Giugno 2009
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 30 GIUGNO 2009
Fatta la giunta in Provincia di Padova – Barbara Degani con sette novità
Riunioni, vertici e “limature” dell’ultimo momento. La giunta provinciale è stata «varata» ieri sera e giovedì si presenta nell’aula di palazzo santo Stefano, che confermerà la leghista Luisa Serato alla presidenza.
La presidente Barbara Degani trattiene la delega pesante dell’urbanistica. Tre gli assessori della giunta Casarin che restano in sella con però competenze diverse: Roberto Tosetto (bilancio), Domenico Riolfatto (agricoltura) e Mauro Fecchio (ambiente e protezione civile). Il PdL schiera altrettante novità. Enrico Pavanetto (sicurezza) è l’altro ex An. A sopresa gli altri assessori “forzisti” non di fede Casarin sono Fabio Conte (attività produttive), ex sindaco di Monselice, e Massimiliano Barison (trasporti), primo cittadino di Albignasego. «Rivoluzionaria» la delegazione della Lega, che conferma solo Roberto Marcato: vice presidente con un ventaglio di referati (viabilità, caccia, parchi e politiche energetiche). Spetta a Leandro Comacchio il compito di rappresentare Padova nella giunta della Provincia: assessore alla cultura. Il solo tocco “rosa” viene da Arianna Lazzarini che si occuperà degli interventi sociali. Infine, ancora un amministratore dell’Alta padovana, roccaforte storica del Carroccio: Gilberto Bonetto, assessore a Cittadella, avrà la delega all’edilizia scolastica.
di : (e.m.)
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IL MATTINO di Padova – MARTEDÌ, 30 GIUGNO 2009
In Veneto stranieri al 9% La regione è seconda solo alla Lombardia per presenza di immigrati Sono 404.000, tra vent’anni saranno più del doppio
VENEZIA. Il Veneto, con quasi 404 mila presenze (9% della popolazione), è la regione più popolata da immigrati d’Italia, dopo la Lombardia. Il dato emerge dal Rapporto 2009 dell’Osservatorio, primo in Italia, istituito sei anni fa, della Regione Veneto. Un dato importante e destinato a crescere tanto che tra vent’anni potrà arrivare al 19%, raddoppiando. Ma l’emergenza vera non sono gli arrivi ma quegli immigrati regolari che, per la crisi, hanno perso il lavoro, sopratutto nel manifatturiero. L’assessore ai Flussi migratori Oscar De Bona ha le idee molto chiare in merito: «Se abbiamo 30mila immigrati (15% circa), su 205mila occupati, che sono in mobilità è chiaro che prima di stabilire nuove quote d’ingresso dovremo trovare il modo di riconvertire questi lavoratori» sostiene. «Sono un patrimonio – ha detto De Bona – a cui va data la priorità: perché parlano bene l’italiano, conoscono le leggi, hanno un alloggio e molti hanno figli nati qui». E non è tutto: ci sono «etnie con le quali abbiamo un ottimo rapporto ma che tenderebbero a rientrare al paese d’origine, tipo senegalesi o ghanesi (2% e 3% sul totale immigrati) che collaborano anche negli scambi commerciali. Altre etnie invece ci creano qualche problema e paiono invece molto poco interessate a rientrare in patria, in particolare i cinesi (5% sul totale degli immigrati)». Per De Bona, nel rapporto 2010 si vedrà come stanno le cose perché «il dato odierno è privo degli effetti della crisi internazionale anche se dei segnali ci sono». A illustrare i dati dello studio il direttore di Veneto Lavoro Sergio Rosato e il responsabile dell’Osservatorio Bruno Anastasia. Tra i numeri spicca un 20% relativo all’immigrazione sommersa che fa salire il numero dei non italiani sul territorio a circa 500mila. Treviso, Vicenza e Verona restano i territori maggiormente attrattivi per chi decide di raggiungere il Nordest: la Marca trevigiana nello specifico è la provincia veneta con il maggior numero di immigrati (circa 78 mila a inizio 2008). Sul fronte delle presenze il 19% della quota è composta da rumeni, seguono marocchini (12%) e albanesi (9%). In crescita anche i matrimoni: gli arrivi di immigrati, tra i due sessi, sono equilibrati ma sono spesso uomini veneti che sposano donne straniere (9,6%), il contrario accade in meno del 2% dei casi, infine l’8% delle celebrazioni avviene quando entrambi i membri della coppia sono immigrati (il 20% dei matrimoni si consuma tra stranieri); 76 mila gli alunni stranieri.
di Daniele Pajar
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IL MATTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Gallerani confermato al vertice
PONTELONGO. A meno di un mese dall’inizio della campagna saccarifera la Co.Bro.B., la cooperativa proprietaria anche dello stabilimento di Pontelongo, ha rinnovato i vertici. Per il quarto mandato consecutivo, è stato confermato Claudio Gallerani. A fianco a lui, per altri tre anni, Piero Cavrini e Giovanni Tamburini, in qualità di vice. Il cda della Cooperativa, allargatosi con l’entrata dei due soci finanziatori Finbieticola SpA e Fondosviluppo SpA, ha preso in considerazione gli importanti risultati ottenuti nell’ultimo triennio. «La riconferma dell’intera squadra è un importante segnale di continuità della strada intrapresa dal Gruppo – afferma Gallerani – che porterà avanti i piani strategici stabiliti. Da un lato, investimenti volti a garantire la sostenibilità della produzione dello zucchero da bietole e, dall’altro lato, un importante impegno in business adiacenti quali le bioenergie e le bioplastiche».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Dirigenti e lavoratori uniti per affrontare la crisi Mta. Stipendi autoridotti e disponibilità
SAONARA. I dirigenti che decidono di autoridursi gli stipendi ma non le ore di lavoro; i quattro soci proprietari che scelgono di tener duro e mandare avanti un’azienda che ormai non genera profitti; e le maestranze, in cassa integrazione dall’inizio dell’anno, che assicurano comunque la massima disponibilità. Il caso della Mta, che produce impianti industriali di refrigerazione e macchine per il trattamento dell’aria e dei gas compressi, si presenta davvero singolare nel panorama delle aziende venete. Anziché creare tensioni, qui la crisi ha coalizzato tutti allo scopo di superare i tempi bui senza ricorrere ai licenziamenti. Attiva da 27 anni, con 330 dipendenti dislocati in massima parte nelle tre unità produttive di Tribano, Conselve e Bagnoli, nove filiali estere e una produzione destinata all’export per il 70%, anche la Mta si è trovata a fare i conti con una situazione di una gravità senza precedenti. «La strada più facile era tagliare posti di lavoro – dice Mauro Melis, direttore generale – Ma abbiamo scelto di non percorrerla. Nel primo trimestre l’azienda ha contribuito con una certa quota alla cassa integrazione; oggi questo non è più possibile, ma i dirigenti hanno comunque deciso di sacrificare una parte della retribuzione». «Come proprietà, abbiamo rinunciato ai profitti – aggiunge Mario Mantegazza, uno dei soci – Non vogliamo è perdere il nostro maggiore investimento, ovvero le persone che lavorano per noi». Dal canto loro i dipendenti, sebbene al sesto mese di cassa integrazione, non si tirano indietro di fronte ad altri sacrifici: «Stiamo raggiungendo un accordo per ridurre fino al 60% il premio annuale, la cui rimanenza verrà corrisposta in seguito – spiega Marco Maniero, da 15 anni delegato sindacale aziendale per la Fim Cisl – Ora la priorità è salvare l’occupazione, e vediamo che ad oggi non è stata avviata alcuna procedura di mobilità».
di : (Patrizia Rossetti)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
Ecco il tesoro restituito dal Medoacus (antichi reperti romani)
Arzergrande – Taglio del nastro, ieri pomeriggio, per la sala espositiva degli antichi reperti romani, allestita nel complesso Sant’Antonio di via Bassa. Un piccolo museo che permette di dare la giusta collocazione a ciò che rimane del grande rinvenimento fatto dalla popolazione locale nella metà del diciannovesimo secolo. L’inaugurazione, alla quale ha partecipato anche la direttrice della Soprintendenza dei beni culturali del Veneto, Paola Bonomi, ha aperto il secondo mandato amministrativo del sindaco Cesarina Foresti. L’immenso patrimonio artistico, per secoli custodito nelle abitazioni locali, riemerse intorno al 1850 quando, a conclusione della prima guerra d’indipendenza contro l’Austria, l’Imperial regio governo austriaco coinvolse la comunità nel recupero dei materiali adatti per ampliare la chiesa. «La gente iniziò a scavare nell’alveo dell’antico fiume Meduacus – spiega il sindaco Foresti – riportando alla luce quasi cinquecento reperti che comprovarono l’importanza di Vallonga in epoca romana. Tra i più comuni capitelli e basi di colonna vennero alla luce, secondo le testimonianze, anche una Venere alla guida di un carro trainato da due delfini, un busto femminile con uno strumento musicale, una barca a vela con remigante a poppa e un gladiatore caduto. Di tutto ciò rimane pochissimo. I resti furono spartiti tra gli abitanti del luogo e poco fu portato nella casa del Comune». Nel 1938 gran parte del materiale fu raccolto e trasferito ad Abano Terme, depauperando ancor più il territorio di una risorsa che gli apparteneva. «Grazie ad un recupero messo in atto anni fa da un nostro concittadino è stato possibile portare fuori dalle case ciò che rimaneva dei resti, raccogliendoli per la maggior parte a casa Faggioni, nella chiesa e in Comune – conclude Foresti -. Finalmente oggi, seppur in uno spazio ristretto, possiamo dar ad essi la giusta collocazione, consentendo alla popolazione e alle a scolaresche di beneficiare del patrimonio artistico».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 28 Giugno 2009,
La Saccisica si arricchisce di nuovi servizi.
Piovese – All’unico asilo nido comunale della zona, quello di Piove di Sacco, si sono aggiunti nei mesi scorsi anche i nidi avviati dalle amministrazioni di Arzergrande e Correzzola. Una delle richieste maggiori nell’ambito delle politiche famigliari, trova ora piena soddisfazione. Ad Arzergrande il nido aprirà le porte per la prima volta a settembre. Ed è già corsa al posto per i genitori residenti nel territorio comunale, alcuni dei quali non attendevano altro che questa opportunità per mettere in cantiere un pupo. Si chiama “Le Coccole”, sarà gestito dalla cooperativa “Le barchette di carta” e potrà ospitare fino a trentasei pargoletti, anche se per il primo anno la soglia massima sarà ventidue. La retta sarà calcolata in base al reddito dei genitori e oscillerà tra un minimo di 200 e un massimo di 480 euro al mese per i residenti. Circa 500 euro per chi viene da fuori. Ospitare un bimbo costa all’incirca 630 euro al mese e la Regione contribuirà con 120 euro mensili pro capite. Il resto sarà coperto dalle rette e dal Comune. Al momento le richieste delle giovani coppie di Arzergrande hanno esaurito la disponibilità ma la graduatoria è ancora aperta. Una decina di posti sono ancora liberi, invece, nel nido “Sant’Antonio” del comune di Correzzola, anch’esso perfezionato da pochi mesi e pronto a partire da settembre. La retta è uguale per tutti: 370 euro. Diciotto sono i bimbi che il servizio, gestito dalla cooperativa Aura, potrà ospitare nella struttura appena restaurata. Il costo complessivo ammonta a 87 mila euro annui, comprensivo del servizio mensa della scuola materna ad esso integrato. Rimane una garanzia per le mamme e i papà di Piove di Sacco l’asilo nido “Trincanato” di Sant’Anna. Il servizio attivo già da molti anni può ospitare fino ad un massimo di quaranta bambini al di sotto dei tre anni. Le rette vanno da 193 euro mensili a 447, a seconda del reddito, e la gestione è affidata alla cooperativa Codess. Il servizio costa complessivamente 340 mila euro all’anno. Circa 170 mila euro derivano dalle rette, 52 mila euro sono coperti da un contributo regionale e il resto è a carico del Comune.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 19 GIUGNO 2009
Nel Conselvano è tornata l’acqua
CONSELVE. L’acqua torna a scorrere nei canali del Conselvano e riprende a pieno regime l’irrigazione nei campi. Passata l’anomala emergenza siccità denunciata nei giorni scordi dagli agricoltori per mancanza d’acqua nel canale Vigenzone – Cagnola a causa dei lavori in corso a Battaglia Terme. I tecnici del Consorzio di bonifica Adige Bacchiglione, come annunciato alla Coldiretti in accordo con il Genio Civile, che sovrintende i lavori, sono riusciti ad immettere l’acqua del Bisatto, all’altezza della Rivella, direttamente sul canale Altipiano. «Questo corso d’acqua – spiega il direttore Giuseppe Gasparetto Stori – arriva fino a Correzzola attraversando San Pietro Viminario, Cartura, Bovolenta e Pontelongo, a servizio di un territorio di 12 mila mq. Con la derivazione abbiamo immesso d’acqua sufficiente». (n.s.)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 17 GIUGNO 2009
In Veneto le piantagioni di energia Una società di Castelfranco realizza centrali elettriche negli ex zuccherifici Dagli impianti usciranno circa 12 megawatt l’ora Una produzione limitata ma diffusa
CASTELFRANCO. Erano coltivatori diretti, diventeranno coltivatori elettrici, perché quella che faranno crescere nei loro campi d’ora in poi sarà l’energia che si ricaverà dal sorgo da fibra (herbal crops), che arriva a 4-5 metri di altezza ed è un ottimo combustibile. Tanto da alimentare centrali elettriche a biomasse che una società di Castelfranco l’Eco spark di cui è presidente Alessandro Stocco, sta proponendo alle cooperative dei coltivatori di barbabietole da zucchero in crisi (e sono migliaia tra Polesine ed Emilia). Il progetto – che ha già solleticato l’interesse della Rwe (l’Enel tedesca con cui ha costituito la Friel Biomass per una collaborazione progetto in Calabria) – è in fase molto avanzata, tanto che a Finale Emilia (Modena), stanno coltivando il sorgo, come prova di rendimento per ettaro, che la società che gestirà la centrale si impegna ad acquistare con contratti decennali. Eco spark e Italia Zuccheri, 8000 soci (ex Eridania), hanno già costituito la Domus Energia, che si prefigge la riconversione di due zuccherifici sacrificati sull’altare delle quote latte. «La novità del nostro progetto è la costituzione della filiera completa, dal campo all’elettricità. Il vantaggio è duplice – spiega Stocco, già manager in Rch, a Italselle, alla Spark Energy e in altre aziende venete – Sta nel fatto che i coltivatori, associati in cooperative, hanno una garanzia di reddito per un tempo sufficiente a programmare investimenti e ammortamenti, noi che acquisteremo il prodotto per trasformarlo in energia, invece, avremo la garanzia del prezzo costante del combustibile». L’investimento godrà degli incentivi dell’Unione Europea previsti per gli impianti a energia rinnovabile e garantirà anche i certificati verdi, che sono necessari ai grandi produttori di energia che si impegnano a diminuire le emissioni dei gas serra in atmosfera: «Entro il 2012 dovranno raddoppiare le fonti rinnovabili e dentro il 2020 il 20% dell’energia dovrà essere frutto di fonti rinnovabili».I certificati verdi, come l’energia, sono commercializzati tra produttori di energia ma anche presso qualsiasi investitore, in quanto hanno un proprio valore con relative oscillazioni e quotazioni.Ma torniamo alla centrale. «Si tratta di piccoli impianti progettati dove oggi si trovano gli zuccherifici. Il primo verrà costruito dal 2010 in Emilia. Occorrono due anni. Il secondo dal 2013 a Porto Viro, e poi un terzo sempre in Polesine. Si tratta di centrali in grado i produrre circa 12 megawatt elettrici all’ora. Piccoli impianti, che possono soddisfare il fabbisogno annuale di 5 mila famiglie, un paese, nulla se paragonato a una centrale nucleare o a carbone come quella di Porto Tolle, che produce 400 megawatt l’ora. Ma una strada che porterà lontano, perché non c’è alternativa alle energie rinnovabili e distribuite nel territorio senza impatto ambientale e non c’è alternativa agricola. È successo anche in Veneto che non venisse raccolto il mais, perché sarebbe costato più che venderlo. La forza del nostro progetto sta proprio nel garantire un reddito certo agli agricoltori. Si parla di circa 1.500 euro lordi a ettaro, con costi bassissimi di gestione perché non ha bisogno di irrigazione e si coltiva e miete con le attrezzature già disponibili. Per chi piantava estensioni enormi di barbabietole e poi le ha lasciate marcire è un’alternativa. Tant’è che abbiamo già firmato accordi appunto a Finale e nel Polesine dov’è partita la seconda sperimentazione. 35 aziende coinvolte per 90 ettari. E c’è un altro vantaggio, la garanzia che non si bruceranno rifiuti né residui industriali. Per questo non abbiamo alcuna opposizione, sia perché le aree sono già destinate a raffinazione, sia perché c’è il controllo di chi conferisce. Sia perché la centrale rischia di essere l’unica alternativa all’abbandono della terra».Ma veniamo al business, quanto costa realizzare una centrale di queste dimensioni? «L’investimento iniziale è di circa 60 milioni. Il ricavo annuo sarà di 25 milioni, per produrre 97.500 MW totali all’anno, occupando una quindicina di dipendenti. L’impianto funzionerà 24 ore su 24. Puntiamo ad azzerare i costi di investimento in 6-7 anni. Se il progetto funzionerà, come la nostra società è convinta, forte della necessità che non ci sono alternative percorribili e lo stesso nucleare, se torneremo a produrlo, necessiterà di 15-20 anni, contiamo di realizzare parecchie centrali almeno nelle aree più agricole del paese. Una decina di cui una a Pavia, due in Puglia, una a Grosseto e una a Brescia, oltre alle tre già citate». Ma le centrali a biomasse non potranno certo risolvere il fabbisogno energetico italiano. «Sarebbe folle pensarlo. Si tratta semplicemente di una delle fonti, non la più importante, peraltro. Al momento però produce più energia del solare e i costi, allo stato dell’arte sono inferiori, la tecnologia è quella della macchina a vapore, i costi tecnologici non sono irresistibili e non esistono rischi di inquinamento permanente né all’aria, né all’acqua, né al suolo. I residui sono normali ceneri di vegetali senza problemi e costi di smaltimento. La nostra centrale ha il vantaggio di dare una risposta, seppure minima al fabbisogno di energia del nostro paese e una opportunità a migliaia di coltivatori che rischiano di essere costretti ad abbandonare la loro terra senza avere di fronte alcuna strada da percorrere».
di Giorgio Sbrissa
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 15 GIUGNO 2009
Pane fresco a tutte le ore Installato a Polverara un distributore automatico
POLVERARA. La distribuzione automatica di generi alimentari guadagna anche il mercato del pane. Giuseppe Franchin titolare della ditta «Hirontech», azienda impegnata nel settore degli impianti di autolavaggio, ha deciso di sperimentare un sistema brevettato per la distribuzione automatica di pane fresco. Un sistema che garantisce la distribuzione di «pane comune» ventiquattr’ore su ventiquattro a prezzi competitivi perché il pane, venduto sfuso (non confezionato) e fresco in quanto il distributore viene caricato ogni mattina, costa tre euro al chilo. Questa nuova proposta sta riscuotendo un discreto successo in paese e ad attestarlo è proprio la crescente richiesta di pane. Sinonimo, a detta di Franchin, del buon funzionamento dell’impianto e della qualità del pane che viene venduto. «Si tratta di una macchina «dedicata» – spiega il titolare – perché studiata tenendo presente tutte le caratteristiche del prodotto, dalla forma e peso specifico fino alla fragilità del pane». Presto, fa sapere Franchin, distributori di questo tipo saranno installati nelle province di Padova, Rovigo e Venezia. «Sono orgogliosa che in un comune piccolo come il nostro, anche in tempo di crisi – ha commentato Sabrina Rampin, neoeletto sindaco di Polverara – ci sia chi ha il coraggio di sperimentare valide iniziative come questa».
(Martina Maniero)
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IL GAZZETTINO di Padova – Sabato 13 Giugno 2009,
Saccisica e Bassa, storica svolta a destra – ELEZIONI Nel Piovese il centrosinistra sconfitto cinque a uno perde Pontelongo e Brugine, l’unico baluardo resta Arzergrande Il Carroccio vince solo correndo con il Pdl come a Stanghella dove da quarant’anni amministravano le sinistre
Piove di Sacco/Monselice – Esce sconfitto cinque a uno il centrosinistra da queste elezioni amministrative nel Piovese. Il Pd perde a sorpresa due Comuni, Brugine e Pontelongo, che ripresentavano rispettivamente i sindaci uscenti Silvia Salvagnin e Federico Ossari. L’ultimo baluardo nell’intera Saccisica rimane Arzergrande perché, per il resto, ha trionfato ovunque il centrodestra riconfermato a Legnaro, Correzzola e Polverara. A Piove di Sacco la partita si chiuderà solo dopo il ballottaggio che, comunque, vede il candidato Alessandro Marcolin del Pdl partire con sei punti di vantaggio su Bruno Coccato. Tirate le somme, è tempo di commenti. Sintetico ed efficace quello dell’onorevole Filippo Ascierto di An nel Pdl: «Il sindaco di Arzergrande è stato premiato solo perché ha fatto una politica di centrodestra. Quello di Brugine ha fatto la politica dei rom, quello di Pontelongo la politica di centrosinistra ed entrambi hanno perso». Per Ascierto si tratta comunque di «una vittoria storica» che offre buone basi anche per pronosticare l’esito finale di Piove di Sacco e Padova: «Nel Piovese abbiamo abbattuto gli ultimi muri. Quello raggiunto è un grande risultato che fa ben sperare sia a livello locale che cittadino». Margherita Miotto, parlamentare del Pd, individua il motivo della sconfitta solamente nell’influenza del voto politico: «Dispiace moltissimo per Ossari e Salvagnin, entrambi sono sindaci che hanno segnato una pagina importante della politica della Saccisica. Durante il loro mandato hanno svolto un ottimo lavoro ma hanno pagato lo scotto di questo periodo. Sono convinta che se potessimo parlare con gli elettori che hanno voltato le spalle direbbero che hanno votato il partito e non la persona. Tutti e due questi sindaci hanno svolto un lavoro buono e in grande concordia con gli altri amministratori. Non sono stati votati a prescindere dal loro indiscutibile operato». Per quanto riguarda Piove di Sacco, Miotto offre un’analisi più articolata: «La somma dei voti delle liste civiche a sostegno di Coccato supera quelli del Pd. Pertanto è stata una scelta azzeccata quella di non far correre il simbolo. Anche a Piove di Sacco, comunque, il voto delle europee ha fatto da traino. Ma ora al ballottaggio le circostanze cambieranno: non sarà più chiesto un voto al partito ma alla persona e i due candidati offrono due presenze completamente diverse. Di certo Coccato è uno alla mano, che quando incontri per strada ti viene più facile salutare con un ciao piuttosto che con un buongiorno». Il centrodestra avanza nella Bassa. Il simbolo di questo processo che sembra irreversibile è rappresentato dal comune di Stanghella. L’amministrazione guidata ininterrottamente per quarant’anni dalla sinistra è caduta. La lista di Marco Soldà, sostenuta da Pdl e Lega, è riuscita a ottenere una storica vittoria. Un’altra bandierina, il centrodestra l’ha piantata a San Pietro Viminario. A governare l’amministrazione comunale nel prossimo quinquennio sarà Stefano Fortin che s’insedierà con una giunta formata da Pdl e Lega, dopo 14 anni di gestione “rossa”. Riconfermate le amministrazioni a guida centrodestra di Pozzonovo con Flavio Girotto e di Agna con Giannicola Scarabello. I Comuni in mano al centrosinistra restano una sparuta minoranza: Barbona guidata da Francesco Peotta, Anguillara con Luigi Polo, Arre e Solesino guidati rispettivamente da Franco Casotto e Walter Barin entrambi riconfermati. La geografia politica dei comuni della Bassa padovana presenta gli ibridi come a Bagnoli dove ritorna l’inossidabile Mario Rasi con una lista politica trasversale. Analoga situazione a Candiana e Tribano dove impera la trasversalità nelle maggioranze guidate rispettivamente da Andrea De Marchi e Piergiovanni Argenton. Dal suo osservatorio privilegiato l’onorevole leghista, Paola Goisis analizza il voto: «Il centrodestra ha colto un risultato importante perché è riuscito a prevalere sulle roccaforti “rosse” grazie al lavoro di squadra fatto dai nostri militanti. A Solesino potevamo conquistare un altro importante risultato, ma qui non c’erano le condizioni per un’intesa. In questo caso siamo riusciti a superare il Pdl, segno che siamo forti, tanto forti». Un rammarico solo resta all’onorevole: Monselice. Usa toni forti per dimostrare tutto il suo disappunto per una sconfitta che non s’attendeva e che è stata cocente: «Gli altri partiti hanno “comprato” il voto degli elettori con cene e promesse. Noi della Lega contiamo solo sulle nostre forze e quelle che ci derivano dal consenso popolare che si conquista con lavoro, lavoro, lavoro». Ieri, però, la stessa Goisis ha detto di aver ricevuto la telefonata del candidato del Pdl Francesco Lunghi che avrebbe chiesto l’appoggio esterno. Dal canto la parlamentare del Carroccio ha chiesto di avere per il suo partito di assessorati di peso, ovvero quello all’Urbanistica (che andrebbe a Bettino Zerbetto) e quella alla Sicurezza (che andrebbe al candidato sindaco rimasto escluso Santino Bozza).
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova – GIOVEDÌ, 11 GIUGNO 2009
Rimediato l’errore di Pontelongo E’ di Zaggia e non di Viel il posto in consiglio
PONTELONGO. La lista «Pontelongo 2000» fa il pieno dei seggi spettanti alle minoranze in consiglio comunale. E’ stato, infatti, risolto in favore della lista del sindaco uscente Federico Ossari l’arcano dell’attribuzione dei cinque seggi da assegnare alle liste sconfitte. A ratificare l’errore di calcolo della commissione dei presidenti di seggio è stata la Prefettura, che ha rispedito i verbali al locale ufficio elettorale per le dovute correzioni. Quindi non più una spartizione ma tutti a un’unica lista. A seguito della corretta interpretazione dei quozienti elettorali viene quindi ripescato il primo degli esclusi della lista «Pontelongo 2000», ovvero Simone Zaggia che entra in consiglio comunale. A cedergli il posto sarà Luciano Viel, candidato sindaco per la lista «Forza Pontelongo», al quale erroneamente era stato attribuito un seggio.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – MERCOLEDÌ, 10 GIUGNO 2009
Distribuzione dei seggi nella minoranza Chieste informazioni in Prefettura
PONTELONGO. Dettagli da definire in fase di costituzione del nuovo consiglio comunale. Sono infatti 16 e non 17 i seggi attribuiti ai consiglieri eletti, 11 tra le file della lista vincitrice e 5 da ripartirsi tra le liste sconfitte, in proporzione ai voti ottenuti. Non è chiara ancora poi la distribuzione dei seggi tra le liste di minoranza vista la discrepanza tra i dati inviati dall’ufficio elettorale del comune e la ripartizione effettuata e pubblicata sul sito internet dalla Prefettura. Gli uffici sono in contatto per risolvere la divergenza. Ecco comunque i nominativi degli eletti in consiglio comunale al momento della nomina del sindaco: Fiorella Canova (sindaco). Consiglieri di maggioranza: Enzo Battisti, Emanuele Canova, Diana Zulian, Roberta Bruscaglin, Mara Franchin, Loretta Figari, Ilenia Desolei, Fabio Magagnato, Umberto Contiero, Mario Salin e Stefano Turetta. Consiglieri di minoranza: Federico Ossari, Marino Zenna, Francesca Varotto, Fiorenza Favarin e Luciano Viel.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 GIUGNO 2009
In salute la Coop bieticoltori: ricavi (+15%)
La crisi morde la capacità produttiva del settore saccarifero? Per la Cooperativa Produttori Bieticoli (Co.Pro.B), che alla sede principale di Minerbio (Bologna) affianca anche quella a Pontelongo (Padova), il 2008 è stato comunque un anno da incorniciare. Nonostante i pesanti tagli alla filiera produttiva la Co.Pro.B, leader nazionale del comparto bieticolo-saccarifero, ha infatti chiuso e approvato il bilancio 2008 con un utile netto di 530 mila euro e ricavi per 97 milioni di euro (+15% sul 2007). A consolidare la leadership nazionale del gruppo, in controtendenza con l’attuale andamento del mercato che in un periodo di grave crisi finanziaria vede le aziende impegnate a disinvestire, è da registrare l’aumento del capitale sociale che nel 2008 ha raggiunto i 18,2 milioni di euro (più che triplicato rispetto al 2007) in seguito all’entrata nella Coop di due nuovi soci finanziatori: Finbieticola Spa e Fondosviluppo Spa che hanno apportato rispettivamente 7 e 5 milioni di euro. Con una produzione di 284 mila tonnellate di zucchero all’anno, pari al 56% della quota nazionale, prodotto in gran parte nello stabilimento di Pontelongo, la cooperativa poggia su una forza lavoro di 330 dipendenti suddivisi tra i due stabilimenti e nel 2008 il gruppo è riuscito a coprire circa il 21% del mercato italiano. Ma anche in ambito di strategie il colosso si muove bene. Per fornire in tempi rapidi una risposta adeguata ai cambiamenti imposti dal regolamento europeo relativo alla nuova Ocm zucchero, Co.Pro.B.-Italia Zuccheri e Pfeifer & Langen (che è il sesto produttore di zucchero a livello europeo, terzo in Germania) hanno firmato un’alleanza strategica alla fine del 2006, dando vita a una nuova entità commerciale di profilo europeo: Italia zuccheri commerciale Srl, nata dal conferimento del ramo commerciale del gruppo Co.Pro.B.-Italia Zuccheri.
di : (m.nar.)
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IL MATTINO di Padova – VENERDÌ, 05 GIUGNO 2009
Supporto alle vittime delle truffe e fondo per gli anziani a Pontelongo
PONTELONGO. E’ il sociale uno dei temi caldi su cui verte la disputa elettorale. Nell’incontro organizzato dall’Auser i candidati sindaci hanno provato a dare risposte ai tanti anziani (in paese rappresentano ormai un terzo della popolazione) e alle loro esigenze. Federico Ossari (Pontelongo 2000), sindaco uscente, assicurando la continuità nel sostegno al volontariato e la conferma del fondo per il sostegno delle famiglie in crisi, ha illustrato anche nuovi progetti in cantiere con la casa di riposo: un centro diurno di sollievo per i familiari dei malati di Alzhaimer ed una sede operativa della Croce Rossa. Fiorella Canova (Insieme per Pontelongo) ha anticipato invece l’idea di un centro medico che possa assistere il cittadino dalla culla alla Terza età. Soggetti coinvolti l’amministrazione, la casa di riposo e la parrocchia. Tra le proposte per gli anziani, oltre che una convenzione con i commercianti per aiutare a fare la spesa chi non arriva a fine mese, anche l’invito ad una collaborazione fattiva con l’amministrazione. Vincenzo Mineni, candidato per la lista della Sinistra Unitaria «L’Argine» si dimostra molto pratico. Nessun libro dei sogni e un’attenzione importante al sociale. I punti di partenza? Una politica basata sul volontariato ed un fondo costituito con i compensi degli amministratori da ridistribuire alla gente. Infine Luciano Viel, «Forza Pontelongo»: per lui, neofita della politica come ama definirsi, non grandi programmi ma la proposta, ad esempio, di potenziare l’assistenza domiciliare e istituire un’assistenza legale e psicologica per le vittime delle truffe.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova – LUNEDÌ, 01 GIUGNO 2009
Alla «Remada a Seconda» c’erano 96 imbarcazioni
PONTELONGO. E’ stata una 29ª edizione necessariamente ridimensionata ma non per questo meno affascinante quella della «Remada a Seconda», la manifestazione folcloristica, definita come un carnevale sull’acqua. Tradizionalmente suddivisa in due giornate, quest’anno a causa dei lavori sul canale Battaglia è partita solo ieri dal «Ponte de Riva» di Due Carrare. Nata nel 1981 dall’idea di poche persone è oggi divenuta una manifestazione molto partecipata sia per numero di imbarcazioni che per afflusso di pubblico. Quest’anno si sono iscritte 96 imbarcazioni per un totale di 360 naviganti. Un’edizione impegnativa visto il basso livello del Bacchiglione che ha costretto i partecipanti a ricorrere alla forza della braccia per arrivare sino in fondo. Non è mancato neppure qualche tonfo in acqua. Al traguardo di Pontelongo premi per tutti. Segnalazioni per un’imbarcazione camuffata da sommergibile, per una trasformata in un grande motoscafo, per una che ha riproposto atmosfere messicane e per una dove i componenti vestivano i panni dei personaggi della fiaba di Cappuccetto rosso. Il premio per l’imbarcazione venuta da più lontano è toccata ad un gruppo di Como.
di : (al.ces.)
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