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Di seguito viene riportata la rassegna stampa del mese in corso che interessa e/o ha interessato qualche avvenimento del nostro paese, tratta principalmente dai due quotidiani locali. Nelle sotto-pagine che trovate alla fine della rassegna corrente, sono archiviati tutti i restanti articoli divisi per mese dal gennaio 2007.


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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
Progetto di Unindustria, Appe e Ascom «Saccisica diventi marchio Il simbolo dell’eccellenza dei prodotti del territorio»

PIOVE DI SACCO. Il marchio Saccisica come simbolo di qualità ed eccellenza dei prodotti del territorio, da quelli agricoli all’artigianato, passando per industria e commercio: è questo il progetto che ieri mattina è stato presentato da Unindustria, Appe, Ascom, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confesercenti e Upa nella sala della Magnifica Comunità a palazzo Jappelli, davanti ai sindaci dei comuni del Piovese (nella foto). Il progetto e le sue finalità sono stati illustrati dai rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno firmato un documento col quale si ufficializza la nascita del Coordinamento delle categorie economiche del Piovese. Giulio Falasco di Unindustria ha rilevato: «Tutti insieme rappresentiamo oltre 8.500 imprese operative in questo territorio e vogliamo unire le nostre forze e le nostre idee con le amministrazioni locali, in un confronto su progetti e pianificazioni che abbiano lo scopo di sviluppare la Saccisica. Questo non deve essere più soltanto un termine che indica un pezzo di provincia, ma un simbolo delle eccellenze che nei nostri paesi spaziano in tutti i settori produttivi e dei servizi». Il coordinamento ha messo a fuoco già alcune priorità su cui avviare il confronto con i Comuni: infrastrutture, riqualificazione delle aree produttive, qualità della vita, turismo, agricoltura, e formazione. Su proposta del presidente mandamentale dell’Upa Vincenzo Nizzardo i sindaci sono stati invitati ad aggiungere nei cartelli che indicano i paesi la dicitura «Comune della Saccisica» come ha già fatto Sant’Angelo: «Non vogliamo più essere la Cenerentola della provincia» ha concluso Nizzardo.
di :(Elena Livieri)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
CLONAZIONE BANCOMAT

PONTELONGO. Forse l’allarme era infondato, ma forse lo zelo di un cittadino ha permesso di scongiurare l’ennesimo tentativo di manomettere un bancomat. Lunedì sera i carabinieri sono stati avvisati della presenza di una coppia di stranieri che armeggiavano allo sportello della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo di via XX Settembre. Giunti sul posto i militari non hanno trovato nessuno. La chiamata alla centrale dell’Arma è giunta da un residente di via XX Settembre intorno alle 22. Dalla finestra di casa sua aveva visto due persone che sostavano da parecchi minuti davanti al bancomat. Ha riferito ai militari di averli visti maneggiare anche dei fili elettrici.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008
Imprese unite, la Saccisica è un marchio

Piove di Sacco - D’ora in poi si parlerà del marchio Saccisica, sia per la produzione che per il commercio. Ieri mattina, infatti, in sala consiliare di Palazzo Jappelli si è costituito il coordi namento delle categorie economiche con lo scopo di di segnare il futuro economico e sociale del Piove se. È formato dalle nove associazioni imprendi toriali maggiori: Appe, Ascom, Cia, Cna, Condi retti, Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria, Upa. Portavoce del nuovo coordi namento è Giulio Falasco, presidente di Confindustria piove se l’artefice dell’iniziativa: «Siamo riusciti con non poca fatica a riunire tutti i soggetti imprendi toriali di questo territorio, che rappresentano 8.514 imprese, 29 mila addetti ed un reddi to lordo che ha raggiunto l’1,5 miliardi di euro e che vanta comparti molto significativi, vedi il settore del freddo, che ha raggiunto livelli mondi ali. Questo è il punto di partenza ora dobbiamo veramente fare squadra per continuare a produrre con la qualità che ci ha contraddi stinto finora». «È importante che tutti noi lavoriamo pensando sempre al marchio Saccisica ha poi aggiunto Francesco Boran (Ascom) e lo dobbiamo fare in perfetta sintonia con le amministrazioni comunali». Dare segnali forti alle amministrazioni comunali per aiutare gli imprendi tori che vogliono investire sul loro territorio è stato l’auspicio di Pietro Casalino della Coldi retti. Così come si deve investire sul turismo e sulla laguna di Codevigo è stato l’input lanciato da Alesandro Baretta di Confagricoltura.
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 07 OTTOBRE 2008
Magro bottino per i ladri in via Zuccherificio

PONTELONGO. Ladri in azione ieri mattina a Pontelongo: hanno preso di mira la casa di via Zuccherificio 98, dove Daniele Tasca vive con la famiglia. Sono spariti soldi in contanti. I malviventi hanno aspettato che nell’abitazione non ci fosse nessuno, hanno forzato un’imposta sul retro e sono entrati portando via quello che sono riusciti a trovare. Ovvero qualche centinaio di euro. Ad accorgersi della sgradita visita è stato verso le 11 lo stesso padrone di casa. A quel punto non ha potuto fare altro che avvisare i carabinieri per il sopralluogo e le indagini.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 05 OTTOBRE 2008
Contributo per bici elettriche

PONTELONGO. Tutti in bicicletta per le strade del paese. L’amministrazione, infatti, concede ai cittadini un contributo per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita elettronicamente. «La bicicletta a pedalata assistita - dice l’assessore all’Ambiente Marino Zenna - può considerarsi un’alternativa all’automobile. Il mezzo è considerato dal Codice della Strada come una normale bicicletta, che può essere utilizzato senza obbligo di casco, assicurazione e bollo. Tutti i cittadini maggiorenni di Pontelongo potranno accedervi». Il contributo che darà il comune per l’acquisto della bicicletta è pari a 150 euro. In totale il numero delle erogazioni saranno otto per cui chi fosse sfiorato dall’idea deve darsi una mossa. La richiesta, infatti, va presentata entro il 15 novembre e la graduatoria per l’assegnazione è determinata dalla data di presentazione della domanda. Gli over 65, però, avranno diritto di precedenza. Il testo completo del bando ed il modulo con cui presentare la domanda possono essere ritirati in municipio all’ufficio Ambiente e segreteria.
di : (al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008
Apre a Piove lo sportello destinato alle vittime di episodi di criminalità

PIOVE DI SACCO. L’associazione Andromeda Regione Veneto Onlus presenterà questa sera alle 21 all’auditorium Giovanni Paolo II di via Ortazzi il progetto dello Sportello per le vittime della criminalità. Durante l’incontro esperti di criminalità e vittimologia informeranno i cittadini sui metodi di salvaguardia contro le più comuni truffe domestiche, specie ai danni degli anziani indifesi, e i furti in abitazione, sugli accorgimenti necessari perché venga impedita la commissione di reati contro la persona e il patrimonio, nonché sulle possibilità risarcitorie post delictum. Il progetto verrà illustrato nel dettaglio dal presidente di Andromeda Regione Veneto Onlus Luana Levis, dal presidente nazionale dell’associazione, l’onorevole Filippo Ascierto e alcuni professionisti che collaborano alla realizzazione dell’iniziativa, ovvero l’avvocato Matteo Cavatton, la psicologa forense Valentina De Tommasi, l’esperto in cyber crimes Gianfranco Volpin e l’esperto in criminologia Ermes Siolini. Dopo Piove la presentazione itinerante dello Sportello per le vittime della criminalità toccherà Selvazzano, Anguillara Veneta e Padova, dove sono previsti incontri nei diversi quartieri. Diversi i patrocini all’iniziativa.
di :(Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008
No alla mafia, a pranzo con Libera

Piove di Sacco - Una grande tavolata in piazza per dire no alle mafie e ribadire l’uguaglianza di tutti i cittadini. Succederà domenica, in piazza Incoronata, per volere della sezione piove se di Libera, l’associazione nazionale contro le mafie, e di altre realtà che operano nel tessuto sociale. Un evento che assume un significato particolare in questi giorni, in cui la città ha appreso la notizia di presunte vicende di mafia legate al clan Lopiccolo, che aveva allungato i suoi tentacoli anche sul mercato immobiliare della zona. «Questo pranzo vuole essere un gesto orientato a creare e a rinvigorire uno spirito di accoglienza, di dialogo e di coesione sociale spiega Alberto Lazzari, referente di Libera -. Noi siamo certi che questi sono i punti di forza che caratterizzano una moderna società democratica. I fatti portati alla luce dalla cronaca in questi ultimi giorni non c’entrano di rettamente con l’evento, che abbiamo iniziato ad organizzare a luglio. Certo che, a maggior ragione, l’appuntamento di domenica di venterà un momento ancora più importante per sensibilizzare quanti parteciperanno sui temi della legalità, della giustizia ma soprattutto per sottolineare che è necessario l’impegno di tutti per combattere le difficoltà che ostacolano il pieno sviluppo di ogni persona umana e per promuovere l’effettiva partecipazione di tutti i concittadi ni alla vita sociale del paese». Stare seduti alla stessa tavola e mangiare insieme, tra comunitari ed extracomunitari, adulti e bambini di ogni provenienza sociale, sarà un segno di condivisione della propria storia, della propria quotidianità e della voglia di costruire una città nuova, più giusta e accogliente per tutti. Per questo l’invito al pranzo è aperto a tutti, è gratuito e non è necessaria la prenotazione perché si mangerà ciò che ognuno vorrà portare.«È un’iniziativa lodevole commenta il sindaco Mario Crosta alla quale ha aderito anche la giunta comunale. E’ importante che le distanze fra cittadini con storie e culture diverse vengano annullate per favorire l’integrazione».
di :Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
PIOVE DI SACCO. Sistemi Territoriali ha attivato nuovi treni e rivisto alcuni orari per …

PIOVE DI SACCO. Sistemi Territoriali ha attivato nuovi treni e rivisto alcuni orari per andare incontro alle richieste degli utenti della linea ferroviaria Adria-Venezia, i quali stanno protestando da parecchi mesi per i numerosi disagi che sono costretti a sopportare. E tuttavia l’annosa questione del sovraffollamento dei convogli nelle ore di punta rimane irrisolta.  Tutte le mattine all’andata, e nel pomeriggio al rientro, lavoratori e studenti si ritrovano stipati nei vagoni e molti si trovano costretti ad affrontare buona parte del viaggio in piedi. Assoutenti, l’associazione cui si sono rivolti i pendolari della linea Adria-Venezia, annuncia alcune novità: «E’ stato attivato un nuovo treno feriale velocizzato con partenza da Chioggia alle 7.43 e arrivo a Mestre alle 9.15. Ferma ad Adria alle 8.12 e a Piove alle 8.45. Inoltre è stato confermato il prolungamento della corsa che parte da Venezia alle 17.34 fino ad Adria, con arrivo alle 19.04. Il treno procede quindi fino a Chioggia, dove arriva alle 19.35».
«A fine ottobre - aggiunge Assoutenti - il treno del primo pomeriggio, che ora fa una lunga sosta a Mestre, riprenderà la sua traccia originaria, con partenza da Venezia alle 14.25 e da Mestre alle 14.38. Sempre dal prossimo mese sarà attivata una nuova corsa diretta con partenza da Mestre alle 16.02».
Oltre agli orari e al cadenzamento dei treni, ritenuti troppo pochi, i pendolari avevano chiesto alla direzione di Sistemi Territoriali di risolvere il problema delle finestre senza tende sui nuovi convogli che nei giorni di sole rendono il viaggio un inferno. «In via sperimentale - annuncia Assoutenti - è stato messo in circolazione un treno con pellicola oscurante sulle finestre». Ora verrà valutata l’efficacia di questo sistema e poi eventualmente sarà estesa a tutti gli altri treni. Lucia Pizzo, capofila con Lucia Panareo, delle proteste dei pendolari, si dichiara contenta a metà: «E’ evidente che grazie alle proteste, e alla loro eco sui mezzi di informazione, Sistemi Territoriali ha cercato di dare qualche risposta alle nostre richieste, tamponando la situazione di disagio che da anni si era venuta a creare. Rimane però irrisolto il problema principale, che è quello del sovraffollamento dei treni. Trovo anche discutibile aver aggiunto una corsa che arriva a Mestre alle 9.15 perché non può tornare utile a chi inizia il lavoro o l’università alle 9 pertanto non aiuterà a decongestionare i treni che la precedono. Di positivo - rivendica Pizzo - va sottolineata la possibilità di acquistare abbonamenti annuali sia per gli studenti che per i lavoratori». Ma per ottimizzare il servizio di strada ce n’è ancora da fare.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Nasce «il giardino dei giusti del mondo»

Da Padova al mare. E poi, forse, anche oltre l’Adriatico, fino a Sarajevo, teatro del genocidio bosniaco: il «giardino dei giusti del mondo» ricorderà tutti coloro che si sono opposti alla barbarie, anche a costo della vita. Aprirà i battenti domenica alle 11.30 il monumento, disegnato da Elio Armano e fortemente voluto dall’ex assessore alla cultura Giuliano Pisani, che fa da contraltare al tempio dell’Internato Ignoto di Terranegra.  «Padova ha creato un giardino per ricordare i giusti di tutti i genocidi, dagli ebrei al popolo armeno, fino alla Bosnia e al Rwanda - ha spiegato il sindaco Flavio Zanonato - E’ la conclusione di un lavoro iniziato otto anni fa». Ogni giusto avrà un albero: domenica ne saranno piantati dieci. Per la Shoah si ricorderanno padre Placido Cortese, Giorgio Perlasca, Giovanni Palatucci e Carlo Angela. Per il genocidio armeno ci saranno tre piante dedicate a Giacomo Gorrini, Ayse Nur Zarakolu e Armin Theophil Wegner. Mentre Pierantonio Costa e Jacqueline Mukansonera saranno ricordati per la loro opposizione al genocidio ruandese. E il bosniaco Lazar Manojlovic, preside di una scuola in Bosnia che si rifiutò di consegnare alle autorità la lista degli studenti non serbi. Quest’ultimo, assieme a Costa, sarà presente alla cerimonia di domenica. Mentre tutti gli altri giusti sranno ricordati da parenti o autorità. Ci sarà anche il noto giornalista televisivo Piero Angela, figlio di Carlo, chirurgo di partigiani ed ebrei nella lotta di Liberazione. Nel pomeriggio poi la cerimonia continuerà con la consegna, in palazzo della Ragione, del sigillo della città ai giusti. «E il giardino, dopo i primi 30 alberi, continuerà sull’argine fino ad arrivare al mare - assicura Giuliano Pisani - Abbiamo già un accordo con il sindaco di Pontelongo. E cerchermo di far continuare la via dei giusti anche in Croazia e Bosnia, fino a Sarajevo».
di : (c.mal.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Dopo sette anni viene sciolta l’unione …

Codevigo/Pontelongo . Dopo sette anni viene sciolta l’unione dei Comuni di Codevigo e Pontelongo . La crisi del settimo anno, a quanto pare, non è prerogativa solo dei matrimoni ma anche delle pubbliche amministrazioni.Il consiglio comunale di Codevigo ha votato la delibera di scioglimento del protocollo di collaborazione e si prepara a dire definitivamente addio al Comune di Pontelongo dal primo gennaio 2009. Niente più gestione comune della polizia municipale, dei lavori pubblici, del sociale; niente più progetti a quattro mani per l’edilizia privata, l’ambiente e l’urbanistica.Si tratta di un’unione più di forma che di sostanza spiega Graziano Bacco, sindaco di Codevigo -. Per noi ci sono alcuni servizi peculiari di ogni singolo comune che poco si adattano ad essere gestiti nell’ambito dell’unione perché presuppongono una conoscenza specifica del proprio territorio e delle sue dinamiche evolutive in termini ambientali, sociali, di sviluppo urbano e di opere pubbliche. In più è da considerare il fatto che la forma di unione era nata con l’obiettivo di fondere comuni contermini. Tra noi e Pontelongo è da ritenersi impossibile la fusione, si unisce solo un fazzoletto di terra e il corso del Bacchiglione. Codevigo non ha comunque intenzione di stare single a vita. E apre già la strada a possibili unioni con Comuni più vicini da tutti i punti di vista, anche quello politico. Per questo è meglio aspettare le lezioni del 2009 prima di celebrare altri matrimoni. Non condivido questa scelta, seppur legittima, adottata dal Codevigo è il commento del sindaco di Pontelongo e presidente dell’unione, Federico Ossari -. Ci eravamo messi come termine la primavera del prossimo anno per fare un bilancio ed eventualmente prendere le opportune decisioni, nel frattempo i servizi continuavano nell’ambito dell’unione e la qualità veniva garantita. Nessun rancore da parte mia, spero continuai la collaborazione anche se dispiace venga vanificato il lavoro fatto negli anni.
di : Fe.Be.
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 01 OTTOBRE 2008
Nel buio dei genocidi c’è stato anche chi ha detto “no” Domenica verranno messi a dimora dieci alberi intitolati a chi ha difeso i perseguitati: armeni, ebrei, ruandesi e bosniachi

Nel buio dei genocidi c’è stata anche la luce di chi si è sacrificato per gli altri. Cioè di chi è stato capace di dire “no” e di difendere, anche pagando con la vita, i deboli e gli inermi. Sono questi i Giusti, che da domenica avranno a Padova un Giardino a loro dedicato: il primo a ospitarli tutti, a partire dal XX secolo. Quella che era stata un’idea lanciata cinque anni fa dal consigliere comunale Giuliano Pisani, quindi, diventa realtà e nell’area prospiciente il tempio dell’Internato Ignoto verranno piantati i primi dieci alberi intitolati a chi ha contrastando i genocidi, vanificandone in parte gli effetti. «Come predicava Antigone - ha sottolineato il promotore dell’iniziativa - costoro hanno fatto quello che gli ha detto la coscienza, per essere in pace con quest’ultima. Adesso questa operazione mira proprio a porre all’attenzione dei giovani la libertà di agire secondo coscienza di fronte al male, di fronte all’abominio della cultura del male. Perché, riprendendo una frase di Hannah Arendt “si può sempre dire sì, o dire no”». «Per il Giardino dei Giusti del Mondo - ha aggiunto - abbiamo scelto Terranegra perché all’Internato Ignoto sorgerà una sorta di “cittadella della memoria e della giustizia” del Veneto». «Materializzando lo spunto di Pisani - ha osservato il sindaco Flavio Zanonato - avremo a Padova un luogo che ricorda come in momenti di grande negatività dei comportamenti umani, ci fossero anche uomini che si sono manifestati in modo diverso, i quali con impegno e sacrifico si sono battuti per difendere i perseguitati». Le manifestazioni saranno divise in due giornate. Domenica alle 11,30 verranno messi a dimora gli alberi dedicati ai Giusti di quattro diversi genocidi: per il genocidio armeno, Giacomo Gorrini, AyseNur Zarakolu, Armin Theophil Wegner; per la Shoah, P. Placido Cortese, Giorgio Perlasca, Giovanni Palatucci e Carlo Angela; per quello ruandese, Pierantonio Costa e Jacqueline Mukansonera; per il bosniaco, Lazar Manojlovic. Nel pomeriggio la cerimonia continuerà all’interno del Palazzo della Ragione, alle 17, con la consegna da parte di Zanonato del Sigillo della città ai Giusti, che per molti verrà ritirato dai parenti. Lunedì, invece, saranno coinvolte alcune scuole del Veneto che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione; in città, quindi, ospiteranno una testimonianza sull’argomento i licei Tito Livio, Marchesi, Nievo, Cornaro e Severi, gli istituti Duca degli Abruzzi, Calvi, Gramsci, Marconi, Belzoni e da Vinci. Verrà riproposta anche nell’Auditorium dell’Internato Ignoto la mostra “Si può sempre dire un sì o un no-L’esempio dei Giusti”, che narra le vicende degli italiani che si adoperarono per salvare gli ebrei dalle persecuzioni. L’anno prossimo verranno piantati altri 10 alberi e poi si proseguirà lungo un collegamento dal Giardino all’argine del Bacchiglione e da qui, passando per Pontelongo , l’idea è quella di arrivare fino al mare, per dar vita alla “via dei Giusti”. «Più si diffondono iniziative del genere - ha concluso Pisani - e più si dimostra attenzione per la dignità dell’Uomo».
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 30 SETTEMBRE 2008
Conflitto di interessi a Piove - «L’ex sindaco aveva l’elenco dei proprietari del terreno»

PIOVE DI SACCO. «Si è arrivati alla verità di una variante che di nuovo aveva solo la facciata». Torna con queste parole il sindaco Mario Crosta sulla vicenda della variante «Nuovi Percorsi» al Pgr che nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha portato alle dimissioni dell’ex primo cittadino Carlo Valerio. «Una variante vecchia nella concezione urbanistica e ancora di più, sotto il profilo etico, nel modo di gestire la cosa pubblica. Mi sembra ingeneroso da parte di Valerio tirare in ballo i tecnici comunali, quando durante la sua amministrazione aveva fatto della trasparenza un cavallo di battaglia». «Nell’agosto del 2008 - aggiunge il vice sindaco Giorgio Bovo - Valerio ha spedito una lettera a tutti i consiglieri con allegato l’elenco dei proprietari dei terreni soggetti alla variante, ma le incompatibilità latenti non sono emerse». Una battuta anche della coordinatrice del Pd Luisa Bizzo. «Ci troviamo - afferma - davanti ad un’opposizione sfilacciata e priva di figure capaci di porsi come classe dirigente. La gestione della cosa pubblica non deve essere solo cura di meri interessi economici».
di :(Alessandro Cesarato)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 30 SETTEMBRE 2008
Piove di Sacco Dimissioni di Carlo Valerio, una bufera sul centrodestra

Piove di Sacco - Le di missioni del capogruppo di An Carlo Valerio in consiglio comunale per le implicazioni sul progetto di edi ficazione dell’allora suo assessore di Fi Giorgio Meneghello, hanno praticamente aperto la campagna elettorale. A questo punto sono da verificare gli strascichi che la vicenda lascia nel centrodestra. Intanto però il centrosinistra affonda ancor di più il coltello. Il sindaco Mario Crosta rileva che «siamo arrivati finalmente alla verità sulla variante “Nuovi percorsi” attuata dalla giunta Valerio nella passata amministrazione, variante che ha portato ad una eccessiva edi ficazione del territorio, mentre il nostro Pati va nella di rezione opposta per quanto riguarda la corretta gestione del territorio ed è stato fatto assieme ad altri Comuni della Saccisica, riportando così Piove al centro del suo territorio. Nel caso di Meneghello il centrodestra ha dato prova di totale inadeguatezza, vedi l’assenza di tre consiglieri e il non voto di Giorgio Tortolato che però, da coordi natore di Forza Italia, ha successivamente chiesto le di missioni di Meneghello. Per le modalità con le quali il centrodestra ha gestito questa situazione e per le sue implicazioni, credo che non abbia tante possibilità di vincere alle prossime elezioni comunali». L’assessore all’Edi lizia privata Giorgio Bovo sulle di missioni di Valerio ha voluto precisare che l’ex sindaco non poteva non sapere dell’incompatibilità etica di Meneghello sul piano norma in questione in quanto lui stesso ha mandato una lettera a tutti i consiglieri con l’elenco di quanti erano in qualche maniera interessati nella variante urbanistica poi approvata dal centrodestra che amministrava la città. Sull’altra sponda Forza Italia tace, mentre An per bocca del presidente del locale circolo Ermes Siorini dapprima intende fare pulizia nel suo interno: «È un atto grave che il consigliere di An Moreno Cipriotto non si sia presentato in consiglio comunale lasciando da solo il suo capogruppo Valerio. Da parte della maggioranza è stato un vero e proprio atto incivile, l’assessore Bovo poteva benissimo cambiare il progetto o non presentarlo in consiglio se non gli piaceva, così è chiaro che il centrosinistra intende avviare una campagna elettorale aspra invece di confrontarsi sui programmi».
di :Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova -  LUNEDÌ, 29 SETTEMBRE 2008
FURTI IN AUMENTO Cittadini in piazza a Pontelongo per chiedere più sicurezza

PONTELONGO. Sono stati numerosi i cittadini che ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione sulla sicurezza indetta dal centrodestra dopo la catena di episodi di microcriminalità che hanno avuto il loro apice, i primi di settembre, con la rapina nella villa dei coniugi Bardelle.  E moltissimi si sono fermati nel gazebo allestito in piazza per riconsegnare il «Questionario per la sicurezza partecipata» che nei giorni scorsi era stato distribuito porta a porta alle 1500 famiglie residenti nel paese. Secondo gli organizzatori è stato un successo superiore alle previsioni, «anche perché - dicono - a Pontelongo è sempre stato difficile mobilitare e coinvolgere le persone». Come preannunciato, non hanno voluto far mancare la loro presenza il deputato Filippo Ascerto e il consigliere regionale Leonardo Padrin. «Pontelongo - afferma Padrin - è un paese a forte immigrazione e fingere che i problemi collegati alla presenza degli stranieri, tra cui quello della microcriminalità, non esistano è come mettere la testa sotto la sabbia. Questo tipo di iniziative sono utili se non necessarie e il centrodestra locale si sta prodigando in un’azione sostitutiva che spetterebbe invece a chi amministra». «Non si è trattato di un vero e proprio sondaggio - precisano Fiorella Canova e Donatello Magagnato, coordinatori locali rispettivamente del Popolo delle Libertà e della Lega Nord - ma di uno strumento per acquisire informazioni e pareri dai cittadini. Il prossimo passo sarà quello di elaborare i dati raccolti e riunirli in un dossier da sottoporre all’amministrazione comunale, che fino ad oggi ha sottovalutato il problema, e alle altre autorità chiamate a vigilare sulla sicurezza». In attesa dei dati ufficiali, curiosando tra i questionari pervenuti qualche indicazione è però subito emersa. «La maggioranza dei cittadini - commenta Canova - non si sente affatto sicura e sostiene che la situazione stia col tempo peggiorando. Alla richiesta su quali siano le problematiche da affrontare con urgenza a Pontelongo molti hanno indicato, dopo la microcriminalità, la carenza di servizi socio-sanitari e la droga. Tra le zone maggiormente a rischio - continua - emergono via Schilla, via Candiana e via Zuccherificio. Questo perché, stando alle risposte, manca una capillare presenza delle forze dell’ordine nel territorio». «Ascoltando le persone - sostiene Magagnato - ci siamo resi conto che gli episodi effettivamente denunciati dai cittadini sono solo una piccola parte, la punta di un iceberg. Furti subiti o anche solo tentati di solito vengono denunciati solo se i cittadini sono in possesso di copertura assicurativa, una minoranza».
di : Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 29 SETTEMBRE 2008
ROTTA L’UNIONE

CODEVIGO. Si riunisce stasera alle 21 dopo la pausa estiva il consiglio comunale. Un Consiglio che segnerà formalmente, a meno di clamorose sorprese, la fine dell’Unione dei Comuni con Pontelongo. Nata nel 2001 per volontà dei comuni interessati (fino al 2004 vi faceva parte anche Cona) l’Unione aveva come scopo di congiungere risorse umane e professionalità in modo da migliorare la qualità di alcuni servizi (polizia locale ed uffici amministrativi) che ciascun comune singolarmente non può garantire. L’uscita del comune di Cona e il cambio di giunta a Codevigo sono solo alcune delle tante cause che hanno portato alla fine di questa utile collaborazione.
di : (al.ces.)
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IL GAZZETTINO di Padova - LUNEDÌ, 29 SETTEMBRE 2008
CAMPAGNA SACCARIFERA : « Se si ritarda ancora le bietole perdono in gradi»

La campagna bieticola è in fase di accelerazione e non dovrebbe concretizzarsi il pericolo, paventato dai coltivatori, di ultimare la raccolta del prodotto a novembre inoltrato, con grave diminuzione della qualità e delle conseguenti liquidazioni.La rassicurazione viene dal presidente provinciale Coldiretti Valentino Bosco, che, facendosi portavoce dei timori e degli interessi dei soci bieticoltori, ha interpellato direttamente il presidente di Coprob, Claudio Gallerani e Marco Marani, direttore dell’Ufficio agricolo di Coprob Italia zuccheri, primo produttore di zucchero in Italia, gestore dello stabilimento di Pontelongo (Padova), dove i coltivatori polesani conferiscono le barbabietole. «I nostri soci si stanno giustamente preoccupando dell’eccessivo protrarsi della campagna bieticola spiega Valentino Bosco visto che siamo a fine settembre e la raccolta è arrivata all’incirca al 60 per cento. Il rischio è quello di inoltrarsi troppo nella stagione autunnale la cui normale piovosità renderebbe più difficoltoso l’estirpo; nel frattempo, essendo ripresa l’attività vegetativa della pianta, va progressivamente diminuendo il grado zuccherino e, dunque, la qualità del raccolto». «Marco Marani del Gruppo Italia zuccheri continua Bosco ci ha rassicurato che, essendo ultimata la campagna saccarifera in Friuli, che ha la precedenza poiché il prodotto è conferito via treno, sarà sicuramente velocizzata anche la consegna delle bietole del Polesine. Come Coldiretti auspichiamo che effettivamente la raccolta si intensifichi e sia scongiurato il pericolo di terminare la campagna a novembre, come si teme da parte di molti».
Bosco (Coldiretti)
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Il MATTINO di padova - DOMENICA, 28 SETTEMBRE 2008
Manifestazione per la sicurezza

PONTELONGO. Centrodestra in piazza per la sicurezza. Si svolgerà nel corso della mattinata di oggi la manifestazione organizzata dalla Lista Civica di Pontelongo e dalla Lega Nord per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza dopo i recenti fatti accaduti in paese. Un’occasione - secondo gli organizzatori - per ribadire le forti preoccupazioni per il dilagare della criminalità. Nell’occasione saranno raccolti i questionari distribuiti a tutte le famiglie che hanno l’obiettivo di cogliere il grado di percezione del problema da parte dei residenti. Hanno già dato la loro adesione, tra gli altri, l’onorevole Fiippo Ascierto e il consigliere regionale Leonardo Padrin. «Non è nostra intenzione - concludono i coordinatori - creare sensazionalismi ma coinvolgere i cittadini di Pontelongo». La preoccupazione per questi temi è sempre molto alta.
di : (al.ces.)
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Il GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 28 SETTEMBRE 2008
PONTELONGO - Sicurezza, An e Lega in piazza

Il Pdl e la Lega Nord di Pontelongo organizzano, stamattina, una manifestazione in piazza a Pontelongo sui temi della sicurezza. A tutti i presenti sarà distribuito un volantino da compilare in forma anonima per stimare la percezione delle problematiche legate alla sicurezza.
di : (fe.be.)
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Il GAZZETTINO di Padova - DOMENICA, 28 SETTEMBRE 2008
Arzergrande Sarà la firma di un’ordinanza di sgombero …

Arzergrande - Sarà la firma di un’ordi nanza di sgombero del campo sosta di via Marconi a mettere la parola fine ai rapporti tesi tra l’amministrazione comunale e la famiglia di nomadi che vive da anni in paese. Lo stesso documento, che il sindaco Cesarina Foresti aveva annunciato qualche mese fa, sarà firmato probabilmente gli ultimi giorni di novembre, al termine della misura restrittiva che obbliga il capofamiglia a rimanere nel campo sosta. Nel frattempo il sindaco continuerà ad avere una particolare vigilanza dai parte dei carabinieri, dopo che i rapporti tra lei e la famiglia in questione si sono fatti sempre più tesi negli anni. «Sono scortata nel senso che i carabinieri passano più volte al giorno nella via dove abito spiega Cesarina Foresti . Una volta avevo dei muratori a casa per dei lavori e, notando il passaggio frequente dei carabinieri, mi hanno chiesto preoccupati se per caso passavano così spesso perché avevano dubbi sulla loro regolarità. Questo per capire che il “movimento” si nota e in paese lo sanno tutti». «Se devo andare in municipio o da qualche altra parte ci vado da sola chiarisce il sindaco -. È solo un occhio di riguardo che i carabinieri hanno nei confronti della mia abitazione». Tuttavia il sindaco ci tiene a fare dei di stinguo: «Io non sono assolutamente contro i nomadi ma solo contro chi non rispetta le leggi, siano essi cittadi ni di Arzergrande o di qualsiasi altra provenienza sociale. Fino agli anni ‘90 il Comune ospitava nello stesso campo una famiglia ben inserita in paese, i loro figli andavano a scuola, frequentavano l’azione cattolica, i ragazzi del paese andavano a trovarli in campo e insieme cantavano e suonavano la chitarra. Eravamo così positivi che quando sono andati via e questa attuale famiglia ci ha chiesto di venire non abbiamo esitato ad accoglierli. Ma stavolta non è andata allo stesso modo». Altri sindaci del Piove se hanno perso il sonno più di una notte per situazioni legati ai nomadi . Giovanni Bettini, a Legnaro, è riuscito a capovolgere una questione sociale piuttosto delicata smantellando il campo di via Rovigo e assegnando alle famiglie degli alloggi popolari dove vivere. «Parallelamente il Comune ha avviato dei progetti di integrazione, con delle educatrici che seguivano nei compiti a casa i bambini rom e le loro famiglie aggiunge Bettini -. Le cose sono migliorate». Idem a Piove di Sacco , dove una famiglia di nomadi è risultata assegnataria, già alcuni anni fa, di un appartamento nel quartiere Sant’Anna. «Non abbiamo mai avuto gravi problemi di integrazione afferma il sindaco Mario Crosta -. Anzi, la famiglia si è ben inserita e solo sporadi camente c’è stata qualche lamentela da parte del vicinato perché, in occasioni speciali, riceveva numerosi parenti e si creava un po’ di confusione. Ma si tratta di normalissimi problemi di condomino che abbiamo tutti».
di : Fe.Be.
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Il MATTINO di padova - GIOVEDI’, 25 SETTEMBRE 2008
I ragazzi del servizio civile presentano l’attività svolta

PIOVE DI SACCO. «Un anno fra i libri»: questo il titolo dell’iniziativa che vede protagonisti stasera alle 21 al Filarmonico i ragazzi del servizio civile (nella foto). Dopo un anno di lavoro nelle biblioteche di Piove, Pontelongo e Sant’Angelo, Laura Buso, Manuela Ciccarese, Elena Meneghin, Rossella Miante, Michela Guglielmo, Silvia Mantovani, Alice Morandin, Mariagiulia Munaretto e Lorenzo Tecchio presentano due video che illustrano le attività svolte. La prima proiezione è un’intervista a Mislosc Voutinich, attore ruzantiano che collabora con la biblioteca. La seconda è incentrata sul servizio civile e le opportunità che offre.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 24 SETTEMBRE 2008
Produzione bieticola in crescendo

PONTELONGO. E’ positivo il bilancio della prima parte della stagione bieticola. Lo comunica il gruppo Co.Bro.B, proprietario dello stabilimento e leader nazionale della produzione di zucchero con il 56% della quota complessiva. Nonostante le abbondanti piogge della tarda primavera, seguite da un periodo di assenza di precipitazioni e da elevate temperature (aspetti non favorevoli alla coltura della bietola), la campagna saccarifera per i bacini che fanno capo agli zuccherifici di Minerbio (Bo) e Pontelongo sta procedendo con regolarità e buoni risultati. La produzione di barbabietole finora è stata caratterizzata da una buona resa produttiva per ettaro, sia dal punto di vista delle quantità della coltura sia per il buon contenuto di zucchero. Il saccarosio ha raggiunto in media le 9,5 tonnellate per ettaro, con punte di eccellenza oltre le 12 tonnellate. La produzione di zucchero e dei coprodotti derivati dalla barbabietola (melassa e polpe) sta rispettando le previsioni, così come la consegna delle barbabietole agli stabilimenti sta pienamente rispettando la programmazione di inizio campagna. Nelle prime tre settimane di agosto, lo stabilimento di Pontelongo ha mantenuto un ritmo contenuto per via del collaudo delle recenti innovazioni tecnologiche. Superata la fase di rodaggio la lavorazione è continuata a pieno regime.
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 23 SETTEMBRE 2008
Il Consiglio provinciale si è riunito a Codevigo per discutere le ricette urgenti utili a bonificare i conti della società - La Provincia vuole ridurre il debito - Approvato il nuovo statuto: la società deve aprire alle banche

CODEVIGO. Il consiglio provinciale ha approvato ieri il nuovo statuto di Cosecon, accompagnato da una mozione presentata da alcuni esponenti del Partito democratico che chiedono che la società rientri al più presto nelle sue più specifiche funzioni, il cambio della dirigenza, l’individuazione di una via d’uscita alla crisi e l’impegno a svolgere un controllo efficace sull’operato della società con sede a Conselve. Approfittando di una mite giornata di inizio autunno, il consiglio si è riunito al Cason delle Sacche di Codevigo, in mezzo a Valle Millecampi, un edificio che la stessa Provincia di Padova ha acquistato e ristrutturato e dove è stato anche realizzato un ecomuseo. Il presidente Vittorio Casarin ha affrontato di petto la spinosa questione Cosecon: «La realtà della società del Conselvano è drammatica e lo è soprattutto in prospettiva del suo futuro. La Provincia di Padova è entrata nella società per non disperdere le risorse del territorio - ha sottolineato Casarin - ma ora è necessario rimettere la società in carreggiata. Il patrimonio di Cosecon è di 120 milioni di euro, e ce ne sono 85 di debiti. La proposta è di abbassare l’esposizione della società a 70 milioni di euro. C’è poi il problema che la redditività del capitale non è in grado di coprire le rate sui tassi di interesse del debito. La medicina è una sola: modificare lo statuto per rendere la società più snella, sganciando gli enti locali dalla managerialità dell’azienda. Per annullare il debito bisogna trasferire i capitali di Cosecon in un fondo di cui siano partecipi le banche, così non si dovranno pagare gli interessi». La proposta di Casarin è stata criticata da Paolo De Marchi e Roberto Magnarello, rispettivamente di Verdi e Rifondazione Comunista: per il primo si interviene tardivamente «giusto per salvare il salvabile, senza tener conto dei tanti problemi di Cosecon, dalle cariche plurime per sindaci e assessori alle speculazioni messe in atto con lo sviluppo delle zone industriali». Per Magnarello «si risana con soldi pubblici il danno prodotto da privati». Mariano Schiavon del Pd ha richiamato la responsabilità della maggioranza di centrodestra, che ha sempre avvallato le decisioni inerenti Cosecon. Infine Dino Scantamburlo, sempre per il Partito democratico, ha proposto la mozione con cui si chiede di far rientrare le attività di Cosecon nel territorio di competenza, perseguendo la mission stabilita dai soci, la sostituzione della dirigenza e l’impegno da parte della Provincia a svolgere un’azione di vigilanza e di verifica periodica sull’operato della società.
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 23 SETTEMBRE 2008
LO SCENARIO - San Pietro Viminario ieri ha detto «no» Domani l’assemblea dei soci decisiva

CONSELVE. La Provincia getta il «salvagente» a Cosecon con il via libera al nuovo Statuto, ma fra i sindaci c’è chi prende la direzione opposta e annuncia il proprio voto contrario e l’intenzione di uscire dalla società. E’ il caso di Lori Bagatella di San Pietro Viminario, che ieri sera ha fatto approvare dal consiglio comunale un ordine del giorno contro il nuovo statuto. Non solo: viene ribadita la volontà di uscire dalla Spa mettendo in vendita il proprio pacchetto azionario, il 2,4 per cento, poco più di mezzo milione di euro. Poi c’è l’incognita delle presenze all’assemblea, che richiede la partecipazione del 50 per cento più uno dei soci per essere valida. Dopo la bufera dell’estate scorsa con le inchieste giudiziarie e gli arresti la società, d’accordo con i soci storici, la Provincia, la Regione e le sempre più influenti banche, decidono di voltare pagina. Scontato il voto favorevole della Provincia, che nella nuova compagine ha riversato lo scorso anno altre risorse aderendo all’aumento di capitale che ha portato la sua partecipazione al 4,20 per cento, per un valore di un milione di euro, oltre ai 900 mila euro versati dalla propria finanziaria, la Finser. Domani sarà il giorno decisivo. Il nuovo statuto. Il documento, che dovrebbe essere approvato domani dall’assemblea dei soci della Spa, prevede il cambio del nome in «Attiva Spa», che sta per Agenzia per la trasformazione territoriale in Veneto, ma soprattutto segna l’inversione di rotta della società, che metterà definitivamente da parte il proprio impegno in settori come l’ambiente e l’energia, avventure che in questi anni hanno portato solo debiti e un mare di guai, anche giudiziari. La società controllata per la maggioranza dagli enti pubblici, ma con una sempre più determinante presenza delle banche e di Veneto Sviluppo, si occuperà quasi esclusivamente dell’urbanizzazione di aree industriali e produttive e del recupero di ex stabilimenti, cercando d’intercettare i nuovi finanziamenti comunitari stanziati per questi interventi. Saranno via via cedute invece le altre partecipazioni, da quella nel settore gas con la vendita, non priva di difficoltà, di Veneto Distribuzione, alla quota di partecipazione in Progetto Sviluppo Ambiente, l’ex Trasporti Ecologici, alla quale Cosecon deve il bilancio negativo dello scorso anno. Il consiglio d’amministrazione sarà più snello, sette componenti invece degli attuali undici, e le incompatibilità saranno più severe. Neppure i consiglieri provinciali o comunali potranno essere amministratori della società con sede a Conselve. L’incognita dell’assemblea. Dopo il via libera allo statuto della Provincia e dei Comuni soci, domani pomeriggio è convocata l’assemblea, alla quale però dovranno partecipare almeno la metà più uno dei 135 soci. Vale a dire che i presenti dovranno essere almeno 68, altrimenti lo statuto non potrà essere modificato. I soci che detengono una quota superiore all’1 per cento sono appena 19 e insieme controllano il 94 per cento del capitale. Ma stavolta non basta: dovranno partecipare anche gli altri, altrimenti salta tutto. Ieri sera i sindaci dei Comuni del patto di sindacato si sono ritrovati per cercare di mantenere una posizione unitaria e convincere a partecipare anche i Comuni con quote minoritarie. Da parte sua il presidente Paolo Giopp ha più volte ribadito di voler rassegnare le dimissioni, anche nel caso in cui lo statuto non dovesse essere approvato per mancanza del numero legale. In tal caso la società dovrà anche trovarsi un nuovo presidente.
di :(Nicola Stievano)
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 21 SETTEMBRE 2008
Pontelongo - L’insegnamento di Luigi Bozzato

La vita prima o poi finisce. Questo è un verdetto valido per tutti. Nonostante ciò, la morte lascia un vuoto incolmabile, un senso di smarrimento e di perdita. Queste sono le sensazioni che si potevano avvertire lunedì 8 settembre 2008, quando una chiesa gremita di persone ha accompagnato il signor Luigi Bozzato, abitante di Pontelongo ed ex deportato dei campi nazisti di Dachau e Mathausen, al tanto meritato paradiso.  Sono una ragazza di 25 anni ed ho avuto la grande fortuna di conoscere Luigi e di partecipare ad uno dei suoi tanti viaggi in Germania. Il mio è un grazie a Luigi, per tutto ciò che mi ha umanamente comunicato e che mi ha, seppur involontariamente, insegnato. Il perdono, il rispetto per la mamma, che egli sempre con commozione ricordava, il suo «non dimenticare mai» hanno infatti rappresentato per me, e credo per tante altre persone, una grande lezione di vita.  Luigi ha dato tanto a tutti, ha fatto della sua vita una «missione del ricordo»: ha raccontato della sua atroce sofferenza, delle sue notti in bianco quando, come diceva lui, «le anime dei miei compagni internati mi chiamavano», della morte, della fame e delle ingiustizie che toccava con mano nei lager. Ha lasciato il suo segno indelebile nelle scuole, quando tanti studenti hanno ascoltato la sua testimonianza, ha fatto della sua casa un museo, come se tutte le persone che andavano a trovarlo dovessero «per forza» ricordare.  La mia speranza è che nessuno dimentichi mai Luigi, come persona, ed anche perché «con lui se ne va un pezzo di storia», per riportare le parole del sindaco di Pontelongo Federico Ossari. Altra mia speranza è che non ci si dimentichi mai di ciò che il nazismo ed anche il fascismo, a mio parere, hanno rappresentato: una macchina di morte, di distruzione, di violenza e violazione dei diritti dell’uomo e quindi anche della libertà di essere ed esistere nella propria diversità. Spero di cuore che tutti, ma soprattutto noi giovani, continuiamo la missione di Luigi, ogni giorno, attraverso le nostre scelte di vita, nel rapporto con gli altri e nel rispetto degli altri.  Un ricordo va a Luigi ed anche alla sua amata Giovannina, che con tanto amore e devozione l’ha compreso nei suoi tormenti e l’ha sostenuto nel suo percorso di vita.  Ciao, Luigi e grazie.
Laura Lunardi Pontelongo
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 20 SETTEMBRE 2008
SOS DA CHIRURGIA Fino a cinque mesi d’attesa per un piccolo intervento

PIOVE DI SACCO. Cinque mesi per un piccolo intervento di chirurgia, invece di un mese come prevedono i parametri regionali: a tanto arriva la lista d’attesa all’ospedale Immacolata Concezione. Saverio Marino, medico chirurgo e segretario provinciale della Cisl Medici, punta l’indice contro i codici di priorità, un sistema che non funziona. Ma denuncia pure la carenza di personale, di strutture idonee e strumentazioni. E senza il primario, andato in ferie in vista del pensionamento, non possono essere garantiti tutti gli interventi. «Le liste di attesa - illustra il dottor Marino - si basano sui codici di priorità. Il problema è che troppo spesso i medici di base per accontentare i propri pazienti indicano la priorità massima anche quando non c’è».  «Le priorità - sottolinea il segretario della Cisl Medici - non tiene conto di dati soggettivi del paziente, ad esempio il fatto che è anziano, che a casa ha persone da curare, che non si può muovere in autonomia. Rilevano solo i dati clinici che vengono inseriti nel programma del computer con il codice di priorità e in automatico l’intervento passa al primo posto libero. Non è una questione di poca sensibilità o scarso buonsenso da parte nostra, cosa di cui siamo stati accusati nelle scorse settimane per il caso di un anziano il cui intervento era stato fissato a febbraio.  A Piove la lista di attesa è di cinque mesi, conferma Marino, e i motivi di un ritardo così grave sono diversi: «Siamo sei medici e dobbiamo gestire il reparto, seguire l’ambulatorio, il pronto soccorso, l’endoscopia, la sala operatoria quattro giorni la settimana e un giorno i piccoli interventi di chirurgia. Manca organico, così come mancano gli spazi. Abbiamo a disposizione solo una sala operatoria al quarto piano. Ed è carente anche la strumentazione. Da due anni abbiamo chiesto un elettrobisturi e non è ancora arrivato. Invece nel reparto di odontoiatria di comunità ci sono più poltrone che alla clinica padovana. Mi sembra uno spreco di risorse anche perché quel servizio è riservato ai disabili che non sono tanti, mentre gli utenti di chirurgia sono molti. E ora noi siamo anche senza primario. Il dottor D’Amico deve andare in pensione a febbraio ma ha cinque mesi di ferie da smaltire. Il problema è che solo lui era in grado di eseguire qualsiasi tipo di intervento mentre il resto dei chirurghi ha competenze specifiche. Se arrivano delle urgenze non so se potremo garantire l’intervento, e temo che dovremo chiamare l’elisoccorso e mandare il paziente a Padova». Certo non è una bella prospettiva per gli utenti dell’ospedale.
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - SABATO, 20 SETTEMBRE 2008
IL COLPO E’ STATO MESSO A SEGNO L’ALTRA NOTTE Rubate le grondaie della chiesa di San Nicolò

Piove di Sacco - Dopo cimiteri, case e cantieri edi li, anche la chiesetta succursale di S.Nicolò (esistente sin dal 1165) che nel suo interno accoglie affreschi di scuola Giottesca è entrata nel mirino dei razziatori di rame. Nemmeno i luoghi sacri e storici sfugge alla bramosia dei razziatori di metalli. L’altra notte infatti, ignoti sono arrivati con un furgone nel cui cassone hanno caricato gli scarichi pluviali. Sono quattro quelli asportati e di di verse lunghezze, due sul lato sud e altrettanti sul lato est della chiesetta. A scoprire il furto è stata la famiglia Odorizzi che abita vicino alla chiesetta e ne sono anche i custodi . I ladri non hanno avuto di fficoltà ad eseguire il furto. Con una grossa tenaglia anno aperto i supporti che fissavano le grondaie al muro e poi è bastato uno strattone per staccare le parti inferiori che convogliavano l’acqua piovana sino a terra e poi caricarle sul mezzo. Nei cimiteri piove si in questi mesi sono stati portati via i fregi in rame o bronzo delle tombe, anche qui le grondaie in rame delle tombe di famiglia e le statue. Considerate le continue razzie di metalli “preziosi”, vien da chiedersi se sia il caso di piazzare degli impianti di allarme anche per salvaguardare le grondaie delle case e delle chiese.
di : Gianni Patella
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 19 SETTEMBRE 2008
Quasi terminati i lavori a Pontelongo Vicolo Foscarini e via Nova risplendono

PONTELONGO. Finalmente sono in fase di conclusione i lavori di sistemazione di vicolo Foscarini e di via Nova. Un sospiro di sollievo per l’amministrazione, che si è trovata ad affrontare qualche ostacolo burocratico di troppo, e soprattutto per i cittadini per i quali si sono allungati non poco i periodi di disagio. «Chiunque ricordi in che condizioni versava vicolo Foscarini solo qualche mese fa - premette l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Burattin - stenterà a riconoscere questa strada a lavori ultimati». «Certo - continua - i tempi di realizzazione si sono allungati più del previsto. Purtroppo siamo incappati in una primavera piovosa come non accadeva da anni. In aggiunta c’è stato il cambio nella gestione dell’acquedotto con le conseguenti novità nel modo di procedere con i lavori. A tutto questo va sommata la condizione in cui versava la strada, tanto disastrosa quanto imprevedibile». Un altro importante risultato è stato quello del rifacimento del manto stradale di via Nova, che altro non è che un tratto della Sr Piovese. «Finalmente la Regione - spiega l’assessore - ha sanato una situazione molto delicata. Via Nova è sottoposta all’altissimo traffico della movimentazione merci dello zuccherificio e della limitrofa zona artigianale. Anche una piccola crepa del fondo stradale diventa oggetto di moltiplicazione esponenziale dei rumori e già da alcuni anni di crepe ce ne erano molte». «Contemporaneamente - conclude Burattin - abbiamo installato un nuovo impianto di illuminazione dell’incrocio semaforizzato, garantendo maggiore sicurezza nella viabilità. L’intervento però non è ancora ultimato: sarà, infatti, ridisegnato il sistema di canalizzazione del traffico in corrispondenza del semaforo per favorire le manovre di cambio di direzione dei mezzi pesanti che vi transitano».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 17 SETTEMBRE 2008
PONTELONGO. Proteste dei residenti in via Dante - «Martiri del traffico diretto allo zuccherificio»

PONTELONGO. «Sono esasperato. Sono oramai più di quaranta giorni che non riesco più a dormire a causa del passaggio continuo di mezzi a tutte le ore della notte». Usa queste parole Mario Salin per descrivere una delle tante difficoltà di abitare in via Dante, ovvero la strada che porta all’ingresso dello zuccherificio (nella foto in alto). «Ogni anno - spiega Salin - prima dell’inizio della campagna saccarifera richiamo inutilmente l’attenzione dell’amministrazione sulle condizioni del manto stradale che inevitabilmente, a causa dell’intenso traffico pesante, ha bisogno di una manutenzione continua. Le vibrazioni emesse dai camion che transitano su una superficie stradale piena di buche e rattoppata (un esempio nella foto a destra), infatti, vengono decisamente amplificate». Le problematiche di chi abita in via Dante sono tuttavia molte altre. «Fino a qualche anno fa - spiega il residente - nel corso della notte il traffico subiva una tregua. Ora ci sono mezzi pesanti a tutte le ore». «Oltre al disturbo - continua - le vibrazioni dei camion creano danni strutturali agli edifici. Più di qualche volta si staccano calcinaci dai muri. Per non parlare della sicurezza stradale. Molti camionisti pestano sull’acceleratore non rendendosi forse conto di transitare in una strada secondaria, con un marciapiede in pessimo stato e con la presenza di un supermercato a ridosso del ciglio stradale». «Ho la sensazione - aggiunge - che chi abita in questa via sia stato dimenticato e sacrificato. L’amministrazione si dimostra poco presente. Abbiamo chiesto, infatti, qualche intervento di asfaltatura, la presenza di controlli della polizia municipale ed anche richiamato l’attenzione sulla qualità dell’aria vista l’alta concentrazione di gas di scarico. Nessuno però sembra volere prendere in considerazione le nostre preoccupazioni». «In via Dante - conclude amareggiato Salin - vivono oramai soltanto anziani e molti extracomunitari. Io rimango in questa casa solo perché ci sono legato affettivamente. Mio figlio invece, appena ha potuto, è andato a vivere altrove. Una scelta che anche altri giovani di Pontelongo si sono trovati a fare».
di : (Alessandro Cesarato)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 17 SETTEMBRE 2008
Italia Zuccheri, in trenta contro il rischio amianto

PONTELONGO.  Trenta lavoratori dello stabilimento Italia Zuccheri di Pontelongo (in tutto 150) sono in pericolo di vita solo perché Il Tribunale di Padova non ha ancora assegnato, dopo 14 mesi, ad un altro magistrato il fascicolo della vertenza amianto, seguita dalla Cgil, che era stato affidato ad un giudice assente per maternità. In pratica la causa, intentata dalla Cgil a favore di trenta dipendenti dello zuccherificio ex-Montesi per ottenere i benefici previdenziali previsti dalle normative vigenti (6 mesi di abbuono ogni 12), (che, però, trova l’opposizione da parte delI’Inps!), è bloccata da oltre un anno solo perchè il Tribunale non ha ancora riassegnato il fascicolo ad un altro giudice. «E’ un caso sindacale-giudiziario unico in Italia - spiega Delfino Bergamin, segretario provinciale della Flai-Cgil -. Da pochi giorni è stato nominato il nuovo presidente del Tribunale. Mario Fabiani è una persona d’indubbia fede democratica. Ci rivolgiamo direttamente a lui perché sia risolta il prima possibile questa vicenda che rischia di avere effetti nefasti sui trenta lavoratori interessati dello stabilimento di Pontelongo. «Ed ancora: «Gli operai coinvolti in questa brutta storia che, purtroppo, sono stati a contatto con l’amianto prima della legge 257/92 (quando l’uso del minerale killer fu proibito dappertutto) rischiano di morire prima di andare in pensione per asbestosi o mesotelioma pleurico. Se, come è già successo a Rovigo in una vicenda giudiziaria analoga, si fissano le udienze ed i giudici daranno ragione ai lavoratori, i diretti interessati potranno andare in pensione in tempi brevi e curarsi con maggiore efficacia nei presidi sanitari di competenza».
di : (f.pad.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 17 SETTEMBRE 2008
Con le nuove regole Phone-center in picchiata Da 90 a 12

Phone center ridotti da 90 a 12 in città: è l’effetto dell’ordinanza dell’amministrazione, seguita da una legge della Regione Veneto, che ha stabilito regole e modalità per l’apertura di un negozio di servizi di telefonia internazionale. Dalle questioni igieniche alle dimensioni delle cabine: palazzo Moroni ha voluto regolare praticamente ogni aspetto, imponendo ai commercianti, praticamente tutti stranieri, di adeguarsi. Solo in 12 l’hanno fatto, mentre 78 phone center hanno preferito chiudere. L’ordinanza, emanata il 14 settembre 2007, prevede la metratura minima delle dimensioni di cabin
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 17 SETTEMBRE 2008
Luigi Motta, 65 anni, l’altra sera è stato aggredito nella sua bottega di Arzerello da un bandito con l’ascia «Bersagliato da furti e rapine, ora chiudo» Ieri mattina si è presentato con un manico di scopa e lo spray al peperoncino. «Me li sono portati per difendermi»

Piove di Sacco - L’ascia gli ha sfiorato più volte il viso, mentre il rapinatore che la brandiva gli intimava di consegnargli l’incasso della giornata. Luigi Motta, 65 anni, proprietario della bottega che si affaccia su via Cristo, ad Arzerello, non ce la fa più. Dieci giorni fa era stato minacciato da un individuo con una pistola finta. L’altra sera l’ennesima rapina mentre si accingeva a chiudere l’attività. Ora ha deciso di serrare definitivamente i battenti e godersi la pensione. «Lavoro qua da quando facevo le elementari spiega -. In questo negozio sono cresciuto e ho resistito finora per lasciarlo in eredità a mio figlio. Ma dopo quello che è successo ieri sera ho deciso che non vale la pena rischiare così tanto per guadagnare poche centinaia di euro». Mentre parla gli brillano gli occhi. Alle sue spalle, tra scaffali colmi di sigarette di ogni marca, e una gamma di altri prodotti che va dai “ciuccetti” ai saponi fino alla carta da forno, sbuca un manico di scopa. «Questo me lo sono portato per ogni evenienza. E poi mio figlio mi ha dato anche questo dice estraendo dalla tasca una bomboletta spray al peperoncino -. Dovrebbe servire per spruzzarla negli occhi di qualche malintenzionato». Luigi Motta è la vittima dell’ultima rapina che ha segnato il Piovese, territorio dove i dati riferiti ai reati sembrano in diminuzione, al contrario della insicurezza percepita dai cittadini. A fine luglio l’episodio più eclatante, l’omicidio di un giovane marocchino a Piove, perpetrato dalle mani di un connazionale. Dieci giorni dopo la rapina a mano armata al discount Prix di Pontelongo . Sempre a Pontelongo , poco più di una settimana fa, l’assalto in villa da parte di tre rapinatori che hanno derubato e tenuto in ostaggio i coniugi Bardelle. Il tutto intervallato da furti, spaccate e tentativi falliti. «In tanti anni di attività ormai non conto più i furti e le rapine che ho subito spiega Luigi Motta amareggiato -. Ma quella di ieri sera mi ha davvero spaventato. È entrato un individuo alto con il casco in testa, ha seguito mia sorella che stava innaffiando i fiori qui fuori. Pensavo volesse sigarette ma subito si è messo a urlare di dargli i soldi. Parlava in dialetto veneto. Ha estratto un’ascia come per minacciarmi. Dall’agitazione ho sbagliato a premere i tasti per aprire la cassa e l’ho bloccata. Allora si è innervosito. Pensavo colpisse qualcosa con quell’arma che continuava a brandire. Invece ha strappato la cassa da sotto il registratore e se n’è andato a piedi. Sono uscito in strada per seguirlo, sperando che qualche auto si fermasse. Invece ho visto che all’angolo lo aspettava un complice con uno scooter. E se sono andati. Dopo questo fatto sono crollato emotivamente. Mia sorella, che è più anziana di me, dallo spavento non ha più dormito. Siamo tutti sul chi va là, non è possibile lavorare in questo modo».Dalla vetrina della bottega di Luigi Motta da ieri mattina campeggia un nuovo cartello: “Attenzione. Locale videosorvegliato”, c’è scritto sotto il disegno stilizzato di una telecamera. Che sia vero oppure no poco importa, se questo avvertimento riesce a ridonare un po’ più di tranquillità a Luigi e alla sua famiglia.
di : Federica Bertaggia
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 16 SETTEMBRE 2008
Ascierto, Cortelazzo e Zanon in visita all’ospedale - Incontro con i primari e il direttore per parlare delle schede sanitarie

PIOVE DI SACCO. Gli stati maggiori di Alleanza nazionale hanno visitato ieri mattina l’ospedale Immacolata Concezione per un incontro con i primari e il direttore sanitario: si è parlato della prospettiva di passaggio della struttura in seno all’Usl 16 padovana e soprattutto della necessità che la Regione fissi entro breve le schede ospedaliere. All’incontro hanno partecipato l’onorevole Filippo Ascierto, i consiglieri regionali Piergiorgio Cortelazzo e Raffaele Zanon e i consiglieri comunali Carlo Valerio e Moreno Cipriotto. «Abbiamo manifestato ai primari e al direttore sanitario Lino Battistello - fa sapere Ascierto - l’intenzione di Alleanza nazionale di sostenere l’unione dell’ospedale piovese con Padova, ma anche la volontà di fare chiarezza sui termini di questa unione attraverso le schede ospedaliere. Devono essere fissati i posti letto, i primariati e le eccellenze di questa struttura prima che si voti il passaggio nella nuova Usl. Sarà nostro impegno fare in modo che l’ospedale di Piove possa crescere e non subire defezioni o decurtazioni di fondi. Questo obiettivo - ha assicurato Ascierto - verrà perseguito in consiglio regionale dai nostri esponenti Cortelazzo e Zanon».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 16 SETTEMBRE 2008
Pioggia record nel week end soprattutto a Correzzola

CORREZZOLA. Pioggia record lo scorso fine settimana a Correzzola, soprattutto verso Cavarzere e Chioggia, dove sono andate sott’acqua vaste aree agricole. «In sola mezza giornata - spiega l’ingegner Giuseppe Gasparetto, direttore del Consorzio di bonifica Adige Bacchiglione - sono caduti tra i 140 e i 200 millimetri di pioggia, pari a 140-200 litri di pioggia ogni metro quadrato: in un solo colpo circa il 25 per cento delle precipitazioni di un anno. Ormai queste violente piogge si ripetono con una frequenza sempre maggiore, anche due-tre volte l’anno». Dodici mesi fa la stessa zona, fino a Mestre, fu colpita da un terribile nubifragio poi, il maggio scorso, un altro fenomeno intenso ha creato non pochi danni e disagi. Secondo gli esperti non si può più parlare di eventi eccezionali, ma di un vero e proprio cambiamento climatico con i quale fare i conti. «Purtroppo - aggiunge Gasparetto - le opere di bonifica, molte delle quali costruite decine di anni fa, non sono in grado di gestire lo smaltimento di enormi masse d’acqua in tempi brevi. Sono quasi vent’anni che abbiamo progettato modifiche agli impianti, interventi ormai urgenti per i quali però le risorse regionali sono insufficienti».
di : (n.s.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 16 SETTEMBRE 2008
Dopo la rapina in villa è emergenza-sicurezza Questionario e una grande manifestazione

Pontelongo - Parlare di sicurezza perché essa non diventi più una piaga sociale. È ciò che hanno deciso di fare i consiglieri di minoranza di Pdl e Lega di Pontelongo , dopo la rapina in villa che si è verificata in paese la scorsa settimana. «Daremo il via ad una campagna di sensibilizzazione sui temi del vivere tranquilli nel proprio paese e nelle proprie abitazioni spiega Emanuele Canova, capogruppo consiliare del Pdl -. La prima iniziativa sarà quella di distribuire a tutte le famiglie un questionario per raccogliere dati ed esigenze sul fronte sicurezza per comprendere le dimensioni del fenomeno. Di pari passo saranno attivati una serie di banchetti informativi che culmineranno, domenica 28 settembre, con un incontro in piazza al quale saranno invitati parlamentari ed esponenti locali di Pdl e Lega». «Purtroppo la rapina che ha visto protagonisti due coniugi pontelongani non è altro che l’apice di una situazione che si protrae nel paese di Pontelongo da alcuni mesi continua Canova - . La lista civica Pontelongo 2004 e LegaNord-Liga Veneta aveva denunciato tale problema con un’interrogazione, a novembre dello scorso anno, ricevendo una risposta evanescente». Secondo Canova «la situazione è al limite in tutta la Saccisica. Per quanto riguarda Pontelongo da tempo sollecitiamo il nostro sindaco ma le nostre indicazioni vengono considerate sempre delle provocazioni». Incalza il capogruppo consiliare della Lega, Donatello Magagnato: «I temi della sicurezza e dell’incolumità sono imprescindibili da parte dei comuni che devono utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal governo, al fine di tutelare le comunità locali dai delinquenti».
di : (Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MARTEDÌ, 16 SETTEMBRE 2008
PIOVE DI SACCO. IERI LA VISITA DI ZANON, CORTELLAZZO E ASCIERTO - Ricognizione di Alleanza nazionale all’ospedale

Piove di Sacco - Alleanza Nazionale ha iniziato ieri la sua ricognizione all’ospedale di Piove di Sacco . I consiglieri regionali Piergiorgio Cortellazzo e Raffaele Zanon, accompagnati dal deputato Filippo Ascierto e dai consiglieri comunali Carlo Valerio e Moreno Cipriotto si sono incontrati con il di rettore sanitario dell’Asl 14 Lino Battistello e con alcuni primari. «In un secondo tempo - spiega Zanon - faremo il giro per i reparti e le case di riposo per conoscere a fondo le potenzialità della sanità piove se in quanto vogliamo sia tutelata nel suo passaggio con l’Asl 16. Prima del voto da parte del consiglio regionale riteniamo sia assolutamente prioritario che si stabiliscano le schede di dotazione dell’ospedale, i reparti, le apicalità ed i servizi che dovrà mantenere per assicurare una buona e qualificata sanità nel territorio». Piergiorgio Cortellazzo rilancia: «Ora che non c’è più il di lemma se Piove debba accorparsi con Padova o con Monselice in quanto abbiamo ritirato la nostra proposta per l’Asl salsicciotto Piove -Este-Monselice, è molto importante che il consiglio regionale prenda atto dell’attuale dotazione dell’ospedale piove se, pertanto chiederemo che ci sia una sinergia tra l’Asl 14, l’Asl 16 e il di partimento regionale alla sanità, prima di dell’atto formale da parte del consiglio veneto. Senza di questo noi non ci prenderemo la responsabilità di votare la legge presentata da Regina Bertipaglia e compagni. Sappiamo che da anni esiste una forte sperequazione di Chioggia nei confronti dell’ospedale piove se per questi ci batteremo perché questa situazione non si ripeti in vista del passaggio dell’ospedale piove se con quello di Padova».
di (g.p.)
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 14 SETTEMBRE 2008
Una poltrona per cinque candidati Il Pdl si prepara alla grande sfida - SINDACO FORZISTA Questa ora sembra l’unica certezza Ad An la carica di vice ma è difficile trovare l’accordo con la Lega

PIOVE DI SACCO. A circa otto mesi dalle elezioni amministrative iniziano a trapelare alcuni nomi dei possibili candidati alla poltrona di sindaco nelle fila del centrodestra. Questa volta pare che Forza Italia l’abbia spuntata su Alleanza nazionale che, almeno fino alla scorsa tornata elettorale, ha potuto esprimere un suo candidato sostenuto anche dagli azzurri, lasciando a questi il posto di vice sindaco. L’anno prossimo le parti dovrebbero essere invertite. Da voci di piazza, pare che domani scada il termine fissato dal direttivo piovese di Forza Italia per presentare il proprio curriculum in vista della candidatura a sindaco. Cinque i nomi che rimbalzano da qualche giorno di bocca in bocca: Regina Bertipaglia, Fabio Ferrara, Alberto Canova, Giovanni Ferrara e Alessandro Marcolin. Bertipaglia è consigliere regionale. Canova è consigliere comunale di minoranza, ed è stato assessore ai Servizi sociali nella giunta guidata da Carlo Valerio. Fabio Ferrara era capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale nella passata legislatura, periodo durante il quale ricopriva anche la carica di coordinatore del circolo azzurro. Giovanni Ferrara è stato durante la giunta Valerio presidente del Bacino Padova 4 per la gestione dei rifiuti e precedentemente anche consigliere comunale. Alessandro Marcolin, 62 anni, primario di psichiatria all’ospedale di Dolo da poco in pensione, è la vera new entry fra i papabili di Forza Italia per la candidatura a primo cittadino. Marcolin, che da molti anni non calca la scena politica, nasce come socialista, partito di cui è stato capogruppo in consiglio comunale a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Il coordinatore azzurro Giorgio Tortolato ritiene improbabile la scelta del candidato tramite le primarie: «Non credo saranno necessarie - ha infatti dichiarato - troveremo la convergenza su un unico nome, una persona da sostenere tutti in modo convinto e unitario. Il nome potrebbe uscire ufficialmente a fine mese». Mentre Forza Italia discute sul suo candidato, Alleanza nazionale deve cercare di ricucire alcuni strappi interni. Pare che al neo presidente del circolo di An Ermes Siorini sia già destinata la carica di vice sindaco. Sul suo nome non sarà però semplice far convergere l’appoggio della Lega e forse nemmeno quello di buona parte degli elettori del suo stesso partito. E i motivi sono presto spiegati: alle ultime amministrative Siorini era candidato sindaco per il Carroccio. Poi è finito fra i banchi della minoranza come consigliere, carica da cui si è dimesso dopo pochi mesi, abbandonando anche la Lega. Poco dopo è entrato in Alleanza nazionale di cui è stato subito nominato presidente di circolo. Così ha scatenato da una parte le ire della Lega, sedotta e abbandonata, e dall’altra quelle di molti militanti di lunga data di An che non hanno gradito la sua rapida ascesa nel direttivo. Nel Pdl i nomi in gioco sono ancora tanti e i nodi da sciogliere pure. Ma in fondo alle elezioni manca ancora qualche mese.
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA 14 SETTEMBRE 2008
Pontelongo - Esposti all’amianto, attendono giustizia

Un centinaio di lavoratori che sarebbero stati esposti all’amianto nello zuccherificio di Pontelongo chiedono al giudice l’applicazione della legge che anticipa l’età pensionabile. Un beneficio al quale si oppone l’Inps. L’udienza non è ancora stata fissata in quanto il giudice competente è in aspettativa per quattordici mesi.  La Cgil chiede che il presidente del Tribunale di Padova nomini un sostituto. I colleghi dei lavoratori che risiedono in altre province hanno già ottenuto il riconoscimento.
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IL GAZZETTINO di Padova - DOMENICA 14 SETTEMBRE 2008
PONTELONGO Un centinaio di lavoratori della Italia Zuccheri rivendica il diritto ai benefici pensionistici, ma l’Inps si oppone. Esposti all’amianto killer in attesa di giustizia La perizia dà ragione agli operai, però la causa è bloccata perchè il giudice si è preso 14 mesi di aspettativa

Pontelongo - Nello stabilimento per la produzione dello zucchero di Pontelongo sono stati esposti all’amianto fino al 1992 un centinaio di lavoratori dell’Ital Zuccheri, impegnati nella manutenzione dell’impianto. L’entrata in vigore della legge che vietava l’utilizzo del materiale ha consentito l’avvio dei lavori di bonifica dell’impianto. La legge 257/92 prevede che in favore dei lavoratori esposti all’amianto da almeno 10 anni, sia anticipata l’età pensionabile. Una decisione basata sul fatto che le persone esposte alle fibre d’amianto hanno una speranza di vita minore rispetto agli altri lavoratori. Questo principio è già stato riconosciuto dai tribunali di tutta Italia. Le motivazioni che stanno alla base di questo diritto sono indiscutibili. L’unica eccezione riguarda il tribunale di Padova. «Il giudice di Padova, chiamato a decidere su questa controversia, non ha ancora fissato la prima udienza. La questione riguarda l’opposizione dell’Inps al riconoscimento dei benefici pensionistici afferma Delfino Bergamin segretario Flai Cgil ma sembra quasi che si voglia attendere che i lavoratori muoiano prima di riconoscere il loro diritto». Il rappresentante dei lavoratori aggiunge: «Il giudice è in possesso della relazione del consulente tecnico d’ufficio che certifica l’avvenuta esposizione dei lavoratori. Pertanto non sarà impresa ardua pronunciarsi sull’accreditamento dei contributi pensionistici aggiuntivi ai lavoratori. Tra l’altro nello stesso stabilimento di Pontelongo lavorano fianco a fianco dipendenti che hanno visto già riconosciuto il loro diritto, ma sono residenti della provincia di Rovigo». L’udienza non viene fissata perché il giudice competente è in aspettativa per 14 mesi. «Le vicende occupazionali del giudice assegnatario della causa continua il sindacalista - non può diventare un ostacolo all’accertamento del diritto dei lavoratori dello stabilimento di Pontelongo . Chiedo con forza che il Presidente del Tribunale di Padova nomini il sostituto affinchè fissi la prima udienza. È impensabile che la vicenda processuale sia rinviata al 2010. La questione è già stata ampiamente discussa e i lavoratori di altre province hanno già ottenuto giustizia».
di : Orfeo Meneghetti
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 12 SETTEMBRE 2008
PONTELONGO. DOPO LA RAPINA Sicurezza, Lega e civica mobilitate

PONTELONGO. Mentre i coniugi Rodolfo Bardelle e Favorita Converso, vittime sabato notte di una rapina nella loro villa di via Villa del Bosco, tentano pian piano di tornare alla normalità, dimenticando i momenti terribili passati sotto la minaccia di pistole e coltello, sulla questione della sicurezza si levano le proteste della minoranza. Emanuele Canova, capogruppo della civica Pontelongo 2004, e Donatello Magagnato della Lega accusano il sindaco di aver sottovalutato il problema. «Purtroppo quello che è successo sabato notte non è altro che l’apice di una situazione che si protrae nel nostro paese da alcuni mesi e che noi abbiamo denunciato con una interrogazione lo scorso novembre, ricevendo dal sindaco una risposta evanescente. La situazione è al limite in tutta la Saccisica - sostiene Emanuele Canova - nonostante da tempo sollecitiamo il sindaco, le nostre indicazioni vengono considerate sempre e solo delle provocazioni». Il capogruppo leghista Donatello Magagnato incalza: «Il tema delle sicurezza e dell’incolumità dei cittadini è imprescindibile da parte dei Comuni, che devono utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal Governo Berlusconi, al fine di tutelare le comunità locali dai delinquenti. Nei prossimi giorni ci mobiliteremo e promuoveremo degli incontri per affrontare la questione della sicurezza con i cittadini e le forze economiche e produttive del paese».
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 12 SETTEMBRE 2008
«Lo smantellamento è iniziato dai primari» Gallo (Pd) legge così i 4 pensionamenti. Bertipaglia (Fi): «Pronti i bandi, verranno sostituiti»

PIOVE DI SACCO. Antonino Oro, Claudio Mongiat, Carmelo D’Amico e Giuseppe Pavanini: sono i primari dell’ospedale Immacolata Concezione, rispettivamente dei reparti di ostetricia e ginecologia, rianimazione e anestesia, chirurgia e ortopedia, finiti sotto la scure della legge Brunetta. La direzione generale dell’Usl 14 ha inviato loro nei giorni scorsi il preavviso di pensionamento. Il provvedimento trova giustificazione su 2 elementi che accomunano i 4 primari, ovvero l’avere più di 62 anni e oltre 40 di contributi. Tuttavia la legge non obbliga al pensionamento i dipendenti pubblici che abbiano tali requisiti, ma offre solo una facoltà. Che è stata accolta a piene mani dalla direzione dell’Usl 14. L’unico caso, per altro, in tutto il Veneto. Motivo sufficiente per destare qualche perplessità nel consigliere regionale Giovanni Gallo che ha già presentato un’interrogazione all’assessore alla sanità per chiedere se non si tratti dell’inizio dello smantellamento dell’ospedale piovese in vista della sua unione con l’Usl 16 padovana. Anche il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio non ha preso tanto bene la notizia: «Mentre si sta discutendo della nuova organizzazione dell’Usl e i sindaci chiedono garanzie per l’ospedale, vanno mandati in pensione quattro primari, caso unico in tutto la Regione». Il sindaco Mario Crosta, presidente della Conferenza dei sindaci, l’organo che si rapporta direttamente con la direzione generale dell’Usl 14, mostra invece un cauto ottimismo: «Del provvedimento si era parlato durante l’ultima riunione della Conferenza dei sindaci e nel complesso si era condiviso il metodo di lavoro del direttore generale. Innanzitutto va detto che è stato comunicato ai primari un preavviso di pensionamento di sei mesi e che comunque hanno facoltà di rimanere in servizio con contratti a tempo determinato fino all’assunzione dei sostituti. Questo è garanzia che l’ospedale non perderà alcun primariato ed è quello che ci preme. Va dato atto - aggiunge Crosta - che il direttore Padoan in pochi mesi ha fatto molto per la nostra struttura, dando prova di pragmatismo ed efficienza». Il consigliere Regina Bertipaglia difende a spada tratta il provvedimento: «Risponde appieno allo spirito della legge Brunetta che è quello di svecchiare il sistema. Non è un provvedimento contro i primari, ma per l’ospedale: si vuole dare spazio a nuove professionalità e all’innovazione. Ho verificato di persona che sono già state avviate le pratiche per indire i bandi di assunzione dei nuovi primari, quindi non c’è alcun pericolo che l’ospedale piovese venga impoverito».
di Elena Livieri
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IL GAZZETTINO di Padova - VENERDÌ, 12 SETTEMBRE 2008
SANITÀ L’ex sindaco Guarnieri giudica eccessiva l’euforia per lo scorporo da Piove - «Ospedale, futuro ancora incerto»

Chioggia - «Ottimismo intempestivo e ingiustificato». Così l’ex sindaco Fortunato Guarnieri giudi ca le affermazioni del sindaco Romano Tiozzo rilasciate dopo la decisione della Quinta commissione del Consiglio regionale che di fatto prepara lo smembramento dell’Asl 14. «Quando, nel 1996, fu costituita quest’Asl ricorda Guarnieri - i brindi si si sono sprecati. Ora tutti a di re peste e corna: il problema però non sta nell’essere con Piove di Sacco o restare da soli in un’Asl 14, peraltro improbabile, ma nella quantità di risorse che si decide di dare alla sanità di Chioggia. Da questo punto di vista al sindaco Romano Tiozzo non è stata data fin qui alcuna garanzia. Anzi: le recenti decisioni della Quinta commissione in fatto di quota capitaria di mostrano che Chioggia è e resta agli ultimi posti». Di sanità si occupa anche il consigliere Giuseppe Casson, componente della maggioranza che ha inviato una lettera aperta al governatore del Veneto, Giancarlo Galan. A Galan il consigliere Casson ricorda una promessa fatta proprio a Chioggia: «Chioggia deve avere una sanità e un ospedale all’altezza della sesta città del Veneto». Il governatore nella stessa circostanza di chiarò il suo personale impegno affinché l’obiettivo potesse essere raggiunto in tempi brevi anche attraverso la costruzione di un nuovo nosocomio. A di stanza di mesi, scrive Casson, «devo amaramente registrare un consistente e preoccupante di vario tra gli impegni da Lei assunti in quell’occasione e le concrete scelte operative della Di rezione generale della nostra Asl». Nel dettaglio, nessuna delle richieste avanzate lo scorso ottobre dal consiglio comunale di Chioggia è stata accolta. Ora l’Asl 14 viene spaccata in due. «È giunto il tempo, quindi conclude Casson - di operare scelte strategiche di reale efficacia che consentano di rendere concreto e attuale il programma» che Galan ha promesso per la sanità di Chioggia.
di : G.B.
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 11 SETTEMBRE 2008
Crosta chiede maggiori garanzie per il futuro dell’ospedale

PIOVE DI SACCO. «Prima della discussione in consiglio regionale servono le garanzie per il futuro dell’ospedale piovese»: il sindaco Mario Crosta, pur accogliendo con soddisfazione la notizia che la Vª Commissione regionale ha approvato il passaggio del nosocomio piovese nell’Usl 16 padovana, non demorde sul fronte delle schede ospedaliere. Se l’ospedale Immacolata Concezione dal primo gennaio 2009 dovrà rientrare nell’Usl 16, staccandosi da Chioggia, dovrà farlo con le schede ospedaliere definite: reparti, primariati e dotazioni dovranno essere messi nero su bianco. I consiglieri regionali Piergiorgio Cortelazzo e Raffaele Zanon di An, pur avendo votato a favore del progetto in Vª Commissione, invitano alla calma.
Secondo loro la partita vera si gioca nella discussione del consiglio regionale, cui spetta l’ultima parola. «Il progetto di passaggio nell’Usl padovana - fa notare Crosta - dovrà essere discusso dal consiglio regionale in ottobre affinché vi siano i tempi per poterlo approvare entro la fine dell’anno, in modo che sia esecutivo a gennaio. Visto che non è stata accolta la richiesta dei sindaci di incontrare la Commissione e nemmeno è stato accolto l’emendamento presentato dal PD per definire le schede ospedaliere per la struttura piovese, chiederemo quanto prima un incontro con l’assessore alla sanità. L’unione con Padova ha lo scopo di migliorare le prestazioni del nostro ospedale, in termini di quantità e soprattutto di qualità. Ma per questo è necessario che siano chiari da subito i termini del passaggio. Chiediamo un impegno formale da parte della Regione perché su un tema delicato come la sanità non ci si può affidare alle buone intenzioni». «Secondo noi il voto della Commissione non va troppo enfatizzato - intervengono Zanon e Cortelazzo - perché è il consiglio che deve approvare definitivamente il progetto. E’ giusto che vengano definite le schede ospedaliere prima della discussione. Da lunedì avvieremo una verifica dei servizi sanitari in Saccisica e incontreremo il personale medico e paramedico dell’ospedale. Inoltre presenteremo una nostra proposta di legge per dar vita alle Usl provinciali.
di : (e.l.)
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 11 SETTEMBRE 2008
Dopo che per mesi la maggioranza di centrodestra ha chiuso le porte della Regione in faccia ai sindaci …

Dopo che per mesi la maggioranza di centrodestra ha chiuso le porte della Regione in faccia ai sindaci del piovese, impedendo loro di manifestare le preoccupazioni di un intero territorio sul futuro della propria sanità, ieri dalle pagine de «Il mattino» il consigliere regionale del Pdl, Leonardo Padrin, ha spiegato ai cittadini che il via libera dato dalla quinta commissione al trasferimento dei Comuni della Saccisica all’Usl di Padova segna un giorno memorabile. Addirittura, in un crescendo trionfalistico, Padrin si è spinto a parlare di decisione che salda il territorio con le scelte regionali in un’unità di obiettivi e di metodo che interpreta e coglie il valore etico dell’attività politica: il conseguimento del pubblico interesse. In realtà le cose sono andate diversamente. Ripetutamente, infatti, i sindaci hanno chiesto di essere ricevuti in audizione dalla quinta commissione, con l’obiettivo di ottenere una serie di garanzie, riguardanti principalmente il mantenimento delle attuali funzioni per acuti dell’ospedale di Piove e per trovare soluzione al deficit economico e di personale in cui versa l’ospedale stesso. Risultato: non solo l’audizione non è stata mai concessa, ma nessuno, tra giunta regionale e maggioranza, si è degnato di dare uno straccio di risposta alle richieste degli amministratori. Ma di quale unità di obiettivi con il territorio parla Padrin? E perché Padrin ha alzato strenuamente le barricate per impedire che in commissione venisse approvato un emendamento del suo collega di partito nonché presidente della quinta commissione, Raffaele Bazzoni? Questo emendamento avrebbe imposto di ridefinire le schede organizzative dell’ospedale di Piove prima di procedere con il trasferimento della Saccisica all’Usl di Padova. Costituiva dunque un altro elemento di garanzia a tutela dei cittadini. Per questi motivi i consiglieri regionali del Pd hanno espresso un voto contrario. Ma la partita non si chiude qui. Il vaglio definitivo al provvedimento spetterà al Consiglio regionale e siamo determinati a dare battaglia fino in fondo per evitare che si dia suggello ad una decisione presa sulla testa dei cittadini. Altro che giornata memorabile, caro Padrin.
Giovanni Gallo Capogruppo Pd in Consiglio regionale
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 11 SETTEMBRE 2008
Fugge con la droga usando una bicicletta appena rubata

BRUGINE. E’ stato fermato in bicicletta dai carabinieri che gli hanno trovato addosso un chilo e 280 grammi di marijuana: per Stefano Troncon, 28 anni, residente a Bojon di Campolongo Maggiore, si tratta dell’ennesimo incontro ravvicinato con le forze dell’ordine. Ha precedenti per spaccio, furto e resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto è avvenuto lunedì notte in via Rialto a Brugine. I carabinieri di Casalserugo hanno notato il giovane che pedalava in sella a una bicicletta da donna. Vista l’ora, circa le due, i militari si sono insospettiti e hanno fermato Troncon per un controllo. Dal borsello che portava a tracolla è spuntato un sacchetto con dentro oltre un chilo di marijuana. La stessa bici su cui stava pedalando Troncon è risultata rubata qualche ora prima dal cortile di un’abitazione di via san Lorenzo a Pontelongo. Il ventottenne è stato ammanettato e condotto in carcere dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Troncon era finito davanti al giudice anche nell’agosto del 2005 per resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2004 era stato beccato dai militari in ben due occasioni in flagranza di furto ai danni di altrettanti negozi di Piove di Sacco.
di : (e.l.)
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 11 SETTEMBRE 2008
SANITÀ Il primo cittadino confida nella riqualificazione delle strutture sanitarie locali attraverso il completamento dei servizi e il potenziamento dell’organico - L’Asl 14 divorzia da Piove. Tiozzo: «Era ora»

Chioggia - “Era ora”. Il sindaco Romano Tiozzo saluta in questo modo la decisione della Quinta commissione del Consiglio regionale che dà il via allo scorporo dall’Asl 14 di Piove di Sacco e degli altri Comuni della Saccisica. «Era ora ribadi sce il primo cittadi no - perché il matrimonio era risultato di fficile da subito». Per Chioggia in fatto di sanità i problemi non sono certo risolti, anche se per il sindaco la collocazione non è certo il problema più urgente. «Ora abbiamo del tempo da spendere bene per ottenere per il nostro ospedale la dotazione che ne faccia un ospedale di rete di qualità». Qualche segno dell’attenzione da parte della Regione s’è visto proprio in questi giorni «con il parere favorevole all’acquisto dell’apparecchiatura per emodi namica in modo da realizzare una cardi ologia di qualità», sottolinea Tiozzo. Un primo appuntamento è in programma per la fine di questo mese. La Quinta commissione sarà in visita all’ospedale di Chioggia e incontrerà il sindaco e una rappresentanza del consiglio comunale. «Noi abbiamo due ordi ni del giorno che consegnerò al presidente Buzzoni preannuncia il sindaco Tiozzo - Questi documenti mettono in primo piano il potenziamento e il completamento dei servizi e dell’organico». In definitiva «bando a qualsiasi polemica e ci si rimbocchi subito le maniche andando avanti dritti per la nostra strada». Non cessano nel frattempo le polemiche sul licenziamento dei primari in applicazione del cosiddetto “decreto Brunetta”. Ne hanno fatto oggetto di interrogazioni a risposta immedi ata i consiglieri Gallo e Pettenò. Il rappresentante di Rc chiede «come sia possibile che il decreto Brunetta sia utilizzato in Veneto in maniera così tendenziosa, tanto da arrivare al licenziamento di sette professionisti competenti quali i primari di Chioggia e Piove di Sacco ». Insieme al collega Gallo, Pettenò poi ipotizza che i citati licenziamenti possano essere «funzionali ad una operazione più vasta relativa allo smembramento della Asl 14 tra le Asl 16 e 12, rispettivamente di Padova e Venezia». Quanto alla decisione della Quinta commissione, che aggrega la Saccisica a Padova, il Pd parla di «approvazione alla cieca, che non rispetta neppure in minima parte le garanzie invocate dagli amministratori locali, riguardanti in primo luogo il mantenimento delle funzioni dell’ospedale di Piove di Sacco ».
DI : Giorgio Boscolo
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IL GAZZETTINO di Padova - GIOVEDÌ, 11 SETTEMBRE 2008
PIOVE DI SACCO. I DISTINGUO DI AN SULLA SANITÀ «Arrivare alle Asl provinciali»

Piove di Sacco - «Noi abbiamo votato la legge 260 per il passaggio dei comuni piove si all’Asl 16 padovana, ma manteniamo comunque la nostra convinzione di arrivare alle asl provinciali che riteniamo una scelta migliore per far funzionare la sanità veneta». Raffaele Zanon e il capogruppo in Regione di An Piergiorgio Cortellazzo mettono dei di stinguo al loro voto dell’altro ieri in quinta commissione sanità che ha approvato la legge presentata da Regina Bertipaglia ed altri consiglieri regionali. «ei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta di legge che prevede le Asl provinciali e che scavalca la legge appena approvata dalla quinta commissione. L’Asl 14 è sempre stata anomala, credo che si dovrà riequilibrare l’ospedale di Chioggia se non si vorranno avere dei grossi problemi quando il consiglio regionale dovrà ratificare il passaggio dell’ospedale piove se con Padova. Nei prossimi giorni assieme a Cortellazzo faremo una serie di verifiche sulle strutture sanitarie, sulle case di riposo e parleremo con gli operatori sanitari del Piove se per stabilire come muoversi per avere delle strutture che funzionino e che rispondano ai bisogni dei cittadi ni, come per altro ci batteremo per ottenere delle garanzie per l’ospedale piove se, considerato che non esistono delle schede ospedaliere che stabiliscano la sua dotazione all’atto dell’accorpamento con l’Asl 16 di Padova».
di :(G.P.)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
Via libera dalla commissione regionale «L’ospedale può passare con Padova»

PIOVE DI SACCO. Ieri pomeriggio la V Commissione regionale ha approvato il progetto di legge che prevede il passaggio dell’ospedale Immacolata Concezione nell’Usl 16 padovana. Hanno votato a favore gli esponenti di Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega, Udc e il consigliere Carlo Covi. Voto contrario, invece, da parte dei consiglieri del Partito democratico che si sono visti respingere l’emendamento che proponeva la definizione preliminare delle schede ospedaliere. Questo per garantire all’ospedale di Piove di Sacco primariati, posti letto e servizi. «Si tratta di un’approvazione alla cieca, che non rispetta le garanzie invocate dagli amministratori locali, riguardanti in primo luogo il mantenimento delle funzioni dell’ospedale piovese - rilevano i consiglieri del Pd Giovanni Gallo, Franco Frigo, Giampietro Marchese e Lucio Tiozzo - in questo modo si costringe un’intera area ad un autentico salto nel buio su un fronte così delicato come quello della sanità. E’ grave che il centrodestra non abbia voluto accogliere la nostra proposta che chiedeva come condizione di garanzia la modifica delle schede per la riorganizzazione degli ospedali di Chioggia e Piove, indispensabili per avere certezze sul loro futuro». Da parte sua il sindaco di Piove Mario Crosta ha accolto la notizia del voto in V Commissione con soddisfazione, anche se non nasconde una dose di rammarico: «Questo passaggio era importante così come sarà importante proseguire la discussione in consiglio regionale in tempi brevi. Tuttavia devo rilevare che la Commissione non ha accolto la richiesta di audizione di noi sindaci in agosto e oggi non ha accolto l’emendamento presentato dal Pd che in sostanza ribadiva le garanzie per il futuro del nostro ospedale. E si tratta di condizioni per noi irrinunciabili. La nostra deve restare una struttura per acuti, devono essere confermati tutti i primariati e le dotazioni dei reparti. Se così non fosse questa battaglia si rivelerebbe vana. Ma sono fiducioso - sottolinea Crosta - perché i consiglieri Regina Bertipaglia e Leonardo Padrin stanno sostenendo questo progetto con determinazione e se il futuro del nostro ospedale sarà compromesso non potranno esimersi dalle loro responsabilità». Scettico, nonostante gli esponenti del suo partito abbiano votato a favore, rimane il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio: «An ha deciso di aderire al progetto perché questa è la volontà espressa dal territorio. Mi chiedo però quale peso il piovese potrà avere nella discussione con Padova quando passeremo nell’Usl 16. Mi pare di assistere ad una progressiva marginalizzazione del nostro territorio». Un appello alla collaborazione e alla fiducia giunge da Regina Bertipaglia: «Avrei preferito che il progetto fosse votato all’unanimità - afferma - capisco le perplessità dei colleghi del centrosinistra ma chiedo loro di avere fiducia. L’impegno per garantire un futuro di eccellenza per l’ospedale di Piove è stato più volte ribadito. Ora serve aprire un dibattito a livello territoriale su come si voglia intendere il futuro dell’ospedale di Piove e avviare la trattativa con Padova».
di : ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
L’INTERVENTO. LEONARDO PADRIN (PDL) «Una giornata memorabile per tutta la Saccisica Con l’Usl 16 potrà contare su strutture d’avanguardia»

Intervenire sulla questione del trasferimento dei comuni della Saccisica dall’Usl di Chioggia a quella di Padova oggi non è semplice per motivazioni serie e meno serie. Quelle serie sono conseguenti al fatto che oggi la V Commissione del consiglio regionale ha deliberato parere positivo alla proposta di legge 260 (che prevede questo trasferimento); dopo il voto di ieri il provvedimento sarà inserito nell’ordine del giorno del consiglio in attesa della sua definitiva discussione ed approvazione. E’ un fatto importante perché un territorio vede concretizzarsi un obiettivo perseguito da anni: agganciarsi alla sanità padovana per condividerne le qualità migliori. E’ un passaggio di grande valore istituzionale, amministrativo ed etico. Istituzionale perché il Piovese condivide una evoluzione della propria sanità passando da una centralità mandamentale a una logica di rete, nella quale mantiene le caratteristiche di ospedale per acuti migliorando la qualità delle prestazioni ma collegandosi in modo funzionale all’alta specialità padovana. A livello amministrativo perché la quasi totale condivisione di questo passaggio da parte dei comuni (di diversa colorazione politica) salda il territorio con le scelte regionali in una unità di obiettivi e di metodo che interpreta e coglie il valore «etico» dell’attività politica: il conseguimento del pubblico interesse. Tra le cose serie bisogna includere anche la definizione del futuro della sanità chioggiotta. Sarebbe miope preoccuparsi solo di Piove, specialmente dopo aver conseguito il risultato del passaggio con Padova; i protagonisti di questa scelta è giusto però siano i cittadini di quel che rimane dell’Usl 14, ai quali va garantito il nostro totale sostegno. In un giorno così buono per i cittadini della Saccisica, è giusto riservare un pò d’attenzione anche alle cose meno serie. In questo censimento uno spazio spetta alle gelosie interne ai partiti (rosse o nere non cambia) che in questi mesi hanno reso più difficile il percorso del provvedimento. Tra le cose meno serie (ma non meno dannose), le pressioni partitiche che da anni tengono inchiodato in consiglio regionale il Pdl che sposta il comune di Legnaro con Padova e che dovrebbero essere superate con il voto di ieri. Tra le cose meno importanti colloco anche me stesso: caratterialmente avrei reagito sempre quando mi ritenevo oggetto di ingiuste critiche o gratuite cattiverie patite su questa vicenda. Mi sono trattenuto a fatica per non compromettere la riuscita del progetto complessivo, il merito della quale va riconosciuto principalmente a Regina Bertipaglia ed alle sue capacità politico-relazionali. Adesso bisogna, entro il 31 dicembre, completare l’iter in consiglio regionale dove (a rigor di logica) il provvedimento dovrebbe poter contare sulla stessa maggioranza: salvo sorprese e salvo pentimenti.
Leonardo Padrin consigliere regionale Pdl
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
La banda dei bancomat Miscela di gas esplosivo e assalti stile Far West - Anche al supermercato Famila di Vigonza fecero saltare con l’acetilene la cassa continua

PADOVA. Una gang di professionisti aveva trovato il sistema per far saltare bancomat e casse continue dosando la giusta miscela d’esplosivo e adottando perfino un apparecchio in grado di rilevare le «cimici» piazzate dagli investigatori. La gang aveva pure uno storditore elettrico per paralizzare gli eventuali intrusi. Ma una tarda sera di novembre dell’anno scorso uno degli assalitori al volante della sua Bmw ha commesso un errore da principiante facendo benzina, all’Agip di Albignasego, con una banconota da 50 euro bruciacchiata. Grazie al raffronto tra l’ora del «pieno» di carburante e le immagini scattate dalla telecamera fissa, la polizia di Padova è riuscita a rilevare il numero di targa (quello anteriore) dell’auto risalendo al legittimo proprietario: Alessandro Dianin, 42 anni, di Campagnola di Brugine via dei Campagnola 3, uno dei due autisti della banda. Quattro gli assalti (di cui uno fallito) addebitati agli arrestati. Ma una ventina di analoghi raid sono al vaglio degli inquirenti, alcuni dei quali commessi nel Trevigiano. Sono sei le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba di ieri mattina dalla polizia padovana che ha anche recuperato circa 90 mila euro. Oltre a Dianin, sono finiti in carcere il «cervello» della banda Giuliano Franceschin, 53 anni, di Piove di Sacco piazza Incoronata 9, già al servizio di Felicetto Maniero nelle file malavita del Brenta; Giorgio Azzolin (49), di Mason Vicentino via Cantarana 40; Pierluigi Braga (36), residente a Padova via Trieste 26 ma domiciliato a Vigonza via Padova 1; Andrea Celin (49), di Pontelongo via Roma 3; Nicola Fornaro (45), di Pontelongo via Gozzi 161. I provvedimenti restrittivi portano la firma del gip bassanese Massimo Morandini, su richiesta del pm Monica Massa. In realtà per dieci mesi l’inchiesta venne diretta dal pm padovano Paolo Luca che poi ha dovuto trasmettere gli atti alla procura di Bassano, competente per territorio. Sugli arrestati grava l’accusa di associazione a delinquere finalizzata agli assalti di bancomat e casse continue con l’uso di miscele esplosive ma anche di possesso, fabbricazione, detenzione e porto di «misture» esplosive.  La banda deve rispondere di tre colpi andati a segno e di un altro fallito, per un bottino complessivo di 260 mila euro. Il primo venne compiuto il 12 dicembre 2007 ai danni della cassa continua del supermercato Famila di Vigonza; un colpo da 100 mila euro. E alla vigilia di Natale Franceschin e compagni racimolarono ulteriori 120 mila euro ai Magazzini Nico di San Zeno di Cassola. Altri 40 mila euro ottennero il 14 aprile scorso, al centro commerciale Alta Sfera di Sant’Angelo Mosciano (Teramo). E c’è poi il fallito assalto al Mercatone di Noventa Padovana del 17 marzo 2008, nonostante i vari sopralluoghi compiuti da Franceschin che aveva spruzzato della schiuma sui sensori del dispositivo d’allarme per neutralizzarlo. Il direttore s’era accorto del trucco.
di : ENZO BORDIN
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
In paese una vita nell’ombra - In tre vivevano nella Saccisica: auto potenti e tanti soldi

PIOVE. Quattro dei sei arrestati vivevano nel Piovese. Abitava in un appartamento in pieno centro a Piove di Sacco, affacciato su piazza Incoronata, Giuliano Franceschin, 53 anni, la mente della banda. Originario di Codevigo, si è trasferito a Piove solo l’anno scorso. Un personaggio schivo, che non frequentava i luoghi pubblici della città e pare non avesse nemmeno rapporti di vicinato. Chi vive e lavora in piazza Incoronata fatica a focalizzarne il volto. Ma ieri non si parlava d’altro che della rocambolesca fuga che Franceschin ha tentato quando la polizia lo ha sorpreso nel suo appartamento. Certo a quell’ora, le cinque di mattina, in giro non c’era nessuno. Ma si sa che le voci si spargono in fretta. Qualcuno ha visto le macchine della polizia, gli agenti affacciati al balcone, un viavai inusuale per un alba in centro storico. Fa ancora un uncerto effetto da queste parti sentire parlare di personaggi che sono stati legati in passato a Felice Maniero e alla Mala del Brenta. Fa effetto sapere che si tratta dell’inquilino della porta accanto, uno qualunque fino a ieri. Sono di Pontelongo Andrea Celin, 49 anni, che vive al civico 3 di via Roma e Nicola Fornaro, 45, residente in via Gaspare Gozzi 16. Pure loro hanno un ricco curriculum alle spalle in fatto di reati e in paese la notizia che sono finiti in carcere non sorprende più di tanto. Fornaro era dipendente di una cooperativa che presta servizio nello stabilimento di Italia Zuccheri. Forse solo una copertura per lui. Chi lo conosce, almeno di vista, sostiene che aveva un tenore di vita decisamente alto per uno che scaricava sacchi di zucchero: lo si vedeva spesso girare per il paese a bordo di auto potenti e costose. Più di qualcuno sospettava che avesse altre fonti di reddito e che si trattasse di fonti non proprio lecite visto il suo passato. Abitava in un condominio di via Campagnola, a Brugine, Alessandro Danin, 42 anni. In paese, però, non è conosciuto, anche perché vi si è trasferito da pochi mesi. In via Campagnola ci sono un paio di condomini in cui tutti gli appartamenti sono dati in affitto e c’è un turn over di inquilini piuttosto frequente. Danin viveva in uno di questi alloggi dal novembre scorso. L’operazione della procura di Bassano si inserisce in un momento caldo sul fronte della sicurezza in Saccisica. In particolare a Pontelongo, teatro sabato notte di una rapina in villa ai danni dei coniugi Rodolfo Bardelle e Favorita Converso messa segno da tre individui con accento dell’est.
di : (Elena Livieri)
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
Dopo dieci mesi di indagini la Polizia ha arrestato sette individui con l’accusa di aver fatto saltare otto postazioni: fra di essi Giorgio Azzolin, pregiudicato di Mason Un bassanese nella gang delle casse continue - Il gruppo è composto in gran parte da ex-componenti della banda Maniero. È stato scoperto grazie a rilevamenti assai sofisticati

La banda che faceva saltare le casse continue in mezza Italia aveva una predilezione per il nostro territorio e nel nostro territorio aveva una pericolosa “spoletta” ovvero un membro di spicco, Giorgio Azzolin. Dopo dieci mesi di indagini le Procure di Bassano e Padova e il Commissariato della nostra città con la Mobile della città del Santo hanno sgominato un’organizzazione dedita allo svuotamento dei forzieri automatici di banche ed empori mediante l’inserimento di gas e la sua detonazione. La gang è composta quasi per intero da malviventi di lungo corso della zona di Piove di Sacco (Pd), alcuni dei quali ex-componenti della Mala del Brenta. L’inchiesta è incardinata presso la Procura di Bassano perchè il primo degli otto episodi contestati è il blitz ai Magazzini “Nico” di S. Zeno di Cassola della notte fra il 23 e il 24 dicembre scorsi; se ne occupa il pm. dott.ssa Monica Mazza. Ed è stato il gip del nostro Tribunale, dott. Massimo Morandini, a firmare i 7 ordini di custodia cautelare eseguiti ieri. In manette sono finiti: il citato Azzolin, 49 anni, residente a Mason Vicentino, in via Cantarana 40; Giuliano Franceschin, 53 anni, di Piove di Sacco, reputato il capo del gruppo; Pierluigi Braga, 36 anni, di Padova; Andrea Celin, 49, di Pontelongo (Pd); Alessandro Dianin, 42, residente a Campagnola di Brugine (Pd); Nicola Fornaro, 45 anni, di Pontelongo ; Marco Repetto, 43, nativo Novi Ligure (Al), ma abitante a San Nazzaro (Pv). Vi sono anche 3 indagati. Come accennato, l’indagine è partita con l’assalto ai Magazzini Nico (bottino 150.000 euro), ma a quanto pare la Mobile patavina già da qualche tempo stava studiando il fenomeno dei bancomat fatti esplodere. La tecnica era quella classica: i banditi, di notte, raggiungevano gli obiettivi prescelti, immettevano acetilene nelle fessure delle casse, davano un impulso elettrico e i pannelli blindati saltavano in aria. Arraffavano i contanti e sparivano. A S. Zeno però i delinquenti devono aver lasciato una traccia che è stata raccolta dagli investigatori di viale P. Gilardi e poi sviluppata dai colleghi della Mobile. Sono iniziate attività certosine e sofisticate; a parte i normali pedinamenti sono state attuate speciali osservazioni a distanza con microspie e satelliti e naturalmente molte intercettazioni telefoniche. I malviventi, tutti scafati, sono stati assai prudenti (per esempio hanno limitato al massimo l’uso dei cellulari) e intanto hanno continuato a colpire nel Triveneto (nella lista vi sarebbero anche due assalti falliti ad altrettanti supermercati di Bassano) e perfino in una occasione in Abruzzo. Ma ormai avevano sul collo gli inquirenti, che hanno ricostruito otto attacchi e alla fine di luglio hanno chiesto i provvedimenti cautelari. Gli uomini del commissario Campagnolo hanno bussato alla porta di Azzolin ieri alle 5. Il pregiudicato, operaio, da qualche tempo convivente con una donna, non ha opposto resistenza. É stato ammanettato e condotto al S. Pio X di Vicenza. In casa sua sono stati trovati tubi di gomma con tracce di acetilene. Giorgio avrebbe coordinato le attività della gang nel Vicentino e sarebbe stato presente in buona parte delle incursioni. Azzolin è figura di primo piano nella “mala” veneta. Nel giugno del 2004 rischiò di morire in una tentativo di rapina al Cavallino di Jesolo. Ebbe uno scontro a fuoco con una guardia giurata e fu ferito gravemente al volto; i complici lo scaricarono all’ospedale dove poi fu bloccato.
di : Bruno Cera
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
SICUREZZA. DOPO L’ULTIMO ASSALTO IN VILLA, IL MONITO DEL PARLAMENTARE - Ascierto: «L’emergenza non è finita»

«L’emergenza-sicurezza a Padova non è finita e sino a quando non lo sarà, di togliere i militari dalle strade non se ne parla nemmeno». Anzi. «Credo che il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza potrebbe chiedere al governo un incremento degli uomini dell’esercito. In questo modo le pattuglie potrebbero coprire anche le ore notturne». Parola dell’onorevole del Pdl-Alleanza nazionale, Filippo Ascierto, che sul ruolo delle ronde miste esercito-forze dell’ordine ha sempre avuto le idee chiare. E che riguardo agli ultimi avvenimenti di cronaca, come la rapina in villa di sabato sera a Pontelongo , avanza l’ipotesi di coinvolgere le polizie locali nei turni serali e notturni per monitorare il territorio. «Con la criminalità rumena premette Ascierto la politica del pugno di ferro è già stata avviata. Ora si tratta di vedere se e come si possono sostenere i comuni della cintura urbana nel controllo del territorio». Al riguardo un’idea arriva dal suo collega di partito, il senatore Maurizio Saia: «La Regione sta facendo la sua parte consorziando le polizie locali di alcune amministrazioni. A questo punto però dovrebbe intervenire anche la legge nazionale soprattutto per uniformare il loro equipaggiamento». «Non è infatti possibile insiste il senatore che questa materia sia lasciata alla discrezionalità dei consigli comunali. Inoltre dovrebbero essere ridefiniti i poteri di polizia giudiziaria degli agenti locali. Perché i sindaci debbono avere la possibilità di incidere sulla sicurezza delle città proprio attraverso il ruolo della loro polizia». Ma sul tema-sicurezza intervengono anche i rappresentanti dei comitati cittadini. «Il sindaco Zanonato esordisce Paolo Manfrin, presidente del comitato Stanga ha dichiarato che i militari è sufficiente rimangano sulle strade di Padova per soli sei mesi. Errore. Noi cittadini chiediamo la loro presenza sia allungata almeno di ulteriori sei mesi, perché la presenza degli uomini dell’esercito noi la stiamo vedendo e ne stiamo percependo anche gli effetti positivi». «Il militare continua Paolo Manfrin rappresenta la figura di quel vigile di quartiere che nonostante le promesse noi purtroppo non abbiamo mai visto». Poi sull’ipotesi di estendere la presenza delle pattuglie durante le ore notturne, il presidente del comitato Stanga osserva: «Sarebbero molto utili soprattutto al Pescarotto dove anche di notte continua l’attività legata allo spaccio e alla prostituzione».
di : (M.B.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
PIOVESE La commissione regionale ha approvato a maggioranza il distacco da Chioggia e l’incorporazione nell’Usl 16 patavina - a sanità della Saccisica passa a Padova - Per i consiglieri di opposizione è “un salto nel buio”. I nuovi confini entreranno in vigore nel gennaio 2009

Piove di Sacco - La commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto ha approvato, a maggioranza, il passaggio dei comuni di Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove dall’Ulss 14 di Chioggia all’Ulss 16 di Padova. La proposta di legge, presentata un anno fa da Regina Bertipaglia (Forza Italia) e sottoscritta da tutti i consiglieri padovani del centrodestra e dai socialisti Carlo Covi e Nereo Laroni, fa seguito ad una precedente proposta di legge, già licenziata dalla commissione e tuttora all’ordine del giorno del Consiglio, che prevede il distacco dall’Ulss 14 del comune di Legnaro e la sua aggregazione all’Ulss 16. Entrambe le iniziative legislative, sostenute dal voto unanime dei consigli comunali interessati, sono state approvate con i voti del centrodestra, contrarie le opposizioni. Nel corso della discussione di ieri sulla separazione dell’unica Ulss interprovinciale del Veneto, il presidente della commissione Raffaele Bazzoni (FI) aveva cercato, d’intesa con il vicepresidente Diego Bottacin (PD), di arrivare a un voto unanime sul provvedimento accogliendo la richiesta del centrosinistra di vincolare l’efficacia dei nuovi ambiti territoriali alla modifica della programmazione socio-sanitaria e delle schede ospedaliere delle due Ulss interessate. L’emendamento formulato da Bazzoni e Bottacin e inserito come clausola aggiuntiva avrebbe risposto, infatti, alle richieste delle opposizioni di affrontare il problema del ridisegno delle due Ulss non solo in termini geografici ma soprattutto dal punto di vista della loro riorganizzazione, in modo da garantire sia agli abitanti del Padovano, sia quelli della parte sud del Veneziano certezza di servizi e adeguate prestazioni e da rappresentare un primo tassello dell’auspicata revisione del piano regionale socio-sanitario. Ma i consiglieri del centrodestra, dopo un vertice di maggioranza, hanno preferito astenersi e non votare tale clausola in modo da assicurare - come ha spiegato Leonardo Padrin (FI) - un iter veloce alla norma che sancisce il distacco, senza ancorarla ai tempi incerti e forse troppo lunghi della nuova programmazione sanitaria. Per i consiglieri di opposizione la scelta del centrodestra, che ha scelto di astenersi al momento del voto (e l’astensione vale voto contrario) sull’emendamento Bazzoni-Bottacin, rappresenta un salto nel buio e un tradimento delle attese delle comunità locali che, con voto unanime dei rispettivi consigli comunali, avevano chiesto il passaggio all’Ulss 16 di Padova. «La soluzione che inizialmente avevano proposto presidente e vicepresidente della commissione - ha dichiarato Giovanni Gallo, capogruppo del Partito Democratico, motivando il voto contrario del centrosinistra alla proposta di distacco - offriva chiarezza e garanzie sull’assetto della futura Ulss padovana e su ciò che resta dell’Ulss 14, ridotta ai soli tre comuni di Chioggia, Cona e Cavarzere». La separazione dell’Ulss 14 tra Chioggia e Piove di Sacco è ora in attesa dell’esame e del voto definitivo dell’aula consiliare. I nuovi confini non entreranno comunque in vigore prima del 1° gennaio 2009 o comunque - secondo quanto prevede la norma relativa alle modifiche territoriali - il 1° gennaio dell’anno successivo all’approvazione della legge.
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 10 SETTEMBRE 2008
Gli specialisti del gas si stavano armando - Volevano acquistare pistole e Kalashnikov. Nei tre colpi accertati hanno racimolato 260 mila euro. Fuggivano sempre in autostrada

Catturata la banda dei bancomat. Da mesi imperversavano su gran parte del territorio italiano. Si muovevano tra il Veneto, la Lombardia, la Toscana e l’Abruzzo. La tecnica sempre la stessa: riempivano le casse continue dei centri commerciali e dei grandi magazzini con la giusta dose di acetilene (gas incolore ed estremamente infiammabile) e poi le facevano brillare. Dei professionisti, capaci di racimolare in tre colpi 260 mila euro. Sono così scattate le manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto per sei veneti, tra cui due collegati in passato a esponenti di spicco della disarticolata “Mala del Brenta”. Il capo è Giuliano Franceschin di 53 anni nato a Codevigo e residente a Piove di Sacco in piazza Incoronata e vicino a Felicetto Maniero. Al suo fianco Giorgio Azzolin di 49 anni nato a Marostica e residente a Mason Vicentino in via Cantarana, Pierluigi Braga di 36 anni nato a Padova e residente in via Trieste ma domiciliato a Vigonza in via Padova, e Nicola Fornaro di 45 anni nato a Pontelongo dove è residente in via Gozzi. Lui è il secondo della banda che negli anni ‘90 ha avuto un contatto con la “Mala del Brenta”. Gli automobilisti del gruppo sono Alessandro Dianin di 42 anni nato a Piove di Sacco e residente a Campagnola di Brugine in via Dei Campagnola e Andrea Celin di 49 anni nato a Strà e residente a Pontelongo in via Roma.Tutti, tranne il Dianin, sono stati arrestati ieri mattina intorno alle cinque dalla squadra Mobile della polizia coordinata da Marco Calì che ha ricevuto la collaborazione di diversi reparti della questura e di quello della squadra Mobile di Vicenza. Dianin, infatti, è stato tradotto in carcere l’otto febbraio perchè è stato trovato in possesso di una Beretta calibro 9,22 con il numero di matricola cancellato. Il suo posto, al volante delle auto con cui la banda si spostava, è stato preso da Celin. L’operazione è stata battezzata “Auto Ruote”, ossia autostrada per le migliaia di chilometri che gli investigatori hanno dovuto percorrere su tutta la penisola per inseguire la banda. Il boss Franceschin, che ieri ha opposto resistenza all’arresto cercando di fuggire attraverso i tetti, individuava i centri commerciali e i grandi magazzini sempre vicino all’autostrada. In modo da avere una facile via di fuga. Sono stati indagati anche altri due soggetti. Uno vive in Lombardia e sembra abbia rifornito di armi la banda, che poco tempo fa gli aveva chiesto di poter acquistare un Kalashnikov. Gli uomini della squadra Mobile hanno sequestrato 90 mila euro, una trentina di cellulari, dei Walkie Talkie, una smerigliatrice, uno Schock Tronic (lancia scariche elettriche) e una Fiat Punto piena di materiale come le bombole con l’acetilene ritrovata nel garage della madre di Franceschin.
di : Marco Aldighieri
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 09 SETTEMBRE 2008
EMERGENZA CRIMINALITA’ NEL PIOVESE Trovate le impronte lasciate dai rapinatori Accurato sopralluogo ieri mattina nella villa dove vivono i coniugi Bardelle, aggrediti sabato sera

PONTELONGO. Il pesante cancello verde della villa al civico 185 di via Villa del Bosco dei coniugi Rodolfo Bardelle e Favorita Converso si è aperto ieri mattina solo per far entrare e uscire le auto dei carabinieri, tornati ad interrogare la coppia sulla rapina avvenuta sabato notte.  Marito e moglie sono stati sentiti per circa un’ora dal maggiore Ivan Petracca, comandante del Nucleo investigativo provinciale dei carabinieri, e dal tenente Giuseppe Bonadonna, a capo della prima sezione «antirapina». I militari hanno voluto sentire nuovamente, a freddo, i coniugi su quanto è accaduto sabato intorno alle 23.30, quando tre uomini li hanno attesi nel giardino della villa e, minacciandoli con una pistola, un cacciavite e un coltello, li hanno costretti a farli entrare in casa, facendosi poi aprire la cassaforte. La coppia è stata rinchiusa in uno sgabuzzino per circa 40 minuti, mentre i tre malviventi fuggivano con un bottino di circa 80.000 euro in orologi e denaro contante (sembra non coperto da assicurazione). Rodolfo Bardelle è poi riuscito a sfondare la po