Dicembre 2008
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 31 Dicembre 2008,
PORTO VIRO Salta l’ipotesi di costruire lo stabilimento di Loreo, in alternativa si recupera l’ex zuccherificio. Biomasse invece del bioetanolo Diventerà una centrale da 12,5 Megawatt per la produzione di energia elettrica
È tramontata l’ipotesi di relizzazione, da parte del gruppo di «Italia Zuccheri», dello stabilimento per bioetanolo in zona Aia, Area industriale attrezzata Adria-Loreo, comune di Loreo. Si aprono però prospettive di occupazione per Porto Viro, con al centro l’area dismessa relativa all’ex zuccherificio. Lo ha reso noto il vicesindaco di Porto Viro, Geremia Gennari, il quale ha detto che lo scorso 18 dicembre, si è avuto una riunione a Mestre, nel Dipartimento Agricoltura regionale, cui presenziavano: Stefano Montanari, amministratore delegato di «Italia Zuccheri», il richiedente, con vari tecnici; Andrea Comacchio, delle Produzioni Agroalimentari; i rappresentanti delle Organizzazioni dei produttori e delle Sigle sindacali, il vicepresidente della Provincia, Sandro Spinello, e lui per Porto Viro. Montanari, ha detto Gennari, ha ricordato l’accordo del 26 giugno del 2007, per riconvertire l’ex zuccherificio di Porto Viro (uno dei 15 zuccherifici chiusi su 19 in Italia a seguito di accordi comunitari), ma ha anche detto che «Italia Zuccheri» abbandonava il progetto del bioetanolo da mais, per ragioni di vario ordine, e pertanto proponeva un nuovo progetto di riconversione per l’area dell’ex zuccherificio di Porto Viro. Quello proposto, ha spiegato Gennari, è il risultato di un «progetto integrato», che vede coinvolti il settore dello zucchero, quello dell’energia da fonti rinnovabili, ed il settore industriale-chimico-artigianale. Montanari ha anche comunicato, che un progetto simile è già avviato per riconvertire lo zuccherificio di Finale Emilia. Più in dettaglio, ha illustrato poi Gennari, il progetto di «Italia Zuccheri» prevede di creare una centrale termoelettrica da 12,5 MW alimentata a biomasse, e aree di stoccaggio della materia prima; poi un impianto per lo stoccaggio dello zucchero, ed infine la riconversione urbanistica dell’area, onde insediare attività commerciali, artigianali e di servizi. Si fruirebbe, per Montanari, dei dipendenti diretti dell’ex zuccherificio ora cassaintegrati, con il seguente piano: 15 nella centrale termoelettrica; 10 per lo stoccaggio dello zucchero, e si avrebbe un piano per le restanti maestranze, sia per l’impiego a Pontelongo, che nelle attività che si insedierebbero nell’area. Si impiegherebbero poi circa 3mila ettari di terreno, per le produzioni agricole di sorgo da fibra, per la centrale, del costo di circa 50milioni di euro, che funzionerebbe 24 ore su 24 durante 46 settimane, poi ci sarebbero le manutenzioni. Gli interventi al meeting veneziano, ha concluso Gennari, sono stati in linea di massima favorevoli, ed altri ne seguiranno per approfondire. Gennari ha dichiarato la disponibilità di Porto Viro, augurandosi che tutto vada a buon fine. Ha anche detto che «Italia Zuccheri» nei primi giorni del 2009, presenterà la proposta progettuale sia in Comune a Porto Viro che in Regione.
di : Enrico Mancin
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 31 Dicembre 2008,
Prorogato a tutto il 2009 l’incarico di direttore generale dell’Asl 14
Chioggia – Prorogato a tutto il 2009 l’incarico di direttore generale dell’Asl 14, Chioggia, Cavarzere, Piove di Sacco al dottor Antonio Padoan, contemporaneamente direttore generale dell’Asl 12 di Venezia-Mestre. Questa decisione del governatore del Veneto, Giancarlo Galan, era nell’aria dopo l’intesa tra maggioranza ed opposizione del Consiglio regionale che ha subordinato lo scorporo dell’Asl 14 (i nove Comuni della Saccisica entreranno a far parte dell’Asl 16 dio Padova) alla definizione delle schede degli ospedali di Chioggia e Piove di Sacco. Il dottor Padoan ha indicato questi due principali obiettivi per l’anno prossimo: lavorerà per definire le condizioni dello scorporo, vale a dire per attribuire alla parte “padovana” dell’Asl 14 la dotazione in servizi, organico ed attrezzature che porterà in dote al nuovo partner. Per quanto riguarda Chioggia ed in riferimento all’interesse manifestato dall’Amministrazione comunale della città lagunare il direttore generale si propone l’impegno di operare per la realizzazione di un nuovo ospedale. Del quale, al di là delle promesse formulate dallo stesso governatore Galan, si sa poco o niente. Neppure dove dovrebbe sorgere: alcuni lo vogliono nel territorio di Chioggia, altri invece indicano l’area di Rosolina che risulterebbe baricentrica di un territorio che comprenderebbe anche Porto Viro e, in qualche misura, Adria. Soprattutto resta da decidere, una volta che Piove di Sacco e gli altri Comuni della Saccisica saranno entrati nell’Asl 16 quale destino toccherà a Chioggia, Cavarzere e Cona. Nel progetto di legge che il Consiglio regionale ha approvato lo scorso novembre questo aspetto del problema determinato dalla spaccatura dell’Asl 14 non viene considerato.
di
g.b.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 30 Dicembre 2008,
Cani da sterilizzare, paga il Comune.
Niente più randagismo e soppressioni di cuccioli appena nati. Per combattere le crudeltà nei confronti degli animali l’unico metodo è la prevenzione. Così il sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta, ha messo a disposizione dei cittadini un bonus di 70 euro per coprire parte delle spese di sterilizzazione dei cani femmina. Un’iniziativa che già dal 2001 viene proposta ai proprietari di cani del Piovese – ma anche di un altro Comune della zona, Correzzola – che quest’anno ha riscosso un successo inaspettato. “L’ammontare del contributo messo a disposizione per il servizio è di 2870 euro – spiegano dall’ufficio Ambiente del Comune -. Una somma che permetterà, quindi, a 41 famiglie proprietarie di cani femmina di ricevere un sostegno per l’intervento di sterilizzazione”. La spesa medica per sottoporre un cane o un gatto all’operazione chirurgica specifica può arrivare fino a quasi duecento euro, una somma che certe famiglie preferiscono risparmiare trovando metodi alternativi per eliminare i disagi della riproduzione incontrollata degli animali domestici. Ma non è solo combattere il randagismo e i maltrattamenti l’obiettivo dell’iniziativa. La finalità è anche quella di aiutare le cagnoline a trovare una famiglia. Infatti, se per i cuccioli maschi ci sono maggiori possibilità di trovare persone disposte ad adottarli, per le femmine si pone sempre il problema delle future gravidanze che potrebbero avere. Così, una volta sterilizzate, anche loro possono essere accolte in casa.
di : (fe.be)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 28 DICEMBRE 2008
Il reparto diretto dal professor Gallo all’ospedale Immacolata Concezione punto di riferimento per l’intera regione Odontoiatria di comunità serve il Veneto. In un anno seimila interventi su pazienti disabili o con malattie gravi
PIOVE DI SACCO. Prestazioni record per il reparto di Odontoiatria di comunità dell’ospedale Immacolata Concezione diretto dal primario Claudio Gallo. Nell’ultimo anno sono state effettuate circa 6.000 prestazioni ambulatoriali (quasi 600 in anestesia generale), 526 prime visite. Il servizio da due anni è stato promosso a «Centro regionale veneto per la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle patologie odontostomatologiche nel paziente disabile». Una novità nel panorama sanitario regionale, tanto che ad oggi quello piovese rimane l’unico centro di riferimento per i disabili, attivo in Veneto e riconosciuto dalla Regione. Dalla sua nascita, otto anni fa, il servizio di Odontoiatria di comunità ha fatto notevoli passi in avanti. Nel 2002, quando nel nosocomio piovese è stato aperto il primo ambulatorio di Odontoiatria per disabili, erano poche decine i bambini con handicap che venivano trattati. Oggi ci sono 120 pazienti down, bambini, neonati e qualche adulto. I pazienti più giovani arrivano da tutto il Veneto. «Li vediamo fin da piccolissimi – spiega il professor Gallo – e forniamo alle mamme un indispensabile vademecum che permetterà ai loro bimbi di assumere una corretta postura mandibolare per la formazione e il mantenimento di uno scheletro facciale più armonico». Oltre ai pazienti down, ci sono bambini con altre patologie: epilessia, autismo, ritardo psicomotorio o mentale, tetraparesi spastica, esiti di meningite. Nato per i pazienti pediatrici, il servizio di Odontoiatria di comunità oggi si rivolge anche ad un fetta di pazienti adulti e anziani con patologie come Alzheimer, ictus, diabete, cardiopatia, tumori, schizofrenia. La maggior parte delle prestazioni vengono effettuate in ambulatorio, ma per i casi che lo richiedono si adotta l’anestesia generale. «Il servizio ha visto un notevole rinnovamento lo scorso anno – ricorda il professor Gallo – con l’attivazione di quattro nuovi ambulatori, nuove strumentazioni e nuovi locali di servizio e arredamenti. Accanto a tutto ciò fornisce un ulteriore e importante valore aggiunto il personale infermieristico e medico. E’ anche grazie ai miei collaboratori che posso esser certo di mantenere un servizio efficace ed efficiente».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 28 DICEMBRE 2008
Il presidente del parlamentino di Piove continuava a presentare mozioni su questioni etiche, ma venivano snobbate Tormena lascia il Consiglio comunale. Troppi dissapori con la maggioranza di centrosinistra, gli subentra Miotto
PIOVE DI SACCO. Dopo il salto dai banchi della maggioranza a quelli della minoranza compiuto qualche settimana fa, il presidente del Consiglio comunale Claudio Tormena in occasione dell’ultima riunione del parlamentino di Piove ha rassegnato le dimissioni. I dissapori fra Tormena e la maggioranza di centrosinistra sono sorti intorno a diverse questioni etiche (ricerche sugli embrioni, unioni omosessuali, interruzione di alimentazione e idratazione di pazienti in coma irreversibile) che l’ormai ex presidente del Consiglio comunale aveva proposto in alcune mozioni. Il sindaco Mario Crosta ha sempre sottolineato l’inopportunità di affrontare temi così delicati e che necessiterebbero di approfondimenti, nell’ambito del Consiglio comunale. Le mozioni di Tormena non sono quindi mai state approvate. Il suo posto verrà preso da Mario Miotto, già consigliere di minoranza nella passata amministrazione.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 28 DICEMBRE 2008
Un’iniziativa della delegazione di Confindustria. Eccellenza nella Saccisica Premiate dodici aziende
PIOVE DI SACCO. Un premio alle eccellenze del territorio per sottolineare, in un momento di crisi economica, la vivacità e la qualità imprenditoriale di un’area dove operano 8.500 imprese, una ogni otto abitanti: questo il senso del riconoscimento «Un’impresa per la Saccisica» ideato dalla delegazione piovese di Confindustria e assegnato quest’anno per la prima volta a dodici aziende associate. Imprese che hanno fatto la storia dell’industria locale ma anche giovani società emergenti che hanno saputo imporsi con successo sui mercati internazionali. Il premio è stato consegnato dal presidente della delegazione, Giulio Falasco, nel corso della tradizionale cena di Natale svoltasi alla Barchessa Polani di Arzerello alla presenza di oltre 100 invitati fra imprenditori, autorità e presidenti delle associazioni del coordinamento delle categorie economiche del Piovese. «Mentre si discute di come uscire dalla crisi – spiega Falasco – credo che l’impegno di chi ha scelto i valori dell’impresa e il coraggio di rischiare per creare sviluppo sia la migliore iniezione di fiducia. Oggi più che mai va riconosciuto il merito delle tante realtà imprenditoriali eccellenti che investono nella qualità delle persone, nella ricerca, nell’innovazione». Le aziende premiate sono: Alifax di Polverara, Blue Box Group di Piove, Carel di Brugine, Comel di Casalserugo, De Marchi cav. Antonio e Figli di Piove, Il Sarto Italiano di Legnaro, Molino Rossetto di Pontelongo, Nar di Legnaro, Nastrificio Victor di Piove, Pittarello Service di Legnaro, Pressofusione Saccense di Piove, Simod di Sant’Angelo. Nel corso della serata è stata organizzata anche una lotteria di beneficenza a favore delle cooperative sociali Germoglio e Magnolia impegnate per favorire l’inserimento lavorativo dei portatori di handicap.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 28 DICEMBRE 2008
Odontoiatria per Down e disabili, seimila le prestazioni nel 2008
Piove di Sacco - Per la Regione è l’unico centro riconosciuto di riferimento odontoiatrico per i disabili. Per l’ospedale di Piove di Sacco è un vero e proprio fiore all’occhiello. Il dottor Claudio Gallo e la sua équipe da sei anni stanno svolgendo un lavoro encomiabile sotto l’aspetto sociale ma soprattutto professionale. Solo nel 2008 il servizio di Odontoiatria di comunità dell’ospedale di Piove di Sacco ha effettuato circa 6.000 prestazioni ambulatoriali, 526 prime visite, quasi 600 prestazioni in anestesia generale. Nel 2002, anno in cui è stato istituito il primo ambulatorio di Odontoiatria per disabili, erano poche decine i bambini disabili o con sindrome di Down che venivano trattati all’interno di questo servizio. A tutt’oggi se ne contano 120 solo Down. Si tratta per lo più di bambini piccolissimi, ma la media è di 8 anni. I piccoli pazienti arrivano a Piove di Sacco da tutto il Veneto. Oltre ai pazienti Down, ci sono bambini con altre problematiche: epilessia, autismo, ritardo psicomotorio e mentale, tetraparesi spastica, esiti di meningite e pazienti adulti-anziani con patologie importanti come l’Alzheimer, l’ictus, diabete, cardiopatia, tumori, schizofrenia. La maggior parte delle prestazioni vengono effettuate ambulatorialmente, ma per i casi che lo richiedono si adotta l’anestesia generale. «Nel corso del 2008 – spiega il dottor Gallo – abbiamo trattato 71 pazienti con la totale, affetti da importanti problematiche, a ciascuno di loro abbiamo eseguito anche 3-4 interventi durante la stessa seduta. Si tratta per lo più di estrazioni dentarie, ablazioni del tartaro, devitalizzazioni e otturazioni, ma anche interventi di chirurgia orale come l’exeresi cisti radicolare». Nel 2007 sono state effettuate poco più di 4.000 prestazioni, mentre nel 2008, sono passate a 6.000. Se l’attività è aumentata, un motivo ci deve essere: «Il servizio ha visto un notevole rinnovamento lo scorso anno – dice il dottor Gallo – con l’attivazione di quattro ambulatori nuovi oltre a quello esistente che si articolano su una superficie d’area pari a 200 metri quadrati, nuove strumentazioni, uno studio medico, una stanza per il responsabile, un magazzino, un ingresso dotato di segreteria e accettazione utenti. Nuovi arredi che garantiscono anche un ottimo confort alberghiero. Accanto a tutto ciò – chiosa il medico – c’è il valore aggiunto del mio personale infermieristico e medico odontoiatrico opportunamente formato, grazie a loro posso esser certo di mantenere un servizio efficace ed efficiente per i cittadini».
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 27 Dicembre 2008
Un paese uguale a un presepio
Pontelongo – Un paese uguale a un presepio. Succede a Pontelongo, dove quasi un centinaio di parrocchiani, dai tre agli ottant’anni, è impegnato nella rappresentazione del presepe vivente, uno dei più realistici e suggestivi della zona.Un vero e proprio spettacolo, che immerge gli spettatori nel clima della notte in cui è nato Gesù, attraverso un percorso che si snoda tra botteghe di artigiani, stalle dei pastori e scorci di vita quotidiana. Fino ad arrivare alla grotta della natività: lì, a fianco del bue e dell’asinello, i due figuranti che impersonano Maria e Giuseppe cullano il loro bimbo, un neonato del paese infagottato in un vestitino di pezze. Ogni anno la rappresentazione del presepe vivente di Pontelongo richiama centinaia di spettatori. E per gli organizzatori che si mettono a lavorare già dall’estate per la buona riuscita dell’iniziativa, questa è la più grande soddisfazione. Negli anni la tradizione si è consolidata al punto di dare vita al Gruppo presepe vivente: una sorta di comitato che comprende quasi tutto il paese che, oltre allo zucchero e a sant’Andrea, annovera questa usanza tra i suoi punti di maggiore orgoglio. «La cosa bella è che ognuno mette del suo – spiega Michele, uno dei promotori -. Chi è maggiormente adatto ai lavori artigianali si predispone a rappresentare il falegname o il maniscalco. Le donne diventano massaie e impastano il pane, i bambini si divertono a fare i pastorelli con le caprette e le pecore». Le rappresentazioni vengono proposte domani, il 4, il 6 e l’11 gennaio, dalle 15.30 alle 19, nello spazio adiacente la chiesa. Lunedì 5 gennaio, dalle 21 alle 23, tutti figuranti sfileranno nella fiaccolata per le vie del paese per accogliere l’arrivo dei re magi.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 27 Dicembre 2008,
Un altro incidente a Pontelongo davanti alla chiesa. Quattro vetture si sono tamponate, tre le persone rimaste contuse
Piove di Sacco – Complice qualche bicchiere di vino in più, la rilassatezza tipica dei giorni di festa e l’asfalto reso viscido dalla pioggia caduta in serata, le strade del Piovese sono state teatro di due incidenti nel giorno di Natale.Il più grave si è verificato alle 20 all’altezza dell’incrocio tra la statale 516 e via Sanguinazzi, davanti al centro commerciale Piazzagrande. Un marocchino di 35 anni, B.D.A., risultato positivo all’alcol test, ha mancato una precedenza, provocando l’impatto fra la sua Renault Clio e una Audi A4. Solo il conducente dell’Audi è rimasto ferito in modo lieve ed è stato trasportato all’ospedale per accertamenti. L’extracomunitario è stato denunciato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza. Un altro incidente si è verificato davanti alla chiesa di Pontelongo all’ora di pranzo. Si è trattato di un maxi tamponamento, che ha coinvolto quattro veicoli e fortunatamente ha causato solo tre feriti lievi. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Piove di Sacco, una Fiat Punto è uscita dal piazzale della chiesa per immettersi nella strada principale. L’automobilista si è sporto troppo con il muso, senza accorgersi che dalla sua destra proveniva una Ford Fiesta da Candiana diretta verso Correzzola. L’impatto è stato inevitabile. Ma la frenata improvvisa della Fiesta per tentare di evitare la Punto, ha provocato un tamponamento a catena fra essa e altre due auto che le succedevano, provenienti entrambe sempre da Candiana. Lo schianto è stato avvertito dai clienti del vicino bar, che si sono precipitati in strada per prestare soccorso. I conducenti e i passeggeri sono usciti autonomamente dalle vetture, tutti vestiti a festa per il pranzo di Natale. Il traffico ha subito dei rallentamenti fino all’arrivo del carro attrezzi, che ha sgombrato la carreggiata.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – Sabato 20 Dicembre 2008
Resta grave la donna di Pontelongo rimasta ferita in un incidente
PONTELONGO. Rimangono gravi le condizioni di Maria Turato, la cinquantenne finita fuori strada a bordo della sua Lancia Y giovedì pomeriggio lungo la Regionale 516 a Villa del Bosco. La donna è ricoverata in rianimazione all’ospedale di Padova e la prognosi è riservata. Le sue condizioni sono monitorate di continuo dai medici e, anche se al momento paiono stabilizzate, la situazione rimane molto delicata. Maria Turato è stata protagonista giovedì intorno alle 14.30 di un terribile incidente stradale. Era al volante della sua Lancia Y lungo la 516, nel tratto fra Villa del Bosco e Pontelongo, quando, per cause ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri, ha perso il controllo dell’auto. L’utilitaria è prima finita contro un palo dell’illuminazione pubblica e a seguito dell’urto con questo è stata proiettata come un missile in mezzo al campo adiacente la strada. Maria Turato ha riportato diverse lesioni e i medici giunti con l’elicottero del Suem per soccorrerla hanno capito subito che le sue condizioni erano piuttosto gravi. La cinquantenne vive in via Ungheria a Pontelongo. Ora si trova in ospedale a Padova e ad assisterla ci sono i suoi familiari.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 19 Dicembre 2008
Election day – Sono ben 66 i comuni al voto Quattro sopra i 15mila abitanti
Election day il 6-7 giugno. A Padova e provincia si voterà in 66 comuni. I sindaci uscenti: Agna, Scarabello Giannicola; Anguillara Veneta, Milani Gianfranco; Arquà, Perazzolo Maurizio; Arre, Casotto Franco; Arzergrande, Foresti Cesarina; Bagnoli, Borile Alessandro; Baone, Buson Antonella; Barbona, Motta Angelo; Battaglia, Bevilacqua Velia; Borgoricco, Sorato L.; Bovolenta, Sorgato Antonio; Brugine, Salvagnin Silvia; Cadoneghe, Gastaldon Mirco; Campo S.Martino, Bernardi Luigi Pietro; Campodoro, Ramina Massimo; Camposampiero, Volpato Marcello; Candiana, Brazzo Chiara; Carceri, Cucco Donato; Carmignano, Carolo Gino; Casale Scodosia Vettorello Antonio; Cervarese Santa Croce, Campagnolo Simone; Cinto, Trevisan Lucio; Correzzola, Fecchio Mauro; Curtarolo, Costa Marcello; Fontaniva, Mezzasalma Marcello; Galliera, Sabbadin Silvano; Legnaro, Bettini Giovanni; Limena, Vettorazzi G.; Masi, De Marchi Laura; Massanzago, Gallo A.; Megliadino San Fidenzio, Bellini F.; Megliadino San Vitale, Casumaro G.; Monselice, Conte Fabio; Padova, Zanonato Flavio; Piacenza D’Adige, Giorio Lucio; Piazzola, Marcon Renato; Piove, Crosta Mario; Polverara, Bertipaglia O.; Ponso, Parolo Sandro; Ponte San Nicolò, Gasparin Giovanni; Pontelongo, Ossari Federico; Pozzonovo, Girotto Flavio; Rubano, Gottardo Ottorino; Saccolongo, Turetta Dorella; Saletto, Zaccheria Luigi; San Giorgio delle Pertiche, Zorzi Catia; San Giorgio in Bosco, Marcolongo Leopoldo; San Martino di Lupari, Baggio Giovanni; San Pietro in Gù, Zampieron Tiziano; San Pietro Viminario, Bagatella L.; Santa Giustina in Colle, Zanchin Federico; Santa M. D’Adige, Costantin Daniela Marzia; Sant’Elena, Toniolo Roberto; Selvazzano, Fortin Paolo; Solesino, Barin Walter; Stanghella, Sturaro Mauro; Terrassa, De Marchi Franco; Tombolo, Zorzo Franco; Trebaseleghe, Lamon Paolo; Tribano, Brasolin Bruno; Urbana, Crema Alberta; Vighizzolo, Barbetta M.; Villa del Conte, Cazzaro Francesco; Villa Estense, Ciliesa Carlo; Vò,
di : Martini Giuliano.
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IL MATTINO di Padova – Venerdì 19 Dicembre 2008
Perde il controllo e finisce fuori strada Donna di Pontelongo in gravi condizioni
CORREZZOLA. Donna in fin di vita dopo essere uscita di strada con la sua auto: è successo ieri pomeriggio lungo la Regionale 516 a Villa del Bosco. Maria Turato, 50 anni, residente in via Ungheria a Pontelongo, è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Padova. Erano circa le 15 quando Maria Turato stava percorrendo la 516 a bordo della sua Lancia Y. Per cause ancora al vaglio dei carabinieri, giunti sul posto per i rilievi dell’incidente, la donna ha improvvisamente perso il controllo dell’auto. La Lancia Y ha sbandato finendo contro un palo. Probabilmente a causa anche dell’asfalto bagnato e del tentativo di frenare di Maria Turato, la piccola utilitaria è stata proiettata a grande velocità fuori strada, finendo in mezzo a un campo. Alcuni passanti, che hanno notato l’auto subito dopo l’incidente, hanno chiamato i soccorsi. Nel campo a ridosso della Regionale 516 è atterrato dopo pochi minuti l’elicottero del Suem giunto dall’ospedale di Padova, dove la cinquantenne è stata trasportata. I medici si sono subito resi conto che le sue condizioni erano molto gravi. Prima di caricarla nell’elicottero hanno dovuto intubarla. Maria Turato è giunta al reparto emergenze in area rossa. I medici si sono riservati la prognosi. Pare che non ci siano testimoni dell’incidente. Nessuno sa come mai la donna abbia perso il controllo dell’auto. I carabinieri di Codevigo, cui sono stati affidati i rilievi, non escludono alcuna ipotesi: un malore che può aver colpito la donna mentre era alla guida, una distrazione fatale, oppure anche un animale che abbia attraversato la strada costringendo Maria Turato a una brusca sterzata. Solo lei può raccontare cosa sia veramente successo. Ma ora sta lottando fra la vita e la morte. Le prossime ore saranno cruciali.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 19 Dicembre 2008
Si schianta in auto contro un platano, grave una cinquantenne
Correzzola – È ricoverata in prognosi riservata M.T., 50 anni, residente a Pontelongo. Ieri pomeriggio ha avuto un grave incidente stradale lungo la strada che collega Pontelongo con Villa del Bosco, frazione di Correzzola. Le curve di via san Valentino hanno giocato ancora una volta un brutto scherzo agli automobilisti. In questo caso a M.T., finita fuori strada mentre guidava la sua Y10. La donna, che si stava recando a Correzzola per far visita a dei parenti, probabilmente ha frenato in curva. Azione piuttosto istintiva quando si è al volante, che può rivelarsi fatale nel caso in cui l’asfalto sia reso viscido dalla pioggia. Le ruote hanno perso aderenza con la strada, facendo slittare l’auto prima sulla banchina poi addosso ad uno dei platani che costeggiano la via. L’impatto violento con l’albero ha schiacciato il muso dell’utilitaria, intrappolando M.T. tra le lamiere. Le sue condizioni sono apparse subito gravi, tanto che appena i vigili del fuoco l’hanno estratta dall’abitacolo, è stata trasportata all’ospedale di Padova con l’elisoccorso del Suem 118. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Piove di Sacco, che hanno lavorato fino al tardo pomeriggio per effettuare i rilievi. Solo verso le 17 la Y10 è stata rimossa dal carro attrezzi e il traffico ha ripreso a circolare normalmente.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – Mercoledì 17 Dicembre 2008
Padova, 30 centimetri dall’esondazione
PADOVA. Non resta che sperare. Se quanto previsto dal meteo si avvererà, oggi dovrebbe essere il giorno della tregua. Una tregua quantomai attesa, in città come in provincia. Perché anche quella di ieri è stata una giornata all’insegna dell’emergenza. A Padova preoccupa il livello del canale Ca’ Rinaldini, a soli 30 centimetri dalla quota di esondazione. Mentre in provincia la situazione più grave è stata registrata nella Bassa. A Monselice, nella frazione di Marendole, è franato un argine del Bisatto. Mentre tra Stanghella, Boara e Vescovana, è il Fratta Gorzone ad essere ormai al collasso. A Montegrotto il sindaco Luca Claudio ha fatto arrivare un’idrovora con cui si è affrettato a travasare l’acqua del Rialto per evitare che la sua città «affondi». Paura anche a Vo’ Euganeo, dove la campagna è stata quasi completamente allagata. Un po’ di pace giunge solo dall’Alta padovana, dove il livello del Muson dei Sassi è progressivamente sceso. L’EMERGENZA. «E’ previsto un miglioramento. La pioggia dovrebbe smettere di scendere – rivela Alessandro Sallusto, vice prefetto aggiunto – Solo in questo modo potremo avere un po’ di sollievo dal punto di vista idraulico. Stiamo tenendo sotto controllo il Fratta Gorzone, che ha raggiunto livelli di guardia. E per questo abbiamo messo in allerta i volontari di Stanghella, Vescovava, Sant’Urbano e Boara Pisani. Il Bacchiglione fortunatamente non desta più preoccupazione e neppure il Brenta». Ma ieri mattina un po’ di apprensione c’era eccome. Semplicemente per il fatto che il Consorzio di bonifica aveva annunciato la necessità di svuotare i fossati, riversando quindi l’acqua nei fiumi. Ma con una situazione del genere una simile operazione poteva rivelarsi disastrosa. «Dopo qualche ora abbiamo dovuto fermare le pompe di scarico dei Consorzi – ammette Tiziano Pinato, dirigente del Genio civile – in particolare ci siamo resi conto che il livello del Fratta Gorzone stava crescendo a dismisura. Per quel che riguarda Padova il Bacchiglione cresce ma non come la scorsa notte. In generale comunque, i fiumi e i canali sono tutti oltre il livello di guardia. Sta arrivando ancora molta acqua dai Berici. Restiamo in attesa di vedere come intervenire. Abbiamo diverse frane sugli argini: a Pontelongo, Cervarese Santa Croce, Monselice e una a Padova nella Golena San Massimo». PROTEZIONE CIVILE. «Il maggior numero di volontari attualmente è impiegato nel distretto della Bassa padovana – dice Maria Cristina Gazzin, funzionario del servizio di Protezione civile della Provincia – ci sono situazioni critiche nella Bassa padovana, nei Comuni dell’area del monselicense. A Monselice c’è la rete consortile che sta soffrendo: abbiamo attivato le motopompe e le idrovore. I volontari stanno monitorando il Bisatto giorno e notte, perché c’è stato un crollo arginale a Marendole. Sono stati segnalati dei fontanazzi anche nel montagnanese, lungo il percorso del Fratta Gorzone». Un’altra notte di lavoro quindi, per tutti i volontari impiegati. ALLARME IN CITTA’. A 30 centimetri dalla soglia di rischio: è il canale di Ca’ Rinaldini, a Monta, il punto più delicato dell’emergenza maltempo a Padova negli ultimi due giorni. Palazzo Moroni, in collaborazione con il genio civile e il consorzio di bonifica, ha tenuto costantemente sotto controllo il livello delle vie d’acqua cittadine. «Non siamo mai stati veramente a rischio – spiega l’assessore alle manutenzioni Mauro Bortoli – Ieri sono scesi una ventina di millimetri di pioggia. Una quantità modesta, ma che dopo diversi giorni di pioggia è comunque difficile da gestire». L’altro canale a rischio della città è il Fossetta, che scorre interrato sotto le vie Durer e Machiavelli all’Arcella, e che in caso di esondazione rischia di mandare sott’acqua tutto il quartiere. Ma il suo livello nelle scorse ore è stato abbondantemente sotto la soglia di rischio. CIMITERO ALLAGATO. Il maltempo non ha risparmiato neanche i morti. Al cimitero dell’Arcella alcune tombe sono finite sott’acqua. Gli allagamenti hanno coinvolto in modo particolare la parte ovest e il lato sud del camposanto, in via Alticheri da Zevio. Si sono allagate sia le sepolture al centro del cimitero, che le tombe costruite ai piani terra delle cappelle. (ha collaborato Claudio Malfitano)
di : Enrico Ferro
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 17 Dicembre 2008
Un superlavoro per le idrovore
Tutto fa presagire per la notte la stabilizzazione prima e la decrescita dopo dei corsi d’acqua della città, ma c’è apprensione da parte del Genio Civile, perché resta l’incognita dei flussi provenienti da Vicenza da smaltire. Le precipitazioni continue già la notte tra lunedì e martedì hanno costretto a un provvedimento straordinario per far defluire le piogge che hanno portato il letto del Brenta sull’orlo del collasso. Saturato il percorso del Bacchiglione verso Voltabarozzo, Terranegra, San Lazzaro, Noventa, Stra e quindi Brenta, per evitare l’esondazione è stata sfruttata l’altra valvola di sfogo con le Chiuse di Ponte San Nicolò, verso Bovolenta, Pontelongo . Unica la destinazione: Brondolo, alle porte di Chioggia. Ora tutto è rimesso al calcolo degli esperti, ma se qualcosa dovesse andare storto si potrebbe davvero metter male. Sorvegliati speciali sinora sono stati oltre al Bacchiglione, che con le sue diramazioni tocca praticamente tutti i punti della città, il Bisato che partendo dai Colli Berici lambisce nel territorio euganeo Vo, Lozzo, Este, Monselice e Battaglia, e il Frassine. Comune denominatore è la vasca ricevente delle acque. Tutti i corsi infatti si riversano a Brondolo, per poi sfociare nel mare. È qui a valle per ora il problema più grosso, perché la marea è alta ed è qui che alla fine si ricongiungono tutte le acque del Bacchiglione-Brenta: Vicenza, Padova, parte delle acque di Trento e di Belluno. A confortare è invece il quadro che si registra per ora a monte, nel Vicentino. «Le acque per ora qui non crescono spiega il dirigente capo del Genio Civile di Padova, l’ingegnere Tiziano Pinato – Al momento di stasi dovrebbe corrispondere quello di decrescita. Ma a preoccuparci sono i centimetri caduti su Vicenza: se dovessero scorrere sul nostro territorio tutto d’un colpo, potremmo trovarci in difficoltà. È fondamentale che i canali non mollino». Dal canto suo il Consorzio di bonifica Bacchiglione-Brenta, che controlla la rete interna dei canali, sostiene che la situazione è sotto controllo, rassicurato dalle previsioni meteo del tardo pomeriggio e dal lavoro alternato delle idrovore che scattano automaticamente quando i livelli prefissati vengono superati. Le macchine prelevano l’acqua dai canali minori per gettarle in quelli di portata superiore, consentendo di tenere basso il livello dei corsi del centro. Dalla città sgravano masse su Roncagliette, Fratta, Garzone e via di seguito su tutte le ramificazioni. «Tutto è sotto controllo rassicura il direttore del Consorzio, l’ingegnere Francesco Veronese ma grazie alle opere realizzate preventivamente, come canali e sostegni dei fiumi. Opere che non bisogna stancarsi di realizzare».
di : Michela Danieli
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 11 DICEMBRE 2008
L’altra mattina in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ha fatto tappa il …
PONTELONGO. L’altra mattina in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ha fatto tappa il camion della spedizione umanitaria in favore del Kosovo promossa dall’associazione Regina Elena di Palmanova, e a cui ha collaborato la stazione dei carabinieri di Codevigo. Sul mezzo sono stati caricati dieci quintali di zucchero e altrettanti di farina, alla presenza del direttore dello stabilimento di Italia Zuccheri Emanuele Cavallari e di Chiara Rossetto, titolare dell’omonimo mulino (nelle foto il carico e i protagonisti). «Come amministrazione – sottolinea il sindaco Federico Ossari – siamo stati lieti di appoggiare questa iniziativa, offrendo la nostra collaborazione per raccogliere aiuti umanitari per un paese in grande difficoltà».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 11 DICEMBRE 2008
Zucchero e farina per i bimbi del Kosovo
Pontelongo – Zucchero e farina prodotti a Pontelongo saranno distribuiti per Natale alle famiglie e agli orfanotrofi del Kosovo. La missione umanitaria, organizzata dai carabinieri dell’esercito italiano, tramite l’associazione internazionale Regina Elena, ha fatto tappa in paese, l’altra mattina, per caricare dieci quintali di zucchero, donati dallo stabilimento di Italia zuccheri e altrettanti di farina, messi a disposizione dal Mulino Rosetto. «Siamo felici che due realtà del nostro territorio si siano dimostrate solidali nei confronti di persone disagiate – ha commentato il sindaco Federico Ossari -. Grazie ai carabinieri di Codevigo anche Pontelongo ha potuto contribuire a questo gesto di solidarietà». Ora il tir, che trasporta anche giocattoli e vestiti, si unirà al convoglio umanitario di mezzi provenienti da Roma, Livorno e Milano per ripartire alla volta di Pristina, dove il materiale raccolto sarà gestito dai carabinieri italiani in missione.
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 10 DICEMBRE 2008
Completati i lavori per riaprire la chiesetta storica di Terranova
PONTELONGO. Completato il restauro della chiesa di Terranova. Dopo due anni, l’edificio può tornare così a svolgere la sua funzione di polo di aggregazione di una frazione piccola, ma molto attaccata alle proprie tradizioni. La chiesetta storica di Terranova risale al Seicento. Originariamente si trovava sulla sponda sinistra del Bacchiglione, poi alla fine dell’Ottocento, a seguito dell’opera di deviazione del corso del fiume, la chiesa si è venuta a trovare sull’argine destro, a poche centinaia di metri da quella di Correzzola. Gli abitanti della frazione sono però molto legati a questo edificio, che ha avuto fino ai primi anni Novanta anche un sacerdote. «Successivamente – spiega il sindaco Federico Ossari – anche a seguito dell’incuria, si è dovuto affrontare un intervento di straordinaria manutenzione che altrimenti avrebbe compromesso la tenuta della copertura, arrivando alla chiusura, per motivi di sicurezza, dell’edificio. Così, dopo un primissimo intervento di emergenza effettuato verso la fine del 2004, si è provveduto a fare un progetto più ampio volto a mettere in sicurezza l’intera struttura. Il costo dell’intervento è risultato di 150.000 euro, a cui hanno contribuito la Fondazione della Cassa di Risparmio, la Diocesi di Padova attraverso l’istituto per il sostentamento del clero, l’amministrazione comunale di Pontelongo e la comunità religiosa di Terranova». «Sono stati completati i lavori di sistemazione del tetto e del soffitto – prosegue Ossari – ed ora restano da finire le parete laterali che saranno oggetto di un successivo stralcio che dovrà però trovare adeguato finanziamento. Quello che più conta però è avere rimesso in condizioni di fruibilità la struttura a beneficio della piccola comunità, salvando un bene storico che altrimenti sarebbe andato distrutto».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 10 DICEMBRE 2008
PIOVE DI SACCO Se il Brenta rompesse l’acqua spazzerebbe via interi paesi e alcune frazioni sarebbero completamente allagate «Sistema idrogeologico a rischio alluvione» L’incontro tra i responsabili della Protezione civile: «Per questo monitoriamo gli argini ma servirebbero più fondi»
Piove di Sacco – È allarme nel Piove se: se gli argini del Brenta rompessero, l’acqua sarebbe in grado di spazzare via i paesi che si trovano lungo il corso del fiume. In particolare, alcune frazioni dei comuni di Codevigo, Piove di Sacco e Sant’Angelo di Piove finirebbero distrutte. La preoccupante prospettiva è emersa nel corso di un incontro fra i responsabili del distretto della Protezione civile del Piovese, i rappresentanti dei Comuni aderenti, del genio civile e l’assessore provinciale in materia Mauro Fecchio. La notizia riporta alla mente le tragiche immagini dell’alluvione che provocò decine di morti nel 1966. Conche, Corte e Celeseo furono i paesi maggiormente colpiti dai disastri e, oggi come allora, rimangono zone da bollino rosso. Anzi, in caso di cedimento degli argini la situazione sarebbe ancora più grave perché, nel tempo, l’antropizzazione del territorio ha aumentato il numero di residenti e delle attività produttive esposte al rischio. Gli interventi di prevenzione messi in atto in questi ultimi quarant’anni sarebbero del tutto insufficienti per garantire la sicurezza, «anche se ha assicurato Marco Dorigo del genio civile da quando la competenza sui fiumi è passata dallo Stato alle Regioni sono stati stanziati maggiori fondi ». Di fronte a queste prospettive e all’obbligo di legge per i Comuni di adottare un piano comunale di protezione civile, i sindaci sono corsi ai ripari. «Nel nostro piano comunale è contemplata la presenza di piattaforme e punti di raccolta più alti dove mettere in salvo persone e animali – ha reso noto il primo cittadino di Codevigo, Graziano Bacco . In caso di alluvione per la frazione di Conche sarebbe una catastrofe. Il territorio di Codevigo è esposto al rischio perché attraversato dal tratto finale del Brenta, cioè il punto più basso in cui l’acqua confluisce con maggiore forza prima di sfociare nel mare. Questa circostanza causa due fattori: il primo, anche in caso di precipitazioni straordinarie limitate al territorio montuoso il problema si riflette comunque qui da noi; il secondo, se si verificasse la necessità di rompere artificialmente un argine per evitare che grandi centri come Padova vengano inghiottiti dalle acque, ovvio che si penserebbe a paesi come Conche dove l’operazione comporterebbe meno danni». In una situazione simile si trova Corte, frazione di Piove di Sacco , tagliata in due dal Brenta e segnata dalla presenza delle bocche a sifone dello stesso fiume. A Sant’Angelo di Piove , invece, i rischi riguardano Celeseo. «Il ritorno delle piene è stimato avvenga ogni quarant’anni circa ha analizzato l’assessore comunale Arturo De Biagi -. Questo non significa granchè ma fa pensare che, se succedesse un evento straordinario, Celeseo andrebbe minimo sotto un metro d’acqua. A mio avviso dovrebbe essere portato a termine il completamento dell’idrovia, che permetterebbe di scaricare su di essa parte dell’acqua in caso di alluvione». Proprio per la gravità del rischio idraulico del territorio, emerso dal confronto dei vari piani comunali, il distretto di protezione civile del Piovese vanta delle eccellenze. «Da qualche anno è attivo il progetto Gemma, che prevede un monitoraggio costante degli argini per prevenire il rischio alluvione ha illustrato l’assessore provinciale Fecchio -. Sarebbero necessari fondi per intervenire sugli argini, a iniziare dal taglio degli alberi. Quelli cresciuti sul Brenta, ad esempio, sono pericolosissimi perché, in caso di piena, le radici profonde strapperebbero via interi pezzi di terreno distruggendo la barriera arginale».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 09 DICEMBRE 2008
Un convoglio umanitario diretto in Kosovo organizzato dai carabinieri
PONTELONGO. Questa mattina in piazza i carabinieri della stazione di Codevigo accoglieranno un convoglio umanitario diretto in Kosovo, dove porterà generi alimentari: il Mulino Rossetto e lo Zuccherificio Italia Zuccheri hanno donato rispettivamente una tonnellata di farina e oltre tre quintali di zucchero, destinati alle popolazioni di Pristina. L’iniziativa è stata ideata dai militari in servizio a Codevigo insieme all’associazione Onlus A.I.R.E. di Palmanova impegnata da anni nella raccolta di alimentari, abbigliamento, generi di prima necessità da portare nei territori colpiti dalla guerra. (Per chi desidera contattare l’associazione il numero di telefono è lo 0432/928374). Quest’anno la cellula Cimic (Cooperazione civile e militare) dei carabinieri del Reggimento Msu di Kfor, nel quale sono inquadrati i carabinieri giunti a Pontelongo, (appuntato Salvatore Maltese e carabiniere scelto Francesco Cattassi), nell’ambito dell’attività di collaborazione e sostegno alla popolazione civile in Kosovo, è intervenuta a Pristina, in un asilo e in una scuola materna per migliorarne e potenziarne la struttura. L’iniziativa coinvolge altre città italiane ed esalta l’impegno in campo umanitario dell’Arma.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 09 DICEMBRE 2008
Ottimismo tra dipendenti, dirigenza e politici ieri mattina durante la celebrazione della festa dell’Immacolata «I prossimi mesi saranno decisivi» Giudizi comunque positivi sulla scelta di confluire nell’Usl 16
PIOVE DI SACCO. Aria nuova per l’ospedale piovese: ieri mattina, alla tradizionale festa dell’Immacolata, sulla direzione, i dipendenti, i politici e le tante persone intervenute aleggiava un clima di ottimismo ed entusiasmo che da anni non riusciva a penetrare nei corridoi della struttura sanitaria. Il recente voto in consiglio regionale che ha dato via libera al passaggio dell’ospedale nell’Usl 16 di Padova, ha suggerito interventi improntati non tanto alle belle speranze quanto alle grandi opportunità che la nuova collocazione potrà garantire alla struttura e ai suoi servizi. Il calore e l’attaccamento all’ospedale da parte della gente di tutta la Saccisica ha colpito positivamente il direttore generale Antonio Padoan. Dopo la messa celebrata nella chiesa dell’ospedale, è toccato a don Giorgio Facchin salutare la platea: «Dopo mesi di preoccupazioni – ha esordito il monsignore – oggi non abbiamo solo speranze per questa struttura ma anche certezze. Tutti i sacerdoti della Saccisica sono partecipi e soddisfatti per i risultati ottenuti». Poi è intervenuto il direttore generale: «Solo ora, di fronte a questa platea, capisco il senso e l’importanza dell’invito che mi è stato rivolto di partecipare. Emerge il senso forte della comunità intorno all’ospedale, una partecipazione entusiasta che trasmette l’attaccamento a questa realtà e dà garanzia per il futuro. Abbiamo alle spalle un anno difficile – ha ammesso Antonio Padoan – ma ricco di buoni risultati: nuovo centro trasfusionale, acceleratore lineare, hospice, assunzioni di medici e infermieri. Ora le prospettive per questo ospedale sono di crescita e miglioramento ulteriore. Le garanzie richieste e ottenute dai sindaci per il mantenimento di una struttura per acuti erano legittime e giuste. Le decisioni dei prossimi mesi saranno cruciali per dare continuità all’efficienza dei servizi». L’assessore Sergio Contran ha letto un messaggio del sindaco Mario Crosta, assente perché in visita istituzionale alla cittadina tedesca di Senden: «Siamo ad un momento di svolta per la sanità delle nostre comunità. La scelta di confluire nell’Usl 16 è stata fortemente voluta dai sindaci e da migliaia di persone. Sono certo che questa decisione darà ulteriore qualità ai servizi socio sanitari del territorio. Continueremo a impegnarci affinchè questo passaggio avvenga nel migliore dei modi e per questo la nostra attenzione e il nostro contributo saranno garantiti».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 09 DICEMBRE 2008
PIOVE DI SACCO. Se a parole all’ospedale di Piove pareva dovesse toccare la parte della …
PIOVE DI SACCO. Se a parole all’ospedale di Piove pareva dovesse toccare la parte della Cenerentola in seno all’Usl 14, dati alla mano le prestazioni della struttura della Saccisica surclassano quelle di Chioggia. I dati sono stati forniti dalla direzione generale che ha compilato un volume intitolato «La sanità locale: strutture e territorio». La differenza di organico fra i due ospedali è di sole cinquanta unità, 583 i dipendenti in servizio a Piove e 531 a Chioggia. Il numero dei medici è di 101 e 100. Gli infermieri sono 308 a Piove e 276 a Chioggia ma nei due ospedali c’è lo stesso numero di operatori sanitari, 46. I posti letto sono però 261 a Piove e 199 a Chioggia. I ricoveri effettuati nel 2007 sono stati quasi 14 mila per l’ospedale della Saccisica e poco più di 7.000 per quello clodiense. Anche nel numero di interventi chirurgici Piove supera Chioggia con 4.284 operazioni effettuate contro 3.579. Meno differenza si registra nelle prestazioni ambulatoriali, quasi 790 mila per la Saccisica e 764 mila per l’area lagunare. Quasi 4 mila gli interventi del Suem piovese contro i 3 mila di quello chioggiotto, oltre 35 mila gli accessi al pronto soccorso piovese e 32 mila a Chioggia. Nel corso dell’anno il Centro di igiene mentale dell’ospedale Immacolata Concezione ha seguito 623 pazienti, mentre sono stati 837 quelli in carico al medesimo servizio clodiense. In evidenza i dati sull’attività dell’emodinamica piovese: in un anno 527 esami totali, 200 angioplastiche, 327 coronarografie. E l’odontoiatria di comunità: oltre 5 mila prestazioni su 1680 pazienti disabili e 475 pediatrici. Il Servizio di Prevenzione piovese ha seguito 234 tossicodipendenti e 202 alcolisti. Infine i bimbi nati nel reparto di ostetricia a Piove sono stati 713 a fronte dei 488 di Chioggia.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008
ORE SENZA ACQUA I lavori alla condotta idrica creano disagi alle famiglie
PIOVE DI SACCO. Ha causato più disagi del previsto la sostituzione di una condotta idrica che ha privato i residenti di Arzerello dell’acqua sino a tarda sera. Interessata anche la frazione di Campagnola di Brugine. I lavori erano stati segnalati da giorni, persino le scuole sono rimaste chiuse per l’occasione, ma gli avvisi riportavano che l’acqua avrebbe ripreso a scorrere dai rubinetti già dalle 18.30. «Siamo rimasti senz’acqua sino a quasi le 23», raccontano invece arrabbiati alcuni residenti. E le maggiori difficoltà le hanno dovuto sopportare i genitori di bimbi piccoli. «Quando abbiamo visto che l’acqua tardava a ritornare – continuano i residenti – abbiamo ripetutamente chiamato gli uffici di AcegasAps per avere delle spiegazioni. A Piove il telefono suonava a vuoto, mentre a Padova ripetevano che tutto si sarebbe sistemato a breve, nel giro di pochi minuti. Intanto però le ore passavano e di acqua nemmeno una goccia». AcegasAps, il giorno dopo, motiva l’accaduto per voce dell’ufficio tecnico: «Abbiamo incontrato difficoltà nella fase di scavo e questo ha comportato una proroga dei lavori di un paio d’ore. Quando si scava ci sono sempre sorprese, anche in questa occasione i lavori si sono complicati. L’intervento prevedeva la bonifica e la sostituzione un vecchio tubo in acciaio ammalorato situato in uno snodo cruciale, dove si intercettano diverse diramazioni delle condutture. Abbiamo preferito completare il lavoro a scavi aperti per evitare di riproporre i disagi a distanza di pochi giorni». «Comprendiamo i disagi dei cittadini – concludono i tecnici di AcegasAps – ma per noi è molto difficile programmare gli interventi in modo da riuscire a mettere d’accordo tutti».
di : Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008
Pati da rifare per l’Upa Zanetti dà voce alla protesta degli artigiani
BRUGINE. «I vincoli imposti da Pati alle aree produttive rendono più difficile per gli artigiani far fronte alla crisi economica»: ne è convinto Davide Zanetti, delegato dell’Unione artigiani per il comune di Brugine. Secondo il rappresentante dell’Upa lo strumento urbanistico, (condiviso da Brugine, Arzergrande, Pontelongo e Piove), è stato stilato in fretta, con uno scarso coinvolgimento delle associazioni di categoria. «La crisi economica – commenta il delegato dell’Unione artigiani di Brugine – ha messo in luce le crepe di uno strumento troppo rigido e mal pensato, che non dà possibilità alle nostre aziende, inserite in aree definite di riqualificazione, di trasformarsi per poter far fronte alle ristrettezze del momento. Chi vuole dividere un capannone per ricavare unità più piccole non lo può fare, chi vuole costruire, nonostante abbia pagato per anni un terreno edificabile, non lo può fare». Solo a Brugine sono almeno 20 i piccoli imprenditori e gli artigiani penalizzati. «L’unica possibilità prevista dal Pati – conclude Davide Zanetti – è di demolire l’attuale sede inserita in area da riqualificare per ottenere il credito edilizio da spendere nelle aree produttive».
di (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008
PONTELONGO CONTRIBUTI ALLE BICI ELETTRICHE
Prorogati i termini per la concessione del contributo comunale per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita elettricamente. Per presentare la domanda c’è tempo sino al 31 dicembre. Per info rivolgersi all’ufficio ambiente o allo 049-9776266.
di (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008
Unione con Pontelongo Epilogo con polemica
Codevigo/Pontelogo – Epilogo per l’unione tra i comuni di Codevigo e Pontelongo dopo sette anni. Durante l’ultimo consiglio comunale dell’organismo, il sindaco Graziano Bacco ha ribadito la volontà di sciogliere la convenzione e l’omologo di Pontelongo Federico Ossari si è limitato a prenderne atto. Ora per quest’ultimo, è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Sono stato accusato di non aver creduto a questa istituzione. Ma quanto messo in campo in termini di assunzione di responsabilità, riorganizzazione, razionalizzazione e servizi, rappresentano alcuni punti su cui si è concentrata la mia azione. Il resto sono solo chiacchiere». Smorza i toni il primo cittadino di Codevigo: «Con Pontelongo rimaniamo in buoni rapporti. Resta comunque un dato di fatto che la fusione con loro è inattuabile per tanti motivi. Rimaniamo comunque aperti ad altre possibilità di unione, da definirsi solo dopo l’esito delle elezioni del 2009».
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 05 DICEMBRE 2008
Pronto soccorso, ecco i fondi per l’ampliamento
Piove di Sacco – Il tempo di effettuare i lavori e poi il pronto soccorso dell’ospedale piove se sarà completamente rivoluzionato e potrà così rispondere a tutte le esigenze richieste da una moderna struttura di prima accoglienza sanitaria. La giunta regionale, infatti, ha deliberato la concessione di un finanziamento di 1,6 milioni di euro di cui 1.520.000 a carico della regione e 80.000 a carico dell’Azienda Ulss 14. In precedenza l’Asl 14 aveva approvato il progetto definitivo dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento del pronto soccorso dell’ospedale di Piove di Sacco . L’intervento prende in considerazione sia l’astanteria che verrà ampliata che lo spazio di accoglienza degli utenti ed anche il ricovero delle ambulanza. «Era da tempo che aspettavamo il via libera dalla Regione del finanziamento – afferma visibilmente soddi sfatto il primario del pronto soccorso Giorgio Zampieri – ora abbiamo la certezza e quindi possiamo già pensare ad una struttura che risponderà alle esigenze dei nostri cittadi ni. Il primo stralcio dei lavori comprende la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica per l’astanteria. Quella attuale è limitata ad un unico stanzone con soli tre posti letto senza di visione tra uomini e donne, mentre la nuova astanteria avrà sedi ci posti letto suddi visi in stanzette da uno o due letti con la possibilità di di versificare i ricoveri tra maschi e femmine. Poi l’intervento raddoppierà di fatto i locali del pronto intervento da mille a duemila metri quadri che verranno così messi a norma e con la possibilità di prestare soccorso a più utenti eliminando le permanenze in sala d’attesa. Altro intervento riguarderà un nuovo accesso per le ambulanze con una camera calda per il trasbordo dei malati in piena sicurezza. Se il pronto soccorso di un ospedale è ben strutturato ed ha una buona dotazione di medi ci e infermieri è possibile prestare le prime cure agli utenti, trattenerli in osservazione in una astanteria moderna ed efficiente ed eliminare i ricoveri impropri».
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 02 DICEMBRE 2008
Pioggia e forte vento Rami spezzati e disagi in tutto il Piovese
PIOVE DI SACCO. Forti raffiche di vento hanno spazzato ieri mattina l’intera Saccisica: un’ora o poco più, tra le sette e le otto, in cui era difficile persino stare in piedi dalla violenza con cui soffiava Eolo. E per tutta la notte si sono succeduti diversi temporali ed è caduta molta pioggia, come è facile desumere dai livelli raggiunti da fiumi e canali. La protezione civile è in allerta anche perché nelle prossime ore le previsioni meteorologiche annunciano un nuovo peggioramento. A causa del forte vento molti rami si sono spezzati, sacchetti dell’immondizia messi fuori dalle abitazioni per la raccolta di ieri mattina sono finiti in mezzo alla strada o dentro i fossi. Le strade erano un tappeto di foglie. Gli automobilisti che erano in giro a quell’ora se la sono vista piuttosto brutta. Le lampade dei semafori oscillavano come impazzite, tanto che sembrava dovessero staccarsi da un momento all’altro. Gli alberi lungo le strade si piegavano minacciosi, qualche ramo è volato sui marciapiedi, senza comunque provocare alcun ferito. La zona più battuta è stata quella compresa nella fascia che va da Polverara e, passando per Brugine e Pontelongo, arriva fino a Correzzola. L’apice della tromba d’aria ha colpito proprio Polverara, dove il vento ha distrutto lo stand della Festa della Gallina. Tanta paura ma nessun danno alle strutture allestite davanti alla chiesa di Pontelongo per la sagra di Sant’Andrea.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 01 DICEMBRE 2008
Scontro tra auto Due giovani feriti
PONTELONGO. Si è conclusa con un incidente in auto, per fortuna senza gravi conseguenze, la serata di festa di due ragazzi del Piovese, entrambi finiti al pronto soccorso dell’ospedale di Piove di Sacco. Intorno alle tre di sabato notte, infatti, si sono scontrate lungo la statale 516 una Opel Corsa e una Seat Ibiza: le cause e la dinamica dell’incidente stradale sono ancora al vaglio dei carabinieri intervenuti sul posto per eseguire i rilievi. Lo scontro ha provocato il ferimento di T.C., 19 anni, residente a Brugine, e di A.M., 25 anni, che abita invece a Pontelongo, i conducenti delle due vetture. Entrambi se la sono cavata con lievi ferite, che sono state medicate al pronto soccorso di Piove. Quando si è verificato l’incidente stradale pioveva a dirotto ed è probabile che l’asfalto viscido per la pioggia e la scarsa visibilità siano le cause dello scontro avvenuto fra i due veicoli.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – LUNEDÌ, 01 DICEMBRE 2008
La poca esperienza al volante può giocare brutti scherzi.
Piovese - Se lo ricorderà bene C.P., 19 anni, residente a Brugine, che sabato sera a mezzanotte si è scontrata frontalmente con un’altra giovane automobilista, A.M., 23 anni, residente e Pontelongo . L’incidente che ha coinvolto le due ragazze si è verificato lungo via Porto, la stretta strada che collega Pontelongo a Brugine. Entrambe viaggiavano da sole e stavano tornando da una serata trascorsa con amici. C.P. al volante della sua Opel Corsa, A.M. con una Seat Ibiza. Per cause che sono ancora al vaglio dei carabinieri di Piove di Sacco, le due auto si sono scontrate al centro della carreggiata. L’urto violento ha fatto perdere alla diciannovenne il controllo della guida, provocando la fuoriuscita di strada dell’utilitaria, finita dopo una carambola nel fossato laterale. C.P. è uscita praticamente illesa dall’abitacolo e ha raggiunto l’altra ragazza. Ancora pietrificate dalla paura, le giovani hanno chiamato in lacrime prima i genitori, poi i carabinieri. Nel giro di cinque minuti in via Porto sono arrivati i parenti e i soccorsi. Per recuperare la Opel dal fossato è stato necessario far intervenire una gru, che ha agganciato e sollevato l’auto per riportarla sulla sede stradale. Sia C.P. che A.M. sono state visitate dai medici del pronto soccorso di Piove di Sacco che, tuttavia, non hanno riscontrato gravi conseguenze.
di : (Fe.Be.)
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