Gennaio 2008
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 29 GENNAIO 2008
SINDACI & SICUREZZA L’ORDINANZA ANTISBANDATI - Bovolenta sceglie l’«editto Bitonci» per non dare la residenza ai nomadi -Il sindaco Sorgato: «Alcuni zingari volevano vivere qui»
BOVOLENTA. Dalle zone industriali dell’Alta, alle campagne della Bassa. L’editto Bitonci spopola e penetra nel Conselvano. Dopo Cittadella, Montegrotto, Fontaniva, Carmignano e Tombolo, anche a Bovolenta è entrata in vigore l’ordinanza che fissa il «reddito» come parametro fondamentale per avere diritto alla residenza. Il sindaco Antonio Sorgato, uomo di Forza Italia, ha firmato di suo pugno il documento. «Il fenomeno dell’immigrazione va fronteggiato per evitare problemi in futuro. Ho deciso di adottare questa ordinanza dopo che, l’anno scorso, alcuni zingari volevano piazzarsi a Bovolenta con una roulotte e chiedere la residenza». E’ stata battezzata da tutti ordinanza «antisbandati» perché fissa un tetto di reddito annuo che bisogna raggiungere se si vuole diventare cittadini a tutti gli effetti di un determinato Comune. Nello specifico si tratta di una soglia di 5.061 euro l’anno se il nucleo familiare è composto da due persone, 10.123 euro per tre o quattro persone e 15.185 euro per cinque o più. «Il cittadino deve produrre la documentazione attestante la titolarità di un’assicurazione sanitaria - viene specificato nell’ordinanza - all’accertamento della sussistenza dei requisiti previsti, seguirà l’iscrizione anagrafica, subordinata tuttavia oltre che alla verifica dei richiamati requisiti anche all’accertamento della dimora abituale». L’ordinanza, protocollo numero 466/08, è entrata in vigore un po’ in sordina il 22 gennaio scorso. «Ho deciso di adottarla perché è giusto così - commenta il primo cittadino - molto di quello che ora viene formalizzato noi lo richiedevamo già ai nuovi cittadini. Avevo dato direttive all’Ufficio Anagrafe di reperire informazioni su chiunque chiedesse di venire ad abitare qua. Ora però le regole che a noi interessano vengono sancite in modo ufficiale». Il Comune di Bovolenta conta circa 3.300 abitanti, di cui 220 sono stranieri. «Problemi grossi non ne abbiamo mai avuti - ammette Sorgato - ma non vorremmo che sorgessero nei prossimi anni. E’ ancora fresco il ricordo di quando, lo scorso anno, persone senza arte né parte volevano stabilirsi qua e chiedere la residenza. Erano zingari e vivevano in roulotte». Grande ovviamente la soddisfazione dell’assessore leghista Silvano Taschin, che in un Comune così piccolo è riuscito a farsi assegnare la delega all’Identità Veneta. Di segno opposto le reazioni dell’opposizione che stigmatizza il fatto che la decisione è stata presa senza sentire il parere dei cittadini.
di : ENRICO FERRO
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IL GAZZETTINO di Padova - Lunedì 28 Gennaio 2008
E’ morto don Ubaldo Zanettin
Si è spento a 97 anni don Ubaldo Zanettin, “colonna storica” del vicariato di Pontelongo e parroco per più di cinquant’anni nella frazione di Conca d’Albero. Don Ubaldo, originario dei Colli Euganei, era arrivato a Conca d’Albero negli anni ‘50. Da giovane prete impresse fin da subito il suo inconfondibile stile alle attività parrocchiali, occupandosi di formare non solo spiritualmente, ma anche culturalmente, i giovani del paese, organizzando pellegrinaggi e gite. Nel tempo è stato affiancato da cappellani e vice parroci che in lui hanno sempre riconosciuto un esempio di tenacia e legame con la comunità. A luglio dell’anno scorso, durante una celebrazione solenne, il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, aveva festeggiato i 70 anni dalla sua ordinazione. I funerali si svolgeranno probabilmente martedì mattina a Conca d’Albero. Alle esequie potrebbe partecipare anche mons. Mattiazzo.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì 25 gennaio 2008
PONTELONGO - Donne maghrebine a scuola di italiano Tra le insegnanti le loro connazionali
Pontelongo - L’anno scorso una ventina di donne maghrebine hanno imparato le nozioni principali della lingua italiana. E quest’anno saranno proprio loro ad aiutare altre donne immigrate ad avvicinarsi alla nostra cultura. Il progetto di “Alfabetizzazione per stranieri”, promosso dal Comune di Pontelongo , riparte grazie a un contributo di 5 mila euro da parte della Provincia. «In questo periodo in cui si parla di ordinanze e decreti contro gli stranieri, il nostro Comune viaggia in controtendenza - spiega il sindaco Federico Ossari - Abbiamo pensato che la prima barriera da togliere per favorire l’integrazione fosse soprattutto quella della lingua. Il problema riguarda per lo più le donne, che vivono spesso in casa e si relazionano solo con connazionali. Quando è il momento di andare a colloquio con le insegnanti dei figli, di partecipare alle riunioni scolastiche o anche solo andare a far la spesa, purtroppo non riescono ad esprimersi». Così è nata l’idea di organizzare dei corsi pomeridiani solo per loro. Ad aiutarle nel percorso, oltre ad insegnanti esperti, le loro connazionali già “italianizzate”. «Ci saranno due volontarie che accudiranno i bambini mentre le altre seguiranno le lezioni - aggiunge Ossari - Visto il successo dell’anno scorso contiamo di ricevere quest’anno numerose iscrizioni». Per info: 049.9776568.
di (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì 25 gennaio 2008
Asl 14 smembrata entro un anno - CHIOGGIA È l’obiettivo che si pone il commissario Antonio Padoan che si è incontrato con i sindacati - Intanto sono stati congelati tutti gli ordini di servizio assunti dalla precedente direzione
Chioggia - Le Organizzazioni sindacali dei di pendenti dell’Asl 14 hanno incontrato, come da richiesta, il direttore generale a scavalco dell’Asl 14, il commissario Antonio Padoan. Il dirigente ha l’incarico di definire le condizioni per rendere possibile lo scorporo dall’Asl 14 di Piove di Sacco e di altri otto Comuni della Saccisica. Allo scopo procederà, ha confermato Padoan ai sindacati, ad una sorta di radiografia dell’esistente. Sul dato ci si fonderà per determinare il frazionamento dell’Asl 14 una volta che il Consiglio regionale si sarà pronunciato sui progetti di legge che lo prevedono. Nel tempo di questi progetti ne sono stati presentati tre. Uno che riguarda solo Legnaro, un secondo che prevede per gli altri otto Comuni della Saccissica il passaggio all’Asl di Padova ed un terzo che invece prefigura come punto d’arrivo per questi stessi Comuni l’Asl di Monselice. Un compito che Padoan ha detto chiaro e tondo di “sperare di portare a termine anche prima d’un anno” visto che, ha osservato Denis Ballarin che nell’incontro ha rappresentato la Cgil “il lavoro nell’Asl 12 di Venezia-Mestre al direttore generale non manca di sicuro”. Oltre alla nomina di un dirigente amministrativo, il dottor Silvano Favaretto e alla conferma, sia pure con incarichi provvisori del dottor Massimo Boscolo Nata e del dottor Giuseppe Miele rispettivamente per la direziona sanitaria e per quella del settore sociale il dottor Padoan ha provveduto anche a congelare tutti gli ordini di servizio assunti dalla precedente direzione ed attuabili tra lo scorso dicembre ed il corrente mese di gennaio. Circa le possibilità operative, su esplicita domanda rivoltagli da esponenti sindacali, il dottor Padoan ha confermato che le sue iniziative dovranno risolversi all’interno dei limiti indicati dal bilancio ordinario. Ci sono progetti da ultimare come quello riguardante cardiologia (contenitore ormai completato, apparecchiature in parte ordinate ed organico in via di definizione) e che seguiranno l’iter ormai tracciato. Resta da vedere, a proposito di questo servizio se e quando si deciderà per l’emodinamica che non è compresa nelle schede regionali.L’impressione riportata dai sindacati presenti all’incontro è che nessuno dei timori fin qui affacciati come lo spostamento riguardante il personale trovi giustificazione in considerazione del mandato affidato dalla Regione al dottor Padoan. Resta comunque certo che fino alla fine del suo mandato non si andrà oltre la cosiddetta amministrazione corrente.
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 24 GENNAIO 2008
Opere pubbliche a Pontelongo - Nuovi lampioni e asfalto su molte strade
PONTELONGO. La primavera porterà nuovi punti luce e strade asfaltate. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono arrivati chiarimenti sull’avanzamento delle opere pubbliche. «Per quanto riguarda l’asfaltatura stradale - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin - è stato rinviato l’intervento previsto in vicolo Foscarini. Le verifiche dei sottoservizi, che in fase di programmazione del bilancio si davano per efficienti, hanno dimostrato come questi siano da sostituire per garantire e migliorare lo smaltimento delle acque piovane. L’importo del progetto preliminare è così notevolmente aumentato portandosi ad una spesa di 52 mila euro che saranno finanziati in bilancio con gli oneri di urbanizzazione disponibili solo da pochi mesi. Per evitare disagi ai residenti si è concordato con gli stessi di iniziare l’opera nella prossima primavera». «Circa l’illuminazione pubblica - continua l’assessore - l’intervento programmato è già stato parzialmente realizzato. Si sono posti in opera tre punti luce in via Bo e uno in via Candiana. Contrariamente all’ipotesi iniziale si è preferito installare, per ragioni economiche e tecniche, dei pali con plafoniere alimentate in maniera tradizionale. Per gli altri lampioni, previsti in via S. Valentino e via S. Lorenzo è stato chiesto il nulla osta al Genio Civile di Padova».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì 23 gennaio 2008
PIOVE DI SACCO. - SALA AFFOLLATA PER IL TAGLIO DEL NASTRO DOPO IL RESTAURO - Il cinema Marconi riconsegnato alla città
Piove di Sacco - Era affollata la sala del cinema Marconi in occasione della sua inaugurazione dopo gli interventi di restauro e ammodernamento. Ha tagliato il nastro l’arciprete Giorgio Facchin affiancato dal sindaco Mario Crosta (nella foto). Nel suo intervento, l’arciprete ha ricordato come i lavori sul cinema parrocchiale, che lui però ama chiamarla “sala della comunità” siano iniziati la scorsa estate e che dovevano terminare prima di Natale, ma alcune di fficoltà ne hanno protratto il termine: “Ringrazio il gruppo dei volontari che ed il centro di comunicazione sociale padovano per il loro apporto ha aggiunto il presule - e la Banca di Credi to Cooperativo per il fattivo contributo economico messo a di sposizione”. “Di fficile non ricordare il ruolo che il cinema Marconi ha da sempre svolto - ha detto nel suo intervento il sindaco Crosta - come sala da cinema, da teatro e da incontro e convegni e sono anch’io dell’idea che debba chiamarsi sala della comunità per le varie iniziativi culturali, sociali e ricreative che vi si svolgono”. L’intervento più evidente sulla sala cinematografica parrocchiale è quello strutturale. Intervento che ha coinvolto la pavimentazione, le poltrone della platea e della galleria (garantendo, rispettivamente, 264 e 154 posti, per un totale di 418 sedi li), il riassetto del tetto, la tinteggiatura dei locali, il nuovo impianto di riscaldamento-aereazione. Ma quello più significativo riguarda la proiezione degli spettacoli che entra nel circuito Microcinema, così il Marconi si è trasformato in una sala di gitale ad alta definizione, che utilizza la trasmissione via satellite bidi rezionale.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì 22 gennaio 2008
Pontelongo - Giornata della Memoria con Bozzato
Sabato, alle 10.30, nella sede delle associazioni, prendono il via gli appuntamenti per la ricorrenza della “Giornata della Memoria”. Il primo incontro sarà con Luigi Bozzato, sopravvissuto a ben quattro campi di concentramento, che racconterà la sua storia ai ragazzi delle scuole medie. Domenica, alle 11, la santa messa e, infine, venerdì 1 febbraio, alle 20.45, Roberto Pittarello legge “I poeti del mondo”, con l’accompagnamento musicale di Filippo Bertipaglia.
di: (fe.be.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 22 GENNAIO 2008
AN VUOLE INCONTRARE PADOAN I rappresentanti di Alleanza nazionale piovese vogliono incontrare il nuovo …
PIOVE DI SACCO. I rappresentanti di Alleanza nazionale piovese vogliono incontrare il nuovo direttore generale dell’Usl 14 Antonio Padoan. «Fin dall’inizio della scorsa estate, in sinergia con l’onorevole Filippo Ascierto - fa notare il presidente del circolo di An Ermes Siorini - abbiamo posto in essere una serie di incontri con il personale dell’ospedale piovese e con i cittadini; abbiamo organizzato banchetti in centro città e nelle frazioni per spiegare alla popolazione che il futuro del nostro ospedale, conclusa l’esperienza con l’Usl 14, doveva concretizzarsi con una seria e costruttiva collaborazione con Padova». «Il presidente Galan ha nominato ad interim per un anno come direttore della nostra Usl il manager dell’Usl 12 Antonio Padoan - aggiunge - Chiederemo quanto prima di incontrare il neo direttore per conoscere le azioni che attuerà nei prossimi mesi che consentiranno al nostro ospedale di iniziare un rapporto di collaborazione con Padova, salvaguardando le professionalità e i servizi che il nostro nosocomio garantisce a migliaia di cittadini. Chiederemo anche - prosegue Siorini - che il nostro ospedale possa migliorare certi servizi grazie magari ad una collaborazione con l’università. Come Alleanza Nazionale siamo soddisfatti di questo primo risultato ottenuto e rimarremo vigili, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’ex sindaco Carlo Valerio, particolarmente attento al tema della sanità locale, fino alla fine del delicato passaggio del nostro ospedale con l’Usl 16».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 21 GENNAIO 2008
TENSIONE A PONTELONGO - Minoranza adirata «Siamo ignorati»
PONTELONGO. Minoranza sull’orlo di una crisi di nervi. I consiglieri del centrodestra e della Lega Nord non sembrano più condividere i modi con i quali il sindaco Federico Ossari e i suoi uomini portano avanti la discussione politica in consiglio comunale. «E’ da alcuni mesi - spiega il consigliere Emanuele Canova - che, in merito alle interrogazioni presentate con lo scopo di avere chiarimenti sull’operato della giunta su temi importanti come l’ambiente e la sicurezza, constatiamo ritardi e omissioni nelle risposte ricevute. Pare che le nostre richieste non siano nemmeno prese in considerazione o diano solo fastidio». «Nello specifico - aggiungono i consiglieri Enzo Battisti e Donatello Magagnato - le risposte, quando arrivano, sono spesso vaghe o non affrontano l’oggetto delle nostre richieste». «Il perdurare di tale situazione ostruzionistica dell’attuale maggioranza - concludono i consiglieri di minoranza - verso il solo strumento tecnico che noi abbiamo per chiedere le ragioni delle scelte e degli atti compiuti dal sindaco e dalla giunta, annunciamo un’azione di protesta da realizzarsi nei prossimi consigli comunali. Nella speranza che il sindaco prenda atto della grave situazione e voglia al più presto instaurare un diverso tipo di dialogo con la minoranza affinché tutti, nell’ambito dei propri ruoli e competenze, possano contribuire alla risoluzione dei problemi del paese».
(Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 20 GENNAIO 2008
PONTELONGO Il sindaco Ossari nominato dal Pd “spalla” del coordinatore
Pontelongo - Nuova nomina per il sindaco di Pontelongo Federico Ossari. Nell’assemblea del Partito democratico è stato scelto quale vice coordinatore provinciale. «Sono onorato della fiducia che il neo coordinatore Fabio Rocco mi ha assegnato - spiega Ossari - è un incarico importante che spero di portare avanti nel migliore dei modi mettendoci tutta la passione e l’impegno. Considero questa nomina come il frutto di un lavoro che, insieme ad altri, ho portato avanti anche a livello locale, costruendo fin dal 1996 un percorso amministrativo che ha messo insieme le persone provenienti da esperienze diverse, superando steccati ideologici e personalismi che a Pontelongo non esistono più da tempo. Il mio impegno sarà quello di “esportare” questo modello in tutto il territorio provinciale e far si che il Pd possa ulteriormente radicarsi e crescere».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 20 GENNAIO 2008
Galuppo stroncato da un male incurabile L’ex assessore aveva 52 anni. Era stimato per la schiettezza e la grande passione politica
Piove di Sacco - È morto a 52 anni nel reparto di medi cina di Piove di Sacco , l’ex assessore Aurelio Galuppo, consigliere e capogruppo della Lega Nord. Galuppo era stato minato da un male incurabile nell’estate del 2005. Era in lista per il trapianto di fegato ma giorni fa le sue condi zioni si sono improvvisamente aggravate e alle 22 di venerdì è morto. Lascia la moglie Eva Vallarin, giornalista, sposata nell’ottobre del 2001, il figlio Vittorio di 4 anni, la mamma Maria, il papà Nino e i fratelli Alberto, Andrea e la sorella Paola con i quali collaborava nell’azienda famigliare di lavorazione del marmo. Aveva iniziato la sua carriera politica nel ‘93 sotto la bandi era del Carroccio ed era entrato nella giunta di centrosinistra del sindaco Lino Conte come assessore alle Attività Produttive e della Polizia Locale. Ruolo che aveva conservato anche nella successiva giunta di centrodestra del sindaco Carlo Valerio, andando incontro alle ire della Lega che lo aveva momentaneamente messo in stand by. Riammesso aveva fatto l’ultima campagna elettorale sempre con la Lega Nord ed era stato eletto in consiglio comunale. «Le ultime sue parole - ci ha detto la moglie Eva - sono state per il piccolo Vittorio, poi ha voluto vicino al letto il parroco dell’ospedale don Caterino Longo: è stato lucido sino all’ultimo respiro». Figura a volte politicamente scomoda per le sue doti di schiettezza e di grande passione nell’amministrare la città, Galuppo si è di stinto sempre per la coerenza dei suoi comportamenti. «Voglio ricordarlo come una persona amica - di ce di lui il sindaco di Piove Mario Crosta - con lui abbiamo condi viso molti momento importanti della fase politica, era leale e schietto. Siamo vicini alla moglie Eva e ai suoi famigliari». Era un grande amante delle moto, ne possedeva ben cinque tra cui un “Falcone 500″ Guzzi. I funerali si svolgeranno domani, alle 15, nel santuario della Madonna delle Grazie.
di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 20 GENNAIO 2008
UN “CORTO” SPECIALE
Quando si cresce alla scuola di un grande maestro, qual è Alberto Terrani nato a Pontelongo, attore e regista, di rettore dell’Accademia d’arte drammatica “Palcoscenico” di Padova, i risultati si vedono. Dopo aver piacevolmente intrattenuto con una recitazione intensa di poesie di Trilussa e di un pezzo tratto dall’Ippolito di Euripide, in coppia con il suo allievo, Luca Bastianello, Terrani ha dato spazio a quest’ultimo, versatile interprete di teatro classico e moderno, nonchè di fiction televisive, che considera il fiore all’occhiello della sua scuola e del quale ha elogiato l’eleganza del porgersi, l’accanimento, la forza, la volontà che lo portano al successo, grazie anche al “magnifico padre che lo segue e lo sostiene”. Le straordinarie capacità interpretative e la forza espressiva del giovane attore sono emerse anche dalla proiezione del cortometraggio “La trama di Amleto” (regia di Salvatore Chiosi), evento speciale nella “sezione corto cortissimo” alla 62. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Insomma Luca è un attore dal presente brillante e dal futuro assai promettente. Al momento teatrale si è affiancato quello musicale che ha procurato altrettante emozioni. Le interpretazioni del soprano Stefania Bellamio, del pianista Roberto Rossetto e, in particolare, del violinista Alberto De Meis, sottolineate da scrocianti applausi e richieste di bis, hanno contribuito a dar vita, al ristorante La Bulesca, ad una serata definita “superba” dal vastissimo pubblico presente, costituito dai soci di cinque Club cittadi ni: il Rotary Padova Est, i Lions Padova Host, Piove di Sacco , Abano Terme Gaspara Stampa, Ruzzante, da autorità tra le quali il past-governatore Roberto Adami e l’onorevole Giustina Destro.
di : Maria Pia Codato
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 20 GENNAIO 2008
E’ morto a 52 anni Aurelio Galuppo - Assessore con Conte e Valerio, era stato la bandiera della Lega
PIOVE DI SACCO. Ha combattuto, tanto. Con la grinta e il coraggio che tutti gli riconoscevano. Ma alla fine Aurelio Galuppo ha dovuto arrendersi alla malattia che lo aveva colpito due anni fa. Aveva 52 anni, era stato anche assessore e attualmente era consigliere comunale di minoranza. Lascia la moglie Eva Vallarin e il figlio di quattro anni Vittorio. Aurelio Galuppo era un personaggio molto noto a Piove di Sacco. Aveva sempre lavorato nell’azienda di famiglia, una rivendita di caminetti, stufe e marmi, con sede in via Borgo Padova, e aveva iniziato la sua militanza politica all’inizio degli anni Novanta, nella Lega nord. La sua prima esperienza l’aveva svolta nella giunta guidata da Lino Conte, tra il 1995 e il 1999 come assessore a Commercio, Attività produttive e Polizia locale, delega che aveva mantenuto anche con il sindaco Carlo Valerio fino al 2004. Dal 2005, dopo le dimissioni del collega di partito Ermes Siorini, Galuppo era rientrato nel Consiglio comunale, ma tra le fila della minoranza. «Purtroppo la malattia ha avuto una ricaduta repentina - riferisce la moglie Eva - Dopo il ricovero di domenica scorsa le cose sono andate peggiorando fino a venerdì sera, quando Aurelio ci ha lasciati. Rimane di lui un ricordo bello e forte di onestà, schiettezza e determinazione. Insieme abbiamo trascorso momenti indimenticabili, come i tanti viaggi con le moto Guzzi, la sua grande passione. Appena è nato nostro figlio ha subito preso il sidecar per portarlo in giro con lui». Anche il sindaco Mario Crosta ha voluto ricordare Galuppo: «E’ un momento che ci rattrista tutti e che ci vede vicini alla famiglia. Aurelio era una persona franca e corretta, con cui si è sempre potuto ragionare in serenità, sia sul piano politico che personale». Oltre alla moglie e al figlio Aurelio Galuppo lascia il papà Nino, la mamma Maria, i fratelli Paola, Alberto e Andrea. Il funerale sarà celebrato domani alle 15 nel santuario della Madonna delle Grazie.
(Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato 19 gennaio 2008
Stasera l’inaugurazione del cinema parrocchiale completamente restaurato con 264 posti in platea e 154 in galleria - Il Marconi apre al digitale ad alta definizione
Piove di Sacco - Completamente restaurato e rimesso a nuovo riapre stasera, alla presenza delle autorità cittadi ne, il cinema Marconi completamente restaurato e rimesso a nuovo. L’appuntamento è alle 20.30.L’arciprete Facchin: «Determinanti i contributi del Ministero, della Banca di Credito Cooperativo e della comunità» Sin da quando ha aperto i battenti nel lontano 1961 grazie alla volontà dell’allora arciprete Roberto Carniello, di proprietà della parrocchia, la sala cinematografica ha continuato la sua missione culturale ed educativa. Il primo importante intervento di ristrutturazione della sala è avvenuto nel 1993. In quella occasione si agì sull’ampliamento del palco (per ospitare più agevolmente rappresentazioni teatrali e concerti), sulla pavimentazione in linoleum, sull’imbottitura delle sedi e e, a livello tecnico, sull’installazione di una nuova macchina per la proiezione e dell’impianto audi o Dolby Surround. A fine agosto 2007, sono iniziati i lavori del secondo restauro «resi possibili - spiega l’arciprete monsignor Giorgio Facchin - grazie al contributo ministeriale, all’aiuto della banca di Credi to Cooperativo di Piove di Sacco , al sostegno della comunità parrocchiale e di altre persone preparate e sensibili a valorizzare questi nuovi strumenti di apostolato». L’ammodernamento più evidente è quello strutturale, che ha coinvolto la pavimentazione, le poltrone della platea e della galleria (garantendo, rispettivamente, 264 e 154 posti, per un totale di 418), il riassetto del tetto, la tinteggiatura dei locali, il nuovo impianto di riscaldamento e aerazione. Ma quello più significativo è quello nel campo della proiezione degli spettacoli: entrando nel circuito Microcinema-Acec, il cinema Marconi si è trasformato in una sala di gitale ad alta definizione, che utilizza la trasmissione via satellite bidirezionale. Le altre sale di gitali Microcinema-Acec del circuito Di cinema Triveneto, oltre al Marconi, sono l’Aurora di Campodarsego, il Rex e l’Mpx-Giotto di Padova. Dopo il taglio del nastro stasera è prevista la proiezione del film “Un ponte per Terabithia”.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì 18 gennaio 2008
CONSELVE. DALLA REGIONE 2,7 MILIONI PER LE OPERE PIÙ URGENTI - «Il problema idrico grave minaccia»
Conselve - Due milioni e 700mila euro per il ripristino dei danni delle piene del 2006. Questo è quanto la regione Veneto assegna al consorzio di bonifica Adige Bacchiglione per una prima tranche di lavori. Circa 20.000 ettari del territorio consorziale si trovano sotto il livello del mare di circa 4 metri. Tutta l’acqua piovana, quella di falda che emerge ed i reflui urbani, che in tutto sono circa 150 milioni di metri cubi l’anno di acqua da eliminare, vanno pompati quotidianamente con le idrovore consortili. Senza questa azione di bonifica 30mila ettari (su un totale di 50mila del territorio dei 29 Comuni di appartenenza al consorzio) sarebbe permanentemente inutilizzabile perché allagato. Quasi 700 chilometri di canali demaniali, le 38 idrovore con 100 pompe e i 200 chilometri di argini risalgono quasi tutti a 80 anni fa. La vetustà delle opere è aggravata dalla impermeabilizzazione dei suoli, dalla subsidenza delle terre, dai cambiamenti climatici che fanno arrivare più acqua, e in tempo minore, nei punti di pompaggio. “Siamo preoccupati - spiega il direttore del consorzio Adige Bacchiglione Giuseppe Gasparetto Stori - della obsolescenza delle macchine idrovore, della fragilità degli argini, dei franamenti delle sponde degli alvei, della insufficiente larghezza degli alvei. Faremo dei lavori a beneficio della sicurezza idraulica dei Comuni di Correzzola, Pontelongo , Candiana, Bovolenta, Arre i cui territori potrebbero essere allagati dalla interruzione dei pompaggi della vecchia idrovora Barbegara di Correzzola, e dalle rotture degli argini del canale Altipiano. Pensiamo di poter appaltare questi lavori entro l’anno. Molto resta da fare, perché l’esigenza di sicurezza idraulica è cresciuta insieme all’urbanizzazione. Un po’ di anni fa il territorio era solo agricolo, e quindi meno soggetto a danni rilevanti in caso di allagamenti anche brevi. I soldi che la Regione ci ha dato sono solo una minima parte, noi valutiamo i lavori idraulici urgenti in alcune decine di milioni di euro”.
di : St.M.
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 17 GENNAIO 2008
Rete wireless in 22 Comuni
PONTELONGO. Progetto sperimentale wireless banda larga in 22 comuni tra la provincia di Padova e Venezia. Si tratta di una rete di comunicazione senza fili costituita da un gran numero di nodi che fungono da ricevitori, trasmettitori e ripetitori. Grazie a questo tipo di trasmissione si ha una rete capace di coprire grandi distanze, specialmente su zone «difficili». Viene considerato un sistema affidabile proprio perché da importanti garanzie di copertura. Se un nodo dovesse venire meno alla rete, infatti, i nodi vicini cercherebbero percorsi alternativi per trasmettere il segnale. Non essendoci più tracce da scavare, fili da depositare o muri da oltrepassare, utilizzando il wireless l’utente sarà libero di connettersi dove e quando vuole. «L’Unione tra i comuni di Codevigo e Pontelongo, capofila dell’iniziativa, intende realizzare un’infrastruttura di rete di telecomunicazioni capace di offrire un servizio innovativo alla popolazione - spiega Federico Ossari, presidente dell’Unione tra i comuni di Codevigo e Pontelongo - Il wireless abbatte i costi di telefonia e può essere considerato una valida risposta ai territori privi di Adsl». Individuati i siti per l’installazione delle antenne «piccole». «Abbiamo raggiunto un accordo tra imprese e comuni ed abbiamo redatto un preciso programma di lavoro - aggiunge Ossari - Entro la primavera i comuni interessati saranno pronti per illustrare ai cittadini il progetto, i costi del servizio e i vantaggi che la rete wireless offre».
di : (Martina Maniero)
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 17 GENNAIO 2008
Pannelli per la produzione di energia a Pontelongo, costeranno 250.000 euro - Fotovoltaici per gli impianti sportivi
PONTELONGO. Aperto il cantiere per l’installazione dell’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nell’area degli impianti sportivi di via Villa del Bosco. Quasi 800 mq di pannelli solari (foto) che permetteranno di fornire una parte necessaria per gli impianti sportivi. Il lavoro sarà eseguito dalla società Veneto Energie costerà 250.000 euro. Lo sviluppo del progetto ha prestato attenzione al miglior rapporto costo/produzione energetica contestualmente all’obiettivo di mantenere un alto livello qualitativo negli anni. L’istallazione sarà fatta prestando attenzione al suo inserimento paesaggistico ed architettonico ed avrà una vita utile di 35 - 40 anni. E’ importante rilevare come l’impianto è studiato per non produrre inquinamento acustico e luminoso d’alcun genere, come pure non creerà fenomeni di campi elettromagnetici o forme d’inquinamento chimico da esalazione degli elementi. «Quest’amministrazione - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin - ha voluto cogliere l’occasione l’occasione di dare un esempio virtuoso in ambito energetico: il consumo d’energia si dilata a dismisura. Il mio assessorato è subissato da richieste di illuminazione pubblica in ogni angolo del territorio. Nelle città si vedono negozi che tengono le porte aperte con il riscaldamento acceso per attirare più facilmente i clienti e bar che riscaldano i marciapiedi per il loro clienti fumatori. In questo disastro culturale abbiamo cercato di riportare l’attenzione sul fatto che l’energia prima di poterla consumare dobbiamo produrla». «Certo l’impianto - prosegue l’assessore - è ben poca cosa rispetto alle esigenze energetiche di Pontelongo. L’energia che è in grado di produrre non basta neppure ad una parte di quella che consumano gli impianti sportivi».
di : Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 17 GENNAIO 2008
Al centro di una rete di vendita di cocaina fra tre province venete - Operaia-spacciatrice patteggia quattro anni
Lei operaia, lui disoccupato: avevano organizzato una rete di vendita di cocaina fra le province di Padova, Vicenza e Verona. Acquistavano la sostanza stupefacente nel Veronese e poi provvedevano a rimetterla nel mercato delle altre due province venete. In particolare a Padova città, a Ponte San Nicolò e Piove di Sacco dove abitavano in via Donatello. Nel novembre 2006 Lorella Cappellaro, 43 anni, e il compagno Alessandro Cecchinato, 48, finiscono in manette in seguito ad un’indagine avviata dal pm Orietta Canova e affidata ai carabinieri. Poco alla volta altre sei persone entrano nell’inchiesta, tutte indagate per detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Chiusa l’indagine, il pm Canova ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imputati. Ieri l’udienza preliminare davanti al gup Cristina Cavaggion. Tutti hanno preferito evitare il processo, optando per un rito alternativo che consente lo sconto di un terzo della pena. Lorella Cappellaro ha patteggiato 4 anni di carcere e 18 mila euro di multa (avvocato Riccardo Benvegnù); Roberto Mazzuccarto, 33 anni di Ponte S.Nicolò, ha patteggiato 2 anni e 10 mila euro di multa (avvocato Maristella Marigo); e Alessandra Rigon, 30 anni di Polverara, ha patteggiato 6 mesi e 600 euro (avvocato Andrea Ostellari). Saranno giudicati con rito abbreviato il 15 aprile, oltre a Cecchinato, Denis Boscaro, 35 anni di Pontelongo; Piergiorgio Canova, 44 di Padova; Luca Menegato, 38 di Correzzola; Emanuele Petta, 51, di Chioggia.
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì, 17 gennaio 2008
Preoccupazione sul futuro dell’ospedale di Massimo Doria, segretario aziendale e Salvino Padoan del direttivo Cisl- «Sanità, il vero problema è l’incertezza» Chiesto dai sindacati un incontro con il commissario Antonio Padoan. Fra i problemi la tutela dell’occupazione
Chioggia - L’incertezza è il problema più grave per la sanità di Chioggia. Una situazione del genere rende plausibile qualsiasi previsione da quella rosea di una sanità finalmente all’altezza a quella negativa di una colonizzazione del territorio di Chioggia a favore del presidi o di Mestre, cioè il nuovo ospedale sorto nella zona di Zelarino. Questa la valutazione espressa da Massimo Doria, segretario aziendale e Salvino Padoan del Di rettivo Cisl. L’incertezza che provoca inconvenienti come quello verificatosi lo scorso 7 gennaio, lunedì, quando il servizio di oncologia ha ripreso l’attività senza la presenza del medi co. In tutta fretta s’è dovuto far ricorso all’oncologo in servizio presso il Di stretto socio-sanitario. Per “capirne di più - sostengono Doria e Padoan - abbiamo avuto un incontro con il nuovo di rettore amministrativo Silvano Favaretto (al sociale e al sanitario sono stati riconfermati con incarico provvisorio rispettivamente Giuseppe Miele e Massimo Boscolo Nata) ed abbiamo chiesto come Rsu Cisl, Cgil, ed Uil di poter incontrare quanto prima il commissario Antonio Padoan. Che ha già incontrato i primari ma deve sentire anche le altre componenti del presidi o sanitario”. Per la Cisl tre sono le richieste irrinunciabili: la tutela ed il potenziamento della struttura ospedaliera e dei servizi territoriali, la salvaguardi a dei posti di lavoro e la possibilità per il personale di Chioggia in servizio all’ospedale di Piove di Sacco di poter optare per il ritorno a casa una volta che sarà perfezionata l’operazione che deve portare la Saccisica nell’Asl di Padova o in quella di Monselice a seconda che prevarrà uno o l’altro progetto di legge all’attenzione del Consiglio regionale. L’incontro col di rettore a scavalco, Padoan, dovrà servire, precisa Doria “per verificare che tipo di mandato sia stato affidato al commissario per definire una precisa presa di posizione del sindacato in merito ai problemi esistenti e alle soluzioni di prospettiva necessarie perché la sanità di Chioggia possa allinearsi ai livelli regionali”. Per la Cisl essenziale in questo momento è la concordi a delle forze politiche che debbono fare della sanità l’oggetto di una vertenza condi visa e partecipata da parte della cittadi nanza in modo da ottenere che la Regione risponda con i fatti alle enunciazioni di principio sull’importanza di Chioggia e sulla necessità, di recente riaffermata anche dal governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan, che debba avere un presidi o sanitario adeguato.
di : Giorgio Boscolo
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 16 gennaio 2008
Riapre a febbraio l’ex Casa del Fascio
Pontelongo - Riaprirà le porte entro la prima quindicina di febbraio l’ex Casa del Fascio, realizzata negli anni Trenta dall’architetto Quirino De Giorgio. Dopo due anni di progetti e cantieri per ripristinare la funzionalità della struttura, i lavori sono arrivati agli sgoccioli. «In queste ultime settimane saranno completati i due campi da bocce e la tinteggiatura interna, che sarà una vera sorpresa per tutti fino al giorno dell’inaugurazione - annuncia il sindaco Federico Ossari - Questa ultima tranche dei lavori è costata circa 50 mila euro, 20 mila dei quali finanziati dalla Provincia di Padova». Soldi che sono serviti anche a sostenere laspesa del rifacimento del controsoffitto, della pavimentazione interna e dei due portoni d’ingresso. Il restyling dell’ex Casa del Fascio è partito nel 2006, quando un nubifragio diede il colpo di grazia al tetto “a compluvio” della struttura. Grazie all’impegno sollecito dell’amministrazione comunale e a un contributo regionale di circa 100 mila euro, iniziarono subito i lavori di rifacimento della copertura. “L’intervento si è concluso lo scorso autunno e in totale è costato 230 mila euro - spiega Ossari - Secondo il parere della Sovrintendenza il tetto è stato rifatto così com’era».
di :(Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 16 gennaio 2008
Alleanza Nazionale appoggia l’ipotesi ospedaliera padovana
Piove di Sacco- La decisione assunta dal governatore del Veneto Giancarlo Galan di affidare ad interim la di rezione dell’Asl 14 ad Antonio Padova per traghettare l’ospedale piove se verso l’Asl padovana è piaciuta anche ad Alleanza Nazionale. «Era la nostra idea - spiegano all’unisono l’ex sindaco Carlo Valerio e il presidente e vice del circolo di An della Saccisica Ermes Siorini e Umberto Frison - che venisse nominato un di rettore generale con scadenza. Evidentemente il presidente Galan ha preso in considerazione l’azione congiunta di tutto il territorio della Saccisica su questo importante tema, e non è stata poco influente l’azione svolta dal consigliere regionale Regina Bertipaglia e dall’onorevole Filippo Ascierto. Ora - aggiungono i tre - sarebbe bene valutare anche di allargare i confini di afferenza del nostro ospedale, se si considera che molti cittadi ni dei comuni del Conselvano (e lo stesso vale anche per Campolongo Maggiore) scelgono di venire a curarsi a Piove . In questa maniera il nostro nosocomio arriverebbe dagli attuali 62.000 utenti a oltre 100.000». La netta presa di posizione di An piove se contrasta con quella assunta dall’assessore provinciale e sindaco di Correzzola Mauro Fecchio nel portare il nosocomio piove se verso l’Asl della Bassa Padovana Monselice-Este. «Mi sembra - spiega Siorini - che il progetto di legge presentato da Regina Bertipaglia di andare con Padova sia stato votato da tutti i comuni della Saccisica, mentre quello di An a firma di Piergiorgio Cortellazzo e Raffaele Zanon è stato bocciato, già questa decisione la di ce lunga sulla volontà del territorio. Noi comunque siamo convinti che con la sanità non si deve giocare e che in questo delicato momento di scelta è più che mai importante che tutte le forze politiche si impegnino per dare un profilo sempre più importante all’ospedale e una di gnità politice al territorio». Nel frattempo An ha fatto nascere il circolo di S.Angelo con presidente Maristella Chinello e sono imminenti le aperture di quelli di Brugine, Arzergrande e Codevigo e a marzo nascerà la Federazione Giovani e quella delle “Donne di Destra” della Saccisica.
di :Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 16 gennaio 2008
Sanavia e Boschiero, all’orizzonte due match di prestigio
Novità in vista per i due big del pugilato padovano, Cristian Sanavia e Devis Boschiero. Iniziamo dal campione d’Europa dei supermedi . L’Ebu, la Federazione continentale, ha deciso di permettergli una seconda di fesa volontaria della sua cintura. «L’avversario - di ce il suo allenatore, il maestro Gino Freo - potrebbe essere il danese Mads Larsen. So che Wilfried Sauerland, il procuratore tedesco di Sanavia, è in fase avanzata con la trattativa. Il match si potrebbe di sputare in primavera». Mads Larsen ha quasi 35 anni. È stato campione d’Europa nel 2003, e ha un record di 49 vittorie e due sole sconfitte, una delle quali con Beyer per il titolo mondi ale. Quindi , un osso duro. La sede del combattimento potrebbe essere Vienna, oppure Berlino. Ieri a Bologna c’è stata una riunione dei promoter professionisti italiani. Nell’occasione, Bruno Forte, titolare della Boxe Forte Venice, ha infittito i rapporti con Salvatore Cherchi (che rimane il manager con più amicizie importanti) e con il procuratore Alessandro Ferrarini, incaricandoli di fare da tramite con il campione d’Europa dei superpiuma, il bielorusso Sergey Gulyakevich, affinchè metta in palio il titolo con Devis Boschiero. «Contatti ci sono già stati - di ce ancora Gino Freo, che è il maestro anche di Boschiero - L’entourage del bielorusso si è detto interessato, ma la cifra richiesta per accettare la sfida è elevata e con le sole nostre di sponibilità economiche non ce la possiamo fare. L’ideale sarebbe organizzare questo combattimento al San Lazzaro Palanet, dove la grande boxe manca da troppo tempo. Sono certo che il combattimento tra Boschiero e Gulyakevich attirerebbe davvero tanta gente. A giorni contatterò l’assessore allo sport Sinigaglia per sentire se la città di Padova è interessata a questo evento. Altrimenti cercheremo di sponibilità altrove, a iniziare da Piove di Sacco ». L’interesse da parte di Sinigaglia di sicuro ci sarà, ma bisogna vedere se ci sono i quattrini. Certo, il PalaNet potrebbe essere più appetibile per gli sponsor di un qualsiasi altro palazzetto della provincia, compreso il PalAlì, che è inadeguato per ospitare eventi di questa portata. «Entro la fine di gennaio - conclude Freo - avremo una risposta da parte del pugile bielorusso. Tra Gulyakevich è Boschiero sarebbe davvero un combattimento coi fiocchi».
di : Alberto Zuccato
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 16 gennaio 2008
Piazzola e Piove più inquinate di Padova - Le analisi effettuate da Provincia e Legambiente
Piazzola, Montagnana e Piove di Sacco più inquinate di Padova: i valori di PM 10 non lasciano spazio a dubbi. La conferma arriva dalle analisi di Legambiente, che fotografano una cappa di smog omogenea. Le polveri microscopiche dannose per la salute, prodotte dagli scarichi combustibili domestici, industriali e delle automobili, sono la causa prima di malattie cardiache e respiratorie. I test della «Carovana per l’aria», nata dal patto tra assessorato all’Ambiente della Provincia e Legambiente, hanno confrontato l’inquinamento di Padova con quello di Montagnana, Piazzola sul Brenta, Piombino e Piove di Sacco. Centri posizionati ai quattro angoli del territorio: un’area seriamente colpita da questo problema, in cui le concentrazioni superano i limiti di legge di 50 microgrammi per metro cubo d’aria ben oltre i 35 giorni all’anno fissati dalla normativa vigente. I monitoraggi di Legambiente e Provincia, eseguiti per cinque settimane consecutive dal 1 novembre al 4 dicembre con una centralina mobile identica a quella utilizzata dall’Arpav, hanno evidenziato in modo inequivocabile che il problema PM10 non riguarda solo la città del Santo o i distretti industriali. A Piombino Dese e Piove di Sacco l’aria è risultata più inquinata rispetto alla Mandria ogni giorno della settimana; a Piazzola tre giorni su sei; a Montagnana una volta su tre ma sforando il limite di legge. Limite che a Piazzola e Piove di Sacco viene letteralmente sbriciolato con picchi di 100 e oltre (fino a 140) microgrammi. Nel complesso, in 13 casi su 18, dal confronto emerge che in provincia si respira peggio che a Padova. Per Rina Guadagnini di Legambiente «questi dati non ci stupiscono. Un conto è l’emissione di gas e polveri sottili, certamente più forte in città, nelle zone industriali o di forte traffico veicolare, come le tangenziali; altra cosa le concentrazioni di questi agenti inquinanti nell’atmosfera. Purtroppo nell’intera pianura padana, zona di forte ristagno atmosferico, il PM10 si distribuisce uniformemente, spostandosi dal luogo di emissione per chilometri e persistendo a lungo nell’aria». Le amministrazioni comunali coinvolte nel progetto si sono fatte carico di incentivare il risparmio energetico, domestico e industriale e di limitare le emissioni di gas da combustione. A Piazzola è stata anche deliberata la costruzione di tre nuove piste ciclabili per garantire agli alunni che da Presina e Tremignon devono raggiungere le scuole medie un tragitto ecologico e sicuro. I Comuni però possono ben poco da soli. «Le colpe non sono certo dei sindaci e limitare il traffico con provvedimenti spezzatino o intervenire singolarmente su un problema che riguarda l’intera pianura padana non serve», sottolinea l’assessore provinciale Roberto Marcato. «L’unico modo di affrontarlo è avviare una forte opera coordinata dalla Regione e dal ministero dell’Ambiente per avvicinarsi ai parametri di legge. Servono maggiori fondi per sostenere la conversione di tutte le auto a Gpl, metano o diesel con filtro antiparticolato e per premiare, defiscalizzando, i privati e le aziende che abbattono le emissioni inquinanti grazie ai convertitori».
di : (Simone Varroto)
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IL MATTINO di Padova - Mercoledì, 16 gennaio 2008
I casoni dipinti da Arcolin mantengono vivo il suo ricordo
PIOVE DI SACCO. Se n’è andato, vinto da una malattia, lo zoccolaio che per decine di anni ha frequentato i mercati che raggiungeva zoppicando sorretto dalla sua «crosola» e il carretto tirato da un mulo: Silvio Arcolin, 85 anni, verrà salutato oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa arcipretale di Corte, dove viveva con la moglie e le tre figlie. Non tutti in città ricordano Arcolin nelle vesti di zoccolaio, attività che aveva smesso ormai da anni. La pittura, nell’ultimo ventennio, ha fatto conoscere ed apprezzare quell’omino gracile e nerboruto ai tanti piovesi di cui ha saputo rappresentare su una tela i ricordi di infanzia, dipingendo con maestria scene di vita contadina, nella scenografia prediletta dei tradizionali casoni. Ma la storia di Silvio Arcolin è di quelle che potrebbero ispirare un romanzo. Semplice e speciale allo stesso tempo, segnata da sofferenze e moti di orgoglio che hanno garantito al suo protagonista di riscattarsi da un destino non sempre generoso. Arcolin è nato nell’aprile del 1925 a Concadalbero. A causa di una malattia che lo colpì in tenera età rimase zoppo. E quando andava a scuola dai frati armeni a Correzzola il nonno doveva legarlo alla bici perché non scappasse: il piccolo era deriso dai compagni per il suo handicap. «E’ lì che nostro padre - racconta la figlia Francesca - ha imparato a vincere la sua debolezza: diceva sempre che suo nonno gli aveva insegnato l’orgoglio». Dopo il matrimonio con Regina Baron, da cui oltre a Francesca sono nate Gabriella e Maria Luisa, Arcolin è andato ad abitare a Corte. E ha iniziato a lavorare come zoccolaio: con legno e cuoio realizzava gli zoccoli. «Intorno ai cinquant’anni si è messo a dipingere, quasi per gioco - ricorda con affetto Francesca - e poco a poco le sue opere hanno iniziato a riscuotere successo e tante persone gli chiedevano di dipingere i casoni, di cui lui ricordava ogni minimo particolare. Era entrato a far parte del Gruppo Artisti della Saccisica e ne era molto fiero. Ha fatto anche delle mostre e ricevuto premi per i suoi quadri. Purtroppo la malattia da qualche anno lo aveva costretto in casa ed è andato peggiorando negli ultimi tempi quando per via del nuovo ponte sul Brenta è stato costruito un muro proprio davanti alle nostre finestre. Papà diceva carico di tristezza: mi hanno sepolto in casa mia». Silvio Arcolin, un piccolo uomo capace di grandi cose, è uscito di scena in silenzio.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 15 gennaio 2008
«Nessun miglioramento da vent’anni con attese infinite sulla via del ritorno» «Dobbiamo chiedere permessi perché hanno cambiato l’orario»
PIOVE DI SACCO. I pendolari della Adria-Mestre sono sul piede di guerra: troppi i ritardi e troppo pochi i convogli pomeridiani per il rientro che costringono a lunghe attese in stazione. E c’è poi il problema del sovraffollamento. Nelle scorse settimane c’è già stato uno scambio «epistolare» fra i pendolari, rappresentati da Lucia Panareo, e la direzione di Sistemi territoriali: da una parte le lamentele, dall’altra i buoni propositi. «Sono vent’anni che prendo il treno - afferma Lucia Panareo che parte ogni mattina alle 6 da Adria - e a parte un convoglio alle 7 aggiunto due anni fa, non ci sono state altre migliorie quanto a frequenza delle corse, a fronte di una utenza che si è più che triplicata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’anticipazione del treno che partiva da Venezia alle 14.46 alle 14.25: sia i lavoratori che gli studenti non riescono più a prenderlo a meno di chiedere permessi di uscita anticipata in ufficio o a scuola. E l’alternativa è attendere il convoglio delle 16.25». «Io non ho orari flessibili - interviene Olivo Bondesan, pure lui di Adria - e devo uscire dall’ufficio alle 14 ma non riesco a prendere il treno anticipato. Così ogni santo giorno devo aspettare un’ora e mezza in stazione per tornare a casa». Il problema delle lunghe attese è condiviso anche da Paolo Ferretto che arriva da Cavarzere: «Io finisco alle 17 e c’è solo un treno alle 18.40 per tornare. L’anno scorso ce n’era uno alle 17.30 e lo hanno tolto». La linea Adria- Mestre è utilizzata anche da molti studenti, come Alice Chinello e Monica Redi di Piove di Sacco: «La mattina ci sono molti ritardi che spesso ci fanno arrivare tardi, nonostante partiamo da casa che è ancora buio. A volte capita di dover stare in piedi e non è accettabile visto che paghiamo 49,70 euro di abbonamento. Il pomeriggio poi è una tragedia perché ci sono pochi treni». «Anche volendo chiedere informazioni - fa eco Graziano Cuccato di Pontelongo - mai che si veda il capotreno. La scorsa settimana è stato soppresso il treno in partenza da Adria alle 6.02 e nessuno alle fermate successive è stato avvisato. C’è poca manutenzione sulla linea, basta un po’ di ghiaccio e si bloccano gli scambi o le sbarre ai passaggi a livello e tutto provoca ritardi. Hanno anche attivato un numero verde, peccato che risponda una persona affatto cortese che, oltretutto, altro non sa fare se non dare la colpa di ogni disservizio a Trenitalia». Maristella Andreato di Campagna Lupia e Massimo Soffiato di Campolongo confermano il problema del sovraffollamento: «Ci capita spesso di dover viaggiare in piedi e da quando sono entrati in funzione i treni nuovi al situazione è anche peggiorata perché hanno meno posti a sedere».
di : (Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 15 gennaio 2008
Sono più belli ma mancano tende e posti a sedere
PIOVE DI SACCO. S’era scomodato pure il governatore Giancarlo Galan nel marzo 2005 per presentare in stazione a Piove di Sacco il prototipo dei nuovi treni che, entro la fine di quell’anno, sarebbero andati a sostituire parte dei vecchi convogli della linea ferroviaria Adria-Mestre gestita da Sistemi Territoriali. In realtà i nuovi modelli Gtw, linea sinuosa e moderna, sono arrivati solo pochi mesi fa. E non paiono, almeno finora, quel gioiello di tecnologia che dovevano essere. Nessuno può mettere in discussione che il governatore non abbia fatto la sua figura nelle vesti di macchinista per un giorno. Ma le questioni che interessano i pendolari sono altre. Per esempio il fatto che da quando sono stati introdotti i nuovi treni, costati oltre tre milioni di euro, i ritardi sono aumentati. E se l’aspetto dei convogli di ultima generazione è certamente più accattivante rispetto alle vecchie carrozze della «Vacca Mora», va registrato che offrono meno posti a sedere, così studenti e lavoratori viaggiano in un bel treno, ma in piedi. Bella soddisfazione. I modelli Gtw, fanno notare gli utenti, hanno grandi finestroni di vetro, ma nemmeno una tenda per proteggersi dal sole.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Martedì, 15 gennaio 2008
Stazione che lascia a desiderare
PIOVE DI SACCO. La stazione dei treni di viale degli Alpini è stata ampliata e ristrutturata da pochi anni. Peccato, però, che a nessuno sia venuto in mente di apportare qualche miglioria anche al parcheggio destinato alle biciclette e ai motocicli. Lo stallo si trova sul lato sinistro dell’edificio, in un angolo di terra che pare dimenticato da Dio. E da chi dovrebbe garantire un minimo di decenza. Ci sono, infatti, rifiuti sparsi dappertutto, tanto che bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi per parcheggiare la bici. Una stazione che vede ogni giorno passare centinaia di utenti, molti dei quali arrivano in sella a una due ruote, meriterebbe forse uno stallo più dignitoso. Ci sono giusto un paio di rastrelliere e nemmeno una tettoia per proteggere i mezzi dalla pioggia o dal sole. Nella sala d’attesa ci sono poche sedie e non c’è nemmeno un bar dove ingannare l’attesa con un caffè o poter acquistare il biglietto per chi non ha confidenza con il distributore automatico. O se questo magari è fuori servizio.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - Lunedì, 14 gennaio 2008
L’arbitro si sente male Partita sospesa in C
PADOVA. Ha resistito finché ha potuto, ma poi si è dovuto arrendere. La partita di serie C femminile Murialdina-Pool Volley, girone B, è stata sospesa per malore dell’arbitro, il rodigino Diego Gardina. Erano più o meno le 21.30 di sabato, e il PalAlì dell’Arcella ospitava il match fra la Murialdina e il sestetto di Pontelongo. Il primo set si chiude a favore della Murialdina. Inizia il secondo, col Pool Volley in rimonta. Sul 17-19 Gardina chiama a sé i capitani delle due formazioni. «Barcollava, si vedeva che stava proprio male - riferisce Federico Trevisan, direttore sportivo della Murialdina - L’abbiamo aiutato a scendere dalla sua postazione e l’abbiamo disteso a terra. Poi, vedendo che non si trattava di un malore temporaneo, abbiamo chiamato il 118». Arriva l’ambulanza della Croce verde e presta all’arbitro le cure del caso. Il personale sanitario decide di portarlo in ospedale, per sicurezza. Tutto si è risolto nel migliore dei modi: a Gardina non è stato diagnosticato niente di grave. Giovedì prossimo si riunirà la commissione della Fipav Veneto, la federazione che cura l’organizzazione del volley minore, per stabilire il giorno del recupero della partita.
di : (c.ch.)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 12 GENNAIO 2008
Cimiteri razziati di vasi e fiori - Incursioni continue: nel bottino pure grondaie e portalumi - E a Brugine arrivano le telecamere contro i frequenti vandalismi
PIOVE DI SACCO. Allarme furti nei cimiteri della Saccisica: i predoni notturni di grondaie, vasi e porta lumi in rame che già nei mesi scorsi hanno fatto razzie nei campisanti del piovese hanno ricominciato a colpire. E ora spariscono anche mazzi di fiori e piante dalle tombe. A denunciare il fatto è Gabriella Maniero, titolare coi fratelli dell’omonima impresa funebre: dal loculo del padre è stata rubata per la seconda volta in pochi mesi la fiaccola luminosa e un mazzo di rose. E non passa settimana senza che qualcuno si rivolga all’impresa funebre per ordinare nuovi vasi e porta lume che sono stati rubati. Dieci giorni fa i ladri di rame hanno preso di mira anche il cimitero di Vallonga, frazione di Arzergrande, dove, in una notte, sono sparite decine di vasi. Nel mirino dei ladri sono finiti anche i campisanti di Codevigo, Correzzola, Pontelongo e Sant’Angelo. «Ormai si può parlare di una vera e propria emergenza - denuncia Gabriella Maniero - e bisogna che il Comune si decida a fare qualcosa. E’ penoso trovare la tomba dei propri cari funestata e le persone sono esasperate. Oltre al rame, poi, capita spesso che vengano rubati i fiori o le piante dalle tombe. E in questo caso non si tratta certo di ladri esperti ma di persone senza un briciolo di sensibilità e senza scrupoli. Purtroppo il personale preposto alla custodia e manutenzione dei cimiteri non può fare nulla contro queste razzie, specie a Piove dove ci sono cinque cimiteri. L’unica soluzione sono le telecamere, almeno come deterrente. Mi auguro che quanto prima ci sia un segnale da parte dell’amministrazione comunale». Alcuni comuni si sono già mossi in questa direzione, come a Brugine, dove nel bilancio comunale appena approvato sono stati stanziati circa 20 mila euro per l’installazione di telecamere nel cimitero del capoluogo e in quello della frazione di Campagnola: «Oltre ai furti di oggetti in rame - conferma il sindaco Silvia Salvagnin - si sono verificati negli ultimi mesi anche diversi atti vandalici nei nostri cimiteri e abbiamo già dovuto sostituire due volte i motorini dei cancelli automatici. Le telecamere sono l’unico sistema per cercare di prevenire questi brutti episodi. Abbiamo stipulato una convenzione con la ditta che si occupa già dell’illuminazione votiva e ci auguriamo che questo investimento dia dei risultati». Purtroppo i cimiteri si trovano per lo più in zone isolate e per i ladri è abbastanza facile introdurvisi di notte e rubare. E il fenomeno ormai continua da mesi, tra la rabbia e lo sdegno da parte delle persone che trovano le tombe dei propri cari spogliate di ogni cosa.
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 12 GENNAIO 2008
NUOVO CONTRATTO PER LA VACCA MORA
Piove di Sacco . La “Vacca Mora” il treno che collega Mestre ad Adria passando per Piove di Sacco , si adegua alle esigenze contrattuali europee per migliorare il servizio offerto alla propria utenza. «La Regione - spiega l’assessore alle Politiche della Mobilità Renato Chisso - metterà a disposizione di Sistemi Territoriali oltre 5 milioni di euro per la durata contrattuale: la società dal canto suo si impegna a garantire l’organizzazione della circolazione, il rispetto dell’orario, della pulizia, dei parametri di affollamento e comfort, dell’informazione agli utenti, la manutenzione e la revisione periodica del materiale rotabile, le attività di supporto. Le tariffe sono quelle in vigore alla stipula del contratto stesso e le eventuali variazioni sono subordinate al miglioramento della qualità del servizio sia a terra sia bordo e della qualità del materiale, mentre eventuali richieste di adeguamento tariffario dovranno, al massimo, essere riferite al tasso di inflazione programmato dell’anno precedente alla richiesta». Il nuovo contratto ha come riferimento temporale il 13 dicembre 2008.
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 11 GENNAIO 2008
CACCIA ALL’INVESTITORE - Venticinquenne travolta da un furgone-pirata L’autista fugge lasciandola ferita sull’asfalto
PONTELONGO. Giovane ragazza di origine marocchina investita da un furgone pirata: è successo mercoledì lungo via Candiana a Pontelongo. Purtroppo non ci sono testimoni dell’incidente e le poche indicazioni che B.H., 25 anni, è riuscita ad esprimere in italiano, sono l’unico riferimento che al momento hanno i carabinieri per svolgere le loro indagini per risalire all’investitore. L’incidente si è verificato intorno alle 18 di mercoledì lungo via Candiana. B.H. stava camminando lungo il ciglio della strada da sola quando è sopraggiunto un furgone da dietro. Forse la ragazza non è stata vista dal conducente del mezzo che l’ha centrata in pieno scaraventandola a terra. A quel punto non ci sono dubbi che l’autista del furgone si sia accorto del pedone, tanto più di averlo investito. Ma invece di fermarsi e prestare soccorso, ha ingranato la marcia ed è fuggito, facendo perdere le sue tracce. B.H., a terra dolorante, è stata soccorsa da un passante che ha subito chiamato i carabinieri e un’ambulanza. La ragazza ragazza è stata trasportata al pronto soccorso e medicata. Ha rimediato una prognosi di 15 giorni e ora è ricoverata nel reparto di ortopedia. Dalle poche frasi che B.H. ha saputo proferire in italiano stentato i militari della stazione di Agna hanno ricostruito la dinamica dell’incidente. Del furgone bianco descritto dalla ragazza non sono state trovate tracce.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 11 GENNAIO 2008
Quattordici comuni dicono «stop» alle auto - MODALITA’. Il blocco dalle 10 alle 18. Possono circolare i veicoli a gas o a metano. Più corse di bus e tram, ingresso gratuito nei musei.
Biciclettata in Prato della Valle Prima «domenica ecologica» del 2008: domenica sarà blocco totale del traffico a Padova e in altri 13 comuni della cintura. Dalle 10 alle 18 stop a tutti i veicoli, eccetto quelli elettrici, a gpl o a metano. Deroghe per poche categorie e con il «titolo autorizzatorio». Ci saranno però duecento corse in più di autobus e il tram, su cui si potrà viaggiare per tutto il giorno con un solo biglietto. In centro e nei quartieri sono previste numerose iniziative: dall’ingresso gratuito ai musei alle passeggiate in bicicletta. Domenica sarà stop a tutti i mezzi dalle 10 alle 18 in tutto il territorio comunale. Le uniche eccezioni sono l’anello delle tangenziali, la zona industriale, corso Irlanda, via Chiesanuova, via dei Colli e via Guizza, quest’ultima solo nel tratto tra Albignasego e il parcheggio scambiatore del tram. Potranno circolare solo biciclette, taxi, autobus, i veicoli elettrici e quelli alimentati a gpl o a metano. Semaforo rosso, e rischio multa di 74 euro, per tutti gli altri, compresi i mezzi Euro4. Le deroghe sono le stesse di tutti i precedenti appuntamenti con le eco-domeniche. Con il titolo autorizzatorio, scaricabile dal sito Internet del Comune potranno circolare i veicoli «sanitari», le auto d’epoca, i partecipanti a cerimonie, i veicoli dei ministri di culto e gli sportivi, questi ultimi a patto che siano tre per ogni auto (car pooling). Deroga straordinaria per i partecipanti alla manifestazione Insieme per la pace, una marcia diocesana tra la città del Santo e Piove di Sacco: gli atleti e gli accompagnatori dovranno mostrare ai vigili il tesserino di partecipazione. In provincia. Sarà una domenica di stop alle auto anche in 13 comuni della cintura: Albignasego, Cadoneghe, Casalserugo, Limena, Maserà, Mestrino, Noventa, Ponte San Nicolò, Rubano, Saccolongo, Saonara, Selvazzano e Vigodarzere. Molti comuni hanno attrezzato un servizio di navette gratuite verso il capoluogo. La giunta di Legnaro invece ha deciso di partecipare solo al blocco «interregionale» del prossimo 30 marzo, uno stop padano che vedrà coinvolte tutte le regioni della pianura padana compreso il Canton Ticino. Prima di allora ci sarà anche un’altra «eco-domenica» il 24 febbraio. Tram e autobus. Nella tranquillità della domenica ecologica l’unico a correre davvero sarà il tram. Nel nuovo mezzo si potrà salire con un unico biglietto che sarà valido per tutta la giornata. Lo stesso vale per tutti i bus Aps che saranno potenziati con 200 corse straordinarie, in aggiunta al servizio festivo. Piazze e musei. Numerose le iniziative tra centro e quartieri. A partire dall’ingresso gratuito nei musei e nelle mostre in corso in città. Restano a pagamento solo la personale di Giovanni Umicini al museo del Santo e la mostra «Padova in movimento» in sala Samonà. Alle 9.30 da Prato della Valle partirà una biciclettata alla scoperta della Padova medievale. Eventi anche all’Arcella: animazione nel pomeriggio al parco Morandi e per i più piccoli all’asilo nido «Isola dei marmocchi».
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 11 GENNAIO 2008
PONTELONGO. IN VIA CANDIANA Investe una donna e fugge
Pontelongo - Sembra diventato di moda investire la gente e proseguire la corsa senza prestare alcuna cura al poveretto che giace per terra. Un altro episodio del genere si è verificato l’altro pomeriggio a Pontelongo verso le 18 in via Candiana. Vittima del pirata della strada è una marocchina. H.B. di 25 anni, originaria del Marocco, abitante a Brugine stava percorrendo tranquillamente la via quando è stata investita da un furgone di colore bianco. L’autista ha proseguito la sua corsa senza fermarsi per prestare le prime cure alla malcapitata. E’ stato un passante a chiamare i sanitari del 118 dell’ospedale piovese. L’ambulanza con a bordo il medico è giunta sul posto ed ha caricato la donna. Giunta al pronto soccorso i sanitari hanno ricoverato la donna nel reparto di Ortopedia prescrivendole una prognosi di guarigione di 15 giorni. Nel frattempo sono arrivati sul posto dell’incidente anche i carabinieri della stazione di Agna. I militi hanno effettuato i rilievi del caso. Poi è scattata la caccia al furgone bianco guidato dal poco civile autista. La ricerca, comunque, appare alquanto difficile in quanto non ci sono testimoni presenti al momento dell’investimento. In più la donna marocchina parla poco in italiano, per cui i carabinieri hanno scarsi elementi in mano per poter dare un volto al pirata della strada. di : di : (G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì 9 gennaio 2007
PIOVE DI SACCO CONVEGNO DEI VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE
Mai più il rischio di inondazioni - Occorre rispettare l’ambiente. Una proposta: utilizzare l’idrovia come invaso
Piove di Sacco - Un monito per tutti: amministratori, responsabili degli enti ai vari livelli e privati cittadi ni. È quanto emerso dal convegno organizzato dal gruppo volontari della Protezione civile di Piove all’audi torium Giovanni Paolo II in collaborazione con l’amministrazione comunale. Perché ognuno faccia la sua parte per recuperare quella percentuale di sicurezza dal rischio di inondazioni. Il ricordo del 26 settembre 2007, quando una serie di temporali ha causato parecchi danni a cittadi ni piove si e dei comuni limitrofi, in testa la zona di Codevigo, è ancora vivo. «Va bene programmare l’espansione urbanistica, e noi con il Pati l’abbiamo previsto - ha detto in apertura dei lavori il vicesindaco di Piove Giorgio Bovo. Ma non di mentichiamoci delle variazioni climatiche che producono piogge copiosissime. L’Italia non solo non ha rispettato il protocollo di Kioto, ma è debitore anche nei confronti di quanto sancito alla conferenza di Bali. Nel nostro territorio si stanno facendo molti interventi anche importanti come la messa in sicurezza delle botti a sifone di Conche, altri sono programmati come lo scavo del rio Altipiano e lo scavo dei rii». È affiorata soprattutto la fragilità del territorio in presenza di grandi precipitazioni: i dati li ha forniti l’ingegnere Francesco Veronese, di rettore del Consorzio Bacchiglione-Brenta. In occasione dell’evento straordi nario del 26 settembre sono caduti 81 millimetri di pioggia a Rosara e ben 202 millimetri a Rosara, zona poco urbanizzata. Contestualmente il Governo elargiva fondi per 35 milioni di euro per i danni dovuti allo stato di siccità in altre parti d’Italia. Così come l’ingegnere del Genio Civile, Marco Dorigo, ha evidenziato la di fficoltà che si ha nel gestire i grandi fiumi come il Brenta e il Bacchiglione con le poche risorse economiche e umane a di sposizione. «Per questo è molto importante - ha detto Dorigo - l’azione dei volontari della Protezione Civile nel monitorare continuamente gli argini e segnalare le emergenze. Dal di battito che è seguito sono emersi alcune indi cazioni preziose, come la necessità di ripristinare la rete idrica minore, quella che con l’aratura estrema dei campi e le tombinature selvagge ed insufficienti non consente la trattenuta dell’acqua e il suo lento defluire verso i grandi fiumi. Giancarlo Rigato, consigliere comunale di maggioranza a Piove e consigliere al Bacchiglione-Brenta ha chiesto di utilizzare l’Idrovia come invaso sia per le grandi precipitazioni sia come riserva di acqua in caso di siccità e per gli stessi motivi il volontario della Protezione Civile Livio Salvagnin ha chiesto il ripristino degli invasi e delle fosse.
di :(G.P.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 8 Gennaio 2008
Considerata positiva la nomina di Antonio Padoan - Commissario per l’Asl? Nursing Up approva - Atteso per oggi il punto di vista di Cgil
Chioggia - La segreteria del sindacato Nursing Up dell’Asl 14 è una voce fuori dal coro. Di versamente dalle altre rappresentanze sindacali vede nelle nomina a direttore per un anno dell’Asl 14 (Chioggia, Cavarzere-Cona e Piove di Sacco ) affidata dal governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan al dottor Antonio Padoan una scelta opportuna. “Il nuovo direttore generale - precisa Nursin Up in una sua nota - è un manager che in pochi anni è riuscito a dotare l’Asl 12 veneziana di un ospedale unico nel suo genere, mentre noi dormivamo. La scelta di Galan - prosegue il comunicato - è mirata a fornire alla nostra città un professionista in grado di fare l’impossibile. Galan semplicemente, con questa scelta, intende garantire il miglior grado di salute ai cittadini dell’Asl 14″. Quanto a Padoan, che dovrebbe essere a Chioggia domani, s’è dato un paio di mesi di tempo per conoscere la nuova realtà prima di definire le scelte più opportune. Nursing Up inoltre consiglia agli utenti della sanità di diffidare di chi “sventola notizie allarmistiche”. In fatto di sanità interviene anche il Partito socialista che ritiene che aver commissariato Chioggia prefiguri la confluenza di questo territorio nell’Asl 12, quella di Venezia e Mestre. Operazione a proposito della quale il Ps “non ha preclusioni ideologiche” anche se sarebbe preferibile definire l’assetto territoriale una volta approvato il Piano sociosanitario. Il Ps, se si deve esprimere una preferenza, si dichiara a favore della soluzione delle Asl provinciali. In attesa di un modello del genere dovrebbero contare le decisioni provenienti dal territorio, decisioni che il Consiglio comunale di Chioggia ha assunto puntando sul potenziamento del proprio ospedale e dei servizi territoriali. Essenziale, sostiene il Ps, è definire “i livelli minimi di assistenza sociosanitaria del territorio, le prerogative del nostro ospedale, i servizi che in esso verrebbero mantenuti o potenziati senza parlare a vanvera di nuovi improbabili ospedali che, viste le ristrettezze finanziarie della Regione in campo sanitario, sono di difficile realizzazione”. Per oggi è preannunciata anche una conferenza stampa da parte della Cgil: il responsabile della Camera del lavoro Renzo Varagnolo e rappresentanti sindacali dell’Asl 14. La questione del futuro della sanità chioggiotta è dunque al centro del dibattito politico e, sulla questione interviene anche il capogruppo di Forza Italia, Brunetto Mantovan, il quale mette in guardia dalle speculazioni personalistiche che potrebbero scatenarsi in vista delle ristrutturazioni e degli accorpamenti tra le attuali aziende sanitarie locali. “Si tratta - premette - di discernere fra i legittimi interessi della popolazione e le spinte di natura corporativa. Ammettiamolo, di ce: oltre ad essere in ballo il futuro della salute dei chioggiotti, ci sono di mezzo pure le carriere di medi ci, paramedi ci ed amministrativi che potrebbero avvantaggiarsi o subire contraccolpi conseguentemente alla scelta operata”. In altri termini, secondo Mantovan, il di battito sul futuro dell’Asl 14 potrebbe essere viziato da fattori personalistici che nulla avrebbero a che vedere con i reali bisogni della popolazione. “In questo frangente - fa notare - si tratta innanzitutto di capire quali siano le reali aspettative delle gente. La prima - a mio avviso - è la certezza dell’eccellenza della cura, che prescinde dalla geografia dei primariati. Chioggia, in altri termini, non dovrebbe lasciarsi illudere da chi tende a lasciar credere che, disponendo sulla carta dei più svariati reparti, ci si possa sentire veramente tutelati. Bisogna ammettere che, ormai, solo le cure più semplici possono essere eseguite localmente mentre, per altre, è corretto indirizzare i pazienti verso centri specializzati a livello continentale”. Mantovan si riferisce esplicitamente al nuovo ospedale di Mestre a Zelarino verso il quale è possibile vengaa dirottata parte dell’utenza del Miranese la quale, sino a qualche tempo fa puntava sull’ospedale di Dolo, che gode d’ottima fama. “Date le premesse - conclude il capogruppo di Fi - non avrebbe senso puntare sull’aggregazione di Chioggia ad Asl da puntellare, in crisi per le fughe, benché eccellentemente gestite. Ha piuttosto senso puntare sul mantenimento ed il miglioramento dei servizi essenziali a livello locale, cercando di gettare le premesse affinché ogni chioggiotto possa contare, in loco, sul miglior servizio generale e sulle specializzazioni relative alle patologie più diffuse, mentre per le altre prestazioni specialistiche si dovrebbe contare sulla pronta di sponibilità di un centro d’eccellenza, dotato di tutte le attrezzature più avanzate”.
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì, 8 Gennaio 2008
UN IMPIEGATO DEL CUP È STATO ASSEGNATO A CHIOGGIA METTENDO IN CRISI LO SPORTELLO PRENOTAZIONI Ospedale, sindacati in agitazione per un trasferimento e i turni di lavoro
Piove di Sacco - Le organizzazioni sindacali piovesi della sanità sono in stato di agitazione da oltre un mese. E lo testimoniano le bandiere di Cgil e Cisl che sventolano davanti alle due entrate dell’ospedale di Piove di Sacco . Il motivo del contendere è la decisione della direzione dell’Asl 14 di istituire la nuova turnistica per infermieri e tecnici, nonostante, secondo i sindacati, l’ormai conosciuta carenza di personale. Vertenza che ha portato le due parti davanti al prefetto di Venezia dottor Lione e che dovranno ritornare a confrontarsi dopo un periodo di prova. Figurarsi la sorpresa di Michele Trolese e Rosa Quaggia, rispettivamente segretari aziendali di Cgil e Cisl, quando hanno visto l’ordinanza che prevede il trasferimento di un impiegato del Cup piovese a Chioggia. «Questa è la goccia che fa traboccare il vaso - affermano i due sindacalisti - il Cup piove se funziona solamente al mattino e ora, con questo trasferimento, dovrà ridurre ancor più l’orario. E la situazione è ancora più grave visto che si è trattato di un trasferimento unilaterale, senza interpellare prima le organizzazioni sindacali». «Tanto per fare un esempio - aggiungono i due - in Neurologia, un reparto che lavora oltre le sue potenzialità nonostante la carenza di personale, la nuova turnistica ha permesso di stabilire l’orario solamente per i primi 20 giorni di gennaio. Noi non siamo contrari al trasferimento vicino a casa del personale, ma quando non crea dei grandi disagi e comunque questi trasferimenti vanno concordati con i sindacati. Speriamo nel buon senso del nuovo direttore generale Antonio Padovan. Per rafforzare quanto dichiarato Cgil e Cisl, rendono noti alcuni dati del lavoro svolto dai due ospedali riferendosi alla percentuale tra le dimissioni e la copertura della pianta organica. A Chioggia il corpo medico lavora per il 79,50\%, a Piove il 133,64\% (+68,09\%); infermieri e tecnici a Chioggia lavora per il 27,24\%, a Piove per il 45,02\% (con un +65,30\%), mentre gli ausiliari di Chioggia effettuano il 127,74\% di lavoro e a Piove il 237,07\% (85,59\% in più per Piove ).
di Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 06 GENNAIO 2008
IL GIORNO PIÙ BELLO - ALBERTO TERRANI: «UNITO PER SEMPRE ALLA MIA LUCIA»
Le feste per tanti sono motivo di gioia e di relax, ma per molti altri sono un momento di malinconica riflessione. Il Natale, il Capodanno e l’Epifania accentuano, soprattutto in chi è solo, la sensazione di vuoto e la rendono difficilmente sopportabile. «Da giovane, partito da Pontelongo pieno di speranze e ambizioni, sono andato a suonare alla porta di Luchino Visconti e Salvo Randone. È iniziata così assieme a loro la mia carriera di attore. All’epoca ero molto birichino e discretamente sicuro del mio fascino. Ma un giorno ho conosciuto Lucia e in un attimo non solo ho abbandonato tutto per seguirla, ma sono anche diventato, per 26 anni, un marito perfetto». A raccontare la storia del grande amore della sua vita è Alberto Terrani. L’8 Febbraio del 1973, il giorno più bello della sua vita, sposò Lucia Valentini, famosa soprano allora venticinquenne, nella Chiesa di San Tommaso con soli due testimoni. A festeggiarli ci ha pensato Gianni Morandi, grande amico di tutti e due, qualche mese dopo con una festa a casa sua coinvolgendo tutto il mondo del cinema, dello spettacolo, della lirica e del teatro. «Era pazzamente innamorata di me ed io di lei. Mi diceva che ero l’uomo più bello del mondo e che era nata per vivere con me sempre, in questa vita e nell’altra. Per me lei era come il sole che sorge. Una volta sposati sarebbe dovuta partire per una tournée in America che l’avrebbe tenuta lontano da me quasi un anno. È stato in quel momento che ho capito che valeva la pena lasciare tutto pur di seguirla, e così ho fatto. Da allora sembrava che niente e nessuno ci potesse fermare. La nostra era una coppia vincente sotto tutti i punti di vista». Ma la vita si sa a volte è imprevedibile e crudele. Ti dà tanto e all’improvviso ti toglie tutto. Così è stato anche per Alberto Terrani. Ma per un uomo che conosce solo le forti emozioni era difficile sopravvivere alla scomparsa della moglie. Solo una grande passione poteva rianimarlo, e così è stato. Il teatro lo ha riconquistato e oggi, attraverso la sua scuola, trasmette a tanti giovani la sua grande esperienza di successo e di amore.
di LUDOVICA CASELLATI
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 05 GENNAIO 2008
PRESEPIO VIVENTE A PONTELONGO
PONTELONGO. Riprendono le rappresentazioni del presepio vivente in piazza Mazzini, davanti alla chiesa. A partire dalle 21 le sacre rappresentazioni si arricchiscono questa volta con la sfilata a cavallo dei Re Magi. Il presepio vivente di Pontelongo è nato nel 2001 con un gruppo di genitori che con le suore della scuola materna «A. Galvan» organizzavano una recita, in costume, per i bambini. Negli anni l’organizzazione è cresciuta tanto che ora riesce a coinvolgere una settantina di persone che, riproponendo alcuni lavori antichi della cultura veneta della Bassa Padovana, rievocano la natività. Con l’inserimento di alcune capanne e degli animali il presepio ha incontrato l’interesse e l’apprezzamento del pubblico sempre più numeroso.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 05 GENNAIO 2008
La Uil sanità prende posizione dopo la …
Chioggia - La Uil sanità prende posizione dopo la decisione di affidare la gestione dell’Asl 14 di Chioggia, Cavarzere e dei Comuni della Saccisica ad Antonio Padoan, direttore generale dell’Asl 12 di Venezia. “E’ possibile - si legge in un comunicato Uil - la costituzione di un’Asl provinciale una volta che Piove di Sacco e gli altri Comuni padovani saranno nell’Asl 16 a prescindere da dove verrà posta la sua sede. Ma resta diritto imprescindibile per i cittadini di Chioggia avere una sanità organizzata in loco e proporzionale agli abitanti del territorio anche in considerazione dell’aumento dell’utenza nel periodo estivo”. Altri punti irrinunciabili secondo Uil sanità riguardano la natura pubblica dei servizi sanitari evitando la cessione a terzi di alcuni o di parte di alcuni servizi, un concetto questo previsto anche dal memorandum sottoscritto tra governo e sindacati. Allo stesso modo ogni operazione riguardante la rivisitazione dell’assetto territoriale delle Asl deve “tener conto dei lavoratori ai quali deve essere garantita l’attuale localizzazione del posto di lavoro, con processi anche di riconversione e di avvicinamento alla propria residenza di quei lavoratori chioggiotti che attualmente prestano servizio presso il presidio ospedaliero di Piove di Sacco secondo modalità da concordare”. La vicenda, precisa il citato comunicato, deve vedere il sindaco di Chiogia “farsi promotore ed interprete delle necessità della sanità pubblica per raggiungere gli obiettivi già delineati nel dibattito dei candidati a sindaco nel maggio scorso: vale a dire l’istituzione dell’Unità operativa di cardiologia con relativa dotazione tecnica e di organico, la realizzazione della nuova piastra operatoria, l’ampliamento del pronto soccorso, la riduzione delle liste d’attesa e l’adeguamento dell’organico del personale medico e paramedico.
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IL MATTINO di Padova - Venerdì, 4 gennaio 2008
Il norvegese Larsen probabile prossimo avversario - Un Golden Boy per Sanavia - Il boxeur di Piove di Sacco ha rifiutato l’ipotesi di una terza sfida con Haussler.
PIOVE DI SACCO. Sarà tutto tedesco l’anno 2008 del campione d’Europa dei supermedi Cristian Sanavia. Per il pugile di Piove, che il prossimo 27 febbraio compirà 33 anni, la scelta di accasarsi con il potente manager germanico Wilfried Sauerland gli impone alcune regole. Innanzitutto di svolgere l’attività prevalentemente in Germania dove la boxe, tra l’altro, è molto più in auge (e pagata) che in Italia. Sanavia, che ricordiamo è campione d’Europa dal giungo dello scorso anno quando ha sconfitto ai punti in dodici riprese, sul ring di Ajaccio, il quotato georgiano David Gogiya, nei giorni scorsi si è recato a Berlino per decidere con il procuratore e organizzatore Sauerland il proprio futuro. Da indiscrezioni sembra che la prossima difesa della cintura continentale sia con il norvegese Mads Larsen, soprannominato «Golden Boy». Un pugile di trentacinque anni che da professionista ha sostenuto 51 incontri perdendo solo due volte. L’ultima delle quali con Sven Ottke. Quello che impressiona del palmares di Larsen sono i 37 match vinti per ko. Sanavia-Larsen per l’europeo dei supermedi si dovrebbe disputare in primavera, sempre che vada in porto la trattativa. Tramonta così l’ipotesi circolata negli ambienti della boxe internazionale a fine dicembre di una «bella» con Danilo Haussler, il tedesco che ha costretto al pari il nostro campione lo scorso 8 dicembre sul ring di Basilea. «Sono andato a Berlino proprio per ribadire il mio no ad una terza sfida con Haussler - commenta il campione d’Europa -. Preferisco difendere il titolo con un avversario nuovo, se sarà Larsen mi va bene anche se sulla carta è più forte di Haussler». Il 2008 dovrebbe riservare a Sanavia anche un’opportunità iridata, sempre nella categoria dei supermedi dove l’italiano, peraltro, è già stato nel 2004 campione del mondo (titolo conquistato a Chemnitz, vicino a Dresda, contro Markus Beyer). La sigla a cui è maggiormente interessato il piovese è la Wbc. «Dopo la recente difesa del titolo europeo, nelle graduatorie mondiali ho fatto un sensibile balzo in avanti - spiega Sanavia -. Nella Wbc dovrei essere terzo. Una posizione che mi permette di valutare qualche interessante opportunità. E’ evidente che un «mondiale» non posso sperare che qualcuno me lo organizzi in Italia, soprattutto dopo la scelta che ho fatto alla fine dell’estate scorsa di lasciare il manager milanese Cherchi per Sauerland. Andrò a sfidare il campione del mondo in carica dove mi conviene dal punto di vista economico. Il mestiere del pugile richiede notevoli sacrifici. Non conto di farlo ancora per molto». In questi giorni Cristian Sanavia, che da quando si è sposato vive a Pontelongo, ha ripreso gli allenamenti. Al suo angolo anche nel 2008 ci sarà il maestro Gino Freo.
di Gianni Biasetto
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
LA SANITA’ PIOVESE - Crosta ha incontrato Padoan «Direttore molto determinato»
PIOVE DI SACCO. Il nuovo direttore generale ad interim dell’Usl 14 Antonio Padoan ha incontrato ieri mattina il sindaco Mario Crosta. Un incontro definito molto positivo dallo stesso primo cittadino: «Sono stato contattato da Padoan mercoledì e oggi ci siamo subito visti. Ha già visitato sia l’ospedale di Chioggia che quello di Piove di Sacco e dal colloquio che abbiamo avuto ho potuto notare la determinazione di Padoan e la sua particolare attenzione alle necessità del territorio. Ha manifestato la volontà di lavorare in sintonia coi sindaci per dare ai cittadini le risposte più adeguate tanto in materia di sanità quanto di servizi sociali. L’intenzione del nuovo direttore - aggiunge il primo cittadino - è di mettere mano quanto prima alle cose lasciate in sospeso, come la copertura delle apicalità di Medicina e Neurologia del nostro ospedale, ancora senza un primario. Mi sono sentito anche con il sindaco di Chioggia con cui c’è piena sintonia: nessuno a questo punto nega più che l’esperienza della nostra Usl sia da ritenersi conclusa. Lavoreremo senza tensioni e contrasti per la nuova collocazione dei nostri ospedali. Per Piove di Sacco rimaniamo convinti che l’approdo all’Usl di Padova sia la strada da perseguire». La nomina di Padoan è stata salutata con favore dalla consigliera regionale Regina Bertipaglia: «E’ una figura di assoluto rilievo e capacità professionali che risponde perfettamente alle aspettative». Fuori dal coro, invece, il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio: «Non sono sicuro della legittimità della nomina ad interim del direttore e poi perché non è stato nominato direttamente il direttore dell’Usl padovana visto che è lì che si vuole andare? Forse perchè - si chiede Fecchio - per l’ennesima volta Chioggia prevale su Piove di Sacco? Probabilmente l’ospedale di Chioggia finirà nell’Usl veneziana diretta proprio da Padoan, non c’è allora il rischio che venga privilegiato quell’ospedale a scapito del nostro?».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
Ritardi e treni pieni, disagi continui per i pendolari - Presentata alla direzione una petizione contenente un lungo elenco di disservizi
PIOVE DI SACCO. Pendolari dei treni della linea Adria-Mestre, gestita da Sistemi Territoriali, sul piede di guerra: nelle scorse settimane sono state raccolte oltre 120 firme di protesta contro i numerosi disservizi che ogni giorno devono sopportare i lavoratori che usufruiscono della linea ferroviaria. In primis, a finire nel mirino dei pendolari sono i nuovi convogli entrati in funzione da circa tre mesi: pochi posti a sedere, assenza di tendine per proteggere dal sole i passeggeri, arrivi e partenze spesso in ritardo. Fortemente criticato anche il cambio di orario del treno che partiva alle 14.46 da Venezia, anticipato dallo scorso 9 dicembre alle 14.25: per poterlo prendere i lavoratori sono costretti a uscire dall’ufficio con dieci minuti di anticipo, chiedendo ogni giorno un permesso. Oppure devono attendere il convoglio successivo, che però parte alle 16.25. I pendolari, che hanno già fatto presenti i problemi a Sistemi Territoriali, ora vogliono un incontro con i responsabili del servizio. «Purtroppo i disagi sono molti e incidono pesantemente su tutti i pendolari - fa notare Lucia Pizzo, una delle firmatarie della petizione - in particolare, da quando sono entrati in funzione i nuovi treni. Rispetto a quelli vecchi hanno molti meno posti a sedere e decine di persone, lavoratori e studenti, devono affrontare il viaggio in piedi. E non parliamo di pochi chilometri, perché il treno è già pieno dopo Piove, e fino a Mestre c’è mezz’ora di viaggio. Poi non ci sono le tendine e quando batte il sole, e finora abbiamo provato solo quello invernale, stare seduti accanto alla finestra è fastidioso. Non oso immaginare come sarà d’estate col solleone in faccia per quaranta minuti. A questi disagi se n’è aggiunto di recente un altro - prosegue Lucia Pizzo - il treno in partenza da Venezia alle 14.46 è stato anticipato alle 14.25: chi lavora in ufficio, ma anche gli studenti, non riescono a prenderlo. E sono costretti a chiedere continui permessi per uscire prima di aver completato l’orario di lavoro o la lezione. Tantopiù che il treno successivo parte ben due ore dopo». Una prima risposta i pendolari l’hanno ricevuta dal direttore dell’esercizio ferroviario di Sistemi Territoriali di Piove di Sacco, Bruno Caleo: «L’orario delle 16.46 è stato occupato per dare priorità alla nuova offerta di Eurostar di Trenitalia. Pur tuttavia - annuncia Caleo - a seguito della vostra richiesta stiamo lavorando a una nuova ipotesi di orario per venire incontro alle esigenze degli utenti». Il direttore si è anche reso disponibile all’incontro chiesto dai pendolari, che pretendono risposte e soluzioni anche in merito agli altri disagi che patiscono usufruendo della linea.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
ALLARME PM10 A PIOVE - Centro senz’auto per altri due anni Confermate le «domeniche ecologiche»
PIOVE DI SACCO. Domeniche ecologiche, ovvero centro storico off limits per tutti i veicoli a motore per i prossimi due anni. Nei giorni scorsi il comandante della polizia locale Francesca Prota, recependo una delibera di giunta, ha firmato l’ordinanza che impone la chiusura delle vie centrali ogni domenica dalle 15 alle 20 per tutto quest’anno e tutto il 2009. «La fase sperimentale delle domeniche ecologiche - fa notare il vice sindaco e assessore al Territorio e all’Ambiente Giorgio Bovo - è da ritenersi conclusa e, visto l’esito positivo dell’iniziativa, abbiamo deciso di emanare un provvedimento a lungo termine. In questo modo diamo anche un segnale forte su quella che è la linea che ha intenzione di seguire questa amministrazione, nella speranza che anche altri paesi assumano provvedimenti simili. Alcune deroghe, come quelle dello scorso dicembre per andare incontro alle esigenze dei commercianti durante lo shopping natalizio, possono sempre intervenire». Anche il sindaco Mario Crosta sostiene fermamente la decisione di chiudere il centro alle auto la domenica pomeriggio: «La cosa è ormai entrata nelle consuetudini dei cittadini ed è diventata irrinunciabile alla luce anche dei recenti dati allarmanti sull’inquinamento da polveri sottili in città. Ovviamente questo non basta - continua il primo cittadino - ma ci stiamo muovendo anche su altri fronti: stiamo vedendo di trovare delle formule per incentivare la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio che sono molto inquinanti, così come abbiamo già fatto per la conversione delle auto a gpl o a metano. La questione dell’inquinamento è seria - sottolinea Crosta - e chiunque ha la responsabilità di amministrare un comune deve tenerne conto mettendo in atto ogni provvedimento sia considerato utile per cercare di farvi fronte».
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
PONTELONGO - Sacra natività in via Mazzini
La Sacra natività rappresentata da una settantina di figuranti lungo tutta via Mazzini: è l’iniziativa dei volontari della parrocchia di Pontelongo che, domani, dalle 21, e domenica dalle 15.30 alle 19.30, presenteranno uno dei presepi viventi più grandi della Saccisica. Domani sera arriveranno anche i Re magi a cavallo.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
Asl 14 commissariata Le perplessità del Partito democratico
Cavarzere - La Regione ha recentemente comunicato che l’Asl 14 di Chioggia verrà commissariata per un anno. Contestualmente il 31 di cembre dello scorso anno sono stati nominati i nuovi Direttori Generali delle Aziende sanitarie del Veneto. Rispetto alla precedente tornata, escono di scena 10 Direttori Generali; 9 sono le nuove nomine; 8 le conferme e 5 gli spostamenti da un’Asl ad un’altra. «Non spetta a noi entrare nel merito delle singole nomine, ma la nomina che desta maggiori perplessità è quella del Direttore Generale di Venezia-Mestre quale D. G. per un anno anche della nostra U.L.S.S. n. 14 (unica nel Veneto); praticamente un commissariamento - si legge in una nota del Partito democratico di Cavarzere - Nel dare il benvenuto al Dr. Antonio Padoan, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la già precaria sanità cavarzerana. Che cosa ha programmato la Regione Veneto per il nostro territorio? Quale sarà il futuro degli ospedali di Chioggia e Piove di Sacco ? Quali servizi pubblici verranno garantiti ai cittadini cavarzerani? Assisteremo come al solito al lento ed inesorabile depauperamento di ogni forma di assistenza e servizio pubblico a favore della sanità privata?». Queste sono alcune delle domande che tutte le forze politiche, sindacali ed economiche della nostra Città dovrebbero porsi in questi giorni, prosegue il comunicato. «Questo è un altro tassello che si aggiunge al cupo futuro di Cavarzere: impianto di compostaggio, centrali elettriche a turbo gas di Cantarana e di Loreo, centrale termo elettrica di Porto Tolle. A differenza del sindaco del Comune di Correzzola che da mesi ha assunto una posizione chiara e forte per la difesa dell’autonomia della nostra Ulss, l’amministrazione comunale di Cavarzere, a parte qualche battuta folkloristica di qualche assessore, non ha mai preso alcuna posizione ufficiale. «A questo punto - afferma Otello Piazzon, coordinatore del Pd cavarzerano - mi chiedo e chiedo a quanti decidono sul futuro di Cavarzere: ha ancora senso la nostra permanenza in questa Ulss? Scellerata e antistorica è stata a suo tempo, come abbiamo sempre sostenuto, la scelta della Dc e del Psi di Cavarzere di portarci nell’alveo della 14. Credo sia tempo di ripensare quella scelta e di riconoscere l’errore fatto. Per questo invito tutti i partiti, le forze sindacali ed economiche di Cavarzere a non sottovalutare quanto è avvenuto in Regione il 31 dicembre e ad usare i pochissimi mesi a disposizione per prendere una posizione comune, al di là degli schieramenti politici di maggioranza e di opposizione: i bisogni dei cittadini non hanno colori politici. Auspichiamo, infine, che il nuovo Direttore Generale illustri quanto prima alla Conferenza dei Sindaci qual è il suo mandato».
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 04 GENNAIO 2008
RIFONDAZIONE - «Riassetto dell’Asl, quale futuro per Chioggia, Cavarzere e Cona?»
Chioggia - Rifondazione comunista rilancia il tema della sanità a Chioggia come ha fatto il Partito democratico riproponendo due interpellanze presentate tra agosto ed ottobre dal consigliere Giorgio Varisco. “Tocca riparlarne - chiarisce il consigliere di Rc - perché a queste istanze la Giunta ha deciso fin qui di non rispondere e perché da qualche giorno quella che è stata l’ipotesi dell’estate, il commissariamento della nostra Asl, è ormai di ventata realtà”. Varisco ritiene che la richiesta da lui formulata sul finire di ottobre rimanga ancora valida e d’attualità. “Allora - precisa - chiedevo la convocazione di un Consiglio comunale aperto per dar modo alla città in tutte le sue espressioni di pronunciarsi in materia di sanità”. Il commissariamento deciso dal governatore Galan di fatto esautora la Conferenza dei sindaci nel cui ambito il problema dello smembramento dell’Asl, come ha fatto di recente notare Pierluigi Parisotto, sindaco di Cavarzere non è mai stato affrontato. Visto che Piove di Sacco e gli altri Comuni della Saccisica passeranno all’Asl 16 di Padova resta comunque da decidere la collocazione di Chioggia, Cavarzere e Cona.
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 GENNAIO 2008
Piove di Sacco - La decisione …
Piove di Sacco - La decisione del governatore del Veneto Giancarlo Galan di affidare ad interim ad Antonio Padovan la gestione provvisoria dell’Asl 14 appare in qualche maniera soddisfacente per quanti, sindaci della Saccisica e consiglieri regionali, avevano chiesto il passaggio dei comuni padovani all’Asl 16 padovana. Galan poteva nominare un commissario per cinque anni, considerato che il progetto di legge presentato dal consigliere regionale Regina Bertipaglia e compagni giace ancora in quinta commissione e non è approdato in consiglio regionale per la conversione in legge. Della stessa opinione è anche Regina Bertipaglia “Per quanto posso capire il presidente Galan ha avuto un occhio di riguardo per il nostro territorio e le sue aspettative di passare con Padova; ha dato l’onere di gestire la provvisorietà dell’Asl 14 ad una figura come Antonio Padovan che ha grosse capacità imprenditoriali, decisionali e di mediazione. Quello che un po’ mi preoccupa è che il nostro progetto di legge è ancora in quinta commissione e dovrà passare il vaglio del consiglio regionale, e a questo proposito invito tutti i sindaci del piovese, di centrodestra e di centrosinistra, a lavorare con i propri referenti regionali per dare un impulso al progetto di legge”. Abbastanza soddisfatto anche il sindaco di Piove Mario Crosta: “Mi sembra che quella di Galan sia una procedura positiva per noi, anzi lo definisco un atto di coraggio ed un riconoscimento per il nostro territorio, Padovan mi ha già cercato e presto lo incontrerò, so che è una persona capace e noi sindaci ci muoveremo subito con i nostri referenti regionali perché il passaggio con Padova si concretizzi nel migliore dei modi per il nostro ospedale”. Nettamente insoddisfatto della nomina di Padovan è l’assessore provinciale e sindaco di Correzzola Mauro Fecchio: “Per prima cosa verificherò se la nomina di Padovan come commissario ad interim è legittima, in ogni caso la considero molto penalizzante per l’ospedale piovese in quanto Padovan lavora nel veneziano e sicuramente avrà un occhio di riguardo per l’ospedale chioggiotto, constato amaramente che si continua a far politica senza una precisa strategia per il futuro sanitario del Piovese, non godo nel vedere che il mio territorio va sempre peggio, anche se spero di sbagliarmi”.
di :Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 GENNAIO 2008
Interrogazione del consigliere d’opposizione Giuseppe Penzo in vista dell’imminente smembramento dell’Asl 14 - Arriva il Commissario, Sanità in allarme - L’esponente del Pd chiede al sindaco di mantenere gli impegni presi per la riqualificazione del settore
Chioggia - L’opposizione consiliare preme la maggioranza sul tema della sanità alla luce anche dello scenario determinato dalle scelte del governatore Galan, che ha commissariato l’Asl 14 in attesa dello smembramento che porterà nell’Asl 16 di Padova Piove di Sacco ed altri 8 Comuni della Saccisica. Un’interrogazione del consigliere del Partito democratico, Giuseppe Penzo, all’ordine del giorno della prossima seduta di consiglio comunale propone il tema della sanità a Chioggia e sollecita il sindaco Romano Tiozzo a pronunciarsi sulle iniziative che intende assumere per raggiungere gli obiettivi a suo tempo delineati dal Consiglio comunale all’unanimità. Il documento, un ordine del giorno votato lo scorso 2 ottobre, indica come elementi imprescindibili per la riqualificazione dell’offerta sanitaria di Chioggia l’istituzione dell’Unità operativa di cardiologia, comprensiva della dotazione tecnica e del personale necessario (c’è stata negli ultimi giorni di dicembre l’inaugurazione della struttura edilizia), la realizzazione della nuova piastra per sale operatorie, l’ampliamento del pronto soccorso, l’adeguamento dell’organico per il settore dei medici e dei paramedici, la riduzione delle liste d’attesa per esami specialistici e la possibile costruzione di una nuova struttura ospedaliera. Il rischio, sostiene il consigliere interrogante, è che la concordia del Consiglio comunale rimanga confinata nell’elenco delle “buone intenzioni senza produrre risultati concreti”. Non ci sarà seguito alla decisione del Consiglio comunale di Chioggia se il sindaco non interviene “perché la Giunta regionale assicuri i bisogni sanitari della nostra comunità, necessari per collocarsi alla pari rispetto alle realtà sanitarie del Veneto”, sostiene Giuseppe Penzo. Il consigliere d’opposizione si dice convinto che “se l’ordine del giorno votato dal Consiglio non sarà sostenuto con forza e determinazione, si corre il rischio che lo sforzo prodotto dal Consiglio comunale sia stato inutile, come molto spesso accade quando si approvano altri documenti”. Il sindaco, questa la conclusione del consigliere Penzo, deve “essere un fedele interprete rispetto alle linee d’indirizzo fissate dal Consiglio comunale” per una città con più di 50mila abitanti che raggiunge durante il periodo estivo le 200mila presenze.
DI : Giorgio Boscolo
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 2 gennaio 2008
Sanità, solo in provincia valzer dei manager - Secondo mandato a Cestrone, Rao e Muzzio. New entry a Cittadella e Este: arrivano Francesco Benazzi e Giovanni Pavesi
Nel segno della continuità la città, sotto la stella del rinnovamento la provincia. È una sanità nuova a metà quella che è uscita dal cappello a cilindro del governatore Giancarlo Galan poco prima del sorgere del 2008. La sua attesissima firma su decreto presidenziale ha confermato le previsioni: secondo mandato per Adriano Cestrone, medico specialista in malattie infettive, igiene e medicina preventiva, big-manager dell’Azienda ospedaliera, e Fortunato Rao, revisore dei conti alla guida dell’Usl 16, strada spianata anche per lo specialista in radiologia e medicina del lavoro Piercarlo Muzzio, in testa all’Istituto oncologico veneto che continua ad essere commissariato. New entry alle Usl dell’Alta e della Bassa padovana: Cittadella-Camposampiero saluta Pietro Gonella, decano dei dg, e accoglie Francesco Benazzi, proveniente dalla direzione sanitaria dell’Usl di Feltre; Ugo Zurlo lascia Este-Monselice e sulla sua poltrona arriva Giovanni Pavesi, politico veronese al suo debutto in sanità. All’Usl 14 Chioggia-Piove di Sacco (con la Saccisica prossima a passare sotto la giurisdizione dell’Usl di Padova) si insedia il commissario Antonio Padoan, che è pure direttore dell’Usl veneziana. Maria Giuseppina Bonavina, medico specialista in igiene, calabrese di nascita ma residente a Padova, già ai vertici della Casa di cura di Abano, finora direttore sanitario dell’Istituto tumori insediato al Busonera, data per papabile per la Bassa, diventa invece direttore generale dell’Usl 20 di Verona che fu di Ermanno Angonese. Un altro padovano noto, quel Valerio Alberti fratello della senatrice Elisabetta Alberti Casellati, che negli ultimi cinque anni macinava chilometri dal quartiere Santa Rita, dove risiede, per raggiungere l’Azienda ospedaliera di Verona, modifica l’itinerario nel navigatore, in direzione Usl di Bassano. E ancora: Daniela Carraro, avvocato nonchè giornalista, in gioventù compagna di scuola di Galan al liceo classico Marchesi, data per papabile nell’Alta Padovana, si trasferisce invece all’Usl di Legnago dopo essere stata per un quinquennio dg ad Arzignano. Il cinquantasettenne Sandro Caffi, di origini cittadellesi, prende il posto di Alberti e diventa direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Verona. Rimangono senza sedia Gonella e Zurlo, entrambi sessantaquattrenni e sulla soglia del pensionamento: a nulla è valsa la lettera, sottoscritta da 26 sindaci dell’Alta Padovana su 28 per salvare il primo, nè si è verificato quel ripescaggio in extremis del secondo che alcuni speravano. A bocca asciutta anche Daniele Donato, ds alla 16 di Padova, anni addietro dato tra i favoriti per presiedere lo Iov, che in autunno aveva avanzato domanda per un posto da dg, così come Paolo Biacoli, direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera che avrebbe potuto di ventare dg nel Bellunese, dove risiede la sua famiglia. I nuovi manager rimarranno in carica fino al 31 dicembre 2012, ad attenderli un appannaggio annuale lordo di 154 mila euro più premi-produzione aggiuntivi variabili, fino ad un massimo del 20\% dello stipendio. Il rapporto di lavoro del direttore generale è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato: la carica è incompatibile con la sussistenza di altra occupazione, dipendente o autonoma e determina, per i lavoratori dipendenti, il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto. A differenza degli altri Muzzio, essendo inquadrato come commissario (80\% dello stipendi o dei dg), mantiene anche il posto di direttore di Dipartimento. Tra gli esclusi alla grande corsa, che avevano fatto domanda a dg pur non avendone i titoli (richiesti di ploma di laurea ed esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende, strutture pubbliche o private, in posizione dirigenziale con autonomia gestionale e diretta responsabilità di risorse umane, tecniche o finanziarie, svolta nei dieci anni precedenti la pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale) l’avvocato Andrea Drago, direttore dell’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, e Bruno Bandoli dell’Ufficio comunicazione e marketing dello Iov. «Salutiamo con soddisfazione le conferme nella città di Padova, ora l’attenzione - commenta Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl, il sindacato che in sanità ha raccolto i maggiori consensi nel recente rinnovo delle Rsu - è rivolta alla pianificazione del nuovo ospedale per Padova, la creazione dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata che metterà insieme assistenza, didattica e ricerca, il completamento del puzzle che caratterizza l’assistenza territoriale, in stretto rapporto con i medici di base. Per quanto riguarda la provincia confermiamo la preoccupazione per l’Alta Padovana, finora gestita troppo bene, un pericoloso esempio di efficienza e trasparenza, per la Bassa la preoccupazione è ancor maggiore per quell’ospedale da costruire con finanziamenti senza cedere agli interessi delle lobby dei privati».
di :Federica Cappellato
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 2 gennaio 2008
L’incarico è stato affidato per un anno ad Antonio Padoan, direttore generale, appena riconfermato, dell’Asl 12 di Venezia-Mestre - Sanità, Asl per un anno con il commissario - Il sindaco Romano Tiozzo e Carlo Alberto Tesserin: «Buone prospettive si aprono per Chioggia»
Chioggia - Gli opposti, in genere, s’incontrano. Non succede così per la sanità e la decisione del governatore Giancarlo Galan di commissariare l’Asl 14 di Chioggia, Cavarzere, Piove di Sacco , che deve passare insieme agli altri Comuni della Saccisica all’Asl 16 di Padova. Quello che per la maggioranza, il sindaco Romano Tiozzo ma anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Alberto Tesserin è bianco e positivo, per l’opposizione consiliare è nero ed umiliante per Chioggia. Il sindaco e Tesserin, informati della scelta di commissariare e dell’incarico affidato per un anno ad Antonio Padoan, di rettore generale dell’Asl 12 di Venezia-Mestre hanno parlato di “buone prospettive che si aprono per la sanità di Chioggia, del buon lavoro che si potrà fare” addirittura della possibilità di “avere un nuovo ospedale” come ha promesso di recente anche il governatore Giancarlo Galan in visita a Chioggia: “Se Chioggia è la sesta città del Veneto, deve avere il sesto ospedale”. L’opposizione consiliare non la vede esattamente in questo modo. Pino Penzo a nome del Partito democratico, del Partito socialista e di Rc sostiene che “Chioggia ha subito un torto che non merita. Siamo stati espropriati - afferma il consigliere - della possibilità di decidere il nostro futuro per quanto riguarda la sanità. Tutto questo non altera la considerazione che abbiamo sulle qualità e capacità professionali del commissario Padoan, incaricato per l’Asl 14 per un anno. Quello che conta è che il Consiglio comunale di Chioggia ha preso certe decisioni, un ordine del giorno votato all’unanimità e che il governatore Galan non ne ha tenuto alcun conto favorito anche dal complice silenzio del sindaco di Chioggia e della sua maggioranza”.
di :G.B.
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì, 2 gennaio 2008
Antonio Padoan raddoppia. Il governatore del Veneto, …
Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, non solo lo ha riconfermato direttore generale dell’Ulss 12 di Venezia, ma gli ha assegnato anche l’interim dell’Ulss 14 di Chioggia, destinata con ogni probabilità ad essere smembrata tra Venezia e Padova. Per Padoan, veneziano, 65 anni, si tratta della seconda riconferma. Era stato chiamato a guidare l’azienda veneziana nel settembre del 2000, dopo l’improvvisa scomparsa di Carlo Crepas. Nel 2002, la prima riconferma. Ora la seconda, annunciata da tempo: a fine settembre, all’inaugurazione del nuovo ospedale di Mestre, era stato proprio Galan a indicare pubblicamente Padoan come un dg da confermare. Ma la scelta era nell’aria già da quest’estate, quando la Regione eliminò lo sbandierato limite dei 60 anni d’età dai criteri per la nomina dei nuovi vertici delle aziende sanitarie. E l’altro giorno Galan, nel presentare i nuovi 22 “uomini d’oro” della sanità veneta, ha voluto spiegare proprio quest’eccezione che accomuna Padoan a Fortunato Rao, confermato dg dell’Ulss 16 di Padova, gli unici due over 60 del gruppo. «Eccezioni ben motivate» a sentire il governatore: Antonio Padoan, in particolare, «ha il grande compito di riempire quella straordinaria opera che ha realizzato e che è il nuovo ospedale di Mestre». In effetti, il compito che spetta ora al dg veneziano è da far tremare le vene e i polsi: rendere operativo un ospedale completamente nuovo, anche nell’organizzazione del lavoro, è un’operazione complessa, che sta scatenando le proteste dei sindacati, ma che ha sollevato anche le perplessità dell’Ordine dei medici. E a cui ora si affiancherà la gestione di un’intera Ulss complicata, per la sua stessa conformazione territoriale, com’è quella di Chioggia. Ca’ Farsetti ieri preferiva non commentare la nomina, ma nei corridoi non si nascondeva la preoccupazione per il doppio incarico. Padoan, da parte sua, si dice soddisfatto, ma non nasconde la difficoltà del raddoppio. «Da un lato, sono contento di questa riconferma - commenta il dg - che arriva nonostante le continue richieste di dimissione che sono state avanzate da questi gruppetti di critici che ripetono sempre le stesse cose senza fondamento. Evidentemente portano fortuna! Dall’altro lato, questo doppio incarico sarà impegnativo. É vero che è un interim in attesa della decisione del Consiglio regionale su come suddividere questa azienda sanitaria, ma ora come ora la 12 e la 14 restano due Ulss diverse e indipendenti. Non mi nascondo dietro a un dito, so che Chioggia vuole venire con Venezia e Piove di Sacco andare con Padova, ma questo non significa che l’azienda 14 debba essere svilita. Tutt’altro. Dovrà funzionare come prima, anzi meglio di prima. Certo, mi auguro che questo interim duri il meno possibile…». Pare che sarà per un anno? «Spero anche meno, sei mesi. Intanto devo dire, che al di là dell’apprezzamento di mostratomi dal governatore Galan, non ho visto una levata di scudi contro questo doppio incarico. E questo per me è anche un segno di stima che ce la possa fare». Intanto, il primo impegno che spetta a Padoan sarà la nomina del suo staff di vertice: direttore sanitario, amministrativo e del sociale. Per l’Ulss 12 si annuncia un bel cambio della guardia: dopo oltre dieci anni, con il 31 dicembre, ha chiuso la sua esperienza di direttore sanitario Ugo Coli, da tempo in rotta con Padoan, che andrà a lavorare in una clinica privata di Monastier. É andato in pensione, con il 2007, anche il direttore amministrativo Domenico Bertoldini. Chi potrebbe restare è solo Massimo Fusello, direttore del distretto di Venezia che da due anni regge anche la direzione del sociale. Il suo nome è nell’elenco dei candidati. Padoan non si sbilancia: «C’è tempo. In questi giorni sono stato influenzato. Ora rientrerò in ufficio e comincerò a sfogliare gli elenchi. L’altra volta li avevo nominati il 5 gennaio, stavolta potrei aspettare qualche giorno in più».
di : Roberta Brunetti
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