Itinerario 1
12 Mag 2007 di zoen2601
Pontelongo e dintorni per scoprire la STRADA dello ZUCCHERO
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L’ itinerario prende il via dalla località Brenta d’Abbà, così chiamata fin dal 1129 quando divenne possesso dei monaci di Santa Giustina che vi intrapresero opere di bonifica ulteriormente perfezionate daiMelzi ai quali appartenne in seguito, per risalire il corso del Bacchiglione.
Importante via dicomunicazione e commerci solo fino a pochi decenni fa, il fiume Bacchiglione conserva ancora testimonianze suggestive della sua storia secolare e costituisce un interessante riferimento paesaggistico nellamonotonia di una campagna occupata per intero dalla monocoltura.
In Corte San Fortunato a Brenta dell’Abbà attraversiamo il fiume e procediamo contro corrente lungo lariva sinistra verso Pontelongo passando dopo alcune centinaia di metri accanto ad una villa settecentesca che riflette la propria immagine nelle acque del fiume.
Alle sue spalle c’è il piccolissimo nucleo di Castelcarro! che una volta era munita di roccaforte deiCarraresi, conquistata e distrutta dal Veneziani nel 1405. La piccola chiesa del 1798, dedicata a SantaLucia, è l’elemento che permette di distinguere anche da lontano questo piccolissimo borgo.
Le campagneche si estendono sui fianchi del Bacchiglione, costellate di abitazioni rurali spesso di antiche origini,tenute a mezzadria fino alla metà del nostro secolo, attualmente sono destinate alla coltivazione delmais, della soia, delle barbabietole e del radicchio invernale. Esse hanno conosciuto abbastanza presto la meccanizzazione che comporta una modificazione relativamente precoce del quadro ambientale originario,delle coltivazioni tradizionali, delle tecniche di lavoro ed ha determinato, inoltre, la rapida scomparsa dei buoi,una volta diffusamente impiegati nel lavoro dei campi.
Naturalmente in questo territorio, in cui lo Zuccherificio di Pontelongo è attivo dal1911, una dellepiante più coltivate è la barbabietola da zucchero: tempi e modalità sono pianificati con precisione dagli operatori dello zuccherificio che funge anche da centrale organizzativa e di controllo, in collaborazione con i singoli coltivatori tenendo conto delle varietà di barbabietola e del tipo di terreno adibito alla coltivazione.
Infatti, nonostante l’apparente uniformità, i terreni presentano caratteristiche molto diverse: si va da quelli “leggeri” di medio impasto, composti di sabbia e limo,a quelli”pesanti”o”tenaci’;capaci di assorbire grandi capacità di acqua (riconoscibili, nei tempi di siccità! dalle fessure larghe anche tre dita che dividono le zolle). Correlare la qualità della barbabietola a quella del terreno è pertanto una scelta di primaria importanza.
Raggiunto l’abitato di Pontelongo ed attraversata la ferrovia e la rotabile per Adria discendiamo sottol’argine nella via che! prolungandosi fino al ponte sul Bacchiglione, scorre a fianco dell’insediamento organizzato a riviera. Accanto alla testa del ponte!si erge Palazzo Foscarini, ora sede municipale, caratterizzato dal timpano che conclude il prospetto frontale.
Riguadagnata la riva destra del fiume giungiamo, appena fuori del paese, aIl’ altezza dello Zuccherificio di Pontelongo: si tratta di una notevole realizzazione industriale d’inizio secolo che ancora conserva parte delle originarie installazioni e che fino agli anni ‘50 fu capolinea di convogli di barbabietole che viaggiavano per ferrovia e per via fluviale.
Abbandonato lo Zuccherificio, dotato di un proprio canale interno davanti al quale stazionano un paio di imbarcazioni, riprendiamo il cammino sull’argine-strada fiancheggiato da una fitta cortina alberata nella quale si possono riconoscere salici, sambuchi, ontani e gelsi.
Dopo un tratto non molto lungo oltrepassiamo Terranova, frazione di Pontelongo, in prossimità della qualel’argine diventa sterrato ma sempre facilmente percorribile. Arriviamo così alle spalle della Corte Benedettina di Correzzola.
Sempre procedendo alle spalle dell’abitato torniamo all’altezza di via Castello per discendere nuovamente alla Corte San Fortunato.







