Giugno 2008
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA 29 GIUGNO 2008
Il secolo di Vittorio BRESSAN
PONTELONGO. Grande festa oggi nella piccola comunità di Terranova per i cento anni di Vittorio Bressan nato nella frazione il 1º luglio 1908. Alle 11 messa col sindaco. Vittorio Bressan è papà di 6 figli (4 vivi), nonno di 16 nipoti, bisnonno di 19 pronipoti e trisnonno di Gloria e Francesco. E’ stato sposato per 76 anni con Alba, mancata due anni fa. Ha lavorato nei campi e allo zuccherificio.
di : (al.ces.)
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Il GAZZETTINO di Padova – - DOMENICA 29 GIUGNO 2008
I 100 anni di Vittorio Bressan
PONTELONGO – Cento anni per Vittorio Bressan, nonno di Pontelongo . Nato nella frazione di Terranova nel 1908, Bressan ha attraversato i momenti più difficili della storia del Paese con una tempra e un coraggio che ancora oggi sono esempio per tutti i quattro figli (due sono mancati), i 16 nipoti, i 19 pronipoti e gli ultimi due arrivati, Gloria e Francesco. Niente però lo ha colpito più della morte della moglie Alba, mancata due anni fa dopo 76 anni di matrimonio. In onore del suo compleanno tutta la famiglia e la comunità di Pontelongo hanno organizzato una messa, oggi alle 11. Nell’occasione nonno Vittorio riceverà un riconoscimento da parte del sindaco Federico Ossari.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 28 GIUGNO 2008
RONDE A PIOVE – «Marocchini in fuga alla nostra vista»
PIOVE DI SACCO. Seconda passeggiata «Vip» l’altra sera in centro: i volontari della Vigilanza impegnata passiva promossa da Forza Italia hanno girato in lungo e largo per le vie e le piazze. «Ci siamo imbattuti in un solo episodio anomalo – racconta Giorgio Tortolato, coordinatore degli azzurri – ovvero un gruppo di marocchini in via Codogno che alla nostra vista si è dileguato. Hanno lasciato per terra una borsa con dentro delle bottiglie di birra. Noi ci siamo limitati ad avvisare i carabinieri. Non sarà niente di particolare, ma dimostra che le nostre passeggiate a qualcosa servono, se non altro per mettere in giro in città qualche occhio in più che vigila. Del resto i problemi sulla sicurezza non mancano, anche sabato sera in centro c’è stato un parapiglia fra extracomunitari. La situazione – insiste – non è così tranquilla come vorrebbe dipingerla il sindaco che si scaglia di continuo contro l’iniziativa «Vip». Continuiamo con le nostre passeggiate e invitiamo i cittadini ad unirsi».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDI’, 27 GIUGNO 2008
Impegno della Curia e dei genitori per cercare di salvare la scuola.
PONTELONGO. Consiglio comunale gremito mercoledì sera per la discussione sul futuro della storica scuola elementare paritaria «Galvan» che rischia di chiudere a causa del drastico taglio di finanziamenti statali. Il futuro è incerto, ma il prossimo settembre gli alunni dovrebbero rientrare in classe. Nelle prossime settimane il Cda della Fondazione che gestisce la scuola prenderà una posizione definitiva. Intanto, all’unanimità, è stato sottoscritto un documento in cui il Consiglio dà mandato alla giunta di garantire l’attività scolastica, di interpellare gli enti sovracomunali e soprattutto trovare le risorse per un contributo «una tantum» che tamponi il disavanzo di quest’anno. «Non è possibile – spiega il sindaco Federico Ossari – chiudere una scuola in questo modo. La nostra volontà è quella di prendere tempo per trovare possibili soluzioni, garantendo almeno un altro anno scolastico. Ma tutti i soggetti devono fare la loro parte, compresa la Curia e gli stessi genitori. La scuola Galvan è un valore aggiunto per il paese e offre la possibilità di una scelta che in giro difficilmente si trova». «La comunità di Pontelongo – afferma il consigliere di minoranza Emanuele Canova – non può ignorare la questione. Quella sulla scuola cattolica è una battaglia che non si può perdere». In via eccezionale il consiglio comunale ha voluto anche sentire la voce degli interessati, che affollavano la sala. Molto concreto don Aldo Manfrin che da due anni gestisce l’elementare. «La scuola non è stata sufficientemente valorizzata e, nonostante l’impegno, le iscrizioni sono andate via via diminuendo. La situazione da un punto di vista economico è diventata insostenibile. Non siamo ancora arrivati a una decisione definitiva, ma le abbiamo già pensate tutte». Da parte loro i genitori, che hanno presentato al Consiglio una lettera firmata da tutti, sono agguerriti. «Siamo soddisfatti – esordisce il genitore autorizzato dal Consiglio a parlare – del servizio offerto dalla scuola. La nostra amarezza deriva piuttosto dalla maniera nella quale ci è stata comunicata l’attuale situazione. Come genitori siamo pronti ad aiutare in maniera tangibile la scuola, mettendo a disposizione anche le nostre capacità professionali». Anche gli insegnanti, che temono di perdere la propria occupazione, hanno voluto dire la loro. «Vogliamo continuare nel nostro lavoro – dice una maestra – nel quale crediamo e che vogliamo portare a termine». La questione, intanto, è uscita dai confini comunali. Il consigliere regionale della Lega Nord Maurizio Conte, su invito del consigliere comunale Donatello Magagnato, ha diramato una nota in cui s’impegna personalmente a verificare in Regione la possibilità di reperire un intervento finanziario. «La Lega Nord – sostiene – per rasserenare i genitori dei bimbi, promette il suo forte impegno istituzionale per supplire ai mancati interventi e alle carenze dell’amministrazione».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDI’, 27 GIUGNO 2008
Piove di Sacco Sarà una e-mail …
Piove di Sacco – Sarà una e-mail ad informare il medico di base del ricovero ospedaliero di un paziente. Il tutto avverrà in tempo reale, grazie ad un innovativo sistema di comunicazione messo a punto dall’Usl 14. la fase sperimentale del progetto è durata due mesi e ha coinvolto un numero ristretto di medici di famiglia. Ora è pronto per essere esteso a tutti i medici di medicina generale (109) e ai pediatri di libera scelta (15) dell’azienda sanitaria. In pratica funziona in questo modo: non appena un cittadino entra in ospedale, viene avvisato il proprio medico tramite una e-mail che viene spedita automaticamente. Il tutto nel pieno rispetto della privacy: solo dopo aver ricevuto il consenso del paziente o di un suo familiare può partire la lettera di avviso. Inoltre, nella e-mail non ci sono dati sensibili come ad esempio la diagnosi o le prestazioni erogate.”È un sistema semplice e veloce che rivoluziona il modo di comunicare – afferma Antonio Baccan, responsabile dei Sistemi informativi -. Da oggi il medico di famiglia viene avvisato all’istante del ricovero, dell’ingresso in pronto soccorso, delle di missioni e anche del decesso di un suo paziente senza dover attendere dei giorni. Sarà questo uno strumento in più per permettere al medico di attivarsi in tempi rapidi per garantire al proprio paziente un servizio più efficace ed efficiente”.L’Uls 14 è una delle prime aziende sanitarie del Veneto che sta adottando questo nuovo e innovativo strumento di comunicazione, attivato grazie alla collaborazione tra l’ufficio dei Sistemi informativi e quello dei Servizi sociali.”Per la buona realizzazione del progetto – continua Stefano Vianello, direttore dei Servizi sociali – i medici sono stati coinvolti e informati opportunamente fin da subito. Poi, i test effettuati per perfezionare il sistema hanno confermato la loro e nostra soddisfazione”. Un sistema informativo rivoluzionario, ma anche gratuito, sia per l’Usl che per gli altri soggetti coinvolti. Il prossimo passo, già in fase di consegna, sarà l’ingresso dei medici di famiglia nella rete informatica dell’Uls.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 GIUGNO 2008
Correzzola «L’Apga è stata svenduta»
CORREZZOLA. Fa ancora discutere la fusione dell’Apga con la multiutily triestina AcegasAps. Assodata l’operazione di fusione, la battaglia si è ora spostata sul piano del valore a cui l’ex società di gestione della rete idrica è stata ceduta. O meglio «svenduta», come ha sempre sostenuto il sindaco Mauro Fecchio. Nei giorni scorsi è stata depositata in Comune la perizia dello studio Cavallari, lo stesso soggetto incaricato in passato di stimare il valore della società Trasporti Ecologici in seno al terremoto all’interno di Cosecon. «Finalmente siamo in possesso – spiega Fecchio – di una perizia basata sul metodo reddituale patrimoniale, che valuta il valore di Apga in 3,5 milioni di euro, una cifra quattro volte superiore a quella a cui la società è stata venduta. E’ evidente che l’operazione di compravendita ha recato un danno patrimoniale al mio Comune. In base a questa perizia stiamo pertando valutando con i legali del comune di presentare ricorso al Consiglio di Stato». «Prendo atto – continua poi il sindaco – della disponibilità dimostrata dal nuovo gestore. Da una parte con l’apertura dell’ufficio per gli utenti (aperto tutti i giovedì dalle 15 alle 17 nei locali della Corte Benedettina) e dall’altro con l’accelerazione degli investimenti, specie per la rete fognaria, per alcuni progetti fermi da anni».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 GIUGNO 2008
Arzergrande, pronti 100 mila euro per l’asilo nido di via Fermi
ARZERGRANDE. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha donato al Comune 100 mila euro per la costruzione dell’asilo nido di via Fermi. Si tratta di una cifra che andrà ad integrare le risorse già a disposizione dell’amministrazione per la realizzazione dell’ambizioso progetto che sarà pronto per l’inizio dell’anno scolastico 2009- 2010. Esprime soddisfazione il sindaco Cesarina Foresti che, dall’inizio, ha lavorato su più fronti per la realizzazione di questo nuovo servizio. «La Fondazione Cassa di Risparmio – dice la Foresti – ha riconosciuto la validità del nostro progetto ed ha voluto darci il suo sostegno. Si tratta di un contributo a fondo perduto che rappresenta per noi una bella “boccata” d’ossigeno. Ci permetterà di completare in toto l’opera ampliando, ad esempio, le possibilità per quanto riguarda l’arredo interno e di sistemare fin da subito il giardino esterno». Intanto l’amministrazione ha anche rinnovato in consiglio comunale, con voto unanime, la convenzione triennale con le due scuole materne paritarie del capoluogo e della frazione di Vallonga. Le scuole materne si divideranno in maniera uguale cosi i 43 mila euro messi a disposizione dalla convenzione più un contributo straordinario, sempre da spartirsi, di 10 mila euro, già messo a bilancio. Rispetto all’ultima convenzione il nuovo accordo siglato con i parroci ha subito una modifica per quanto riguarda la gestione e l’inserimento dei bambini portatori di handicap. La competenza in materia non sarà più della scuola materna ma del Comune.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 GIUGNO 2008
L’Ater non è più interessata al piano di ristrutturazione Santa Capitanio, che fare? Vertenza con le suore per la caparra del preliminare di vendita
PIOVE DI SACCO. L’annuncio della possibile chiusura della scuola elementare paritaria Galvan di Pontelongo ha risollevato la questione delle sorti dell’istituto cattolico Santa Capitanio e del progetto per la ristrutturazione del complesso che lo ospita nel cuore del centro storico. L’altra sera, in consiglio comunale, sono state presentate ben due interrogazioni sull’argomento: una da parte del capogruppo di An, Carlo Valerio e una a cura del coordinatore del circolo piovese di Forza Italia, Giorgio Tortolato. Dalla risposta, toccata al sindaco Mario Crosta, è emerso che le sorti del progetto sono in una fase di stallo. L’Ater, che doveva acquistare l’intero complesso per realizzare la nuova scuola oltre che degli appartamenti per anziani e giovani coppie, pare non avere più interesse per questo ambizioso e impegnativo progetto. Da parte sua, nemmeno la Congregazione delle suore proprietaria di Villa Bassini e delle sue pertinenze è più intervenuta sulla questione. «Abbiamo incontrato nelle scorse settimane la fondazione che gestisce la scuola – ha puntualizzato il primo cittadino – e non sono emerse novità. L’istituto prosegue con la sua attività, nonostante qualche difficoltà economica. Sia l’Ater sia la Congregazione delle suore sembra invece si siano defilate. Come amministrazione abbiamo sollecitato incontri e proposte, ma non abbiamo avuto risposte».
Valerio ha accusato: «Il sindaco continua a fornire risposte desolanti: la realtà è che questa giunta semina vento e raccoglie tempesta e non si sa rapportare con gli altri enti». «Il vento lo avete seminato voi – ha ribattuto Crosta – Tanto è vero che il progetto approvato a suo tempo con una seduta urgente del consiglio comunale, convocato dalla passata giunta, è stato bocciato dalla Sovrintendenza e non ha potuto quindi aver seguito. Successivamente il progetto rivisto non ha più incontrato l’interesse dell’Ater che, di fatto, lo ha accantonato. La giunta ha fatto quanto era di sua competenza per favorire l’iter e non ha mai smesso di dimostrare interesse affinchè sia garantita la continuità della scuola Santa Capitanio». Una seconda accusa rivolta al sindaco è stata quella di aver sventolato in campagna elettorale la questione della scuola cattolica prendendo l’impegno di salvarla: «L’impegno è ribadito – ha puntualizzato il primo cittadino – Tanto che abbiamo dato la nostra disponibilità alla Fondazione di collaborare a nuove proposte concrete e fattibili per assicurare alla Santa Capitanio una sede». Fra Ater e Congregazione delle suore si è aperto intanto il fronte di un possibile contenzioso relativo alla caparra pagata alle religiose in sede di preliminare di vendita del complesso.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 GIUGNO 2008
PONTELONGO. I TRASFERIMENTI STATALI SONO CALATI A 60 MILA EURO. INTERVENTO DELLA LIGA VENETA Dimezzati i fondi alla scuola elementare cattolica
Pontelongo – La elementare privata cattolica di Pontelongo , paritaria rispetto alla scuola statale, gestita dal Vicario della parrocchia Don Aldo Manfrin, si è vista dimezzati i trasferimenti statali dopo l’ultima finanziaria del Governo Prodi (da 120.000,000 a circa 60.000,00 euro). La scuola è composta attualmente da cinque classi che ospitano 56 bambini. A denunciarlo è la segreteria provinciale della Liga Veneta – Lega Nord Padania. «Tale Istituto – viene ricordato – offre un grande servizio alla comunità, basti pensare che lo stesso edificio ospita anche l’asilo comunale con circa 80 bambini, finanziato dalla retta dei genitori e da un contributo comunale pari a circa 28.000,00 euro». La mancata erogazione dell’intera quota del contributo statale di 120.000,00 euro alla scuola elementare ne hanno reso però preoccupante la situazione economico-finanziaria in quanto gli stipendi degli insegnanti e i costi di gestione sono interamente a suo carico. «Poiché il sindaco di centro-sinistra Federico Ossari non ha dato alcuna garanzia al parroco sull’impegno della sua Giunta Comunale di intervenire economicamente a sostegno della scuola – viene denunciato – don Aldo si vedrà costretto alla drastica e dolorosa decisione di interrompere il servizio scolastico. E i genitori dei bambini in età scolare sono giustamente preoccupati. Probabilmente l’impostazione ideologica del centro sinistra, da sempre contraria ai finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche, ha giocato un ruolo importante su questo mancato intervento del Comune».Il consigliere Donatello Magagnato, facendosi carico della preoccupazione dei genitori, ha impegnato i rappresentanti istituzionali del partito a ricercare una rapida soluzione per individuare dei finanziamenti che permettano nel prossimo futuro il normale svolgimento delle attività scolastiche. In particolare, il consigliere regionale Maurizio Conte si è personalmente impegnato con la Regione.
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 25 GIUGNO 2008
Problemi scolastici stasera in Consiglio
PONTELONGO. Non è previsto come punto all’ordine del giorno, ma inevitabilmente si discuteranno stasera alle 21 in consiglio comunale le sorti della scuola elementare paritaria Galvan. Negli scorsi giorni, con non poca sorpresa, è iniziata a circolare la voce di una possibile chiusura dello storico istituto. Don Aldo Manfrin, parroco del paese, pur minimizzando la vicenda nei giorni scorsi ha incontrato prima gli insegnanti e quindi i genitori per illustrare la situazione. Le difficoltà sarebbero di natura finanziaria visto che la scuola, a causa dei pochi iscritti, non riceverebbe per il prossimo anno scolastico i contributi regionali previsti per gli istituti paritari.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 22 GIUGNO 2008
Nuovi talenti Torna il concorso “Vota le voci” Ecco come partecipare
Per cantanti o gruppi musicali che cercano la ribalta, c’è tempo fino al 27 giugno per partecipare allo storico concorso canoro Vota le voci che ritorna a luglio con grandi novità sulle piazze di Pontelongo , Albignasego e Montegrotto Terme. Ideato nel 1986 dal padovano Enzo Amorini, organizzatore della manifestazione con il presentatore e talentscout Sandro Sartori ed il cantautore Matteo Tisato, quest’anno vedrà la presenza di nomi importanti della musica. Prima tappa domenica 13 luglio a Pontelongo . Sul palco Gatto Panceri e Jo Squillo, madrina della serata. Abbinata una selezione di Miss Muretto di Alassio. Seconda tappa domenica 27 luglio ad Albignasego, con Jo Squillo, Stefano Centomo ed il brasiliano Humberto. Non mancheranno le bellezze. Si eleggerà Miss Albignasego. Finale del Vota le voci mercoledì 6 agosto a Montegrotto Terme, abbinata alla finale regionale di Miss Muretto di Alassio. Ospiti Ivan Cattaneo ed i Jalisse. Per presentare la propria candidatura basta inviare entro il 27 giugno una canzone inedita in MP3 e relativo curriculum all’indirizzo venetomusica@libero.it o contattare il 328.8510031. Si cercano, in particolare, canzoni pop dal buon taglio “radiofonico”.
di : (M.C.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 22 GIUGNO 2008
Scampata la possibilità della costruzione di una moschea…
Piove di Sacco – Scampata la possibilità della costruzione di una moschea nelle vicinanze di Piove di Sacco ? Pare di sì e sembra che un imprenditore abbia acquistato il terreno per evitare che venisse aperto un luogo di culto islamico. Le voci girano da un paio di mesi ma di ufficiale c’è ben poco. Nessun progetto presentato all’ufficio tecnico del Comune, nessuna conferma da parte dei presunti interessati, nessuna richiesta di concessione del terreno in questione, un lotto della zona industriale di Tognana. La versione più diffusa che rimpalla di bocca in bocca racconta della possibilità che un imprenditore piove se, proprietario del suddetto terreno, potesse cedere lo spazio ad una comunità islamica padovana per l’allestimento di una moschea. Venuto a conoscenza di questa eventualità, un secondo imprenditore piove se, attivo nel campo dell’edilizia, avrebbe offerto lui stesso una somma maggiore al proprietario per comprare il terreno ed evitare, così, che lì potesse sorgere un luogo di culto per i musulmani. Il tutto sarebbe avvenuto tra marzo e aprile di quest’anno, periodo in cui la questione è venuta all’orecchio anche del sindaco di Piove di Sacco , Mario Crosta. «Trovo che le voci sulla presunta costruzione della moschea siano del tutto infondate – spiega -. Noi come amministrazione non abbiamo mai ricevuto documenti, progetti o richieste ufficiali in tal senso. In caso contrario ne avremmo discusso». «Qualcuno durante la scorsa campagna elettorale ha cavalcato l’argomento a sfavore dell’amministrazione – continua Crosta -. Il tutto senza un preciso fondamento».Se le cose fossero andate così come si racconta, il fatto sarebbe stato gestito in maniera privata tra imprenditori, senza tirare in ballo alcuna amministrazione comunale, né quella di Piove di Sacco e nemmeno quella di Arzergrande, dove sorge parte della zona industriale. «Mai sentito niente di simile – aggiunge il sindaco di Arzergrande, Cesarina Foresti – Mai ricevuto richieste o progetti. A volte nei paesi capita che vengano raccontate leggende metropolitane». Nessuno dei presunti interessati ha confermato. Ma nemmeno smentito. Silenzio anche da parte delle comunità islamiche di Padova che mai, finora, avrebbero avanzato la proposta di costruire una moschea a Piove di Sacco o nel Piove se. L’attenzione, per il momento, è concentrata su Padova e sul “caso” scoppiato in città.
di : Fe.Be.
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 22 GIUGNO 2008
Da Piove in Sudafrica per portare aiuti
PIOVE DI SACCO Oltre diciasettemila chilometri per portare aiuti e sostegno ai popoli più poveri del mondo: è questa la missione che si propongono di compiere tra luglio e agosto Maurizio Pistore e Paolo Caldon di Pontelongo, Luigi Tonon di Piove di Sacco e il veneziano Tommaso Lampitelli. Si alterneranno alla guida di moto e pick up in un viaggio che li porterà da Padova a Città del Capo in Sudafrica. Scopo primario dell’iniziativa è la solidarietà: verranno portati sementi ai contadini sudanesi, medicinali, occhiali e aiuti per costruire un pozzo e una scuola con l’organizzazione Bambini nel Deserto.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 22 GIUGNO 2008
«Incontro sul passaggio all’Usl 16»
PIOVE DI SACCO. «Non stiamo perdendo tempo ma cercando di costruire intorno al progetto di passaggio dell’ospedale piovese nell’Usl 16 di Padova il maggior consenso possibile»: ad intervenire sulla questione ormai fra le più dibattute degli ultimi mesi che interessano la Saccisica è la consigliera regionale Regina Bertipaglia, madrina della proposta di legge per il nuovo assetto della sanità locale. «La scorsa settimana Leonardo Padrin ha sollecitato la discussione in V Commissione della legge – fa notare la consigliera azzurra – ma dimentica forse che quello non è l’ultimo tassello dell’iter che deve portare all’approvazione del progetto. In questi mesi, forte della convergenza di tutti i sindaci del Piovese e di una forte volontà espressa dal territorio – fa notare – ho cercato la condivisione del nuovo assetto delle Usl anche con i rappresentanti di Chioggia e con i consiglieri che mostravano perplessità. Sarebbe inutile passare il vaglio della commissione e poi arenarsi in consiglio regionale, magari di fronte a decine di emendamenti proposti con l’unico scopo di fare ostruzionismo alla legge. Sulla separazione dell’ospedale di Piove e quello di Chioggia va creato il più largo consenso possibile. Non dobbiamo dimenticarci che come consiglieri rappresentiamo l’intera regione e non solo il nostro territorio di riferimento. Questo lo fa chi si preoccupa prima del suo elettorato e solo in seconda battuta di mettere la politica al servizio dei cittadini – aggiunge Bertipaglia che non risparmia la frecciatina a Padrin – ma non è il mio modo di lavorare. Entro l’estate il progetto verrà discusso in V Commissione e mi auguro che Padrin si faccia vivo questa volta alla discussione visto che la sua presenza in commissione non è così frequente». Il futuro dell’ospedale sarà al centro della discussione che si terrà domani in sede di Conferenza dei sindaci con il direttore generale Antonio Padoan.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 22 GIUGNO 2008
TRA CALDO E SMOG – Inferno verso il mare Code interminabili di veicoli e paesi soffocati dal traffico Un’ora da Ponte San Nicolò a Piove E due incidenti
PIOVE DI SACCO. Inferno sulle strade per il mare: ieri, per tutta la giornata, code interminabili di veicoli hanno intasato la viabilità da Padova fino a Sottomarina, creando notevoli disagi nei paesi attraversati dalle arterie di collegamento con la Romea, da Ponte San Nicolò fino a Codevigo, Rosara, Conche, Correzzola e Civè, letteralmente assediati dal traffico. E’ stato inaugurato così, nell’ormai classico serpentone di lamiere infuocate dirette alle spiagge, l’inizio ufficiale dell’estate. Nel pomeriggio si sono verificati anche un paio di incidenti, uno a Conche e l’altro a Valli di Chioggia che hanno ulteriormente rallentato il traffico. Ieri mattina da Ponte San Nicolò a Piove di Sacco in auto lungo la Piovese, dalle 10 a mezzogiorno, ci si impiegava non meno di un’ora. E al mare mancavano ancora venti chilometri. I veicoli provenienti dalla strada dei Vivai erano incolonnati dal semaforo di Liettoli fino alla rotonda di Sant’Anna: via Scardovara e via Paolo VI ridotte a una camera a gas. Nessuna tregua alle code nemmeno sulla strada dei Pescatori, e sulla Provinciale 53 Arzaron, da Corte fino al semaforo di Codevigo, passando per Rosara. Chi ha scelto la via alternativa ha intasato anche il quadrante più a sud della viabilità, quindi da Codevigo a Santa Margherita, e poi da Correzzola fino a Civè. Molti automobilisti, infatti, invece di prendere la Provinciale Rebosola a Concadalbero, unica alternativa alla Romea e al ponte translagunare, preferiscono passare per il centro di Civè, creando peraltro non poco pericolo per i residenti, dato che il paesello è attraversato da un rettilineo su cui in parecchi non rinunciano a pigiare sull’acceleratore. La paralisi del traffico ha subito un ulteriore batosta nel primo pomeriggio quando a Conche e a Valli, a distanza di mezz’ora uno dall’altro, si sono verificati un paio di incidenti. Scontro fra scooter e auto, praticamente inevitabili nella bolgia di motori che affollavano le strade. Per fortuna non ci sono stati feriti gravi. Tuttavia il passaggio dell’ambulanza e l’intervento dell’elisoccorso hanno aggiunto rallentamenti a rallentamenti. Ci fosse stato un misuratore di stress lungo le strade per il mare, ieri si sarebbero toccate punte da capogiro. Non è andata meglio a coloro che hanno scelto la corriera per andare al mare, per lo più ragazzini che ancora non hanno la patente o non possiedono uno scooter. Gli autobus non riescono a rispettare le tabelle di marcia e così gli orari ad ogni fermata subiscono ritardi clamorosi. Invece di incentivare il trasporto pubblico, questa è una circostanza che non fa altro che penalizzarlo. Tanto più che l’inferno dell’andata si è ripetuto uguale al ritorno da Sottomarina. Con buona pace di chi aspetta il fine settimana per stendersi su un asciugamano in riva al mare a prendere un po’ di sole. E oggi, con il bel tempo previsto, sicuramente si replica.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 19 GIUGNO 2008
SEDUTA DI CONSIGLIO A CODEVIGO – Accettate le dimissioni del segretario comunale Marino – Stretta una nuova convenzione con Camponogara: l’erede è Paola Carraro
CODEVIGO. L’amministrazione, accettandone le dimissioni, ha deciso di rinunciare al segretario comunale Salvatore Marino. Nell’ultima seduta di consiglio, infatti, si è deciso formalmente di recedere dalla convezione di segreteria con Pontelongo, Stanghella e San Pietro Viminario. La nuova convenzione sarà stretta con il comune di Camponogara e l’erede di Marino sarà la dottoressa Paola Carraro. «Non è stata una scelta facile – ha esordito in consiglio il sindaco Graziano Bacco – anche alla luce dei dieci anni di servizio». Salvatore Marino aveva presentato una prima volta le sue dimissioni alla vigilia delle elezioni di aprile. Un atto dovuto che la prassi vuole alla vigilia del cambio di amministrazione. Una volta insediato, il nuovo sindaco naturalmente non le aveva accettate. Il segretario le aveva poi ripresentate a maggio, all’indomani dello scoppio della vicenda di Pernumia di presunta speculazione edilizia che ha coinvolto la società pubblico- privata «Urbania», di cui era amministratore. A questo punto la nuova amministrazione ha deciso di cambiare idea e di accettare le dimissioni di Marino che, ufficialmente, riteneva, dopo un decennio, di ritenere conclusa la sua esperienza a Codevigo. Da parte loro i gruppi di minoranza in consiglio comunale hanno accolto la decisione in maniera diversa. Gerardo Fontana ha accettato la scelta della maggioranza e ha preferito non entrare nel merito della questione. «Si tratta della sostituzione di un dirigente – dice – e l’amministrazione è legittimata a farlo». Più critici invece i consiglieri Luigino Chiggiato e Maurizio Ruzzon che, in campagna elettorale, avevano messo, tra l’altro, nel proprio programma l’immediata sostituzione di Marino. Nulla di strano visti i contrasti tra l’ex sindaco ed il segretario sulla vicenda famosa della «fideiussione Bacco», che ha provocato la crisi amministrativa conclusasi con il commissariamento del comune. «Si tratta di un’operazione di facciata – spiegano i due consiglieri di minoranza – con la quale si sta solo gettando fumo negli occhi della gente. Pur lasciando la carica di segretario comunale, Marino continua ad essere direttore dell’Unione dei Comuni, alla quale fanno capo alcuni uffici molto importanti come quelli per l’edilizia pubblica e privata e della polizia locale. Continuerà pertanto ad esercitare un suo potere».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 19 GIUGNO 2008
Ascierto prende le distanze «An farà opposizione a Bacco»
CODEVIGO. «Alleanza nazionale farà opposizione all’attuale amministrazione». Così il presidente provinciale di An Filippo Ascierto scarica la squadra di Graziano Bacco, che aveva sostenuto nelle ultime elezioni. «Dopo un primo momento di cammino condiviso, prendiamo ora le distanze da questa amministrazione – spiega l’onorevole – che non ci convince e che si attesta delle paternità che non ha, come ad esempio il merito per il nuovo ufficio postale che invece è questione aperta da quattro anni e che ha visto l’intervento di molteplici soggetti. Vigileremo attentamente sulle lottizzazioni e la nostra sarà un’opposizione a tutti i livelli, in Provincia, in Regione ed in Parlamento». «Ho appoggiato Bacco – continua – in nome di un rapporto politico alla base del PdL, ma a quanto pare questa amministrazione può fare a meno di An». «Il mio affetto – precisa infine Ascierto – nei confronti di Codevigo rimane immutato e qualsiasi cosa potrò fare per i cittadini la farò, a prescindere dall’amministrazione». Meravigliato, da parte sua, il sindaco Graziano Bacco: «Sono sorpreso della posizione di Ascierto. La persona da lui indicata in campagna elettorale, seppure non sia stato eletto come consigliere, viene sempre e comunque invitato alle riunioni e reso partecipe delle decisioni dell’amministrazione comunale».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 19 GIUGNO 2008
Il sindaco difende Giraldo «Compatibile con le deleghe»
CODEVIGO. «L’ingegner Claudio Giraldo è perfettamente compatibile con la carica di assessore all’Urbanistica, all’Edilizia privata e ai Lavori pubblici e gode della massima fiducia di questa amministrazione». In una volta sola il sindaco Graziano Bacco ha sia rispedito al mittente i dubbi sollevati dal Partito Democratico sulla presunta posizione equivoca del suo vicesindaco, sia fatto seguito alla segnalazione del segretario comunale atta a garantire la giusta trasparenza nel funzionamento delle istituzioni comunali. L’occasione, per il primo cittadino, di risolvere le prime grane del suo mandato è stato il consiglio comunale riunitosi lunedì. L’argomento non era inserito tra i punti all’ordine del giorno, ma la questione necessitava di essere risolta quanto prima. «I due incarichi professionali imputati all’assessore nell’ambito del territorio comunale – chiarisce il sindaco – si sono conclusi rispettivamente a fine anno e lo scorso marzo. Non esistono pertanto problemi di alcun genere». Claudio Giraldo è poi intervenuto direttamente. «Dal 1984 ad oggi – spiega il vicesindaco – ho presentato soltanto otto progetti in questo comune, tra cui quello della mia casa. Come scelta di vita ho deciso di svolgere tutta la mia professione fuori dal mio paese, dove ho mantenuto gli affetti e le amicizie. Si tratta di un ingiustificato attacco alla mia persona».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 18 GIUGNO 2008
Sorpresa: chiude la Galvan – Pontelongo, solo 56 alunni iscritti all’elementare paritaria – Sindaco preoccupato Deve reperire subito aule per cinque classi
PONTELONGO. Quello appena concluso potrebbe essere stato l’ultimo anno scolastico di attività per la scuola elementare paritaria Galvan: nei giorni scorsi don Aldo Manfrin ha convocato gli insegnanti cui ha riferito la decisione assunta dal consiglio di amministrazione della Fondazione che gestisce l’istituto di chiudere i battenti. E domani sono state convocate le famiglie degli alunni. E domani sono state convocate le famiglie degli alunni. I problemi alla base della decisione di chiudere la scuola, che funziona da oltre 50 anni in paese, sono di ordine finanziario. Gli alunni sono, infatti, appena 56, non abbastanza perché la scuola benefici dei contributi regionali previsti per gli istituti paritari. A questo si aggiunge il taglio dei trasferimenti ministeriali. La notizia ha colto un po’ tutti di sorpresa, provocando non poche reazioni. Tra i genitori prevale la preoccupazione: «Non ci sembra corretto che la decisione di chiudere la scuola venga presa adesso – fanno notare mamme e papà – Anche perché a gennaio le preiscrizioni sono state raccolte normalmente senza che nessuno ci mettesse sull’avviso di possibili novità di questo tipo. A giugno ormai inoltrato è un problema trovare un’altra scuola dove iscrivere i nostri figli. E cosa dire di quelli che devono frequentare la quinta e che hanno alle spalle l’intero corso delle elementari svolto alla Galvan?». Anche gli insegnanti sono allarmati: se la chiusura delle elementari venisse confermata, si troverebbero senza un impiego. Se da parte sua don Aldo Manfrin minimizza, affermando che di deciso non ci sarebbe ancora nulla, il sindaco Federico Ossari è già alle prese con i problemi che deriverebbero per il Comune dalla chiusura della scuola paritaria: «Purtroppo possiamo solo prendere atto dell’eventuale decisione di chiudere le elementari – fa notare il primo cittadino – perché il Comune non ha alcuna competenza in materia. Le difficoltà gestionali sono aumentate a partire da tre anni fa, quando sono andate via le suore: i costi della scuola sono aumentati e con il numero di bambini che la frequentano non ci sono molti margini. Il problema per noi è trovare le aule per le cinque classi che dovranno rientrare nella scuola pubblica: nell’edificio delle elementari non ci sono spazi a sufficienza e i bambini non possono venire collocati nelle classi esistenti che superano già i 20 alunni di media». Le famiglie attendono con impazienza l’incontro di domani.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 18 GIUGNO 2008
LA SANITA’ DEL PIOVESE Padrin riporta in Commissione il progetto – Unione con Padova «Troppa incertezza, la Regione decida»
PIOVE DI SACCO. Sui banchi della Regione si torna a parlare di sanità piovese, o almeno si agisce perché questo avvenga al più presto. Sei mesi dopo la nomina del commissario straordinario che ha il compito di traghettare Piove di Sacco e Chioggia verso il futuro (anche se non si sa ancora quale), torna a farsi sentire Leonardo Padrin, esponente di Forza Italia, sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale, da tempo paladino del «sì con Padova, no con Chioggia». «Con il supporto di alcuni colleghi politici, qualche giorno fa ho chiesto al presidente della Commissione Sanità di inserire nell’ordine del giorno della prossima riunione, la discussione sul progetto di legge che prevede di spostare i Comuni della Saccisica dall’Usl 14 all’Usl 16». Qual è il motivo di questa richiesta? «Dopo un anno di chiacchiere, dobbiamo rispettare la volontà dei cittadini che si sono già espressi attraverso i loro sindaci per arrivare a questa scelta. E’ arrivato il momento che anche la politica regionale si comporti responsabilmente e verifichi chi è a favore, chi contro. Continuare a temporeggiare significa uccidere l’ospedale di Piove». Per quale motivo? «Nonostante il commissario sia uno dei migliori dirigenti sanitari del Veneto, in questa situazione di incertezza non può procedere a una programmazione organica. C’è bisogno di sapere chi sia il direttore generale e quali siano i direttori sanitari, quelli definitivi, non provvisori. Altrimenti sarebbe il trionfo della pessima politica e la sconfitta della politica sanitaria». Come mai non si è ancora giunti a definire la situazione? «Finora c’è stato chi ha lavorato a favore della divisione. Ma anche chi ha giocato a rimpiattino: il centrosinistra veneziano non ha alcun interesse che Piove di Sacco se ne vada, perché gli serve per il mantenimento dell’Usl e di una situazione decisamente sbilanciata a favore di Chioggia». Perché, invece, a suo parere, va privilegiata Padova? «Perché ritengo che sia la strada giusta, l’evoluzione positiva del Piovese. Così non si può andare avanti, questo stallo crea difficoltà ai servizi. Basti pensare ai giovani medici che potrebbero lavorare a Piove di Sacco ma che invece temporeggiano perché non si capisce dove andranno». Se la sua richiesta dovesse essere accolta, quale scenario potrebbe aprirsi? «La settimana prossima si riunisce la commissione, se il presidente accogliesse la mia richiesta, se ne potrebbe già discutere. Se approvata, la proposta passerebbe al vaglio del Consiglio prima delle ferie».
di : (Cristina Chinello)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 18 GIUGNO 2008
Stasera debuttano le passeggiate dei vigilanti “Vip”
Piove di Sacco – Debutto dei “Vip”, stasera, sulle strade di Piove di Sacco . Il gruppo di “Vigilanza passiva impegnata”, ideato da Alberto Canova e da Andrea Galuppo del circolo locale di Forza Italia, dà il via alle passeggiate notturne nelle zone e negli angoli più “bui” della città, allo scopo di segnalare ai carabinieri eventuali situazioni che potrebbero di sturbare la quiete dei cittadi ni. Appoggio all’iniziativa è arrivato da Lega Nord e Udc. «Magari non arriverà l’esercito a Piove – commenta ironicamente Giorgio Tortolato, coordi natore di Fi – ma l’impegno dei “Vip” è molto serio e concreto. Nulla è lasciato al caso. I nomi dei volontari, ventiquattro finora, che hanno deciso di mettersi a di sposizione saranno resi noti ai carabinieri e tutti quanti, prima di indossare la pettorina e scendere in strada, sono invitati a partecipare ad un incontro con un avvocato, nel corso del quale saranno fornite tutte le informazioni su questo tipo di iniziative». La riunione preparatoria è fissata alle 20.45 di stasera in biblioteca. Le porte sono aperte anche a chi decidesse solo all’ultimo momento di di ventare un “Vip”. «Con noi ci saranno anche dei cittadi ni stranieri – aggiungono Canova e Galuppo -. Segno che il bisogno di tranquillità nelle nostre città è condi viso da tutti». «Abbiamo sostenuto l’iniziativa fin da subito – spiega Antonio Sartori dell’Udc – perché la sicurezza è un tema che sta a cuore a tutti, indi pendentemente dal colore politico». Nel centro sinistra c’è chi storce il naso di fronte all’iniziativa, appellandosi al fatto che numerosi prefetti abbiano criticato le ronde dei cittadi ni e tutto ciò che ad esse assomiglia. «Non vorrei che si finisse per acuire le tensioni – è il commento del sindaco Mario Crosta -. In realtà a Piove la situazione non mi sembra così grave ed è tenuta sotto controllo dall’encomiabile lavoro di carabinieri, vigili e polizia».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 16 GIUGNO 2008
Auto contro un platano Muore ragazzo di 26 anni feriti i tre giovani amici
CAMPOLONGO MAGGIORE. Una frenata, poi il botto. Una ragazza sanguinante distesa sull’asfalto, altri due passeggeri privi di conoscenza nell’auto semidistrutta, mentre il conducente urla disperato con le mani tra i capelli. E’ questa l’agghiacciante scena che si è presentata poco dopo la mezzanotte di sabato al confine fra i territori di Liettoli di Campolongo Maggiore e Sandon di Fossò. Il gruppo di amici, dopo aver trascorso la prima parte della serata in centro a Piove di Sacco, decide di fare un giro. I ragazzi passano la circonvallazione e imboccano via Alto Adige. E’ mezzanotte e venti quando il gruppo raggiunge via Trentino, la strada che da Piove porta a Dolo. Il motore della Clio sta spingendo a tutto gas, ma all’imbocco dell’insidiosa curva a esse il ventiseienne Alessandro Disarò di Pontelongo perde il controllo della sua Renault Clio 16 valvole. Prova a frenare, ma l’auto sbanda prima a destra e poi a sinistra, invade la corsia opposta, e termina la sua corsa contro un platano al chilometro 8 della strada provinciale 12, che in quel tratto è denominata via Trentino. A fianco del conducente siede il trentaduenne Matteo Spinello che, per il tremendo impatto, sviene. Ad avere la peggio però sono i passeggeri posteriori. Laura Nardo, ventiduenne di Piove di Sacco, passa per il bagagliaio e viene sbalzata fuori dall’abitacolo. Marco Uliana, residente in via Marconi a Codevigo, subisce il colpo più duro: il suo volto è una maschera di sangue. Scatta l’allarme, sul posto arrivano due ambulanze da Piove e altrettante da Dolo, i carabinieri della tenenza di Dolo e, più tardi, i pompieri di Piove e Mira. Gli operatori del Suem con un’ascia rompono quello che rimane del bagagliaio ed estraggono per primo Marco Uliana. Tentano la rianimazione, lo caricano in ambulanza che parte a sirene spiegate verso l’ospedale di Padova. Ma il ragazzo ci arriva già morto. Spinello invece, ricoverato all’ospedale di Dolo, se la caverà in 30 giorni, mentre la ragazza ha una prognosi di dieci. Per il conducente solo graffi. Spetterà ora ai carabinieri della compagnia di Dolo accertare le cause dell’incidente mortale, ma attribuirlo principalmente all’alta velocità non è certo un azzardo. La provinciale 12 è tristemente nota per altre morti. Via Trentino è infatti un rettilineo che invita a correre ma che riserva, prima di giungere a Sandon, una serie di curve secche e ravvicinate: non è facile riuscire a mantenere la traiettoria se le si affronta in velocità. «Qui succedono sempre incidenti – afferma Cristina, titolare del bar Mattioli – E’ una strada trafficata, che invita a correre. Ci sono già stati altri morti. Abbiamo sentito la frenata e poi il botto. Se sopraggiungeva un’altra auto poteva andare ancora peggio». «E’ un pericolo passare su questa strada – rincara la dose la signora Lucia, residente al civico 30 – Annunciano sempre che allargano la strada e fanno la pista ciclabile, ma intanto ci sono solo morti».
di : Davide Massaro
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 16 GIUGNO 2008
«Suo figlio è morto, ci dispiace» ma lo dicono ai genitori sbagliati
CODEVIGO. «E’ stato come morire e resuscitare nel giro di un’ora»: con queste parole Alfonso Spinello racconta l’incredibile equivoco aleggiato per un paio d’ore sull’identità del ragazzo che ha perso la vita nell’incidente di sabato notte. Intorno all’una e mezza gli Spinello hanno ricevuto la visita dei carabinieri che annunciavano loro la morte del figlio Matteo. Che invece era vivo, con qualche costola rotta e qualche botta, ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Dolo. Circostanza, quest’ultima, scoperta dalla sorella, chiamata dai genitori e attivatasi subito per capire cosa fosse successo. «Quando i carabinieri ci hanno detto che Matteo aveva avuto un incidente e aveva perso la vita, io sono rimasto come paralizzato e mia moglie si è messa a urlare disperata. Ho chiamato subito l’altra figlia, che si è precipitata qui – racconta Alfonso Spinello – Ha iniziato lei a chiamare gli ospedali. All’obitorio di Padova le hanno detto che non c’era nessuno con quel nome, così ha provato a Piove, dove le hanno dato la stesa risposta, e infine a Dolo. Qui abbiamo saputo che Matteo era ricoverato, e che non era neppure grave. In quel momento siamo usciti dal peggiore incubo che si possa immaginare per dei genitori. Però ci dispiace tanto per Marco e la sua famiglia». Il terribile equivoco sarebbe nato dal fatto che Alessandro Disarò, il ragazzo che guidava l’auto, in evidente stato di choc per quello che era successo, avrebbe fatto il nome di Matteo quando sanitari e carabinieri gli hanno chiesto chi fosse l’amico rimasto ucciso. Ma nessuno ha verificato che fosse stato davvero così.
Disarò, 27 anni, viveva a Pontelongo in via Schilla ma da qualche tempo si è trasferito con la madre nel Rodigino. La ragazza che viaggiava coi tre amici nella Renault Clio è Laura Nardo, 22 anni. Abitava in via Caselle a Sant’Angelo, poi si era trasferita in via Ardoneghe a Legnaro a vivere col padre, ma da qualche mese abita a Piove di Sacco con la sorella. I quattro ragazzi hanno trascorso il sabato sera proprio in uno dei locali del centro di Piove. Poco dopo mezzanotte hanno deciso di andare a fare un giro. E sono partiti nell’auto condotta da Disarò in direzione di Dolo. Ma lungo la strada li attendeva un destino crudele che ha stroncato la vita di uno di loro e segnato per sempre quelle degli altri.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 15 GIUGNO 2008
In settimana debuttano le ronde «Abbiamo già tanti volontari» «Le nostre saranno delle passeggiate Scelte le prime vie»
PIOVE DI SACCO. Arrivano le ronde anticriminalità. Con un nome più accattivante, ma identiche nella sostanza a quelle promosse nei mesi scorsi in altri paesi della provincia. Vip è l’acronimo di «Vigilanza impegnata passiva», l’idea di ronda del gruppo piovese di Forza Italia, così come è stata interpretata dal capogruppo degli azzurri in consiglio comunale Alberto Canova e da Andrea Galuppo, membro del direttivo. All’iniziativa, che partirà la prossima settimana, si sono accodati anche i rappresentanti locali di Udc e Lega Nord, mentre sembra starne fuori An. «Abbiamo già raccolto diverse adesioni – fa sapere Canova – di persone interessate a partecipare alle passeggiate di Vigilanza impegnata passiva, tra cui qualche extracomunitario. Da mesi ricevo molte segnalazioni di disagio da parte dei cittadini per episodi di microcriminalità, spaccio e risse in alcune zone della città. In particolare ci sono problemi in via Codogno, in piazzetta San Martino, nella zona accanto e retrostante il Duomo, nell’area della rotonda di via Valerio. Saranno queste le prime mete che i volontari Vip frequenteranno». «Le nostre – precisa Andrea Galuppo – saranno delle semplici passeggiate quindi niente a che fare con le famose ronde. Dell’iniziativa sono state informate sia la Prefettura sia la stazione dei carabinieri. A questi ultimi poi, saranno resi noti i nominativi dei volontari aderenti. Le passeggiate verranno fatte di sera, anche in tarda ora, e di giorno specie nei giardini pubblici e vicino alla stazione delle corriere. L’intenzione – aggiunge Galuppo – è di estenderle anche alle frazioni». I volontari Vip saranno dotati di telefonino e in caso di necessità avvertiranno il 112. «E’ attivo anche il numero 340/8862586 – sottolinea Galuppo – dove può chiamare chi vuole aggregarsi o chi desidera richiedere il passaggio dei Vip lungo la propria via». Le ronde piovesi hanno già sollevato qualche critica. Sergio Broggio, esponente del Cantiere per la sinistra, punzecchia: «Ronde o passeggiate la sostanza non cambia. Una domanda però sorge spontanea: non stanno governando Berlusconi e Bossi che promettevano sicurezza e potenziamento delle forze dell’ordine?».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 15 GIUGNO 2008
Crosta: «Iniziative pericolose dagli esiti nulli»
PIOVE DI SACCO. Pollice verso del sindaco Mario Crosta alle passeggiate Vip organizzate da Forza Italia. «Queste iniziative, peraltro già bocciate dalla Prefettura in altre realtà e dagli esiti nulli, sono anche pericolose – sostiene il primo cittadino – Da una parte perchè per qualcuno potrebbero assumere il tono della provocazione ed enfatizzano un allarme sicurezza che va oltre la realtà del problema, che pur esiste e va affrontato in altro modo per garantire i cittadini. Dall’altra parte appaiono del tutto irrispettose verso il lavoro e l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine che nella nostra città sono attive e presenti. Canova assomiglia a un disco inceppato quando sostiene che l’amministrazione comunale non fa nulla per cercare di risolvere il problema sicurezza – chiosa il sindaco – Abbiamo assunto di recente un vigile urbano, dotato la polizia locale di un nuovo mezzo, avviato il servizio di vigilanza di quartiere e approvato due distinti progetti di sorveglianza serale e notturna. Questa è concretezza».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 15 GIUGNO 2008
Azzalin e Speranzon Viaggi e migrazioni
Si viaggia per lavoro o per divertirsi, per conoscere gli altri e se stessi. Si viaggia comunque sempre per cercare qualcosa che non si ha. Ma il vero viaggio è quello che cambia dentro chi lo compie, è un confronto con modi diessere diversi dai propri che arricchisce per sottrazione. Non si viaggia per addobbarsi d’esotismo e di aneddoti come un albero di Natale, ma perché la strada ci spiumi, ci strigli, ci prosciughi, in questa citazione dello scrittore e fotografo svizzero Nicolas Bouvier si coglie il senso del viaggiare di Dino Azzalin e del suo libro”Mani Padamadan. Viaggi di sola andata” (NEM, 17) che racconta alcuni dei più bei paesi, e la loro gente, incontrati in quattro continenti dal 1961 al 2007, dal primo viaggio – quando a otto anni si trasferisce con la famiglia da Pontelongo (Padova) a Varese – ai numerosi altri successivi, in Grecia, in India, in Vietnam, in Kenia, in Bolivia, a Cuba, in Bosnia, ecc. Non è un libro turistico, è un distillato d’esperienza. Raccoglie le suggestioni e le riflessioni che quei viaggi hanno suggerito insieme alle storie dei tanti personaggi e dei luoghi conosciuti nell’arco di una vita. Da Pontelongo agli angoli più lontani del pianeta, dai parenti più stretti a Sai Baba, l’ottica con cui si muove e osserva Azzalin è sempre la stessa, quella di una maggiore comprensione di sé attraverso gli altri. Una sezione del libro è dedicata alle immagini e si potrebbe intitolarla il giro del modo in 44 foto perché partono col matrimonio dei genitori, continuano con le donne sul Gange, i Tuareg nel Sahara, una coppia di sposi in Vietnam ecc., e tornano a casa, al volto sorridente del figlioletto Riccardo. È un altro viaggio, ma molto diverso nello spirito chi lo ha realizzato, quello che racconta Dino Speranzon in”I va in Merica. Da Onigo a Caen e ritorno”(Terra Ferma, 18), dove la storia dei nonni ripropone quella di tanti emigranti veneti di fine Ottocento che lasciavano la loro terra in cerca di fortuna ma nella convinzione di perdere, partendo, la parte migliore di se stessi.
di Anna Renda
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 15 GIUGNO 2008
L’ospedale di Piove di Sacco “ucciso” dall’indecisione – di Leonardo Padrin* *Consigliere regionale Fi-Pdl
In ogni situazione, in ogni iniziativa ci deve essere un momento nel quale si fa una verifica di come sono le cose, di dove si è e di dove si sta andando. Il progetto di legge regionale nr. 260/2007, presentato il 06/08/2007 avente per oggetto lo spostamento dei comuni della Saccisica dell’USL 14 (Chioggia – Piove ) all’ULS 16 (Padova) è stato ormai di scusso ed approfondi to in ogni sede possibile tranne che in quella deputata ad una decisione: la V Commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Su questo progetto di legge hanno di scusso i sindaci del piove se e quasi tutti (tranne una unica pecora “nera”) hanno condi viso che il futuro della sanità piove se è con Padova. Hanno di scusso i comitati e, pur con qualche di stinguo, hanno condi viso che il futuro non è con Chioggia. Il Presidente della Regione, visti i segnali che giungevano da un territorio (che ha pur di ritto di scegliere il proprio “futuro” sanitario), invece di nominare un di rettore generale ha insedi ato un “commissario” per un anno in attesa che venisse perfezionata la decisione già in itinere.Un commissario scelto fra i migliori di rettori generali del Veneto, che di rige già un’altra usl, che sta facendo i concorsi per i primariati da anni vacanti e che, per questo raddoppio di lavoro, non guadagna un euro in più. Oggi 14 giugno 2008 nonostante tutto quello che si è di battuto in questi mesi si è ancora nelle intenzioni e non nei fatti. Per questo chiederò che il PDL 260 sia inserito al più presto all’ordi ne del giorno della V commissione e sia di scusso e deliberato. Perché devono essere chiare le posizioni e le responsabilità, perché deve essere evidente attraverso un voto palesemente espresso chi è favorevole e chi è contrario, chi è un leone a Piove e una pecora a Venezia. Qualsiasi sia la decisione dovrà essere rispettata ma non è possibile che degli interessi elettorali pesino negativamente sulla gestione della sanità del Piove se. Questa indecisione sta uccidendo l’ospedale di Piove di Sacco , sta demotivando gli operatori e rende più fragile il rapporto fra i cittadi ni e le istituzioni. Questa è una decisione che se non viene presa adesso sarà sempre più condi zionata dalla prossima campagna elettorale, alla faccia degli interessi e dei bisogni dei cittadi ni della saccisica.
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 14 GIUGNO 2008
Da stasera isola pedonale estiva Ma i residenti già protestano
PIOVE DI SACCO. Tra scrosci di pioggia e polemiche inizia stasera l’isola pedonale estiva permanente che vedrà fino a settembre il centro storico chiuso a tutti i veicoli ogni sera dalle 20 alle 2. Più che dall’entusiasmo, l’esordio dell’isola pedonale sembra accompagnato, quest’anno più che i precedenti, dalla preoccupazione di molti residenti per i tanti disagi che sono costretti a subire nei fine settimana quando nelle piazze si affollano centinaia di giovani. Fracasso fino a tarda notte, sporcizia, dispetti, auto parcheggiate ovunque che impediscono addirittura l’accesso nei garage: i motivi di lamentela certo non mancano. E nonostante gli annunciati controlli da parte dei vigili e l’applicazione di sanzioni per i locali che non rispettano gli orari di chiusura e di trasmissione di musica, nei residenti del centro prevale il pessimismo. Infatti quest’anno i problemi sono iniziati ancor prima che partisse l’isola pedonale: nelle scorse settimane è già stata inviata una lettera al sindaco firmata da una trentina di residenti che denunciano situazioni al limite specie il venerdì e il sabato notte, come lanci di bottiglie contro le case, musica ad alto volume fino alle due, ragazzi ubriachi che girano per le piazze insozzandole di pipì e vomito. Hai voglia ad annunciare i controlli. Nelle prossime settimane sarà necessario che l’amministrazione dimostri di agire concretamente per garantire il quieto vivere in centro storico, passando dalle parole ai fatti. Sarebbe un peccato se gli sforzi fatti da Comune, Pro Loco, gli stessi bar e le tante altre associazioni coinvolte per mettere insieme il programma di manifestazioni, concerti e feste per animare le serate estive, venissero vanificati dai problemi creati dai giovani avventori dei locali. Questo mese sono previsti concerti tutti i sabato sera, le partite degli Europei su maxi schermo, una mostra fotografica, la festa della musica col coro polifonico e la gara ciclistica in notturna. A luglio oltre ai concerti nel fine settimana sono in cartellone quattro appuntamenti con Gustacinema: proiezione di film con degustazione di cibi della tradizione nostrana e di altri paesi, liscio, cabaret e il grande appuntamento con la Notte Bianca sabato 19. In agosto sono previsti concerti lirici e musical e la festa per il 50º della Pro Loco con i fuochi d’artificio. Tutte le seconde domeniche del mese c’è il mercatino dal pomeriggio fino a mezzanotte. E poi ci sono le sagre a Sant’Anna, Tognana e Piovega e Corte.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 13 GIUGNO 2008
POLVERARA. Annunciata una nuova spedizione autunnale all’insegna della gallina – Dopo il Vaticano tocca alla Romania
POLVERARA. Ritorno trionfale in paese per la comitiva guidata dal sindaco Olindo Bertipaglia, reduce dal viaggio a Roma per donare a Papa Benedetto XVI le galline Polverara. I due autobus con gli oltre cento partecipanti alla «missione» sono arrivati in piazza San Fidenzio intorno alle 23 di mercoledì. Carico dell’entusiasmo per l’incontro col Pontefice, il sindaco annuncia una nuova spedizione che avrà ancora come tema portante la gallina col ciuffo: meta, stavolta, Bucarest, in Romania, dove dagli anni Trenta esiste un’associazione dedicata alla gallina Polverara. «L’esperienza a Roma è stata stupenda – racconta euforico il primo cittadino – Il paese e il nostro prodotto più tipico e prezioso hanno fatto una splendida figura. Stamattina mi ha telefonato anche il presidente della Provincia Vittorio Casarin per complimentarsi di questa iniziativa. Devo quindi ringraziare a mia volta le associazioni Gallina Polverara, Galli Polverara, Pro loco, Comitato Capitello e Tajaliga per la riuscita di questo viaggio. Il 28 giugno, in occasione della sagra parrocchiale di San Fidenzio, ci sarà la proiezione per tutta la cittadinanza delle foto e dei filmini girati a Roma, specialmente durante l’udienza del Papa». Bertipaglia, che ormai viaggia col vento in poppa, annuncia per l’autunno un nuovo impegno: «Abbiamo scoperto che all’Università di Bucarest esiste un’associazione dedicata alla gallina razza Polverara: si tratta di una importante testimonianza della storia di questo pennuto che nei secoli si è diffuso in Europa, mantenendo intatte le sue peculiarità. Tra settembre e ottobre vorremmo andare in Romania per incontrare i rappresentanti di questa associazione».
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 13 GIUGNO 2008
PIOVE DI SACCO “Festival” degli studenti Sulla strada sicuri, più bel film dell’anno
Piove di Sacco – Piccolo festival del cinema e teatro che ha visto come protagonisti gli alunni della Saccisica. Si è tenuto nella serata conclusiva nell’aula convegni del centro direzionale della Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco a chiusura del suo ormai annuale progetto “Scuola Aperta 2007/2008″. Il primo filmato, dal titolo “Sulla strada: vivere insieme sicuri” recentemente segnalato nell’ambito del progetto regionale Schuman, è stato girato dalla classe 2.C della scuola media di Villatora con l’obiettivo di sensibilizzare gli adolescenti sulla sicurezza stradale. Il secondo cortometraggio, “E’ sempre tempo di libri”, prodotto dai ragazzi della 3. I della scuola media di Corte, è nato dalla convinzione che il patrimonio librario e archivistico detenuto dalle scuole può invece suscitare curiosità e interesse se ben utilizzato, come fonte inesauribile di sapere e conoscenza. La terza produzione multimediale è stata curata dalla 2. B della scuola media di Pontelongo . Confrontando alcune peculiarità ambientali e produttive presenti proprio a Pontelongo . Anche il quarto filmato arriva dalla scuola media di Pontelongo e si intitola Viaggio nel Mondo. La classe 3.B, utilizzando le riprese di alcuni viaggi effettuati da un insegnante videoamatore, impegnato da alcuni anni in viaggi umanitari nei paesi in via di sviluppo. Il quinto e ultimo videoclip è stato proposto dalle scuola di Correzzola. Filo conduttore della canzone interamente scritta e suonata dagli alunni della 2. A e 2. B è il tema della solidarietà.
di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 13 GIUGNO 2008
PIOVE DI SACCO A partire da oggi, il centro storico sarà vietato alle auto dalle 20 alle 2 con i contestati pilomat – Estate in piazza, torna l’isola pedonale
Tutti i venerdì visite alla Torre Carrarese, il sabato concerti e confermata la “Notte bianca”
Piove di Sacco. Oggi inizia l’isola pedonale serale permanente. Ogni sera alle 20 i pilomat si alzeranno per blindare il centro storico alle auto, per poi abbassarsi alle 2 di notte. Per quanto concerne il programma di animazione, da registrare, per il prossimo week end la festa d’estate in corte Milone, iniziativa della parrocchia del duomo che prosegue per tutto il fine settimana con stand e animazione. Tutti i venerdì sera sono previste le visite guidate alla Torre Carrarese, il sabato sera concerti in piazzetta Carlo Rosso e fino a settembre si potrà assistere ad una serie di manifestazioni sportive, vedi la gara ciclistica in notturna e gli incontri di boxe, concerti di orchestre e di cori, mostre d’arte, cinema all’aperto nel cortile del municipio, sfilata di moda, spettacoli di cabaret e festa del liscio. Seppur con qualche di fficoltà organizzativa rimane in cartellone la Notte Bianca sabato 19 luglio. Per assicurare un bilanciamento tra le attività dell’isola pedonale e il vivere dei residenti del centro sono state stilate le regole alle quali ogni pubblico esercizio dovrà attenersi durante l’estate per non incorrere nelle sanzioni previste: ogni bar potrà organizzare una sola serata di karaoke nell’ambito dell’isola pedonale, musica fino alle 23.30 nei giorni feriali e fino a mezzanotte nei prefestivi. L’amministrazione comunale tramite gli agenti della polizia locale ha deciso l’effettuazione controlli a campione per misurare i decibel prodotti nel corso di concerti e spettacoli. In caso di non conformità dei limiti scatteranno sanzioni ed anche la revoca dei permessi per le successive manifestazioni. L’amministrazione comunale ha deciso inoltre di riproporre i pattuglioni serali dei vigili urbani armati anche di etilometro. La novità di quest’anno riguardante l’isola pedonale sono i nuovi pilomat posti in via Garibaldi e via Da Molin. Questi hanno ai due lati della carreggiata dei paracarri in granito di colore grigio. Ostacoli che specialmente di sera sono poco visibili data anche la scarsa illuminazione. Forse sarebbe il caso di renderli in qualche maniera evidenti prima che qualcuno in auto, e in moto ci cozzi contro.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 GIUGNO 2008
PONTELONGO FURTO IN CASA
PONTELONGO. Ladri in azione ieri mattina in paese: nel mirino dei soliti ignoti è finita un’abitazione in viale Stazione. Sono spariti bracciali e anelli in oro per un valore di circa tremila euro. La razzia è stata scoperta dopo mezzogiorno, quando i padroni di casa sono rientrati dal lavoro. Una finestra era stata forzata e i ladri, una volta intrufolatisi nell’alloggio, lo hanno passato al setaccio, frugando negli armadi e nei cassetti.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 GIUGNO 2008
Benedette dal Papa le galline con il ciuffo Trionfante incontro con Benedetto XVI – Le due coppie di pennuti donate al Pontefice razzoleranno nei giardini vaticani di Castelgandolfo Santificata pure la Madonnina destinata al capitello
POLVERARA. Trema la voce dall’emozione al sindaco Olindo Bertipaglia nel raccontare l’incontro con papa Benedetto XVI cui sono state portate in dono due coppie di galline, razza Polverara. «E’ stata una cosa incredibile, difficile da rendere con le parole» ha commentato il primo cittadino. Mentre i galli col ciuffo animavano piazza San Pietro col loro canto, il Papa ha assicurato che i pennuti ricevuti in omaggio finiranno nei giardini vaticani di Castelgandolfo. E il capo dei Sampietrini, gli organizzatori delle udienze papali, si è bevuto in diretta l’uovo appena fatto dalla gallina Polverara. La giornata di ieri è iniziata all’alba per la comitiva di Polverara, partiti alle 5.30 dalla casa delle suore che li ospitavano. «Siamo arrivati senza problemi – racconta Bertipaglia – perché avevamo studiato l’itinerario per evitare i divieti imposti dalle misure di sicurezza in vista dell’arrivo del presidente Bush. Siamo stati alla messa nelle grotte vaticane di fronte alla tomba di papa Giovanni Paolo II e alle 8 eravamo già in piazza San Pietro. Abbiamo chiesto di poter iniziare subito ad allestire il nostro pollaio: gli organizzatori ci hanno indicato dove sistemarlo, a ridosso del palco dove poi si è seduto il Papa. Alla nostra comitiva è stata assegnata la prima fila dell’ala destra del sagrato, quella che a cui il Pontefice si è poi avvicinato. Ci ha impiegato più di un’ora a nominare tutti i gruppi presenti arrivati da tutto il mondo. Quindi è sceso per i saluti. Quando si è avvicinato a me – ricorda il sindaco – mi sono sentito salire un’emozione incredibile dentro. Ho stretto la mano al Papa inginocchiandomi e mi sono presentato come sindaco di Polverara. Gli ho mostrato la statua della Madonna da benedire, aggiungendo che abbiamo commissionato il progetto per la realizzazione del capitello all’università di Padova e per il quale saremo lieti di avere un suo suggerimento. Il Pontefice – prosegue Bertipaglia a ruota libera – ci ha garantito il suo interessamento dicendoci di inviare il materiale al cardinal Bertone. A questo punto gli ho detto delle galline. Benedetto XVI è parso stupito e mi ha chiesto il motivo di questo dono. Ho spiegato che si tratta del prodotto più importante del nostro territorio e in quel momento, mentre il Papa ammirava i pennuti nel pollaio, una gallina ha fatto l’uovo. Ha detto che sono animali molto belli e che sono destinati ai giardini vaticani dove potranno razzolare in libertà. Ha benedetto tutta la comitiva e anche un gallo che riporteremo con noi a Polverara e che ci auguriamo sia di buon auspicio per l’intero paese». Benedetto XVI è quindi salito sulla «papamobile» e si è allontanato passando tra due ali di folla festante. «Quando è arrivato il camioncino scortato dalle guardie svizzere per portare via i doni – aggiunge il sindaco sorridendo – il capo dei Sampietrini ha infilato una mano nel pollaio e ha preso l’uovo della nostra gallina. Gli ha dato un colpetto con la nocca della mano e se l’è bevuto d’un fiato. “Uova così è difficile trovarne in giro, sono come quelle che ha mia mamma a casa”, ha detto e ci ha regalato uno splendido sorriso». Ebbri di emozioni e orgogliosi per l’incontro con il Papa, sindaco e concittadini hanno lasciato intorno all’una piazza San Pietro. E dopo una fugace rifocillata sono ripartiti.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 GIUGNO 2008
Grande festa a Piazzagrande Sport, pugilato e mega torta
PIOVE DI SACCO. Quattro giorni di festa per celebrare il quattordicesimo compleanno del centro commerciale Piazzagrande: da domani a domenica l’area esterna del centro sarà animata da spettacoli e intrattenimenti ed è prevista la partecipazione dell’attore Edoardo Costa. Il Festival di Piazzagrande inizia domani alle 21 con il liscio di Jonathan e Gianni Dego, mentre venerdì si svolgeranno nel ring allestito all’aperto gli incontri di pugilato organizzati dall’associazione Boxe Piovese che schiera anche il suo pupillo Devis Boschiero. Sabato tocca alle esibizioni sportive degli atleti del centro Crazy Body che si cimenteranno in varie forme di danza. Ma il clou dei festeggiamenti è previsto per domenica con il centro commerciale aperto tutto il giorno. Alle 17 è previsto il taglio della torta per il quattordicesimo compleanno con la partecipazione dell’attore Edoardo Costa, mentre alle 21 nell’area esterna si svolgerà la sfilata Grande Moda, organizzata in collaborazione con i commercianti del centro. La festa si conclude con un suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio. Tutte le sere dalle 20 funzionano anche gli stand gastronomici.
di: (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 GIUGNO 2008
Codevigo L’amministrazione …
Codevigo – L’amministrazione del sindaco Graziano Bacco ha accettato le dimissioni del segretario comunale e direttore generale Salvatore Marino. Codevigo esce così dalla convenzione, stipulata nel 2003, con i comuni di Stanghella, San Pietro Viminario e Pontelongo , per la gestione del servizio di segretria. Lo stesso Marino, già durante la campagna elettorale, si era reso disponibile a presentare le dimissioni nel momento in cui venisse nominato il sindaco, in modo tale da lasciare alla nuova giunta la massima libertà nello scegliere se continuare o meno la collaborazione.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 GIUGNO 2008
Piove di Sacco Passeggiate Vip, le prime adesioni
Piove di Sacco – Mancano sette giorni al debutto dei Vip sulle strade di Piove di Sacco , fissato per mercoledì 18 giugno. Al momento sono 24 i volontari che hanno aderito al progetto “Vigilanza impegnata passiva”, proposto dal capogruppo di Forza Italia, Alberto Canova. Tra loro anche degli extracomunitari, che scenderanno in strada con altri piove si per dare il via ad una serie di passeggiate notturne lungo le vie e gli angoli maggiormente interessati da episodi di microcriminalità. «Alla prima serata parteciperà un avvocato, che ci spiegherà come garantire la nostra tutela. L’appuntamento è alle 20.45 in biblioteca – spiega Canova -. Seguirà la prima vera uscita alla quale possono partecipare tutte le persone maggiorenni interessate a garantire il giusto quieto vivere a sé stessi e ai concittadi ni». Le prime pettorine gialle dei Vip si sono già presentate ai negozianti del centro nei giorni scorsi. «Abbiamo portato ai commercianti dei volantini per pubblicizzare l’iniziativa – continua Canova -. Tutti ci hanno accolto con entusiasmo, incoraggiandoci a continuare».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 GIUGNO 2008
Ospedale, via libera a nuove assunzioni – Concorsi per i primari di Psichiatria, del Sert e di Medicina generale e di Neurologia per Piove di Sacco
Dopo una lunga attesa la Regione Veneto ha dato il via libera all’Ulss 14 per assumere nuovo personale sanitario. All’ospedale di Chioggia arriveranno presto quattro nuovi medici, quindici infermieri e tre operatori sociosanitari da dedicare al nuovo padiglione cardiologico dell’ospedale di Chioggia, che sorge a sud della piastra dei servizi a contatto diretto col Pronto soccorso, la Terapia intensiva e la Radiologia. Il tutto per rispondere appieno alle necessità di emergenza. Via libera anche per i concorsi che all’Ulss 14 erano attesi da molto tempo come quello per il primario di Psichiatria per l’ospedale di Chioggia, del Sert per il territorio e di Medicina generale e di Neurologia per l’ospedale di Piove di Sacco . Le decisioni arrivate da palazzo Balbi sono state accolte con soddisfazione dal di rettore generale Antonio Padoan. Credo che l’arrivo di personale e l’istituzione dei concorsi siano la risposta migliore a tutti i timori di riduzione o addirittura smantellamento delle strutture sanitarie dice Padoan – anzi, sono un chiaro segnale di potenziamento e sviluppo. Il completamento della Cardiologia di Chioggia aggiunge il direttore generale – ci consentirà di offrire servizi tempestivi e migliori. I concorsi per quattro primari ci permetteranno di dare un’organizzazione ben definita a servizi molto importanti per la popolazione, nel nome della tutela della salute.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ 5 GIUGNO 2008
PONTELONGO – Nuovo regole per i marciapiedi
Niente più carrelli e merce esposta sui marciapiedi che lambiscono la soglia dei negozi. Una apposita commissione consiliare ha messo a punto regole più restrittive per quanto riguarda l’occupazione dei passaggi pedonali. «Nulla di male se finora commercianti e artigiani hanno utilizzato i marciapiedi come appendice dei loro negozi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin – Purtroppo oggi questo stride con la piena agibilità del passaggio da parte dei pedoni, costretti a camminare lungo questa “isola di sicurezza” per mettersi al riparo dal traffico sempre più intenso che corre sulle nostre strade».
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ 5 GIUGNO 2008
PIOVE DI SACCO. QUATTRO ANNI DI LAVORO, OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI EURO – Riaperto al traffico il nuovo ponte di Corte
Piove di Sacco – È ritornato il sorriso ai commercianti della frazione di Corte. È stato riaperto al traffico il nuovo ponte sul Brenta. Ma il broncio i commercianti era da marzo che l’avevano. Da quando cioè è stato chiuso l’arzerone in di rezione di Chioggia che ha praticamente isolato gli abitanti di Beverare e di Rosara, usi a servirsi dei negozi di Corte. «Il problema maggiore che ci ha penalizzati – afferma Michela Borgato, titolare dell’edi cola “La Favola” – sono stati i cartelli che deviavano il traffico per Corte, quando invece era soltanto l’arzerone per Chioggia ad essere stato chiuso. Noi abbiamo avuto una flessione di vendi te del 40\% e altri commercianti si sono lamentati, tant’è che avevano ventilato l’ipotesi di richiedere i danni alla Provincia». Anche il bar Sport di Damiano Zecchin e Giampietro Rampazzo ha tribolato non poco per i lavori: «Noi lavoriamo molto con i giovani che provengono da Rosara, che da oltre due mesi avevano trovato la strada sbarrata». Facendo un giro per i negozianti di Corte, comunque, è un’unanime lamentela per i di sagi patiti. Recriminano la durata stessa del cantiere. Iniziati i lavori nel 2004 dovevano essere terminati in poco più di un anno, ed invece si sono protratti per quattro. Il costo è lievitato a 3.650.000 euro. Alla fine comunque la frazione ha il suo bel ponte: 120 metri di arcata in acciaio duplex costruita dalla Castaldo S.p.a di Napoli. Sulla sponda sinistra è stata ricavata una rotonda che servirà ai veicoli provenienti sia da Chioggia che da Bojon per imboccare il nuovo ponte, inoltre il progetto prevede anche una bretella che collegherà via Fiumazzo eliminando così il tortuoso percorso che i veicoli sono costretti a percorrere per raggiungere la Romea a Lova. Alla nuova struttura manca solamente di finire i due spazi protetti ciclo-pedonali. Poi il vecchio ponte che sorge a lato verrà demolito.
di : (G.P.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2008
GIORNATA DI LITIGI NEL PIOVESE – Ripetute scazzottate tra marocchini per un motore E al bar di Legnaro si sono azzuffati due ubriachi.
PIOVE DI SACCO. Lunedì di liti nel Piovese: nel pomeriggio se le sono date un gruppo di immigrati a Campagnola di Brugine. Gli stessi, dopo essere stati divisi dai carabinieri, si sono azzuffati poco più tardi al pronto soccorso di Piove. E in serata alcuni ragazzi si sono menati al bar Al Casone di Legnaro. La lite di Campagnola è avvenuta nel pomeriggio di lunedì. Due marocchini sono venuti alle mani: a scatenare la baruffa c’era una questione legata alla vendita di un motore per un furgone che, messo alla prova, pare non funzionasse. Così i due sono venuti alle mani e per calmare gli animi sono intervenuti altri connazionali. Di mezzo c’è finita pure una donna che ha rimediato uno spintone e una lieve ferita. Alla fine è stato necessario l’intervento dei carabinieri per sedare la lite. Ma gli stessi due protagonisti si sono ritrovati un’ora più tardi al pronto soccorso dov’erano andati a farsi medicare le ferite riportate nella precedente scazzottata. E lì se le sono nuovamente date di santa ragione. Così sono arrivati di nuovo i carabinieri per dividerli. Poco più tardi alcuni ragazzi che forse avevano esagerato un po’ con l’alcol, hanno dato in escandescenze al bar Al Casone di Legnaro. Per i carabinieri, chiamati dal titolare cinese del locale, preoccupato che la situazione degenerasse, l’ennesimo intervento della giornata per riportare la calma.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2008
Trentacinquenne trovato morto dal papà – Il giovane non si è alzato per andare al lavoro, era esanime nel letto – Aveva tre fratelli Era dipendente dello zuccherificio
ARZERGRANDE. E’ stato trovato morto nel suo letto dal padre: Fabio Giraldo, 35 anni, che viveva al civico 22 di via Arzaron con la famiglia, è deceduto domenica notte. Ignote le cause all’origine della sua improvvisa fine. La tragedia ha sconvolto il padre e i fratelli. Ieri mattina verso le 7.30 il papà, vedendo che Fabio non si era ancora alzato, ha pensato che non avesse sentito la sveglia e così è andato nella sua camera per svegliarlo. Ha visto il figlio sotto le coperte, immobile. Ha provato a chiamarlo e non ricevendo risposta, ha provato scuoterlo. Ma non dava alcun segno di vita. Così Francesco Giraldo ha chiamato il Suem 118, avvisando nel frattempo gli altri figli. Quando il medico è arrivato nella villetta di via Arzaron, hanno solo potuto constatare il decesso del trentacinquenne. All’apparenza pare si sia trattato di un arresto cardiaco. Sul corpo, almeno da un primo controllo svolto dai sanitari, non c’era alcuna traccia di ferite o altri elementi che possano far presumere altre cause di morte. Fabio lavorava da diversi anni allo zuccherificio di Pontelongo. Viveva col papà Francesco e le sorelle Annalisa, 26 anni e Laura, 30. Il fratello maggiore, Luca, di 38 anni, è sposato. La mamma, invece, è mancata qualche anno fa. «Quanto accaduto ci ha sconvolti – ha raccontato molto scossa Annalisa – perché mio fratello era un ragazzo energico. Non aveva mai sofferto di malattie e nessuno poteva immaginare una tragedia simile. Era una persona allegra e di compagnia, per me che ero la sua sorella più piccola era un punto di riferimento. Ancora fatichiamo a renderci conto di cosa sia successo – ha aggiunto commossa – i medici hanno parlato solo di arresto cardiaco, ma non sappiamo ancora se verranno fatti altri controlli e quando potremo organizzare il funerale». Nell’abitazione dei Giraldo sono intervenuti, come di consueto in queste occasioni, anche i carabinieri. Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia, che verrà effettuata nei prossimi giorni.
(Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ 4 GIUGNO 2008
PONTELONGO – Lezioni per insegnare a fare i genitori
Pontelongo – Un educatore come tramite tra studenti e insegnati, figli e genitori, con il compito di coinvolgere tutte le parti per puntare ad un unico obiettivo: superare le nuove sfide e i limiti della scuola di oggi per favorire la comunicazione nelle famiglie e tra i banchi di scuola.Il progetto socio-educativo, che ha coinvolto la scuola media di Pontelongo , ha tentato di fare questo. Nel corso di quattro incontri, ai quali hanno partecipato genitori e insegnati, la figura professionale di un educatore ha introdotto i temi della genitorialità e della preadolescenza. I veri protagonisti delle serate sono stati proprio le mamme e i papà, che hanno colto l’occasione per scambiarsi tra loro strategie e spunti tratti dalla vita quotidiana e dalle difficoltà affrontate e superate giorno per giorno.Soddisfatti dell’esito delle serate, i genitori stessi hanno proposto di organizzare altre occasioni, magari aperte anche ai figli stessi. Contemporaneamente, durante l’orario scolastico, un’educatrice ha affiancato gli insegnati nel loro impegno formativo aiutandoli a trovare degli spunti per coinvolgere gli studenti nelle attività didattiche ma anche in parentesi di dialogo e scambio d’idee. Così, quando genitori e figli si riunivano la sera, non mancavano gli argomenti di confronto. Per quest’anno il progetto si conclude con una mostra-evento finale per far conoscere a tutti ciò che è veramente migliorato grazie a questa iniziativa. L’esposizione sarà allestita nei locali della scuola e conterà la presenza di brevi ma significative testimonianze scritte, sia da parte di alcuni genitori che degli alunni, su come si sia modificato il modo di vivere la dimensione scolastica sia tra i banchi che nelle pareti domestiche e quali nuove prospettive si siano aperte nel rapporto tra giovani e adulti.
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ 3 GIUGNO 2008
Il Pd sollecita la Regione: «Il passaggio con l’Usl 16 deve avvenire in tempi brevi»
PIOVE DI SACCO. Il Partito democratico sollecita la Regione affinchè si sblocchi la situazione dell’ospedale cittadino: si sta attendendo, infatti, ormai da mesi la discussione del progetto di passaggio del nosocomio piovese nell’ambito dell’Usl 16 padovana e molte sono ancora le lacune che riguardano personale e organizzazione della struttura. «Il momento è particolarmente delicato e complesso – sottolineano gli esponenti del Pd – la Regione non ha ancora preso posizione rispetto alle proposte di legge per il futuro assetto dell’Usl, e non si sa quando ne dovrà discutere la commissione consigliare regionale competente. Per la nostra Usl è stato nominato un direttore generale con funzioni di commissario che dovrà traghettare la nostra struttura ospedaliera verso Padova e quella di Chioggia verso altri lidi. Siamo a metà del 2008 e secondo le ipotesi di lavoro tutto si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno. Noi riteniamo che se il dado deve essere tratto, è indispensabile lo sia in tempi rapidi». Secondo i consiglieri del Pd è fondamentale quindi la rapidità delle decisioni, in particolare quelle che riguardano la nomina del primario di Medicina e di Neurologia, il futuro dei reparti, gli investimenti su attrezzature, personale e strutture, l’apertura nella giornata di sabato del laboratorio analisi. «Ciò renderebbe evidente a tutti – affermano i consiglieri – che il futuro del nostro ospedale sarà degno delle aspettative di chi per il passaggio di Piove di Sacco con Padova si è speso con convinzione. Di fronte alla lentezza nel decidere su questioni essenziali come queste è giustificata la perplessità manifestata da alcuni. L’amministrazione comunale ha fatto la sua parte e la palla è nelle mani di chi ha il potere di decidere, e cioè della Regione. Noi auspichiamo che tutto avvenga con chiarezza, rapidità e unità di intenti per il bene della nostra comunità».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO 31 MAGGIO 2008
Piove di Sacco Vandalismi: la scuola manda il conto a casa
Atti vandalici a scuola. Se non si sa chi è il diretto responsabile dei danni, la soluzione è una sola: pagano tutti. È questo il ragionamento che ha portato il consiglio d’istituto dell’itcg “Enrico De Nicola” di Piove di Sacco ad approvare una delibera dal contenuto più o meno condivisibile: “Il danno economico dovrà essere risarcito da tutti gli studenti in parti uguali, nella misura massima di venti euro per ogni singolo studente”. «Riteniamo che questa iniziativa possa aiutarci ad acquisire un maggior senso di responsabilità», dicono gli studenti.
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO 31 MAGGIO 2008
Sala dedicata a Lucia Valentini Terrani
Pontelongo – Lo sguardo dolcissimo e l’indimenticabile voce di Lucia Valentini Terrani continueranno a vivere, a Pontelongo , grazie ad una sala di villa Foscarini-Erizzo che l’amministrazione comunale si appresta a dedicarle, nel corso di una serata di gala, in programma per lunedì 9 giugno. La cantante lirica, mancata prematuramente una decina di anni fa, era legata al paese per aver sposato un “pontelongano doc” come Alberto Terrani, famoso e stimato attore di cinema e teatro. Grazie al marito, Lucia Valentini era solita frequentare Pontelongo , dove aveva stretto negli anni solide e durature amicizie. Solo pochi giorni prima della sua scomparsa si era esibita proprio in paese, lasciando nei cuori di tutti un indimenticabile ricordo.
di : Fe.Be.
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO 31 MAGGIO 2008
PIOVE DI SACCO Il dirigente dell’istituto De Nicola ha informato le famiglie con una lettera. Molti i consensi – Vandali a scuola, 20 euro a studente – I ragazzi sono favorevoli: «Così impareremo ad avere maggiore senso di responsabilità»
Piove di Sacco – Chi rompe paga. E se non si sa chi sia il di retto responsabile dei danni, la soluzione è una sola: pagano tutti. È questo il ragionamento che ha portato il consiglio d’istituto dell’itcg “Enrico De Nicola” di Piove di Sacco ad approvare una delibera dal contenuto più o meno condivisibile.”In caso di danneggiamenti alle strutture scolastiche avvenuti senza l’individuazione dei responsabili – si legge nella notifica – il danno economico dovrà essere risarcito da tutti gli studenti in parti uguali, nella misura massima di venti euro per ogni singolo studente”.A causa di qualche alunno “furbetto”, che da settembre a oggi ha causato danni alle strutture scolastiche, guardandosi bene dal fare un “mea culpa”, da oggi saranno tutti i suoi compagni, e le rispettive famiglie, a doversi far carico delle conseguenze. La somma che ogni alunno dovrà versare potrebbe variare da un minimo di un euro ad un massimo di venti. La cifra esatta si saprà solo entro il 30 giugno, data entro la quale il consiglio d’istituto eseguirà un accurato conteggio delle spese sostenute dalla scuola per riparare porte, finestre, bagni e quant’altro, rovinati da ignoti responsabili. Per quanto riguarda le classi dalla prima alla quarta, il versamento della somma stabilita dovrà essere fatto dalle famiglie nel mese di gennaio, al momento del pagamento delle tasse scolastiche per l’anno successivo. Gli studenti di quinta verseranno la loro parte solo una volta conclusi gli esami, il giorno del ritiro del diploma di maturità. Nessun onere straordinario per gli studenti “insospettabili”, ovvero coloro che finiranno le scuole medie a giugno ed entreranno a far parte del “De Nicola” solo da settembre.La comunicazione, firmata dal dirigente scolastico Francesco Bagatella, è stata recapitata in questi giorni a tutte le famiglie, tramite gli alunni stessi. Per il momento sembra che la decisione sia stata apprezzata da tutti, ragazzi compresi.«Anche noi abbiamo votato la delibera in sede di consiglio d’istituto e di amo il pieno appoggio a questo provvedimento – dicono i rappresentanti degli studenti – Riteniamo che questa iniziativa possa aiutarci ad acquisire un maggior senso di responsabilità e, soprattutto, possa incentivare a parlare chi sa o ha visto i veri responsabili dei danneggiamenti. Finora non abbiamo ricevuto alcuna protesta da parte dei genitori, l’unica precisazione è stata sollevata da alcuni alunni di quinta, secondo i quali questa delibera doveva essere approvata all’inizio dell’anno scolastico e non alla fine». La possibilità che venga indetta un’assemblea aperta anche alle famiglie è comunque nell’aria. Solo allora si saprà se tutti, tra i genitori e i novecento alunni iscritti a ragioneria, geometri e perito turistico, hanno accettato di buon grado questa disposizione.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO 31 MAGGIO 2008
Piove di Sacco – Tagliato, …
Piove di Sacco – Tagliato, farcito, assemblato e distribuito nel piazzale del centro commerciale Piazzagrande. Il tanto atteso panino dei record è stato realizzato, ieri pomeriggio, da un esercito di infaticabili volontari che per più di tre ore hanno imbottito fragranti “ciabatte” di gustosa mortadella. Messe in fila, una dietro l’altra, hanno costituito il panino più lungo del mondo: 1378,34 metri di bontà, ovvero 167 metri in più rispetto al precedente record assegnato in Portogallo. Soddisfatto il di rettore del centro commerciale, Filippo Lazzarin, che ha mostrato orgoglioso ai più di duemila presenti il certificato rilasciato dall’ispettore del “Guinness World Record”, Carlo Martines(assieme nella foto). Sistemato su un centinaio di tavoli lungo tutto il perimetro del parcheggio di Piazzagrande, il panino ha rappresentato per adulti e bambini una festa per gli occhi e per il palato. Una volta decretato il guinnes, infatti, è stato distribuito a fronte di un’offerta da destinare all’associazione Piove Solidarità e allo Iov. I più stupiti? Gli automobilisti di passaggio lungo la Piove se che strabuzzavano gli occhi al vedere tanta chilometrica prelibatezza in una veste e in un luogo così insolito.
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 28 MAGGIO 2008
Quintali di cibo scaduto a Piove sequestrati nel negozio cinese
PIOVE DI SACCO. Blitz della Guardia di finanza al negozio cinese di via Paolo VI: sono stati sequestrati cinque quintali di generi alimentari scaduti da oltre un anno, liquori privi del contrassegno dell’accisa e decine di cd senza bollino Siae. Tutta la merce è stata posta sotto sequestro e per il negozio potrebbe profilarsi anche l’obbligo di chiusura. Misura che potrebbe intervenire su decisione del servizio di igiene dell’Usl. L’operazione delle Fiamme Gialle è stata compiuta nei giorni scorsi. I militari del comando provinciale di Padova stavano eseguendo in città una serie di controlli sulla corretta esposizione dei prezzi nei negozi così come impone la normativa in materia. Entrati nella rivendita cinese di via Paolo VI, facilmente riconoscibile dalla strada per le tipiche lanterne rosse che pendono ai alti delle vetrine, hanno notato la presenza di due banchi frigo pieni all’inverosimile di generi alimentari surgelati. Gli uomini della Guardia di finanza hanno deciso di eseguire una verifica più approfondita e hanno scoperto che tutta la merce era scaduta da oltre un anno: cinque quintali di pesce di vario genere, crostacei, funghi secchi, pasta, spaghetti e riso che sarebbero dovuti finire nella pattumiera già da tempo e che invece erano in vendita. Decine di confezioni di alimenti erano ammassate all’inverosimile nei due freezer ben oltre il limite di capacità segnalato con una linea rossa. Molti pacchi erano addirittura privi di qualsiasi tipo di etichetta. Ulteriori controlli all’interno del locale hanno permesso ai militari di scoprire sugli scaffali alcune bottiglie di liquore prive del contrassegno obbligatorio dell’accisa e pile di cd, sempre posti in vendita, sui quali mancava il bollino della Siae. Tutta la merce risultata irregolare è stata posta sotto sequestro e ora sarà il servizio di igiene dell’Usl a condurre ulteriori verifiche all’interno del locale. Il negozio cinese del quartiere Sant’Anna ha aperto circa due anni fa.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 28 MAGGIO 2008
Panino con la mortadella da Guinness dei primati al Piazzagrande – Si farà venerdì pomeriggio: sarà lungo ben 1.350 metri. Offerta libera per mangiarlo
PIOVE DI SACCO. Piazzagrande, grande in tutto: lo dice lo slogan e lo conferma l’ultima sfida che il centro commerciale ha deciso di affrontare venerdì. Si tratta di realizzare il panino più lungo del mondo: mille 350 metri di pane farcito con sei quintali di mortadella. Il mastodontico sandwich sarà «costruito» nel parcheggio del centro commerciale e, dopo la certificazione del Guinness World Record, sarà distribuito per la degustazione. L’iniziativa sposa ben due progetti di solidarietà: la raccolta fondi promossa dalla consulta PioveSolidarietà per la costruzione di una scuola in Congo e quella dell’associazione Onlus dell’Ascom Il faro per lo Iov. La manifestazione è stata presentata ieri mattina al centro commerciale dal direttore Filippo Lazzarin: «L’idea è nata quasi per caso sfogliando il libro dei record. Quello del panino più lungo è detenuto dal Portogallo e risale al 2005. Abbiamo deciso di fare tutto in casa – ha sottolineato Lazzarin – infatti il pane e la mortadella saranno forniti dal nostro supermercato Cityper. Il record, se riusciremo nell’impresa come ci auguriamo, sarà certificato dal giudice ufficiale del programma di Canale 5 «Lo show dei record». Per la parte logistica ci aiuteranno gli atleti della società Pallacanestro Piovese. Il mega panino poggerà su 800 tavoli nel parcheggio. E tutto l’incasso sarà devoluto ai progetti di PioveSolidarietà e Il faro per lo Iov. Piazzagrande – ha concluso Lazzarin – vuole riconfermare il proprio attaccamento al territorio». Per tutti i golosi l’appuntamento è venerdì a partire dalle 17.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 28 MAGGIO 2008
DISTRIBUTORE LATTE IN PIAZZA
SANT’ANGELO DI PIOVE – Verrà inaugurato ufficialmente questa mattina il distributore di latte automatico dell’azienda agricola di Magnasame Antonio. Si trova in piazza IV Novembre.
di : (m.ma.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 25 MAGGIO 2008
SMS CONSUMATORI
Il progetto Sms Consumatori è promosso dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e prevede la rilevazione continua dei prezzi al consumo di oltre 80 prodotti alimentari di largo consumo in 2.200 punti vendita dei diversi canali distributivi. L’attività di rilevazione interessa l’intero territorio nazionale. La rilevazione viene effettuata quotidianamente (dal martedì al sabato) e prevede l’impegno giornaliero di 44 rilevatori. Per conoscere i prezzi è sufficiente inviare un sms al numero 47947 scrivendo il nome del prodotto che interessa. Dopo pochi minuti arriva il messaggio di risposta che indica il prezzo di vendita al nord, al centro e al sud del Paese.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 25 MAGGIO 2008
Piove di Sacco Maria Grazia Dicati, presidente dell’Opera nomadi: «Non tutti lo sanno, ma qui rom e sinti sono italiani»
Piove di Sacco – «I nomadi del Piove se sono per la stragrande maggioranza italiani. È giusto ribadi rlo». Suona ferma e decisa la voce di Maria Grazia Di cati, presidente dell’Opera nomadi di Piove di Sacco . La sensazione è che sia un po’ stupita dal polverone che è nato negli ultimi tempi intorno a ordi nanze solo annunciate e provvedi menti firmati e indi rizzati ai nomadi della zona. Ma ammette fra le righe che prima o poi la situazione sarebbe venuta a galla: «Assodato che, come cittadi ni di questo Paese, i nomadi sono soggetti agli stessi di ritti e doveri di un qualsiasi altro connazionale, mi pare che finora non ci sia mai stata una normativa specifica in materia. Non si può andare avanti secondo gli umori di singole persone e secondo le circostanze. Ci vorrebbero delle regole da rispettare e da far rispettare». L’Opera nomadi di Piove di Sacco è affiliata all’associazione nazionale. Vi fanno parte principalmente rom e sinti che lavorano a progetti di integrazione e, soprattutto, scolarizzazione dei bambini che vivono nelle roulotte o nelle abitazioni affidate dai vari Comuni. «La realtà dei nomadi qui è un mosaico complesso che si è costituito nel tempo, risentendo di fattori interni ed esterni alla nostra comunità», spiega. Tutto è partito negli anni ‘70, quando nel Piove se arrivarono le prime storiche famiglie Udorovich, Lovacovich e Stoico. La seconda ondata di carovane fece tappa nel Foro Boario negli anni ‘90, a seguito della guerra civile scoppiata nei Balcani. Numerose proteste e petizioni popolari segnarono quel periodo, tanto che i nomadi furono costretti a sgomberare la zona. Da lì la di aspora nei vari Comuni, in particolare a Legnaro dove, fino ad una paio d’anni fa, esisteva uno fra i campi più abitati del padovano. Anch’esso, oggi, smantellato.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 25 MAGGIO 2008
PIOVE DI SACCO.L’UTILE OLTRE I 7 MILIONI DI EURO Bcc, bilancio 2007 da record
Piove di Sacco – Numeri che si possono considerare da record quelli contenuti nel bilancio 2007 della Banca di Credi to Cooperativo piove se.«Se si considera il momento particolarmente delicato per gli istituti bancari – afferma il presidente Leonardo Toson che dovrebbe essere riconfermato per la quinta volta alla guida della banca locale – ottenere un aumento della raccolta di retta da 507 milioni del 2006 a oltre i 577 del 2007 mi sembra significativo circa la salute della nostra banca».Inoltre l’utile di esercizio è passato dai 4,8 milioni a oltre 7 milioni. «Questo significa – aggiunge Toson – che la banca sta lavorando bene sul territorio dove ci sono realtà produttive molto varie, vedi il turismo, la pesca e l’agricoltura a Chioggia, imprese artigiane e agricoltura nella Saccisica e nel padovano lavoriamo col settore dei servizi, in questa maniera possiamo compensare quei settori produttivi che mostrano momenti di di fficoltà economica».Roberto Faggiani, di rettore della Bcc mette in rilievo il dato che riguarda la raccolta di retta: «Nel 2007 è cresciuta del 14,5\% a fronte dell’11,72\% di quella regionale e il 10,72\% di quella provinciale».Faggiani quindi mette in evidenza gli altri numeri positivi ottenuti dalla Bcc come i prestiti che nel 2007 sono cresciuti del 17,16\% mentre in provincia questo dato riporta un aumento del 15,78\% e in regione un + 13,38\%.Spesso Toson fa notare come la Bcc sia molto presente negli interventi di carattere sociale. Ecco allora che il bilancio sociale mette in evidenza che nel 2007 sono stati elargiti 642 mila euro in interventi di beneficenza. Non è da di menticare l’intervento di 200 mila euro della Bcc per assicurare all’ospedale la risonanza magnetica.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 24 MAGGIO 2008
Giostrai esclusi dalla sagra Il sindaco: «Lo chiede la gente»
CORREZZOLA. Niente autoscontri alla sagra di Sant’Antonio a Concadalbero: dal municipio negate le autorizzazioni ai giostrai. «Una decisione – precisa il sindaco Mauro Fecchio – che abbiamo già applicato gli anni scorsi a Brenta d’Abba e Civè. Il piazzale della chiesa non è utilizzabile peri lavori di straordinaria manutenzione in corso. Inoltre il comandante della Polizia locale non ha firmato le autorizzazioni in quanto non sarebbero rispettate le normative sulle attrazioni da piazza in tema di sicurezza». A tutto questo poi si aggiunge la volontà di garantire l’ordine pubblico. «A seguito dei giostrai italiani, purtroppo si stanziano anche altre carovane non ben identificate. Nel periodo della sagra, poi, si registra un aumento dei furti, degli schiamazzi e gli episodi di minacce. Il diniego è giustificato anche dalla richiesta esplicita di tanti cittadini e anche di qualche membro dello stesso comitato organizzatore. Il fatto però che nessuno voglia esporsi personalmente è quanto meno sintomatico di una situazione di disagio, se non di paura».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 24 MAGGIO 2008
Blitz della Digos tra i nomadi I sindaci «blindano» i comuni
BAGNOLI. Blitz della Digos nel campo rom di via Settima strada. Ieri mattina gli agenti si sono presentati in zona industriale, davanti alle 30 roulotte accampate da 2 giorni. Li hanno identificati e hanno chiesto informazioni sul raduno (unito a un matrimonio) che si dovrebbe svolgere a fine mese a Padova. Contestualmente hanno notificato l’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Alessandro Borile. I nomadi se ne devono andare entro le 16 di oggi. Tassativamente. C’è già qualche altro sindaco che ha messo le mani avanti. Quello di Agna, Giannicola Scarabello, nel primo pomeriggio di ieri, ha chiamato i carabinieri chiedendo di monitorare la situazione, per evitare che la carovana rom si stanzi in qualche piazzale del comune. Dopo una decina di giorni nella Bassa, la situazione è diventata insostenibile anche per la famiglia Hudorovich. Dopo Stanghella, Monselice e Cagnola, ora se ne dovranno andare anche da Bagnoli. «Stiamo pensando di andare verso Bologna – ha ammesso ieri Alessandro Hudorovich – Qui ormai si è creata troppa tensione. Non facciamo che fuggire da un comune all’altro. Certo, siamo nomadi, ma due giorni ogni volta sono davvero troppo pochi». Ieri mattina i capi del campo rom accampati dietro la Zilmet hanno chiesto dei bidoni per raccogliere tutta l’immondizia, per non lasciare sporcizia per terra. «Hanno detto che se ne andranno entro le 16 di oggi e, visto come si sono comportati negli altri comuni, non ho motivo di dubitarne – riferisce il sindaco Borile – Inviare l’ordinanza in prefettura e in questura, è servito per allertare anche le forze dell’ordine di Padova. Noi con i nostri mezzi limitati non saremmo mai riusciti a fare la notifica in un campo nomadi grande come questo». Il campo rom conta circa una trentina fra roulotte e camper: una cinquantina di persone in tutto, tra le famiglie Hudorovich, Brajdich e Levak. Entro la prossima settimana dovranno organizzare la grande festa per il fidanzamento di due loro parenti: un ragazzo di vent’anni e una diciannovenne. Ma il raduno clou sarà quello previsto per il 30 e il 31 maggio prossimi a Padova, dove, ribadiscono gli stessi nomadi, è in programma una riunione della Chiesa evangelica e sono attese centinaia di persone.
di : (Enrico Ferro)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 22 MAGGIO 2008
«Mi deve mandare via il giudice» Rom in subbuglio ad Arzergrande
ARZERGRANDE – Siamo favorevoli al fatto che il governo intenda cacciare gli zingari stranieri. Siamo di altra etnia e siamo qui per un convegno della chiesa evangelica. Vogliono fare sentire anche la propria voce i componenti della famiglia rom che occupa il campo di sosta di via Marconi. A parlare è il responsabile del campo Marco Lovacovic, visibilmente amareggiato dalla decisione del sindaco Cesarina Foresti. «Sono diciannove anni che vivo in questo capo – esordisce – e vorrei restare con la mia famiglia ad Arzergrande. Sono nato in Italia e qui ho la residenza. Desidero solo di risistemare il campo e per questo chiedo che il comune ci aiuti». Sull’ipotesi di lasciare nell’immediato il campo, il capofamiglia aggiunge però che la cosa è praticamente impossibile. «Sulla mia persona c’è una misura restrittiva – confessa – che mi obbliga a restare in questo campo. Il mio avvocato mi ha detto che per spostarmi questa misura giudiziaria deve essere prima revocata». E se alla fine l’ordinanza dovesse arrivare cosa succederebbe? «Ci sposteremo intanto verso Codevigo e se necessario inizieremo una nuova vita». Sogna di avere una propria proprietà, ma intanto rivendica sulla situazione in cui si trovano a vivere. «Siamo senza acqua e servizi – spiega – e siamo costretti ad andarla a prendere nei campi sosta limitrofi. Nel campo siamo più del numero consentito dal regolamento ma cosa avrei dovuto fare? Non accogliere la moglie di mio figlio. Le famiglie sono fatte per crescere». E la casa abusiva? «L’ho costruita quando ero giovane ed inesperto. Oggi di certo non lo rifarei». Da parte sua il sindaco Cesarina Foresti è rimasta un po’ sorpresa dalla rilevanza mediatica che ha avuto la vicenda. «Le reazioni – afferma – sono venute più dall’esterno che dai cittadini di Arzergrande. Le persone del paese che ho incontrato mi hanno dimostrato il loro appoggio, ma nessuno è rimasto sorpreso. Il problema è da tempo sentito dalla nostra comunità e se ne è discusso, tra l’altro, in un incontro pubblico organizzato dal centrodestra sul tema della sicurezza tenutosi alla fine dello scorso anno. In quella occasione avevo già spiegato ai presenti quale era la situazione in quel momento e tutte le azioni che erano state messe in campo dall’amministrazione. In ogni caso – precisa il sindaco – quello che è stato detto in questi giorni è un orientamento che non si è trasformato ancora in un’ordinanza di sgombro. Avevo assicurato ai nomadi il rispetto di tempi funzionali».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 22 MAGGIO 2008
«Siamo italiani, lavoriamo e votiamo Lega» Rom a Cartura in attesa del raduno di fine mese – «Ronde notturne, temiamo di essere attaccati»
CARTURA. Si sentono italiani a tutti gli effetti. Lavorano presentando la partita Iva. Hanno un fortissimo senso religioso. E votano Lega Nord. Sono zingari, gitani del ceppo Kalderash, gente che ha sposato la vita nomade. Non vogliono essere chiamati Rom perché è troppo generale e di questi tempi è meglio specificare. «Noi siamo contenti che il nuovo Governo dichiari guerra ai campi nomadi, perché così saranno cacciati via i delinquenti. Noi non vogliamo un posto fisso. Non chiediamo campi permanenti. A noi servono aree di transito, per rimanere qualche giorno. Perché la nostra vita è viaggiare». Mirco Hudorovich ha 64 anni, i capelli grigi, i baffi lisciati in modo ordinato e la carnagione scura. E’ il capo di una famiglia della quale fanno parte che i Brajdich e i Levak, che conta in tutto 115 tra figli e nipoti. E si capisce subito che è lui che comanda, perché controlla tutto dalla sua seggiola proprio al centro di questo campo nomadi improvvisato a Cagnola di Cartura, dietro l’ex Zuccherificio. Qui tutti giurano di non aver mai rubato e di vivere di lavoro. Artigianato per la precisione: lavorano oro, argento, rame, ferro e nichel. Appena dentro al campo si avvicina una ragazza sulla ventina con dei braccialetti in mano. Ne vuole vendere uno a 15 euro. La trattativa si chiude a 5. Fuga dalla Bassa. Sono stati cacciati da Stanghella, poi da Monselice e ora anche da Cartura. Ieri mattina i vigili urbani e i carabinieri hanno ribadito loro più volte di dover sgomberare il piazzale, anche in virtù dell’ordinanza emessa dall’amministrazione. «Il sindaco di Monselice è stato il più cattivo di tutti – dicono – è stata emessa un’ordinanza immediata. Abbiamo potuto rimanere lì solo poche ore. Qui a Cartura invece siamo rimasti due giorni, ma ce ne dobbiamo andare». Gli Hudorovich questo fine settimana devono organizzare una festa per il fidanzamento di due giovani del campo, lui 20 anni, lei 19. Per questo motivo serve uno spazio in cui fermarsi, in cui poter rimanere qualche giorno. Raduno a Padova. L’evento clou per la comunità nomade sarà il 30 e 31 maggio, a Padova, dove verrà organizzato un grosso convegno evangelico. Non si sa ancora il luogo deputato a ospitare questo evento. Forse la fiera, ma la conferma arriverà a giorni. L’unica cosa certa è che in città giungeranno oltre 300 tra camper e roulotte, da tutta Italia. «Un tempo eravamo cattolici, ora abbiamo sposato la Chiesa Evangelica – racconta Mirco Hudorovich – ci troveremo tutti insieme per pregare e condividere un momento di fede. Stiamo attendendo l’autorizzazione per il luogo richiesto». Nell’ultima settimana di maggio quindi giungeranno carovane da tutto lo stivale.
Fede leghista. «Noi abbiamo votato Lega Nord o Pdl – ammette Alessandro Hudorovich – il fatto che vengano cacciati via i nomadi stranieri, non può che giovane a noi. La gente tende a generalizzare e a dire che siamo tutti zingari. Ma non è così. Noi siamo italiani, siamo originari di Fiume, abbiamo fatto il militare, abbiamo la partita Iva e paghiamo le tasse. Viviamo lavorando l’oro, l’argento e il nichel. Ristoranti e ospedali ci danno pentole e stoviglie da riparare. Da un ospedale siamo riusciti a ricavare anche 50 mila euro per un lavoro di questo genere. Noi non rubiamo e non facciamo rapine». Basta guardarsi intorno per capire il tenore di vita di questa gente. Ci sono Audi fiammanti, ma anche nuovissime Mercedes, Bmw e persino una Lotus. Anche le roulotte e i camper, una trentina in tutto, sono di ultima generazione. Tutti perfettamente attrezzati.
Ronde notturne. «Due giorni fa, durante la notte, abbiamo visto dei ladri che si avvicinavano al cantiere dell’ex Zuccherificio, probabilmente per rubare rame o altri metalli. Noi ci siamo accorti e li abbiamo cacciati via. Perché se sparisce qualcosa da qua intorno, è ovvio che tutti danno la colpa a noi». Il concetto di «ronde» i nomadi lo conoscono eccome. Di notte c’è sempre qualcuno che sorveglia il campo, soprattutto di questi tempi, con le cronache che arrivano da città come Napoli. Nel bel mezzo di una di queste ronde sono stati testimoni di un tentativo di furto. E l’hanno pure sventato. «Alla fine abbiamo anche chiamato i carabinieri».
di : ENRICO FERRO
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 22 MAGGIO 2008
Piove di Sacco – In principio era Legnaro il comune della Saccisica che saltava nella mente di tutti solo a sentire parlare di nomadi . Nel paese della seconda cintura urbana, poco meno di otto mila abitanti e un polo universitario famoso in tutto il mondo, c’era una zona buia: lo storico campo nomadi di via Rovigo, da cui si irradi avano la maggior parte dei problemi legati all’integrazione. Per anni è successo che in patronato gli adolescenti non potessero più organizzare una partita di calcetto senza mettere in preventivo l’irruzione di una banda di coetanei rom per attaccar rissa. Non passava una sagra senza che non si registrassero furti di radi o nelle auto in sosta lungo la strada. Impossibile pensare a un cinema estivo all’aperto, sicuramente si sarebbe verificato il pretesto per rovinare la serata. E via con una sequela di di sagi che rischiavano di soffocare il normale svolgimento delle attività di un paese. Una decisione del sindaco Giovanni Bettini salva la situazione dal tracollo nel 2006, quando il campo viene smantellato e alle famiglie rom residenti, una decina in tutto, viene assegnato un alloggio popolare. «Da quel momento il contesto è decisamente migliorato, in primis per loro e poi per tutta la comunità», analizza Bettini a di stanza di due anni. Il problema della convivenza tra rom e locali si ripete in forme e misure di verse in altri paesi della Saccisica. Ultimo ad essere balzato agli onori della cronaca èArzergrande, dove abita una sola famiglia di nomadi , nati e vissuti in Italia, che ha tolto più di una volta il sonno al sindaco Cesarina Foresti. Fino a farle esprimere una sorta di ultimatum: «Come i cittadi ni di Arzergrande rispettano le regole così, pur essendo liberissima di mantenere la propria cultura, deve fare la famiglia che vive in roulotte nel campo sosta di via Marconi. Altrimenti dovremo pensare ad un’ordi nanza. In quattro anni abbiamo fatto di tutto per favorire l’inserimento, soprattutto quello dei loro figli nelle scuole. Ma l’integrazione deve essere bilaterale, altrimenti non funziona. Cosa succede se una famiglia qualsiasi non manda i figli a scuola, accumula un debito di 3 mila euro con l’acquedotto tanto da indurre i tecnici a interrompere il rifornimento e manomette gli impianti elettrici costringendo il Comune a intervenire? Se sarò costretta a prendere una decisione di certo non sarà dettata da un raptus ma da un percorso lungo anni nel quale l’unica cosa che si è modi ficata è stata la percezione del di sagio da parte del paese intero, aumentata fino a preoccuparmi». Una caso a sè rappresenta il multietnico quartiereSant’Anna di Piove di Sacco dove, assieme a italiani e marocchini, vivono da più di di eci anni alcune famiglie rom, assegnatarie di alloggi popolari. Per capire che aria tira a Sant’Anna basti questa notizia: il 21 giugno è in calendario la festa “Quartiere senza frontiere”, alla quale parteciperanno quattro comunità di verse, che presenteranno danze, cibi e tradi zioni tipiche. Pacifica convivenza interrotta solo da qualche screzio aCorrezzola, comune dove vivono una cinquantina di nomadi sparsi tra capoluogo e frazioni. «La situazione si è stabilizzata nel tempo – commenta il sindaco Mauro Fecchio – Ma qualche problema rimane. Ultima in ordi ne di tempo la decisione di non concedere l’autorizzazione ad alcuni giostrai che l’anno scorso avevano causato problemi durante la sagra di Conca d’Albero». Una situazione più tranquilla sembra esserci aBrugine, dove nel campo nomadi di via Palù Inferiore vivono un paio di famiglie da circa otto anni.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 21 MAGGIO 2008
«Siamo tolleranti, ma non c’è stata integrazione» Il sindaco di Arzergrande difende la sua scelta. Il capo rom: «Siamo italiani, non ce ne andiamo»
ARZERGRANDE. «La decisione di chiudere il campo sosta non nasce sull’onda emotiva delle scelte dell’attuale governo ma è il risultato di un percorso lungo, preciso e puntuale». Ci tiene a precisarlo subito il sindaco Cesarina Foresti, mostrando il grosso fascicolo con tutte le lettere, gli avvisi e i solleciti inviati alla famiglia rom che sosta in via Marconi. La decisione di chiudere l’area è la conclusione inevitabile di un percorso di tentata integrazione fallito. Nella giornata di ieri i nomadi si sono anche recati dal sindaco per chiedere di desistere dalla sua decisione. «Sono nato in Italia – ribadisce il responsabile del capo Marco Lovacovic – e da qui non mi muovo. Anzi chiediamo al comune un aiuto per sistemare il campo». Per il sindaco la decisione è legata invece al comportamento tenuti negli anni dai nomadi. «Da parte di questa amministrazione – spiega Foresti – abbiamo tentato in tutti i modi di aprire un dialogo ma ogni tentativo è stato vano. Credo che quello che abbiamo fatto, a questo punto, ci assolva da ogni responsabilità. Tra i nostri obiettivi c’è sempre stata soprattutto la scolarizzazione dei bambini perché su di essi puntavamo in ottica di integrazione. Avevamo chiesto ai genitori, come condizione per la permanenza, l’impegno a mandarli a scuola dove avevamo finanziato anche dei progetti didattici. Ma ogni richiesta è stata vana». «Questa famiglia rom sosta nel nostro campo dal 1990 ed è sempre stata la sola ad occuparlo in maniera stanziale. Non possiamo pertanto attribuire ad altri le colpe per il mancato pagamento di quasi tre mila euro di utenze idriche. La nostra comunità – conclude – è tollerante e si è sempre dimostrata disponibile all’accoglienza. Lo dimostra il fatto che ci sono cittadini di altre etnie perfettamente integrati nel tessuto tessutosociale del paese. Tuttavia l’integrazione è il frutto di una volontà reciproca delle parte». Paura di qualche ripercussione? «Nessuna paura, ma provo lo stesso disagio da sempre provato dei miei concittadini». La decisione del sindaco è sposata in pieno dal capogruppo della Lega Nord Liga Veneta e consigliere di minoranza Vittorio Sambin che da tempo, in consiglio comunale, ha portato aventi una sua personale battaglia per la chiusura del campo. «Prendiamo atto – dichiara – della decisione del sindaco che ha ripreso quelle prerogative e battaglie in tema di sicurezza che il nostro gruppo ha sempre sostenuto. Da tempo, infatti, chiediamo che il campo sia sbaraccato e sia riconsegnato alla sua vocazione originaria, ovvero agricola. In paese abbiamo assistito a degli episodi eclatanti che hanno confermato le nostre teorie sul fatto che il campo fosse un covo di malavitosi. Ci auguriamo che ora le parole del sindaco si concretizzino alla svelta e che non vengano assegnate case popolari». Più pepata la reazione del consigliere di minoranza Antonio Maritan dei Moderati per Arzergrande e Vallonga: «Ora anche i sindaci di centrosinistra cavalcano il problema della sicurezza ma se un sindaco di centrodestra avesse tenuto lo stesso comportamento cosa sarebbe successo?».
di : ALESSANDRO CESARATO
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 21 MAGGIO 2008
BRUGINE Salvagnin: «Il mio campo non lo sgombero Servono strategie, non colpi di spugna»
BRUGINE. Non è previsto alcuno sgombero per il piccolo campo nomadi di via Palù Inferiore a Brugine: lo ribadisce chiaramente il sindaco Silvia Salvagnin. «Prima si trovano delle soluzioni, e poi si possono prendere i provvedimenti – al telefono il tono di voce del sindaco suona estremamente fermo – Dare i colpi di spugna e prendere le decisioni drastiche non serve, se mancano delle strategie precise. Passato il momento del titolone sul giornale, sono i sindaci a dover fare i conti con tutta la catena di conseguenze. Ritengo comunque che in questo campo le soluzioni vadano individuate collegialmente, assieme alla Prefettura e a tutte le istituzioni competenti. Non dobbiamo poi dimenticare che gli occupanti del nostro campo nomadi sono cittadini italiani, residenti nel Comune, e i loro bambini frequentano le scuole del paese». Collocato nei pressi del cimitero, l’insediamento di via Palù Inferiore ha circa otto anni di vita, e copre un’area grosso modo di 500 metri quadrati; vi risiedono due famiglie, che vivono in due roulotte e una casa mobile. Tra di loro anche alcuni parenti di Emanuele Crovi, il nomade morto il 19 luglio 2005 durante il tragico assalto di Abano che costò la vita al gioielliere Gianfranco Piras. Il campo è servito dagli allacciamenti di acqua ed energia elettrica, che non viene, assicura il sindaco, pagata dal Comune. «Ogni tanto queste persone ci chiedono un contributo proprio per le bollette», aggiunge Silvia Salvagnin, che non teme di veder riversarsi in quell’area i nomadi italiani e rom cacciati dai comuni vicini. «Il campo è troppo piccolo – conclude il sindaco – E so che alle famiglie stesse non piace creare assembramenti». Tra nomadi e cittadini stanziali di Brugine la convivenza ha conosciuto alti e bassi; alcuni anni fa contro la presenza del campo nel paese vennero presentate anche delle petizioni. Ma oggi la situazione appare tranquilla.
di : (Patrizia Rossetti)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 21 MAGGIO 2008
CORREZZOLA In cinquanta dall’ex Jugoslavia, ora vivono in case proprie «Situazione tranquilla, ma abbiamo blindato gli argini»
CORREZZOLA. Parlare di oasi felice sicuramente è eccessivo. A Correzzola, infatti, non esistono campi nomadi, ma la presenza dei rom è tutt’altro che trascurabile e la situazione articolata. Dopo anni più difficili, che hanno visto ondate di carovane invadere il territorio, la situazione si è stabilizzata poco meno di una decina di anni fa. Attualmente nel territorio del comune i rom sono quasi una cinquantina, distribuiti tra il capoluogo e le frazioni di Villa del Bosco e Concadalbero. Appartengono all’etnia croata e hanno lasciato l’ex Jugoslavia agli inizi degli anni Novanta, in concomitanza del conflitto civile scoppiato nei Balcani. Abitano tutti in case di loro proprietà e generalmente si tratta di famiglie giovani. «Complessivamente – spiega il sindaco Mauro Fecchio – non si registrano grossi problemi di ordine pubblico. In particolare la situazione è migliorata da quando una famiglia si è trasferita in un’altra sede. Ora il problema si circoscrive a qualche lamentela dei cittadini per schiamazzi notturni. Le vere difficoltà riguardano tuttavia la scolarizzazione dei bambini, che troppo spesso mancano alle lezioni. I veri problemi con i rom – continua Fecchio – si sono avuti negli anni passati con gli stanziali che occupavano gli argini nella frazione di Brenta d’Abbà. Il loro passaggio lasciava dietro di sé veri disastri. Per risolvere il problema siamo stati costretti a blindare gli argini, chiudendo le rampe di accesso. (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 21 MAGGIO 2008
ARZERGRANDE – Campo nomadi, sindaco pronto a ordinare lo sgombero
Arzergrande – «Conosco la situazione che c’è in via Marconi, la conosco molto bene in quanto l’ho ereditata e me la sono trovata fra capo e collo, ma per il momento non ho fatto alcuna delibera di sgombero del campo nomadi, la farò quando riterrò sia giunto il momento opportuno per non creare problemi. Il decreto del ministro Maroni non c’entra perché i nomadi di via Marconi sono cittadini italiani». E’ quanto ci ha detto ieri Giannina Foresti, sindaco di Arzergrande . La presenza dei nomadi in via Marconi di sicuro è mal sopportata dai cittadini. Da una famiglia di otto persone spesso il loro numero aumenta di molto. C’è un tour over continuo di camper e roulottes che affollano il poco spazio aperto disponibile. «La famiglia aveva fabbricato una casa abusiva – aggiunge il sindaco – che abbiamo acquisito al patrimonio del comune nell’agosto scorso con l’autorizzazione del magistrato. Poco dopo abbiamo dovuto murare porte e finestre in quanto il fabbricato non aveva nessun requisito di abitabilità e tagliare il tubo dell’acqua potabile perché i nomadi erano morosi nei confronti dell’azienda piovese che gestisce il ciclo dell’acqua per 3.000 euro, si erano addirittura fabbricati una piscina. Di certo posso affermare di aver fatto di tutto per favorire l’integrazione dei nomadi, ma ho solo ricevuto silenzi. Come amministrazione abbiamo stilato un regolamento per il campo nomadi, che loro hanno disatteso del tutto, non mandano i figli a scuola regolarmente come dovrebbero fare, non comunicano quando arrivano dei nuovi ospiti. Come sindaco sono tenuta a far rispettare le leggi ai miei cittadini e se i nomadi si ritengo tali devono a loro volta rispettare le norme del vivere civile. Come amministrazione abbiamo fatto di tutto per andare loro incontro ma non abbiamo ottenuta nessuna collaborazione. Quando farò l’ordinanza di sgombero dovranno andarsene, li ho invitati a comperarsi una casa o un terreno ma in ogni caso saranno costretti a rispettare le leggi». Nel 2006 il campo nomadi è stato oggetto di una perquisizione delle forze dell’ordine che vi hanno trovato della refurtiva.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 21 MAGGIO 2008
Emergenza maltempo, strade e campi allagati – Solo ieri pomeriggio sono caduti 27 litri di pioggia per metro quadrato. Problemi per lo scarico nella laguna veneziana
Ventisette litri di pioggia ogni metro quadrato solo nelle prime ore del pomeriggio. Una quantità impressionante, che ha mandato in tilt molti comuni della Bassa Padovana. Le zone più colpite sono state Conselve, Monselice e la zona di Anguillara Veneta verso Cavarzere. I temporali, che erano comunque stati segnalati dalle previsioni meteo, hanno colpito a macchia di leopardo un po’ tutta la provincia. Le precipitazioni, aggiunte a quelle di domenica (in 24 ore a Cà di Mezzo di Codevigo sono caduti 89 millimetri di pioggia, pari a 89 litri d’acqua ogni metro quadrato di suolo, a Cà Oddo di Monselice ne sono caduti 53 in meno di due ore, a Gesia di Cavarzere 64 in un’ora e mezza e a Zennare di Chioggia 50; in tutto sono piovuti in poche ore circa 25 milioni di metri cubi d’acqua sul suolo del consorzio), superano i 110 millimetri di pioggia, pari al 15 per cento della pioggia annua. E il tutto in sole 60 ore. Questo tipo di fenomeno non accadeva da molti anni nella zona. «Siamo in continuo contatto con l’Arpav – ha detto il direttore del consorzio di bonifica Adige Bacchiglione Giuseppe Gasparetto Stori – che ci ha comunicato solo nel tardo pomeriggio l’esaurimento della fase metereologica avversa. Purtroppo c’è stata anche un’alta marea che ha ostacolato lo scarico in laguna delle acque provenienti da oltre 46 mila ettari di territorio che sono di competenza del Consorzio. Gli impianti idrici sono tutti in funzione e i nostri tecnici stanno monitorando le zone critiche. I terreni non assorbono più, e questo rappresenta un male per il pericolo allagamenti, ma anche un bene per il “ravvenamento” della prima falda e per la diluizione e lo scioglimento della salinità dei suoli più vicini alla laguna. Queste zone, infatti, tendono ad accumulare piccole quantità di sale in superficie proveniente dal cuneo salino che risale dalla falda». Permangono grosse difficoltà di scarico dell’acqua in quei terreni dove i fossi non sono curati o ben collegati alla rete consorziale. «I fenomeni di alternanza di alluvione e siccità – conclude Gasparetto – saranno sempre più frequenti. Secondo gli esperti Arpav Chiaudani e Barbi, i mutamenti del clima provocheranno non pochi problemi ai Consorzi». Ieri sera il consorzio di bonifica Adige Bacchiglione ha riunito la giunta per monitorare più da vicino l’andamento della crisi che si sta protraendo ormai da alcuni giorni. La speranza è che le precipitazioni non continuino anche oggi. Se così fosse, bisognerà intervenire in alcune zone considerate maggiormente a rischio come Bovolenta, Casalserugo e Pontelongo , paesi dove i tecnici dei consorzi hanno lavorato a lungo per “travasare” le acque da un canale all’altro cercando di evitare situazioni pericolose come quelle che si sono verificate anni fa, prima che fossero portati a termine i lavori di sistemazione delle idrovore.
di : Stefania Mastellaro
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 20 MAGGIO 2008
Il sindaco chiude il campo dei rom «Vano ogni tentativo di integrazione»
ARZERGRANDE. Tempo scaduto per gli zingari di via Marconi: il campo sosta, infatti, verrà definitivamente chiuso. Si avvia così verso questo inevitabile epilogo la vicenda dello storico campo nomadi presente in paese. A nulla, infatti, sono serviti gli innumerevoli richiami amministrativi nei confronti della famiglia rom, che lo occupa stabilmente, e degli altri gruppi che vi stazionano saltuariamente. Come non sono servite le misure più drastiche messe in campo non meno di un anno fa come l’interruzione della fornitura idrica da parte dell’allora Apga per l’annosa morosità nel pagamento delle bollette e la decisione dell’amministrazione di murare l’ingresso dell’abitazione costruita in abuso sul terreno pubblico. La questione è viva da sempre, anche se effettivamente il problema negli anni non è mai stato affrontato con il giusto approccio. Nel frattempo però il malumore in paese è via via cresciuto e si è strasformato in indignazione quando nell’aprile del 2006 una grossa operazione delle forze dell’ordine ha scoperto che il campo era una delle basi dove veniva raccolto e smistato il bottino di numerosi furti e rapine ai danni di orafi vicentini. «Quando quattro anni fa questa amministrazione si è insediata – spiega il sindaco Cesarina Foresti – si è iniziato un lavoro, senza pregiudizi di fondo, che aveva l’obiettivo di inserire ed integrare queste persone. In tutto questo periodo però non abbiamo avuto il minimo riscontro. Abbiamo sempre chiesto il rispetto della frequenza scolastica per i bambini, la cura della struttura utilizzata ed uno sforzo al dialogo. I segnali che abbiamo ricevuto sono stati tuttavia pressoché nulli». Il campo sosta, atto a contenere all’origine otto persone, è stato istituito agli inizi degli anni Ottanta e per un decennio è stato occupato da un’unica famiglia che lo ha lasciato nel 1990 a favore dell’attuale nucleo familiare. Ufficialmente gli «ospiti» oggi sono otto, ma il via vai è continuo per cui è sempre stato difficile quantificare quante persone effettivamente vi siano. «Due anni fa – continua il sindaco – abbiamo anche riscritto il regolamento risalente al 1992 sull’utilizzo del campo. In quell’occasione ci siamo spesi per spiegarlo ai nomadi in maniera chiara ed inoltre li abbiamo richiamati ad una presa di responsabilità che comportava l’adeguarsi ai doveri di tutti i cittadini come ad esempio pagare le utenze per i servizi». «I nomadi oggi non sono in possesso di nessuna autorizzazione e pertanto lo occupano in maniera abusiva. I richiami di tutti questi anni sono stati necessari perché queste persone non potevano essere sgombrate su due piedi, avendo esse ottenuto, in passato, la cittadinanza italiana e la residenza in paese. I tempi per la chiusura del campo ora però sono maturi». «Le occasioni di confronto sono state numerose – conclude categorica la Foresti – come pure i richiami ed i solleciti. Il responsabile del campo non potrà di certo dire che la decisione lo coglie di sorpresa».
di : Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 20 MAGGIO 2008
Nomadi cacciati dai campi sosta
ARZERGRANDE. Il campo sosta per gli zingari di via Marconi sarà smantellato: si avvia verso questo inevitabile epilogo la vicenda dello storico accampamento di nomadi del paese, identificato nel 2006 come una delle basi dove veniva raccolto e smistato il bottino di furti e rapine ai danni di orafi vicentini. «Avevamo traguardato l’obiettivo di integrare queste persone – dice il sindaco Cesarina Foresti che guida una giunta di centrosinistra – ma in quattro anni non abbiamo avuto il minimo riscontro». E sgomberi ieri anche a Monselice, per 23 roulotte in zona industriale, e a Stanghella, per 32 camper di Rom.
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 20 MAGGIO 2008
Agricoltura in ginocchio nel Piovese
CODEVIGO. Agricoltura in ginocchio a causa del maltempo. Le precipitazioni cadute tra sabato e domenica scorsa sono state all’origine di nuovi allagamenti dopo quelli di settembre. Anche questa volta il conto dei danni si prospetta particolarmente salato per le aziende agricole. Il maltempo in sole 7 ore ha scaricato tra Codevigo e Arzergrande quasi 120 millimetri di pioggia. Nonostante le pompe di emergenza del consorzio di bonifica, in breve tempo i campi coltivati ad orticole e seminativi, sono stati sommersi dall’acqua. Compromessa, in particolare, parte dei raccolti di cavolfiori, barbabietole e mais. Fra le tante aziende colpite, quella di Roberto Baretta, che negli ultimi 12 mesi ha dovuto far fronte a 3 gravi allagamenti. «Solo in danni alle coltivazioni, fra il 2005 e il 2007 abbiamo subito perdite per 140 mila euro. Ogni volta che piove più del normale per noi è un dramma. Non trovo giusto che usino le nostre aziende come bacini di scarico». Le idrovore si sono mostrate ancora una volta inadeguate. «Sembra che nella gestione delle acque piovane – dice il presidente di Confagricoltura Padova Antonio da Porto – manchi un serio coordinamento tecnico-operativo». Intanto a Codevigo l’amministrazione ha già richiesto alla Regione lo stato di calamità. Lo ha comunicato il sindaco Graziano Bacco, che ieri ha fatto il punto con i rappresentati dell’Adige Bacchiglione. «Il 20% del territorio – commenta il sindaco stimando i danni – è stato sommerso. Grossi danni li ha subiti l’agricoltura, in particolare i raccolti di mais e soia. Le aree più colpite sono state a Rosara, ma anche a Conche e a Cambroso i danni sono ingenti. I cittadini possono già recarsi all’ufficio tecnico per ricevere lo stampato per la richiesta di risarcimento. Li invito ad allegare anche foto, in maniera da raccogliere materiale anche per testimoniare in altre sedi la nostra situazione. Durante l’incontro col consorzio è emersa la loro difficoltà a gestire il territorio. Tra le soluzioni prospettate si è parlato di un potenziamento dell’idrovora di Rosara e la possibile costruzione di un’altra sullo scolo Altipiano». La Regione, intanto, sta predisponendo un decreto del presidente Giancarlo Galan per la dichiarazione dello stato di crisi. Conseguentemente verrà informato il Dipartimento nazionale della Protezione civile. La decisione é stata assunta sulla base dei rapporti dei tecnici regionali, attivati sin da sabato. Nelle province di Venezia e di Padova, a supporto delle forze già impegnate nell’attività di soccorso, sono state inviate 40 squadre di volontari con attrezzature per il prosciugamento delle abitazioni e l’insacchettamento della sabbia. Alla luce del previsto peggioramento delle condizioni meteo nelle prossime 24-36 ore, il servizio regionale di Protezione civile assicura di garantire il presidio della sala operativa 24 ore su 24 fino al cessare dello stato di emergenza meteo.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 19 MAGGIO 2008
Case protette dai sacchi di sabbia Residenti esasperati a Codevigo
CODEVIGO. Maltempo fatale per abitazioni e culture. Le forti precipitazioni che hanno interessato l’area del Piovese nella prima parte della giornata di ieri hanno, infatti, lasciato alle spalle una scia di danni e disagi. Vigili del fuoco di Piove di Sacco subissati di chiamate in particolare nel primo pomeriggio dopo che l’acqua, caduta incessante in mattinata, ha iniziato ad allagare scantinati ed abitazioni. Anche i gruppi della Protezione civile hanno fornito il loro supporto. Particolarmente colpito, ancora una volta, il territorio di Codevigo e in particolare le abitazioni di via Osteria nel centro del paese. «Ci siamo ritrovati con 20 centimetri di acqua in casa», raccontano i componenti della famiglia Barbierato, impegnati in serata a rimuovere i sacchi di sabbia forniti dalla Protezione civile per contenere il deflusso dell’acqua. In casa i mobili e la mura portano ancora i segni dell’alluvione di settembre. «Non è possibile che ad ogni precipitazione – continuano – succedano cose del genere. E pensare che fino a pochi anni fa, quando l’area era meno urbanizzata non succedeva mai nulla». Allagamenti anche a Rosara, Cambroso e Santa Margherita come testimonia il nuovo sindaco Graziano Bacco, impegnato tutto il giorno a controllare e verificare la situazione. «Da una prima stima – sostiene – il 30% del raccolto è finito sott’acqua, e visto che l’acqua non defluirà velocemente andranno probabilmente perduti. Ancora una volta dovremmo richiedere lo stato di calamità. In ogni caso a Codevigo urgono interventi strutturali». «E’ preoccupante – commenta da parte sua il consigliere di minoranza Maurizio Ruzzon – che dopo i fatti del settembre scorso non sia cambiato nulla. A Codevigo la situazione è diventata improcrastinabile. Chiederemo la convocazione di un consiglio comunale straordinario in quanto la colpa non è tutta del maltempo». Nel corso della giornata è stato attentamente monitorato anche il canale Novissimo che scorre nel territorio di Conche. Il canale, seppure le situazioni più allarmanti si siano verificare in territorio veneziano, anche qui ha raggiunto livelli di guardia. PIOVE DI SACCO. Disagi di minore entità registrati anche a Piove di Sacco con interventi dei Vigili del Fuoco in qualche scantinato, soprattutto lungo via Provinciale di Corte. ARZERGRANDE. Qui cronici allagamenti nella zona di via Vigna sulla quale confluiscono anche le acque provenienti dal territorio di Brugine ed Arzerello. Larghi tratti della sede stradale, che attualmente ospita diversi cantieri, sono rimasti per ore completamente sommersi dall’acqua.
di : ALESSANDRO CESARATO
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 19 MAGGIO 2008
DA PONTELONGO CON LA CROCE – Pellegrini sotto la pioggia In 150 fino a Sottomarina
CODEVIGO. Sono stati quasi centocinquanta i giovani che nella notte tra sabato e domenica hanno partecipato al pellegrinaggio notturno «Cammino di Libertà» da Codevigo a Sottomarina organizzato dalla sezione giovani dell’Azione Cattolica della diocesi di Padova. Un evento itinerante nel territorio della diocesi e che si è ripetuto quest’anno per la quarta volta. Peccato che la serata sia stata guastata dal maltempo, altrimenti la partecipazione sarebbe stata più numerosa. Le adesioni ufficiali, giunte da tutta la diocesi, erano state quasi 250, ma probabilmente qualcuno all’ultimo ha desistito a causa della pioggia. Tra i partecipanti, quasi tutti ragazzi under 30, anche qualche famiglia al completo. «L’esperienza del pellegrinaggio notturno – spiega un raggiante don Raffaele, incurante di partire sotto la pioggia e di portare la croce in testa alla fila – è un’occasione importante di meditazione e di preghiera ma anche un’esperienza che mette alla prova la pazienza e la fatica di camminare insieme durante la notte, accompagnati da un messaggio e da testimonianze che inducono a riflettere e a confrontarsi sulla nostra vita di giovani». Nel corso del loro cammino di oltre venti chilometri, tra strade asfaltate e sterrati, i pellegrini hanno fatto delle soste per momenti di preghiera e anche di ristoro e riposo. Dopo la partenza avvenuta alle 23.30, hanno fatto una prima fermata nella chiesa di Brenta d’Abbà, nel comune di Correzzola; hanno poi proseguito lungo l’argine del Bacchiglione sino a Ca’ Bianca di Chioggia. Da qui poi sono nuovamente ripartiti per arrivare a Sottomarina attraversando Ca’ Pasqua e Brondolo. Sono arrivati alla chiesa della parrocchia del Buon Pastore, a poche decine di metri dalla spiaggia, poco dopo le 7,30. Qui è stata celebrata prima la messa e quindi, prima di tornare ciascuno alle proprie case, una colazione tutti assieme. «Nessuno si è perso per strada o ha abbandonato – racconta con il sorriso Nicolas Marcetic, uno dei laici organizzatori dell’evento – nonostante molti siano arrivati visibilmente stremati per la fatica e per la notte passata in bianco. Rispetto agli scorsi anni ho notato con piacere la presenza di molti giovanissimi. Alla fine, nonostante il tempo e la fatica, per tutti è stata un’esperienza forte e significativa». Per tutto il loro cammino i pellegrini sono stati supportati dai volontari della Protezione Civile di Codevigo e, nei punti più pericolosi, dalla Polizia Locale di Codevigo e di Chioggia e anche dai Carabinieri.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 19 MAGGIO 2008
AVRUSCIO (FORZA ITALIA – «Il futuro della sanità padovana non si decide a cena»
La recente cena fra accademici della medicina padovana fa discutere. Soprattutto per gli argomenti sviscerati nel dibattito che ha coinvolto una trentina di professori universitari. Giampiero Avruscio, medico e consigliere comunale di Forza Italia, interviene nel merito: «I cittadini non sanno che tra non molto l’Azienda ospedaliera di Padova non esisterà più. Infatti la sua denominazione giuridica cambierà in “Azienda Sanitaria Integrata”. Sulla base del protocollo siglato tra Regione e Università, questa nuova Azienda tra le altre cose prevede tre organismi di gestione, programmazione e organizzazione sanitaria, tutti a maggioranza universitaria, oltre al Direttore Generale nominato dalla Regione, ma sempre con il benestare del Rettore. In questo modo le risorse della Regione saranno sempre di più sotto il controllo dell’Università». Avruscio insiste sul metodo della discussione: «Risulta quanto meno improprio che la politica sanitaria della città venga decisa da un gruppo, pur se di rispettabilissimi, professori universitari. Vale la pena ricordare che difronte alle dichiarazioni di autorevoli professori universitari secondo cui l’Azienda Sanitaria Integrata avrebbe dovuto “assimilare” anche l’ospedale Sant’Antonio, ci fu la levata di scudi del personale sanitario, del vertice dirigenziale socio-sanitario, dei medici di medicina generale, dei sindacati e di tutta la politica cui si era aggiunta anche la Provincia». Il riferimento è alla mozione con cui si invitava la Regione a tenere distinte la futura Azienda sanitaria integrata dall’Usl 16 con l’ospedale Sant’Antonio. «Sembra che ora l’Università non voglia inglobare solo il Sant’Antonio, ma anche l’ospedale di Piove. E questo dopo che la conferenza dei sindaci ha deciso l’organizzazione della cosiddetta “area vasta” e dopo che è stato nominato dalla Regione un direttore generale per un anno, proprio per questa nuova finalità organizzativa. E’ quanto meno paradossale che l’Università possa dettare le regole della politica sanitaria» conclude Avruscio, intenzionato a far chiarezza.
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 17 MAGGIO 2008
LAVORI AL CIMITERO DI PONTELONGO
PONTELONGO. Partirà a breve il secondo stralcio di realizzazione del nuovo cimitero. L’intervento riguarda la costruzione di un edificio costituito da quattro unità adibite a tomba di famiglia, tra l’altro già vendute. Ogni unità può ospitare sei salme disposte ai lati rispetto all’entrata della cappella. «La tipologia costruttiva – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin – utilizza una tecnologia consolidata nel nostro patrimonio architettonico. Da un punto di vista formale l’intervento si segnala per la sua semplicità e sobrietà». Sicuramente questo tranquillizzerà chi aveva criticato le scelte utilizzate per l’ampliamento del camposanto. «Con questa realizzazione – continua l’assessore – prende corpo un progetto che si basa sull’idea di lasciare il più pulito possibile l’impianto decorativo e permettere ai visitatori di concentrarsi maggiormente nel ricordo dell’estinto». Per la realizzazione del progetto saranno necessari 11 mesi. Si prevede una spesa di 108 mila euro.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 17 MAGGIO 2008
Deciso in nottata il nuovo Cda della Banca cooperativa di Piove – I carabinieri bloccano delle hostess che davano all’esterno depliant «contestati»
PIOVE DI SACCO. Il cinema Marconi ha ospitato ieri sera l’assemblea dei soci della Bcc di Piove di Sacco (nelle foto Piran): all’ordine del giorno, oltre alla relazione del presidente Leonardo Toson, con la presentazione del bilancio economico e di quello sociale dell’istituto di credito, anche la nomina del nuovo Cda che ha scadenza triennale. L’incontro è stato anticipato da un curioso episodio: intorno alle 17.45 si sono piazzate davanti all’entrata del Marconi quattro ragazze in vestito blu per dispensare ai soci che arrivavano un volantino: si trattava di un fac-simile della scheda con la lista dei candidati al Cda, con l’indicazione di voto per quelli proposti dalla cordata guidata dall’imprenditore Giulio Falasco. Il volantino riportava il nome della banca, quasi a far credere che l’iniziativa fosse promossa dallo stesso istituto. Così evidentemente non era. Sono intervenuti i carabinieri che hanno sequestrato i volantini e le hostess se ne sono andate. L’episodio la dice lunga sul clima di competizione che ha animato l’assemblea. Oggi si conosceranno i componenti il nuovo Cda.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDI’ 16 MAGGIO 2008
FECCHIO SULL’APGA «Le bollette torneranno care»
PIOVE DI SACCO – «Attenzione perché non è tutto oro quello che lucida». L’avvertimento viene dal sindaco di Correzzola Mauro Fecchio e si riferisce al calo delle bollette dell’acqua che sono giunte nei giorni scorsi agli utenti dell’Apga. «Innanzitutto – spiega Fecchio – devo chiarire che il Tar del Veneto non ha rigettato il mio ricorso, ma si è di chiarato incompetente e che sia tutt’ora valido lo si deduce dal fatto che il Tar ha concesso la compensazione delle spese dei due attori. Per tutelare il mio Comune e anche gli altri comuni del Piove se che si sono di chiarati insoddi sfatti circa la fusione di Apga con Acegas-Aps ho già dato mandato ai miei legali di presentare ricorso al Consiglio di Stato e di avviare la causa civile. Il tutto in forza della perizia che ho valuta l’Apga dalle tre alle quattro volte il valore pagato da Aps, inoltre l’operazione-fusione dovrà essere valutata sotto l’aspetto amministrativo anche dalla Corte dei Conti, voglio chiarire che col mio ricorso al Tar chiedevo la nomina di un perito allo scopo di stabilire il vero valore di Apga e di arrivare ad una traslazione, quello che è stato pagato è un prezzo da vera e propria liquidazione». Poi Fecchio vuole dire la sua anche sulla riduzione delle bollette dell’acqua che l’Aps ha equiparato a quelle meno salate di Padova: «Il 20% in meno che stanno pagando gli utenti Apga durerà ben poco, sono più che mai convinto che il prossimo anno le tariffe ritorneranno al valore precedente». Come chiosa, quindi , Fecchio entra in polemica personale con Ernesto Trovò, recentemente nominato all’interno del comitato di garanzia della Saccisica: «Da quel che mi pare di capire Trovò ormai è il vero e proprio gestore dell’acqua per il nostro territorio».
di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2008
Bilancio della Bcc di Piove, dati positivi «L’utile di esercizio supera i 7 milioni»
PIOVE DI SACCO. Dati positivi per il bilancio della Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco che ha registrato nell’ultimo anno una crescita superiore alla media provinciale e regionale. «Il bilancio è estremamente positivo – sottolinea il presidente Leonardo Toson – La raccolta diretta è passata da 507 milioni di euro a oltre 577, gli impieghi da 488 milioni a oltre 566. Ma il dato più significativo è l’aumento dell’utile di esercizio passato da 4 milioni e 800 mila euro a oltre 7 milioni. Il punto di riferimento della nostra banca è il territorio in tutte le sue realtà: turismo, pesca e agricoltura sul versante chioggiotto, imprese, artigianato, agricoltura in Saccisica e servizi nel padovano. Realtà così variegate ci permettono di compensare momenti di debolezza di un settore con quelli di forza di un altro. Questo è anche il motivo per cui, nonostante l’apertura di filiali di altre banche, il nostro istituto non ferma la sua crescita, anzi aumenta la sua quota di mercato». Il direttore della Bcc Roberto Faggiani fa notare: «La crescita della raccolta diretta è al 14,45 per cento, a fronte del 10,72 della media provinciale e dell’11,57 di quella regionale. I prestiti crescono del 17,16 per cento, mentre la media provinciale è al 15,78 e quella regionale al 13,38. Sono dati che dimostrano la vivacità e la solidità della banca». Accanto al bilancio economico il Credito Cooperativo presenta anche quello sociale, ovvero gli interventi di beneficenza e mutualità: in tutto sono stati elargiti 642 mila euro. Venerdì si terrà l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio e il rinnovo del Cda: la cordata capeggiata dall’imprenditore Giulio Falasco, non preoccupa Toson: «Siamo sereni e convinti di aver lavorato bene. Non conosco le motivazioni che animano queste persone e non giudico le intenzioni. L’unico timore è la prospettiva di un Cda non coeso e il danno che ne deriverebbe per la sua operatività».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 11 MAGGIO 2008
«Una moglie e un’artista dal talento straordinario»
A dieci anni dalla morte, Alberto Terrani ripercorre la sua vita con il grande mezzosoprano Lucia Valentini – L’amore, la felicità, l’allegria, il successo. Poi, improvvisi e imprevedibili, il dolore, l’angoscia, la morte. Non è facile essere insieme protagonisti e testimoni della propria vita e di quella della persona alla quale la propria vita è stata in gran parte dedicata. Un ruolo non cercato, ma capitato, tanto più difficile da sostenere quando il destino prende una piega inattesa e tragicamente sorprendente. Alberto Terrani da dieci anni, da quell’alba dell’11 giugno 1998 in cui Lucia Valentini se ne andò a soli 51 anni mentre lui le teneva la mano nel letto dell’ultima speranza a Seattle, stroncata da una forma di leucemia subdola e crudele, quel ruolo se lo è caricato sulle spalle, così come dietro le quinte, per ventisei anni aveva seguito passo passo la sua luminosa carriera di cantante, considerata la più grande interprete rossiniana contemporanea. Non era solo questione di voce. “Dalla sua persona – ha scritto di lei Claudio Abbado – traspirava un qualche cosa di straordinario, di vero, di profondamente umano, che certamente veniva dal suo mondo interiore”.
L’incontro – La premonizione di una storia straordinaria per l’intensità con cui è stata vissuta era arrivata una sera del 1972, a Roma. «Questa ti sposa», era stata la sentenza di Laura Efrikian, allora moglie di Gianni Morandi, entrando nel pianerottolo della casa di Terrani. «C’era un odore datocetodi spezzatino mai sentito fino ad allora – racconta Terrani, ora tornato al teatro con la sua Accademia – Ero partito da Pontelongo , senza soldi ma ormai potevo dirmi arrivato. In casa però avevo solo tre cose che mi avevano regalato i Morandi: un divano letto, una moka e due tazze da caffè». Quella sera, la casa, l’aveva prestata a Lucia, forse all’inizio considerata una delle tante conquiste di quella faccia da bello e cattivo che l’aveva reso famoso in teatro e in alcune ineguagliabili pre-fiction di fine anni Sessanta (mitico il suo Uriah Heep nel “David Copperfield” di Majano). «C’eravamo conosciuti poco prima, a una serata. Lo spettacolo aveva due parti, e il finale doveva essere mio, ero il divo. Contattarono Lucia, le andò bene la prima uscita. Fece il Rondò della Cenerentola. Quando finì, non avevo più il coraggio di uscire». Ma dopo quella sera, tra timidezza e azzardo, i contatti erano continuati. In quella fine del 1972 Terrani aveva dato la casa a Lucia perché la cantante aveva delle prove a Roma. «In mia assenza, aveva comprato tutte le pentole e aveva cucinato per me». Tre mesi dopo, l’8 febbraio del 1973, erano marito e moglie.
Il successo – Il dopo è storia personale e pubblica. Terrani allora aveva 38 anni, era bellissimo, affermato, corteggiatissimo. Lucia Valentini, già vincitrice del concorso “Voci nuove rossiniane”, a 25 anni era all’inizio della carriera. «Ero convinto che non mi sarei mai sposato – ricorda Terrani – Ma quando la conobbi mi comparve davanti un sole. Era una ragazzotta dai riccioli troppo biondi e dai vestiti troppo colorati, ma bellissima dentro e fuori. In lei c’erano astuzia, umiltà, intelligenza, semplicità, un’allegria e una gioia di vivere che contagiava chi le stava vicino. Era spiritosissima. In una serata poco riuscita era capace di salire su una sedia in mezzo al ristorante e di intonare la Carmen. Aveva una voce grandiosa». La svolta arriva il 19 aprile 1973. Lucia debutta alla Scala sostituendo Teresa Berganza nella “Cenerentola”. «In poche ore il suo cachet era passato da seicentomila lire a dieci milioni, cifre che io mai avrei guadagnato. Doveva partire in tournèe per un anno, non me la sono sentita». Terrani abbandona tutto. Da allora, una vita sempre insieme, in giro per il mondo, tra teatri, alberghi, mondanità. «Ma a lei di tutto ciò non importava nulla, era a me che interessava. Era una donna dalla fede ferma, intima, profonda. Amava suo marito, il canto e la buona cucina».
L’addio – Per tanti anni non si sono lasciati un attimo. «Ho amato solo lei e sono stato un marito perfetto, fedele e presente. Lei mi ricopriva di complimenti, ma era molto meglio di me. Ci sono stati momenti pieni di allegria e altri difficili: con gli anni il suo ruolo la caricava di responsabilità, non era mai contenta di se stessa». La vera forza interiore era però fortissima. «Quando si è ammalata, non si voleva arrendere. Ha subìto le cure, e poi il trapianto di midollo, convinta di tornare a cantare. Ma anche quando aveva capito che non c’era più nulla da fare, non ha perso il suo spirito. La notte in cui è mancata mi ha detto: “Adesso non metterti a fare teatro, mettiti qui e aspettiamo”». A sorreggerla anche quella fede profonda che, con grande discrezione – la stessa usata nella vita privata – l’aveva sempre spinta verso le persone più deboli e sfortunate.
di :Maria Grazia Bocci
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 10 MAGGIO 2008
PONTELONGO – ZUCCHERIFICIO, 100 ANNI
PONTELONGO – Iniziano con un importante convegno sul tema del lavoro i festeggiamenti per il centenario della presenza dello zuccherificio in paese. Il titolo del dibattito, che si terrà all’interno dello stabilimento a partire dalle 10 di domani sarà: «Il lavoro. Una grande Azienda in un piccolo Comune». e vedrà la partecipazione di importanti esponenti del mondo politico, produttivo e sindacale. Nel corso della manifestazione saranno premiati alcuni ex dipendenti che con la loro attività hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo dello stabilimento. Durante la mattinata sarà possibile vedere anche la mostra fotografica «Ti guadagnerai il pane» con vecchie foto che riprendono le attività lavorative all’interno dello stabilimento.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – SABATO, 10 MAGGIO 2008
Imprenditori alla conquista della presidenza della Bcc
PIOVE DI SACCO. Cordata di imprenditori tenta la scalata alla Banca di Credito Cooperativo, gettando di fatto le basi per una nuova leadership a capo dell’istituto di credito, detenuta da ben tredici anni da Leonardo Toson. L’attuale Cda è accusato di poca informazione e trasparenza nei confronti dei soci. A capo della nuova cordata spicca il nome di Giulio Falasco, titolare della ditta Only T-shirt di Polverara, nonché presidente della delegazione piovese di Confindustria. Al suo fianco altri otto nomi di rilievo nel panorama imprenditoriale, ma non solo, della Saccisica: l’imprenditore Giovanni Prearo (Codevigo), la commercialista Chiara Benasciutti (Piove di Sacco), gli imprenditori Vittorio Sambin (Arzergrande), Albino Ghirardon (Chioggia), Pierluigi Benetello (Piove di Sacco), l’artigiano Loris Michielon (Brugine), il commerciante Adriano Pezzin (Piove di Sacco) e il pensionato Giorgio Frison (Piove di Sacco). La notizia della presentazione di una lista diversa da quella che proporrà in occasione dell’elezione del nuovo Cda di venerdì prossimo l’attuale consiglio, è stata annunciata dai suoi promotori tramite una lettera, inviata a tutti i soci. «Nel corso degli ultimi anni – denunciano i soci promotori della lista – si sono verificate alcune prospettive che non sono state chiarite dall’attuale Cda. Una ci preoccupa in modo particolare: la ventilata possibile fusione tra il nostro Istituto con la Bcc di Cartura. Ci chiediamo quali siano le opportunità e i vantaggi, le perdite e il futuro per la nostra banca. Perché nessuna informazione in merito è stata trasmessa ai soci? Venerdì prossimo si svolgerà l’assemblea per il rinnovo del Cda. Alla vigilia di tale importante appuntamento, una possibile fusione con un’altra banca e la riconferma dell’attuale Cda non ci sembrano le migliori garanzie per la tutela del nostro istituto, che deve, innanzi tutto, essere vicino, ascoltare le esigenze e proporre reali iniziative a vantaggio preminente dei propri soci. Gli amministratori – si sottolinea nella lettera – devono essere a disposizione e al servizio dei soci e riconsegnare una banca dinamica, moderna e centro pulsante e aggregante del territorio». Evidentemente quello che, secondo Falasco e i suoi, il Credito Cooperativo piovese ora non è. Venerdì prossimo sono chiamati a votare il nuovo Cda ben 1.800 soci: dovranno scegliere fra la vecchia e la nuova guardia a capo dell’Istituto.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 09 MAGGIO 2008
PONTELONGO. SVENTATO IL FURTO IN MUNICIPIO Tenta di intrufolarsi nel municipio di sera ma viene visto e fatto scappare: …
PONTELONGO. Tenta di intrufolarsi nel municipio di sera ma viene visto e fatto scappare: è successo l’altra sera intorno alle 22.40 a Pontelongo. Un residente si è accorto, guardando dalla finestra di casa sua, della presenza di un giovane che stava armeggiando sulla serratura di una porta finestra della sede del comune e ha iniziato ad urlare per cacciarlo via. Il malvivente infatti se l’è data a gambe. Nel frattempo, il cittadino ha chiamato i carabinieri che hanno raggiunto il municipio dopo pochi minuti. I militari hanno effettivamente rilevato sulla serratura della porta indicata dal residente i segni del tentativo di effrazione. Fortunatamente sventato. Non è la prima volta, per altro, che il comune viene preso di mira. Tempo fa, infatti, i ladri sono riusciti ad intrufolarsi negli uffici e a rubare qualcosa. Stavolta, grazie al tempestivo intervento di un cittadino, il furto è stato scongiurato. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 08 MAGGIO 2008
PREVENZIONE ONCOLOGICA PIOVESE
PIOVE DI SACCO. Oltre 150 persone hanno partecipato martedì alla serata dedicata all’oncologia organizzata dall’associazione il Veneto delle Libertà (nella foto, i relatori). Dopo i saluti di Daniele Biasin del coordinamento del Piovese è intervenuto Leo Padrin, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale che ha illustrato le finalità della serata. Pier Carlo Muzzio, direttore dello Istituto oncologico veneto ha presentato la struttura e i progressi che si sono conseguiti negli ultimi due anni e le correlazioni con le strutture sanitarie del piovese. Adriano Fornasiero, primario oncologo di Piove di Sacco (4600 pazienti seguiti nel 2007), ha spiegato i servizi sanitari offerti dal suo reparto e le collaborazioni con lo Iov. Fausto Pittarello, primario di Radiologia, ha parlato della prevenzione dell’utilizzo della nuova risonanza magnetica attivata a Piove di Sacco. Regina Bertipaglia, consigliere regionale e prima firmataria della proposta di legge che prevede il passaggio del Piovese dall’Usl 14 di Chioggia all’Usl 16 di Padova, ha annunciato che nelle prossime settimane la 5ª commissione esaminerà, per licenziarla, la proposta di legge.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 08 MAGGIO 2008
LA CERIMONIA AL TEATRO VERDI – Il premio Amici dello spettacolo a Alberto Terrani
“Ad un grande interprete della scena italiana, maestro di teatro e di vita”. Così recita la targa che ieri, al Verdi, tra gli applausi del vasto pubblico, l’Associaziazione “Amici dello spettacolo” ha conferito all’attore e regista Alberto Terrani. La presidente del sodalizio Wera Venturelli ha ricordato l’esaltante percorso artistico del festeggiato, mentre il vicepresidente Giovanni Barnaba ha spiegato che il Premio “Amici dello spettacolo”, conferito ogni anno a chi si sia segnalato per il suo particolare contributo al teatro nazionale in generale e veneto in particolare, vuole esprimere tutta l’ammirazione per la prestigiosa carriera di un attore, regista e maestro di teatro, che svolge queste attività con amore e competenza. «Ritengo giusto – ha osservato Terrani – che il premio sia consegnato ad uno come me che ha dato la vita al teatro. Sono partito da Pontelongo con una valigia di cartone legata con lo spago e sono arrivato prima a Milano e poi a Roma con le lacrime e senza soldi. Ci vuole forza di volontà e amore per il teatro, che poi ripaga. Molti giovani, oggi, raggiungono un successo effimero, di un sol giorno. Devono capire che è necessario faticare, sudare, impegnarsi. Ad un certo punto ho abbondonato per seguire mia moglie Lucia: un’altra scuola di vita. Dopo la sua dipartita, sentivo questa fiamma del teatro ed ho cominciato ad insegnare ai giovani. Se sono pieni di volontà e di talenti, mi attacco disperatamente a loro perchè mi sembra di rifare il percorso che ho compiuto io». Per ringraziare, l’attore ha recitato un pezzo di Shakespeare, strappando vivissimi consensi. Tra il pubblico, il presidente del Consiglio di Quartiere 1 Centro, Giovanni Rampi, che gli ha rivolto parole di sentito compiacimento. Terrani attualmente è direttore dell’Accademia di Arte drammatica “Palcoscenico” di Padova e dal 2006 si fregia dell’onorificenza, ricevuta dal Capo dello Stato, di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
di :Maria Pia Codato
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 06 MAGGIO 2008
Camposanto in condizioni pietose Erbacce e guano attorno alle tombe «Presto i lavori di sistemazione della copertura»
PIOVE DI SACCO. Cimitero del capoluogo in condizioni pietose: molte persone che si sono recate in questi giorni di festa al camposanto sono rimaste spiacevolmente colpite dalla trascuratezza del luogo. I viali in ghiaia sono invasi dalle erbacce, che avvolgono spesso anche tombe e lapidi. Ma è deprimente anche vedere in quali condizioni versa la parte storica del camposanto, con il soffitto ridotto a un colabrodo: ci sono buchi rattoppati alla meno peggio e in tanti punti l’intonaco si sta sgretolando. Per far fronte alle numerose infiltrazioni di pioggia, il tetto è stato in parte rivestito con dei teli di plastica. I gradini sono tutti sconnessi e si sono aperte alcune fessure insidiose. Il guano dei piccioni insozza il corridoio e l’entrata della cappella. La trascuratezza che regna sovrana nel cimitero del capoluogo, tuttavia, non interessa i quattro campisanti delle frazioni, decisamente più ben tenuti e curati. «Il problema – interviene il vice sindaco Giorgio Bovo – è che la manutenzione del cimitero di via San Rocco, che è anche il più grande della città, è affidata agli operai del comune: di tre che dovrebbero essere operativi, uno è in malattia e un altro assente per altri motivi. Una persona sola non riesce a far fronte alla mole di lavoro che c’è. I cimiteri delle frazioni, sono invece affidati a una cooperativa e la situazione in effetti è molto diversa. Stiamo aspettando di vedere il bilancio consuntivo per verificare se ci siano risorse disponibili per ampliare l’ingaggio della cooperativa in modo da affidare anche la manutenzione del cimitero del capoluogo. Purtroppo periodicamente ci troviamo a far fronte a queste situazioni di emergenza: o per malattia o per ferie manca il personale e il cimitero risulta purtroppo abbandonato a se stesso». Questo per quanto concerne la manutenzione ordinaria. Per gli interventi straordinari di restauro di cui necessita il corpo storico del camposanto, sembra imminente una svolta: «Nei giorni scorsi è stato siglato il contratto con la ditta che si è aggiudicata l’appalto per i lavori – conferma il vice sindaco – ed entro dieci giorni dovrebbe quindi aprire il cantiere. Il primo stralcio del progetto per la sistemazione del corpo storico prevede il rifacimento della copertura che è la cosa più urgente viste le precarie condizioni di sicurezza». Verranno sostituite le lastre di zinco della copertura con altre di una lega più resistente. Saranno poi sostituiti travi e tramezzi e rifatto completamente anche il contro soffitto in grisole e cannuccio come nella versione originaria del manufatto che risale all’Ottocento. Il secondo stralcio del restauro, per un impegno di spesa di 380 mila euro, prevede invece la sistemazione di tutta la parte muraria, compresi i fregi ornamentali, gli intonaci e la pavimentazione. Questi lavori sono previsti per l’anno prossimo. Intanto c’è da sperare che si trovi la soluzione per garantire al cimitero di via San Rocco il decoro che merita.
di : ELENA LIVIERI
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Il MATTINO di Padova – DOMENICA 4 MAGGIO 2008
Madonna portata a piedi nudi sul tradizionale ponte di barche
PONTELONGO. Si celebra oggi la solennità del Voto alla Madonna. Una tradizione antica risalente oramai ad oltre tre secoli fa. Nel 1676 il paese venne, infatti, colpito da una terribile pestilenza ed in quella occasione la comunità e le autorità civili formularono un voto, da allora rinnovato ogni anno la prima domenica di maggio. Tutta la giornata si caratterizza per manifestazioni religiose e civili e soprattutto per la rievocazione della storica processione per le vie del paese, con la statua della Madonna portata a spalla da portatori a piedi scalzi e l’attraversamento del fiume Bacchiglione attraverso un ponte di barche allestito per l’occasione (nella foto). Un momento che raccoglie tutta la comunità pontelongana che con un atto di fede ricorda le proprie origini contadine ed il proprio legame con il fiume che da sempre ne ha determinato fortune e disavventure. Il programma di oggi prevede alle 11 la santa messa, mentre alle 16 avrà luogo la suggestiva processione. In serata, alle ore 20, andrà in scena il musical «Masiah» presentato dai ragazzi del Don Bosco di Chioggia.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 4 MAGGIO 2008
Piove di Sacco Il 5 maggio di 1111 anni fa l’atto storico di Berengario
Piove di Sacco – Il di ploma di Berengario discusso a 1111 anni di distanza. Nell’ambito del ciclo di incontri dedicati alla storia del territorio della Saccisica, che si tengono a Corte, presso il Teatro parrocchiale, spicca quello di domani, sul tema: “Il Diploma di Berengario a 1111 anni di di stanza” trattato dall’autorevole storico Sante Bortolami. Sul finire del IX secolo Corte, e per esteso la Saccisica, entrò a far parte della giurisdizione dei vescovi di Padova, grazie al fatto che Berengario re d’Italia nell’anno 897 aveva donato a Pietro, vescovo di Padova e suo arcicancelliere, la Corte di Sacco . In seguito a questo beneficio, i vescovi di Padova aumentarono sempre più la loro autorità fino ad assumere il titolo di “conti di Sacco “. Il diploma di Berengario, autografo, conservato nell’Archivio della Curia Vescovile di Padova, venne redatto il 5 maggio 897. Dopo oltre 1000 anni in questa data è l’occasione per farlo conoscere.
di : (g.p.)
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IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA 4 MAGGIO 2008
Movimento difesa del cittadino, un aiuto per tutte le difficoltà
Piove di Sacco – Si chiama “Movimento di fesa del cittadi no” ed è l’ultima nata come associazione della Saccisica. A formarla si sono prestati alcuni cittadi ni che da tempo collaborano con il circolo piove se di Legambiente. Presidente è l’avvocato Erika Bernardello, vice Stefano Tuzzato. «Il Movimento è presente a livello nazionale da vent’anni, ed è riconosciuto dal Ministero – spiega Bernardello – e la sezione della Saccisica è la terza a costituirsi nel Veneto dopo quelle di Rovigo e Vicenza. Come primo obiettivo ci siamo posti di monitorare il problema dei rumori notturni a Piove causati dai bar, situazione che sta esasperando da anni i residenti che non riescono a riposare la notte, una vicenda che le passate amministrazioni non sono ancora riuscite a gestire. Noi abbiamo già contattato parecchi cittadi ni che sono coinvolti e stiamo aspettando altre testimonianze per poi iniziare ad agire come interlocutore tra gli esercenti e l’amministrazione comunale». Il nuovo movimento, comunque, ha tutta l’intenzione di agire anche su altri settori che riguardano la di fesa del cittadi no: «In effetti – aggiunge la presidente – abbiamo in animo di organizzare una serie di incontri con la cittadi nanza su tematiche di interesse comune. Ad inaugurare questo ciclo sarà un incontro sulla sicurezza e la lettura delle etichette sui prodotti alimentari che vedrà la presenza del presidente nazionale dell’Mdc Antonio Longo, poi ne seguirà un altro su come approcciarsi alle varie offerte delle banche che a volte nascondono dei veri e propri trabocchetti». Come associazione riconosciuta dal ministero, l’Mdc ha anche la possibilità di offrire al cittadi no un servizio di conciliazione paritetica, uno strumento giuridi co di conciliazione previsto dalla normativa europea e adottato anche dall’Italia. Per contattare il nuovo movimento si può telefonare al numero 049.5830018 il mercoledì dalle 9 alle 12, oppure inviare una e-mail a piovedisacco@mdc.it o visitare il sito www.mdc.it.
di : Gianni Patella
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Il MATTINO di PADOVA – SABATO 3 MAGGIO 2008
Trenta chilometri di coda per il mare Chiuso l Arzaron, strade paralizzate
PIOVE DI SACCO. Odissea sulle strade ieri per i pendolari delle spiagge: in mattinata si sono registrate code di oltre quindici chilometri che iniziavano già a Campolongo Maggiore e intasavano tutta la strada dei Pescatori in un unico serpentone di veicoli che hanno paralizzato la viabilità da Piove fino alla Romea. Dove immettersi in direzione di Chioggia e Sottomarina è diventato un vero inferno. La Romea era infatti a sua volta bloccata con un’altra dozzina di chilometri di mezzi incolonnati che proseguivano a passo di lumaca. E pure l’ingresso a Chioggia era intasatissimo. La bella giornata di sole con temperature estive ha convinto centinaia di persone a fare un giro al mare, complice il fatto che in molti hanno approfittato della festa del primo maggio caduta di giovedì per concedersi il ponte di vacanza. Molti uffici sono rimasti chiusi così come le scuole. Alle dieci di ieri mattina le auto avanzavano a singhiozzo già a Campolongo dove confluiscono la strada dei Vivai e le strada provinciale che incanala il traffico che scende dal Veneziano. Un primo imbuto dovuto anche alla chiusura dell’Arzaron a Corte in direzione di Codevigo, una via che normalmente costituisce una valida alternativa, per altro tristemente famosa per i tanti incidenti anche mortali che si verificano. Vetture in coda fino a mezzogiorno hanno intasato e asfissiato via Paolo VI e via Scardovara a Sant’Anna e poi tutta la strada dei Pescatori. Fino al secondo imbuto allo svincolo per accedere alla Romea: anche la Regionale infatti era paralizzata da migliaia di veicoli che procedevano a singhiozzo. Anche in questo caso ha giocato un ruolo fondamentale nel prolungare le code la chiusura dell’Arzaron a Conche, alternativa alla Romea e al ponte translagunare. Unica possibilità era scegliere la Rebosola che però va presa a Cantarana. Comoda quindi solo per chi arriva da Correzzola, Pontelongo o dai paesi della Bassa. Per molti amanti della tintarella la gita al mare di ieri si è trasformata in un vero inferno: due o tre ore di viaggio per trenta chilometri all’andata e ancora peggio al ritorno. Le partenze da Sottomarina per il rientro sono state meno scaglionate, e verso le 19 la viabilità era in tilt. A peggiorare la situazione si sono verificati anche piccoli incidenti, che hanno contribuito a rallentare ulteriormente il traffico. Purtroppo quello di ieri è un copione destinato a ripetersi per tutta l’estate. Se il tratto di Arzaron a Corte è destinato ad aprire in tempi brevi, non è così invece per quello di Conche dove i lavori proseguiranno ancora a lungo.
di : Elena Livieri
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