Febbraio 2009
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 28 Febbraio 2009,
Padovan: «L’Asl 14 rimane autonoma, servono più servizi»
Piove di Sacco – «Maggiore dignità per l’ospedale di Piove di Sacco e sufficiente autonomia per quello di Chioggia che rimanendo un’Asl autonoma ha bisogno di più servizi. Tutto è suscettibile di miglioramento, ma nessuno deve temere né riduzioni né ridimensionamenti». È la precisazione del direttore generale dell’Asl 14 Antonio Padovan che intende rispondere alle critiche e alle grida di allarme sorte in seguito alla divulgazione della bozza delle schede ospedaliere in vista del divorzio tra i due ospedali. Secondo Padovan, infatti, le esigenze dei due ospedali sono diverse: se Chioggia rimane una Ulss autonoma e isolata territorialmente, si devono mantenere attivi più servizi di Piove di Sacco che dista solo pochi chilometri dagli ospedali di Padova e che con essi dovrà completarsi. E’ in seguito a questi presupposti che Padovan ha stilato le schede che aumentano di un’apicalità a Piove di Sacco (da 14 esistenti a 15) e mantengono le 18 già esistenti a Chioggia. «Per l’ospedale della Saccisica – precisa Padovan – abbiamo assicurato la presenza di un direttore del presidio che garantisce l’efficienza senza rischiare che la struttura si riduca a semplice satellite dell’ospedale di Padova. Inoltre si attiveranno tre nuovi servizi: Pediatria, Nefrologia e Psichiatria. Un restyling che, alla luce della legge del ‘78, garantisce all’ospedale un livello provinciale e non di zona». Visto l’auspicio di Padovan «che tutto si può migliorare» e quindi anche le schede ospedaliere, i sindaci del Piovese con in testa quello di Piove di Sacco Mario Crosta sperano vivamente che la giunta regione e la quinta commissione assegni anche al nosocomio piovese il reparto di Neurologia che è stato dirottato a Chioggia. «E non è per campanilismo – ha ribadito Crosta – ma per assicurare un futuro sia al centro espianti che al servizio di Odontoiatria di comunità i quali hanno bisogno per operare della presenza costante del neurologo, inoltre i numeri circa gli abitanti dell’Asl Padovana con il territorio della Saccisica prevedono una terza neurologia oltre alle due esistenti a Padova».
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009
Il Partito democratico incalza i consiglieri regionali Padrin e Bertipaglia – La Regione deve difendere la nostra sanità
PIOVE DI SACCO. Il destino dell’ospedale piovese continua a preoccupare: dopo la denuncia da parte della Cisl di un progressivo impoverimento e svuotamento di personale e servizi della struttura, anche il circolo locale del Partito Democratico alza la voce: «Bene ha fatto il consigliere regionale Giovanni Gallo a chiedere un confronto sulle schede ospedaliere – interviene la coordinatrice Lucia Pizzo – anche perché devono ancora essere analizzate dalla V Commissione dove siedono i consiglieri di Forza Italia Leonardo Padrin e Regina Bertipaglia, che tanto hanno promesso a questo territorio per il futuro della sanità. Chissà che Pasqua porti una bella sorpresa per la Saccisica, e non un ulteriore impoverimento del nostro ospedale. La campagna denigratoria verso la categoria dei dipendenti pubblici, a tutti i livelli, attuata dall’eroe nazional-popolare ministro Brunetta – incalza Pizzo – ha portato a tagli indiscriminati anche nelle strutture pubbliche già in sotto organico. E questo si riflette sui servizi ai cittadini. In questo momento di recessione economica non si possono costringere le persone a rivolgersi a strutture sanitarie private, e nemmeno a strutture pubbliche lontane 20 o più chilometri, quando ce n’è una a Piove che ha tutte le carte in regola per funzionare al meglio». Sulla questione è intervenuto anche l’ex sindaco e attuale consigliere comunale Lino Conte, il quale sottolinea che si usano due misure diverse per valutare le esigenze piovesi e quelle dell’ospedale di Chioggia («considerato per il momento autonomo, risulta carente di reparti che si propone di sottrarre a Piove di Sacco che risulta così impoverita, e si giustifica la decisione dicendo che tanto il reparto o il primariato tolto a Piove è presente a Padova»). In questo senso i timori per Neurologia e il rischio che si finisca per avere troppo pochi posti letto per giustificare l’esistenza di un ospedale per acuti.
di : Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009
PIOVESE I primi sono stati i “Vip” di Piove di Sacco, adesso anche negli altri Comuni sta cominciando la raccolta di adesioni
«Ronde sì, ma niente Rambo per le strade» Il coordinatore della Lega, Soffiato: «Pronti a partire in qualunque momento». A Correzzola vigilanti “ecologici”
Piovese – In principio furono i Vip, i volontari piovesi dalle pettorine gialle che dalla scorsa estate hanno dato il via a passeggiate serali lungo le vie della città per scoraggiare la microcriminalità e contribuire al quieto vivere dei cittadini. Ora che il ministro Roberto Maroni ha varato il decreto sulla sicurezza, l’ora delle ronde potrebbe scattare in altri Comuni del Piovese e non solo. A Saonara il sindaco forzista Andrea Buso ha già lanciato l’appello e ottenuto la disponibilità di ex carabinieri e militari in pensione residenti nel suo territorio. A Correzzola l’assessore alla Sicurezza leghista, Claudio Padovan, sta vagliando l’ipotesi a seconda delle esigenze del territorio. E il coordinatore degli enti locali del Piovese del partito del “senatur”, Luciano Soffiato, si spinge ancora più in là: «Noi siamo pronti ad iniziare le ronde in qualsiasi momento. Dopo un’opportuna formazione, così come previsto dal decreto, i nostri iscritti e volontari scenderanno in strada a Piove di Sacco, dove il problema sicurezza è più sentito, ma anche in qualsiasi altro Comune del Piovese dove si senta la necessità. Abbiamo sempre appoggiato le ronde e ora che possono essere regolarmente istituzionalizzate non perderemo altro tempo». Chissà se questi nuovi volontari mai si incroceranno con i Vip, le cui uscite si sono diradate nei mesi fino a quasi perderne le tracce. Tanto che il candidato sindaco della sinistra radicale, Sergio Broggio, sposta l’attenzione su quello che, secondo lui, è un problema più grave: «Perché i “rondisti” di Piove di Sacco non cercano di fermare la paura di andare a lavorare di operai e metalmeccanici che muoiono con una media di tre al giorno in Italia?». Ma oggi più che mai è “ronda mania”, anche se tutti i sostenitori dell’iniziativa sottolineano che i “Rambo” alla veneta non troveranno spazio nell’iniziativa. «Si sono già resi disponibili a scendere in strada tre o quattro militari in pensione ed ex appartenenti alle forze dell’ordine – specifica per primo il sindaco di Saonara, Andrea Buso -. Lo scopo primario delle ronde che pensiamo di avviare è quello di supportare l’attività dei carabinieri e delle forze dell’ordine, tramite persone adeguatamente formate ed “armate” solo di telefonino per chiamare il 112 qualora ce ne fosse bisogno». Ligie a quanto sancito dal decreto, che prevede uno stretto controllo da parte dei Comuni stessi, anche le eventuali iniziative che potrebbero essere messe in campo a Correzzola. «Nel nostro territorio fortunatamente non sono ancora capitati fatti eclatanti da rendere urgenti le ronde – afferma l’assessore Padovan -. Come è già successo qualche anno fa potremmo rimettere in campo le “guardie ecologiche”, cittadini che sorveglino sulla salvaguardia e la pulizia dell’ambiente che ci circonda».
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 26 FEBBRAIO 2009
Commercio online, nasce un punto di assistenza Due ragazzi a Piove hanno aperto il «Clickbay»
PIOVE DI SACCO. Compravendite in internet senza temere di incappare in qualche truffa, ricerca di pezzi da collezione o nuovi sbocchi per ditte che risentono della crisi e hanno bisogno di trovare nuovi canali commerciali: in via Gauslino c’è un ufficio dove due giovani esperti di internet, e in particolare del sito di aste online E Bay, forniscono assistenza per ogni tipo di transazione commerciale in rete. Andrea Fiorin e Giorgio Trivellato trascorrono almeno 10 ore al giorno davanti al computer, piazzando al miglior prezzo computer usati, auto, moto, ricambi, pezzi da collezione per conto di chiunque voglia venderli ma non si sente sicuro ad affrontare da solo il commercio online. E poi acquistano di tutto, su commissione ovviamente. Nuovo o usato. Così c’è chi si rivolge a loro per rifarsi il guardaroba, contando di far arrivare capi firmati da tutta Europa a prezzi stracciati, cellulari, Ipod e ogni sorta di stramberia. «In tempi di crisi – raccontano i giovani internauti – il commercio online si rivela utilissimo sia per i privati che per le aziende. Si possono trovare oggetti di qualsiasi natura a prezzi molto inferiori di quelli praticati nei negozi. E ci sono molte ditte che, vedendo calare i loro ordini possono trovare nell’etere nuovi sbocchi, vendendo i loro prodotti tramite il nostro negozio virtuale. Oltre a mettere al servizio dei clienti la nostra professionalità e una profonda conoscenza dei sistemi di compravendite online – sottolineano i due esperti – siamo in grado di garantire il buon fine delle transazioni. Chi conosce E Bay sa che per ogni operazione effettuata vengono riconosciuti dei «feed back», dei veri e propri voti da parte di chi ha lavorato con noi, sull’affidabilità e la correttezza che hanno potuto riscontrare. Ne abbiamo a centinaia, tutti positivi, tanto che la stessa E Bay ha siglato un contratto con noi». In cambio dell’assistenza fornita, al negozio Clickbay il cliente deve riconoscere una percentuale sul prezzo di acquisto o vendita. «Lavoriamo nella massima trasparenza e anche sull’usato c’è la garanzia soddisfatti o rimborsati – fanno notare Andrea e Giorgio – ormai ci conoscono in tutta Italia, abbiamo contatti in tutte le regioni, dal Piemonte alla Calabria».
di : Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009
«Stanno svuotando il nostro ospedale» Personale carente e visite attese un anno.
PIOVE DI SACCO. La Cisl lancia un grido d’allarme per l’ospedale piovese: «Lo stanno svuotando di servizi e personale, se la Regione non interviene, il giorno del passaggio nell’Usl padovana non troveranno più nemmeno i muri». Secondo il sindacato la struttura piovese sta subendo un progressivo svuotamento in favore di Chioggia, con grave depauperamento del patrimonio di risorse professionali della Saccisica. Qualche giorno fa è stata resa nota l’ipotesi di schede ospedaliere in vista del trasferimento nell’Usl 16: la struttura piovese ottiene i primariati di nefrologia, pediatria e psichiatria, Chioggia quelli di oculistica, urologia, riabilitazione e neurologia. Mentre la Giunta regionale valuta le schede, si registra nel nosocomio piovese una già evidente carenza di personale medico, infermieristico e tecnico, e tutto si ripercuote sulla capacità di erogare servizi. Non deve stupire se c’è chi si lamenta per le lunghe code la mattina al Cup per prenotare una visita che poi, magari, è fissata a distanza di un anno. «Stiamo subendo una progressiva smobilitazione delle strutture socio-sanitarie – attacca Maria Rosa Quaggia, segretario della Cisl-Fp – non vengono programmati investimenti e l’amministrazione si sottrae al confronto. Abbiamo più volte chiesto di entrare nel merito di questioni fondamentali come la pronta disponibilità per i turni e le progressioni di carriera. Non riusciamo a ottenere risposte». All’ospedale di Piove, come rileva il sindacato, mancano alcuni servizi essenziali: «Ormai da una decina d’anni – spiega Quaggia – non esiste più un’edicola interna per i pazienti e i loro familiari. Chi accede alla nostra area ospedaliera deve utilizzare un parcheggio promiscuo con il distretto socio-sanitario, il dipartimento di prevenzione e due case di riposo. Raccogliamo di continuo le proteste dei dipendenti che non riescono a trovare un posto auto. E il progetto di un’entrata separata per il personale giace in un cassetto da due anni». Il sindacato non ha gradito l’ipotesi di schede ospedaliere: «Chioggia avrà diciotto primariati mentre nell’ospedale della Saccisica ne rimangono solo quattordici. Anche la distribuzione del personale è fortemente sbilanciata in favore di Chioggia che può contare su un centinaio di unità in più nonostante un numero di posti letto inferiore, 225 contro 262 dell’ospedale di Piove». «Con la perdita della riabilitazione funzionale – rincara la dose Alessandro Peruzzi, delegato territoriale della Cisl-Fp – viene sguarnita l’area della lungodegenza riabilitativa. I pazienti andranno ad intasare ancora di più i reparti di medicina e geriatria, oppure l’ospedale Sant’Antonio. La carenza di personale si riflette in molti ambiti. Strutture all’avanguardia come la radiologia, dove è in funzione una risonanza magnetica costata un milione di euro, sono sotto utilizzate. Per contro – prosegue il sindacalista – nell’unità di cardiologia di Chioggia la scorsa settimana era ricoverato un solo paziente».
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 25 Febbraio 2009,
Dopo le piogge il rischio frane
Dati allarmanti quelli registrati nel 2008 sul fronte della piovosità sul territorio della Bassa Padovana e della Bassa Veneziana. In tutto sono piovuti oltre 1000 millimetri di acqua, pari al 25 per cento in più della media annuale recente. Le copiose piogge hanno causato ripetute e troppo prolungate piene nei corsi d’acqua consorziali, con erosioni delle sponde per l’eccessiva velocità dell’acqua e per troppa imbibizione del terreno delle sponde che diventa fangoso. Purtroppo la vastità dello sviluppo delle sponde franate, molte decine di chilometri, è tale da rendere pressoché impossibile il ripristino celere, per il costo eccessivo. In molti casi sono state interessate dai franamenti delle sponde anche le sedi stradali di competenza di Comuni e delle provincia di Padova e Venezia poste lungo alcuni canali. «Il potenziale pericolo per la cittadinanza – spiega il presidente del consorzio di bonifica Adige Bacchiglione Graziano Tasinato – è tale da indurre alcuni sindaci di Comuni locali, e l’amministrazione provinciale di Padova, a cofinanziare col nostro consorzio gli interventi più urgenti di ripristino delle frane e il rifacimento del manto stradale dove è stato lesionato». Sono in corso lavori ad Agna in collaborazione con l’amministrazione provinciale di Padova, a Correzzola, Bovolenta, Pontelongo e Pernumia grazie all’intervento delle varie amministrazioni comunali. «Purtroppo altre frane – continua Tasinato – si sono evidenziate dopo le abbondanti piogge, e col tempo potranno lesionare le strade lungo le rive. Si spera che le risicate risorse economiche degli enti competenti permettano di intervenire con la necessaria rapidità».
di : Stefania Mastellaro
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IL MATTINO di Padova – Martedì 24 Febbraio 2009,
Con «Lazzaro 1915» Siviero rivela il suo talento
PONTELONGO. Piergiorgio Siviero ha 26 anni e un talento cristallino. Per questo su di lui pendono aspettative importanti. Il curriculum del ragazzo del resto non dà adito a equivoci: allievo di Ducasse a Parigi e a Montecarlo. Allievo poi anche di Aimo Moroni, che già è stato mentore di Massimiliano Alajmo. Insomma, Siviero non ha alibi: deve diventare qualcuno. Il suo percorso autonomo coincide con la nascita di «Lazzaro 1915», il ristorante di famiglia che prende il nome dal bisnonno. Il locale è stato creato attraverso la ristruturazione dell’Hotel Trieste, l’albergo che ricorda la città d’origine dei Siviero, fondato appunto da Lazzaro nel 1915. Genitori e zii hanno deciso di dare fiducia al promettente rampollo dedicandogli una cucina più grande e moderna (che lui stesso si è progettato) e una nuova accogliente sala di stile minimal «caldo». Solo 25 i posti. Piergiorgio Siviero conosce molte bene le nuove tecniche di cucina, il Pacojet, il Gastrovac, il Roner e gli altri ausili lanciati dagli chef spagnoli. Ma vuole usarli con discrezione. E per dimostrare che non è un «estremista» ha allestito due tipi di menu: quello classico di pesce (con il crudo, i bolliti, le grigliate) e uno d’avanguardia dove esprime il frutto delle sue ricerche. La base è sempre il pesce, ma viene proposto in modo creativo. Zuppa di pesce: tre crocchette fritte: la zuppa sta dentro. Il crudo di mazzancolle è proposto con caponata di mango, foglie di yogurt all’ananas, polvere di lime e cedro. Su tutti i piatti prevale una nota dolce (sarà perchè Pontelongo è la città dello zucchero?), che andrebbe meglio governata. Un piccolo capolavoro è lo sgombro in olio cottura con battuto di tardivo e noci, ketchup piccante di peperoni. Ricorda la Sicilia il biscotto di triglia con finocchio dolce e camomilla, olive di Taggia e spuma di mandorle. Riuscita anche l’anguilla sull’«ara» con salasa pevarada e uva marinata. Un po’ meno il calamaro ripieno ai capperi bruciati ed ananas caramel. Il fritto è fatto di «nuvole» di rana pescatrice, indivia e cipolla. Grande abilità nei dolci: il cremoso al limone con copertura al cioccolato bianco, biscotto al pistacchio e passion fruit, esprime armonia e piacevolezza. La carta dei vini è ben tarata sulla proposta gastronomica. Menu degustazione da 40 e da 60 euro, vini esclusi. A pranzo menu in stile Oldani a 18 euro, con un piatto del menu serale. Ristorante «Lazzaro 1915» via Roma 26, Pontelongo 049 9775072. Chiuso martedì www.albergo-trieste.com
di : Renato Malaman
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IL GAZZETTINO di Padova – Martedì 24 Febbraio 2009,
Barbabietola, è tempo di semine
D’imperio la barbabietola da zucchero merita il primo pensiero nel dedicare l’attenzione alle grandi semine primaverili, e non solo perché è la prima a scendere in campo, ma per la storia che la connota. Purtroppo, per le vicende comunitarie del 2005 la bieticoltura europea è stata ridimensionata per collocarla nel nuovo assetto di mercato ormai senza confini. La scure dei tagli alla produzione si è abbattuta in particolare sul nostro Paese. Per i lettori non addetti ai lavori, riservo loro qualche dato. Prima della riforma del 2005 la superficie bieticola nazionale si aggirava attorno a 200.000 ettari con punte di 220-240.000 nei decenni precedenti. Negli anni a seguire la superficie si è ridotta a tal punto che l’anno scorso i nostri bieticoltori hanno seminato solo 62.700 ettari. Un taglio netto di due terzi che non ha precedenti. La superficie è calata in tutti i paesi bieticoli europei ma non in maniera uguale. Un esempio si deduce dal numero degli zuccherifici nei paesi maggiormente bieticoli ridotto in media del 43% ma il Bel Paese ha dovuto sacrificarne bel l’80%., mentre la Francia solo il 17% e cosi via. Solo quattro “fumano” ancora in Italia: due in Emilia e Romagna (S.Quirico nel parmense e Minerbio nel bolognese), uno nel Veneto (Pontelongo) e uno per la bieticoltura centro-meridionale, a Termoli (Campobasso) costringendo “la dolce radice” per essere lavorata a viaggiare a go-gò per ferrovia e strade, con quel che ne consegue in termini di traffico. Le previsioni per la campagna ’09 sono per un moderato ottimismo nel senso del mantenimento delle quote di produzione. L’anno scorso la saccarifera come rese produttive, quindi economiche, ha lasciato la bocca dolce ai produttori sia nella media nazionale che, soprattutto, in quella dei nostri areali. La media produttiva di saccarosio nazionale è stata stimata in 8,7 tonnellate per ettaro che significano 7,30 di zucchero. L’amico coltivatore esibiva, con un giustificato orgoglio, la documentazione della sua media aziendale di 10,7 tonnellate di saccarosio e per questo, nel novero delle rotazioni colturali, anche quest’anno riserva alla bietola il posto che merita. Sarebbe in grado di competere alla pari con le medie produttive che si ottengono negli areali dell’Europa settentrionale dove, ad esempio, la Francia presenta una media ’08 di 12 tonnellate di zucchero per ettaro, il Belgio di 10,5 e così via. Il bacino saccarifero la cui produzione conferisce allo stabilimento di Pontelongo, dovrebbe confermarsi in 18.000 ettari, dei quali 5.000 polesani. Sul prezzo che sarà riconosciuto ai bieticoltori, la Finanziaria non ha ancora inserito la somma di quattro euro la tonnellata, ribadisce Emilio Pattaro , responsabile per l’ANB nel bacino di Pontelongo, che l’Ue ha messo a disposizione per cinque anni in cambio della forte riduzione delle quote di produzione.
L’amico di prima è fiducioso, come sempre: da questa settimana inizia a semiare. Lo accompagna il nostro augurio.
di : Orazio Cappellari
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IL MATTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
«Basta bottiglie di minerale troppo costose e inquinanti Bevete acqua di rubinetto» LA POLEMICA DI FECCHIO «Non raccontiamo frottole ai cittadini A noi arriva quella dell’Adige, potabilizzata ma non certo di fonte»
PIOVE DI SACCO. Si chiama «Imbrocchiamola» la campagna avviata dai comuni del Piovese con Acegas-Aps, Aato Bacchiglione e Legambiente per promuovere il consumo dell’acqua di rubinetto al posto delle minerali, più costose e generatrici di inquinamento. «L’acqua di casa – dichiarano i promotori – è buona e ha un costo mille volte inferiore a quella che si acquista al supermercato. Serve promuovere una nuova cultura che soppianti le vecchie abitudini». Impresa più facile a dirsi che a farsi. L’Italia, infatti, detiene il record mondiale di consumo pro capite di acque minerali, con 190 litri per cittadino. Ciò si traduce in uno spreco enorme di risorse, montagne di bottiglie di plastica da smaltire, e che spesso finiscono in discarica o disperse nell’ambiente, ingenti emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto su gomma. Bere l’acqua del rubinetto non solo avrebbe un impatto importante sull’ambiente, ma consentirebbe alle famiglie di risparmiare: se si considera che in media ogni persona beve mezzo litro d’acqua al giorno, per una famiglia di quattro persone servono almeno due bottiglie quotidiane. Che al costo di 30 centesimi l’una, portano ad una spesa quotidiana di 60 centesimi, 18 euro al mese. L’acqua che sgorga dal rubinetto costa 34 centesimi al metro cubo, ovvero mille litri, il fabbisogno di un anno e mezzo per una famiglia di quattro persone. «L’acqua che Acegas-Aps porta nei comuni della Saccisica è di ottima qualità – ha sottolineato il responsabile del ciclo idrico della società Franco Berti – ed è sottoposta a controlli quotidiani». L’iniziativa è stata salutata con entusiasmo dai sindaci del Piovese che hanno sottolineato l’importanza di divulgarla soprattutto nelle scuole, sensibilizzando i bambini e i ragazzi. «Dobbiamo essere consapevoli che l’acqua del rubinetto è buona da bere – hanno rilevato gli amministratori – Meglio portarla in tavola che sprecarla per usi impropri come l’irrigazione di orti e giardini». Il 22 marzo si terrà a Piove di Sacco la Festa dell’acqua in occasione della quale verranno regalate ai cittadini delle caraffe di vetro; ci sarà poi una curiosa degustazione di acque per verificare se veramente si percepisce la differenza fra quella dell’acquedotto e le minerali. «Benissimo la campagna per promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto – appunta polemico il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio – ma non raccontiamo frottole ai cittadini: l’acqua di fonte, quella di ottima qualità, non arriva nel mio paese, né a Pontelongo, Codevigo e Cona. Noi abbiamo l’acqua dell’Adige, potabilizzata ma sicuramente inferiore per qualità a quella di fonte».
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
Inno all’acqua del rubinetto: ottima e costa poco
Piove di Sacco – I sindaci della Saccisica e il gestore del ciclo idrico AcegasAps cantano l’inno all’acqua del rubinetto: costa meno di quella in bottiglia, è di ottima qualità, viene sottoposta a controlli quotidiani e berla contribuisce a salvaguardare l’ambiente. I cittadini del Piovese ne consumano circa 133 mila litri pro capite all’anno ma ne bevono ancora poca: la media nazionale si aggira sui 194 litri a testa. Per incentivarne l’uso, domenica 22 marzo, in piazza Vittorio Emanuele, partirà l’iniziativa “Imbrocchiamola!” con la distribuzione di centinaia di caraffe di vetro alle famiglie che presenteranno l’apposito buono che arriverà nelle case in questi giorni. Seguiranno altri due appuntamenti, il 24 e il 27 marzo, a Legnaro e a Codevigo. «Godiamo di acqua che proviene dalle risorgive vicentine ed ha caratteristiche oligominerali», spiega Franco Berti di AcegasAps. E all’assessore santangiolese Gianni Toffanin, che obietta che “a Padova sarà anche buona ma qui talvolta arriva giallastra per via delle condotte rotte”, risponde: «L’acqua non si sporca mai. Se ha un colore diverso a seguito di una rottura è perché il flusso riprende dopo qualche tempo. Ma è un problema più visivo che igienico sanitario». Tant’è. L’acqua del rubinetto è buona e lo dice anche Legambiente, che propone l’istituzione di una casa dell’acqua per garantire un consumo minimo mensile alle famiglie colpite da difficoltà economiche. «Ci opponiamo alla privatizzazione dell’acqua prevista dalla legge entro il 2010 – afferma Roberto Franco del circolo locale – Organizzeremo incontri affinché i Comuni assumano l’impegno di affermare l’acqua come diritto e sostengano la gestione in essere da parte di AcegasAps, che è un soggetto privato a maggioranza pubblica». «Sarebbe opportuno sensibilizzare già nelle scuole e nelle mense all’uso dell’acqua del rubinetto», osserva Cesarina Foresti, sindaco di Arzergrande. E a qualche mese dalla fusione tra Apga con AcegasAps afferma: «La gente sta apprezzando sempre di più la scelta». «È stata la soluzione migliore – aggiunge il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio – Le tariffe sono scese e AcegasAps riuscirà ad invertire la situazione malsana in cui versa il nostro acquedotto. Nel nostro Comune abbiamo già avuto due chilometri di nuova rete e nel 2009 sono previsti ancora lavori. Sulla cultura dell’acqua del rubinetto bisogna ancora lavorarci ma ce la faremo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 20 Febbraio 2009,
FECCHIO: «ALTRO CHE RISORGIVA, METÀ SACCISICA BEVE L’ADIGE»
Correzzola – «Questi sindaci che oggi tessono l’elogio dell’acqua della Saccisica hanno la memoria corta. Solo qualche anno fa pareva che l’acqua dell’Apga fosse avvelenata». A parlare è Mauro Fecchio, primo cittadino di Correzzola.
«Se l’acqua è buona adesso lo era anche prima che il nostro acquedotto fosse regalato ad AcegasAps – afferma -. Metà Saccisica continua a bere l’acqua che arriva dalla centrale di potabilizzazione di Boscochiaro che pesca dalle falde dell’Adige e solo l’altra metà ha la fortuna di bere acqua di fonte che arriva da Villaverla. Per garantire in tutto il territorio acqua sorgiva sarebbe necessario riadattare le condotte con un intervento di milioni di euro che non è previsto nel piano degli investimenti e che, comunque, andrebbe a riflettersi sulle tariffe che pagano i cittadini. Nello specifico, i Comuni di Correzzola, Pontelongo, Codevigo, parte di Piove di Sacco e parte di Arzergrande sono serviti da acqua di fiume e se arriverà anche a loro acqua sorgiva sarà grazie a Veneto Acque che sta completando una condotta per garantire acqua dalla Pedemontana».
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 17 FEBBRAIO 2009
LAZZARO 1915, C’E’ PECORARI
La famiglia Siviero ha fatto le cose in grande. Il vecchio ristorante dell’albergo Trieste di Pontelongo è stato completamente rinnovato e ora si chiama «Lazzaro 1915», dal nome del fondatore. Giovedì ospita la prima di una serie di prestigiose serate a tema: ospite Alvaro Pecorari, titolare di Lis Neris, una delle aziende friulane entrate nell’elite nazionale. Guiderà una verticale di Pinot Grigio. Piergiorgio Siviero, ex allievo di Ducasse, penserà al menu. 049 9775072.
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IL MATTINO di Padova – DOMENICA, 15 FEBBRAIO 2009
Vecchia palestra rimessa a nuovo Trovati i soldi
PONTELONGO. E’ cominciata la fase esecutiva del restauro della vecchia palestra comunale di largo Cavalieri di Vittorio Veneto. «A partire dal prossimo anno scolastico – commenta soddisfatto l’assessore ai lavori pubblici Adriano Burattin – i nostri ragazzi non saranno più costretti a spostarsi in pullman per svolgere l’attività di educazione fisica». Il vecchio edificio, risalente agli anni Venti, non rispettava più gli standard di sicurezza e per questo già da tempo era stato oggetto di un progetto di recupero. «Come sempre – continua l’assessore – l’ostacolo principale è stato il reperimento dei fondi. Le opere da eseguire per rimettere a nuovo la palestra sono molte e tutte costose». L’importo complessivo richiesto, infatti, sarà di 378 mila euro. Una parte sarà finanziata dalla Regione con un contributo di quasi 120 mila euro. Il rimanente importo di 258 mila euro sarà invece a carico del comune che ha già stipulato un apposito mutuo. Il complesso dei lavori prevede la messa in sicurezza del tetto e di tutto l’interno, la sistemazione degli infissi, l’adeguamento degli impianti di riscaldamento ed illuminazione, il restauro dell’intonaco esterno e la realizzazione degli spogliatoi oggi assenti. «Questo importante lavoro – conclude Burattin – porta a compimento la tabella di marcia stilata una decina di anni fa: riportare a norma tutti gli edifici di proprietà comunale per quanto riguarda la sicurezza di chi li utilizza».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova – Venerdì 13 Febbraio 2009,
Lite violenta tra donne, quarantenne ricoverata
Pontelongo – Una lite furibonda di vicinato tra due donne è divampata, l’altra sera, tra le 20 e le 20.30 in via Zuccherificio a Pontelongo. M.G., trentacinquenne già nota alla forze dell’ordine e in paese per la sua facilità ad andare in escandescenze, e una quarantenne, T.L., sua vicina di casa, le protagoniste dell’alterco. Quest’ultima, che ha avuto una crisi d’ansia e un mancamento durante la lite – bloccata prima che degenerasse dai carabinieri di Codevigo – è stata accompagnata dall’ambulanza del Suem del 118 – chiamata dai familiari – al pronto soccorso di Piove di Sacco. La donna è stata sottoposta ad accertamenti con una prognosi di un paio di giorni. Solo tanto spavento. Se l’è cavata invece con la sola rabbia in corpo da sbollire l’altra donna, allontanata dalle forze dell’ordine mentre era ancora in stato di completa alterazione e concitazione.
di : (gl.c.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Case ecologiche con lo sconto Dimezzati gli oneri comunali
PIOVE DI SACCO. Il Comune fa lo sconto a chi costruisce case ecologiche: con la certificazione dell’agenzia Casa Clima che attesta i bassi consumi dell’edificio è possibile risparmiare da tremila fino a oltre 10 mila euro sugli oneri di urbanizzazione dovuti all’ente locale. In tempi di crisi l’agevolazione promossa dall’assessorato all’Ambiente potrebbe aiutare un settore, quello edilizio, che in questi mesi sta registrando grossi problemi. Con il vantaggio di promuovere nuove metodologie costruttive che permettono di ridurre i consumi, in particolare per il riscaldamento, una delle voci di spesa che più pesa nei bilanci familiari. «Il Comune – afferma l’assessore Giorgio Bovo – ha stipulato una convenzione con l’agenzia della provincia di Bolzano Casa Clima per promuovere stili di vita attenti al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Chiunque debba costruire un nuovo edificio può chiedere in occasione del rilascio dell’agibilità da parte dell’ufficio edilizia privata, la certificazione Casa Clima. Per accedere allo scomputo del 40 per cento sugli oneri di urbanizzazione, è necessario che la costruzione rientri nelle categorie «Oro», A oppure B, che si riferiscono ai parametri di consumi energetici. In sostanza – sottolinea Bovo – basta prevedere dei sistemi di coibentazione particolari che garantiscano un migliore isolamento della casa e quindi una minore dispersione del calore. I maggiori costi che si devono affrontare per ottenere la certificazione, saranno subito recuperati con lo sconto sugli oneri dovuti al comune, inoltre si risparmierà ogni anno sulla spesa per il riscaldamento». Gli oneri di urbanizzazione si distinguono in primari e secondari a seconda che si riferiscano ad opere di interesse privato, (marciapiedi e reti tecnologiche), e secondari, ovvero di interesse pubblico, (aree verdi e parcheggi). I costi variano a seconda che la costruzione venga realizzata in centro, in periferia o in zona rurale. Prendendo ad esempio un edificio di 200 metri quadrati in centro storico invece di 8.072 euro si pagheranno al comune 4.843 euro. Un edificio di fascia B, ovvero di completamento, pagherà oneri per 6.967 euro invece di 11.611. In zona C, espansione, l’obolo passa da 13.305 a 7.983 e in zona E, agricola, si passa da 19.747 a 11.848 euro. «Credo sia una buona opportunità – sottolinea l’assessore Bovo – perché consente di risparmiare somme anche consistenti».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Assistenza agli anziani
PONTELONGO. Rinnovata la convenzione per la gestione del servizio di assistenza domiciliare con la casa di riposo «Galvan». Il consiglio comunale ha affidato il servizio per altri quattro anni all’ente, consolidando una collaborazione che dura ormai da tempo. I servizi prevedono prestazioni come la pulizia della persona e della casa, piccoli lavori domestici ed anche aiuto per le persone affette da scarsa mobilità. «Possono sembrare cose di modesta entità – esordisce l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo – ma per persone anziane, sole o invalide rappresentano l’unica alternativa al soggiorno in casa di riposo con tutte le conseguenze, anche economiche, che questo comporta». Negli ultimi anni, le richieste di attivazione di questi interventi sono aumentate di continuo». Preso atto del problema l’amministrazione ha aumentato le ore di assistenza domiciliare, portandole dalle attuali 56 a 64. «Questo ha fatto aumentare la spesa del servizio – conclude Tamiazzo – che passa dai 56 mila euro del 2008 ai 64 mila per l’anno in corso. Un aumento che impegna maggiormente le casse comunali ma che è necessario per mantenere e migliorare la rete di servizi per i cittadini».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
Acqua: tariffe aumentate A Padova rincari del 5,8% e nella Bassa del 7,35%
PADOVA . Scatta l’aumento per le tariffe dell’acqua: il 5,84% per AcegasAps e 7,35% per Cvs. Il primo gestore è quello che serve Padova, Abano e tutti i comuni del piovese, dopo l’incorporamento di Apga. Centro veneto servizi invece gestisce il ciclo integrato dell’acqua nei comuni della Bassa. I rincari sono stati decisi venerdì scorso all’assemblea dei sindaci dell’Aato Bacchiglione, sulla base del piano d’ambito, cioè i lavori previsti sulla rete delle acque. A Padova aumenti necessari per rafforzare le fognature e il depuratore di Ca’ Nordio, nella Saccisica invece intervento necessario su un acquedotto «colabrodo». Moderatamente soddisfatto l’assessore al patrimonio Mauro Bortoli: «Grazie alla trattativa che abbiamo condotto con l’autorità d’ambito abbiamo evitato un aumento del 10%, limitandolo a circa 40 centesimi al mese per una famiglia media». Le tariffe infatti sono scaglionate in base al numero di componenti del nucleo familiare. Perciò se un single padovano (o un anziano che vive da solo) nel 2008 ha pagato 95 euro, per un consumo medio di 73 metri cubi in un anno, nel 2009 pagherà 5 euro in più, arrivando alla cifra tonda di 100 euro. Per una famiglia media di tre persone l’aumento sarà di 15 euro. Mentre per un nucleo composto da due genitori e due figli il rincaro si attesterà su 18 euro: si pagherà 331 euro. Queste però sono cifre che valgono per i comuni gestiti da AcegasAps, cioè Padova, Abano e altri otto del piovese: Legnaro, Sant’Angelo, Polverara, Brugine, Piove di Sacco, Arzergrande, Codevigo, Pontelongo e Correzzola, assieme al comune di Cona, nel veneziano. Tariffe più alte, e rincari più pesanti, per i comuni gestiti da Cvs, cioè tutti gli altri della Bassa. In questo caso una persona che vive sola vede aumentare la sua tariffa sa 132 a 141 euro, con un rincaro di 9 euro pari al 7,35%. Questo perché Cvs non ha aderito al protocollo d’intesa per cui alcuni gestori hanno rinunciato a parte dell’aumento, coprendo i fondi necessari ai lavori sulla rete con il proprio bilancio. Resta così il paradosso che una famiglia di tre persone che abita a Padova pagherà nel 2009 una tariffa dell’acqua di 271 euro. Un analogo nucleo familiare che però abita ad Albignasego, pochi chilometri più a sud, ne pagherà 406, cioè quasi il doppio. In aggiunta c’è da sottolineare che l’acqua di Padova, proveniente dalle fonti di Dueville nel vicentino, è di qualità superiore rispetto a quella della Bassa. Per questo, nonostante gli aumenti, Mauro Bortoli non vede nero: «Padova resta il comune con le tariffe più basse in tutta la provincia – spiega – E’ merito degli amministratori dei primi anni del Novecento, che hanno acquistato i terreni dove ci sono le fonti». Le tariffe dei comuni dell’Alta, governate dall’Aato Brenta, saranno decise nei prossimi giorni.
di : (Claudio Malfitano)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 12 FEBBRAIO 2009
LA CAMPAGNA DI CATERPILLAR Piazze buie e taglio dei consumi a Piove, Saonara e Pontelongo
PIOVE DI SACCO. Piazza del municipio al buio domani sera per un aperitivo a lume di candela: è la proposta delle associazioni Al Ritmo del tam tam, Legambiente e Libera che aderiscono all’iniziativa promossa dal programma radiofonico Caterpillar «M’illumino di meno». Per la giornata del risparmio energetico tutta l’illuminazione esterna del municipio e di piazza Matteotti rimarrà spenta. Le associazioni propongono un aperitivo equo e solidale a lume di candela «per promuovere il rispetto per l’ambiente, l’uomo e la legalità». L’appuntamento è alle 18. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Comune. L’assessore alla Partecipazione Marco Ranzato sottolinea gli sforzi fatti negli ultimi anni dall’amministrazione comunale per il risparmio energetico: «Iniziative come M’illumino di meno hanno lo scopo di sensibilizzare su questo tema – fa notare – ma ci sono anche cose concrete che si possono e devono fare». All’iniziativa aderisce quest’anno anche Saonara. Dalle 18 alle 19 di domani verrà spenta l’illuminazione pubblica in tre piazze: San Martino a Saonara, Aldo Moro a Villatora e Grazia Deledda a Tombelle. L’amministrazione lancia inoltre un appello a cittadini, associazioni e aziende perché si impegnino a ridurre i propri consumi nello stesso intervallo di tempo; anche l’Istituto comprensivo viene invitato a riservare uno spazio didattico per approfondire il tema del risparmio energetico. Partecipa a «M’illumino di meno» anche Pontelongo con l’invito da parte dell’amministrazione a tutti i cittadini a spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili dalle 18.30 in poi.
di : (alces/el/pr)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
Morta in casa a Pontelongo
PONTELONGO. Un’anziana è stata trovata morta l’altra sera in via Indipendenza: era sola in casa quando probabilmente un infarto l’ha stroncata. La vittima si chiamava Oliva Tommasi, aveva 78 anni, e viveva al civico 5 di via Indipendenza. Da qualche giorno l’anziana non si faceva vedere dai vicini che, insospettiti che potesse esserle successo qualcosa, hanno provato a suonare al campanello della sua abitazione. Non ricevendo risposta hanno avvisato dei parenti della signora, che si sono precipitati sul posto con i sanitari del Suem 118. Oliva Tommasi è stata trovata priva di vita. Per scrupolo è stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri, tuttavia i sanitari hanno potuto subito appurare che il decesso era dovuto a cause naturali, probabilmente un malore fatale, che non ha dato alla settantottenne il tempo di chiedere aiuto.
di
e.l.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
Parte lo screening mammografico un esame che salva davvero la vita
PIOVE DI SACCO. «Partecipate allo screening mammografico: è un esame gratuito e indolore e può salvarvi la vita»: l’accorato appello giunge dalla direzione dell’Usl 14, che ha annunciato l’avvio della campagna di prevenzione contro i tumori della mammella, rivolta a tutte le donne fra i 50 e i 69 anni. La presentazione si è svolta nella sala consigliare di palazzo Jappelli, dove sono intervenuti il direttore sanitario Lino Battistello, il dirigente medico Claudio Mongiat e il direttore del Dipartimento di prevenzione Massimo Boscolo Nata, che hanno presentato anche l’equipe di medici coinvolti nello screening. In questi giorni stanno arrivando già le prime lettere alle donne di Piove di Sacco, ed entro due anni l’invito a presentarsi nell’unità mobile posta all’entrata dell’ospedale vecchio per sottoporsi alla mammografia sarà esteso a tutte le donne della Saccisica, quasi ottomila. «Auspichiamo che la popolazione aderisca più di quanto abbia fatto sinora – ha dichiarato il dottor Boscolo Nata – perché a Cona, Cavarzere e Chioggia solo il 53 per cento delle donne ha risposto all’invito. Lo screening può salvare la vita: diagnosticare precocemente un tumore permette di intervenire con tempestività quando ancora la malattia non è in uno stadio avanzato». I medici ospedalieri sono rimasti delusi che alla presentazione non ci fossero i medici di base, dato che proprio loro è il compito di sensibilizzare le pazienti e convincerle a sottoporsi all’esame. «Lo screening – ha sottolineato il dottor Mongiat – rientra nei livelli essenziali di assistenza ed è la sanità questa volta che si rivolge direttamente agli utenti». «Lo screening – ha continuato il dottor Battistello – si basa su una rete di collaborazione e sinergia tra diverse specialità (medici di famiglia, radiologia, oncologia, chirurgia) per garantire un percorso diagnostico e terapeutico veloce ed efficace». Anche il sindaco Mario Crosta ha sottolineato l’importanza per tutte le donne candidate allo screening di aderire alla campagna di prevenzione (peraltro gratuita e senza incombenze: basta presentarsi il giorno e l’ora stabiliti, o chiederne uno diverso), e ha ribadito la collaborazione da parte dell’amministrazione comunale con l’Usl 14, con il prezioso aiuto delle associazioni di volontariato, per promuovere la sanità e la cultura della prevenzione.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Anziana muore in casa
Il figlio l’ha trovata stesa a terra ormai senza vita. E’ morta così Oliva Tommasi, 78 anni, residente in via Indipendenza a Pontelongo. L’anziana si trovava sola in casa, nel pomeriggio di lunedì, quando il suo cuore ha smesso di battere per cause naturali. Alle 20.30, quando il figlio è tornato dal lavoro ed è passato a salutarla come di consueto, ha aperto la porta di casa e ha notato il corpo della madre accasciato sul pavimento. Inutili i tentativi di rianimarla, messi in atto anche dai sanitari del Suem 118 giunti sul posto. Per Oliva Tommasi non c’era già più nulla da fare. La data dei funerali non è ancora stata fissata ma si svolgeranno probabilmente oggi alle 15.30 nella chiesa del paese.
di : (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
AIUTI AI PIÙ POVERI I servizi sociali dei Comuni fanno i conti con la crisi – Usl, assistenza pasti agli anziani minori e disabili
PIOVE DI SACCO. Sono sempre più le persone che bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere aiuti economici: mutui, affitti, bollette e anche la spesa per i generi alimentari pesano in modo sempre maggiore sui bilanci delle famiglie. Ma non sono tempi di vacche grasse nemmeno per le amministrazioni locali, che nel bilancio di previsione di quest’anno hanno dovuto stringere i lacci della borsa. Tutti i Comuni del Piovese hanno comunque cercato di mantenere inalterato rispetto al passato il capitolo spesa per i servizi sociali. Comprendono l’assistenza domiciliare, i pasti per anziani e persone non autosufficienti, la quota sociale per l’Usl (passata da 12 a 15 euro pro capite), il sostegno alle famiglie numerose, minori, anziani e disabili. Il Comune più virtuoso è Arzergrande. Il bilancio non è ancora passato in Consiglio comunale, comunque per i servizi sociali prevede 531 mila euro. Divisi per i 4.606 abitanti fa una quota pro capite di 115 euro. Poco meno garantisce Piove di Sacco: 2 milioni 110 mila euro per quasi 19 mila abitanti, pari a 111 euro a testa. Più del doppio di quanto viene stanziato da Polverara, che con 158 mila euro per 2.960 abitanti destina mediamente ad ogni suo cittadino 53 euro. Brugine stanzia 97 euro per abitante (680 mila euro complessivi). Poco sotto, con 96 euro a residente, segue Pontelongo. Sopra i 90 euro pro capite si attesta anche Codevigo, che per i servizi sociali stanzia 578 mila euro, ovvero 91 euro per ciascuno dei 6.334 abitanti. Gli 8.400 abitanti di Legnaro possono contare su un capitolo di 667.500 euro, quasi 80 a testa. Sant’Angelo ha dovuto tagliare qualcosa a causa della penuria di trasferimenti statali ed ha una quota pro capite di 69 euro, per un totale di 499 mila euro divisi per 7.200 cittadini. A Correzzola lo stanziamento è di 380 mila euro, 68 pro capite.
Il sindaco di Polverara, Olindo Bertipaglia, sottolinea: «Al capitolo dei servizi sociali vanno aggiunti i 500 mila euro per la scuola dell’infanzia che sta sorgendo in via Canonica». «Stiamo consegnando in questi giorni i bonus da 130 euro a 54 famiglie per le bollette del gas» aggiunge il primo cittadino di Legnaro, Giovanni Bettini. La maggior parte dei Comuni non ha preso misure straordinarie per fronteggiare la crisi: «Ogni anno – sottolinea l’assessore piovese Sergio Contran – accanto ai contributi continuativi si aggiungo quelli straordinari che vengono decisi man mano che si individuano casi e settori dove è necessario dare un aiuto in più». E stando alle previsioni quest’anno per i Comuni ci sarà molto da fare in questo senso.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
Si è spento Alex, un dono dell’amore
PONTELONGO. Si è spento a 19 anni, vinto dalla malattia. Alex Liviero, che viveva con i genitori e la sorella in via Zuccherificio, è morto venerdì all’ospedale di Piove di Sacco. Soffriva dalla nascita di una grave patologia che lo aveva costretto su una sedia a rotelle, incapace di camminare. Inoltre non sapeva parlare, e aveva un grave ritardo mentale. Il papà Luca, la mamma Fiorella e la sorella tredicenne da giorni vivono immersi in un profondo dolore, circondati dall’affetto di parenti e amici. Alex è nato quando i suoi genitori erano poco più che ventenni. «Per noi è stato un dono – raccontano – Anche se non ha mai parlato, ci ha detto tante cose, le più belle che potessimo mai sentire. Ci ha insegnato il senso dell’amore più profondo e accudirlo per noi è stato un atto d’amore irrinunciabile». Fino ad un anno fa frequentava il centro diurno della Cooperativa per disabili Magnolia di Piove di Sacco, andava in vacanza con i genitori e la sorella, usciva sulla sua sedia a rotelle con qualche amico che lo accompagnava a fare una passeggiata. Poi però la malattia è peggiorata. «Ma Alex non è mai rimasto solo – racconta commossa la mamma – Ha saputo creare intorno alla nostra famiglia una rete di solidarietà incredibile, che ci ha sempre dato speranza e forza per andare avanti con coraggio. Anche in questi giorni le testimonianze di affetto sono numerose e siamo grati a tutti quelli che ci sono vicini». Il funerale verrà celebrato domani alle 15.30 nella chiesa vicariale di Pontelongo. «In ricordo del nostro ragazzo – chiede la mamma – vorremmo al funerale non venissero portati fiori, ma offerte per la Cooperativa Magnolia».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Stuprata dallo spacciatore tunisino
PADOVA. Stuprata dallo spacciatore tunisino, che l’ha sequestrata in una camera. La ragazza, di 25 anni, ancora sconvolta, ha denunciato l’abuso ai carabinieri. E’ il terzo caso in pochi giorni nel Padovano, dopo quelli della prostituta rapita da un gruppo di rumeni che avevano abusato delle sue prestazioni e della trentenne di Pontelongo, violentata da tre marocchini.
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Resta in carcere il magrebino accusato di stupro
PONTELONGO. Una serie di analisi biologiche sugli indumenti indossati dalla sonna di 37 anni al momento dello stupro. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha affidato la consulenza alla dottoressa Luciana Caenazzo. Anche questi accertamenti sono stati prescritti per cercare di fare piena luce sulla violenza sessuale di gruppo consumata nella notte tra sabato e domenica. Le analisi infatti potrebbero fornire un importante responso sul numero di persone che hanno partecipato all’aggressione. Youssef El Omari, 28 anni, marocchino, clandestino, è tuttora detenuto nella casa circondariale di Padova, accusato di concorso in violenza sessuale e sequestro di persona, con l’aggravante di aver commesso i fatti mentre si trovava illegalmente nel territorio italiano. Il gip Claudio Marassi ha convalidato il fermo. Youssef El Omari ha negato le accuse, benché abbia ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la donna parecchio tempo fa. Ha fornito poi una sua versione dei fatti, ai quali tuttavia il giudice non ha creduto. Oltre alla querela della vittima ci sono infatti altre prove schiaccianti: una calza autoreggente della donna recuperata nell’appartamento della violenza, le risultanze della visita ginecologica che attesta lo stupro subito dalla trentasettenne, il racconto dello zio e di un connazionale del fermato che hanno confermato l’aggressione. C’erano anche loro nella casa dove la trentasettenne per mezz’ora è stata in balìa dei tre magrebini che aveva incrociato al bar Milù di Pontelongo. Quella sera non voleva rientrare a casa dopo una lite con il convivente. Ha accettato un passaggio in auto. E lì, verso l’una di notte, è cominciato il suo incubo.
di : (e.fer.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
ANCORA UNO STUPRO Ragazza violentata da uno spacciatore tunisino
Hanno trascorso il pomeriggio insieme. Hanno addirittura cenato uno accanto all’altra. Ma verso sera la violenza ha avuto il sopravvento. Dopo la prostituta bulgara stuprata da un gruppo di rumeni, dopo la trentasettenne di Pontelongo adescata da tre marocchini, una ragazza lombarda di 25 anni è stata violentata da uno spacciatore tunisino. E’ accaduto in città, domenica sera, in pieno centro. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri di Prato della Valle, coordinati dal pubblico ministero Paola De Franceschi. Questa mattina verrà chiesta un’ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale. I FATTI. La giovane in passato ha avuto qualche problema con la droga, è reduce da una cura di disintossicazione e attualmente si sottopone ad una terapia in una clinica privata per il sostegno psicologico. Viene a Padova quasi una volta al mese e solitamente alloggia in un albergo cittadino. Ma ormai da qualche tempo ha stretto amicizia con un’altra giovane, residente in centro, che partecipa allo stesso corso di riabilitazione psicologica. Le due giovani si sentono al telefonino e decidono di trascorrere insieme qualche ora: un invito a cena e un letto su cui dormire prima di affrontare la terapia del mattino successivo. Si trovano domenica pomeriggio e decidono di rimanere in casa insieme a due amici tunisini. Fumano un po’ di hashish e sniffano uno o due grammi di cocaina. Ma verso metà pomeriggio i due stranieri se ne vanno. Nel giro di qualche ora però ne arrivano altri due, sempre amici della padrona di casa. Ancora canne e ancora cocaina, prima e dopo cena. Ridono, scherzano e si sballano. Verso sera però la venticinquenne lombarda dice di essere stanca e di volersi stendere a letto. Così si ritira in camera e saluta tutti. Ma uno dei due tunisini è particolarmente su di giri e ne approfitta per sgattaiolare in camera da letto. La spoglia, la immobilizza, la violenta. Lei prova a chiedere aiuto ma nessuno le dà retta, perché probabilmente l’altra ragazza è intenta a scambiare qualche effusione con l’altro straniero. LA DENUNCIA. Verso le prime ore del mattino la ragazza, fortemente provata, si presenta nella caserma dei carabinieri di Prato della Valle e racconta tutto. Riferisce del pomeriggio all’insegna dello sballo, della festina in appartamento, della cena e di come le cose poi siano degenerate. Riesce a fornire pure qualche riferimento sulle generalità dello straniero. A quel punto basta un rapido controllo al terminale, per scoprire che i militari dell’Arma l’hanno fermato qualche ora prima con una modesta quantità di droga in tasca. Precisamente i tunisini fermati sono due, uno dei quali viene riconosciuto come il violentatore. IN PROCURA. L’indagine viene affidata al pubblico ministero Paola De Franceschi. Questa mattina ci sarà l’udienza di convalida dei due fermi per detenzione di droga ai fini di spaccio. Ma, sempre questa mattina, il pm chiederà un’ordinanza di custodia cautelare per uno dei due stranieri. L’accusa, appunto, è di violenza sessuale. I carabinieri di Prato della Valle, dal canto loro, stanno compiendo una serie di accertamenti per fare piena luce sull’inquietante episodio. L’ennesimo nel giro di poco tempo.
di : Enrico Ferro
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Le novità della biblioteca
È a disposizione da oggi la mailing list della biblioteca comunale, un servizio che permette a tutti gli interessati di ricevere in tempo reali informazioni su eventi culturali, incontri e novità. Per iscriversi è necessario mandare una richiesta all’indirizzo e-mail b.pontelongo@mail.it con oggetto “Iscrizione mailing list”.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – VENERDÌ, 06 FEBBRAIO 2009
Stupro di gruppo, il Dna per incastrare i complici
PONTELONGO – Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha affidato la consulenza alla biologa Luciana Caenazzo dell’Istituto di Medicina legale. L’esperta analizzerà i “tamponi” dell’ospedale, gli indumenti della trentacinquenne e il materasso dove è stata violentata. Hanno lasciato tracce i due magrebini ricercati dai carabinieri per lo stupro di gruppo di Pontelongo? Il pubblico ministero Benedetto Roberti non vuole lasciare scampo ai due presunti complici di Youssef El Omari, il marocchino ventinovenne arrestato già domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Ieri il magistrato ha affidato una consulenza tecnica alla dottoressa Luciana Caenazzo, nota biologa dell’istituto di medicina legale dell’Università di Padova. Sono molti gli elementi sui quali potrà lavorare la biologa. E, perchè no, anche individuare il Dna dei presunti complici di El Omari. Innazitutto il tampone vaginale, che i medici del reparto di ginecologia dell’ospedale di Piove di Sacco hanno effettuato sulla donna subito dopo la denuncia. E poi la gonna e gli altri abiti che indossava la trentacinquenne la notte tra sabato e domenica. Alcuni dei suoi indumenti intimi non sono stati più trovati. I carabinieri hanno trovato soltanto una sua calza, che era finita sotto il letto. Il resto è scomparso. E c’è anche il materasso del letto sul quale la donna è stata immobilizzata dai bruti del “branco”. Dovrebbe contenere molte tracce ematiche. Ci sono due testimoni, che hanno soccorso la donna, i quali collaborano con i carabinieri. La trentacinquenne era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. Il marocchino nega lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuda, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si difende dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Ma il giudice delle ijndagini preliminari Claudio Marassi ha convalidato il fermo è ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto.
di : (L.L.)
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Stupro di gruppo «Mi hanno violentata erano almeno tre…» Il drammatico racconto della trentasettenne trascinata a forza nella casa dei marocchini: «Mi hanno immobilizzata fino a soffocare». Uno è in cella, gli altri sono ricercati
PONTELONGO. «Ricordo che, improvvisamente, tre persone mi hanno tirato, strattonandomi, per costringermi a entrare in una camera dell’appartamento… Sono stata costretta a stendermi supina su un letto… Ho tentato di difendermi, cercando di scalciare. Mi difendevo e continuavo a gridare. Ho dato un calcio tanto da ferirmi le dita del piede. Poi uno di loro mi ha bloccato le braccia e un altro, per farmi smettere di gridare, mi ha chiuso la bocca con una mano… È stato il panico: temevo di restare soffocata… E allora ho fatto capire che non avrei più gridato così mi hanno tolto quella mano dalla bocca… Sono sicura che erano almeno in tre. E tutti e tre mi hanno costretta ad avere un rapporto completo con loro». È un passo della denuncia presentata ai carabinieri da una trentasettenne residente nel Piovese, vittima di uno stupro di gruppo avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi in un appartamento di Pontelongo. L’appartamento di via Zuccherificio 12, sopra la macelleria islamica, dove è stata portata da tre magrebini, amici di un marocchino suo conoscente. Solo uno di loro è finito in manette.
E ieri mattina il gip padovano Claudio Marassi ha convalidato il suo fermo, applicando nei confronti dello straniero un’ordinanza di custodia cautelare in carcere sollecitata dal pubblico ministero Benedetto Roberti: si tratta di Youssef El Omari, 28 anni originario del Marocco, clandestino, trasferito nella casa circondariale di Padova. Le accuse contestate sono di concorso in violenza sessuale e in sequestro di persona con l’aggravante di aver commesso i fatti mentre si trovava illegalmente nel territorio italiano. Adesso è caccia ai complici. Come cercare l’ago in un pagliaio: sarà difficile prenderli se pure loro sono senza permesso di soggiorno e vivono di espedienti. Youssef El Omari ha negato le accuse, benché abbia ammesso di aver avuto con la donna, nel passato, dei rapporti sessuali. Anzi ha spiegato che era caduta in strada e si era fatta male. E lui l’aveva accompagnata nella casa dello zio e stesa a letto per medicarla. Ma il giudice non gli ha creduto, ritenendo concreto il pericolo di fuga e di reiterazione del reato: da qui la decisione di tenere lo straniero dietro le sbarre. Non solo. Pesantissimi sono stati valutati gli indizi di responsabilità: oltre alla querela della vittima, una calza autoreggente della donna recuperata nell’appartamento della violenza, le risultanze della visita ginecologica che attesta lo stupro subito dalla trentasettenne, il racconto dello zio e di un altro connazionale del fermato che hanno confermato l’aggressione. Già perché c’erano anche loro nella casa dove la donna per mezz’ora è stata in balìa dei tre magrebini che aveva incrociato al bar Milù di Pontelongo insieme a un connazionale suo buon conoscente. Quest’ultimo a un certo punto se n’era andato. E lei, che quella sera non voleva rientrare a casa dopo una lite con il convivente ed era un po’ alticcia, aveva accettato di andare a fare un giro in macchina. Ricordi sbiaditi all’inizio. E via via più nitidi. «Siamo entrati nell’appartamento e ci siamo messi a chiacchierare… – ha denunciato la donna – Da uno stato di calma la situazione è passata a un forte stato di tensione». È quasi l’una di domenica notte. I tre la circondano, tra loro El Omari. La trascinano con forza in camera, la sbattono sul letto e la spogliano. Poi, dopo averla immobilizzata, la stuprano. Uno alla volta. Aspettando il proprio turno come fosse una macchina nuova da provare. E non un essere umano da rispettare nella sua dignità. E lei, che si sente togliere il respiro da quelle mani sconosciute sulla bocca, decide di non reagire più. In testa un unico pensiero fisso: fuggire quanto prima da quella prigione. E aver salva almeno la vita. Poi l’indomani la scelta di denunciare la violenza. E il riconoscimento di El Omari in una fotosegnaletica, che le viene mostrata, con l’indicazione della casa-prigione.
di : CRISTINA GENESIN
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
«Stuprata dal branco» La vittima: violenza di gruppo, erano almeno in tre
PONTELONGO. «Improvvisamente in tre mi hanno strattonato, per farmi entrare in una camera. Sono stata costretta a stendermi su un letto. Ho dato un calcio, tanto forte da ferirmi le dita del piede. Mi difendevo e continuavo a gridare. Poi uno di loro mi ha bloccato le braccia e un altro mi ha tappato la bocca. E’ stato il panico: temevo di essere soffocata. Allora ho fatto capire che non avrei più gridato, così mi hanno tolto quella mano dalla bocca. Sono sicura che erano almeno in tre. E tutti e tre mi hanno violentata». Parla la vittima dello stupro per cui è già stato arrestato un marocchino. Ricercati gli altri del branco.
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
An: «Serve la collaborazione degli immigrati onesti»
PIOVE DI SACCO. «L’immigrazione clandestina è riuscita a sconvolgere gli equilibri sociali della nostra comunità»: parole dure da Ermes Siorini, presidente di Alleanza nazionale di Piove di Sacco che interviene sul terribile episodio di violenza ai danni di una trentasettenne successo nella notte tra sabato e domenica a Pontelongo. «Il problema può essere risolto solo collaborando con i tanti immigrati che arrivano nel nostro Paese per lavorare onestamente e rispettando le nostre leggi. I clandestini – insiste Siorini – sono invece persone che non vogliono osservare le nostre regole, spesso con un passato fatto di spaccio di stupefacenti o di azioni delittuose. La clandestinità deve essere combattuta con un lavoro di squadra tra cittadini onesti, italiani e immigrati integrati, e forze dell’ordine. Deve passare il messaggio che il tempo del permissivismo è finito».
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Convalidato l’arresto ma il marocchino nega
Ci sono due testimoni che dicono di aver soccorso la donna. Era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. El Omari, ventinovenne marocchino, clandestino ieri mattina è stato portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi. Il marocchino era difeso dall’avvocato Luisa Granata. Ha negato lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuda, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si è difeso dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Il giudice ha convalidato l’arresto per concorso in violenza carnale di gruppo e sequestro di persone. E ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l’udienza di convalida il marocchino è stato riportato nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Adesso le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto. Il resto della sua biancheria intima è sparito.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
Parla la donna di 37 anni rapita in un bar del Piovese e trascinata in un caseggiato abitato da clandestini e sbandati: una storia dolorosa. Violentata dal branco: «Amici? Erano belve»
«Non ho pregiudizi, so che il male può essere fatto da chiunque e va combattuto con tutte le nostre forze» «Mi hanno costretta a stendermi sul letto, tentavo di difendermi tirando calci ma uno di loro mi bloccava le braccia mentre un altro mi chiudeva la bocca». La casa è bella, pulita e ordinata. Il contrario di come può sentirsi un donna di 37 anni quattro giorni dopo avere subito una violenza sessuale. Maria, così la chiameremo per garantirle l’anonimato, abita in una villetta a Pontelongo. È lei la donna che sabato notte ha denunciato ai carabinieri di essere stata stuprata da un marocchino sotto gli occhi di altri connazionali. Maria ci accoglie con gentilezza. L’abbiamo trovata mentre faceva le pulizie di casa, i capelli biondi stinti raccolti in una coda, un paio di pantaloni della tuta e una maglietta a maniche corte. La prima domanda non è necessaria. Quando ci presentiamo come giornalisti è lei che attacca a parlare. «Ho appena sentito dal tg regionale che è stato convalidato l’arresto della persona fermata dai carabinieri – dice -. Questo è già un passo in avanti e mi dà ancora più coraggio nell’affrontare questa brutta storia». Perché, non era convinta di denunciare l’accaduto? «Sono state dette e scritte delle inesattezze su quanto successo, ad esempio il fatto che io avrei prima chiamato i carabinieri per poi ritrattare tutto. Non è andata così. Ero sconvolta, è vero. Sia io che il mio convivente. Ma non ho mai negato ciò che è successo sabato notte». Le va di ripercorrere quella serata? «Ero uscita in compagnia con delle persone, tra cui questo extracomunitario che conoscevo e altri che non conoscevo. Avevamo bevuto insieme. Poi, ad una certa ora, sono stata trascinata in un caseggiato dove vivono alcuni di loro. Lì è successo quanto poi ho raccontato ai carabinieri… E sempre lì è arrivata una persona che mi ha vista in lacrime, mezza svestita e infreddolita e mi ha offerto una coperta. Poi sono riuscita ad andarmene e a tornare a casa». Dove l’attendeva il suo compagno… «Si, gli ho raccontato tutto. Come può immaginare piangevo, ero sconvolta. Abbiamo deciso di chiamare i carabinieri e abbiamo parlato con quelli di Piove di Sacco. Sono arrivati qua, hanno chiesto i documenti a me e anche a lui. Già stavo male, in più si è creata una situazione nella quale non mi sono sentita di raccontare tutto». A quel punto cosa è successo? «Ero scoraggiata. Ho detto al mio convivente: mi faccio un bagno, andiamo a dormire e dimentichiamo tutto. Così ho fatto ma al mattino seguente non ce l’ho fatta e mi sono rivolta ai carabinieri di Codevigo, con cui già avevo parlato più volte in passato». Quindi domenica mattina si è recata in caserma e, stavolta, ha raccontato cos’era accaduto. «Si, ero ancora intimorita ma ho avuto fin da subito comprensione e incoraggiamento. Non finirò mai di ringraziare i carabinieri di Codevigo, che si sono mossi subito anche per verificare che quello che raccontavo trovasse riscontro nella realtà, come è giusto che sia». Dopo quello che è successo ha paura? «Mi fido molto dei carabinieri e di chi sta portando avanti le indagini. Il fatto che abbiano trovato che il marocchino è irregolare e che sia stato convalidato l’arresto così come ho appreso dal telegiornale, mi fa stare più tranquilla. Vivere serenamente è quello che desidero di più e spero che questa storia si sistemi. Ci tengo ad aggiungere una cosa: non ho alcun pregiudizio contro gli extracomunitari, di qualsiasi nazionalità essi siano. Le violenze possono essere compiute da chiunque, anche da un italiano e vanno combattute con tutte le nostre forze perché ognuno ha il diritto di vivere tranquillo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
«Io, vittima del branco impazzito» Parla la donna che sabato notte, a Pontelongo, è stata sequestrata da tre immigrati e violentata
Una conoscenza casuale, al bar, un invito a farsi accompagnare. Poi è scattata la follia del gruppo. Un racconto allucinante, di una notte da incubo, che lei vorrebbe dimenticare in fretta, ma che è ancora impressa a fuoco nei suoi occhi, nel suo fisico violato. «Mi avevano costretta a stendermi. Io cercavo di difendermi, ma uno di loro mi bloccava le braccia mentre un altro mi chiudeva la bocca. Pensavo di soffocare, che quelli sarebbero stati gli ultimi minuti della mia vita». Abbiano incontrato la donna violentata da un gruppo di immigrati. Le abbiamo parlato ieri nella sua villetta, a Pontelongo, proprio mentre a Padova il giudice per le indagini preliminari stava convalidando il fermo di Youssef El Omari, il marocchino di 29 anni accusato della violenza sessuale. Altri due suoi compari mancano all’appello, anche se già identificati: sono ricercati dai Carabinieri.
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IL GAZZETTINO di Padova – GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
PONTELONGO Due magrebini hanno soccorso la donna. Era nuda e sanguinante. Sul collo e sui polsi aveva i segni dell’aggressione. Trovate le prove nella stanza dell’orrore. Sotto il materasso sequestrata dai carabinieri una calza della trentacinquenne. Il marocchino respinge le accuse.
Youssef El Omari, ventinovenne marocchino, clandestino ieri mattina è stato portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi. Il marocchino era difeso dall’avvocato Luisa Granata. Ha negato lo stupro. Perchè nella notte tra sabato e domenica si trovava in quell’appartamento con la trentacinquenne seminuida, che urlava e chiedeva aiuto? Lo straniero si è difeso dicendo di averla soccorsa. Insomma, le avrebbe medicato una ferita che si sarebbe fatta cadendo per strada. Il giudice ha convalidato l’arresto per concorso in violenza carnale di gruppo e sequestro di persone. E ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l’udienza di convalida il marocchino è stato riportato nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Ci sono due testimoni che dicono di aver soccorso la donna. Era quasi nuda. Aveva una ferita ad una gamba e dei segni rossi sul collo e sui polsi. Erano i segni che le avevano fatto le persone che l’avevano immobilizzata e tenuta ferma. Per violentarla a turno. I testimoni dicono di averle messo addosso una coperta e di averla accompagnata a casa. Una cosa è certa. I due soccorritori l’hanno sentita urlare mentre era chiusa in camera con Youssef El Omari. Adesso le indagini continuano alla ricerca dei due presunti complici dello straniero. Due connazionali, che erano assieme all’arrestato nel bar di Pontelongo dove è stata portata la donna prima dello stupro. Le stesse persone che poi l’avrebbero portata in auto nell’abitazione di un parente di El Omari. E insieme a lui l’avrebbero immobilizzata e violentata a turno. La trentacinquenne è stata interrogata a lungo domenica dai carabinieri della stazione di Codevigo. Nel suo racconto c’è qualche vuoto di memoria. Causa l’alcol che aveva bevuto quella sera. Ma ricorda benissimo che i marocchini erano tre. L’avevano portata in quella casa e a forza l’avevano costretta ad entrare nella camera. Le avevano pure tappato la bocca per non farla urlare. Lei ha temuto di soffocare e lo stordimento dell’alcol le era sparito. Il giorno dopo, in quella camera, i carabinieri hanno trovato una calza della donna finita sotto il materasso del letto. Il resto della sua biancheria intima è sparito. Sabato sera la trentacinqeunne aveva litigato con il convivente ed era andata a far visita a dei marocchini, suoi vicini di casa. Gente per bene, che conosce da diverso tempo. È lì che ha incontrato El Omari e gli altri due sconosciuti. Poi ha accettato di andare con loro tre a bere in un bar di Pontelongo. E poi è stata accompagnata in un appartamento nel quale non era mai stata prima. Ormai erano già le due di notte. Lei era stordita dall’alcol. Dice che i tre l’hanno portata in camera e a turno hanno abusato di lei. È sicura che erano in tre. Ma quando sono arrivati i due soccorritori con lei c’era soltanto l’arrestato. Però era già passata un’ora e gli altri due avevano avuto tutto il tempo di andarsene.
di : (L.L.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
I bieticoltori veneti possono diventare soci dello zuccherificio di Pontelongo
Opportunità per i bieticoltori del Veneto ed in particolare per quelli di Padova. Ieri mattina a Monselice, alcuni rappresentanti della cooperativa emiliana Co.Pro.B. con il pieno sostegno di Confagricoltura, hanno proposto ai produttori veneti di bietole di diventare soci della cooperativa. Un’offerta allettante che si è resa possibile da quando Co.Pro.B ha acquisito da Italia Zuccheri l’intero pacchetto azionario dello zuccherificio di Pontelongo (ex-Montesi), dove ogni anno vengono prodotte 200.000 tonnellate di zucchero grazie alla raccolta ed alla trasformazione di 20.000 ettari di barbabietole venete, delle quali 5.000 coltivate nella sola provincia di Padova ed in particolare nella Bassa. Quello di Pontelongo è l’unico stabilimento di zucchero ancora esistente nel Nordest. Gli altri tre si trovano a Minerbio (Bologna), San Quirico (Parma) e Termoli, in Molise. «E’ un’ottima opportunità per gli agricoltori del Veneto diventare soci di una delle più grandi cooperative d’Italia nel settore dello zucchero – sottolinea Antonio Da Porto, presidente di Confagricoltura -. In pratica chi aderisce non solo sottoscrive un contratto triennale per le sue bietole, ma diventa, nel suo piccolo, anche tra i piccoli proprietari dello stabilimento di Pontelongo».
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
Ossari, nuova avventura a Pontelongo «Continuità ma più donne in giunta»
PONTELONGO. Federico Ossari correrà nuovamente per la carica di sindaco di Pontelongo. La candidatura per il secondo mandato ora è ufficiale, anche se la scelta di una sua riconferma sembrava più che naturale. «Non era per nulla scontato – spiega invece il sindaco – perché sulla decisione di riconfermare la mia disponibilità a guidare la nuova squadra che si presenterà al voto amministrativo, ho posto come condizione che mi seguissero anche alcune persone che mi hanno accompagnato in questa amministrazione, con disponibilità e passione, per dare un senso di continuità». La lista che appoggerà Ossari e che si presenterà alle elezioni è praticamente già fatta, anche se sui nomi è rimasta ancora qualche ultima riserva. «Rispetto a quella uscente – anticipa Ossari – ci saranno una decina di persone nuove, con molti giovani e numerose donne alle quali saranno affidati anche ruoli nella giunta». La lista civica continuerà, nel segno della continuità, a chiamarsi «Pontelongo 2000». «Attorno al nostro gruppo abbiamo raccolto molti giovani – dice – che hanno dimostrato grande disponibilità ed impegno aderendo a gruppi di lavoro su diversi ambiti della società. Da qui a marzo si tratterà ora di sintetizzare tutte queste idee e segnalazioni trasformandole in linee programmatiche. Tra le responsabilità di un amministratore – conclude – c’è sicuramente quella di ben amministrare ma anche quella di guardare con fiducia e coinvolgere nuove persone creando le condizioni per una continuità».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 04 FEBBRAIO 2009
Portata con la forza e stuprata nel casolare Marocchino fermato – Vittima dell’episodio di abuso una trentasettenne Altri immigrati sono ricercati dai carabinieri per ricostruire quello che è accaduto sabato notte
PIOVE DI SACCO. E’ stata portata con la forza in una casa dispersa nella campagna. Poi è stata stuprata. La vittima è una trentasettenne del Piovese. L’indiziato è un marocchino irregolare a cui vengono contestati i reati di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona. E questi sono i fatti. Tutto il resto sono accertamenti nelle mani dei carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco. Comprese le ricerche estese a tutta la zona, nel tentativo di rintracciare tutti gli stranieri presenti al momento in cui è stata portata a termine la violenza.
Sabato notte. Sono le 5 del mattino quando la donna si rivolge al 112 per chiedere aiuto ai carabinieri. Piange e biascica qualche frase, chiedendo un loro intervento. Nel sottofondo si sente la voce del convivente che lancia strali contro gli extracomunitari, in particolare i marocchini. Una pattuglia dei radiomobile di Piove raggiunge l’indirizzo indicato, cioè l’abitazione in cui la donna vive con il compagno. Ma alla vista dei militari la trentasettenne reagisce con un’esplosione di rabbia, al punto da indurli ad andarsene.
La rivelazione. Il mattino successivo però la donna si presenta nella caserma dei carabinieri, dove trova un sottufficiale donna, che riesce a farsi raccontare tutto. La trentasettenne ripercorre tutte le sequenze di quell’orribile sabato notte. Dice anche di conoscere il suo aggressore. Si tratta appunto di un marocchino, peraltro conosciuto dal suo stesso convivente. Lo straniero sarebbe riuscito a trascinarla in questa casa abbandonata, dove erano presenti altri connazionali. All’interno dell’edificio la donna è stata stuprata ed è riuscita ad andarsene solo dopo qualche ora, tornando a casa in lacrime. Il fermo. I militari dell’Arma si attivano immediatamente e riescono a rintracciare lo straniero, che viene portato in caserma e sottoposto a fermo. Le indagini sono nelle mani del pm di turno, il sostituto procuratore Benedetto Roberti. Questa mattina, alle 9.30, ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip Claudio Marassi. Ovviamente sono stati prescritti anche alcuni accertamenti medici, nel tentativo di verificare la presenza di materiale organico sul corpo della donna stuprata. Ieri, durante tutto il pomeriggio, sono state interrogate una decina di persone nella caserma dei carabinieri. Che stanno cercando di incrociare le testimonianze per completare il quadro accusatorio.
Sono in corso anche alcune ricerche in due o tre Comuni specifici del Piovese, nel tentativo di rintracciare gli altri stranieri presenti all’interno della casa abbandonata al momento dello stupro. Attualmente però non sono stati resi noti particolari sul numero degli immigrati ancora ricercati e su tutto ciò che è realmente accaduto nel corso di quello che doveva essere un normale sabato notte.
di : ENRICO FERRO
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Un’altra bestiale violenza ad opera del “branco”.
Questa volta la donna è una trentacinquenne italiana che da alcuni anni vive di droga e di emarginazione: conosciuta in un locale di Pontelongo, la donna è stata sequestrata di notte da tre marocchini ed è stata portata in un’abitazione abbandonata nella zona del Piovese dove gli stranieri hanno abusato di lei per alcune ore. Un clandestino, trentenne, che campa spacciando stupefacenti, è stato fermato ed è in corsa la caccia per arrestare gli altri due connazionali.
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IL GAZZETTINO di Padova – - Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Padova, rapita al bar e stuprata dal “branco” In manette un marocchino Portata in una casa abbandonata, poi la selvaggia aggressione I carabinieri di Piove di Sacco sulle tracce di altri due stranieri.
Padova Uno stupro di gruppo. Un’altra bestiale violenza ad opera del “branco”. Questa volta la donna è una trentacinquenne italiana, che da alcuni anni vive di droga e di emarginazione. È stata sequestrata di notte da un gruppo di marocchini. Pare tre. Portata in un’abitazione abbandonata della zona del Piovese. Dove gli stranieri hanno abusato di lei per alcune ore. È un marocchino trentenne, clandestino, che campa spacciando stupefacenti. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco lo hanno portato lunedì nella casa circondariale di strada Due Palazzi. Questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto per sequestro di persona e violenza di gruppo. Ad accusarlo è il pubblico ministero Benedetto Roberti. I militari dell’Arma sono sulle tracce degli altri due presunti complici. Un’altra violenza di gruppo. Due, in meno di una settimana. Giovedì notte tre romeni, residenti in provincia di Piacenza, hanno sequestrato una ventenne prostituta bulgara in zona industriale e hanno abusato di lei. Erano armati. L’hanno costretta a infilarsi nel baule dell’autovettura e l’hanno portata a Piacenza. La ragazza è riuscita a liberarsi e a scappare. Poche ore dopo i carabinieri hanno arrestato i tre romeni. L’ultimo stupro è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. La trentacinquenne tossicodipendente ha conosciuto casualmente il trentenne marocchino, bloccato domenica dai carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco. Pare che si siano incontrati in un locale di Pontelongo. Erano le due di notte quando avrebbero fatto la comparsa gli altri due presunti complici. Forse le hanno offerto della droga. Le hanno chiesto di andare con loro. Lei non voleva. Doveva rincasare. Pare che conviva con un magrebino. Ebbene, i tre l’avrebbero sequestrata e portata con la forza in un’abitazione. Pare una casa fatiscente occupata da clandestini. E l’hanno violentata. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco sono stati avvertiti già durante la notte. Sarebbe stata la trentacinquenne a chiedere il loro intervento. Però non era in grado di raccontare niente. Era sotto shock. La svolta delle indagini è arrivata lunedì. Un magrebino, estraneo allo stupro, ha collaborato con gli investigatori dell’Arma. Gli investigatori lo hanno messo con le spalle al muro. Perchè lui si trovava nella casa dello stupro e ha visto tutto. Rischiava di venire arrestato con l’accusa di complicità con i tre bruti. E lo straniero ha deciso di confessare. Ha raccontato tutto. Poco dopo uno dei presunti violentatori è stato portato in caserma e arrestato. In queste ore si stanno cercando gli altri due complici. Stamane il marocchino fermato verrà portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi per la convalida dell’arresto. Mentre la Procura padovana è in attesta del fascicolo sul sequestro della giovane bulgara da parte dei tre romeni, che il Tribunale di Piacenza deve trasmettere ai magistrati della città del Santo per competenza. E non si è ancora spenta l’eco dell’aggressione avvenuta sabato sera alle 23,30 nei confronti di una coppia di fidanzati trentenni da parte di un presunto “branco” di stranieri dell’Est, in via Emanuele Filiberto, in pieno centro a Padova. Gli stranieri hanno circondato la coppia. Hanno palpeggiato la ragazza e picchiato e rapinato del portafogli il fidanzato.
di : Lino Lava
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Una giovane donna sequestrata e violentata da un terzetto di extracomunitari. E’ accaduto a Pontelongo, nel Piovese, nella notte tra sabato e domenica Stupro di gruppo, fermato un maghrebino.
Un incubo durato ore. La ragazza lo aveva conosciuto in un bar. Poi lui aveva chiamato i suoi amici per “divertirsi” Dopo la giovane bulgara sequestrata e violentata da tre romeni, la scorsa settimana, la cronaca padovana registra adesso un altro stupro di gruppo. E’ accaduto a Pontelongo, nella notte tra sabato e domenica. Questa volta la vittima è una trentacinquenne italiana. È stata sequestrata di notte da un gruppo di maghrebini, probabilmente tre. E’ stata portata in un’abitazione abbandonata della zona, dove gli immigrati hanno abusato di lei per ore. Uno dei tre, un marocchino trentenne, clandestino e spacciatore, è già stato fermato dai Carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco: Questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto per sequestro di persona e violenza di gruppo. I militari dell’Arma sono sulle tracce degli altri due presunti complici.
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IL GAZZETTINO di Padova – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
«Liberare gli stupratori è una vergogna» Ossari (Pontelongo): «C’è anche il rischio di emulazioni». Fecchio (Correzzola): «Le pene devono essere certe»
Non c’è stupore tra i sindaci del Piovese nell’apprendere la notizia della presunta violenza di gruppo denunciata da una donna della zona. Solo amarezza e la consapevolezza che fatti come quello accaduto a Guidonia o in altre città d’Italia possono benissimo verificarsi anche nei paesi di campagna della Bassa Padovana. «Non ho ricevuto segnalazioni sull’episodio – afferma il sindaco di Piove di Sacco, Mario Crosta -. Preferisco aspettare chiarimenti prima di esprimere commenti sull’accaduto». Dello stesso avviso anche tutti gli altri sindaci i quali, alla luce dei recenti fatti di cronaca, analizzano la questione in generale. «La società si sta imbarbarendo – commenta Graziano Bacco, sindaco di Codevigo -. Da amministratore ma anche da genitore sono preoccupato per questa deriva di valori che genera fatti terribili. Penso anche che questi sintomi di malessere sociale peggioreranno con il passare del tempo. Ed è proprio per questo che è necessario mettere in atto quanto possibile per ripristinare le regole del vivere civile». Proprio a Codevigo nell’estate del 2006 una coppia di fidanzati chioggiotti, appartati in auto lungo via Argine Destro, era stata aggredita da un gruppo di malviventi. Lui fu picchiato a sangue, lei derubata del cellulare e del portafoglio. Ma, fortunatamente, non fu denunciata alcuna violenza sessuale. «Dopo gli ultimi fatti appresi dai telegiornali e letti sui quotidiani – afferma Federico Ossari, primo cittadino di Pontelongo – non ci sarebbe da stupirsi se si verificasse un effetto emulazione soprattutto da parte di alcune persone già segnate da altri problemi». Non vuole entrare nel caso specifico ma va giù pesante nei confronti di chi si è già macchiato di reati simili il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio. «Il fatto che chi ha commesso la violenza di Guidonia sia stato liberato subito non è incoraggiante – dice -. Se continuano a verificarsi questi episodi è anche perché manca la certezza della pena. Sempre riguardo Guidonia, un errore colossale è stato fatto sia dal centro destra che dal centro sinistra quando hanno aperto le porte alla Romania appena entrata in Europa, senza applicare una moratoria. Così nel nostro Paese è arrivato chiunque, senza un efficace controllo come invece avviene in Francia e in Germania». «Non ho riscontri diretti – è il commento di Cesarina Foresti, primo cittadino di Arzergrande – ma questi episodi non vanno sottovalutati. Bisogna essere molto precisi, marcare i confini del rispetto della persona e invitare le famiglie, i gruppi sportivi, parrocchiali e la società intera a riflettere su questo».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - – Mercoledì 4 Febbraio 2009,
Il maghrebino stupratore oggi davanti al giudice Il pubblico ministero Benedetto Roberti chiede la convalida dell’arresto dello straniero per la violenza di gruppo di domenica
È un marocchino trentenne, clandestino, piccolo spacciatore di stupefacenti. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco lo hanno trasferito lunedì nella casa circondariale di strada Due Palazzi, e proprio questa mattina lo straniero dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto. Pesantissimi le imputazioni: sequestro di persona e violenza di gruppo. Ad accusarlo è il pubblico ministero Benedetto Roberti. Ma le indagini proseguono: i carabinieri sarebbero già sulle tracce degli altri due presunti complici. L’ultima vittima – in ordine di tempo – di uno stupro di gruppo è una trentacinquenne italiana, una vita difficile, da emarginata. È stata sequestrata di notte da tre marocchini e portata in un’abitazione abbandonata della zona del Piovese, dove gli stranieri hanno abusato di lei per ore. E’ la seconda violenza di gruppo in meno di una settimana: lo scorso giovedì tre romeni, residenti in provincia di Piacenza, avevano sequestrato e violentato una ventenne prostituta bulgara in zona industriale, l’avevano poi infilata nel bagagliaio dell’auto ed erano partiti per Piacenza. Stavolta lo stupro è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. La trentacinquenne tossicodipendente ha conosciuto casualmente il trentenne marocchino, in un locale di Pontelongo. Erano le due di notte quando avrebbero fatto la comparsa gli altri due presunti complici. Forse le hanno offerto della droga, le hanno chiesto di andare con loro. Lei non voleva, doveva rincasare, il suo convivente l’aspettava. Ma i tre l’avrebbero sequestrata e portata con la forza in un’abitazione, una casa fatiscente occupata da clandestini. E lì l’hanno violentata. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco sono stati avvertiti già durante la notte. Sarebbe stata la trentacinquenne a chiedere il loro intervento. Però non era in grado di raccontare niente. Era sotto shock. La svolta delle indagini è arrivata lunedì. Un magrebino, estraneo allo stupro, ha collaborato con gli investigatori dell’Arma. Gli investigatori lo hanno messo con le spalle al muro. Perchè lui si trovava nella casa dello stupro e ha visto tutto. Rischiava di venire arrestato con l’accusa di complicità con i tre bruti. E lo straniero ha deciso di confessare. Ha raccontato tutto. Poco dopo uno dei presunti violentatori è stato portato in caserma e arrestato. In queste ore si stanno cercando gli altri due complici. Stamane il marocchino fermato verrà portato davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Marassi per la convalida dell’arresto.
di : Lino Lava
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 03 FEBBRAIO 2009
Ascierto tra i due litiganti di Piove «Sono pronto a fare il sindaco» Il deputato indicato in alternativa ad Alberto Canova (area Padrin) e Alessandro Marcolin (Arcoraci-Bertipaglia)
Candelora, dall’impasse semo fora. Dopo settimane d’indecisionismo e di rinvii, ieri il tavolo provinciale del Popolo della Libertà ha finalmente assunto le prime scelte. E si tratta d’indicazioni «pesanti», giacchè riguardano tre Comuni sopra i 15 mila abitanti (Monselice, Selvazzano e Piove di Sacco). Nessuna indicazione è stata viceversa formulata per Comune e Provincia di Padova, che non risulta di competenza del tavolo provinciale. Le «rose» dei candidati sindaco sono state trasmesse ai coordinatori veneti di Forza Italia, Niccolò Ghedini, e di An, Alberto Giorgetti, cui spetta la scelta definitiva. Il tavolo regionale del Pdl è già convocato per venerdì 6 febbraio. Ovviamente le indicazioni del Pdl dovranno poi confrontarsi, in base alle alleanze, con quella di Lega Nord e Udc.
PIOVE DI SACCO. La novità più significativa è rappresentata dall’inserimento di Filippo Ascierto, deputato del Pdl e presidente provinciale di Alleanza nazionale, nel trio dei candidati sindaco del centrodestra per il Comune di Piove di Sacco. Con lui sono stati indicati anche Alberto Canova, capogruppo consiliare di Forza Italia, e Alessandro Marcolin, già primario ospedaliero a Dolo.
Canova può contare sul sostegno del consigliere regionale Leonardo Padrin e del sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati. La candidatura di Marcolin è stata presentata da Sebastiano Arcoraci, segretario provinciale del Nuovo Psi, e può contare sull’apporto della consigliera regionale Regina Bertipaglia e delle aree che fanno capo a Barbara Degani e a Vittorio Casarin. Proprio per superare le divisioni azzurre è spuntata la disponibilità di Filippo Ascierto, che del collegio di Piove di Sacco è stato deputato dal 1996 al 2001. «Vorrei però – dice Ascierto – che fossero il coordinatore regionale di An Giorgetti e il presidente della Regione Giancarlo Galan a chiedermi d’impegnarmi in questa avventura». Il deputato sembra però già motivato e non rinuncia a una frecciata al possibile rivale del centrosinistra: «Non mi sono perso nemmeno un passaggio del discorso d’insediamento di Barak Obama. Ero convinto che dopo l’invito giunto da Piove alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti avrebbe citato nel suo intervento il sindaco Mario Crosta. E invece sono rimasto deluso…». I TAVOLI. Nell’incontro di ieri il tavolo provinciale ha costituito i tavoli comunali del Pdl per i Comuni sotto i 15 mila abitanti. Dei tavoli fanno parte il coordinatore comunale di Forza Italia, il presidente del circolo di An, tutti gli eletti che risiedono nel Comune (compresi parlamentari e consiglieri regionali: ad esempio Leonardo Padrin fa parte del tavolo di Montegrotto, l’onorevole Marino Zorzato si accomoda a quello di San Martino di Lupari; Clodovaldo Ruffato dirà la sua a Santa Giustina in Colle). E ancora i rappresentanti degli altri partiti che partecipano al tavolo provinciale come Nuovo Psi e Popolari Liberali.
di : CLAUDIO BACCARIN
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 03 FEBBRAIO 2009
Ascierto, Canova e Marcolin Il Pdl ha calato il suo tris BERTIPAGLIA (FI) «Marcolin è persona di spessore ma non mi opporrò ad Ascierto»
PIOVE DI SACCO. Sarà difficile da spiegare a chi sosteneva la necessità di una candidatura per il prossimo sindaco promossa dalla base, come mai ieri dal tavolo provinciale del Pdl sia stata ufficializzata, accanto a quelle di Alberto Canova e Alessandro Marcolin, nientemeno che quella dell’onorevole Filippo Ascierto. Un big della politica nazionale, calato dritto da Roma, chiamato a espugnare palazzo Jappelli. Una candidatura senza dubbio autorevole quella del coordinatore provinciale di An che, pare, sarebbe l’unico in grado di battere alle urne l’attuale primo cittadino. Così sarebbe emerso da un sondaggio promosso a Piove da Forza Italia. Che, a quanto pare, ha dovuto arrendersi all’idea che i suoi candidati non hanno il peso specifico sufficiente per dar filo da torcere a Crosta. Anche se in realtà non ne sembrano tutti convinti. «Sono stati i colleghi di Forza Italia – racconta Ascierto – a chiedere la mia candidatura. Solo io e Regina Bertipaglia, che però ha già declinato l’invito a candidarsi, risultiamo in grado di avere chance contro Crosta. Piove è una città che amo. Certo ho parecchi impegni politici ma se i responsabili regionali me lo chiederanno mi candiderò». Il nome di Ascierto potrebbe essere stato suggerito anche dalla diatriba tutta interna a Forza Italia che si è spaccata nei giorni scorsi su Canova, sostenuto da Leonardo Padrin, ma non da Regina Bertipaglia che gli preferisce lo psichiatra Alessandro Marcolin. «E’ una persona di spessore, di grande buon senso, stimata – ha dichiarato la consigliera azzurra parlando del medico piovese – ha esperienza politica e sono convinta che potrebbe fare un buon lavoro come sindaco. Quella di Ascierto è una candidatura autorevole – ammette – e non sarò io ad oppormi se sarà lui a spuntarla». Per nulla convinto sul nome del big di An è Padrin: «Non so nemmeno da dove sia uscita questa ipotesi – se ne sbotta il consigliere, che ieri mattina non era presente al tavolo provinciale perché ammalato – per me ha titolo solo Canova uscito vincente dal direttivo piovese. Ascierto è simpatico, ma che ci azzecca con Piove?». E dire che sono stati proprio gli azzurri a promuovere quel sondaggio che ha incoronato il deputato come miglior candidato per battere il centrosinistra. Da parte sua la Lega, come conferma Maurizio Conte, lavora a un suo candidato e sulle scelte del Pdl non si pronuncia.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 02 FEBBRAIO 2009
Visure catastali al Polisportello
PIOVE DI SACCO. Due novità al Polisportello di viale Degli Alpini, il punto unico di gestione dei servizi amministrativi del Comune. Da questo mese sarà attivo un nuovo servizio: il mercoledì, dalle 8 alle 13, sarà possibile effettuare le «visure catastali» cui sarà dedicato lo sportello F. Inoltre cambia l’orario di apertura al pubblico: ogni ultimo venerdì del mese invece di chiudere alle 13 il Polisportello chiuderà a mezzogiorno. L’apertura rimane invariata alle 8, così come rimangono invariati gli orari degli altri giorni della settimana: lunedì, mercoledì e giovedì 8.30-13, martedì 8.30-18, sabato 8.30-12. Informazioni al numero verde 800.53.84.84 o alla mail polisportello@comune.piove.pd.it.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 02 FEBBRAIO 2009
La «polpetta» informe del Pati
«Sfiderò a duello, domani mattina alle cinque, dietro il cimitero, quanti dei presenti oseranno smentire che il Pati dell’area metropolitana di Padova altro non è che una forma di controllo della Provincia e del Comune sui Comuni». Silenzio e coltelli sotto il tavolo. Così ha esordito l’assessore regionale Renzo Marangon nel suo atteso intervento, al termine dei lavori di un convegno su come semplificare le procedure per l’approvazione dei Piani di assetto territoriale che i Comuni si apprestano a varare, facendoli seguire dal Piano degli interventi. Tutta materia di cui «nun je pò fregà de meno» ai cittadini, a quanti saranno chiamati a sopportarne il carico tutti i santi giorni su vie e piazze. Nel corso del convegno su «semplificazione procedure di formazione e approvazione», se ne sono udite di belle, ed è stato un vero peccato che ci fossero solo addetti ai lavori da tutto il Veneto e non cittadini di tutti i quartieri, perché si sarebbe potuto assistere alla genesi della megalopoli padana (Eugenio Turri) nel pieno di una prima verifica, su chi conduce le danze della pianificazione territoriale, in un confronto fra la Provincia e la Regione, fra il tecnico incaricato alla stesura del Pati, Giuseppe (Pino) Cappochin, e sempre l’ottimo assessore Marangon, il padre del Ptrc, che non è uno starnuto, ma il Piano territoriale di coordinamento della Regione Veneto, ovvero il piano guida dello sviluppo del Veneto o Terzo Veneto, che sia. Che abbiamo saputo? Saputo che la solerzia, l’efficienza, l’entusiasmo con cui Provincia e Comune di Padova hanno proceduto alla stesura e all’adozione del Pati dell’area metropolitana, quella del famoso fotopiano all’Altinate, «la città da calpestare» (di certo meno di gusto che da bere), non è stata motivata dalla volontà di dare il via alla famosa rivoluzione copernicana nel far collaborare i Comuni, così da superare il provincialissimo egoismo dei singoli, ma dar corso al civilissimo «chi prima arriva meglio alloggia» e al casereccio «chi s’è visto s’è visto». Ostrega, trattiene a stento dal tavolo dei relatori Capocchin, redattore del Pati padovano: e stai a vedere che il Ptrc regionale scende di scala, tanto da interferire non solo col Pati, ma anche di Pat, mettendosi di traverso al lavoro che si è fatto in questi anni (quattro) mettendo insieme diciassette Comuni o diciotto che siano? Rimettendo in discussione l’operazione che tutti c’invidiano da quanto siamo stati bravi? Non sarà mica così, vero assessore Marangon? Sicuro! Sarà proprio così! «E so bene quel che dico, pensando bene a quel che dico», scandisce con aria bonacciona e felpata come quelle sue pantofole marroni dal puntale di ferro (acuminato). Il tutto in un clima veneto che più veneto non si direbbe, nemmeno Cesare Marchi – veronese, scrittore da Villafranca, amico di Indro Montanelli – nemmeno lui saprebbe descrivere al meglio questa scena. I due sono simpatici e politici di lungo corso, l’assessore è tanto divertente e alla mano quanto preciso e chiarisce: «L’esperienza maturata dagli uffici regionali in tema di urbanistica non sarà dispersa, ma riversata in uno strumento di coordinamento (che s’ha da leggere «di controllo») su ciò che combineranno i Comuni attraverso uno strumento di programmazione urbanistica che è appunto il Ptrc. E allora? Come si spiega che prima si sia studiato il Pati rendendo potenzialmente vana l’intera operazione? Sì, perché la legge regionale 11/2004 è una legge-matrioska: parte, appunto, e a ragione, dal Ptrc per via via arrivare al Piano degli interventi, che è lo strumento di esclusiva competenza comunale, appunto perché, a monte, ha come ispiratore il Ptrc. Ora, a pensar male indovinando, si ha che la Provincia e il Comune di Padova hanno tirato un pacco alla Regione, arrivando per primi, quindi mettendo sotto il naso di tutti un «rièn ne va plus», un fatto compiuto, e dunque ora «so’ nòse» un poco per tutti. Come diceva quello? Veneto: Regione guida (sì, con due volanti e senza freni). Che succederà? C’è da preoccuparsi? No. Del chiaro e contrastato pensiero urbanistico uscirà una polpetta informe, e il Terzo Veneto sarà come il secondo e ben peggiore del primo.
di : BEPI CONTIN
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