Marzo 2008
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 30 MARZO 2008
Mozzarelle di bufala Tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina
PIOVE DI SACCO. Mentre le mozzarelle di bufala campane giacciono invendute nei banchi frigo di supermercati e negozi, dopo la notizia che potrebbero contenere diossina, fa affari d’oro il caseificio Scacco di via Porto, gestito da Giuseppe Scacco, 66 anni, che lo ha fondato oltre vent’anni fa e lo manda avanti con la moglie Ariella e i figli Emanuele e Simone. Trecento bufale che ogni giorno con il loro latte permettono di produrre 500 mozzarelle. E di invendute non ne rimangono. Anzi. «Da quando si è sparsa la notizia delle mozzarelle del sud con la diossina - conferma la signora Ariella, addetta alla vendita - ho notato un aumento di clienti. Evidentemente non si fidano di acquistare il prodotto al supermercato». Giuseppe Scacco ci tiene però a mettere i puntini sulle i: «Con o senza diossina - precisa l’allevatore - le mozzarelle campane non sono come le nostre. Noi usiamo solo latte di bufala mentre quelle hanno almeno il 30 per cento di latte vaccino. Così è più facile farle, perché la pasta fila meglio». «Io non ho mai voluto usare latte che non fosse delle mie bufale - sottolinea Scacco - ho puntato da subito sulla qualità del prodotto ed è quella che oggi ci premia. Senza farci pubblicità, senza rete di distribuzione e senza rappresentanti, abbiamo in pochi anni collezionato centinaia di clienti affezionati che arrivano anche da Vicenza, Adria, Chioggia, Cavarzere». I controlli nell’allevamento di bufale di via Porto vengono effettuati a cadenza settimanale dal servizio veterinario dell’Usl, ma non solo: «Per maggior scrupolo - aggiunge Scacco - sottoponiamo sia gli animali sia il latte che i prodotti finiti, oltre alle mozzarelle anche formaggi, burro e ricotta, ad ulteriori accertamenti. Il consumatore può stare più che tranquillo. Le bufale vengono alimentate con erba medica, mais, ceroso, semi di lino, melasso, sali minerali e vitamine. In tutto ci sono trecento animali, ma solo cento per volta in lattazione. I maschi oltre che per la monta vengono usati per la carne. Li macelliamo e poi rivendiamo i tagli su ordinazione». Le mozzarelle Scacco vengono usate anche in quasi tutte le pizzerie di Piove di Sacco e dintorni. Il costo è di 12 euro al chilo, concorrenziale con quello di alcune marche famose di mozzarelle campane e più alto rispetto ad alcune sottomarche. «Se si pensa che ci vogliono quattro litri di latte per una mozzarella - fa notare Scacco - è ovvio che i prezzi non possono stare sotto una certa soglia. Questa è un’azienda a conduzione familiare, lavoriamo sette giorni su sette, perché gli animali non vanno in ferie. Con le leggi e la burocrazia che ci sono nel nostro Paese solo un pazzo - confida Scacco - poteva mettersi in testa di lasciare un posto sicuro da ragioniere e un appartamento in centro per trasferirsi in aperta campagna e avviare un allevamento di bufale con caseificio. Ma la qualità del lavoro e dei prodotti ci ha dato ragione».
di ELENA LIVIERI
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 30 MARZO 2008
Motoraduno con veterane e giro turistico
Piove di Sacco - Oggi il centro di Piove si anima per il rombo delle centinaia di moto che partecipano al 22. Motoraduno organizzato dal Moto Club Piove se con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. In passerella tutti i tipi e le marche di moto, pezzi d’epoca, chopper e custom. Il programma prevede le iscrizioni alle 8.30 in piazzale Serenissima. Alle 11 la partenza del giro turistico sulle strade della Saccisica. Al ritorno a Piove si svolgeranno le premiazioni. Alla fine sarà eletta miss Motoraduno. Come succede ormai da qualche anno, alla manifestazione partecipano anche centauri provenienti da Senden la cittadi na tedesca gemellata col capoluogo della Saccisica. Pure i due motoclub si sono gemellati. Ad accompagnare i motociclisti tedeschi c’è Mario Dellana con la moglie Inge hanno partecipato a una cena in loro onore.
di : (G.P.)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 29 MARZO 2008
Lite tra immigrati Uno rimane ferito
PIOVE DI SACCO. Lite fra due marocchini l’altra sera in via Valeri: uno dei due è finito all’ospedale con una ferita da taglio sulla schiena e ne avrà per quindici giorni. E’ successo intorno alle 20 di giovedì vicino al bar Ai Pescatori: un gruppo di ragazzi di nazionalità marocchina discuteva animatamente sul piazzale retrostante il locale quando due di loro sono venuti alle mani. Dopo qualche spinta uno dei due ha rotto una bottiglia di vetro e si è avventato col coccio in mano contro l’altro, ferendolo alla schiena. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri, avvisati dai titolari del bar, preoccupati che la lite potesse degenerare ancor di più. I militari hanno chiamato l’ambulanza per far trasportare all’ospedale il giovane ferito, A.K., 26 anni, residente a Pontelongo. E’ stato ricoverato e ha una prognosi di due settimane. Il connazionale che lo aveva ferito si era già allontanato ma i carabinieri hanno un identikit che forse potrà aiutarli a identificarlo.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 28 MARZO 2008
PONTELONGO - Lite tra coniugi E la donna finisce all’ospedale
PONTELONGO. Si arrabbia con la moglie e le sbatte la cornetta del telefono sulla testa: la povera donna ha rimediato al pronto soccorso una prognosi di cinque giorni. La lite fra coniugi, sessantasette anni lui, sessantuno lei, è avvenuta ieri pomeriggio in una abitazione di via Roma. Sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati dalla donna ferita, per calmare gli animi. Non è ancora chiaro il motivo che ha scatenato l’ira del marito nei confronti della moglie. Fatto sta che l’uomo si è parecchio arrabbiato ed è passato presto dalle parole ai fatti. La baruffa si è conclusa, infatti, con il marito che ha scagliato sulla testa della moglie la cornetta del telefono, evidentemente la prima cosa che ha trovato sottomano, procurandole un brutto ematoma. La donna ha quindi telefonato ai carabinieri che sono giunti dopo pochi minuti e hanno sedato gli animi. E hanno accompagnato al pronto soccorso la sessantunenne ferita: è stata medicata e giudicata guaribile in cinque giorni. Le liti in famiglia sono purtroppo tutt’altro che rare e spesso a farne le spese sono proprio le donne, più indifese e vulnerabili.
di:(e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 28 MARZO 2008
Installa il distributore di latte e vende 300 litri al giorno «Così ho salvato l’azienda»
PIOVE DI SACCO. Installa un distributore per vendere il latte delle sue mucche e in poco tempo arriva a piazzarne fino a 300 litri al giorno: ha avuto un enorme successo l’iniziativa di Fabrizio Nori, allevatore quarantanovenne che vive con moglie e figlio al civico 21 di via Righe, nella frazione di Corte. Stanco di lavorare dall’alba al tramonto per 42 centesimi di euro ogni litro di latte venduto all’ingrosso, ha deciso di venderlo da sé, facendolo pagare un euro. E la scelta lo ha premiato: in pochi giorni passaparola e curiosità hanno trasformato la casetta in legno dove è stato installato il distributore di latte lungo via Righe, in una tappa fissa per decine di clienti affezionati. «Non mi posso lamentare di come sta andando - conferma Nori - nei giorni di massima vendita abbiamo distribuito fino a 300 litri di latte. Non potevo più sostenere i costi dell’azienda ricevendo per un litro di latte 42 o 43 centesimi. Ho ventidue vacche da latte e circa sessanta bovini da carne. L’allevamento richiede molte ore di lavoro, sette giorni su sette. E per avere il latte non basta mungere le mucche. Ci sono controlli da effettuare ogni mese per garantire la qualità e salubrità del prodotto e anche questi hanno dei costi. Perciò stare dentro alle spese con margini di guadagno decenti è sempre più difficile. Avevo sentito qualcosa parlare dei distributori di latte e mi sono informato finchè ho trovato un’azienda che li produce». E’ la moglie di Nori, Rossella Fornaro, l’addetta al distributore: «Mio figlio dopo la scuola mi aiuta con gli animali, e lei si occupa dei rifornimenti di latte e di lavare le bottiglie rese. Chi arriva senza contenitore lo può prendere da noi e poi renderlo o riutilizzarlo. Questo modo di acquistare il latte - sottolinea - ha anche il vantaggio di mettere in giro meno rifiuti. Inizialmente erano per lo più i vicini e la gente del paese a venire, ma pian piano si è sparsa la voce e ormai i clienti sono centinaia. Molti sono anche di passaggio, persone che fanno questa strada per andare e tornare dal lavoro». Sulla qualità del latte che passa direttamente dal secchio della mungitura al distributore non ci sono dubbi: «Chi viene una volta - conferma Nori - torna sempre. Il latte non subisce alcun trattamento particolare, ci limitiamo a filtrarlo. Può essere bevuto così com’è entro due giorni, poi va bollito. Oltre alla qualità, i consumatori possono anche risparmiare, visto che noi vendiamo un litro di latte a un euro e in negozio costa minimo un euro e 60».
di :ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 26 MARZO 2008
Varotto scelta nel Pd di Pontelongo «Raccoglieremo subito proposte»
PONTELONGO. E’ Francesca Varotto la nuova coordinatrice della sezione locale del Partito democratico. Trentasette anni, laureata in Giurisprudenza e sposata, Francesca Varotto non è un volto sconosciuto negli ambienti politici del paese. Ha, infatti, ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori pubblici nel periodo tra il 1999 ed il 2002. «A Pontelongo - spiega la neo coordinatrice - in realtà le basi dell’attuale Partito democratico erano già state gettate oramai da dieci anni. Questa della nascita del coordinamento non è altro che una tappa di un percorso già iniziato e soprattutto la conferma di una direzione intrapresa da tempo». Quali gli obiettivi del cordinamento? «Senza dubbio - prosegue la Varotto - l’attenzione a favorire una quanto più ampia partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria. Raccoglieremo subito proposte e faremo circolare idee».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 26 MARZO 2008
Polemica tra i consiglieri Bertipaglia e Tiozzo sulla nomina di Padoan come direttore Usl 14
PIOVE DI SACCO. «Il collega Lucio Tiozzo che ha criticato la nomina di un direttore generale ad interim per l’Usl 14 ha sollevato una inutile polemica»: così Regina Bertipaglia, consigliere regionale di Forza Italia, ha commentato le dichiarazioni espresse dal consigliere Lucio Tiozzo nel corso di una recente seduta della V Commissione. «Tiozzo - fa notare Bertipaglia - senza rispetto alcuno degli argomenti da trattare, ha criticato la nomina di Antonio Padoan lasciando intendere che la stessa fosse stata fatta unicamente sulla base di due progetti di legge di maggioranza al vaglio della commissione. Essendo io la prima firmataria di uno dei progetti di legge - prosegue Bertipaglia - lo ringrazio dell’improbabile potere che mi attribuisce, ma gli ricordo anche che la nomina effettuata altro non è che un segnale di grande attenzione alla volontà del territorio piovese che, attraverso la Conferenza dei sindaci e i consigli comunali, ha espresso la volontà di separarsi da Chioggia. L’assessore Martini, nell’incontro coi sindaci della Saccisica prima delle nomine, aveva espresso l’intendimento della giunta di lasciare inalterati i confini delle Usl venete, dando disponibilità a tenere nella dovuta considerazione le richieste del territorio. Dal momento che i sindaci del Piovese sono in maggioranza di centrosinistra, invito il collega Tiozzo a rivolgersi agli stessi per avere spiegazioni circa le ragioni sulle quali fondano la richiesta di separazione da Chioggia. Nel caso poi riuscisse a far cambiare loro idea, sono sicura che il presidente Galan sarà ben felice di poter nominare una nuova direzione generale e io di ritirare il progetto di legge».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 25 MARZO 2008
Invariate Ici e addizionale Irpef Cresce invece la tariffa sui rifiuti
PONTELONGO. Approvato in consiglio comunale, nonostante l’assenza delle minoranze, il bilancio di previsione 2008 e il piano triennale delle opere pubbliche. Rimangono invariate Ici (5 per mille sulla prima casa, 7 per mille sulle attività produttive) e l’addizionale comunale Irpef (0.7 per cento). Riguardo a quest’ultima poi, la soglia di reddito esente è stata elevata a 10 mila euro. Ciò significa un minore introito per le casse comunali quantificabile in circa quattromila euro che tuttavia sarà più che compensato da un extra-gettito da parte dello Stato. Aumenti in vista invece per quanto riguarda la tariffa sui rifiuti sull’ordine del 4 per cento. Un altro passo verso la copertura totale (ora siamo al 97 per cento) del costo del servizio imposto dalla legge. «Si tratta - ha spiegato nella sua relazione l’assessore Giorgio Pizzeghello - di un bilancio certamente opinabile, ma indiscutibilmente sano, costruito secondo un principio di prudenza che per noi rappresenta più che una questione contabile soprattutto una filosofia di amministrare senza scaricare sulle future amministrazioni debiti o vincoli. Anche quest’anno, poi, abbiamo rivolto importanti risorse al settore dei servizi, del sociale e della cultura». Al momento del voto, comunque, i consiglieri di minoranza hanno abbandonato il consiglio comunale in segno di dissenso.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 23 MARZO 2008
L’opposizione ha abbandonato la seduta per protesta - Bilancio contestato in Consiglio «Inserite sempre le stesse opere»
PONTELONGO. Clima teso in consiglio comunale con ulteriori strascichi polemici. In occasione della votazione del bilancio di previsione le minoranze hanno, infatti, abbandonato la sala al momento della votazione. «Questa sarà ricordata come la «Giunta dei progetti» - ha commentato il capogruppo di minoranza Emanuele Canova prima di uscire - brava solo nell’ordinario ma priva di ogni strategia». Non è mancata la replica del sindaco Federico Ossari a difendere l’operato della sua amministrazione. «Quello che più dispiace - commenta Ossari - è che questa minoranza non ha idee. Questo è il terzo bilancio consecutivo che non presenta alcun emendamento. In questo modo hanno tradito il mandato ricevuto dai cittadini. A livello generale poi - prosegue - non possiamo accettare critiche qualunquiste. Dire che Pontelongo è la «Cenerentola del Piovese» ci pare assolutamente fuori luogo, visto il ruolo che abbiamo giocato sulla vicenda dell’acqua e del Pati. Per non parlare del rilancio di immagine che ha portato la nostra comunità ad essere conosciuta in un territorio molto vasto. Ancora meno regge la critica se parliamo di opere pubbliche realizzate (restauro Villa Foscarini e Casa del Popolo, ampliamento cimiteri, raccordo ferroviario, recupero casa delle associazioni). «Ossari mente sapendo di mentire - ribadiscono con un comunicato le minoranze - perché mentre afferma che noi abbiamo tradito il mandato degli elettori lui non ha il coraggio di dichiarare che il 90% dei lavori indicati nel piano triennale 2007 sono gli stessi di quest’anno. Sono poi due anni che chiediamo di costituire una commissione per la valorizzazione del centro storico e fondi per le attività produttive ma non abbiamo ricevuto riscontri. Ormai tutti sanno che il primo cittadino ha come primo obiettivo le medaglie per le inaugurazioni, peraltro su iniziative che erano state avviate dalla giunta retta da Roberto Franco».
di :(Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 22 MARZO 2008
Curiosità, foto e iniziative da scoprire anche nel web
PONTELONGO. Il legame tra Pontelongo e lo zuccherificio naviga anche sul web. E’ attiva, infatti, anche sulla rete, una speciale sezione dedicata al mondo dello zucchero. Non poteva di certo mancare anche questa forma di marketing comunicativo che potenzialmente non conosce limiti geografici. Accedervi è molto semplice: basta cliccare sul logo del progetto «Pontelongo: paese dello zucchero» presente sulla homepage del sito del comune (www.comune.pontelongo.pd.it) o digitare l’indirizzo www.zucchero.comune.pontelongo.pd.it. Molte le curiosità introdotte e grande la disponibilità di notizie a cui il navigatore virtuale può accedere. Il menù poi aiuta la navigazione attraverso i principali temi trattati. Accanto all’illustrazione degli obiettivi del progetto, si può trovare un’informativa dedicata alle iniziative in cantiere, una rassegna stampa e una completa documentazione delle attività svolte. Ampia è poi la documentazione fotografica sulle edizioni della Festa della Dolcezza che si tiene in dicembre con le sue varie attività e mostre. Spazio anche ai commenti e alle testimonianze che i visitatori posso lasciare. Interessante, infine, la rassegna di fotografie degli impianti e dei personaggi che nel corso degli anni hanno fatto la storia dello zuccherificio. Una vero patrimonio soprattutto per i più giovani.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 22 MARZO 2008
I cento anni dello zuccherificio A maggio partono i festeggiamenti
PONTELONGO. Che lo zuccherificio sia una risorsa anche per il futuro, l’amministrazione comunale lo ha sempre saputo. Per questo, soprattutto negli ultimi anni, ha messo in moto una serie di iniziative atte a valorizzarne la presenza. Anzi ha fatto di più: ha legato il nome stesso di Pontelongo a doppio filo con quello dello stabilimento e del suo prodotto, lo zucchero. Una scelta coraggiosa e controcorrente viste le tante ombre che si sono addensate sul settore negli ultimi anni. Nel maggio 2006 Pontelongo è stato, infatti, proclamato «Paese dello Zucchero». Alle basi di questa dichiarazione la consapevolezza di una storia oramai centenaria durante la quale lo zucchero e la sua lavorazione hanno segnato non solo la vita economica, ma anche quella sociale e culturale. Oggi il prodotto è più che mai di qualità, la cui filiera è certificata. Su questi motivazioni è nata nel dicembre del 2005 la «Festa della Dolcezza», una manifestazione che nel corso delle edizioni ma dimostrato di crescere e proporre un numero di iniziative al pubblico sempre maggiore. Momenti culturali, gastronomici, turisti e di divertimento legati al mondo dello zucchero e della dolcezza, che hanno portato il paese ad essere conosciuto su vasta scala. E quest’anno ricorre il centenario della progettazione dello stabilimento. Un biennio di festeggiamenti che inizierà a maggio con un grande convegno sul lavoro. In vista anche la pubblicazione di un libro e scambi culturali con la cittadina belga di Tirlemond e il suo museo dello zucchero.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
Una cittadella industriale tra ricchezza e occupazione Ma anche odori e traffico
PONTELONGO. Un paese nel paese. Una realtà, quella dello zuccherificio, che fa parte integrante di Pontelongo. Che ne governa le scelte, l’economia, la viabilità e perfino l’andamento demografico. Al punto che tutto ruota ormai attorno a questo stabilimento. Nel bene e nel male. Nell’occupazione e nella ricchezza, come negli odori, nel traffico e nello smog. Al punto che Pontelongo si è proclamata «Paese dello Zucchero», che alle manifestazioni esibisce candide e dolci sculture, che nel suo sito mostra con orgoglio vecchie e nuove immagini dell’azienda. Ora è un paese-fantasma l’«Italia Zuccheri», in quanto la campagna saccarifera è concentrata in poco più di cento giorni, da agosto ad ottobre. Nei mesi invernali i dipendenti lavorano alla manutezione dei giganteschi impianti che fanno sì che dalle barbabietole si arrivi, attraverso un lungo procedimento, al fatidico cucchiaino di zucchero. Come pure alla Nutella, ai panettoni, alle marmellate, alla Coca cola e perfino all’Aspirina. Ma lavorano anche all’ammodernamento dello stabilimento, che quest’anno sta investendo in tecnologie una cifra a sette zeri. Perché le nostre barbabietole pare non siano poi così pregiate, tanto che per vincere la concorrenza europea richiedono una lavorazione più sofisticata di quelle svizzere o austriache. Girare tra decine di metri di nastri trasportatori, gigantesche centrifughe, vasche, enormi macchinari per la depurazione o la cristallazione fa quasi girare la testa a chi come me, ai tempi della scuola, aveva un odio viscerale per quanto riguardava la chimica o la fisica. E ci vuole la pazienza e la grande abilità del direttore dello stabilimento, l’ingegnere Emanuele Cavallari, per cercare di rendere elementari e accattivanti i complessi procedimenti che stanno alla base della trasformazione della barbabietola in polverina candida (il 10 per cento) o in mangime (tutto il resto). In questi mesi funziona a pieno regime solo il reparto confezionamento, ormai affidato esclusivamente alla tecnologia, con i carrelli elevatori che sembrano piccoli robot, i metaldetector che mettono ai riparo gli utenti dalla presenza anche di minuscoli frammenti ferrosi, le montagne di pacchetti di zucchero che vanno a riempire i magazzini. Chi lo vuole finissimo (la grande distribuzione che rappresenta il 12% della produzione), chi più grosso (le macchine che distribuiscono bevande), chi liquido (l’industria). Chi preferisce i contenitori bianchi, chi azzurri e chi perfino neri. E proprio questa è l’ultima richiesta, forse la più originale, tanto che Cavallari scuote la testa un po’ dubbioso. Il richiamo al bianco, al candore, alla purezza e alla pulizia dove va a finire? Cambiano i gusti, come va avanti la tecnologia per quest’azienda che proprio quest’anno compie cento anni. Tecnologia che rende via via inutile la mano umana. Ora ci sono i computer e un centinaio di dipendenti (oltre a duecento avventizi) quando alle origini ce n’erano un migliaio. E c’erano perfino l’asilo gestito dalle suore per i figli dei dipendenti, la chiesetta interna (ora aperta solo il giorno di Sant’Antonio) e le abitazioni per tecnici e operai, che facevano da corolla all’azienda. Una cittadella vera e propria, autonoma. Che durante la guerra è stata fatta bersaglio di pesanti bombardamenti. Riuscendo poi a rinascere, a riprendere vigore e a resistere prima al crac Montesi (rilevata da «Italia Zuccheri») e poi ai tagli europei, che hanno portato alla chiusura della gran parte degli zuccherifici italiani. Ora ne sono rimasti in piedi solo quattro. Con quale futuro? Non ne vuole sapere di fare previsioni il direttore. Non c’è verso. L’unico indizio positivo sono gli investimenti. Del resto i cento dipendenti si sentono già dei miracolati. Le uniche proteste arrivano dall’esterno, da chi deve fare i conti con i 500 e più camion che durante la campagna saccarifera varcano i cancelli dell’azienda rendendo le zone circostanti un’autentica camera a gas. Con i famigerati treni delle barbabietole che turbano i sonni e le giornate di chi abita a Dolo o a Camponogara, gente che dello zuccherificio ha solo i disagi. Con le nauseabonde puzze che, complici vento e temperature estive, sconfinano per chilometri e chilometri. Soluzioni? Non ne esistono. Questo è lo zuccherificio.
di PAOLA MALAGOLI
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
LA STORIA - Cento anni di rivoluzione economica
PONTELONGO. Quella dello stabilimento di Pontelongo è una storia centenaria. Nel dicembre del 1908, infatti, una società belga sceglie di investire i propri capitali in questo nuovo insediamento. Il territorio si presta particolarmente alle esigenze della nuova avventura: estese proprietà terriere e le acque di un fiume, il Bacchiglione, indispensabili sia alla lavorazione che alla comunicazione e al trasporto. Il 26 giugno del 1910 lo zuccherificio è pronto, in grado di macinare il doppio dei grandi impianti saccariferi italiani. La tecnologia è avanzatissima, come la qualità dei tecnici, che provengono dai Paesi con maggiore esperienza nel settore: Belgio, Germania e Boemia. Azionisti di minoranza sono invece alcuni personaggi importanti nella storia locale come la famiglia Melzi di Correzzola e Leone Zara, grande proprietario terriero a Pontelongo e Maserà, che con le loro estese proprietà garantirono per i primi anni la materia prima, ovvero le barbabietole. Da quel 1910 l’economia locale si trasformò rapidamente. Mutarono i modelli sociali, vi fu la comparsa della classe operaia e Pontelongo in breve vide raddoppiare il numero degli abitanti. Per i pontelongani lo zuccherificio coincide però con il nome di Ilario Montesi, proprietario dello stabilimento per ben 40 anni (1927-1967). E’ un tecnico chimico, un manager industriale illuminato, un grande azionista e un finanziere che si muove sui mercati finanziari europei. Acquista zuccherifici in Germania, diversifica i campi di intervento (sciroppi, glutammato, alcol, zucchero) e fa di Pontelongo il centro di una costellazione ramificata in più direzioni. Montesi diede vita al Gruppo saccarifero veneto che operò fino al 1986, anno in cui venne assorbito in Isi (Industria saccarifera italiana Spa). Tale società è stata poi incorporata in Eridania Spa nel 1992. Dal gennaio 2003 lo stabilimento fa parte del Gruppo Coprob, attraverso la controllata Italia Zuccheri Spa.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
LE PROTESTE - Paesi soffocati da puzza e inquinamento Trasporto via rotaia «bocciato» dal tribunale
PONTELONGO. L’altra faccia della medaglia. La presenza dello stabilimento, infatti, è all’origine anche di una serie di annose problematiche. Due le questioni aperte: quella della puzza e quella del traffico pesante durante la campagna.C’è chi ha definito Pontelongo, più o meno ironicamente, «Paese dei miasmi». Il problema si ripropone tutti gli anni: un odore fastidioso che a volte diventa nauseabondo, anche se non tutti i giorni sono uguali. Molto incidono pressione atmosferica e temperatura. In ogni caso la puzza è davvero insopportabile durante particolari fasi della lavorazione della barbabietola, che ne prevedono la fermentazione. Trovare però qualcuno che in paese si lamenti è impossibile. Alla vigilia dell’ultima campagna la questione è arrivata in consiglio comunale. E’ stato chiesto all’amministrazione di vigilare sul livello delle emissioni e di mettere in campo tutti i provvedimenti necessari per contenere il fenomeno. Contemporaneamente è stata sollevata la questione che tutta questa puzza potrebbe anche arrecare un danno economico al paese. Secondo una ricerca dell’Università di Siena, infatti, in una zona dell’Italia centrale interessata dalle emissioni di un impianto saccarifero le abitazioni hanno perso di valore. Vero è che a Pontelongo nessuno ha ancora venduto casa per questo motivo, ma allo stesso tempo è altrettanto vero che i prezzi delle abitazioni sono tra i più bassi del territorio. Il sindaco Federico Ossari ha sempre tenuto un atteggiamento ponderato sulla questione. «Siamo nati e cresciuti - spiega - con l’odore dello zuccherificio. Non vedo il caso di farne un dramma. Il comune ha interpellato l’Arpav e ha interessato la Provincia, ma nessun ente ha segnalato disagi oltre la media». Normale invece cogliere qualche malumore nei comuni limitrofi, dove i disagi non sono compensati da un ritorno in termini di benefici economici e sociali. «E’ indubbio che nei confronti delle emissioni dello stabilimento - commenta il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio - ci sia sempre stata grande tolleranza. Tuttavia il problema esiste e dovrebbe essere affrontato con investimenti adeguati». Altro motivo di continue discussioni è quello dei trasporti. Per eliminare parte delle migliaia di camion che nei mesi della campagna intasano le strade si è pensato, negli anni scorsi, di trasferire parte del carico su rotaia. Si è investito così su un raccordo ferroviario all’interno dello stabilimento in modo che le bietole possano essere scaricate usando i binari di Sistemi Territoriali. Ma la soluzione non è stata gradita da tutti. Sono nati così comitati di cittadini che, dopo avere visto le loro abitazioni lungo la tratta in pericolo per le vibrazioni, hanno portato la questione in tribunale che ha dato loro ragione. E così, anche per quest’anno, sono previsti solo due treni al giorno e non dopo le 22.
di : ALESSANDRO CESARATO
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
I SINDACATI - Lavoratori «miracolati», ma il futuro si decide nel 2010 - Resta aperto il problema del risarcimento ai dipendenti che sono stati esposti all’amianto
PONTELONGO. L’aria che si respira tra i lavoratori è quella della consapevolezza di essere dei privilegiati. Da queste parti, infatti, tagli e cassa integrazione sono rimaste, per fortuna, solo parole e la paura di una possibile chiusura dello stabilimento sembra essere stata, per il momento, scongiurata. Ma non sono mancati i momenti di tensione. Specie alla vigilia della campagna del 2006 quando, per ricollocare il personale del vicino zuccherificio di Porto Viro, si era pensato di sacrificare gran parte dei 200 avventizi, soprattutto studenti, casalinghe ed extracomunitari: le fasce sociali più deboli della popolazione. L’azienda di Pontelongo è sopravvissuta al rischio chiusura, ma sarebbe pericoloso allentare ora la tensione. Lo sanno bene le Rappresentanze sindacali, che non abbassano la guardia e chiedono garanzie per il futuro, specie a lungo termine. «La direzione di Italia Zuccheri - esordisce Rizzieri Grandi, uno dei rappresentanti delle Rsu - ci ha espresso la volontà di volere continuare ad operare nel settore, ed il consistente piano di investimenti previsto per il prossimo triennio sembra testimoniarlo. Il grande interrogativo è legato però alla data del 2010, quando termineranno gli aiuti congiunti di sostegno che arrivano dall’Italia e dall’Europa. Solo allora si potrà verificare la sostenibilità del sistema. Per questo motivo, in questa fase, riteniamo opportuno cercare di creare un clima di collaborazione e di intesa con la direzione, in un’ottica di interessi comuni». Intanto si è conclusa la campagna di sottoscrizione dei contratti per il 2008. «Lavorando molto - sottolinea Grandi - siamo riusciti a ottenere risultati soddisfacenti. Sono stati sottoscritti contratti per 23 mila ettari di coltura che, scontato un calo fisiologico, diventeranno 17-18 mila. E’ fondamentale che il territorio rimanga un bacino per la barbabietola». Per finire, è tornato tristemente alla ribalta negli ultimi mesi lo spettro delle contaminazioni da amianto. Si sono conclusi gli accertamenti medici sui dipendenti che fino al 1992 hanno partecipato a fasi lavorative utilizzando prodotti a base di asbesto. «Lo stabilimento è stato completamente bonificato - spiegano le Rsu - già nel 1992, ma oggi c’è la certezza che l’esposizione all’amianto ha lasciato i segni in alcuni lavoratori. Da parte nostra stiamo portando avanti con determinazione un percorso che riconosca a queste persone almeno i benefici contributivi previsti».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
IL DIRETTORE - «Previsti investimenti triennali per 40 milioni di euro Camion o treni? La scelta non è di mia competenza»
PONTELONGO. Emanuele Cavallari, ingegnere meccanico, ha iniziato la sua attività nel settore saccarifero nel 1979 nello stabilimento di Crevalcore (Bologna) per proseguire poi in quelli di Bottrighe (Rovigo), Finale Emilia (Modena), Bondeno (Ferrara), Casei Gerola (Pavia) e dall’estate 2006 è direttore a Pontelongo. Quali sono i programmi futuri? «E’ in atto un piano triennale di investimenti per 40 milioni di euro che porterà lo stabilimento ad aumentare la capacità produttiva (da 14 a 16 mila tonnellate al giorno) adeguandolo alle esigenze di mercato. Gli investimenti sono mirati sia al mantenimento del costo di produzione sia alla riduzione dell’impatto ambientale». A proposito di impatto ambientale, cosa è stato fatto per contenere il problema degli odori? «Sono stati fatti importanti investimenti attraverso la costruzione del depuratore per le acque reflue dotato di vasche di ossigenazione, denitrificazione e decantazione. Sono state costruite barriere antirumore e inscatolate le zone più rumorose del forno calce. Altro non è possibile: lo zuccherificio è come un grande incrocio tra direttrici molto trafficate. Non lo si può eliminare». Camion o treni? «Non è un problema di mia competenza, devono essere altri a decidere. Qui devono arrivare le barbabietole». E la situazione occupazionale? «Negli ultimi due anni il personale avventizio è stato parzialmente sostituito da dipendenti in cassa integrazione appartenenti agli stabilimenti del gruppo chiusi». Come sono i rapporti con l’amministrazione? «Di massima collaborazione, nel rispetto delle esigenze reciproche. Tale stretta interconnessione ha origini lontane poiché lo zuccherificio, oltre a dare grande impulso economico al paese, ha contribuito alla creazione di attività sociali e ricreative. E Italia Zuccheri è in linea di continuità con il passato».
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 21 MARZO 2008
Italiano per stranieri
PONTELONGO. Si è concluso positivamente il laboratorio linguistico di italiano dedicato ai bambini stranieri, tenuto nella scuola primaria «Montessori». «I protagonisti - spiega l’assessore ai Servizi sociali Piergiorgio Tamiazzo - sono stati otto alunni stranieri di nazionalità diverse, che mostravano incertezze soprattutto nell’esprimersi in classe davanti ai compagni. Obiettivo principale di questo laboratorio è stato perciò quello di offrire loro un contesto protetto. Gli insegnati hanno rilevato una ricaduta positiva in classe, perché i bambini hanno partecipato con maggiore interesse e sicurezza alle attività».
di : (a.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 20 MARZO 2008
Il bilancio scatena la bagarre in Comune - LE MINORANZE HANNO ABBANDONATO L’AULA PRIMA DELL’APPROVAZIONE
Pontelongo - Toni accesi e minoranze che abbandonando l’aula prima dell’approvazione del bilancio in consiglio comunale a Pontelongo. La bagarre è partita dopo la presentazione, fatta dal sindaco Federico Ossari, del piano degli interventi per il 2008, al quale i rappresentanti di Forza Italia e Lega Nord non hanno presentato alcun emendamento.”Questa minoranza non ha idee e quand’anche ne avesse non fa la fatica di proporle - ha dichiarato Ossari - È questo infatti il terzo bilancio consecutivo sul quale non viene presentato nessun emendamento. Gli elementi per svolgere pienamente il loro compito li avevano tutti. In questo modo hanno tradito il mandato ricevuto dai loro elettori che era quello di vigilare sull’operato della giunta, in particolare intervenendo sull’atto per eccellenza che è il bilancio di previsione”. Scatenate le minoranze nel rispondere al sindaco: “Ossari non ha il coraggio di dichiarare che il 90 per cento dei lavori pubblici indicati nel piano triennale del 2007 sono gli stessi del 2008, vedi asfaltatura strade, ristrutturazione palestra scuola media, risistemazione dei parco giochi e tanto altro - sbottano - Solo nell’ultimo anno abbiamo presentato quaranta tra interrogazioni ricevendo risposte fuori luogo se non silenzio assoluto”.
di : (Fe.Be.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 19 MARZO 2008
Case popolari Via libera alla vendita
PONTELONGO. Riparte l’iter della vendita delle case popolari. L’amministrazione comunale ha finalmente ricevuto, dopo più di un anno e mezzo, la risposta da parte della Sovrintendenza di Venezia in merito agli immobili vincolati. A riproporre la questione del patrimonio immobiliare trasferito nel 2006 dal demanio pubblico all’ente comunale è stato il consigliere di minoranza Enzo Battisti che spiega: «Da inizio legislatura abbiamo chiesto informazioni in merito all’alienazione degli immobili ex Iacp/Ater ed abbiamo potuto constatare gli innumerevoli ostacoli e problemi che hanno rallentato le operazioni di vendita. Chiediamo quale sia ora la effettiva situazione di un’operazione che avrebbe dovuto portare un concreto contributo di risorse sia alle varie opere di pubblica utilità ma anche per gli interventi manutentivi sulle rimanenti abitazioni». Anche per le rimanenti unità vendibili, in verità, ci sono stati dei rallentamenti dettati da complicazioni catastali. In definitiva i trasferimenti sono stati inferiori a quelli sperati e di conseguenza anche le risorse rientrate nelle casse comunali. «Dopo una difficoltosa verifica con la Regione - risponde il sindaco Federico Ossari - su chi avesse la competenza a rilasciare l’autorizzazione, la Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio ha inviato la comunicazione contenente l’esito di non interesse culturale per gli edifici Erp costruiti da più di cinquant’anni». Il parere riguardava ben 55 dei 78 alloggi ricevuti in dotazione dal comune. «La domanda - ricorda il sindaco - era stata presentata nel maggio del 2006. Nel momento in cui è arrivata la risposta abbiamo provveduto subito ad attivare i contatti con gli inquilini per verificarne l’interesse all’acquisto. Il primo blocco trattato è stato quello delle abitazioni che si trovano in via Villa del Bosco».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - Domenica 16 Marzo 2008
Sono 270 i comuni veneti che hanno …
Sono 270 i comuni veneti che hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato a fronte del taglio di trasferimenti statali. A renderlo noto è stato Franco Zorzo, sindaco di Tombolo, tra i promotori dell’iniziativa. Zorzo, nel sottolineare il successo del ricorso, rileva come a fronte di un pronunciamento favorevole del Tar del Veneto la giustizia ammnistrativa del Lazio si sia dimostrata di altro avviso. «Il Tar della Regione dove ha sede Roma - afferma - in questi giorni ha stranamente ribaltato la sentenza del Tar Veneto, respingendo l’istanza cautelare di Associazione nazionale dei comuni e di molti altri comuni italiani, quasi 400». «La pronuncia ora emessa, nel solo Lazio - rileva Zorzo - appare chiaramente ispirata più da ragioni di opportunità politiche e che dal rispetto delle norme e delle leggi: siamo proprio la repubblica delle banane dato che la sentenza del Tar del Lazio è ingiustamente lesiva dell’autonomia locale ed è in palese contrasto con quella del Tar Veneto». Ecco i Comuni padovaniche hanno partecipato al ricorso avanti al Capo dello Stato: Tombolo, Abano Terme, Anguillara Veneta, Arre, Arzergrande, Baone, Battaglia Terme, Boara Pisani, Borgoricco, Brugine, Campodarsego, Camposampiero, Casale di Scodosia, Casalserugo,, Castelbaldo, Cervarese Santa Croce, Conselve, Correzzola, Curtarolo, Este, Fontaniva, Galliera Veneta, Gazzo, Grantorto, Legnaro, Limena, Loreggia, Lozzo Atestino, Masi, Massanzago, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Noventa Padovana, Padova, Piombino Dese, Piove di Sacco, Polverara, Ponso, Pontelongo , Ponte San Nicolò, Rovolon, Rubano, Saletto, San Martino di Lupari, San Pietro in Gù, Santa Giustina in Colle, S.Angelo di Piove di Sacco, Sant’Elena d’Este, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia, Trebaseleghe, Urbana, Veggiano, Vescovana, Vigodarzere, Vigonza, Villa del Conte, Villafranca Padovana, Villanova di Camposampiero, Vo.
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IL GAZZETTINO di Padova - Domenica 16 Marzo 2008
Trasferimenti erariali Padova sarà la più penalizzata I Comuni ricorrono a Napolitano
Sono 270 i Comuni veneti che hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato a fronte del taglio di trasferimenti statali. A renderlo noto è stato Franco Zorzo, sindaco di Tombolo, tra i promotori dell’iniziativa. Zorzo rileva come a fronte di un pronunciamento favorevole del Tar del Veneto quello del Lazio si sia dimostrata di altro avviso. «Il Tar di Roma - afferma - in questi giorni ha stranamente ribaltato la sentenza del Tar Veneto, respingendo l’istanza cautelare di Associazione nazionale dei comuni e di molti altri comuni italiani». Nel 2008 i trasferimenti erariali dello Stato ai Comuni capoluogo di provincia diminuiranno mediamente di quasi il 4\% (precisamente del 3,9\%) e Padova sarà quello più penalizzato. La nuova denuncia è della Cgia di Mestre, che ha analizzato i dati elaborati dal Ministero degli Interni. Conseguenza: una probabile impennata delle tasse locali. Il più penalizzato sarà il Comune di Padova, con una una riduzione del 13\% rispetto al 2007, che è anche quello che riceve in termini pro capite l’importo più basso d’Italia, solo 128 euro.
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato 15 Marzo 2008
Nuova risonanza senza medici - La struttura fissa è entrata in funzione ma è sotto-utilizzata
Piove di Sacco - Da alcune settimane non si vede più il tir parcheggiato sull’area esterna del Pronto Soccorso piove se con a bordo il macchinario per effettuare la risonanza magnetica sugli utenti. E’ entrata in funzione, infatti, anche se non a pieno regime, la nuova risonanza magnetica della Radiologia dell’ospedale piove se costata 2,3 milioni di euro che saranno ammortizzati con il risparmio del canone d’affitto per lo strumento mobile ed i 300 mila euro messi a disposizione dalla Banca di Credito Cooperativo piove se. Prima la risonanza sul tir arrivava un giorno alla settimana ed era in grado di effettuare una ventina di indagini sui pazienti, per un totale di ottanta al mese. Attualmente quella ospitata nei locali della Radiologia non è in grado di soddisfare un maggior numero di utenti in quanto mancano almeno due medici radiologi.”So che il direttore generale Antonio Padovan - dice il primario Fausto Pittarello - ha già bandito il concorso per l’assunzione di due radiologi, speriamo che arrivino presto per poter utilizzare al meglio il nuovo ed importante strumento”.La nuova risonanza con la necessaria dotazione di medici dovrebbe funzionare almeno dodici ore al giorno e soddisfare le esigenze di una ventina di utenti, quindi circa cinquecento indagini al mese. In questa maniera si ridurrà di molto la lista di attesa. Per di più viene offerto un servizio sicuramente di qualità e senza i disagi provocati ai pazienti ricoverati che dovevano essere trasportati all’aperto per poi salire sul mezzo mobile. La nuova risonanza doveva essere inaugurata l’11 febbraio scorso, ma dalla direzione dell’Asl 14 è arrivato l’alt. Molto probabilmente lo stop alla cerimonia è dovuto al periodo elettorale in corso, quindi per rispettare la par condicio considerato che l’iter per portare il prezioso macchinario di indagine nel nosocomio piove se è stato frutto dell’impegno di esponenti del centrodestra, il consigliere regionale Regina Bertipaglia e il collega Leonardo Padrin.
di : G.P.
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDì 11 MARZO 2008
All’interno della lista del Partito Partito democratico…
All’interno della lista del Partito democratico per il Senato oltre alla figura di Paolo Giaretta vi è quella del sindaco di Galliera, Silvano Sabbadin. Invece spiccano molti giovani nella lista della Camera “Veneto 1″. Dove troviamo all’11. posto l’imprenditrice Cristina Bonetti, al 14. Barbara Peron vicesindaco di Vigodarzere, al 17. Federico Ossari sindaco di Pontelongo e al 21. Paola Miotti di S. Giorgio in Bosco. Al 27. Francesca Ambrosi consigliere comunale a Vo’.
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDì 11 MARZO 2008
Imprenditoria, gli extracomunitari si fanno largo - La crescita nei dieci comuni presi in esame è del 25\%.
Montagnana - Crescita esponenziale delle posizioni imprenditoriali extracomunitarie nel territorio del Montagnanese (10 Comuni per un totale di circa 33 mila abitanti). Montagnana, per il quinto anno consecutivo seppur di poche unità nel 2007 è cresciuta come numero di abitanti, questo grazie agli stranieri, i quali hanno raggiunto il 6,9\% del totale dei residenti di cui il 32,6\% minorenni. Per la cronaca al 31 dicembre scorso, la popolazione montagnanese era di 9.498 abitanti. Per quanto concerne la dinamica degli imprenditori stranieri nel 2007 (fonte elaborazione studi CCIAA) in tutte le aree della provincia si registrano dati positivi, in primis nel Piovese (+25,3\%) e nel Montagnanese (+ 25\%). La crescita degli imprenditori stranieri ed extracomunitari in particolare sopperisce in parte alla forte diminuzione degli imprenditori locali. Entrando nello specifico degli ultimi anni, basti pensare che imprenditori extracomunitari nel 2000 aMontagnana erano 17; nel 2007 sono diventati 69. ACasale di Scodosia nel 2000 vi era una sola posizione imprenditoriale extracomunitaria; nel 2007, ben 17. AMegliadino San Fidenziofino al 2001 non vi erano imprenditori extracomunitari; oggi sono 11. La lista poi può continuare con un dato sempre costante: aumento delle posizioni imprenditoriali extracomunitarie e diminuzione di quelle totali su tutti i Comuni del mandamento. Ma i dati che fotografano meglio questo cambio di soggetti imprenditori, da locali ad extracomunitari, la si nota maggiormente confrontando il numero degli imprenditori totale e quelli extracomunitari. Ebbene a Casale di Scodosia, patria del Mobile in Style, nel 2000 vi erano 1.096 posizioni imprenditoriali, di cui solo lo 0,1\% extracomunitari. Nel 2007, il totale delle posizioni imprenditoriali sono scese a 990, ma il numero dell’incidenza extracomunitaria è salita all’1,7\%. AMerlara, tra il 2002 e il 2007 le posizioni imprenditoriali totali sono scesce da 606 a 512, mentre quelle extracomunitarie sono salite percentualmente dall’0,7 al 2,7\%. A Montagnana sempre in sette anni dal 2000 al 2007 le posizioni imprenditoriali nel loro totale sono scesi di 141 unità, mentre quelle extracomunitarie sono quasi quintuplicate, passando dall’0,9\% al 4,2\%. Un altro importante confronto che pone Montagnana come una delle città che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di stranieri ed extracomunitari con una loro posizioni imprenditoriale, viene confrontando Montagnana con gli altri centri capoluogo madamentale della bassa padovana. Infatti, il 4,2\% di posizioni imprenditoriali extracomunitarie di Montagnana è ben superiore al 3,3\% di Este; 1,5\% di Monselice e il 3,6\% di Piove di Sacco. Certo non siamo al 10,8\% di Pontelongo , il 5\% di Padova e il 4,8\% di Noventa Padovana, ma è chiaro che nell’ambito del territiorio dell’intera bassa padovana, è proprio nel Montagnanase la zona dove la crescita dei stranieri è accompagnata dalla crescita dell’imprenditoria extracomunitaria.
di : (C.Z.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDì 07 MARZO 2008
Parcheggio vietato in via Zuccherificio per dare sicurezza a pedoni e ciclisti
PONTELONGO - Sicurezza stradale in via Zuccherificio. E’ stato ripristinato, infatti, il divieto di sosta in prossimità dell’incrocio con via Villa del Bosco. Si tratta di un altro intervento volto a regolare il traffico e il parcheggio nell’area centrale e storica del paese, per questo sempre meno adatta a sopportare l’intasamento di mezzi sempre più numerosi ed ingombranti. Già da tempo, infatti, l’amministrazione sta studiando delle soluzioni per cercare di tamponare questo tipo di disagio. «Dopo gli interventi sulla viabilità e sui parcheggi attuati lo scorso anno in via Rotta, via San Francesco e via Gramsci - dice il sindaco Federico Ossari - si è deciso di porre mano anche alla situazione di via Zuccherificio che da tempo era sotto osservazione. In pratica è stato ripristinato il vecchio divieto di sosta lungo il murazzo nel tratto che parte da sotto il ponte della ferrovia, fino all’incrocio con via Villa del Bosco. I cartelli sono già stati installati ed abbiamo provveduto, con comunicazione scritta ad avvisare i residenti e gli esercenti delle varie attività che si trovano nelle prossimità. E’ importante sottolineare come, pur considerando la scarsità di parcheggi in quello specifico punto del paese, sia stata privilegiata la sicurezza viaria di biciclette ed auto che fino a ieri erano costrette a transitare in centro strada. Invito pertanto i cittadini ad utilizzare i parcheggi di via Mazzini e via della Rotta che si trovano a poche decine di metri di distanza».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDì 07 MARZO 2008
Restaurata e riaperta al pubblico l’ex Casa del fascio
Pontelongo - Dopo un restauro durato due anni ha riaperto le porte al pubblico l’ex Casa del fascio di via san Valentino. La struttura, costruita negli anni ‘40, punta a diventare uno dei principali punti di ritrovo per i bocciofili, grazie ai due campi regolamentari predisposti al suo interno. Pareti colorate in stile futurista e lucernari che illuminano gli interni e fanno intravedere la particolare struttura del tetto “a compluvio”, sono le novità che hanno lasciato a bocca aperta le decine di persone che hanno assistito al taglio del nastro (nella foto). Per rimettere mano all’edificio sono stati necessari 260 mila euro, 100 mila della Regione, 25 mila della Provincia e 135 mila del Comune. Oltre al sindaco Federico Ossari, all’inaugurazione hanno partecipato il consigliere regionale Piergiorgio Cortellazzo, l’assessore provinciale Mauro Fecchio e la moglie del grande architetto Quirino De Giorgio che progettò l’originale struttura.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDI’ 4 Marzo 2008
Anci I Comuni fanno ricorso per fermare i tagli-Finanziaria
A rompere il ghiaccio sono state le ordinanze antisbandati o le richieste di maggiore sicurezza. Ora i sindaci del nordest, del Veneto in particolare, tornano a marciare su Roma. La richiesta non è però quella di maggiore sicurezza, ma affonda le radici sui tartassati bilanci comunali. A fronte del taglio avvenuto nel 2007 di 609 milioni di euro di trasferimenti erariali l’Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha deciso di dichiarare guerra al governo centrale. Ieri sera a Selvazzano l’associazione ha raccolto adesioni per un ricorso straordinario al Capo dello Stato per chiedere maggiori trasferimenti e un risarcimento di quelli non ottenuti in questi mesi. E’ la “forza della disperazione”, perché per molti Comuni riuscire a far quadrare i bilanci è diventata un’impresa di equilibrismo. Per il momento sono una quarantina i Comuni veneti che hanno già sottoscritto il ricorso, dando un contributo economico per sostenere l’Anci in questa lotta. Già nelle prossime ore però, stando ai sindaci che hanno contattato l’associazione dei Comuni, sono in arrivo altre 20 firme. Per quanto riguarda il padovano hanno dato la loro adesione Piove di Sacco, Abano, Pontelongo , Brugine, Vo’, Cervarese Santa Croce, Loreggia, Ponte San Nicolò, Vigodarzere e Arre. L’idea, per quanto assurda possa sembrare, non è poi campata così in aria. Anzi, a dar man forte ai sindaci battaglieri è un precedente. Recentemente il Tar Veneto ha infatti accolto un ricorso (concedendo la sospensiva) presentato dal Comune di Agugliaro (VI) concedendo uno “stop”, almeno temporaneo, a questi tagli sui trasferimenti. La ragione è semplice: la riduzione dei finanziamenti ai comuni è motivata dal Ministero dell’Interno dietro un presunto maggiore gettito Ici, gettito che nella realtà è però nettamente inferiore a quanto stimato. Parametri che (esattamente come era avvenuto per gli studi di settore) poco o nulla hanno a che vedere con il reale “incasso” dei comuni. Tutti quei sindaci che fossero interessati a partecipare alla battaglia lo potranno fare entro il 12 marzo, termine ultimo per la presentazione del ricorso. Congiuntamente, dietro una dichiarazione in grado di dimostrare le reali entrate Ici e l’ammontare dei “tagli” subiti, potranno presentare anche la richiesta di un rimborso.
di : Riccardo Bastianello
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IL MATTINO di Padova - LUNEDI’ 3 Marzo 2008
Casa del popolo restaurata - Tre anni di lavori e 250.000 euro per uno spazio polivalente
PONTELONGO. Giornata di festa ieri per l’inaugurazione della restaurata Casa del Popolo, denominata sino al 1945 Casa del Fascio. Si conclude così un percorso di restauro complessivo dell’opera iniziato nel 2005 a seguito di due successivi e devastanti fortunali. Un’operazione che ha visto coinvolti Comune, Provincia e Regione per una spesa complessiva di oltre 250 mila euro. Il restauro ha riguardato, in un primo momento, la messa in sicurezza dell’edificio con il rifacimento del tetto a compluvio. Un lavoro complesso e certosino il cui progetto ha seguito scrupolosamente tutte le prescrizioni e le indicazioni della Sovrintendenza dal punto di vista strutturale e formale. L’ultima parte dell’intervento ha interessato invece l’interno della «sala del teatro» con il rifacimento delle due piste per il gioco delle bocce (la struttura è usata da anni come bocciodromo). Un modo per ricreare quello spirito sportivo, ricreativo e culturale della funzione originaria. L’edificio è uno dei rari esempi d’architettura futurista nel panorama architettonico veneto. Il manufatto si deve all’architetto Quirino De Giorgio (Palmanova 1907 - Abano Terme 1998) che lo progettò nel 1937; realizzato nel 1938 con un congruo contributo della famiglia Montesi, che mise a disposizione il terreno e gran parte delle risorse finanziare necessarie al completamento dell’opera. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne luogo di prima di accoglienza per gli sfollati per essere poi, negli anni ’60, riconvertito per accogliere attività commerciali. Nel 1981 l’amministrazione decise di acquistarlo ed di inserirlo nel progetto che ha portato alla costruzione della cittadella dello sport nell’area circostante. «Abbiamo raggiunto il doppio obiettivo - si rallegra il sindaco Federico Ossari - di salvare e riportare all’antico splendere un pezzo di storia locale che potrà ora essere a disposizione di tutti».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 01 MARZO 2008
VOLONTARIATO di PONTELONGO.
Il 2007 è stato un anno di grande impegno per il volontariato civile dell’Auser. A commentare i numeri dell’attività dell’associazione è l’assessore ai Servizi sociale Piergiorgio Tamiazzo: «Nell’anno appena trascorso i volontari impegnati sono stati 14. La loro disponibilità ha permesso di effettuare, ad esempio, 282 trasporti di persone in difficoltà, per un totale di 8900 chilometri, di cui 5400 con mezzi propri e 3500 con il pulmino di proprietà comunale, per complessive 3900 ore. E’ stato garantito il ritiro di referti medici ed il trasporto ai centri di prelievo di Piove di Sacco. Alcuni volontari poi, hanno prestato assistenza a persone anziane e grazie al loro aiuto è stato possibile realizzare un servizio in un’abitazione di disabile. Con la partecipazione di questi volontari sono state organizzate attività culturali, sportive e gite. Infine ricordo l’attività di volontariato (1000 ore) in casa di riposo di fattivo supporto al lavoro prestato dagli operatori».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 01 MARZO 2008
PONTELONGO Nell’ex “Casa del fascio” si potrà giocare a bocce
Pontelongo - Originariamente era stata la “Casa del fascio” poi, finita la guerra, diventò la “Casa del popolo”. Oggi lo storico edificio di via San Valentino riapre le porte ai cittadini come centro ricreativo e culturale, valorizzato dalla presenza di due nuovi impianti per il gioco delle bocce. Inaugurazione domani dalle 10. I lavori di restauro sono iniziati due anni fa, dopo che l’ennesimo acquazzone aveva fatto crollare definitivamente il tetto della struttura. Per rimettere mano all’intero edificio sono stati necessari 260 mila euro: 100 mila arrivati dalla Regione, 25 mila dalla Provincia e 135 mila dalle casse comunali. Secondo il parere della Sovrintendenza il tetto è stato rifatto “a compluvio”, in più sono state rinforzate le travature che presentavano segni di debolezza dovuti anche agli incendi che si erano verificati negli anni. Alcuni lucernari permetteranno alla luce del sole di filtrare e illuminare le pareti dipinte con colori in stile anni Quaranta.
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 01 MARZO 2008
Premio di poesia
Pontelongo - Le iscrizioni Al via della 22esima edizione del premio di poesia “Antico Ottorino ed Elisa Benvegnù Ortu”, che come ogni anno si inserisce nelle manifestazioni del “Maggio pontelongano”. Le poesie dovranno pervenire entro il 31 marzo, via posta oppure per e-mail, rispettivamente al: Gruppo culturale K.F. - Pro Loco - “XXII Premio Poesia” - Fermo posta - 35029 Pontelongo o all’indirizzo ass.cultura@comune.pontelongo .pd.it. Quattro le categorie: alunni dalla prima alla terza elementare, alunni della quarta e quinta elementare, alunni delle scuole medie e, infine, adulti. Tema libero in lingua italiana, al massimo cinquanta versi. Le premiazioni avranno luogo domenica 18 maggio. Per info: 349.8380554.
di : (fe.be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 01 MARZO 2008
PD: COORDINATRICE FRANCESCA VAROTTO
Pontelongo - Francesca Varotto è stata eletta coordinatrice locale del Partito Democratico. Con lei sono stati eletti: Paolo Barbugian, Renato Penzo, Patrizia Desolei, Michele Minesso, Silvia Maggio, Andrea Businaro, Renato Gibin e Anna Maria Zaggia. L’operazione di voto si è svolta nei giorni scorsi.
di : (Fe.Be.)
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