Agosto 2008
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 27 AGOSTO 2008
A Pontelongo il Premio Pro loco Un riconoscimento al presidente
PONTELONGO. Importante riconoscimento per il presidente della Pro loco di Pontelongo e per tutto il gruppo. In occasione della 38ª assemblea regionale delle Pro loco venete a Fonzaso (Belluno). Andrea Vettorato ha ricevuto dalle mani del presidente nazionale Unpli, il Premio Pro loco 2007. Un riconoscimento speciale destinato a dirigenti che si sono distinti per l’impegno e la costante valorizzazione del territorio e della sua cultura. Il presidente Vettorato ha subito voluto dedicare il premio ricevuto all’intero gruppo di soci e collaboratori. La segnalazione ai fini della premiazione è avvenuta in maniera pressoché unanime da parte dell’intero comitato provinciale Unpli. «Ci congratuliamo – dichiara il sindaco Federico Ossari – con Vettorato e con tutta la Pro loco, e come amministrazione cogliamo l’occasione anche per ringraziarli per quanto fanno per la nostra comunità, specie nel corso del Maggio Pontelongano».
di: (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 27 AGOSTO 2008
PONTELONGO Notte swing con Villeggiando
La rassegna Villeggiando 2008 promossa dalla Provincia in collaborazione con il Comune di Pontelongo , propone per venerdì il concerto della Big Band Jazzset Orchestra di Verona a Villa Lovison a Pontelongo . I diciotto musicisti, le voci soliste Rossana D’Auria ed Elena Pasquetto diretti dal russo Vladimir Belonojkine, virtuosista al trombone, propongono un concerto all’insegna del magico repertorio strumentale e cantato della mitica “era dello Swing” degli anni 30/40 del Novecento, un omaggio all’opera dei grandi autori tra i quali Glenn Miller, Duke Ellington, Benny Goodman, Cole Porter, Irving Berling, George Gerswhin, che hanno segnato un’epoca. Il concerto inizierà alle 21, ingresso 3 euro con incasso destinato in beneficenza.
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 27 AGOSTO 2008
Migliaia di euro risparmiati secondo i primi dati dell’Ufficio tecnico Teleriscaldamento e illuminazione Piove di Sacco è all’avanguardia ENERGIA Sono garantite le fonti pulite
PIOVE DI SACCO. Interventi a tutto campo per favorire l’utilizzo di energie alternative e il risparmio energetico: l’amministrazione comunale di Piove di Sacco sta mettendo in atto diversi progetti e alcuni stanno già dando buoni frutti. I primi dati disponibili che ha potuto raccogliere l’Ufficio tecnico in materia di risparmio energetico per il Comune, è quello relativo al sistema di telegestione degli impianti di riscaldamento di cui sono state dotate la scuola elementare Zanella, la scuola media Jacopo da Corte e palazzo Jappelli, sede del municipio. «La telegestione – illustra l’assessore Giorgio Bovo – consente di controllare a distanza, tramite telefono, web o gsm tutti gli impianti tecnologici, razionalizzando enormemente i consumi». Alla scuola elementare è stato registrato un risparmio energetico di 50 ore mensili, pari a poco di 1.600 euro. Alla media si risparmiano 20 ore di funzionamento del riscaldamento ogni mese, pari a quasi 900 euro. Al risparmio energetico va aggiunto quello determinato dai minori interventi di manutenzione sugli stessi impianti telegestiti. «Non disponiamo – fa notare Bovo – di dati precisi sul risparmio energetico del municipio a causa della complessità degli impianti. E’stata rilevata comunque una significativa riduzione di ore di funzionamento sia del riscaldamento sia del condizionamento e sono scesi i consumi di gas ed energia elettrica». Nei mesi scorsi è stato realizzato un innovativo progetto di illuminazione pubblica con lampade ad altissima efficienza. L’impianto pilota ha interessato piazza Carlo Rosso: è costituito da armature stradali a «led» con una tecnologia di recentissima acquisizione a livello mondiale (nano ottiche) che consente di ridurre consumi e interventi di manutenzione. «L’intervento è costato circa 56 mila euro e ci consente di risparmiare oltre 15 mila euro l’anno di energia elettrica – sottolinea l’assessore all’Ambiente – e a fronte di una durata di vent’anni, il costo dell’intervento verrà ammortizzato in appena tre». Da qualche settimana, infine, il Comune, quale socio del Consorzio Cev, ha ricevuto la certificazione Recs (Renewable energy certificate system): il titolo garantisce che tutto l’approvvigionamento di energia elettrica dell’ente proviene da fonti pulite. «Sono piccoli passi – sostiene l’assessore Giorgio Bovo – che vanno in direzione della difesa dell’ambiente, della riduzione dei costi per il Comune e per una maggiore efficienza».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 24 AGOSTO 2008
LUTTO A TORREGLIA – E’ morta venerdì la professoressa Maria Lombello nata a Pontelongo
TORREGLIA. Venerdì mattina è morta la professoressa Maria Antonietta Lombello. E’ stata insegnate di Lettere alla scuola media «Facciolati» di Torreglia per trent’anni, dal 1976 fino al 2006, quand’era andata in pensione. Nel centro collinare la notizia della scomparsa dell’insegnante ha suscitato grande sgomento tra le centinaia di ex alunni e le loro famiglie. «Va ricordata la sua figura di docente ed educatrice assolutamente fuori dal comune – è l’addolorato commento del dirigente scolastico Saverio Cardin, preside della scuola media di Torreglia dal 1993 al 2006 – Era ispirata da una sensibilità rara nei confronti dei suoi alunni e delle loro famiglie. E’ stata davvero una figura fondamentale per tanti preadolescenti. Ai suoi allievi ha insegnato, negli anni più delicati della loro giovinezza, il rispetto di ogni persona e della natura, e a provare lo stupore per la bellezza del mondo e della vita. La professoressa merita riconoscenza per l’opera svolta alla scuola media di Torreglia nel corso della sua lunga vita professionale. Una “cittadina onoraria” degna di grande gratitudine». La professoressa Lombello, che era nata a Pontelongo nel ’43, lascia il marito Paolo Gobbo, architetto, e i figli Chiara e Francesco. Il funerale sarà celebrato alle 9.30 di martedì mattina nella chiesa parrocchiale di Caselle di Selvazzano, dove da anni la donna viveva con la famiglia.
di : (Gianni Biasetto)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 23 AGOSTO 2008
Un vademecum per l’uso corretto di Internet
PONTELONGO. Nuovo regolamento per l’uso di Internet in biblioteca comunale. Il testo regolamentare è stato votato ed approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale. «Si tratta di una decisone – spiega l’assessore alla Cultura Patrizia Desolei – resasi necessaria dalla constatazione dall’uso sbagliato che in passato se n’è fatto e che ha causato dei danni alla strumentazione informatica in dotazione alla biblioteca. Alla fine abbiamo raccolto alcune semplici regole di comportamento per un uso più responsabile della rete». La postazione Internet sarà ora spostata davanti al bancone principale in maniera da essere meglio controllata. Sarà possibile utilizzarla gratuitamente su prenotazione e per determinati limiti temporali. I minori dovranno però essere accompagnati da un garante ed in ogni caso non potranno essere più di tre gli utenti che contemporaneamente occupano la postazione. Un contributo economico sarà richiesto però per le eventuali stampe e per i supporti magnetici. Come ogni regolamento previste anche delle sanzioni che prevedono, a seconda della trasgressione, l’esclusione dalla biblioteca, la denuncia e la richiesta di risarcimento dei danni cagionati.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 22 AGOSTO 2008
LA SANITA’ NEL PIOVESE. Dagli attuali 12,07 euro ad abitante si arriverà a settembre a versarne 16 all’Usl – Più soldi per i servizi sociali – Aumentano i contributi comunali: la Magnolia potrà aprire
PIOVE DI SACCO. Buone notizie per i servizi sociali della Saccisica: la conferenza dei sindaci ha deciso l’aumento della quota sociale che i comuni versano all’Usl 14: entro settembre aprirà finalmente la casa alloggio della Cooperativa Magnolia, pronta da tre anni e ancora inutilizzata. «Alla conferenza era presente anche il direttore generale dell’Usl Antonio Padoan – fa sapere il sindaco Mario Crosta – che ha dimostrato ancora una volta grande concretezza e volontà di dare risposte al territorio. E’ stata confermata l’ormai imminente copertura del primariato di Medicina del nostro ospedale, e soprattutto siamo giunti a un accordo per poter aprire entro pochi mesi la casa alloggio per disabili autosufficienti di Piove, gestita dalla Magnolia, e quella di Cavarzere. Successivamente aprirà anche quella di Chioggia. I comuni attualmente pagano come quota sociale per ogni cittadino 12,07 euro. E’ stato deciso un aumento di 1,60 euro da applicare subito, e questo consentirà di far fronte alle spese per la gestione delle case alloggio. A settembre verrà effettuata una verifica sull’effettivo funzionamento di questo servizio rivolto ai disabili, ma anche di tutti gli altri servizi sociali. E a quel punto i comuni aumenteranno ulteriormente la quota sociale, di altri 2,40 euro, arrivando così a 16 euro». L’assessore ai Servizi alla persona Sergio Contran è molto soddisfatto dell’accordo: «Finalmente si è sbloccata una situazione di impasse che durava da troppo tempo, questo grazie all’impegno di tutti i Comuni, che hanno mostrato disponibilità ad investire nel settore sociale, e all’Usl». Le decisioni prese dalla conferenza dei sindaci gettano acqua sul fuoco della polemica sollevata poche settimane fa dall’assessore comunale padovano, Sinigaglia che mostrava preoccupazione per l’imminente passaggio dell’ospedale di Piove in seno all’Usl 16 per via della differenza delle quote sociali: con gli aumenti stabiliti si arriva al pareggio con quanto viene versato dalla città.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 22 AGOSTO 2008
Una mail immediata al medico di base avvertirà del ricovero del suo paziente
PIOVE DI SACCO. Un cittadino entra in ospedale e il suo medico di famiglia lo sa in tempo reale grazie ad una e-mail. L’innovativo sistema informatico è stato sperimentato nell’Usl 14 per due mesi con un piccolo numero di medici di famiglia ed ora è pronto ad essere esteso a tutti i medici di medicina generale e pediatri dell’azienda sanitaria. Non appena un cittadino entra in ospedale, viene avvisato il proprio medico tramite una e-mail che viene spedita automaticamente. Il tutto nel pieno rispetto della privacy: solo dopo aver ricevuto il consenso del paziente o di un suo familiare, infatti, può partire la lettera di avviso. Inoltre, nella e-mail non ci sono dati sensibili come ad esempio la diagnosi o le prestazioni erogate. «E’ un sistema semplice e veloce – dice Antonio Baccan, responsabile dei Sistemi Informativi – che rivoluziona il modo di comunicare. Da oggi il medico di famiglia viene avvisato all’istante del ricovero in ospedale o in casa di riposo, dell’ingresso in pronto soccorso, delle dimissioni e anche del decesso di un suo paziente». L’Usl 14 è una delle prime aziende sanitarie del Veneto che sta adottando questo innovativo strumento di comunicazione. Per la sua attivazione è stata fondamentale la collaborazione e il lavoro sinergico tra l’ufficio dei Sistemi Informativi e quello dei Servizi Sociali. «Per la buona realizzazione del progetto – continua Stefano Vianello, direttore dei Servizi Sociali – i medici di medicina generale e i pediatri sono stati coinvolti e informati opportunamente quando la sperimentazione muoveva ancora i primi passi. Poi, i test effettuati per perfezionare il sistema hanno confermato la loro e nostra soddisfazione». Si tratta di un sistema informativo rivoluzionario, ma anche gratuito. Il prossimo passo sarà l’ingresso dei medici di famiglia nella rete informatica dell’Usl. Ovvio che il tutto è organizzato per il bene del paziente.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 22 AGOSTO 2008
CAMPAGNOLA – Scrittori e poeti, ecco tutti i premiati
“Scorrono i giorni prigionieri del tempo. / Come onde lunghe di spume bianche / si inseguono i nostri sogni, / senza sosta, persi / nel gran mare della vita. / Si infrangono talvolta / su scogli inaspettati / e la risacca li ributta indietro…”. Inizia così la lirica “Il tempo” di Oscar Lunardon di Bassano del Grappa, che ha vinto il primo premio nella sezione “Poesia singola” della ventiseiesima edizione del Premio letterario “Campagnola” indetto dall’associazione Pro Loco di Campagnola e Brugine. Il secondo premio è andato a Eliana Olivotto di Belluno (“Viola che amava danzare”). Segnalazione per Rina Carli di Chioggia (“Accenti di quieta intesa”) e Nadia Zanini di Bovolone-Verona (“Tra cuscini di silenzio”). La giuria composta da Domenico Grigoletto, Mario Klein, Lydia Mggiolo, Luciano Nanni e Giovanni Beggio, ha assegnato, nella sezione “Libro di poesie”, il primo premio a Gianfranco Vinante di Padova (“Un dove un altrove” ) e il secondo ad Antonio Giraldo di Arzergrande (“Il male d’essere”). Segnalazione per Giulio Dario Ghezzo di Venezia (“Lungo il sentiero del vento”). Nella sezione “Racconto”, è risultato vincitore Angelo Frison di Villafranca Padovana (“Pecore lupi – lupi pecore”), al secondo posto Bruno Longanesi di San Giuliano Milanese (“I cavalieri della montagna”). Segnalazione per Floriano Baseggio di Pontelongo (“Requiem di recapito”).Nella sezione “Poesia ragazzi”, il primo premio è stato assegnato a Giovanni Maria Bovo di Padova (“La mia casa al mare”), il secondo ad Andrea Marchiori di Case di Malo-Vicenza (“I nonni”), il terzo a David Demiri di Case di Malo (“Io ho bisogno”), il quarto a Francesco Munari di Padova (“Il vento”), il quinto a Giovanna Bercariu di Padova (“La terra”). «L’interesse di tanti scrittori e poeti neofiti o di lungo corso, di tanti ragazzi e ragazze con i loro insegnanti fa sperare – scrive il sindaco di Brugine Silvia Salvagnin nell’opuscolo che raccoglie i testi premiati – in un mondo che non misura tutto con il metro del soldo, ma che sa che le cose importanti risiedono nel cuore, nella mente e nell’anima delle persone».
di : Maria Pia Codato
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 15 AGOSTO 2008
La Regione ha assegnato i contributi per 3 milioni di euro in 3 anni alle attività culturali.
La Regione ha assegnato i contributi per 3 milioni di euro in 3 anni alle attività culturali, previsti dal progetto «Sistema spettacolo nel Veneto in una rete condivisa» del gennaio 2007. Ecco i venti comuni padovani che hanno ottenuto per il 2007 un contributo di 6.000 euro ciascuno: Carceri, Casalserugo, Massanzago, Noventa, Piazzola, Rubano, Selvazzano, Vigodarzere, Camposampiero, Pontelongo, Villa del Conte, San Giorgio delle Pertiche, Villanova, Loreggia, Galliera, Mestrino, Trebaseleghe, Santa Giustina in Colle, Borgoricco, Campodarsego. Grande la soddisfazione del vicesindaco leghista di Santa Giustina Giulio Centenaro.
di : (g.a.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 15 AGOSTO 2008
Banconote fasulle, sale l’allarme a Piove – Sempre più diffusi nei negozi i congegni rivelatori dell’autenticità della cartamoneta in circolazione
PIOVE DI SACCO. E’ allarme in città per la diffusione di soldi falsi. Banconote da 10 e 20 euro, soprattutto, anche se non mancano segnalazioni di pezzi da 50 e 100 euro. I commercianti stanno diventando diffidenti e infatti si stanno moltiplicando alle casse dei negozi, vicino al registratore, i congegni che sono in grado di rivelare l’autenticità della cartamoneta. C’è poco da fare se ci si ritrova nel portafoglio una banconota falsa: è carta straccia e come tale non ha alcun valore. La procedura corretta, per evitare che i soldi fasulli continuino a passare di mano in mano, sarebbe quella, una volta che ci si accorge di esserne in possesso, di consegnarli ad una banca. Da qui verrebbero inviati alla Banca d’Italia che stabilisce se sono o meno fasulli. Nel primo caso chi li ha consegnati rimarrebbe con un pugno di mosche in mano e i suoi soldi non glieli restituirebbe più nessuno. Se invece i soldi risultassero veri, verrebbe rimborsato. Sarà anche per questo che molti si guardano bene dal consegnare in banca le banconote false e cercano invece di usarle, liberandosene il prima possibile. Che il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più significative lo confermano molti commercianti: «Capita eccome di trovarsi nel registratore di cassa dei soldi falsi – raccontano da un panificio – Il problema è che ce ne accorgiamo quando oramai è tardi. Qualche volta ci si rende conto subito che i soldi non sono buoni, perché appena li prendi in mano senti la differenza della carta. A quel punto non li accettiamo e chiediamo al cliente di pagare con una banconota diversa. E’ evidente che il più delle volte la gente usa questi soldi in buona fede». Circostanza che viene ribadita anche da un barista: «Mi è capitato che un’anziana pagasse un caffè con un pezzo da 10 euro evidentemente fasullo. Quando gliel’ho fatto notare a momenti si metteva a piangere: ha detto che aveva appena preso quei soldi in posta dove era stata a ritirare la pensione». In buona o cattiva fede, di banconote false ne girano parecchie e spesso non è facile riconoscerle. I consigli delle banche sono di verificare innanzitutto lo spessore e la qualità della carta, controllare che l’ologramma argentato si colori quando si piega la banconota e la corrispondenza dei colori. E se ci sono dei dubbi, meglio non accettare il denaro sospetto.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
L’assessore provinciale e sindaco di Corezzola Mauro Fecchio, lancia l’allarme sull’interruzione dei lavori per l’allargamento dell’Arzeron – Percorso a ostacoli per il Ferragosto al mare «Sono molto preoccupato. Quando chiedo informazioni sui tempi di ripresa, assisto a un rimpallo di responsabilità»
«Sono molto preoccupato per il fermo dei lavori, sospesi ormai da settimane. Il traffico per il mare si intasa e usa come valvola di sfogo ancora una volta i centri abitati. Il più martoriato, in questo caso, è quello di Civè. Non sono riuscito a capire dov’è l’inghippo e che tempi di soluzione ci saranno». Così l’assessore provinciale Mauro Fecchio, nella doppia veste anche di sindaco di Corezzola. Il ferragosto sulla strada del mare si preannuncia dunque più calda che mai se, alla situazione già al limite del collasso in giorni feriali e alle lunghe code del weed end, si unirà come probabile il consueto surplus per la ricorrenza del 15. Il viaggio sarà una corsa ad ostacoli e metterà per l’ennesima volta a dura prova i nervi degli aspiranti vacanzieri mordi e fuggi. Sono molti infatti, anche quest’anno, i padovani che per svariati motivi, primo fra tutti la crisi economica, hanno rinunciato alle ferie. Pochi saranno invece quelli disposti a sacrificare anche la giornata di ferragosto per la tradizionale micro-vacanza, che non si nega mai a nessuno. Pranzo al sacco, e si parte di buon’ora per la meta preferita: la spiaggia più vicina a casa. Ma il tragitto diventa un’odissea. «Il punto più nevralgico oggi – continua Fecchio – è l’incrocio tra la Sp 23 e la Sr 105, all’altezza della località Treponti. E’ lì che si registra il passaggio più difficile, da cui si dipana poi l’intasamento. Capisco che i lavori per l’ampiamento dell’Arzeron richieda tempo (n.d.r.: la conclusione dell’opera complessiva è prevista tra tre anni), e comprendo anche che si tratti di un periodo particolare. Eravamo pronti a sopportare i disagi accettabili. Va anche ricordato che sono stati risolti molti dei problemi che gravavano su Corezzola per il traffico legato allo zuccherificio di Pontelongo . Ma quello che mi inquieta è che non capisco l’origine dello stallo e a chi mi devo rivolgere per avere risposte. C’è un rimpallo tra il Magistrato alle acque, la Provincia di Venezia e la Regione». La questione della strada che non c’è, è una delle tante irrisolte sul fronte della viabilità del nostro territorio, che si ripropone ancora una volta, proprio all’alba di una nuova stagione di cantieri per il ricco, fiacco e lento Nordest. Il nodo è quello del tratto tra Arzeron e Cà Pasqua verso nord. Il segmento lungo le sponde del Brenta interessa in particolar modo i padovani che vogliono raggiungere il bagnasciuga di Sottomarina o passeggiare a Chioggia. L’alternativa è la Romea. Lo scorso anno l’avvio dei lavori tra Codevigo e Chioggia, sul ponte di Brondolo e sul tratto Cà Pasqua e la Sp 53, sino a Botte delle Tezze. I disagi si sommarono perché i lavori per l’allargamento delle bretelle scattarono contemporaneamente a causa di un’assenza di comunicazioni tra le due Province competenti: Venezia e Padova che, vicendevolmente, non avvisarono l’altro ente su quanto erano in procinto di fare. L’estate arriva ed è caos totale, tanto da indurre il Magistrato alle acque a sospendere i lavori per consentire al turismo nostrano di circolare. Si pensa inoltre di installare un ponte prefrabbricato sopra il canale del Brenta, sulla Sp 53, tra Codevigo e Chioggia, per creare una via di fuga all’esodo estivo. Ma la struttura viene realizzata solo a fine agosto. Riprendono così i lavori. E’ trascorso un anno e il processo subisce una battuta d’arresto: «Per ora più che intensificare i controlli della Polizia municipale per tenere il traffico in sicurezza non so che fare – conclude Fecchio – Quanto a risposte sulla certezza dei tempi, mi trovo sempre davanti un muro di gomma».
di : Michela Danieli
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
Novità a Pontelongo rinegoziazione gratuita dei mutui
PONTELONGO. Il comune di Pontelongo aderisce alla convenzione con le banche per la rinegoziazione dei mutui. Una bella notizia per i residenti del comune che potranno così usufruire della surrogazione e della rinegoziazione totalmente gratuita dei mutui. Un’opportunità non da poco in un periodo in cui per molti il peso della rata sul bilancio familiare si è fatto insostenibile. «L’obiettivo di questa iniziativa – spiega l’assessore al Bilancio Giorgio Pizzeghello – consiste nel ridurre il costo dell’indebitamento e le rate che i residenti nel nostro comune devono sostenere per mutui contratti per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della casa». Hanno aderito alla convenzione i seguenti istituti di credito: Banca Etica, Carife, Banca Popolare FriulAdria, Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Credito Emiliano, Banca Popolare di Vicenza, Unicredit e Banca Carige. «Possono richiedere quanto previsto dalla convenzione – continua l’assessore – i residenti che abbiano aperto mutui fondiari per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima o della seconda casa con istituti diversi dalla banca che realizzerà la surrogazione. La banca precedente e quella nuova che effettua l’operazione di surroga non devono appartenere allo stesso gruppo. Chi vuole aderire alla convenzione e possiede i requisiti può trasferire il mutuo residuo in un altro istituto facente parte dell’elenco rinegoziando condizioni e durata oppure restare nello stesso istituto riducendo l’importo della rata e ricontrattando le condizioni». «La gratuità della convenzione – conclude Pizzeghello – è intesa nei termini più ampi, ponendo a carico della nuova banca surrogante anche le spese notarili e quelle di perizia del valore dell’immobile a garanzia del mutuo». Per molti cittadini si tratta sicuramente di un’operazione molto conveniente.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
Abbattuto l’edificio Ex Enel a Piove – Molte critiche all’intervento edilizio per il raddoppio della cubatura utile
PIOVE DI SACCO. E’ stato abbattuto nei giorni scorsi l’edificio Ex Enel di via Circonvallazione. Il palazzo, diventato ormai da molti anni uno dei simboli del degrado urbano, abbandonato e fatiscente com’era, è stato raso al suolo in poche ore dalle ruspe e presto inizieranno i lavori per dar seguito al progetto di recupero dell’area. Un progetto finito nei mesi scorsi nel mirino di più forze politiche e ambientaliste. Il nuovo edificio che verrà costruito, più grande di quello abbattuto, è stato infatti criticato dalla lista Piove per Tutti, Tutti per Piove, da Alleanza Nazionale e da Legambiente. Sotto accusa l’aumento di cubatura concesso, che raddoppia quasi quello esistente, passando da poco più di duemila metri cubi a quattromila. Il progetto è stato comunque approvato in consiglio comunale e l’abbattimento del vecchio edificio ha dato il via al contestato intervento. L’ampio e inusuale orizzonte che si è aperto in via Circonvallazione, verso il viale della Madonna delle Grazie, non è destinato quindi a durare molto. Presto un nuovo palazzo occuperà quello spazio e si porterà via quella fetta di cielo che oggi si può ammirare. Il nuovo edificio sarà destinato ad uso direzionale, vi saranno quindi collocati soltanto uffici, senza negozi e alloggi. Nel difendere il progetto di recupero Ex Enel la giunta comunale ha sottolineato i benefici che porterà, a partire da nuovi parcheggi pubblici, in un punto strategico a ridosso del centro storico, e un ufficio che verrà ceduto gratuitamente al comune da circa 100 metri quadrati. L’intervento comprende anche la sistemazione di piazza Castello e la realizzazione del marciapiede lungo il tratto di Fiumicello che la collega alla Circonvallazione. Inoltre il tratto di via Circonvallazione compreso tra il nuovo edificio, accanto al quale nascerà anche una nuova piazzetta, e via Piave sarà rialzato e caratterizzato da una pavimentazione diversa dall’asfalto, probabilmente porfido, con passaggi pedonali protetti. Si tratta di interventi che nei prossimi mesi sono destinati a cambiare il volto della zona, tanto più che presto inizieranno anche i lavori per la realizzazione della rotatoria fra le vie Circonvallazione e Carrarese.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
E’ diventato esecutivo il Pati tra Brenta e Bacchiglione
PIOVE DI SACCO. Il Piano di Assetto Territoriale Intercomunale (Pati) «Tra Brenta e Bacchiglione» è diventato finalmente esecutivo. I sindaci Mario Crosta (Piove di Sacco), Giannina Cesarina Foresti (Arzergrande), Silvia Salvagnin (Brugine) e Federico Ossari (Pontelongo), alla presenza dell’assessore regionale Renzo Marangon e del collega in Provincia Stefano Peraro, hanno espletato l’ultimo passaggio amministrativo che approva definitivamente il nuovo strumento urbanistico convocando la Conferenza dei servizi. Ora ciascun comune dovrà renderlo operativo attraverso propri piani attuativi. «Si tratta di un passaggio tecnico – ha fatto notare Crosta – ma carico di un grande significato politico, soprattutto per i quattro Comuni coinvolti che, insieme alla Regione e alla Provincia, hanno lavorato per giungere a questo importante traguardo». L’iter per la redazione del Pati è iniziato nel 2005 con la volontà delle quattro amministrazioni della Saccisica di cogliere lo spirito e la volontà della nuova legge urbanistica regionale. «Il Pati – sottolinea Crosta – individua e indica le direttrici dello sviluppo, salvaguardando gli aspetti economici, ambientali, storico-culturali presenti e futuri. Si fonda su una visione strategica del territorio che supera le barriere fisiche e politiche fra Comuni. Il supporto di Regione e Provincia è stato fondamentale – ribadisce il sindaco – così come il percorso partecipativo che ha visto coinvolti nell’iter del Pati associazioni e cittadini». Gli obiettivi fissati dal Pati sono la riduzione della frammentazione ambientale, recuperando le discontinuità alle vie di transizione della fauna, incremento della biodioversità e continuità dei corridoi ecologici, tutela e promozione del paesaggio naturale, fluviale, agricolo, delle bonifiche e quello urbano. Il Pati punta alla riqualificazione degli insediamenti esistenti, al recupero dei tessuti edilizi degradati e fissa il contenimento del consumo di suolo. Infine il nuovo strumento urbanistico prevede il miglioramento della dotazione di servizi tramite l’innalzamento degli standard per abitante. «L’approvazione di questo piano – ha aggiunto l’assessore Marangon – è motivo di soddisfazione per la Regione e di plauso ai Comuni che hanno saputo fare sinergia e cogliere gli aspetti fondamentali della legge urbanistica calandola in un territorio ricco dal punto di vista naturalistico e storico, dove emerge un’alta qualità della vita». «Il Pati, cui la Provincia ha collaborato con estremo interesse – ha detto l’assessore Peraro – è un segno di responsabilità degli amministratori, c’è un territorio che si organizza allargando i propri confini e mettendo insieme risorse e progetti di sviluppo. Il prossimo passo auspicabile è l’organizzazione di un’ampia intesa programmatica d’area, in modo che tanti altri progetti possano concorrere a finanziamenti».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
Il Pati abbatte i campanilismi tra Comuni e rilancia la Saccisica
Piove di Sacco – Si è concluso l’iter del Piano di assetto territoriale intercomunale, il Pati, dei comuni di Piove di Sacco, Brugine, Arzergrande e Pontelongo . L’ultimo atto formale, la conferenza dei servizi, si è consumato in sala consiliare di palazzo Jappelli presenti i sindaci dei Comuni interessati, l’assessore regionale alle Politiche del territorio Renzo Marangon e l’assessore provinciale all’Urbanistica Stefano Peraro. Trattandosi di un piano territoriale che individua le direttrici dello sviluppo futuro del territorio che abbraccia i quattro comuni e che tiene conto degli aspetti economici, ambientali, storico-culturali, il suo iter è stato lungo ed elaborato. Si è partiti dal 2005 con l’accordo di pianificazione, per passare poi nel 2007 all’adozione del Piano da parte dei rispettivi consigli comunali, nel marzo scorso quindi è stato acquisito il parere della commissione regionale per la valutazione ambientale strategica e un mese fa è giunto anche il parere positivo della commissione tecnica regionale. Da questo momento, dunque, i piani regolatori di ogni comune dovranno tenere in considerazione le direttive del Pati. «È stato un lavoro faticoso ma sicuramente prezioso – affermano all’unisono i quattro sindaci Mario Corsta per Piove, Silvia Salvagnin per Brugine, Giannina Foresti per Arzergrande e Federico Ossari per Pontelongo - con il Pati ora lavoreremo in perfetta condivisione su una traccia che ci permetterà di programmare lo sviluppo del territorio in una visione che supera le barriere fisiche e politiche dei nostri comuni mettendo assieme strumenti e risorse economiche e andando incontro a quelle che sono le aspettative dei cittadini». I lavoro effettuato dai quattro Comuni della Saccisica è stato portato dalla regione al congresso mondiale degli architetti come «progetto innovativo per la qualità della programmazione». Soddisfazione per il progetto “in condomino” dei quattro Comuni è stata espressa sia da Marangon che da Peraro che lo hanno definito un esempio da seguire per come si può programmare la pianificazione del territorio lasciando in disparte i campanilismi.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 13 AGOSTO 2008
Piove di Sacco Con il “parkcrossing” si combatte il caro-vita
Piove di Sacco – Dopo il bookcrossing ecco il “parkcrossing”. La moda di lasciare libri in angoli prestabiliti della città affinché vengano trovati e letti da altre persone, in qualche modo riguarda anche i ticket dei parcheggi a pagamento di Piove . Capita sempre più spesso, infatti, di trovare vicino ai parcometri del centro storico qualche scontrino già stampato e utilizzato, ma ancora valido. A lasciarlo è qualche automobilista che, avendo pagato una sosta durata meno del previsto, vuole consentire ad un altro automobilista di usufruire del tempo che rimane “coperto” dal ticket. «È un modo per non sprecare centesimi inutilmente commenta un uomo che ha appena consegnato nelle mani di un giovane uno scontrino valido per un’altra mezz’ora -. Dovevo sbrigare una commissione veloce ma non avendo cinquanta centesimi nel portafoglio ho inserito un euro. Ora io me ne vado ma questo biglietto può valere per circa un’altra ora e può giovare anche a più persone».
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 12 AGOSTO 2008
Macchè federalismo, Comuni penalizzati
È proprio così. Quanto più ti affanni a mettere in ordine i tuoi conti, tanto più vieni penalizzato. E’ quanto è accaduto con l’ultima manovra economica approvata dal governo Berlusconi. Che prevede ulteriori inasprimenti dei tagli agli enti locali, prima di tutti i Comuni, che riguarderanno già il 2008, ma anche il 2009 e il 2010 attraverso vincoli e patti di stabilità che rendono avvilente il ruolo del pubblico amministratore.
Fa piacere sentire che anche il presidente della Provincia di Padova, Vittorio Casarin, è dalla nostra parte, criticando apertamente il governo di centrodestra per le scelte fatte negli ultimi giorni. C’è però una grande differenza fra la Provincia di Padova e uno qualsiasi dei piccoli o medi Comuni della stessa Provincia. I tagli previsti hanno un impatto decisamente diverso, sia in termini economici, che sull’opinione pubblica.
In termini economici, tagliare risorse a un ente come la Provincia di Padova significa imporre agli amministratori la ricerca di capitoli di spesa che possono essere ridotti considerevolmente (basti pensare alle spese per la comunicazione o a quelle per le consulenze che sono ingenti), mentre una riduzione di trasferimenti ai Comuni più piccoli (che hanno le spese già ridotte all’osso) significa ingessare l’attività amministrativa. Si pensi che nei Comuni la spesa media per il personale (che è fissa e non si può comprimere nel breve termine) talvolta supera il 30% delle entrate e che, se sommata alle rate dei mutui già contratti, questa percentuale arriva talvolta a superare il 60%. Il resto va a coprire la spesa corrente per utenze, manutenzioni, servizi sociali, eccetera. Per quanto riguarda l’impatto sull’opinione pubblica, c’è da sottolineare come diverso sia spiegare ai propri «clienti» (cittadini per il Comune o sindaci per la Provincia) la riduzione di alcuni servizi a causa di risorse mancanti. I cittadini infatti si misurano con l’ente più vicino (il Comune) e addebitano ad esso la responsabilità di alcune scelte, come ad esempio i ridotti sfalci dell’erba, la manutenzione delle strade o dei marciapiedi, una politica insufficiente sugli alloggi popolari, una migliore gestione della pubblica illuminazione, e via dicendo. Dopo la decisione di azzerare completamente l’Ici sulla prima casa, con promessa (?) di ricevere dallo Stato il mancato gettito in tempi brevi (si parla di marzo 2009 e intanto i Comuni hanno anche il problema di cassa), gli stessi Comuni hanno dovuto subire l’ulteriore umiliazione dell’inasprimento del patto di stabilità e del taglio dei trasferimenti. Ma tanto, chi risponde dei mancati servizi offerti ai cittadini dagli enti locali sono sempre i sindaci, mica Berlusconi! Lui riesce anche a mettere una norma che riduce di un ulteriore 20% le indennità di assessori e consiglieri, come se questa fosse la soluzione al problema. Anche qui. Le indennità sono a volte inferiori ai rimborsi spese, senza contare gli impegni di sabato e domenica, di giorno e di notte. Io, ad esempio, come sindaco percepisco 900 euro lordi mensili (500 netti), mentre i miei assessori ne percepiscono 135 (80 netti). Questo è il modo con cui questo governo affronta i problemi. Populismo allo stato puro. E che fine ha fatto la proposta trasversale dei sindaci (esclusi quelli della Lega) di trattenere il 20% del gettito Irpef ai Comuni? Dove sono i «roboanti» leghisti che predicano un giorno sì e l’altro pure il federalismo e poi votano contro questa proposta del 20%? E come fanno gli stessi leghisti a sostenere l’abolizione dell’Ici, unica vera imposta (seppur impopolare) che lasciava ai territori quanto prelevato? Ora dipendiamo totalmente da Roma e dai suoi trasferimenti (tagli compresi). Complimenti! Dov’è il coraggio delle vere riforme tanto decantate? Tagliare i trasferimenti e imporre vincoli assurdi ai piccoli enti non mi pare una novità: è una soluzione che purtroppo abbiamo già visto adottare più volte in questi anni. In sostanza qualcuno continua a spendere a dismisura (Stato e Regioni) e qualcun altro paga il conto (Comuni). E’ necessario pensare in modo diverso, magari lanciando insieme agli enti locali una vera sfida sui costi e la qualità che, a mio avviso, dovrà necessariamente passare per una razionalizzazione degli enti (unioni/fusioni) e che poi, in un secondo momento, potrà anche portare al superamento delle Province come qualcuno chiede da tempo. Ma per fare questo ci vogliono idee e coraggio, elementi che non riscontro in questa maggioranza di governo.
Federico Ossari sindaco di Pontelongo
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 12 AGOSTO 2008
Bloccata la possibilità di ampliare abitazioni, pertinenze e agriturismi
VENEZIA. Approvato a maggioranza (31 favorevoli, 13 contrari e 4 astenuti) il riordino e semplificazione normativa della legge urbanistica veneta in materia di parchi, protezione della natura, edilizia pubblica, mobilità e infrastrutture. Gli articoli del provvedimento, collegato alla Finanziaria 2007, varati il 12 giugno scorso, introducono alcune modifiche significative nella normativa, tra le quali la possibilità di ampliare le abitazioni esistenti in zona rurale fino a 800 metri cubi e gli agriturismi fino a un massimo di 1200 metri cubi, purché si rispetti la tipologia originaria del fabbricato, e la possibilità per le aziende agricole di realizzare impianti di produzione energetica a fonti rinnovabili in zona rurale. Le nuove norme approvate consentono ad agriturismi, bed & breakfast e ad unità abitative ammobiliate ad uso turistico di realizzare piscine a completamento dell’offerta turistica, permettono l’installazione di serre mobili senza permessi di costruzione purché siano senza fondamenta in muratura.
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 09 AGOSTO 2008
BASTA TRAFFICO «Soffocati dallo smog vogliamo soluzioni»
CODEVIGO. «La situazione sta diventando insostenibile. E’ tempo di trovare delle soluzioni concrete ed efficaci». Con queste parole il sindaco Graziano Bacco commenta la sua partecipazione al simbolico blocco della statale Romea da parte di un gruppo di sindaci di Comuni padovani e venziani uniti da una trafficata e pericolosa striscia d’asfalto. Un’iniziativa del sindaco di Chioggia all’indomani dell’ennesimo sacrificio di sangue. Per alcuni minuti ieri mattina, all’altezza di Valli, hanno attraversato la strada più pericolosa d’Italia bloccando il traffico e richiamando l’attenzione delle istituzione con tanto di lettera aperta al premier Berlusconi. «Anche per Codevigo – spiega Bacco – la presenza della Romea comporta una serie di problematiche. Il nostro comune, tra l’altro, si trova sul collo dell’imbuto di tutto il traffico che proviene da ovest. A quello commerciale si aggiunge, nei fine settimana estivi, quello turistico. E’ necessario per il nostro territorio individuare delle alternative che possano ridare dignità ai cittadini che si ritrovano schiavi del traffico e dello smog. Il problema più serio e immediato da risolvere – prosegue – è quello dell’adeguamento della provinciale dell’Arzaron. E’ indispensabile che la carreggiata sia raddoppiata almeno sino a Corte di Piove di Sacco, dove attualmente confluisce anche chi proviene dalla strada dei Vivai. E’ l’unica alternativa alla statale quando questa è bloccata, ma non è adeguata ad accogliere traffico pesante. Questo comporta una continua situazione di rischio. Per non parlare poi di chi, stanco delle code, si avventura all’interno dei paesi mettendo a rischio sicurezza di pedoni e ciclisti». Non risparmia critiche Mauro Fecchio, presente al blocco in rappresentanza della Provincia, ma anche sindaco di Correzzola, comune non attraversato dalla statale ma che indubbiamente ne subisce i riflessi. «Tutti sono concordi che la Romea commerciale ci vuole ma non deve andare a penalizzare sempre i soliti comuni. Voglio capire se Chioggia intende portare aventi il progetto della bretella di collegamento con il porto che andrebbe a distruggere la frazione di Civè». Ma in attesa delle grandi opere Fecchio pone l’attenzione su fatti più contingenti. «I lavori dell’Arzaron veneziano sono bloccati con un continuo rimpallo di responsabilità tra gli enti e intanto il traffico turistico si scarica sulla Sp 23 Del Sasso che è una strada stretta e pericolosa che attraversa il centro di Civè. C’è poi la questione della pericolosissima Sp 7 Rebosola, illuminata esclusivamente con iniziative di cui si è fatto carico il Comune di Correzzola».
di : ALESSANDRO CESARATO
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 08 AGOSTO 2008
PONTELONGO Rapina con la pistola in pugno Colpo al Prix, uno straniero si dilegua con 700 euro: l’arma era finta
PONTELONGO. Rapinato il supermercato della catena Prix di via Dante, a poche decine di metri dall’ingresso dello zuccherificio. Episodio insolito in questa piccola realtà paesana. Si sono comunque vissuti attimi di tensione all’interno dell’esercizio commerciale quando ieri pomeriggio, intorno alle 13.30, un uomo con il volto travisato da un passamontagna e una pistola in mano si è fatto consegnare senza mezzi termini l’incasso. Tutto è avvenuto in pochi secondi. Il supermarket si trova in una strada che porta allo zuccherificio e alla piccola zona artigianale. Ci sono anche alcune abitazioni ma il transito è soprattutto di mezzi pesanti specie ora che la campagna saccarifera sta entrando nel pieno. L’uomo, che dalle testimonianze raccolte risulta avere la carnagione scura e l’accento straniero, è entrato dall’ingresso principale del supermercato approffitando del momentaneo periodo di calma, dovuto all’orario di pranzo. A pochi metri dalla porta automatica si trovano le casse. Mostrando l’arma, con poche ferme parole ha intimato alla cassiera di consegnare il contante accumulato sino a quell’ora. Si è quindi dileguato a piedi dandosi alla fuga. Alla fine il bottino è stato consistente, una cifra che si aggira sui 700 euro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Codevigo per i rilievi. Una delle commesse ha quindi ritrovato la pistola in un bidone dell’immondizia appena fuori i locali. E’ stato appurato che si tratta di un’arma giocatolo che il rapinatore ha utilizzato per incutere maggiore paura e per essere decisamente più convincente nelle sue pretese. Nel supermercato, dove in questo periodo è in vigore l’orario continuato, nel pomeriggio si respirava un clima irreale. Le commesse preferiscono non parlare, evidentemente ancora molto scosse dall’accaduto.
di (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 08 AGOSTO 2008
«Restituiamo le chiavi dei municipi» E l’Anci prepara la «marcia su Roma» il 20% dell’Irpef non basta più
PADOVA. E’ vero: nei municipi padovani, i sindaci stringono già l’ascia di guerra. Senza eccezione di appartenenza politica. Da Prodi a Berlusconi la «guerra» continua. Il tam tam avvertito da Vittorio Casarin, presidente della Provincia, ha più che scatenato i primi cittadini che amministrano Comuni grandi e piccoli, dell’Alta o della Bassa. In piena estate, la mobilitazione delle fasce tricolori è avviata. La marcia su Roma verrà di conseguenza, dietro la bandiera del federalismo bipartisan e della “resistenza” anti-governativa. Non perde l’occasione Luca Claudio, sindaco di Montegrotto (esponente politico della Destra di Storace): «Ci vuole davvero una “rivolta”. Provocatoriamente, mi vien da dire: queste sono le chiavi del municipio, ve le restituisco. In ogni caso, non sarò certo in seconda fila quando si tratterà di far sentire la voce dei sindaci padovani. Questa manovra segna la totale disfatta dei Comuni virtuosi. Ti viene voglia di amministrare male e spendere peggio: alla fine, arriva il perdono, non paghi le conseguenze e Roma ti incentiva. Vorrei capire il silenzio assordante della Lega sul Veneto martoriato così dal governo». Ragiona da presidente dell’Anci Veneto, che nel direttivo della scorsa settimana ha già approvato la «marcia su Roma» di ottobre su federalismo fiscale e 20% di Irpef ai municipi. Vanni Mengotto, ex sindaco di Este (Forza Italia), sbotta: «Eravamo già preoccupati per i tagli alle Regioni, che indirettamente compromettono le risorse dei Comuni. Ora la questione diventa esplosiva: incidere sulle spese correnti equivale a mettere a repentaglio i servizi. Cambiano i governi, tuttavia per i Comuni non sembra cambiare nulla. Personale già ridotto all’osso. Spese in conto capitale crollate negli ultimi due anni. E ora la mannaia sulle spese correnti. Ma Regioni e Comuni al 90% sono quelli che garantiscono gli investimenti. Questa diventa la manovra delle recessione economica». E la Lega Nord? Con il leader Bitonci in Russia, tocca a Franco Zorzo sindaco di Tombolo, scandire un commento: «So che la prima rata del mancato introito dell’Ici è arrivata regolarmente. Dunque, l’allarme lanciato da qualcuno è rientrato. Abbiamo garanzie che la seconda rata arriverà entro il 15 dicembre, con il conguaglio entro aprile 2009. La manovra del ministro Tremonti? Non l’ho ancora letta e studiata con l’attenzione che merita. Se conterrà un taglio della spesa corrente, sarà a dire poco devastante. Qui a Tombolo abbiamo risicato tutto: da sindaco, prendo 600 euro al mese tanto per intendersi. Possiamo solo azzerare ancora i contributi alle scuole materne e alle associazioni». Giancarlo Piva, sindaco di Este (maggioranza di centro-sinistra), si leva più di un sassolino dalla scarpa: «Da un governo che si riempie quotidianamente la bocca di federalismo ci si aspettava il rispetto delle autonomie locali e la volontà di premiare chi meglio ha dimostrato di gestire l’Amministrazione pubblica. Se queste resteranno le impostazioni della Finanziaria annunciata, penso che come sindaci dovremo portare le nostre fasce tricolori a Roma sbattendole non solo sui banchi del governo, ma anche sui banchi di un Parlamento sordo alle istanze del Paese che si prenderà la responsabilità di approvare queste norme capestro». Da Pontelongo, Federico Ossari (che è anche vice coordinatore provinciale del Pd) rilancia: «Quanto più ti affanni a mettere in ordine i conti del Comune, tanto più vieni penalizzato. Fa piacere leggere che anche Casarin è dalla nostra parte. C’è però una bella differenza tra i tagli previsti in Provincia e quelli per Pontelongo, dove già stiamo più che attenti ai 100 euro, ma dobbiamo misurarci con i cittadini che ci addebitano la manutenzione delle strade o l’insufficiente politica sugli alloggi popolari». A Casarin arrivano anche le critiche spietate di Mariano Schiavon, ex sindaco di Ponte San Nicolò e ora consigliere provinciale Pd: «Un attacco tutto strumentale, quello del presidente, che risponde alla logica di prendere le difese dei vessati Comuni per nascondere ciò che è successo in casa propria. La Provincia ha debiti che nel 2007 hanno raggiunto la stratosferica cifra di 247.558.549 euro, pari ad un debito per ciascun abitante di 277 euro. Era di 220,5 nel 2005. E su 114 Province, solo 9 in Italia compresa Padova non hanno rispettato i vincoli del patto di stabilità». Conclude Alessandro Naccarato, deputato democratico e consigliere comunale a palazzo Moroni: «Purtroppo, si dimostrano veri i calcoli che avevamo stilato quando era stata presentata la manovra di Tremonti. In particolare, i Comuni subiranno tagli più che consistenti con ricadute sui servizi erogati ai cittadini. Penso al taglio dell’Ici che avviene senza copertura. Il governo Prodi non a caso l’aveva ridotta del 40%, somma coperta dalla lotta all’evasione fiscale. Ora resta scoperto il 60% e non ridanno soldi ai Comuni. Con il blocco delle assunzioni, si svela anche la propaganda sulla sicurezza: azzerate le Polizie municipali. E’ l’esatto contrario del federalismo, con buona pace della Lega Nord e di chi vagheggia il partito delle libertà in salsa bavarese».
di : Ernesto Milanesi
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ZUCCHERO: CO. PRO.B., AVVIATA LA CAMPAGNA SACCARIFERA 2008/2009
(AGI) – Bologna, 4 ago. -Il Gruppo Co.Pro.B. Cooperativa produttori Bieticoli, leader nazionale della produzione di zucchero con il 56% di quota, ha iniziato la campagna saccarifera nei suoi due stabilimenti di Minerbio (BO) e di Pontelongo (PD) , rispettivamente il 28 luglio e il 1° agosto. La campagna 2008/2009 ha beneficiato di un aumento delle contrattazioni rispetto alla campagna precedente: i 5.200 bieticoltori ? di cui circa 1.800 soci della Cooperativa – conferiranno infatti alle fabbriche oltre 2 milioni di tonnellate di bietole provenienti da un seminativo di oltre 36.000 ettari. Nello stabilimento di Minerbio la conclusione del piano investimenti del triennio 2006-2008, pari a circa 25 milioni di euro, ha consentito un avvio di lavorazione regolare. Per quanto riguarda lo zuccherificio di Pontelongo, invece, l?inizio sarà più graduale, in considerazione dei rilevanti interventi di rinnovamento degli impianti messi in atto per affrontare la sfida del nuovo mercato dello zucchero. Per lo stabilimento veneto, infatti, il piano di investimenti del valore di circa 40 milioni di euro ? iniziato nel 2006 e che terminerà nel 2009 ? consentirà già dalla presente campagna l’aumento della potenzialità giornaliera di lavorazione bietole, portandola da 14.000 tonnellate a 16.000 tonnellate.
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 06 AGOSTO 2008
SOS SICUREZZA A PIOVE I Comuni acquistano due alloggi per i carabinieri Liberando spazi nella caserma dell’Arma, è auspicato l’aumento dell’organico
PIOVE DI SACCO. Dato che con i chiar di luna che girano, soldi per costruire nuove caserme non ne ha nessuno, l’Amministrazione Comunale piovese ha deciso, con il contributo di tutti i Comuni della Saccisica, di acquistare due alloggi per i carabinieri di stanza in città. In modo da liberare spazi nella caserma di via Roma, auspicando così un incremento dell’organico. Il che consentirebbe di garantire un presidio maggiore del territorio da parte delle forze dell’ordine. «L’idea ci è venuta ancora mesi fa – conferma il sindaco Mario Crosta – dato che siamo bene a conoscenza degli spazi angusti in cui lavorano i carabinieri qui a Piove e che servirebbe qualche militare in più. Si parla da molti anni di costruire una nuova caserma ma i soldi non si sa chi dovrebbe metterli. Proprio vicino alla caserma è in fase di realizzazione un intervento urbanistico piuttosto importante quindi abbiamo pensato che il Comune potrebbe acquistare un paio di alloggi da destinare ai carabinieri. Ovviamente è un’operazione che stiamo valutando con i vertici dell’Arma che finora si sono dimostrati più che interessati. Liberando due dei tre alloggi sopra la caserma – continua Crosta – si renderebbe possibile una ristrutturazione dell’edificio, con la possibilità di ricavare nuovi spazi operativi. E a quel punto dovrebbe esserci un incremento del personale». Attualmente nella sede dell’Arma di via Roma lavorano quaranta militari, suddivisi fra la stazione, il nucleo operativo radiomobile e la segreteria del comando. «Quello che al momento ci frena in questo progetto – fa notare il sindaco – è la Finanziaria nazionale: dovremo vedere quali margini di spesa ci consentirà e a quel punto valuteremo se acquistare gli immobili o fare un leasing. Ho già inviato una lettera a tutti i sindaci del territorio per coinvolgerli nell’operazione e al momento ho ricevuto solo risposte positive. Adesso siamo in pieno periodo di ferie, per cui è facile che le altre risposte arrivino dopo la metà del mese, ma sono fiducioso. Creare le condizioni affinchè possano arrivare in città più forze dell’ordine è un impegno concreto che ci assumiamo sul fronte della sicurezza. Anche perché – sottolinea Crosta – l’operazione sarà totalmente a carico dei comuni, dato che il Ministero degli Interni non ha disponibilità per pagare nuovi canoni. Ma è un onere che ci assumiamo con responsabilità». L’operazione potrebbe decollare già a settembre.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 06 AGOSTO 2008
«La sanità? Non giochiamo a scacchi» Padrin: «Riprenderemo il discorso interrotto sull’Usl»
PIOVE DI SACCO. Non sono mancati i commenti politici alla decisione di rinvio del voto della V Commissione regionale sui destini della sanità piovese. «E’ un tavolo articolato – dichiara Leonardo Padrin (Fi) – che ripartirà da dove si è interrotto ovvero dalla votazione dell’art. 1. L’uscita della sala del centrosinistra ha creato un clima di tensione che il presidente Buzzoni (Fi) ha deciso di stemperare facendo mancare il numero legale. E’ stata una scelta che personalmente non ho condiviso ma che rispetto. Evidentemente preferiva che, nonostante i numeri ci fossero, di fronte ad una scelta come questa tutte le forze politiche fossero presenti». Regina Bertipaglia (Fi) tiene a ribadire il suo impegno per un incontro tra consiglieri e sindaci del Piovese. «In questo progetto – aggiunge – ho sempre collaborato con il centrosinistra che governa gran parte dei comuni del Piovese e che sostengono all’unisono la scelta. Non è questo il momento di interrompere questo dialogo». Anche l’Udc è favorevole al passaggio e fa sapere che i voti andranno in questa direzione. «Non sarà di certo An – precisa da parte sua il consigliere regionale Raffaele Zanon – a fare mancare in commissione il sostegno alla proposta di legge. La prima preoccupazione dei consiglieri regionali è quella di garantire, se non migliorare, l’assetto organizzativo dell’ospedale di Piove rispondendo alle necessità del territorio». «Siamo convinti tuttavia – prosegue l’esponente di An pronta a settembre a presentare una proposta di legge per un riordinino delle Usl a livello provinciale – che prima di approvare questa legge l’assessore alla Sanità Sandro Sandri e i rispettivi direttori generali debbano fornire maggiori garanzie sul futuro dell’ospedale di Piove. Senza chiarezza e garanzie la scelta potrebbe trasformasi in un tuffo nel vuoto». Diversa è l’opinione del centrosinistra espressa dal capogruppo del Pd Giovanni Gallo e dai consiglieri Claudio Rizzato e Diego Bottacin. «Evidentemente – dicono – i consiglieri regionali di centrodestra che vogliono accelerare per chiudere questa operazione pensano di poter decidere sui destini della sanità di un’intera area come se si trattasse di una partita a scacchi». Gli esponenti del Pd, che al rifiuto della loro proposta di convocare in audizione i sindaci dei territori interessati hanno risposto abbandonando l’aula, sottolineano come sia invece «doveroso coinvolgere gli enti locali del piovese, del veneziano e del padovano. Anche perché nessuno fino ad ora ha ancora fornito delucidazioni e garanzie sulle funzioni che avrà l’ospedale di Piove, così come permane il silenzio totale sulle conseguenze che l’operazione avrà su Chioggia. Per questo è necessario siglare prima un protocollo d’intesa».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 05 AGOSTO 2008
Salta il voto sul passaggio all’Usl 16 Crosta: «Delusione per il rinvio»
PIOVE DI SACCO. Rinviato il voto sulle sorti dell’Usl 14. Era molto attesa la seduta di ieri della V Commissione Sanità del Veneto che avrebbe finalmente preso in esame la proposta di legge sul passaggio dell’ospedale di Piove di Sacco sotto l’Usl 16 di Padova con il conseguente divorzio da Chioggia. Alla fine però il voto non c’è stato perché è venuto a mancare il numero legale per cui la votazione scivolerà a settembre, dopo la pausa estiva. A decidere ci ha pensato il presidente Raffaele Bazzoni che, dopo l’abbandono della discussione da parte dei consiglieri di centrosinistra, per evitare ulteriori tensioni, ha preferito aggiornare la seduta a dopo le ferie. «Un’occasione persa – esordisce Leonardo Padrin di FI – nonostante una discussione ricca e utile, ma dall’epilogo inaspettato. Emerge però il dato politico che il centrosinistra ha nel Piovese e a Venezia visioni diverse». «La decisione di non dare udienza ai sindaci – spiega l’altra firmataria della legge, Regina Bertipaglia – che, tra l’altro, hanno inviato alla Commissione tutta la documentazione, è stata suggerita dalla volontà di accelerare i tempi di decisione. Proporrò comunque un incontro informale per quei consiglieri interessati a sentire direttamente la volontà univoca del territorio». Alla notizia del rinvio non nasconde la sua delusione il sindaco di Piove di Sacco e presidente della Conferenza dei sindaci. «C’è sicuramente amarezza – dichiara Mario Crosta, che alla fine aveva rinunciato ad essere udito dalla Commissione per accelerare i tempi della discussione – per un traguardo che viene spostato nel momento in cui stava per essere tagliato. Ci conforta però l’impegno del consigliere Bertipaglia sul rispetto dei tempi per il voto e sulla possibilità di un’udienza informale dei sindaci con i consiglieri interessati ad approfondire la questione. In questo mese continueremo con le giuste pressioni ad avvalorare una scelta che riteniamo la più giusta per il nostro ospedale». Sull’abbandono del centrosinistra Crosta minimizza: «Nel Piovese il centrosinistra è compatto. A livello regionale ci sono ancora interessi divergenti che necessitano una sintesi». Nella seduta di ieri da notare il ritiro da parte dei consiglieri di An della loro proposta di legge. «A settembre – spiega Raffaele Zanon – presenteremo un nuovo disegno per la razionalizzazione della sanità basata su una riorganizzazione su base provinciale delle Usl. In ogni caso ci auguriamo che nella prossima seduta della Commissione ci sia un approfondimento sulle effettive garanzie per l’ospedale di Piove per non andare incontro al suo declassamento».
di : ALESSANDRO CESARATO
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IL GAZZETTINO di Padova – MARTEDÌ, 05 AGOSTO 2008
Gli zuccherifici sono spariti dal Polesine ma la campagna bieticola è buona
Com’ è noto, la cultura agreste identifica i vari mesi dell’anno solare con il conferire loro un particolare aggettivo che li caratterizza. Così, ad esempio, giugno è inteso come il mese della mietitura, settembre come quello della vendemmia, ottobre come quello delle semine e via dicendo. Dalle nostre parti, ad agosto viene associata la barbabietola da zucchero. È il mese, infatti, dell’inizio della raccolta e della conseguente apertura delle “fabbriche”. La durata della “campagna” è prevista in cento giorni a partire dal primo del mese e già le produzioni stanno affluendo ai pochi zuccherifici aperti che si contano sulle dita di una mano. Nel bacino Veneto opera lo stabilimento di Pontelongo , il solo a portare la bandiera in memoria dei numerosi “confratelli” caduti lungo l’arco della storia della nostra bieticoltura. Solo per stare in Polesine, negli anni d’oro della saccarifera se ne contavano tredici, da Ficarolo a Bottrighe e giù per Ca’ Venier fino a Porto Tolle. Lunga e complessa è la storia della bieticoltura nazionale che si è trovata a dover competere in un mondo sempre più aperto agli scambi commerciali, dapprima con i soci della Comunità e poi, con questi, nella piazza mondiale per affrontare le produzioni di zucchero da canna più competitive e protette dai paesi produttori. Le ultime vicende datano tre anni fa: con un colpo di spugna la Comunità ha più che dimezzato le quote di produzione con le conseguenze relative. Faccio grazia al lettore nel non addentrarmi nel merito burocratico. A dispetto di ciò, la “dolce radice” resiste. L’amico coltivatore, con il quale si ragionava di queste cose attraversando il suo bietolaio, al tramonto di una calda giornata di fine luglio, appare ottimista per le attese della “campagna” 2008. È un ottimismo ragionato, come deve essere quello che riguarda le vicende dei campi, supportato, però, dai dati delle analisi a campione operate dagli agronomi che lavorano, a vario titolo, nel settore saccarifero. «Su un bacino di 16mila ettari – afferma il responsabile dell’Associazione nazionale bieticoltori Emilio Pattaro – quale quello veneto, è verosimile un quantitativo di 12.500.000 quintali di radici e in base ai dati delle diverse campionature effettuate con metodo scientifico, attendere una produzione media per ettaro di 700 quintali da cui ricavare, con la polarizzazione di 15,20 gradi, 105 quintali di saccarosio». Rispetto alle medesime campionature dello scorso anno, eseguite nelle stesse aziende e con il medesimo procedimento, i dati, globalmente considerati, segnano qualche punto in più. L’amico di prima, su questa scorta, non dispera di ottenere una produzione lorda vendibile di 2.500-2.700 euro per ettaro. Pur considerando i maggiori costi per produrla, la dolce radice rimane la più competitiva, in termini di resa, con le altre colture erbacee primaverili e si confermerebbe tale, cioè dolce, anche per il suo bilancio.
di Orazio Cappellari
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IL GAZZETTINO di Padova – MARTEDÌ, 05 AGOSTO 2008
PIOVE DI SACCO. IL CENTROSINISTRA ABBANDONA L’AULA: TUTTO RINVIATO A SETTEMBRE IN COMMISSIONE REGIONALE – Fumata nera per il passaggio dell’ospedale all’Asl 16
Piove di Sacco – Fumata nera per il passaggio dell’ospedale di Piove all’Asl 16 padovana. Il centrodestra era pronto a votare ieri in quinta commissione sanità regionale sulla proposta di legge 260 presentata l’agosto scorso da Regina Bertipaglia (FI) e sottoscritta dai consiglieri di centrodestra Leonardo Padrin, Barbara Degani, Clodovaldo Ruffato (Fi), Maurizio Conte (Lega), Moreno Teso (An), Nereo Laroni (Socialisti De Michelis) e dal socialista Carlo Covi per il centrosinistra. Ma l’uscita dall’aula dei membri del centrosinistra Di ego Bottaccin, Marco Zabotti e Pietrangelo Pettenò ha indotto il presidente della commissione Raffaele Buzzoni a ritirare il proprio voto e così il centrodestra non ha raggiunto il quorum. Tutto rinviato a settembre dunque. «Un vero peccato ha commentato Leonardo Padrin appena uscito dall’aula si poteva veramente votare e mandare avanti l’iter della legge considerato che Alleanza Nazionale aveva ritirato la sua proposta alternativa». «A settembre in commissione si dovrà solamente votare – aggiunge Regina Bertipaglia – cercheremo di convincere tutti». Di spiaciuta anche Barbara Degani per come sono andate le cose: «Ormai eravamo quasi arrivati alla meta, pazienza la voteremo a settembre». Margherita Miotto, parlamentare piovese per il centrosinistra, non è affatto sorpresa di come sono andate le cose: «Credo che spostare due ospedali non sia come spostare un comune da un’Asl all’altra; come chiedono i sindaci del Piove se occorre definire le garanzie, i reparti che sono a scavalco tra Piove e Chioggia, quindi dovrebbe essere la giunta regionale a convocare tutti i comuni compreso Chioggia ». Raffaele Zanon e Piergiorgio Cortellazzo dicono ma a settembre presenteranno una proposta per portare tutte le Asl venete ai confini provinciali.
di : (G.P.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 01 AGOSTO 2008
Parte la campagna saccarifera «Gli odori non sono eliminabili»
PONTELONGO. Prende il via questo fine settimana la campagna saccarifera. I macchinari dello zuccherificio sono in funzione già da alcuni giorni, ma solo da oggi saranno aperti i cancelli per accogliere camion e trattori carichi delle prime barbabietole. Una campagna che si prospetta lunga ed impegnativa che, secondo le stime, dovrebbe superare i novanta giorni lavorativi. Lo stabilimento, nell’anno del centenario del suo insediamento nel territorio, si presenta in parte rinnovato grazie alla realizzazione delle opere previste dall’imponente programma triennale di investimenti. Qualcosa come 40 milioni di euro per fare dell’impianto di Pontelongo uno stabilimento moderno ed in grado di raccogliere le sfide del mercato europeo. Il bacino di raccolta delle barbabietole quest’anno ha allargato i propri confini comprendendo anche terreni dislocati nella Friuli e nel Polesine. E con la partenza della campagna avranno inizio anche gli inevitabili disagi legati al traffico pesante ed agli odori anche se qualche passo avanti in termini di soluzioni è stato fatto, come spiega il sindaco Federico Ossari. «Quest’anno i convogli ferroviari – dice Ossari – saranno tre, due in arrivo da Portogruaro ed uno da Cervignano. Spostare il traffico su gomma su rotaia significa togliere centinaia di camion al giorno dalle strade di tutto il Veneto Orientale». «Nelle settimane scorse – aggiunge – abbiamo cambiato i sigilli dei tombini in via Dante in maniera che il rumore e le vibrazioni dei mezzi che entrano nello stabilimento siano attenuati. In realtà però il problema del traffico nel centro di Pontelongo si potrà risolvere soltanto con la realizzazione del nuovo ingresso e della bretella di raccordo, progetto tuttavia ancora sulla carta». Per quanto riguarda gli inevitabili odori il sindaco garantisce un attento controllo. «Sappiamo tutti – premette – che gli odori sono strettamente legati a questo tipo di realtà e non possono essere completamente eliminati».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 01 AGOSTO 2008
Il trasferimento all’Usl di Padova – Gallo: «Garanzie sui servizi prima di toccare l’ospedale» Imbarazzi nel PD, già schierato per il trasloco Lunedì vertice a Venezia
PIOVE DI SACCO. L’entusiasmo per l’annuncio della convocazione lunedì prossimo della 5ª commissione regionale sul progetto di trasferimento dell’ospedale all’Usl padovana non è durato che un giorno. Ieri i consiglieri regionali di An Piergiorgio Cortelazzo e Raffaele Zanon hanno invitato a proseguire la discussione affinchè vengano formalizzate le garanzie richieste per il passaggio. Sulla stessa linea il consigliere del Pd Gianni Gallo, che tira il freno a mano alla corsa del progetto verso la sua approvazione. «E’ in discussione il nuovo piano socio sanitario regionale – fa notare – e in questo può essere inserito anche il discorso della nuova riorganizzazione territoriale per gli ospedali di Piove e Chioggia. Tuttavia ritengo che sia prioritario che la Regione dia le garanzie per il futuro della struttura piovese, quelle che chiedono i sindaci». L’intervento di Gallo scompiglia le carte nel centrosinistra: domenica, i sindaci della Saccisica con la deputata del Pd Margherita Miotto avevano incalzato la Regione affinchè si riunisse la 5ª commissione. L’altro ieri hanno incassato soddisfatti l’annuncio della riunione di lunedì e oggi, a mettere loro i bastoni fra le ruote, un collega di partito. «Avevamo chiesto l’audizione in commissione regionale – interviene il sindaco Mario Crosta – ma ciò avrebbe comportato uno slittamento a settembre. Quindi abbiamo deciso di formalizzare le richieste in un documento nel quale ribadiamo che l’ospedale di Piove deve rimanere struttura per acuti, con la copertura di tutti i primariati e il potenziamento delle dotazioni. Del resto si era già impegnata l’assessore Martini su questi punti e non possiamo che essere fiduciosi nell’operato dei consiglieri regionali che lavorano al progetto, in particolare per il lavoro che sta svolgendo con caparbietà Regina Bertipaglia. Siamo convinti – ribadisce Crosta prendendo di fatto le distanze da Gallo – che il progetto debba proseguire nel suo iter».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 01 AGOSTO 2008
Cambio Usl, coro dal centro-destra: «Padrin esagera»
Piove di Sacco – Non è detto che lunedì la quinta commissione regionale scriverà il futuro dell’ospedale di Piove di Sacco . Alla notizia annunciata con ottimismo dal consigliere regionale Leonardo Padrin, si oppone una trasversale prudenza di altri suoi colleghi a palazzo Ferro Fini. «Quella di Padrin mi pare una boutade estiva – afferma il consigliere Barbara Degani di Fi – Io mi auguro che, tenuto conto delle richieste dei sindaci, il passaggio venga approvato al più presto ma non penso che questo possa succedere lunedì. All’ordine del giorno della commissione c’è anche la discussione sul riparto sanitario regionale e ovviamente in questi casi la questione si allunga. Oltretutto mi suona strano leggere sui giornali un’affermazione così certa fatta da un consigliere che brilla per assenze in quinta commissione». «Lunedì in commissione potrebbe aprirsi un confronto, questo sì, tra le due ipotesi che riguardano l’ospedale piovese, passaggio con l’Usl 16 di Padova proposto da Fi o passaggio con Usl 17 di Monselice e Este proposto da An – dicono il capogruppo regionale di An Piergiorgio Cortelazzo e il consigliere dello stesso partito Raffaele Zanon -. I proclami fatti da Padrin richiedono maggiore presenza del consigliere stesso in commissione e più rispetto per le proposte degli alleati politici. Alleanza Nazionale ritiene possibile il ritiro del suo progetto solo nel caso in cui ci sia un approfondi mento politico, una di retta presa di posizione del territorio e se ci siano tutte le garanzie per tutelare l’attività e la qualità dei servizi erogati, compresa l’efficienza dell’ospedale di Piove di Sacco ». Il tasto su cui battono gli esponenti di An è la necessità di promuovere un ulteriore incontro con i referenti del territorio: sindaci, operatori della sanità e con l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri. Dubbi su quanto affermato da Padrin arrivano anche dal centro-sinistra, precisamente dal capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giovanni Gallo: «Il pronunciamento dei sindaci della Saccisica è diverso da come è stato interpretato da Padrin – chiarisce Gallo -. I sindaci chiedono di essere audi ti in commissione, cosa finora non avvenuta e nemmeno prevista. Inoltre, siamo in attesa che venga portato in commissione il piano di riordino della sanità. Discutere della vicenda piovese al di fuori di tale piano non ha senso. Il futuro dell’ospedale di Piove di Sacco va inquadrato in maniera più ampia. Il rischio è che avvenga l’aggregazione ma che non vengano assicurate risorse e garanzie per i reparti attualmente in funzione».
di : Federica Bertaggia
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