Luglio 2008
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 31 LUGLIO 2008
IL PROBLEMA - La quota pro capite penalizza fortemente la sanità locale
La quota capitarla, vale a di re la cifra che la Regione Veneto corrisponde per la sanità per ogni singolo abitante, è elemento frustrante per Chioggia e per le altre realtà che ricadono tuttora nel perimetro dell’Asl 14. La Regione Veneto infatti non riserva a tutti un trattamento identico. Per varie ragioni legate di solito alla morfologia del territorio la quota varia da Asl ad Asl. E la di fferenza tra Asl ricche ed Asl povere per dirla col presidente della quinta commissione sanità della Regione, Raffaele Buzzoni è diventata una sorta di sperequazione. Si parla infatti di circa 500 euro tra i 1800 euro pro capite per l’Asl 12 di Venezia- Mestre e l’Asl 5 di Arzignano che riceve 100 euro in meno della media regionale fissata a 1490 euro. L’Asl 14 di Chioggia, Cavarzere, Piove di Sacco viaggia come quota capitarla intorno alla media regionale. La quinta commissione è impegnata a ridurre la sperequazione tra le Asl. Gli strumenti utili per cercare di raggiungere un traguardo del genere sono l’annunciato aumento del 2,5 per cento rispetto alle quote del 2007 e il fondo di 100 milioni di euro accantonati per premiare i progetti innovativi delle aziende. Dall’assessore alla sanità, Sandro Sandri, che ha partecipato ai lavori della commissione, sono venute alcune proposte per una qualche compensazione a favore delle Asl di capoluogo, di maggior densità di popolazione e di maggior flusso turistico. La commissione, che riprenderà i lavori lunedì prossimo, ha in programma anche di analizzare i due progetti di legge, uno presentato da Regina Bertipaglia e l’altro da Piergiorgio Cortelazzo sul futuro (smembramento?) dell’Asl 14.
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 31 LUGLIO 2008
PIOVE DI SACCO Alle 10.30 in Regione si riunirà la Commissione per discutere e deliberare sul passaggio da Chioggia a Padova Cambio di Usl, lunedì la decisione Padrin: «Contento che oggi la sinistra condivida questa proposta fatta nell’interesse dei cittadini»
Piove di Sacco - Lunedì alle 10.30 la V Commissione del consiglio regionale del Veneto si riunisce per di scutere e deliberare sulla proposta di legge che sposta i Comuni del Piove se dall’Usl di Chioggia a quella di Padova. «Spero sia la conclusione di un percorso che risponde alle ingiuste critiche ricevute in questi giorni dal sindaco di Piove di Sacco Mario Crosta e dal deputato Margherita Miotto ai quali ricordo che la mia posizione su questa questione è rimasta invariata dal dibattito fatto nel 2002 a Piove di Sacco dove l’opinione della sinistra era esattamente opposta - sottolinea Leonardo Padrin, consigliere regionale e componente della commissione Sanità -. Meglio se in questi anni hanno cambiato idea, è un segno positivo del quale è giusto dare atto, ma imputare a me, a noi del centrodestra un presunto ritardo nella discussione significa negare la realtà e mancare di rispetto a chi in questi mesi ha lavorato pazientemente (non sono io) cercando di smussare tutti gli angoli in modo da arrivare alla conclusione del percorso senza conflitti inutili». Poi aggiunge ancora Leonardo Padrin: «Sono contento che oggi la sinistra condivida questa proposta di legge (che peraltro non ha firmato anche se lo può fare ancora) perché vuol dire che ha superato quanto affermato pubblicamente dal consigliere chioggiotto Lucio Tiozzo e dal vicesindaco di Padova Claudio Sinigaglia. Posso rassicurare la sinistra che non ho-abbiamo alcuna intenzione di appropriarci politicamente ed elettoralmente di questa iniziativa e del suo eventuale successo perché riteniamo che l’interesse unico che ci anima sia quello di migliorare la qualità della sanità piovese ed aumentare la quantità dei servizi erogati». Quindi il consigliere regionale conclude: «Non so se per la sinistra sia invece iniziata la campagna elettorale e cerchi, attraverso la sanità piovese, di evitare quello che è già capitato a livello nazionale e regionale dove è stata rifiutata dagli elettori. Si sappia che noi non accettiamo la sanità come terreno di scontro politico-elettorale, lunedì in commissione vedremo chi vota a favore e chi vota contro la legge, se passerà all’unanimità non sarà un successo della maggioranza che l’ha proposta ma della politica nella sua affermazione più alta: perseguire e conseguire l’interesse dei cittadini».
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 30 LUGLIO 2008
Piove di Sacco - La decisione sul …
Piove di Sacco - La decisione sul futuro dell’ospedale piovese, ovvero, il divorzio dall’Asl 14 di Chioggia per approdare all’Asl padovana 16, è ormai giunta in zona Cesarini. Lo affermano i sindaci del centrosinistra di Piove, Pontelongo , Arzergrande. Sant’Angelo e Brugine. A tirare le fila della protesta l’onorevole Margherita Miotto: “Siamo ad agosto - afferma la parlamentare piovese - e il bimbo non è ancora nato. Eppure nel consiglio comunale allargato ai comuni piovesi dello scorso settembre tutti i sindaci sia di centrosinistra che di centrodestra (tranne Fecchio di Correzzola) avevano deliberato il passaggio dell’ospedale con Padova, ma la legge presentata da Padrin e compagni non è ancora approdata in quinta commissione regionale. Inoltre, l’incontro dei sindaci con la commissione non è avvenuto, sono passati nove mesi nel più assoluto silenzio, siamo veramente preoccupati, nessun protocollo d’intesa all’orizzonte e c’è la certezza che alle Asl arriveranno meno soldi dalla ripartizione, credo che qualcuno si debba prendere sulle spalle la responsabilità di questa situazione e che la regione debba prendere in considerazione al più presto la nuova geografia della sanità veneta e il futuro dell’ospedale piovese”. “Quando abbiamo deliberato il passaggio con Padova - aggiunge il sindaco di Piove Mario Crosta - noi sindaci abbiamo anche individuato nell’immobilismo della regione il pericolo maggiore del progetto di legge e siamo stati buoni profeti, a questo punto chiediamo che la legge Padrin sia portata in aula del consiglio regionale e lì si vedrà chi è contro e chi è a favore nel dare un futuro dignitoso al nostro ospedale, credo sia finito il tempo per gli alibi”. Sulla stessa falsariga anche il pensiero di Federico Ossari sindaco di Pontelongo , Giannina Foresti di Arzergrande, Silvia Salvagnin di Brugine, Chiara Benetazzo vicesindaco di Sant’Angelo.
di : Gianni Patella
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA 27 Luglio 2008
Zuccherificio, tra gioie e dolori è cominciata la campagna
Pontelongo - Ha preso il via la campagna dello zuccherificio. Gioie e dolori per gli abitanti di Pontelongo e dei paesi limitrofi. Le prime riguardano la possibilità per centinaia di lavoratori di trovare un’occupazione stagionale. I secondi prendono il nome di odori fastidiosi avvertibili nel raggio di quasi dieci chilometri e maggiori disagi per la viabilità. «Sarà una campagna lunga e impegnativa perché lo zuccherificio coprirà un bacino compreso tra il Veneto orientale e il basso Friuli - afferma il sindaco di Pontelongo , Federico Ossari -. Il problema del traffico dei camion è stato in larga misura risolto grazie al raccordo ferroviario, che permetterà l’arrivo su rotaie dei convogli di barbabietole. Per il resto ci stiamo organizzando. Potenzieremo l’asfalto su via Dante e sostituiremo i sigilli dei tombini. I disagi potrebbero essere risolti con la realizzazione della bretella che dalla provinciale 23, attraverso un percorso in aperta campagna, permetterebbe l’arrivo dei camion in zuccherificio senza passare per il centro del paese. Ma il dietro-front del sindaco di Correzzola Mauro Fecchio ha arenato il progetto». «Se Ossari pensa di scaricare il traffico su Correzzola si sbaglia di grosso - risponde Fecchio -. Prima fa il Pati con tutti i Comuni tranne che con noi, poi si ricorda che i problemi del suo territorio riguardano anche Correzzola».
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 25 LUGLIO 2008
LA CHIESA DI PIOVE ORA INAGIBILE - Restaurare il santuario delle Grazie costerà non meno di 100.000 euro
PIOVE DI SACCO. Ci vorranno oltre centomila euro per ristrutturare la copertura della navata centrale del santuario della Madonna delle Grazie, chiusa da un paio di mesi al pubblico per un evidente cedimento della struttura. Nei giorni scorsi è stata consegnata a don Franco Callegari, rettore del santuario da quindici anni, la perizia svolta dalla ditta incaricata di redigere la stima e l’entità dei danni. Che sono molti e anche piuttosto seri. La parrocchia si prepara a bussare alle porte di Regione e Comune per ottenere dei finanziamenti. «L’indagine svolta dalla ditta Resin Proget Srl di Rovigo - ha illustrato don Franco - è stata condotta con una strumentazione particolare che ha permesso di rilevare le variazioni di densità fra legno sano e legno decomposto da funghi e insetti e il grado di umidità dei legni. Da questo accurato sopralluogo sono emersi numerosi problemi: l’avanzato degrado della consistenza lignea di 14 testate di capriate, medio degrado di altre 10 testate, sono danneggiati i travetti nella zona dell’Arco Santo, in particolare nel punto di innesto sul muro, si è evidenziata una notevole inflessione della catena inferiore delle capriate con presenza di fessurazioni longitudinali, alcuni elementi verticali di sostegno presentano un leggero sbandamento, ci sono tavelline rotte e fessurazioni nell’intonaco dipinto. Grazie alla generosità della Banca di Credito Cooperativo - fa sapere don Franco - potremo al più presto installare l’impalcatura e rendere nuovamente accessibile la navata centrale della chiesa per le funzioni religiose, ora svolte nel chiostro. Entro la fine del mese presenteremo alla Regione Veneto il progetto generale dei lavori necessari per la richiesta di contributo in base alla legge 6 del 1997. Ed entro ottobre presenteremo analoga richiesta al Comune. Ci auguriamo di ricevere un buon aiuto, confidando ovviamente anche nella generosità di tutti i cittadini. A questo scopo abbiamo avviato l’iniziativa «Adotta una tavellina» così ciascuno può con un piccolo contributo fare la sua parte per riportare il santuario al suo splendore».
Sono già diversi gli interventi di restauro previsti per il complesso: oltre a diversi lavori all’interno, come lo spostamento delle balaustre e la costruzione della nuova scalinata del presbiterio, il nuovo ambone e la nuova sede del celebrante e la sistemazione del fonte battesimale, vi sono anche la ristrutturazione di campanile, sagrato, patronato e canonica.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 24 LUGLIO 2008
PONTELONGO. Lesioni lievi, inchiesta dello Spisal - Operai colpiti da una lamiera Infortunio alla Italia Zuccheri
PONTELONGO. Due operai feriti ieri nel primo pomeriggio allo stabilimento di Italia Zuccheri: si tratta di due lavoratori di una ditta esterna, proveniente da Ferrara, che stavano eseguendo dei lavori di manutenzione agli impianti dello zuccherificio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, pare che i due stessero maneggiando una lamiera che accidentalmente è caduta colpendoli entrambi. B. L., 56 anni e G. D., 46, entrambi residenti in provincia di Ferrara, sono stati portati in ospedale con l’ambulanza del Suem 118. Fortunatamente non hanno riportato gravi lesioni. Il primo se l’è cavata con una prognosi di 8 giorni, mentre il secondo con 7. Nello stabilimento sono intervenuti i carabinieri e i responsabili dello Spisal dell’Usl 14 per verificare la dinamica dell’incidente e il rispetto delle norme di sicurezza.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 23 LUGLIO 2008
E’ l’industria quella che ci guadagna - Pagato in stalla 34 centesimi il litro, finisce sugli scaffali a 1 euro e 40
POLVERARA. Tempi duri per gli allevatori di vacche da latte: mentre in negozio il prezzo del prodotto aumenta sempre più, a loro viene pagato sempre meno (e comunque pochissimo), così mandare avanti le aziende diventa sempre più difficile. Ne sanno qualcosa Giovanni e Maria Angelina Piccolo, fratello e sorella che gestiscono un’azienda agricola a Isola Dell’Abbà, immersa nella campagna di Polverara. Il latte viene loro pagato attualmente 41 centesimi al litro, ma nei mesi scorsi era sceso fino a 36 centesimi. «E’ una situazione insostenibile - denuncia Maria Angelina - Non si capisce perché a noi produttori il latte viene pagato sempre meno, che quasi non ci paghiamo più nemmeno le spese, e invece in negozio i prezzi aumentano. Proprio ieri ho sentito in tivù che il latte rientra nei prodotti il cui prezzo è destinato a crescere nei prossimi mesi fino al 10,5 per cento. E poi parlano di tutela dei consumatori. Noi abbiamo quote latte per 1.300 quintali l’anno e la sovraproduzione degli anni passati la stiamo pagando a rate. Abbiamo sempre rispettato le leggi, ma alla fine siamo quelli che finiscono per rimetterci. Le associazioni di categoria non ci sostengono e i politici non fanno che promettere impegno in campagna elettorale, per poi dimenticarsi di noi». Altri allevatori, afflitti dallo stesso problema, hanno pensato di vendere direttamente il loro latte installando un distributore automatico: così riescono a ricavare un euro per litro. Solo a Piove di Sacco nel giro di poche settimane ne hanno aperti tre e sembrano funzionare benissimo. Ma non tutte le aziende possono percorrere questa strada, anche solo per il fatto che spesso sono troppo lontane dalle vie di passaggio. Dell’aumento del prezzo del latte si lamentano ovviamente i consumatori, che in negozio lo pagano sempre di più, e spesso finiscono sotto accusa i commercianti. Francesco Morandi, responsabile del settore Fresco e Surgelati di Cedi Sisa per il centro nord, la più grande azienda di distribuzione organizzata in Italia, precisa: «Un anno fa il prezzo del latte alla stalla era di 0,34 centesimi e noi lo compravamo dalle industrie a 1,06 euro, per rivenderlo a 1,40. Oggi il prezzo alla stalla è di 0,41 euro, noi lo acquistiamo a 1,21, e lo rivendiamo ancora 1,40. E’ evidente chi ci guadagna di più. In questi mesi c’è un surplus di latte perché vengono consumati meno derivati, dal burro ai formaggi. Molte stalle vendono latte “a spot” cioè al di fuori dei prezzi stabiliti con le associazioni di categoria. Le grandi industrie - sottolinea Morandi - hanno alzato i prezzi quando c’era meno produzione, ma non sono altrettanto solerti ad abbassarli oggi. Il loro aumento è del 30 per cento, quello in negozio solo del 5».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 23 LUGLIO 2008
Aperto il terzo distributore di latte fresco Piovesi serviti a Corte, Tognana e Sant’Anna
PIOVE DI SACCO. Tutti pazzi per il latte. E non latte qualsiasi, ma quello prodotto dalle mucche degli allevamenti del territorio e venduto direttamente dagli allevatori attraverso distributori automatici (nella foto). Un euro per un litro di latte fresco di giornata, provenienza sicura e genuinità garantita. Il primo distributore di latte a Piove di Sacco è stato inaugurato qualche mese fa nell’azienda Nori di via Righe a Corte. Un successo. Tanto che l’esempio è stato presto imitato. Un secondo distributore di latte fresco è stato aperto nell’azienda Giraldo di via Vittorio Veneto a Tognana. Da qualche settimana anche il quartiere Sant’Anna ha il suo punto vendita di latte crudo proveniente da una stalla del territorio: il distributore dell’azienda di Maserà è stato installato nel parcheggio di via Valeri, di fronte alla farmacia. E anche in questo caso la risposta del pubblico è stata più che positiva. Del resto lo stesso sindaco Mario Crosta, all’indomani dell’apertura del primo distributore di latte fresco in città, aveva auspicato che l’iniziativa prendesse piede, considerandola una buona opportunità sia per gli allevatori che per i consumatori.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 22 LUGLIO 2008
Piove di Sacco Nuovo servizio di Isteroscopia
Piove di Sacco - Il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Piove di Sacco è pronto ad attivare un ambulatorio di Isteroscopia di agnostica. Il nuovo servizio, che verrà allestito al quarto piano del nosocomio piove se, sarà operativo a partire da settembre. «È da qualche anno che effettuiamo l’isteroscopia operativa - afferma il di rettore del reparto, il dottor Antonino Oro - la novità sta nel fatto che se ieri si effettuava solamente in day surgery, da oggi la di agnostica verrà eseguita ambulatoriamente senza necessità di anestesia generale e pertanto la paziente potrà tornare a casa propria subito dopo l’esame. Useremo un tipo di apparecchiatura che permette di superare in molti casi l’utilizzo obsoleto del raschiamento che, come si sa, rimane una tecnica cieca. L’isteroscopia, infatti, dà modo di vedere tutta la cavità uterina per valutarne la forma, la superficie, la vascolarizzazione, al fine di potere eseguire, se il caso lo richiede, anche delle biopsie mirate». Il nuovo ambulatorio verrà arricchito di altre strumentazioni. «A fianco dei due isteroscopi che abbiamo già in dotazione - conferma il dottor Oro - se ne aggiungeranno ben presto altri quattro. Questo ci permetterà senz’altro di aumentare il numero degli esami per seduta che oggi sono due alla settimana».
di : (g.p.)
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 19 LUGLIO 2008
Proviene dal Policlinico di Padova - Scipione Martini primario a Medicina
Piove di Sacco - Dopo due anni e molte interrogazioni in consiglio comunale da parte di tutte le forze politiche, finalmente il reparto di Medi cina dell’ospedale piove se ha il suo primario. Il neo nominato primario dottor Scipione Martini viene dal Policlinico di Padova, dove lavora in Medicina generale dal 1986 e subentra alla dottoressa Paola Tessaro, da circa due anni vicario del reparto, dopo che l’allora primario Wanda Caldironi è andata in pensione. Martini si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova nel 1978 col massimo dei voti. Subito dopo si è specializzato in Diabetologia e Malattie del metabolismo e, successivamente, in Medicina interna. Dopo circa dieci anni dalla sua laurea è stato assunto dal Policlinico di Padova dove ha lavorato al reparto di Medicina generale. Numerose le sue esperienze all’estero. Nel 2004 è diventato responsabile della Struttura Semplice “Attività Ambulatoriale di Prevenzione dell’aterosclerosi e delle patologie correlate”. Ruolo che ha ricoperto fino ad oggi, quando è giunta dalla direzione dell’Ulss 14 la sua nomina ufficiale a primario del reparto. Il neo primario prenderà servizio all’ospedale piovese a fine estate. “L’arrivo di Martini - afferma il di rettore generale dell’Ulss 14, Antonio Padoan - è motivo di soddisfazione per la nostra Azienda, per le sue riconosciute capacità “.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 18 LUGLIO 2008
«Caro rifiuti? I cittadini hanno ragione ma abbiamo ereditato questo appalto»
CODEVIGO. Cittadinanza furiosa per il caro rifiuti. Si sta dimostrando una bella gatta da pelare per la nuova amministrazione del sindaco Graziano Bacco l’eredità del contratto di appalto per lo smaltimento dei rifiuti che scadrà nel 2013. «Ogni giorno - spiega l’assessore Giuseppe Nava - gli uffici comunali sono subissati di proteste dai cittadini che sono stati colpiti da un nuovo aumento nell’importo da pagare. Per l’anno 2008 le tariffe hanno registrato un aumento medio del 10% rispetto all’anno scorso Questi però sono i risultati di una scelta politica scellerata fatta dall’amministrazione Ruzzon che ha stipulato nel 2003 un contratto che prevede un meccanismo perverso di continui e già programmati aumenti sino alla scadenza decennale dell’appalto». «Siamo molto preoccupati della situazione molto tesa - continua Nava - ma chiediamo alla cittadinanza di non scaricare il proprio disappunto sui dipendenti comunali che non hanno alcuna responsabilità. Come amministrazione stiamo trattando con la ditta che ha l’appalto per trovare delle soluzioni per abbassare innanzitutto i costi e al contempo migliorare anche il servizio che ultimamente dimostra alcune lacune. Contiamo nel loro buon senso e nella disponibilità che già stanno dimostrando, ma i cittadini devono sin da ora sapere che se non succederà qualcosa di nuovo gli aumenti ci saranno anche nei prossimi anni perché già programmati. Stiamo pagando - conclude l’assessore - la scelta politica di Ruzzon di isolarsi dal resto del Piovese. Quando quasi tutti gli altri comuni si sono uniti per strappare appalti più vantaggiosi, Codevigo ha deciso di fare da solo optando per un appalto fuori mercato, un 30% più caro e con un meccanismo che prevede, a conti fatti, un 5% medio di aumento annuo sul costo della tariffa». (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 18 LUGLIO 2008
CICLISTA FERITA
PONTELONGO. Scontro fra un’auto e una bici l’altra sera in paese: una donna è finita all’ospedale ma fortunatamente non ha riportato ferite serie. L’incidente si è verificato intorno alle 20.20 di mercoledì lungo via Correzzola. P.V., quarantanovenne di Pontelongo, stava pedalando in sella alla sua bici quando è stata superata dalla Vw Golf condotta da A.T., 38 anni, residente a Correzzola. Nell’effettuare il sorpasso l’auto si è avvicinata troppo alla donna in bici e ha finito per colpirla con lo specchietto. Un urto che ha provocato la caduta della ciclista. L’automobilista si è fermato e ha prestato i primi soccorsi a P.V., successivamente trasportata con l’ambulanza del Suem 118 all’ospedale. Ha riportato qualche escoriazione e contusione. In via Correzzola sono intervenuti gli agenti della Polstrada di Piove per i rilievi.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 18 LUGLIO 2008
La produzione di Italia Zuccheri resta a Pontelongo
Co.Pro.B., unica cooperativa italiana di produttori bieticoli, e Finbieticola, società finanziaria detenuta dalle principali associazioni bieticole nazionali (Anb, Cnb, Abi), soci di Italia Zuccheri Spa, hanno siglato l’atto di scissione parziale della società, che avverrà con il trasferimento di una parte del patrimonio sociale a beneficio di tre nuove società unipersonali il cui capitale sarà detenuto da Finbieticola. Il restante patrimonio sociale rimarrà ad Italia Zuccheri, detenuta al 100% da Co.Pro.B. La scelta fatta dai due soci - spiega una nota - «conclude una riflessione comune conseguente alle mutate condizioni del panorama saccarifero italiano. La volontà di Co.Pro.B. di consolidare la filiera bieticolo saccarifera ha incontrato l’intenzione di Finbieticola di consentire alle imprese associate di accedere a nuove opportunità produttive destinate a subentrare alla filiera dei comprensori colpiti dalla riforma comunitaria dello zucchero». A seguito della riforma, Italia Zuccheri ha mantenuto la produzione nel solo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e ha approntato per gli stabilimenti dismessi (Bondeno-Ferrara, Casei Gerola-Pavia, Finale Emilia- Modena, Porto Viro-Rovigo) progetti di riconversione volti a business agro energetici. In capo al Gruppo Co.Pro.B. rimarrà il business zucchero attraverso lo stabilimento di Pontelongo e il polo logistico di Argelato (Bologna) ed il business agroenergetico legato ai progetti di riconversione di Finale Emilia e Porto Viro. Nella compagine sociale di Co.Pro.B. entrerà, entro fine 2008, Finbieticola in qualità di socio finanziatore, che apporterà alla cooperativa un aumento di capitale di 7 milioni di euro.
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
NESSUNA PROROGA AI ROM ARZERGRANDE - Il sindaco: «Campo nomadi sgomberato entro l’autunno»
ARZERGRANDE. Il campo nomadi di via Marconi sarà sgombrato entro l’autunno. Questa volta il termine temporale è perentorio e non ammette più proroghe. Ad assicurarlo è lo stesso sindaco del centrosinistra Cesarina Foresti, che a breve incontrerà il prefetto per definire i dettagli. La decisione in realtà era già stata resa nota giusto un paio di mesi fa ed aveva raccolto, fra l’altro, pareri favorevoli in paese. I tempi per l’ordinanza comunale, prevista inizialmente per l’estate, sono tuttavia scivolati a causa di alcuni ostacoli burocratici. In particolare a creare qualche intoppo è stata la misura giudiziaria restrittiva a cui è ancora sottoposto il responsabile del campo, Marco Lovacovic, che, per sua stessa ammissione, lo intima a non allontanarsi. Una restrizione che si è trasformata però in un’ancora di salvezza per i rom stanziati nel campo, certi fin da subito che il loro immediato allontanamento sarebbe stato quanto meno problematico. «Il provvedimento di custodia - precisa il sindaco - scadrà nei prossimi mesi. Questo alibi che ha rafforzato la sicurezza dei rom ha pertanto i giorni contati. Non siamo preoccupati di dovere aspettare qualche mese in più rispetto alle previsioni iniziali. L’impegno preso di chiudere il campo è confermato, se non rafforzato. Il nostro obiettivo è quello di chiuderlo in maniera definitiva e per questo abbiamo preferito evitare di emettere provvedimenti parziali e provvisori, aspettando invece che ci fossero tutte le condizioni legali per un’unica e definitiva ordinanza». «In questi ultimi mesi - precisa poi la Foresti - da parte degli interessati non c’è stato alcun tentativo di recuperare la situazione. Continuano a comportarsi da incuranti di qualsiasi regolamento e richiamo amministrativo, come nulla fosse accaduto. D’altra parte dal tenore di vita che dimostrano è presumibile che siano persone a cui non mancherebbero le risorse per trovare delle soluzioni abitative alternative. Rispetto alla legalità - conclude il sindaco - non ci sono diversità legate all’etnia. Le regole da rispettare sono uguali per tutti, per cui crediamo sia opportuno agire in direzione di un atto di giustizia nei confronti dell’intera cittadinanza di Arzergrande».
di Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
CORREZZOLA. Il Comune risparmia pure su altri fronti - Caldaie a pellet nelle scuole
CORREZZOLA. Sono decisamente lusinghieri i risultati della scelta del Comune di investire nelle fonti energetiche rinnovabili. A dimostrarlo, cifre alla mano, è l’assessore all’ambiente Tiziano Garbin. «Se prendiamo in considerazione gli edifici che ospitano le scuole elementari di Villa del Bosco, la ex sede municipale sede del distretto, la biblioteca comunale e la scuola dell’infanzia di Correzzola - spiega l’assessore - dove sono state installate le caldaie a pellets, abbiamo registrato nell’ultima invernata una spesa per riscaldamento intorno ai 25 mila euro. Per riscaldare gli stessi locali l’anno precedente, quando le caldaie erano ancora alimentate a gasolio ed a gas, la spesa aveva superato i 60 mila euro. Il risparmio è stato notevole». «Come amministrazione - prosegue - abbiamo creduto ed investito molto nelle fonti rinnovabili ed i dati a conferma della bontà della nostra scelta sono eloquenti. E’ da ricordare che il nostro progetto è stato considerato dalla Regione come uno dei cinque progetti piloti in tutto il Veneto. Nel 2009 proseguiremo inoltre con l’ampliamento dell’impianto di teleriscaldamento che permetterà di riscaldare anche la Corte Benedettina che racchiude nei suoi locali sia la sede municipale sia il rinnovato albergo per i turisti». Ed il pensiero è rivolto a nuove opportunità. «Con il Cev - conclude Garbin - stiamo già studiando delle soluzioni concrete per portare il fotovoltaico nelle scuole. Per non parlare della sperimentazione in atto dei lampioni fotovoltaici di nuova generazione che garantiscono una migliore illuminazione rispetto ai primi esemplari».
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
MARTELLAGO L’avventura di un’impiegata di 37 anni - In viaggio verso l’Africa nel segno della solidarietà
Da viaggio-impresa a spedizione di solidarietà. C’è anche una 37enne di Martellago, Luana Zuin, tra gli intrepidi protagonisti di TransAfrica Nord-Sud 2008 Motoraid, straordinaria avventura promossa dal “Motorbike Adventure Team”. L’associazione che ha sede a Pontelongo (Padova) riunisce persone accomunate dalla passione di viaggi e due ruote, che quest’anno hanno lanciato una “sfida”: percorrere l’Africa in lunghezza, 17mila chilometri, su due moto, un pick-up e un parapendio a motore. Già di per sé un’impresa, ma l’associazione ha voluto darle anche uno scopo benefico. Per l’occasione sono state raccolte varie donazioni che devolveranno all’organizzazione umanitaria “Bambini nel Deserto”. E porteranno 240 kg di sementi, che consegneranno ai contadini del Sudan, e 300 paia di occhiali, offerti dall’Ottica Cristallo di Monselice. La spedizione è partito l’1 luglio da Padova. Luana, dinamica giovane residente in via Motte, impiegata a Mogliano, all’attivo una lunga esperienza di viaggi insieme al fidanzato motociclista, si aggregherà il 3 agosto in Tanzania, e guiderà il pick up fino all’arrivo a Città del Capo. E già non vede l’ora di immergersi in questa esplorazione, che la Motorbike conta di riproporre ogni estate.
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
PIOVESE Tra le zone più colpite Correzzola e Pontelongo.
A farne le spese soprattutto il mais, la soia e le barbabietole ma anche meloni e angurie spazzati via dalla pioggia Vento e grandine, danni ingenti per gli agricoltori La Coldiretti sta raccogliendo le segnalazioni ma avverte: «Qualsiasi aumento dei prezzi sarebbe assolutamente ingiusticato» Chicchi di grandine grossi come noci, raffiche di vento e una pioggia torrenziale. Nel giro di cinque minuti nel territorio di Correzzola e Pontelongo si è scatenato un diluvio intenso ma di breve durata. A farne le spese, in particolar modo, le colture: mais, soia, barbabietole ma anche gli orti di meloni e angurie sono stati spazzati via da un’acquazzone, anticipato da una violenta grandinata. Una furia meteorologica, che dopo aver colpito in Alta padovana, è scesa verso il mare, rovesciandosi sulla frazione di Conca d’Albero, quindi su Correzzola e Terranova, per finire su Brenta d’Abbà e Civè.«Le aziende agricole hanno riportato danni ingenti alle colture e alle strutture - denuncia Coldiretti Padova -. In particolare stalle, serre, magazzini. La nostra associazione, in collaborazione con il Consorzio padovano di difesa di attività e produzioni agricole, sta raccogliendo le segnalazioni delle zone colpite dalla nuova ondata di maltempo. Nel Piovese sono stati i campi di ortaggi e di frutta a riportare i danni maggiori. Per questo tipo di coltivazioni, in questo periodo, basta anche qualche piccolo chicco di grandine per compromettere in maniera irreversibile la qualità del raccolto». Tutto questo potrebbe dare adito a speculazioni sui prezzi di frutta e verdura. Coldiretti mette in guardia i consumatori: «Qualsiasi aumento dei prezzi al consumo nei prossimi giorni è assolutamente ingiustificato, anzi è una speculazione ai danni dei consumatori». A livello locale sono i sindaci a tirare le somme. E a sentir loro la situzione non è poi così grave. «Il territorio di Pontelongo è stato interessato solo marginalmente dalle precipitazioni - afferma il sindaco Federico Ossari -. Nella parte ovest non ha praticamente piovuto, qualche disagio si è avuto a Terranova». Nelle frazione abita il consigliere Guerrino Casotto, che l’altro ieri ha assistito al temporale e poi ha fatto un giro di ricognizione dei danni. «La grandine ha rovinato le viti, che proprio in questo periodo stanno producendo i grappoli. Abbiamo calcolato sommariamente che il 20 per cento del raccolto andrà perduto». Qualche ramo abbattuto dal vento e chiazze di mais piegato nei campi di Brenta d’Abbà, sono i segni di quanto successo domenica pomeriggio a Correzzola. «È stato un temporale estivo di intensità maggiore rispetto al solito - commenta il sindaco Mauro Fecchio -. Ma per il momento non mi sono state segnalate segnalate situazioni particolarmente gravi. Comunque mi riservo di verificare se ci siano gli estremi per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale».
di : Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 15 LUGLIO 2008
Piove di Sacco Caldo, all’ospedale temperature monitorate
Piove di Sacco . Quando arriva il grande caldo, sono due i reparti ospedalieri che risentono in maniera più pesante dell’effetto-afa: il pronto soccorso e Geriatria. Quest’ultima è piena di anziani ricoverati ma a sentire il primario Lino Battistello il caldo c’entra poco o addi rittura nulla: «Il problema è che il mio reparto è pieno per dodici mesi all’anno e abbiamo sempre dei pazienti ospitati il altri reparti. Nel 2003 dopo l’estate dal grande caldo, abbiamo fatto delle statistiche andando due anni a ritroso e i dati non si di scostavano più di tanto. Secondo me manca un vero filtro che riesca a definire quali casi sono da ricovero e quali si possono curare anche a casa. Ho fatto un giro per l’ospedale di Piove per controllare se la temperatura nelle stanze fosse sopportabile, il risultato è stato soddisfacente, qualche problema esisteva in Oncologia ma è stato risolto con un condizionatore portatile».
di : (g.p.)
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 14 LUGLIO 2008
INCIDENTE A PONTELONGO
PONTELONGO. Auto con due giovani a bordo finisce fuori strada: è successo sabato notte poco dopo le due in via Indipendenza. La Audi A3 su cui viaggiavano T.C., 21 anni, residente a Codevigo, e l’amico B.M., 23 anni, di Piove di Sacco, nell’affrontare una curva è sbandata finendo la sua corsa contro un albero. I due ragazzi, feriti in modo per fortuna non serio, sono riusciti a chiamare i soccorsi. Entrambi sono stati portati con l’ambulanza del Suem all’ospedale di Piove di Sacco: T.C. ha rimediato una prognosi di 5 giorni per qualche escoriazione e varie contusioni, mentre B.M. ne avrà per un mese, avendo riportato nell’incidente qualche frattura. In via Indipendenza è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri. Il boato provocato dallo schianto ha svegliato i residenti della via.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 14 LUGLIO 2008
Pomeriggio di vento e grandine Salta la corrente, notevoli danni
CORREZZOLA. Un repentino quanto violento temporale ha spazzato ieri pomeriggio il paese e le sue frazioni: vento, pioggia e grandine hanno provocato parecchi danni. A Brenta d’Abbà la furia di Eolo ha fatto cadere un albero sui fili della linea elettrica e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con una squadra dell’Enel per rimettere in sicurezza la strada e ripristinare l’erogazione di energia. Il cielo ha iniziato a scurirsi intorno alle 16. Per poco più di mezz’ora ha soffiato un vento fortissimo, prima accompagnato da un enorme acquazzone, poi da chicchi di grandine grossi come noci. Parecchi i danni provocati nei campi e negli orti. Anche le vigne, che proprio in questo periodo iniziano a produrre l’uva, sono state danneggiate. Tante persone che si trovavano in giro in auto hanno cercato riparo un po’ ovunque. E oggi è prevedibile la coda nelle carrozzerie. Praticamente una replica di quanto accaduto domenica scorsa. Alle 16.15 circa un albero è caduto in via Argine Sinistro a Brenta d’Abbà: i rami sono finiti sui fili dell’Enel interrompendo così l’erogazione di energia lungo la via. I pompieri del distaccamento piovese sono intervenuti per tagliare l’albero e liberare la strada. Hanno dovuto lavorare per oltre un’ora. E al loro intervento ha fatto seguito quello dei tecnici dell’Enel per riparare la linea elettrica. Il black out è durato per fortuna solo un paio d’ore. Passato il temporale è uscito nuovamente il sole. Una visita, però, solo temporanea dato che alle 17.30 sono riprese energiche più che mai le folate di vento che hanno in pochi minuti ricoperto il cielo di nubi scure e minacciose che hanno regalato un altro po’ di pioggia. Il maltempo ha interessato oltre che Correzzola, anche Pontelongo, Piove di Sacco e i paesi vicini. In centro a Piove i bar hanno dovuto in fretta e furia chiudere gli ombrelloni e riparare i tavoli all’aperto. Anche molti espositori del mercatino dei portici, proprio quando stavano per allestire le bancarelle in centro hanno preferito rinunciare.
di : Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA 13 LUGLIO 2008
Oltre 100 mila euro di danni nella stalla distrutta dal fuoco
PONTELONGO. Il giorno dopo il terribile incendio che ha distrutto la stalla, ucciso dieci mucche e ferite altre otto e bruciato oltre 400 balle di fieno, la conta dei danni all’azienda agricola Due Scoli di via Dante, è pesantissima. Il rogo, che ha richiesto dieci ore di ininterrotto lavoro dei vigili del fuoco per essere spento, si è lasciato dietro danni per almeno centomila euro. Ieri mattina, dopo una notte passata insonne in preda alla disperazione, il titolare dell’azienda Paolo Buggin si è messo a lavorare per pulire quel che è rimasto della stalla, una struttura in acciaio con alle pareti un rivestimento di onduline di plastica che aveva finito di costruire solo pochi mesi fa. Coi piedi affondati nel pantano prodotto dall’ingente quantità di acqua che i vigili del fuoco hanno gettato per spegnere le fiamme, l’uomo ha cercato di sistemare quel poco che il fuoco ha risparmiato. Con l’odore acre del fumo ancora sotto il naso, ha fatto il possibile per iniziare a riportare la normalità nella sua azienda. Un lavoro che richiederà settimane. L’incendio, partito pare da una scintilla prodotta dalla saldatrice che stava utilizzando un dipendente dell’azienda agricola intento a eseguire dei lavori di manutenzione, ha risparmiato solo i muri divisori dei box delle mucche e le arcate in acciaio. Il tetto è seriamente danneggiato, le pareti non esistono più. Il fieno divorato dal rogo e gli animali decimati. Sfortuna vuole che il titolare dell’allevamento Due Scoli avesse sospeso l’anno scorso l’assicurazione contro gli incendi. Quello che poteva sembrare un terribile quanto casuale incidente, appare così, alla luce di questa circostanza, una vera e propria congiura della malasorte. I vigili del fuoco hanno terminato il loro intervento alle 20 di venerdì dopo aver lavorato ininterrottamente dalle undici della mattina. Tra le 22 e le 23, una squadra di pompieri si è recata nuovamente all’azienda di via Dante per un ulteriore sopralluogo. Tutti i focolai erano spenti. Ai loro occhi si è presentato solo uno scenario di distruzione, il lavoro di una vita andato perduto.
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IL MATTINO di Padova - SABATO 12 LUGLIO 2008
Stalla distrutta dal fuoco In mezzo a fiamme e fumo è morto anche il bestiame
PONTELONGO. Mega incendio ieri nell’azienda agricola Due Scoli di Paolo Buggin, al civico 10 di via Dante. Pesantissimo il bilancio dei danni: una stalla distrutta, centinaia di quintali di fieno bruciati, dieci mucche morte e otto gravemente ferite, finite al macello. Due squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente dalle 11 di mattina fino al calar delle tenebre per spegnere il rogo ed estinguere gli ultimi focolai. Un intervento particolarmente difficile quello che hanno dovuto compiere i pompieri, costretti a lavorare contro vento, investiti dal fumo denso e acre della plastica bruciata, sempre con le bombole di ossigeno. L’incendio si è scatenato intorno alle 10.45. Un dipendente dell’azienda agricola stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione nella stalla. Una scintilla deve aver colpito il fienile da cui si sono originate le fiamme. Non c’è stato nemmeno il tempo di accorgersi di quanto stava accadendo che lunghe lingue di fuoco hanno avvolto in pochi minuti l’intera stalla. Una struttura di recente costruzione, fra l’altro, fatta di acciaio e con le pareti rivestite di onduline di plastica. Sono state proprio queste, intaccate dal fuoco originatosi dal fieno, a sprigionare il fumo nero che ha saturato l’ambiente in una manciata di minuti, uccidendo dieci mucche. Altre otto sono state gravemente ferite, bruciate e intossicate. Il veterinario ha imposto il loro trasferimento al macello. I pompieri sono intervenuti con quattro autobotti e hanno attinto ininterrottamente fino a sera acqua dai fossi che scorrono sul lato orientale e meridionale della stalla. Gli stessi che hanno impedito ai mezzi di soccorso di portarsi sui lati della struttura, così da obbligare i vigili a lavorare contro vento, facendosi strada poco per volta avanzando solo dalla parte dell’ingresso della stalla. Sono state utilizzate oltre venti bombole di ossigeno. Spente le fiamme, i pompieri hanno dovuto ribaltare tutto il fieno per estinguere tutti i focolai nascosti. Un’impresa che li ha tenuti impegnati fino a dopo le venti quando è intervenuta una terza squadra a dare il cambio. Il titolare dell’azienda ha seguito le operazioni dei pompieri cercando di rendersi utile. Ma era in preda alla disperazione. «Una vita di lavoro persa - continuava a ripetere Paolo Buggin, portandosi le mani alla testa - un disastro, tutto distrutto». L’amarezza e la preoccupazione dell’allevatore, paiono ancor più comprensibili dal momento che l’azienda da un anno non è coperta da assicurazione contro gli incendi. Una circostanza tanto più drammatica dato che il rogo ha prodotto danni per decine di migliaia di euro, distruggendo la stalla e decimando il bestiame.
di : Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO 12 LUGLIO 2008
Paura in via Dante …
Pontelongo - Paura in via Dante Alighieri, a Pontelongo , ieri mattina: un incendio di origine accidentale ha distrutto buona parte dell’azienda agricola “Due scoli”, gestita da Paolo Bugin. Il capannone adibito a stalle è stato distrutto dalle fiamme. Nel rogo sono morti dieci bovini, rimasti intrappolati tra le travi infuocate. L’allarme è scattato poco prima delle 10, quando al centralino dei pompieri è arrivata la chiamata del titolare stesso. L’autobotte è partita immediatamente dal distaccamento di Piove di Sacco. Pochi minuti dopo, raggiunto il luogo in via Dante, è stato chiaro che necessitavano rinforzi. Le fiamme avevano già avvolto buona parte delle stalle che si estendono su una superficie di circa 600 metri quadrati. Il fuoco continuava a “mangiare” la struttura con una velocità impressionante a causa della presenza di balle di fieno e di paglia stipate nel capannone. La prima cosa da fare è stata quella di mettere in salvo i capi di bestiame, evacuati dalle stalle e radunati in un recinto, dove sono stati visitati dai veterinari dell’Usl 16. Nel frattempo altre squadre di pompieri cominciavano a circoscrivere l’incendio anche grazie ai rinforzi arrivati da Padova. L’intervento è durato più di cinque ore. Il fuoco attecchiva senza sosta alle pareti del capannone, alle travi e ai depositi di erba secca, scatenando un vero e proprio inferno di fiamme alte più di dieci metri. La colonna di fumo che si alzava verso il cielo era visibile nel raggio di dieci chilometri, tanto che qualche residente dei paesi limitrofi ha chiamato il 118 per sapere cosa stava succedendo.Una volta spenti tutti i focolai, agli occhi dei pompieri e del titolare si è presentato davanti un paesaggio desolante: il capannone semidistrutto, le travi incenerite, circa 400 balle di fieno e paglia andate in fumo ma, soprattutto, una decina di carcasse di bovini accasciate a terra. In tutto i danni ammonterebbero a circa 100 mila euro. La causa, probabilmente, un corto circuito dell’impianto elettrico causato da una saldatrice utilizzata per dei lavori di manutenzione. Questa è solo una delle ipotesi al vaglio dei vigili del fuoco.”Mi ha chiamata mio marito mentre ero al lavoro - racconta una vicina di casa - mi ha detto che dopo le sbarre del passaggio a livello si era sviluppato un incendio. Sono corsa a casa a chiudere le finestre e a controllare che non ci fossero pericoli. Il fumo che si alzava al cielo faceva impressione solo a vedersi”.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova - SABATO 12 LUGLIO 2008
Sarà inaugurato stamattina l atteso «Ecomuseo» creato in Valle Millecampi
CODEVIGO. Sarà inaugurato oggi alle 10.30 l’EcomuseoMilleCampi allestito all’interno e all’esterno del «Casone delle Sacche» in Valle Millecampi. Si tratta dell’ultima azione del progetto «Agronauta», cofinanziato dal G.a.l. «Le Terre Basse già Antico Dogado» e dall’Unione dei Comuni di Codevigo e Pontelongo. Nell’area del casone lagunare sono stati apposti dei panelli didattico-ambientali (realizzati dalla cooperativa Limosa) in cui sono descritte le peculiarità ambientali, la flora e la fauna e i percorsi suggeriti per visitare il territorio. E’ l’inizio di quello che dovrà diventare un centro visite per tutta la valle, punto di riferimento per un turismo ecosostenibile e di educazione ambientale anche per le scuole. E’ solo il primo passo di un progetto più ambizioso che coinvolgerà in seguito, con il restauro che è in procinto di iniziare la Provincia, anche il «Casone Millecampi». Si punta all’eccellenza ambientale e alla promozione dei prodotti tipici del luogo, radicchio e asparagi in primis.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 09 LUGLIO 2008
Nuovo danno al Cristo di Arzerello. Per togliere gli autocarri servono grossi lavori - Un camion urta l’abside: cadono mattoni
PIOVE DI SACCO. Ennesimo camion finisce contro il santuario del Cristo di Arzerello e danneggia l’abside: è successo ieri intorno alle 14. Il camion ha urtato col cassone una cornice di mattoni staccandone dei pezzi piuttosto grandi. Non è la prima volta che la chiesa viene colpita. L’incidente riaccende la polemica sulla pericolosità di via Cristo. Una strada provinciale che corre fra le case, a ridosso del santuario, priva di marciapiede e percorsa quotidianamente da centinaia di veicoli e molti mezzi pesanti. Questi ultimi si fanno più numerosi in questa stagione: trattori e mezzi agricoli per la raccolta del frumento, seguiti tra un mese dai camion che trasportano le barbabietole allo zuccherificio di Pontelongo e a settembre dai trattori che portano l’uva alla cantina sociale di Arzerello. Don Pietro Baretta, saputo dell’ennesimo danno subito dal santuario, sollecita le istituzioni affinché la via sia messa in sicurezza. «Recentemente - interviene il vice sindaco Giorgio Bovo - il consiglio comunale ha adottato la variante al piano regolatore per consentire gli espropri in vista dello spostamento della provinciale su via Rusteghello. A settembre, trascorso il tempo di pubblicazione e per le osservazioni, verrà approvata in via definitiva. A quel punto potrà aver seguito il progetto della Provincia per il potenziamento di via Rusteghello, che diverrà la nuova Provinciale. Via Cristo diventerà una strada comunale con transito vietato ai mezzi pesanti». Il progetto della Provincia prevede una spesa complessiva di circa tre milioni di euro. «Il comune, tramite un protocollo d’intesa - sottolinea Bovo - si accollerà gli 800.000 euro per gli espropri, mentre il resto dell’intervento sarà a carico della Provincia. Se non ci saranno intoppi penso che il cantiere potrà aprire a primavera».
di : (Elena Livieri)
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Il GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 08 LUGLIO 2008
IL TRENTOTTENNE PAOLO ROSSI ANNEGATO NEL CANALE DI CAGNOLA Un giallo le ultime ore dell’automobilista
Pontelongo - È giallo sulle ultime ore di vita di Paolo Rossi, il trentottenne residente a Pontelongo e annegato domenica mattina nel canale di Cagnola, a Cartura, dopo essere uscito di strada con la sua Honda Civic rossa. Partito da casa alle 22 di sabato, si era sentito alle 23 per telefono con il nipote Nicolò, 25 anni e residente nella stessa trifamiliare di Paolo, con il quale condivideva una forte amicizia e alcune frequentazioni. Il nipote si trovava proprio a Cagnola, in una pizzeria, per festeggiare il compleanno di un’amica e con lo zio si sarebbero accordati per trovarsi nel dopo cena al Serale, noto locale di Pontelongo , spesso meta del gruppo di amici. «Forse Paolo ha voluto fare una sorpresa a mio figlio - ipotizza il cognato, Oliviero, papà di Nicolò - e raggiungerlo alla pizzeria, ma gli orari non tornano». Infatti, secondo la ricostruzione dei carabinieri e il referto del medico legale, la morte è avvenuta attorno alle 6 di domenica mattina, incompatibile con la possibilità che Paolo fosse in giro dalla mezzanotte in quelle zone. Doveva per forza essere stato altrove, e a quell’ora di ritorno verso casa. Forse a prenotare il ristorante per i 39 anni che avrebbe compiuto venerdì, ma di sicuro non era con gli amici che frequentava a Santa Margherita di Codevigo, suo paese natale dal quale si era trasferito da qualche anno e dove continuava a lavorare nella ditta di tende da sole del fratello Gianfranco, che ieri ha portato un mazzo di fiori sulla riva del fiume di Cagnola, e riferisce: «Odiava la velocità e gli argini. Di sicuro non voleva proseguire dritto sul pezzo non asfaltato dove ha perso il controllo dell’auto, ma girare verso le vie interne che conosceva, perché c’era stato per lavoro a fare consegne». Aveva ripreso da martedì il lavoro, Paolo Rossi, dopo un intervento al braccio destro e tre mesi di convalescenza. Sfortunato dalla nascita, con una paralisi ostetrica al braccio sinistro, fino all’adolescenza la sua vita è stata un calvario, su e giù dagli ospedali, sofferenza fisica nonché psicologica. «Finalmente, con l’ultima operazione, aveva ritrovato serenità e grinta - aggiunge Gianfranco - Era un buon ragazzo, umano e vicino agli amici e ai fratelli da cui non si staccava mai». Domani, forse, l’autopsia e il nulla osta per i funerali.
di : (Gl.C.)
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Il GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 08 LUGLIO 2008
Le stelle dell’Europa portano in dono 6 milioni di euro - Il Gruppo di azione locale (Gal) ha allo studio un progetto di valorizzazione economica del Basso Veneziano e Padovano
Il Gal (Gruppo di Azione Locale) “Le Terre Basse”, già Antico Dogado, è pronto per affrontare la nuova programmazione europea sullo sviluppo rurale dei territori della bassa veneziana e della bassa padovana. Il Gruppo, già operante dal 2002 al 2008, si è oggi allargato territorialmente passando dall’area geografica-amministrativa compresa in sei comuni (Campagna Lupia, Cavarzere e Cona in provincia di Venezia, Codevigo, Pontelongo e Correzzola in provincia di Padova) a quella allargata che potrà comprendere altri comuni delle stesse province, da Chioggia a Mira, da Campolongo Maggiore a Terrassa Padovana, da Arzergrande fino a Candiana, solo per citarne alcuni. Tale estensione ha portato a un territorio di circa 150mila abitanti distribuiti su una superficie di oltre 800 Kmq. Qualche giorno fa, nella nuova sede del Gal, la Casa del Magistrato alle Acque, il presidente Pier Luigi Parisotto ha presentato al consiglio l’elaborato-base della prossima programmazione rurale, che servirà come strumento di consultazione e confronto con il territorio per arrivare a produrre un Piano di Sviluppo Locale (Psl) da presentare alla Regione entro il 27 agosto prossimo. L’elaborato-base è frutto di un ampio scambio di idee e opinioni con i vari attori territoriali, pubblici e privati. Le strategie politiche dei paesi Ue sono dunque cambiate, per volere della Comunità Europea, verso un vero e proprio dialogo diretto con le aree, al fine di garantire una piena e ampia collaborazione per uno sviluppo territoriale forte e condiviso. Nel caso specifico, per l’area in questione, sono previsti finanziamenti pubblici che raggiungeranno il tetto dei sei milioni di euro circa, per un investimento complessivo stimabile tra i 10 e i 15 milioni di euro. La prossima attività del Gal sarà pertanto concentrata nella promozione e realizzazione di progetti di interesse prevalentemente rurale in cui, attraverso la diversificazione produttiva agricola, la specializzazione dei prodotti, l’accoglienza turistica diffusa, la valorizzazione di tutte le emergenze culturali, architettoniche, paesaggistiche, si ricercherà il miglioramento della qualità della vita, puntando a promuovere il territorio segnato dalla presenza di grandi fiumi come l’Adige, il Brenta, il Bacchiglione e tutte le loro derivazioni. Saranno promosse infine iniziative di cooperazione con territori europei e italiani aventi caratteristiche simili a quest’area, per diffondere ed amplificare tutte le potenzialità del territorio.
di : Mattia Da Re
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 07 LUGLIO 2008
Annega nell auto finita in canale
PONTELONGO. Si sono accorti dell’auto immersa nel canale molte ore dopo l’incidente: all’interno c’era il corpo senza vita di Paolo Rossi, 38 anni, originario di Santa Margherita di Codevigo, residente a Pontelongo. «Mio fratello era uscito di casa verso le 22, per andare a prenotare la sala di un ristorante per il suo 39º compleanno», racconta uno dei fratelli. Poi la tragedia. E un morto originario di Pontelongo anche in A13, nell’auto tamponata da un furgone: la vittima è Gian Paolo Ruggeri, 64 anni; ferita la donna di origine polacca che stava alla guida dell’auto. In un terzo schianto, salvato dall’auto finita in canale un 62enne di Correzzola.
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 07 LUGLIO 2008
Annega tornando a casa Era stato a prenotare la cena per il suo 39º compleanno
CARTURA. Si sono accorti dell’auto immersa nelle acque del canale dopo oltre sei ore dall’incidente. All’interno di una vecchia Honda Civic è stato trovato il corpo senza vita di Paolo Rossi, 38 anni, originario di Santa Margherita di Codevigo ma residente a Pontelongo in via XX Settembre. Le circostanze dell’incidente non sono ancora chiare, così come l’ora in cui l’auto sarebbe finita in canale. Si ipotizza che il conducente abbia perso il controllo della sua vettura autonomamente, finendo prima giù nella scarpata, poi nel canale Cagnola. Alcuni vicini di casa hanno detto di aver sentito dei rumori strani verso le 6 del mattino. L’allarme è stato dato ieri verso mezzogiorno e dopo circa un’ora è stata appurata con certezza la segnalazione di un passante, il quale aveva chiamato i soccorsi dicendo di vedere un’auto immersa nelle acque del canale. Siamo in via Argine sinistro, nella frazione di Cagnola, che dà il nome anche al canale, in quel punto profondo circa 3 metri. Verso le 16.30 i vigili del fuoco di Piove di Sacco e Padova, con l’aiuto dei sommozzatori, hanno tirato fuori dall’acqua la Honda rosso bordeaux, all’interno della quale c’era ancora il corpo senza vita di Paolo Rossi. Il medico legale avrebbe confermato la morte per annegamento. «Mio fratello Paolo era uscito di casa verso le 22 di sabato - racconta Antonio, il più vecchio dei nove fratelli - era venuto a prenotare un ristorante, perché l’11 luglio avrebbe compiuto 39 anni. Amava fare cene insieme agli amici. Poi però non sappiamo dove sia andato». Ieri mattina la sorella Lucia, che abita nella stessa bifamiliare, gli ha mandato alcuni messaggi sul telefono cellulare, ma senza ricevere risposta. «Capitava che facesse tardi ogni tanto, ma con il passare delle ore la situazione ci è sembrata sempre più strana», racconta sempre Antonio. I carabinieri di Conselve sono risaliti al nome di Paolo Rossi attraverso la targa. Poi sono stati chiamati i parenti, che hanno confermato: Paolo non è mai tornato a casa. Mancano quindi tutti i suoi movimenti nell’arco dell’intera serata. L’unico indizio, per ora, è la testimonianza di un residente che sostiene di aver sentito dei rumori verso le 6 del mattino: rumori riconducibili ad un incidente stradale, ad una carambola. Va detto poi che via Argine sinistro è una stradina arginale che collega Cagnola con Bovolenta. Paolo quindi potrebbe averla imboccata per tornare a casa. Quanto alla sua uscita di strada, non si conoscono le cause. Si può solamente ricostruire la sbandata seguendo le tracce rimaste impresse sull’erba e sul terreno. Paolo era il penultimo dei nove fratelli e aveva una lieve disabilità ad un braccio. Lavorava comunque come operaio in un’azienda di famiglia, a Santa Margherita di Codevigo, che commercia tende da sole. Rosalia, l’anziana madre, quando è stata messa al corrente dell’accaduto si è sentita male: ora si trova ricoverata in ospedale.
di : Enrico Ferro
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 07 LUGLIO 2008
SANGUE SULLE STRADE Muore nell’auto tamponata in autostrada E’ successo alle 3.30 di ieri in A13. La vittima era originaria di Pontelongo, ferita la compagna
PONTELONGO. Pesante bilancio per un incidente avvenuto l’altra notte lungo l’autostrada A13 (nella foto) in località Fiesso Umbertiano: a causa di un tamponamento ha perso la vita Gian Paolo Ruggeri, 64 anni, nato a Pontelongo e da anni residente a Roma. Ferita in modo grave la donna di origine polacca che guidava la Daewoo Matiz su cui viaggiava Ruggeri. Solo ferite lievi, invece, per il conducente dell’autocarro Iveco, il padovano G.G., 56 anni, coinvolto nello scontro. L’incidente è avvenuto all’altezza del chilometro 57+300 della carreggiata nord (quella da Bologna verso Padova) a circa sei chilometri dall’uscita di Villa Marzana, a sud di Rovigo. L’esatta dinamica è al vaglio della polizia autostradale del distaccamento di Altedo. Lo schianto si è verificato attorno alle 3.30, quando la Daewoo Matiz su cui viaggiava come passeggero il sessantaquattrenne Gian Paolo Ruggeri è stata tamponata violentemente dal furgone Iveco condotto da G.G. Non sono ancora chiare le cause all’origine dello scontro. Ad avere la peggio sono stati gli occupanti dell’utilitaria, scagliata fuori strada. Ruggeri è morto praticamente sul colpo in seguito alle gravi lesioni riportate, mentre la quarantottenne di origine polacca J.P., è stata trasportata con l’ambulanza a sirene spiegate all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. Le sue condizioni sono apparse subito piuttosto gravi ai sanitari, tanto che la donna è stata immediatamente sottoposta a un intervento chirurgico. J.P. è ora ricoverata nel reparto di Rianimazione ed è ancora in pericolo di vita. Meno gravi, invece, le condizioni del cinquantaseienne padovano che guidava l’autocarro, trasportato anch’egli al pronto soccorso per delle medicazioni. Subito dopo il terribile tamponamento in cui ha perso la vita il sessantaquattrenne originario di Pontelongo, altre due auto, che si sono trovate la strada sbarrata dai mezzi incidentati, sono state coinvolte in un tamponamento. Si tratta di una Peugeot 307 e di una Peugeot 407, entrambe condotte da cittadini polacchi. Uno scontro, quest’ultimo, che ha causato tanta paura ma per fortuna nessuna conseguenza grave per gli occupanti le vetture. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Rovigo e di Ferrara, che hanno lavorato oltre due ore per liberare la carreggiata dai detriti e dai pezzi di lamiera dei veicoli sparsi sull’asfalto. Gli agenti della Polstrada hanno eseguito i rilievi e solo alle 6.40 l’autostrada è stata riaperta. Il corpo di Ruggeri è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale di Rovigo, a disposizione del magistrato di turno.
di : ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova - LUNEDÌ, 07 LUGLIO 2008
Forse è stato un colpo di sonno a fargli perdere il controllo della sua Honda Civic rossa.
Paolo Rossi, 38 anni - ne avrebbe compiuti 39 venerdì -, residente in via XX settembre a Pontelongo , è morto ieri mattina alle 6, annegato nel canale di Cagnola, a Cartura, dopo essere uscito di strada in via Argine sinistro, all’altezza dell’azienda vitivinicola “La Contadina”. Probabilmente di ritorno verso casa, Paolo aveva appena imboccato la strada di prosecuzione dell’argine, non asfaltata, che da Cartura porta a Bovolenta e, da lì, ha preso improvvisamente la destra, precipitando dalla scarpata e finendo, dopo una cinquantina di metri, nel canale. L’allarme ai carabinieri di Conselve è scattato soltanto alle 12.30, quando un passante ha notato i vetri rotti dell’auto e i segnali inequivocabili di pneumatici che avevano scavato la scarpata. Anche se, in realtà, i componenti della famiglia Griggio, che gestisce l’azienda di vini, riferiscono di aver udito qualcosa attorno alle sei del mattino, senza però pensare al peggio. «Si sentono sempre molte macchina passare di notte - raccontano -, soprattutto in questo periodo che dormiamo con le finestre aperte, ma chi avrebbe potuto pensare che questa volta qualcuno fosse finito in canale?». Dell’auto infatti, nessuna traccia, visti gli almeno tre metri di profondità del fiume, sino all’intervento del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco. I sub sono riusciti a riportare a galla il corpo del trentottenne soltanto alle 16.30, con l’aiuto di una gru. I congiunti della vittima, che abitava a Pontelongo solo da qualche anno, in una bifamiliare vicino alla sorella Lucia e al marito Oliviero Antico, sono giunti sul posto della disgrazia nel pomeriggio, solo dopo che è stata accertata l’identità del corpo estratto dall’auto. Penultimo di nove fratelli, la numerosa famiglia di Paolo è originaria di Santa Margherita D’Adige, dove tutt’ora continua a vivere la maggior parte dei suoi quattro fratelli e altrettante sorelle. La madre Rosalia, di 72 anni, avvisata dalla figlia Lucia, la prima ad essere stata contattata dai carabinieri, non ha retto alla tragica notizia: è stata colta da malore e immediatamente portata al pronto soccorso. Paolo, vita single, faceva l’operaio nell’azienda del fratello Gianfranco, la ditta “Rossi” di Codevigo, che produce tende da sole. Parzialmente invalido, a causa di una paralisi ostetrica al braccio sinistro riportata al momento della nascita, il trentottenne era stato da poco operato, il 7 aprile, alla cuffia della spalla destra che quindi lavorava per due. «Un giovane solitario ma che amava anche la compagnia dei suoi amici di sempre a Santa Margherita - ricordano il fratello maggiore Antonio, impresario edile, e la cognata -. Era un appassionato di cinema d’azione e aveva una ricca collezione di film con cui passava il tempo a riposare in casa». Uscito di casa alle dieci di sabato sera, Paolo aveva avvisato la sorella Lucia che sarebbe andato a prenotare in un ristorante per la cena del suo compleanno, che avrebbe festeggiato venerdì. Notato il ritardo, la sorella Lucia aveva provato a inviargli qualche messaggio sul cellulare. Tentativi purtroppo vani. Restano dunque da ricostruire le ultime ore di vita del giovane, il cui corpo sarà sottoposto all’autopsia per stabilire se ci sono altre ragioni che possono averlo indotto alla fatale sbandata.
di : Gloria Cesarotto
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IL GAZZETTINO di Padova - LUNEDÌ, 07 LUGLIO 2008
Era a bordo dell’auto …
Rovigo - Era a bordo dell’auto guidata da una donna: la vettura è stata tamponata da un furgone. Lui è morto sul colpo, lei è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale civile di Rovigo. L’incidente mortale è avvenuto intorno alle 3,30 lungo la corsia nord dell’Autostrada A13 tra i caselli di Occhiobello e Villarmarzana-Rovigo sud. La vittima è Gian Paolo Ruggeri, 64 anni, originario di Pontelongo , nel Padovano, ma da anni residente a Roma. L’uomo viaggiava a bordo della Matis Daewoo condotta da P.J., 48enne polacca che nelle ore successive l’incidente è stata sottoposta a un delicato intervento chiururgico. La donna è rimasta politraumatizzata ed è in prognosi riservata. Cause e dinamica dello schianto, avvenuto in una nottata con visibilità perfetta, lungo un tratto rettilineo della corsia nord (chilometro 57+300, territorio del comune di Fiesso Umbertiano), sono al vaglio della Polizia autostradale di Altedo. Secondo una prima ricostruzione la Matis è stata tamponata da un furgone Iveco condotto da G.G., 56 anni, di Padova, rimasto poi leggermente ferito. Un urto violentissimo, tant’è che l’auto si è ribaltata ed è rimasta in mezzo all’autostrada ruote all’aria con all’interno i due occupanti incastrati. Per evitare i primi due mezzi, una Peugeot 309 e una Peugeot 406 con a bordo quattro cittadini slovacchi, tutti illesi, si sono tamponate. I soccorsi sono giunti da Rovigo e Ferrara, autoambulanze del Suem e Vigili del fuoco che hanno lavorato mentre la corsia nord è stata chiusa al traffico da Occhiobello e Villamarzana sino alle 6,30. Gian Paolo Ruggeri è morto sul colpo e per avvisare i familiari la Polstrada di Altedo ha coinvolto il Commissariato romano “Esposizione”, anche se nella capitale sembra che vivesse da solo, mentre una famiglia risulta abitare a Latina.
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Il MATTINO di Padova - VENERDÌ, 04 LUGLIO 2008
Le proposte - Promozione per l’utilizzo dell’acqua del rubinetto
PIOVE DI SACCO. Promozione dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto, realizzazione di una casa dell’acqua e etichetta di qualità da inserire nella bolletta: sono queste le principali richieste che le associazioni Legambiente, Al ritmo del Tam Tam e L’iceo hanno presentato ai vertici della società Aps-Acegas che, ormai da diversi mesi, gestisce il ciclo idrico integrato nella Saccisica.
Le stesse associazioni hanno promosso nei mesi scorsi un ciclo di incontri sul tema dell’acqua intesa come bene comune da difendere, cui hanno partecipato personaggi di spicco come Emilio Molinari, presidente nazionale del Contratto Mondiale sull’acqua. «Chiediamo - scrivono le associazioni nel documento inviato ad Aps-Acegas - che l’azienda si impegni a promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto che è buona, controllata e sicura, in alternativa alle minerali iper pubblicizzate. A questo scopo chiediamo che venga realizzata a Piove di Sacco una casa dell’acqua». Legambiente, Tam Tam e L’iceo vogliono poi che venga istituita l’etichetta dell’acqua del rubinetto, con l’indicazione dei valori di legge dell’acqua potabile confrontati con quelli dell’acqua distribuita comune per comune e il raffronto con una ventina di marchi di minerali. «Vorremmo poi conoscere - domandano le associazioni - la programmazione degli investimenti di Aps-Acegas per far fronte alla dispersione di oltre il 50 per cento di acqua immessa nella rete idrica della Saccisica a causa delle condotte ormai datate». Infine è stato chiesto ad Aps-Acegas di destinare 0,50 centesimi all’anno per ogni utenza da destinare alla realizzazione di pozzi in territori a rischio siccità.
di : (e.l.)
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Il MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 LUGLIO 2008
Nuove corse e convogli più funzionali
PIOVE DI SACCO. Esulta il comitato degli utenti della linea ferroviaria Adria-Mestre che finalmente ha scucito alla Regione Veneto impegni concreti per migliorare il servizio. Importanti novità sono annunciate per settembre: più treni, convogli più comodi, tempi di percorrenza più brevi e abbonamenti annuali per i pendolari. «Il 29 maggio abbiamo incontrato la direzione d’esercizio della ferrovia Adria-Mestre, gestita da Sistemi Territoriali Spa - informa Davide Grisafi, delegato regionale di Assoutenti - per approfondire alcune questioni legate alla qualità del servizio emerse nell’assemblea di febbraio. In questi mesi si sono confermati alcuni problemi che creano disagi sensibili ai viaggiatori: affollamento dei convogli, corse non cadenzate, collegamenti limitati. Finalmente - annuncia Grisafi - abbiamo ottenuto una serie di impegni che porteranno interessanti novità a partire da settembre». Sistemi Territoriali ha annunciato l’istituzione di tre nuovi treni per il collegamento Chioggia-Adria-Piove di Sacco-Mestre, uno al mattino in andata e due al pomeriggio per i rientri. In questo modo la speranza è di ridurre il sovraffollamento che attualmente si registra nei convogli. Un treno pomeridiano da Venezia, con partenza alle 17.30 circa, proseguirà fino a Chioggia e sarà quindi usufruibile anche per i pendolari residenti fra Piove di Sacco e Adria che oggi non dispongono di servizi per il rientro nel tardo pomeriggio. I nuovi convogli verranno dotati di una schermatura per i grandi finestroni privi di tendine che attualmente lasciano filtrare i raggi solari rendendo spesso un inferno il viaggio. E verranno installati nuovi appigli e corrimano per una maggiore sicurezza. Per ridurre i tempi di percorrenza saranno soppresse le fermate Pontelongo Ponte e Cavarzere Stazione. Infine verrà istituito per i pendolari un abbonamento annuale più agevolato rispetto a quello mensile. «Ovviamente - sottolinea Grisafi - Assoutenti e comitato dei pendolari saranno solerti nel verificare che questi impegni non rimangano soltanto sulla carta».
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Il MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 LUGLIO 2008
PONTELONGO Galvan, raccolto l’sos In arrivo 15 mila euro dal Comune
PONTELONGO. C’è un futuro per la scuola elementare paritaria Galvan dopo i timori delle scorse settimane, quando si temeva che lo storico istituto potesse addirittura chiudere a causa del drastico taglio dei trasferimenti da parte dello Stato. I soggetti interessati hanno però fatto quadrato per garantire il prosieguo dell’offerta didattica. «La Curia vescovile - dichiara don Aldo Manfrin - ci darà, come ha già fatto in passato, il suo sostegno. Con tutte le precauzioni e le avvertenze imposte dalla situazione contingente, possiamo però dire che gli auspici sono confortanti, specie ora che i genitori stanno dimostrando un’importante presa di conoscenza sul valore della scuola cattolica». E proprio dai genitori è stato lanciato unanime un forte segnale di volontà affinché la scuola abbia prospettive a lungo termine. «Come misura straordinaria - dichiarano i genitori tramite i loro portavoce - abbiamo deciso di aumentarci, provvisoriamente, la retta di 20 euro al mese. Con gli insegnanti, inoltre, abbiamo istituito un comitato volontario di transizione per studiare già nel corso dell’estate tutta una serie di strategie per programmare e migliorare l’offerta formativa, per incentivare le iscrizioni e per trovare risorse attraverso, per esempio, degli sponsor». «La scuola non chiuderà - assicurano i genitori - perché è un valore aggiunto per la comunità e poi non bisogna dimenticare che gli unici a pagarne le spese sarebbero i bambini». Anche l’amministrazione, come promesso, farà la propria parte elargendo un contributo straordinario di 15 mila euro. «Va ricordato che il Comune - spiega il sindaco Federico Ossari - tra i propri doveri istituzionali, non ha quello di intervenire economicamente per le scuole private, quando vi è la presenza in loco di quella pubblica. Tuttavia questa amministrazione si è sempre impegnata, nei limiti delle proprie competenze, nel favorire la partecipazione dei ragazzi alla scuola privata, arrivando, negli anni scorsi, anche a forme di persuasione verso i genitori al fine di garantire classi più equilibrate». Il primo cittadino di Pontelongo alla fine non risparmia una critica a chi ha parlato di un’amministrazione carente negli interventi. «Voglio ricordare - conclude Ossari - che la ragione più importante che ha generato il problema finanziario della Galvan è stato la scarsità delle iscrizioni. Se anche altri avessero iscritto i loro figli a questa scuola, come ha fatto il sottoscritto con i suoi, forse oggi le cose potrebbero essere diverse».
di : (al.ces.)
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Il MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 LUGLIO 2008
VIGILANZA VIP
PIOVE DI SACCO. La Vigilanza impegnata passiva, promossa da Forza Italia con l’appoggio di Lega Nord e Udc, affronterà domani sera le vie del quartiere Sant’Anna. «Visto che siamo lontani dal centro storico - fa sapere il responsabile tecnico dell’iniziativa Andrea Galuppo - ci muoveremo in bici, con partenza alle 22 dalla piazza davanti al Duomo. Faremo il giro di tutto il quartiere. Ci sono state segnalate varie situazioni critiche da parte dei residenti di Sant’Anna e così abbiamo deciso di effettuare le nostre passeggiate anche qui». I volontari della «Vip», con la pettorina gialla, saranno facilmente riconoscibili.
di :(e.l.)
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Il MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 03 LUGLIO 2008
La Regione si impegna a migliorare da settembre la linea Adria-Mestre - Nuove corse e convogli più funzionali - Assoutenti: «Speriamo che non si tratti solo di promesse. Vigileremo» Previsti abbonamenti annuali e tempi di percorrenza più brevi
PIOVE DI SACCO. Esulta il comitato degli utenti della linea ferroviaria Adria-Mestre che finalmente ha scucito alla Regione Veneto impegni concreti per migliorare il servizio. Importanti novità sono annunciate per settembre: più treni, convogli più comodi, tempi di percorrenza più brevi e abbonamenti annuali per i pendolari. «Il 29 maggio abbiamo incontrato la direzione d’esercizio della ferrovia Adria-Mestre, gestita da Sistemi Territoriali Spa - informa Davide Grisafi, delegato regionale di Assoutenti - per approfondire alcune questioni legate alla qualità del servizio emerse nell’assemblea di febbraio. In questi mesi si sono confermati alcuni problemi che creano disagi sensibili ai viaggiatori: affollamento dei convogli, corse non cadenzate, collegamenti limitati. Finalmente - annuncia Grisafi - abbiamo ottenuto una serie di impegni che porteranno interessanti novità a partire da settembre». Sistemi Territoriali ha annunciato l’istituzione di tre nuovi treni per il collegamento Chioggia-Adria-Piove di Sacco-Mestre, uno al mattino in andata e due al pomeriggio per i rientri. In questo modo la speranza è di ridurre il sovraffollamento che attualmente si registra nei convogli. Un treno pomeridiano da Venezia, con partenza alle 17.30 circa, proseguirà fino a Chioggia e sarà quindi usufruibile anche per i pendolari residenti fra Piove di Sacco e Adria che oggi non dispongono di servizi per il rientro nel tardo pomeriggio. I nuovi convogli verranno dotati di una schermatura per i grandi finestroni privi di tendine che attualmente lasciano filtrare i raggi solari rendendo spesso un inferno il viaggio. E verranno installati nuovi appigli e corrimano per una maggiore sicurezza. Per ridurre i tempi di percorrenza saranno soppresse le fermate Pontelongo Ponte e Cavarzere Stazione. Infine verrà istituito per i pendolari un abbonamento annuale più agevolato rispetto a quello mensile. «Ovviamente - sottolinea Grisafi - Assoutenti e comitato dei pendolari saranno solerti nel verificare che questi impegni non rimangano soltanto sulla carta».
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Il MATTINO di Padova - MARTEDI’ 01 LUGLIO 2008
BENEFICI SUI MUTUI IN 50 COMUNI
Nel Padovano da oggi si potrà surrogare o rinegoziare gratuitamente il mutuo sulla casa, con la garanzia degli enti locali. In mattinata a Palazzo della Ragione, cinquanta Comuni hanno firmato la convenzione già siglata da Padova con le principali banche del territorio. Antonveneta e Cariparo in testa. Un progetto voluto dall’assessore al bilancio Sirone per attuare il decreto Bersani e alleggerire le famiglie, permettendo loro di trasferire il mutuo contratto oppure di effettuare un piano di ammortamento a costo zero. A ususfruirne sono i residenti di Albignasego, Arre, Battaglia, Boara Pisani, Borgoricco, Bovolenta, Cadoneghe, Campodarsego, Camposampiero, Carceri, Casale di Scodosia, Casalserugo, Conselve, Due Carrare, Este, Fontaniva, Galliera, Gazzo, Granze, Legnaro, Loreggia, Lozzo Atestino, Maserà, Massanzago, Megliadino S. Fidenzio, Montagnana, Montegrotto, Noventa, Piombino, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Rovolon, Rubano, S. Angelo di Piove, S. Giorgio in Bosco, Saccolongo, San Giorgio delle Pertiche, S. Martino di Lupari, San Pietro Viminario, Santa Giustina in Colle, Selvazzano, Solesino, Teolo, Torreglia, Trebaseleghe, Tribano, Vescovana, Vigodarzere, Villa del Conte, Villanova.
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Il GAZZETTINO di Padova - MARTEDI’ 01 LUGLIO 2008
PIOVE DI SACCO. SINGOLARE RAID LUNGO TUTTA L’AFRICA PER PORTARE UN MESSAGGIO DI FRATELLANZA Con due motociclette e un pick up sulle piste del Continente Nero
Piove di Sacco - Percorrere tutta l’Africa nel senso della lunghezza. Percorrere oltre 17 mila chilometri in 57 giorni su moto e su un Pick Up. È la sfida che si accingono a compiere quattro giovani tra cui il piovese Luigi Tonon. Non solo un viaggio di esplorazione del Continente Nero, ma i quattro vogliono anche contribuire a migliorare le condizioni di vita dei popoli africani. Difatti sul Pick Up oltre al materiale di viaggio ci saranno anche 240 chilogrammi di sementi che verranno distribuiti a 903 contadini del Sudan. L’impresa è sponsorizzata da Regione, Comune e Provincia di Padova, Comune di Venezia, dai Comuni della Saccisica cui si aggiungono Este e Martellago, il Lions e il Rotary club. Il Motoraid Trans Africa Nord-Sud è stato presentano mercoledì sera in piazza Vittorio Emanuele a Piove di Sacco alla presenza del vicesindaco Giorgio Bovo e dell’assessore alla Cultura Giastefano Rodella. Ma vediamo chi sono i protagonisti dell’impresa. A guidare una delle due moto, una Ktm lc8 950, sarà Maurizio Pistore, 52 anni, nato a Piove e residente a Pontelongo , con alle spalle diversi raid africani e una Venezia-Pechino. L’altra due ruote, una Honda 750 Africa Twin, sarà condotta da Tommaso Lampitelli, 42 anni con esperienza di motocross sulle piste nord africane. Alla guida della Mitsubishi L200 siederà Luigi Tonon, 61 anni, medico, grande appassionato di viaggi. Accanto a lui siederà Paolo Caldon, 40 anni, di Pontelongo , ex paracadutista, che si occuperà di riprendere scorci del viaggio dall’alto col paramotore. Spazio anche al gentil sesso, visto che a metà viaggio, e precisamente a Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, Luana Zuin, 37 anni di Martellago che col fidanzato ha percorso in moto l’Europa, Egitto, Turchia e Giordania, prenderà il posto di Lampitelli. La partenza da Padova per Civitavecchia dove col traghetto raggiungeranno Tunisi è stabilità per oggi: «Prima di partire saremo in Prato della Valle - spiega Pistore - dove il sindaco Flavio Zanonato ci consegnerà una lettera da consegnare al sindaco di Beira, città del Monzambico gemellata con Padova. La nostra sarà un’azione umanitaria in quanto col ricavato dagli sponsor verrà costruito un pozzo e una scuola in Mauritania che ospiterà un centinaio di bambini seguiti dall’associazione “Bambini nel Deserto”. Durante il viaggio incontreremo il ministro all’Agricoltura del Sudan, quindi in Kenia troveremo il dottor Ciprien Bakara di “Medici per l’Africa”, in Mozambico avremo un incontro con l’ambasciatore italiano Carlo Fornaciari e due suore di Correzzola cui consegneremo il riconoscimento per il loro lavoro del sindaco Mauro Fecchio, quindi in Sud Africa a Durban ci aspetta il pontelongano Enrico Boaga, emigrato ben 52 anni fa». Il motoraid africano si concluderà l’8 agosto a Cape Town in Sud Africa.
di : Gianni Patella
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Il GAZZETTINO di Padova - MARTEDI’ 01 LUGLIO 2008
Ecco i firmatari della convenzione per la surrogazione o rinegoziazione gratuita dei mutui casa a favore dei cittadini residenti.
LE BANCHE -Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Antonveneta, Banca Etica, Carife, Banca Popolare Friuladria, Credito Emiliano, Banca Popolare di Vicenza, Unicredit, Banca Carige, Banca Popolare di Verona, Banca Atestina di Credito Cooperativo, Banca dei Colli Euganei - C.C. - Lozzo Atestino, Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana, Banca di Credito Cooperativo di Cartura, Banca di Credito Cooperativo di Sant’Elena, Banca di Credito Cooperativo Euganea di Ospedaletto Euganeo, Banca di Credito Cooperativo Padana Orientale San Marco - Rovigo, Credito Trevigiano - B.C.C., Banca Adige Po C.C. Lusia, Banca di Credito Cooperativo del Veneziano, Banca di Credito Cooperativo Vicentino, Banca di Romano E S. Caterina - C.C. , Banca di Credito Cooperativo del Polesine, Banca di Credito Cooperativo di Campiglia dei Berici, Banca di Credito Cooperativo di Quinto Vicentino, Banca Veneta 1896 C.C, Banca di Credito Cooperativo di Piove Di Sacco, Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto, Banca del Centroveneto.
I COMUNI - In ordine alfabetico sono Albignasego, Arre, Battaglia Terme, Boara Pisani, Borgoricco, Bovolenta, Cadoneghe, Campodarsego, Camposampiero, Carceri, Casale di Scodosia, Casalserugo, Conselve, Due Carrare, Este, Fontaniva, Galliera Veneta, Gazzo, Granze, Legnaro, Loreggia, Lozzo Atestino, Maserà, Massanzago, Megliadino S. Fidenzio, Montagnana, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Piombino Dese, Ponte San Nicolò, Pontelongo , Rovolon, Rubano, S. Angelo di Piove di Sacco, S. Giorgio in Bosco, Saccolongo, San Giorgio Delle Pertiche, San Martino di Lupari, San Pietro in Viminario, Santa Giustina in colle, Selvazzano Dentro, Solesino, Stanghella, Teolo, Torreglia, Trebaseleghe, Tribano, Vescovana, Vigodarzere, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero.
Nella stipula della convenzione capofila sono il Comune di Padova da una parte e la Cariparo e Antonveneta dall’altra.
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