Agosto 2009
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 29 Agosto 2009,
Piove di Sacco – Se all’inizio bidoni colorati e regole ferree avevano mandato in tilt più di qualche cittadino, a distanza di anni la raccolta differenziata sta diventando un’abitudine sempre più radicata. E i risultati si vedono: nel 2008 i piovesi hanno correttamente diviso e, quindi, permesso di riciclare, il 62,6 per cento dei rifiuti, destinando alla discarica il restante 37,4 per cento. L’impegno di famiglie e aziende ha permesso al territorio di ricevere l’ambito attestato di “Comune riciclone”, che è stato consegnato nel corso di una cerimonia, promossa da Legambiente e dal ministero dell’Ambiente, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. Secondo i dati del Bacino Padova 4, a cui afferiscono il Piovese ma anche il Conselvano, per un totale di ventuno Comuni, a Piove di Sacco l’anno scorso sono state prodotte 9852 tonnellate di rifiuti. In media, circa un chilo e mezzo al giorno per ogni abitante, di cui 550 grammi di secco non riciclabile e 450 grammi di umido e verde. Proporzionalmente, è quindi quella del secco non riciclabile la tipologia che detiene ancora la fetta più ampia del grafico dei rifiuti totali. Ma un po’ alla volta, grazie alla sensibilità crescente per l’ambiente e alle sanzioni previste per chi non si attiene alle regole, i rifiuti che possono essere riutilizzati sotto altre forme stanno prendendo il sopravvento. Così, se nel 2008 a Piove di Sacco la percentuale di secco prodotto è del 37,3 per cento, il verde e il legno si attestano al secondo posto con il 17,4 per cento. Sorpresa, la carta e il cartone, con il 14,8 per cento, superano di poco l’umido, fermo al 14,7 per cento. Notevole anche il dato del multimateriale riciclabile, vetro e lattine, che si afferma del 12,6 per cento. Lo 0,9 per cento è costituito dagli ingombranti, lo 0,5 dalle apparecchiature elettroniche e lo 0,4 per cento dal ferro. Mediamente, nell’intera Saccisica, nel 2008 è stato differenziato e, quindi, riciclato, il 68,9 per cento della spazzatura. Un dato oltre ogni previsione che, secondo gli obiettivi fissati dal testo unico sull’ambiente, fa fare un balzo in avanti di quattro anni ai Comuni aderenti al Bacino. Traino verso l’importante traguardo il comune di Polverara, che ha raggiunto la quota record dell’80,3 per cento di differenziazione. Bene anche Brugine Arzergrande e Pontelongo, rispettivamente con il 69,9, 69,4 e 69,1 per cento. Un gradino più sotto si collocano Correzzola e Sant’Angelo di Piove, dove le percentuali si attestano a 68,8 e 68,4.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 28 AGOSTO 2009
Bacco si scusa e ritira le dimissioni – La lettera del sindaco di Codevigo al prefetto irrita le opposizoni «Ma non erano irrevocabili? Lunedì dovrà spiegarcelo in Consiglio»
CODEVIGO. Il sindaco Graziano Bacco ha ritirato le dimissioni. Si conclude così con un nulla di fatto la telenovela politica che ha animato a Codevigo le sonnacchiose settimane ferragostane. Anche questa volta Baccio ha annunciare la decisione con una lettera spedita al prefetto, e per conoscenza ad assessori e consiglieri. Comunico la mia decisione di revocare le dimissioni – recita il testo – alla luce delle sollecitudini ricevute in tal senso e dalla solidarietà manifestatami. Le mie ragioni personali fanno un passo indietro rispetto al senso di responsabilità per continuare a svolgere un delicato servizio. Confido nell’aiuto di quanti mi sostengono moralmente e politicamente e mi scuso per il disagio arrecato».«Questi giorni di riflessione – aggiunge il sindaco – sono stati positivi. Riprendo il mio posto con la fiducia del mio gruppo che è ben compatto». In sostanza Bacco ribadisce che non c’è stata alcuna crisi politica e che è un dettaglio marginale il fatto che le dimissioni fossero state presentate come «irrevocabili». Diventa una formalità quindi il consiglio comunale straordinario convocato per lunedì su richiesta dell’opposizione per avere qualche spiegazione su una vicenda consumata e presto archiviata fra tanti silenzi. Troppi, per non suscitare qualche legittima richiesta di maggiore chiarezza. «Non è chiaro quello che è successo – commenta a caldo il capogruppo di minoranza Gerardo Fontana – e nel consiglio dovrà necessariamente emergere qualcosa. Ci troviamo comunque di fronte ad una maggioranza inaffidabile e a termine». Molto critico anche l’altro capogruppo di minoranza Maurizio Ruzzon: «Dalla lettera di revoca emerge solo che le questioni personali del sindaco rimangono e con esse, di conseguenza, anche quelle difficoltà ad amministrare con serenità e attenzione che avevano spinto alle dimissioni. La maggioranza e il sindaco non possono continuare a sottrarsi dal dare spiegazioni, considerando la cosa pubblica come una questione privata».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 28 Agosto 2009,
Piove di Sacco – Una faccina verde e sorridente per dire “sì, mi sono trovato bene in questo ufficio e gli impiegati sono stati più che gentili”; una gialla per esprimere un giudizio sufficiente e una terza rossa e corrucciata per dire “no, così non va”. Sono le tre modalità che avranno presto a disposizione gli utenti piovesi per valutare i servizi erogati dagli uffici comunali.
L’iniziativa si chiama “Mettiamoci la faccia”, rientra a pieno nell’operazione trasparenza promossa dal ministro Renato Brunetta, ed è già stata avviata in altri Comuni della zona. Entro l’anno anche a Piove di Sacco saranno installati tre totem-visori (uno a palazzo Jappelli, un secondo al polisportello di via degli Alpini e un terzo nella biblioteca “Diego Valeri”) tramite il quale i cittadini, dopo essersi rivolti a uno degli sportelli ed aver ricevuto un’apposita scheda, solo toccando lo schermo potranno esprimere un giudizio sul servizio ricevuto. Verde, giallo e rosso, appunto, che corrispondono a positivo, sufficiente e negativo. In caso di giudizio negativo sarà possibile indicare anche la motivazione. Sempre nell’ambito dell’operazione trasparenza, dopo che i cinque dirigenti del Comune hanno pubblicato sul sito i loro curricula e gli emolumenti percepiti, lo stesso faranno, entro il mese, anche il sindaco e gli assessori comunali. Se il consiglio comunale sarà d’accordo, anche se non è previsto dalla legge, saranno pubblicati anche i dati riguardanti i venti consiglieri. Inoltre a Piove di Sacco tutti e tredici i funzionari con responsabilità gestionali dovrebbero aderire nei prossimi giorni al progetto, rendendo anch’essi noti i redditi percepiti dall’ente.
(Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 27 AGOSTO 2009
Meneghetti il dirigente più pagato – Lo stipendio più basso al comandante della polizia locale Francesca Prota
PIOVE DI SACCO. Sono stati pubblicati sul sito del comune di Piove di Sacco i curricula e gli stipendi dei cinque dirigenti comunali, come prevede l’«operazione trasparenza» voluta dal ministro Renato Brunetta. Il Paperon de’ Paperoni dei dipendenti comunali risulta l’architetto Giorgio Meneghetti, mentre fanalino di coda è il comandante della polizia locale Francesca Prota. Pubblicati anche i tassi di assenza (che comprendono malattia, ferie, permessi, aspettativa e congedo obbligatorio) del personale di ogni singolo settore per il mese di luglio. Mario Canton, 50 anni, maturità classica, a capo del settore amministrativo, percepisce 91.735 euro lordi all’anno. Dirige 23 dipendenti che in luglio hanno totalizzato un tasso di assenza del 28,06 per cento. Bruno Romagnosi, 58 anni, laureato in economia e commercio, dirige il settore finanziario e guadagna 88.056 euro. I nove dipendenti dell’area finanziaria hanno totalizzato il 18,20% di assenze, il più basso di tutti i settori in cui è suddivisa l’attività comunale. Il comandante dei vigili Francesca Prota, 44 anni e laurea in giurisprudenza, percepisce una retribuzione annua di 59.511 euro. I 15 dipendenti, tra vigili e impiegati, hanno cumulato il 20,04% di assenze. Giovanni Pizzo, 55 anni, laureato in giurisprudenza, dirige l’area servizi alla persona per un compenso annuo di 87.749 euro. I 19 dipendenti del settore hanno totalizzato il 28,61% di assenze. Guadagna più di tutti i dirigenti comunali Giorgio Meneghetti, 57 anni, laurea in architettura allo Iuav: 93.241 euro. Ed è del 26,08% la percentuale di assenze dei 32 dipendenti dell’area tecnica e territorio. Complessivamente i cinque costano circa 420 mila euro l’anno. Invece il tasso di assenze totale dei dipendenti comunali a luglio è stato del 29,47%. Non sono invece disponibili curriculum e retribuzione del segretario comunale in attesa del sostituto di Calogero Contino, che ha svolto la mansione di segretario fino al mese scorso.
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Il prossimo raduno triveneto delle Penne Nere (ultima decade di settembre a Rovigo) ci porta al ricordo della lunga, operosa vita della sezione padovana, comprendente anche gli Alpini polesani, appunto. All’indomani della costituzione dell’Ana (8 luglio 1919), gli alpini padovani furono fra i primissimi a costituirsi in sezione. Per iniziativa del capitano Guido Piacentini, detto “Pia”, da Camisano Vicentino, ma legatissimo alla Città del Santo, che aveva fatto parte degli 80 fondatori dell’Ana in quel di Milano, ecco dunque sorgere anche a Padova l’associazione delle Penne Nere. Era l’ottobre del 1920 e 40 reduci alpini si riunirono all’”Isola di Caprera” eleggendo primo presidente il generale Carlo Ferretti. Agli inizi degli anni Trenta venne assorbito in ambito sezionale il Gruppo Ana di Rovigo fondato dal dottor Cossettini, capitano durante la Grande Guerra. Fu in quel periodo che si costituirono anche alcuni gruppi “storici” della sezione: Cittadella (1932), Camisano, Gazzo, Pontelongo. Nel 1938, fu la volta di Piove di Sacco e nel dopoguerra, i gruppi andranno sempre più aggiungendosi accrescendo la forza della sezione. Nel 1960, venne fondato il gruppo di Adria, seguito l’anno dopo da quello di Camposampiero. Poi, Teolo, Terme Euganee, Villafranca Padovana, Grantorto, Sant’Andrea di Campodarsego. La sezione ha avuto modo di distinguersi per attività laboriose, vita interna molto vivace e col periodico “Naia Scarpona”, nel 1984 primo classificato nel concorso nazionala per la Stampa Alpina – più il riconoscimento speciale per la grafica. Il cammino della sezione Ana di Padova è stato molto significativo anche per la partecipazione solidale in occasione di terremoti e alluvioni (Friuli, Piemonte, Umbria, adesso Abruzzo eccetera). Nel 1976 a Padova fu assegnata l’adunata nazionale e si trattò di un gran respiro per tutta la cittadà, invasa dall’aria mefitica del terrorismo. Adunata nazionale che si è ripetuta, in un clima affatto diverso, nel 1998. Fra i raduni treveneti, con quello settembrino a Rovigo, sarà la seconda volta nella sua storia che la sezione padovana è impegnata su questo fronte, potendo contare sull’opera di 2002 alpini e in 568 aggregati (o “amici degli Alpini”), tanti ne contano i 36 gruppi di Padova e Rovigo.
di : Giovanni Lugaresi
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Animali in classe per educare i bimbi Progetto dell’Usl 14
PIOVE DI SACCO. Sarà merito delle campagne pubblicitarie che negli ultimi anni hanno contribuito non poco a sensibilizzare su questo problema, sarà l’inasprimento delle sanzioni, fatto sta che è in continua diminuzione il fenomeno del randagismo, spesso dovuto all’abbandono dei cani da parte dei proprietari. Un fenomeno che registra ogni anno il picco proprio in estate. Quando persone insensibili e crudeli decidono di sbarazzarsi dell’amico fedele per poter andare in ferie. E per educare sin da piccoli ad amare gli animali, il sevizio veterinario dell’Usl 14, diretto dal dottor Luciano Boffo, ha sperimentato un progetto con gli alunni della scuola elementare: trascorrere del tempo in compagnia di diversi animali per imparare a prendersene cura. Avvalendosi della collaborazione di due psicologi il servizio veterinario ha coinvolto nel progetto di attività con gli animali gli alunni della scuola primaria Umberto I. E i risultati non si sono fatti attendere. Dopo aver trascorso un periodo in compagnia di cagnolini, micetti, un cavallo e una tartaruga, i bambini hanno dimostrato di aver maturato un comportamento più altruista e di aver guadagnato fiducia in se stessi. L’amore e il rispetto per gli animali si impara anche così. Negli ultimi dieci anni il numero di cani recuperati dal servizio veterinario dell’Usl 14 è drasticamente diminuito, passando da oltre 300 nel 2000 ai poco più di 80 dei primi sei mesi di quest’anno. L’accalappiamento viene svolto ventiquattr’ore su ventiquattro, le richieste provengono dai comuni, dalle forze dell’ordine o dei cittadini. I cani catturati vengono portati al canile di via Fiumicello dove è garantita loro ogni cura e assistenza. L’anno scorso su 162 cani recuperati, 50 avevano il microchip e sono stati restituiti ai legittimi proprietari, 71 sono stati adottati e 42 affidati a canili rifugio. Degli 88 cani presi da gennaio a giugno di quest’anno, invece, 36 sono stati restituiti ai proprietari e 22 hanno trovato una nuova famiglia. Per contrastare il fenomeno del randagismo, il servizio veterinario è impegnato in una costante campagna di sterilizzazione. Il piovese vanta quasi un record per la presenza di colonie feline: ne sono state censite ben 181.
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 24 AGOSTO 2009
Il progetto Gas arriva anche a Piove di Sacco – Impianti fotovoltaici si punta a spendere poco
PIOVE DI SACCO. Sbarca a Piove di Sacco il progetto Gas, Gruppo di acquisto solare, per dare la possibilità di trovare a prezzi competitivi impianti di pannelli fotovoltaici. Il mercato italiano sta raggiungendo infatti importanti risultati nell’installazione dei pannelli fotovoltaici che permettono di produrre energia elettrica pulita sfruttando l’irraggiamento del sole. Per aumentare il numero di famiglie che decidono di sfruttare il sole, il Bacino Padova 4, Legambiente e Padova Tre Srl mettono oggi a disposizione dei cittadini dei 58 comuni della bassa una rete di sportelli informativi. E’ il progetto Energia Comune che consente di avere informazioni e consulenze gratuite. Gli operatori, disponibili ogni giovedì dalle 10 alle 13 al Polisportello di viale degli Alpini, sono a disposizione dei cittadini che desiderano conoscere le potenzialità del fotovoltaico e dei pannelli solari e possono ottenere tutte le informazioni su costi e sgravi fiscali. Lo sportello ha avviato la campagna di adesioni al Gas, gruppo di acquisto solare. Unendo la domanda di più famiglie il Gas riesce ad ottenere risparmi economici fino al 20 per cento sui prezzi medi di mercato e maggiori garanzie sulla qualità degli impianti e dei servizi. Informazioni sono disponibili direttamente al Polisportello, basta contattare il numero verde 800.238.389 e navigare sul sito Internet www.energiacomune.org/padovatre.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 22 AGOSTO 2009
Autovelox, finalmente si cambia Da oggi la competenza passa a prefetti e polizia. Grossi limiti ai Comuni STRADE SICURE Rivoluzionato il sistema di controllo della velocità Addio agli «agguati» dei vigili: postazioni segnalate
ROMA. Nuove regole nella gestione degli autovelox, dopo le recenti truffe ai danni degli automobilisti scoperte in Campania. E’ di ieri, con effetto immediato (anche se nella pratica partirà da settembre), una direttiva del ministro Maroni che esclude in via definitiva i privati dalla gestione della sorveglianza con autovelox, da oggi di competenza delle prefetture e della polizia stradale. L’altro punto importante riguarda gli “agguati” agli automobilisti, che spesso incappano in pattuglie nascoste per rilevare la velocità: non sarà più possibile. La posizione dovrà essere segnalata e visibile. La direttiva era attesa e mette ordine in un settore che in questi anni ha prodotto polemiche e scandali, oltre che diffusi mal di pancia tra gli automobilisti. Innanzitutto i privati. I Comuni non potranno più appaltare la gestione degli autovelox: il controllo della velocità – è specificato nella direttiva – è un servizio di polizia che non può essere delegato a imprese che noleggiano gli apparecchi. Quindi fuori i privati dalla gestione delle multe (e anche degli introiti visto che in taluni casi incassavano percentuali dai Comuni), e un limite anche all’azione dei vigili urbani. Il nuovo meccanismo sulla carta appare semplice: saranno i prefetti ad indicare le strade urbane ed extraurbane dove effettuare i rilevamenti di velocità, con unico criterio quello della pericolosità delle strade in base al numero di incidenti nel biennio precedente, e non più del “fare cassa”. «La polizia stradale sarà il braccio operativo, cioè coordinerà sul territorio i controlli sempre seguendo le indicazioni dei prefetti», dice un funzionario della Stradale. Questo limiterà molto la discrezionalità dei Comuni, che già avevano visto sfumare parte dei loro introiti con le nuove direttive del codice della strada in via di approvazione che impongono la destinazione del 50% dei soldi a interventi per la sicurezza stradale. In buona sostanza, se i vigili urbani vorranno piazzare un autovelox in un determinato tratto di strada, dovranno prima coordinarsi con la Stradale anche per evitare sovrapposizioni tra diverse forze di polizia. Per fornire poi la massima trasparenza all’attività preventiva, viene disposto che ogni postazione di controllo (sia fissa che mobile) debba essere presegnalata ad adeguata distanza con segnali stradali o dispositivi luminosi. Il veicolo di servizio inoltre deve essere parcheggiato in posizione visibile per gli automobilisti. Una stretta arriva anche sulla tutela della privacy. Foto e filmati di automobilisti sanzionati devono essere trattati solo da personale di polizia. Le immagini non possono essere inviate per posta insieme con il verbale, ma può prenderne visione solo il proprietario del veicolo. Le persone all’interno dell’auto, se individuabili, devono essere rese non conoscibili. L’Asaps (Associazione amici della polizia stradale) esprime soddisfazione: «Che ci fossero confusione e sovrapposizioni era ormai sotto gli occhi di tutti» dice il presidente Giordano Biserni, che sottolinea come gli autovelox finalmente saranno utilizzati come strumento preventivo sulle strade pericolose e non per altri fini. Importante per l’Asaps anche «il ruolo centrale del prefetto nell’arbitrare e monitorare le modalità dei servizi e la loro collocazione nella rete stradale».
di Paolo Carletti
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
Rate dei mutui bloccate Accordo anti crisi
SANT’ANGELO DI PIOVE. Sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria e istituti di credito uniti per far fronte alla crisi economica. E’stato siglato un documento per l’adozione di misure di salvaguardia dei cittadini in materia di mutui prima casa e sostegno al credito alle imprese del territorio. Misure che si traducono con il blocco per 12 mensilità del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui prima casa, l’anticipazione da parte delle banche dell’assegno Inps nel caso di ritardi e l’adozione di misure di sostegno al credito per le imprese in difficoltà. Il documento, redatto dal comune di Sant’Angelo capofila dell’iniziativa, è stato firmato anche da Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Campolongo Maggiore, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Saonara. «Ci siamo fatti interpreti di un’azione importante per il territorio – spiega il sindaco Romano Boischio – l’intento è quello di dare un segnale di unità».
di : (Martina Maniero)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
I vigili di Pontelongo si armano – Per aderire a «Saccisica Sicura» e assicurarsi controlli e servizi
PONTELONGO. Presto anche i vigili di Pontelongo saranno armati. «A Pontelongo – spiega il vicesindaco Enzo Battisti – gli agenti non hanno in dotazione un’arma e non esiste alcun regolamento comunale che regoli le modalità di armamento. Per questo entro la fine del mese provvederemo a dotarci innanzi tutto di questo primo strumento amministrativo». L’esigenza, è bene spiegarlo, non è fine a se stessa. Si tratta di una condizione necessaria per potere aderire a «Saccisica Sicura», progetto finanziato dalla Regione e che prevede che diverse municipalità si uniscano per mettere insieme le loro forze in maniera da far fronte al problema della criminalità e del degrado, garantendo un potenziamento della presenza dei vigili urbani in tutto il territorio. Attraverso il progetto «Saccisica Sicura» si dovrebbe essere in grado di coprire fasce orarie che in precedenza erano del scoperte, soprattutto nei paesi piccoli, che hanno organici ridotti. Pontelongo rientra nel nuovo distretto assieme a Piove, Sant’Angelo, Brugine, Codevigo, Arzergrande e Correzzola. «In questa maniera – prosegue Battisti – potranno essere impiegati anche sul nostro territorio una serie di strumenti (etilometro, alcoltest, telelaser, autovelox e un kit per rilevare i documenti contraffatti) che il nostro Comune non prevede. Potremo così attuare le iniziative sulla sicurezza promesse ai cittadini: controllo serale e notturno di piazza e parchi, verifica della regolarità delle attività condotte dagli extracomunitari».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 21 AGOSTO 2009
Lotta contro il degrado chiusura anticipata per i due kebab di via Reni Nel mirino «Bum bum pizza» e «Turkish fast-food» Non potranno somministrare o detenere alcolici
Chiusura anticipata alle 21 per i due venditori di kebab di via Reni, a San Carlo. Ancora un provvedimento restrittivo dell’amministrazione comunale che impone ai negozi che creano «degrado» di abbassare prima le saracinesche. Nel mirino dell’assessore alla polizia municipale Marco Carrai stavolta sono finiti il «Bum bum pizza» al civico 30 di via Guido Reni e il «Turkish fast food kebab» che si trova al civica 38 della stessa via. Quest’ultimo però ha cambiato gestione da pochi giorni, per cui il provvedimento sarà negoziato con i nuovi proprietari. In ogni caso, ieri nei due negozi si sono presentati gli agenti della polizia municipale per notificare l’”avvio del procedimento». Oltre ad anticipare l’orario di chiusura (dalle 2 di notte alle 21) l’amministrazione imporrà anche il divieto di vendita e detenzioni di alcolici di qualsiasi gradazione, valido tutto il giorno. Il panino quindi, anche se preso prima delle 21, non potrà più essere accompagnato neppure da una birra, ma soltanto da bevande analcoliche. La linea dura è scattata dopo le proteste dei residenti di San Carlo: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sui due locali – sottolinea l’assessore – Da parte nostra c’è una grande attenzione nei confronti di tutte le attività commerciali, perché non vogliamo diventino luoghi di aggregazione per spacciatori, clandestini e balordi. Qualunque attività si comporterà male riceverà un’ordinanza limitativa: non faremo sconti». La linea dura è segnata: nel mirino ci sono altri locali, sia negozi etnici che altre attività.
di : (c.mal.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 20 AGOSTO 2009
CAPPA DI CALDO SULLA SACCISICA Non ci sono più letti liberi in ospedale
PIOVE DI SACCO. Negli ultimi giorni la colonnina di mercurio ha sfiorato i 40 gradi anche nella Saccisica e al pronto soccorso dell’ospedale Immacolata Concezione sono aumentati gli accessi giornalieri. Da una media di un centinaio sono passati a punte di 150, con una mole di lavoro notevole per medici e infermieri. Di conseguenza sono aumentati anche i ricoveri, tanto che sia nel reparto di medicina che in quello di geriatria i posti letto sono tutti occupati. «I picchi di caldo hanno sempre come conseguenza un aumento degli accessi nel reparto emergenze – sottolinea Pietro Giorgio Zampieri (nella foto) primario del pronto soccorso -. Per lo più aumenta la percentuale di anziani con patologie croniche che la calura e l’afa di questo periodo finiscono per acuire. Una parte di questi viene trattenuta da noi e dimessa dopo le cure, per un’altra parte si rende necessario il ricovero. E infatti i reparti medici sono pieni».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 20 AGOSTO 2009
SAONARA – Strade più sicure grazie alle mail dei cittadini
SAONARA. Il lampione spento, la buca sulla strada, l’erba alta che compromette la visibilità. Problemi comuni, ma che possono creare ai cittadini disagi anche seri: per segnalarli e vederli risolti con tempestività il comune di Saonara mette a disposizione del pubblico la e-mail manutenzioni@comune.saonara.pd.it.
Residenti e amministratori potranno comunicare direttamente con gli operai addetti alla manuntenzione dei luoghi pubblici, ai quali di recente è stato messo a disposizione un ufficio dotato di terminale pc e stampante. Sarà possibile anche ricevere informazioni su modalità e tempi di risoluzione dei problemi segnalati. Il nuovo servizio è stato ideato dall’assessore all’Ambiente Riccardo Meneghel assieme al comandante di Polizia Locale Fiorenzo Salmaso.
di : (p.ros.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 15 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Solo tre i bar chiusi e moltissimi i negozi attivi. Oggi inoltre si terrà comunque il mercato anche se è l’Assunta Ferragosto, in centro tutti aperti per “ferie” Venti richieste al settore Commercio per alzare le serrande in deroga, e ancora di più quelle arrivate fuori tempo massimo
Piove di Sacco – Saracinesche sempre aperte per negozi e bar del centro storico che, quest’anno più di altri, hanno deciso di non andare in ferie a costo di turnare il personale. E’ un segnale della crisi ma anche un copione che, con qualche lieve differenza, si ripete ogni estate a Piove di Sacco, nella stagione di certo più fruttifera per i pubblici esercizi. A parlare sono i numeri: solo tre sono i bar chiusi in questi giorni (di cui soltanto uno per ferie, gli altri due per cambio gestione), contro la ventina di richieste pervenute dai negozi per ottenere il permesso di tenere aperto anche nel giorno di Ferragosto. Oggi, infatti, nonostante la festa dell’Assunta, il mercato settimanale si svolgerà come di consueto e i negozianti con attività che si affacciano sulle piazze non ci pensano nemmeno a chiudere la porta ai potenziali clienti per concedersi una giornata di relax. «I bar sono pressoché tutti aperti – fanno sapere dall’ufficio Commercio del comune – Non è un evento straordinario ma un fenomeno in linea con la tradizione, in quanto l’estate è la stagione dell’isola pedonale, dove si possono proporre spettacoli e iniziative per richiamare i clienti in centro. C’è da dire, però, che dal 2006 i titolari di pubblici esercizi non hanno l’obbligo di comunicarci la chiusura dei locali, a meno che non sia di trenta giorni. Per i classici quindici giorni di ferie è sufficiente appendano un cartello sulla vetrina per informare il pubblico. Ma, a parte due bar chiusi per cambio gestione e uno per ferie, non ci risultano altre situazioni». Fino a qualche anno fa la legge prevedeva che il sindaco potesse rifiutare la richiesta di chiusura dei pubblici esercizi, qualora limitasse la carenza dei servizi. Ma a Piove non c’è mai stato bisogno di applicare questa norma. «Diversamente non abbiamo strumenti per monitorare il commercio – continuano dall’ufficio preposto – Fino al 2006 il Comune doveva vigilare affinché fossero aperti contemporaneamente almeno il 50 per cento di supermercati, panifici e gastronomie. Poi con la liberalizzazione della vendita del pane, ad esempio, questi limiti sono stati superati». Significativo, comunque, il numero delle richieste di deroga per tenere aperti i negozi nei giorni di festa come oggi. L’assessorato competente ne ha firmate una ventina, ma quelle pervenute anche fuori tempo sono state molte di più.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 14 AGOSTO 2009
La rivoluzione di Marcolin a Piove – Il neo-sindaco vuole ridare alla città il ruolo di leader della Saccisica Tutor per gli studenti universitari e un rapporto diretto con i cittadini
PIOVE DI SACCO. Ad un mese dall’insediamento, il sindaco Sandro Marcolin traccia un primo bilancio e anticipa le novità per la ripresa dell’attività dopo la pausa estiva. «Già in questo primo periodo – premette il primo cittadino di Piove – abbiamo lanciato messaggi forti di rottura e discontinuità rispetto al passato. La scelta, ad esempio, di non confermare il segretario comunale e di puntare su una gestione a due con l’inserimento di un direttore generale si inserisce nella concezione dell’ente locale come un’azienda che mette il cittadino al primo posto e che eroga servizi nel rispetto dei criteri di efficienza ed efficacia». «In queste settimane – racconta poi Marcolin – sto incontrando i sindaci dei Comuni circostanti per ricostruire quel tessuto di rapporti che in parte era stato accantonato. E’, infatti, necessaria un’inversione di tendenza per concretizzare l’idea della Saccisica intesa come un vasto territorio unito attorno alla naturale leadership di Piove di Sacco, al di là del colore delle amministrazioni dei singoli Comuni». Quanto all’immediato futuro Marcolin anticipa che Piove «sarà tra i primi comuni della provincia ad aderire all’iniziativa “Mettiamoci la faccia” promossa dal ministro Brunetta che fa valutare ai cittadini i servizi erogati dal Comune. Saranno installate tre postazioni in municipio, in biblioteca e nei locali del polisportello». Altri punti riguardano l’estensione della linea Adsl a tutte le circa 7.500 famiglie e le iniziative a sostegno dell’istruzione. Particolare attenzione avrà il mondo universitario: è prevista la creazione di un servizio di tutor per accompagnare e supportare i ragazzi nel loro percorso di studio e l’istituzione di una sorta di festa per le matricole del territorio. «Tra pochi giorni poi – conclude – sarà riorganizzato il sito del Comune. I cittadini potranno trovare resoconti delle attività amministrative, una rassegna stampa pomeridiana che riguarda tutto il nostro territorio e soprattutto sarà introdotto un forum attraverso il quale potranno contattare direttamente il sindaco e gli assessori».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
CODEVIGO La scelta “molto sofferta” del primo cittadino motivata con ragioni “di carattere strettamente personale e famigliare” Il sindaco Bacco getta la spugna a sorpresa
Si profila ora per il Comune l’ipotesi di un secondo commissariamento consecutivo dopo quello del 2007 L’unica cosa certa è che, salvo colpi di scena che comunque striderebbero con l’aggettivo “irrevocabile” con cui Bacco ha marchiato la sua scelta, il Comune si avvia verso un secondo commissariamento consecutivo, dopo la caduta nel 2007 del sindaco precedente Maurizio Ruzzon. Il rischio è quello che il territorio piombi in una nuova “paralisi” amministrativa fino ad aprile del prossimo anno. Bacco, irraggiungibile fino alla tarda mattinata di ieri, una volta riacceso il telefonino ha fatto sapere: «È una scelta molto sofferta, ma che sono costretto a fare per ragioni personali. L’impegno politico è qualcosa di totalizzante e i pensieri e i problemi di una persona che ricopre una carica non rimangono relegati tra le mura del Municipio, ma spesso entrano anche nella vita privata, togliendo tempo e serenità agli affetti più cari. A un certo punto si arriva a un bivio, e seppur con grande tristezza, ho preso questa strada. Un possibile ripensamento? Vedremo cosa succede nei prossimi giorni». Nessuna ragione politica, assicura l’ex sindaco (che ha già consegnato il cellulare e le chiavi del Comune, ndr), a monte della decisione, anzi. «Il nostro gruppo è unito e ha sempre lavorato bene – ha sottolineato – Ovvio che come in tutte le compagini possono esserci delle sfumature diverse di pensiero su alcuni argomenti. Ma con il confronto e la discussione abbiamo sempre risolto tutto». Insistenti voci di corridoio sostengono che l’uscita di scena del sindaco sia dipesa anche da una divergenza di opinione, all’interno della giunta, circa l’affidamento della gestione della valle Millecampi di Codevigo alla Provincia. Sempre secondo i “rumors”, Bacco si sarebbe trovato in difficoltà a mantenere l’equilibrio tra chi caldeggiava il progetto e chi invece lo osteggiava. Ma sia l’ex sindaco sia il vice Claudio Giraldo sviano sull’argomento. Quest’ultimo è addirittura telegrafico: «Il mio pensiero sulla valle è che si tratta di una risorsa da valorizzare. Punto». Più prolisso sulla vicenda del giorno. «È stata una notizia inattesa – dice – L’ho saputo da un funzionario comunale, anche se avrei ritenuto più naturale che fosse il sindaco stesso a comunicarlo ai suoi collaboratori. Per il momento non so che dire perché sono cose delicate che richiedono chiarezza. Stasera (ieri, ndr) incontrerò gli altri del gruppo per capire come stanno le cose». Incoraggiamenti e sostegno arrivano a Graziano Bacco dalla Lega Nord. Sia per voce del coordinatore degli enti locali Luciano Soffiato sia della consigliera comunale Monia Rubin. «Sono convinta che tutto si risolverà – afferma quest’ultima – La prima cosa che abbiamo fatto con il gruppo di maggioranza è stata esprimere tutta la nostra fiducia a colui che riteniamo ancora il nostro sindaco. Da parte sua abbiamo ricevuto delle rassicurazioni. Sicuramente, decorsi i tempi tecnici in cui è possibile un ritorno sui suoi passi, in consiglio comunale noi respingeremo le dimissioni e lo inviteremo a riassumere la carica».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
Codevigo «Tra qualche giorno potrebbe finire tutto a tarallucci e vino con il ritiro delle dimissioni da parte di Bacco. Sono convinto che non si tratti di una cosa seria, ma di uno scontro tra fazioni interne alla maggioranza, le stesse che in un anno e mezzo hanno fatto fare un salto indietro al Comune di trent’anni». Parla a ruota libera Maurizio Ruzzon, l’ex sindaco e ora consigliere di opposizione, sfiduciato dal consiglio comunale e caduto nel 2007 per quello che lui ancora definisce “un inciucio tra partiti politici”. «Comunque vadano le cose, se questo è il loro modo di amministrare è meglio se ne tornino a casa – riprende Ruzzon – In questi mesi, a causa delle divergenze interne alla maggioranza, il paese ha perso la possibilità di avere una palestra a costo zero, un campo sportivo a costo zero e di agire sulla valle Millecampi per sviluppare un’importante risorsa. Senza contare che non è stata asfaltata alcuna strada e che questa maggioranza non sa nemmeno cosa sia una casa della salute. Di fronte a tutto ciò, loro e il resto della minoranza dovrebbero vergognarsi di avere mandato a casa un sindaco che lavorava bene come il sottoscritto creando solo danni alla cittadinanza. Auspico personalmente che i cittadini di Codevigo vedano in una prossima lista civica del nostro gruppo delle persone capaci e motivate, che difendono il territorio e non lo svendono come hanno fatto altri». Stenta a credere si tratti solo di questioni personali anche l’altro ex sindaco storico, Gerardo Fontana, che ha governato Codevigo per quasi un decennio e ora è seduto anche lui in minoranza, in un gruppo diverso da quello di Ruzzon. «Mi auguro non siano questioni gravi – esordisce – Ma se le motivazioni sono davvero quelle riportate nella lettera al prefetto mi sembrano un po’ deboli. Mi pare anche strano che il sindaco usi l’aggettivo “irrevocabili” per definire le sue dimissioni. Se la situazione rientrerà, come io credo, questa scelta si rivelerà per lo meno controproducente. Da una persona sana di mente non mi aspetto che lasci il Comune di nuovo nelle mani di un commissario. Ritengo che il suo sia solo un atto di forza, che è stato costretto a fare per mettere in riga le varie anime della compagine che avevano iniziato ad andare ognuna per conto suo, rendendo immobile l’attività amministrativa. Certo è che questa è una mossa un po’ rischiosa».
di : Fe.Be.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 12 Agosto 2009,
CASALSERUGO Il Comune cerca volontari
Aaa, volontari per il proprio Comune cercasi. E’ anche con queste iniziative che le municipalità di oggi, strette in vincolanti Patti di stabilità che non permettono loro grandi disponibilità economiche, cercano di garantire comunque alcuni servizi di base ai propri cittadini. Richiamando per l’appunto il senso civico di alcuni di questi che, attraverso la stipula individuale di una convenzione a valenza annuale con il Comune possono svolgere servizi di volontariato per attività di pubblica utilità. Una collaborazione spontanea e senza vincoli di orario o di giornate in servizi già attivati e svolti dall’ente. Da interventi di piccola manutenzione e custodia di aree pubbliche, coadiuvato dal personale del settore tecnico, attrezzati con risorse messe a disposizione dal Comune e garantiti da un’assicurazione sugli infortuni. Come riconoscimento per incentivare l’opera svolta, al volontario potrà essere riconosciuta una riduzione del 50% del costo per la partecipazione ai soggiorni climatici organizzati annualmente e-o un rimborso annuo lordo forfettario di 190 euro in misura proporzionale al servizio svolto.
di : (gl.c.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 12 AGOSTO 2009
Codevigo. Una decisione presa «per motivi personali e famigliari» Graziano Bacco lunedì si è dimesso E’ stato sindaco solo per un anno Un fulmine a ciel sereno anche per i colleghi di maggioranza Può ripensarci entro agosto
CODEVIGO. A poco più di un anno dalla sua elezione, il sindaco Graziano Bacco si è dimesso. L’ha fatto con una lettera depositata lunedì in Prefettura a Padova e fatta recapitare ad assessori e consiglieri comunali. «Per motivi di carattere strettamente personale e familiare non sono più in grado di svolgere con dovuta serenità ed attenzione le funzioni di sindaco. Mi vedo costretto, mio malgrado, a rassegnare le dimissioni irrevocabili da tale carica». Con queste poche ed inequivocabili parole Bacco pone termine alla sua breve esperienza di primo cittadino, prospettando per Codevigo (per la seconda volta dal 2007) la sorte del commissariamento. In realtà, ora scatta un periodo di una ventina di giorni in cui potrebbe fare un passo indietro, e in ogni caso la prassi vuole ci sia un passaggio in consiglio comunale. Certo che le parole usate non lasciano spazio a molte interpretazioni. Eletto nell’aprile del 2008, con la sua lista di centrodestra «Codevigo 2008 Libertà è partecipazione» era riuscito ad interrompere l’egemonia del centrosinistra che aveva governato per tre legislature. Una piccola rivincita per il cinquantacinquenne ex funzionario di banca da poco in pensione, che per anni si era seduto sui banchi dell’opposizione. La sua è stata una decisone improvvisa: la voce era di dominio pubblico nella mattinata di ieri, ma dagli ambienti ufficiali le risposte hanno tardato ad arrivare. Un segreto di pulcinella che telefonini spenti ed assenze per ferie non hanno impedito però presto di svelare. A confermare la decisione è stato, ad un certo punto, lo stesso Graziano Bacco, rifiutando però di scendere in particolari. «Le motivazioni sono strettamente personali, tuttavia ringrazio per gli attestati di stima ricevuti». Punto. Attestati che probabilmente non ha ricevuto dal vicesindaco Claudio Giraldo, vista la sua sorpresa e assoluta estraneità ai fatti. «E’ un duro colpo – dichiara – Fino all’altro giorno di dimissioni non si era neppure mai parlato. Non riesco a darmene una ragione ed è per questo che voglio al più presto comprendere cosa sia accaduto». Smorza i toni invece l’assessore Monia Rubin, vicina alla Lega nord, che avanza un’ipotesi di rientro delle dimissioni del sindaco. «Il gruppo – ha detto – ha già confermato a Graziano la sua totale fiducia». Non si può però negare che la decisione abbia creato un certo sconquasso nella maggioranza, accreditando le voci di un gruppo con diverse anime al suo interno, che Graziano Bacco a fatica riusciva a mediare. Tesi questa da sempre sostenuta, ad esempio, dalla minoranza che fa capo a Gerardo Fontana. «Il giudizio politico su quanto accaduto è negativo – afferma – Ci troviamo davanti a una compagine immobile che basa i rapporti interni sulla diffidenza. Ne abbiamo avuta prova quando inizialmente abbiamo cercato di collaborare. Spero raggiungano un buon compromesso perché il commissariamento è un’ipotesi ancora peggiore per il paese». Anche per Maurizio Ruzzon il quadro politico è desolante: «Questa amministrazione è stata immobile per un anno, durante il quale ha persino creato dei danni. Il serbatoio d’acqua e la palestra a Conche, un nuovo campo sportivo, l’asfaltatura delle strade e la gestione della valle Millecampi: tutti progetti già avviati e che si sono persi. Queste persone, se hanno un minimo di rispetto verso i cittadini e un po’ di amor proprio, dovrebbero andarsene tutte a casa».
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 11 Agosto 2009,
Ex Cosecon, Degani: «Possibile una gestione straordinaria di Attiva»
Conselve – La situazione di Attiva è segnata dal forte indebitamento e dal crollo dell’attività di compravendita immobiliare. La società mista, a capitale pubblico e privato, che ha raccolto la pesante eredità di Cosecon, il Consorzio per lo sviluppo del Conservano, propone ai soci di mettere in liquidazione la società per azioni. Il presidente della società, Gian Michele Gambato da nove mesi a capo dell’azienda ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci per venerdì 4 settembre, alle 10.30. All’ordine del giorno c’è un unico punto: la messa in liquidazione della società. La Provincia che è l’ente di coordinamento territoriale e visto che la situazione è ormai delineata, anche la presidente, Barbara Degani può rompere gli indugi e dichiarare: «Si tratta di un pesante problema ereditato dalle amministrazioni precedenti. Sin dall’inizio del mio mandato – ha detto la Degani – mi sono attivata incontrando i rappresentanti degli istituti bancari presenti nella struttura societaria, oltre ai vertici di Attiva. Ho evitato di rilasciare dichiarazioni sulla difficile situazione in cui versa la società per non danneggiarla ulteriormente. In considerazione del fatto che era in corso una trattativa importante per la vendita di Veneto Distribuzione. Quest’ultima è la controllata che gestisce le reti del gas metano. La trattativa non è ancora conclusa e gli esiti sono incerti». Degani intende comunque essere presente all’assemblea dei soci prevista per il prossimo 4 settembre. «Ascolterò con interesse le proposte che il presidente Gambato farà ai soci. La Provincia – ha commentato – come ente di coordinamento territoriale è interessata a conoscere le intenzioni dei Comuni. Si potrebbe avviare anche una gestione straordinaria della Spa».
di : O.M.
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 11 Agosto 2009,
Piove di Sacco Mutuo sospeso per un anno sia per gli interessi che per il capitale.
È questa l’iniziativa proposta dalla banca di Credito cooperativo di Piove di Sacco a favore delle famiglie in cui l’intestatario stesso del mutuo sia stato licenziato o messo in cassa integrazione. Il beneficio, in linea con il decreto Tremonti e con gli accordi sottoscritti sia a livello provinciale che regionale, è rivolto ovviamente ai soci della filiale che hanno già ottenuto un finanziamento e, per cause esterne legate alla crisi economica, ora si trovano in difficoltà. La procedura per accedervi è semplice: per quanto riguarda i mutui a privati, ad esempio, gli interventi possono essere effettuati senza andare dal notaio ma solamente presentando la richiesta e l’opportuna documentazione alla filiale della Bcc; a scadenza dei dodici mesi, poi, la tregua potrà essere sanata sia con lo slittamento nel tempo del normale pagamento delle rate, sia con il ricalcolo delle rate stesse all’interno della scadenza originariamente fissata. «Questa soluzione – ha commentato il presidente della Bcc, Leonardo Toson – comporterà per la nostra banca il mancato incasso degli interessi relativi al capitale oggetto del mutuo, naturalmente in relazione al periodo della sospensione. Si tratta di uno sforzo che ci sentiamo di compiere in assoluta serenità, nella consapevolezza della difficoltà che molte famiglie stanno vivendo e di una vicinanza al nostro territorio che non possiamo di certo tradire proprio ora».
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 11 AGOSTO 2009
Riparte il lavoro allo zuccherificio di Pontelongo – Via alla campagna saccarifera: uno stipendio per 150 avventizi, oltre ai 126 dipendenti fissi – La potenzialità giornaliera sale a 16 mila tonnellate di barbabietole
PONTELONGO. Puntuale, anche quest’anno ai primi di agosto è iniziata la campagna saccarifera. Lo stabilimento di Pontelongo ha aperto le porte alle tonnellate di barbabietole che sino alla fine dell’estate verranno raccolte per essere trasformate in zucchero. In anni di crisi e ridimensionamento del settore agricolo il mantenimento del presidio di Pontelongo dà ancora respiro ai tanti coltivatori locali. Per non parlare della risorsa occupazionale che rappresenta, oltre che per i 126 dipendenti fissi, soprattutto per gli oltre 150 lavoratori avventizi. La campagna rappresenta in taluni casi l’unica fonte di reddito per l’intero anno. Si tratta delle fasce della popolazione più deboli: casalinghe, studenti, extracomunitari e disoccupati. La durata della campagna è prevista in 80-85 giorni. Il progetto triennale di far entrare i conferenti di Italia Zuccheri nella cooperativa Co.Pro.B., proprietaria degli stabilimenti di Pontelongo e Minerbio, al fine di sviluppare sinergie ed efficienze, ha visto l’ingresso di circa 600 soci veneti su un totale di circa 3.500 conferenti del bacino veneto-friulano. «La lavorazione – fanno sapere i vertici aziendali – sarà soggetta ad un avvio più graduale in considerazione del rinnovamento degli impianti. Il piano di investimenti di circa 40 milioni di euro ha consentito l’aumento della potenzialità giornaliera di lavorazione delle bietole, portandola da 14 a 16 mila tonnellate, e della capacità produttiva dello zucchero, da 1.400 a 1.800 tonnellate al giorno». Da un punto di vista tecnico, nella raccolta della barbabietola quest’anno ci sarà un incremento dell’utilizzo dei caricatori sterratori che riducono terre fini e infestanti portate in fabbrica. Ma zuccherificio significa anche traffico pesante e odori a momenti insopportabili. «Abbiamo già incontrato la direzione – spiega il sindaco Fiorella Canova – per avviare una serie di iniziative atte a contenere i disagi per i cittadini. Nei prossimi giorni, ad esempio, collauderemo una macchina che oltre a bagnare le strade, raccoglie anche la polvere. Contemporaneamente con il Bacino Padova 3 stiamo chiudendo un accordo per l’utilizzo di ulteriori macchinari di pulizia». Quanto al trasporto, continua il sindaco Canova, «è confermato l’arrivo di parte di bietole via rotaia. Di nuovo ci sarà l’aumento dei controlli sui camion, specie in via Dante, sia con i vigili sia con le telecamere in fase di installazione».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 11 AGOSTO 2009
All’Usl 14 arriva l’«audit civico» Il cittadino diventa protagonista
PIOVE DI SACCO. Il cittadino diventa protagonista dei processi aziendali-sanitari dell’Usl 14, partecipando attivamente nella valutazione della qualità dei servizi erogati. E’ sbarcato, infatti, anche a Piove l’«audit civico», uno strumento di valutazione frutto della collaborazione fra esperti, aziende sanitarie, organismi di certificazione e tribunale per i diritti del malato. «Grazie all’Audit civico – dice Umberto Iazzetta, presidente di Cittadinanzattiva Veneto – finalmente diventa possibile la collaborazione tra il cittadino-utente e l’azienda, e sarà possibile avere le informazioni, colmando le lacune di altre procedure di valutazione». Ma come funziona questo strumento? L’audit civico prevede la definizione di indicatori di valutazione stabiliti d’intesa tra cittadini e referenti aziendali. I dati forniti dalla rilevazione degli indicatori saranno quindi confrontati con le informazioni tratte da altri sistemi di monitoraggio delle strutture e dei servizi. Dopo aver incrociato tutte le informazioni, si otterrà così una fotografia dello «stato di salute» dell’Ulss 14, potendo anche intervenire nelle aree critiche venute alla luce.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Lunedì 10 Agosto 2009,
Il servizio “Famiglia sicura” punta a proteggere in tempo reale anziani e malati – Numero verde anti-afa All’800.46.23.40 telefonate per soccorso o semplici consigli
«Ricordo che per affrontare le difficoltà legate al caldo e all’afa che colpiscono in particolare gli anziani o le fasce deboli della popolazione ci si può rivolgere al numero verde 800 46 23 40 per avere risposte in merito ai servizi sociali e sanitari, ad eventuali emergenze in cui ci sia bisogno delle forze dell’ordine, o di interessamento da parte di associazioni di volontariato. Il numero verde è diretta emanazione del servizio “Famiglia Sicura” promosso dalla Giunta veneta fin dal 2004 attivo 24 ore su 24, tutto l’anno». È Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali, a rilanciare l’informazione su questo servizio facendo presente che gli operatori che rispondono al telefono hanno una formazione specifica per affrontare queste situazioni e sono dell’Azienda Tesan di Vicenza responsabile anche del servizio regionale di telesoccorso-telecontrollo. Nel 2008 sono pervenute al servizio 1156 telefonate, un numero sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la suddivisione delle chiamate per provincia, vi è stata una prevalenza, in termini percentuali, di chiamate dalla provincia di Verona (31,57%) seguita dalla provincia di Padova (30,71%), di Venezia (12,11%), di Vicenza (8,74%), di Treviso (8,56%), di Rovigo (2,68%) e di Belluno (“,08%). Per l’emergenza caldo gli “sos” hanno rappresentato l’8,2%. Le altre tipologie di richiesta più frequenti sono state: segretariato sociale (30%) e cioè informazioni sulle modalità per ottenere aiuti economici, o contributi per i malati di Alzheimer o per gli invalidi, o sulla possibilità di avere esenzioni o rimborsi, informazioni sulle pratiche da seguire per avere il servizio di Telesoccorso o sulla regolarizzazione delle badanti o sui contributi per maternità e paternità o informazioni sull’esistenza di barriere architettoniche. E ancora: informazioni specifiche su altri servizi sociali (13,3%) e in particolare richieste su cosa fare in caso di maltrattamenti o violenze in famiglia; a chi possono rivolgersi le coppie in crisi, come aiutare persone indigenti o senza fissa dimora; informazioni su servizi quali telesoccorso, consegna di medicinali a domicilio, consultori familiari; a chi rivolgersi per il reinserimento di persone uscite dal carcere. Molte richieste anche per i servizi di assistenza domiciliare, infermieristica, pasti caldi e pasti caldi a domicilio (16,6%) e di compagnia e assistenza psicologica (8,4%), altri servizi sanitari e servizi di vario tipo (16,8% delle chiamate) tra cui richieste di orientamenti precisi per numeri verdi delle Ferrovie dello Stato, o dove trovare farmacie e medici specialistici.
di : F.Capp.
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
PIOVESE Sei Comuni della Saccisica hanno dato il via al progetto sostenuto dalla Regione. Saranno utilizzati autoveloxe e telelaser – Niente ronde, più vigili urbani sulle strade. Ventisette gli agenti che saranno in servizio anche di notte. «Così saremo maggiormente vicini alla gente»
Piovese – L’unione fa la forza. Soprattutto quando si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare la microcriminalità. Messe in “stand-by”, almeno per il momento, le ronde, sei Comuni della Saccisica, con il contributo della Regione, già dall’anno scorso hanno pensato di consorziarsi per ottimizzare il servizio di polizia locale. Il progetto “Saccisica sicura 2009″ ha preso il via ora a pieno regime e, grazie a una turnazione di uomini e mezzi perfezionata a tavolino, garantisce una copertura “no stop” da parte dei vigili di un’area che si estende su sei Comuni: Piove di Sacco (capofila del progetto), Legnaro, Brugine, Arzergrande, Candiana e Cona, unico territorio in provincia di Venezia. Oltre ad un servizio quotidiano, che si svolgerà in diverse fasce orarie in ognuno dei Comuni, saranno garantiti controlli serali e notturni una o due volte alla settimana in tutta l’area coperta dalla convezione.«L’esigenza di aumentare la presenza delle forze di polizia locale nasce dalla richiesta di sicurezza da parte dei cittadini al fine di prevenire fenomeni di degrado e di isolamento, che possono favorire l’insorgenza di episodi criminosi – spiegano i rappresentanti dei sei Comuni aderenti –. Alcune zone dei Comuni associati sono maggiormente interessate da questi problemi, altre meno. Come è vero che alcuni Comuni dispongono di mezzi e organico che altri non hanno. Mettendo insieme tutte le forze per potenziare i controlli dei vigili di quartiere e delle pattuglie, con minor fatica si ottengono maggiori benefici sul territorio esteso». I vigili impiegati nella convenzione sono in tutto 27 e si alterneranno a gruppi di due o più unità, a seconda delle fasce orarie e delle esigenze, nelle strade, nei quartieri e nelle zone verdi dei sei Comuni che aderiscono all’iniziativa. Il comando base rimarrà la sede della polizia municipale di Piove di Sacco, in via Ortazzi, dove le pattuglie di volta in volta si formeranno ed entreranno in servizio secondo le disposizioni orarie e logistiche precedentemente definite. Durante l’attività di controllo saranno individuate le aree urbane più degradate per valutare, con le amministrazioni comunali di riferimento, le azioni opportune per la messa in sicurezza. Inoltre, attraverso l’analisi delle cause degli incidenti stradali e delle caratteristiche dei punti viari in cui avvengono con maggior frequenza, saranno predisposti piani operativi per ridurre le percentuali di rischio, come controlli con il telelaser e l’autovelox. Non solo, al centro dell’azione collettiva ci sarà anche l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica, derivati per lo più da bar e locali che non rispettano le disposizioni in materia di musica e intrattenimenti. «Prevediamo che la presenza fisica sul territorio degli operatori instauri un clima di fiducia nella comunità, oltre ad un senso di sicurezza maggiore – aggiungono i rappresentanti dei Comuni aderenti -. In questo modo sarà più facile per la polizia locale creare un piano comunicativo di scambio di informazioni con la cittadinanza che, attraverso le sue segnalazioni, aiuterà le indagini e contribuirà alla conoscenza del territorio. Per concludere, riteniamo che questo progetto possa davvero rendere alla cittadinanza un servizio più efficace».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
Nei fine settimana i controlli andranno avanti fino alle 3
Piove di Sacco – Piove di Sacco sarà coperto dalle 7.30 alle 19.30, dal lunedì al sabato, e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. A Legnaro la convezione vale dalle 7.30 alle 19 nei giorni feriali. A Brugine i vigili saranno attivi dalle 7.30 alle 13.30, dal lunedì al sabato, e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 18.30. Sei giorni dalle 7.45 alle 13.45 ad Arzergrande e idem a Cona con l’aggiunta di due servizi pomeridiani, dalle 14.30 alle 17.30. Una o due volte alla settimana saranno garantiti servizi serali dalle 20 alle 24 in tutti i Comuni aderenti e servizi notturni dalle 23 alle 3.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
In ogni municipio disponibili i moduli per le segnalazioni
Piove di Sacco – La cittadinanza avrà una parte attiva nel progetto. In ogni Comune aderente sono infatti a disposizione dei moduli per segnalare eventuali situazioni di degrado, abbandono rifiuti, rumori molesti e strade pericolose. Le informazioni vanno completate con nome, cognome, recapito e firma dell’interessato per poi essere consegnate al polisportello del comune di Piove di Sacco, in via degli Alpini. Il progetto è attinente solo alla sicurezza urbana, pertanto diatribe di vicinato o abusi edilizi devono essere segnalati agli altri organi preposti.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 9 Agosto 2009,
Nove auto di pattuglia, due stazioni mobili e anche quattro moto
Piove di Sacco – Sei sono i Comuni aderenti alla convenzione “Saccisica sicura 2009″, per un bacino totale di 44.483 abitanti, che può contare anche sul sostengo economico della Regione. Ventisette sono gli agenti e gli ufficiali impiegati nel servizio associato, a cui si aggiungono due impiegati amministrativi. Per quanto riguarda i mezzi operativi, nove sono le autovetture a disposizione, due le stazioni mobili e quattro i motocicli. La strumentazione è composta da un etilometro, un alcoltest, tre telelaser, un autovelox e un kit per rilevare i documenti contraffatti.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 8 Agosto 2009,
Teolo è il primo comune della provincia ad aderire al “patto dei sindaci”
Teolo è il primo comune della provincia ad aderire al “patto dei sindaci”. L’amministrazione si impegna ufficialmente a ridurre di oltre il 20 per cento, entro il 2020, le emissioni di gas serra nel territorio. Fra i punti presenti nel piano di azione per l’energia sostenibile, il documento con il quale il municipio dà il via libera al progetto, la posa di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e la presentazione di un rapporto biennale sul’attuazione del medesimo piano. “L’Unione Europea si è impegnata a ridurre le emissione di anidride carbonica del 20 per cento entro il 2020 – si legge nella delibera che approva il patto dei sindaci -; è giusto che in questo processo vengano coinvolte le comunità locali: le città producono il 50 per cento delle emissioni di gas serra derivanti dall’uso di energia. E’ strategico dunque fare rete con i piccoli comuni per raggiungere l’obiettivo”. Il testo della delibera termina così: “Il comune di Teolo intraprende un percorso virtuoso, già avviato con l’ottenimento della certificazione Emas”. In agenda l’installazione di un impianto fotovoltaico sulle scuole elementari di San Biagio; è già attivo invece sulla pista ciclabile che collega Treponti a Bresseo un sistema di illuminazione a basso impatto energetico. «Da parte nostra garantiamo il massimo impegno per ridurre le emissioni dannose – sottolinea il sindaco Lino Ravazzolo -; le amministrazioni che si succederanno nei prossimi anni dovranno fare altrettanto. Mi auguri che tanti altri municipi della provincia seguano il nostro esempio».
di :Francesco Cavallaro
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IL MATTINO di Padova – SABATO, 08 AGOSTO 2009
Ex Cosecon, sindaci irritati «Ancora una volta ignorati sulle scelte che contano» I Comuni sono i soci storici della società e i loro rappresentanti rivendicano più poteri
CONSELVE. Senza parole. Non sono bastati due giorni ai sindaci dei Comuni soci storici di Attiva per elaborare una dichiarazione unitaria sulla scelta del presidente Gambato di mettere sul piatto la possibilità di liquidare la Spa. Da giovedì il sindaco di Conselve, socio di maggioranza relativa, sta cercando in tutti modi di fare sintesi fra i colleghi ma l’impresa è più ardua del previsto. Ufficialmente nessuno parla, in attesa dell’incontro fra amministratori previsto la prossima settimana, dal quale uscirà una posizione il più possibile condivisa. Lontano da orecchie indiscrete, però, in tanti non hanno nascosto la propria irritazione per la mossa di Gambato, del tutto inattesa e destabilizzante. Ancora una volta i sindaci si sono sentiti esclusi dalla «stanza dei bottoni» di Attiva e si trovano a subire decisioni calate dall’alto. Una situazione che nessuno avrebbe nemmeno osato immaginare fino ad un paio d’anni fa, quando Cosecon era oggetto di incontri più o meno ufficiali. Adesso si trovano invece a fare i conti, con un certo imbarazzo, con le strategie pianificate altrove. Degani: problema vecchio. La presidente della Provincia Barbara Degani annuncia che parteciperà all’assemblea del 4 settembre e ricorda che la difficile situazione di Attiva è un «pesante problema ereditato dalle amministrazioni precedenti». La Provincia è uno dei soci storici della Spa, sempre presente nei Cda con un proprio rappresentante, al punto da partecipare concretamente all’aumento di capitale di due anni fa con un impegno di oltre 800 mila euro, senza contare le quote della finanziaria Fin.Ser. «Ascolterò con interesse la relazione e le proposte del presidente Gambato. – aggiunge la Degani -. Come amministrazione provinciale ed ente di coordinamento territoriale siamo interessati a conoscere anche le intenzioni e le proposte degli altri soci e in particolare quelle dei Comuni. Il loro parere sarà fondamentale per assumere una decisione sul futuro di Attiva, che potrebbe condurre anche ad una gestione straordinaria della società». Due dimissioni. Da alcuni giorni il consiglio d’amministrazione di Attiva è più «leggero», perché due componenti hanno rassegnato le dimissioni optando per l’altra carica pubblica che ricoprono. Si tratta di Ezio Betto (Lega Nord), da giugno eletto sindaco di Terrassa, e di Roberto Tosetto (Pdl), confermato assessore provinciale il mese scorso. Tosetto avrebbe potuto scegliere di continuare ad essere amministratore di Attiva, come ha fatto fino a qualche mese fa, senza però percepire l’indennità. Per il momento i due consiglieri dimissionari non saranno sostituiti, perché prima i soci dovranno decidere cosa fare della Spa. Se si andrà verso la liquidazione tutto il consiglio d’amministrazione decade, in caso contrario i due amministratori saranno rimpiazzati.
di Nicola Stievano
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 7 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Operazione Trasparenza, l’indennità dei sindaci Il primo cittadino ha commissionato uno studio sugli emolumenti percepiti nel Veneto dagli amministratori “pari grado” Negli altri Comuni della Saccisica solo Correzzola ha già deliberato l’ammontare dei nuovi gettoni di presenza
Piovese – Non è ancora stata fissata l’indennità dei nuovi amministratori di Piove di Sacco. La giunta del sindaco Alessandro Marcolin non ha ancora stabilito i compensi per il primo cittadino, per i sette assessori e i gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Impossibile anche sapere se l’intenzione sia quella di abbassare, mantenere o alzare le cifre adottate dalla scorsa amministrazione. Le retribuzioni dei nuovi amministratori si conosceranno solo tra una ventina di giorni, al termine di uno studio commissionato dal sindaco al tecnico Arturo Zennaro. «Mi occuperò di stilare un rapporto sulle indennità percepite dalle giunte dei Comuni con caratteristiche simili a Piove di tutto il Veneto – spiega Zennaro -. Raccolti i dati, il sindaco deciderà il da farsi. Lo studio sarà pronto solo all’inizio di settembre». E nel frattempo sindaco e assessori frequenteranno gratis il Municipio? «Il problema non è così urgente – risponde Zennaro – dal momento che vengono pagati una volta all’anno». Giusto per la cronaca, la giunta precedente del sindaco Mario Crosta, secondo quanto dichiarato dall’ufficio segreteria a dicembre del 2007, aveva fissato le indennità così: 1088,95 euro al sindaco, 598,87 euro al vice sindaco, 489,98 euro ad ogni assessore, 22,21 euro il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Anche negli altri Comuni della Saccisica i primi cittadini sembrano non aver fretta di pensare a questo aspetto della loro attività amministrativa. Solo Correzzola ha già deliberato in giunta le cifre che spetteranno agli amministratori: il sindaco Eric Sturaro percepirà 640 euro lordi, il vice sindaco Mauro Fecchio ha rinunciato alla sua indennità in quanto assessore provinciale, gli assessori percepiranno ognuno 288 euro lordi e i consiglieri comunali 18 euro a seduta. Pontelongo, che ha visto il ricambio da Federico Ossari a Fiorella Canova, non ha ancora stabilito i compensi ma lo farà a giorni e la tendenza è quella di mantenere gli stessi numeri della passata amministrazione. Idem per quanto riguarda Brugine, altro Comune che ha visto l’avvicendamento tra l’amministrazione di centro sinistra di Silvia Salvagnin e quella di centro destra di Davide Zanetti. Il giovane sindaco rende noto: «La giunta non ha ancora approvato le indennità ma non si scosteranno di molto da quelle precedentemente fissate». Arzergrande non ha dovuto fare grandi ragionamenti, in quanto è stata rieletta Cesarina Foresti, che per il suo secondo mandato ha mantenuto invariate le cifre, ovvero 1085,30 euro lordi al sindaco, dai 292 euro lordi ai 145 euro lordi per ogni assessore, a seconda che sia lavoratore autonomo o dipendente, e 12,53 euro di gettone di presenza per i consiglieri comunali.
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 7 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO – I pazienti fanno lo screening dell’ospedale
Piove di Sacco – Per una volta non saranno i pazienti a sottoporsi allo screening, ma l’ospedale con tutti i suoi servizi.
Arriva a Piove di Sacco l’”Audit civico”, un’iniziativa che l’Usl 14 ha appena avviato in collaborazione con i volontari di Cittadinanzattiva, Amici del cuore, Avis e Croce rossa per capire cosa va bene e cosa si può ancora migliorare all’interno dell’azienda. I sostenitori del progetto sottoporranno a questionari i degenti dei vari reparti e gli utenti che frequentano l’ospedale per esami e visite mediche. Le informazioni raccolte saranno unite alle segnalazioni lasciate sul sito internet dell’Usl e incrociate con i dati effettivi delle liste d’attesa, delle delibere aziendali, dell’attività del tribunale per i diritti del malato e con le interviste raccolte tra i medici e i dirigenti sanitari. In questo modo, entro la fine del 2009, sarà scattata una fotografia sullo stato di salute dei seguenti reparti del nosocomio piovese: anestesia e rianimazione, cardiologia, chirurgia, orl, neurologia, geriatria, medicina generale, ortopedia, ostetricia e ginecologia, pediatria e pronto soccorso. Inoltre, saranno esaminati il dipartimento di prevenzione e il Sert. «In Veneto sono circa un’ottantina le Usl che hanno aderito al progetto, la 14 è la seconda in provincia di Padova – dichiara Umberto Iazzetta, presidente regionale di Cittadinanzattiva – Grazie all’”Audit civico” finalmente viene creato un contesto dove diventa possibile la collaborazione attiva tra cittadino-utente e azienda ospedaliera e la raccolta di informazioni che non sarebbe possibile recuperare in altro modo. In questo modo sarà più facile evidenziare i punti critici dei nostri ospedali e dei servizi nel territorio per individuare le azioni correttive più praticabili». «La realizzazione di questo progetto – aggiunge Silvano Favaretto, direttore amministrativo dell’Uls 14 – permette anche una valutazione comparativa a livello nazionale delle performance aziendali con le altre organizzazioni sanitarie del servizio sanitario nazionale partecipanti, con l’obiettivo di fornire all’Uls 14 l’opportunità d’interpretare i propri risultati, individuando i ritardi ed i punti di forza, che insieme costituiscono le basi per la programmazione delle politiche aziendali».
di : Fe.Be.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
Pressioni per rinviare l’assemblea – «Ma non c’è tempo da perdere, vediamo se Attiva ha ancora una chance»
CONSELVE. «Il futuro della società va discusso in assemblea, non certo al bar o al ristorante. Il consiglio d’amministrazione aveva il dovere di convocare i soci perché la situazione è critica e non c’è tempo da perdere. E’ una scelta di grande trasparenza, civiltà e democrazia perché dà la possibilità agli amministratori di rispondere alle legittime richieste dei soci e individuare una strada percorribile». Il giorno dopo l’annuncio dell’assemblea straordinaria del 4 settembre, con all’ordine del giorno la liquidazione di Attiva Spa, il presidente Gian Michele Gambato ha dovuto rispondere alle telefonate di alcuni sindaci che, spiazzati dalla mossa a sorpresa, avrebbero gradito essere consultati prima di assumere qualsiasi iniziativa. C’è anche chi ha chiesto che la convocazione venga rinviata. «Non ci penso nemmeno – ribatte Gambato – l’amministrazione dialoga con i soci in assemblea e la seduta straordinaria non è stata convocata per un capriccio, ma per discutere dei temi che riguardano la società. Nelle società per azioni funziona così: il presidente presenterà la sua relazione ai soci che, se vorranno, potranno anche sfiduciarlo. La data dell’assemblea è quella e non si cambia, l’unica variazione potrebbe arrivare solamente con le mie dimissioni». Alcuni sindaci non condividono la liquidazione di Attiva e avrebbero voluto discuterne prima. Cosa risponderà in assemblea? «A luglio abbiamo presentato il bilancio e non c’è tempo per consultare 120 soci. In questi mesi non ho mai rifiutato un incontro ai sindaci che me l’hanno chiesto, ma il tempo stringe. Ho indetto l’assemblea proprio per confrontarci su questo. L’ordine del giorno è una provocazione e nessuno pretende che il futuro della società venga deciso in due ore. Intanto però ci sarà l’occasione per parlarne, quindi l’assemblea potrà essere sospesa e aggiornata di una o due settimane. Questa è la procedura corretta alla quale voglio attenermi». Come si è arrivati a questa situazione? «L’attuale consiglio d’amministrazione è stato insediato l’autunno scorso non ha potuto che gestire l’ordinario e cercare di risolvere i gravi problemi finanziari. I debiti arrivano dagli interessi sui mutui contratti dalla società in passato per far fronte a numerose obbligazioni. Noi non abbiamo firmato nemmeno un’obbligazione, non possiamo affrontare alcun investimento, abbiamo cercato di vendere dei beni per pagare i debiti e gli stipendi. Attiva ha potenzialità da mettere a frutto, ma prima deve risolvere la crisi finanziaria». Quanto peso ha la crisi immobiliare? «Di minor impatto rispetto ai debiti, perché prima o poi l’attività di vendita riprenderà quota e l’interesse verso le nostre aree non è mai venuto meno. Abbiamo in corso trattative che potranno portare a risultati concreti». C’è ancora la possibilità di accedere a finanziamenti europei? «I progetti ci sono e le potenzialità pure, ma anche in questo caso ci vogliono risorse e capacità finanziaria che al momento mancano». Quale potrà essere il ruolo delle banche? «A chi mi accusa di aver consegnato Attiva alle banche ricordo che al mio arrivo l’assetto societario era già cambiato. Mi aspetto che gli istituti di credito facciano le loro proposte in assemblea dei soci». Attiva ha ancora qualche chance o siamo alla fine? «Le potenzialità non mancano, le capacità professionali del personale nemmeno, ma prima bisogna risolvere l’emergenza finanziaria che di fatto impedisce ogni attività. Comunque se qualcuno pensa di avere idee brillanti da mettere a frutto per salvare la società gli cedo volentieri il posto. Non sono attaccato alla poltrona e non ho legami che mi condizionano. Cerco solamente di svolgere il mio ruolo con senso di responsabilità».
di : (Nicola Stievano)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
I SINDACI PRENDONO TEMPO Volponi accusa le banche: «Vogliono i nostri terreni»
CONSELVE. Il vicesindaco di Maserà proporrà un’azione di responsabilità contro il vecchio e il nuovo Cda. Proprio non se l’aspettavano: i sindaci soci storici di Attiva sono rimasti di stucco di fronte alla convocazione dell’assemblea. Al punto che, prima di rispondere pubblicamente, vogliono prendersi un’altra notte di riflessione. E’ un fiume in piena, invece, il vicesindaco di Maserà Gabriele Volponi. «E’ un fatto di una gravità inaudita – tuona Volponi, un passato nel consiglio di amministrazione di Cosecon -. Prima di parlare di liquidazione vogliamo che i conti della società siano certificati da un commissario sopra le parti. Il fatto che manchi un rapporto semestrale la dice lunga su come è stata gestita la società in questi ultimi mesi. Proporrò un’azione di responsabilità nei confronti dell’attuale e del precedente consiglio d’amministrazione perché stanno saccheggiando il Conselvano. Erano i manager che dovevano salvarci invece ci stanno affossando, alla fine gli unici danneggiati saranno i Comuni, mentre gli altri staranno meglio di prima». Il riferimento è alle banche, che secondo Volponi vogliono mettere le mani sul patrimonio. «Tutti parlano dei debiti ma Attiva ha terreni per oltre 150 milioni di euro dei quali le banche vogliono impossessarsi. Sul cogeneratore una banca non ha voluto rilasciare una fideiussione da tre milioni di euro che avrebbe permesso di incassare il contributo regionale di otto milioni. Chiederemo agli avvocati di dirci cos’è successo in questi mesi. Ma di mettere in liquidazione la società proprio non se ne parla».
di : (n.s.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 07 AGOSTO 2009
L’OPINIONE Colpa degli amministratori «Liquidiamo subito Attiva»
I nuovi amministratori dell’ex Cosecon, ora Attiva, hanno deciso di convocare i soci per valutare la liquidazione della spa perché la società versa in una situazione disastrosa. E’ una scelta coraggiosa, resa inesorabile dalle condizioni fallimentari della società, che conferma le denunce fatte per anni dai Ds e dal Pd. Cosecon ha accumulato negli ultimi anni debiti crescenti. Senza per contro svolgere una funzione di interesse pubblico per il Conselvano e i Comuni. I debiti sono passati dai 27 milioni di euro del 2000 ai 132 milioni del 2008. Gli amministratori e i soci infatti si sono via via inventati operazioni insostenibili che hanno prodotto soltanto debiti e fallimenti: investimenti in zone produttive all’estero, l’ingresso nel settore rifiuti con l’acquisto della Trasporti Ecologici e del Centro Riciclo dalla famiglia Andolfo, la creazione di una società per l’energia, la formazione, la compravendita e la trasformazione urbanistica di aree residenziali. La società è stata svuotata della sua funzione originale ed è diventata il centro di interessi speculativi per favorire alcuni soggetti privati a scapito del pubblico. Il tutto è stato possibile grazie alla creazione di un vasto sistema di società partecipate con l’obiettivo di collocare nei cda gli amministratori locali. Un consorzio di Comuni nato per sviluppare e industrializzare un territorio, è diventato una voragine che ha dilapidato ingenti risorse pubbliche, ha accumulato debiti che graveranno sui cittadini e gli enti locali, e ha prodotto servizi di scarsa qualità a costi elevati. Qualsiasi impresa privata, in una situazione simile, avrebbe già portato i libri in tribunale e sarebbe in liquidazione. Nessuna banca avrebbe mai concesso i prestiti ingenti che, senza alcuna garanzia, ha ottenuto Cosecon. In Veneto c’è un solo caso paragonabile a questo: Eurobic di Rovigo che, non a caso, ha visto i propri amministratori condannati dalla magistratura e dalla Corte dei Conti per la proprie responsabilità. I responsabili politici dello scandalo Cosecon sono noti: i sindaci e gli assessori di molti Comuni soci, di tutti gli schieramenti, che per anni hanno finto di non vedere e, in cambio di qualche poltrona, hanno favorito il disastro; i revisori dei conti che hanno certificato bilanci incredibili, in alcuni casi falsi, e consentito, con pareri ridicoli, operazioni fallimentari; gli amministratori della Cosecon e delle società partecipate che hanno indebitato la società per favorire i disegni e gli interessi dei privati che hanno guadagnato sulle spalle delle risorse pubbliche; la Provincia di Padova che, anziché controllare i settori di sua competenza dei rifiuti e della programmazione urbanistica, ha permesso, in quanto socio, che la situazione degenerasse; infine i numerosi imprenditori, progettisti, direttori dei lavori che si sono arricchiti a scapito dell’interesse pubblico. Circa un anno fa la società, già in stato comatoso, è stata ricapitalizzata con 6,5 milioni di euro, con la promessa di diventare, magari assieme alla ZIP di Padova e Veneto Sviluppo, l’agenzia regionale per la programmazione urbanistica, ed ha cambiato il nome in Attiva. A parte il nome che, alla luce dei risultati sembra una presa in giro (sarebbe stato più appropriato “Passiva”), l’aumento di capitale è stato bruciato in pochi mesi: il bilancio 2008 si è chiuso con una perdita di 7.800.000 euro. Ciò dimostra che la società non è più in grado di andare avanti. La stessa vendita del settore gas si è rivelata molto più complessa delle ottimistiche previsioni dei dirigenti. Infatti gli errori e gli imbrogli del passato sulle convenzioni con i Comuni e sulle proprietà delle reti, e i favori concessi al gruppo privato della famiglia Casellato rendono incerta e inaffidabile la consistenza e il relativo valore del ramo energia. Inoltre le promesse si sono rivelate illusorie perché la massa di debiti accumulati comporta interessi tali da non poter svolgere alcuna attività. Anche i disegni di eventuali fusioni o accorpamenti con altre società risultano poco credibili perché nessun soggetto serio e sano si prenderebbe mai in carico debiti e problemi dell’ex Cosecon. In queste condizioni solo la messa in liquidazione della società può evitare ulteriori danni e può chiudere velocemente una vicenda che dimostra i disastri che amministratori incompetenti e senza scrupoli hanno causato ai Comuni e al territorio.
Alessandro Naccarato Deputato del Pd
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GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
PONTELONGO Alpinista ferita sul Lagazuoi
È scivolata durante un’escursione all’interno delle gallerie del Lagazuoi e ha sbattuto la testa a terra. Si è ferita così F.M., 46 anni, di Pontelongo, subito aiutata dalle persone che si trovavano con lei, prima dell’arrivo dell’elicottero del Suem che l’ha poi accompagnata all’ospedale di Pieve di Cadore per un possibile trauma cranico.
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
COMPENSI & INCARICHI
Piove di Sacco – DIRIGENTI. Dai dati attualmente disponibili – in attesa cioè della pubblicazione del compenso percepito dal segretario generale Calogero Contino – tra i “quadri” del comune di Piove di Sacco, il più pagato risulta il responsabile dell’area Tecnica e del territorio Giorgio Meneghetti (classe 1952, laurea in Architettura allo Iuav con 110/110), con uno stipendio annuo lordo di 93.241 euro. Segue il responsabile dell’area Amministrativa Mario Canton (classe 1959, maturità classica) con 91.735 euro. A Bruno Romagnosi (classe 1951, laurea in Economia e commercio), capo dell’area Finanze e tributi vanno 88.056 euro. A Giovanni Pizzo (classe 1954, laurea in Giurisprudenza), alla guida dell’area Servizi alla persona, spettano 87.749 euro. Chiude la “top five” Francesca Prota (classe 1964, laurea in Giurisprudenza) responsabile della polizia locale con uno stipendio annuo lordo pari a 59.511 euro. INCARICHI ESTERNI. Sono quattro in tutto gli incarichi e le consulenze esternalizzati dal Comune piovese. Dall’area Amministrativa risulta (con determinazione 2009) un compenso di 4.500 euro ad Arturo Zennaro per l’incarico di valutazione della situazione economico-finanziaria del Comune e la valutazione della struttura dell’ente. Per i Servizi alla persona, Daniela Bordignon (con determina del 2008) risulta percepire 18.000 euro per l’incarico di assistente sociale per un progetto relativo al centro affidi. Dall’area Tecnica e del territorio (determina 2008) Fabio Zecchin percepisce 14.076 euro per la redazione del programma di fattibilità tecnico-economica per il recupero dell’immobile denominato ex Liceo; la Galilea srl, invece, 3.600 euro per un’indagine di mercato per l’acquisto di energia elettrica (determina del 2009).
di : Gl.C.
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
PIOVE DI SACCO Il Comune diffonde in modo dettagliato sul sito internet i curricula e gli emolumenti dei dirigenti dei cinque settori
Piove di Sacco “Operazione trasparenza”, ecco gli stipendi Inferiore al 30 per cento il tasso di assenza dei 99 dipendenti. L’area Finanza e Tributi è la più “virtuosa” Con quattro giorni di ritardo, il link alla voce “Operazione trasparenza” ha fatto la sua apparizione anche sull’home page del portale del comune di Piove di Sacco. Risaliva al 31 luglio la scadenza fissata per rispondere all’iniziativa del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, per la divulgazione attraverso i siti internet delle amministrazioni comunali dei curricula, degli stipendi dei dirigenti, dei tassi di assenza del personale e degli incarichi esterni affidati. Ora una comunicazione ministeriale inviata martedì alle amministrazioni locali informa della proroga al 15 settembre. Una sorta di “mini sanatoria” visto che troppi Comuni hanno candidamente glissato sulla disposizione. Dalla panoramica pubblicata dal nostro giornale martedì sulle amministrazioni del Piovese e della contermine cintura urbana era emerso che solo i comuni di Casalserugo, Brugine, Polverara e Ponte san Nicolò avevano provveduto, rispettando la scadenza di luglio, a pubblicare i dati relativi ai compensi e ai tassi di assenza e presenza del personale. Dal 4 di agosto il rientro di Piove di Sacco tra i diligenti. Un rientro però solitario, dato che sui siti internet delle altre amministrazioni del piovese (Bovolenta, Sant’Angelo di Piove, Correzzola, Codevigo, Pontelongo, Arzergrande, Legnaro e Saonara), nessuna voce ancora è apparsa a presentare l’“Operazione trasparenza”. Il portale del comune di Piove di Sacco riporta ora in modo dettagliato curricula e stipendi dei responsabili a capo delle cinque aree in cui gli uffici comunali sono stati accorpati (Amministrativa, Finanze e tributi, Tecnica e del territorio, Servizi alla persona e Polizia locale), salvo che per i dati relativi al segretario generale Contino Calogero. Una nota precisa che la mancanza è dovuta all’assenza per ferie del dirigente e che l’inserimento avverrà al suo ritorno entro il nuovo termine fissato dal Ministero. Le disposizioni del ministro Brunetta in tema di trasparenza prevedono inoltre la pubblicazione, con cadenza mensile sul sito dei Comuni, dei dati relativi ai tassi di assenza e presenza dei dipendenti. 99 in tutto a Piove. Per il mese di luglio la media di presenza nei diversi settori è stata del 70,53% con un corrispettivo tasso di assenza del 29,47% (sono sommati indistintamente malattie, ferie, permessi, aspettativa, congedo obbligatorio). Il podio da presenzialista va all’area Finanziaria (81,80% rispetto ai giorni di lavoro dovuti dai 9 dipendenti complessivi), tallonata dalla Polizia locale (79,96% con 15 dipendenti). Maglia nera per il maggior numero di assenze (55,83%) al Ced (Centro per l’elaborazione dati) che però conta un solo dipendente.
di :Gloria Cesarotto
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IL GAZZETTINO di Padova – Giovedì 6 Agosto 2009,
Solesino – Numeri civici, rivoluzione
Solesino – Si legge come revisione generale della numerazione civica di Solesino, ma si traduce come piccola rivoluzione. Scomparirà la tradizionale numerazione civica che contrassegnava gli edifici con il numero progressivo. Sarà presto sostituita dal sistema “metrico”. «L’immobile che dista 120 metri dall’inizio della via ed è collocato a destra avrà il numero civico 120, – ha spiegato il sindaco Walter Barin – mentre quello che si trova a distanza di 851 metri dal punto iniziale di misurazione e posto sinistra della strada medesima, sarà contraddistinto dal numero determinato dalla misura della distanza. In questo modo la numerazione resterà immutata nel tempo. Infatti, la costruzione in una via di nuove abitazioni non comporterà una revisione della numerazione. I nuovi numeri civici saranno determinati dalla distanza dell’edificio rispetto all’inizio della via». A mettere mano all’operazione di revisione generale della numerazione civica ci sono voluti 34 anni. «La situazione era disastrosa – ha ricordato il primo cittadino di Solesino – e la legge c’imponeva di provvedere. Due anni fa abbiamo incaricato una ditta di realizzare il progetto di revisione. Il costo dell’operazione è stato di 700 mila euro. Il lavoro ci ha permesso di denominare vie e piazze, per un totale di cinquanta, che non avevano ancora un nome». I cittadini di Solesino dovranno modificare tutti i documenti. «L’ufficio anagrafe del comune si farà carico di modificare gratuitamente tutti i documenti dei residenti. L’operazione inizierà ad ottobre». La sostituzione del numero civico sull’immobile sarà a carico del proprietario. Il costo: 15 euro.
di : O.M.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Borgato (Lega) non caccia lo straniero – Il vicesindaco: «Porte aperte a tutti nel rispetto delle regole»
PIOVE DI SACCO. Caccia allo straniero? No, grazie. Il vicesindaco Valerio Borgato, della Lega Nord, respinge ogni ipotesi restrittiva nei confronti degli immigrati. «L’unico presupposto su cui voglio impostare la mia politica – dice sereno – è il rispetto della legalità. Chi vive e lavora rispettando la legge non ha nulla da temere».
Le considerazioni del vicesindaco, che è anche assessore alle Attività produttive e alla Sicurezza, sorgono a margine di una analisi del tessuto commerciale della città. Gli imprenditori stranieri a Piove sono ormai un numero considerevole. Nei mercati del mercoledì e del sabato su un totale di 280 banchi, 44 sono gestiti da stranieri. Su tutti prevalgono i cinesi, oltre la metà del totale, seguiti da marocchini, senegalesi, rumeni e cittadini del Bangladesh.
Nel commercio in sede fissa gli stranieri sono presenti sia in centro storico che in periferia, con una maggiore concentrazione nel quartiere di Sant’Anna. Esercizi pubblici, bar, ristoranti e rivendite di kebab gestiti da immigrati sono 14: dieci fanno capo a imprenditori cinesi e quattro a marocchini. Dodici i negozi: uno di ortofrutta, uno di alimentari e due di abbigliamento gestititi da cinesi, quattro macellerie e un bazar arabi, un punto noleggio dvd gestito da una signora polacca e un negozio di abbigliamento di un giovane rumeno. In città ci sono infine due barbieri marocchini.
«L’analisi dell’Ufficio commercio – fa sapere Borgato – è il punto di partenza per valutare la composizione del settore commerciale ad oggi per capire come impostare una strategia utile a tutti coloro che lavorano a Piove. Non ho in mente alcun provvedimento restrittivo, tanto meno nei confronti degli stranieri. Non mi interessa seguire la moda delle ordinanze contro questa o quella categoria. Non ne faccio una questione di nazionalità, ma di rispetto delle regole. L’importante è capire come si possono diversificare le attività, tutelare quelle esistenti, in modo da consentire a tutti di lavorare e guadagnare. Anche il piano per la sicurezza sarà ispirato a questa politica».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Compravendite gonfiate e un sistema di appalti sospetti A processo 14 imputati. Poi l’inchiesta-bis: sei persone ancora nel mirino della procura – Tra il 2003 e il 2004 due acquisizioni costano un mare di soldi
PADOVA. Due le inchieste della procura padovana nei confronti di Cosecon. La prima è già a processo davanti al tribunale (l’udienza il 21 settembre): sul banco degli imputati l’imprenditore Giancarlo Adolfo; i titolari del Centro Riciclo Monselice Ennio Bertin, Umberta Bertin e Fernanda Ghedin; i consiglieri Cosecon Massimo Bison di Tribano, Luigi Valmer Masiero di Anguillara e Giuseppe Violato di Bagnoli; Daniele Morello di Maserà; Mario Rasi di Bagnoli; Loris Tomiato di Anguillara; l’ex sindaco di Tribano Natalino Zambolin; Robertino Scapolo di Candiana, Renato Marcolin di Bagnoli e il commercialista Francesco Marchesini di Este. Le accuse? Truffa, abuso d’ufficio e false comunicazioni sociali. L’inchiesta era stata provocata da due nuove acquisizioni avvenute tra il 2003 e il 2004, il 47,55% delle quote di T.E. (Trasporti Ecologici) e il 29,07% del capitale sociale del Centro Riciclo Monselice, comprate per 5.256.900 e per 1.628.480 euro. Secondo la procura i prezzi sarebbero stati gonfiati. Nel luglio scorso è scattata l’inchiesta-bis nei confronti di sei persone (il funzionario regionale Luigi Destro, l’imprenditore Paolo Garofolin, il direttore Cosecon Roberto Dalla Libera e tre dipendenti): nel mirino un complesso meccanismo di appalti e subappalti relativi a 5 piani di insediamenti produttivi. Contestati il falso e la truffa. Il reato di concussione è stato azzerato dalla Cassazione che ha negato la natura pubblica della società.
di
Cristina Genesin)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
Attiva verso la liquidazione – Soffocata dai debiti e dal crollo del mercato immobiliare
CONSELVE. Il presidente di Attiva, la società mista (a capitale pubblico e privato) che ha raccolto la pesante eredità di Cosecon (il Consorzio per lo sviluppo del Conselvano), propone ai soci di mettere in liquidazione la società per azioni (spa).
Gian Michele Gambato è al timone di Attiva da nove mesi e si trova a fare i conti con una situazione a dir poco drammatica, segnata da un forte indebitamento e dal crollo dell’attività di compravendita immobiliare. Ecco perché ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci per venerdì 4 settembre, alle 10.30, con un unico punto all’ordine del giorno: la messa in liquidazione della società. Caduto il tabù del possibile scioglimento della spa, spetterà ai soci che due anni fa sono venuti in soccorso con un robusto aumento di capitale (dai Comuni del Conselvano che detengono le quote maggioritarie alle banche che vantano crediti notevoli nei confronti di Attiva, dalla finanziaria della Regione “Veneto Sviluppo” alla Provincia di Padova), decidere se nominare un liquidatore oppure se trovare risorse e percorsi alternativi per tenere in vita la società. «Come amministratore – spiega Gambato – mi sento in dovere di porre questa opzione. Poi ovviamente saranno i soci ad avere l’ultima parola. Il problema comunque andava posto, anche sottoforma di provocazione». LA CRISI. Dal momento dell’insediamento alla guida del consiglio d’amministrazione di Attiva, il presidente Gambato, scelto dalla Regione, si è trovato a fare i conti con una società reduce da una pesante crisi, legata peraltro non solo a fattori puramente economico-finanziari ma anche a precedenti gestioni che hanno portato a scandali e a sviluppi giudiziari non ancora conclusi. A condizionare il futuro, la necessità di recuperare al più presto un po’ di liquidità disfandosi di settori che hanno creato solo problemi, dalla gestione dei rifiuti alla formazione, all’energia. Questo anche per recuperare parte dell’esposizione con le banche, verso le quali il debito sfiora i cento milioni di euro. La crisi del settore immobiliare non aiuta e il bilancio 2008 parla chiaro: nonostante le potenzialità di sviluppo e le disponibilità di terreni non manchino, le vendite sono pressoché ferme e le difficoltà di bilancio frenano ulteriori investimenti. A complicare ulteriormente lo scenario, è il sostanziale fallimento della vendita di Veneto Distribuzione, la controllata che gestisce le reti del gas metano. LA SCELTA DI GAMBATO. Il primo avviso era già arrivato meno di un mese fa, con l’approvazione del bilancio condizionato da un deficit di 7,8 milioni di euro e da un indebitamento per oltre 132 milioni di euro. Sia il revisore contabile che il presidente Gambato invitarono i soci a decidere cosa fare di Attiva perché i conti non avrebbero permesso di tirare a campare ancora a lungo. L’ultima goccia, in questi giorni, con il nulla di fatto nella gara per la vendita di Veneto Distribuzione. Delle cinque società che avevano aderito alla manifestazione d’interesse, solo due hanno presentato un’offerta vincolante con la garanzia fidejussoria, ma il prezzo proposto è assai più basso dei 30 milioni della base d’asta. Sia Ascopiave che l’Amga di Udine si sono tenuti ben al di sotto di questa cifra, tanto che il consiglio d’amministrazione prima di decidere il da farsi si è riservato di sentire la proprietà. A questo punto Gambato, con una mossa a sorpresa, ha convocato l’assemblea straordinaria dei soci per il 4 settembre, ponendo una scelta drastica come la liquidazione.
di Nicola Stievano
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 06 AGOSTO 2009
L’ex Cosecon affonda nei debiti L’assemblea convocata per votare sulla liquidazione Ogni mese Attiva paga 475 mila euro di interessi passivi. Il presidente Gambato ai soci: chiudiamo
CONSELVE. Attiva, la società per azioni a capitale pubblico e privato subentrata al Consorzio per lo sviluppo del Conselvano affonda nei debiti. Ogni mese paga 475 mila euro di interessi passivi a fronte di ricavi assai più modesti. Gian Michele Gambato, presidente da nove mesi, ha deciso di convocare per il 4 settembre l’assemblea dei soci per votare la messa in liquidazione. Su Cosecon c’è un processo che comincerà in settembre e un’altra inchiesta della Procura.
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