Toponomastica
3 Ago 2007 di zoen2601
di Adriano Comunian
(serie di articoli apparsi sul Bollettino Parrocchiale, Dic. 2004- Giugno 2005 - Materiale ricavato dal sito del Comune di Pontelongo)
Toponomastica è una parola formata dall’unione di due vocaboli di origine greca, e cioè topos che significa luogo, paese, contrada ecc., ed onomos che significa nome; quindi toponomastica è la disciplina che studia i nomi propri delle località.
Il primo nome di luogo a comparire nelle carte degli archivi pubblici è il nome di Pontelongo, menzionato in un documento dell’ anno 1097 nel quale Cono da Calaone dona ai Monaci Cluniacensi di Candiana alcune proprietà situate nel territorio di PONTE LONGO, è evidente che tale nome venne attribuito a questa località per la presenza di un ponte che consentiva l’attraversamento del Bacchiglione.
Attorno al ponte andarono a insediarsi, col tempo, fabbricati urbani quali palazzi, abitazioni civili, attività economiche nell’agricoltura, nell’ artigianato e commercio; inoltre vennero costruite chiese, cappelle per il servizio religioso degli abitanti.
La riva sinistra del fiume, che prese il nome di PONTELONGO DI QUA diviso a sua volta in PONTELONGO DI SOPRA verso S. Lorenzo, e PONTELONGO DISOTTO verso la chiesa di S. Giovanni Battista (del secolo XIII) dipendente dalla chiesa di S. Martino di Piove di Sacco; sempre sulla riva sinistra a partire dal porto (circa di fronte a casa Furegon) fino a Terranova si formò una contrada rurale denominata RONCHI DI CA’ TREVISAN con la chiesa campestre dedicata a S. Maria Maddalena (sec. XIV) dipendente dalla Parrocchia dì Arzergrande.La riva destra del fiume prese il nome di PONTELONGO DI LA’ con la Chiesa parrocchiale dedicata a S. Andrea Apostolo, dipendente dal Monastero di Candiana.
Infine, ancora sulla riva sinistra, ai confini con Codevigo e Correzzola si formò la contrada di TERRANOVA, con la chiesa dedicata a S. Geminiano (del 1217), la quale sarà divisa in due tronconi a causa del taglio della volta Silia fatto eseguire dal Governo del Lombardo-Veneto nel 1858.
Nel corso dei secoli le parrocchie di Pontelongo e Terranova sono cresciute ottenendo una completa autonomia, in particolare Pontelongo si è ingrandita con l’accorpamento della chiesa di S. Giovanni Battista e di S. Maria Maddalena concesso dalla Curia Diocesana di Padova.
Non esiste più memoria della chiesa di Ronchi, demolita per vetustà alla fine dell’ottocento, mentre la chiesa di S. Giovanni Battista è ricordata da molti pontelongani prima di essere abbattuta nel 1945 a seguito dei danni subiti con il bombardamento del 14 maggio 1944.
Oltre ai toponimi sopradescritti, gli studiosi di storia locale Mons. Claudio Bellinati e dott. Paola Barbierato, hanno ricavato da documenti d’archivio numerosi nomi di località e di contrade, che, per lo più, non siamo in grado di collocare nel territorio e che sono quasi tutti scomparsi dall’uso comune. Voglio citare le contrade: la VANEZZA, il DOSSO, i PESCI, I’ISOLA, VALBARUS, i ROVERELLO, i OLMl, RONCHO, contrada VADA FLUMESELLl, c. de la VOLTA DI CHOREZUOLA, c. de la LOVARA, c. de ARZERINI, c. del BICO, e del FORMIGARO, de la BRONBA, de CAPOFERO, de la FORNASA, ecc. ecc., usate per molti secoli fino alla caduta della Repubblica Serenissima di Venezia.
Queste denominazioni di località, note ai residenti e alle autorità hanno avuto grande importanza per favorire affari e mobilità alle popolazioni residenti.
Il nuovo governo, che aveva bisogno di ingenti risorse per mantenere l’ esercito, i collegamenti stradali e le nuove strutture statali, decise subito di costituire un catasto moderno, passato alla storia come ” Catasto Napoleonico” funzionale al censimento dei beni immobili sui quali applicare l’imposta.
Pure gli austriaci, subentrati ai francesi nel 1815 e rimasti nel Veneto fino al 1866, si attivarono per costituire un nuovo Catasto, denominato “Nuovo Censo Lombardo-Veneto”.
Nel 1826 uscì il decreto che dettava norme per tutte le operazioni di misura e di stima; a Pontelongo le operazioni eseguite nel 1832-36, furono approvate nel 1845 con la pubblicazione di tutti i documenti catastali. Nelle mappe sono state riportate le particelle dei terreni e dei fabbricati, i corsi d’acqua, i ponti, le chiese e le strade.
Il nome di contrada usato per tanti secoli per indicare le località, fu sostituito dal nome strada che indica un tratto di terreno lastricato o sistemato in altri modi, che consente la comunicazione fra le località.
Le strade esistenti nel territorio di Pontelongo sono state denominate con termini elementari collegati ai corsi d’acqua (Bacchiglione, Paltana ) o ai Comuni contermini (Piove di Sacco, Candiana, Villa del Bosco ).
Questi nomi rimasero in vigore per tutto il secolo XIX°, e quindi anche dopo l’ annessione del Veneto al Regno d’ Italia ( 1866). Infatti l’elenco delle strade, approvato dalla Giunta Comunale del cav. Luigi Marinello nel 1873, riporta l’elenco delle strade esistenti uguale ai nomi scritti nel Catasto Austriaco.
Passeremo in rassegna l’onomastica comunale utilizzata in quel secolo iniziando dalle strade situate alla SINISTRA del Bacchiglione:
- Strada sinistra del Bacchiglione: è la più lunga di tutte e si snoda, quasi del tutto, lungo l’argine sinistro dal confine con Bovolenta al confine con Codevigo.
- Strada detta del Porto: parte dall’argine sinistro vicino a casa Lunari e termina in corrispondenza della Schilla dove un ponte consente il collegamento con Campagnola.
- Strada detta di S.Giovanni Battista: è un tratto breve (circa 100 metri) che parte dall’incrocio della strada arginale sinistra, ad est del Molino e arriva alla Chiesa di S.Giovanni. Oggi la stradina è intitolata a Galileo Galilei (allora non esisteva via dell’Indipendenza)
- Strada detta di Piove: sempre dalla strada arginale sinistra in prossimità della pesa pubblica parte la strada che porta a Piove di Sacco, dopo aver attraversato la Schilla;
- Strada detta “Persa”: dalla strada arginale sinistra in prossimità delle case Valerin e Sanavia partiva la strada “Persa” per arrivare alla Schilla, dove un ponte comunale consentiva il collegamento con le vie Piosa e Vigna e con la chiesa di Arzergrande.
Non conosciamo perché sia stata denominata così, però conosciamo alcune vicende ad essa collegate. Si deve tornare indietro di qualche secolo, quando il 28 maggio 1669 il Vescovo di Padova S. Gregorio Barbarigo, sollecitato da una petizione degli abitanti di Ronchi che volevano dipendere dalla Chiesa di Pontelongo e non da quella di Arzergrande, si recò in carrozza col Parroco di Arzergrande per rendersi conto della situazione. Purtroppo (o grazie) causa il fango la carrozza si impantanò, il Vescovo tornò indietro e il giorno seguente decretò l’ annessione della chiesa di Ronchi di Cà Trevisan alla parrocchia di S.Andrea di Pontelongo.
Nel 1873 la strada “Persa” ed il ponte sulla Schilla esistevano ancora, nonostante ormai fossero pochi gli abitanti che la usavano per recarsi ad Arzergrande.
Successivamente all’ acquisto di quasi tutti i beni di Ronchi da parte del comm. Leone Da Zara, la parte terminale della strada “Persa” fu inglobata in una “chiusura” con annessa , casa, ora abitata dalla famiglia Cavalletto.
Nello stesso periodo venne demolita la Chiesa di S. Maria Maddalena situata vicina a casa Pastò. Dei più antichi fabbricati di Ronchi rimangono la vecchia canonica, ora abitata dalla famlglia di Benito Zulian, ed il complesso edilizio di grande valore archìtettonico, di proprietà in passato dei Patrizi veneziani Trevisan e Contarini poi degli agricoltori Lovison ed ora del ristoratore Giovanni Ferrara, che sta provvedendo al restauro di questi fabbricati per riportarli antichi splendori.1974.
Le strade situate sulla DESTRA del Bacchiglione erano le seguenti:
- Strada alla destra del Bacchiglione: inizia dal confine con Bovolenta presso il cimitero, e arriva al confine con Correzzola, vicino alla Corte Benedettina.
- Strada detta di Candiana: parte dall’incrocio con la strada arginale verso Bovolenta per giungere al confine con Candiana; questa strada, di antica origine in quanto legata alle vicende dei Monaci di Candiana, ha un tracciato irregolare e pieno di curve.
- Strada detta di Villa del Bosco: inizia all’incrocio della strada” argine destro ” presso la trattoria Miloso (ora Banca Antonveneta) per arrivare al confine con Villa del Bosco in prossimità del ponte sulla Paltana.
- Strada detta della Paltana: inizia dal ponte sopra menzionato e porta al confine comunale verso Fossaragna.
- Strada detta di Terranova: parte dal tronco abbandonato del Bacchiglione e porta al cimitero e alla chiesa di Terranova.
- Strada detta delle Stradelle: inizia all’incrocio della strada di Villa del Bosco e arriva sino alla Boaria Fornaro (ora Rocca). Forse il nome Stradelle è stato dato per la presenza di numerose carreggiate interpoderali che conducevano alla strada Argine Destro e alle stradelle. Si vuole ricordare che gran parte dei terreni di questa zona vennero venduti nel gennaio 1909 alla S.A.Sucrerie et Raffinerie de Pontelongo per la costruzione dello zuccherificio. In quegli anni il governo emise provvedimenti relativi alla tenuta dei registri Anagrafici, che dovevano riportare nei singoli atti la via e il numero civico assegnati ai residenti; pertanto il nome di strada sarà riportato solo per i lavori pubblici, mentre per tutti gli altri documenti si userà il termine VIA. Inoltre il 1° marzo 1886 entrava in vigore la legge detta “della perequazione dell’ imposta fondiaria” che disponeva la realizzazione di un nuovo Catasto Generale per tutto il Regno d’Italia.
I Comuni dovevano collaborare con i tecnici del Catasto per delimitare i confini dei Comuni e delle proprietà e mettere a disposizione un proprio esperto, detto indicatore, per facilitare tutte le operazioni.
La Giunta Ostani rispettò tutti gli impegni e decise pure di separare il centro urbano dalle rispettive vie originali, dato che, in questa zona, era molto elevata la frammentazione della proprietà nonché dei terreni e dei fabbricati.
Pertanto l’antica strada arginale sinistra viene divisa in tre tronconi:
- a monte del fiume la strada prende il nome: Via Argine Sinistro Superiore, che va dalla Boaria Bettio fino al confine con Bovolenta;
- al centro partendo da palazzo Zatti fino alla pesa pubblica prende il nome di Via XX Settembre;
- a valle, partendo da casa Furegon fino al confine con Codevigo, prende il nome di Via Argine Sinistro Inferiore.
Analoga operazione viene eseguita sulla strada arginale destra che viene divisa in due parti:
- a prima prende il nome di Via Giuseppe Mazzini, che parte dal confine con Bovolenta per arrivare ai portoni dello zuccherificio;
- a seconda parte prende il nome di Via Argine Destro.
Al numero uno di via Mazzini abitava il signor Campi Angelo, che era proprietario di un magazzino di cereali denominato Granaron; in seguito ceduto al Comune che lo adattò ad alloggi temporanei per i meno abbienti. Ai numeri terminali di via Mazzini (65 e 69) abitavano alcune famiglie benestanti degli Azzalin (anche i bisnonni e nonni di Romano Azzalin) che avevano avuto in fitto aziende agricole da Leone da Zara, proprietario di ben 62 ettari di terreni. Una di queste abitazioni rurali (il civico n° 69) non è stata abbattuta come le altre, demolite per realizzare il piano urbanistico dello zuccherificio. La casa fu abitata, fino a poco tempo fa, dalle sorelle Fioravanti.
Nelle operazioni inerenti al Censimento Generale del 1900 si terrà conto nella 1a Sezione (centro storico) dei due nuovi nomi alle vie XX Settembre e Giuseppe Mazzini.
Via XX Settembre: in questa data (20 settembre del 1870) le forze armate italiane al comando del generale Cadorna, entrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia, causando la fine del potere temporale della Chiesa, durato ben 15 secoli, l’annessione del Lazio e di Roma al Regno d’Italia a conclusione del processo unitario nazionale e il trasferimento della capitale da Firenze a Roma. Si è voluto così sottolineare; valori del Risorgimento Italiano che hanno consentito di raggiungere l’Unità d’Italia.
Una porzione di questa strada, e precisamente dalla pesa pubblica al ponte era di competenza della Provincia di Padova, perché facente parte della provinciale Padova-Adria.
Via Giuseppe Mazzini anche con questo nome si è inteso conservare le memorie del Risorgimento, di cui questo personaggio fu uno dei principali artefici. Giuseppe Mazzini (Genova 1805- Pisa 1872) intellettuale, pubblicista, patriota di fede repubblicana, profondamente religioso e credente in Dio, è stato cospiratore nella Carboneria prima e nella Giovane Italia poi, da lui fondata, più volte incarcerato condannato ed esiliato. Rientrava in Italia allo scoppio dei moti rivoluzionari, dove contribuiva alla formazione di governi repubblicani di breve durata. Si è meritato la stima generale del paese per l’onestà e la rettitudine e per la dedizione della sua vita alla causa dell’unità nazionale.
A Pontelongo negli anni successivi avvengono profonde trasformazioni dovute in parte agli interventi di carattere sociale della Giunta Ostani, ma soprattutto per l’insediamento nel 1908/1910 di una grande fabbrica, lo zuccherificio, che porterà novità e benessere in tutto il comprensorio del Piovese. L’insediamento dello zuccherificio e di numerose abitazioni per i dipendenti avrà come conseguenza l’aumento del traffico, sia commerciale che per la popolazione residente, creando problemi alla nuova Giunta Azzalin, insediatasi nel 1914.
In via XX Settembre il traffico di carri divenne difficoltoso per la strettezza della sede, stradale che passava vicino al mulino; perciò il problema venne risolto con l’apertura di una nuova strada molto più larga, parallela alla via XX Settembre, sul tratto dalla farmacia alla pesa pubblica. A questa strada, costruita con l’aiuto finanziario della Provincia, venne dato il nome di Via Indipendenza, continuando a ricordare, in questo modo, il Risorgimento.
Il maggiore sviluppo edilizio si verificò nel lato destro del Bacchiglione a sud-est del paese, dove divenne necessario assegnare i numeri civici ai nuovi fabbricati. Venne nominata Via Zuccherificio il tratto di strada compreso tra l’incrocio di Via Villa del Bosco e lo sbocco (canale di derivazione dal Bacchiglione); questa strada era molto trafficata per l’ accesso alla fabbrica e alle abitazioni dei dipendenti e venne pavimentata con un fondo di sabbia e macadam ricoperti di ciottoli di fiume, mentre il lato destro venne destinato a marciapiede con pavimentazione in cubetti di porfido, materiale usato anche per la viabilità interna alla fabbrica.
Altre abitazioni vennero costruite in due aree contigue a via Villa del Bosco, su terreni acquistati dalla Società ne1 1909; nella zona, alla prima laterale sinistra della via, sorsero case a schiera e qualche anno dopo anche il campo sportivo; questa nuova breve strada venne intitolata Giuseppe Garibaldi, sempre in linea con la tradizione risorgimentale.
Via Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807 - Caprera 1882) è un personaggio popolare, un eroe nazionale affascinante e carismatico, marinaio e viaggiatore, disinteressato e generoso, un comandante combattente coraggioso. Chiamato anche “Eroe dei due Mondi” perché ha combattuto in America Latina per liberare gli oppressi dalla tirannia e in Italia per raggiungere l’unità nazionale.
Anche via Stradelle venne modificata in seguito alla costruzione dello zuccherificio e delle abitazioni per i dipendenti, con la conseguente scomparsa delle case coloniche e delle stradine di accesso presenti sul lato sinistro; pertanto perdeva di significato la denominazione di via Stradelle.
Venne sostituita dal toponimo Via Dante Alighieri, nome adoperato nel 1889 per costituire la Società Dante Alighieri con lo scopo di promuovere la cultura italiana, in Italia e nel mondo.
Dante Alighieri(Firenze 1265-Ravenna 1321 ), nato da famiglia guelfa di piccola nobiltà, prese parte alla vita politica fiorentina ricoprendo incarichi pubblici per conto della fazione dei Bianchi, i quali furono sconfitti dai rivali Neri. Subì processi con condanne al carcere, all’esilio, all’esclusione dai pubblici uffici ed infine alla morte. Ebbe allora inizio il doloroso vagabondaggio del poeta presso le corti dei principati italiani, mettendosi a loro servizio. Dante ha scritto numerosi trattati in latino ed in lingua volgare, scrivendo per lo più di argomenti politici, nonché di rime e poesie, raggiungendo la fama eterna con la Divina commedia, grande poema iniziato nel 130l e concluso poco prima di morire. La Divina Commedia è una specie di enciclopedia in versi, che tratta di scienze, storia, filosofia, teologia e politica che Dante descrisse nel viaggio attraverso i tre regni dell’oltretomba.
Altra modifica di onomastica interessò via Paltana, che venne dimezzata con l’intitolazione di Via Bò dal tratto compreso tra il ponte di via Candiana e il confine con Fossaragna.
Non conosciamo i motivi che hanno portato a questa scelta; possiamo solo fare qualche ipotesi.
Veniva chiamato bue o bove il bovino maschio, castrato, utilizzato come animale da lavoro nei campi, per le sue qualità di forza, pazienza e resistenza; nelle nostre zone erano utilizzati bovini di razza Pugliese del Veneto, e in misura minore di razza Romagnola. I piccoli coltivatori preferivano allevare le vacche, perché oltre al lavoro fornivano un vitello all’anno e un po’ di latte. In via Bò la più grande azienda (circa 100 campi) era di proprietà di Ubaldo Camilotti, ed era in grado di allevare 50 capi bovini. Si può affermare che dedicare una via al bue sia stato un riconoscimento della sua grande importanza economica per secoli nella gestione aziendale, infatti la meccanizzazione si diffonderà solo dopo il 1950.
Altro toponimo introdotto nel 1914 è la Piazza del Popolo, situata in destra del Bacchiglione, accanto al piazzale della Chiesa.
La piazza fu costruita nel 1914 sull’area delle demolite case con cortile ex proprietà Fornaro; al centro della piazza ne1 1921-22 sarà costruito il Monumento ai Caduti.
Nel corso dei lavori di pavimentazione eseguiti nel 1982 venne alla luce il pozzo di casa Fornaro, che la Giunta Martin ritenne opportuno conservarlo dotandolo di una grata di protezione. A levante e a ponente la piazza era delimitata da bassi muraglioni di sostegno per le rampe d’accesso ai beni del beneficio parrocchiale, demolito nel 1964 per la costruzione della nuova canonica, ed a quelli di proprietà Gallo, tuttora esistenti. A sud è delimitata da tre cancelli in ferro con quattro pilastri sormontati da statue.
Durante il ventennio fascista avvenne una sola modifica all’onomastica, indotta da una disposizione del Governo Mussolini, che obbligava i Comuni a intitolare una via del centro alla capitale d’ltalia, preferibilmente vicino al Municipio.
Pontelongo si adeguò intitolando a Via Roma il tratto di strada, già Via XX Settembre, da casa Zatti alla Farmacia Paolucci, dove erano presenti edifici pubblici adibiti ai servizi ( Municipio, Scuole, Medico e Ostetrica, Poste).
Da quando è stata intitolata Via Roma utilizzando un tratto di Via XX Settembre per circa 20 anni la toponomastica non subirà alcuna variazione. Cessata la guerra 1940-45, che tante distruzioni ha provocato a Pontelongo, ha inizio la ricostruzione del territorio comunale creando nuove strade e nuovi alloggi, destinati ai sinistrati ed agli inquilini di abitazioni malsane; dagli anni 70 in poi l’espansione edilizia sarà soprattutto opera dell’iniziativa privata.
Pertanto la toponomastica subirà continue modifiche, integrazioni e sostituzioni. Non subiranno modifiche le Vie Porto, Roma, XX Settembre, Indipendenza, Mazzni, Candiana, Bò, Paltana, Villa del Bosco, Zuccherificio, Garibaldi, Dante e la Piazza del Popolo.
Tutte le altre vie non comprese in questo elenco saranno descritte iniziando dal lato sinistro del fiume Bacchiglione.
- Via S. Lorenzo: inizia dalla corte Bettio e termina presso casa Bastianello al confine con il Comune di Bovolenta; il nome precedente era Via Argine Sinistro Superiore.
S. Lorenzo, prete, diacono e martire era l’amministratore dei beni della giovane comunità cristiana di Roma; di lui e di tanti altri martiri, come S. Valentino, non si conosce l’anno di nascita. Le guardie imperiali il 6 agosto 258 fecero irruzione presso il cimitero di S. Callisto, arrestando Papa Sisto Il e tanti diaconi tranne Lorenzo, il quale, riuscito a fuggire, ebbe il tempo di distribuire i beni dei cristiani ai poveri. Il 10 Agosto 258 fu preso e subito torturato, processato e martirizzato legandolo ad una graticola rovente. L’imperatore Costantino, diventato cristiano, nel 320 fece erigere in suo onore la Basilica di S. Lorenzo fuori le Mura.
La chiesetta di S. Lorenzo di Bovolenta, che fu costruita nel 1401 assieme ad un monastero di Monache, soppresso in epoca Napoleonica, subì gravi danni dall’alluvione 1882, per cui fu demolita e ricostruita un po’ più a nord. Ora è sede di una piccola Parrocchia aggregata al vicariato di Pontelongo e da tempo manca il Parroco.
- Via Schilla: è la prima laterale di Via Roma, sulla quale si innesta partendo da Palazzo Ostani per giungere al ponte sulla Schilla di proprietà della famiglia Lovato.
La fossa Schilla delimita il confine nord di Pontelongo con i Comuni di Brugine, Piove di Sacco, Arzergrande e Codevigo.
- Vicolo Serravalle: è la seconda laterale di Via Roma, ed è una strada breve che inizia dalla Scuola Media e termina presso casa Belcaro. I1 nome Serravalle ricorda la famiglia ultima proprietaria di Palazzo Foscarini prima di essere ceduto al Comune di Pontelongo.
Raffaele Serravalle fu Abramo, nobile veneziano di origine ebrea, nel 1844 acquistò da Alessandro Gritti alcuni fabbricati e terreni già di proprietà Foscarini, ch e gli eredi Augusto e Cesare cedettero nel 1876 al Comune per farne la sede Municipale.
- Largo Cavalieri di Vittorio Veneto: è la piazza compresa tra il Palazzo Foscarini, la Barchessa Est e la Scuola del 1911, alla quale si accede da Via Roma e da Via Martiri di Belfiore.
Nel 1984 la nuova piazza, da poco terminata, fu così denominata su richiesta della Associazione Nazionale Combattenti e Reduci per onorare e ricordare gli ex-combattenti della guerra 1915-1918, dei quali oramai pochi erano i sopravvissuti. A questi reduci in occasione del 50° anniversario della Vittoria era stata conferita l’onorificenza del nuovo Ordine cavalleresco, appositamente legiferato dal Parlamento Italiano;
- Via Martiri di Belfiore: è la parallela di Via Roma e collega Largo Cavalieri Vittorio Ve neto con Via Indipendenza; è stata costruita nel 1950 per insediarvi nuovi blocchi di case popolari.
Il nome rievoca tragici avvenimenti risorgimentali, passati alla storia come i moti del 1851-1855. I patrioti cospiratori, quasi tutti seguaci di Mazzini, furono condannati dai tribunali austriaci a morte per impiccagione, eseguita nel carcere di Belfiore (Mantova); uno dei giustiziati più conosciuti fu il padovano Pier Fortunato Calvi.
- Via Bietigheim-Bissingen: è un breve tratto di strada parallelo a Via Martiri di Belfiore, alla quale si innesta sia in entrata che in uscita. Bietigheim-Bissingen è una città del Baden-Wurttemberg, dove nel 1960 alcuni pontelongani erano emigrati per lavoro. Nel 1974 si è tenuto il primo incontro ufficiale tra Pontelongo e Bietigheim, instaurando un rapporto di amicizia, consolidatosi nel tempo mediante la costituzione della Associazione Kolping Familie con il compito principale di organizzare gli incontri fra le due comunità.
Via Guglielmo Marconi - laterale e parallela di Via Roma, inizia dalla barchessa Foscarini di levante e si immette in vicolo dell’Arco. Guglielmo Marconi (Bologna 1874 Roma 1937) scienziato autodidatta, inventò il sistema di trasmissione della telegrafia senza fili, ottenendone nel 1896 il brevetto a Londra; nel 1901 effettuò il primo collegamento transatlantico fra l’Inghilterra e l’isola di Terranova (Canada), Premio Nobel ne11909, fu Presidente dell’Accademia d’Italia e del Consiglio Nazionale delle Ricerche e ottenne pure il titolo di Marchese.
Vicolo dell’ Arco - breve tratto di strada collegata a Via Marconi e che dall’arco di via Roma presso la bottega Barbetta “Jache” conduce ai cortili delle famiglie Barbetta e Benvegnù.
Via Galileo Galilei - collega via XX Settembre con via Indipendenza e fino al 1954 si chiamava Via S. Giovanni. Galileo Galilei (Pisa 1564Arcetri 1642) è stato un grande fisico, matematico e astronomo, che per 18 anni ha insegnato matematica all’Università di Padova dove la Repubblica Serenissima concedeva ampia libertà ai professori. Scrittore e scienziato, costruirà numerosi strumenti scientifici, il più noto è il cannocchiale telescopico col quale fece molte scoperte astronomiche, pubblicate nel libro “SIDEREUS NUNCIUS”. Tornato in Toscana famoso per le sue scoperte, fu inquisito nel 1633 dal Sant’ Uffizio che lo processò, lo costrinse ad abiurare alcune sue teorie e lo condannò al carcere perpetuo. Per l’età avanzata gli fu concesso di rimanere nella sua villa di Arcetri, dove mori ne1 1642.
Quartiere del Volo - Nel 1949 1a Giunta Toffano così denominò tutta l’area di via Indipendenza destinata ad edilizia economico-popolare, da assegnare alle famiglie rimaste senzatetto in seguito ai bombardamenti del 1944/45. Una porzione di quell’ area era di pertinenza dell’antica Chiesa di S. Giovanni Battista, demolita nell’ estate dei 1945 a causa dei danni subiti durante la guerra; la proprietà della chiesetta, che fu per secoli dei Foscarini, nel 1800 passò prima alla famiglia Zadra e poi ai Da Zara.
L’ultimo proprietario, il barone Leonino Da Zara, uomo appassionato di automobili ed aerei, utilizzò quasi tutto il patrimonio ereditato dal padre Dottor leone, per lo sviluppo dell’Aviazione Italiana.
A Pontelongo possedeva ancora qualche piccolo appezzamento in via Indipendenza che donò al Comune di Pontelongo. Affinché rimanesse memoria dei gesto munifico di Leonino, il nuovo insediamento edilizio di quell’ area venne denominato Quartiere del Volo; purtroppo non fu posta alcuna targa ricordo, ma rimase nella memoria collettiva dei cittadini di Pontelongo.
In occasione de160° Anniversario dei primo bombardamento, la Giunta Franco ha collocato ai piedi della breve scalinata che portava alla chiesa di S. Giovanni (unico reperto rimasto del luogo originario) un cippo alto 1,70 che, nella facciata rivolta verso via Indipendenza.






