Itinerario 2
12 Mag 2007 di zoen2601
TRA PIOVE DI SACCO ED ADRIA SULLE TRACCE DEGLI ANTICHI ROMANI
Itinerario semi-archeologico tra terre di fiumi e ampie distese di campi
Il punto di partenza di questo itinerario è Brugine nella bassa Padovana, vicino a Piove di Sacco. Il punto di arrivo è Adria , in Provincia di Rovigo. I comuni da attraversare, compresi i due citati, erano un tempo percorsi dall’antica Via Annia.
Di questa oggi non rimangono tracce visibili: l’antico tracciato romano diventerà tuttavia il pretesto per percorrere questo affascinante lembo di terra dove acqua e terra hanno avuto, fin dall’epoca antica, un rapporto molto stretto, spesso di conflitto.
Dalla SS Piove di Sacco si seguono le indicazioni per Brugine e si raggiunge il centro della località. Si tratta di un paese di piccole dimensioni (già nella toponomastica il mediolatino ‘burgum’ = borgo racconta di un piccolo insediamento) cui fa da sfondo un territorio ricco di vegetazione e di abbondanti acque.
Qui merita una sosta a Villa Roberti (tel. 049-5806768), uno degli edifici più belli e antichi dell’intera zona. L’ideale sarebbe passare di qui la prima domenica del mese quando la villa e l’annesso parco vengono animati dal tradizionale mercatino dell’antico e dell’usato.
Proseguendo a sud si raggiunge Pontelongo, altro centro la cui storia si intreccia indissolubilmente con quella di un corso d’acqua. Del resto un paese che da mille anni porta questo nome non può che rievocare un fiume (il Bacchiglione, conosciuto con il nome ‘Canale di Pontelongo nel tratto Bovolenta-Pontelongo) e l’arcata di un ponte lanciato tra due sponde! La storia di Pontelongo è sempre stata condizionata dalla importanza strategica che il lungo ponte (di legno prima, dal sec. XI al XIV, poi in pietra e successivamente in struttura di ferro) aveva per i traffici, i trasporti e la comunicazione in generale.
Nei ricordi degli anziani rimane ancora vivida l’immagine dei burci, le tradizionali imbarcazioni trainate dai cavalli, che proprio qui a Pontelongo affollavano il Bacchiglione nei periodi dell’anno in cui i traffici tra la campagna e i centri urbani di Padova e Venezia si facevano più intensi.
Ancor oggi è possibile ripercorrere l’itinerario fluviale mare-entroterra per scopi ricreativi! La Pro Loco, da tempo impegnata nella riscoperta e valorizzazione del territorio attraverso la navigazione fluviale, propone infatti gite in barca (anche fino a Venezia) lungo il Bacchiglione.
Si lascia Pontelongo e si prosegue a sud in direzione Cavarzere. Sulla strada è d’obbligo una sosta a Correzzola per una visita all’incantevole Corte Benedettina. Anche questo mirabile complesso racconta, attraverso la sua storia e le sue funzioni, del rapporto acqua/terra, intrinseco di queste località.
Ma procediamo con ordine… Il comune di Correzzola sembra aver avuto una sua identità collegata all’acqua sin dall’epoca romana, visti i ritrovamenti archeologici effettuati nella zona. Il territorio venne infatti chiamato ‘Corrigium’ ovvero striscia di terre emersa tra le acque (da qua il nome ‘Correzzola’).
Nel 1129 un atto di acquisto di terreni (siti in località Concadalbero) da parte dei monaci benedettini da Padova segna l’inizio di una serie di opere di sistemazione del territorio ad opera dei religiosi che culminarono nel ‘400 in notevoli progetti di bonifica.
Una nuova rete idrica formata da canali e argini per difendersi dalle inondazioni, la suddivisione del territorio in possessioni e l’affidamento di queste ‘gastaldie’ (di 1.000 campi ciascuna) ognuna dotata di una propria Corte contribuirono ad una evidente crescita demografica e all’aumento della produzione agricola che durarono fino a fine ‘600.
Un grandissimo numero di corti, fattorie e chiese sorsero sul territorio caratterizzandolo con una rilevante presenza architettonica. Tra tutti questi il monumento più importante era indubbiamente la Corte Benedettina, la più ricca tra le masserie del territorio . Costruita a ridosso del fiume Bacchiglione per ottimizzare i traffici con i ‘burci’, la corte era alloggio, luogo di culto, magazzino, scuderia, ricovero attrezzi, ma soprattutto luogo di incontri e di comunicazione tra Padova e Venezia. Un centro di scambi di notevole fascino, quindi, che è possibile ancor oggi ammirare e rivivere nell’emozione! (Visite guidate su prenotazione tel. 049-9760011).
L’itinerario sulle orme dei Romani continua per Cavarzere in direzione Adria dove si può trascorrere qualche ora al Museo Archeologico Nazionale (tel. 042621612). La storia documentata testimonia della sua esistenza già nel VI sec. a.C. Con l’occupazione dei Greci divenne uno dei maggiori centri di smistamento delle merci per la pianura padana. Fu colonia di Siracusa, ebbe contatti con gli Etruschi, i Galli, Alessandria d’Egitto e l’estremo Oriente.
Nel 49 a.C. Adria divenne municipio romano, anche se l’influenza romana preesiste già nel II sec, con la Via Popilia, che la collegava a Rimini a sud e la Via Annia che la collegava ad Altino, verso nord.
Oggi ad Adria, lungo la famosa strada ‘Corso Mazzini’ (un tempo uno dei due rami del fiume Canalbianco) si può passeggiare nel famoso quartiere popolare di ‘Cannareggio ‘ caratterizzato dalla presenza di stradine pavimentate in ciottoli e camini sporgenti dai tetti delle case. Nel passato era abitato da pescatori e raccoglitori di canna palustre.
Ancora, di grandissimo interesse artistico è la Cattedrale edificata tra secondo 700 e 800 ad opera dell’architetto Don Giacomo Baccari di Lendinara. Invitanti le vecchie osterie , chiamate i ‘Bacari’ dalle moglie di coloro che le frequentavano, localizzate ai margini di Riviera Matteotti e lungo la via Terranova.
Alternativa! Per chi invece preferisse immergersi totalmente nella natura e nell’ambiente campagnolo il consiglio è di fermarsi a Cona , ancor prima di raggiungere Cavarzere ed Adria, per una visita alla tenuta Civranetta (tel. 0426-509136).
Si tratta di un’azienda agricola dove, su prenotazione, è possibile trascorrere un intero pomeriggio effettuando passeggiate e visite guidate ai tipici boschi lineari che circondano ogni campo coltivato (raro trovare ancora campi chiusi in questa area!), alle tracce storiche ed archeologiche, ai cavalli di razza avallinese, alla libera fauna selvatica, alle coltivazioni biologiche.
Va segnalata inoltre la possibilità di prolungare il percorso per una visita al Museo dei grandi Fiumi (tel. 0425-361481) di Rovigo dove l’incidenza del rapporto terra/acqua sugli insediamenti umani in questa area è documentata a partire dai ritrovamenti archeologici dell’Età del Bronzo e del Ferro.





