viste le frequenti rotture. Ma quel che più irrita i cittadini sono soprattutto i lunghi tempi di attesa prima di vedere risolto il problema. Proprio come nel caso di via Montagnon dove, nonostante le segnalazioni all’Apga, soltanto ieri pomeriggio qualcuno si presentato per riparare la perdita. Una grande pozzanghera che allagava la strada, particolarmente evidente nelle prime ore del giorno asciugasse parte della superficie, nascondendo però solo in parte il problema. «E’ vergognoso – sottolinea il sindaco Cesarina Foresti – l’atteggiamento di Apga. E’ vero che alla fine dell’anno scade il periodo di salvaguardia dell’azienda che cambierà proprietà, tuttavia sino a quella data l’azienda ha l’obbligo contrattuale della manutenzione della rete. Funzione per la quale, tra l’altro, è già stata retribuita».
di : (Alessandro Cesarato)
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Ufficio Stampa Diocesi di Padova – SABATO, 22 SETTEMBRE 2007
Taglio del nastro per la nuova sede del Centro missionario diocesano
Domenica 23 settembre appuntamento con l’assemblea missionaria diocesana che quest’anno è carica di motivi per fare festa: la gratitudine per 50 anni di impegno diocesano nella missione (Fidei donum); l’inaugurazione dei nuovi locali del Centro missionario diocesano; il saluto di chi parte e di chi arriva per servire la stessa causa missionaria, il proposito e la disponibilità di molti all’impegno nell’evangelizzazione e nella solidarietà; l’Ottobre missionario. L’assemblea prenderà il via alle ore 15 nella chiesa di San Giuseppe a Padova (via Negrelli) con i saluti e l’introduzione al pomeriggio. Quindi, alle ore 15.25 interverrà mons. Renzo Zecchin sul tema Novità e profezie dei fidei donum per la diocesi di Padova. Alle ore 16, don Raffaele Coccato, missionario in Kenya porterà la sua esperienza Vivere da fidei donum in missione, come scambio tra le chiese. Dopo un momento di scambio, di dibattito e di presentazione della varie attività ci sarà la preghiera d’invio missionario. L’assemblea sarà anche l’occasione per salutare don Attilio De Battisti, direttore missionario del Centro missionario dal 2003 al 2007 e ora in partenza, come fidei donum, per le missioni interdiocesane in Tahilandia; e dare il benvenuto al nuovo direttore, don Valentino Sguotti. Don Valentino, originario di Pontelongo, dopo aver vissuto un’esperienza di alcuni anni come fidei donum a Quito, in Ecuador, nel 1994 è stato nominato parroco di Borgoricco San Leonardo e dal 1999 è stato anche vicario foraneo del vicariato di Villanova. Con l’avvio dell’anno pastorale 2007-08 è il nuovo direttore del Cento missionario diocesano. Alle ore 17.30 l’assemblea si trasferirà nella nuova sede del Centro missionario, a lato della Chiesa, in via Curtatone e Montanara 2, per la benedizione e l’inaugurazione della nuova sede con la presenza del vicario generale, mons. Paolo Doni.
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 22 settembre 2007
PIOVE DI SACCO Stroncato da infarto a Sharm El Sheikh dove stava trascorrendo la seconda luna di miele. Muore tra le braccia della moglie.
Piove di Sacco – Pino Favarato, 56 anni, originario di Pontelongo, lavorava come cuoco a Padova. Doveva essere una vacanza per festeggiare il loro 30.anniversario di matrimonio. Ma il viaggio sul Mar Rosso si è trasformato in tragedia. Pino Favarato, 56 anni, originario di Pontelongo , da quando si era sposato abitava a Piove in via Donizetti 11, (nella foto, la casa) è morto mercoledì pomeriggio, stroncato da un infarto, sulla sabbia del villaggio a Sharm El Sheikh dove stava trascorrendo la seconda luna di miele. La moglie Giuseppina, che le era accanto, non ha potuto fare nulla per il marito. La morte è stata pressoché istantanea. Ieri il figlio Dario di 25 anni è volato a Sharm per assistere la mamma ed espletare le pratiche per il rimpatrio della salma, assistito dal consolato italiano. Un altro duro colpo per la mamma di Pino, Carolina, che in pochi anni ha visto morire il marito Orlando e la figlia Paola.Poco tempo fa ad un cugino, Pino, aveva confidato di contare i giorni che lo separavano dalla pensione: «Ancora un anno e mezzo – gli aveva detto – e smetto di lavorare». Pino Favarato di professione faceva il cuoco. Esperto nella preparazione di pranzi da esportare, aveva lavorato anche all’interno dello zuccherificio di Pontelongo , in una mensa alla Stanga a Padova e da un anno prestava la sua attività al self service La Ronde in via Savelli a Padova. «Pino aveva un carattere gioviale – lo ricorda il fratello Giancarlo – gli piaceva stare con la gente era sempre allegro e pronto alla battuta, come cuoco era molto stimato». Pino si era guadagnato la stima ed il rispetto dei suoi datori di lavoro e dei suoi colleghi del self service. La salma dovrebbe rientrare a Piove di Sacco oggi. L’accompagnerà a casa il figlio Dario. Dopo gli accertamenti di legge sarà decisa la data dei funerali che presumibilmente si svolgeranno martedì nel duomo di Piove di Sacco.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – Venerdì, 21 SETTEMBRE 2007
Ucciso da un infarto sulla spiaggia, Si è accasciato sulla battigia davanti agli occhi della donna: vani i soccorsi, è morto all’istante.
PIOVE DI SACCO. Si era concesso con la moglie una vacanza sul mar Rosso per festeggiare i trent’anni di matrimonio, ma Giuseppino Favarato, per tutti Pino, 56 anni, sulla sabbia dorata di Sharm El Sheikh è stato stroncato da un infarto. Un sussulto appena, e l’uomo è caduto sulla battigia, esanime. Sotto gli occhi esterrefatti e disperati della moglie Giuseppina, di un paio di anni più giovane. La coppia viveva a Piove di Sacco in via Donizetti, col figlio Dario, 25 anni. La tragedia è avvenuta mercoledì pomeriggio. Solo qualche ora prima i coniugi avevano inviato un messaggio col cellulare ai parenti a casa dicendo che su quelle spiagge stavano così bene che non sarebbero più voluti tornare. Invece faranno rientro nel peggiore dei modi. Il destino ha riservato loro un triste epilogo per quella che doveva essere la vacanza dei loro sogni. Pino e la moglie erano partiti per l’Egitto domenica scorsa e sarebbero dovuti tornare la prossima. Dopo tanti anni si erano concessi questo viaggio, in occasione del 30º anniversario di nozze. Erano partiti entusiasti. Ma la felicità è durata poco. Mercoledì sera è arrivata ai familiari la notizia della tragedia: «Da quello che sappiamo – ha raccontato il fratello Giancarlo – erano in spiaggia e Pino stava avviandosi verso il mare per fare il bagno quando, raggiunta la riva, si è improvvisamente accasciato a terra. Mia cognata non ha avuto nemmeno il tempo di raggiungerlo che lui era già morto. Tutti i soccorsi sono stati inutili. E’ stata una cosa improvvisa e assolutamente inaspettata, perché mio fratello non soffriva di cuore ed era uno che sapeva regolarsi. Adesso mia cognata è assistita dal personale del consolato italiano in Egitto, è distrutta dal dolore. Speriamo riesca a tornare al più presto per riabbracciarla e starle vicini». Già oggi il figlio Dario raggiungerà la mamma a Sharm El Sheikh, insieme a un cugino. «Ci hanno riferito che oggi è stata eseguita l’autopsia – aggiunge il fratello Gianni – che ha accertato la causa della morte: Pino è stato stroncato da un infarto. Ora il Consolato sta seguendo tutte le pratiche per il rimpatrio della salma, che probabilmente arriverà sabato. Siamo tutti molto provati per quello che è successo. Abbiamo dovuto dirlo a nostra madre anziana che soffre di cuore e tre anni fa ha già perso una figlia». Pino Favarato, originario di Pontelongo, abitava a Piove da quando si era sposato. In città era piuttosto conosciuto anche se la sua professione di cuoco lo ha sempre portato a lavorare altrove.
di : Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – Venerdì, 21 SETTEMBRE 2007
Era cuoco ed era responsabile delle cucine del self service «La Ronde» di Padova -«Lo avevamo salutato la settimana scorsa, era il ritratto della felicità»
PIOVE DI SACCO. Pino Favarato lavorava da poco più di un anno la self service La Ronde di via Savelli a Padova: era stato assunto come responsabile della mensa. I colleghi hanno saputo del suo improvviso decesso mentre era in vacanza con la moglie sul mar Rosso ieri. E per tutti è stato un duro colpo. «Ancora non riusciamo a crederci – ha raccontato la responsabile amministrativa del self service – lo avevamo salutato la settimana scorsa ed era il ritratto della felicità. E’ difficile accettare che sia finita così. Pino era una persona tanto cordiale e si era guadagnato la stima e l’affetto di tutti i colleghi. Era sempre disponibile con chi aveva bisogno, sempre ligio e ineccepibile nelle sue mansioni. Ci dispiace davvero tanto e siamo vicini alla sua famiglia». Pino si era diplomato alla scuola alberghiera frequentando l’istituto di Abano e poi seguendo un corso a L’Aquila. Poi è iniziata la gavetta come cuoco. Ha lavorato in Svizzera e poi in molti alberghi nelle più rinomate località turistiche. Per tanti anni ha seguito la mensa dove andavano a ristorarsi i seicento operai delle officine meccaniche Stanga. Dopo la chiusura del comparto aveva gestito la mensa dello zuccherificio di Pontelongo. Ci sapeva fare nel suo mestiere, prediligeva la cucina semplice e legata alle tradizioni venete. Anni fa Pino Favarato aveva militato nella Cgil: anche i colleghi del sindacato lo ricordano con stima e affetto.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – Giovedì, 20 SETTEMBRE 2007
Grandinata sulle auto in sosta al centro «Piazzagrande»
PIOVE DI SACCO. Cinque minuti di violenta grandinata hanno creato il panico martedì pomeriggio in tutta la città: il forte temporale si è verificato nel tardo pomeriggio ed è stato accompagnato da fortissime raffiche di vento e da tuoni. La grandine ha provocato ammaccature a molti veicoli, come quelli che erano parcheggiati al centro commerciale Piazzagrande, dove si sono visti chicchi grossi come noci piombare sulle auto in sosta. Gli automobilisti che erano per strada hanno cercato riparo in ogni dove per non rischiare di subire danni alla carrozzeria. Per qualche minuto c’è stato un fuggi-fuggi generale in cerca di tettoie e portici liberi. Dopo la grandinata si è scatenato un altrettanto breve e intenso piovasco, che in una manciata di minuti ha scaricato un fiume d’acqua. Il maltempo di martedì ha comunque colpito a macchia di leopardo nel territorio piovese: la cortina di nuvole e pioggia non ha raggiunto, per esempio, Pontelongo e Correzzola. Il temporale negli altri paesi è arrivato, ma senza provocare per fortuna conseguenze o danni particolari. Soltanto un po’ di apprensione.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 18 SETTEMBRE 2007
Sopralluogo dell’assessore Chisso e dei responsabili Anas. A primavera sarà aperta da Liettoli a Piove -La Strada dei vivai sarà percorribile tra un anno – Otto mesi di ritardo. «Colpa del ricorso al Consiglio di Stato che ha fermato i lavori»
PIOVE DI SACCO. Aprirà la prossima primavera il tratto della strada dei Vivai che collega Liettoli e Piove di Sacco: l’annuncio è dell’assessore alle politiche per la mobilità della regione Renato Chisso che ieri mattina si è recato in sopralluogo al cantiere della superstrada insieme al consigliere regionale Regina Bertipaglia e i responsabili dell’Anas. Con otto mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale, il primo stralcio dell’arteria sarà ultimato per aprile, massimo maggio del 2008. Ed entro la fine dell’anno sarà percorribile l’intero nuovo tratto della Vivai che inizia a Sant’Angelo e arriva alla strada dei Pescatori. Il direttore dei lavori, l’ingegnere Mikael Pennestri, ha illustrato l’avanzamento dei lavori: «Siamo a buon punto, specie nell’innesto con la strada dei Pescatori che è quasi ultimato. Nelle prossime settimane ci sarà il varo delle travi e delle sovrastrutture, e il campo di prova sarà il viadotto che attraversa via Ramei e la ferrovia». Ugo Dibennardo, responsabile dell’Anas ha aggiunto: «Lo stop al cantiere per il ricorso al Consiglio di Stato ha ritardato la consegna dei lavori che era prevista, per tutta la strada, a primavera del 2008. Ora si lavora di gran lena e non ci dovrebbero essere più motivi di ritardo. E’ stata necessaria una modifica al progetto nel viadotto che supera via Ramei e la ferrovia, che è stato allungato. Per quanto riguarda gli espropri, siamo alla liquidazione dell’80 per cento delle indennità e contiamo di ultimare anche queste pratiche prima della fine dei lavori». Soddisfatto della situazione l’assessore Chisso: «Come è evidente confermiamo la politica del fare che ci contraddistingue: gli incidenti di percorso sono stati superati ed entro un anno sarà aperta agli automobilisti questa nuova strada in grado di risolvere i problemi di traffico della zona». La consigliera Regina Bertipaglia si sta interessando delle opere verdi previste a corredo dell’arteria: «Non vogliamo degli enormi piloni e terrapieni brulli: verranno piantate con il sistema dell’idrosemina delle graminacee che copriranno le strutture: essendo in grado di resistere alla siccità, non necessitano di continua e costosa manutenzione. Poi ci sono tutte le alberature di protezione che andranno piantumate prima della fine dei lavori. L’aspetto più importante che vorrei sottolineare – conclude Bertipaglia – è che ai cittadini piovesi, specie quelli del quartiere Sant’Anna, con il completamento di questa strada si darà finalmente la risposta che attendono da trent’anni per il problema del traffico».
Di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 17 SETTEMBRE 2007
PONTELONGO. Sono negli archivi dell’Istituto Luce di Roma: presto una mostra – Scoperte importanti fotografie storiche
PONTELONGO. E’ conservato a Roma, nell’archivio storico del glorioso Istituto Luce, un reportage fotografico su Pontelongo effettuato nel 1944. A scoprirlo è stato il locale gruppo «Archivio storico fotografico», dopo la lettura di un saggio di Stefano Mannucci su «La Seconda guerra mondiale nelle fotografie dell’Istituto Luce. «A Pontelongo – cita l’autore nel libro – gli operatori del Luce fotografarono i rurali rifugiarsi nei campi durante l’allarme aereo, riprendendo le case coloniche colpite, le madri che stringevano i figli. Fotografando anche una bambina che era nata durante i bombardamenti». Questo fatto era sconosciuto anche agli storici locali. E’ stato pertanto contattato l’istituto e finalmente, dopo 63 anni, una persona di Pontelongo, andata a Cinecittà per verificarne l’effettiva esistenza del materiale, ha potuto visionare una ventina di foto, scattate nel maggio 1944. Il reportage racconta particolari inediti, immagini tante volte sentite raccontare ma mai viste. E’ il caso, ad esempio, dei pontelongani sfollati nei campi durante i bombardamenti, o delle case distrutte dalle bombe, in particolare in via San Valentino, il mulino Camilotti e la chiesa di San Giovanni. L’amministrazione ha ora accolto la richiesta del gruppo Archivio storico fotografico di acquisire questo prezioso materiale e si è mossa in contatto con l’Istituto Luce. Le foto «ritrovate» saranno oggetto di una speciale mostra nei prossimi mesi per farle vedere a tutti i pontelongani di oggi.
Di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 16 SETTEMBRE 2007
Doppiette «cacciate» da due aree protette – Stagione venatoria al via: salvati il Bosco e l’area Brenta Secca
PIOVE DI SACCO. Il Bosco di via Breo e l’area umida Brenta Secca sono state salvate in extremis dalle doppiette che da oggi iniziano la caccia a tutte le specie non protette. Una delibera regionale della scorsa settimana ha ampliato le zone di ripopolamento dell’ambito territoriale piovese. I due siti non erano stati inclusi nel precedente piano venatorio e rischiavano l’assalto dei cacciatori. Del resto anche l’anno scorso, per evitare che accadesse, è stata necessaria una ordinanza urgente del sindaco. Fortunatamente la Regione ha accolto le ultime indicazioni della Provincia, deliberando infine le due nuove aree protette. Ieri mattina i volontari di Legambiente sono andati a installare la segnaletica che vieta ai cacciatori il bosco di via Breo, a ridosso del centro, e la Brenta Secca a Corte. Anche a Correzzola è stata ampliata, in questo caso su decisione dell’ Ambito territoriale, la zona di ripopolamento che insiste nell’area circostante il canale Barbegara. E il comune di Arzergrande ha emesso un’ordinanza con la quale istituisce il divieto di caccia nell’area limitrofa alla zona di ripopolamento delle Vallette, destinata all’addestramento dei cani. «Sono tutti provvedimenti che mirano a salvaguardare l’ambiente e la fauna – fa notare il presidente dell’Ambito Silvano Trombetta – mediando con le esigenze dei cacciatori. Con le nuove aree di Piove di Sacco si sono aggiunti circa 120 ettari di ambiente protetto». L’Ambito piovese comprende un territorio che va da Ponte San Nicolò a Codevigo. E sono numerose le aree dove la caccia è vietata: a Ponte San Nicolò le doppiette non possono entrare nella fascia che costeggia il lato orientale del canale Roncajette, a Legnaro la zona dell’università e quella vicina al centro del paese, a Polverara e Brugine lungo il corso del Fiumicello, a Bovolenta e Pontelongo la fascia intorno al Bacchiglione, a Correzzola la zona del Barbegara, ad Arzergrande le Vallette e a Codevigo l’oasi di Cà di Mezzo e Fogolana. Soddisfatto anche il sindaco Mario Crosta: «L’anno scorso siamo dovuti intervenire in extremis per salvaguardare il bosco di via Breo e l’area della Brenta Secca, ma ora il pericolo che vi arrivino i cacciatori è stato scongiurato».
Di (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 15 settembre 2007
Chioggia – Prese di posizione, dichiarazioni, espressioni …
Chioggia – Prese di posizione, di chiarazioni, espressioni di desideri e di timori: da mesi il problema di un nuovo assetto per l’Asl 14 che ne potrebbe provocare addirittura la scomparsa tiene banco a Chioggia e nell’intera area sud della provincia. Ne hanno parlato il sindaco Romano Tiozzo, il suo vice, Sandro Todaro, i consiglieri regionali Carlo Alberto Tesserin e Lucio Tiozzo, l’ex sindaco Fortunato Guarnirei, i partiti. Anche Cavarzere ha espresso, lo ha fatto di recente l’assessore Alcide Crepaldi , un proprio orientamento: un’Asl della parte meridionale della Provincia. Da oggi si cambia registro. Il problema rientra nella sede naturale: una commissione consiliare, la quinta, che il presidente Massimo Mancini ha convocato per le 16,30 prevedendo la presenza dei due consiglieri regionali eletti da Chioggia ed invitando tutti i primari in servizio negli ospedali di Chioggia e di Piove di Sacco ed i responsabili dei servizi aggregati. L’invito è stato esteso anche a Cittadinanzattiva, Tribunale del malato, Admo, Avis e Associazione Cuore amico. Così si risponde ad una richiesta avanzata a suo tempo dal consigliere diessino Pino Penzo e si riporta la di scussione entro binari istituzionali. Ai lavori della commissione parteciperà anche il dottor Giancarlo Ruscitti, segretario regionale alla sanità e al sociale. Sarà l’occasione per cominciare a capire quale sarà il destino della sanità di Chioggia, di Cavarzere e di Cona. Un elemento sembra rappresentare un conveniente punto d’incontro: tutti quelli che si sono fin qui occupati del problema, pur partendo da preliminari differenti hanno convenuto sulla necessità, come momento preliminare a qualsiasi decisione riguardante l’assetto territoriale, di completare e potenziare la dotazione dell’ospedale e di radi care quelli esistenti e di creare i servizi che mancano nel territorio. Si parla di cardiologia ed emodinamica, di organici da implementare, di nuova piastra chirurgica da costruire in modo da mettere questo settore fondamentale per l’ospedale e per il territorio in grado di rispondere ai bisogni dei residenti e dell’alto numero degli ospiti presenti durante la stagione balneare.
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 14 Settembre 2007
Chioggia – Il riassetto dell’Asl 14 (Piove di Sacco …)
Chioggia – Il riassetto dell’Asl 14 (Piove di Sacco e gli altri Comuni padovani nell’Asl 16 come da progetti di legge regionali, Chioggia Cavarzere e Cona secondo indicazioni fin qui solo mediatiche assegnati ora all’Asl 12, ora alla 13 o pensati come realtà assestante) attiene, secondo Cgil, Camera del lavoro di Venezia, di Chioggia, Cavarzere e Cona ed Rsu sanità, alla logica dell’assurdo. “Come se – spiega Salvatore Lihard, segretario confederale della Camera del lavoro di Venezia (la posizione è completamente condivisa da Renzo Varagnolo della Camera di Chioggia e da Giorgio Ballarin della Rsu) – si volesse costruire una casa partendo dal tetto”. Le tre ipotesi prospettate, secondo la Cgil, risulterebbero peggiorative della situazione attuale, pur difficile e critica. L’Asl 12 di Venezia viaggia su un debito di 90 milioni di euro; il nuovo ospedale di Mestre drenerà, in fatto di risorse, tutto quello che sarà disponibile. Sarebbe quindi un partner scomodo. Quanto all’Asl 13, Dolo-Mirano, ha visto ridotta nel 2005 la propria dotazione di 9 milioni. Come a dire: idem come sopra. Un’Asl 14 ridotta alle sole Chioggia, Cavarzere e Cona risulterebbe fuori dalla logica della razionalizzazione della spesa. E allora? Cgil propone una moratoria. In attesa che si definiscano assetti e dinamiche sanitarie, in fatto di prestazioni, legate all’attivazione di Mestre e, perché no, anche del progettato ospedale Sant’Antonio di Padova che dovrebbe accorciare le distanze con Piove di Sacco . E soprattutto in attesa che si definisca il Piano regionale socio-sanitario, unico strumento dal quale può partire la programmazione. La realtà sociale negli ultimi anni s’è modi ficata. Più del 18 per cento dei residenti nel bacino dell’Asl 14 ha più di 65 anni. I bisogni sociosanitari debbono tener conto di questa nuova realtà. Il territorio di Chioggia ha poi caratteristiche particolari, carente di infrastrutture. In tutta la Asl 14 aumenta la richiesta di prestazioni relative a patologie del comportamento. In cima alla lista delle malattie ci sono le complicazioni cardiache e quelle oncologiche. L’epidemiologia è dato saliente nella programmazione dei servizi sanitari. Perché chiede Cgil, che assicura i propri iscritti e la città sulla partecipazione continua al dibattito che si apre oggi, per definire i problemi dell’Asl 14 dovrebbe essere del tutto trascurata?
di : (G.B.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 14 Settembre 2007
Chioggia – Prese di posizione, dichiarazioni, espressioni …
Chioggia – Prese di posizione, di chiarazioni, espressioni di desideri e di timori: da mesi il problema di un nuovo assetto per l’Asl 14 che ne potrebbe provocare addirittura la scomparsa tiene banco a Chioggia e nell’intera area sud della provincia. Ne hanno parlato il sindaco Romano Tiozzo, il suo vice, Sandro Todaro, i consiglieri regionali Carlo Alberto Tesserin e Lucio Tiozzo, l’ex sindaco Fortunato Guarnirei, i partiti. Anche Cavarzere ha espresso, lo ha fatto di recente l’assessore Alcide Crepaldi , un proprio orientamento: un’Asl della parte meridionale della Provincia. Da oggi si cambia registro. Il problema rientra nella sede naturale: una commissione consiliare, la quinta, che il presidente Massimo Mancini ha convocato per le 16,30 prevedendo la presenza dei due consiglieri regionali eletti da Chioggia ed invitando tutti i primari in servizio negli ospedali di Chioggia e di Piove di Sacco ed i responsabili dei servizi aggregati. L’invito è stato esteso anche a Cittadinanzattiva, Tribunale del malato, Admo, Avis e Associazione Cuore amico. Così si risponde ad una richiesta avanzata a suo tempo dal consigliere di essino Pino Penzo e si riporta la discussione entro binari istituzionali.Ai lavori della commissione parteciperà anche il dottor Giancarlo Ruscitti, segretario regionale alla sanità e al sociale. Sarà l’occasione per cominciare a capire quale sarà il destino della sanità di Chioggia, di Cavarzere e di Cona. Un elemento sembra rappresentare un conveniente punto d’incontro: tutti quelli che si sono fin qui occupati del problema, pur partendo da preliminari differenti hanno convenuto sulla necessità, come momento preliminare a qualsiasi decisione riguardante l’assetto territoriale, di completare e potenziare la dotazione dell’ospedale e di radicare quelli esistenti e di creare i servizi che mancano nel territorio. Si parla di cardiologia ed emodinamica, di organici da implementare, di nuova piastra chirurgica da costruire in modo da mettere questo settore fondamentale per l’ospedale e per il territorio in grado di rispondere ai bisogni dei residenti e dell’alto numero degli ospiti presenti durante la stagione balneare.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 12 Settembre 2007
Il virus ha colpito una turista, rientrata da una vacanza a Mauritius, nell’Oceano Indiano: dolori articolari e eruzioni cutanee – Febbre da zanzara tigre, un caso a Padova.
E’ la “Chikungunya”. In Italia, nel ravennate, è già esteso un focolaio epidemico. Può essere fatale. Il nome è stravagante ed esotico, ma la sindrome è ben concreta e nient’affatto piacevole: febbre alta, forti dolori articolari. E’ la Chikungunya, malattia tropicale, recentemente balzata agli onori della cronaca per il focolaio scoperto in provincia di Ravenna. Un primo caso è stato registrato a Padova. Una turista di 38 anni, rientrata in città dopo un soggiorno a Mauritius, è risultata positiva al virus. All’Ospedale di Padova la paziente è stata sottoposta agli esami ematici. Da qui la conferma: infezione da Chikungunya, la malattia causata da un virus che si trasmette all’uomo attraverso il morso di un insetto vettore, principalmente zanzare tigri. Febbre ed eruzioni cutanee sono scomparse nel giro di una settimana mentre le artralgie persistono a distanza di mesi. Il Dipartimento di Istologia, microbiologia e biotecnologie mediche dell’Università di Padova ha inserito il caso della giovane turista tra i primi sette di importazione in Italia di febbre Chikungunya, nell’ambito di un censimento condotto in seno ai progetti di ricerca finanziati dalla Comunità europea e dal Ministero della salute. «Aver individuato questo caso di importazione ancor prima che la regione Emilia Romagna notificasse un focolaio epidemico d’infezione virale, trasmessa da insetti, nella provincia di Ravenna ci consente di dire – spiega il professor Giorgio Palù, ordinario di Microbiologia e virologia – che il nostro Centro di Virologia è di eccellenza come servizio di ricerca e clinico». Altri casi di febbre da zanzara tigre sono stati riscontrati a Roma, Napoli e Forlì su turisti provenienti, oltre che dalle Mauritius, dal Madagascar.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 12 Settembre 2007
Interrogazione regionale di An su Acegas e Apga – «Una fusione poco chiara»
Piove di Sacco – «La fusione tra Apga e Acegas-Aps crea un duplice danno nella tasche dei cittadini, con aumenti delle tariffe sui consumi idrici, ma anche nelle casse della Regione Veneto che ha continuato ad assegnare contributi per oltre 10.000.000 di euro all’Apga. La Regione sta correndo il forte rischio di subire un danno erariale». Lo scrivono il capogruppo di An in Consiglio regionale veneto, Piergiorgio Cortelazzo, congiuntamente al consigliere regionale di An Raffaele Zanon, nell’interrogazione a risposta scritta presentata ieri mattina, in merito alla fusione tra Apga e Acegas-Aps.«Questa operazione ha dei passaggi poco chiari – spiega il capogruppo Cortelazzo – La Regione del Veneto che per anni ha finanziato con la legge per la salvaguardia di Venezia gran parte delle reti fognarie e dei depuratori come quelli di Codevigo, Cona e Pontelongo , rischia di subire un grave danno da questa operazione in quanto l’Aato nel 2003 aveva stimato in 72.841.966 euro il valore della rete degli impianti dei comuni seguiti dall’azienda Apga. Nonostante la delibera di fusione non sia stata approvata nè dal cda, nè dall’assemblea dello stesso Aato le due società hanno comunque deliberato la fusione tenendo conto solo della valutazione reddituale di Apga (che si riduce a 707.000 euro), utilizzando lo stesso sistema che venne utilizzato per fare la tanto contestata valutazione di Trasporti ecologici. Ora con arroganza e in spregio delle più elementari regole democratiche chiedono addirittura che l’assemblea Aato avalli un’operazione che di fatto privatizza con cambi irrisori quello che dovrebbe rimanere un patrimonio pubblico».
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì, 12 Settembre 2007
CAVARZERE – Crepaldi: «Meglio una Usl per l’area sud della provincia»
CAVARZERE – Il ventilato riassetto delle unità sanitarie venete è tema in questi giorni di varie prese di posizione da parte di vari esponenti politici locali. L’obiettivo è un ulteriore contenimento dei costi, che consenta di mantenere e migliorare gli standard sanitari attuali. A tenere banco è soprattutto la questione riguardante Chioggia, ovvero se sia cioè un bene o un male aggregare la città di oltre 50mila abitanti a Venezia e Mestre, in un’unica Usl che comprenda la parte sud della provincia. Particolarmente sentita la questione anche a Cavarzere, dove è l’assessore alla Sanità Alcide Crepaldi a prendere posizione. “Piaccia o meno – di chiara Alcide Crepaldi – va preso atto della unicità di Chioggia, almeno a guardare i comuni del territorio a sud di Venezia. L’economia portuale, i flussi turistici, la pesca e anche la tradi zione, ne fanno un centro che tiene gelosamente alla sua identità”. Secondo Crepaldi la soluzione sarebbe una Usl di tutto il sud della provincia, con Chioggia capofila, senza aggregarla a Mestre e tenendo fuori, per il momento, i comuni del padovano, da Piove di Sacco a Legnaro, i quali dovrebbero gravitare attorno a Padova anzichè a Venezia. “Non credo che per Cavarzere cambi molto – aggiunge l’assessore Alcide Crepaldi – dalla riforma sanitaria in poi qui ne abbiamo passate di cotte e di crude. Ci avevano messo assieme ad Adria, e l’ospedale aveva iniziato ad entrare in agonia, con i reparti che chiudevano uno dopo l’altro. Abbiamo lottato, allora, con tutte le nostre forze per passare con Chioggia e ricordo che, con altri colleghi consiglieri, ci incatenammo per questo motivo. Ma con Chioggia il nostro ospedale, invece di risollevarsi, è stato soppresso definitivamente: poi, però, è arrivata la cittadella socio sanitaria”.
di : (M.D.R.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 12 SETTEMBRE 2007
Allarme ieri mattina allo Zuccherificio di Pontelongo – Due bombe d’artiglieria fra le barbabietole
PONTELONGO. Spuntano dei proiettili da cannone fra le barbabietole: è successo ieri mattina allo stabilimento di Italia Zuccheri di Pontelongo. Erano circa le nove quando un camion ha scaricato il suo carico di barbabietole nell’apposita area dello zuccherificio: uno degli addetti al ricevimento della merce si è accorto che fra i tuberi c’erano due strani oggetti metallici di forma oblunga, lunghi circa quindici centimetri. Altro non erano che due proiettili da artiglieria pesante, probabilmente risalenti alla seconda guerra mondiale. Non è la prima volta che fra le barbabietole spuntano proiettili e ordigni bellici: dai campi, fra un’aratura e l’altra, riemergono questi resti del passato, che a volte sono anche pericolosi, come le bombe inesplose. Quelli rinvenuti ieri mattina non contengono tuttavia esplosivo, e non sono quindi pericolosi. Allo stabilimento di Italia Zuccheri è comunque scattata la procedura di sicurezza prevista in questi casi: sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno coordinato le operazioni di recupero e isolamento dei due grandi bossoli. Ora si attende la verifica finale degli artificieri.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 9 Settembre 2007
FUSIONE NELLA SANITà
Chioggia – Il distacco della parte padovana dell’Asl 14, Piove di Sacco ed altri nove Comuni, apre una serie di problemi che riguardano direttamente la dotazione dei servizi del Comune di Chioggia. Questa la serie degli interrogativi avanzati per i Ds da Pino Penzo. Unità operative di pediatria, emodialisi, urologia, laboratorio di analisi (servizio per il quale fin qui non è previsto un primario) oculistica e psichiatria. Sono tutte, per il primariato, situazioni a scavalco con Piove di Sacco . Cosa succederà una volta che Piove di Sacco entrerà nell’Asl 16? Per quanto riguarda il presidio di Chioggia: cardiologia avrà entro il mese di ottobre il suo contenitore. Per la strumentazione ed il personale sono di sponibili solo 765mila euro. Non bastano. Problemi di organico tanto per il personale medico che per quello paramedico è denunciato da tutte le unità operative. Fin qui ha funzionato il blocco delle assunzioni. Il day hospital oncologico per la prossima quiescenza di due medici bravissimi resterà presto completamente sguarnito. Ci sono 10 milioni della Regione per l’Asl 14. “A Chioggia, ho purtroppo fondati motivi per ritenerlo, arriveranno solo briciole – sostiene Lucio Tiozzo – Il grosso andrà a Piove di Sacco che se ne va con Padova. E noi dobbiamo rinnovare tutta la piastra chirurgica!”. Gli spazi interni all’ospedale sono stati notevolmente ridotti per l’adeguamento alberghiero con fondi comunali: camere a due letti e bagno. Gli spazi per il ricovero non sono sufficienti. Servirebbe costruire una nuova ala. Dovrebbe essere ampliato anche il pronto soccorso ed istituito sulle 24 ore il servizio di assistenza Utap anche per tutto il territorio comunale.
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 8 Settembre 2007
Bietole puzzolenti Il sindaco: pazienza – PONTELONGO Disagio sì, ma la campagna rende
«Pontelongo paese dello zucchero o dei miasmi?».
Se lo chiede il consigliere di minoranza Enzo Battisti, che ha presentato, poco prima dell’inizio della campagna saccarifera, un’interrogazione al sindaco Federico Ossari, invitandolo a prendere provvedimenti per arginare il problema degli odori sgradevoli che impregnano l’aria nel periodo di lavorazione delle barbabietole.«Le emissioni odorigene del nostro zuccherificio comportano una situazione di disagio non solo per i pontelongani ma anche per chi abita nei paesi vicini – spiega il consigliere – e creano un danno anche economico al paese». Secondo uno studio dell’Università di Siena presentato l’anno scorso da Battisti con i colleghi Emanuele Canova, Andrea Favarato e Donatello Magagnato, in una zona dell’Italia centrale interessata dalle emissioni odorigene di un impianto saccarifero le abitazioni hanno perso di valore. Ma a Pontelongo nessuno ha mai venduto casa per questo motivo. L’odore è fastidioso e a volte nauseabondo, certo difficile da sopportare, ma le “fasi” acute durano al massimo qualche mezza giornata quando la lavorazione delle barbabietole prevede un ciclo di fermentazione che, se non adeguatamente trattata con apposite sostanze chimiche, sviluppa dei batteri che provocano odori sgradevoli. «Siamo nati e cresciuti con l’odore dello zuccherificio durante la campagna – ribatte Ossari – Non vedo il caso adesso di farne un dramma. Il Comune ha interpellato l’Arpav e ha interessato la Provincia, ma nessun ente ha segnalato disagi oltre la media. È più importante sottolineare come la campagna sia un momento di grande accrescimento economico e sociale per gli abitanti del nostro territorio che possono trovare un impiego, seppur temporaneo, nel nostro zuccherificio».
di : Federica Berteggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato, 8 Settembre 2007
Ufficiale la fusione con Acegas Apga ora serve 200 mila abitanti
Bassa Padovana – Giovanni Crivellaro, presidente di Apga, e Cesare Pillon in qualità di amministratore delegato di AcegasAps, hanno firmato in uno studio notarile di Trieste l’atto di fusione delle due società. Con tale documento, la fusione per incorporazione di Apga in AcegasAps avrà efficacia a partire dal prossimo 1 ottobre. Apga, società a responsabilità limitata con sede a Piove di Sacco, fornisce il servizio idrico integrtao in dieci comuni: Piove, Legnaro, Sant’Angelo, Brugine, Codevigo, Correzzola, Arzergrande, Pontelongo , Cona e Polverara. L’aggregazione tra le due società permette ad Apga di raggiungere la soglia di 200 mila abitanti serviti, considerata necessaria al fine di garantire la qualità del servizio e adeguate caratteristiche di efficienza ed economicità nella gestione. Nel corso del 2006 Apga ha fatturato oltre 5 milioni di metri cubi d’acqua a più di 24 mila utenti, realizzando quasi 11 milioni di euro di ricavi. Ai soci Apga saranno assegnate 137.122 nuove azioni ordinarie del valore di 5,16 euro appositamente emesse dalla società.
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 7 Settembre 2007
PIOVE DI SACCO – L’Ospedale chiede aiuto alla Casa di Riposo contro i black out del sistema informatico. Obitorio ai limiti della sua capienza.
Piove di Sacco – Quando la linea elettrica che alimenta i reparti dell’ospedale piove se è in sovraccarico la tensione si abbassa e il sistema informatico va in tilt. E’ successo almeno tre volte nel corso del mese di agosto. In questa situazione si presentano notevoli disagi per i reparti, il laboratorio analisi e il servizio informativo per gli utenti. In più nei reparti informatizzati, come ad esempio la Geriatria, i medici non possono usare il palmare in corsia e così si vedono costretti a ricorrere alle cartelle cartacee per prescrivere la terapia ai degenti. “Visto che è in progetto l’adeguamento dell’impianto elettrico e informatico – afferma il dirigente medico Lino Battistello – credo sarebbe opportuno ed anche economico iniziare a trattare con la vicina Casa di Riposo che si è dotata di un proprio cogeneratore ed è in grado di vendere energia elettrica a minor costo, data la vicinanza dell’ospedale col Craup basterebbe solamente passare un cavo elettrico”. Altra emergenza che riguarda l’ospedale piove se è le condizioni assolutamente inadeguate dell’obitorio: “C’è una traccia di progetto aggiunge Battistello – ma è urgente mettere mano alla struttura e renderla a norma di legge, tanto più che da alcuni mesi anche le salme di Cavarzere arrivano a Piove e il nostro obitorio non è certamente nelle condizioni igienico-sanitarie di rispondere a questo super lavoro”. Buone notizie, invece, per il Pronto Soccorso del primario Giorgio Zampieri. Tra non molto dovrebbero iniziare i lavori di ampliamento della struttura di prima accoglienza. Il progetto prevede un ampliamento degli spazi di lavoro per i medici ed un aumento dei letti nell’astanteria così da aumentare la recettività per quanto riguarda le osservazioni brevi dei pazienti ed evitare così ospedalizzazioni inutili e costose. Circa l’aspetto logistico dei servizi ed in particolar modo degli ambulatori è in previsione di portarli tutti al primo piano. Attualmente pneumologia, medicina sportiva, geriatria, medicina, diabetologia e urologia si trovano al piano terra del blocco vecchio. Dopo i lavori di sistemazione verranno portati al primo piano in continuità con quelli che già si trovano nel monoblocco. Al loro posto al piano terra andrà la sede della Croce Rossa e la guardia medica. Mentre sempre nel blocco vecchio al primo piano nell’ala ovest verranno ricavate le sedi di tutte le organizzazioni sindacali che avranno a disposizione uno spazio proprio ciascuna. Tutti questi interventi sono possibili in virtù del finanziamento di 4,5 milioni di euro che l’ospedale ha ricevuto grazie all’intervento del consigliere regionale Leonardo Padrin.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì, 7 Settembre 2007
Il dibattito aperto sullo scorporo dell’Asl 14 – Uil Flp: «Usl provinciale? Lavoratori da tutelare» Massima attenzione a stipendi e localizzazione
Chioggia – Uil funzione pubblica interviene sulla querelle apertasi all’indomani dell’annunciato passaggio (ci sono ben due progetti di legge all’attenzione del Consiglio regionale) della parte padovana dell’Asl 14 nell’Asl 16 di Padova. Il tema che impegna amministratori, politici e forze sociali riguarda il “destino” di ciò che resterà dell’Asl 14, vale a dire i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona. Mauro Di Matteo, segretario generale Uil Fpl di Venezia e Nerio Veronese, che rappresenta questo sindacato a Chioggia.l ritengono che “sia possibile nel nostro territorio la costituzione di un’unica Ussl provinciale”. Nello specifico Uil Fpl non ritiene necessario “avere il governo della sanità chioggiotta in Villa Verde (a Chioggia, ndr) o in via Tosatto a Mestre, ma riteniamo sia un diritto dei cittadini di Chioggia avere una sanità organizzata e funzionale per le proprie necessità”. Ribadito che la sanità deve essere pubblica, i due sindacalisti sostengono che “qualunque operazione deve tener conto dei lavoratori ai quali deve essere garantita l’attuale localizzazione del posto di lavoro, con processi anche di riconversione e di avvicinamento alla residenza di quei lavoratori chioggiotti che attualmente prestano servizio presso il presidio ospedaliero di Piove di Sacco “. In una logica provinciale degli assetti delle Asl “la localizzazione del posto di lavoro” appare tuttavia obiettivo difficile da perseguire considerando che una prassi del genere potrebbe prevedere accorpamenti soprattutto degli apparati amministrativi. Uil Fpl fa quindi sapere alla Regione che “questa organizzazione sindacale non accetterà mai nessuna forma di abbattimento degli eventuali livelli stipendiali dei lavoratori”. Bisognerà quindi “prevedere un riequilibrio dei fondi che porti tutti i lavoratori interessati a percepire l’incentivo alla produttività nel valore massimo oggi acquisito solo in alcune aree interessate alla suddetta riterritorializzazione”. Uil Fpl infine dichiara di apprezzare l’impostazione scelta per il problema dell’assetto delle Asl dall’assessore regionale, Francesca Martini circa la necessità di lasciare ai territori interessati di esprimersi sul problema.
di : G.B.
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 2 Settembre 2007
Chioggia – In materia di sanità e, nello specifico, di …
Chioggia – In materia di sanità e, nello specifico, di aggregazioni territoriali all’interno delle Asl, Chioggia ha avuto modo di prendere posizione già sette anni fa ed ancora nel 2005. «In entrambe le occasioni -afferma il sindaco Romano Tiozzo- si preferì non farlo. Ora la possibilità si presenta ancora ed io sono del parere che si debba dare una risposta». Magari una risposta concordata con Cavarzere (Romano Tiozzo ha già avuto un incontro preliminare col collega Pierluigi Parisotto) ed anche con Cona. Il sindaco di Chioggia intende consultarsi infatti con Anna Berto. La decisione dei nove Comuni “padovani” di lasciare l’Asl 14 per trasferirsi nell’Asl 16 di Padova, riduce al momento l’Asl 14 ai soli Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona. D’altra parte la Regione sta lavorando a progetti di razionalizzazione della spesa e delle risorse che comporteranno quasi certamente lo smantellamento delle Asl con un limitato bacino d’utenza. Sul tema il sindaco Romano Tiozzo ha avuto ieri sera un primo incontro con l’assessore regionale alla sanità, Francesca Martini. Il percorso da seguire, per affrontare il tema con tutte le conoscenze necessarie, è stato ormai definito. Dapprima una riunione della quinta commissione, presenti degli esperti che potranno rispondere alle richieste dei commissari e quindi una riunione del Consiglio, aperta anche a contributi esterni per arrivare alla formulazione di un documento che esprima la volontà e le richieste di Chioggia. Il sindaco enuncia alcune condi zioni ritenute irrinunciabili. «Puntiamo ad un di alogo a tutto campo, senza alcuna pregiudi ziale. Nel senso che non c’è una scelta già presa sulla futura aggregazione. Va bene sia l’Asl 12 di Venezia-Mestre o la 13 di Dolo-Mirano o che si resti, se sarà possibile, nella 14. Quello che conta veramente sono i servizi sanitari che vogliamo siano di eccellenza tanto nell’ospedale quanto nel territorio. Questo è quello che conta, quello che la città in primo luogo chiede». Il sindaco Romano Tiozzo scende anche ad esemplificazioni su cardi ologia. Il contenitore sarà pronto entro ottobre. «Serve poi di sporre di attrezzature e personale che garantiscano questo servizio essenziale per tutte le 24 ore. Lo stesso vale per radi ologia. Alcune apparecchiature, penso alla Tac, non vengono utilizzate come si potrebbe, visto che ci sono le richieste, per carenza di personale». Il sindaco ritiene che debbano essere mantenuti tutti i primariati esistenti ed acquisiti anche quelli attualmente a scavalco con Piove di Sacco . «Dobbiamo poi risolvere il problema delle sale operatorie, in alcuni casi a livello di indecenza». Chioggia deve uscire dalla fase di riperimetrazione dell’Asl con una dotazione di servizi che migliori l’attuale potenziando l’esistente anche nel territorio e acquisendo i servizi che mancano per dare autonomia al presidi o ospedaliero. «I chioggiotti, in tema di sanità -questa la conclusione del sindaco- hanno di ritto agli stessi standard degli altri veneti».
di : Giorgio Boscolo
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica, 2 Settembre 2007
PIOVESE Costa oltre 6 milioni di euro la ricalibratura dei corsi d’acqua progettata dal consorzio Brenta Bacchiglione – Rii e golene contro le inondazioni – Finanziati dalla Regione, iniziano domani i lavori di bonifica su un’area di 3 mila ettari
Piove di Sacco – Un importante intervento per rimettere a posto i rii e gli scoli della Saccisica così da scongiurare il più possibile gli allagamenti delle zone che da anni si trovano a rischio inondazione in caso di copiose precipitazioni. È il progetto che il consorzio di bonifica Bacchiglione Brenta si accinge a fare decollare domani. Il progetto da oltre 6 milioni di euro interamente finanziato dalla Regione attraverso la legge speciale per Venezia per il di sinquinamento della Laguna, denominato “ricalibratura e sostegni sui Rii di Piove “, è stato presentato ieri mattina a Palazzo Jappelli. «Abbiamo scelto di venire a Piove – ha precisato il presidente del consorzio Eugenio Zaggia – perché così possiamo confrontarci con i rappresentanti del territorio sul quale dovremo operare». La parte tecnica è stata illustrata dal di rettore del consorzio Francesco Veronese. I lavori, che sono stati appaltati all’impresa di costruzioni Carlo Brietto di Teolo, interesseranno un territorio di tremila ettari che comprende i Comuni di Piove di Sacco e S.Angelo per quanto concerne la Saccisica e di Campolongo Maggiore e Fossò nel Veneziano. In Saccisica viene presa in considerazione soprattutto la zona del Rio Ramo (Via Ramei) per un’estensione di circa 3 chilometri con la realizzazione di due nuove golene laterali larghe tre metri. Si prevede che lo scavo interesserà circa 40 mila metri quadrati di terreno. In più l’esecuzione di palificate e di opere di presidi o in pietrame lungo entrambe le scarpate. Ed ancora il progetto prevede la ricostruzione di una decina di ponticelli esistenti con una sezione superiore a quella attuale per consentire lo scorrimento dell’acqua. «La progettazione nel nostro caso ha sempre tempi lunghi – ha spiegato Veronese – anche perché nel caso specifico abbiamo dovuto contattare ben 180 proprietari di terreni espropriati». «L’importanza dell’opera – ha detto il sindaco di Piove Mario Crosta – la vedi amo quando si presentano i problemi di alluvione pertanto ben vengano questi interventi finalizzati a rendere più sicuro il nostro territorio». «L’ambiente noi lo abbiamo eredi tato – ha concluso Zaggia – pertanto dobbiamo consegnarlo tale e quale ai nostri figli».
di Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – Sabato, 1 Settembre 2007
Lettera aperta al sindaco di Pontelongo – L’unione tra i Comuni non è più rinviabile
Caro Federico, ho letto con interesse l’articolo del mattino di Padova del 9 agosto scorso in relazione alla tua dichiarata volontà di rilanciare l’Unione nata alcuni anni or sono tra i comuni di Pontelongo e Codevigo. Il tuo desiderio di ampliare questa esperienza addirittura ai comuni limitrofi sembra andare contro corrente rispetto ad un pessimismo ormai diffuso circa la convenienza di queste forme di collaborazione. Le poche esperienze, nate con non pochi dubbi e difficoltà durante gli anni scorsi, vengono mantenute a malapena, difficilmente potenziate, se non addirittura considerate al capolinea. Le cosiddette questioni politiche (i colori diversi delle amministrazioni comunali, il timore dell’egemonia del comune più grosso rispetto agli altri) sono quasi sempre, purtroppo, la ragione ed il motivo dello scontro che, inevitabilmente, pregiudica il dialogo e la collaborazione. D’altro canto, non ci si rende conto che a volte la singola Amministrazione non è in grado di assicurare un sufficiente livello dei propri servizi comunali. A volte, troppo spesso a mio avviso, ci si giustifica attribuendo la responsabilità a questo o a quel governo per la riduzione dei trasferimenti statali. I problemi, come credo ti sarai convinto, non sono solamente di ordine economico e politico, ma riguardano altresì, soprattutto per i comuni più piccoli, l’insufficienza del personale a disposizione, la loro formazione, l’organizzazione degli stessi e dei loro uffici. La sicurezza (o l’insicurezza) è oggi uno dei punti più sentiti e che preoccupa maggiormente la gente. Quando un comune, per esempio, non riesce a garantire un servizio minimo di vigilanza serale / notturna sul proprio territorio per tutto il periodo estivo rende veramente un servizio al cittadino? Oppure quello stesso cittadino si chiede cosa faccia l’Amministrazione per assicurare un sufficiente (ed efficiente) servizio comunale di propria competenza? La politica oggi non attraversa sicuramente un buon momento soprattutto per quanto riguarda i costi ad essa connessa. Il presidente Casarin a tal proposito è intervenuto proponendo l’abolizione delle Province a condizione però che i comuni si aggreghino in entità di grosse dimensioni. Io concordo perfettamente con l’impostazione della sua proposta soprattutto per quanto riguarda l’abolizione delle Province (non credi che servirebbe poco per realizzarlo?). La fusione dei comuni più piccoli invece richiederebbe sicuramente del tempo (le scelte in questo caso devono partire dal basso) e, soprattutto, la convinzione politica ed il sostegno economico ad un processo di aggregazione necessario ma difficile e complesso. Io penso che il cittadino di un Comune di 2 mila abitanti abbia le stesse necessità (e debba avere le stesse opportunità) di un cittadino di un comune di 20 mila abitanti. E’ per tutto questo, al di là delle nostre differenti visioni politiche, che guardo con molto interesse all’impegno che hai promesso con l’auspicio che altri sindaci ed amministratori locali condividano questa tua impostazione e ti possano sostenere in un progetto, a mio parere, non più rinviabile. Buon lavoro. Valentino Coin Candiana





