Ottobre 2008
.
.
IL GAZZETTINO di Padova – VENERDI’ 31 OTTOBRE 2008
Toto-sindaco, solo An fa un nome: Regina Bertipaglia
Piove di Sacco – La Lega Nord piovese non ci sta proprio ad essere messa in mezzo nella vicenda scoppiata all’interno di Forza Italia con il caso Meneghello. Il presidente della sezione Ferruccio Badan risponde ad un comunicato diramato dal Pd che, prendendo spunto dal caso Meneghello, tenderebbe a coinvolgere anche il Carroccio: «L’estraneità dei fatti da parte della Lega – afferma Badan – non si può mettere in discussione dato che Ermes Siorini, all’epoca dei fatti presidente del consiglio comunale non era iscritto alla Lega. Il Pd deve dunque assumersi la responsabilità di aver avvelenato la campagna elettorale che si annuncia lunga e difficile. In merito poi a quanto è successo in consiglio con la vicenda urbanistica che ha coinvolto l’attuale capogruppo di Forza Italia, credo che debba essere proprio lui a prendersi la responsabilità maggiore e dimettersi da consigliere comunale». Per quanto riguarda le elezioni comunali della prossima primavera, Badan conferma che la Lega correrà da sola con un proprio candidato (del quale ora non intende svelarne il nome) ma aspetta comunque quanto deciderà dall’alto il Senatùr. Correrà da solo anche l’Udc: «C’è troppa confusione attualmente nel Pdl – spiega il segretario Antonio Sartori – noi il candidato valido ce l’abbiamo ma non vogliamo bruciarlo troppo presto». In casa del Partito Democratico si sta decidendo se fare o meno le primarie a novembre per designare la figura da anteporre al Pdl nella tornata elettorale di primavera. Finora in pole position rimane l’attuale primo cittadino Mario Crosta: «Stiamo decidendo se e quando fare le primarie – spiega Crosta – da parte mia preferirei andassero fatte, così che chi viene investito ha tutto l’appoggio del partito alle spalle». Alla domanda se rimane comunque lui il candidato sindaco del centrosinistra Crosta ha risposto: «Ci sono io ma anche altri validi candi dati potrebbero venire fuori, vedremo». Nel centrodestra ed in particolare in casa azzurri per il momento è tutto fermo. Il caso Meneghello ha prodotto uno scossone non indifferente e dall’alto pare si voglia far calmare le acque prima di prendere una decisione sul nome del candidato. In lizza ci sono due assessori (Alberto Canova e Vanna Benasciutti) e il capogruppo Fabio Ferrara che facevano parte della maggioranza coinvolta nella vicenda Meneghello e da Padova stanno valutando se sia il caso di rimetterli in pista. «Faremo il nome del nostro candidato dopo il 10 di novembre», precisa il coordinatore azzurro piovese Giorgio Tortolato. Per adesso quello più autorevole pare sia l’ex primario di psichiatria Alessando Marcolin. Sulla sponda An Ascierto gioca sull’attuale di fficoltà interna del popolo azzurro: «Ho chiesto alla consigliera regionale Regina Bertipaglia di fare il sindaco, se non sarà così, noi abbiano un candidato autorevole della città da presentare, vedremo se Fi saprà decidersi e cosa proporrà».
di : Gianni Patella
-
IL Mattino di Padova – VENERDI’ 31 OTTOBRE 2008
LAVORI STRADALI AD ARZERELLO
PIOVE DI SACCO. Disagi alla viabilità per la presenza di cantieri stradali: in questi giorni si stanno registrando code un po’ a tutte le ore lungo via Borgo Botteghe ad Arzerello, lungo il tratto di 516 che va dalla chiesa della frazione in direzione di Pontelongo. Da un paio di settimane sono infatti iniziati i lavori per la realizzazione di una pista ciclo pedonale e il cantiere ha costretto a istituire un senso unico alternato per i veicoli che transitano sulla strada regionale. Trattandosi di una via interessata da un traffico piuttosto sostenuto, con numerosi mezzi pesanti, le code sono inevitabili. La pista ciclabile viene realizzata sul lato destro della carreggiata in direzione di Pontelongo. Il percorso per pedoni e ciclisti parte dalla chiesa, dove farà una deviazione passando dietro l’edificio, per poi uscire su via Borgo Botteghe e proseguire fino all’intersezione con via Monte Cervino. Da qui, in un secondo intervento, partirà il Percorso dei Trosi che collegherà questa parte della frazione con via Contarina, un percorso naturalistico che verrà realizzato in ghiaia stabilizzata. Il costo della pista ciclabile lungo la 516 è di 245 mila euro: l’opera era stata inserita nel piano comunale delle opere pubbliche.
di : (e.l.)
-
IL Mattino di Padova – VENERDI’ 31 OTTOBRE 2008
Sono passati per Codevigo i cavalli contagiati Il sindaco Bacco ha firmato ieri l’ordinanza
PIOVE DI SACCO. Tre sospetti casi di West Nile a Cavarzere: il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 14 ha sottoposto tre persone ad esami per verificare se siano stati contagiati dal virus africano. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni cavalli del loro allevamento sono risultati positivi e si teme che abbiano trasmesso loro la malattia. Per altro gli stessi cavalli sarebbero transitati per un allevamento di Santa Margherita di Codevigo, motivo per cui l’Usl ha imposto al sindaco Graziano Bacco di emettere un’ordinanza per la disinfestazione delle zanzare anche nel suo territorio. Le zanzare sono considerate i principali veicoli di trasmissione del virus. «Gli esami a cui sono stati sottoposti i tre allevatori di Cavarzere – sottolinea il direttore sanitario dell’Usl 14 Lino Battistello – hanno carattere eminentemente preventivo. Non c’è alcun sospetto clinico che abbiamo contratto il virus. Però sono stati a contatto con gli animali ammalati quindi è necessario sottoporli al test in via precauzionale. Al momento – afferma Battistello – sono disponibili gli esiti delle prove biomolecolari che non hanno evidenziato la presenza del virus. Fra cinque giorni attendiamo gli esiti ulteriori degli accertamenti di laboratorio». Al momento non c’è ancora alcun caso conclamato di infezione da West Nile nel territorio della Saccisica: i test a cui sono stati sottoposti nei giorni scorsi i cavalli di alcuni allevamenti di Arzergrande, Codevigo e Pontelongo non hanno per fortuna dato esito positivo al virus africano. Ieri sera, intanto, il sindaco di Codevigo, Graziano Bacco, ha firmato l’ordinanza per prevenire il diffondersi del virus West Nile. «Nella formulazione ci siamo attenuti scrupolosamente – spiega il primo cittadino – alle indicazioni impartiteci dall’Usl. Poiché la malattia si trasmette esclusivamente tramite la puntura di zanzara l’attenzione è rivolta ad eliminare il sorgere di possibili focolai di proliferazione dell’insetto. Fortunatamente le temperature si stanno abbassando per cui il problema dovrebbe risolversi da sè. E’ importante però prestare la massima attenzione». L’ordinanza è rivolta a tutta la cittadinanza con particolare attenzione alle aziende agricole».
di : (alces/el)
-
IL Mattino di Padova – GIOVEDI’30 OTTOBRE 2008
Prelievi sui cavalli per il rischio West Nile Ordinanza di disinfestazione a Codevigo
PIOVE DI SACCO. Nessun caso di West Nile è stato ancora accertato in Saccisica: nei giorni scorsi il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 14 ha eseguito dei prelievi su cavalli in diversi allevamenti, dislocati tra Arzergrande, Codevigo e Pontelongo. I test effettuati finora non hanno dato esito positivo, ma si attendono altri risultati. Lo conferma il direttore sanitario Lino Battistello: «Sono stati effettuati tre esami sierologici – sottolinea il dirigente – e al momento non c’è alcun caso conclamato di West Nile nel nostro territorio di competenza». La presenza del virus africano in Veneto è stata purtroppo accertata nei giorni scorsi: una donna di Ficarolo, nel Polesine, contagiata dal West Nile è in fin di vita all’ospedale di Rovigo. Per questo tutte le Usl si sono attivate per svolgere in tempi quanto più rapidi possibe i test per verificare l’eventuale presenza del virus in altre aree. Il principale veicolo del West Nile sono le zanzare che lo trasmettono sia agli animali che alle persone. «Al momento i test sono stati effettuati su cavalli – conferma il direttore sanitario Battistello – e il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl sta seguendo tutti i protocolli d’intervento. Ma non è il caso, con i riscontri negativi che abbiamo avuto fortunatamente sinora, di seminare ingiustificati allarmismi. La situazione è monitorata su tutto il territorio». In caso si scoprisse la presenza del virus si dovrebbe procedere a una massiccia operazione di disinfezione con potenti insetticidi, adulticidi o larvicidi contro le zanzare che costituiscono il principale veicolo di trasmissione del West Nile. Ecco perché sono importanti gli interventi di disinfezione che anche i comuni dovrebbero svolgere periodicamente contro il proliferare della zanzara tigre. A Codevigo, però, dove sono stati compiuti controlli in un allevamento di Santa Margherita, il sindaco Graziano Bacco è già stato sollecitato a intervenire. Un caso sospetto. «Nella serata di ieri – spiega Bacco – l’Usl ci ha fatto pervenire in municipio delle indicazioni utili e mirate per potere emettere al più presto un’ordinanza comunale che possa avere effetti immediati per contrastare la problematica. L’obiettivo fondamentale sarà quello di bonificare dalle zanzare le aree attorno agli allevamenti. Domani (oggi ndr) mi metterò subito all’opera per emetterla».
di : (Alessandro Cesarato Elena Livieri)
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008
Vola con l’auto nella scarpata Ragazza salva per miracolo Tanta paura ieri a Pontelongo
PONTELONGO. Tanta paura ieri mattina per una ragazza che correndo in auto lungo l’argine del Bacchiglione è finita fuori strada, per fortuna dalla parte opposta del canale. L’auto, una Fiat 500, si è capottata, fermandosi ruote all’aria giù dalla scarpata. L’incidente è avvenuto poco dopo le 9 lungo via Correzzola, nel tratto di argine che corre a ridosso dello stabilimento dello zuccherificio. S.M., ventenne di Correzzola, era alla guida della sua 500 quando, forse per una distrazione, ha perso il controllo dell’auto che è sbandata a destra. La ragazza non è riuscita a rimettere in carreggiata l’utilitaria che è scivolata giù dall’argine, rovesciandosi. Un residente che ha assistito all’incidente ha subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ma S.M. nel frattempo era riuscita ad uscire da sola dall’auto. Nonostante la rocambolesca caduta non aveva riportato ferite, ma è stata comunque trasportata all’ospedale per un controllo. Certamente aveva preso un bello spavento. In via Correzzola sono intervenuti anche gli agenti della Polizia stradale di Piove di Sacco per svolgere i rilievi dell’incidente.
di : (e.l.)
-
Il MATTINO di Padova – VENERDI’24 OTTOBRE 2008
Nuove offerte didattiche alla «Galvan»
PONTELONGO. Dopo le polemiche dei mesi scorsi per l’annuncio di una sua possibile chiusura, la scuola materna ed elementare Galvan ha ripreso a pieno regime l’attività e i genitori sono in prima linea a fianco degli insegnanti per promuovere l’istituto. Si è svolta anche una festa a cui ha partecipato tutta la cittadinanza. La proposta didattica della scuola è stata ampliata: da quest’anno, infatti, fra le materie pomeridiane è stata inserita anche la lingua spagnola che si aggiunge all’inglese e al francese. Inoltre sono stati avviati tre progetti che mirano ad ampliare le conoscenze e le possibilità di apprendimento degli alunni: sport a scuola, scacco matto ed emozioni in gioco i tre percorsi offerti ai piccoli. Per andare incontro alle esigenze delle famiglie c’è la possibilità di portare i bambini a scuola alle 7.30 e di andarli a prendere alle 18. Aperta anche una nuova sezione, denominata «Primavera» che accoglierà bimbi dai 24 ai 36 mesi. A novembre sono in programma alcuni incontri formativi e un open day per presentare le attività.
di : (e.l.)
-
Il GAZZETTINO di Padova – GIOVEDI’23 OTTOBRE 2008
Pontecorr, all’ombra del campanile di Candiana
ALLE 8 DI SERA, PRONTI IN CAMPO Viaggio tra società, allenamenti e spogliatoi di Padova e provincia – Fusione Pontelongo-Correzzola, ingresso in società di Mirco Pantano, fratello del pilota Giorgio: crescono le ambizioni. Il Duomo di Candiana, con quel suo campanile, tutto ancora così imponente e chissà come deve essere stato una volta in quel paesaggio che ancora adesso si fa notare per gli spazi, sempre e comunque orizzontali. La tabella ti dice che è stato consacrato esattamente il 29 settembre 1502, più di cinquecento anni. A fianco l’omonimo monastero, qui è scritto addirittura prima, nel novembre del 1097. A un cento metri, dall’altra parte della strada c’è il Comune e proprio dietro, i fari illuminano il campo di allenamento, è lì che si allena la prima squadra del Pontecorr. Sì, hanno deciso di chiamarsi proprio così, mettendo insieme le due società che si sono fuse: Pontelongo e Correzzola. Il campo a Candiana è buono, ancora parecchia erba e pure buona è l’illuminazione. Rosa numerosa, nonostante le partite della Champions tutti presenti, infortunati compresi e già questo dice qualcosa del taglio di come vogliono fare le cose. Il tecnico è Daniele Pagnussato, ex attaccante, dopo gli anni nel settore giovanile è questo il suo quarto campionato con una prima squadra: debutto con il Cadoneghe e poi due campionati ad Arzergrande. L’anno scorso campionato vinto, ma ha comunque preferito ripartire dalla Seconda, come mai? «Ad Arzergrande c’era un po’ di titubanza sui programmi, mi sono trovato bene con loro, è stato pure difficile, ma alla fine mi sono deciso: mi era stata offerta questa possibilità e spero che le ambizioni del Pontecorr e le mie possano magari crescere assieme». Già, le ambizioni. Un dato da tenere presente, perchè l’obiettivo è davvero quello di provare a vincere, di salire in Prima categoria, promozione che potrebbe servire a dare più lustro e pure importanza allo stesso settore giovanile. Raccontano che è stato importante l’ingresso in società lo scorso anno di Mirco Pantano (sì, fratello di Giorgio, il pilota, a suo tempo anche in Formula 1) che ha portato così pure il Gs Candiana nella società. Un cambio di marcia, tanto per stare sul tema, e quindi la truppa guidata da Pagnussato (con Nicola Barbetta quale preparatore dei portieri) sa bene cosa si aspettano i dirigenti. Visto che i paesi messi assieme sono tre, non hanno particolari problemi di impianti. Se a Candiana si allena la prima squadra, a Conca d’Albero (frazione di Correzzola) giocano le partite del settore giovanile che per gli allenamenti sfrutta sia un campo a Pontelongo e sia un secondo terreno di gioco ancora a Conca d’Albero (per pulcini e piccoli amici). E parlando di campi, un po’ di spazio va certamente dedicato al terreno di gioco della prima squadra che gioca a Pontelongo . Sì, il “famoso” tappeto dove dicono che camminandoci sopra lasci le orme da quanto fitta e compatta è l’erba. Anche qui al solito un campo gelosamente preservato (ci vanno sopra unicamente per le partite loro e una formazione di amatori) e un gusto anche per chi ci viene a giocare: non a caso dicono che fanno quasi più fatica in casa che fuori. Quel campo così speciale, quasi unico, ha poi la capacità di nascondere altri problemi, tipo gli spogliatoi che sono stati pensati e sistemati al piano superiore della costruzione dato che quelli al piano terra sono riservati alla palestra adiacente. Insomma, letteralmente per scendere in campo, arbitro e squadre devono usare una scala esterna e non è certo il massimo. Altro disservizio è legato ai materiali usati: fa freddissimo d’inverno e caldissimo d’estate. Il loro è il girone H: otto le formazioni padovane, sette le rodigine e una veneziana, il Cavarzere. Girone notoriamente tosto, che si segnala in particolare per l’agonismo. Ancora Pagnussato: «L’inizio per il gruppo è stato un po’ traumatico, per le mie abitudini c’era un po’ troppa flessibilità nelle abitudini. Democratico lo sono, ma come dico sempre ai ragazzi, poi sono io che decido. Le scelte le ho spiegate all’inizio, poi non posso sempre stare lì a dire a questo o quello le solite cose, se qualcuno ha bisogno di spiegazioni, la mia porta è sempre aperta. Di lavoro faccio l’agente di commercio, settore pneumatici, posso gestirmi per bene. Due allenamenti, il tempo è quello che è, non ci si deve mai dimenticare che siamo comunque in Seconda categoria. Quello che cerco è di dare soprattutto una buona organizzazione di gioco, puntando sullo stare messi bene in campo. La squadra è attrezzata, proveremo a vincere e si sa che non è mai facile. Adesso ci sono diversi infortunati, ma stiamo comunque crescendo». Il capitano è Marco Garbin, fa il rappresentante, per le giovanili è passato per Cavarzere e ha pure vestito la maglia dell’Adriese. «Avere la fascia è sicuramente un segno di riconoscimento da parte della società. Sono qui dal 2001 e sul piano dell’impegno del rispetto sono sicuro di avere fatto sempre la mia parte. Gioco difensore centrale e con questo girone ci stiamo rendendo conto che oltre a esseri più agonismo, c’è pure maggiore seguito sia di pubblico e sia con gli stessi giornali. Le ambizioni della società le conosciamo: credo che avere degli obiettivi davanti sia sempre molto importante e non vale solo per il calcio».
di : Pino Lazzaro
-
Il GAZZETTINO di Padova – GIOVEDI’23 OTTOBRE 2008
L’attuale società, il Pontecorr, è nata nel 2002 dalla …
L’attuale società, il Pontecorr, è nata nel 2002 dalla fusione tra Pontelongo e Correzzola (club che come affiliazione alla Figc risale al 1994). Già prima comunque, a partire dagli anni ‘80, era attiva a Correzzola una società, la Folgore (Csi e amatori) con presidente Benedetto Marcato, ora alla guida del Pontecorr. Una fusione, quella del 2002, conveniente per entrambe le parti: il Pontelongo era in Prima categoria, con una dirigenza che non se la sentiva più di portare avanti l’attività; il Correzzola, che era invece appena retrocesso in Terza categoria. Di recente c’è stata pure l’aggregazione del Gs Candiana, che ha tenuto la propria denominazione per l’attività dei pulcini e dei “piccoli amici”. Complessivamente i tesserati sono circa 140. Colori sociali giallo e verde. Il presidente come detto è Marcato, vicepresidente Mirco Pantano, segretario Giovanni Fiorin e direttore sportivo
di : Maurizio Brentan.
-
Il MATTINO di Padova – DOMENICA, 19 OTTOBRE 2008
Oggi verrà inaugurato il Parco delle Rimembranze «Torna a rivivere un luogo storico di Pontelongo»
PONTELONGO. Sarà inaugurato oggi il Parco della Rimembranza, davanti al cimitero di via Candiana. Un luogo della memoria risalente alla fine della prima guerra mondiale e finito per molto tempo nell’oblio. «Il recupero del parco – spiega l’assessore alla cultura Patrizia Desolei – nasce dalla scoperta di Lisa Bregantin e di altri storici locali della data di inaugurazione di un parco che i nostri concittadini, agli inizi degli anni Venti del secolo scorso, avevano pensato e realizzato, nello spazio antistante il cimitero. Un luogo dove avevano piantato un certo numero di cespugli sempreverdi in ricordo dei nostri Caduti della prima guerra mondiale. Grazie al lavoro degli storici – continua – sostenuti dall’amministrazione, dall’associazione combattenti e reduci, dall’associazione orfani di guerra e dall’associazione alpini, in occasione del 90º anniversario dalla fine della Grande Guerra, si è pensato di ricordare questo avvenimento attraverso il recupero e la valorizzazione del parco. Sono state così inserite le piante mancanti e si sono realizzati due cippi e delle targhe di marmo all’ingresso del cimitero. Nel progetto – aggiunge l’assessore – sono state coinvolte anche le scuole con i ragazzi chiamati a partecipare con dei temi che confluiranno in una pubblicazione ed i migliori saranno premiati nel corso della cerimonia di oggi».
di : (Alessandro Cesarato)
-
IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008
Confindustria punta il dito sui Piani intercomunali approvati nel Piovese e nell’Alta Padovana «Pati, occasione perduta» Peghin e Cetera: Prevale sempre il campanilismo «Le amministrazioni hanno dimostrato poco coraggio»
PADOVA. I toni sono «confindustrialmente» soft. Ma il messaggio lanciato ieri da Francesco Peghin e Leonardo Antonio Cetera è chiaro e preciso: i due Piani di Assetto del Territorio Intercomunale (Pati) fin qui messi sul tappeto rappresentano un’occasione perduta. «Il rischio – sintetizza Peghin, presidente di Confindustria Padova – è di perpetuare la logica del campanile, la polverizzazione di sistemi produttivi, infrastrutture e servizi a scapito di un disegno coordinato di “area vasta”). Riassunto delle puntate precedenti. Degli undici Pati previsti nel Padovano, in ossequio alle norme della legge urbanistica regionale (la 11 dell’aprile 2004), è già stato approvato quello del Piovese («Tra Brenta e Bacchiglione»), mentre è in fase di adozione quello dell’Alta Padovana. Ebbene, sulla scorta delle prime due esperienze concrete, «le aspettative – sottolinea Peghin – sono andate deluse». Insomma, i Pati, per ora, sono pati… menti. «Abbiamo subito accolto con interesse – ricorda Peghin – la novità di un coordinamento che ci permettesse di passare dal “far west alla governance del territorio: dalla polverizzazione delle scelte urbanistiche, che ha creato il paradosso di 2 mila aree produttive nei 104 Comuni, a una pianificazione sovracomunale». Tre i motivi che spingono Confindustria Padova a esprimere un giudizio negativo. «Nessuno dei primi Pati – argomenta Peghin – rispetta i confini delle nove aree omogenee tracciate dalla Provincia, sicchè, anzichè procedere a una semplificazione in tema d’infrastrutture, viabilità, aree produttive, si va verso una frammentazione». Gli industriali lamentano ancora il fatto che la «partecipazione concertata delle categorie, prevista dalla legge 11, è risultata per lo più di facciata. La richiesta di osservazioni, entro 60 giorni, è avvenuta dopo l’adozione del Pati, con tempi ridottissimi per esprimerci sulla “carta della trasformabilità“, che stabilisce cosa si possa costruire o modificare sul territorio nell’arco di un decennio». Ai Comuni, poi, l’associazione di piazza Masini rimprovera «il poco coraggio dimostrato. Si è preferito demandare scelte e decisioni urbanistiche allo strumento comunale, il Pat, piuttosto che ricercare intese di carattere sovracomunale». Confindustria concede tuttavia una prova d’appello, che passi attraverso un «deciso cambio di rotta a cominciare dai Pati della Città metropolitana e della Bassa Padovana. Su Zip Nord, ridisegno dei quadranti urbani, futuro polo ospedaliero, nuova viabilità-tangenziale esterna, la concertazione dev’essere reale». Non manca una «sveglia» anche a Palazzo Santo Stefano. «La Provincia di Padova – punta il dito Peghin – può svolgere in questa fase un’azione decisiva, di moral suasion, nei confronti dei Comuni. Le chiediamo un ruolo di coordinamento, verifica e controllo, affinché il Pati risponda in concreto all’esigenza di semplificazione e aggregazione dei servizi, di governo sovracomunale di tutte le problematiche inerenti lo sviluppo». «Abbiamo fatto dodici osservazioni – scandisce Cetera, delegato all’Urbanistica della giunta di Confindustria – e una sola è stata accolta. Siamo tornati, nei fatti, a quel campanilismo diffuso che la legge invece chiede di abbandonare. In particolare, nella redazione dei Pati, non sono stati seguiti i principi che abbiamo indicato. I poli industriali devono essere dotati di servizi e infrastrutture: i Pati invece scivolano ai livelli d’intervento dei vecchi Prg. Agli imprenditori servono meccanismi chiari e univoci nel campo dei trasferimenti d’azienda in siti idonei. L’azienda dev’essere adeguatamente incentivata». Cetera mette l’accento anche sulla verticalizzazione degli insediamenti: «Siamo disponibili a recuperare fasce di verde, ma lasciateci almeno costruire in altezza». Tra le incongruenze anche l’assenza di San Giorgio in Bosco dal Pati dell’Alta Padovana: «Com’è possibile varare un piano della viabilità che escluda dei Comuni contermini?». Sul versante delle richieste troviamo invece degli insediamenti da 200-250 metri quadrati per le piccole attività artigianali. «Un accorpamento dei siti – è l’appello del delegato all’Urbanistica di Confindustria Padova – appare irrinunciabile. Nel Padovano le zone sono 2 mila: non si può andare avanti così, con Comuni che si fanno, ciascuno, la propria zona industriale. Così pure ci deve essere una regola unica in tema di acustica: non è possibile che quello che vale per un comune non vale per quello vicino». Sicchè Peghin e Cetera, supportati da Rino Dal Pos, responsabile delle Politiche territoriali e ambientali dell’associazione, sostengono che «l’ideale sarebbe una pianificazione provinciale».
di :CLAUDIO BACCARIN
-
IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008
Bitonci: «Coordinamento? Io l’ho sempre fatto» Crosta: «Forse siamo andati troppo veloci e qualche associazione non è informata»
PADOVA . Comuni allergici al coordinamento e fieri sostenitori del campanilismo? «Per Confindustria – replica Massimo Bitonci, onorevole-sindaco di Cittadella – è facile sparare nel mucchio. Io, come sindaco dell’amministrazione capofila, ho sempre svolto attività di coordinamento tra gli enti dell’Alta Padovana. Ma non sono il presidente della Provincia, non posso obbligare nessuna amministrazione ad aderire». Sicchè Massimo Bitonci, esponente di punta del Carroccio padovano, respinge le critiche al mittente. «Quello del Pati – aggiunge Bitonci – è un iter iniziato tre anni fa. Abbiamo varato un Pati completo, dotato di un unico regolamento edilizio; abbiamo sottoscritto un unico progetto di viabilità per l’Alta Padovana che è stato firmato da tutti i sindaci, compreso il collega di San Giorgio in Bosco, che poi ha preferito passare con Piazzola. Stanno per partire i lavori di urbanizzazione della nuova zona artigianale da 500 mila metri quadrati. Abbiamo svolto, cosa mai accaduto in passato, un’intensa attività di concertazione con le categorie e, in particolare, con la delegazione di Confindustria dell’Alta. Campanilismo? Un Pati per tutta la provincia sarebbe una stupidaggine». Anche per Mario Crosta, sindaco di Piove di Sacco e capofila dell’area omogenea che comprende anche Brugine, Arzergrande e Pontelongo, sostiene che nelle dichiarazioni di Confindustria Padova «c’è qualche inesattezza. La Provincia ha esercitato un’attività di collaborazione, in particolare nelle scelte infrastrutturali. Abbiamo tenuto almeno trenta riunioni sul territorio, a ogni livello. Forse il fatto di essere andati così veloci, tanto che il nostro Pati, primo di tutto il Veneto, è stato pubblicato sul Bur ad aprile, ha disorientato le categorie. In tema di viabilità abbiamo collaborato con l’Anas e con Veneto Strade. E’ previsto il completamento della Strada dei Vivai. Per la linea Adsl abbiamo sollecitato più volte Telecom». Sulla lunghezza d’onda dei sindaci è sintonizzato Vittorio Casarin. «Temo che Confindustria – afferma il presidente della Provincia – non abbia una visione completa delle cose. La nostra Provincia si è impegnata come nessun’altra su questo versante: ogni Comune è stato coinvolto. E’ un po’ difficile dire che non abbiamo avuto coraggio nel momento in cui le zone industriali sono state ridotte a nove?».
di : (c.bac.)
-
IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008
LA PRECISAZIONE DELL’ASSESSORE PERARO «Attività produttive polarizzate dove i territori lo consentono»
PADOVA. «Confindustria è delusa per i Pati del Piovese e dell’Alta Padovana? Ricordo che l’adesione dei Comuni è volontaria e nei due casi le amministrazioni coinvolte hanno indicato un loro coordinamento e Palazzo Santo Stefano si è limitato a verificare la coerenza con il Piano territoriale di coordinamento. In oltre il 90 per cento dei casi i Comuni hanno deciso di aderire ai Pati della Provincia». La puntualizzazione arriva dall’assessore provinciale all’Urbanistica Stefano Peraro, esponente dell’Udc. «L’idea che ha guidato il nostro lavoro – argomenta Peraro – è stata quella di polarizzare le attività produttive laddove i territori lo consentono. Pertanto nel Montagnanese, nel Monselicense e nel Conselvano gli insediamenti verranno ampliati». La scaletta degli interventi delle prossime settimane è fitta di impegni. «Nel Conselvano – apre l’agenda l’assessore Peraro – l’iter di adozione è già avviato; a fine mese verrà sottoscritto il Pati del Medio Brenta. Sempre entro il mese si firmerà quello della Saccisica, che comprende Polverara, Sant’Angelo e Legnaro. Entro metà novembre si darà vita ai Pati dell’Area Metropolitana, del Monselicense e dell’Estense. Entro fine novembre sono previsti Camposampierese e Montagnanese». Dopo l’adozione, le osservazioni e l’approvazione definitiva.
-
IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008
Parisotto: «Conferenza dei sindaci, la grande esclusa di piani dell’Asl 14»
Chioggia – In fatto di razionalizzazione della spesa sanitaria Cavarzere è l’unica realtà dell’Asl 14 che ha già dato. Ha visto chiudere l’ospedale con l’attivazione della Residenza sanitaria. Un passaggio pagato anche in termini di posti di lavoro di minuiti del 90 per cento. Lo ha ricordato al convengo su La sanità locale, strutture e territorio il sindaco Pierluigi Parisotto. Sulla Conferenza dei sindaci, l’organismo che dovrebbe riferire al di rettore generale le istanze del territorio, Parisotto ha avuto pesanti accenti critici sostenendo che si «tratta di una istituzione inutile, che non ha funzionato quando era necessario». A proposito dell’ormai quasi consumata di visione dell’Asl 14 (manca solo il voto del Consiglio regionale), il sindaco di Cavarzere ha di chiarato: «di un argomento del genere la Conferenza dei sindaci non è mai stata ufficialmente investita. Se non si trattano argomenti del genere, di cosa mai deve occuparsi questa Conferenza?». Perplessità in ordi ne al futuro assetto territoriale ha espresso anche Anna Berto, sindaco di Cona. «Da sempre, perché più vicino e comodamente raggiungibile, i miei concittadi ni ha detto la Berto – utilizzano l’ospedale di Piove di Sacco , che tra qualche mese apparterrà ad un’altra Asl». Il di rettore Padoan l’ha rassicurata: «Se l’avete fatto, continuerete a poterlo fare». Ma si tratterà, nel nuovo assetto, di fughe: proprio quelle che i gestori della sanità dovrebbero eliminare.
di : (G.B.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2008
Galan: «Tra quattro anni ci sarà l’ospedale nuovo» Il sito è ancora da individuare: verrà realizzato in collaborazione con i privati grazie al project-financing
CHIOGGIA Fa già discutere l’individuazione del bacino d’utenza ottimale di 120mila utenti, possibile solo sconfinando nel Piovese o in Polesine – Chioggia avrà un nuovo ospedale. Lo assicura il Governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che per la sua realizzazione prevede un tempo massimo di tre-quattro anni. Dove si farà (il sindaco Romano Tiozzo chiede di partecipare alla progettazione e vuole che sia in territorio di Chioggia), Galan rispondendo al consigliere regionale Lucio Tiozzo, di ce di non saperlo ancora. Qualche elemento viene fornito riguardo ai tempi di avvio dell’iniziativa: «A fine anno, e ci manca ormai poco precisa il Governatore -, la Regione avrà a di sposizione 250 milioni di euro: non sono molti, ma neanche pochi». Verranno utilizzati per nuove strutture sanitarie, compresa quella di Chioggia. Al resto penseranno i privati con il project financing. «I privati promette Galan – non avranno però mai la responsabilità di gestire i servizi sanitari». Un altro problema viene solo sfiorato nel convegno organizzato dall’Asl 14, ormai in via di sparizione, organizzato dal di rettore generale, Antonio Padoan: il bacino d’utenza. Che dove poter contare come minimo su 120mila persone. Per ottenerlo Chioggia dovrebbe sfondare o verso Venezia, ma non si vede come, o verso Rovigo, entrando in concorrenza con la struttura pubblica di Adria e con quella privata di Porto Viro. Con la relazione introduttiva ai lavori del convengo Antonio Padoan ha fotografato l’esistente: servizi, qualità, confronto tra la produttività dell’ospedale di Chioggia e quello di Piove di Sacco , ma anche carenze. In particolare quella riguardante Oncologia: Chioggia, che pure vanta il poco invidi abile primato di essere ai primi posti nella graduatoria dei tumori al polmone e al fegato, ha un solo medi co oncologo in servizio nel proprio ospedale. Quanto all’ospedale esistente, il suo abbandono è in pratica una strada obbligata. Per portarlo a livelli appena decenti servirebbero 12 anni e, ai costi attuali, 35 milioni di euro. Numerosi gli interventi. Il sindaco Romano Tiozzo ha chiesto per la sanità di Chioggia la giusta attenzione sperando in una riforma della delibera regionale sulle quote capitarie, che Galan ha negato possa avvenire: quello che è stato è stato. «Cercherò di evitare in futuro sperequazioni come quelle che si sono verificate», ha promesso il Governatore. Il sindaco di Piove di Sacco , Mario Crosta, ha caldeggiato l’approvazione del progetto di legge che taglierà in due l’Asl 14, una strada obbligata secondo il vicepresidente del consiglio regionale, Carlo Alberto Tesserin. Che dovrebbe essere preceduta, secondo Lucio Tiozzo, della definizione delle schede degli ospedali di Chioggia e Piove di Sacco e, perché no, «dal Piano regionale socio-sanitario che si attende ormai da 12 anni».
di : Giorgio Boscolo
-
IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
Nozze di diamante per Santa «Lola» e Italo
PONTELONGO. Celebrano oggi i sessant’anni di matrimonio Santa Marinello, 83 anni, e Italo Giolo, un anno più anziano (nella foto accanto). Nozze di diamante che rendono felici figli, nipoti e bisnipotina dell’inossidabile coppia. Fanno quindi dei fortissimi auguri a «Lola» e Italo i figli Rossano, Nadir, Genzianella, Monica, Maria Giuseppina e Luca, i nipoti Rossana, Simone, Laura, Filippo e Valerio, e con tutta la tenerezza di cui è capace anche la piccolissima Emma, che un anno fa li ha resi bisnonni. Ancora tanti anni così!
-
IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
UNA DELEGAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO IN VISITA ALL’OSPEDALE «Impegnati a migliorare il livello di specializzazione»
Piove di Sacco – Una delegazione del Partito Democratico, composta dai sindaci di Piove di Sacco e di Pontelongo , Crosta e Ossari, dagli assessori di Arzergrande, Brugine e Sant’Angelo di Piove, dai consigliere regionali Margherita Miotto e Franco Frigo, dal capogruppo Lino Conte, ha incontrato il direttore sanitario della Usl 14, Lino Battistello ed i primari che operano nell’ospedale di Piove di Sacco. «Abbiamo confermato alla dirigenza dell’ospedale di Piove afferma la Miotto – l’impegno costante rivolto a migliorare il livello di specializzazione raggiunto dal nostro ospedale soprattutto in questa fase di discussione del possibile cambiamento degli ambiti territoriali della Usl 14. Riteniamo che questa modifica che consegue all’esaurimento della collaborazione con Chioggia, possa avvenire se contestualmente verrà approvata la scheda ospedaliera che descrive il profilo dell’ospedale per acuti, previsto ora per l’Ospedale di Piove di Sacco. A distanza di un mese dal voto in quinta commissione regionale – aggiunge – non è stata ancora data risposta alle richieste avanzate dai sindaci del territorio, vale a dire la conferma come ospedale per acuti, delle specialità esistenti, investimenti per attrezzature, potenziamento dei servizi, copertura posti vacanti, mentre, invece, il direttore generale dell’Asl 14 Antonio Padovan ha inviato le lettere per “pensionare” ben quattro primari che dirigono ora quattro reparti strategici per ogni ospedale per acuti». In questi giorni verranno presentati nei rispettivi consigli comunali ordini del giorno come è avvenuto nei giorni scorsi a Piove di Sacco, allo scopo di conferire ai sindaci il mandato di incontrare urgentemente l’assessore regionale alla Sanità così da sollecitarlo a predisporre la scheda ospedaliera che individui il profilo dell’ospedale di Piove, con i posti letto, le apicalità, le funzioni e le specialità che saranno garantite per rispondere alle sacrosante esigenze dei cittadini di questo territorio. Secondo Miotto, inoltre, c’è l’esigenza di condividere la preoccupazione emersa nel corso dell’incontro, sulla necessità di ridurre al minimo il tempo della transizione perché ogni fase di incertezza rallenta i progetti di formazione e di innovazione e rischia di mandare segnali negativi sul futuro della sanità nella Saccisica ai cittadini, agli operatori ed ai professionisti. «La Regione ora è chiamata senza indugio a fare ciò che avrebbe dovuto fare un mese fa chiosa Miotto – all’atto della approvazione in Commissione della legge di redifinizione dei nuovi confini e che invece ha finora coperto con parole e generiche rassicurazioni: un atto scritto, cioè una delibera di giunta con la scheda ospedaliera dell’ospedale di Piove di Sacco».
di : Gianni Patella
-
IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
Un parco in memoria dei caduti in guerra e di tutti gli internati
Pontelongo – Per decenni è passata quasi inosservata la piccola zona verde vicino al cimitero del paese, “abitata” da 63 alberelli, posizionati in ordine quasi geometrico. Da sempre, a Pontelongo , si diceva che quello fosse il “Parco della rimembranza”, voluto da alcuni superstiti della Prima guerra mondiale che, tornati dal fronte, hanno voluto onorare i compagni caduti piantando un albero per ognuno di loro. Ora una ricerca condotta da storici locali ha spazzato ogni dubbio, confermando ciò che alcuni già sospettavano. Domenica, in occasione del novantesimo anniversario dalla fine della Grande guerra (1918-2008), il Comune inaugurerà ufficialmente il “Parco della rimembranza”, che in queste settimane è stato sistemato, recintato e preparato per l’occasione. La giornata inizierà alle 10 in municipio con la premiazione delle riflessioni scritte dagli studenti delle scuole medie sulla guerra. Alle 11 si riunirà un corteo che, a piedi, raggiungerà il monumento ai caduti e quindi il parco con la benedizione di don Aldo Manfrin. La commemorazione diventerà l’occasione per ricordare ancora una volta Luigi Bozzato, di Pontelongo, scomparso qualche settimana fa ed ex internato nei campi di concentramento. «Stiamo già pensando ad intitolare alla sua memoria una piazza del paese spiega il sindaco Federico Ossari -. Probabilmente questa amministrazione riuscirà solo ad abbozzare il progetto di ricavare una piazzetta, vicino a via Mazzini, dove sistemare il cippo voluto da Bozzato in ricordo dei deportati, che ora si trova in un posto infelice lungo via Villa del Bosco». Di pari passo si sta vagliando l’ipotesi di raccogliere in un museo tutti i documenti, filmati, fotografie e reperti dei campi di concentramento lasciati da Bozzato.
di
Fe.Be.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
I 25 ANNI DELLA CANONIZZAZIONE – Celebrazioni per San Leopoldo
I Frati Minori Cappuccini di Padova e lo Studio Teologico “Laurentianum” di Venezia celebrano oggi il 25. anniversario della canonizzazione di San Leopoldo Mandic. Alle 9.45 è prevista l’inaugurazione dell’anno accademico 2008-2009 nella sala teatro del Convento dei Cappuccini in piazzale Santa Croce, con la prolusione di S.E. Monsignor Yoannis Spiteris, cappuccino, arcivescovo di Corfù (Grecia) sul tema Il valore universale della salvezza nella tradizione orientale e le conseguenze nella predicazione cappuccina e nella spiritualità francescana. Alle 18, nella chiesa di san Leopoldo, solenne concelebrazione presieduta da monsignor Spiteris, con la partecipazione delle autorità civili e religiose della città e dei frati della Provincia Veneta che ricordano i giubilei di vita religiosa e sacerdotale. Alla celebrazione, accompagnata dai canti della Corale dell’Unità Pastorale di Agna diretta dal maestro Andrea Ferrari, parteciperanno le autorità civili e religiose della città, i parroci e i sindaci dei Vicariati di Agna e Pontelongo che lo scorso 12 maggio, giorno della festa di san Leopoldo, hanno offerto l’olio per la Lampada votiva della riconciliazione che arde tutto l’anno sulla tomba di san Leopoldo. A conclusione delle celebrazioni, sabato alle 21, la compagnia teatrale di Padova Terepia proporrà la sacra rappresentazione: San Leopoldo, umile servo in Cristo. Gli attori saranno dei giovani universitari di Padova con i giovani religiosi studenti di Teologia dello Studio Teologico Laurentianum di Venezia. Nato il 12 maggio 1866 a Castelnuovo, nella Dalmazia meridionale, Leopoldo Mandic a sedici anni entra tra i Cappuccini di Venezia. Piccolo di statura, curvo e malfermo di salute, è uno dei santi più recenti della Chiesa cattolica.
-
IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
Torna “Suca baruca col moccolo impissà”, il centro storico diventa una grande fattoria
Piove di Sacco – La piazza e le vie di Piove come una grande fattoria d’altri tempi. Succederà domenica, quando il centro storico si animerà con la 17. edi zione della festa della “Suca baruca col moccolo impissà”. Un appuntamento che ogni anno permette ai visitatori di fare un salto indi etro nel tempo, immergendosi nell’atmosfera in cui vivevano i nostri nonni, scandi ta dalle voci dei cantastorie, dalle di mostrazioni dei lavori artigianali e dalle degustazioni dei piatti tipici della cucina tradi zionale veneta. Immancabili protagoniste le zucche, che per tutta la giornata decoreranno le piazze fino alla premiazione, in serata, dell’esemplare più pesante e della composizione più bella. In via Gauslino, inoltre, sarà allestita l’esposizione di attrezzature agricole d’epoca, accompagnate da curiose miniature di trattori intagliati a mano. Il folklore sarà garantito dall’arrivo a sorpresa di San Martino a cavallo e dalle rievocazioni del gruppo “Vita d’altri tempi” di Correzzola.
di : (Fe.Be.)
-
Padova News Il Quotidiano di Padova – GIOVEDÌ, 16 OTTOBRE 2008
Confindustria Padova boccia i primi P.A.T.I.Peghin, subito un cambio di rotta, concertazione fondamentale
Confindustria Padova Un’occasione persa. Almeno per ora. Se l’obiettivo del Piano di assetto del territorio intercomunale (Pati) era uscire dal ‘far west’ urbanistico – che a Padova ha creato il paradosso di 2.000 aree produttive nei 104 Comuni della provincia – in favore di una pianificazione del territorio sovracomunale, almeno decennale e concertata con le categorie economiche, il bersaglio per ora mancato. Confindustria Padova, per voce del presidente Francesco Peghin e del delegato di Giunta all’urbanistica Antonio Cetera, boccia i primi degli undici Pati previsti in provincia di Padova: quello ‘Tra Brenta e Bacchiglione’ (Piovese), gi deliberato dalla Regione Veneto, e quello adottato dai Comuni dell’Alta Padovana. Dietro la bocciatura, il timore che la situazione non migliori nei prossimi Pati, a cominciare da quelli della ‘Citt metropolitana’, della Bassa padovana (Montagnanese, Monselicense, Estense) e Conselvano dove si giocano fondamentali scelte di sviluppo. Pur condividendo le finalita’ del Pati – spiega Peghin – il nostro giudizio sulle concrete modalita’ di adozione per ora negativo. Si persa l’occasione di avviare un nuovo corso della pianificazione territoriale, attraverso una reale concertazione con le categorie. Non affrontare seriamente nel Pati temi quali lo sviluppo e riqualificazione delle aree produttive, gli incentivi al trasferimento delle imprese (credito edilizio, perequazione), politiche di aggregazione e cogestione tra piu’ Comuni, significa svuotare di senso questo strumento innovativo, introdotto dalla legge urbanistica regionale 11/2004. Il presidente di Confindustria Padova precisa meglio il suo ragionamento. Il Pati uno strumento indispensabile che va nella giusta direzione del coordinamento politico-amministrativo tra Comuni e semplificazione dei livelli burocratici. Ma il modo in cui finora stato adottato ne fa uno strumento vuoto. Se l’obiettivo la governance coordinata e sostenibile del territorio, con un orizzonte almeno decennale, dobbiamo constatare che sono mancate scelte coraggiose. Le critiche di Confindustria Padova riguardano sia il metodo che il merito delle decisioni prese. Tre i principali motivi del giudizio negativo. L’ambito territoriale, prima di tutto, e i contenuti. Nessuno dei nuovi Pati rispetta i confini delle nove aree omogenee tracciate dalla Provincia, con il risultato di frammentare la programmazione invece di semplificarla su temi cruciali come infrastrutture, viabilit, aree produttive. Sul piano dei contenuti, manca un disegno strategico per il governo del territorio e per migliorare le aree produttive. Inoltre, la ‘partecipazione concertata’ delle categorie economiche alla progettazione, sancita dalla legge 11, stata disattesa. La concertazione, piu’ che sostanziale, risultata di facciata. Terzo motivo di delusione, il poco coraggio dimostrato dai Comuni. Pur dando atto della loro intraprendenza – spiega Peghin – si preferito eludere la novita’ del Pati e rinviare le scelte urbanistiche allo strumento comunale (Pat) piuttosto che assumersi l’impegno di ricercare intese sovracomunali. Per il presidente degli industriali padovani, questa non la direzione attesa, cos si perpetua la babele delle regole urbanistiche e il ‘non governo’ del territorio. In tal senso, i primi Pati sono emblematici di una ‘resistenza’ a ragionare in scala sovracomunale che pu creare paradossi. E’ il caso del Pati dell’Alta Padovana dove si rischia una ‘piccola Tav’ poich l’esclusione dal Pati di un Comune dell’area blocca di fatto opere fondamentali come il corridoio di passaggio verso Pedemontana e Valsugana. Quello che oggi chiediamo – conclude Peghin – un deciso cambio di rotta. A cominciare dai prossimi Pati. Sulle grandi questioni strategiche le associazioni di categoria devono essere ascoltate. Chiediamo la piena applicazione della legge 11, cio concertazione partecipata, regole urbanistiche omogenee, nuovi principiu’ sovracomunali di pianificazione. La Provincia pu svolgere un’azione decisiva in questa fase, di moral suasion sui Comuni. Alla Provincia chiediamo un ruolo di coordinamento, verifica e controllo affinch il Pati risponda in concreto all’esigenza di semplificazione e aggregazione dei servizi, di governo sovracomunale di tutte le problematiche inerenti lo sviluppo. Sulle aree produttive si sofferma Antonio Cetera, delegato all’urbanistica della Giunta Confindustria. Sono ben 2.000 quelle esistenti nei 104 Comuni padovani (dalla zona industriale alla piccola lottizzazione prevista), per una superficie complessiva di 81 milioni di metri quadri, di cui l’88% occupata. La richiesta degli imprenditori pianificare queste aree secondo criteri di economicita’ e razionalit, promuovendo politiche di aggregazione e cogestione tra Comuni di aree omogenee. Nel caso del Pati ‘Tra Brenta e Bacchiglione’ – spiega Cetera – si disattesa la forte aspettativa di riqualificazione delle aree produttive e riutilizzo dei capannoni in disuso. Il tavolo del Pati era il luogo dove prevedere incentivi al trasferimento delle imprese, sperimentare un piano di marketing territoriale per attrarre investimenti, avviare un coordinamento sulle problematiche ambientali e della zonizzazione acustica che non possono essere affrontate a livello del singolo Comune. Senza questa visione propositiva, le limitazioni imposte dal Pati (ampliamenti entro il limite del 5% o 10% e solo per le aziende insediate da almeno 3 anni) risultano indiscriminati e poco utili per un uso razionale del suolo. Alla base c’ un difetto ‘culturale’ – insiste Cetera -. Le aree produttive hanno la stessa esigenza di coordinamento di quelle residenziali, perci fondamentale la concertazione. Invece nel primo Pati abbiamo avuto tempiu’ ridottissimi per esprimerci sulla carta della trasformabilit, l’unico documento che stabilisce cosa si pu costruire o modificare nell’arco decennale. Le imprese chiedono aree moderne ed efficienti, dotate di mense e asili nido, impianti consortili per la raccolta dei rifiuti, la produzione di energie rinnovabili, i sistemi antincendio, infrastrutture e viabilit. L’impostazione fin qui seguita dai Pati va invece nella direzione opposta, di polverizzare ancora le scelte urbanistiche – conclude Cetera -. A rimetterci non sono solo le aziende, ma il territorio e le comunit. Per questo chiediamo ai Comuni di correggere questa impostazione e di avere piu’ coraggio nel condividere scelte omogenee e sovracomunali. PATI: IL GOVERNO DEL TERRITORIO DIVENTA INTERCOMUNALE. Il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) previsto dall’art. 16 della Legge urbanistica regionale 11/2004 per favorire il coordinamento delle politiche territoriali tra piu’ Comuni di aree omogenee. Si tratta di uno strumento piu’ snello e flessibile per disciplinare in tutto o in parte il territorio dei Comuni interessati o affrontare anche singoli tematismi. L’intento dei Pati favorire una gestione politico-amministrativa che richiede ai Comuni di abbandonare progressivamente lo strumento urbanistico generale (Prg) e condividere scelte strategiche di rilevanza sovracomunale (infrastrutture, sistema insediativo-costruttivo, ambiente e difesa del suolo, servizi alle imprese, risparmio energetico e promozione di fonti rinnovabili). Il grande salto di qualita’ consiste nel passare dalla logica di governo del territorio ‘comunale’, con una tempistica legata al mandato del sindaco (4 anni), ad un ambito di pianificazione sovracomunale, di area vasta, con una visione almeno decennale. 11 PATI IN PROVINCIA DI PADOVA. Sono 11 i Pati elaborati nella provincia di Padova. L’unico ad avere completato l’iter di approvazione con delibera della Regione Veneto (2 agosto 2008) quello ‘Tra Brenta e Bacchiglione’ (Comuni di Arzergrande, Brugine, Piove di Sacco, Pontelongo). Il Pati dell’Alta Padovana stato adottato da cinque Comuni (Campo San Martino, Cittadella, Fontaniva, Galliera Veneta, Tombolo) e, dopo la fase delle osservazioni, sara’ valutato dalla conferenza dei servizi per l’approvazione finale della Regione. Sono in fase di presentazione i Pati Comunita’ metropolitana di Padova, Camposampierese, Mediobrenta, Montagnanese, Estense, Monselicense, Conselvano, Saccisica. Non ancora presentato il Pati dei Colli Euganei.
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 15 OTTOBRE 2008
Stanno calando i reati nella Saccisica Aumentano invece l’alcol e le droghe – I sindaci chiedono più forze dell’ordine Il prefetto punta sulla prevenzione
PIOVE DI SACCO. Prevenzione e coordinamento fra enti locali, istituzioni e forze dell’ordine: sono questi i punti su cui si è focalizzata la riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza svoltasi ieri mattina a Palazzo Jappelli. I sindaci della Saccisica si sono confrontati con il prefetto e i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco sul tema della sicurezza. Ma è stata stroncata sul nascere la principale speranza dei primi cittadini. Puntavano infatti a strappare la garanzia di un aumento di organico per le forze dell’ordine. Con i tempi che corrono, almeno nell’immediato, la richiesta molto probabilmente rimarrà senza risposta. «L’aspetto più positivo – ha commentato il prefetto Michele Lepri Gallerano – è che si sia parlato molto di prevenzione. Ci sono due problemi che hanno focalizzato l’attenzione in particolare, ovvero la diffusione delle tossicodipendenze e dell’abuso di alcol. E’ necessario avviare percorsi di educazione alla legalità coinvolgendo i ragazzi, lavorando con le scuole. Poi dobbiamo cercare di utilizzare al meglio le forze dell’ordine disponibili, creando una vera e propria rete di collaborazione». «Per quanto ci riguarda i dati sul numero di reati è in netto calo – ha commentato il sindaco di Pontelongo Federico Ossari – questo ci consente di lavorare più serenamente sul fronte della sicurezza. Stiamo avviando un progetto di telesorveglianza». «L’importante – ha affermato il sindaco di Legnaro Giovanni Bettini – è questo incontro non rimanga fine a se stesso, ma che sia l’inizio di un confronto sistematico che produca atti concreti». Soddisfatto dell’incontro anche il padrone di casa, il sindaco Mario Crosta: «E’ stato un momento importante che ci ha permesso di fotografare la situazione di tutto il territorio. A Piove di Sacco, specialmente, abbiamo chiesto che vi siano maggiori controlli nelle scuole per contrastare la diffusione della droga: ci sono oltre duemila studenti che frequentano i nostri istituti superiori, un bacino enorme. Poi si è insistito sulla necessità di controllare fabbriche, laboratori e negozi per scongiurare sfruttamento e irregolarità di qualsiasi tipo». «Secondo me – è intervenuto il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio – c’è un dato che non deve essere sottovalutato: il prefetto ha detto che l’80% dei reati sono commessi da stranieri. E’ necessario che fra Comuni ci si confronti seriamente su questa questione e che si collabori per affrontarla con determinazione, senza pregiudizi ma anche senza buonismo. Trovo poi preoccupanti i dati sulla diffusione di alcol e droga fra i giovanissimi e su questo dobbiamo coinvolgere scuole e famiglie».
di Elena Livieri
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 15 OTTOBRE 2008
Preoccupa il boom di furti e rapine – A Piove di Sacco e Brugine la maglia nera delle razzie nelle case e nei negozi
PIOVE DI SACCO. Furti e rapine: sono questi i due reati che nell’ultimo anno sono aumentati nella Saccisica, come si vede nella tabella sopra, mentre sono diminuite le truffe. Incoraggianti sono i numeri relativi ad arresti e denunce, entrambi in aumento. La maglia nera per i furti spetta a Piove di Sacco, che del resto è il comune più grande, dove le razzie in casa e negli esercizi commerciali sono passate da un totale di 239 nei primi nove mesi dell’anno scorso a 345 nello stesso periodo di quest’anno, più di uno al giorno. Anche Brugine ha visto raddoppiare i furti, passati da 25 a 50. Però lo stesso reato è in netto calo negli altri comuni: a Legnaro, per esempio, sono scesi da 125 a 77, a Pontelongo da 41 a 29, a Codevigo da 112 a 94. Un dato allarmante è quello riferito alle rapine, più che raddoppiate: sono state infatti cinque nel 2007 e 11 quest’anno: record per Piove con quattro colpi, due a Pontelongo e Candiana, una per Arzergrande, Correzzola e Legnaro. Ridotto quasi a un terzo le truffe, passate da 89 a 28. Incoraggiante il dato riferito a Piove, dove questo tipo di reato è sceso da 25 a otto casi. Ma anche a Bovolenta dove sono scese da 10 a tre, Codevigo da 12 a tre, Legnaro da 16 a nove. Le persone arrestate sono state nei primi nove mesi dell’anno 49, rispetto alle 36 del 2007. In netto aumento anche le denunce, salite da 199 a 251. «Rispetto al resto della provincia – ha fatto notare il Prefetto Michele Lepri Gallerano – si registra nel territorio un calo meno consistente dei reati. Tuttavia va sottolineato che i dati di partenza sono piuttosto bassi e tali da non giustificare allarmismi. Ci riferiamo ad un ambito territoriale che comprende circa 70 mila abitanti e queste piccole oscillazioni sul numero dei reati – ha affermato il prefetto – sono fisiologiche».
di : (e.l.)
-
IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008
La Saccisica si mobilita contro il listino bloccato
PIOVE DI SACCO. Oltre 120 persone hanno partecipato all’incontro organizzato dal coordinatore comunale di Forza Italia Giorgio Tortolato nella sala Giovanni XXIII (nella foto). Il tema della serata è stato la proposta di legge di abrogazione del listino bloccato dalla legge elettorale regionale presentata dal Sottosegretario alla Giunta regionale Leo Padrin, che ha sottolineato come le segreterie di partito siano riottose alla eliminazione di questa norma, che limita la possibilità di scelta degli elettori. Unanime la condivisione dei partecipanti, che hanno aderito alla raccolta di firme per una migliore modalità di partecipazione dei cittadini alla scelta dei propri rappresentanti. Nutrito il dibattito, cui hanno partecipato i consiglieri Vanna Benasciutti e Alberto Canova.
-
IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008
Stamattina si riunisce a Piove di Sacco il Comitato provinciale per la sicurezza
PIOVE DI SACCO. Questa mattina alle 10.30 la sala della Magnifica Comunità di palazzo Jappelli ospiterà il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza con il prefetto, i vertici delle forze dell’ordine e tutti i sindaci della Saccisica. L’incontro, richiesto dal Comune di Piove all’indomani dell’omicidio dello scorso luglio alla pescheria, dove ha perso la vita un giovane marocchino, servirà per fare il punto sulla situazione nel Piovese sul fronte della sicurezza, e soprattutto per concertare fra le diverse forze dell’ordine un presidio costante del territorio, ritenuto dai sindaci il miglior deterrente per la criminalità. Intanto anche i partiti di opposizione avanzano le loro richieste: Forza Italia, An, Unione di centro, Lega nord e Popolari liberali chiedono al sindaco Mario Crosta di proporre nell’ambito del Comitato «l’esame delle ultime disposizioni normative che hanno introdotto la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica come beni tutelabili anche con ordinanze adottate dai sindaci. Inoltre si chiede di promuovere una sicurezza integrata tra forze di polizia ed enti locali, sia in chiave di prevenzione ma anche per migliorare la qualità della vita dei cittadini, riducendo la percezione di insicurezza». Il centrodestra chiede di stipulare dei protocolli per la sicurezza urbana tra Prefettura e Comune e tra Prefettura e Provincia. Infine, fanno notare dal Pdl, «auspichiamo che il signor Prefetto si renda conto che i carabinieri nel nostro territorio sono di molto sottodimensionati, e che si faccia quindi artefice di una forte proposta per un aumento dell’organico». Sempre in tema di sicurezza, nei giorni scorsi è stato presentato in città dall’associazione Andromeda Onlus Regione Veneto il progetto per l’istituzione dello sportello dedicato al sostegno alle vittime della criminalità.
di : (e.l.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008
PIOVE DI SACCO. OGGI L’INCONTRO DEI SINDACI DELLA SACCISICA CON IL PREFETTO Sicurezza, i consigli del centrodestra
Piove di Sacco – Oggi in municipio si riunisce il Comitato per la sicurezza pubblica. In questa occasione il centrodestra piove se ha qualche consiglio da dare al sindaco Mario Crosta. Per tutti parla il neo capogruppo di Forza Italia Alberto Canova. «Come forze politiche (F.I. verso il PdL, A.N. verso il PdL, Popolari Liberali, UDC e Lega Nord) ci auspichiamo, ed è una richiesta precisa che facciamo al sindaco Mario Crosta, che venga ben esaminata la tematica della sicurezza del territorio anche alla luce delle ultime di sposizioni normative contenute nel decreto del ministro dell’Interno del 5 agosto, che hanno introdotto i due profili della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica come beni tutelabili anche con ordi nanze adottate dai Sindaci, preventivamente comunicate al Prefetto. Ci aspettiamo, inoltre, che nella circostanza si sottolinei l’importanza di incrementare il sistema di sicurezza integrata tra Forze di Polizia ed Enti locali, volto non solo a supportare la tradi zionale azione di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali, ma anche a migliorare la qualità della vita dei cittadi ni, riducendone la percezione di insicurezza. Tutto questo stipulando anche dei protocolli per la sicurezza urbana tra Prefettura e Comune e tra Prefettura e Provincia, questi ultimi da utilizzare come schema per tutti gli altri comuni del territorio provinciale. Con il pieno apprezzamento per l’operato delle Forze dell’Ordi ne, manifestiamo, per quanto riguarda gli interventi da porre in essere nel Comune per migliorare la vivibilità, la convivenza civile e la coesione sociale, l’ausilio della Polizia locale. Auspichiamo inoltre che il Prefetto si renda conto che i Carabinieri preposti per il controllo ed il contrasto di atti criminosi dell’intero territorio, sono di molto sottodi mensionati e che si faccia artefice di una forte proposta per un aumento dell’organico».
di : Gianni Patella
-
IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 13 OTTOBRE 2008
Piove di Sacco Caso Meneghello, il Pdl: «Maggioranza scorretta»
Piove di Sacco – Il centrodestra piovese passa al contrattacco sul caso Meneghello. Negli ultimi due consigli comunali, prima l’assessore Giorgio Bovo e poi il consigliere di maggioranza Lorenzo Cesarato hanno attaccato di brutto sul piano norma 27 la passata amministrazione di centrodestra del sindaco Carlo Valerio e dell’assessore Giorgio Meneghello accusando l’allora giunta di aver gestito l’urbanistica “ad personam”. La difesa del Pdl piove se si articola su due fronti. Sul piano politico è il coordinatore azzurro Giorgio Tortolato a parlare: «In direttivo abbiamo preso atto che il partito ha subìto un grave danno a causa di un comportamento altamente scorretto da parte della maggioranza che sa di perdere le prossime elezioni e le tenta tutte per risollevarsi. Carlo Valerio si è già dimesso e io ho chiesto ed ottenuto le dimissioni di Meneghello da capogruppo di Forza Italia, il Pdl è ormai una realtà e io voglio ripartire dall’anno zero». «Certo – aggiunge l’ex presidente del Bacino Padova 4 Giovanni Ferrara – che se il centrosinistra intende improntare la campagna elettorale con la spada, io non ci sto, voglio confrontarmi a parole e con i programmi». Dal lato tecnico, secondo gli esponenti del Pdl piove se il piano norma in questione non presenta alcuna irregolarità. A spiegarlo è il vice coordinatore di Fi Fabio Ferrara: «È stato l’allora sindaco Lino Conte, ora capogruppo di maggioranza nel 1998 a trasformare il terreno su cui insiste il piano norma in questione da agricolo a residenziale. In occasione dell’approvazione della variante presentata da Carlo Valerio, il sindaco Crosta ha affermato che “non si discostava da quella presentata da Conte”. In più la variante di Valerio ha trasformato quel terreno che era ad edificazione diretta a Piano norma penalizzando i quattro proprietari con un aggravio di opere di urbanizzazione pari a 450 mila euro, se questo è agevolare i proprietari».
Gianni Patella
-
IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 13 OTTOBRE 2008
Omicidi e rapine, vertice sulla sicurezza – Convocato per domani il comitato con prefetto e questore Il sindaco Crosta: «Servono più forze di polizia nel territorio»
PIOVE DI SACCO. Un protocollo d’intesa tra forze dell’ordine per coordinare in concreto la loro attività di presidio del territorio: è questo quanto ha in animo di chiedere domani mattina il sindaco Mario Crosta al Prefetto Michele Lepri Gallerano che sarà a palazzo Jappelli per il comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. L’appuntamento era stato fissato ancora un paio di mesi fa, all’indomani dell’omicidio avvenuto nella pescheria comunale, dove ha perso la vita il ventitreenne Mourad Achir, ucciso a coltellate da un altro giovane di nazionalità marocchina. Un episodio tragico che ha segnato l’inizio, purtroppo, di un’altra serie di fatti criminosi, dalla rapina in villa messa segno a Pontelongo, ai danni dei coniugi Bardelle, passando allo stillicidio di rapine più recenti: due alla tabaccheria di Arzerello, a distanza una dall’altra di un paio di settimane, e quelle ai danni di supermercati e banche, gli ultimi casi venerdì scorso al centro commerciale Aliper e alla filiale della Bcc di Saonara. Il clima in Saccisica sotto il profilo della sicurezza non può certo dirsi dei più miti. E i sindaci sono decisi a uscire dal confronto col prefetto con precisi impegni. «La richiesta fondamentale – fa notare il primo cittadino di Piove Mario Crosta – è quella di garantire una maggiore presenza delle forze di polizia nel territorio, attraverso il coordinamento di tutti i soggetti preposti. Ma non vogliamo sia solo un pronunciamento di principi, per questo chiederemo che venga sottoscritto un vero e proprio protocollo d’intesa fra carabinieri, polizia di Stato, Guardia di finanza e Polizia locale. Il prefetto, oltre a tutti i sindaci della Saccisica, ha richiesto la presenza del presidente della Provincia Vittorio Casarin e anche del Questore di Padova. Nessuno vuole creare allarmismi – sottolinea il sindaco – ma il problema della sicurezza così come è percepito dai cittadini, non deve essere sottovalutato. Che la presenza sistematica delle forze dell’ordine sia il miglior deterrente per la criminalità è un concetto su cui si trovano d’accordo tutti i primi cittadini del piovese. E per questo verrà richiesto pure un aumento di organico per i carabinieri.
di : ELENA LIVIERI
-
IL MATTINO di Padova – DOMENICA 12 OTTOBRE 2008 › PROVINCIA
Sotto scacco per il caso Meneghello Forza Italia chiede aiuto a Ghedini «Con l’avvocato di Berlusconi vi leveremo le mutande»
PIOVE DI SACCO. Scende in campo Niccolò Ghedini, l’avvocato di Silvio Berlusconi, per difendere Forza Italia dagli attacchi che arrivano dal Partito Democratico e dallo schieramento di sinistra L’Argine sulla vicenda del conflitto di interessi del consigliere comunale Giorgio Meneghello, accusato di aver reso edificabile, quand’era assessore all’urbanistica, un terreno di proprietà di una figlia. «Le carte sono in mano a Ghedini e ti leveremo anche le mutande»: così, riferisce il candidato sindaco della sinistra radicale alle prossime amministrative Sergio Broggio. Che aggiunge: «Il coordinatore di FI Giorgio Tortolato mi ha minacciato, riferendosi al manifesto affisso nella nostra bacheca, intitolato emblematicamente “El diavolo fà ’e pignate ma no i querci”: c’è scritto che Meneghello, facendo il furbo, inseriva un lotto di terreno di seimila metri, nel frattempo passato dalla sua titolarità a quella della figlia, nella variante Nuovi Percorsi. Il conflitto di interessi sta in capo, primo tra tutti a Berlusconi. Perché Meneghello non dovrebbe comportarsi come il suo capo?». Il Partito Democratico rincara la dose. Ieri mattina i militanti del centrosinistra hanno distribuito in piazza un volantino dal titolo altrettanto emblematico: «Il caso Meneghello, ovvero l’urbanistica ad personam». Il testo mette sotto accusa anche i consiglieri Alberto Canova, Vanna Benasciutti, Moreno Cipriotto e l’ex presidente del Consiglio comunale Ermes Siorini. Messa all’angolo da tante critiche, Forza Italia tenta la difesa. Intanto ha messo manifesto e volantino nelle mani dell’avvocato Ghedini, che dovrà valutare se sussistono gli estremi per una querela. Il direttivo azzurro fa quadrato per uscire dall’impasse: «Non accettiamo che per presunti comportamenti discutibili di una persona venga messo alla berlina l’intero partito – sottolinea Tortolato – tanto più che a Menegehllo ho chiesto le dimissioni. Sono del parere che per salvare una mela bacata basti togliere la parte marcia, non si deve buttare via tutto. Sul piano tecnico – continua Tortolato – il PN 27 non fa una piega, si è voluta sollevare una supposta questione etico-politica per strumentalizzarla e avviare una campagna elettorale dai toni esacerbati cui non intendiamo sottometterci. Il confronto si fa sui programmi. Inoltre ci risulta che il passaggio da agricolo a edificabile del lotto riferito a Meneghello sia stata opera del sindaco Conte. La variante Nuovi Percorsi ha modificato l’edificabilità diretta in Piano Norma, accollando ai privati 400 mila euro di oneri». Su questo punto mette le mani avanti l’assessore Bovo: «Quella di Conte era solo un’ipotesi mai approvata». Infine anche Siorini alza lo scudo: «Non accetto che la sinistra, che fa i banchetti con gli extracomunitari trascurando i piovesi, mi accusi di non aver perseguito una politica trasparente».
di : ELENA LIVIERI
-
IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 12 OTTOBRE 2008
Cresce l’insicurezza dopo l’escalation di violenza delle ultime settimane. Martedì comitato straordinario Emergenza criminalità, arriva il prefetto Crosta (Piove): «Non è il caso di creare allarmismi». Ossari (Pontelongo): «Puntare sulla videsorveglianza»
Piovese – La sensazione è che qualcosa si sia infranto. Che il velo sottile di calma apparente, seguito allo smantellamento della mala del Piovese e del Brenta – con l’arresto di “faccia d’angelo” Felice Maniero e con la cattura, uno dopo l’altro, dei pezzi da novanta del suo sodalizio sia stato strappato. Se non bastassero le percezioni, ecco il compendio criminoso degli ultimi tre mesi: 28 luglio, nel pieno centro di Piove di Sacco una lite tra marocchini si conclude nel sangue, con una coltellata mortale inferta all’addome di Mourad Achir, 23 anni; 7 agosto, un individuo armato di pistola rapina il discount Prix di Pontelongo ; 6 settembre, sempre a Pontelongo i coniugi Bardelle vengono sequestrati in casa e rapinati da tre malviventi che prima di andarsene li rinchiudono in uno sgabuzzino; 15 settembre, un tabaccaio di Arzerello decide di chiudere l’attività dopo che l’ascia impugnata da un rapinatore gli ha sfiorato il viso per la seconda volta in dieci giorni; 9 ottobre, la tranquilla serata della famiglia Nequinio di Casalserugo viene bruscamente interrotta dall’irruzione di due balordi nella loro casa, che li tengono sotto giogo per dieci minuti per poi andarsene con 50 euro; 10 ottobre, due rapine in sette ore, la prima all’istituto di Credito cooperativo di Villatora ad opera di una coppia dall’accento partenopeo, la seconda al supermercato Alìper di Tognana, dove una “batteria” di quattro banditi minaccia con due pistole il direttore dell’esercizio. Senza contare la raffica di furti in abitazioni e negozi. Tanto basta per far parlare genericamente di “ritorno” criminale. Qualche strascico legato ai superstiti della mala nostrana? Organizzazioni di giostrai limitrofe o da fuori regione? Tentativi di infiltrazione da parte di bande straniere? Tutte le ipotesi possono essere valide.Sicuramente l’attenzione sui focolai di criminalità è alta nel Piovese come in tutto il territorio provinciale. I carabinieri sorvegliano senza sosta i centri dei paesi, campi nomadi compresi. E nonostante i dati dicano che gli episodi criminosi continuino a diminuire, in opposizione all’aumento dell’insicurezza da parte dei cittadini, qualche amministratore prende coscienza del problema. Parleranno anche di questo i sindaci della Saccisica che, con i vertici locali dei carabinieri e delle forze dell’ordine, incontreranno il prefetto Michele Lepri Gallerano, martedì, alle 10.30, in municipio a Piove di Sacco. «Questo incontro, chiesto dall’amministrazione a seguito dell’omicidio di luglio, servirà soprattutto per coordinare in maniera ancora più efficace il controllo del territorio spiega il sindaco di Piove Mario Crosta -. I carabinieri e le forze dell’ordine svolgono già un lavoro egregio, in poche ore hanno risolto i casi più significativi. Non è il caso di creare allarmismi ma nemmeno di abbassare l’attenzione». «Stiamo vagliando in giunta la possibilità di piazzare delle videocamere nei punti strategici del territorio comunale», aggiunge il sindaco di Pontelongo Federico Ossari. Così hanno già fatto a Polverara, Legnaro e Saonara. Ma i cittadini continuano ad avere paura.
di :Federica Bertaggia
-
IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 10 OTTOBRE 2008
La competitività degli zuccherifici non deve ricadere sui conti del bieticoltore
La riforma dell’Ocm zucchero ha imposto misure drastiche allo scopo di aumentare la funzionalità degli stabilimenti saccariferi e la produttività della filiera bieticolo-saccarifera italiana. Con la riduzione del numero degli stabilimenti, le imprese saccarifere hanno perciò potenziato gli impianti per aumentarne la capacità. I bieticoltori, dopo avere pagato un duro prezzo nella selezione delle aziende migliori, hanno speso risorse per aumentare i rendimenti, con risultati non immaginabili in un così breve lasso di tempo. Il quadro non è però così idilliaco. Esiste l’aspetto della logistica delle consegne, che è nevralgico: da esso può dipendere il risultato dell’annata. Una cattiva organizzazione della raccolta ha risultati disastrosi, addirittura drammatici se si incorre nella rottura della stagione: perdita del valore merceologico e calo dei redditi, costi di estirpo e di potenziale svallo, rovinio del terreno. Le aziende coinvolte non potrebbero oggettivamente più coltivare le bietole. Dunque si tratta di un aspetto prioritario soprattutto per le società saccarifere che si vogliono dare una prospettiva per il futuro. Ma queste ovvie considerazioni non sembrano avere fatto breccia. Si parla del Gruppo CoProB/ Italia Zuccheri, dove le cose non sono andate come dovevano. La programmazione dei ricevimenti delle bietole contrattate da Pontelongo , ha infatti riservato un trattamento disomogeneo dei vari areali. La zona che ha conferito su San Quirico ha già terminato gli estirpi e le consegne, mentre le aree servite dai treni (due treni da Portogruaro e uno da Cervignano, questo che ha pulito l’area del Friuli in un mese, iniziando il 20 agosto e terminando il 22 settembre) hanno avuto un dispositivo di consegna maggiorato del 50\% rispetto alle aree servite dal trasporto su gomma. Risultato: nell’areale di Pontelongo rimangono ancora da estirpare oltre 4 mila ettari di bietole con oltre 3 milioni di quintali di prodotto da lavorare; la campagna a Pontelongo è al 70\% e presumibilmente terminerà a fine ottobre, stagione permettendo e sperando che la lavorazione non subisca interruzioni per rotture. Nel gruppo CoProB/Italia Zuccheri si nota infine che le due fabbriche non hanno esaurito le zone di approvvigionamento in modo uniforme. Minerbio si stima sia oggi (al 6 ottobre) all’85\% della campagna: quindi, nella ripartizione delle consegne, sono stati privilegiati i soci. Ritengo fortemente ingiusto nei confronti dei bieticoltori veneti, e polesani in particolare, questa situazione che – se oggi può ancora essere velocemente rettificata – denota comunque una gestione aziendale più tipica di una industria privata, che di una cooperativa di agricoltori. Difficilmente troverà questo gruppo nuovi soci veneti in futuro. Mi auguro – da fedele bieticoltore – di poter continuare in futuro a produrre bietole.
di Stefano Casalini **Presidente Confagricoltura Rovigo
-
IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 09 OTTOBRE 2008
Donna scippata a Brugine Ladro preso da un passante
BRUGINE. Scippa una donna e viene preso dopo un inseguimento da una guardia giurata che lo consegna ai carabinieri: è finito in manette ieri all’ora di pranzo Michelangelo Lettieri, 31 anni, residente a Pontelongo. Lo scippo è avvenuto intorno a mezzogiorno e mezzo lungo via Marconi. M.Z, 62 anni, stava pedalando in sella alla sua bici lungo la pista ciclabile, diretta verso casa. La signora ad un certo punto ha incrociato un giovane a piedi che con un gesto repentino, le ha strappato la borsetta dal cestino della bici, dandosi alla fuga. La sessantaduenne si è fermata e ha iniziato ad urlare disperata. Di lì passava in quel momento un furgone portavalori della North East Service di Padova, diretto alla banca Antonveneta. Samuel Zanon, una delle due guardie giurate a bordo del mezzo, è sceso e si è fatto raccontare dalla donna quanto era accaduto. Con la descrizione dello scippatore, un ragazzo sulla trentina che indossava pantaloni scuri e una maglietta a maniche corte bianca e rossa, Zanon ha proseguito a piedi lungo la ciclabile, correndo nella direzione di fuga del malvivente. L’inseguimento è durato qualche minuto. Infine la guardia giurata è riuscita ad acciuffare Michelangelo Letteri, all’altezza dell’incrocio fra via Palù e via Papa Giovanni XXIII. L’uomo è stato trattenuto fino all’arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato e portato in caserma. M.Z. ha potuto così riavere la sua borsetta, che lo scippatore aveva mollato durante la fuga e che la guardia giurata le ha gentilmente restituito. La donna lo ha ringraziato per quanto era riuscito a fare.
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
Progetto di Unindustria, Appe e Ascom «Saccisica diventi marchio Il simbolo dell’eccellenza dei prodotti del territorio»
PIOVE DI SACCO. Il marchio Saccisica come simbolo di qualità ed eccellenza dei prodotti del territorio, da quelli agricoli all’artigianato, passando per industria e commercio: è questo il progetto che ieri mattina è stato presentato da Unindustria, Appe, Ascom, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confesercenti e Upa nella sala della Magnifica Comunità a palazzo Jappelli, davanti ai sindaci dei comuni del Piovese (nella foto). Il progetto e le sue finalità sono stati illustrati dai rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno firmato un documento col quale si ufficializza la nascita del Coordinamento delle categorie economiche del Piovese. Giulio Falasco di Unindustria ha rilevato: «Tutti insieme rappresentiamo oltre 8.500 imprese operative in questo territorio e vogliamo unire le nostre forze e le nostre idee con le amministrazioni locali, in un confronto su progetti e pianificazioni che abbiano lo scopo di sviluppare la Saccisica. Questo non deve essere più soltanto un termine che indica un pezzo di provincia, ma un simbolo delle eccellenze che nei nostri paesi spaziano in tutti i settori produttivi e dei servizi». Il coordinamento ha messo a fuoco già alcune priorità su cui avviare il confronto con i Comuni: infrastrutture, riqualificazione delle aree produttive, qualità della vita, turismo, agricoltura, e formazione. Su proposta del presidente mandamentale dell’Upa Vincenzo Nizzardo i sindaci sono stati invitati ad aggiungere nei cartelli che indicano i paesi la dicitura «Comune della Saccisica» come ha già fatto Sant’Angelo: «Non vogliamo più essere la Cenerentola della provincia» ha concluso Nizzardo.
di
Elena Livieri)
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
CLONAZIONE BANCOMAT
PONTELONGO. Forse l’allarme era infondato, ma forse lo zelo di un cittadino ha permesso di scongiurare l’ennesimo tentativo di manomettere un bancomat. Lunedì sera i carabinieri sono stati avvisati della presenza di una coppia di stranieri che armeggiavano allo sportello della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo di via XX Settembre. Giunti sul posto i militari non hanno trovato nessuno. La chiamata alla centrale dell’Arma è giunta da un residente di via XX Settembre intorno alle 22. Dalla finestra di casa sua aveva visto due persone che sostavano da parecchi minuti davanti al bancomat. Ha riferito ai militari di averli visti maneggiare anche dei fili elettrici.
di : (e.l.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
Imprese unite, la Saccisica è un marchio
Piove di Sacco – D’ora in poi si parlerà del marchio Saccisica, sia per la produzione che per il commercio. Ieri mattina, infatti, in sala consiliare di Palazzo Jappelli si è costituito il coordi namento delle categorie economiche con lo scopo di di segnare il futuro economico e sociale del Piove se. È formato dalle nove associazioni imprendi toriali maggiori: Appe, Ascom, Cia, Cna, Condi retti, Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria, Upa. Portavoce del nuovo coordi namento è Giulio Falasco, presidente di Confindustria piove se l’artefice dell’iniziativa: «Siamo riusciti con non poca fatica a riunire tutti i soggetti imprendi toriali di questo territorio, che rappresentano 8.514 imprese, 29 mila addetti ed un reddi to lordo che ha raggiunto l’1,5 miliardi di euro e che vanta comparti molto significativi, vedi il settore del freddo, che ha raggiunto livelli mondi ali. Questo è il punto di partenza ora dobbiamo veramente fare squadra per continuare a produrre con la qualità che ci ha contraddi stinto finora». «È importante che tutti noi lavoriamo pensando sempre al marchio Saccisica ha poi aggiunto Francesco Boran (Ascom) e lo dobbiamo fare in perfetta sintonia con le amministrazioni comunali». Dare segnali forti alle amministrazioni comunali per aiutare gli imprendi tori che vogliono investire sul loro territorio è stato l’auspicio di Pietro Casalino della Coldi retti. Così come si deve investire sul turismo e sulla laguna di Codevigo è stato l’input lanciato da Alesandro Baretta di Confagricoltura.
-
IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 07 OTTOBRE 2008
Magro bottino per i ladri in via Zuccherificio
PONTELONGO. Ladri in azione ieri mattina a Pontelongo: hanno preso di mira la casa di via Zuccherificio 98, dove Daniele Tasca vive con la famiglia. Sono spariti soldi in contanti. I malviventi hanno aspettato che nell’abitazione non ci fosse nessuno, hanno forzato un’imposta sul retro e sono entrati portando via quello che sono riusciti a trovare. Ovvero qualche centinaio di euro. Ad accorgersi della sgradita visita è stato verso le 11 lo stesso padrone di casa. A quel punto non ha potuto fare altro che avvisare i carabinieri per il sopralluogo e le indagini.
di : (e.l.)
-
IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 05 OTTOBRE 2008
Contributo per bici elettriche
PONTELONGO. Tutti in bicicletta per le strade del paese. L’amministrazione, infatti, concede ai cittadini un contributo per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita elettronicamente. «La bicicletta a pedalata assistita – dice l’assessore all’Ambiente Marino Zenna – può considerarsi un’alternativa all’automobile. Il mezzo è considerato dal Codice della Strada come una normale bicicletta, che può essere utilizzato senza obbligo di casco, assicurazione e bollo. Tutti i cittadini maggiorenni di Pontelongo potranno accedervi». Il contributo che darà il comune per l’acquisto della bicicletta è pari a 150 euro. In totale il numero delle erogazioni saranno otto per cui chi fosse sfiorato dall’idea deve darsi una mossa. La richiesta, infatti, va presentata entro il 15 novembre e la graduatoria per l’assegnazione è determinata dalla data di presentazione della domanda. Gli over 65, però, avranno diritto di precedenza. Il testo completo del bando ed il modulo con cui presentare la domanda possono essere ritirati in municipio all’ufficio Ambiente e segreteria.
di : (al.ces.)
-
IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008
Apre a Piove lo sportello destinato alle vittime di episodi di criminalità
PIOVE DI SACCO. L’associazione Andromeda Regione Veneto Onlus presenterà questa sera alle 21 all’auditorium Giovanni Paolo II di via Ortazzi il progetto dello Sportello per le vittime della criminalità. Durante l’incontro esperti di criminalità e vittimologia informeranno i cittadini sui metodi di salvaguardia contro le più comuni truffe domestiche, specie ai danni degli anziani indifesi, e i furti in abitazione, sugli accorgimenti necessari perché venga impedita la commissione di reati contro la persona e il patrimonio, nonché sulle possibilità risarcitorie post delictum. Il progetto verrà illustrato nel dettaglio dal presidente di Andromeda Regione Veneto Onlus Luana Levis, dal presidente nazionale dell’associazione, l’onorevole Filippo Ascierto e alcuni professionisti che collaborano alla realizzazione dell’iniziativa, ovvero l’avvocato Matteo Cavatton, la psicologa forense Valentina De Tommasi, l’esperto in cyber crimes Gianfranco Volpin e l’esperto in criminologia Ermes Siolini. Dopo Piove la presentazione itinerante dello Sportello per le vittime della criminalità toccherà Selvazzano, Anguillara Veneta e Padova, dove sono previsti incontri nei diversi quartieri. Diversi i patrocini all’iniziativa.
di
Elena Livieri)
-
IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008
No alla mafia, a pranzo con Libera
Piove di Sacco – Una grande tavolata in piazza per dire no alle mafie e ribadire l’uguaglianza di tutti i cittadini. Succederà domenica, in piazza Incoronata, per volere della sezione piove se di Libera, l’associazione nazionale contro le mafie, e di altre realtà che operano nel tessuto sociale. Un evento che assume un significato particolare in questi giorni, in cui la città ha appreso la notizia di presunte vicende di mafia legate al clan Lopiccolo, che aveva allungato i suoi tentacoli anche sul mercato immobiliare della zona. «Questo pranzo vuole essere un gesto orientato a creare e a rinvigorire uno spirito di accoglienza, di dialogo e di coesione sociale spiega Alberto Lazzari, referente di Libera -. Noi siamo certi che questi sono i punti di forza che caratterizzano una moderna società democratica. I fatti portati alla luce dalla cronaca in questi ultimi giorni non c’entrano di rettamente con l’evento, che abbiamo iniziato ad organizzare a luglio. Certo che, a maggior ragione, l’appuntamento di domenica di venterà un momento ancora più importante per sensibilizzare quanti parteciperanno sui temi della legalità, della giustizia ma soprattutto per sottolineare che è necessario l’impegno di tutti per combattere le difficoltà che ostacolano il pieno sviluppo di ogni persona umana e per promuovere l’effettiva partecipazione di tutti i concittadi ni alla vita sociale del paese». Stare seduti alla stessa tavola e mangiare insieme, tra comunitari ed extracomunitari, adulti e bambini di ogni provenienza sociale, sarà un segno di condivisione della propria storia, della propria quotidianità e della voglia di costruire una città nuova, più giusta e accogliente per tutti. Per questo l’invito al pranzo è aperto a tutti, è gratuito e non è necessaria la prenotazione perché si mangerà ciò che ognuno vorrà portare.«È un’iniziativa lodevole commenta il sindaco Mario Crosta alla quale ha aderito anche la giunta comunale. E’ importante che le distanze fra cittadini con storie e culture diverse vengano annullate per favorire l’integrazione».
di :Federica Bertaggia
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
PIOVE DI SACCO. Sistemi Territoriali ha attivato nuovi treni e rivisto alcuni orari per …
PIOVE DI SACCO. Sistemi Territoriali ha attivato nuovi treni e rivisto alcuni orari per andare incontro alle richieste degli utenti della linea ferroviaria Adria-Venezia, i quali stanno protestando da parecchi mesi per i numerosi disagi che sono costretti a sopportare. E tuttavia l’annosa questione del sovraffollamento dei convogli nelle ore di punta rimane irrisolta. Tutte le mattine all’andata, e nel pomeriggio al rientro, lavoratori e studenti si ritrovano stipati nei vagoni e molti si trovano costretti ad affrontare buona parte del viaggio in piedi. Assoutenti, l’associazione cui si sono rivolti i pendolari della linea Adria-Venezia, annuncia alcune novità: «E’ stato attivato un nuovo treno feriale velocizzato con partenza da Chioggia alle 7.43 e arrivo a Mestre alle 9.15. Ferma ad Adria alle 8.12 e a Piove alle 8.45. Inoltre è stato confermato il prolungamento della corsa che parte da Venezia alle 17.34 fino ad Adria, con arrivo alle 19.04. Il treno procede quindi fino a Chioggia, dove arriva alle 19.35».
«A fine ottobre – aggiunge Assoutenti – il treno del primo pomeriggio, che ora fa una lunga sosta a Mestre, riprenderà la sua traccia originaria, con partenza da Venezia alle 14.25 e da Mestre alle 14.38. Sempre dal prossimo mese sarà attivata una nuova corsa diretta con partenza da Mestre alle 16.02».
Oltre agli orari e al cadenzamento dei treni, ritenuti troppo pochi, i pendolari avevano chiesto alla direzione di Sistemi Territoriali di risolvere il problema delle finestre senza tende sui nuovi convogli che nei giorni di sole rendono il viaggio un inferno. «In via sperimentale – annuncia Assoutenti – è stato messo in circolazione un treno con pellicola oscurante sulle finestre». Ora verrà valutata l’efficacia di questo sistema e poi eventualmente sarà estesa a tutti gli altri treni. Lucia Pizzo, capofila con Lucia Panareo, delle proteste dei pendolari, si dichiara contenta a metà: «E’ evidente che grazie alle proteste, e alla loro eco sui mezzi di informazione, Sistemi Territoriali ha cercato di dare qualche risposta alle nostre richieste, tamponando la situazione di disagio che da anni si era venuta a creare. Rimane però irrisolto il problema principale, che è quello del sovraffollamento dei treni. Trovo anche discutibile aver aggiunto una corsa che arriva a Mestre alle 9.15 perché non può tornare utile a chi inizia il lavoro o l’università alle 9 pertanto non aiuterà a decongestionare i treni che la precedono. Di positivo – rivendica Pizzo – va sottolineata la possibilità di acquistare abbonamenti annuali sia per gli studenti che per i lavoratori». Ma per ottimizzare il servizio di strada ce n’è ancora da fare.
di : ELENA LIVIERI
-
IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Nasce «il giardino dei giusti del mondo»
Da Padova al mare. E poi, forse, anche oltre l’Adriatico, fino a Sarajevo, teatro del genocidio bosniaco: il «giardino dei giusti del mondo» ricorderà tutti coloro che si sono opposti alla barbarie, anche a costo della vita. Aprirà i battenti domenica alle 11.30 il monumento, disegnato da Elio Armano e fortemente voluto dall’ex assessore alla cultura Giuliano Pisani, che fa da contraltare al tempio dell’Internato Ignoto di Terranegra. «Padova ha creato un giardino per ricordare i giusti di tutti i genocidi, dagli ebrei al popolo armeno, fino alla Bosnia e al Rwanda – ha spiegato il sindaco Flavio Zanonato – E’ la conclusione di un lavoro iniziato otto anni fa». Ogni giusto avrà un albero: domenica ne saranno piantati dieci. Per la Shoah si ricorderanno padre Placido Cortese, Giorgio Perlasca, Giovanni Palatucci e Carlo Angela. Per il genocidio armeno ci saranno tre piante dedicate a Giacomo Gorrini, Ayse Nur Zarakolu e Armin Theophil Wegner. Mentre Pierantonio Costa e Jacqueline Mukansonera saranno ricordati per la loro opposizione al genocidio ruandese. E il bosniaco Lazar Manojlovic, preside di una scuola in Bosnia che si rifiutò di consegnare alle autorità la lista degli studenti non serbi. Quest’ultimo, assieme a Costa, sarà presente alla cerimonia di domenica. Mentre tutti gli altri giusti sranno ricordati da parenti o autorità. Ci sarà anche il noto giornalista televisivo Piero Angela, figlio di Carlo, chirurgo di partigiani ed ebrei nella lotta di Liberazione. Nel pomeriggio poi la cerimonia continuerà con la consegna, in palazzo della Ragione, del sigillo della città ai giusti. «E il giardino, dopo i primi 30 alberi, continuerà sull’argine fino ad arrivare al mare – assicura Giuliano Pisani – Abbiamo già un accordo con il sindaco di Pontelongo. E cerchermo di far continuare la via dei giusti anche in Croazia e Bosnia, fino a Sarajevo».
di : (c.mal.)
-
IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Dopo sette anni viene sciolta l’unione …
Codevigo/Pontelongo . Dopo sette anni viene sciolta l’unione dei Comuni di Codevigo e Pontelongo . La crisi del settimo anno, a quanto pare, non è prerogativa solo dei matrimoni ma anche delle pubbliche amministrazioni.Il consiglio comunale di Codevigo ha votato la delibera di scioglimento del protocollo di collaborazione e si prepara a dire definitivamente addio al Comune di Pontelongo dal primo gennaio 2009. Niente più gestione comune della polizia municipale, dei lavori pubblici, del sociale; niente più progetti a quattro mani per l’edilizia privata, l’ambiente e l’urbanistica.Si tratta di un’unione più di forma che di sostanza spiega Graziano Bacco, sindaco di Codevigo -. Per noi ci sono alcuni servizi peculiari di ogni singolo comune che poco si adattano ad essere gestiti nell’ambito dell’unione perché presuppongono una conoscenza specifica del proprio territorio e delle sue dinamiche evolutive in termini ambientali, sociali, di sviluppo urbano e di opere pubbliche. In più è da considerare il fatto che la forma di unione era nata con l’obiettivo di fondere comuni contermini. Tra noi e Pontelongo è da ritenersi impossibile la fusione, si unisce solo un fazzoletto di terra e il corso del Bacchiglione. Codevigo non ha comunque intenzione di stare single a vita. E apre già la strada a possibili unioni con Comuni più vicini da tutti i punti di vista, anche quello politico. Per questo è meglio aspettare le lezioni del 2009 prima di celebrare altri matrimoni. Non condivido questa scelta, seppur legittima, adottata dal Codevigo è il commento del sindaco di Pontelongo e presidente dell’unione, Federico Ossari -. Ci eravamo messi come termine la primavera del prossimo anno per fare un bilancio ed eventualmente prendere le opportune decisioni, nel frattempo i servizi continuavano nell’ambito dell’unione e la qualità veniva garantita. Nessun rancore da parte mia, spero continuai la collaborazione anche se dispiace venga vanificato il lavoro fatto negli anni.
di : Fe.Be.
-
IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Nel buio dei genocidi c’è stato anche chi ha detto “no” Domenica verranno messi a dimora dieci alberi intitolati a chi ha difeso i perseguitati: armeni, ebrei, ruandesi e bosniachi
Nel buio dei genocidi c’è stata anche la luce di chi si è sacrificato per gli altri. Cioè di chi è stato capace di dire “no” e di difendere, anche pagando con la vita, i deboli e gli inermi. Sono questi i Giusti, che da domenica avranno a Padova un Giardino a loro dedicato: il primo a ospitarli tutti, a partire dal XX secolo. Quella che era stata un’idea lanciata cinque anni fa dal consigliere comunale Giuliano Pisani, quindi, diventa realtà e nell’area prospiciente il tempio dell’Internato Ignoto verranno piantati i primi dieci alberi intitolati a chi ha contrastando i genocidi, vanificandone in parte gli effetti. «Come predicava Antigone – ha sottolineato il promotore dell’iniziativa – costoro hanno fatto quello che gli ha detto la coscienza, per essere in pace con quest’ultima. Adesso questa operazione mira proprio a porre all’attenzione dei giovani la libertà di agire secondo coscienza di fronte al male, di fronte all’abominio della cultura del male. Perché, riprendendo una frase di Hannah Arendt “si può sempre dire sì, o dire no”». «Per il Giardino dei Giusti del Mondo – ha aggiunto – abbiamo scelto Terranegra perché all’Internato Ignoto sorgerà una sorta di “cittadella della memoria e della giustizia” del Veneto». «Materializzando lo spunto di Pisani – ha osservato il sindaco Flavio Zanonato – avremo a Padova un luogo che ricorda come in momenti di grande negatività dei comportamenti umani, ci fossero anche uomini che si sono manifestati in modo diverso, i quali con impegno e sacrifico si sono battuti per difendere i perseguitati». Le manifestazioni saranno divise in due giornate. Domenica alle 11,30 verranno messi a dimora gli alberi dedicati ai Giusti di quattro diversi genocidi: per il genocidio armeno, Giacomo Gorrini, AyseNur Zarakolu, Armin Theophil Wegner; per la Shoah, P. Placido Cortese, Giorgio Perlasca, Giovanni Palatucci e Carlo Angela; per quello ruandese, Pierantonio Costa e Jacqueline Mukansonera; per il bosniaco, Lazar Manojlovic. Nel pomeriggio la cerimonia continuerà all’interno del Palazzo della Ragione, alle 17, con la consegna da parte di Zanonato del Sigillo della città ai Giusti, che per molti verrà ritirato dai parenti. Lunedì, invece, saranno coinvolte alcune scuole del Veneto che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione; in città, quindi, ospiteranno una testimonianza sull’argomento i licei Tito Livio, Marchesi, Nievo, Cornaro e Severi, gli istituti Duca degli Abruzzi, Calvi, Gramsci, Marconi, Belzoni e da Vinci. Verrà riproposta anche nell’Auditorium dell’Internato Ignoto la mostra “Si può sempre dire un sì o un no-L’esempio dei Giusti”, che narra le vicende degli italiani che si adoperarono per salvare gli ebrei dalle persecuzioni. L’anno prossimo verranno piantati altri 10 alberi e poi si proseguirà lungo un collegamento dal Giardino all’argine del Bacchiglione e da qui, passando per Pontelongo , l’idea è quella di arrivare fino al mare, per dar vita alla “via dei Giusti”. «Più si diffondono iniziative del genere – ha concluso Pisani – e più si dimostra attenzione per la dignità dell’Uomo».
-





