Alberto TERRANI e Lucia VALENTINI
2 mag 2009 di zoen2601
Pontelongo – Sala dedicata a Lucia Valentini Terrani

Programma Serata
Programma SerataLo sguardo dolcissimo e l’indimenticabile voce di Lucia Valentini Terrani continueranno a vivere, a Pontelongo , grazie ad una sala di villa Foscarini-Erizzo che l’amministrazione comunale si appresta a dedicarle, nel corso di una serata di gala, in programma per lunedì 9 giugno. La cantante lirica, mancata prematuramente una decina di anni fa, era legata al paese per aver sposato un “pontelongano doc” come Alberto Terrani, famoso e stimato attore di cinema e teatro. Grazie al marito, Lucia Valentini era solita frequentare Pontelongo , dove aveva stretto negli anni solide e durature amicizie. Solo pochi giorni prima della sua scomparsa si era esibita proprio in paese, lasciando nei cuori di tutti un indimenticabile ricordo.
di : Fe.Be.
dal GAZZETTINO di Padova – SABATO 31 MAGGIO 2008
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«Lucia Valentini – Una moglie e un’artista dal talento straordinario»
A dieci anni dalla morte, Alberto Terrani ripercorre la sua vita con il grande mezzosoprano Lucia Valentini
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L’amore, la felicità, l’allegria, il successo. Poi, improvvisi e imprevedibili, il dolore, l’angoscia, la morte. Non è facile essere insieme protagonisti e testimoni della propria vita e di quella della persona alla quale la propria vita è stata in gran parte dedicata. Un ruolo non cercato, ma capitato, tanto più difficile da sostenere quando il destino prende una piega inattesa e tragicamente sorprendente. Alberto Terrani da dieci anni, da quell’alba dell’11 giugno 1998 in cui Lucia Valentini se ne andò a soli 51 anni mentre lui le teneva la mano nel letto dell’ultima speranza a Seattle, stroncata da una forma di leucemia subdola e crudele, quel ruolo se lo è caricato sulle spalle, così come dietro le quinte, per ventisei anni aveva seguito passo passo la sua luminosa carriera di cantante, considerata la più grande interprete rossiniana contemporanea. Non era solo questione di voce. “Dalla sua persona – ha scritto di lei Claudio Abbado – traspirava un qualche cosa di straordinario, di vero, di profondamente umano, che certamente veniva dal suo mondo interiore”.
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L’incontro
La premonizione di una storia straordinaria per l’intensità con cui è stata vissuta era arrivata una sera del 1972, a Roma. «Questa ti sposa», era stata la sentenza di Laura Efrikian, allora moglie di Gianni Morandi, entrando nel pianerottolo della casa di Terrani. «C’era un odore datocetodi spezzatino mai sentito fino ad allora – racconta Terrani, ora tornato al teatro con la sua Accademia – Ero partito da Pontelongo , senza soldi ma ormai potevo dirmi arrivato. In casa però avevo solo tre cose che mi avevano regalato i Morandi: un divano letto, una moka e due tazze da caffè». Quella sera, la casa, l’aveva prestata a Lucia, forse all’inizio considerata una delle tante conquiste di quella faccia da bello e cattivo che l’aveva reso famoso in teatro e in alcune ineguagliabili pre-fiction di fine anni Sessanta (mitico il suo Uriah Heep nel “David Copperfield” di Majano). «C’eravamo conosciuti poco prima, a una serata. Lo spettacolo aveva due parti, e il finale doveva essere mio, ero il divo. Contattarono Lucia, le andò bene la prima uscita. Fece il Rondò della Cenerentola. Quando finì, non avevo più il coraggio di uscire». Ma dopo quella sera, tra timidezza e azzardo, i contatti erano continuati. In quella fine del 1972 Terrani aveva dato la casa a Lucia perché la cantante aveva delle prove a Roma. «In mia assenza, aveva comprato tutte le pentole e aveva cucinato per me». Tre mesi dopo, l’8 febbraio del 1973, erano marito e moglie.
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Il successo
Il dopo è storia personale e pubblica. Terrani allora aveva 38 anni, era bellissimo, affermato, corteggiatissimo. Lucia Valentini, già vincitrice del concorso “Voci nuove rossiniane”, a 25 anni era all’inizio della carriera. «Ero convinto che non mi sarei mai sposato – ricorda Terrani – Ma quando la conobbi mi comparve davanti un sole. Era una ragazzotta dai riccioli troppo biondi e dai vestiti troppo colorati, ma bellissima dentro e fuori. In lei c’erano astuzia, umiltà, intelligenza, semplicità, un’allegria e una gioia di vivere che contagiava chi le stava vicino. Era spiritosissima. In una serata poco riuscita era capace di salire su una sedia in mezzo al ristorante e di intonare la Carmen. Aveva una voce grandiosa». La svolta arriva il 19 aprile 1973. Lucia debutta alla Scala sostituendo Teresa Berganza nella “Cenerentola”. «In poche ore il suo cachet era passato da seicentomila lire a dieci milioni, cifre che io mai avrei guadagnato. Doveva partire in tournèe per un anno, non me la sono sentita». Terrani abbandona tutto. Da allora, una vita sempre insieme, in giro per il mondo, tra teatri, alberghi, mondanità. «Ma a lei di tutto ciò non importava nulla, era a me che interessava. Era una donna dalla fede ferma, intima, profonda. Amava suo marito, il canto e la buona cucina».
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L’addio
Per tanti anni non si sono lasciati un attimo. «Ho amato solo lei e sono stato un marito perfetto, fedele e presente. Lei mi ricopriva di complimenti, ma era molto meglio di me. Ci sono stati momenti pieni di allegria e altri difficili: con gli anni il suo ruolo la caricava di responsabilità, non era mai contenta di se stessa». La vera forza interiore era però fortissima. «Quando si è ammalata, non si voleva arrendere. Ha subìto le cure, e poi il trapianto di midollo, convinta di tornare a cantare. Ma anche quando aveva capito che non c’era più nulla da fare, non ha perso il suo spirito. La notte in cui è mancata mi ha detto: “Adesso non metterti a fare teatro, mettiti qui e aspettiamo”». A sorreggerla anche quella fede profonda che, con grande discrezione – la stessa usata nella vita privata – l’aveva sempre spinta verso le persone più deboli e sfortunate.
di : Maria Grazia Bocci
Dal IL GAZZETTINO di Padova – Domenica 11 Maggio 2008
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Una sala della Sede Municipale dedicata alla celebre cantante lirica nel decimo anniversario della sua scomparsa
Da: Pontelongo Informa, Luglio 2008 In ricordo di Lucia Valentini Terrani
Lo scorso 9 giugno è coinciso con il decimo anniversario della scomparsa di Lucia Valentini Terrani; in una serata carica di emozione per tutta la cittadinanza, la nostra Amministrazione ha voluto farsi voce di un desiderio che da molti anni i pontelongani portano nel cuore: dare omaggio a Lucia e dedicarle una Sala della Sede Municipale.In concomitanza con questa importante occasione, è doveroso ricordare le principali tappe della splendida carriera dell’illustre cantante lirica: Lucia Valentini è nata a Padova il 28 agosto 1946; ha studiato canto in conservatorio, perfezionandosi come mezzosoprano. Tra le più notevoli interpreti della tradizione belcantistico tra il XVII° e il XIX° secolo, contribuì alla rivalutazione del repertorio rossiniano impersonando, tra gli altri, i ruoli di Angelina ne “La Cenerentola”, di Isabella ne “L’italiana in Algeri”, di Rosina ne “Il barbiere di Siviglia”, di Melibea ne “1l Viaggio a Reims”, di Tancredi nell’opera omonima, di Malcom ne “La donna del lago”, di Calbo nel “Maometto secondo” e di Arsace ne “La Semiramide”. La voce calda, assai agile ed estesa rendeva Lucia Valentini un’interprete ideale dei grandi ruoli rossiniani. In particolare, si vogliono ricordare le memorabili rappresentazioni de La Cenerentola e de L’italiana in Algeri che si tennero alla Scala di Milano con la direzione di Claudio Abbado e la regia di J.P, Ponnelle, e grazie alle quali Lucia Valentini incantò pubblico e critica. La Cenerentola e L’italiana in Algeri furono portati in tournée nei maggiori teatri del mondo, sempre avendo come protagonista Lucia Valentini, che nel frattempo aveva aggiunto al suo nome quello di Terrani, poiché aveva sposato il noto attore Alberto Terrani, nato a Pontelongo. Anche nelle occasioni nelle quali si dedicò ad opere non rossiniane, Lucia Valentini ottenne grandi soddisfazioni: tra le altre, vanno ricordate la sua interpretazione di Marina nel “Boris Godunov” di Musorgskij, di Charlotte nel “Werther” di Massenet e di Mrs.Quickly nel “Falstaff” di Verdi.Come sottolinea Luciana Ceriani, Lucia Valentini non possedeva solo una voce di rara bellezza, ma era anche una professionista di grande serietà, poiché profondeva sempre il massimo impegno nel proprio lavoro. A tutto questo si aggiungeva un particolare talento ed intelligenza musicale: le sue interpretazioni erano stilisticamente impeccabili ed i suoi personaggi avevano sempre un convincente spessore umano. In omaggio a questa straordinaria interprete, è intenzione dell’Assessorato alla Cultura curare una sezione di musica lirica all’interno della biblioteca, iniziando con l’acquisizione dei dischi di Lucia Valentini Terrani, continuando poi con testi ed eventualmente spartiti per documentare quest’arte e dare strumenti alle nuove generazioni che si volessero avvicinare alla musica e seguire le orme di questa grande artista. Inoltre, il Comune di Pontelongo è tra i soci sostenitori della Fondazione Lucia Valentini Terrani, che ha tra i principali scopi il sostegno alla formazione e alla qualificazione di giovani musicisti e iniziative benefiche e di solidarietà mirate all’aiuto di persone affette da malattie incurabili, con particolare riferimento ai bambini.
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Sono intervenuti alla serata in onore di Lucia Valentini Terrani il Sindaco Federico Ossari; l’Onorevole Giustina Destro, deputata parlamentare, ex sindaco di Padova dal 1999 al 2004, amica personale di Lucia Valentini Terrani, a cui ha fatto intitolare la Piazzetta del Teatro Verdi di Padova; il Dott. Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova, studioso di Storia dell’Arte e autore fra le tante sue pubblicazioni del libro “Villa Foscarini Erizzo a Pontelongo”, profondo conoscitore di storia locale e religiosa e amico di Lucia e di Alberto Terrani; Alberto Terrani, famoso attore e marito di Lucia Valentini; Luca Bastianello, noto attore e allievo di Alberto Terrani; alcuni allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Palcoscenico del Teatro Stabile del Veneto, di cui Alberto è il Direttore. La serata si è conclusa tra le lacrime di commozione di Alberto Terrani che ha scoperto una targa che dedica a Lucia Valentini Terrani la Sala del Municipio al primo piano.
L’Assessore alla cultura PATRIZIA DESOLEI

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ALBERTO TERRANI: «UNITO PER SEMPRE ALLA MIA LUCIA»

Le feste per tanti sono motivo di gioia e di relax, ma per molti altri sono un momento di malinconica riflessione. Il Natale, il Capodanno e l’Epifania accentuano, soprattutto in chi è solo, la sensazione di vuoto e la rendono difficilmente sopportabile. «Da giovane, partito da Pontelongo pieno di speranze e ambizioni, sono andato a suonare alla porta di Luchino Visconti e Salvo Randone. È iniziata così assieme a loro la mia carriera di attore. All’epoca ero molto birichino e discretamente sicuro del mio fascino. Ma un giorno ho conosciuto Lucia e in un attimo non solo ho abbandonato tutto per seguirla, ma sono anche diventato, per 26 anni, un marito perfetto». A raccontare la storia del grande amore della sua vita è Alberto Terrani. L’8 Febbraio del 1973, il giorno più bello della sua vita, sposò Lucia Valentini, famosa soprano allora venticinquenne, nella Chiesa di San Tommaso con soli due testimoni. A festeggiarli ci ha pensato Gianni Morandi, grande amico di tutti e due, qualche mese dopo con una festa a casa sua coinvolgendo tutto il mondo del cinema, dello spettacolo, della lirica e del teatro. «Era pazzamente innamorata di me ed io di lei. Mi diceva che ero l’uomo più bello del mondo e che era nata per vivere con me sempre, in questa vita e nell’altra. Per me lei era come il sole che sorge. Una volta sposati sarebbe dovuta partire per una tournée in America che l’avrebbe tenuta lontano da me quasi un anno. È stato in quel momento che ho capito che valeva la pena lasciare tutto pur di seguirla, e così ho fatto. Da allora sembrava che niente e nessuno ci potesse fermare. La nostra era una coppia vincente sotto tutti i punti di vista». Ma la vita si sa a volte è imprevedibile e crudele. Ti dà tanto e all’improvviso ti toglie tutto. Così è stato anche per Alberto Terrani. Ma per un uomo che conosce solo le forti emozioni era difficile sopravvivere alla scomparsa della moglie. Solo una grande passione poteva rianimarlo, e così è stato. Il teatro lo ha riconquistato e oggi, attraverso la sua scuola, trasmette a tanti giovani la sua grande esperienza di successo e di amore.
di LUDOVICA CASELLATI
da : IL GAZZETTINO di Padova – DOMENICA, 06 GENNAIO 2008
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Lucia Valentini (Padova, 29 agosto 1946 – Seattle, 11 giugno 1998) è stata un mezzosoprano italiano.
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
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Sposò nel 1973 l’attore di teatrale e televisivo Alberto Terrani, il quale la seguì, da quel momento e per tutto il resto della sua carriera, in veste di consulente e manager. La Valentini volle da allora aggiungere il cognome del marito al proprio, fino a passare alla storia con il doppio cognome, come Lucia Valentini Terrani, forse in ciò seguendo (consapevolmente o inconsapevolmente) le orme di tante cantatrici dei secoli precedenti. Nel 1996 le fu diagnosticata la leucemia e la Valentini Terrani si rivolse per le cure al famoso Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle dove poco tempo prima era stato trattato, per la stessa malattia, il suo collega, e amico, José Carreras. Disgraziatamente ella non ebbe la stessa fortuna che era toccata al famoso tenore e morì a Seattle nel 1998 dopo un infruttuoso trapianto di midollo osseo.
Interprete tra le più notevoli del repertorio belcantistico tra il XVIII e il XIX secolo, la Valentini Terrani contribuì, in modo determinante, alla rivalutazione del repertorio rossiniano intervenuta nell’ultimo trentennio del XX secolo. Come ebbe a scrivere Rodolfo Celletti nelle note di copertina di un suo disco di arie rossiniane, “il vocalizzo rapido, le cui note scintillano scandite con meticolosa nettezza, l’estrosa variazione acrobatica, la volata vertiginosa prorompono intensi e luminosi. Levigati, anche geometrici, ma illuminati dalla tensione interna e dalla foga di chi i valori poetici della dialettica rossiniana sa coglierli dovunque: nel fiabesco immaginoso, nella “roulade” allucinante e nella melodia che teneramente ondulano diffonde struggimenti d’un tempo che non era più nostro e che adesso … stiamo recuperando. La ragazza di Padova … a questo recupero ha prestato quanto di meglio poteva offrire: una vocazione autentica a cantare Rossini”. Dopo aver studiato con Iris Adami-Corradetti, la Valentini aveva esordito a Brescia, nella stagione 1968/69, interprentanto quel ruolo di Angelina ne La Cenerentola, che l’avrebbe poi accompagnata per tutto il resto della sua carriera e del quale sarebbe divenuta forse la più grande interprete del Novecento. La svolta della sua vicenda artistica, comunque, avvenne nel 1973, con il trionfo al Concorso internazionale per voci nuove rossiniane oraganizzato dalla RAI, il quale le aprì la strada di tutti i più grandi teatri del mondo. Ella si dedicò inizialmente soprattutto ai ruoli buffi o semiseri del repertorio rossiniano (e più in generale del ‘700 belcantista), interpretando, oltre alla citata Cenerentola, L’Italiana in Algeri (che può essere considerato il suo secondo vero cavallo di battaglia del periodo), il ruolo del paggio Isoliero ne Il Conte Ory, Rosina ne Il Barbiere di Siviglia, Carlotta in Torvaldo e Dorliska, oltre a ruoli non rossiniani, come Fidalma ne Il matrimonio segreto di Cimarosa o Celia ne La fedeltà premiata di Haydn. Oltre ai ruoli belcantistici, la Valentini Terrani aveva modo di affermarsi anche nel repertorio francese tardo ottocentesco soprattutto come una suntuosa Carlotta nel Werther e come Dulcinea nel Don Chisciotte di Massenet e quale protagonista della Mignon di Thomas. Significativa anche la sua prestazione come Marina nel Boris Godunov di Mussorgsky, mentre hanno lasciato scarse tracce le sue rare incursioni (soprattutto discografiche) nel territorio verdiano e il suo abbastanza tardivo debutto in Carmen quando ormai il suo assetto vocale cominciava a dare segni di qualche leggero cedimento. Con l’inizio degli anni ‘80 la Valentini Terrani si pose alla testa, insieme a Marilyn Horne, della riscoperta del Rossini serio, interpretando praticamente tutte le parti di eroe en travesti scritte da Rossini per la voce di contralto, da un clamoroso Arsace nell’edizione torinese della Semiramide di Pier Luigi Pizzi, agli altrettanto clamorosi debutti al Rossini Opera Festival di Pesaro, come Tancredi, Malcolm ne La donna del lago, e Calbo nel Maometto II, per concludere infine la sua grande stagione pesarese come Marchesa Melibea nella memorabile prima ripresa assoluta de Il viaggio a Reims sotto la direzione di Claudio Abbado. Dotata di un’ottima presenza scenica, sia nei ruoli femminili che in quelli en travesti (nei quali riusciva ad assicurare una credibilità interpretativa non sempre propria di altre sue colleghe), la Valentini Terrani, per il colore della voce, per l’estensione vocale, per le grandi capacità virtuosistiche (peraltro non eccessivamente sovraccaricate, ma in pieno stile rossiniano), ha ridato vita in Italia, e ha contribuito in primissimo piano a ridarla nel resto del mondo, al mito del contralto del primo Ottocento, utilizzato da Rossini e dai compositori coevi per ricordare e, per quanto possibile, perpetuare, l’era magnifica dei castrati, finita ormai per sempre grazie allo loro sostanziale allora, definitiva poi (e comunque mai troppo tardiva!), scomparsa dal mercato del canto lirico.
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Lucia Valentini Terrani in memoriam 1/4
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Lucia Valentini Terrani in memoriam 2/4
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Lucia Valentini Terrani in memoriam 3/4
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Lucia Valentini Terrani in memoriam 4/4
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Katia Ricciarelli & Lucia Valentini-Terrani: Duetto di due gatti
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Katia Ricciarelli Lucia Valentini-Terrani- Semiramide Duet
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Lucia Valentini-Terrani – Una voce poco fa – Il barbiere di Siviglia – 1981
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